CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 145

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

Afrodite – Thriller. Regia di Stefano Lorenzi, con Ambra Angiolini e Giulia Michelini. Ludovica è di professione sommozzatrice ed è costretta a lavorare per la criminalità organizzata a causa dei debiti lasciati dal suo ex compagno. Con Sabrina dovrà recuperare il carico di una nave sommersa, il cui nome è Afrodite. Le controlla Rocco e quella obbligata convivenza porta le due donne a una profonda trasformazione e alla costruzione, tra violenze e traumi, a una solidarietà con cui affrontare i tanti pericoli. Durata 95 minuti. (Fratelli Marx)

Breve storia di una famiglia – Drammatico. Regia di Jianjie Lin. Dopo un incidente avvenuto al liceo, l’estroverso Wei, unico figlio di una benestante famiglia cinese, e Shuo, il suo compagno di classe, si attraggono con un’energia misteriosa. Wei presenta presto il suo nuovo amico al padre, un biologo cellulare, e a sua madre, un’ex assistente di volo. Shuo, che proviene da una famiglia problematica, viene presto incoraggiato dai genitori di Wei a trascorrere più tempo in casa loro. Man mano che Shuo si integra nella famiglia, scopre gradualmente che la loro comoda esistenza è oscurata da segreti non detti, aspettative non soddisfatte ed emozioni represse. Durata 99 minuti. (Greenwich Village sala 1)

Casa in fiamme – Commedia drammatica. Regia di Dani de la Orden, con Emma Vilarasau e Enric Auquer. Montse, una donna di mezza età divorziata dallo spirito esuberante, ha finalmente l’opportunità che attendeva da tempo: un fine settimana con tutta la famiglia nella sua casa sulla Costa Brava, a Cadaqués, dove un tempo trascorrevano le estati più serene. La casa, che rischia di essere venduta, diventa per la donna il teatro di una sfida personale per realizzare il fine settimana perfetto, anche se le sue reali intenzioni vanno ben oltre il semplice trasloco. Nonostante i suoi due figli ormai adulti la ignorino da tempo, presi dalle loro vite instabili e incerte, il suo ex marito abbia una nuova compagna ed ex terapeuta, e i conti con il passato non siano ancora saldati, Montse è determinata a fare in modo che tutto vada come previsto, cercando disperatamente di ricostruire l’unità perduta. Non si fa abbattere da nulla, nemmeno dalla morte improvvisa di sua madre, che decide di ignorare pur di non rinunciare al weekend tanto atteso. Sogna da troppo tempo questo momento e, pur di farlo andare secondo i suoi piani, è pronta a fare qualsiasi cosa, persino a distruggere la propria casa fino alle fondamenta, portando alla luce segreti familiari, tensioni represse e bugie sepolte. Un weekend che potrebbe segnare un nuovo capitolo della sua vita, dove ogni cosa dovrà essere a sua immagine e somiglianza, anche se ciò può comportare l’annientamento di tutto quello che c’è stato sino a quel momento, incluse le illusioni che ha coltivato per anni e il legame fragile con le uniche persone a cui tiene davvero. Durata 105 minuti. (Classico)

Elio – Animazione. Regia di Adrian Molina, Madeline Sharafian e Domee Shi, con le voci di Alessandra Mastronardi, Adriano Giannini, Lucio Corsi e Neri Marcorè. Il piccolo Elio è divenuto orfano in tenerissima età e, considerando la propria solitudine nonostante la presenza e l’affetto della zia Olga, maggiore dell’aviazione americana, coltiva il desiderio di essere portato dagli alieni ai confini dell’universo. Quando un giorno riuscirà a inviare un messaggio al lontano Comuniverso, un’organizzazione che agisce per la ricerca delle menti più prestigiose del cosmo mentre al tempo stesso vuole togliere il comando al collerico Lord Grigon. Una volta prelevato dalla terra, Elio troverà nel pacifico Glordon, il figlio di Grigon, il suo migliore amico. Durato 99 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 1, Reposi sala 4, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

F1 – Drammatico. Regia di Joseph Kosinski, con Brad Pitt e Javier Bardem. La leggenda delle corse automobilistiche Sonny Hayes viene convinto a uscire dal ritiro per guidare un team di Formula 1 in difficoltà e fare da mentore a un giovane pilota promettente, mentre insegue un’altra possibilità di gloria. Durata 90 minuti. (Massaua, Eliseo Grande, Greenwich Village sala 1 anche V.O., Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Spece Beinasco, Uci Moncalieri anche V.O.)

