CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 340

Stella Bolaffi Benuzzi: Il Penny Black e altri racconti marinareschi

Sabato 21 settembre alle ore 17,30 nell’Auditorium “ Baldassarre “della Biblioteca Civica “Deaglio “ di Alassio (piazza Airaldi e Durante, 7)

Il prof. Pier Franco Quaglieni, il dr. Roberto Pirino ed il gen. Franco Odello che coordinera’ l’incontro, presenteranno il libro della nota scrittrice torinese Stella Bolaffi Benuzzi “Il Penny Black e altri racconti marinareschi. Storie e ricordi di avventure in barca a vela”, Salomone Belforte Editore, Livorno. Interverrà il vice Sindaco di Alassio Angelo Galtieri. L’autrice, con la sua consueta verve, offre al lettore, anche a quello non esperto di navigazione a vela, una nostalgica traversata di un’epoca, vissuta da lei e dalla sua famiglia, sulla loro prima barca dedicata al “Penny Black”, il primo francobollo emesso al mondo, non a caso vista la professione di filatelico noto in tutto il mondo del padre Alberto Bolaffi comandante di un una divisione alpina durante la Guerra di Liberazione intitolata alla figlia Stella.

Fondazione Amendola, le iniziative culturali

Diverse novità contraddistinguono questa fine estate inizio autunno della Fondazione Amendola.

Giovedì 19 settembre, alle 10.30 , nella sede di via Tollegno 52 a Torino, inaugurerà la mappatura 3D del Telero “Lucania 61”, monumentale opera pittorica di Carlo Levi, che sarà accessibile e fruibile anche alle persone non vedenti e ipovedenti. Saranno presenti la vicesindaco della Città di Torino Michela Favaro, i professori Virginio Cantoni, Giovanni Caserta e Pino Mantovani, e i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Privi della Vista e Ipovedenti e della UICI, Unione italiana ciechi e ipovedenti sezione di Torino.

Nell’ambito del progetto ‘Fiumi di culture. Affluenze-influenze- Confluenze’, rivolto a promuovere il dialogo interculturale con le comunità asiatiche e nord africane di Torino venerdì 20 settembre alle ore 18 si terrà l’evento inaugurale dal titolo “Fiumi diversi. Fiumi di versi”, nel cortile del Polo del Novecento in piazzetta Antonicelli; sabato 21 settembre alle ore 19 momenti di musica, danza e gastronomia mediorientali e orientali con “Estemporanea”, presso la Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi, in lungo Dora Pietro Colletta 39/A.

Martedì 24 settembre, alle 18, spettacolo di canti “La storia della via Baul” presso il MAO, Museo di Arte Orientale, in via San Domenico 11.

Il progetto “Fiumi di culture. Affluenze, influenze, confluenze” promuove il dialogo interculturale nella città di Torino, con le comunità asiatiche e nordafricane di nuovi residenti, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione del patrimonio multiculturale, con un approccio partecipativo da parte della cittadinanza.

L’iniziativa progettuale prevede le seguenti attività: mappatura delle organizzazioni formali e informali delle comunità asiatiche e nord africane di nuovi residenti a Torino e coinvolgimento dei loro referenti in tavoli di programmazione di attività culturali; organizzazione di iniziative culturali per favorire la conoscenza reciproca dei saperi, tradizioni, rituali e specificità culturali delle comunità coinvolte. Infine percorso di rafforzamento delle competenze per le organizzazioni di comunità e i gruppi informali di giovani di seconde e terze generazioni.

Fiumi di culture-Affluenze- Influenze- Confluenze è il progetto vincitore dell’avviso pubblico “Torino che cultura” finanziato con fondi PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021/2027 sostegno all’economia urbana nel settore della cultura e ha come capofila Vol.To ETS Centro Servizi per il Volontariato, in collaborazione con i partner Associazione Mio MAO, Fondazione Salvemini, Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi, Fondazione Giorgio Amendola e associazione culturale Vera Nocentini.

L’evento inaugurale di venerdì 20 settembre “ Fiumi diversi. Fiumi di versi” , ospitato nel cortile del Polo del ‘900, è l’occasione per la presentazione del partenariato e delle azioni di progetto, ma anche per una performance poetica e musicale collettiva, animata dal gruppo Marmellata Jam, che unisce note e linguaggi confluiti da ogni parte del mondo. È previsto un rinfresco.

