CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 719

L’isola del libro

La rubrica settimanale sulle novità in libreria 

A cura di Laura Goria

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Annette Hess  “L’interprete”   -Neri Pozza-  euro 18.00

E’ il primo romanzo scritto dalla tedesca Annette Hess, nata ad Hannover nel 1967, sceneggiatrice di serie tv di grande successo in patria (in Italia è stata trasmessa la sua “Una strada verso il domani”) ed è balzato subito in testa alle classifiche in Germania, in corso di traduzione in 17 paesi. E’ un libro coraggioso, ambientato a Francoforte nel 1963 quando ebbe luogo il processo contro le belve SS. L’autrice ha costruito una trama intorno a quell’avvenimento epocale, basandosi anche su accurate ricerche. Al centro c’è la giovane interprete dal polacco, Eva Bruhns (figlia dei proprietari di una trattoria), chiamata a tradurre in aula le deposizioni dei sopravissuti alla Shoah. Testimonianze che fanno accapponare la pelle ed aprono gli occhi su scenari di orrore. Puntano il dito contro ufficiali, medici e infermieri nazisti che avevano orchestrato in loco la macchina di morte di Auschwitz. E’così che Eva scopre d’impatto le colpe collettive di un intero popolo che sapeva, ma è stato a guardare mentre milioni di ebrei bambini, adulti ed anziani venivano sistematicamente deportati nei lager, selezionati all’arrivo, destinati alle camere a gas, agli esperimenti o al lavoro fino allo sfinimento…ultima fermata per tutti…i forni crematori. La Hess in un’intervista ha raccontato che suo nonno, poliziotto in Polonia durante la 2° guerra mondiale, non parlava mai di quel periodo; in famiglia l’argomento era tabù. Ma lei (che all’epoca neanche era nata) avvertiva il peso di una colpa collettiva; mise alle strette suo padre e si fece raccontare. Quando poi nel 2013 furono pubblicati i resoconti di 400 ore di registrazione del processo di Francoforte -il primo in un’aula giudiziaria tedesca- contro 22 imputati di crimini commessi ad Auschwitz, la Hess decide di scriverne. Nasce così questo bellissimo romanzo, tragico, duro, senza sconti. A introdurre il lettore nel clima dello sterminio è la rievocazione dell’odore di carne bruciata che aleggiava intorno al campo…e che continua a far svenire la madre di Eva (c’è un perché). In quell’aula di tribunale l’ingenua interprete si chiederà come tradurre in simultanea cose terribili come “asfissiati nelle camere a gas”. Scoprirà tutto l’orrore vissuto dai testimoni, si scontrerà con l’arroganza e le giustificazioni dei boia alla sbarra. Ma dovrà lottare anche tra le mura domestiche, quando i genitori e l’inquietante sorella l’accuseranno di voler diffondere “quella fandonia”. In poco più di 300 pagine la Hess racconta la dolorosa presa di coscienza di Eva, il suo impatto contro il sentimento di molti tedeschi convinti che il passato andasse lasciato dov’era e dimenticare. E’ l’omertà colpevole che si ricollega alle dichiarazioni negazioniste, alla cecità e alla codardia. Ed Eva finirà per scoprire che anche persone vicine a lei non sono immuni dalla colpa collettiva…

 