Frammenti di luce – Drammatico. Regia di Rùnar Rùnarsson, con Elin Hall e Baldur Einarsson. Una storia ambientata a Reykjavik, in Islanda, durante l’estate. La protagonista è Una, giovane studentessa d’arte che porta dentro di sé un segreto che la rende triste. Il dolore che nasconde la soffoca ma deve annullarsi anche se è intorno a lei che tutto ruota. In una giornata mite e luminosa, Una incontra l’amore, l’amicizia e si sente travolta dalle emozioni provocate dalle persone e dagli eventi che la circondano. Durata 90 minuti. (Greenwich Village sala 2)

Locked – In trappola – Azione. Regia di David Yarovesky, con Bill Skarsgård e Anthony Hopkins. Eddie ha una figlia di nome Sara, cerca di sopravvivere facendo consegne con il suo van: quando il mezzo si rompe e lui non ha i soldi per farlo riparare, s’avvicina a una gran bella macchina, davvero di lusso, trovata aperta in un parcheggio, tentando di rubarla per poterci fare un bel po’ di quattrini. Ma quella è una macchina speciale e il suo proprietario è speciale. Una trappola perfetta, una trappola da cui pare impossibile uscire e l’uomo che adesso la guida, con tutto il desiderio di liberarsi di Eddie, prende a terrorizzarlo nei modi più svariati e impensabili. Durata 95 minuti. (Reposi sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri anche v.o.)

Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo – Commedia. Regia di Nisha Ganatra, con Jamie Lee Curtis e Lindsay Lohan. Forti dei capitoli che l’hanno preceduto, le nuove avventure della famiglia Coleman non hanno perduto smalto e divertimento: al centro Tess e Anna. Harper oggi frequenta il liceo e furoreggia con il surf, tra una lite e l’altra tira fuori le unghie con Lily, una ragazza di radici britanniche che s’è ritrovata a frequentare la sua stessa scuola e che in aggiunta è pure la figlia del futuro sposo della madre. Per trasmigrazione d’obbligo, ricadendo nei meccanismi di un tempo, quando i genitori dovranno decidere se scegliere Los Angeles oppure il trasferimento tra le nebbie londinesi, ecco che, oggi, saranno Tess e Anna a ritrovarsi nei corpi di Lily e Harper. Forse in attesa di un prossimo appuntamento (finché la saga tiene…). Durata 111 minuti. (Reposi sala 4, The Space Torino, Uci Moncalieri)

Tre amiche – Commedia drammatica. Regia di Emmanuel Mouret, con India Hair, Camille Cottin e Sara Forestier. Joan non è più innamorata di Victor e si sente disonesta con lui. Alice, la sua migliore amica, la rassicura: lei stessa non prova alcuna passione per Eric eppure il loro rapporto va a meraviglia. Lei non sa che lui ha una relazione con Rebecca, la loro comune amica… Quando Joan decide finalmente di lasciare Victor e lui scompare, le vite dei tre amici e le loro storie vengono sconvolte. Durata 117 minuti. (Nazionale sala 3)

Tutto in un’estate – Commedia drammatica. Regia di Louise Courvoisier, con Clément Faveau. Totone, diciottenne, trascorre la maggior parte del suo tempo a bere birra e a far festa con il suo gruppo di amici nella regione del Giura. Ma la realtà bussa alla sua porta: dovrà prendersi cura della sorellina di sette anni e trovare un modo per guadagnarsi da vivere. Decide così di mettersi a produrre il miglior formaggio Comté della regione, quello che gli permetterebbe di vincere la medaglia d’oro al concorso agricolo e 30.000 euro. Durata 90 minuti. (Greenwich Village sala 3)

L’ultimo turno – Drammatico. Regia di Petra Biondina Volpe, con Leonie Benesch e Andreas Beutler. Floria è un’infermiera che lavora con passione e professionalità nel reparto di chirurgia di un ospedale. È sempre in ascolto di tutti i pazienti, anche nelle situazioni più stressanti, e si rende sempre disponibile, facendo fronte a ogni emergenza. Ma nella cruda realtà della sua routine quotidiana, in un reparto sovraffollato e a corto di personale, spesso le situazioni sono imprevedibili. Floria si prende cura, fra tanti altri, di una giovane madre gravemente malata e di un anziano a signore che attende con apprensione la sua diagnosi. Via via che la notte avanza, il suo lavoro assume sempre più i contorni di una corsa contro il tempo. Durata 91 minuti. (Nazionale sala 1 anche v.o.)

