Manager, accademici e leader d’impresa a confronto a Torino sull’impatto della geopolitica sulle aziende

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Imprese e governance nell’era della geopolitica: torna Connect Lab di ESCP Business School

 

Torino, 9 giugno 2026 – L’8 giugno 2026, ESCP Business School ha ospitato presso il proprio campus di Torino la nuova edizione di Connect Lab, l’appuntamento annuale che mette in dialogo accademia, impresa e istituzioni sui temi più urgenti del management contemporaneo. Al centro della discussione di quest’anno: Imprese e Governance nell’Era della Geopolitica.

In un contesto globale sempre più instabile, segnato da tensioni commerciali, ridefinizione delle catene di fornitura, corsa alla sovranità tecnologica e crescente impatto dell’intelligenza artificiale sulle decisioni strategiche, l’evento ha esplorato come stiano cambiando i modelli di governance aziendale e il ruolo dei consigli di amministrazione.

I lavori sono stati aperti da Alberta Di Giuli, Professoressa di Finanza e Dean di ESCP Business School Torino, e si sono articolati in due sessioni: un’intervista a Francesco Costa, giornalista e Direttore de Il Post, condotta dalla Prof.ssa Silvia Dalla Fontana, e una tavola rotonda moderata da David Vannier con quattro protagonisti del mondo dell’impresa. Le conclusioni sono state affidate al Prof. Daniele Battaglia.

“Viviamo in un momento in cui la geopolitica non è più uno sfondo: è diventata il contesto operativo di qualsiasi impresa che operi sui mercati sia internazionali sia nazionali. I consigli di amministrazione sono chiamati a fare un salto qualitativo, da organi di supervisione a protagonisti attivi della strategia. In ESCP formiamo leader capaci di navigare questa complessità con rigore analitico, apertura culturale e senso di responsabilità: è questa la nostra missione europea.” afferma la Professoressa Di Giuli.

Geopolitica e leadership: il confronto con Francesco Costa

Francesco Costa, giornalista e Direttore de Il Post, ha aperto i lavori con una riflessione sui profondi cambiamenti che stanno interessando lo scenario internazionale e sul loro impatto sul mondo delle imprese. Nel dialogo con la Prof.ssa Silvia Dalla Fontana sono stati affrontati alcuni dei principali trend che stanno ridefinendo il contesto globale, evidenziando come l’incertezza rappresenti oggi un elemento strutturale con cui manager e organizzazioni sono chiamati a confrontarsi.

La tavola rotonda: prospettive a confronto

La seconda parte dell’evento è stata dedicata a una tavola rotonda moderata da David Vannier, Founding Partner di Georgetown Advisory, ex International Monetary Fund (IMF) ed ex World Bank Group (WBG), che ha visto la partecipazione di Luca Galli, Risk Leader di EY Italy FSO, Marina Geymonat, Head of AI Lab presso Leonardo Corporate, Pietro Maranzana, Group CFO di TeamSystem, e Rocco Minà, Managing Director di Wabtec Italia.

Attraverso esperienze maturate in settori diversi, i relatori hanno condiviso riflessioni sulle implicazioni che i cambiamenti geopolitici, economici e tecnologici hanno per le organizzazioni e per i processi decisionali. Il confronto ha evidenziato il ruolo sempre più centrale della governance nell’interpretare scenari in evoluzione e nel supportare strategie capaci di coniugare competitività, innovazione e resilienza.

Nel corso dell’incontro è emersa l’importanza di dotare imprese e manager degli strumenti necessari per leggere il cambiamento, anticipare le trasformazioni e prendere decisioni efficaci in un contesto sempre più interconnesso e dinamico.

Dalla riflessione all’azione: il ruolo dell’Executive Education

Le trasformazioni emerse nel corso del Connect Lab confermano la crescente necessità, per manager e organizzazioni, di sviluppare nuove competenze per interpretare contesti caratterizzati da elevata complessità e cambiamento continuo. Per approfondire questi temi, ESCP Executive Education promuove gli Impact Talks, un ciclo di incontri gratuiti pensato per offrire nuove prospettive sulle sfide del management contemporaneo, favorire il confronto e supportare professionisti e imprese nella comprensione delle dinamiche che stanno ridefinendo il contesto economico e competitivo.

L’iniziativa si inserisce nell’impegno di ESCP nel progettare percorsi di formazione executive e customizzati capaci di accompagnare le organizzazioni nei processi di trasformazione strategica, tecnologica e culturale. Un impegno coerente con la visione strategica di ESCP, che nei prossimi anni rafforzerà ulteriormente la propria attenzione ai temi della governance e della geopolitica attraverso la futura ESCP School of Governance.

