CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 518

“Mezz’ora con…” Conversazioni d’autore, al Castello di Miradolo

Intorno alla mostra “Oltre il giardino” di Paolo Pejrone

Da sabato 26 febbraio

Conversazioni d’autore (sette per sei incontri): esperti d’arte, artisti, storici e collezionisti. Saranno loro i protagonisti degli appuntamenti di approfondimento sulle tematiche e sulle opere esposte nella rassegna “Oltre il giardino. L’abbecedario di Paolo Pejrone” al Castello di Miradolo di San Secondo di Pinerolo, sede della “Fondazione Cosso” promotrice della mostra e degli incontri, a cura di Paola Eynard e Roberto Galimberti, in collaborazione con Enrica Melossi. Della rassegna dedicata a Pejrone – grande papà di “giardini felici” – già si è trattato in occasione dell’inaugurazione, nel maggio dell’anno scorso. Si tratta, come ribadiscono gli organizzatori, di un progetto espositivo immaginato come un cammino ideale lungo un anno (fino al 15 maggio prossimo), che “segue il corso delle stagioni e accompagna il trascorrere del tempo con le opere in mostra che cambiano con il variare delle stesse stagioni”. Intorno al concetto di “abbecedario”, in rigoroso “dis-ordine alfabetico”, si trovano i pensieri, i riferimenti, i dubbi e le speranze che hanno segnato gli oltre 50 anni di carriera dell’architetto paesaggista Paolo Pejrone in dialogo con opere d’arte, oggetti, fotografie, acquerelli, progetti, memorabilia, video e installazioni provenienti, per la maggior parte, da collezioni private e distribuite nelle sale storiche del settecentesco Castello e nei sei ettari di “Parco all’inglese” che lo circondano. In questo suggestivo e ben articolato scenario natural-artistico si terranno le sei “Conversazioni”, programmate dal prossimo sabato 26 febbraio fino al 2 giugnosempre il sabato pomeriggio alle ore 15. Tutti gli incontri sono gratuiti, compresi nel biglietto di ingresso alla mostra ed aperti a visitatori, appassionati d’arte ed insegnanti (gli incontri sono infatti inseriti nel calendario del corso docenti del “Progetto Ulisse”, accreditato dal “MIUR” a livello regionale). Ad ogni appuntamento, alle 16,30, segue una visita guidata con i curatori della mostra  e per renderne il più possibile accessibile i contenuti è prevista una registrazione audio e la successiva pubblicazione sul canale “Spotify” del Castello di Miradolo. Ad aprire il ciclo di appuntamenti, sabato 26 febbraio, saranno Francesco Poli (docente di “Storia dell’arte contemporanea” all “Accademia di Brera” a Milano e “Chargé de cours” all’“Université Paris 8”) ed Oscar Chiantore (docente di “Conservazione e Restauro dei Beni Culturali” all’Università di Torino). I due dialogheranno con il pubblico su: “Materiali naturali e materiali artificiali. Problemi di conservazione”. A seguirli, nei sabati successivi (programma dettagliato su www.fondazionecosso.com), il pittore Giovanni FrangiEnrico Carlo Bonanate (direttore del “PAV-Parco Arte Vivente”, Centro Sperimentale di Arte Contemporanea di Torino, ideato da Piero Gilardi), il giornalista Giulio Caresio, la “signora della piccola editoria” Rosellina Archinto e lo storico Daniele Jalla. Parole che s’accompagneranno alle immagini davvero importanti raccolte nella “veste invernale” della mostra e che serviranno a costruire un curioso dialogo immaginario con l’“abbecedario” di Pejrone “intessendo riferimenti e suggestioni e suggerendo letture e possibili interpretazioni del percorso di visita per costruire un cammino, oltre il giardino”. Dal “Concetto spaziale” di Lucio Fontana,  al “Cardo e pesche” di Piero Gilardi, l’iter espositivo propone la messa in scena di opere di Giovanni Frangi (con quella delizia di “Urpflanze” del 2020) in cui l’artista milanese affronta il tema delle “ninfee” – magnifica ossessione di Monet – per proseguire con l’installazione “Venti Frammenti” di Giorgio Griffa, con il poster di Robert Rauschenberg dedicato alle celebrazioni della “Prima Giornata Mondiale della Terra” “Earth Day 22 April” (Anni ’70) e con la “Foglia”(Anni ’80) di Arrigo Lora Totino, fra i maggiori interpreti del movimento della “Poesia Concreta”. A ruota, i suggestivi “Erbari” di Mario Merz e Giuseppe Penone, indiscussi protagonisti dell’Arte Povera, i “116 Particolari visibili e misurabili di infinito” di Giovanni Anselmo, il “Senza titolo” (Anni ’70 – Oriente racchiuso in un fiore proveniente dalla Cina) del re della Pop Art Andy Warhol e la scultura sospesa “Verticale” creata appositamente per il Castello da Paola Anziché. Autentici grandiosi messaggi di arte contemporanea. Mostra nella mostra. In un contesto naturale e di storica ambientazione da far perdere il fiato. A completare l’esposizione, un’installazione sonora a cura del progetto artistico “Avant-dernière pensée”, con musiche di Rossini, Beethoven e una riscrittura di “Apartment House 1776” di John Cage.

Per infoCastello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (Torino): tel. 0121/502761 o www.fondazionecosso.com

Gianni Milani

Nelle foto:

–         Paolo Pejrone

–         Giorgio Griffa: “Venti Frammenti”, acrilico, 1980

–         Giovanni Frangi: “Urpflanze”, olio su velluto, 2020

Malipensa by Telaccia: la materia e la tecnica vibrano all’unisono

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In perfetta sinergia negli artisti ospitati nella mostra alla galleria d’arte fino al 3 marzo prossimo

La materia e la tecnica in alcuni artisti vibrano in perfetta sinergia e questo è  il caso dei quattro pittori ospitati  alla galleria d’arte Malipensa by Telaccia, Gianni Depaoli, Alessandra Rota, Davide Tornielli e Gennaro Trematerra, in una mostra collettiva visitabile fino al 3 marzo prossimo.

Nell’arte di Gianni Depaoli la stilizzazione della forma passa attraverso un concetto di natura che risulta universale, capace di alimentarsi di analisi e personalità.  La sua espressione tecnica molto originale è  evidente nell’uso dell’elemento organico dell’inchiostro e della pelle di calamaro su fibra e metacrilato, capace di evidenziare un’elaborazione assoluta in cui l’impegno formale si accompagna a una grande forza incisiva. Le composizioni di Gianni Depaoli creano uno stato di meditazione e di riflessione, in grado di comunicare all’osservatore forti vibrazioni, a testimonianza di una tecnica unica e di una sensibilità  che evoca amore e passione per l’ambiente. La visione artistica di Depaoli è intimistica e al tempo stesso intensa, coincidente con una ricerca finalistica di profonda interiorità, in cui l’elemento organico si trasforma in fossile e vive di un linguaggio autonomo ricco di sperimentazione  e di trama concettuale.