Una sconosciuta a Tunisi – Drammatico. Regia di Mehdi Barsaoui, con Fatma Sfarr. La vicenda s’ispira a un autentico fatto di cronaca, svoltosi nel 2011, dopo la rivoluzione che ha messo fine alle violenze del dittatore Ben Ali, in un paese che tuttavia non ha ancora cancellato del tutto la corruzione e le continue contraddizioni. Aya ha quasi trent’anni, vive con i vecchi genitori nel sud della Tunisia, lavora in un albergo come cameriera e ogni giorno si reca in città, a bordo di un piccolo bus. Sempre le stesse azioni, giorno dopo giorno, una vita di giovane ragazza con i ritmi di sempre. Un giorno il bus ha un grave incidente e soltanto Aya sembra essersi salvata. Non rintracciata e da tutti creduta morta, la ragazza coglie l’occasione per rifarsi una nuova esistenza, raggiunge Tunisi, frequenta nuove amicizie, persone e locali: ma è testimone di un fatto di cronaca in cui vengono coinvolti alcuni poliziotti – l’uccisione di un uomo, mentre questi erano in borghese -, fatto cui inizialmente Aya offre una testimonianza che si rivelerà falsa. Durata 123 minuti. (Centrale v.o., Fratelli Marx)

Warfare – Tempo di guerra – Drammatico. Regia di Alex Garland e Ray Mendoza, con Joseph Quinn, Kit Connor e Will Poulter. Mendoza, un ex Navy Seals e già consulente militare di Garland per “Civil War”, basa la storia sulle proprie memorie di guerra, un episodio di guerriglia urbana a Ramadi. Nel 2006, in Iraq, un gruppo di Navy Seals statunitensi occupa una abitazione per studiare le mosse del prossimo attacco: nel momento in cui s’accorgono della presenza di una banda armata, tenteranno una sortita ma un’esplosione improvvisa colpisce due di loro riducendoli in fin di vita. Durata 95 minuti. (Centrale anche v.o., Fratelli Marx, Lux sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Talent show a Bardonecchia, uno stage intensivo 

Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre Bardonecchia si trasforma in un palcoscenico di danza a cielo aperto con gli oltre duecento ballerini, giovani e giovanissimi provenienti da tutta Italia  che coloreranno di blu (il blu è il colore della loro divisa) le strade della cittadina dalle 8 del mattino alle 22.30 di sera.
Per una settimana la cittadina della val di Susa si trasformerà nel set di un talent show della scuola Dam Danza di Torino, organizzatrice dell’evento, che è ispirato alla storica serie televisiva ‘Fame’, che raccontava le storie degli allievi di una prestigiosa scuola di danza di New York.
I giovani e i giovanissimi avranno l’opportunità di vivere la danza a 360 gradi , partecipando ad uno stage intensivo sotto la guida di maestri di fama internazionale. I partecipanti potranno studiare per più di otto ore al giorno e cimentarsi in varie discipline, tra le quali la danza classica, quella contemporanea, il musical e  l’hip hop.
Lo stage, presieduto dalla direttrice artistica Daniela Chianini, approderà nel Final Show, spettacolo aperto al pubblico che si terrà al Palazzo delle Feste di Bardonecchia il 30 agosto con due repliche, alle 16 e alle 20.

Mara Martellotta

Altenote, musica da camera con il Quartetto Cavour a Sauze di Cesana

È risultata molto ricca l’edizione 2025 intitolata ‘Altenote’, rassegna estiva di musica da camera ideata dalla Filarmonica TRT, che ha accompagnato turisti e non dal 2 agosto al 21 agosto.
Si conclude, infatti, la rassegna giovedì 21 agosto con un duplice concerto, alle 16.30 e alle 18, nella chiesa parrocchiale di San Restituto di Sauze di Cesana, dove sarà  protagonista il Quartetto Cavour, formato da Basak Baraz al violino, Martina Mancuso al violino, Carmen Verzino alla viola e Cecilia Caminiti al violoncello. Il quartetto è  nato sulla base dell’Obiettivo Orchestra, un progetto formativo promosso dalla Filarmonica Trt che vede coinvolte anche come insegnanti compagini dell’orchestra. “Esperienza orchestra” consente a giovani talenti di suonare a fianco di professori durante la stagione sinfonica. La scelta per il concerto conclusivo di Altenote è stato il Quartetto in La minore  di Wolf-Ferrari e il Quartetto n. 5 di Pugnani, un programma interamente italiano. Il festival “Altenote” su concluderà così con un’esibizione capace di esaltare la bellezza e il fascino della musica da camera.

Mara Martellotta

Sauze di Cesana, il cinema è all’aperto e a pedali

Il Comune di Sauze di Cesana prosegue con le sue iniziative culturali e, dopo quelle teatrali, ecco ora il ritorno del grade cinema “a pedali”, vale a dire che tutta l’energia elettrica necessaria alla proiezione del film trarrà origine da biciclette poste su cavalletti e collegate a generatori. Gli spettatori pedaleranno a turno generando l’energia necessaria ad alimentare il sistema audio- video per far apparire sullo schermo il film.
Sabato 23 agosto verrà proiettato, in piazza del Municipio, alle ore 21, uno dei capolavori di Mike Ross, dal titolo “Captain Fantastic”. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival del 2016, per essere poi proiettato nella sezione “Un certain regard” al Festival di Cannes 2016, dove ha vinto il premio per la miglior regia.

