Dopo successi internazionali, ‘L’Incidente’ di Garau approda trionfante nella città da cui è partito. Grande affluenza al cinema Massimo per la chiusura del Glocal Film Festival
Una folla entusiasta ha riempito la sala del Cinema Massimo ieri sera per la chiusura del Glocal Film Festival, dove è stato proiettato il film “L’Incidente” di Giuseppe Garau. Sebbene il nome del regista sia ancora poco conosciuto per molti, il suo lavoro ha attirato l’attenzione sia della critica che del pubblico internazionale.
Giuseppe Garau, un regista e produttore sassarese trapiantato a Torino da oltre vent’anni, ha catturato l’attenzione con la sua opera prima, “L’Incidente”. Questo film, un mix di arte e realismo, offre una storia drammatica narrata con una sottile ironia e una cura impressionante per l’immagine e i dettagli. Girato in pellicola 16 mm, il film omaggia il passato e le origini di Garau, mentre offre al pubblico un’esperienza cinematografica avvincente ambientata interamente nella nostra Torino.
Dopo aver ottenuto successo in festival come il Lucca Film Festival e Kiev, “L’Incidente” è stato selezionato per lo Slamdance, un festival cinematografico statunitense dedicato ai registi esordienti. Questa selezione ha confermato il talento di Garau, portandolo alla ribalta internazionale, inserendo il suo film tra i vincitori, accanto a nomi illustri come Christopher Nolan. Il film ha poi conquistato il pubblico anche al di là delle frontiere americane, ottenendo riconoscimenti anche in Canada, al Pendance 2024.
Per Garau, questo successo non è soltanto personale ma rappresenta anche un trionfo per l’intera troupe e il cast del film. Molte delle persone coinvolte nel progetto erano presenti in sala durante la proiezione al Cinema Massimo, dimostrando una forte coesione e un legame duraturo nato durante le riprese. Anche a distanza di oltre 18 mesi, il regista e il suo team rimangono uniti attraverso un gruppo WhatsApp, condividendo costantemente le gioie e i successi di questo viaggio artistico.
Con “L’Incidente”, Giuseppe Garau ha dimostrato di essere un talento emergente nel panorama cinematografico internazionale, e la sua storia di successo è solo all’inizio. Dopo il sold out al Cinema Massimo, il film è destinato a brillare anche nelle sale italiane prima di fare il suo debutto in un concorso a Parigi.



Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
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Gennaro Sangiuliano come si era già rivelato un grande direttore del tg , ora si manifesta un ottimo ministro della cultura capace di realizzare un forte rilancio dei beni culturali italiani. Ben altra cosa da Rutelli e Franceschini e dagli altri ministri di passaggio. Ha idee chiare, personalità, cultura, capacità di dialogo. La sua visita alle residenze sabaude avrà conseguenze importanti. Ha dialogato anche con la presuntuosa C h r i s t i l l i n che sarebbe ora che tornasse a casa. Sangiuliano è un uomo delle istituzioni che sta lavorando per l’Italia non confrontabile anche con tanti suoi colleghi di governo incerti e pasticcioni come il ministro della Giustizia Nordio, una grande delusione o la presidente che nasconde la testa sotto la giacca in Parlamento dove si deve mantenere un contegno adeguato. Il presidente Moro che politicamente non ho mai apprezzato, andava in spiaggia con la giacca e la cravatta. Altro stile forse esagerato, ma era lo stile di un Sud antico, quello dei Croce a cui si ispira anche il napoletano San Giuliano.
Sono cominciate le manifestazioni in tutta Italia sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica per i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi volute con tenacia e passione da Enrico Morbelli, il lungimirante creatore delle scuole di Liberalismo. Avremo occasione di dedicare attenzione adeguata al primo presidente della Repubblica eletto che fu anche primo per rilievo storico, politico ed anche morale ,a cui sono paragonabili solo Ciampi e Leone. Voglio trarre dal Diario einaudiano 1945 /1947, curato con intelligenza da Paolo Soddu, questa piccola coraggiosa testimonianza che fa giustizia di Parri, Lombardi e azionisti vari e che rivela l’acume politico di Einaudi: “Auguriamoci che domani se al governo andasse un altro fascismo sotto il nome di partito d’Azione, si trovino, anche in ritardo ,di nuovo pronti ad agire un mezzo re e un mezzo esercito come il nostro re e il nostro esercito agirono il 25 luglio”. Gli azionisti erano un pericolo per la democrazia , ma la loro litigiosità e il voto degli italiani li annullarono. Sopravvivono solo nei tristi libri di piccoli storici torinesi molto faziosi come De Luna.
LETTERE
Ho fatto il mio dovere di studioso libero e di amico da sempre di Israele: niente di più. L’ho fatto con un certo rigore storico come è nel mio costume. Lasci Geuna al suo destino che si è rivelato non idoneo alla carica anche davanti alla caccia alle streghe contro Vercellone. È importante che il nuovo rettore del Politecnico prof. Stefano Corgnati si sia già espresso favorevolmente sui rapporti di collaborazione con Israele. L’immagine di Torino è salva. In questo quadro torinese di “piccoli calabraghe” vorrei ricordare che il più fiero, ingiusto, nemico di Israele fu il prof. Gianni Vattimo che scrisse frasi inconsulte, dimostrando la debolezza del suo pensiero inneggiando all’atomica iraniana, chiedendo l’esclusione dal salone del libro degli scrittori israeliani. Giunse a dire che Israele era peggio di Hitler.



