La principessa che amava lo sport
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“Buon compleanno Forte di Bard”
Il nuovo anno segna il ventennale del recuperato “Forte” valdostano che, per l’occasione, esporrà il “San Giovanni Battista – Borghese” del Caravaggio
Martedì 13 gennaio 2026
Bard (Aosta)
Considerato oggi il “nuovo” polo culturale delle Alpi Occidentali, il complesso del “Forte” e del “Borgo di Bard” vanta una lunga, importante storia che arretra nel tempo fino al II millennio a. C. (per quanto riguarda le prime tracce in loco di “cultura materiale”) per passare via via, attraverso la fortificazione vera e propria della “rocca”, in epoca preromana, fino al passaggio diretto (1242) al dominio sabaudo con Amedeo IV di Savoia, diventando infine nel 1661 un vero e proprio Presidio delle forze del “Ducato” con Carlo Emanuele II. Un ampio arco temporale, dal “Castello medievale” alla “Fortezza sabauda” che ne ha viste di “ogni”: memorabile in particolare la resistenza opposta a Bard dall’esercito di Vittorio Amedeo II alle truppe francesi nel 1704, nel corso della guerra di “successione spagnola”, e nel 1800 il distruttivo passaggio di Napoleone con l’“Armèe de Reserve” (di cui fece parte anche Henry Beyle, più noto sotto lo pseudonimo di Stendhal) e alla sua riedificazione voluta da Carlo Felice (e durata otto anni, dal1830 al 1838) affidata a Francesco Antonio Olivero, sotto la supervisione (da lui assai poco gradita!) dell’allora giovane Tenente del Genio, Camillo Benso Conte di Cavour. Da allora molteplici sono stati gli interventi architettonici utili ad ampliare e a potenziare le strutture difensive della “Fortezza”, seguiti da un lungo periodo di abbandono, durato fino al 1975 allorché, dismesso dal demanio militare, il “Forte” fu acquisito nel 1990 dalla “Regione Autonoma Valle d’Aosta”, con la gestione dal 2005 dell’“Associazione Forte di Bard”, cui si deve, dopo imponenti interventi di recupero durati dieci anni, l’apertura al pubblico. Era il 13 gennaio 2006. Un venerdì. Da allora sono trascorsi vent’anni di assiduo, proficuo e prezioso lavoro culturale. Vent’anni che l’“Associazione Forte di Bard” intende celebrare con una suggestiva “serata – evento” programmata proprio per il prossimo martedì 13 gennaio 2026.
Nell’occasione sarà presentato in anteprima il progetto “Capolavoro al Forte” che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, tre grandi capolavori dell’arte italiana all’interno dell’ “ex Cappella militare”. Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare opere uniche, che raccontano non solo il genio di Maestri italiani, ma anche storie e iconografie eccezionali. Il primo capolavoro porta la firma di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1619): il “San Giovanni Battista – Borghese”. Un’opera intensa che racconta la maturità dell’artista (fondatore della “Corrente naturalistica moderna”, in contrapposizione a “Manierismo” e “Classicismo” e precursore della sensibilità barocca), ma soprattutto il “pathos emotivo” che la contraddistingue. Una rappresentazione inedita del “San Giovanni” (datata 1610) che doveva raccontare la sua redenzione e che invece l’ha accompagnato nel suo ultimo viaggio verso la prematura morte.
L’opera verrà “svelata” al pubblico, dopo gli interventi delle Autorità locali, proprio il prossimo martedì 13 gennaio (ore 20,30), in occasione della “serata-evento”, programmata per il ventennale dell’apertura al pubblico del “Forte” e resterà esposta per ben quattro mesi, da mercoledì 14 gennaio a lunedì 6 aprile prossimi. Per partecipare è necessario compilare il “form online” disponibile sul sito www.fortedibard.it sino ad esaurimento dei posti disponibili. Dopo la visita al Caravaggio, la serata proseguirà con il taglio della torta del ventennale e con un brindisi accompagnati dal dj set firmato “Radio Monte Carlo” con la partecipazione dello speaker Marco Porticelli.
