Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

SABATO 21 MARZO

 

Sabato 21 marzo ore 10:30

DANCE WELL

MAO – laboratorio di movimento

Nell’appuntamento al MAO i visitatori del museo potranno partecipare negli spazi del museo alla pratica di movimento DANCE WELL, un progetto di Lavanderia a Vapore in collaborazione con CSC – Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa e Associazione Giovani Malati di Parkinson: insegnanti, artisti, parkinson people e cittadini praticano insieme la danza contemporanea e la filosofia in luoghi dedicati alla bellezza come teatro, palazzi storici e musei proprio come in questo appuntamento al MAO.

Attivato nel 2013, sulla base di pratiche sviluppate in Olanda, l’iniziativa è arrivata a Bassano del Grappa nel 2015 a definire una propria identità; diversamente da pratiche già esistenti, infatti, per Dance Well il fine è l’arte attraverso l’espressione del proprio corpo, i partecipanti sono “dancer”, e proprio come danzatori – non come “persone con il Parkinson” – affrontano le classi di danza. Le classi sono gratuite e aperte a tutti, familiari, amici, danzatori, anziani, cittadini, studenti, in un vero momento inclusivo, poiché la “classe mista” permette la crescita collettiva, il sostegno reciproco e non emargina nessuno dei partecipanti.

Dal 2018 la Lavanderia a Vapore di Collegno accoglie questa avvincente progettualità, contribuendo alla crescita dell’esperienza artistica facendola seguire da una pratica di filosofia, condotta da Propositi di Filosofia. Un momento dedicato al dialogo, grazie al confronto sui contenuti generati dalla pratica di danza contemporanea.

Tariffe: ingresso ridotto (gratuito con Abbonamento Musei); attività gratuita.

Prenotazione obbligatoria t.011.4436928 oppure maodidattica@fondazionetorinomusei.it

 

Sabato 21 marzo ore 15

LE MONTAGNE NEL BONSAI

MAO – attività in terrazza

Il MAO Museo d’Arte Orientale celebra la prima giornata di primavera con un evento speciale dedicato all’arte del bonsai. Gli studenti della scuola FKB, guidati dal maestro Massimo Bandera, realizzeranno dal vivo un bonsai su losa inclinata. Un’occasione per scoprire da vicino tecnica, estetica e filosofia di una tradizione millenaria.

L’attività è inclusa nel biglietto di ingresso al museo. Partecipazione fino a esaurimento posti disponibili.

 

Sabato 21 marzo e domenica 22 marzo ore 19:30-22

SAKURASONIC – UN MATSURI CONTEMPORANEO     

MAO – evento a cura di Chiara Lee e freddie Murphy nell’ambito della collaborazione fra il MAO e il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude 

@ Reggia di Venaria

Sakurasonic è una reinterpretazione contemporanea e non filologica del matsuri, una tradizionale festa popolare giapponese, che troverà spazio nei Giardini della Reggia di Venaria, dove la fioritura dei ciliegi diventa occasione di incontro e ascolto, capace di dialogare con il paesaggio e con il tempo presente.

L’evento non si configura come una “festa giapponese” in senso folkloristico, ma come un rito contemporaneo diffuso nei Giardini, composto da interventi sonori, momenti di ascolto e ritualità. Il progetto, curato da Chiara Lee e freddie Murphy (già curatori di Evolving Soundscapes, il public programme performativo e musicale del MAO), coinvolge tre artiste giapponesi – Hatis Noit, Kiki Hitomi e Tsubasa Hori – che trasformeranno il giardino in uno spazio performativo e immersivo attraverso voce, suono, strumenti tradizionali e musica elettronica.

POSTI ESAURITI

PROMOZIONE SPECIALE IN OCCASIONE DELLA FIORITURA DEI CILIEGI A VENARIA

Presentando il biglietto del MAO, i visitatori potranno accedere alla Reggia a tariffa ridotta – e viceversa – fino al 1 maggio.

Maggiori dettagli sul sito.

 

 

 

LUNEDI 23 MARZO

Lunedì 23 marzo ore 17

LA RIVOLUZIONE DEL SILENZIO. LUCE, DISTANZA E NASCITA DELLO SGUARDO MODERNO

PALAZZO MADAMA – conferenza di Giovanni Carlo Federico Villa

Johannes Vermeer è universalmente riconosciuto come il pittore del silenzio e della luce. Ma la sua opera è molto più di una raffinata rappresentazione dell’intimità domestica: è una delle espressioni più radicali della modernità europea.

Nella Repubblica olandese del Seicento – tra cartografia, strumenti ottici, rotte globali e nuove forme di conoscenza – la realtà non è più evidenza immediata, ma fenomeno mediato. Vermeer traduce questa trasformazione in pittura: le sue figure femminili che leggono, scrivono o pensano non raccontano storie, ma incarnano un atto mentale. La luce non teatralizza, misura. Il colore non descrive, concentra. Lo spazio non invita all’ingresso, ma impone una distanza consapevole.

Una conferenza per leggere Vermeer quale protagonista di una vera “rivoluzione del silenzio”: una pittura che non seduce attraverso l’effetto, ma educa lo sguardo alla profondità, trasformando l’atto del vedere in esercizio di conoscenza.

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

MARTEDI 24 MARZO

 

Martedì 24 marzo ore 18

FRANÇOIS JULLIEN. Revoir

GAM – conferenza del ciclo RISONANZE – Conferenze tra Arte e Filosofia

Che cosa significa diventare “amico” di un museo, al punto da essere al centro delle azioni che compiamo per promuoverlo? Non è forse vero che, diventando amici di un museo e frequentandolo, non vediamo un’opera una sola volta, ma la rivediamo? Ora, rivedere non è semplicemente ripetere il vedere.

