CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60
Gli anni Sessanta video il susseguirsi vorticoso di migliaia di etichette musicali rock grandi, medie, piccole o microscopiche, dalle caratteristiche omogenee, eterogenee, variabili in base alle annate, alcune “conservatrici”, altre decisamente “progressiste”, altre ancora pionieristiche, quasi al limite dell’”autodistruzione” e dell’ostracismo sul mercato.
In alcune lo sviluppo fu lineare, costante e lento, in altre a fiammate, con improvvise impennate ed altrettanto rapide cadute. Determinate etichette invece ebbero un movimento a successive fasi di accrescimento e stabilizzazione, poi ancora crescita e stagnazione, anche in relazione alle figure manageriali che entravano ed uscivano a ritmi talvolta serrati.
La “Palmer” [o Palmer Records o Palmer Records Co.] fu attiva a Detroit tra 1965 e 1972 e rientrava proprio in questa seconda categoria. Nacque come etichetta derivata dall’unione tra The Handleman Co. e Jay-Kay Record Distributing che in precedenza per vari anni avevano incrementato la loro azione nel ruolo di imprese all’ingrosso denominate “rack jobbers”; i rapporti erano stati di concorrenza, fino ad un “armistizio” e ad un accordo commerciale definitivo su Stati Uniti e Canada.
Nella parabola musical-commerciale di “Palmer Records” si rileva una fase apicale tra 1966 e 1967 con il “management” nelle esperte mani di Irving Biegel ed Al Rosner, che seppero dare un’impronta sicura e sempre efficace alle produzioni musicali della casa discografica. Tuttavia svariate vicissitudini successive, legate anche ad una radicale mutazione nei gusti del pubblico e a scelte commerciali e finanziarie un po’ troppo audaci, inaugurarono l’inizio di un declino che condusse la “Palmer” ad estinguersi entro l’estate del 1972.
Si riporta qui di seguito la discografia “Palmer” finora ricostruita, di non facile definizione specialmente dopo il 1968:
– Tobi Lark “I’ll Steal Your Heart / Talk To an Angel” (5000) [1965];
– Girls From Syracuse “Love Is Happening To Me Now / You Could Have Had Me All Along” (5001) [1965];
– Tim Tam And The Turn-Ons “Wait A Minute / Opelia” (5002) [1966];
– Tim Tam And The Turn-Ons “Cheryl Ann / Seal It With A Kiss” (5003) [1966];
– The New Arrivals “Big Time Girl / Somebody Else” (5004) [1966];
– THE SHY GUYS “We Gotta Go / Lay It On The Line” (5005) [c. 1966];
– Tim Tam And The Turn-Ons with The Tim-Tam Brass “Kimberly / I Leave You In Tears” (5006) [1966];
– ME AND DEM GUYS “Black Cloud / Come On Little Sweetheart” (5007) [1966];
– THE SHY GUYS “Where You Belong / A Love So True” (5008) [1966];
– The People’s Choice “Hot Wire / Ease The Pain” (P-5009) [1966];
– THE SHAGGS “Ring Around The Rosie / The Way I Care” (P-5010) [1966];
– Al Williams “I Am Nothing / Brand New Love” (P-5011) [1966];
– The Inside-Outs “Gunfred Goon / My Love (I’ll Be True To You)” (P-5012) [1966];
– Tim Tam [Tim Tam’s] “Don’t Say Hi [voc. / strum.]” (5014) [1966/1967];
– Tommy Frontera “Street Of Shame / Merry-Go-Round” (P-5015) [1967];
– Donna Lynn “Don’t You Dare / It Was Raining” (P-5016) [1967];
– THE CANADIAN ROGUES “Ooh-Poo-Pa-Doo / Keep In Touch” (P-5017) [1967];
– THE TRADEMARKS “I Need You (By My Side) / If I Was Gone” (P-5018) [1967];
– Jimmy Mack “My World Is On Fire / Go On” (P-5019) [1967];
– The People’s Choice “Savin’ My Lovin’ For You / Easy To Be True” (P-5020) [1967];
– J.T. Rhythm “All I Want Is You / My Sweet Baby” (P-5021) [1967];
– Ronnie Gaylord and Burt Holiday “A Place To Hide Away / Love (Where Have You Gone)” (P-5022) [1967];
– Tommy Neal “Goin’ To A Happening / Tomboy” (P-5024) [1967];
– THE GRIFS “Keep Dreaming / Northbound” (5025x) [1967];
– THE MORTICIANS “It’s Gonna Take A While / With Another Guy” (5027) [1967];
– Joey Welz with The New Century Singers “(I’ll Remember) Our Summer Love / What Did She Wear” (P-5030) [c. 1969];
– Joey Welz “Return To Me / Pretty Is The Word For Love” (P-5034);
– Joey Welz “Vintage Ballads To Remember Her By” [LP] (PLP-13401);
– The Joey Welz Bluze Revival “Rock Revival” [LP] (PLP-13402) [c. 1970];
– Joey Welz “Keyboard Electricity” [LP] (PLP-13403) [c. 1971];
– The Joey Welz Rock N’ Roll Revival “Revival Fires” [LP] (PLP13404) [c. 1971].