Viggo Mortensen  è il protagonista del film e veste i panni di un padre fuori dagli schemi che ha vissuto isolato con la sua famiglia, per oltre un decennio, nello stato di Washington, lontano dalla modernità e dal consumismo.
Come ha scritto la rivista Wired, questo film non è una commedia o un dramma, ma una via di mezzo, un road movie, un family movie e, perché no, anche un teen movie. Uno dei tanti messaggi che comunica è  che i libri non sono tutto e la vita va anche vissuta. Un altro messaggio che il film vuol far passare è  che non esiste la cosa giusta da fare, esistono momenti e scelte. Molto suggestiva l’ambientazione nella foresta e delle capanne dove la famiglia Cash vive. Molto ben riuscita  la realizzazione del rapporto padre-figli, al di sopra dei pregiudizi, delle critiche e delle battute facili.
La fotografia del film si avvicina alla pittura e la colonna sonora vale la pena ascoltarla ad occhi chiusi; contiene tanti brani, dagli Oasis ad Elton John fino ad Eddie Vedder.
L’ingresso è libero, l’evento è organizzato in collaborazione con l’associazione Cinedehprs e Mobile Green Power. In caso di maltempo la proiezione si terrà  nella chiesa di San Restituto.
Info: Alessandro Battaglino 3475700157.

Mara Martellotta

Al via PeM! Festival – Parole e Musica in Monferrato

OSCAR FARINETTI, NICCOLÒ FABI, STEFANO NOSEI 

ED ANCORA: ANTONELLA RUGGIERO, ALBERTO GRANDI, PEPPE VOLTARELLI, LUCA RIBUOLI, LA BOTTEGA DEL SUONO, GRAZIA DI MICHELE, ELEONORA BORDONARO, L’ORAGE, IL PEM MUSIC CONTEST E MOLTO ALTRO CHE SARA’ ANNUNCIATO PROSSIMAMENTE

 22 EVENTI DAL 26 AGOSTO AL 9 OTTOBRE IN DIECI COMUNI PIEMONTESI CON LA DIREZIONE ARTISTICA DI ENRICO DEREGIBUS

Il calendario completo sarà annunciato prossimamente ma ci sono già molte succose anticipazioni per la nuova edizione del “PeM! Festival – Parole e Musica in Monferrato”. La rassegna piemontese di incontri, racconti e canzoni da fine agosto a inizio ottobre toccherà molte località del territorio a partire da San Salvatore Monferrato (comune capofila), con la direzione artistica di Enrico Deregibus.

Una edizione di particolare importanza, perché tocca il traguardo della 20a edizione e perché proporrà ben 22 eventi, il record del festival.

Oscar Farinetti

Come già noto la data di apertura sarà il 28 agosto, alle 21, con il concerto di Antonella Ruggiero a San Salvatore al Parco della Torre, dove invece il giorno successivo, sempre alle 21, sarà ospite lo storico Alberto Grandi in una serata su “La cucina italiana? Non esiste” curata da Riccardo Massola, con la musica di Nicola Project. Domenica 31 alle 18 ci si trasferirà a Balzola con il concerto di Peppe Voltarelli nei giardini pubblici di Via Roma.

Di nuovo a San Salvatore il 2 settembre alle 21 con l’intervista del direttore artistico Enrico Deregibus a Oscar Farinetti a partire dal suo ultimo libro, “Hai mangiato?” (Slow Food editore).

Il 4 settembre ancora Balzola, in Piazza Papa Giovanni XXIII, dove alle 21 ci sarà un incontro con Niccolò Fabi. Il giorno dopo a San Salvatore alle 21 protagonisti saranno il regista Luca Ribuoli e La Bottega del suono, per parlare di colonne sonore nel cinema e nella fiction.

Sabato 6 settembre alle 21 ci si sposta a Rive, in provincia di Vercelli, per un incontro/concerto con Grazia Di Michele in Piazza Vittorio Veneto.

Lu Monferrato (nel comune di Lu e Cuccaro) martedì 9 alle 21 ospiterà il concerto di Eleonora Bordonaro, in Piazza Papa Giovanni Xxiii (sagrato Chiesa di San Nazario).