La materia di legno di frassino rappresenta, invece, il leitmotiv nell’arte di Alessandra Rota, che si veste di una personalità unica e capace di conciliare l’equilibrio spaziale al contesto tridimensionale. La mirabile rappresentazione tonale e il dosaggio della materia in legno di frassino sono in grado di creare un mirabile gioco di incastri, ben calibrati fra loro, in grado di unire perizia e logica consapevole.

Le sue opere sono realizzate con legni tinti  e denotano una grande ricchezza di sintesi, in cui le forme geometriche paiono mosaici e vivono all’interno di una evoluzione di simboli e di un equilibrato rapporto prospettico, che non è mai fine a se stesso.

L’analisi della materia e l’incessante studio del colore e della struttura creativa rivelano un percorso pittorico e scultoreo di grande interesse sia culturale sia artistico. Si tratta di lavori caratterizzati da una costante linea evolutiva del legno, capaci di svelare una versatilità della materia, ricca di simbologia e di sollecitazioni emozionali. Nelle opere di Alessandra Rota emerge un movimento ritmico dei chiaroscuri, accompagnato da un senso compositivo e dallo spessore delle tessere in legno, incisivo e singolare.

Tecnica ad olio e spatola su tela sono i due registri su cui si fonda l’opera di Davide Tornielli, che unisce diversi valori contenutisticia una gestualità dinamica e vivace, con le quale ottiene importanti risultati tecnici stilistici. Il segno è  ben ritmato, graffiante, di larghe stesure, animato da una resa materica incisiva, capace di porre in risalto una creatività  molto originale e una notevole libertà  di forma. I soggetti sono prevalentemente naturalistici, in grado di assumere valori umano-sociali di grande ricchezza esistenziale. L’intonazione cromatica risulta estrosa, alternata al movimento scenico vitale e incisivo, arricchito di un importante aspetto simbolico.

Le sue volumetrie sono realizzate attraverso una narrativa di grande potenza creativa e con un’esaltazione cromatica tale da conferire al discorso una ampia dimensione di espressività.

Una venatura mistica è  presente nelle opere di Gennaro Trematerra, in cui vive un’atmosfera densa di fascino e di magia. Si tratta di una pittura che evoca  riflessioni ricorrenti in cui lo stile raffinato e l’impianto strutturale, di forte valenza formale, offrono al visitatore un’interpretazione narrativa molto significativa. Nelle opere di questo artista il colore risulta mutevole e crea innumerevoli effetti  che si coordinano in una prospettiva spaziale suggestiva e ricca di simbolismo. Il linguaggio utilizzato da Gennaro Trematerra è  rivolto a una profonda ricerca interiore e a un vero lirismo, dove l’aspetto delle immagini reali o irreali testimonia un’arte in cui la creatività  si sposa allo spessore culturale. In queste opere emergono armonia cromatica e sapienti velature, in cui i giochi chiaroscurali e i movimenti materici raggiungono un enorme spessore tecnico e un’ampiezza altrettanto significativa.

Il percorso formativo di questo artista comunica allo spettatore una ricerca scandita da una descrizione di denso valore umano contraddistinta da una forma libera e da una personalità  di ampio respiro. Egli usa un colore definibile quale “esoterico”, in grado di elevarsi in uno spazio illuminato da giochi di luce e da un’esecuzione tecnica ricca di continue vibrazioni. Il dialogo che instaura con lo spettatore è percorso da un profondo esistenzialismo e emerge in tutte le sue creazioni, evidenziando valori tanto visivi quanto contenutistici.

Mara Martellotta 

 

Galleria d’arte Malinpensa by Telaccia

Corso Inghilterra  51

Orario 10.30-12.30; 16-19

Chiusura lunedì e festivi

Tel 0115628220

Il fascino delle statue in gesso è vivo nella gipsoteca della famiglia Mondazzi

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A Torino si possono respirare l’atmosfera e il fascino delle statue in gesso visitando il laboratorio- showroom della gipsoteca Mondazzi, che si trova nel centro di Torino, in una sede storica, in via Principe Amedeo, in quella che fu la casa dell’avvocato Secondo Pia, divenuto celebre in quanto primo fotografo della Sindone.