Il ventennale sarà poi caratterizzato da una serie di appuntamenti tematici accompagnati dal logo celebrativo dei “20 Anni”. Ogni mese sarà connotato da un tema legato agli ambiti di interesse in cui opera il “Forte” e attorno al quale verranno organizzate iniziative ed eventi satellite.
“Per onorare nel migliore dei modi questa tappa importante della seconda vita del Forte di Bard, trasformato da fortezza di difesa a luogo di arte e cultura – spiega la Presidente, Ornella Badery – abbiamo pensato ad un artista capace di esprimere in modo significativo e universale la qualità e l’importanza delle opere che dal Rinascimento all’epoca moderna il mondo ci invidia; la risposta unanime nella scelta è stata Caravaggio. Ringrazio la ‘Galleria Borghese’ di Roma e la sua direttrice Francesca Cappelletti per la disponibilità e la collaborazione prestate”.
Nella giornata di martedì 13 gennaio il “Forte di Bard” modificherà il suo abituale orario di apertura: mostre e musei saranno aperti dalle ore 14 alle 18 (la Biglietteria chiuderà alle 17).
Gianni Milani
Nelle foto: Forte di Bard, oggi (Ph. Roberto Roux); la presidente Ornella Badery
- Crescono di 2,8 milioni di euro le risorse disponibili per l’innovazione e ricerca al servizio della produzione agricola piemontese. Autorizzate dalla Commissione Europea, vanno ad aggiungersi ai 7,5 milioni già stanziati a tale scopo, portando così la somma complessiva disponibile per questo obiettivo alla cifra record di 10,2 milioni.
L’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni fa presente che «grazie alle nuove risorse potremo finanziare ulteriori progetti fra quelli presentati sul bando emesso a dicembre 2024, portando il numero complessivo dai 19 già coperti ad almeno 27. È un risultato del quale sono estremamente soddisfatto perché incrementa in modo significativo l’impegno per la ricerca e innovazione al servizio della nostra agricoltura. Ricerca e innovazione sono, insieme alla promozione, le chiavi perché il nostro agroalimentare riesca a fare quel salto in avanti in competitività, sostenibilità economica e riconoscimento di valore che merita, e che deve recuperare ritardi non più accettabili su fronti quali l’impiego di nuove tecnologie, la lotta a fitopatie e parassiti e la sperimentazione di nuove varietà più resilienti al cambiamento climatico. In questi mesi stiamo perseguendo con decisione la strutturazione e il potenziamento della Fondazione Agrion, che giorno dopo giorno sta diventando non solo l’organismo di riferimento per la ricerca e innovazione in agricoltura del Piemonte, ma uno fra gli istituti più avanzati e di riferimento a livello nazionale. Con queste nuove risorse potremo finanziare ulteriori progetti per far compiere alla nostra agricoltura il passo decisivo verso il futuro».
I progetti vengono finanziati al 100% e hanno un importo economico fra i 100mila e i 400mila euro. Non si sovvenzionano l’acquisto di macchinari, sistemi o applicativi da parte della singola azienda (la Regione prevede per questo altri bandi) ma lo sviluppo sperimentale di innovazioni tecnologiche non ancora presenti sul mercato o nell’ambito organizzativo e sociale del lavoro agricolo. A presentarli i Gruppi Operativi Pei-Agri (Partenariato Europeo per l’Innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura) attivi sul territorio piemontese, ossia quei soggetti previsti dalla Politica Agricola Comune e dal Complemento di sviluppo rurale (Csr) che riuniscono imprese e soggetti pubblici e privati con l’obiettivo di sviluppare specifici progetti di ricerca e innovazione in agricoltura. All’interno di ogni gruppo è obbligatoria la presenza di almeno un’impresa agricola per poter collaudare e testare l’innovazione in azienda e in campo.