Particolarmente importante, tra i tanti altri appuntamenti, è quello del 12 settembre alle 21 al Country Sport Village di Mirabello Monferrato, con la finale del concorso per cantautori e band locali, il Pem Music Contest. Si confronteranno Alo Eazy, Liv, Manifesti, Tramontana. In veste di ospite ci sarà Mabi, vincitrice dello scorso anno.

Domenica 14 il festival fa tappa in un comune che per la prima volta entra in Pem, Fubine Monferrato, dove alle 18 ci sarà un incontro/spettacolo con il comico e cantante Stefano Nosei. Il 16 settembre alle 21 si torna invece a Mirabello Monferrato al Country Sport Village con il concerto dell’Orage.

Molti altri sono gli appuntamenti in programma fra metà settembre e inizioottobre, appuntamenti che saranno annunciati nelle prossime settimane e che coinvolgeranno anche Cuccaro, Cella Monte con l’Ecomuseo Pietra da cantoni, i comuni di Mirabello Mirabello, Pontestura, Valenza e Alessandria.

Tutti gli eventi, come sempre, sono a ingresso gratuito.

Niccolò Fabi

PeM è una manifestazione unica, il cui fulcro è costituito da incontri/intervista con artisti e intellettuali che, nel caso di musicisti e attori, si raccontano inframezzando alle parole una esibizione. Una sorta di live journalism che tocca musica, letteratura, spettacolo, giornalismo, società. Un percorso tra le colline, le risaie e il Po, nel Monferrato (sito Unesco), e attorno al Monferrato. Tutto a un’ora da Torino, Milano e Genova.

Il festival è organizzato dal Comune di San Salvatore Monferrato con i Comuni di Valenza, Lu Cuccaro Monferrato, Balzola, Pontestura, Rive, Alessandria, Fubine Monferrato, Mirabello Monferrato e Country Sport Village, Ecomuseo della Pietra da Cantoni con il Comune di Cella Monte.

Tutti gli aggiornamenti su:

www.pemfestival.it

www.facebook.com/PAROLEeMUSICAinMONFERRATO

www.instagram.com/pem_festival

Ghigliottina o esaltazione: il fanatismo non ha mezze misure

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

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Ho letto un’interessante intervista con l’editore Antonio Sellerio il quale sorprende  soprattutto per due affermazioni che danno un’idea non particolarmente esaltante del presente della casa editrice che fu di Leonardo Sciascia. La prima riguarda il mandante dell’omicidio Calabresi, Adriano Sofri, che viene considerato “un amico, una persona di straordinaria cultura e sensibilità“, a cui Sellerio ha dedicato la sua tesi di laurea. Sofri viene definito in modo apodittico “innocente” , malgrado le condanne passate in giudicato e il fatto che non ha mai neppure  ottenuto la grazia che il presidente Ciampi non firmò. Ma dell’intervista colpisce anche l’elogio sperticato di Luciano Canfora e la critica malevola nei confronti di Alessandro Barbero che “non vive benissimo la sua enorme popolarità“, anche  se Sellerio gli riconosce “rigore sabaudo e passione come pochi sanno fare”. Sono frasi che non necessitano di particolare commento. Solo oggi ha trovato smentita la bufala della sostituzione di Barbero dalla direzione di Rai  Storia con il giornalista Mario  Sechi. Nei giorni scorsi sui social è scoppiata  l’indignazione per la cacciata di Barbero, noto per le sue idee nettamente di sinistra (ebbe la tessera del Pci firmata da Berlinguer, come lo storico di Vercelli ama orgogliosamente  evidenziare). Ho delle riserve sul fatto che Barbero scorrazzi in tutte le età storiche con molta disinvoltura, ma è difficile disconoscergli capacità affabulatorie che piacciono tanto alla gente semplice che ama le solite vulgate. Barbero è infatti  un grande divulgatore – come vide tanti anni fa Piero Angela – anche se è anni luce distante  dalla profondità e dalla chiarezza non semplicistica di Paolo Mieli che, allievo di Renzo De Felice, fa trasmissioni esemplari proprio su Rai Storia in cui c’è sempre un confronto a più voci. Sechi non può neppure essere lontanamente paragonato a Mieli, ma non può neppure essere demonizzato per ragioni ideologiche:  la sua simpatia politica non è legata ad un partito (fu persino candidato con Monti), ma  il giornalista sardo si può considerare un moderato dotato di una certa cultura rispetto a tanti giornalisti di destra un po’ troppo ruspanti. Non sarebbe stato  sicuramente adatto a dirigere Rai Storia con la quale per altro   già collabora  in una trasmissione economica. Il fanatismo politico oggi tende ad esaltare in modo acritico o a ghigliottinare in modo altrettanto  aprioristico. In realtà la notizia era falsa, ma  l’occasione per fare baccano è stata presa al volo. Se vogliamo rimanere su temi leggeri, leggo  con sorpresa che a Racconigi, in provincia di Cuneo, il principe Emanuele Filiberto di Savoia  parteciperà ad un convegno sul nonno  Umberto, insieme allo storico che ha fondato e presiede una Consulta dei Senatori del Regno (sic) che sostiene il ramo Aosta della dinastia che contesta la legittimità storica dell’attuale pretendente e soprattutto di suo padre Vittorio Emanuele.  E‘ un piccolo fatto di trascurabile entità che rivela anch’esso la confusione che regna dappertutto. La prima a farne le spese è la storia usata in modo strumentale come una clava  per tutti i fini, anche quelli più impensabili, a sinistra e a destra.

