CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 7

L’Ensemble ArsBaroca propone “Intrecci sonori. Sonate a quattro”

Ritorna sabato 11 aprile, alle 21.15, la 31esima edizione della rassegna di musica antica “Antiqua”, realizzata dall’Accademia del Ricercare grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Foglizzo, presso il Salone dell’Aula Consiliare, all’interno del castello, in via del Castello 6.

L’Ensemble ArsBaroca proporrà “Intrecci sonori. Sonate a quattro”.

Il programma prevede la Sonata a quattro op.22 in do minore di Johann Christian Schickhardt (1673-1763); la Triosonata in fa maggiore TWV 42:F9 di George Philip Telemann (1681-1767), e dello stesso compositore la Sonata in re maggiore TWV 41:D6; di Antoine Dornel (1685-1765) la Sonata en Quatuor in re minore. Dello stesso Teleman verrà eseguita la Partita n.4 in sol minore, e a conclusione del concerto, Joseph Bodin de Boismortier (1689-1755) la Sonata Quinta in quattro parti diverse op.34 in la minore.

Gli interpreti sono Lorenzo Cavasanti e Luisa Busca al flauto, Arianna Zanbon all’oboe, Alberto Pisani al violoncello, Claudia Ferrero al clavicembalo, alla chiorba Laura La Vecchia.

Antiqua 2026 – Foglizzo, sabato 11 aprile, ore 21.15 – Ensemble ArsBaroca “Intrecci sonori. Sonate a quattro.

Info e prenotazioni: segreteria@accademiadelricercare.com – accademiadelricercare@gmail.com

Mara Martellotta

Al Teatro Carignano, “Circle Mirror Transformation”

Martedì 7 aprile, alle 19.30, debutta in prima nazionale al Teatro Carignano “Circle Mirror  Transformation”  dell’acclamata drammaturga americana Annie Baker, vincitrice del Premio Pulitzer nel  2013 e nota per il suo stile minimalista nel catturare le dinamiche della vita quotidiana con sensibilità e ironia. La regia è a cura di Valerio Binasco, direttore artistico del Teatro Stabile di Torino e tra i più autorevoli esponenti della scena teatrale italiana, che sarà in scena insieme a Pamela Villoresi, Alessia Giuliani, Andrea Di Casa e Maria Trenta. Le scene sono di Guido  Fiorato, i costumi di Alessio Rosati, le luci di Alessandro Verazzi, il  suono di Filippo Conti, video di Simone Rosset. La traduzione dell’opera di Annie Baker è stata curata da Monica Capuani e Cristina Spina. “Circle Mirror Transformation è stato prodotto dal Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale e rimarrà in scena al Teatro Carignano fino a domenica 19 aprile 2026, proseguendo successivamente con una tournée che farà tappa in diverse città  italiane. In  concomitanza con il debutto è programmato un incontro col pubblico nell’ambito  di  Retroscena, l’8 aprile 2026 alle 17.30.

“’Circle Mirror Transformation’ di Annie Baker parla di uno sparuto gruppo di allievi, quasi  tutti di mezza età e oltre, di una piccola scuola di recitazione ‘rurale’, per dilettanti, in cui non succede quasi niente. A partire dal loro primo giorno di scuola, stiamo tutti a guardare cosa potrebbe succedere: ma con calma, come un viaggiatore guarda fuori dal finestrino, senza percepire intimamente il paesaggio. Intanto il treno va. E noi con lui. Dove? Ogni esperienza artistica è un viaggio, si sa – ha spiegato nelle note di regia Valerio Binasco – questo viaggio mi riguarda, perché uno spettacolo è un pezzo della tua vita, e forse del tuo destino. E riguarda anche i personaggi del testo, perché quando ti iscrivi a un corso di teatro, anche se non vuoi fare l’attore o l’attrice, anche se lo fai tanto per far qualcosa, lo sai bene che sarà un viaggio: dentro di te e dentro gli altri che incontrerai. E allora mi domando: perché ho scelto questo testo? Cosa ci sto andando a fare?  Cosa ci stanno andando a fare i personaggi alla scuola di Marty? Che viaggio rappresenta per loro? Cosa cerca un attore, professionista o dilettante che sia? Cosa cerca uno spettatore? Le mie sono domande che non devono aspettare risposte. Sono domande che diventerebbero tristi e banali se qualcuno cercasse di dar loro una risposta. I nostri personaggi, forse, sono arrivati lì perché la loro vita è piena di emozione, ma anche di vuoto. Un vuoto umano: manca loro qualcuno. E allora mi  chiedo, ancora: da cosa fuggiamo quando sentiamo in noi stessi un vuoto così  grande da spingerci a entrare in una scuola di recitazione anche se non siamo attori? È veramente vuoto quel che sentiamo? In ogni caso, questi personaggi hanno ragione: è proprio stando così che ci si deve avvicinare a un processo creativo, professionale o meno che sia. Con quel vuoto affettivo e quelle emozioni che non puoi definire, ma con cui senti di poter fare qualcosa di buono per te. ‘Circle  Mirror Transformation’ è principalmente uno spettacolo per attori: è fatto  quasi  totalmente di personaggi e di recitazione, e di pochissima regia. Dal punto di vista della recitazione il teatro di Annie Baker assomiglia a  qualcosa che ho incontrato tante volte, che in genere si chiama minimalismo, ovvero una scrittura più ‘sintomatica’ che descrittiva. Per spiegare in breve cosa sia la recitazione sintomatica, potremmo dire che dei personaggi vediamo solo quel che fanno e ascoltiamo quel poco che si dicono.  La parte più profonda della loro vita la possiamo solo intuire. È la  parte immersa dell’iceberg, che non vedremo né ascolteremo mai. Le loro ferite, i loro amori e disamori, le loro strazianti necessità, li percepiamo in una forma indistinta”.

