La decima edizione del Progetto dell’Associazione Culturale “Hiroshima Mon Amour ETS” e “Produzioni Fuorivia”
Da lunedì 8 a mercoledì 10 settembre
Canelli (Asti)
Gli ultimi giorni dell’estate 2025 accompagnano anche, con un seguito di meritati successi, al fotofinish della decima edizione di “Attraverso Festival”: alle spalle due mesi intensi di spettacoli, musica, teatro, letteratura e incontri che hanno portato il pubblico ad attraversare con ironia, intelligenza, bellezza e profondità il Piemonte meridionale, la “creatura” – dieci anni compiuti – di “Hiroshima Mon Amour ETS” entra ormai in “zona Cesarini”, dopo aver toccato una ventina di Comuni di Langhe, Monferrato, Roero ed Appennino piemontese, che hanno fatto da straordinaria cornice paesaggistica ad un cartellone ricco di oltre quaranta eventi.
Alla “volata” finale sono ancora quattro gli appuntamenti attesi fra Canelli, Alba ed Ovada.
Al via, per l’ultimo giro di valzer, lunedì 8 settembre, sul palco del Teatro “Balbo” nell’astigiana Canelli (ore 21), sarà protagonista la brava Lella Costa, impegnata in “Giovanna. La fanciulla, la pulzella, l’allodola”, spettacolo scritto con Gabriele Scotti che ripercorre la vicenda di Giovanna d’Arco, accompagnato dalle musiche sublimi di Giuseppe Verdi trascritte per pianoforte a quattro mani dal “Faccini Piano Duo” composto dai giovani talentuosi Betsabea ed Elia Faccini. Della “Pulzella d’Orléans” (eroina, santa e figura simbolo del patriottismo francese, che liberò la città di Orléans dall’assedio inglese durante la “Guerra dei Cent’anni”), Lella Costa e Gabriele Scotti tracciano un “ritratto dinamico, curioso e al tempo stesso rigoroso” teso a dare piena luce e verità ad una figura come quella di “Jeanette” (come Giovanna amava essere chiamata) che, nonostante fosse giovanissima ed analfabeta riuscì ad influenzare il corso della “Grande Storia”, diventando un simbolo senza tempo.
Secondo appuntamento del Festival, lunedì 9 settembre, con un doppio appuntamento. Ad Alba (Cuneo), al “Teatro Sociale G. Busca” (“Sala Marianna Torta Morolin”, ore 21), Isabella Ragonese, fra le attrici più raffinate della scena italiana, e Rodrigo D’Erasmo portano in scena “Gli amori difficili” di Italo Calvino: un omaggio al grande scrittore a quarant’anni dalla scomparsa, con musiche originali del violinista e produttore degli “Afterhours” e ricerche sui testi a cura della stessa attrice palermitana, grande estimatrice dell’opera di Calvino, di cui già nel 2001 ebbe a portare in scena “Le città invisibili” e nel 2021 il reading musicato “Cosmicomiche” al “Museo Egizio” di Torino.
In contemporanea, ore 21, al Teatro “Dino Crocco” di Ovada (Alessandria), torna la pungente stand up di Arianna Porcelli Safonov, che con “Alimentire” mette alla berlina l’ossessione contemporanea per la cucina gourmet e i suoi eccessi. Sul palco la brillante e irriverente attrice e scrittrice romana “accompagna il pubblico in un viaggio tra le contraddizioni della cultura gastronomica odierna, un’esperienza che invita il pubblico a ridere (e a riflettere) sulle stravaganze del cibo elevato a fenomeno sociale”. Come scrittrice, Arianna pubblica il suo primo libro per “Fazi Editore” nel 2014. Titolo “Fottuta campagna”, il volume è frutto di una singolare esperienza vissuta “in solitaria” sugli Appennini fra Lombardia e Liguria. Del 2017 è invece “Storie di Matti”, edito sempre da “Fazi Editore”. Dal 2015, è in tour con diversi progetti di satira e critica umoristica al costume sociale italiano: da “Piaghe” al “Riding Tristocomico” a “Diritto civile e altre parolacce” e a “Cibo, vino e altri castighi sociali”.
Mercoledì 10 settembre la chiusura ufficiale della decima edizione è affidata al Teatro “Dino Crocco” di Ovada (ore 21) con “Le Troiane” (da Euripide, 415 a. C.) spettacolo curato dal “Laboratorio Teatrale” del “Liceo Amaldi” di Novi Ligure: “un segnale forte di continuità e di apertura verso le nuove generazioni, chiamate a misurarsi con i grandi classici e a portare nuova linfa creativa nel segno del futuro”.
g.m.
Nelle foto: Lella Costa, Isabella Ragonese, Arianna Porcelli Safonov


Scolastica dell’editore Felice Paggi: un libro era venduto a due lire e, se era legato in tela con placca a oro, il prezzo saliva a tre. Sia questa serie che il successivo Minuzzolo anticiparono di fatto la nascita di Pinocchio. Il 7 luglio 1881, sul primo numero del periodico per l’infanzia Giornale per i bambini (praticamente l’archetipo dei periodici italiani per ragazzi) uscì la prima puntata de Le avventure di Pinocchio con il titolo Storia di un burattino. Due anni dopo, raccolte in volume e arricchite dalle illustrazioni di Enrico Mozzanti, le vicende del burattino che voleva diventare un bambino in carne e ossa vennero pubblicate quasi in contemporanea con la sua nomina a direttore del periodico che ne aveva anticipato il testo. Carlo Lorenzini, ormai per tutti Collodi, morì a Firenze nel 1890 dove riposa nel cimitero delle Porte Sante. Pinocchio, nonostante abbia compiuto il suo 140° compleanno, è ben vivo e vegeto: pubblicato in 187 edizioni, tradotto in 260 lingue o dialetti, protagonista di film, cartoni animati e sceneggiati, riprodotto in mille maniere. In molti hanno provato a catalogarne significati e morali per spiegarne l’incredibile longevità e freschezza. Per Italo Calvino Pinocchio è stato l’unico vero protagonista picaresco della letteratura italiana, proposto in forma fantastica; le sue avventure rocambolesche, a volte scanzonate, a tratti drammatiche, rimandano alla letteratura di genere che ebbe origine in Spagna con Lazarillo de Tormes e il Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, l’opera che segnò la nascita del moderno romanzo europeo.
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