Halldóra Thoroddsen  “Doppio vetro”  -Iperborea-  euro 15.00

E’ la storia di come sia possibile trovare ancora l’amore a 70 anni, nonostante le disillusioni di un’intera lunga vita e gli intoppi di un corpo che scricchiola e non risponde più ai comandi come in gioventù. La protagonista è un’anziana vedova che ha saputo organizzarsi per tempo l’ultima tranche di vita in un piccolo appartamento di Reykjavik. E’ diventata brava nel non “lasciarsi scalfire”. Figli e nipoti hanno veleggiato verso le loro vite staccate dal cordone ombelicale e lei trascorre le sue giornate scandite da ritmi consolidati, curando l’amicizia con una ristretta cerchia di sopravissuti come lei. Poi irrompe l’amore col passo lento di un ex chirurgo divorziato che forse aveva già incrociato in anni lontani. Lui si chiama Sverrir, il suo unico figlio vive in America e ha cercato di portarci anche lui. Ma come medico vuole continuare a vivere vicino ai suoi pazienti, perché anche lui si è creato la sua “comfort zone”. Cerca di convincerla che “L’unica cosa che non ha età è l’amore: quello colora ogni fase, anche se le sfumature cambiano con gli anni”. E anche se Sverrir non incarna il tipo di uomo da cui lei era attratta….si scopre nuovamente innamorata. Esce dalla protezione del “doppio vetro” del suo nido- rifugio e insieme fanno progetti per il piccolo tratto di futuro che ancora si distende davanti a loro. Altro non anticipo.“Doppio vetro” è il primo libro dell’autrice e poetessa islandese Halldóra Thoroddsen  tradotto in Italia, in corso di pubblicazioni in 10 paesi europei, vincitore del Premio della letteratura europea e di quello della letteratura femminile islandese. Il romanzo rimanda e si inserisce nel solco del bellissimo “Le nostre anime di notte” di Kent Haruf, (pubblicato postumo nel 2017), che ha ispirato l’omonimo film di Ritesh Batra, magistralmente interpretato da due mostri sacri come Jane Fonda e Robert Redford. Altre pagine da leggere per capire come fino all’ultimo respiro sia possibile scoprire quello che è il vero senso della vita…amare ed essere amati.

 

 

Sally Rooney  “Persone normali”   -Einaudi-  euro  19,50

Marianne e Connell vivono a Carricklea, piccolo paese irlandese alle porte di Sligo. Appartengono a due classi sociali diverse. Lei è la rampolla di una famiglia benestante ma affettivamente lacunosa; lui il figlio della loro donna delle pulizie, madre attenta e intelligente. Frequentano lo stesso liceo, ma hanno rese diverse: lui eccelle negli studi ed è molto popolare, lei invece è schivata dai compagni, in pausa pranzo si immerge nelle pagine di Proust ed ha  “la sensazione che la vita vera stesse accadendo da qualche parte molto lontana da lì, che stesse accadendo senza di lei, e non sapeva se avrebbe mai scoperto dove e se sarebbe riuscita a farne parte. Era una sensazione che a scuola aveva spesso”. Connell va a prendere la madre a fine lavoro a casa di Marianne ed è così che iniziano a frequentarsi e scoprirsi reciprocamente.  E’ solo l’inizio di una liaison che tengono nascosta agli altri, ma della quale neanche loro hanno ben chiari i confini. Sesso, amicizia, amore….forse un po’ di tutto, miscelato e altalenante, ma non abbastanza per tenerli davvero insieme. La giovanissima autrice Sally Rooney, nata nel 1991, dopo il successo del suo precedente “Parlarne tra amici”, con questo romanzo -che le è valso il Costa Novel Award- ci porta sulle tracce dei due protagonisti in una girandola di incontri e lontananze. Seguiamo così i passi discontinui di Marianne e Connell, che si perdono, poi si ritrovano nel prestigioso Trinity College. Ma si girano intorno anche negli anni successivi: tra aspirazioni e disillusioni, successi e fallimenti, alti e bassi, dolcezze e insensibilità, vicinanza e allontanamento….che finiscono per definire il sentimento che li lega.

Chiara Soldati si candiderà alla presidenza del Centro Pannunzio

Su invito del Comitato Direttivo del Centro
La dottoressa Chiara Soldati , nata nel 1974 ,nipote dello scrittore Mario Soldati, residente a Genova,  si è laureata in Legge all’Universita ‘ della sua città ed e’ a capo, insieme al padre, della azienda agricola  di famiglia “La Scolca  “di Gavi che ha festeggiato i cent’anni di fondazione quest’anno.E’un’ imprenditrice di livello internazionale che ha portato la sua azienda ai vertici di una vasta notorietà mondiale che la rende leader nell’esportazione  dei prodotti italiani all’estero. Di vasti interessi intellettuali ,si è in passato dedicata all’insegnamento universitario ed e’ stata in diverse istituzioni culturali  e imprenditoriali in posizioni di responsabilità . Ha ricevuto importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali tra i quali spicca quello di “Donna dell’Anno”. Si dedica anche all’associazione per la ricerca sul Cancro della Liguria.