Info: Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino
Orari  degli  spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.45; domenica ore 16.00. Lunedì riposo.
Prezzo dei biglietti: da € 12,00 (ridotto under 18) a € 39,00 (intero, primo settore di platea)
L’acquisto dei biglietti in prevendita prevede un costo di € 1 a biglietto

Biglietteria: Teatro Carignano, piazza Carignano, 6 – Torino Tel: 011 5169555 –biglietteria@teatrostabiletorino.it
Orario:  da  martedì  a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19. Lunedì riposo.

La  biglietteria  sarà  sempre  attiva  un’ora  prima  dell’inizio  di ogni spettacolo,  esclusivamente  per  l’acquisto di biglietti per la recita del giorno stesso.
Acquisti online su www.teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

EXPOSED Torino Photo Festival: Mettersi a nudo

 


9 aprile – 2 giugno 2026

 

Direzione artistica Walter Guadagnini

 

Curato e realizzato da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

Torino, 9 aprile 2026. Dal 9 aprile al 2 giugno 2026 il capoluogo piemontese ospita la terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival. Il tema scelto per il 2026 è Mettersi a nudo: un invito a guardare dentro di sé e oltre le apparenze, interrogando la relazione tra identità e rappresentazione, corpo e immagine, tra ciò che si mostra e ciò che resta nascosto.

 

Uno sguardo che attraversa l’intero programma del Festival — con mostre temporanee, incontri, eventi e iniziative diffuse — e che coinvolge artisti e istituzioni nazionali e internazionali, animando sia alcune delle principali sedi culturali torinesi sia diversi spazi distribuiti nell’intero perimetro della città. Mettersi a nudo diventa così non solo svelamento fisico, ma gesto simbolico di autenticità: liberarsi dalle sovrastrutture, mostrarsi per ciò che si è, osservare sé stessi e gli altri senza filtri. Una tensione che la fotografia, più di ogni altro linguaggio, sa rendere concreta nella verità di un volto, di un paesaggio, di un corpo, e nella pluralità degli sguardi che li attraversano.

 

Promossa dalla Cabina di Regia della quale fanno parte Città di TorinoRegione PiemonteCamera di commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San PaoloFondazione CRT in sinergia con Fondazione Arte CRT Intesa Sanpaolo, e coordinata da Fondazione per la Cultura Torino, la terza edizione di EXPOSED, curata e realizzata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, intende evidenziare e rafforzare la vocazione di Torino come città della fotografia.

 

Giunto alla sua terza edizione, il Festival segna un passaggio di fase e definisce con maggiore chiarezza la propria identità, con la direzione artistica di Walter Guadagnini, tra le voci più autorevoli della fotografia contemporanea italiana e internazionale. Non soltanto una piattaforma espositiva, ma un dispositivo curatoriale strutturato, capace di orientare contenuti, linguaggi e relazioni, con un progetto per Torino che unisce qualità curatoriale e partecipazione diffusain un dialogo costante tra luoghi, autori e pubblico.