Sabato 21 settembre alle 19 presso la Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi si terrà Estemporanea, un’esperienza immersiva nelle culture orientali e mediorientali attraverso la musica, la danza e la gastronomia. Il progetto musicale è a cura di Saharaswati music.

Martedì 24 settembre alle ore 18 presso il MAO, Museo di Arte Orientale, si terrà uno spettacolo con protagonista Parvathy Baul, custode, interprete e insegnante della tradizione Baul del Bengala, i cui canti sono riconosciuti dall’Unesco come “capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Parvathy presenterà il percorso Baul accompagnato da immagini proiettate e canti dal vivo.

 

Mara Martellotta

Gallerie aperte con Ouverture di Tag

Giovedì 19 settembre ritorna l’appuntamento con Ouverture di Tag, mostra diffusa sul territorio cittadino attraverso l’inaugurazione contemporanea di rassegne e mostre allestite in 15 delle 17 gallerie d’arte associate a Tag, Torino Art Galleries.

Le gallerie saranno straordinariamente aperte dalle 16 alle 23. Settembre mese della riapertura, sostiene la presidente di Tag Elisabetta Chiono, è un momento di estrema importanza per le mostre che vengono proposte dalle gallerie e per ilcoinvolgimento sia del pubblico sia dei collezionisti. L’apertura estesa in orario serale consentirà di visitare, a ingresso gratuito, più mostre nella stessa giornata.

Tante le proposte da parte delle gallerie consociate in Tag. La Giorgio Persano ospita una collettiva di artisti della galleria al piano nobile e tre nuove opere pittoriche di Luisa Rabbia nel giardino interno di palazzo Scaglia di Verrua. Alla galleria Umberto Benappi è  esposta la personale di Vick Muniz, la mostra di Gilberto Zorio alla Tucci Russo e alla galleria Roccatreemergono le opere di Marco Gastini e Luigi Mainolfi, la Riccardo Costantini Contemporary ha in esposizione un nuovo progetto artistico dal titolo “Altre voci, altre stanze” di Ferdi Giardini.

Mara Martellotta

Artissima, una mostra diffusa: oltre l’Oval al Museo di scienze naturali e al Principi di Piemonte

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Si intitolerà  ‘The era of Daydreaming’ la fiera internazionale di arte contemporanea più importante d’Italia, Artissima, edizione 31, per il terzo anno consecutivo alla guida di Luigi Fassi. Si svolgerà dal primo al 3 novembre, con mostre non solo all’Oval,anche al Museo di Scienze Naturali e al Principi di Piemonte.

Negli oltre 20 mila metri quadrati dell’Oval del Lingotto chiamerà in rassegna ben 189 gallerie provenienti da 34 Paesi di quattro continenti.  Il 54 per cento degli espositori  saranno stranieri.

Molti degli espositori provengono dal Sud America e dall’Est Europa e ben 37 saranno per la prima volta ad Artissima, che conferma il suo ruolo di incubatore e la sua attività  di scouting.

Confermate le quattro sezioni, la Main Section, con 109 partecipanti da tutto il mondo, Monologue/Dialoghi, comprendente 38 gallerie di cui undici italiane, Art Spaces & Editions, che comprendono edizioni e multipli di artisti, e la sezione New Entries, che quest’anno vedrà  15 gallerie alla loro prima partecipazione assoluta in una fiera. Poi saranno presenti tre sezioni che sono un’altra eccezione di Artissima, perché curate da curatori di livello internazionale: “Present Future”, dedicata a talenti emergenti, “Back to the future” per progetti monografici di grandi pionieri dell’arte contemporanea, e “Disegni”, dedicati soltanto a questo mezzo espressivo.

Main partner di Artissima anche questa volta è Intesa Sanpaolo  con le Gallerie d’Italia che realizzeranno il progetto “The underground Cinema”, curato da Irene Calderoli nella sala immersiva del museo di piazza San Carlo, e che proseguiranno il dialogo con Artissima anche all’Oval. Qui verrà presentato un nucleo di opere fotografiche di Olivo Barbieri, che anticiperà la mostra in programma alle Gallerie d’Italia nell’ambito della rassegna ‘La grande fotografia italiana’.