E, innanzitutto, quando e perché si abbandona un quadro che abbiamo iniziato a guardare?

Rivedere significa interrogare di nuovo il vedere. Certo, si scopre un quadro con l’emozione della “scoperta”. Ma lo si “dis-copre” anche perché occorre togliere ciò con cui il mio sguardo ha iniziato a ricoprirlo: uno sguardo formato, normato, abituato, segnato da tutto ciò che ho già visto. Non è forse necessario de-coincidere dalla visione in cui il mio sguardo si impantana per poter vedere emergere il quadro? Non è forse necessario allontanarsi – chiudere gli occhi – per far sorgere il visibile e accedere davvero al vedere? Che cosa resta, infatti, di non ancora visto – o di “in-visto” — in questo dipinto, che mi chiama a rivederlo? Se torno al museo, è – tutt’altro che per routine – per cominciare finalmente a vedere: vedere finalmente come vivere finalmente. Fino a vedere emergere il quadro così com’è, liberato da tutto ciò che proiettavo su di lui, o, direi, nel suo “così”.

Ex-alunno dell’École normale supérieure, agrégé dell’università (1974) e poi professore all’Università Paris Diderot, François Jullien è una delle figure più importanti della filosofia francese contemporanea. L’opera di François Jullien si sviluppa all’incrocio tra la sinologia e la filosofia generale. Basata sullo studio del pensiero della Cina antica, del neoconfucianesimo e delle concezioni letterarie ed estetiche della Cina classica, mette in discussione la storia e le categorie della ragione europea instaurando un confronto tra le culture. Attraverso il percorso verso la Cina, il lavoro di François Jullien ha aperto piste feconde ed esigenti per pensare l’interculturalità. È autore di una quarantina di opere tradotte in ventotto paesi: nel suo libro del 1991, L’Éloge de la fadeur, avvia una riflessione estetica contro le abituali considerazioni sul Bello; il suo Traité de l’efficacité è un riferimento in numerosi ambiti pratici, in particolare nel management; seguono Les Transformations silencieuses (2010), De l’intime. Loin du bruyant Amour (2014) e Il n’y a pas d’identité culturelle, mais nous défendons les ressources d’une culture (2016); Con Dé-coïncidence. D’où viennent l’art et l’existence? (2017), Jullien introduce il concetto di “dé-coïncidence”, che nel 2020 ha portato alla creazione dell’Association Décoïncidences, all’interno della quale oggi si sviluppa il suo lavoro.

Costo: 5€ con acquisto in biglietteria

6€ con acquisto online

Costo per ogni conferenza: 5€ acquistabile in biglietteria

Oppure acquisto online a questo link: (diritto di prevendita: 1€)

(comunicato stampa allegato)

 

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO
a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

Torna “Corso Belgio in Bancarella”

Torna anche quest’anno l’atteso appuntamento “Corso Belgio in Bancarella”, la storica festa di quartiere che anima corso Belgio e Vanchiglietta. L’iniziativa è giunta alla sua 39esima edizione. L’evento organizzato da Federeventi Piemonte, in collaborazione con l’Associazione Commercianti Operatori Economici Vanchiglietta, si svolge con il patrocinio della Circoscrizione 7 della Città di Torino. Dalle ore 9 alle 19 di domenica 22 marzo, corso Belgio si trasformerà in un luogo viale pedonale che partirà da corso Tortona fino a Lungo Po Antonelli, animato da oltre 100 attività commerciali e decine di bancarelle di artigianato, prodotti tipici ed espositori extra alimentari. Si tratta di una giornata all’insegna della socialità, del commercio e del divertimento, con negozi aperti, stand di associazioni sportive, sociali e culturali, giostre per bambini e momenti di intrattenimento per tutte le età. Bar, ristoranti e pizzerie resteranno aperti per accogliere il pubblico con colazioni, pranzi e merende all’insegna del gusto e della convivialità. Saranno anche presenti UGI, Unione Genitori Italiani, e NIDA, la Nazionale Italiana dell’Amicizia, ognuno con il proprio stand per raccogliere fondi con uova di Pasqua e cioccolato solidale; nel pomeriggio si terranno una sfilata e uno spettacolo dei supereroi della NIDA. Grande spazio sarà riservato al mondo delle associazioni, con la partecipazione di numerose realtà impegnate nello sport, nella cultura e nel sociale. Durante la giornata non mancheranno attività, esibizioni, flashmob e momenti di animazione, a cura delle associazioni del territorio, per valorizzare la vitalità di Vanchiglietta. Special Guest sarà lo stand della Protezione Civile – Gestione Emergenze e Sicurezza.

“Corso Belgio in Bancarella” si conferma un appuntamento imperdibile per riscoprire il cuore pulsante di Vanchiglietta, vivere le sue strade in modo nuovo e sostenere il commercio locale. Una giornata di incontro e partecipazione dedicato a tutta la città.