 

Walter Guadagnini dichiara: “I giorni che precedono l’inaugurazione di un festival sono sempre quelli più eccitanti: tutto quello che si è immaginato e preparato nei mesi precedenti inizia a diventare realtà, le fotografie salgono sulle pareti, le strutture realizzate per questa occasione danno nuove identità agli spazi e il disegno complessivo comincia a prendere forma, anzi a mettersi a nudo. La terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival è ormai nelle mani del pubblico, la città non solo è invasa dai manifesti e dai banner che pubblicizzano la manifestazione con tutti i suoi luoghi, ma anche dalle fotografie sulle cancellate e sotto i portici, i tuffatori cominciano ad apparire nei luoghi più disparati sui loro enormi billboard 6×3, i primi fotografi cominciano ad arrivare, da lontanissimo e da molto vicino, si misurano le distanze tra le sedi del ‘miglio della fotografia’: un ultimo sguardo al meteo, e che la festa abbia inizio

 

Il programma della terza edizione di EXPOSED propone 18 mostre temporanee indoor e outdoor, insieme a incontri, letture portfolio, proiezioni altri eventi, realizzati grazie al coinvolgimento delle principali istituzioni torinesi, delle realtà indipendenti e dei protagonisti della scena artistica cittadina, a partire da quattro giorni di inaugurazione (dal 9 al 12 aprile) e attraverso un calendario diffuso che offre una vera e propria immersione nella fotografia di ieri e di oggi.

INFORMAZIONI PRATICHE

 

Le mostre di Toni Thorimbert, Bernard Plossu, Dean Chalkley, Yorgos Lanthimos, Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollino, Ralph Gibson, Paola Agosti e Metamorphosis e tutte le mostre outdoor saranno accessibili gratuitamente tramite il PASS EXPOSED, valido dal 9 aprile al 2 giugno. Per ottenerlo sarà sufficiente cliccare sull’area dedicata al download del pass dal sito del festival o dal sito turismotorino.org e procedere alla registrazione. Il pass è digitale, pertanto il Qr code sarà inviato via email. Il pass consente inoltre l’ingresso a 5 Euro per le mostre di Diana Markosian e di Nick Brandt a Gallerie d’Italia – Torino, il biglietto ridotto alla mostra di Edward Weston a CAMERA e a numerose altre iniziative culturali in città.

 

In ogni mostra indoor sono disponibili dei QR code che rimandano ad audioguide introduttive in italiano e inglese, con percorsi specifici sia per adulti che per bambini. È inoltre presente, per ciascuna di esse, un’introduzione in LIS (Lingua dei Segni Italiana) realizzata dall’Istituto dei Sordi di Torino.

 

Con un programma che attraversa luoghi, linguaggi e pubblici, EXPOSED rilancia il proprio ruolo come piattaforma di riferimento per la fotografia contemporanea, capace di attivare la città e di restituirne una nuova immagine condivisa.

Teatri storici del Piemonte: il Milanollo di Savigliano

Dedicato alle sorelle Maria e Teresa Milanollo, celebri violiniste saviglianesi, il teatro fu progettato nel 1834 dall’architetto Maurizio Serafino Eula e la sua costruzione, sul sito di una precedente sala per spettacoli, si concluse nel 1836, quando fu portata in scena la rappresentazione dell’opera L’esule di Roma di Gaetano Donizetti.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/teatri-storici/teatro-milanollo-di-savigliano

Peter Pan prende vita al Pop-App Museum del MUSLI

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Il 10 aprile prossimo, alle ore 18, presso il Pop-App Museum del MUSLI, in via Corte d’Appello 20/F, rivivrà il mondo senza tempo di Peter Pan in una nuova veste artistica ed editoriale, grazie al progetto “L’Arte racconta i Classici”, promosso e ideato da Patrimoni d’Arte e con il patrocinio della Fondazione Tancredi di Barolo e la collaborazione artistica del maestro Maurizio Carnevali. La collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo e il MUSLI Museum della Scuola e del Libro per l’Infanzia, consolida un percorso volto alla valorizzazione del patrimonio culturale piemontese, già avviato con il progetto “L’Arte racconta i Classici – Alice nel Paese delle Meraviglie”, presentato a Palazzo Barolo il 14 novembre scorso.