Via dell’Arcivescovado, da Gramsci a Einaudi

In questo palazzo ebbe sede la redazione del giornale di Gramsci e degli altri futuri fondatori del Pcd’i, come prima l’aveva avuta l’edizione piemontese de “L’Avanti!” e, in seguito, si sarebbe insediata, il 15 novembre del 1933 e per qualche tempo, la casa editrice Einaudi

In via dell’Arcivescovado, a Torino, quasi all’angolo con via XX Settembre, su uno dei muri dell’ex convento che oggi ospita una banca, il 27 aprile del 1949 è stata posta una lapide da «Torino memore » dove si ricorda che lì «La forte volontà/ e la mente luminosa/ di Antonio Gramsci/ stretti attorno a lui/ gli operai torinesi/ contro la barbarie/ fascista prorompente/ “L’Ordine Nuovo”/ stendardo di libertà/ qui nella bufera/levarono e tennero fermo».

In questo palazzo ebbe sede la redazione del giornale di Gramsci e degli altri futuri fondatori del Pcd’i, come prima l’aveva avuta l’edizione piemontese de “L’Avanti!” e, in seguito, si sarebbe insediata, il 15 novembre del 1933 e per qualche tempo, la casa editrice Einaudi. In via dell’Arcivescovado nei «due grandi cameroni, in cui lavoravano tutti i redattori e i cronisti», come ricordava Palmiro Togliatti, nacque, visse e morì “L’Ordine Nuovo” di Gramsci. In via dell’Arcivescovado  ci passa tanta gente, tutti i giorni. Chissà quanti alzando gli occhi, magari casualmente, si soffermano a leggere quella lapide. E quanti impegneranno almeno qualche attimo soffermandosi a pensare a quell’insieme di uomini e di cultura, immaginando il fervore delle idee, delle passioni, dei progetti che si addensarono in quelle stanze luogo. Probabilmente pochi. E per i più varrà quell’indifferenza che Gramsci condannò con veemenza in uno dei suoi scritti più noti, “Odio gli indifferenti”.  Lo scrisse per La città futura, numero unico pubblicato nel febbraio del 1917 a cura della Federazione giovanile piemontese del Partito Socialista.

Scriveva, tra l’altro, Gramsci: “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti..L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza…Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti…”.

Marco Travaglini

 

Tristemente Amalia

Oltre Torino: storie miti e leggende del torinese dimenticato
Torino e le sue donne
Le storie spesso iniziano là dove la Storia finisce.

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Con la locuzione “sesso debole” si indica il genere femminile. Una differenza di genere quella insita nell’espressione “sesso debole” che presuppone la condizione subalterna della donna bisognosa della protezione del cosiddetto “sesso forte”, uno stereotipo che ne ha sancito l’esclusione sociale e culturale per secoli. Ma le donne hanno saputo via via conquistare importanti diritti, e farsi spazio in una società da sempre prepotentemente maschilista. A questa “categoria” appartengono figure di rilievo come Giovanna D’arco, Elisabetta I d’Inghilterra, Emmeline Pankhurst, colei che ha combattuto la battaglia più dura in occidente per i diritti delle donne, Amelia Earhart, pioniera del volo e Valentina Tereskova, prima donna a viaggiare nello spazio. Anche Marie Curie, vincitrice del premio Nobel nel 1911 oltre che prima donna a insegnare alla Sorbona a Parigi, cade sotto tale definizione, così come Rita Levi Montalcini o Margherita Hack. Rientrano nell’elenco anche Coco Chanel, l’orfana rivoluzionaria che ha stravolto il concetto di stile ed eleganza e Rosa Parks, figura-simbolo del movimento per i diritti civili, o ancora Patty Smith, indimenticabile cantante rock. Il repertorio è decisamente lungo e fitto di nomi di quel “sesso debole” che “non si è addomesticato”, per dirla alla Alda Merini. Donne che non si sono mai arrese, proprio come hanno fatto alcune iconiche figure cinematografiche quali Sarah Connor o Ellen Ripley o, se pensiamo alle più piccole, Mulan.  Coloro i quali sono soliti utilizzare tale perifrasi per intendere il “gentil sesso” sono invitati a cercare nel dizionario l’etimologia della parola “donna”: “domna”, forma sincopata dal latino “domina” = signora, padrona. Non c’è altro da aggiungere. (ac)