Connect Lab

Connect Lab è il format di public engagement di ESCP Business School che ogni anno riunisce accademici, manager, imprenditori e rappresentanti istituzionali a Torino per confrontarsi sui temi più urgenti del management e dell’economia globale. L’edizione 2026 ha approfondito il ruolo in evoluzione della governance aziendale di fronte alle trasformazioni geopolitiche in corso.

About ESCP Business School

Fondata nel 1819, ESCP Business School è la più antica scuola di business al mondo. Nel corso dei suoi 200 anni di storia, ESCP si è sempre impegnata a formare leader responsabili, audaci e creativi che lanciano tendenze, propongono nuove soluzioni e danno vita ai codici di domani. I sei campus ESCP a Berlino, Londra, Madrid, Parigi, Torino e Varsavia sono i luoghi in cui gli studenti possono sperimentare l’approccio europeo al management basato sulla multiculturalità. Ogni anno, ESCP accoglie oltre 11.000 studenti e più di 6.000 manager di 140 nazionalità diverse. Il suo punto di forza sono i numerosi programmi di formazione aziendale, sia generali che specialistici (Bachelor, Master, MBA, Executive MBA, PhD ed Executive Education), che includono tutti un’esperienza multi-campus. Con l’innovazione come pietra angolare, stiamo accelerando la ricerca accademica e la formazione manageriale per tracciare nuovi percorsi verso un futuro migliore per tutti. Dal 2004 ESCP Business School è presente a Torino, grazie al supporto della Chambre de Commerce et d’Industrie de Paris, la Camera di commercio di Torino, l’Università degli Studi di Torino, il Politecnico di Torino e numerose aziende partner.

 

Sito Internet: www.escp.eu 

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Più cantieri con meno disagi, nasce a Torino la regia digitale

Uno strumento unico, digitale e georeferenziato, per programmare e gestire in modo efficace e coordinato tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. È la nuova piattaforma digitale per la gestione del territorio della Città di Torino, che è stata presentata  a Palazzo Civico dal sindaco Stefano Lo Russo insieme all’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta e alladirettrice generale dell’ente Alessandra Cimadom. Obiettivo: ridurre al minimo i disagi dei cantieri per la cittadinanza.

L’amministrazione comunale, consapevole dell’impatto dei cantieri di sottoservizi e manutenzione stradale sulla viabilità cittadina e della necessità di programmare in modo efficiente ed ordinato i vari interventi, si è da tempo dotata di una regia cantieri, un coordinamento tra uffici comunali, polizia locale e società di sottoservizi, che si riunisce settimanalmente per raccogliere le esigenze di intervento su tutto il territorio cittadino e pianificare le ordinanze che riguardano la viabilità. Questo lavoro ha costituito il punto di partenza per realizzare la piattaforma che, attraverso la digitalizzazione di tutti i processi, rappresenta una rivoluzione del modo in cui la pubblica amministrazione e i partner strategici pianificano, gestiscono e monitorano lo spazio pubblico della città.

“Sappiamo bene – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo – come interventi necessari, quale ad esempio la riasfaltatura di una strada dove il manto è ammalorato, possano rappresentare un disagio per i cittadini che ogni giorno quella strada la percorrono. Ancora di più se, qualche mese dopo, quella strada viene interessata da nuove manutenzioni. Ecco perché abbiamo deciso di dotarci di uno strumento che ci aiuti a massimizzare gli investimenti riducendo al minimo i disagi. La piattaforma digitale costituisce un esempio virtuoso di come la tecnologia possa aiutarci ad efficientare i processi, con un beneficio tangibile sulla qualità della vita quotidiana dei cittadini. Grazie a una gestione integrata, ridurremo i disagi legati ai cantieri stradali, alla manutenzione del verde urbano, agli eventi,  assicurando uno sviluppo del territorio coerente, coordinato e tempestivo”.

“È stato fatto un enorme lavoro di revisione delle procedure – spiega l’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta – con la digitalizzazione completa di processi che, sino ad oggi, avvenivano in parte ancora con modulistica cartacea. Questo strumento ci permetterà di avere un quadro sempre completo e aggiornato di quello che avviene e dovrà avvenire sul suolo cittadino, mettendoci nelle condizioni di evitare sovrapposizioni e conseguenti disagi per la viabilità e la cittadinanza”.