L’appuntamento, ospitato negli spazi del Pop-App Museum del MUSLI, propone un’esperienza immersiva in cui arte e letteratura si incontrano per offrire una nuova interpretazione del capolavoro di J.M. Barrie. Attraverso un pensiero visivo e narrativo, il progetto restituisce tutta la forza evocativa dell’opera trasformando personaggi e atmosfere in immagini capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. Durante la presentazione, sarà svelata anche una nuova edizione del romanzo realizzata da Patrimoni d’Arte, in collaborazione con il MUSLI di Torino, che riunisce due testi letterari della tradizione e letteraria di Peter Pan: “Peter Pan e Wendy”, nella storica traduzione del 1939 firmata da Milly Dandolo, è “Peter Pan nei giardini di Kensington” nella rara edizione del 1911 pubblicata da Bemporad. L’evento sarà arricchito dall’esposizione di disegni originali da cui sono tratte le tavole illustrate del volume e da un percorso che fa dialogare parole e immagini, guidando il pubblico alla scoperta del progetto artistico ed editoriale incentrato su Peter Pan.

Interverranno all’incontro il prof. Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, il dott. Peter Masi, founder di Patrimoni d’Arte e il maestro Maurizio Carnevali, artista e illustratore.

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Info: 011 8644360

Mara Martellotta

“Passepartout”, la Palazzina di Caccia di Stupinigi apre le porte dei suoi spazi segreti

Nel mese di aprile continuano gli appuntamenti con le visite guidate straordinarie alla riscoperta degli spazi segreti, normalmente chiusi al pubblico, della Palazzina di Caccia di Stupinigi. L’11 e il 18 saranno attivati i due percorsi che raccontano la storia della Palazzina nelle sue diverse fasi abitative e il progetto architettonico alla base della sua costruzione.
“Passepartout” conduce dietro le porte segrete agli ambienti nascosti della servitù, ai passaggi e ai corridoi ricchi di fascino e di storia e permette di raggiungere la sommità della cupola juvarriana.
“Dietro le porte segrete” è la visita agli ambienti della servitù, ai passaggi e ai corridoi segreti usati per divincolarsi nel dedalo di stanze e raggiungere discretamente le sale e gli appartamenti privati. La visita conduce proprio dietro le porte segrete, negli spazi nascosti dove si muoveva la servitù e dove si trova ancora il quadro dei campanelli automatici che permette di comprendere da vicino il funzionamento di una residenza come quella di Stupinigi.
“Sotto il cervo” è una visita “in verticale” al meraviglioso ambiente ligneo che ospita la cupola del padiglione centrale, realizzato da Filippo Juvarra, con una vista totale sul paesaggio circostante. Dal grandioso salone centrale ovale a doppia altezza si percorrono 50 gradini per raggiungere la caratteristica balconata ad andamento concavo-convesso e infine arrivare, attraverso una stretta scala a chiocciola di ulteriori 50 scalini, alla sommità della cupola juvarriana per ammirare il particolare tetto a padiglione sorretto da una complessa orditura in legno e riconoscere dall’alto il grandioso progetto architettonico di Juvarra che con perfette geometrie, lungo un asse longitudinale che porta con lo sguardo fino a Torino, realizza un impianto scenografico straordinario per l’epoca.

Vista la particolarità dei luoghi oggetto della visita, normalmente non accessibili al pubblico, i visitatori saranno dotati di caschetto di protezione, per questo motivo possono accedere solo gli adulti e i ragazzi al di sopra dei 12 anni di età ed i gruppi non possono essere superiori alle 10 persone. Per partecipare è necessario essere in buona salute ed in condizioni fisiche tali da permettere di salire, a piedi, alcune rampe di scale. È necessario indossare un abbigliamento comodo e calzature chiuse, come scarpe da ginnastica o da trekking leggero. È vietato l’accesso con borse e/o zaini ingombranti, visto che il percorso è piuttosto impegnativo. È necessario non soffrire di patologie cardiache. A causa degli spazi limitati, non agibili a persone con disabilità, e della stretta scala a chiocciola, i due percorsi sono sconsigliati a chi soffra di claustrofobia o di vertigini e, in generale, a chi non sia in buono stato di salute.

Per partecipare alle visite guidate, della durata complessiva di circa un’ora, è obbligatoria la prenotazione alla mail stupinigi@info.ordinemauriziano.it

Biglietti: “Dietro le porte segrete”  22 euro (12 euro biglietto di ingresso + 10 euro visita guidata), ridotto 18 euro.
“Sotto il cervo”  25 euro (15 euro biglietto di ingresso + 10 euro visita guidata), ridotto 22 euro.
Per i possessori di Tessera Abbonamento Musei: 10 euro (ingresso gratuito alla Palazzina).