Quest’anno Artissima si apre ancora di più alla città, con progetti specifici quali quello del Museo Regionale di Scienze Naturali,che accoglierà nei suoi spazi “Objects in Mirror Might Be CloserThan They Appear”, un’installazione video di Julian Charrière e Julius von Bismark.

Sarà presente la nuova installazione luminosa promossa dalla Consulta di Torino e Unione Industriali nel circuito di Luci d’Artista e un progetto espositivo dal titolo “Afasia 1” allUnionel Principe di Piemonte.

Artissima è  anche sinonimo di premi. Quest’anno saranno undici, compreso un nuovo premio Orlane per l’Arte, oltre al fondo acquisizioni di opere destinate a Gam e Castello di Rivoli, cheproverranno dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea, il cui budget aumenterà fino a 280 mila euro.

MARA MARTELLOTTA

“Ci vorrà molto per trascinarmi via da te”

MUSIC TALES LA RUBRICA MUSICALE

Ci vorrà molto per trascinarmi via da te

Non c’è niente che cento o più uomini potrebbero fare

Benedico le piogge laggiù in Africa

Ci vorrà un po’di tempo per fare le cose che non abbiamo mai fatto

I cani selvatici ululano nella notte

Mentre crescono irrequieti desiderando qualche solitaria compagnia

So che devo fare ciò che è giusto

Sicuro come il Kilimangiaro si eleva come l’Olimpo sopra il Serengeti

Cerco di curare ciò che c’è nel profondo, spaventato da ciò che sono diventato”

Sono certa che se dico “Toto” tutti voi sappiate di chi parlo; ma potrebbe esserci qualcuno che ha sentito Africa ma magari sa poco della band che l’ha portata alle classifiche mondiali.

I Toto sono un gruppo musicale rock statunitense formatosi a Los Angeles nel 1976, famosi per uno stile musicale che combina elementi provenienti dalla musica rock, in particolare progressive rock, hard rock, con pop, soul, funk, R&B e jazz, che li rende apprezzati da un pubblico molto variegato. Durante la loro carriera hanno pubblicato, ad oggi, quattordici album in studio, otto dal vivo, una colonna sonora di film (Dune del 1984), diverse raccolte di successi e venduto più di 40 milioni di dischi.

Forse non tutti sanno che la scelta del nome della band deriva dal batterista Jeff Porcaro, che al momento della registrazione delle prime demo aveva appena visto il film Il mago di Oz, in cui il cane di Dorothy, la protagonista del film, si chiama “Toto”. Toto, dunque, venne utilizzato da Jeff Porcaro per personalizzare le prime cassette-demo registrate in studio. Solo successivamente il nome divenne definitivo: fu David Hungate, bassista del complesso, a far notare che in Latino la parola toto significa “totale”, “che comprende tutto”. Toto venne così ritenuto il nome ideale per identificare il repertorio musicale della band che nella sua carriera avrebbe abbracciato a 360 gradi tutti i generi.

Il singolo Africa dei Toto, rilasciato il 10 maggio 1982 in Europa e qualche mese più tardi, il 30 ottobre 1982, negli Stati Uniti d’America, è diventato nel tempo un brano conosciuto in tutto il mondo e amato da milioni di persone.

Appartenente all’album “Toto IV” e scritta nel 1981 da David Paich e Jeff Porcaro, Africa ha conquistato il cuore del pubblico e ha raggiunto la vetta della classifica Billboard Hot 100 negli Stati Uniti.

Nel video musicale, diretto da Steve Barron, la band si trova all’interno di una biblioteca, mentre vengono mostrati spaccati della cultura africana.

La canzone è stata utilizzata innumerevoli volte in film e serie televisive, ma ci furono polemiche quando la CBS la utilizzò durante la copertura televisiva del funerale dell’ex presidente sudafricano, Nelson Mandela.

Nonostante questa controversia, Africa continua a rimanere un brano emozionante e coinvolgente riguardo al Continente africano e ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica.

L’aria, in Africa, ha un significato ignoto in Europa: piena di apparizioni e miraggi, è, in un certo senso, il vero palcoscenico di ogni evento.”