È stata indetta la prima edizione del concorso nazionale dedicato alla produzione olearia degli studenti degli istituti agrari del Piemonte con Ercole Olivario FUTURE sezione RENISA 2026
Nasce una importante novità in casa Ercole Olivario, l’Ercole Olivario FUTURE, sezione RENISA, concorso nazionale dedicato alle produzioni olearie degli Istituti Agrari d’Italia.
Gli Istituti Agrari del Piemonte avranno tempo fino al 18 gennaio prossimo per iscriversi al Concorso Nazionale Ercole Olivario FUTURE- Sezione RENISA, concorso nazionale che promuove e valorizzare le eccellenze olearie dei territori italiani, dedicata alle produzioni olivicole realizzate dagli studenti degli istituti agrari italiani.
Obiettivo della sezione RENISA, indetta dal Comitato di Coordinamento dell’Ercole Olivario e da Re.ni.sa, Rete Nazionale degli Istituti Agrari, pensata nell’ottica del Sistema Ercole Olivario per investire nei giovani, offrendo agli studenti degli istituti agrari le competenze e le esperienze necessarie per diventare i protagonisti dell’olivocoltura del futuro, garantendo uno spazio di crescita, confronto e dialogo tra scuole, tecnici e imprese nel settore olivicolo, contribuendo alla formazione di una nuova generazione di professionisti consapevoli, capaci di tutelare e innovare il patrimonio olivicolo italiano, avvicinando gli studenti ai principi dell’assaggio, dell’analisi sensoriale e ai criteri che definiscono un olio extravergine di oliva di eccellenza.
Ercole Olivario FUTURE sezione RENISA si configura come un percorso che pone al centro gli istituti agrari italiani, valorizzandone impegno, crescita e talento, e offrendo agli allievi il riconoscimento del loro lavoro negli oliveti scolastici delle piccole produzioni di qualità; la formazione sensoriale e tecnica, ha lo scopo di sviluppare competenze da futuri assaggiatori e tecnici; il confronto con esperti e panel certificati, finalizzato al miglioramento delle produzioni; l’incentivo all’innovazione e alla sostenibilità attraverso buone pratiche agronomiche e attività di sperimentazione, e un collegamento reale con territori e imprese per abbracciare l’intera filiera per abbracciare l’intero percorso professionale. La partecipazione all’Ercole Olivario FUTURE sezione RENISA è destinata agli istituti agrari italiani purché siano in grado di garantire la commercializzazione in proprio di un lotto di olio extravergine di oliva, ottenuto nella campagna olearia 2025/2026 e confezionato secondo la normativa europea vigente.
Ogni istituto potrà partecipare con al massimo due campioni di olio extravergine. La selezione dei campioni, presentati in forma anonima, secondo criteri di imparzialità che contraddistinguono la Ercole Olivario, sarà affidata a una commissione di degustazione composta da membri di iscritti all’elenco nazionale di tecnici ed esperti di oli di oliva extravergini e vergini, che effettuerà la valutazione seguendo il metodo del panel test e una scheda di analisi sensoriale. A ricevere il diploma di merito, saranno i campioni di olio extravergine di oliva che abbiano ottenuto un punteggio superiore a 78/100, mentre la graduatoria dei premiati verrà elaborata dal panel per categoria di fruttato (leggero, medio e intenso). Gli altri riconoscimenti saranno la menzione speciale per l’olio monocultivar e menzione speciale olio da agricoltura biologica. La consegna di attestati e premi avverrà a Perugia nel mese di aprile 2026, in concomitanza della premiazione del concorso Ercole Olivario 2026.