Informazioni al numero: 011 6200601, dal martedì al venerdì 10-17,30

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino: Patty Pravo e i Marlene Kuntz

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour per 2 sere consecutive suonano i Marlene Kuntz. All’Osteria Rabezzana si esibisce il Federico Ponzano Quartet.

Giovedì. Al Magazzino sul Po è di scena IMA. Alla Divina Commedia suonano i Broke’n’Drunk. All’Off Topic si esibisce Denny Bertone affiancato da sei musicisti. A seguire i Funkytude. Al Circolino è di scena il Daimona’s Jazz Trio. Alla Vineria Popolare si esibisce Andrea Ciuchetti.

Venerdì. Al Circolino suona Charlie & Dodo. Alla Suoneria di Settimo si esibisce Moni Ovadia in duo con Michele Gazich. Al teatro Concordia è di scena Venerus. Al Blah Blah si esibisce Etta.

Sabato. Al Blah Blah suonano i Movie Star Junkies. Al Folk Club è di scena Andy McKee. Al Circolo Sud suonano i Tedeschi suonano altri Tedeschi & Provincia Power. Al Cap !0100 si esibiscono i Cacao Mental.

Domenica. Al teatro Colosseo è di scena Patty Pravo. All’Inalpi Arena si esibisce Tame Impala. Allo Ziggy suonano i Dramalove + Animaux Formidable. Al Blah Blah sono di scena IL Senato. Al Magazzino sul Po si esibisce Filippo Dallinferno + GTT X Sofà So.

Pier Luigi Fuggetta

“Sia Luce”

Si celebra anche attraverso l’arte, nel quattrocentesco “Duomo – Cattedrale di Santo Stefano” di Biella, la Santa Pasqua di Resurrezione

Da marzo a domenica 7 giugno, giornata del “Corpus Domini”

Biella

“Immagini di soglia”. Così sono state, a ragione, definite le opere del chioggiotto Riccardo Albiero, solo due, esposte nella maestosa solennità della quattrocentesca “Cattedrale di Santo Stefano” a Biella (fatta costruire dalla Comunità locale nel 1402, a seguito di un voto fatto alla Madonna di Oropa per la scampata pestilenza del 1399 e diventata “Cattedrale” nel 1772, con la titolazione della “Città della Lana” a sede vescovile) in quel tempo pasquale che tradizionalmente invita a riflettere sul passaggio “dalla notte alla luce”, “dalla morte alla vita”. Attraverso “immagini di soglia”che sono “preghiera muta” e “apparizione fugace”, per l’appunto. Solo due, si diceva, perfettamente inserite nel Progetto “Sia Luce”, promosso dalla “Parrocchia di Santo Stefano” (patrono di Biella), a cura di Irene Finiguerra per “BI-BOx – APS”, nell’ambito del Bando “CulturHUB” di Città e Cattedrali e della “Consulta Regionale per i Beni Ecclesiastici”. “The Silent Choir” (“Il suono del silenzio”, olio e acquerello su tela, di grandi dimensioni) e “A Sorrowful Charm” (“Un fascino doloroso”, olio su tavola), i titoli dei dipinti, entrambi datati 2025, entrambi espressione tecnicamente rigorosa di “un universo silenzioso e contemplativo dove la pittura si fa gesto spirituale, evocazione ed offerta”.