Karen Blixen

Adoro la versione di questa ragazza… spero piaccia anche a voi

CHIARA DE CARLO

https://www.youtube.com/watch?v=0xLvn5wU68o

Chiara vi segnala i prossimi eventi …mancare sarebbe un sacrilegio!

scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!

Comitato DOC a Casale tra storia e futuro

Festa del Vino del Monferrato al castello
                                                                                                                                                        DOMENICA 22 SETTEMBRE

Al mattino con inizio alle 10,30 in sala Marescalchi nel Castello di Casale Monferrato gli archivisti Wanda Gallo e Francesco Benatti presenteranno documenti e fotografie degli archivi del Comitato DOC, quelli del Circolo Ottavi, del Fondo Paolo Desana e del Fondo Arturo Marescalchi,  preziosissimi ed assolutamente unici nel loro genere.

 

Alla sera con inizio alle ore 21.00 nella Manica lunga Giorgio Milani presenterà con Monica Massa e Massimiliano Limonetti l’Intervista Impossibile a Federico Martinotti.

Chieri, qui abitò Carlo VIII

Lo ospitò per alcuni giorni la nobile famiglia chierese dei Solaro, nel loro palazzo in via Vittorio Emanuele II angolo via della Pace. Carlo VIII, re di Francia, fu accolto con tutti gli onori e con una grande festa alla porta del Vajro, l’attuale Porta Torino, seguito da soldati, nobili e vescovi. Un soggiorno da re a Palazzo Solaro. Era il 5 settembre 1494. A dargli il benvenuto mercanti, banchieri, religiosi, artisti e poeti tra i quali Leonetta Tana, la bella figlia del nobile chierese Bartolomeo Tana che gli dedicò alcuni versi in francese…“o re cristianissimo, risorta gloria di Carlo Magno, noi supplichiamo la potenza divina…”. Attraversata la via Maestra il sovrano francese, che aveva solo 24 anni, entrò nel palazzo di Giovanni Solaro, il più lussuoso edificio della città mentre i vescovi furono ospiti del convento di San Domenico, nei pressi di Casa Solaro che nella prima metà del Settecento diventerà la sede del Ghetto ebraico. Il Re fece tappa a Chieri, che faceva parte del Ducato di Savoia, per ottenere prestiti dai ricchi banchieri locali a sostegno della sua spedizione militare nella penisola mirata alla conquista del Regno di Napoli. Il Re di Francia soggiornò in città per quattro giorni e furono anche giornate scandite da frequenti incontri amorosi con le donne chieresi nonostante il sovrano fosse brutto, molto piccolo e balbuziente. Quando tornò a Chieri l’anno successivo scrisse ben 25 lettere su temi politici. Ma la fortuna non l’aiutò, anzi, la sconfitta militare del Re fu un brutto colpo anche per Chieri. Il sovrano non poté restituire i fondi ricevuti in prestito gettando Chieri e gli stessi Solaro in una grave crisi finanziaria. Il 9 settembre del 1494 le truppe francesi lasciarono Chieri dirette ad Asti lasciando nella città alle porte di Torino le tracce del passaggio del monarca. Sulla facciata di Palazzo Solaro in via Vittorio Emanuele II angolo via della Pace una lapide murata in marmo bianco ricorda l’evento. Si vede la corona reale dei Valois con i tre gigli di Francia e un’iscrizione in lingua provenzale con  caratteri gotici in cui si legge “in questa casa ha dimorato Carlo, re dei Galli”.
La prima parte del Cinquecento fu uno dei periodi più tormentati nella storia del Ducato Sabaudo e il Piemonte fu teatro di scontri continui tra le due potenze dominanti dell’epoca, la Francia e l’impero spagnolo e Chieri si trovò più volte coinvolta negli eventi bellici. La divisione della penisola in ducati, repubbliche e regni scatenò ben presto il desiderio di espansione dei sovrani europei tra i quali, appunto, Carlo VIII che nel 1494 scese in Italia per tentare di occupare il Regno di Napoli sulla base di una pretesa dinastica. Il sovrano arrivò a Torino il 5 settembre ospite della reggente Bianca di Savoia che proclamò la neutralità del Ducato di Savoia pur concedendo il passaggio ai soldati francesi. Da Torino Carlo VIII cavalcò a Chieri e qui si fermò alcuni giorni. Prima di puntare ad Asti fece una capatina a Vezzolano. Secondo le cronache del tempo pare che non solo sia entrato nella storica Abbazia ma abbia pranzato nel refettorio insieme ai frati di Santa Maria. Carlo VIII è rappresentato nel trittico sull’altare dell’abbazia, inginocchiato, con i gigli di Francia sull’abito regale. Vicino a lui, la Madonna in trono e Sant’Agostino. Quattro anni dopo, a soli 28 anni, Carlo VIII morì per un banale incidente nel castello di Amboise. Batté la testa contro l’architrave in pietra di una porta mentre passava a cavallo nel parco.
Un bel libro per conoscere ogni particolare sul soggiorno del re francese a Chieri è quello scritto da Pier Paolo Falcone dal titolo “Un Re di Francia a Chieri, Carlo VIII” del quale però si trovano solo tre copie, nella biblioteca civica di Chieri, nell’Archivio di Stato a Torino e presso l’associazione culturale chierese Carreum Potentia.
                                                                                                 Filippo Re
Due fotografie di Palazzo Solaro a Chieri + la lapide in marmo che ricorda il soggiorno di Carlo VIII in città