Mara Martellotta

Giustizia di prossimità, il nuovo sportello presso Città metropolitana 

È stato inaugurato ufficialmente, mercoledì 18 marzo scorso, l’ufficio di Prossimità della Città metropolitana di Torino, un nuovo servizio nato dal protocollo d’intesa sottoscritto il 28 ottobre 2025 tra l’Ente e il Tribunale di Ivrea, sottoscritto da Rossana Schillaci, consigliera metropolitana delegata alle Politiche Sociali di Parità, e da Antonia Mussa, presidente del Tribunale di Ivrea. Si tratta di un’attivazione di valenza sperimentale con efficacia prevista fino al 31 dicembre 2026, volta a testare un modello di giustizia e di vicinato integrata per cittadini in condizioni di vulnerabilità. Il servizio è ospitato nella sede di corso Inghilterra 7, a Torino, ed è stato attivato operativamente a fine gennaio 2026, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni tecniche dal Ministero della Giustizia. Essendo in una fase sperimentale, il progetto sarà sottoposto a monitoraggio periodico, previsto per giugno e novembre 2026 per valutarne l’efficacia e l’eventuale rinnovo annuale. Grazie all’utilizzo di software dedicati, gli operatori della Città metropolitana possono ora procedere al deposito telematico di altre istanze per conto di tutori, amministratori di sostegno e genitori di figli minori, evitando loro di doversi recare fisicamente presso la Cancelleria del Tribunale di Ivrea.

L’apertura di questo sportello di prossimità, grazie a una costante cooperazione istituzionale, agevola l’accesso all’utenza di Comuni più vicini alla cintura torinese, quali quelli di Settimo Torinese, Volpiano, Chivasso, San Maurizio Canavese e San Mauro Torinese, e creare una rete condivisa con tutti gli sportelli di prossimità già esistenti nel circondario del Tribunale di Ivrea (Pont Canavese, Caluso, Venaria Reale e Ciriè), per garantire la circolazione di prassi virtuose.

L’Ufficio di Prossimità rafforza le funzioni di accoglienza e orientamento che la Città Metropolitana svolge con professionalità e specializzazione in tema di tutele e amministrazioni di sostegno, operando come un vero e proprio snodo tecnologico per il territorio. Grazie all’abilitazione del processo civile telematico (PCT), l’Ente è in grado di supportare attivamente l’utente nella digitalizzazione e nel deposito telematico di istanze e atti. Questa funzione permette di instaurare un dialogo digitale diretto con la Cancelleria del Giudice Tutelare, semplificando notevolmente le procedure burocratiche. L’obiettivo principale è quello di abbattere le barriere tecniche e geografiche, evitando ai cittadini, in particolare ai più fragili, onerosi spostamenti fisici verso il Tribunale.

“Con questo nuovo servizio – dichiara Rossana Schillaci – superiamo l’approccio puramente burocratico alle misure di protezione giuridica. Partiamo sperimentalmente con il Tribunale di Ivrea, ma l’obiettivo per il prossimo anno è quello di consolidare l’attività anche per i comuni dell’area torinese sforniti di tali presidi, valorizzando la nostra specializzazione tecnico-giuridica al servizio della comunità”.

L’Ufficio di Prossimità riceve esclusivamente su appuntamento nella sede di Città metropolitana di Torino, in corso Inghilterra 7. Il servizio è completamente gratuito e non comporta oneri economici per le amministrazioni coinvolte. È possibile prenotare un colloquio scrivendo all’indirizzo pubblicatutela.ivrea@cittametropolitana.torino.it, oppure chiamando il numero 011 8616367

Mara Martellotta

Giachino: “Logistica e Van Dyck per una giornata a Genova”

Su Linkedin sta ottenendo una certa visibilità l’invito dell’ex sottosegretario ai trasporti Mino Giachino, attuale presidente di Saimare spa, per una “giornata speciale” a Genova il prossimo 9 aprile. Prima di andare alle storiche Stazioni Marittime di Genova, considerate il più bel Terminal passeggeri del mondo, il terminal da dove partivano i migranti per le Americhe, chi vuole può andare a Palazzo Ducale,  un altro capolavoro di Genova, a visitare la Mostra che contiene ben 60 dipinti del celebre fiammingo Van Dyck. In mezzo ovviamente la pasta col pesto di Pra o un fritto misto. Se la bellezza, come ha detto Papà Leone, entra nel cuore e lo allarga,  sicuramente chi seguirà il consiglio di Mino arriverà alle Stazioni Marittime per dibattere sui modi per aumentare la crescita della economia e del lavoro , con l’animo ben predisposto. A discutere del libro dell’uomo della TAV i professori Gian Enzo DUCI e Fabrizio VETTOSI, moderatore Luca PONZI della Rai di Genova.