In tal senso, é da leggersi la pittura di fragile realismo, pur nella tecnica di perfetta definizione, di Riccardo Albiero. Figura ascetica, le braccia lungo i fianchi, una postura composta in silente, intima preghiera nel suo fisso osservarci quali amichevoli presenze cui chiedere gesti di comune devota condivisione, quella del giovane (autoritratto?) dallo sguardo profondo e penetrante di “The Silent Choir”. Alle sue spalle un “telo sospeso” (quasi sipario teatrale) in cui vediamo muoversi “ombre di colombe in volo” (simbolo eterno di pace cristiana e riconciliazione divina), riflesse in un gioco di smosso chiaro-scuro nell’ampia camicia chiusa ai polsi, fiori appena accennati nella delicatezza di morbide cromie e un “cardo” disegnato in basso a sinistra. Il volto del giovane “non descrive un’ identità definita–sottolinea Irene Finiguerrama una presenza interiore, come una figura che affiora come memoria dell’anima, come tracce di un mistero che non si lascia afferrare ma solo intuire”. E mistero, realtà simbolica è ancora il “cardo” che si ripete da “The Silent Choir” al più piccolo “Sorrowful Charm”, dove appare tenuto in mano forse dallo stesso giovane del precedente dipinto. Anche qui, non semplice  grafica ornamentale di una comune “pianta” erbacea, ma, in ambito religioso, elevato simbolo associato al dolore, alla corona di spine e alla passione del Cristo, del Cristo che si fa uomo e assume su di sé la maledizione della Genesi per redimere l’umanità. Ancora Irene Finiguerra:“Queste opere parlano a chi crede, ma anche a chi è in ricerca. A chi riconosce nel tempo pasquale un mistero di fede e a chi, semplicemente, attraversa la Cattedrale in cerca di silenzio. Non chiedono appartenenza, ma disponibilità all’ascolto. In un tempo spesso segnato dal rumore e dalla fretta, invitano a sostare senza difese, a lasciarsi toccare da una luce che non impone risposte ma apre domande. Fino a giugno, nel tempo disteso che segue la Pasqua e conduce verso la pienezza della luce estiva, queste immagini continuano a parlare di vita che rinasce e di presenza che si fa discreta. Non proclamano, non spiegano: accompagnano. Sono come preghiere mute affidate alla pittura, offerte silenziose che chiedono soltanto di essere accolte”.

Preghiere. Preghiere che fanno volare alto sentimenti d’amore. E che, personalmente, mi sollecitano ricordi e domande su altre accorate musicali invocazioni:

“Ti guardo camminare in chiese così alte/Ti sento parlare e fai esplodere il mio cuore/Sento il …/Sento il coro silenzioso/

E tu, ti prendi cura di me?/E tu, pensi mai a me? …/

Invocazioni, interrogativi riportati in musica “stile – coldwave” nel brano “The Silent Choir” (stesso titolo del dipinto di Albiero) pubblicato nel 2018 dal duo musicale svizzero-britannico degli “Lebanon Hanover”. Puro caso? Mia casuale suggestione? O anche per Riccardo Albiero, fascinosa fonte d’ispirazione? In ogni caso, restano le motivazioni di un dolce incantesimo e “la connessione profonda tra anime solitarie – come si è scritto – che non hanno bisogno di parole per comprendersi”.

“Sia Luce”

Il Progetto mette al centro del suo interesse il complesso della “Cattedrale di Biella”, come fulcro della spiritualità della città e del suo territorio. Dall’ottobre del 2019, anno di nascita del progetto a oggi, sono state più di settanta le iniziative ospitate. “Sia Luce” è dunque un’occasione per approfondire la conoscenza della “Cattedrale” e di tutto il complesso di “architettura sacra” che si è sviluppato, su Piazza Duomo, nel corso dei secoli. Una periodica esposizione di opere d’arte contemporanee legate al tema del “sacro” consentono di integrare e far dialogare i beni artistici che la “Cattedrale” o il “Battistero” custodiscono con un linguaggio nuovo e accattivante.

Per info: tel. 392/5166749 o info.bibox@gmail.como www.bi-boxartspace.com

Gianni Milani

 

Nelle foto: Allestimento interno opere Riccardo Albiero; “The Silent Choir”; “A Sorrowful Charm”; Biella, Piazza Duomo (Ph. Davide Corona)

Dal 10 al 17 aprile, negli spazi di Ad Maiora Art, arriva “Echi di colore”

Dal 10 al 17 aprile, negli spazi di Ad Maiora Art, arriva “Echi di colore”, mostra collettiva a ingresso libero dedicata alla pittura contemporanea.
L’esposizione propone un percorso tra stili e sensibilità diverse, offrendo uno sguardo dinamico sull’arte attuale. «Un onore ospitare artisti così brillanti», commenta Alessio Torzi. Gli fa eco Andrea De Benedictis, sottolineando come l’arte sia «viva e attiva».
In mostra opere di Chiara Puddu, Christian Conti, Daniela Ciuperca, Iryna Kyrychenko, Nat Clegg, Giovanni Raso, Gerardo Fragnito, Susanna Bianchi, Roberto Cantamessa e Alessandro Venturino.

ENZO GRASSANO