“ In via Principe Amedeo – spiega Paolo Mondazzi – è raccolto il fondo della collezione, che consta di oltre 1500 pezzi, fedeli copie di celebri statue che vanno da esemplari provenienti dall’antico Egitto a opere del Novecento, dal gigantesco David di Michelangelo a calchi di gemme e monete anche di pochi millimetri.
I modelli in alcuni casi sono gessi originali, vale a dire i primi creati dall’artista come fase di lavorazione per ottenere bronzi o marmi; sono conservati scrupolosamente, i negativi possono essere a tasselli di gesso o in gomma al silicone, e recano una fedeltà assoluta alla grana delle superfici e alla ricchezza dei dettagli, comportando una ingente mole di lavoro per essere creati e mantenuti in buono stato, sono utilizzati con grande perizia e con quella cura che sola è in grado di garantire la durata nel tempo e la perfezione delle riproduzioni”.
“Il nucleo originario di questo grande insieme di stampo, modelli e negativi – precisa Paolo Mondazzi – nacque nel periodo tra le due guerre mondiali grazie all’opera di due formatori di talento e esperienza, Gilardini e Emanuele Gonetto. Il primo nacque intorno al 1880, Gonetto era del 1911 e lavorarono entrambi per lo scultore Leonardo Bistolfi. Per lui riproducevano i gessi da inviare nei laboratori di Carrara per essere realizzati in marmo. Bistolfi aveva due atelier in Piemonte, uno a Torino nei pressi della Gran Madre, in via Bonsignore, l’altro a La Loggia, nella parte Sud della città. Il metodo di lavoro di Bistolfi prevedeva l’azione diretta dell’artista capace di intagliare e scolpire, anche aggiungendo eventualmente del materiale e grandi blocchi di gesso quasi pieni. Essendo questi blocchi intrasportabili per peso e fragilità, nasceva la necessità di riprodurli, gettandoli vuoti e solidi, pur con assoluta fedeltà, perché fosse poi possibile copiarli in marmo, nei laboratori specializzati di Carrara”.
“Nei momenti liberi – aggiunge Paolo Mondazzi – questi due abili artigiani pensarono di costituire un fondo di riproduzioni di opere classiche e rinascimentali, avviando, così, il primo laboratorio in via Riberi, ai piedi della Mole. Così nacque l’attività della gipsoteca quale oggi è nota. Il Museo Egizio, il Museo di Antichità di Torino e la grande collezione della Gipsoteca Nazionale annessa all’Istituto d’Arte per la formatura di Firenze fornirono i primi modelli per creare il fondo della Gipsoteca di Torino. Di lì provenivano direttamente la Madonna della Scala, il tondo Pitti e Bacco di Michelangelo. Indirettamente, ma passando attraverso i fondi costituiti dall’Accademia Albertina di Torino e dall’Istituto d’Arte di Varese, sono pervenuti il Prigione morente del Louvre, la Testa di David in dimensione al vero e la Pietà Rondanini”.
“Ogni scuola d’arte del Regno d’Italia – precisa Paolo Mondazzi – secondo i regolamenti scolastici antecedenti la riforma Gentile del 1923 doveva essere dotata di una collezione di modelli in gesso. Essa poteva avere origini più antiche, come dimostrano i gessi del marmi del Partenone portati a Brera dal Canova o i fregi dei Fori Imperiali portati all’Albertina dai fratelli Collino, altrimenti sarebbe stata fornita dalla Gipsoteca nazionale di Firenze. Così le scuole d’arte divennero depositarie, all’inizio del Novecento, di ricchissime collezioni di gessi di elevata qualità, purtroppo in parte distrutte dai bombardamenti della seconda guerra mondiale”.
Alla morte del Gonetto nel 1975 (il Gilardini era scomparso già negli anni Trenta) la Gipsoteca di Torino passò alla gestione della famiglia Mondazzi, che proseguì nell’incremento delle opere, con l’acquisto, nei primi anni Ottanta, dei calchi e dei modelli della gipsoteca di Bologna, insieme ai rinnovati rapporti con la Gipsoteca nazionale di Firenze, per il tramite del professor Andrea Chiesi.
Così vennero acquisiti i modelli del Mose’ e delle statuette dell’Arca di San Domenico, della Centauromachia, della Pietà di San Pietro del Duomo e del David. Diverse furono poi le acquisizioni del laboratorio del Museo Nazionale di Atene, del Museo Archeologico di Istanbul e da altri siti archeologici della Turchia.
Il gesso, che ricalca fedelmente forme e superfici, per poter restituire il più possibile l’impatto visivo dell’opera riprodotta, viene trattato con prodotti di origine naturale quali terre, pigmenti organici, materiali protettivi quali cere e resine come la colofonia, l’acqua di calce, per suscitare in chi ammiri la riproduzione in gesso un’emozione simile a chi si pone di fronte a un’opera famosa.

Mara Martellotta

Arte e fumetto in mostra

Ci scrive la scuola internazionale di comics

Siamo davvero felici di potervi comunicare che dal 24 Febbraio al 12 Marzo 2022 si terrà la mostra di originali “ARTE E FUMETTO”, organizzata da Cooperativa Letteraria in collaborazione con Febo e Dafne Galleria d’Arte, FuoriAsse – Officina della cultura e la nostra Sede, dove potrete trovare una selezione di opere di autori contemporanei indispensabili per comprendere il linguaggio del fumetto più attuale.

Tra questi, ovviamente, sono compresi anche alcuni dei nostri docenti. Oltre a trovare i loro lavori esposti, avrete anche la possibilità di interagire con loro in tre appuntamenti diversi di approfondimento sul tema, secondo il seguente calendario:

– 24 Febbraio ore 18:00 Lorena Canottiere – Andrea Serio
– 3 Marzo ore 18:00 Andrea Riccadonna – Adam Tempesta
– 10 Marzo ore 18:00 Andrea Ferraris – Valerio Gaglione

L’ingresso è gratuito e, per tutti gli studenti Scuola Comics che esibiranno la nostra tessera all’ingresso, è previsto uno sconto del 25-30% sull’acquisto di alcune loro pubblicazioni.

Potete trovare maggiori informazioni sulla mostra e gli artisti a cui è dedicata QUI

Speriamo davvero di vedervi numerosi, perché noi saremo lì ad accogliervi!

#nonsolocomics #noisiamolacomics

Gli appuntamenti del weekend nei musei della Fondazione

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AGENDA APPUNTAMENTI FONDAZIONE TORINO MUSEI

25 febbraio – 3 marzo 2022

 

VENERDI 25 FEBBRAIO

 

Venerdì 25 febbraio ore 18.30

COLLECTING ASIA. QUESTIONING THE EXOTICA AND REPOSITIONING AESTHETIC CANONS

MAO – Finissage Hub India | Classical Radical (evento in inglese)

Chiude il 27 febbraio la mostra diffusa Hub India | Classical Radical, progetto a cura di Myna Mukherjee e Davide Quadrio realizzato nell’ambito di Artissima Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino in collaborazione con Fondazione Torino Musei e l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Venerdì 25 febbraio alle ore 18.30 il MAO ospita il finissage della mostra, che vedrà Davide Quadrio e Giovanni Carlo Federico Villa, rispettivamente direttori del Museo d’Arte Orientale e di Palazzo Madama, e Paola Gribaudo, Presidente dell’Accademia Albertina, in dialogo con alcuni fra i più importanti direttori di musei e curatori di arte asiatica a livello globale, come Mami Kataoka (Mori Art Museum), Suhanya Raffel (M+), Laura Vigo (Musée des Beaux-Arts de Montréal) e Roobina Karode (KMNA).

L’evento, moderato da Anna Somers Cocks, storica dell’arte e fondatrice di The Art Newspaper, rappresenta un’occasione di riflessione sui sistemi museali internazionali che si occupano di collezioni di arte asiatica o non europea in contesti diversi. Il panel analizzerà narrazioni plurime e trasversali che riguardano l’”oggetto” artistico di provenienza non europea, le sue implicazioni rituali e religiose e il suo continuo evolversi nel contesto contemporaneo globale.

Il finissage sarà trasmesso in diretta streaming su YouTube sul canale del Giornale dell’Arte, media partner dell’evento, e sulla pagina Facebook del MAO.

 

SABATO 26 FEBBRAIO

 

Sabato 26 febbraio ore 15

DEGUSTAZIONE DI TÈ

MAO – attività per adulti sulla mostra Kakemono. Cinque secoli di pittura giapponese

Theatrum Sabaudiae, in collaborazione con The Tea, propone una visita guidata alla mostra Kakemono. Cinque secoli di pittura giapponese, a cui seguirà una degustazione di tè condotta da Claudia Carità.