‘Manon Manon Manon’, un viaggio affascinante per la prima volta al Regio

‘Manon Manon Manon’ rappresenta un viaggio affascinante che, per la prima volta in Italia, il teatro Regio di Torino propone dal 1 al 29 ottobre 2024. Si tratta di una lunga soggettiva dedicata  a Manon Lescaut, giovane protagonista del romanzo dell’abate Prévost che, a partire dal suo successo settecentesco, ha ispirato ben tre compositori: Daniel Auber, che ha dato vita a Manon Lescaut nel 1856, Jules Massenet, che compose la sua Manon nel 1884 e Giacomo Puccini che ne scrisse nel 1893. Si tratta di tre opere autonome ma complementari, con tre direttori d’orchestra, tre interpreti per una protagonista unica, tre diversi cast per una trilogia che si compone di tre nuovi allestimenti e ventuno recite in un mese, una vera e propria sfida artistica e produttiva capace di mettere in luce la forza del teatro Regio.

Punto di partenza e centro di questo progetto è  Giacomo Puccini, di cui quest’anno cade il centenario della morte e che presentò Manon Lescaut proprio al teatro Regio il 1 febbraio 1893. Puccini è  per il teatro Regio un autore fondamentale,  visto che scelse il teatro subalpino per due prime assolute e il sovrintendente del teatro Regio, Mathieu Jouvin e il suo direttore artistico Cristiano Sandri hanno presentato ben sette titoli, per riservare uno spazio speciale alla Manon all’inizio della stagione 2024/2025.

Deus ex machina è il regista Arnaud Bernard, cui è stata affidata la messinscena dei tre spettacoli e che ha scelto di raccontarli sotto la lente di ingrandimento del cinema, attraverso tre epoche iconiche della cinematografia francese, così strettamente legata a Torino “città del cinema”.

“Queste tre opere danno vita – spiega Mathieu Jouvin – a un unico personaggio di incredibile fascino, che risulta scolpito sotto tre punti di vista. Benché composte nell’arco di appena quaranta anni tra il 1856 e il 1893, rappresentano l’evoluzione del gusto musicale di tre secoli, dal Settecento al Novecento. Auber  guarda al belcanto, Massenet rappresenta in pieno il linguaggio dell’Ottocento francese, mentre Puccini si proietta verso la modernità,  anticipando sensibilità musicali del XX secolo.Un’occasione unica e affascinante che, per me, ha il sapore di una degustazione di vini. Come ogni annata, ogni terreno, ogni vignetomettono in luce le caratteristiche di uno stesso vitigno, così ogni allestimento saprà esaltare le differenze di un’unica protagonista, a volte frivola, a volte torturata, a volte ribelle. Il teatro sarà  aperto ogni giorno e il pubblico, turisti compresi, potranno assistere ogni sera a un titolo diverso, scegliendo le date del mese di ottobre. Manon Manon Manon sarà al centro dell’interesse europeo, perché il teatro Regio ospiterà dal 24 al 26 ottobre 2024 la Conferenza d’Autunno di Opera Europa, principale organizzazione europea che riunisce teatri e festival lirici di oltre 44 Paesi”.