“Dolcissime” dal Piemonte a Giffoni

Si chiama ‘Dolcissime’ ed ha come protagoniste alcune giovani l’ultima fatica con la macchina da presa di Francesco Ghiaccio, il regista autore di ‘Un posto sicuro’ dedicato al dramma dell’Eternit di Casale Monferrato


Il film esce nelle sale il 1 agosto ma viene presentato in anteprima al Giffoni Film Festival il 23 luglio. 
E’ una commedia sulle difficoltà dell’adolescenza, quando ci si sente sempre inadeguati e si fatica a sentirsi accettati in famiglia e nel proprio ambiente di coetanei. Quando la sfida è soprattutto  con se stessi e quando l’amicizia diventa il rifugio e la risorsa dalla quale attingere forza e coraggio per riscattarsi. Affronta quindi diversi temi come il rapporto con il proprio corpo e l’accettazione di sé, quello genitori-figli in un’età particolarmente delicata, e temi ancora più caldi come quella forma di bullismo che colpisce l’aspetto fisico delle persone (il cosiddetto body-shaming)e il cyber-bullismo. Il tutto con garbo e ironia, con toni delicati e leggeri.

Questa è la trama: Mariagrazia, Chiara e Letizia sono tre amiche inseparabili costrette a fare i conti ogni giorno con gli odiati chili di troppo, tra sguardi di disapprovazione dei compagni e risatine nei corridori della scuola. Mariagrazia soffre il confronto con la madre (Valeria Solarino), ex campionessa sportiva. Chiara ha una chat con un coetaneo, ma tanta paura di svelarsi in foto. Letizia un talento per la musica ma troppa vergogna per esibirlo. Dopo l’ennesima presa in giro, un’inattesa occasione di riscatto arriva dalla popolare e bellissima Alice, capitano della squadra scolastica di nuoto sincronizzato, costretta da un ricatto ad allenarle in gran segreto. Le tre ragazzine si lanciano in un’impresa impossibile spinte in acqua dalla gran voglia di rivincita. Finiranno per immergere la loro vita in quella della rivale, avvicinandosi le une alle altre giorno dopo giorno, esercizio dopo esercizio, sorriso dopo sorriso. Una storia tutta d’un fiato fino all’ultimo tuffo, sull’incredibile forza dell’amicizia oltre gli inciampi, gli imprevisti e qualsiasi diversità.

La pellicola è realizzata da Indiana Production e La Piccola Società, in collaborazione con Vision Distribuzione, con il sostegno di Commissione Film Torino Piemonte ed il patrocinio della Città di Torino.Ed ecco le protagoniste per la prima volta sullo schermo: 


GIULIA BARBUTO COSTA DA CRUZ 
Mariagrazia

Ha 19 anni, vive a Casale Monferrato (Alessandria). Studia all’Istituto tecnico “Leardi” nel settore Turismo, ma quest’anno consegue la maturità. Le piace molto cantare, ma soprattutto leggere e, infatti, a casa ha un’enorme collezione di libri.

MARGHERITA DE FRANCISCO

Chiara

Ha 16 anni, vive a Pino Torinese (Torino) e studia al liceo musicale Cavour. 

Suona il flauto traverso, il pianoforte e frequenta il coro di voci bianche del Conservatorio di Torino. Le piace ascoltare la musica, andare a teatro, guardare film o serie tv, leggere, sciare e fare subacquea.

GIULIA FIORELLINO

Letizia

Ha 22 anni, vive a Moncalieri (Torino) e studia Culture e Letterature del Mondo Moderno all’Università di Torino. 

Nel tempo libero le piace cantare, ascoltare musica, disegnare e dipingere candele. 

Ha una super passione per le serie tv e adora stare con i suoi amici e con il suo fidanzato.

ALICE MANFREDI

Alice

Ha 15 anni, vive a Carmagnola (Torino) e frequenta il liceo linguistico Copernico-Luxemburg di Torino dove studia spagnolo, tedesco e inglese. 

La sua più grande passione è il nuoto sincronizzato: da 7 anni si allena tutte le settimane e la sua squadra è diventata la sua seconda famiglia. 