La visita guidata alla mostra Kakemono. Cinque secoli di pittura giapponese. La collezione Perino permette di illustrare i meravigliosi kakemono, rotoli verticali pensati per essere appesi durante occasioni speciali o utilizzati come decorazione in accordo alle stagioni dell’anno, che mostrano diversi soggetti – uccelli, animali, figure, paesaggi, piante e fiori – dipinti su carta o seta. I kakemono appartengono alla collezione Perino e sono datati tra la metà del XIV e i primi decenni del XX secolo. A seguire nei giardini giapponesi Claudia Carità propone un itinerario sensoriale di degustazione di wakōcha, il tè nero moderno e inusuale nell’offerta del tè Giapponese che per 800 anni ha prodotto solo tè verde. L’esperienza confronterà due tè rari dalle note aromatiche molto diverse per terroir e cultivar. La degustazione sarà accompagnata da assaggi di prodotti giapponesi e del territorio. Il servizio è adeguato alle normative in vigore, ogni partecipante riceverà un servizio composto da un piccolissimo vassoio in simil grafite con tazza di porcellana.

Costo: 18€ a partecipante (+ biglietto di ingresso alla mostra – gratuito per possessori di Abbonamento Musei). Prenotazioni 0115211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com

DOMENICA 27 FEBBRAIO

Domenica 27 febbraio

HUB INDIA. CLASSICAL RADICAL

Palazzo Madama, MAO, Accademia Albertina – chiude la mostra

Nata come progetto per Artissima Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, in collaborazione con Fondazione Torino Musei e con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, la mostra si sviluppa in tre sedi: Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte AnticaMAO Museo d’Arte Orientale e Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Hub India è a cura di Myna Mukherjee e Davide Quadrio.

L’esposizione presenta opere indiane contemporanee e moderne che esplorano i lasciti del passato e l’antichità nel qui e ora sociologico. Le opere selezionate rappresentano uno spaccato di generi, medium e processi che vanno dai disegni e dipinti alle miniature e sculture, terrecotte e metalli, dipinti su carta e su tela, stampe, incisioni e opere digitali e virtuali, in un tentativo di analizzare le eredità classiche e tradizionali attraverso una nuova lente.

Chi non avesse ancora avuto l’opportunità di visitare la mostra, può approfittare di questa ultima settimana di apertura.

Infowww.palazzomadamatorino.it

www.maotorino.it

www.pinacotecalbertina.it

 

Domenica 27 febbraio ore 16

BONSEKI. IL MIO PICCOLO GIARDINO ZEN

MAO – attività per famiglie sulla mostra Kakemono. Cinque secoli di pittura giapponese

L’appuntamento parte dai giardini interni del MAO prevede la visita alla mostra Kakemono. Cinque secoli di pittura giapponese e un piccolo focus sul tema della natura e dei giardini; in laboratorio, ogni partecipante potrà realizzare il suo mini giardino zen portatile con sabbia, sassi e vari materiali di recupero.  Età consigliata dai 6 anni in su.

Costo: 7 € a bambino. Adulti accompagnatori biglietto ridotto per la mostra (gratuito per i possessori Abbonamento musei).

Prenotazione obbligatoria tel. 011/4436927-8 – maodidattica@fondazionetorinomusei.it

MARTEDI 1 MARZO

 

Martedì 1 marzo ore 16

ASPETTANDO LA FESTA GIAPPONESE DELLE BAMBOLE, HINA MATSURI

MAO – attività per famiglie

L’appuntamento è dedicato alla ‘Festa delle bambole’ o ‘Festa delle Bambine’, Hina Matsuri, che ricorre ogni anno il 3 marzo. Dopo una passeggiata nella collezione giapponese del museo, scopriremo insieme il significato e le usanze di questa festa e realizzeremo un modellino in carta di soggetti a tema.

Costo: bambini € 7; adulti ingresso ridotto in mostra € 8 (gratuito con Abbonamento Musei)

Prenotazione obbligatoria tel. 011.4436927/8 oppure maodidattica@fondazionetorinomusei.it.

 

MERCOLEDI 2 MARZO

Mercoledì 2 marzo ore 15

IL TEMPO DEGLI ELLEBORI

Palazzo Madama – visita guidata in giardino con il curatore botanico Edoardo Santoro

Nel Giardino Botanico Medievale di Palazzo Madama ci sono piante che proprio durante il periodo invernale esprimono tutto il loro fascino: gli ellebori selvatici, europei e asiatici. Conosciuti nell’antichità per le proprietà medicinali, sono fiori tenaci e duraturi, che crescono spontanei in molte zone boschive d’Europa. Oggi queste piante, che nelle giornate con sole tiepido schiudono le loro corolle di fiori bianchi o colorati, sono tra le più apprezzate per rallegrare giardini e terrazzi nei mesi invernali. La visita in giardino sarà l’occasione per imparare tecniche di coltivazione e gestione oltre che aneddoti botanici e storici, che rendono l’elleboro una pianta misteriosa e affascinante.

Info: durata 1 h, max 15 persone

Costo: €5 (incluso biglietto di ingresso)

Prenotazione obbligatoria: 011 4429629 madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

 

GIOVEDI 3 MARZO

 

Giovedì 3 marzo ore 16

DEGUSTAZIONE DI TÈ

MAO – attività per adulti sulla mostra Kakemono. Cinque secoli di pittura giapponese

Theatrum Sabaudiae, in collaborazione con The Tea, propone una visita guidata alla mostra Kakemono. Cinque secoli di pittura giapponese, a cui seguirà una degustazione di tè condotta da Claudia Carità.

La visita guidata alla mostra Kakemono. Cinque secoli di pittura giapponese. La collezione Perino permette di illustrare i meravigliosi kakemono, rotoli verticali pensati per essere appesi durante occasioni speciali o utilizzati come decorazione in accordo alle stagioni dell’anno, che mostrano diversi soggetti – uccelli, animali, figure, paesaggi, piante e fiori – dipinti su carta o seta. I kakemono appartengono alla collezione Perino e sono datati tra la metà del XIV e i primi decenni del XX secolo. A seguire nei giardini giapponesi Claudia Carità propone un itinerario sensoriale di degustazione di wakōcha, il tè nero moderno e inusuale nell’offerta del tè Giapponese che per 800 anni ha prodotto solo tè verde. L’esperienza confronterà due tè rari dalle note aromatiche molto diverse per terroir e cultivar. La degustazione sarà accompagnata da assaggi di prodotti giapponesi e del territorio. Il servizio è adeguato alle normative in vigore, ogni partecipante riceverà un servizio composto da un piccolissimo vassoio in simil grafite con tazza di porcellana.