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9. Tristemente Amalia
Negli articoli precedenti ho voluto proporre storie di donne medico, donne soldato, paladine dell’istruzione, figure imponenti, dal carattere forte che non deflette. Eppure non tutte le eroine sono fatte della stessa pasta, in più, parlando di protagoniste al femminile, è impossibile non incappare in una storia d’amore, legata ai canoni romantici della passione travagliata e devastante, tipica delle eroine tragiche che si consumano per qualche immeritevole eroe, con la medesima grazia di Madama Butterfly o con la cruda, suicida determinazione di Didone.  Amalia Guglielminetti nasce a Torino il 4 aprile 1882. Rimane orfana di padre a soli cinque anni e viene accolta nella casa del nonno paterno, Lorenzo. Il nonno è molto religioso e fedele ai valori tradizionali del cattolicesimo ortodosso, delega quindi l’educazione della bambina ad istituti privati di stretta osservanza cattolica. All’età di 22 anni, Amalia dimostra passione per la letteratura e doti di scrittrice pubblicando la sua prima raccolta di poesie “Voci di Giovinezza”, di impronta carducciana. A Torino frequenta la Società di Cultura insieme a illustri personaggi quali Thovez, Pastonchi, Graf, Gozzano e Borgese; è in questo ambiente che la giovane cresce e diventa donna appassionata e sensibile, sempre vestita all’ultima moda parigina, proprio secondo i canoni del gusto Liberty. Nel 1907 pubblica “Le vergini folli” dove si intravvedono i temi che saranno poi dominanti nei lavori successivi. E’ questo scritto a incuriosire il poeta torinese Guido Gozzano, che si interessa a lei e con cui Amalia inizia una travagliata, intensa e breve storia d’amore. La relazione tra i due poeti viene ricostruita attraverso una serie di carteggi, che vedono Gozzano proiettato in una dimensione letteraria scritta e cerebrale, mentre Amalia desidera trasformare il rapporto in un concreto legame sentimentale. Da questa altalenante esperienza nascono “Le seduzioni”, poesie in cui si trova riflesso l’amore sognato e perduto, già presente nelle precedenti raccolte poetiche. L’influenza della relazione con Guido rimane evidente, tuttavia Amalia sa andare oltre e si colloca con autorevolezza nella storia letteraria italiana del primo Novecento. D’Annunzio la definirà “l’unica vera poetessa che abbia oggi l’Italia”. Nel 1909 pubblica “Emma” un volumetto di poesie dedicato alla sorella morta di tifo a soli 29 anni. Nel 1911 cura l’introduzione del volume “Versi”, edito a Torino dai Fratelli Pozzo, di Edmondo Rubini Dodsworth, il futuro primo traduttore italiano (nel 1923) dell’opera di William Blake. Nello stesso anno pubblica “l’Amante ignoto”, prima opera teatrale e omaggio a D’annunzio. L’opera diventa nota anche grazie all’attrice Lyda Borelli, diva del cinema muto tra le più amate dal pubblico, che recita qualche scena nel salotto “Donna di Torino”.Nel 1913 esce l’ “Insonne”, volume poetico all’interno del quale la lirica “Risposta a un saggio” sembra essere un controcanto alle poesie di Gozzano “L’onesto rifiuto” e “Una risorta”. Questo è l’ultimo lavoro poetico impegnativo di Amalia, che nel 1934 pubblicherà “I serpenti di Medusa”, senza particolari novità artistiche. Scriverà ancora versi, soprattutto per volumi rivolti all’infanzia. Intanto si dedica ad opere narrative, in cui tuttavia i personaggi femminili restano in linea con le tematiche oggetto della precedente produzione in versi. Sempre nel 1913 esce il suo primo lavoro in prosa, “I volti dell’amore”, ma la critica è piuttosto severa. Amalia collabora anche con alcune riviste su cui scrive di poesia e di prosa. In questo contesto conosce lo scrittore e critico letterario Dino Segre (di dodici anni più giovane) e con lui inizia una difficile relazione che tuttavia si protrae per alcuni anni. Nel 1917 esce “Nei e cicisbei” e nel 1919 “Il Baro dell’amore”, lavori che saranno un clamoroso insuccesso.