Pubblicato per la prima volta nel 1731 come Histoire du Chevalierde Grieux et de Manon Lescaut, ultimo capitolo dell’ampia opera di Antoine Francois Prévost ‘Mémoires et aventure d’un hommede qualité’, il romanzo narra dell’amore travagliato tra un giovane studente divenuto cavaliere, Des Grieux, e l’affascinante e volubile Manon Lescaut.

Punto di partenza del regista Arnaud Bernard è  la domanda “Chi sono le tre Manon?” la Manon di Prévost è  piuttosto avventurosa, ma anche una donna libera che scopre solo tardi il vero amore. La Manon di Auber è un uccello in trappola, quella di Massenet una donna alla ricerca di sé stessa, per Puccini una donna libera e ribelle. È l’unione di tutte le Manon a fare Manon, rappresentare le tre Manon è il punto centrale di questa impresa colossale. Le tre opere sono autonome e si reggono nella loro indipendenza, ma sono le differenze a alimentarsi a vicenda. Di qui l’idea di pensare a Manon come ‘Manon Manon Manon’, uno spettacolo in tre serate con un fil rouge che le accomuna, il cinema  o meglio tre epoche simbolo del cinema francese.

Per Puccini il punto di vista sarà quello del realismo poetico del cinema francese degli anni Trenta, quello de Il porto delle nebbie, di Amanti perduti e l’Angelo del male, il cinema di Jean Gabin e Michèle Morgan, che romanticizza, mettendo in risalto, le questioni drammatiche. Per Massenet saranno Brigitte Bardot e la Parigi anni Sessanta, contraddistinti dall’emancipazione femminile, dal ruolo della femme fatale, anticonformista, con i suoi atteggiamenti ribelli, il lato selvaggio, l’emblema della tentazione e del peccato.

L’estetica  del cinema muto è la chiave per interpretare al meglio la Manon di Auber, la più fragile, la più delicata, la più vecchio stile delle tre Manon. È l’occasione per ricordare non solo Georges Meliès, ma anche Alice Guy, una donna oggi sconosciuta, che fu la prima regista nella storia del cinema.

“La Manon di Auber – spiega Arnaud Bernard- costituirà il legame tra il nostro progetto e Torino, la città dove è nato gran parte del cinema italiano e che ha sviluppato maggiori produzioni di fama internazionale “.

Le tre produzioni vedranno impegnati l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio, istruito dal maestro Ulisse Trabacchin.

L’inaugurazione sarà martedì 1 ottobre con Manon Lescaut di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica, Domenico Oliva e Marco Praga. In scena per sette recite fino a sabato 26 ottobre, sotto la direzione del maestro Renato Palumbo, tra i massimi esperti mondiali d’opera italiana. Nel ruolo del titolo protagonista Erika Grimaldi, Roberto Aronica in quello di Renato Des Grieux, Alessandro Luongo è  Lescaut e Carlo Lepore è Geronte di Levoir.

Nei due ruoli principali si alterneranno Maria Teresa Leva e Carlo Ventre.

Sabato 5 ottobre alle ore 19 andrà in scena Manon di Jules Massenet, su libretto di Henry Meilhac e Philippe Gille, in scena per sei recite fino a martedì 29 ottobre,  sotto la direzione del maestro Evelino Pidò, nato a Torino ma residente a Parigi, il più francese dei grandi direttori d’orchestra italiani. L’opera debuttò all’Opera Comique di Parigi nel 1884, ottenendo uno stravolgentesuccesso. Giovedì 17 ottobre alle ore 19 il Regio presenterà in prima esecuzione a Torino, Manon Lescaut di Daniel Auber su libretto di Eugene Scribe, in scena per cinque recite fino a domenica 27 ottobre, per la direzione del maestro Guillaume Tournaire, che debutta al teatro Regio.

Tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta dell’Ottocento Daniel Auber e il drammaturgo Eugène Scribe furono i veri protagonisti del teatro parigino dell’Opera Comique e il segreto del loro successo consisteva nel mettere in scena drammi in cui i protagonisti affrontavano difficoltà di gravità  crescente, abbinati a partiture leggere e melodie irresistibili.