La piattaforma, co-finanziata tramite fondi Pon Metro Plus, è stata sviluppata dalla divisione Progetti Speciali e il servizio Sistemi Informativi e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di transizione digitale intrapreso dalla Città di Torino.

“La gestione dello spazio urbano in una grande città metropolitana – aggiunge la direttrice generale della Città di Torino Alessandra Cimadom – è per sua natura complessa e frammentata, coinvolgendo molteplici attori interni ed esterni. La piattaforma risponde a questa complessità con uno strumento unico, centralizzato e coordinato in grado di supportare la programmazione e la gestione di tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. Questo include una visione d’insieme su cantieri stradali, interventi sui sottoservizi, gestione del verde pubblico, organizzazione di grandi eventi e viabilità. Per raggiungere questo risultato, è stato necessario intraprendere due grandi sfide, ovvero la digitalizzazione e reingegnerizzazione dei processi, rivedendo completamente i flussi di lavoro che determinano la trasformazione fisica della città, e la costruzione di un ecosistema decisionale basato sui dati, in cui ogni proposta di intervento è georeferenziata, permettendo così di analizzare in anticipo le sovrapposizioni temporali e spaziali (evitando, ad esempio, che una strada appena riasfaltata venga subito riaperta per altri lavori di posa di sottoservizi)”.

Un lavoro che si basa su tre pilastri tecnologici interconnessi, ciascuno dedicato a una specifica fase del ciclo di vita della pianificazione urbana:

CityBlocks: lo strumento di ingresso delle informazioni (fase di input). Consente a tutti gli operatori abilitati — inclusi gli uffici comunali, le aziende municipalizzate e i grandi utenti (come i gestori di servizi di rete) — di inserire direttamente nel sistema le proprie proposte di intervento sul suolo pubblico.

CityPlanner: il cuore pulsante del sistema, uno strumento trasversale dedicato alla regia e al coordinamento. Permette di visualizzare in modo sinottico e integrato tutte le proposte pervenute, facilitando la programmazione temporale, la risoluzione delle interferenze spaziali e l’accettazione formale degli interventi.

CityMonitor: la componente di verifica e aggiornamento sul campo. Consente ai tecnici comunali e alle maestranze di inserire, aggiornare e monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle attività e tutte le informazioni territoriali rilevanti direttamente dal luogo dell’intervento.

La piattaforma vede attivi oggi 36 soggetti, suddivisi tra 13 uffici comunali interni e 23 grandi utenti (società fornitrici di servizi, utility).

È già operativa da qualche mese in fase di test durante la quale sono state gestite interamente in digitale oltre 4mila istanze di manomissione del suolo pubblico, con una notevole riduzione dei tempi di istruttoria.

La sfida ora è di consolidare l’utilizzo di questo strumento innovativo, misurandone gli effetti nella programmazione (i primi si vedranno già tra qualche settimana) e di integrarlo di nuove funzioni: l’obiettivo infatti è di renderlo operativo su tutta la gestione del territorio. La prossima tappa riguarderà la programmazione degli interventi sul verde, mentre entro la fine del 2027 il sistema dovrebbe entrare a regime per la gestione digitale di tutti gli eventi cittadini.

TorinoClick

Riduzione delle accise mentre il debito pubblico sale a 3.200 miliardi. Cattivi pensieri

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Di Carlo Manacorda

L’attrazione fatale del debito pubblico, andiamo verso i 3.200 miliardi, e vengono cattivi pensieri sulle riduzioni delle accise sui carburanti: non si restituiscono forse somme già pagate dai cittadini?

 

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Arrestati per furti ad anziani per oltre 100mila euro, si fingevano addetti comunali e poliziotti