Costo: 18€ a partecipante (+ biglietto di ingresso alla mostra – gratuito per possessori di Abbonamento Musei). Prenotazioni 0115211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com

Giovedì 3 marzo ore 17

STORIE DAL RINASCIMENTO. IL RESTAURO DI DUE COFANETTI IN PASTIGLIA DALLE COLLEZIONI DI PALAZZO MADAMA

Palazzo Madama – presentazione del restauro finanziato dall’associazione Amici della Fondazione Torino Musei

Il generoso supporto dell’associazione Amici della Fondazione Torino Musei ha permesso di riportare alla fruizione del pubblico due preziosi cofanetti con decorazioni in pastiglia dell’età rinascimentale, finora custoditi nei depositi di Palazzo Madama e che necessitavano di delicati interventi di restauro. I due scrigni, destinati a custodire piccoli oggetti di pregio, come gioielli, monete, medaglie, sono databili ai primi decenni del Cinquecento e sono decorati con minuti rilievi realizzati con la tecnica della pastiglia: un impasto di polvere di gesso e marmo, colla e bianco di piombo, che, inserito in matrici metalliche, permetteva di realizzare figure e ornati poi applicati sulla foglia d’oro che rivestiva i cofanetti. I rilievi raffigurano episodi della storia romana e della mitologia classica e sono stati ricondotti da Claudio Bertolotto a botteghe attive nell’Italia nord-orientale, probabilmente in area ferrarese o padovana. Diffusi presso le classi sociali agiate del tardo Quattrocento e del primo Cinquecento, i cofanetti in pastiglia offrono uno sguardo intimo sulla vita domestica del tempo e riflettono nella loro decorazione l’amore per l’antichità classica che pervadeva la cultura delle donne e degli uomini del Rinascimento.

Intervengono:

Maurizio Cibrario, presidente Fondazione Torino Musei

Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama

Maria Leonetti Cattaneo, presidente Amici della Fondazione Torino Musei

Cristina Maritano, conservatore di Palazzo Madama

Claudio Bertolotto, storico dell’arte, già direttore storico dell’arte nella Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Piemonte

Anna Rosa Nicola, restauratrice, Laboratorio Nicola Restauri, Aramengo (AT)

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria:

  1. 0114429629;madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

Giovedì 3 marzo ore 18.30

FUYU – L’INVERNO IN HAIKU

MAO – conferenza seguita da scrittura creativa

A cura della dottoressa Roberta Vergagni, iamatologa

Ogni incontro si articolerà in tre momenti: introduzione teorica allo haiku, lettura di alcuni tra gli esempi più evocativi dei grandi maestri e composizione guidata di haiku come scrittura creativa.

Massimo 25 partecipanti a incontro. Costo: 3 € a incontro

Info e prenotazioni:  mao@fondazionetorinomusei.it

Il fascino dell’imperfezione

Venerdì 25 febbraio 2022

Tiziana Bonomo e Domenico Quirico presentano

IL FASCINO DELL’IMPERFEZIONE

Moncalieri, ore 17,30

Biblioteca civica Arduino, via Cavour 31

Pagina facebook della Biblioteca @bibliomonc

 

Il fascino dell’imperfezione. Dialoghi con Domenico Quirico è il suggestivo titolo del volume che Tiziana Bonomo ha voluto dedicare all’inviato di guerra de La Stampa, al suo lungo percorso come appassionato testimone dell’odissea del mondo contemporaneo tra scrittura, guerra, migrazione, dolore. Bonomo e Quirico intervengono il 25 febbraio alle 17,30 alla biblioteca civica di Moncalieri, per presentarlo insieme. Attraverso i documenti, le fotografie e soprattutto le parole vive raccolte dall’autrice, il libro cerca di svelare la percezione originale di un narratore del nostro tempo, restituendo la sua testimonianza vissuta in drammatica presa diretta sugli avvenimenti storici più rilevanti degli ultimi trent’anni. A moderare l’incontro ci sarà l’assessore alla Cultura Laura Pompeo. L’appuntamento è in biblioteca alle 17,30, con ingresso libero fino ad esaurimento posti (e diretta facebook).

Il libro è strutturato su 5 conversazioni tra l’autrice e il reporter che costituiscono un unico intenso dialogo – commenta l’assessore Laura Pompeo – Uno spaccato di umanità e passione civile, in fecondo contatto con quell’affascinante zona di imperfezione che costituisce la cifra più profonda delle vicende umane e storiche di cui Quirico è stato testimone”.

La settimana dei Musei Reali: mostre, attività per bambini e famiglie

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Allieteranno il Carnevale tra arte e svago

 

 Dopo il successo dell’apertura della Galleria Archeologica, i Musei Reali si preparano a festeggiare il Carnevale con i più piccoli e ad accogliere turisti e residenti con mostre e appuntamenti settimanali da non perdere.

 

Dal 19 febbraio è visitabile la Galleria Archeologica, un’inedita sezione permanente del Museo di Antichità dedicata alle civiltà del Mediterraneo antico, dove sono esposti reperti di rara bellezza e di inestimabile valore storico. I visitatori potranno ammirare più di mille oggetti raccolti in oltre quattrocento anni di collezionismo sabaudo. Un viaggio a ritroso nella Storia grazie a un affascinante percorso espositivo, suddiviso in cinque sezioni, articolato lungo dieci sale e allestito attraverso forme espressive contemporanee. L’ingresso al percorso è compreso nel biglietto ordinario dei Musei Reali.

 

Il calendario delle attività per i tesserati dei Giardini Reali

È disponibile sul sito il calendario delle attività speciali dedicate al tema dei Giardini Reali, riservate ai possessori di una delle tessere solidali. Fino a marzo 2022 è possibile prendere parte a percorsi e visite in esclusiva con le curatrici, i curatori e le restauratrici dei Musei Reali. Sono previsti incontri a tema green anche per tutto il pubblico, con tariffe agevolate per i sottoscrittori della tessera. Le tessere sono acquistabili nel bookshop dei Musei Reali o scrivendo all’indirizzo: mr-to.sostienici@beniculturali.it

Venerdì 25 febbraio, alle ore 10.30 e alle ore 15.30, presso la Biblioteca Reale si terrà la visita speciale Preziosa carta: antichi erbari delle collezioni sabaude. La direttrice della Biblioteca, Giuseppina Mussari, condurrà i partecipanti alla scoperta dei volumi di botanica più rari e raffinati delle collezioni dei Musei Reali.

Costi: intero € 15, tesserati € 5, gratuito under 18.

Lunedì 28 febbraio alle ore 11 e alle ore 15 si terrà la visita Il Giardino Ducale nell’ambito dei Lunedì Green che, ogni lunedì fino a marzo, faranno vivere ai tesserati e al pubblico la magia dei Giardini Reali a porte chiuse. Un ciclo di visite esclusive alla scoperta della storia dei Giardini, delle loro stratificazioni nei secoli e delle specie vegetali.

Costi: intero € 8, tesserati € 3, gratuito under 18.

Visite con prenotazione obbligatoriamr-to.sostienici@beniculturali.it

 

Le attività con CoopCulture

Sabato 26 febbraio alle ore 15.30 e domenica 27 febbraio alle ore 11, le guide e gli storici dell’arte di CoopCulture conducono la visita Benvenuto a Palazzo lungo le sale di rappresentanza del primo piano di Palazzo Reale e dell’Armeria, per scoprire o riscoprire la storia e la magnificenza della prima reggia d’Italia.

