“Scrivere poesie e’ un po’ come dipingere” dice Daniela Borla l’eclettica artista eporediese conosciuta come Dabo’. Laureata in pedagogia ha insegnato per molti anni e svolto l’attivita’ di psicopedagogista, ma il suo talento comunicativo si e’ alimentato anche di arte e parole ed e’ sfociato in una carriera intensa da pittrice, scultrice e scrittrice. Certe cose ce le hai nel Dna, la capacita’ di mettere su tela, sulla materia e sulla carta i tuoi pensieri e farli diventare opere d’arte non e’ solo un percorso interiore evolutivo, ma soprattutto un seme che nasce insieme a te che nel tempo prende forma crea la personalita’ e definisce la tua vita.

Daniela Borla ha scelto di dipingere l’informale, l’opera dell’uomo : citta’, metropoli, periferie urbane, edifici fatiscenti, “ e’ principalmente l’uso dei colori e delle linee frazionate a creare una certa incompletezza dell’opera, e’ il tempo che passa, gli agenti atmosferici, i vandalismi o le ristrutturazioni a modificarne sempre la realizzazione iniziale”. Non ci sono forme umane dei quadri di Dabo’, ma le loro vite, le loro fatiche , i loro problemi quotidiani e tutto cio’ viene fuori da questi ambienti: l’espressione dell’anima urbana. Le sue tele sono attraversate da linee spezzate, sovrapposizioni di colori audaci e giochi di luce che suggeriscono un senso di movimento e di continua trasformazione. Borla ha dato vita all’atelier ArtDabò, situato nel cuore di Ivrea, uno spazio espositivo che non solo ospita le sue opere, ma rappresenta anche un punto di incontro per artisti e appassionati d’arte. Insieme al suo compagno Luca Stratta, porta avanti un progetto culturale che mira a diffondere il valore dell’arte contemporanea e della sperimentazione.
Nel corso della sua carriera, ha partecipato a numerose mostre, sia in Italia che all’estero, esponendo le sue opere in città come Torino, Milano, Genova, Parigi e Barcellona. Il suo lavoro ha ricevuto apprezzamenti per la capacità di catturare l’essenza della vita attraverso una pittura che si nutre di suggestioni architettoniche e sociali.

Oltre alla pittura, Dabò si dedica anche alla scrittura. Ha pubblicato diversi libri, tra cui “Storie Rubate” e “La Casa delle Bambole di Vetro”, in cui il suo sguardo attento alla realtà si traduce in narrazioni intense e coinvolgenti. La sua poetica si esprime anche in versi con la raccolta “Colonne Vertebrali”, dove parole e immagini si fondono in un’unica voce artistica.
Si puo’ cogliere la bellezza anche nei dettagli, negli ambienti che normalmente non attirano l’attenzione proprio per la loro non-armonia, ci vuole una grande sensibilita’ e la devozione all’arte per saper tirare fuori un luogo “freddo”, come un porto o un cantiere, una emozione e tutto questo Daniela Borla con la sua passione e la sua continua ricerca lo fa benissimo.
Dabo’ spiega “L’arte è per tutti. L’arte è ovunque, è necessario avere gli occhi per vederla. Non appartiene a pochi eletti. Per me, l’arte è una continua fonte di scoperta e curiosità, non solo quella dei Grandi Maestri, ma anche quella che possiamo incontrare ogni giorno per strada”.
MARIA LA BARBERA

ridicolo. Fondamentalmente è il classico “Uomo senza qualità”.
Gli autori sono marito e moglie, entrambi giornalisti e scrittori pluripremiati, trasferitisi a New York nel 2000 e cittadini americani a tutti gli effetti dal 2018.
L’autrice (morta nel 1992, a soli 48 anni,) era molto amata per la sua scrittura lieve e intrisa di sano ottimismo, tanto da essere di culto per l’affezionato pubblico. Basta leggere questo romanzo pubblicato nel 1978 ed ora riproposto dalle edizioni Sur.
Al centro del romanzo della scrittrice e sceneggiatrice torinese c’è la famiglia Astori, una come tante altre, di quelle assestate in un apparentemente consolidato e placido tran tran quotidiano. Padre ingegnere per lo più risucchiato dal lavoro e spesso assente; madre parecchio frustrata che cerca vie di fuga salvifiche nella lettura; il figlio Nicola di 16 anni.


Quattro anni di Trump possono provocare al mondo danni irreparabili. Anche il suo modo di intendere la pace è autoritario e foriero di altre guerre. La politica dei dazi si rivelerà negativa anche per gli USA e il presidente sta manifestando una ignoranza in materia economica davvero preoccupante. Trump è un elefante in una cristalleria che intende travolgere la diplomazia per affermare una politica di forza che può portare alla terza guerra mondiale. Chi oggi si dice trumpiano in Europa dimostra di non capire nulla di politica.