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini italiani, già detenuti presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Torino, su richiesta della Procura della Repubblica, è il risultato di un’articolata attività investigativa condotta dagli investigatori della Squadra Mobile, finalizzata al contrasto dei reati predatori in danno delle cosiddette fasce deboli, in particolare persone anziane. I due indagati sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di una rapina pluriaggravata e di sette furti aggravati in abitazione, commessi tra gennaio e marzo 2026 a Torino e provincia. Il valore complessivo del bottino è stato stimato in oltre 100.000 euro, tra contanti, gioielli, orologi e altri preziosi.
Le indagini hanno preso avvio dall’analisi di numerosi episodi caratterizzati da un identico modus operandi: gli autori, fingendosi appartenenti alle Forze dell’Ordine o incaricati comunali, riuscivano a introdursi nelle abitazioni delle vittime con il pretesto di effettuare controlli o verifiche su presunti furti avvenuti nella zona o nel condominio. Approfittando della vulnerabilità delle persone offese, per lo più anziane, conquistavano la loro fiducia e si impossessavano di denaro contante, gioielli e altri oggetti di valore.
Nel corso delle attività investigative, gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a individuare i veicoli, con targhe ‘clonate’, utilizzati per gli spostamenti e per la commissione dei reati, giungendo così all’identificazione degli indagati e raccogliendo gravi indizi di colpevolezza in relazione a otto distinti episodi delittuosi avvenuti nei comuni di Collegno, Rivoli, Beinasco e Borgaro Torinese. Tra i fatti contestati figura anche una rapina pluriaggravata in abitazione, perpetrata il 18 marzo 2026 a Borgaro Torinese ai danni di una coppia di coniugi anziani, ai quali sono stati sottratti gioielli di famiglia per un valore di circa 15.000 euro.
Nel medesimo contesto investigativo, nel marzo 2026 i due indagati erano già stati arrestati in flagranza di reato dalla Squadra Mobile per il possesso di segni distintivi contraffatti. Durante le perquisizioni, infatti, erano stati rinvenuti lampeggianti e accessori riconducibili alle Forze di Polizia, utilizzati per rendere ancora più credibili i raggiri. A seguito della convalida dell’arresto, nei loro confronti era stata disposta una prima misura cautelare in carcere, cui ha fatto seguito, pochi giorni dopo, un ulteriore provvedimento per un furto in abitazione commesso ai danni di un’anziana nel comune di Grugliasco.
Le successive indagini hanno consentito di raccogliere ulteriori gravi indizi di colpevolezza in relazione ad altri episodi delittuosi portando all’emissione della presente ulteriore misura cautelare da parte del G.I.P. di Torino.
Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio della presunzione di non colpevolezza, la responsabilità delle persone sottoposte a indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.
L’operazione odierna conferma l’impegno costante della Polizia di Stato nel contrasto a fenomeni particolarmente odiosi, che colpiscono in modo mirato persone anziane e fragili, facendo leva su paura e senso di urgenza.
In occasione di questo arresto, la Polizia di Stato rinnova l’appello a tutta la cittadinanza, in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, affinché prestino la massima attenzione.
Si ricorda che:
–     Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro o gioielli. Nessun appartenente alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri o alla Guardia di Finanza si presenterà mai a casa per riscuotere somme di denaro, cauzioni o risarcimenti danni, né tantomeno qualificandosi per mezzo di immagini digitali che lo rappresentano con l’uniforme di servizio;
–     Attenzione alle telefonate sospette. Se ricevete una chiamata da qualcuno che si qualifica come poliziotto o maresciallo e vi chiede beni materiali per aiutare un parente oppure vi chiede di visionare dei preziosi mantenete la calma e interrompete la comunicazione;
–     Verificate sempre. Non aprite la porta a sconosciuti, anche se muniti di tesserini o divise. In caso di dubbio, contattate immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 per verificare l’effettiva appartenenza del soggetto alle Forze dell’Ordine;
–     Parlatene in famiglia. Invitiamo figli e nipoti a informare genitori e nonni su queste tecniche di truffa. La prevenzione e l’informazione sono le armi più efficaci per proteggere i nostri cari.

Twelve Automobiles, 12 automobili, il nuovo allestimento di Spazio Design al MAUTO