Il costo della visita è di € 7, oltre al biglietto di ingresso ridotto ai Musei Reali (€ 13 ordinario, € 2 da 18 a 25 anni, gratuito under 18). Biglietti online su Musei Reali di Torino | CoopCulture – e-mail info.torino@coopculture.it

 

Attività per famiglie

Sabato 26 febbraio alle ore 15, alle ore 16 e alle ore 17 Animali dalla A alla Z – attività per famiglie e bambini  

Api, balene, coccodrilli, elefanti…cosa ci fanno tutti questi animali (e molti altri) ai Musei Reali? Bambini e famiglie potranno scoprirlo grazie all’intero alfabeto di animali curiosi e colorati nascosti tra le opere esposte in mostra. Si racconteranno le loro storie per poi realizzare un simpatico decoro a tema.

Attività consigliata per bambine e bambini dai 6 ai 10 anni con prenotazione obbligatoria.

Costo: € 10 a bambino, gratuito per gli accompagnatori. Info e prenotazioni: 011 19560449 – Musei Reali di Torino | CoopCulture – e-mail info.torino@coopculture.it

 

Martedì 1° marzo alle ore 15.30 Animali in maschera – attività per famiglie e bambini  

Il giorno di Martedì Grasso, presso la Galleria Sabauda, i piccoli visitatori potranno festeggiare cercando, nascosti nei quadri e negli arazzi, l’intero alfabeto di animali pronti a farsi scovare. Giocando insieme, creeranno una maschera di Carnevale a tema per trasformarsi in colorati animaletti per un giorno.

Costo: € 10 oltre al biglietto di ingresso gratuito per i bambini, solo ingresso ai Musei Reali speciale a € 10 per gli adulti. Info e prenotazioni: 011 19560449 – Musei Reali di Torino | CoopCulture – e-mail info.torino@coopculture.it

 

Fino al 28 febbraio 2022 è possibile prenotare una visita ai percorsi speciali dei Musei Reali.

Ogni venerdì alle ore 15.30, il pubblico può visitare i magnifici appartamenti della regina Maria Teresa al primo piano di Palazzo Reale, il Gabinetto del Segreto Maneggio e le suggestive Cucine Reali per rivivere gli antichi usi di Corte.
Ogni sabato alle ore 15.30, Collezionisti a Confronto: Riccardo Gualino e il Principe Eugenio di Savoia-Soissons, un ricco percorso alla scoperta di due grandi personaggi accomunati dalla passione per l’arte, per comprendere meglio l’evoluzione del collezionismo tra Settecento e Novecento.

Ogni domenica alle ore 15.30 è possibile approfondire le vicende storico-artistiche legate alla costruzione della Cappella della Sindone e ammirare i tesori conservati nella Sacrestia e nella Cappella Regia.

Costo delle attività: € 20 (€ 13 per Abbonamento Musei).

Biglietti online su Musei Reali di Torino | CoopCulture – e-mail info.torino@coopculture.it

 

Ciprotour. Oltre il confine

Fino al 3 marzo 2022 il pubblico può godere di una mostra diffusa che unisce i Musei Reali e le Biblioteche civiche di Torino. Il progetto mira a promuovere sul territorio la mostra internazionale Cipro. Crocevia delle civiltà, terminata il 9 gennaio. Il progetto prevede una serie di piccole esposizioni in alcune biblioteche torinesi: narrazioni da Cipro e su Cipro nelle sale della Biblioteca civica Centrale, alla Biblioteca civica Musicale Della Corte si parla di musica cipriota, al Mausoleo della Bela Rosin e alla Biblioteca civica Villa Amoretti si racconta dell’isola sacra ad Afrodite e dei profumi della dea, alla Biblioteca civica Cesare Pavese di commerci e genti, di lingue e culture alla Biblioteca civica Primo Levi.

Mercoledì 23 febbraio, alle ore 17.30, presso la Biblioteca civica Villa Amoretti, Patrizia Petitti e Cristina Stalteri terranno la conferenza Prima e dopo Afrodite. L’isola al femminile. Tra le statuette antropomorfe, forse l’oggetto artistico che più caratterizza l’archeologia cipriota, quelle femminili appaiono costantemente in bilico tra sacro e profano: dee, sacerdotesse e devote si confondono e, insieme, restituiscono la dimensione pubblica delle donne.

Venerdì 25 febbraio, alle ore 17.30, presso la Biblioteca civica Cesare Pavese, Elisa Panero terrà la conferenza Tra est e ovest: Cipro porto e ponte del Mediterraneo: Cipro è il centro privilegiato dei commerci tra Oriente e Occidente, in un viaggio nel Mediterraneo antico, tra rame (in latino Cuprum), tessuti, oli e profumi.

 

Le mostre in corso ai Musei Reali

Fino al 26 giugno, le Sale Chiablese ospitano l’esposizione Vivian Maier Inedita con oltre 250 scatti, tra cui molti inediti, video Super 8 e oggetti personali della fotografa americana. Curata da Anne Morin, la mostra presenta anche una sezione dedicata alle fotografie che Vivian Maier realizzò durante il suo viaggio in Italia, in particolare a Torino e Genova. Dopo una prima tappa al Musée du Luxembourg di Parigi, l’esposizione arriva in Italia e ha come obiettivo quello di raccontare aspetti sconosciuti o poco noti della misteriosa vicenda umana e artistica della fotografaVivian Maier Inedita è o-organizzata da diChroma e dalla Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais, prodotta dalla Società Ares srl con i Musei Reali e il patrocinio del Comune di Torino e sostenuta da Women In Motion, un progetto ideato da Kering per valorizzare il talento delle donne in campo artistico e culturale.

 

Animali dalla A alla Z. Una mostra dedicata ai bambini è l’esposizione allestita nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda fino al 3 aprile 2022. Il progetto, curato da Rosario Maria Anzalone ed Enrica Pagella, è concepito per bambini e famiglie, dall’altezza delle vetrine alle soluzioni grafiche: tra dipinti, disegni, incisioni, reperti archeologici e oggetti d’arte decorativa, quaranta opere dei Musei Reali sono accomunate dalla raffigurazione di animali, da indovinare in una modalità di fruizione partecipataLa visita alla mostra è compresa nel biglietto dei Musei Reali.

 

La Biblioteca Reale

La Sala Lettura della Biblioteca Reale è aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 15.15 ed è chiusa il sabato. Le consultazioni dovranno essere prenotate con almeno 24 ore di anticipo scrivendo all’indirizzo mr-to.bibliotecareale@beniculturali.it, indicando tutte le informazioni disponibili per la richiesta.

