Una gara di scrittura, al “Circolo dei Lettori” di Torino, per aspiranti scrittori
Lunedì 5 dicembre, ore 20
C’è chi ci ha messo una vita per riuscire a pubblicare un libro! Ora possono bastare tre minuti! E non è uno scherzo. La cosa è assolutamente seria. E possibile. E lodevole. Come? Aderendo all’iniziativa “Crea Incipit”, rivolta ad aspiranti scrittori ed ospitata al “Circolo dei Lettori” di Torino. L’appuntamento è per lunedì 5 dicembre (ore 20), al “Circolo” di via Bogino 9, ed è una vera e propria gara di scrittura. Partendo dalle parole chiave indicate dalla giuria, i concorrenti dovranno ideare un “incipit” in tre minuti, leggerlo ad alta voce in sessanta secondi per poi essere giudicati dal pubblico presente in sala. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, esordienti e non, di tutte le nazionalità. La vincitrice o il vincitore si aggiudicherà un buono spesa in libri del valore di 100 euro. Tutti i concorrenti potranno inoltre partecipare a una delle tappe di “Incipit Offresi”, il primo “talent letterario itinerante” dedicato agli aspiranti scrittori, ideato e promosso dalla “Fondazione ECM-Biblioteca Civica Multimediale Settimo Torinese”, in sinergia con “Regione Piemonte”. “Incipit Offresi” è un vero e proprio talent della scrittura, lo spazio dove tutti gli aspiranti scrittori possono presentare la propria idea di libro.
Fino ad oggi sono stati decretati sette vincitori, uno per ogni edizione e sono stati pubblicati circa 60 libri dagli editori aderenti all’iniziativa, a dimostrazione che gli scrittori hanno speranza di vedere pubblicato il proprio libro indipendentemente dall’esito della gara. “Incipit Offresi” è un’occasione innovativa per diventare scrittori e promuovere la lettura e la scrittura, una scommessa basata su poche righe, un investimento sulle potenzialità dell’autore. Il “Premio Incipit”e il “campionato” sono dedicati a Eugenio Pintore, per la passione e la professionalità con cui ha fatto nascere e curato “Incipit Offresi”.
Laureato in lettere a Torino nel 1985, Eugenio Pintore (Bonarva – SS, 1956 – Gassino, 2019), nel 1983 prese servizio alla “Biblioteca” di Settimo Torinese, diventandone direttore nel 1993. Dal 2003 divenne dirigente della “Regione Piemonte”, con l’incarico di riorganizzare la rete dei sistemi bibliotecari, cui afferivano circa cinquecento biblioteche di ente locale, e di dare avvio al “Sistema bibliotecario area metropolitana di Torino (SBAM)”, che vedeva la partecipazione di circa settanta comuni della prima e della seconda cintura torinese. Nel 2008 assunse l’incarico di dirigente del “Settore regionale Biblioteche, archivi e istituti culturali”, lavorando scrupolosamente per la promozione del libro e della lettura, attraverso lo sviluppo di “Fiere del libro”, “Festival” e “Premi letterari”. Suo il progetto “Nati per leggere”, con più di quattrocento comuni piemontesi aderenti e la partecipazione al “Salone internazionale del libro” di Torino, con il progetto “Lingua madre” e gli spazi dedicati agli editori piemontesi. A lui si deve anche l’attuazione della “legge per la piccola editoria piemontese”, per favorire la promozione e la diffusione delle opere degli editori locali anche attraverso il sostegno alle traduzioni e la loro partecipazione alle principali fiere nazionali e internazionali.
g. m.

Certo non è soltanto l’impianto a farti trascorrere quel paio d’ore allegre di cui il pubblico oggi sente il sacrosanto bisogno, lasciando a casa i problemi di vario tipo. Gli attori tutti, negli eleganti abiti di Linda Lingham e nella scena fissa d’antan di Monica Cafiero, macinano divertimento, dall’eccellente Holmes di Mauro Villata al Watson di Mario Bois, dal trio pettegolo e vendicativo Alfonso Rinaldi, Angelo Chionna (sue anche le spiritose musiche dello spettacolo) e Anna Cuculo, viperina antica collega che sa mettere un bel po’ d’esperienza nella sua Clarissa, Maria Occhiogrosso, direttrice dell’Old Artist in cattive acque finanziarie. Last but not least Margherita Fumero (un fan all’uscita continuava a ripeterle “grande grande grande”, quasi le cantasse Mina) che sa benissimo come si fa ad appropriarsi di un personaggio, a metterlo in primo piano, a far suo l’intero pubblico, a guardare negli angoli di lady Margaret per scoprirne appieno tutte le risorse di spessore e allegria.
questa la formazione artistica e intellettuale di Andrea Ferraris, genovese, mio amico da una vita. Eclettico, levantino giramondo, mette a frutto questa esperienza didattica nelle storie ideate e illustrate per il Topolino della Disney, in quindici anni di attività professionale, svolta in lunghe permanenze lavorative a Parigi e a Barcellona, scelte come città cosmopolite e d’ispirazione artistica e ideale.





Le pare di toccare il cielo con un dito quando casualmente incontra Tom, ragazzo dal viso indecifrabile, muscoli al punto giusto, che di anni ne ha trentaquattro: il doppio, esatto esatto. Lea non vede la differenza d’età, vede a poco a poco la fiducia che quel ragazzo le offre, i tramonti che le mostra, il suo atteggiamento protettivo, le tenerezze e i piccoli gesti con cui la conquista giorno dopo giorno, i semplici cibi con cui si prende cura di lei: e Lea – come noi spettatori -, con l’avanzare del tempo, guarda con affetto e poi con passione a questa inaspettata risorsa della propria vita, fino a quel punto in fondo banale. Qualche parola con una cameriera all’interno di una caffetteria, qualche telefonata di Tom tenuta appartata, piccoli segnali di cauta attenzione che Lea non teme mentre al contrario dovrebbero aprirle gli occhi – anche noi spettatori lo abbiamo fatto, ma da non troppo tempo -, farle scorgere l’autentica realtà del ragazzo premuroso. Che un giorno le dice di un suo amico che vorrebbe conoscerla, lei dovrebbe accettare ed essere carina con lui. La dolcezza di Lea si fa cupa, ma a suggerirci quanto la mente e i sentimenti umani possano essere quanto di più inspiegabili esista, la ragazza non può fare a meno del suo Tom.