Il Museo Nazionale dell’Automobile presenta il nuovo allestimento di “Spazio Design”, progetto espositivo curato da Paolo Tumminelli che interpreta il car design come un arcipelago di forme, visioni e idee. Dodici automobili, organizzate in sei aree tematiche, attraversano oltre mezzo secolo di storia dell’automobile moderna, mettendo in dialogo modelli iconici, prototipi sperimentali e vetture da corsa attraverso accostamenti inattesi e prospettive trasversali.
Il percorso si sviluppa come una narrazione circolare dove inizio e fine si riflettono reciprocamente. In questo senso risulta emblematica la relazione tra il Volkswagen Maggiolino del 1952 e il New Beetle del 2000, che apre e chiude idealmente il racconto trasformando la visita in un’esperienza di continuità, memoria e ritorno.
Le dodici vetture selezionate restituiscono una lettura stratificata dell’automobile come fenomeno culturale complesso, in cui innovazione tecnica, ricerca formale e immaginario collettivo si intrecciano continuamente.
Dalle architetture ingegneristiche del “tutto dietro” e del “tutto avanti”, alle oscillazioni tra stili sferici, lineari e cubici, ogni automobile diventa espressione di un’epoca, di un sistema di valori e di un’idea precisa di modernità.
Ne emerge una fenomenologia del design automobilistico che supera la dimensione puramente industriale dell’oggetto per restituire l’automobile come costruzione simbolica, specchio delle trasformazioni sociali, economiche e culturali del Novecento.
Il dialogo sul design si amplia ulteriormente attraverso due approfondimenti dedicati rispettivamente alle celebri macchine da ufficio Olivetti e alla grafica pubblicitaria di Fiat e Lancia, ponendo in relazione il progetto automobilistico con il design industriale e la comunicazione visiva italiana.
Il ciclo dell’automobile classica si apre e si chiude con la Volkswagen Typ1 Maggiolino del 1952, archetipo della mobilità moderna per razionalità progettuale e diffusione globale, e la Volkswagen New Beetle del 2000, rilettura contemporanea fondata su memoria ed emozione.
La nascita dell’automobile moderna si esprime nella Studebaker Champion Regal de Luxe Coupé del 1947, prima affermazione del linguaggio Porton, e nella Porsche 356 SC del 1964, sintesi tra funzionalismo e sportività.
Il confronto tra culture progettuali emerge dalla Cadillac Sixty Special Fleetwood del 1958, icona dello stile americano spettacolare  e nella BMW Neue Klasse 1800 del 1968, manifesto del rigore formale europeo.
La rivoluzione dello spazio interno è data dalla Autobianchi Primula 3P del 1967, anticipatrice del modello di automobile compatta moderna resa poi celebre dalla Volkswagen Golf e dalla Lancia Megagamma del 1978, prototipo che prefigura il concetto di Monovolume.
Il design italiano sperimentale trova espressione nella Pininfarina BLMC 1100 del 1968 che supera la berlina tradizionale attraverso una forma integrale, e nella Dallara Bertone ICSunonove del 1974, esempio estremo della linea a Cuneo.
La maturità del progetto automobilistico si riflette nella Mercedes Benz 190 E 2.3-16 del 1984, paradigma di precisione formale e nella Mazda Miata del 1991, icona globale di immediatezza emotiva.
Il progetto espositivo si inserisce nel più ampio percorso di ricerca che il Museo Nazionale dell’Automobile dedica al design come strumento interpretativo privilegiato per leggere l’automobile oltre la sua dimensione tecnica, evidenziandone i valori formali, simbolici e culturali.

Mercoledì 10 giugno alle ore 18.30 Giorgetto Giugiaro, Paolo Martin e Gian Beppe Panico, tre protagonisti della carrozzeria italiana, si incontreranno al MAUTO per un dialogo dedicato al car design tra progetto, comunicazione e industria, moderato da Paolo Tumminelli.
A partire dalle vetture esposte nello Spazio Design il talk ripercorrerà visioni, intuizioni e processi che hanno definito la rivoluzione, tutta torinese, del design automobilistico tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Accanto allo sguardo di Giorgetto  Giugiaro, protagonista della Fondazione di Italdesign nel 1968, è di Paolo Martin, protagonista del rinnovamento della linea Pininfarina tra il 1967 e il 1972, Gian Beppe Panico porterà il punto di vista della comunicazione e della narrazione industriale maturato all’interno di Bertone, il più radicale tra i carrozzieri torinesi.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Mara Martellotta

Cinemambiente, Castello (Lista Cirio): “Rassegna di valore culturale e civile”

Il Consigliere regionale Mario Salvatore Castello (Lista Civica Cirio Presidente PML), Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte, ha partecipato alla 29ª edizione del Festival CinemAmbiente, portando il saluto istituzionale del Presidente Cirio e del Consiglio regionale in occasione della serata di premiazione della manifestazione.

Nel suo intervento, Castello ha sottolineato «il valore culturale e civile di un appuntamento che da quasi trent’anni rappresenta un punto di riferimento internazionale per il racconto delle grandi sfide ambientali contemporanee, confermando il sostegno della Regione Piemonte a una manifestazione capace di coniugare cinema, divulgazione scientifica e partecipazione civica».

«CinemAmbiente – ha evidenziato Castello – dimostra come la cultura possa essere uno strumento concreto per costruire consapevolezza, responsabilità e futuro. Attraverso il linguaggio universale del cinema, il Festival invita a riflettere sulle trasformazioni che interessano il nostro Pianeta, dai cambiamenti climatici alla tutela della biodiversità, fino alla necessità di ripensare modelli economici e sociali più sostenibili».

