
L’evento dedicato ai giovani artisti che rischiava di non trovare sede dopo l’abbandono del Moi si terrà proprio nella storica sede espositiva
Torino Esposizioni, al momento ancora in pieno degrado, sarà ristrutturato e ospiterà manifestazioni e spazi bibliotecari. L’Ansa comunica che l’assessore comunale alla Cultura, Maurizio Braccialarghe, sta esaminando gli aspetti operativi perché anche Paratissima – l’evento dedicato ai giovani artisti che rischiava di non trovare sede dopo l’abbandono del Moi – “possa svolgersi con le modalità realizzate con successo nelle edizioni precedenti”, proprio nella storica sede espositiva. Lo ha annunciato il sindaco Fassino, nel corso di una telefonata con Damiano Aliprandi, l’organizzatore di Paratissima.
(Foto: il Torinese)





L’autista dice di essere sfuggito a un’aggressione

La Procura aveva richiesto 5 anni e sei mesi
Innanzitutto l’età. Ha appena compiuto 79 anni, del resto portati brillantemente. 60 anni in politica ricoprendo molti incarichi pubblici: da parlamentare a presidente del Consiglio regionale piemontese. Passando dalla Democrazia Cristiana al centrodestra, tornando o ritornando al centrosinistra fino al Pd. e poi, forse, almeno per me la vera notizia, iscritto alla loggia massonica P2. Tralascio la sottolineatura della stranezza per un cattolico (quale penso lui sia ) dell’adesione alla Massoneria, storicamente laica ed anticlericale. Ciò che si evince è che ha sempre voluto essere parte di un’insieme ma come protagonista, insieme ad altri, per la realizzazione dei suoi obbiettivi. In questi giorni ha ripetutamente parlato di un clima di veleni, e della fabbrica del fango.Il Salone del Libro è arrivato alla 28a edizione.
Considerando due anni di “gestazione” sono trent’anni che Picchioni è protagonista – positivo, intendiamoci – di questa manifestazione, alla quale ha dato credibilità internazionale. Ecco la mia domanda: ma non sono tanti, fin troppi questi decenni? Sia ben chiaro non per il valore dell’iniziativa, l’aumento del numero dei visitatori testimonia un successo. Quando si spendono soldi pubblici ci dovrebbe essere un maggiore ricambio del personale. Evitando una sorta d’identificazione tra la iniziativa e chi l’ha “partorita” e gestita. E’ infatti da più di un decennio che, ripetutamente, con scarsi successi, la politica e i politici hanno discusso se e come cambiare i vertici del Salone del Libro. Ovviamente nulla di personale. Ma ricordo il caso del Grinzane e di Soria. Anche in questo caso ho sentito dire dai protagonisti di un complotto ordito da chi voleva sbarazzarsi di personaggi scomodi. E ovviamente le similitudini non vogliono dire che le cose sono uguali. Poi non tocca a noi cittadini stabilire se le fatture erano vere o false. Sapendo che la realtà processuale può essere molte volte diversa dalla realtà dei fatti. Vorremmo che, comunque i politici anticipassero, per una volta, i tempi altrui, risolvendo i problemi. Ma ovviamente siamo solo alle prime battute, alle prime puntate di questa storia che da più di 10 anni continua.
LA VERSIONE DI GIUSI