Per conoscere le modalità di accesso e registrazione consultare la pagina Orari e modalità di apertura della Biblioteca Reale – Musei Reali Torino (beniculturali.it)

 

Caffè Reale

Nella suggestiva Corte d’Onore di Palazzo Reale è possibile rigenerarsi con una pausa al Caffè Reale Torino, ospitato in una ambientazione unica ed elegante, impreziosita da suppellettili in porcellana e argento provenienti dalle collezioni sabaude. Informazioni e prenotazioni al numero 335 8140537 o via e-mail all’indirizzo segreteria@ilcatering.net.

 

Museum Shop

Per rimanere aggiornati sulle pubblicazioni dei Musei Reali e per dedicarvi un pensiero, il Museum Shop è aperto.

È disponibile anche online Musei Reali (shopculture.it).

 

L’accesso ai Musei Reali e alle mostre è consentito unicamente esibendo il Super Green Pass (Green Pass rafforzato ad esito di vaccinazione o guarigione da Covid-19) e indossando la mascherina chirurgica, secondo le norme di sicurezza previste dal Decreto-legge del 24 dicembre 2021, n. 221.

 

 

 

Raffaele e Bertè, show al Teatro Colosseo

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TEATRO COLOSSEO
Via Madama Cristina 71 – Torino

La stagione 2021 – 2022

Giovedì 24, venerdì 25 e sabato 26 febbraio ore 21
Domenica 27 febbraio ore 17
VIRGINIA RAFFAELE
Samusà
poltronissima € 33,70 | poltrona A € 29,60 | galleria € 26,50 | galleria B € 22,50

Dopo il grande successo dello spettacolo Performance del 2015 e anni particolarmente intensi che l’hanno vista protagonista in tv di uno show e una serie televisiva tutti suoi, oltre alla conduzione del Festival di Sanremo e il doppiaggio di Morticia nel cartone animato La Famiglia Addams, Virginia Raffaele torna al suo primo amore, il teatro, e lo fa con uno spettacolo completamente nuovo dal titolo Samusà. Il racconto di Samusà si nutre dei ricordi di Virginia e di quel mondo fantastico in cui è ambientata la sua infanzia reale: il luna park. Da lì si sviluppa in quel modo tutto della Raffaele di divertire ed emozionare, stupire e performare, commuovere e far ridere a crepapelle.
“Sono nata e cresciuta dentro un luna park, facevo i compiti sulla nave pirata, cenavo caricando i fucili, il primo bacio l’ho dato dietro il bruco mela. Poi il parco ha chiuso, le giostre sono scappate e adesso sono ovunque: le attrazioni sono io e siete voi. Tutto quello che siamo diventati stupisce quanto un giro sulle montagne russe e confonde più di una passeggiata tra gli specchi deformanti”.
La regia si avvale della grande firma di Federico Tiezzi. Samusà è scritto da Virginia Raffaele, Giovanni Todescan, Francesco Freyrie, Daniele Prato, con Federico Tiezzi.

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Giovedì 3 marzo ore 21
LOREDANA BERTÈ

poltronissima € 70,40 | poltrona A € 61,20 | poltrona B € 58,60 | galleria € 49,00 | galleria B € 39,80

Loredana è semplicemente Loredana, unica e iconica, con quella voglia di collaborare con i giovani, con le sue battaglie nei confronti di chi attacca chi è diverso, tutto cantato sul palco, intimo e amplificato dalla magica atmosfera che solo il teatro può dare.
Anche la sua performance al recente Festival di Sanremo con Achille Lauro per “SEI BELLISSIMA” nella serata dei duetti ha lasciato il segno, per l’intensità dell’interpretazione e la grandissima presenza scenica.

Sono felice di tornare finalmente in teatro col mio nuovo tour Manifesto – dice Loredana -, nonostante tutte le incertezze che ancora viviamo. In scaletta ci saranno sia i vecchi successi che i brani tratti dal nuovo album. Nuovi video e anche una new entry nella band!


Tutte le informazioni sul sito www.teatrocolosseo.it e sui profili social del Teatro.

Più di quaranta artisti a descrivere il mondo fiabesco degli “Animali straordinari”

La mostra sino al 10 aprile nell’ex Chiesa di Santa Croce ad Avigliana

 

“Animali straordinari” s’intitola la mostra che Luigi Castagna e Giuliana Cusino – con la collaborazione di Donatella Avanzo, Albino Arnodo e Serena Zanardo – hanno organizzato per l’associazione “Arte per Voi” nella suggestiva ex Chiesa di Santa Croce, nella piazza Conte Rosso, in pieno centro storico (sino a domenica 10 aprile, orario di apertura sabato e domenica dalle 15 alle 19, catalogo in mostra). Un totale di 44 artisti ad esporre una novantina di opere, a inventare creature fantastiche o a rappresentare animali del nostro quotidiano.

Donatella Avanzo, sempre prezioso deus ex machina, tra archeologia e arte e letteratura, ricorda presentando la mostra esempi di scrittori dell’antichità che spingevano a pietà e giustizia nei confronti degli animali, condannando i sacrifici cruenti e l’uso della carne come sostentamento, e cita altresì lo scavo compiuto alcuni anni fa, nel porto di Berenice sul mar Rosso, in cui venne riportato alla luce un cimitero di animali domestici, circa seicento, ognuno di essi deposto “nel proprio piccolo sarcofago, spesso ricoperti con tessuti oppure agghindati con collane di perline di pietra, vetro, maiolica, conchiglie”; in questo viaggio fantasioso o realistico di miti, racconti e fiabe, fa ancora riferimento all’”Asino d’oro” di Apuleio (secondo secolo d.C.), romanzo di riti magici e trasformazioni, di avventure e di racconti nel racconto, cui attinsero nei secoli da Boccaccio a Cervantes, da Shakespeare a Keats al nostro Collodi. Guarda alla mostra con occhi di studiosa e di appassionata; le si affianca Giuliana Cusino: “Draghi e galli magici, sirene e mostri marini, uccelli fantastici e folletti, messaggeri degli dei: animali singolari, eccezionali, sbalorditivi, insoliti, sorprendenti popolano da sempre il nostro mondo ed altrettanti, nel corso dei millenni, sono stati creati dalla fervida fantasia degli uomini, alcuni spaventosi e malvagi, altri magici e benevoli, altri ancora dotati di poteri sovrumani”.