Perchè non ho condiviso le idee di Bossi

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Anche quando muore un politico, bisogna pensare che è morto un uomo con tutte le conseguenze umane che esso comporta, in primis il rispetto. Ma chi come me ha dedicato la vita allo studio del Risorgimento che ha amato e ama profondamente, non può provare sentimenti di lutto  politico, se non molto generico, per la morte di Umberto Bossi.  Io avrei potuto discutere con Miglio e con il mio amico Galli, come faccio da anni, ma la volgarità plebea di Bossi non poté mai interessarmi. Fu l’interprete di un secessionismo che non ebbe nulla in Comune con il federalismo di un Cattaneo nato per unire l’Italia, come ricordava Emilio Papa. Fu troppo demagogico, troppo amante della canottiera. Io non rinuncio quasi mai alla giacca e alla cravatta. Certo non si giudicano le persone per la canottiera o per la “gabina”, ma si incomincia a provare una certa  ripulsa quando c’è gente che vuole relegare il Tricolore nel gabinetto. Questo rivoluzionario a parole si è poi ammorbidito nell’esercizio del potere non sempre in modo limpido. I suoi collaboratori portarono il cappio in Parlamento – un atto infame -ma finirono poi di spartirsi il potere con tutti gli altri. Il pratone di Pontida divenne il pretesto di una scampagnata . La Lega di Salvini che nel 2015 andò sulle sue sponde a raccogliere in una ampolla le acque del Piave e non quelle del Po, è il simbolo di una Lega  molto diversa. Solo il razzismo implacabile fa da collante tra una e l’altra Lega, anche se la Bossi – Fini non ha neppure lontanamente risolto i problemi degli sbarchi . Salvini ha superato l’odio anti meridionale, una scelta antinazionale. Bossi rappresenta la II repubblica nei suoi aspetti meno significativi, per voler usare un eufemismo. Io per tante ragioni resto fermo alla prima Repubblica che ha garantito uomini capaci, pace e libertà a tutti i cittadini. Non seppe reagire al ‘68, ma seppe affrontare e piegare il terrorismo. Non ci sono atti politici significativi della II Repubblica  destinati a passare alla storia forse anche a causa della virulenza dell’ opposizione che ha bloccato le riforme. Berlusconi ne esce molto meglio perché comunque ha dimostrato un incentiva politica indiscutibile, creando una alleanza politica destinata a durare. Bossi resta una figura secondaria con atteggiamenti contraddittori al di là della virulenza dei suoi linguaggi che potevano piacere ai semplici, ma di politico avevano molto poco.

Torino cerca giovani: 492 posti nel Servizio Civile 2026

È aperto il bando 2026 del Servizio Civile Universale, che a livello nazionale mette a disposizione oltre 65mila posti per giovani tra i 18 e i 28 anni, distribuiti tra Italia ed estero. Le domande possono essere presentate entro l’8 aprile accedendo con SPID o Carta d’Identità Elettronica.

A Torino sono disponibili 492 posti suddivisi in 48 progetti promossi dalla Città e da enti partner, con avvio previsto a settembre e una durata di dodici mesi. Le opportunità coprono diversi ambiti, dall’assistenza alle persone fragili — tra cui disabili, donne vittime di violenza e minori stranieri — fino all’educazione, alla promozione culturale e sociale, con attività nei servizi cittadini, nelle circoscrizioni e negli spazi dedicati ai giovani.

Previsti anche progetti legati alla valorizzazione del patrimonio culturale, in collaborazione con biblioteche e musei cittadini, e iniziative dedicate all’ambiente e alla cura degli spazi urbani.

Il bando è rivolto ai giovani tra i 18 e i 28 anni, con alcune riserve per chi si trova in condizioni di maggiore fragilità. Ai volontari selezionati spetta un contributo mensile di 519,47 euro e, al termine del servizio, una quota riservata nei concorsi pubblici.

Tutti i dettagli sui progetti e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul portale TorinoGiovani.

(fonte TorinoClick)

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

Agata Christian – Delitto sulle nevi – Commedia, giallo. Regia di Eros Puglielli, con Christian De Sica, Pasquale Patrolo, Paolo Calabrese e Chiara Francini. Christian Agata, il detective e criminologo più famoso d’Italia viene invitato da Walter Gulmar, figlio di Carlo, patron della celebre ditta di giocattoli Gulmar&Gulmar, per fare da testimonial nello spot della nuova edizione di un gioco da tavolo, il Crime Castle, best seller dell’azienda. Lo spot sarà girato in Val d’Aosta e Agata raggiunge i Gulmar nel loro sontuoso castello fra le montagne innevate, che è stato di ispirazione per il gioco di cui sopra. Nel castello ci sono molti ospiti. Quando una valanga isola tutta l’improbabile compagnia, spunta il classico cadavere e i dieci piccoli indiani resteranno intrappolati nell’edificio. Il detective dovrà risolvere il mistero. Durata 109 minuti. (Uci Moncalieri)

Il bene comune – Commedia. Di e con Rocco Papaleo, con Claudia Pandolfi, Vanessa Scalera e Teresa Saponangelo. Una guida turistica e un’attrice di “insuccesso” accompagnano quattro detenute sul massiccio del Pollino, alla ricerca del secolare Pino Loricato, simbolo di resilienza. Il cammino diventa presto un viaggio di trasformazione, fatto di incontri e cambiamenti, scandito da una musica che prende forma passo dopo passo, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi, emozioni e storie diverse. In una natura dura e bellissima. attraversata da una solidarietà inattesa, emergono frammenti di vite complesse, ferite ancora aperte e il bisogno profondo di essere viste e ascoltate. Parlare, cantare, dare un nome a ciò che si è vissuto diventa un modo per sciogliere tensioni e ritrovare un senso di appartenenza, almeno finché un evento improvviso non rimette tutto in discussione. Perché, a volte, raccontarsi è già un primo passo verso qualcosa di più grande. Durata 102 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Fratelli Marx sala Harpo, Ideal, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Cime tempestose – Drammatico. Regia di Emerald Fennell, con Margot Robbie e Jacob Elordi. Fin da bambini il legame tra Cathy Earnshow, orfana di madre e figlia di un inglese che ha perso ogni cosa al gioco, e Heathcliff, trovatello preso in casa dal padre di Cathy e trattato come un servo, è viscerale e indissolubile. Da adulti, quel legame si trasforma in passione travolgente, ma Cathy ritiene la possibilità di una relazione ufficiale con Heathcliff degradante, e prende in considerazione la possibilità di sposare il ricco vicino di casa Edgard. Heathcliff fugge dall’umiliazione e cerca fortuna all’estero, per poi tornare nello Yorkshire da trionfatore e conquistare Wuthering Heights, la casa in cui lui e Cathy sono cresciuti. Ma al suo ritorno trova la sua anima gemella sposata con Edgard, e per i due inizierà quell’inferno (e paradiso dei sensi) cui sembrano destinati sin dall’infanzia. Durata 136 minuti. (Massaua, Greenwich Village V.O., Uci Lingotto, Uci Moncalieri)