Mara Martellotta
Venerdì 9 gennaio, alle ore 18, nella chiesa di San Rocco, a Carmagnola, verrà inaugurato un viaggio per immagini lungo quattro decenni. L’esposizione celebra i quarant’anni del calendario Avataneo 1987-2026, progetto editoriale nato per valorizzare la ricchezza diffusa del patrimonio piemontese attraverso una fotografia di altissima qualità. L’edizione del quarantennale non poteva che rendere omaggio al capoluogo, Torino. Il calendario 2026 è dedicato infatti a “Le piazze di Torino”, un racconto visivo che esplora il cuore pulsante e architettonico della città. A sottolineare la qualità e il valore culturale dell’opera, vi è la presentazione firmata da Aimaro Isola, architetto di fama internazionale che accompagna gli scatti di Avataneo offrendo una lettura profonda degli spazi urbani torinesi. La mostra di Carmagnola mette in luce il legame tra l’opera di Avataneo e il territorio metropolitano che, da decenni, sostiene e patrocina l’iniziativa.
“Le immagini di Avataneo hanno toccato spesso temi a noi cari, come dimostra l’edizione del 1994 dedicata alla millenaria abbazia di Novalesa, patrimonio di Città Metropolitana di Torino, che proprio quest’anno compie 1300 anni di storia dalla sua fondazione – sottolinea il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo – curata dallo stesso Carlo Avataneo, già docente di lettere, giornalista e fotografo pluripremiato, la mostra ripercorre l’evoluzione di un archivio fotografico unico. Il calendario è apprezzato non solo per il suo valore artistico, ma anche per l’impeccabile cura tipografica, ed è patrocinato da Fiaf, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Paesaggi vitivinicoli di Piemonte, Langhe, Roero e Monferrato, Slow Food Italia, Ordine dei Giornalisti del Piemonte e Associazione Dimore Storiche Italiane.
L’esposizione, a ingresso libero, sarà visitabile nei fine settimana di gennaio.
Date apertura: 10-11/ 17-18/ 24-25 gennaio – orari dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30
Mara Martellotta
Continua nel 2026 il programma di incontri pubblici dal titolo “Oltre la moda” curato da Monica Poggi e Fondazione Artea, che accompagna i visitatori alla scoperta di due grandi progetti espositivi, quello di Helmut Newton “Intrecci”, al Filatoio di Caraglio, e di Ferdinando Scianna “La moda, la vita” alla Castiglia di Saluzzo.
Dopo i primi tre appuntamenti del 2025, il nuovo anno offrirà nuove e imperdibili occasioni di dialogo con esperti di fotografia, moda e cultura visiva per leggere e contestualizzare il lavoro di due autori e riflettere sull intersezioni tra fotografia, produzione, collezionismo e società contemporanea. Venerdì 16 gennaio, alle ore 18, presso il Museo Lavazza di via Bologna 32, avrà luogo l’incontro “Costruire un’identità visiva”, il dialogo tra fotografia e mondo industriale, in una location in grado di contestualizzare al meglio questo rapporto. La sede scelta oer questo evento rappresenta questa alleanza, andando ad evidenziarne la ricchezza identitaria. In occasione dell’evento verranno presentati gli scatti di Helmut Newton e Ferdinando Scianna per gli iconici calendari Lavazza del 1993, 1994 e 1996 con approfondimenti di Matthias Harder, curatore e direttore della Fondazione Helmut Newton, Marco Amato, direttore del Museo Lavazza, Monica Poggi, storica della fotografia e Davide De Luca, direttore della Fondazione Artea. Seguirà un’esclusiva coffee experience guidata dai coffellier del Museo. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria su https://www.ticketlandia.com/m/event/talk-costruire-identita-visita.
Lunedì 19 gennaio, alle ore 21, sarà il Cinema Magda Olivero di Saluzzo, in via Palazzo di Città 15, a ospitare la proiezione del docufilm “Ferdinando Scianna – il fotografo dell’ombra”, diretto da Roberto Andò” e presentato alla Mostra cinematografica della Biennale di Venezia. Il film esplora la vita e la carriera di Scianna, coinvolgendo molti di coloro che ne hanno fatto parte, tra colleghi e amici di gioventù. Al termine della proiezione si potranno approfondire temi emersi dalla visione grazie alla presenza sul palco di Roberto Andò, del fotografo Ferdinando Scianna e del diretto della Fondazione Arte Davide De Luca. L’evento è in collaborazione con l’associazione Ratatoj APS nella rassegna Lunedì Cinema 2026.