Dipinti, sculture e ceramiche occupano i due piani della chiesa, validi esempi di questa mostra originale, le radici ben affondate in un tempo antico e nella sperimentazione dell’oggi. Dalla mostruosità della tartaruga umanizzata, simbolo di longevità e saggezza, di Luisella Bardella alla civetta di Ines Daniela Bertolino, sguardo indagatore, poggiante sulla spalla di Minerva nel buio della notte, dal telero di Olimpia Blasi posto alle spalle dell’antico quanto danneggiato altare maggiore (quando la Sovrintentendenza darà il permesso per il suo completo abbattimento?) alla “Creazione del lepriolo”, una creatura magica che è l’unione di lepre e capriolo, dovuta allo sguardo fiabesco di Raffaella Brusaglino, dalle avventure di Pinocchio rivisitate da Luisella Cottino ai sempre eleganti animali “scolpiti” da Giuliana Cusino nelle sue ceramiche raku. Dai cavalli bianchissimi, calati da un altro mondo, perfetto e lontano, di Rocco Forgione alle costruzioni di Giancarlo Laurenti, che assembla legni di fiume ad altri materiali, in un panorama d’animali del tutto inaspettato, dalla Medusa caravaggesca di Francesco Marinaro rivista con occhi moderni ai fantasiosi unicorni draghi e sirene concepiti da Guglielmo Marthyn, dal cigno di Elena Monaco ai vari “monstrum” dell’iraniano Arvin Nik Jamal al “Gorilla Sapiens” di Vinicio Perugia, esplicita inversione di ruoli tra il Gorilla e l’Ominide di montagna. Dal gallo narratore di Sergio Saccomandi al mostro lacustre, esempio di criptozoologia non ancora perfettamente decifrato, di Mara Tonso all’ippogrifo di Massimo Voghera pronto a portare Astolfo sulla luna e a immergerci con gusto intelligente nel mondo ariostesco.

 

Elio Rabbione

 

Nelle immagini: Luisella Bardella, “La gaia ferita”, tecnica mista; Ines Daniela Bertolino, “La civetta di Athena”, acrilico su tela; Raffaella Brusaglino, “Creazione del lepriolo”, tecnica mista, olio, foglia di metallo, filo su tela; Rocco Forgione, “I lancieri”, olio su tela; Sergio Saccomandi, “Cantastorie”, acrilico su tela

L’”Assassinio” (sbagliato) firmato da Kenneth Branagh

Sugli schermi riproposto per la seconda volta il romanzo di Agatha Christie

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

All’inizio, in un antico quanto eccellente bianco e nero, nell’ottobre del ’17, scoppi e proiettili, barelle e feriti, la macchina da presa che corre tra le trincee e ti pare di essere capitato per sbaglio all’interno di “1917” di Sam Mandes; poi il giovane soldato Hercule Poirot che tenta di mettere in salvo il suo capitano, una trappola esplosiva che al contrario lo fa secco e coinvolge pure il futuro detective, deturpandogli il viso.

Ecco come veniamo a sapere degli ampi baffi che gli ricopriranno come un ricamo in avvenire la parte inferiore del viso, ecco come ci appare il lato sentimentale del medesimo (tutto per dirci che i sentimenti dell’eterno raisonneur verranno coinvolti nella prossima inchiesta) che vede morire la giovane infermiera che s’è presa cura di lui. Fine del preambolo (inutile). Poi, nella bellissima fotografia a colori di Haris Zambarloukos, siamo catapultati vent’anni dopo, nel vero e proprio “Assassinio sul Nilo”, dove già s’intrecciano i destini del bello e squattrinato Simon Doyle innamoratissimo di Jacqueline de Bellefort la quale si dà la zappa sui piedi quando gli presenta la sua migliore amica, la straricca ereditiera Linnet Ridgeway, da sempre abituata a far suo quel che desidera: manco a dirlo, i due dopo sei settimane saranno già convolati a più (per loro) o meno (per la tradita) giuste nozze, con tanto di viaggio di nozze sul Nilo, con amici e parenti, tra fiumi di champagne, un po’ appartata Jacqueline, lì a rodersi e a meditar vendetta, imbucata come la Discordia alla cena dell’Olimpo.

Fin qui parrebbe tutto bene. Ma Dame Agatha Christie non saprà mai che cosa le ha combinato il bieco sceneggiatore Michael Green – già collaboratore dell’interprete e regista Kenneth Branagh nel precedente “Assassinio sull’Orient Express”: gran successo con i trecentocinquanta milioni che s’è portato a casa, traguardo certo non più raggiungibile, sia per i tempi grami in cui viviamo sia per la débâcle del prodotto, manco fosse un soufflé sgonfio – sconvolgendo e pasticciando il suo matematico romanzo. Non è che ci scandalizziamo (fino a un certo punto però: c’è una storia, perché non seguirla, non certo freddamente ma neppure prendendosi certe troppo spudorate libertà) se i due ribaldi accomunano tempi e luoghi, se mandano a quel paese personaggi per inventarne altri di sana pianta, se in obbedienza alle leggi hollywoodiane di oggi inventano personaggi di colore o mutano un semplice rapporto di datrice di lavoro e infermiera in una liaison di sapore lesbico da sempre taciuta, se il pacifico detective ci è mostrato mentre insegue e tenta di far fuori l’assassino con un’accetta. Veri birbaccioni, ma forse ancora perdonabili. Ma che direbbe se la terza vittima è un’altra rispetto a quello che lei, dame Christie, ha inserito per il lavorio delle piccole cellule grigie del suo detective? Se quel perfetto ingranaggio da lei scritto, con la narrazione che si srotola pagina dopo pagina e sempre più t’appassiona, con i personaggi che prendono corpo e s’impongono e sfuggono e si portano appresso sospetti, con le argomentazioni finali preziose come un intarsio, se quell’ingranaggio prendesse altre strade o diventasse anche motivo di noia, che direbbe dame Christie? I fatti narrati s’avvicendano l’uno dopo l’altro, senza mostrare decisive emozioni, senza un ritmo che le trascini, e la razionalità di Poirot pare non poche volte passare in secondo piano. Branagh si rifugia nella ricercatezza delle inquadrature, che hanno tuttavia il sapore del “guarda un po’ che cosa so combinarti io adesso”. Un po’ poco.

Un neo, e non da poco, le tante facce sconosciute che circolano attraverso il film, a cui oltretutto è sufficiente di mostrarsi in un modo molto anonimo. Anche Branagh non sa che pesce prendere con il suo Poirot, è debole. Pensate all’edizione del 1978, diretta da John Guillermin, con un impareggiabile Peter Ustinov al timone: c’erano Bette Davis, David Niven, Maggie  Smith, Angela Lansbury e Mia Farrow, solo per citarne alcuni, tutto un altro divertirsi. Grossa delusione per la giallista più amata al mondo. Aspettiamo Branagh con il suo “Belfast” che esce in settimana, già vincitore ai Golden Globe per la miglior sceneggiatura (la scrittura è tutta sua) e che con le sue sette candidature agli Oscar lo lascia ben sperare. E sarebbe un buon modo per farci scordare il brutto, imbarazzante passo falso.