CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 109

Angelina Mango: “Nina canta nei teatri”, tappa di un’importante tournée

Approda lunedì 16 marzo, alle 20.30, al teatro Colosseo di Torino, Angelina Mango, con il concerto “Nina canta nei teatri”, un live pensato come un incontro ravvicinato, quasi uno studio aperto, dove le canzoni prendono forma davanti al pubblico, e diventano racconto e presenza. Dopo la pubblicazione a sorpresa del nuovo album “Caramé”, definito dall’artista una “lettera intima” composta da 15 tracce più uno, Angelina propone un concerto suonato, essenziale, costruito attorno alla voce, ai musicisti e al processo creativo che ha dato vita ai brani più importanti della sua carriera. Angelina ha creato il personaggio di Nina per creare un contrappunto alle canzoni, e per esprimere la soddisfazione di aver superato la fine di un incubo, quello del malessere alle corde vocali che, appena due anni fa, ne aveva minacciato il proseguimento della carriera.
Il suo show propone anche canzoni popolari come “La noia”, “Ci pensiamo domani”, “Voglia di vivere”, “Melodrama” e “Velo sugli occhi”. Dentro l’universo di Nina, che rappresenta il suo alter ego emotivo e narrativo, Angelina Mango ritrova anche un percorso che attraversa gli ultimi anni dell’artista, fatti di successi, cambiamenti e fragilità, oltre a una nuova maturità artistica.

Teatro Colosseo – via Madama Cristina 71, Torino

Mara Martellotta

È “Una battaglia dopo l’altra” il film dell’anno, sei meritatissime statuette

La notte degli Oscar

È Una battaglia dopo l’altra il miglior film dell’anno, successo incontrastato di pubblico e critica, tredici nomination e sei statuette nelle mani di Paul Thomas Anderson per miglior regia e miglior sceneggiatura non originale (adattamento del romanzo Vineland di Thomas Pinchon, autore appartato di cui non esistono immagini se non quelle che lo ritraggono negli anni della scuola e del servizio militare), di un eccezionale e strameritevole Sean Penn migliore attore non protagonista nelle vesti del colonnello tronfio e di quanto di più idiota e violento possa esistere Steven J. Lockjaw – che l’altra sera ha preferito essere in Ucraina che sul red carpet -, del montatore Andy Jurgensen, statuetta anche per l’ultimo zio Oscar fresco di nomina inneggiante al miglior casting, a festeggiare la commossa Cassandra Kulukundis. Un titolo che è una citazione dell’attivista Angela Davis, “non ci sarà mai una battaglia finale, è sempre una battaglia dopo l’altra”, un budget di 130 milioni di dollari di cui una bella fetta di 25 al protagonista Di Caprio, in perenne vestaglia da camera a riquadri rossi, paranoico e arruffato sotto le strade assolate della California, lungo quei nastri stradali che sono tutti un sali e scendi, speriamo trampolino di lancio definitivo per un regista sempre assai più che interessante, che pur osannato – ci ha dato tra i suoi complessivi dieci film titoli come Boogie Nights e Magnolia, Il petroliere e The Master e Il filo nascosto – continua a rimanere nel culto dei pochi eletti, una storia che il regista ha trasportato dagli anni reaganiani al giorni nostri, per la quale quando il film uscì a inizio stagione parlai di “fascino”, di “spericolato capolavoro di ritmo, vorticoso, una discesa all’inferno e tra i mali della nostra quotidiana società, le lotte e le sconfitte, e di montaggio incrociato, di maestria e di invenzioni di ogni singolo attore, di un racconto fluidissimo nonostante un narrato di 162 minuti, ma capace al tempo stesso di perdersi per mille rigagnoli e sottostorie e di reggerli con estrema padronanza, per cui si plaude a una sceneggiatura che, in compagnia del miglior attore protagonista (DiCaprio) e del miglior attore non protagonista (Sean Penn, è lui il più “immenso” della compagine attoriale: perfido e gigionescamente insulso, perfetto di postura e di alterigia e di tic, muscoli venati in bella mostra e magliette militari attillate, parente stretto dei tanti generali pettoruti visti al cinema – per tutti, Ford Coppola e Kubrick -, con quelle labbra che tentennano di continuo, quello squarcio che si porta su un lato della faccia offesa nelle inquadrature finali, il suo esercizio sessuale per essere pronto al comando panteresco di Perfidia, ogni attimo è da manuale, ogni battuta e ogni eroismo da strapazzo ti impongono di guardarlo e di ammirarlo), ci dobbiamo aspettare nelle nomination delle prossime statuette pronte per il Dolby Theatre. Senza tacere della presenza, su ogni red carpet, dello stesso Anderson in veste di regista.” Assalti alle banche e attentati a tralicci e alle case di politici potenti, la piccola Charlene da proteggere, alcol e droga, suprematisti e nazistoidi, scene a pieno effetto, un successo mondiale.

In una serata invasa dal glamour come sempre ma certo non fagocitata dal periodo nero dentro il quale stiamo vivendo, dove il solo a dire no a tutte le guerre è stato un Javier Bardem con scritta in tal senso agganciata allo smoking, a farne le spese è stato il superfavoritissimo Sinners di Ryan Coogler, sino alla vigilia forte delle sue sedici nomination (ridotte a quattro statuette), da noi passato quasi inosservato, un mescolarsi ad inizio degli anni Trenta di vampireschi appartenenti al Ku Klux Klan e horror e razzismo, storia di due gemelli interpretati da Michael B. Jordan – per noi quasi nessuno ma un signore che, nel marzo del 2023, a soli 36 anni, s’è aggiudicato una stella sul Hollywood Walk of Fame a Los Angeles – che è eletto miglior attore protagonista, con buona pace del Marty Supreme Thimotée Chalamet, esempio macroscopico di irriverente fanciullaggine e stupidità d’alto grado che lo hanno fatto sprofondare ai gradini più bassi dell’apprezzamento generale – interpretativo e comportamentale, quanto è immediatamente volubile il pubblico – a seguito delle stupidaggini di alcuni giorni fa sul “che gliene frega alla gente di balletto e opera lirica”, con buon insorgere di Bolle Kaufmann e compagni, per cui il suo giocatore di tennis s’è visto sgonfiato e messo dietro la lavagna, nonostante i giochi fossero già stati fatti.

Centratissimi scenografia, trucco e acconciatura, costumi per il Frankenstein di Guillermo del Toro. Chi oltre il cinema guarda con amore e passione al teatro apprezzerà la statuetta nelle mani di Jessie Buckley – ma tutto il mondo se l’aspettava sin dall’uscita -, stratosferica madre e moglie di Shakespeare, innegabile centro del Hamnet di Chloé Zhao, film che avrebbe meritato di più, anche in ossequio a una regista che cinque anni fa aveva portato al successo il suo Nomadland e l’interpretazione di Frances McDormand: aver fatto combaciare Hamnet e Amlet, aver chiuso la disperazione di una coppia celebre con una rappresentazione, sul palcoscenico del Globe, della tragedia del Bardo, è stato un momento geniale del cinema di questi ultimi anni, invenzione o storia che fosse. Come non possiamo non accogliere con immutata convinzione l’esito della scelta di chi ha visto in Sentimental Value, opera del norvegese Joachim Trier, il miglior film internazionale, anche qui un successo, un tragitto nell’anima certamente più sottile da cui non vanno disgiunte le prove dei tre interpreti principali. L’Italia come da un po’ di anni a questa parte non può fare che consolarsi del (quasi) nulla e chissà quando torneremo a essere presi in piena considerazione, con titoli che ad esempio comincino a essere promossi ai festival fuori confini: per ora, in fondo a ogni elenco, ci piace ritrovare un angolo della nostra cultura cinematografica e di penisola, la bolognese Valentina Merli è tra i produttori dei due cortometraggi premiati ex aequo, Two people exchanging saliva. E questo, per ora, ci deve bastare.

Elio Rabbione

“Lavori in Corto”: “I cento passi” al cinema Massimo 

La prossimità è una pratica di democrazia profonda, fondamentale soprattutto in un momento di grande incertezza globale, dove il richiamo a questa dimensione rappresenta una riappropriazione della possibilità di agire. Solo così si può costruire e trasformare per il bene comune.

“Lavori in Corto” rappresenta il concorso nazionale, giunto alla sua 11esima edizione, promosso da AMNC Associazione Museo Nazionale del Cinema, che ha scelto questo tema in condivisione con la Biennale della Prossimità, che si svolgerà a Torino nel mese di ottobre. Il lancio del bando avviene con la proiezione della versione restaurata del film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, in programma martedì 17 marzo, alle ore 20.30, presso il cinema Massimo di Torino, con ingresso libero e possibilità di prenotare sul profilo Eventbrite di AMNC. Alla serata interverranno lo sceneggiatore del film Claudio Fava, il direttore dei lavori di Corto Vittorio Canavese, il presidente del Consorzio Abele Lavoro Massimo D’Amico, la vicepresidente AMNC Valentina Noya e i rappresentanti di Libera del presidio universitario di Torino.

Il concorso è aperto ai film realizzati dal 1⁰ gennaio 2025 in poi e di durata non superiore ai 30 minuti. Ci saranno quattro premi: il primo premio, dedicato ad Armando Ceste, autore di Liberaterra, di 1500 euro; premio Marina Panarese per film-makers straniere o stranieri di seconda generazione, di 1000 euro; il premio Cinema Giovani Vittorio Arrigoni, per persone under 35, sostenuto da Nova Coop, di 1000 euro; il premio Lacumbia Film, che prevede un riconoscimento attraverso una fornitura di strumenti audiovisivi.
Per partecipare c’è tempo fino al 30 giugno 2026.

’Lavori in Corto’ e Biennale della Prossimità fanno proprie le parole dell’antropologo Arjun Appadurai: “La democrazia profonda è la democrazia più prossima del quartiere, della comunità, che si esprime nelle pratiche quotidiane della condivisione”.
Il cinema, soprattutto quello che viene dal basso, che nasce dall’urgenza del racconto e non da logiche produttive di mercato, può rappresentare uno stimolo alla discussione. Già nelle precedenti edizioni di “Lavori in Corto” era emersa la capacità del cinema di cogliere e raccontare temi sociali rilevanti, con punti di vista originali, sia nei cortometraggi in gara, sia nelle proiezioni fuori concorso. Sviluppare l’occasione di connessioni tra operatori culturali, artistici e sociali è anche un modo per realizzare un’idea di pratica della democrazia rinnovata, vicina e profonda.

Mara Martellotta

Le barriere zingare di Gipo

Roberto Cardaci (1955) è sociologo, ricercatore ed esperto in progettazione sociale. Svolge la sua attività professionale presso la Scuola di Amministrazione Aziendale UNITO e la Fondazione Educatorio della Provvidenza di Torino. Si occupa di temi legati alla dimensione sociale dei territori, e di progetti per l’inclusione di soggetti deboli. Ha pubblicato Poveri nella città. Dove vivono e che cosa chiedono a Torino (2013), Superare la recessione. Lavoro e welfare per rilanciare l’economia reale (2023). Collabora con riviste nazionali e internazionali.


Con la prefazione di Valentina Farassino, editore Marcovalerio ha pubblicato un libro che è uno studio, una ricerca, una fotografia sociale attraverso le canzoni di Gipo Farassino chansonnier barrierante  poeta autore che ha raccontato la sua città in ogni suo spaccato tra la fine degli anni 50 ad arrivare al 2000.Dai personaggi di barriera alla città in pieno boom sotto la Fiat, dai parchi ai fiumi ,al ritratto di personaggi variopinti che animavano le vie, ai locali, alle atmosfere. Un racconto sociologico che chi ha i capelli grigi ha vissuto o sentito raccontare dai nonni e genitori.
L’ autore racconta senza nostalgie, ma si tratta di una Torino che è stata, che Gipo aveva già disegnato nelle sue canzoni.

gd

Al castello di Piea d’Asti “Il narciso incantato”

Prenderà il via il 21 marzo al castello di Piea d’Asti , in provincia di Asti, in piazza Italia 3, con il tradizionale Brindisi inaugurale  la XVIII edizione de “Il narciso incantato”. Più  di quindicimila bulbose, narcisi, giacinti, tulipani in fiore nel parco attenderanno i visitatori fino al 3 maggio.

Il castello quest’anno proporrà interessanti novità. Le note del Rondò veneziano accompagneranno abiti e tableaux vivants della Venezia del Settecento. Sarà  inoltre proposta una prestigiosa esposizione di cimeli e memorie dell’Ordine dei cavalieri Templari  e avranno luogo seminari e concilio dell’Ordine Templare. Verrà anche allestita una rara collezione di porcellane di Meissen, Dresda e Capodimonte e sarà esposta una collezione di uova della scuola di Carl Fabergé. Saranno anche messi in mostra  cimeli di Casa Savoia , una sedia di Giovanni Giolitti , l’abito originale del film Titanic e un’eccezionale esposizione di auto originali dei primi del Novecento.
Imperdibile la mostra d’arte dal titolo “Opere, castelli e colori danzanti” a cura della dirigente artistica Doriana Doria. Sarà inaugurata il 29 marzo con la partecipazione di figuranti in abiti ottocenteschi.

Il castello è aperto dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 19, il sabato, domenica e festivi dalle 11.30 alle 19 con orario continuato.

Il biglietto di ingresso al parco ha un costo di 5 euro, mentre è  di 9 euro quello inclusivo dell’accesso alle sale del castello.

Per chi lo desidera è  possibile pranzare al castello ogni sabato e domenica su prenotazione con catering esterno.

Per info contattare responsabile del castello di Piea d’Asti, Dott.ssa Antonella Silvia Tamietto, ai numeri 3407818231 e 3277055413 o scrivendo una mail a contessadipiea@icloud.com

Mara Martellotta

Gaia Zucchi conquista anche Torino e annuncia il film su “La vicina di Zeffirelli”

 

Grande partecipazione sabato 14 marzo alla galleria Ad Mayora di Torino per l’incontro dedicato a La vicina di Zeffirelli, l’opera portata in scena da Gaia Zucchi. L’evento è stato un grande successo.
L’interesse del pubblico è rimasto folgorato dal fascino del racconto legato alla figura del grande regista Franco Zeffirelli, evocato attraverso la voce ed i ricordi dell’attrice. A contribuire alla riuscita dell’incontro anche gli interventi della consigliera regionale Laura Pompeo e gli aneddoti raccontati dall’organizzatore Alessandro Tisci, che hanno arricchito la serata con curiosità e retroscena.
Proprio durante l’evento, Gaia Zucchi si è lasciata sfuggire un dettaglio importante: dopo il successo teatrale, La vicina di Zeffirelli è pronta a diventare anche un film. Il sorriso del regista Andrea De Benedictis ha alimentato l’entusiasmo dei presenti e l’immaginazione dei fans, lasciando intravedere la possibilità che alcune riprese possano svolgersi proprio a Torino, la storica città dei Savoia.

Enzo Grassano

La grande storia rivive in Galleria Subalpina con Pier Franco Quaglieni

La storia è protagonista alla Galleria Subalpina di Torino: Pier Franco Quaglieni presenta tre volumi delle Edizioni Pedrini. Infatti, domenica 29 marzo, alle ore 11:00, la suggestiva cornice della scalinata della Galleria Subalpina ospiterà un importante appuntamento culturale dedicato alla grande storia e al pensiero liberale italiano.

Lo storico Pier Franco Quaglieni presenterà tre volumi di rilievo pubblicati dalle Edizioni Pedrini“Doveri dell’Uomo”“Matteotti” e “Il liberale Pannunzio”. L’incontro si configura come un viaggio attraverso le figure e i valori che hanno segnato il percorso civile del nostro Paese, dal Risorgimento mazziniano alla strenua difesa della libertà.

A dialogare con l’autore sarà Nicola Gallino, firma del quotidiano la Repubblica. Il confronto tra lo storico e il giornalista offrirà l’occasione per approfondire l’attualità di questi testi e la rilevanza dei loro protagonisti nel panorama culturale odierno.

L’evento, aperto al pubblico, rappresenta un’occasione importante per riflettere sulla memoria storica e sull’impegno civile in uno dei luoghi più iconici del capoluogo piemontese. Maggiori informazioni al numero 3939988875.

Una piazza per l’artista Alberto Bertazzi

Sabato 13 marzo si è svolta a Balzola, nella piazza antistante la Casa di riposo, l’intitolazione ad Alberto Bertazzi, grande artista a cui il paese ha dato i natali nel 1953 e scomparso prematuramente nel 1993.

Presenti alla cerimonia l’onorevole Enzo Amich, il sindaco Marco Torriano con l’intera giunta, i consiglieri comunali con il vice sindaco Luca Graziotto, oltre all’assessore alla sanità regionale piemontese Federico Riboldi che ha sottolineato l’importanza di conservare la memoria di un personaggio che ha dato lustro al paese.

Presenti anche i sindaci Fabrizio Bremide di Villanova, Andrea Manachino di Rive e il vicesindaco di Morano Maura Tosi.

Dopo lai benedizione impartita dal parroco  don Taddeo, ha preso la parola il critico d’arte Giuliana Romano Bussola che conobbe Bertazzi e gli curò molte mostre, in particolare la antologica postuma nel castello di Casale Monferrato.

E’ stata riportata in vita la prepotente personalità del geniale pittore e scenografo dalle varie sfaccettature, apparentemente contraddittorie  ma armonizzate dal viscerale amore per l’arte.

Si conciliano in lui, infatti, due anime, da una parte quella semplice che guarda la quotidiana realtà contadina, risaie, campi di grano, rogge contornate dai gelsi, con occhio limpido e sereno e un’affettuosità pari ad un Jean Francois Millet;  dall’altra l’anima tormentata e inquieta che s’addentra nel mondo dell’occulto, dell’esoterico e del mistico con una visione romantica della natura attraverso la rappresentazione dei fenomeni più inquietanti tra fulmini, lampi tenebrosi, luci misteriose e sublimi, apparizioni sconvolgenti e apocalittiche.

Sono questi i dipinti che affascinano maggiormente e rendono la sua arte personalissima e immediatamente riconoscibile  attraendo  e al tempo stesso causando turbamento accostandosi alla poetica del Sublime.

Una nota piacevole è stata data dai bambini delle scuole elementari con piccoli deliziosi dipinti con tematiche contadine ispirate dalle opere di Bertazzi.

Avigliana protagonista delle Giornate FAI di Primavera

Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il grande appuntamento che permette al pubblico di scoprire luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti del patrimonio storico, artistico e naturalistico italiano. Durante questa manifestazione, giunta alla 34esima edizione, apriranno ben 780 luoghi in 400 città, visitabili grazie a 17mila apprendisti ciceroni su base volontaria, a contributo libero.
In Piemonte grande protagonista sarà Avigliana, la città medievale dal cuore verde, con ben cinque siti da scoprire, quattro dei quali ubicati nel centro storico. Ad organizzare queste aperture sarà la Delegazione FAI della Valle di Susa, guidata da Marilena Gally insieme al Gruppo FAI giovani.
L’iniziativa si svolge con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Avigliana ed è resa possibile grazie alla disponibilità del Liceo Norberto Rosa di Bussoleno; di Azimut Yachts e Fondazione Vitelli; dell’Asilo Picco; di Enrico Allais e del progetto Cultura a porte aperte.

Sarà possibile visitare le seguenti meraviglie:

–        Palazzo Comunale e Piazza Conte Rosso: il pubblico potrà scoprire le bellezze di Piazza Conte Rosso, che nel medioevo era sede di mercati e fiere; qui aveva sede il tribunale e venivano pesate le merci con il peso pubblico comunale. La piazza, contornata da edifici a portici ogivali con riprese architettoniche barocche, è dominata dai ruderi dell’imponente maniero fatto costruire intorno al 960 d.C. dal Marchese Arduino III detto “il Glabro”. In questo maniero, distrutto definitivamente il 29 maggio 1691 dal generale francese Nicolas de Catinat, nacquero almeno tre sovrani: il Beato Conte di Savoia Umberto III il 4 agosto 1136; il Conte di Savoia Amedeo VII detto il “Conte Rosso” il 24 febbraio 1360 e la sfortunata Bona, Duchessa di  Milano, il 10 agosto 1449.
Dopo aver visitato la piazza il pubblico, guidato dai narratori FAI, si traferirà nel Palazzo Comunale, dove accederà alla Torre civica del XIII secolo e successivamente all’ufficio del sindaco e alla vecchia sala consiliare, i cui arredi e decorazioni sono neo-medievali.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Turni di visita max 20 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è richiesta prenotazione.

–        Scuola Picco: si trova in Piazza Conte Rosso. Nel 1870 un comitato di cittadini aviglianesi, su impulso di quello che accadeva nei comuni limitrofi, decise di dare vita ad una struttura dove accogliere i bambini da 3 a 6 anni d’età, d’ambo i sessi. L’obiettivo era quello di avere una scuola a vantaggio generale della popolazione e a beneficio di tutti i bimbi di Avigliana, aiutando le famiglie povere, in modo che i genitori potessero recarsi al lavoro senza il problema di dover lasciare soli i loro figli. Tra i 100 soci, il Comune si impegnò a versare 300 Lire. L’Asilo Picco venne istituito l’8 luglio 1871 con Regio Decreto di Re Vittorio Emanuele II e per i primi 5 anni ebbe sede nel salone messo gratuitamente a disposizione dalla Congregazione dei Sacerdoti presso la Casa Riva. Nell’estate 1872 si tenne un ballo di beneficenza con lotteria a premi a favore della scuola infantile. La signora Emilia Gaggiotti vedova Belitrandi mise a disposizione gratuitamente il suo ampio salone e la Società Filarmonica Santa Cecilia si esibì senza richiedere alcun compenso. I fondi raccolti furono utilizzati nel dicembre dello stesso anno per acquistare l’immobile che è tutt’oggi sede della scuola. Nell’ottobre 1876 l’educazione dei bambini venne affidata alle Suore della Piccola Casa della Provvidenza, che vi restarono fino all’anno scolastico 1982/83.
La scuola materna riuscì a svolgere la sua attività grazie a molti benefattori, tra i quali la Contessa Clementina Carron di San Tommaso, la Società Dinamite Nobel, la Cassa di Risparmio di Torino, la Società Militari in Congedo di Avigliana, la Società Filarmonica di Santa Cecilia, molti privati e molte famiglie. La scuola è stata recentemente riqualificata grazie alla Fondazione Paolo Vitelli. Il pubblico, guidato dai volontari FAI accompagnati dal Presidente della scuola, potrà visitare eccezionalmente i locali dell’asilo, che mantengono la struttura ottocentesca.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Gruppi di massimo 15 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è richiesta prenotazione.

–        Casa Cantamerlo: ubicata in Via Norberto Rosa 2, uno degli stretti vicoli che sale al castello, è privata e verrà aperta eccezionalmente grazie alla disponibilità del proprietario. Così chiamata per via di un merlo dipinto sulla volta della sua torre, in passato era la casa canonicale della Parrocchia dei Santi Giovanni e Pietro. Nel 1860 fu venduta dal Parroco Giovanni Maria Vignolo all’avvocato, musicista, pittore, poeta e giornalista aviglianese Norberto Rosa, che qui visse fino alla sua morte, avvenuta nel giugno 1862. L’edificio, in stile neogotico nell’Ottocento, si sviluppa attorno ad una corte. Su uno dei muri è affrescata una copia della “Danza dei Folli”, la stessa che si ammira sulla facciata di un edificio nel Borgo Medievale del Valentino: l’opera originaria era presente sulla facciata di un’osteria di Lagnasco che oggi non esiste più. Molto caratteristica è la sua torre.
Il pubblico, guidato dagli apprendisti ciceroni della classe terza A ad indirizzo scientifico tradizionale del Liceo Norberto Rosa di Bussoleno, avrà la possibilità di scoprire l’interessantissima storia di questa dimora, dove vennero ospitati illustri personaggi, tra i quali Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena nel 1938.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Turni di visita di max 15 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è necessaria prenotazione.

–        Oratorio del Gesù: ubicato in Via XX Settembre, nel centro storico, nel cuore del Borgo Vecchio, risale al XV secolo. All’interno presenta un aspetto barocco mentre all’esterno è caratterizzato da finestre a sesto acuto. L’altare è seicentesco. Quest’Oratorio faceva parte della residenza della nobile famiglia dei Le Cocq, il cui esponente più illustre è stato il Beato Antonio Le Cocq (Avigliana 1390 – Chiusa Pesio 1458). Nel luogo di culto si riuniva la Confraternita del Santissimo Nome di Gesù, fondata ad Avigliana da San Bernardino da Siena a metà Quattrocento.
Il pubblico sarà guidato dai narratori FAI.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Turni di visita di max 15 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è necessaria prenotazione.

–        Azimut Yachts – luogo riservato agli iscritti FAI: Azimut Yachts, con sede ad Avigliana in Via M.L. King, 9, è un brand del Gruppo Azimut|Benetti, che fa capo alla famiglia Vitelli e che da ventisei anni detiene il primato di primo produttore al mondo di megayacht. Questo polo d’avanguardia unico rappresenta un distretto nautico d’eccellenza, dove lavorano oltre 1000 persone e vengono costruiti yacht fino ai 26 metri. Gli iscritti FAI, guidati dagli ingegneri e gli artigiani che quotidianamente danno forma agli yacht, avranno la possibilità di scoprire una realtà d’eccezione, normalmente non aperta al pubblico per tutelare la riservatezza delle innovazioni. Il percorso di visita terminerà nella piscina del cantiere, dove gli yacht superano il test finale per poi andare a solcare mari ed oceani.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 16:30). Turni di visita di max 15 persone, con durata della visita di 90 minuti. Visite riservate agli iscritti FAI.

ANDREA CARNINO