Per lei niente film con scene troppo violente, le piacciono soprattutto quelli a lieto fine o drammatici e le serie tv.  La sua preferita? “The Vampire Diaries”.

Massimo Iaretti

 

Proiezioni di città

Le trasformazioni urbane e sociali, le migrazioni e l’accoglienza: temi di attualità che stanno nel cuore della narrazione delle città che cambiano

 Per questo motivo Urban Lab ha deciso, per questa anteprima alla terza edizione di Proiezioni di città, di raccontare una storia di viaggi migratori da paesi lontani. Torino è infatti una delle città simbolo di questi flussi: dal sud Italia al sud del mondo, passando per l’est Europa e l’estremo Oriente, il melting pot di persone che si sono sovrapposte ha plasmato intere aree della città, definendone abitudini, usi e costumi. Una popolazione che ha nella trasformazione e nel mescolamento uno dei principali segni distintivi della sua storia.

A fare da cornice a questo evento, prodotto in collaborazione con Flowers Festival, è il Parco Archeologico della Porta Palatina, un luogo suggestivo utilizzato per la prima volta come palcoscenico, collocato a pochi passi da Porta Palazzo, una delle zone più coinvolte nella trasformazione urbana e sociale di Torino.

In apertura di serata il documentario L’età di Torino (Massimo Mida, 1968, 11’), un film conservato dall’Archivio Nazionale Cinema Impresa in cui è protagonista la Torino degli anni ’60 con i cambiamenti prodotti dall’industrializzazione, l’immigrazione e la modernizzazione.

A seguire Odisseo, l’emigrante, lo spettacolo portato in scena da Giuseppe Cederna in cui protagonista è la storia di Odisseo, un migrante mediterraneo sulla via del ritorno, narrata da Omero. Dalla ninfa Calipso all’incontro con la giovane Nausicaa, la figlia del re Alcinoo; la partenza, l’addio all’immortalità, la tempesta e l’approdo nell’isola dei Feaci; la cetra di Demodoco e le lacrime degli eroi; e intanto la fuga di Telemaco alla ricerca del padre, l’agguato dei pretendenti, la protezione di Atena.

Il suo racconto viene accompagnato dalle composizioni di Willy Merz e dello straordinario CLG Ensemble diretto da Dario Bruna.

 

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria (www.urbancenter.to.it) fino a esaurimento posti prato. Non ci sono sedie, quindi si consiglia agli spettatori di portarsi un plaid.

Gli appuntamenti musicali di Anima Festival

Ripercorrendo i suoi successi che negli anni l’hanno portata a diventare la più grande voce femminile italiana, Giorgia ha emozionato il pubblico dell’Anima Festival a Cervere ed ha presentato il suo primo album di cover

In un anfiteatro costruito in mezzo ai campi di grano, tra le Langhe ed il Monviso, Natascia ed Ivan Chiarlo, hanno voluto realizzare suggestive serate all’Anfiteatro Anima, offrendo, per la quarta edizione, un programma con alcuni dei migliori artisti italiani ed internazionali. I concerti continueranno nelle prossime serate con: Orchestra sinfonica di Sanremo 12 luglio, Antonello Venditti 16 luglio, Concerto dei 7 Regni – Trono di Spade 20 luglio, Loreena McKennitt 28 luglio.

ESTATE IN MUSICA

IL TORINESE WEB TV: Giorgia in concerto all’Anima Festival a Cervere (CN). Leggi i prossimi appuntamenti del Festival su www.iltorinese.it

Pubblicato da Il Torinese su Giovedì 11 luglio 2019

Le sere d’estate al castello di Masino

Aperture serali straordinarie con visite guidate, musica, osservazioni del cielo stellato e letture di brani tratti dai volumi della Biblioteca Valperga. Ogni giovedì dal 4 luglio al 5 settembre 2019, dalle ore 18 alle 22 Appuntamenti eccezionali sabato 10 e domenica 11 agosto per San Lorenzo

 

Privo di luna quella notte, altero

di stelle il ciel quanto più mai splendea

onde assai bene si scorgeva il sentiero.

