Le presenze turistiche presso il Grinto Urban Eco Village di Moncalieri sono cresciute esponenzialmente a luglio ed agosto, con un incremento del 25% sul 2019 e di oltre il 60% sul 2020. E anche il Castello Reale “sbanca”: oltr 2.000 le visite in pochi mesi, dalla ripartenza del comparto culturale dopo le chiusure legate al Covid.
Il Grinto Urban Eco Village è il nuovo villaggio turistico sito nei pressi del parco Vallere. Fin dai suoi primi anni di attività si è attestato come riferimento per coloro che desiderano visitare l’area metropolitana torinese usando le varie forme di campeggio. Il risultato è stato possibile grazie alla netta crescita di arrivi da oltre confine, con una prevalenza di turisti tedeschi, olandesi, francesi, belgi e spagnoli.
Il risultato è ancor più interessante se si pensa che in base ad un sondaggio fatto tra i visitatori, Torino e Moncalieri si sono rivelate delle mete turistiche che hanno ampiamente confermato le attese. Molti di essi hanno infatti protratto il loro soggiorno al Grinto oltre il periodo previsto, per approfondire la conoscenza dei centri storici delle due città e dei dintorni.
“Il trend è stato inatteso e ci ha preso, inizialmente, in contropiede – spiega Patrizio Abrate, amministratore delegato di Grinto – La stagione 2020 aveva risentito pesantemente delle restrizioni dovute alla pandemia e non aspettavamo un arrivo di così tante persone che hanno scelto il plein air per le loro vacanze, ma soprattutto la visita delle nostre città d’arte in un periodo abitualmente usato per il mare e la montagna. L’opzione del campeggio offre maggiore sicurezza, autonomia nelle scelte e permette di godere appieno di tutte le comodità della propria casa viaggiante: che sia una tenda, una caravan, un piccolo van oppure un camper”.
Laura Pompeo, assessore alla Cultura e al Turismo, accoglie con grande soddisfazione i dati: “L’exploit della nostra ricettività e della nostra offerta culturale, a luglio e agosto, è la dimostrazione che le nostre strategie culturali e turistiche di lungo periodo sono vincenti – dichiara Pompeo – Anzitutto si è sempre lavorato con fedeltà assoluta al grande progetto sulla città condensato nella strategia Moncalieri Città nel nel Verde, che guida la nostra azione da 6 anni”. Inoltre si sono rivelate determinanti le intuizioni e la passione con cui l’Assessorato ha sempre affrontato il tema del Castello Reale, patrimonio Unesco (come del resto il sistema naturale gravitante intorno al fiume Po e alla collina): “Certo non saremmo arrivati da nessuna parte senza la leale, fattiva collaborazione delle istituzioni implicate (Carabinieri, Ministero della Difesa, Ministero della Cultura, Soprintendenza) – continua Laura Pompeo – Ma è soprattutto grazie alla determinazione e disponibilità dell’amministrazione comunale che oggi il Castello Reale, altrimenti chiuso da diverso tempo dopo l’ultima campagna di recuperi e restauri, è stato riaperto alle visite. E il riscontro in termini di visite è lì a confermare che avevamo visto giusto. Un’altra intuizione che rivendichiamo con orgoglio e che porterà frutto nel prossimo periodo, è stata l’acquisizione definitiva del Parco Storico del Castello, a dicembre. Tema in cima alla nostra agenda, di cui ho appena avuto il piacere di parlare insieme al professor Devecchi e alla dottoressa Gullino, al convegno di Venaria ‘Oltre il loisir’”. Un nuovo ampio spazio verde – un tempo riserva di caccia e luogo di loisirs di Casa Savoia – finora precluso al pubblico, che aprirà a breve, candidandosi a diventare il terzo motore fondamentale dell’immagine turistica della Città, insieme al Castello Reale e al Parco delle Vallere.
L’installazione dal titolo “La Famiglia”, è ispirata, come spiega l’ artista, al concetto di nucleo familiare che finalmente, dopo il lock down, torna a fruire della natura. Il lavoro è anche un tributo alla grande forza della figura femminile, sovente vittima di violenze.






Non è certo questa la sede per approfondire un argomento così complesso, ma giusto per aiutarvi a focalizzare almeno un’immagine di riferimento, vi nomino la celebre xilografia “Pescatrice di awabi e piovra”, meglio nota come “Il sogno della moglie del pescatore”. Si tratta dell’illustrazione più conosciuta del corpus delle stampe a soggetto erotico di Katsushika Hokusai. Nel dettaglio è proprio la peculiare raffigurazione della bellissima giovane avvolta amorosamente da due polpi, che ha colpito il mio interesse e stimolato la mia creatività. Devo in ogni caso ringraziare il gruppo dei Vanchigliesi, per avermi dato l’opportunità di esporre le mie creazioni, in questa occasione e in altre precedenti. Sono passati diversi anni, da quando ho conosciuto Daniela Bruno, presidente dell’Associazione a partire dal 2019. Ricordo che ci eravamo incontrate per caso, – “il caso non esiste” direbbe il Maestro Oogway – al Salone del Libro 2015, lei appesantita dagli acquisti cartacei, io seduta alla mia postazione di dimostratrice di pastelli da tessuto, quattro chiacchiere sulla passione per l’arte che tuttora ci accumuna e pochi giorni dopo entravo a far parte del gruppo.La Vanchigliese nasce il 13 maggio 1983, suggella l’occasione una grande mostra collettiva tenutasi in Lungo Po Macchiavelli; da quel momento in poi l’Associazione non si ferma, al contrario si dimostra sempre attenta alle manifestazioni cittadine e non, i membri del gruppo partecipano con entusiasmo e passione alle diverse iniziative, come dimostrano le numerose esposizioni itineranti che si sono susseguite dagli anni Ottanta fino ad ora, principalmente tra le vie e le piazze di Torino, ma anche nei comuni limitrofi.