Hamnet – Storico, drammatico. Regia di Chloé Zhao, con Jessie Buckley (Oscar miglior attrice protagonista, Paul Mescal, Jacobi Jupe ed Emily Watson. In un bosco, una giovane donna dorme rannicchiata nella culla formata dalla radice emersa di un albero secolare: è vestita di rosso cupo, accompagnata da un falco che risponde ai suoi richiami, conosce erbe e pozioni, si dice non sia nata da sua madre ma da una donna venuta da lontano. Si chiama Agnes e quando Will la vede se ne innamora subito. Will è il giovane William Shakespeare, maestro di latino nella Stratford del 1580, che riesce a sposarla nonostante l’ostilità delle famiglie e ad avere con lei tre figli, Susannah e i gemelli Judith e Hamnet. Ma un lutto li colpisce, quando il drammaturgo lavora già a Londra, e Hamnet ucciso dalla peste a soli undici anni (un lutto che mette a dura prova l’unione della coppia) diventa Hamlet. Tratta dal romanzo del 2020 dell’irlandese Maggie O’Farrell, la storia di Agnes (più che di William), tessuta di magia e femminilità. Film già vincitore di due Golden Globe, attende la notte degli Oscar con le sue otto candidature. Ha scritto Alessandra De Luca nelle colonne di “Ciak” che la Zhao, nata a Pechino nel 1982, già premiata a Venezia con il Leone d’oro nel 2020 e Oscar come miglior film per “Nomadland”, “sceglie ancora una volta una strada radicale, quasi estrema, per mettere in scena elaborazione del lutto e catarsi, spingendo i suoi attori in un percorso emotivo dove verità e finzione, vita e arte, spirito e materia si confondono. La scena nel finale ambientato al Globe Theatre di Londra, durante la prima rappresentazione di “Amleto”, vale la spesa del biglietto e un’altra statuetta nelle mani di Jessie Buckley, dopo il Golden Globe, ci starebbe proprio bene.” Durata 125 minuti. (Massaua, Classico anche V.O., Eliseo, Nazionale sala 3 anche V.O., The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

L’isola dei ricordi – Regia di Fatih Akin, con Jasper Billerbeck e Diane Kruger. Negli ultimi e duri giorni della Seconda Guerra Mondiale, sull’isola di Amrum, il dodicenne Nanning intraprende un commovente e coraggioso percorso di crescita per aiutare la madre. Tra le onde, la sabbia e il silenzio, la sua infanzia si intreccia con la durezza del dopoguerra e con la fragile bellezza di una umanità che tenta di sopravvivere. Ma la fine del conflitto porta con sé un’ombra inattesa, che costringe Nanning a guardare oltre l’orizzonte dell’innocenza. Durata 93 minuti. (Romano sala 1)

Lady Nazca – La signora delle linee – Drammatico, avventura. Regia di Damien Dorsaz, con Devrim Lingnau e Guillaume Gallienne. Perù, 1938: mentre il fascismo si diffonde in Europa, la giovane Marie Reiche, originaria di Dresda, si guadagna da vivere come insegnante di matematica nella capitale Lima. Ma la sua vera vocazione l’attende più a sud della metropoli cosmopolita, nel deserto di Nazca. L’archeologo francese Paul D’Harcourt convince Maria a tradurre alcuni documenti per lui, che spera possano fornire indizi su un antico sistema di canali nella zona. Durante un’escursione nel deserto, i due s’imbattono in uno dei più grandi misteri della storia umana: linee e figure gigantesche tracciate nel terreno ghiaioso con precisione matematica che colpiscono Maria profondamente. Contro ogni previsione e contro tutti, Maria lega il suo destino alle misteriose linee di Nazca e intraprende la missione di scoprirne il significato. Dovrà superare ostacoli apparentemente insormontabili. Durata 98 minuti. (Centrale anche V.O., Fratelli Marx sala Groucho)

La mattina scrivo – Drammatico. Regia di Valérie Donzelli, con Bastien Bouillon e Virginie Ledoyen. “Finire un testo non significa essere pubblicati, essere pubblicati non significa essere letti, essere letti non significa essere amati, essere amati non significa avere successo, e il successo non offre alcuna promessa di fortuna.” La storia vera di un fotografo di successo che rinuncia a tutto per dedicarsi alla scrittura, e scopre la povertà. Questo racconto radicale, che unisce chiarezza e autoironia, ritrae il viaggio di un uomo disposto a pagare il prezzo più alto per la propria libertà. Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani: “Un racconto rigoroso e paradigmatico sulle difficoltà e le crudeltà del lavoro contemporaneo, attraversato dal sogno ostinato di un aspirante scrittore. Delicato nei toni ma feroce nella sostanza, il nuovo lungometraggio di Valérie Donzelli offre uno sguarda necessario e poetico sulla tenacia, sul compromesso e sulle nuove forme di povertà.” Durata 92 minuti. (Nazionale sala 1)