Il Consigliere ha inoltre rimarcato l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni e della collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca, associazioni e realtà del territorio, elementi che caratterizzano l’edizione 2026 del Festival e ne rafforzano la capacità di generare conoscenza e sensibilità sui temi ambientali.

L’edizione 2026 di CinemAmbiente ha posto al centro temi di grande attualità, dallo scioglimento dei ghiacciai ai conflitti legati alle risorse naturali, dalle conseguenze del cambiamento climatico alle nuove prospettive offerte dall’agricoltura rigenerativa, proponendo un ricco programma di proiezioni, incontri e approfondimenti con ospiti nazionali e internazionali.

«Il Piemonte – ha concluso Castello – continua a distinguersi come territorio capace di investire nella cultura e nel cinema, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nella formazione di una cittadinanza sempre più consapevole e attenta alle sfide del futuro»

Anziano in bici travolto da un tir: in condizioni critiche

Era in sella alla sua bicicletta quando, all’improvviso, è stato investito da un tir: anziano in condizioni critiche. È accaduto ieri intorno all’ora di pranzo a Madonna di Campagna, all’incrocio tra via Veronese, strada dell’Aeroporto e via Stampini.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorritori del 118 Azienda Zero per prestare i primi interventi. La vittima è stata trovata in condizioni critiche, con gravi lesioni agli arti inferiori, e trasferita d’urgenza al presidio ospedaliero San Giovanni Bosco. Secondo una prima ipotesi degli agenti della polizia locale, l’uomo stava pedalando in direzione di piazza Stampalia mentre il tir procedeva in senso opposto e avrebbe girato a sinistra per strada dell’Aeroporto. L’incrocio è regolato da semafori: sarà quindi fondamentale stabilire quale dei due mezzi abbia attraversato con il rosso.

VI.G

Export, turismo e vendemmia: per il vino piemontese si prospetta un’ottima annata

La vendemmia 2026 si presenta nei prossimi mesi come un banco di prova importante per il comparto vitivinicolo piemontese, chiamato a confrontarsi con un contesto climatico sempre più complesso e con mercati internazionali in rapida evoluzione. Dopo alcune annate segnate da forti oscillazioni meteorologiche, il settore ha ormai compreso che il cambiamento climatico non rappresenta più un’eccezione, ma una nuova condizione strutturale con cui convivere. In questo scenario il Piemonte, una delle regioni vinicole più prestigiose d’Europa, sembra possedere gli strumenti per trasformare le difficoltà in opportunità.

Le condizioni osservate negli ultimi anni mostrano un progressivo aumento delle temperature medie, una maggiore frequenza di periodi siccitosi durante la stagione estiva e precipitazioni sempre più concentrate in eventi intensi e ravvicinati. Questi fenomeni hanno modificato il ciclo vegetativo della vite, anticipando spesso le fasi di maturazione e costringendo i produttori a ripensare pratiche agronomiche consolidate da decenni. Se il quadro meteorologico del 2026 dovesse confermare le tendenze recenti, è plausibile attendersi una raccolta leggermente anticipata rispetto alle medie storiche e una produzione quantitativamente contenuta ma caratterizzata da un elevato profilo qualitativo. In particolare, i grandi vitigni piemontesi, dal Nebbiolo al Cortese, dall’Arneis alla Barbera, potrebbero beneficiare di una maturazione tecnologica e fenolica particolarmente favorevole, a condizione che le riserve idriche accumulate durante la primavera risultino sufficienti ad affrontare eventuali ondate di calore estive.

Negli ultimi anni le aziende piemontesi hanno investito con crescente convinzione nell’innovazione. Sensori climatici, monitoraggio satellitare dei vigneti, gestione di precisione delle risorse idriche e tecniche agronomiche orientate alla conservazione dell’umidità del terreno stanno diventando strumenti sempre più diffusi. Questo processo di modernizzazione rappresenta una delle principali risposte del settore alle sfide ambientali e testimonia la capacità di adattamento di un comparto che continua a essere tra i più competitivi del panorama nazionale.

Sul piano economico il vino piemontese mantiene una posizione di assoluto rilievo. C’è preoccupazione per il calo del prezzo del uve ma il sistema vino è consolidato. Il valore della produzione regionale supera ormai il miliardo di euro e una quota significativa delle bottiglie prodotte trova sbocco oltre i confini italiani. Nonostante le incertezze che hanno caratterizzato il commercio mondiale negli ultimi anni, il Piemonte continua a distinguersi per la forte reputazione dei propri marchi territoriali e per la capacità di presidiare i segmenti premium del mercato internazionale. Le denominazioni più prestigiose, come Barolo, Barbaresco, Gavi, Roero e Alta Langa, conservano una forte attrattività presso consumatori e collezionisti, contribuendo a sostenere il valore medio delle esportazioni.