In abbinamento alla trilogia su Manon, in collaborazione con il teatro  Regio, il Museo Nazionale del Cinema presenterà un omaggio al cinema francese venerdì 1, sabato 2 e domenica 3novembre; tra i film in programma anche Manon di Henri Georges Cluzot, Vie privée di Louis Malle, La Bete Humaine di Jean Renoir e Le Quai des brumes di Marcel Carne.

MARA MARTELLOTTA

Alla ‘Galleria D’Arte La Rocca’ di Torino la personale di Giuliano Grittini

L’inaugurazione il 19 settembre alle ore 16.00. In mostra i capolavori del Maestro in una fra le cornici più prestigiose dell’arte moderna in Italia.

In occasione di EXIBI.TO che si terrà a Torino dal 19 al 21 settembre 2024, la storica e rinomataGalleria D’Arte La Roccapresenta “Réclame”, personale di Giuliano Grittini.

La mostra, sarà aperta dal 19 settembre, giorno dell’inaugurazione fissata negli spazi espositivi per le ore 16.00,sino al 19 ottobre 2024 tutti i giorni a esclusione del lunedì mattina con orario 10,00 – 12,30 e 16,00 – 19,30 in Via della Rocca 4. L’ingresso è libero.

“Protagoniste una settantina di opere realizzate dal celebre fotografo, artista e stampatore d’arte milanese.Rèclame è un viaggio immersivo nell’universo visivo della pubblicità, reinterpretato con l’ironia e la sensibilità artistica che contraddistinguono l’opera di Grittini. Egli esplora il tema del consumismo e della comunicazione di massa, rivisitando le immagini che

hanno profondamente influenzato l’immaginario collettivo”, prendono a spiegare Bianca e Said, entrambi anima appassionatadella ‘Galleria La Rocca’, tra i punti di riferimento assoluti in Italia per quanto concerne le migliori firme di sempre dell’arte moderna da oltre cinquant’anni.

Per poi riprendere: “L’artista è noto al grande pubblico e alla critica per la sua continua ricerca e abilità nel manipolare ereimmaginare icone della cultura pop da Marilyn Monroe ad Alda Merini, con la quale ha avuto un profondo legame personale e professionale.Rèclame richiama immediatamente l’idea di un passato in cui la pubblicità era sinonimo di innovazione, fascino, desiderio ed i manifesti pubblicitari, realizzati dagli artisti, testimoni del loro tempo, non erano soltanto strumenti di marketing ma veri e propri artefatti culturali, capaci di plasmare stili di vita, sogni e aspirazioni”.

Ma c’è di più. “Elemento centrale di questa esposizione è la Cracker Art, una delle cifre stilistiche più originali inventata dallo stesso Grittini, con la quale egli scompone e ricompone immagini iconiche del nostro tempo attraverso l’utilizzo di elementi polimaterici e colori vivaci. Grittini utilizza la fotografia, la serigrafia, il collage, creando composizioni che sorprendono per la loro vivacità cromatica e per l’impatto visivo, elevando il linguaggio pubblicitario e i materiali comuni a forma d’arte ricca di significati stratificati che invitano alla riflessione. In Rèclame, il visitatore sarà catapultato in un mondo, dove icone del passato e del presente si mescolano in una danza di suggestioni visive. Grittini, con il suo stile inconfondibile, ci offre una riflessione sull’identità contemporanea, dove l’individualità sembra dissolversi nell’omologazione di massa, ma dove, al contempo, l’arte diventa uno strumento di riscatto e di riscoperta del sé. La mostra rappresenta un’occasione imperdibile per immergersi nell’arte di Giuliano Grittini, un artista che ha saputo trasformare l’immagine in un potente mezzo espressivo, capace di parlare al cuore e alla mente, spingendoci a guardare oltre la superficie delle cose. Rèclameè un invito a riscoprire la bellezza nascosta nel quotidiano, a riflettere sulle contraddizionidel nostro tempo e a lasciarsi sedurre dall’immaginario visivo di uno degli artisti più originali e incisivi del panorama contemporaneo, concludono i titolari della Galleria D’Arte La Rocca’.

Per informazioni, telefono 011817464, e-mailgallerialarocca@gmail.com, sito internet www.gallerialarocca.net.