Il libro sarà presentato mercoledì 24 maggio presso l’Ibrida Bottega in via Romani 0
Mercoledì 24 maggio, alle 18, presso l’Ibrida Bottega in via Romani 0, verrà presentato il libro di Paolo Chicco dal titolo “Parrini, santi e miracula”. Con l’autore dialogheranno Ottavia Giustetti, giornalista di Repubblica, e gli attori Palma della Rocca e Piermario Prandi ne leggeranno dei brani.
Per la festa patronale il parrino organizzava il solito giro ma l’ impupata di San Bartolo scritturava ragazzi e ragazze più grandi per affidare a braccia sicure l’antico quadro del Santo patrono, staccato per l’occasione dall’altare della chiesa Vecchia e fatto girare di casa in casa.
Questa volta il carico lo calava San Bartolo in persona. Gli isolani sentivano battere alla porta e si ritrovavano faccia a faccia con il Santo, quello a cui per tutto l’anno avevano chiesto grazie e favori per faccende più o meno gravi.
Lo sguardo del patrono, lanciato dagli occhi martirizzati, penetrava nella coscienza dei fedeli chiedendo loro conto e ragione delle grazie richieste e della protezione ricevuta.
Sono i personaggi dell’isola, con i loro caratteri e le loro disavventure, a formare gli ingredienti fondamentali e naturali del romanzo, capaci di combinarsi, a metà tra sacro e profano, nella commedia umana recitata su di un palcoscenico di eccezione, l’isola di Filicudi.
Paolo Chicco, nato a Torino nel 1951 e penalista, a partire dalla fine degli anni Settanta ha diretto una radio libera, fondando poi la rivista “La pallacorda”.
Nel 2012 ha pubblicato un testo intitolato “La maledizione di Mezzapica”, sei racconti ambientati a Filicudi e tradotti in diverse lingue.
Nella stessa collana di narrativa “Settevoci” pubblica nel 2016 “Le mura di Tramontana”, che gli ha valso il Premio Città di Cuneo e Chambery. Nel 2017 pubblica “Strabismo di Venere” e nel 2021 “Mavaria”.
MARA MARTELLOTTA


Con la chiusura, il 7 maggio scorso, dei “Teatri della Memoria”, la retrospettiva (oltre 50 opere, una decina mai esposte) dedicata a Mario Lattes (Torino, 1923 – 2001), con la curatela dell’incisore Vincenzo Gatti, proseguiranno con il prossimo autunno i nuovi appuntamenti messi in pista dalla “Fondazione Bottari Lattes” – nata nel 2009 a Monforte d’Alba per volontà della moglie Caterina Bottari Lattes, -atti a celebrare il “Centenario” della nascita del grande artista torinese, che fu anche indimenticato editore e scrittore, nonché promotore culturale ed intellettuale fra i più singolari del Novecento italiano. Partito sicuramente con il piede giusto, il primo capitolo delle celebrazioni ha fatto registrare alla “Venaria” un notevole successo di pubblico che, nella ricca rassegna espositiva, ha potuto approfondire l’attività artistica di Lattes, pittore ma anche “maestro” dì incisione, per lui “frontiera estrema, senza ritorno – come si è scritto – e senza colore, per celebrare il definitivo elogio dell’ombra”. Solo nelle ultime settimane, alla “Reggia di Venaria” sono stati 22.000 gli ingressi registrati a Pasqua , quasi 26.200 per la “Festa della Liberazione” e poco meno di 11.000 nel ponte del 1° maggio: tra questi, numerosi visitatori si sono soffermati nella Sezione Accademia delle “Sale delle Arti” per visitare la mostra “Teatri della memoria”. E per la ricorrenza, è stato anche pubblicato un volume monografico edito da “Silvana Editoriale” e a cura di Vincenzo Gatti, con Alice Pierobon. Il testo offre una retrospettiva sull’intera produzione artistica di Lattes, di cui la mostra ha presentato una significativa selezione ed è introdotto da un saggio critico a firma di Claudio Strinati.
Nel 2023 si celebrano anche i 130 anni della “Casa editrice Lattes”, realtà storica torinese che, dalla fondazione nel 1893 (da parte del nonno di Mario, Simone Lattes) a oggi, ha accompagnato e formato con i propri testi scolastici intere generazioni di studenti italiani.


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