Ingresso libero fino a esaurimento posti – apertura al pubblico dalle ore 20.30.
La mostra di Helmut Newton, “Intrecci”, presso il Filatoio di Caraglio, è visitabile fino all’1 marzo 2026 e giovedì e venerdì dalle 15 alle 19, il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 19. Il progetto “Ferdinando Scianna – la moda, la vita” alla Castiglia di Saluzzo, in piazza Castello 1, curato da Denis Curti, è promosso dal Comune di Saluzzo e da Fondazione Artea, reso possibile anche grazie al supporto del Museo Lavazza, di Confindustria Cuneo, di Fondazione Amleto Bertoni e con il contributo della Atl del cuneese e il patrocinio della Provincia di Cuneo. Aperta fino all’1 marzo prossimo, il venerdì dalle 15 alle 19, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.
Info: visitare il sito www.fondazioneartea.org
Mara Martellotta
Il viaggio della fiamma olimpica di Milano Cortina 2026 prosegue il suo percorso sabato 10 gennaio con la sua trentaquattresima giornata, approdando in Piemonte. La tappa parte da Savona toccando poi Imperia e Sanremo e concludendosi a Cuneo, dove alle 17, in piazza Galimberti si terrà la City Celebration, un evento aperto al pubblico, che accoglierà l’arrivo della Fiamma con musica, intrattenimento e attività dedicate alla comunità intera.
Il Coca-Cola Village accoglierà i presenti con musica, intrattenimento e attività dedicate alla comunità. Saranno distribuite mini lattine in alluminio di Coca Cola Original e Coca Cola Zero Zuccheri.
La raccolta sarà gestita in collaborazione con il Consorzio Nazionale Imballaggi alluminio, grazie a un mezzo dedicato nel convoglio e presidi specifici nelle città ospitanti.
Proseguirà anche la collaborazione con il Banco Alimentare: durante le City Celebration sarà possibile gustare pizza accompagnata da Coca Cola e sostenere le attività dell’organizzazione con una donazione.
Parte delle donazioni raccolte nei Villaggi Coca-Cola durante il viaggio sarà destinata alla raccolta e distribuzione delle eccedenze alimentari durante i Giochi Olimpici e Paraolimpici.
All’interno del villaggio Coca Cola i visitatori potranno vivere un’esperienza davvero speciale, quella di realizzare e portare a casa, gratuitamente, una lattina di Coca Cola personalizzata con il proprio volto, il nome, la data e la città della tappa.
Sarà anche presente un’area Sport firmata Powerade, uno spazio interattivo per celebrare e sperimentare gli sport olimpici e paralimpici, in un’atmosfera dinamica, inclusiva e accogliente.
Anche con questa tappa Coca Cola conferma il proprio impegno nel portare in tutta Italia un viaggio capace di celebrare il Paese nella sua autenticità, creando connessioni tra le persone, i territori e le comunità, condividendo i valori Olimpici con energia e positività.
Coca Cola è orgogliosa di accompagnare la Fiamma Olimpica in Piemonte, un territorio con cui condivide un profondo legame con oltre 2 mila posti di lavoro generati, coinvolgendo più di cento aziende lungo la filiera locale tramite l’attività di due stabilimenti Coca Cola HBC in Italia, quello di Roccaforte di Mondovì nel Cuneese, dove viene imbottigliata l’acqua Lurisia, e Gaglianico, in provincia di Biella, dove sorge lo stabilimento CircularPET, polo europeo di eccellenza per l’innovazione ambientale grazie al suo impianto dedicato alla plastica riciclata per la creazione di nuove bottiglie.