Le prospettive per questa seconda metà 2026 e per il successivo quinquennio indicano una trasformazione profonda del modello di sviluppo. La crescita futura non sarà trainata dall’aumento dei volumi ma dalla valorizzazione della qualità, dell’identità territoriale e della sostenibilità. In molti mercati maturi si osserva infatti una diminuzione dei consumi complessivi di vino, mentre cresce l’interesse verso etichette di fascia alta, produzioni certificate e vini capaci di raccontare una storia legata al territorio di origine. In questo contesto il Piemonte dispone di un vantaggio competitivo difficilmente replicabile, fondato sulla combinazione tra tradizione, paesaggio e notorietà internazionale.

Accanto all’export, un ruolo sempre più determinante viene svolto dal turismo enogastronomico. Negli ultimi anni il Piemonte ha registrato una crescita costante dei flussi turistici, superando i livelli precedenti alla pandemia e consolidando la propria immagine come destinazione d’eccellenza per chi ricerca esperienze autentiche legate al vino e alla cucina. Le colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato rappresentano oggi uno dei principali poli dell’enoturismo europeo. Sempre più visitatori scelgono il territorio non soltanto per degustare vini di fama mondiale, ma per vivere un’esperienza completa fatta di paesaggi, cultura, ospitalità e tradizioni gastronomiche.

La partita più bella del mondo. Quando la beneficenza non conosce confini

Dal 12 al 14 giugno si terrà l’evento benefico a favore di UGI

Protagonisti i bambini, che scenderanno in campo, mentre in cucina gli chef Alciati, Mammoliti, Griffa e Ricci prepareranno una cena di beneficenza.

Ci sono le partite indimenticabili, quelle del cuore e quelle che hanno fatto la storia. Ma una, e solo una, si può definire la “Partita più bella del mondo”. Semplicemente per il fatto che il risultato non conta; non ci sono vincitori e sconfitti, ma solo sorrisi in campo e fuori. 8 squadre diverse per divise ma unite dalla beneficenza, dalla voglia di fare del bene e regalare ad altri la possibilità un giorno di giocarla anche loro la Partita più bella del mondo.

È questa l’idea dietro La partita più bella del mondo, appuntamento che torna dal 12 al 14 giugno a Canale, nel cuneese. Un evento benefico – organizzato da La partita più bella del mondo Aps, insieme a Ugi (Unione Genitori Italiani Odv), Canale Academy, Ente Fiera del Pesco, con le Pro Loco di Canale e di Valpone, il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e del Comune di Canale – che in pochi anni è riuscito a raccogliere l’interesse mediatico di tutta Italia.

La grande novità è che, per la prima volta, a scendere in campo – sabato 13 giugno, al Campo Sportivo Malabaila di Canale (CN) – ci saranno 8 squadre miste, provenienti dai Centri di oncoematologia pediatrica italiani, ma anche olandesi e rumeni: Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, Ospedale Santa Chiara di Pisa, Ospedale Gaslini di Genova, Azienda Ospedale–Università di Padova, AORN Santobono Pausilipon di Napoli, Princess Máxima Center for Pediatric Oncology – Utrecht (Paesi Bassi), due rappresentanze dei pazienti dell’Associazione rumena dell’oncoematologia pediatrica.

Infine domenica 14 giugno alle ore 15,30 il via alla Partita più bella del mondo, che vedrà in campo artisti, istituzioni, personaggi pubblici, musicisti ed ex calciatori, tutti amici di UGI.

LA CENA BENEFICA

L’evento sarà anticipato da un’altra novità: la “La cena più bella del mondo”, organizzata giovedì 11 giugno, alle ore 20,30, al Garden del Lago Fontanafredda di Serralunga d’Alba (CN), con la presenza del resident chef Ugo Alciati, Guido Ristorante, di Michelangelo Mammoliti, La Rei Natura (Serralunga d’Alba), Paolo Griffa, Paolo Griffa al Caffè Nazionale (Aosta) e Antonella Ricci, Ricci Osteria (Milano). Il costo della cena è di 150€ vini inclusi. Per ulteriori informazioni: info@lapartitapiubelladelmondo.org.

