Sarà esposta dal 4 novembre prossimo, in occasione di Artissima
Dal 4 novembre prossimo, in occasione di Artissima, il club RonchiVerdi, in corso Moncalieri 466/16, propone l’esposizione dell’opera di Theo Gallino dal titolo “La famiglia”.
L’Associazione Alessandro Marena presenta questa installazione, in concomitanza con la personale “La valle dei pollini” a Villa Sassi. L’artista Theo Gallino ha allestito una delle sue opere più suggestive nello spazio antistante il Club Ronchiverdi. Oltre alla pittura, l’artista si è dedicato alla grafica, alla fotografia e alla ceramica.
Nativo di Poirino, attualmente egli vive e lavora a Chieri. La ricerca di tecniche, mezzi e nuovi materiali per sperimentare idee e progetti innovativi rappresenta la peculiarità dell’arte di Theo Gallino, che negli ultimi anni si è concentrato sul fumetto. Ha utilizzato un procedimento in base al quale ha stampato su carta speciale e poi trasferito su floc, o importando direttamente su tela fotografica, protetta dal pluriball, che è diventato un materiale simbolo di una salvaguardia più intima e personale.
La rappresentazione plastica dei fragili e impalpabili piumetti globosi del tarassaco in sculture esili creano un impatto visivo e emotivo estremamente sorprendente, tanto più se si considera che i filiformi stelo in ferro emergono da accumuli di mattoni con calchi di pluriball.
L’opera intitolata “La famiglia” mostra un chiaro riferimento alla natura, che si mescola alla materia artificiosa e tecnologica, a sua volta richiamando il potere taumaturgico dell’uomo, partecipe e al tempo stesso ideatore di mondi e installazioni ambientali, che raccontano nuove vite possibili e universi immaginifici da contemplare da diversi punti di vista.
Gallino, con i suoi gusti filiformi che si allungano verso l’alto e i cumuli di mattoni da cui si generano nuove possibili vite, risponde all’indifferenza del mondo, utilizzando una geniale e stimolante capacità narrativa, che è alla base della sua creatività.
Mara Martellotta


In October, supermarkets and grocery stores fill up with Halloween costumes, themed treats and gadgets for tricks. Some Italians complain that this is a tradition imported from the USA and that we already have the February Carnival to dress up. What if I told you that’s not the case? Actually, this celebration of Celtic origins has many similarities with ancient traditions of Piedmont. The night between 1 and 2 November represented, in fact, the transition between the harvest season and that of the rest of the countryside as well as a moment of closeness to the dead. In the Piedmontese villages and valleys, on Halloween evening, it was customary to visit the cemetery leaving the table set, so that the souls of the dead could return to their homes and feast; the return of the living to the houses was announced by the sound of the bells, so that the dead could disappear. Another tradition was to sleep on the edge of the bed to allow the deceased to rest next to their loved ones. The tradition of the carved and illuminated pumpkin is also present in Piedmont, as well as that of the dried pumpkin filled with wine. After all, we are the region of Barolo, the King of wines.
From October 28 to December 12,
In
From 5 to 7 November,
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Pennsylvania. Dei passeggeri che avevano cercato di sventare l’attentato resta ben poco… l’esplosione li ha disintegrati.
L’autrice, nata a Barcellona nel 1925 e morta nel 2014, è una delle scrittrici più importanti del 900 spagnolo; ha iniziato a scrivere all’età di 16 anni e da allora non si è più fermata. Ha vinto numerosi premi prestigiosi ed è stata anche candidata al Nobel.
Ha pennellate gotiche questo enigmatico romanzo in cui Cotroneo mette a fuoco un concetto a lui caro, quello del bene e del male. E lo fa imbastendo una storia in cui compaiono fantasmi e misteri.
Non ha bisogno di presentazione Alberto Angela, giornalista, paleontologo, naturalista e, tra le altre cose, conduttore di programmi di successo di divulgazione storica e scientifica.
Questo volume è il primo di una trilogia e in Spagna è al vertice delle classifiche e delle vendite. Non è il primo libro scritto dal giornalista radiotelevisivo Juan Gómez –Jurado (l’esordio fu un thriller vaticano “La spia di Dio”, pubblicato da Longanesi nel 2006), ma è il primo suo grande successo. Per scrivere “Regina Rossa” ha impiegato tre anni, fatto ricerche, consultato esperti e il risultato di tanto lavoro si vede.

Anche una mostra d’arte può essere “partecipazione”. Impieghiamo tecniche personali, le più diverse, cerchiamo di guardare dentro quegli occhi, in tutta la loro profondità, ricordiamo la saggezza e la felicità di un tempo, diamo vita ai volti oscurati, alle sensazioni e alle emozioni, ai dolori che crescono di giorno in giorno e alle fughe sperate, alle urla e alle marce di quelle donne che ancora tentano la loro flebile rivoluzione, ma fino a quando?, alla nutrizione che viene sempre meno e ai volti dei bambini che cercano cibo, allo strazio di quelle madri e di quei padri costretti a vendere un figlio per poter sfamare gli altri rimasti a casa. Affidiamo allora a venti artisti, con la scultura, con l’acquerello, con la pittura, con la ceramica raku, l’idea e il compito di guardare a quell’universo femminile. Sono Franca Baralis, Ines Daniela Bertolino, Nadia Brunori, Raffaella Brusaglino, Luca Ciavarella, Luisella Cottino (di rilievo il suo acquerello “Non solo macchie blu”, la fuga di tre donne in un oscuro paesaggio di solitudine e rovine), Giuliana Cusino (i suoi colori – “Dalla finestra” – anche nella forzata reclusione), Piero Della Betta, Elisa Donetti, Maria José Etzi, Giuseppe Garau, Sonia Girotto, Susanna Locatelli (“Fatima”, una terracotta), Enrico Massimino, Mahtab Moosavi (significativa l’idea arabeggiante e soprattutto prosciugata di “Guardami” e “Abbandonatemi”), Patrizia Moretti, Oscar Pennacino, Elena Piacentini (ancora una fuga, in un panorama che sa di guerra e distruzione, di una madre con i suoi figli), Mara Tonso e Nino Ventura.