Tommaso Valperga di Caluso (Euforbo Melesigenio), Scherzo Epico, 1808

 

Nell’ambito della rassegna Sere FAI d’Estate, ogni giovedì dal 4 luglio al 5 settembre 2019 ed eccezionalmente sabato 10 e domenica 11 agosto, il Castello e Parco di Masino, Bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano a Caravino (TO), prolungherà l’apertura oltre l’orario abituale e dalle 18 alle 22 si animerà di luci, suoni e colori proponendo un ricco programma di eventi. Immancabili ingredienti delle serate saranno i piatti e i vini tipici del territorio degli aperitivi sulla terrazza panoramica per rilassarsi alla vista della Serra d’Ivrea e del paesaggio del Canavese.

 

Giovedì 4 luglio, per ricordare la ricorrenza dell’Indipendenza degli Stati Uniti, i visitatori potranno ascoltare letture ad alta voce di brani tratti da alcuni dei 25.000 volumi conservati nella Biblioteca Valperga, scelti tra la letteratura americana. La biblioteca, che riflette gli interessi culturali di una delle più importanti famiglie nobili piemontesi nell’arco di quattrocento anni, custodisce, accanto ad antichità pregiate, testi in prima edizione di Ottocento e Novecento, anche di autori statunitensi, collezionati dalla famiglia Valperga fino al 1987. Dalle ore 19 alle 20 sarà in programma una speciale visita guidata in biblioteca.

Nell’appuntamento di giovedì 11 luglio il Castello di Masino diventerà teatro dell’incontro armonioso tra uomo e natura. Alle ore 18.30, al calar della sera, Antonio Mingozzi, direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso e professore di Zoologia all’Università della Calabria, accompagnerà il pubblico in una passeggiata silenziosa in ascolto dei canti notturni degli uccelli. Alle ore 20 andrà in scena lo spettacolo teatrale Viaggio di Psiche, scritto e narrato da Sista Bramini con la musica di Giovanna Natalini, tratto dalla storia di Amore e Psiche raccolta nelle Metamorfosi di Apuleio: una coproduzione O Thiasos TeatroNatura e Pianpicollo Selvatico (Cantieri Immateriali), nel programma della rassegna Gran Paradiso dal vivo.

 

Al centro dell’evento successivo, giovedì 18 luglio, ci sarà la ceramica. In collaborazione con la Città di Castellamonte, gli ospiti potranno vedere in anteprima alcuni pezzi degli artisti che esporranno alla Mostra Internazionale della Ceramica di Castellamonte, assistere a dimostrazioni artistiche e approfondire i temi dell’esposizione, gustando l’aperitivo in terrazza. Per l’occasione, le visite guidate in castello si focalizzeranno sulla produzione ceramica presente nelle collezioni: dalle stufe di Castellamonte ai servizi di piatti della famiglia Valperga.

 

L’ultima Sera FAI di luglio, giovedì 25, si svolgerà A passo di danza. Una performance con Simone Orlandi e Elena Grimaldi, ballerini dell’Ebb Company di Madrid, con coreografie di Cristina Taschi e Cristina Golin (Accademia di Danza e Spettacolo di Ivrea), unirà in un fil rouge danze antiche e contemporanee e concluderà la speciale visita guidata, particolarmente approfondita sulla storia e le decorazioni del Salone da Ballo.

 

 

Giovedì 1 e 22 agosto appuntamenti con le Visite al buio dalle ore 20.30, percorsi speciali per scoprire com’era il castello prima dell’arrivo dell’elettricità a Masino – avvenuto a inizio Novecento – quando le sale erano illuminate soltanto da lumi e candele. Gli ospiti conosceranno il Bene nella sua veste notturna di una volta, esplorandolo nella penombra e con l’ausilio di torce.

 

Giovedì 8, sabato 10 e domenica 11 agosto protagonista sarà la volta celeste, un’occasione per ricordare il cinquantenario dello sbarco dell’uomo sulla Luna. La prima delle tre serate sarà dedicata a letture di brani su temi astronomici, tratti da libri conservati nella Biblioteca Valperga. La speciale visita guidata verterà, in particolare, sulla passione di Tommaso Valperga per i misteri del cielo e lo studio di stelle e pianeti. Nel fine settimana di San Lorenzo, quando è più visibile lo sciame meteorico delle Perseidi, il Castello di Masino aprirà per Astronomi per una notte, due serate di osservazione delle stelle cadenti dalla posizione panoramica della Terrazza dei Limoni, lontano dall’inquinamento luminoso, in compagnia di Antonio Zampieri, fisico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e astrofilo.

 

Le Sere FAI d’Estate proseguiranno in occasione di Ferragosto, giovedì 15, con uno speciale aperitivo serale, e giovedì 29 agosto con Aperitivo in…acquerello in compagnia di Maria Giachetti, restauratrice e acquerellista, che illustrerà i segreti dell’acquerello paesaggistico e inviterà i partecipanti a lasciarsi ispirare dal panorama del Canavese e della maestosa catena alpina per creare il proprio dipinto (materiali necessari a cura dei partecipanti). Durante gli appuntamenti, saranno previste visite guidate in castello.

 

Chiuderà la rassegna, giovedì 5 settembre, un Aperitivo in…Jazz a base di prodotti enogastronomici del territorio e una sessione jazz a cura dell’associazione Musica Insieme, da godere sulla più bella terrazza panoramica del Piemonte. Con il Patrocinio di Regione Piemonte. Con il Patrocinio di Città metropolitana Torino, Comune di Caravino e Comune di Ivrea.

 

Il calendario “Eventi nei Beni del FAI 2019” è reso possibile grazie al significativo sostegno di Ferrarelle, partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI; al fondamentale contributo di FinecoBank, già Corporate Golden Donor, che ha scelto di essere a fianco del FAI anche in questa occasione e di PIRELLI che conferma per il settimo anno consecutivo la sua storica vicinanza alla Fondazione. Per il secondo anno si conferma la prestigiosa presenza di Radio Monte Carlo in qualità di Media Partner.

Azeglio ospita Sara Rubatto

La scrittrice presenta il suo libro  il 13 luglio 

La rassegna “Musiche da ripostiglio e altro”, patrocinata dal comune di Azeglio (T0), ospiterà alle 21 di sabato 13 luglio la scrittrice Sara Rubatto con il suo libro “Non ancora. Il mio ritorno alla vita”. L’evento, organizzato da Giuseppe Lo Faro e David K Tickle, avrà come cornice l’ex asilo infantile presso casa Girardi nel centro storico del comune canavesano. L’autrice praticava nuoto agonistico ma all’età di 18 anni le venne diagnosticata una cardiopatia che, secondo la diagnosi, le avrebbe impedito di fare qualsiasi attività al punto da ipotizzare un trapianto cardiaco. Sara non si arrese e cambiò profondamente la sua vita, riscoprendo se stessa grazie alla bicicletta. Tra suoi viaggi da Torino a Gerusalemme, a Capo Nord, in Africa e in India ha imparato l’importanza della solidarietà e dell’aiuto a chi non ha nulla. Il libro racconta la storia di una vita “apparentemente” distrutta e poi ricostruita nella certezza che nulla è impossibile. Racconta Sara Rubatto come si tratti della “storia di tante strade differenti tenute insieme da un filo invisibile che unisce ognuno di noi: la voglia di vivere. Una malattia capace di annullare il senso della vita, dei sogni mai realizzati, passioni sgretolate dallo scontro con sé stessi ma anche lotte infinite nel provare a rimettersi in gioco con la vita stessa, gocce di sudore che scendono dal corpo troppo stanco ma ancora voglioso di reagire, lacrime di vittoria nel sentire che nulla è mai perduto”.

M.Tr.

Nuovo presidente alla Fondazione “Accorsi-Ometto” di Torino

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Costanzo Ferrero succede al Cavaliere Giulio Ometto