Nouvelle Vague – Commedia drammatica. Regia di Richard Linklater, con Guillaume Marbeck, Zoey Deutch e Aubry Dullin. 1959. La nouvelle vague impazza a Parigi e i primi film girati dai suoi esponenti François Truffaut e Claude Chabrol raccolgono un plauso unanime. Manca soltanto a Jean-Luc Godard di passare dietro la macchina da presa, ma si convincerà a farlo trovando l’aiuto del produttore Beauregarde. Ne nascerà “Fino all’ultimo respiro”, film-simbolo della corrente, destinato a cambiare per sempre la storia del cinema. Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani: “Nel mettere in scena la cronaca della lavorazione di “Fino all’ultimo respiro”, Richard Linklater non si limita a comporre un’ode divertita a Jean-Luc Godard e alla Nouvelle vague tutta, ma testimonia la possibilità di prendere in eredità quella forza rivoluzionaria per ripensare la prassi del cinema, ripartendo dalle radici.” Durata 105 minuti. (Massimo anche V.O., Nazionale sala 4)

Gli occhi degli altri – Drammatico. Regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi, Jasmine Trinca, Matteo Olivetti e Anna Ferzetti. Nella bellezza selvaggia di un isola posseduta da un ricchissimo marchese, Lelio, sposato, grande organizzatore di ricevimenti e feste, l’arrivo di Elena segna l’inizio di un’appassionata storia d’amore. La passione è immediatamente travolgente. Complicità e trasgressione, filmini scandalosi per guardare ed essere guardati, sesso e potere, in un film liberamente ispirato alla cronaca dell’Italia degli anni ’60, a quel delitto Casati Stampa che riempì le pagine dei giornali, in cui il gioco erotico scivola nell’ossessione, con un uomo che pensa di poter disporre completamente della vita e delle abitudini della moglie. Durata 90 minuti. (Romano sala 2, Fratelli Marx)

Reminders of him – La parte migliore di te – Drammatico. Regia di Vanessa Caswill, con Maika Monroe e Taryk Withers. Kenna è una giovane donna che per un incidente ha perso l’amore della sua vita e trascorso sette anni in prigione a scontare la pena, lontana da sua Diem. Sogna di rivederla, ma è sotto la custodia dei nonni paterni, che la giudicano pericolosa. Lei non si arrene, fa di tutto per riabilitare la sua figura, cercando lavoro in ogni dove e affittando una stanza in un discutibile motel, fino a trovare un barlume di speranza nel barista Ledger, che la prende a lavorare con sé. Durata 114 minuti. (Ideal, Reposi, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Rental Family – Nelle vite degli altri – Commedia drammatica. Regia di Hikari, con Brendan Fraser e Takehiro Hira. Philip, attore americano di alterne fortune, abita da alcuni anni in Giappone. Un giorno gli viene proposto una nuova occupazione, presso un’agenzia di “comparse” impiegate ad allacciare rapporti con famigliari, ad assistere persone sole, ad apparire parenti, la Rental Family. Sono tanti i dubbi che sulle prime preoccupano Philip che tuttavia s’assoggetta a una quotidianità che lo pone a contatto con le persone, che gli regala qualche reddito, che gli dà la possibilità di essere d’aiuto al prossimo. Durata 103 minuti. (Eliseo Grande, Massaua, Ideal, Reposi sala 2, The Space Torino, Uci Lingotto)

Sentimental Value – Drammatico. Regia di Joachim Trier, con Renate Reinsve, Elle Fanning e Stellan Skarsgård. Nora e Agnes sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Riconoscendo il talento di attrice di Nora, Gustav vorrebbe che sua figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood, Rachel Kemp. Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato. Designato Film della Critica dal SNCCI: “Due necessità primarie a confronto – quella di seguire il proprio percorso artistico e quella di rimanere accanto ai propri figli – confluiscono in un dramma familiare delicato e struggente. Stellan Skarsgård giganteggia nei panni del regista di successo che ha smarrito la via, e Renate Reinsve gli tiene testa in quelli della primogenita, attrice di razza che rifiuta di interpretare se stessa nell’Amarcord paterno. Una parabola sulla possibilità di perdono e redenzione, mai sentimentale, a dispetto del titolo, sempre vibrante di intensa emozione. Durata 133 minuti. (Blue Torino/via Principe Tommaso 6 V.O., Eliseo Rosso, Greenwich Village V.O., Romano sala 3)

La torta del presidente – Drammatico. Regia di Hasan Hadi. Primavera 1990. L’Iraq è sotto le sanzioni dell’ONU, per la popolazione è difficile rimediare cibo e medicine. Ma come ogni anno nelle scuole del paese è un obbligo festeggiare il compleanno del presidente Saddam Hussein: in una di esse la prescelta è Lamia, una bambina di nove anni che vive con la nonna, alla periferia di Baghdad, in un villaggio nella palude. Unici compagni nella lunga ricerca della giornata per ottenere, anche con scambi e ricatti, tutto quanto serve alla confezione della torta, un gallo che Lamia porta abitualmente in un marsupio e il giovane amico Saed: tutto intorno è povertà e quegli ingredienti sono veri e propri beni di lusso. Scrive Maurizio Porro nelle colonne del Corriere: “Girato in Iraq, in diretta dalle strade e dai dolori nascosti di quegli anni, l’opera ha una sua tenera ma violenta verità che si specchia negli sguardi dei due protagonisti, un racconto vivissimo che alterna in primo piano immagini e parole, sogni e bisogni, torte e illusioni.” Durata102 minuti. (Massimo anche V.O.)