Gian Marchisio


C’è un segno lasciato dai Re di Francia dentro la bella chiesa di San Restituto a Sauze di Cesana, paese di 240 anime dell’Alta Valle di Susa, sulla strada che sale a Sestriere: un’impronta importante, regale, l’emblema della potenza della monarchia d’Oltralpe. È il Giglio, il simbolo araldico dei sovrani di Francia. Queste terre facevano parte del Delfinato già dalla metà del Trecento e, anche qui, su queste montagne scorreva il sangue scaturito dalle guerre di religione, cruenti e brutali, che tra Cinquecento e Seicento, seminarono morte e odio tra i cristiani.
transitavano sovente da queste parti con i loro eserciti diretti nel cuore della penisola. Non si sa con certezza se qualche sovrano d’Oltralpe sia entrato in questa chiesa ma i segni della presenza francese sono diversi. Per poter ospitare i nuovi convertiti che volevano essere battezzati, Re Luigi XIV decise, verso la fine del Seicento, di ingrandire la chiesa e per tale ragione venne restaurato il fonte battesimale, una grande vasca di pietra quattrocentesca sormontata da una struttura triangolare con ante in legno su cui è scolpito il Giglio di Francia che si può vedere anche sulla parte superiore di un arco dell’ingresso laterale del portico.
La prima testimonianza di questa chiesa risale al 1065 con la Bolla dell’arcivescovo di Torino Cuniberto. Un tempo era una chiesa-fortezza, circondata da mura massicce e serviva da rifugio per la popolazione in caso di guerre o scorrerie. Nella seconda metà del Cinquecento vennero compiute importanti opere di restauro. All’interno non si trovano molte decorazioni pittoriche. Sulle pareti spicca un affresco che illustra il battesimo di Gesù, secentesco, si vedono tracce di dipinti di inizio Cinquecento, due grandi quadri dell’Annunciazione di fronte al battistero, la Madonna del Rosario, la statua di San Restituto a cavallo e una cornice del ‘700 con ex-voto. “Mettersi in cammino verso la chiesa-santuario di San Restituto, sostengono con orgoglio i responsabili dell’Associazione, rappresenta metaforicamente, oggi come ieri, il viaggio di ogni uomo, la ricerca di felicità e la possibilità di accogliere il dono di salvezza che viene dall’alto.
Non vi è dubbio che uno dei più importanti cantoni della civiltà contadina tra Sesia e Ticino, forse il più celebre, sia stato Dante Graziosi. Nato l’11 gennaio del 1915 a Granozzo , un borgo sull’acqua delle risaie all’estremo sud del novarese e al confine con il pavese lombardo, Graziosi fu medico veterinario, partigiano della divisione Rabellotti con il nome di battaglia di “Granito”, docente universitario di Igiene e Zootecnia all’Università di Torino, parlamentare della Dc per quattro legislature e sottosegretario in altrettanti governi, fondatore della Coldiretti novarese. Prima di dedicarsi alla narrativa fu anche autore di molti saggi scientifici di zootecnia. L’esordio letterario avvenne tardi, nel 1972 quando Graziosi ( all’epoca cinquantasettenne) fece rivivere con i racconti de La terra degli aironi la civiltà contadina che si era sviluppata tra le risaie della bassa novarese, narrando un mondo destinato al tramonto. Alla sua attività di veterinario dedicò nel 1980 il suo libro più famoso, Una Topolino amaranto, da cui venne tratto uno sceneggiato Rai. Nel 1987 pubblicò Nando dell’Andromeda, una saga padana al tempo delle mondine, della vita che si svolgeva sulle aie della bassa agli albori delle prime lotte sociali nelle campagne. Nando, il protagonista, è un camminante, uomo libero con l’animo del poeta. Al centro delle storie del “James Herriot italiano”, validissimo emulo del famoso scrittore e veterinario britannico, c’era il Molino della Baraggia di Granozzo dove l’autore, scomparso improvvisamente il 7 luglio 1992 a Riccione, era vissuto e dove sorge ora il centro sportivo di Novarello. Davide Lajolo ne descrisse il modo di raccontare sostenendo come potesse apparire all’antica, con una scrittura“che mette punti, virgole e sentimenti al posto giusto, che vibra e s’intenerisce nell’amore della sua terra, della gente, delle strade, dell’erba, della vita del suo paese, sia un riscatto dalla noia di certo burocraticismo politico, dalle formule e dalla corsa alle poltrone. È un ritornare a guardarsi allo specchio come uomo per ritrovare le caratteristiche di fondo di chi ha imparato perché si sta al mondo”. I suoi libri sono pubblicati dalla novarese Interlinea, casa editrice diretta da Roberto Cicala, che in occasione del ventesimo anniversario della morte di Graziosi propose Le storie della risaia, un volume che raccoglie i migliori testi dell’aedo della Bassa.