Castagnolese, 69 anni, sposato, due figlie e due nipoti, da vent’anni fedelissimo e fidatissimo “braccio destro” e consigliere economico-finanziario del Cavaliere Giulio Ometto, mancato il 18 giugno scorso, è Costanzo Ferrero il nuovo Presidente della Fondazione “Accorsi-Ometto”   di via Po, a Torino. La nomina – informa una nota della stessa Fondazione – è arrivata dal Consiglio d’Amministrazione dell’ “Accorsi-Ometto”, di cui Ferrero era già membro effettivo, riunitasi martedì 9 luglio scorso per notificare le ultime volontà del Presidente Ometto. Volontà che vedono, per l’appunto, la designazione immediata a suo successore del ragioniere Costanzo Ferrero e del dottor Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali, a direttore artistico, la cui effettiva elezione (insieme a quella del nuovo consiglio artistico) verrà però ratificata nella prossima seduta del 26 settembre. Il Cavaliere Ometto ha inoltre designato la stessa Fondazione come erede universale di tutti i suoi beni mobili ed immobili. In sede di consiglio, è stato riconfermato come Vice-Presidente il dottor Guido Appendino e sono stati nominati due nuovi consiglieri: il dottor Luigi Rigorini da sempre restauratore della Fondazione “Accorsi-Ometto” e il dottor Giancarlo Garau.

Costanzo Ferrero comincia la sua attività lavorativa nel 1971 presso l’allora Banco di Roma avviando una brillante carriera che lo porta a diventare capo filiale e successivamente capo della Private Banking di Torino. Dal 2004 al 2009, matura anche un’importante esperienza politico-amministrativa come sindaco di Castagnole Piemonte. Senza però lasciare i suoi impegni professionali in ambito bancario. Dal settembre 2006 passa, infatti, a Banca Fideuram, in qualità di Private Banker TOP– Gestione Grandi Patrimoni, dove lavora fino al 31 dicembre 2017, anno in cui va in pensione per dedicarsi prevalentemente alle attività della Fondazione “Accorsi-Ometto”. Nel 2008 partecipa al corso di International Wealth Management organizzato dell’Imperial College London – Tanaka Business School e nel 2010 al corso di Elementi di Wealth Advisory organizzato dalla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi di Milano. Dal 2006 è consigliere della Fondazione “Accorsi-Ometto” e dal 2014, in stretto contatto con il Presidente Ometto, si occupa della sezione finanziaria, del bilancio e della gestione del personale, partecipando in modo sempre più attivo alla vita della Fondazione e mettendo a disposizione le proprie competenze ed esperienze lavorative.

 

g. m.

L’ eredità artistica di Patrizia Motetta in mostra al Forum di Omegna

Sabato 13 luglio, alle 18, verrà inaugurata a Omegna, sul lago d’Orta, la mostra di pittura “L’ eredità artistica di Patrizia Motetta

L’artista, tragicamente scomparsa un anno fa a 52 anni, era figlia dell’ex deputato del PCI Gianni Motetta. L’evento è promosso dall’Associazione “I Lamberti” in collaborazione con il Forum e l’assessorato alla cultura della Città di Omegna. Quella di Patrizia Motetta , come ricorda il critico Giulio Martinoli, “è una pittura dalle forme ricche e movimentate, nella quale confluiscono varie culture in una sapiente miscellanea”. Una pittura di narrazione, una sorta di diario per immagini gran parte dipinto su carta con le tecniche più diverse:tempere, acquerelli,acrilici, pastelli, matite. “Vedere le sue opere – ha scritto l’artista omegnese Giorgio Rava – è stato come immergersi in un mondo fantastico, pieno di sogni e di incubi, dove emergono interiorità che sprofondano dentro un inconscio oscuro e al tempo stesso solare. Sono paesaggi dell’anima, tra radici di pianure russe e anche monti, laghi e mostri nostri che l’hanno accolta”. La mostra sarà visitabile presso il Forum “Fondazione Museo Arti e Industria” al Parco Maulini di Omegna fino al 28 luglio, dal martedì alla domenica, dalle 15 alle 18.