IL PREMIO ALTER EGO PIEMONT A LUCIANA LITTIZZETTO, PECCO BAGNAIA, DOMIZIA CASTAGNINI E PAOLA FARINETTI

Durante l’evento verrà consegnato il premio Alter Ego Piemont, realizzato dall’artista Alessandro Piano e istituito in accordo con la Regione Piemonte, per premiare coloro che portano orgogliosamente il Piemonte in Italia e nel mondo.

Quest’anno il premio verrà consegnato domenica 14 giugno alle ore 11 in piazza Italia a Canale (CN), in un talk moderato dallo scrittore Luca Bianchini, a Luciana Littizzetto, volto noto della TV e del programma Che tempo che fa, Pecco Bagnaia(vincitore del campionato di MotoGP nel 2022 e 2023) e a sua moglie Domizia Castagnini, da tempo vicini a Ugi.

Verrà premiata anche Paola Farinetti, produttrice di spettacolo e organizzatrice culturale, durante la serata di beneficenza in programma giovedì 11 giugno, alle ore 20,30, al Garden del Lago Fontanafredda di Serralunga d’Alba (CN).

L’intero ricavato servirà a finanziare l’adozione annuale di un’unità abitativa – da Casa UGI, in corso Unità d’Italia, 70 a Torino – che ospiterà un paziente oncologico pediatrico con la sua famiglia e ne garantirà il sostentamento anche con beni di prima necessità.

Non ho mai immaginato un’evoluzione di questo tipo dell’evento ma, in fondo, l’ho sempre sperato. L’obiettivo, sin dalla prima edizione, era quello di crescere, e con l’edizione di quest’anno – che per la prima volta si apre anche all’estero – posso dire di essere soddisfatto”. Queste sono le parole di Marco Milano, Presidente de La partita più bella del mondo. “Oggi l’appuntamento non è più circoscritto alla partita, ma include anche una cena benefica – naturale prosecuzione di un rapporto di collaborazione già avviato con gli chef – e altri appuntamenti culturali il venerdì, come lo spettacolo di cabaret con Franco Neri”.

Ringrazio tutti gli abitanti di Canale per la sensibilità che dimostrano ogni anno nell’accompagnarci in quest’avventura” ha affermato il presidente di UGI, il professor Enrico Pira. “Dalla prima edizione fino ad oggi, l’evento è cresciuto notevolmente, con un importante ricavato complessivo (tra vendita biglietti, maglie di calciatori all’asta e sponsor) che ha supportato le nostre attività”.

La partita più bella del mondo ha tanti significati. È un momento di incontro, condivisione, ma anche di conferma del percorso di guarigione. Non inteso solo a livello terapeutico, ma anche psicologico, sociale e fisico” ha dichiarato la professoressa Franca Fagioli, Direttore Dipartimento Patologia e Cura del Bambino Ospedale Regina Margherita. “Lo sport è una delle principali modalità di inclusione per i nostri giovani e quest’evento non è solo benefico per il paziente, ma anche per la comunità, che conosce la nostra realtà ospedaliera e può, se lo ritiene opportuno, supportarla”.

Ho scoperto La partita più bella del mondo grazie a Nèttare, il mio progetto editoriale di condivisione e testimonianze autentiche, e subito ho trovando un’affinità con UGI” ha affermato Martina Maccari, madrina dell’evento. “Dare serenità e svago a questi ragazzi attraverso lo sport e la socialità, è il motivo che mi ha spinto a dedicarmi al progetto. Mi porto a casa la luce dei loro occhi. Essere madrina significa donare gioia a chi, purtroppo, l’aveva smarrita”.

Con le squadre in arrivo dai principali Centri di Oncoematologia pediatrica italiani, dai Paesi Bassi e dalla Romania, la cena benefica firmata da alcuni dei nomi più rilevanti dell’alta cucina e il premio Alter Ego Piemont assegnato a figure simbolo del territorio, La partita più bella del mondo compie nel 2026 un salto di scala decisivo. Da Canale, nel cuore del Roero, il progetto diventa una piattaforma nazionale e internazionale di raccolta fondi, ricerca e restituzione sociale. Al centro restano loro: i bambini e i ragazzi che, dopo la malattia, tornano a indossare una maglia, a fare squadra, a correre davanti a una comunità intera. La partita più bella del mondo, alla fine, serve a questo, a trasformare la cura in futuro, la guarigione in presenza, la solidarietà in un gesto concreto capace di arrivare fino alle famiglie accolte da Casa UGI e ai progetti che ogni giorno sostengono i pazienti oncologici pediatrici.