L’ultima missione – Fantascienza. Regia di Phil Lord e Christopher Miller, con Ryan Gosling e Sandra Hüller. Basato sul romanzo “Project Hail Mary” di Andy Weir. Un uomo si risveglia a bordo di un’astronave, all’indomani di un lungo coma farmacologico, e a poco a poco inizia a ricordare. Il suo nome è Ryland Grace, insegna scienze in una scuola, è stato ricercatore universitario di biologia, inviso per le sue teorie al corpo accademico e per questo costretto a lasciare. Ma quando il sole non possiede più l’energia di un tempo, le teorie su una forma di vita alternativa che ha sempre professato iniziano a trovare l’attenzione di Eva Stratt. Gli offre l’occasione di studiare il fenomeno, lo prende nel suo gruppo di lavoro, gli affida il ruolo di astronauta scientifico in una missione dove troverà il successo e una forma di vita che lo ha preceduto. Durata156 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Un bel giorno – Di e con Fabio De Luigi, con Virginia Raffaele. Tommaso, vedovo e padre di quattro figlie, ha dedicato anni alla sua crescita, trascurando la propria vita sentimentale. Spronato dalle figlie, decide di rimettersi in gioco e incontra Lara, una donna affascinante e brillante. Tuttavia, Tommaso ha paura di confessarle la sua realtà familiare e rischia di sabotare la relazione. Quello che Tommaso però non sa è che anche Lara ha un segreto: è madre single di tre ragazzi e sta affrontando le sue stesse difficoltà. Tra esitazioni e fraintendimenti, Tommaso e Lara si trovano a fare i conti con la paura e la voglia di costruire un nuovo futuro insieme, non solo per loro stessi, ma anche per le loro complicate e vivaci famiglie. Durata 90 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Ideal, Reposi sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Una battaglia dopo l’altra – Thriller, drammatico. Regia di Paul Thomas Anderson, con Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Benicio del Toro e Chase Infiniti. Bob Ferguson, rivoluzionario in pensione, ha esploso tutti i suoi colpi nella giovinezza, sognando un mondo migliore al confine tra Messico e Stati Uniti. Appesi al chiodo le vecchie idee e il nome di battaglia, Ghetto Pat, fa il padre a tempo pieno di Willa, adolescente esperta di arti marziali. Tra una canna e un rimorso prova a proteggerla da quel suo passato che regolarmente bussa alla porta e chiede il conto. Dall’ombra riemerge un vecchio nemico, il colonnello Lockjaw, che più di ogni altra cosa vuole integrare un movimento separatista devoto a san Nicola. Ma Bob e Willa sono un ostacolo alla sua ambizione. Lockjaw rapisce Willa e Bob è così obbligato a riprendere il fucile. Vincitore di sei premi Oscar, tra cui miglior film e miglior regia, non ultimo un superlativo Penn. Durata 161 minuti. (Blue Torino/via Principe Tommaso 6, V.O., Greenwich Village, Nazionale sala 2 anche V.O., The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Molinari: “Bossi continuerà ad accompagnarci nel nostro cammino politico”

“Umberto Bossi non è stato solo il fondatore della Lega, ma uno dei più importanti esponenti politici dell’Italia repubblicana. Quando, quindicenne, ho bussato alla porta della sezione della Lega di Alessandria, l’ho fatto perché affascinato dal carisma di Umberto, e dalla sua capacità di arrivare al cuore della gente del Nord. Tutto il mio successivo impegno politico, fino ad oggi, è stato ispirato dai suoi insegnamenti, dalla sua forza di trascinatore, ma anche dalla sua sottile capacità diplomatica, che ha consentito alla Lega di radicarsi nei nostri territori, di crescere, di dar voce ai bisogni, alle esigenze, ai sogni dei popoli del Nord. La battaglia che in questi anni stiamo conducendo, insieme al Segretario Salvini e al Ministro Calderoli, per l’autonomia differenziata nelle nostre regioni è figlia degli ideali ‘bossiani’ grazie ai quali tutti noi, dentro la grande comunità della Lega, ci siamo incontrati, siamo cresciuti, abbiamo imparato a lottare senza mai arrenderci. Umberto Bossi oggi ci lascia fisicamente, ma la sua forza e i suoi insegnamenti continueranno ad accompagnarci nel nostro cammino politico. Come diceva nei suoi comizi “Quando un Popolo cammina, piega la Storia”. Il cammino è ancora lungo, ma lui ha aperto la strada e ci ha indicato la via”.

Così l’on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati, e segretario della Lega in Piemonte, ricorda la figura di Umberto Bossi.

Tornano i ciliegi in fiore alla Reggia di Venaria

Le fioriture dei ciliegi si potranno ammirare nei Giardini della Venaria Reale anche la sera in questa nuova edizione dei “Ciliegi in fiore”