Marco Travaglini

Oltre sessantamila presenze e 2 milioni di ricaduta economica segnano il successo della 36ma edizione del TFF

Presentato a palazzo Birago lo studio voluto dalla Camera di Commercio di Torino

 

“Questo nuovo studio conferma il nostro impegno nel fornire dati oggettivi e misurabili sugli impatti degli eventi culturali, artistici e sportivi che si svolgono nella nostra città – commenta Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di Commercio, presentando nelle sale di palazzo Birago i risultati relativi all’indagine promossa dalla Camera stessa e realizzata dalla Fondazione Fitzcarraldo sui ritorni della edizione 2018 – la 36ma – del Torino Film Festival. “Il Torino Film Festival, con ritorni complessivi quantificabili in oltre 2 milioni di euro, si conferma un evento di grande richiamo per un pubblico di appassionati e professionisti, capace sia di mettere in moto l’economia cittadina nell’ambito dell’ospitalità (hotel, ristoranti, etc.), sia di far convergere sul territorio importi significativi nel campo delle sponsorizzazioni private”. Un appuntamento divenuto sempre più importante, se si pensa che per l’edizione in questione le presenze sono state complessivamente 62.500, 2161 gli accrediti professionali e stampa, 26.641 i biglietti venduti e 871 i pass giornalieri mentre 644 sono stati gli abbonamenti.

Prendendo a campione un gruppo di circa 800 persone, non residenti a Torino (distinguendo altresì tra chi era presente in città appositamente per il festival e chi casualmente, persone che quindi avrebbero generato ricadute anche in assenza sello stesso) e interrogandole sulla cifra spesa per il soggiorno durante il festival, si raggiunge quota 777.229 euro, mentre il Museo Nazionale del Cinema ha speso per l’organizzazione 1.371.042 euro, cui vanno aggiunte le numerose sponsorizzazioni tecniche ottenute, che hanno garantito servizi gratuiti in tutte le principali aree, comunicazione, promozione, ospitalità e logistica: il loro valore è quantificabile attorno ai 400mila euro. Si tenga presente che per quanto riguarda l’apporto del pubblico, si deve ancora distinguere le diverse tipologie di visitatori, coloro che sono presenti senza pernottamento, coloro che hanno soggiornato presso strutture ricettive (Airbnb 24,1% e in albergo 21,9%) e infine quanti sono stati ospiti di amici e conoscenti (38%).

Cifre queste ci parlano di ricaduta economica ma che ci permettono di dare un volto assai preciso ai visitatori e ai cinéphiles. Con un’età che va dai 18 ai 64 anni, donne e uomini si equivalgono (49,3% e 50,7%), il 65% degli intervistati ha una formazione universitaria e una laurea, la fascia di maggior fruizione è quella giovanile tra i 25 e i 34 anni. Il 57,2% si dichiara “appassionato”, “è uno dei miei interessi, non il principale” afferma il 21,7% e “lavoro nel settore” il 19,3%, soltanto l’1,8% informa che “ogni tanto mi piace guardare un film”. Di costoro l’81% ha partecipato almeno ad una precedente edizione e il 76% va al cinema più di 12 volte l’anno (in Italia secondo i dati ISTAT 2017 solo il 4,9%). Importanti anche i dati strettamente legati al Museo del Cinema: il 53% degli intervistati dichiara “l’ho visitato” o “ho intenzione di farlo durante lo svolgimento del festival”, mentre il 41% esprime l’idea di “visitarlo nuovamente”.

Se l’appuntamento annuale del TFF lo si apprende principalmente attraverso il passaparola (27,4%), il sito web (19,9%) e i manifesti e i volantini (19,1%: di cui fa parte con un 30,2% un encomiabile “lo conosco da sempre”), il giudizio complessivo del Festival è un considerevole bell’8, suddividendo il programma in “ricco” (59,2%), “adeguato ma si potrebbe ancora ampliare l’offerta” (33%), con grande felicità della direttrice Emanuela Martini, che non dimentica nemmeno però quel 6,2% secondo cui il programma “è troppo denso, si dovrebbe snellire”. “Il pubblico apprezza la qualità delle proposte e soprattutto si è stabilito un rapporto di fiducia, non è scontato vedere una sala piena in un tardo pomeriggio per un film del sud-est asiatico di un autore di cui non si sa assolutamente nulla o quasi. Inoltre ampliare significa un numero maggiore di sale a disposizione, una maggior spesa, un più folto gruppo di volontari e addetti, un’idea che a molti piace e che forse si potrebbe considerare”.

 

Elio Rabbione

 

Nelle immagini, il manifesto della 36ma edizione del Torino Film Festival dedicato a Rita Hayworth, e una scena di “Wildlife” di Paul Dano, vincitore come miglior film.