Amalia torna in auge con il romanzo del 1923 “La rivincita del maschio”, in cui è evidente l’influenza di Pitigrilli, (pseudonimo di Dino Segre), ma la pubblicazione le procura problemi giudiziari. I guai per la poetessa si intensificano con l’interruzione della relazione con Pitigrilli che finisce malamente con denunce, calunnie e querele; il tutto termina con una condanna di quattro mesi di reclusione per Amalia stessa, che pare avesse falsificato alcune lettere nel tentativo di far passare Pitigrilli come antifascista. La donna viene anche processata per oltraggio al pudore nel 1935, a motivo di un articolo sulla rivista “Cinema illustrazione”. La vicenda tormentata della Guglielminetti non trova pace nemmeno alla fine della sua vita. Muore il 4 dicembre 1941 per setticemia, provocata da una ferita che si era causata qualche giorno prima, cadendo da una scalinata per raggiungere il rifugio anti-aereo, in seguito all’allarme per il bombardamento che stava per incombere su Torino. Aveva lasciato poco tempo prima le sue volontà relative alle modalità di sepoltura: una tomba a piramide con l’iscrizione “Essa è pur sempre quella che va sola” e l’istituzione di un premio letterario a suo nome. Entrambe le richieste non saranno realizzate. E’ sepolta al Cimitero Monumentale di Torino e il suo valore di poetessa è oggi, purtroppo, quasi completamente dimenticato e ignorato.

 

Alessia Cagnotto

Estate in giallo con Bardonoir

Torna anche quest’anno a Bardonecchia il Festival Bardonoir, giunto alla terza edizione. Attesi autori nazionali ed anche, per la prima volta da oltralpe. Tra loro Gabriella Genisi, creatrice di Lolita Lobosco e la francese Michele Pedinielli, tradotta di recente in Italia

Il Premio Agatha 2025, organizzato dalla rivista Agatha in collaborazione con Golem Edizioni, sarà assegnato alle autrici dei tre migliori racconti noir, ambientati in terre di montagna o di frontiera.

 

Bardonoir arriva alla sua terza edizione e si può dire che il Festival noir di Bardonecchia sia ormai una rassegna consolidata. Nato come evento locale, sta assumendo rilevanza al di fuori della Val Susa e del Piemonte, anche grazie al coinvolgimento di scrittori di livello nazionale.

Quest’anno Bardonoir, diretto come sempre da Giorgio Ballario, nell’ambito della rassegna Scena 1312, organizzata dal Comune di Bardonecchia, si svolgerà da venerdì 22 a domenica 24 agosto e sarà ospitato al Palazzo delle Feste.

Il programma è particolarmente fitto e offrirà a cittadini e villeggianti un panorama coinvolgente della narrativa gialla e poliziesca italiana, anche se il debutto, venerdì alle ore 18, vedrà salire sul palco una scrittrice d’Oltralpe, la francese Michèle Pedinielli, noirista di Nizza che di recente è stata tradotta anche nel nostro Paese. Dopo di lei, alle 19, sarà la volta di Orso Tosco, autore ligure con le Langhe nel cuore che lo scorso anno si è aggiudicato niente meno che il Premio Scerbanenco, il più importante riconoscimento italiano.

 

Sabato 23 alle ore 12 si partirà con un aperitivo in compagnia di Massimo Tallone, autore torinese che a Bardonecchia è di casa, che presenterà la sua ultima opera inserita nella nuova collana noir nazionale di Capricorno Edizioni. Alle 15 un’importante novità per Bardonoir: il festival è stato infatti scelto per ospitare la cerimonia del Premio Agatha 2025, il primo concorso organizzato dall’omonima rivista e da Golem Edizioni dedicato a racconti noir scritti da donne, con ambientazione di montagna o nelle terre di frontiera. A seguire l’incontro con Giulio Leoni, uno dei migliori autori italiani di giallo storico. Infine, due nomi di assoluto rilievo sulla scena nazionale: alle 17 Gabriella Genisi, creatrice della serie di Lolita Lobosco, diventata celebre anche in televisione; e alle 18,30 un omaggio alla Roma in giallo di François Morlupi. Seguiranno in serata le tradizionali letture teatrali ad alta tensione nel Borgo Vecchio a cura dell’Accademia dei Folli.

 

Domenica 24 alle 11,30 aperitivo in biblioteca con il gruppo Torinoir, che ritorna dopo alcuni anni di silenzio con un’antologia noir sul Teatro Regio di Torino; alle 15 tavola rotonda sul noir al femminile con autrici ed editrici (Luisa Ferrero, Francesca Mogavero, Valentina Castellan e Mara Barbara Rosso). Infine, alle 16, a chiudere il festival sarà un’altra autrice molto nota e apprezzata dal pubblico, Alice Basso, che parlerà della sua nuova serie di “cosy crime”.