Con la primavera alla Reggia, i Giardini della Venaria Reale si presentano come una vera esplosione di colori e profumi con le fioriture dei ciliegi, dei peri e dei meli, uno spettacolo paesaggistico magico per gli amanti della natura e della bellezza. Dopo il grande successo di pubblico dell’edizione 2025, dal titolo “All’ombra dei ciliegi in fiore”, che ha visto l’ingresso di oltre 105 mila visitatori in appena due settimane, per ammirare la meraviglia dei ciliegi fioriti, la Reggia torna a celebrare i petali rosa con un ricco programma di iniziative e nuovi orari tra il 19 marzo e il 1⁰ aprile, data di conclusione indicativa, proponendo molteplici attività legate alla natura, alle tradizioni, al benessere e alla convivialità, con una novità rappresentata da “Una sera sotto i ciliegi in fiore”(aperture serali straordinarie) per vivere un‘esperienza affascinante e diversa dal solito. In occasione della fioritura, i Giardini saranno visitabili anche lunedì( (consueto giorno di chiusura) e tutti i giorni dal 19 marzo al 1⁰aprile dalle 7.30 alle 18  dalle 19 fino alle 23, con aperture serali straordinarie per offrire al pubblico uno spettacolo eccezionale e unico in Italia, quando gli alberi fioriti saranno illuminati da altrettante luci, creando uno scenario magico, degno dei suggestivi Yozakura durante la celeberrima hanami giapponese, la secolare tradizione romantica orientale dell’ammirazione dei ciliegi fioriti di notte. L’ingresso dei Giardini è solo su prenotazione online al sito www.lavenaria.it, e limitato ogni giorno per consentire un afflusso gestibile e una fruizione godibile di questa bellissima esperienza. L’apertura prolungata darà al pubblico l’opportunità di immergersi in magiche nuvole rosa, circondate dalla luce diurna, da quelle colori del tramonto, dall’incanto dei colori del crepuscolo e dal buio intimo e raccolto della sera, con una serie di opportunità di attrazione e intrattenimento, quali la performance “Sakurasonic – un Matsuri contemporaneo”, che inaugurerà nelle sere di sabato 21 e domenica 22 marzo il programma in collaborazione con il MAO; l’evento “Yoga all’ombra dei ciliegi in fiore” al mattino di sabato 21 marzo, con biglietto dedicato; “La pittura en plein air” il 21, 22, 28 e 29 marzo, in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Torino, e “Musica all’ombra dei ciliegi in fiore” il 28 e 29 marzo, e il 5 e 6 aprile in collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. In tutti i giorni indicati, dalle 7.30 alle 20, e fino alle 23 il venerdì, sabato, domenica e festivi, sarà aperto il punto ristoro del Patio dei Giardini, mentre tutte le sere, dalle 19 alle 23, presso la Cascina Medici del Vascello sarà possibile degustare il tradizionale sakè con cibo orientale, oltre alla possibilità di consumare gli aperitivi.

“Dopo lo straordinario successo dello scorso anno – spiegano Michele Briamonte e Chiara Teolato, presidente e direttrice del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude – confidiamo che i Giardini della Venaria Reale possano riproporre lo spettacolo unico dei ciliegi fioriti, capace di attrarre ed emozionare un pubblico davvero variegato. Oltre alla possibilità di godere della Reggia, abbiamo previsto attività, eventi e spettacoli anche durante le ore serali per rilanciare ulteriormente questa esperienza indimenticabile: tra questi la performance che abbiamo programmato insieme al MAO, che ringraziamo per aver voluto condividere idee e capacità organizzativa, valorizzando in modo significativo e concreto il nostro sistema culturale territoriale”.

“Questo progetto in collaborazione con la Reggia di Venaria – spiega il direttore del MAO, Davide Quadrio – si inserisce nel percorso sistemico che il MAO sta sviluppando con il territorio di prossimità e le sue istituzioni culturali. Trasformare la fioritura dei ciliegi in fiore, in un’ottica di scoperta del Giappone, va proprio in questa direzione. Il MAO si propone come strumento curatoriale e di mediazione culturale, un museo al servizio di condivisione in un’ottica di sistema: non più istituzioni in competizione fra loro, ma un metodo fondato sulla co-progettazione e sulla partecipazione capace di generare valore per tutti”.

L’evento del “Sakurasonic”, che si svolgerà sabato 21 e domenica 22 marzo, dalle 19.30 alle 22, propone una reinterpretazione contemporanea e non filologica del Matsuri, festa tradizionale giapponese che trova spazio nei Giardini della Venaria. Matsuri è il termine nipponico che indica una festa collettiva che unisce rituali, danze, canti e convivialità. Radicati nello Shintoismo e nel rapporto con la natura, i Matsuri celebrano il passaggio delle stagioni, il benessere della comunità e il legame con le divinità. Tra i più noti, il Sakura Matsuri è dedicato alla fioritura dei ciliegi, momento pubblico di condivisione che segna il passaggio stagionale e riflette una visione della natura intrecciata alla vita quotidiana. Partendo da questa tradizione, “Sakurasonic” non si configura come una festa giapponese in senso folkloristico, ma come un rito contemporaneo diffuso nei Giardini, composto da interventi sonori, momenti di ascolto e ritualità. Il progetto è curato da Chiara Lee e Freddie Murphy e coinvolge tre artiste giapponesi, Hatis Noit, Kiki Hitomi e Tsubasa Hori, che trasformeranno il giardino in uno spazio performativo e immersivo attraverso voce e suono, strumenti tradizionali e musica elettronica.

Il pubblico potrà assistere a una parata che partirà dal Patio dei Giardini per arrivare fino alla zona dei ciliegi, con personaggi che realizzeranno maschere indossate per l’occasione tra danze e canti presso la Cascina Medici del Vascello. Il progetto sarà preceduto da un workshop dedicato alle scuole, propedeutico alla performance e condotto da Kiki Hitomi e Tsubasa Hori.

Info e prenotazioni: lavenaria.it – biglietti Giardino 6 euro – 8 euro per “Una sera ai ciliegi in fiore” e 10 euro per “All’ombra dei ciliegi in fiore” – ridotto per tutte le tipologie di ingresso alla Reggia e ai Giardini con il biglietto del MAO e viceversa.

Mara Martellotta