FEBBRAIO
Torna puntuale l’appuntamento con le recensioni dei lettori del gruppo FB Un Libro Tira L’Altro Ovvero Il Passaparola Dei Libri:

nel mese di febbraio abbiamo discusso soprattutto del nuovo romanzo di Rossella Postorino Mi Limitavo Ad Amare Te, che ripercorre le dolorose vicende di un gruppo di orfani sullo sfondo della guerra dei Balcani; al secondo posto di questa speciale classifica troviamo Caminito, di Maurizio De Giovanni, molto apprezzato dagli amanti dei gialli; al terzo posto ci fa piacere notare l’apprezzamento dei lettori per l’opera dell’esordiente Marina Manco, autrice di Alleria.
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Incontri con gli autori
In collaborazione con la redazione del sito novitainlibreria.it questo mese potete leggere le interviste a Luigi Lamberti (BookaBook 2023), autore de Il Pianto Del Fuoco, Lisa Brondi l’autrice del thriller romantico Agente AY203 (EBS Print, 2022) e Federica Antonini in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo, L’Educazione Artistica (Scatole Parlanti, 2022).
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Per febbraio è tutto: vi ricordiamo che se volete partecipare ai nostri confronti, potete venire a trovarci su FB e se volete rimanere aggiornati sulle novità in libreria e gli eventi legati al mondo dei libri e della lettura, visitate il nostro sito ufficiale all’indirizzo www.unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it
Buone letture!
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Prima di arrivare agli sviluppi ultimi dell’operazione, risulta estremamente interessante l’ascolto della ricca narrazione da parte di Annamaria Bava, forse la persona che più da vicino ha seguito le tante vicende che interessano le due opere, dell’excursus che inevitabilmente abbraccia in esclusiva “Il suonatore” e abbandona alla piena solitudine artistica il “Concerto”, velocemente scomparso ad ogni conoscenza. Quindi è bene ricordare come “Il suonatore”, giunto a Torino nel 1635 – forse complice un veloce passaggio o una più lunga permanenza in città già una quindicina di anni prima dello stesso Gramatica – tra le diciassette opere volute dai Savoia per le proprie raccolte e passato quindi al patrimonio di Tancredi e Giulia Falletti di Barolo e, alla morte di lei (1864), donato dalla famiglia alla Sabauda, sia stato sino al 1928 attribuito al Caravaggio e che soltanto in quell’anno Roberto Longhi gli abbia ridato l’esatta paternità. Dando poi per buono il riconoscimento di una tiorba per lo strumento nelle mani del musico, allora si identificherebbe in Cesare Marotta il protagonista, pugliese d’origine e coniugato con quella Ippolita Recupito che ci guarda dal “Concerto” e che all’epoca fu una delle voci più apprezzate dalle corti, Mantova Roma Ferrara, dal 1603 stipendiata da Dal Monte. Se al contrario si prestasse voce a quella corrente di esperti che vede nello strumento la rappresentazione di un arciliuto (di una cordatura doppia e di un registro più acuto), allora il protagonista diverrebbe Vincenzo Pinti, conosciuto come il “cavaliere del liuto”. 

I nomi dei finalisti sono:














