Cosa succede in città- Pagina 84

Polizia municipale via mail, nuovo servizio digitale per il ritiro delle multe

/
Parte il nuovo servizio di ritiro Digitale degli Atti Giudiziari della Polizia Locale che permetterà di ritirare i plichi on line, senza recarsi di persona agli sportelli.

 Se al momento della notifica dell’Atto Giudiziario il messo notificatore non troverà nessuno, lascerà un avviso nella cassetta delle lettere del destinatario contenete tutte le istruzioni per poter ricevere i documenti direttamente nella propria casella di posta elettronica in formato PDF.

Basterà scansionare con la fotocamera dello smartphone il QR-Code riportato sull’avviso per essere indirizzati al sito www.spike.epress della società incaricata dalla Polizia Locale per la consegna degli Atti Giudiziari. Qui, attraverso una procedura guidata, sarà possibile compilare la richiesta per ricevere digitalmente gli atti. Inviata con successo la richiesta, i documenti arriveranno direttamente al destinatario con un link che riceverà tramite sms e e-mail. Il servizio sarà attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, anche nei giorni festivi.

Naturalmente chi non vorrà usufruire del servizio di ritiro digitale potrà continuare a ritirare gli atti di persona agli sportelli indicati  nell’avviso.

TORINO CLICK

“Memorie d’acqua”, genti e dialetti nella prima metà del Novecento

A Palazzo Madama, sino al 18 novembre

Nel più ampio panorama di “Change! ieri, oggi, domani. Il Po”, si ritaglia un suo ben preciso e curiosissimo spazio il progetto espositivo “Memorie d’acqua. Parole e immagini”, a cura di Matteo Rivoira e della Redazione dell’Atlante Linguistico Italiano, Università degli Studi di Torino, a Palazzo Madama – Piccola Guardaroba e Gabinetto Cinese – sino al 18 novembre. Dovendosi qui in primo luogo sgombrare il campo dei dubbi di una mostra per pochi eletti, per studiosi raffinati, per portatori d’argomenti non sempre semplici e facilmente fruibili: oltre le tematiche affrontate da “Change!”, vi è “la lente interpretativa della lingua, della cultura popolare e della memoria collettiva” che le irrobustisce, “da quello della gestione dell’acqua secondo criteri di sostenibilità propri degli usi preindustriali, a quello della costruzione e cura del paesaggio come elemento vitale, sino al parallelo tra la biodiversità – rappresentata dalle svariate specie animali e vegetali – e la ricchezza terminologica dialettale documentata dall’Atlante Linguistico Italiano”.

L’Atlante è un patrimonio di cinque milioni di schede dialettali e di circa 9000 fotografie etnografiche, a cui s’uniscono una raccolta di carte geografiche che portano impresse la differenti traduzioni dialettali di un concetto o nozione o frase, sempre raccolte dalla viva voce delle persone intervistate: eccellente materiale che per quarant’anni sette raccoglitori, il primo fu Ugo Pellis (1882 – 1943), elencarono con l’aiuto degli “informatori” nei loro viaggi a volte avventurosi, ponendo domande, mostrando oggetti, sottoponendo illustrazioni e schizzando quanto ritrovato negli itinerari.

Un lavoro prezioso: “ogni richiesta è corredata da numerose informazioni che vanno dal modo in cui è stata posta la domanda (ad esempio se mostrando una figura o facendo un gesto), ai giorni esatti dell’inchiesta, alle caratteristiche socio-culturali dell’informatore”, materiale di studio trascritto e pubblicato nel 1995 in due volumi. Un materiale ricavato con passione da quelle agendine che ora riempiono le vetrine di cui è arricchita la mostra, autentici diari di viaggio del Pellis, “che quotidianamente annotava nel dettaglio notizie relative ai suoi spostamenti, ai soggiorni, alle difficoltà pratiche e organizzative che incontrava”: il tutto ad arricchire la memoria di un’Italia rigorosamente in bianco e nero della prima metà del Novecento, un’Italia fatta di borghi, soprattutto rurale, di strade poco trafficate, di nuclei familiari, di uomini e di donne che faticano, di casolari, di oggetti di uso quotidiano, di piante e di pesci, di parole e di dialetti che qualcuno ha provveduto a non disperdere.

Disseminati nelle carte geografiche, riscopriamo i “valori” e i significati del “martin pescatore” come del “pioppo” (“àlbera” e “albra”, “albrùn” e “albret” e “albaréla”, una catena che giunge tra l’altro a “tërmu” e “piopa”, e molti altri termini ancora), percorrendo idealmente le sponde e le campagne attorno al Po. Guardiamo ad altri corsi d’acqua, in un documento dell’agosto 1937, abbiamo l’immagine di un “batèl”, la imbarcazione più caratteristica del lago di Como, quella di manzoniana memoria, un “gozzetto” o “barca da pesca” che ha i tre semicerchi legnosi nella sua parte superiore, uniti da un travetto longitudinale utile a stendere un telo per riparare gli occupanti dal sole, senza i quali è chiamata semplicemente “barca”. C’è un’altra versione, la “Lucia”, dal momento che nella tradizione popolare la giovane protagonista dei “Promessi sposi” prese proprio questo tipo d’imbarcazione per raggiungere Fra’ Cristoforo a Pescarenico. Come in altra immagine si scorge, nelle acque di Porto Corsini (oggi Marina di Ravenna), in un documento del marzo 1928, una rete del tipo a bilancia, denominata “padlòn”, una rete da pesca formata da una pezza unica di forma generalmente quadrata; come dal Porto di Mantova, Porta Catena esattamente, con un documento del novembre 1928, arriva l’immagine di tre “batèi”, “batèl” al singolare, anch’essi imbarcazioni da pesca, e più in fondo un “bürcc”, un burchio, grande imbarcazione a remi, vela o alzaia (una fune per il traino controcorrente) per il trasporto di merci, con il fondo piatto per poter navigare con facilità sui bassi fondali di fiumi, canali e lagune. Come località del Piemonte ci riportano i termini degli antichi lavatoi, da “lavàur” o “lavàu” (Centallo, luglio 1941) o gli oggetti legati al bucato, il “baciàs” che è la vasca, il “segelìn” che è la seccia di rame, la “sibërtè” che è il mastello da bucato. Tutti termini che ricordano ancora oggi, al visitatore della mostra, la gente e i luoghi di Meana di Susa, in un documento del marzo 1936.

Elio Rabbione

Nelle immagini: Candia Canavese (To), 9 maggio 1936, fotografia n. 4405, punto di inchiesta 40; Cavazuccherina, Jesolo dal 1930 (Ve), 16 marzo 1931, fotografia n. 1575, punto di inchiesta 265; Cozzo (Pv), 23 febbraio 1938, fotografia n. 5594.

A Montaldo Torinese le riprese del film di Roberto Gasparro “Chi sono io”

Dopo aver vinto la 76ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno con La chiocciola (uscito al cinema quest’anno e ora disponibile su Prime Video), a fine mese torna sul set il regista indipendente Roberto Gasparro, con il nuovo Chi sono io. Le riprese si svolgeranno a Montaldo Torinese, toccando anche Moncalvo, comune coinvolto grazie alla rete regionale di Film Commission Torino Piemonte. Prodotto dalla torinese 35MM, realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e Accademia delle Belle Arti di Torino, il film ripropone collaborazioni con le più importanti realtà commerciali del territorio, un modello che il regista aveva già sperimentato con successo nei suoi lavori precedenti. Main sponsor saranno Borello Supermercati, che metterà a disposizione delle riprese una location riservata di sua proprietà, e MFGA – Make Fashion Great Again, che fornirà tutti gli abiti di scena.

Dopo aver raccontato nel film precedente la realtà degli hikikomori, il regista e sceneggiatore torinese si affaccia ora sul mondo sfuggente di OnlyFans e sulle infinite identità virtuali che il web consente di assumere. Nel cast Massimiliano RossiStefania De FrancescoVittoria ChioleroMax CavallariTony SperandeoGianni Parisi e Fabio Fulco. Distribuito da 35MM Produzioni S.r.l., Chi sono io uscirà in sala nel 2025, per poi approdare su Prime Video Italia, USA, Gran Bretagna, Germania e Giappone.

Gli spettatori potranno seguire giorno per giorno la lavorazione del film in diretta streaming sull’app 35MM (scaricabile gratuitamente da Apple Store e Play Store). È il primo caso in Italia di un’applicazione lanciata da una casa di produzione cinematografica.

La presentazione di Chi sono io è in programma giovedì 26 settembre alle 11 nella sala Paolo Tenna di Film Commission Torino Piemonte, in via Buscalioni 34. Verrà preceduta da coffee break offerto dal biscottificio artigianale Alla vecchia maniera di via Lanzo 76/c.

CHI SONO IO

 

Regia e sceneggiatura

Roberto Gasparro

Cast

Massimiliano Rossi (Il cattivo poeta di Gianluca Jodice, Comandante di Edoardo De Angelis, Diabolik – Chi sei? dei Manetti Bros.)

Stefania De Francesco (Luna rossa di Antonio Capuano, Il resto di niente di Antonietta De Lillo, Don Matteo)

Vittoria Chiolero (Stessi battiti e La chiocciola di Roberto Gasparro)

Max Cavallari (Fichi d’India, ZeligPinocchio di Roberto Benigni)

Tony Sperandeo (David di Donatello per I cento passi di Marco Tullio Giordana, Kaos e Il sole anche di notte di Paolo e Vittorio Taviani, Il siciliano di Michael Cimino, Ragazzi fuoriNel continente nero e Il muro di gomma di Marco Risi, Johnny Stecchino di Roberto Benigni, L’uomo delle stelle e Baaria di Giuseppe Tornatore, La scorta di Ricky Tognazzi)

Gianni Parisi (Maccheroni di Ettore Scola, Febbre da cavallo – La mandrakata di Carlo Vanzina, L’oro di Scampia di Marco Pontecorvo, Sono solo fantasmi di Christian e Brando De Sica, Freaks Out di Gabriele Mainetti, Falla girare di Giampaolo Morelli)

Fabio Fulco (Un tè con Mussolini di Franco Zeffirelli, Le ragazze di Miss Italia di Dino Risi, Il sogno del maratoneta di Leone Pompucci)

Fotografia

Fabio Lanciotti (Nuovo cinema ParadisoStanno tutti bene e Una pura formalità di Giuseppe Tornatore, La voce della luna di Federico Fellini, Tolgo il disturbo di Dino Risi, L’anno del terrore di John Frankenheimer)

Scenografia e costumi

Elisabetta Ajani (I vestiti nuovi dell’imperatore di Alan Taylor, Maria José, l’ultima regina di Carlo Lizzani)

Produttore esecutivo

Alfonsina Filpi (La chiocciola di Roberto Gasparro)

CREDITI NON CONTRATTUALI

SINOSSI

Gli Orsi sono una famiglia alto-borghese che vive in una villa sulle colline del torinese. Giovanni è un noto imprenditore, la moglie Margherita un’aspirante giornalista che scrive per il foglio della parrocchia, la figlia Silvia studia lettere moderne all’università ed è appassionata di Pirandello. In quanto a Rossella, per Silvia è una specie di sorella, che vive in casa loro dopo essersi trasferita in cerca di lavoro da Napoli a Torino. Quello che nessuno sa è che le ragazze sono reginette della piattaforma OnlyFans, su cui si arricchiscono mostrando il proprio corpo, a volte scambiandosi i clienti. Proprio in una di quelle occasioni si crea tra loro una frattura che fa precipitare la situazione. Le due ragazze scopriranno una realtà assai diversa da quella che immaginavano, trovandosi ad affrontare, insieme ai genitori, una lunga catena di bugie, inganni, delusioni.

NOTE DI REGIA

L’idea di questo film ha fatto capolino nella mia testa durante l’ennesima visione di La grande bellezza. Osservando quella borghesia decaduta e svuotata di ogni morale, così come l’ha splendidamente ritratta Sorrentino, mi sono chiesto cos’è cambiato dal 2013. Dov’è oggi quella fetta di società? Quanto oltre è riuscita a spingersi in questi 11 anni? Dove li ha portati il continuo bisogno di novità e trasgressione – ma anche di comprensione e accettazione? Come sono cambiate le perversioni della nostra società in questo lasso di tempo? Seneca definiva perverso tutto ciò che è troppo, e la deriva del troppo oggi è OnlyFans. Una sorta di Far West senza regole, con frontiere labili e in continuo movimento, un non-luogo in cui si muovono i personaggi di Chi sono io (senza punto interrogativo). Al riparo del web, due amiche e una famiglia in fuga dalle regole muteranno identità fino a smarrirsi, inghiottite in un gorgo di segreti e menzogne.

Roberto Gasparro

 

IL REGISTA

ROBERTO GASPARRO è nato a Moncalieri e vive tra Torino e il Cilento. Dal 2015 al 2018 scrive un centinaio di puntate di sitcom e collabora con vari comici di Zelig, tra cui Franco Neri, con cui realizza il suo primo lungometraggio Il cielo guarda sotto. Nel 2019, con il secondo film Qui non si muore (protagonista Tony Sperandeo), vince la 76ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno per la miglior sceneggiatura e il miglior soggettoSi ripete l’anno successivo come miglior regista per Lui è mio padre, che si aggiudica anche il Vesuvius International Film Fest per la miglior sceneggiatura. Il film è stato in concorso per i David di Donatello. Nel 2023 scrive e dirige La chiocciola, con un cast composto da Enzo Decaro, Tony Sperandeo, Massimiliano Rossi e Max Cavallari. Tutti i suoi film sono in streaming su Prime Video in Europa, America e Asia.

Lungometraggi

Il cielo guarda sotto (2019)

Qui non si muore (2019)

Lui è mio padre (2020)

Stessi battiti (2022)

La chiocciola (2023)

Chi sono io (2025)

LA PRODUZIONE

35MM PRODUZIONI S.r.l. è un’azienda di produzione e distribuzione per il cinema e la televisione, con una vocazione particolare per i giovani talenti e gli esordienti. È iscritta nel registro del Ministero della Cultura ed è accreditata a partecipare a bandi ministeriali selettivi legati a produzione, distribuzione e tax credit. Con un catalogo di 30 filmè una delle poche società in Italia (l’unica in Piemonte) a essere distributrice autorizzata Prime Video, status che le consente di pubblicare in autonomia i propri titoli in tutto il mondo sulla piattaforma di Amazon. È l’unica casa di produzione italiana ad aver rilasciato un’app (disponibile sia su Apple Store che su Play Store), che raggiunge migliaia di utenti, consentendo loro di restare aggiornati sulle attività della società e ad assistere in tempo reale alle riprese sul set. 35MM è presente sul web al sito www.35mmproduzionisrl.it.

A Peter Greenway il premio  Stella della Mole al Museo del Cinema

 

 

Peter Greenaway sarà a Torino per ricevere il premio di riconoscimento Stella della Mole, di cui l’appuntamento è per oggi alle 18.30 in via Montebello 20.

Il regista gallese, ospite del Museo del Cinema, accompagnerà la proiezione di un documentario sulla sua vita, di un cortometraggio da lui dedicato all’ultima Cena di Leonardo, insieme a un reading di suoi racconti tenuto insieme alla figlia Pip.

La scoperta di Torino da parte di Peter Greenaway avvenne in occasione dell’invito anno fa alla Reggia di Venaria, quando Domenico De Gaetano lo fece lavorare ad un progetto e scoprire la città di Torino. Il regista adora la geometria così precisa di questa città, in cui torna sempre molto volentieri ed è affascinato dalla Mole Antonelliana. Greenaway, all’edificio simbolo di Torino, ha dedicato ben cento disegni originali raccolti in un libro pubblicato da poco per celebrare il suo arrivo. Si è divertito ad applicare ai suoi disegni i vari significati che la parola Mole ha in inglese: talpa, nel senso di animale e di spia. Un animale, oltretutto, cieco. Il libro “100 disegni della Mole” è a cura di Domenico de Gaetano.

In inglese non è presente una traduzione corretta per la Mole. Quello che appassiona il regista gallese non è solo la sua forma eccentrica, ma le sue origini come sinagoga, più tardi usata come Museo del Cinema.

Oltre alle visite alla Mole il regista negli ultimi trent’anni ha girato diversi film in Piemonte; “Le valigie di Tulse Luper” al castello di Racconigi nel 2002 e, nel pinerolese, una parte di “Walking to Paris”, il viaggio di Costantin Brancusi dalla Romania fino a Parigi a piedi.

Il nuovo progetto di Peter Greenaway si intitola “Lucca Mortis” ed è incentrato sulla morte e il suo significato. Girato in Toscana, appare un viaggio nella storia con apparizioni di Giulio Cesare e di Galileo. Il soggetto è la vecchiaia e per questo Greenaway ha scelto un attore più anziano di lui, Dustin Hofmann, che interpreta il ruolo di un giornalista che torna alle proprie radici e alla sua terra natale, Lucca. A proposito della morte il regista affermò anni fa che, giunto all’età di 80 anni si sarebbe suicidato. Un progetto accantonato forse un po’ per codardia, evitato per non provare dolore.

MARA MARTELLOTTA

“Silent Reading Party”. Nessun parli… e niente smartphone!

Dagli States arriva anche a Torino, protagonisti il silenzio e i libri

Giovedì 26 settembre, ore 20,30

Fenomeno nato (tanto per cambiare!) negli USA, da tempo ha varcato l’oceano e sta ormai spopolando anche in Europa. Come poteva non arrivare (ed è il benvenuto) anche sotto la Mole? Definito “la nuova frontiera della festa”, l’evento  “fa leva sul silenzio, sull’ascolto, sul piacere di stare insieme e leggere, trascorrendo un paio d’ore in un luogo dall’atmosfera rilassante, dove ci si può anche riempiere gli occhi di bellezza, dimenticandoci degli ‘smartphone’, assolutamente banditi, niente post, ‘selfie’o scatti”. A parlare sono le “Compagne di Banco”, alias Elena Forno e Chiara Avidano che, compagne di banco, lo sono state veramente, a settembre del 1990, al “Liceo Classico Alfieri” di Torino, e poi si sono ritrovate per scrivere un blog, un diario a due voci che, dal marzo scorso “racconta di cose, eventi, persone, usi che furono, partendo dalla scuola, ma arrivando all’attualità”. E proprio a loro, a Elena e a Chiara, si deve l’organizzazione del “Silent Reading Party” (all’italiana “Silenzio, ora si legge. Una festa silenziosa per leggere e ascoltare”) che andrà in scena giovedì 26 settembre (ore 20,30) in un luogo speciale, in centro città, già noto ad alcuni torinesi, poiché inserito nel circuito “Open House”, ovvero gli originalissimi spazi di “515”, agenzia creativa al civico 40 di via Mazzini.

Obiettivo: il recupero di “spazi calmi” in cui rigenerare il pensiero, celebrando il “piacere della lettura” e la “bellezza del silenzio”, riempito di “cose di senso”. “Per questo – dice Chiara – i cellulari vanno spenti. Bisogna riprendere in mano la propria mente e il proprio pensiero libero, dobbiamo imporci di allontanare uno strumento che ormai è vitale, ma è distraente e disturbante”. Ed Elena aggiunge: Il cellulare si spegne e si dimentica il mondo ‘social virtuale’ per abbracciare quello reale e, dopo la lettura, per condividere pensieri e impressioni.

Avvertenze per l’uso: Meglio portarsi un compagno di avventure e letture, “libro o persona”, spiegano le organizzatrici. Poi, occorre ritagliarsi un’ora di tempo dove parleranno parole scritte, lette e ascoltate: gli spazi di “515” saranno allestiti per ospitare una festa studiata ad hoc, con “tappeti” e “cuscini”. L’idea è rilassarsi, godere di uno spazio davvero originale e normalmente non accessibile al pubblico, leggere un libro o ascoltare una storia.

Al termine dell’incontro, è previsto un brindisi.

Prenotazione consigliata: compagnedibanco90@gmail.com

Alla “festa silenziosa”, sarà anche presente la casa editrice indipendente “Buendia Books” che metterà a disposizione una selezione di “libri scontati” per chi desidera scoprire nuove storie anziché portare le proprie con sé.

Le due creative “Compagne di Banco” non sono alla prima esperienza del genere. Hanno già organizzato, infatti, degli incontri alla “Piola-libreria di Catia” in via Bibiana, presidio culturale di Barriera, da “Comala”, luogo di incontro e studio dei giovani sotto l’occhio attento del grattacielo San Paolo, e al “Cecchi Point Casa del quartiere di Aurora”, in via Cecchi 17. Negli appuntamenti dal vivo la formula è curiosa: prevede la lettura del tema della settimana postato sulle pagine di diario del blog, il dialogo con i presenti, la raccolta dei “bigliettini” che ognuno può scrivere sull’argomento dell’incontro o su un proprio pensiero legato al progetto, su un ricordo della scuola o del proprio compagno di banco o di quello che sente in quel momento.
Nell’autunno, saranno in programma nuove date e occasioni di incontro: a fine ottobre, invece, andrà in scena una “passeggiata letteraria” per raccogliere idee (e magari castagne!) lungo il fiume insieme alla scrittrice Cristina Converso.

g.m.

Nelle foto:

–       Le “Compagne di Banco”

–       Interni agenzia “515” – Nei suoi spazi, anche una rampa di “skate”

La Piazza dei Mestieri festeggia i suoi vent’anni

Dal 23 al 29 settembre si festeggia a Torino il ventennale della Piazza dei Mestieri, presieduto da Dario Odifreddi, Centro di Formazione con una dimensione imprenditoriale tra le più importanti di Torino. Era il 26 ottobre 2004 quando a Torino si inaugurava la Piazza dei Mestieri, e in questi venti anni la Piazza è diventata non solo un luogo adatto alla crescita dei più giovani, ma anche un punto di incontro per gli adulti e le famiglie del territorio, un crocevia di accoglienza per stranieri e persone in difficoltà, di cultura e buon cibo, riproducendo il modello di Piazza dei comuni della tradizione italiana. La Piazza dei Mestieri ha sede a Torino, Catania dal 2012 e Milano dal 2022, e accoglie migliaia di giovani italiani e stranieri desiderosi di imparare un mestiere e trovare un lavoro. Nascono così panettieri, cioccolatieri, cuochi, birrai, camerieri, grafici, informatici, acconciatrici e barber del futuro. Per raggiungere questi risultati sono stati necessari passione, dedizione, lavoro e gratuità delle tante persone che lavorano fianco a fianco dei ragazzi, veri e propri maestri che si coinvolgono con le loro vite e le loro problematiche. Tre città, cinque sedi per oltre 20.000 metri quadrati, attività formative, ristoranti, un pub, una bottega per la vendita dei prodotti artigianali, birra, pane, prodotti da forno e cioccolato, un’agenzia di comunicazione stampa e cento appuntamenti culturali all’anno per insegnare ai giovani l’attrattiva della bellezza del fare e diventare protagonisti della loro vita.

Appuntamenti del 23 settembre sono stati in mattinata un contest di acconciature, seguito alle 18.30 dall’incontro dal titolo “Vent’anni insieme per i giovani e per la città” con il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, Marco Gilli, Presidente della Compagnia di San Paolo, e Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT. Sono attesi anche gli interventi dell’Arcivescovo di Torino Mons. Roberto Repole, del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, della Parlamentare Europea Letizia Moratti, ex ministra dell’Istruzione e membro della commissione Politiche Sociali del Parlamento Europeo, e l’attuale Assessora Regionale all’Istruzione e Vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino.

Ampio spazio verrà dato anche alla cultura e allo svago con lo spettacolo di cabaret di Claudio Lauretta, uno dei migliori imitatori della scena comica italiana, con il grande ritorno alla Piazza dei Tre Lilu, con il nuovo spettacolo “Mai a basta”, il concerto del pianista Antonio Farao, affermato a livello di Jazz internazionale, e la premiazione dello storico concorso di poesia e narrativa dedicato ai ragazzi delle scuole professionali, con Daniele Mencarelli Presidente di Giuria. La settimana verrà conclusa dall’annuale Festival della Birra, il Beer Fest Platz 2024.

 

Mara Martellotta

 

 

La Regione Piemonte a Terra Madre Salone del Gusto

Sono oltre 40 gli appuntamenti che durante Terra Madre Salone del Gusto, in programma dal 26 al 30 ottobre al Parco Dora di Torino, animeranno i 400 mq dedicati alla Regione Piemonte e al suo articolato sistema agroalimentare ed enogastronomico.

Suddivisi idealmente in tre anime tematiche – la scoperta dei prodotti di qualità certificata, il territorio visto attraverso le Agenzie turistiche locali (ATL) e i Distretti del cibo e gli incontri rivolti soprattutto agli addetti ai lavori –, gli eventi del calendario coordinato dalla Direzione Agricoltura e cibo della Regione Piemonte in collaborazione con Visit Piemonte, saranno una tappa imperdibile per i visitatori di questa manifestazione internazionale.

Le cinque giornate di Terra Madre saranno quindi l’occasione per conoscere da vicino sapori, storie e produttori del territorio. A fare da filo conduttore, l’eccellenza locale e l’importanza di incentivare la filiera corta, per permettere ai consumatori di ottenere cibo accessibile e di qualità garantita.

Dichiarano il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca e Parchi Paolo Bongioanni: “Il Piemonte è la regione dove è nata Terra Madre Salone del Gusto. Di qui è partito il movimento che ha progressivamente rivoluzionato a livello planetario il nostro rapporto etico con la terra, il cibo e l’ambiente. Per il Piemonte – così – presentare su questo palco mondiale le sue eccellenze enogastronomiche, la rivoluzione della filiera corta, l’impegno pubblico per un’agricoltura sostenibile, competitiva e attenta alla valorizzazione del territorio e di chi vi lavora non rappresenta soltanto una vetrina promozionale prestigiosa, ma è rinsaldare un rapporto inscindibile che trova qui le sue radici e il suo futuro”.

La presenza del Piemonte alla 15esima edizione di ‘Terra Madre Salone del Gusto’ conferma il nostro impegno per la promozione delle eccellenze regionali all’interno di una manifestazione di riferimento globale per pubblico e professionisti del settore enogastronomico, che fa di Torino e del Piemonte un palcoscenico di rilevanza nazionale e internazionale – sottolinea Beppe Carlevaris, presidente di Visit Piemonte – Parliamo di un evento di particolare autorevolezza, che ha la capacità di stimolare una riflessione profonda sul cibo e sulla comunità mondiale e valorizzare la filiera di qualità che lavora con forte impegno per promuovere l’eccellenza del “saper fare” e il patrimonio enogastronomico piemontese verso il target di turisti consapevoli alla ricerca di proposte di sostenibilità. Una manifestazione importante per il posizionamento sui mercati mondiali del Piemonte come destinazione d’accoglienza per grandi eventi”.

Area “Piemonte” – stand F23

Sviluppata su 400 mq, l’area Piemonte – allestita con il supporto tecnico e gestionale di Visit Piemonte – si presenta, all’interno dell’area del Salone dedicata ai produttori piemontesi, come punto di ritrovo e vetrina delle eccellenze della regione che ospita Terra Madre: il Piemonte.

Accanto all’ampia sala conferenze, alla saletta cinema e all’area dedicata al racconto dei progetti legati allo Sviluppo Rurale, trovano spazio un corner informativo dedicato alla Città di Torino e alle attrazioni turistiche dei territori regionali, mentre con la preziosa collaborazione dell’Enoteca Regionale di Acqui Terme si svolgono sia le degustazioni in programma sia la mescita del Brachetto d’Acqui, vincitore del riconoscimento “vitigno dell’anno 2024” per la Regione Piemonte.

Grazie alle risorse del Programma di Sviluppo Rurale, saranno inoltre presenti con attività divulgative, show-cooking e degustazioni a ciclo continuo, tre organizzazioni dedicate alla valorizzazione della carne di razza bovina piemontese – Asprocarne Piemonte e i consorzi Coalvi e “La Granda”– affiancate dall’Associazione dell’organizzazione dei produttori ortofrutticoli del Piemonte e dai rappresentanti del progetto europeo LOST, dedicato alla sostenibilità e promozione delle piccole denominazioni casearie.

All’interno dell’area Piemonte sarà inoltre possibile divertirsi con il PAC game, il gioco da tavolo dedicato ai più giovani per imparare, divertendosi, cosa significano lo Sviluppo Rurale e la Politica agricola comune.

L’allestimento floreale dell’area è a cura dell’Associazione Asproflor Piemonte.

Gli appuntamenti in calendario

Si segnalano, tra i tanti appuntamenti dello stand (vedi programma completo in allegato):

  • Le presentazioni dei prodotti di qualità certificata

Cosa sta dietro ai migliori prodotti del nostro territorio? Quali sono le certificazioni che ne garantiscono origine e qualità? I visitatori di Terra Madre potranno scoprilo durante gli incontri e le degustazioni di alcune eccellenze piemontesi, accompagnati dai rappresentanti dei Consorzi di Tutela. Focus specifici saranno dedicati ai tesori Dop e Igp del Piemonte, alla valorizzazione della carne di razza bovina piemontese e al Brachetto d’Acqui, proclamato dalla Regione “vitigno dell’anno” durante lo scorso Vinitaly. Sarà inoltre presentato il marchio “Birra da filiera piemontese”.

 

  • La promozione del territorio attraverso il suo patrimonio enogastronomico

Il Piemonte è terra di grandi bellezze paesaggistiche e culturali, ed è innegabilmente anche culla di una tradizione culinaria ed enogastronomica tra le più significative della Penisola. Tutte le province della regione propongono infatti eccellenze e specificità che saranno presentate, con tanto di degustazioni in accompagnamento, grazie alla collaborazione con i Distretti del cibo e alle Agenzie turistiche locali piemontesi.

 

  • Gli approfondimenti tematici

Grande attenzione viene data dalla Regione Piemonte agli addetti ai lavori della filiera agroalimentare, uno dei più riconosciuti e sentiti punti di forza del territorio. Sono quindi dedicati soprattutto a loro gli incontri di approfondimento tematici, in cui saranno presentati nuovi progetti di valorizzazione e iniziative di accompagnamento per accedere a linee di finanziamento che aiutino a sviluppare un percorso di produzione e distribuzione sempre più sostenibile per l’intero comparto, dal produttore al consumatore finale.

Tra questi appuntamenti:

La Transumanza: un docufilm per raccontare il ritorno a casa

Venerdì 27 settembre, ore 12

Presentazione e degustazione a cura di Anaborapi, Visitcuneese, COALVI, La Granda, Asprocarne

Il docufilm “Raccontare la transumanza: ritorno a casa” ha come protagonisti le oltre trecento famiglie di malgari con circa settantamila capi di bovini di razza Piemontese che all’inizio dell’estate salgono in alpeggio. Accanto agli importanti aspetti economici, la transumanza è un fattore indispensabile al mantenimento degli ecosistemi alpini e per la produzione di prodotti tipici di qualità.

Il documentario sarà poi trasmesso in edizione integrale a ottobre dalla RAI.

 

Realtà e prospettive della filiera agroalimentare piemontese

Venerdì 27 settembre, ore 18

Presentazione del progetto regionale dedicato al lancio e al supporto della Filiera corta Piemontese. Degustazione a seguire.

La filiera corta è un’opportunità che porta benefici tanto ai produttori e agli allevatori, perché permette una retribuzione più equa, quanto ai consumatori finali, poiché la riduzione dei passaggi che portano il cibo sulla nostra tavola diminuisce sensibilmente anche i costi che vanno a moltiplicarsi nei passaggi intermedi. Ma non è solo questione di costi. Anzi, soprattutto la qualità del prodotto ne trae beneficio: una filiera corta significa meno passaggi e controlli qualità più rapidi ed efficienti, che risalgono in poco tempo direttamente alla fonte.

Intervengono: Paolo Bongioanni – Assessore Commercio, Agricoltura e cibo, Parchi, Caccia e pesca della Regione Piemonte; Sergio Capaldo – Direttore Consorzio La Granda; Sen. Giorgio Bergesio – Presidente del Consorzio dei produttori del Porro di Cervere e Daniela Caracciolo – Regione Piemonte; modera il giornalista Mario Piccioni.

A seguire, degustazione di due esempi virtuosi di filiera corta già presente in Piemonte: la razza bovina piemontese e le birre artigianali del Consorzio BOP-Birre Origine Piemonte

Il Biologico in Piemonte: strategie regionali per lo sviluppo

Lunedì 30 settembre, ore 10

L’incontro vuole illustrare le strategie in corso e i programmi futuri della Regione Piemonte a sostegno dell’agricoltura biologica. In particolar modo si parlerà delle mense scolastiche biologiche, delle opportunità che possono avere le scuole per accedere a finanziamenti locali e ministeriali e a incentivi formativi volti a offrire ai più giovani un’alimentazione sempre più all’insegna della salute e del biologico.

Tutti gli appuntamenti del programma dell’area Piemonte sono a ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

 

 

—–

L’area “Nutrire le città” – stand SF10

“Nutrire le città”, area allestita a Terra Madre con il coordinamento di Slow Food, è un palcoscenico unico dedicato alle città e alle politiche locali del cibo, in cui scambiarsi esperienze e soluzioni creative, in cui si illustrano i percorsi e i progetti delle città, italiane e internazionali e si discute del futuro delle politiche del cibo del nostro pianeta e del ruolo delle città nella transizione ecologica. A questo scopo, si sono messi insieme soggetti diversi – istituzioni, enti locali, professionisti, docenti e produttori – per confrontarsi su obiettivi fondamentali come la lotta agli sprechi, la promozione di diete sostenibili, il riavvicinamento e l’integrazione del contesto urbano con la campagna circostante, la valorizzazione dei mercati contadini.

La Regione Piemonte, tra i co-organizzatori dei numerosi panel che si succederanno durante tutta la durata della manifestazione nell’apposita area incontri dello spazio “Nutrire le città”, ha voluto essere presente sia con la propria testimonianza diretta di quanto l’Ente sta attuando in tema di Politiche locali del cibo, sia sostenendo la presenza di best practice territoriali, legate alla Lotta allo spreco alimentare, a forme alternative di commercio che mettano sempre più in contatto produttori locali e consumatori, a progettualità in campo educativo e a processi e pratiche di governance multilivello.

Scopri il programma dello spazio “Nutrire le città”:

https://2024.terramadresalonedelgusto.com/nutrire-le-citta/

Expocasa 2024: I am happy here

Per nove giorni, dal 28 settembre al 6 ottobre, Torino è il baricentro del comparto arredo e ristrutturazioni con Expocasa: un’esperienza immersiva tra arte e nuove tendenze.

Tra le novità, la mostra del graphic artist Anthony Burrill, il progetto “Piano Terra” per la creazione di una foresta in Guatemala, l’area vintage e modernariato.

 Attraverso le proposte di 150 espositori l’evento offre un ampio ventaglio di soluzioni per la casa che danno voce anche al contract e al design inclusivo.

 

Conto alla rovescia per Expocasa che sabato 28 settembre apre all’Oval Lingotto di Torino. Organizzato da GL events Italia, fino a domenica 6 ottobre il Salone più longevo del Nord Ovest d’Italia propone soluzioni di arredo per la casa e per il contract, oltre che consulenze tecniche e progettuali gratuite. A inaugurare il salone, alle 11.00 del 28 settembre il dibattito “Slow life, slow kitchen. Per una nuova etica dell’abitare” con l’intervento di Giampaolo Allocco, designer pluripremiato in Italia e all’estero. Seguiranno gli interventi istituzionali che si concluderanno con il taglio del nastro.

Partner d’eccezione dell’edizione 2024 sarà Graphic Days, evento chiave nel panorama torinese dedicato al design, alla grafica e alla comunicazione visiva, che per Expocasa curerà la mostra dell’artista Anthony Burrill. Il graphic artist dedica all’evento l’inedito poster I am happy here, che sintetizza il piacere di visitare l’evento, di essere a Torino, di poter scegliere in un unico luogo tutte le soluzioni di arredo per la casa, ma anche di essere felici nella propria abitazione, circondati dalle cose che si amano.

I am happy here riflette anche la novità che, prima fiera in Italia, GL events Italia introduce nella 61ª edizione di Expocasa: il progetto Piano Terra, suggestivo titolo che evoca il mondo della casa e del pianeta e che si traduce nella scelta di creare una foresta in Guatemala, la cui estensione è pari ai 10.000 metri quadrati senza moquette nei corridoi della manifestazione. Nel paese centroamericano sono stati già piantati 1.124 alberi. Nei primi 15 anni si stima che questa operazione possa contribuire ad assorbire 554kg di anidride carbonica. Il progetto è realizzato in collaborazione con zeroCO2 (società benefit che contrasta la crisi climatica e supporta le comunità rurali attraverso la riforestazione dei terreni degradati).

«Expocasa è un punto di riferimento per il settore dell’arredo e quindi è anche un’opportunità per riflettere su come il nostro modo di vivere e arredare gli spazi possa contribuire positivamente all’ambientedichiara Gàbor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia -. Con il progetto “Piano Terra”, vogliamo unire l’innovazione del design con la sostenibilità, piantando alberi da frutto che contribuiscono ad abbattere l’impronta ambientale della manifestazione e offrono un supporto concreto alle comunità in Guatemala. Crediamo fermamente che Expocasa possa essere un esempio di come l’impegno nel design possa sposarsi con un futuro più sostenibile, per poter davvero sempre dire “I am happy here”».

Expocasa 2024 sarà l’occasione per cercare soluzioni originali e uniche per esaltare i propri ambienti. I 150 espositori, infatti, portano qui un ventaglio di proposte che spaziano dal classico al contemporaneo, dall’eclettico al minimalista, con grandi nomi come Nicoletti, Snaidero, Scavolini, Tempur, Riflessi, Tomasella, Stosa, Maronese, Leroy Merlin e molti altri.

Tra i nuovi marchi che fanno il loro ingresso all’Oval per la prima volta: nei 100 metri quadrati della Design Square ci sarà Kriptonite (presentato da Linea Nuova) che propone sistemi in alluminio di ispirazione industriale, pezzi iconici di design realizzati attraverso una produzione artigianale. Tra i protagonisti della nuova area vintage e modernariato ci saranno Sesaan Design Studio, che presenta opere di designer italiani e internazionali, Entropia Design, che nei suoi allestimenti mescola oggetti e arredi di differenti epoche facendoli dialogare tra loro, oltre all’Associazione Balon che ha programmato per i visitatori molti workshop dedicati al piccolo restauro. Nell’area tecnica ci sarà Bracco Serramenti, che offre soluzioni per chiudere, arredare e proteggere gli ambienti domestici. Ma a Expocasa non si parlerà solo di ambienti domestici, ci sarà spazio anche per quelli alberghieri e ricettivi, il cosiddetto contract, grazie un percorso realizzato in collaborazione con Federalbeghi Torino. Un tragitto che si intreccia e talvolta si sovrappone con quello riservato al design inclusivo, in collaborazione con CPD, Consulta per le persone in difficoltà. Entrambi i percorsi si arricchiscono di workshop e tavole rotonde inserite nel ricco programma di appuntamenti del Salone.

Expocasa 2024 ospita inoltre le proposte di arredo o complemento realizzate da giovani designer under 35, raccolte attraverso la “Design Call”, ispirate ai criteri di accessibilità, sostenibilità, territorialità,innovazione e funzionalità.

Nei 20.000 metri quadrati dell’Oval torna anche la mostra “l’arte a casa tua” che dopo il successo dello scorso anno propone un nuovo un percorso immersivo nelle arti catapultate nell’ambiente domestico, sull’onda di una tendenza che vede fondere l’arte con l’arredamento. Lo stand sarà animato da pittura, scultura, fotografia e installazioni di 11 artisti emergenti.

Non meno importante, Expocasa è un punto di riferimento anche per chi è in cerca di supporto tecnico, preventivi, consigli, soluzioni personalizzate, un terreno di confronto verso progettualità che potranno essere sviluppate nei mesi successivi.

Anche quest’anno, inoltre, Expocasa avrà tra i propri partner Orticola del Piemonte che il 5 ottobre dalle 14.30 presenterà l’edizione 2024 di FLOReal, in programma dall’11 al 13 ottobre nella Palazzina di Caccia di Stupinigi, e racconterà il progetto del Festival del Verde che a maggio 2025 festeggerà la terza edizione. Orticola del Piemonte inoltre garantirà lo sconto di un euro sul prezzo d’ingresso a FLOReal a tutti coloro che si presenteranno con il biglietto di Expocasa.

Expocasa sarà dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 21.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 21.00 all’Oval Lingotto Fiere di Torino (via Giacomo Matté Trucco, 70). Per la prima volta un secondo accesso, che facilita i visitatori che arrivano alla stazione ferroviaria Torino Lingotto e alla fermata della Metropolitana Italia 61. Per chi arriva da fuori e desidera pernottare a Torino Federalberghi offre un servizio di prenotazioni alberghiere attraverso un widget dedicato e accessibile dal sito di Expocasa. L’ingresso è gratuito, previo accredito.

 

Expocasa è organizzata da GL events Italia con il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino, Camera di commercio di Torino e Ascom. Partner Expocasa 2024.

Trasloca di nuovo “The Others Art Fair”, nuova sede all’Ilo per la fiera degli artisti indipendenti

Nuova location presso il Centro Internazionale di Formazione 

“Nomade di natura” e, fin dagli esordi (dodici anni fa), ospitata in sedi mai convenzionali, cambia di nuovo casa, per la sua XIII edizione– puntando ancor di più sulla sua “vocazione internazionale” – “The Others Art Fair”, la rassegna sperimentale nata per presentare le più innovative espressioni d’arte nazionali e internazionali.  Dopo gli ultimi quattro anni all’interno del “Padiglione 3” di “Torino Esposizioni”, la “Fiera d’arte indipendente”– ideata da Roberto Casiraghi Paola Rampini, con la direzione artistica di Lorenzo Bruni – in programma quest’anno dal 31 ottobre al 3 novembre, approda all’interno del “Centro Internazionale di Formazione” dell’“ILO – Organizzazione Internazionale del Lavoro” (viale Maestri del Lavoro, 10), area extraterritoriale a Torino, simbolo dell’“Organizzazione delle Nazioni Unite” e “Centro Internazionale” d’eccellenza nella “Formazione Continua”, oltreché vero crocevia di “multiculturalità” e “inclusività” quale punto di riferimento a Torino per studenti, professionisti, diplomatici e politici provenienti da tutto il mondo.


Immersa all’interno del “Parco del Valentino”, suggestiva cornice alla Fiera, “The Others” aprirà ai visitatori per quattro giorni, trasportandoli in un accattivante  “viaggio – promettono gli organizzatori – alla scoperta del lavoro di artisti affermati e giovani talenti, all’interno di un contesto che quotidianamente mescola storie, incontri e competenze all’avanguardia per affrontare i temi e la complessità dei nostri giorni, in un mondo sempre più articolato e interconnesso”.

I visitatori avranno a disposizione un “servizio gratuito e continuativo di navette”, da giovedì 31 ottobre a domenica 3 novembreche metterà in comunicazione “The Others” con le fermate della “Metropolitana Lingotto”, “Italia ’61” e “Artissima”.

La Fiera sarà allestita in particolare all’interno del “Padiglione Americas 2”: edificio a più piani e ambienti sovrastato da una doppia cupola in vetro dal design geometrico che illumina l’intero spazio. Sarà questo il “cuore pulsante” di “The Others 2024” che ritorna alle origini, in uno spazio espositivo che assegna a ogni espositore un’area riservata all’interno delle numerose stanze, per favorire il dialogo tra artisti, collezionisti e visitatori in un intreccio di punti di vista diversi fra “gallerie”,“spazi non profit” e “artist run spaces”, “espressione di un mondo in costante cambiamento a cui la fiera vuole dare voce”.

Sulle rive del Po, invece, il pubblico potrà usufruire di tutti i servizi del “Campus”: dal ristorante alla carta al self service, senza dimenticare l’area chill-out esterna sul prato, tra bar e lounge, ideale per un momento conviviale che avvicini l’arte al pubblico, ma che stimoli anche l’incontro fra artisti, curatori, critici, collezionisti, intellettuali e giovani.

Sottolinea ancora Roberto Casiraghi, “deus ex machina” della Fiera:  “ ‘The Others 2024’ raggiunge il massimo livello di simbiosi tra contenitore e contenuto: internazionale, multidisciplinare, inclusivo, rigoroso ci troviamo in uno spazio extra territoriale, riservato e libero al tempo stesso, che necessita del rispetto assoluto delle regole, condizione indispensabile perché la creatività possa dare ampio sfogo alla fantasia dell’arte ed offrire al pubblico una moltitudine di chiavi di lettura tutte affascinanti”.

g.m.

Nelle foto: Esterni e interni dell’“ILO – Organizzazione Internazionale del Lavoro”

Exhibi.to, ultimo giorno di immersione nell’arte

Exhibi.to si rinnova per il quinto anno consecutivo con le sue passeggiate tra le gallerie, accompagnati da una guida qualificata

 

Per il quinto anno consecutivo torna Exhibi.to, un weekend di immersione generale nell’arte che si può definire l’open gallery weekend, avviato giovedì 19 fino a sabato 21 settembre, che porta a Torino al centro del mondo delle arti visive. Sono trenta le gallerie partecipanti che propongono percorsi guidati per esplorare gli spazi artistici della città, promuovendo arte contemporanea e cultura. Sono anche presenti degli spazi fuori Torino come la Biblioteca Civica Arduino di Moncalieri e, a Biella, il Bi – Box Art Space e Woolbridge Gallery. Per i tour guidati bisogna prenotarsi a exhibitotorino@gmail.com, oppure telefonando al numero 338 142630. Si potrà scegliere tra il tour delle gallerie Umberto Benappi, Le Rosine, La Rocca, Rocca 3, Biasutti & Biasutti, In Arco recontemporary, con partenza da via Doria 10, oppure quella degli Acrobati, Metroquadro, Febo e Dafne, Quartz Studio, Moitre, CSA Farm Gallery, con partenza da via Ornato 4. Da via Davide Bertolotti 2 prende il via il percorso per Tucci Russo Chambre d’Art, Weber & Weber, Doctor Fake Gabinet, Circolo degli Artisti e Nisba Studio. Un altro percorso inizia da Corso Tassoni 56 e coinvolge la Sant’Agostino Galleria d’Arte, il MAO Galleria del Museo di Arte Urbana, la Via Lattea, Galleria Malinpensa by La Telaccia e Spazio Musa. Il tour numero cinque prevede la visita alla Gilistra – antiquariato giapponese, Artemporary, Riccardo Costantini, Otto Finestre, con partenza da Corso Duca degli Abruzzi 74. Una particolare proposta è quella di Artemporary, Galleria che si apre al fashion design con la presentazione in anteprima di stilisti piemontesi, la cui esposizione è attesa in ottobre.

 

Mara Martellotta