Sabato la Fiamma Olimpica illuminerà lo stabilimento di Roccaforte Mondovì, alla presenza dei dipendenti, conferendo un’immagine di unità e condivisione che intreccia la storia del brand, lo spirito Olimpico e le comunità in cui l’azienda opera.
“Il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 rappresenta un percorso che parla di connessione reale, unisce storie, territori e persone, trasformando l’attesa dei giochi Olimpici In un’esperienza collettiva” – ha dichiarato Luca Santandrea, general manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca Cola.
“Anche grazie agli appuntamenti che animeranno l’Italia in queste settimane, e ai tedofori che abbiamo contribuito a scegliere, vogliamo renderlo un momento di partecipazione attiva, vicino alle persone, alle città e alle loro comunità”.
Dal 1928 Coca Cola è al fianco del movimento olimpico e continua a credere nel potere dello sport come linguaggio universale capace di avvicinare le comunità e ispirare le generazioni. Vogliamo che ogni tappa sia un’occasione per celebrare l’Italia nella sua autenticità, portando energia, positività e un senso collettivo di appartenenza”.
Il Coca Cola Village, con apertura al pubblico dalle ore 17 alle ore 19.30 in Piazza Galimberti, con l’arrivo dell’ultimo tedoforo della giornata, rappresenta l’epicentro dinamico del racconto, uno spazio aperto e inclusivo, dove musica e cibo convergeranno per dare vita a una celebrazione coinvolgente. Ogni sera, in ogni città, prenderà forma un vero spettacolo creato per celebrare l’arrivo della Fiamma Olimpica.
Mara Martellotta
Con Katia Capato, in scena presso la Sala Scicluna
Sabato 17 gennaio alle 17.45, e domenica 18 alla medesima ora, nella Sala Scicluna di via Renato Martorelli 78, a Torino, per la stagione eventi 2025/2026 “Nove di coppe”, andrà in scena la pièce teatrale “Lampi di genio”, scritto, creato e interpretato da Katia Capato. Si tratta di un viaggio teatrale che attraversa le epoche e le stelle narrando l’incontro immaginario tra una bambina e alcuni delle menti più luminose della storia: Ipazia, Nicola Tesla, Konstantin Ciolkovskij, Katherine Johnson e Samantha Cristoforetti. È attraverso questi incontri che la bambina, invisibile al pubblico ma presente in scena nei gesti e nelle trasformazioni, trova il coraggio di domandarsi chi è e cosa ama fare. La voce di Ipazia guida il racconto come un’eco antica che attraversa secoli di pensiero libero e lotta al fanatismo. Con la sua lucidità apre la strada a Tesla, genio elettrico inquieto che plasma lampi sospesi tra poesia e follia. Arriva poi Ciolkovskij, il sognatore del cosmo, autodidatta, che dalla sordità seppe alzarsi fino a immaginare i razzi e il viaggio interplanetario. Katherine Johnson porta in scena l’intelligenza rigorosa, il talento matematico e la dignità di una donna e madre afroamericana che ha scritto equazioni capaci di condurre l’umanità fino alla luna. Infine emerge una voce dal presente, quella di Samantha Cristoforetti, cala e di guardare la Terra dall’alto e restituirci l’unità dell’essere umano oltre ogni confine. Tutte queste figure offrono una sola domanda: cosa ti piace fare?
La bambina risponde con il teatro, trasformando ogni fragilità in energia creativa. Il racconto culmina in un incontro cosmico tra Ipazia e AstroSamantha, dove si rivela una percezione originaria, quella del Big Bang, scintilla iniziale e simbolo di una possibilità infinita.
Le repliche saranno anche in programma l’11 aprile alle ore 17.45 è il 12 aprile alla medesima ora.
Durante lo spettacolo sono presenti luci intense e effetti strobo.
Gian Giacomo Della Porta
POLITICA
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