Cosa succede in città- Pagina 49

Torino Invisibile: Le Storie della Città che Non Conosciamo

SCOPRI – TO    ALLA SCOPERTA DI TORINO
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Torino è una città che, oltre alla sua fama di capitale sabauda, nasconde angoli misteriosi e storie affascinanti spesso ignorate dai più. Dai quartieri storici che raccontano il passato industriale della città, alle tradizioni che sopravvivono nel silenzio, fino a leggende dimenticate, c’è un volto nascosto di Torino che merita di essere raccontato. Esplorando questi luoghi e queste storie, riscopriamo un’anima meno conosciuta ma altrettanto ricca e suggestiva.
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Vanchiglia: Tra Storia e Modernità
Uno dei quartieri più caratteristici di Torino è senza dubbio Vanchiglia, un tempo cuore pulsante dell’industria tessile cittadina. Questo angolo di città, che oggi si presenta come un vivace quartiere bohémien, conserva ancora l’eco di una Torino operaia che non smette di raccontarsi. Le sue strade strette e i suoi cortili nascosti sono testimoni di un passato che, pur trasformato, è rimasto impresso nelle architetture e nei racconti degli abitanti. Vanchiglia è un esempio perfetto di come Torino abbia saputo evolversi, mantenendo vivo il legame con le sue radici industriali, ma guardando anche al futuro con il fermento culturale e creativo che la caratterizza oggi.
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Tradizioni e Misteri: Il Volto Segreto della Città
Oltre alla sua evoluzione urbana, Torino nasconde anche una ricca tradizione che affonda le sue radici in epoche lontane. Un esempio di questa tradizione è il Carnevale storico torinese, un evento che ogni anno rievoca le maschere antiche della città. Meno conosciuto rispetto a quelli di altre città italiane, il Carnevale di Torino è intriso di significati storici, sociali e culturali. Le maschere, come il “Carbin” e la “Balanzona”, non erano solo elementi di svago, ma anche simboli di critica sociale e politica, un modo per la gente di esprimere il proprio dissenso in modo ironico e creativo.
Non meno affascinante è la storia del “Ratto di Torino”, un misterioso episodio che si svolse nel 1696, quando alcuni ladri tentarono di rubare il Sacro Catino, una reliquia che si diceva appartenesse a Gesù Cristo. Nonostante l’episodio non sia mai stato del tutto chiarito, è entrato nel folklore della città, alimentando leggende che parlano di misteriosi protettori e di un tesoro perduto. Questa storia, che ha avuto eco nella tradizione orale, è solo una delle tante che popolano la memoria collettiva torinese, creando un’aura di mistero che aleggia sulla città.
Un altro lato sconosciuto di Torino è il suo vasto reticolo di sotterranei e passaggi segreti. La città è infatti celebre per le sue gallerie che si sviluppano sotto le strade più note.
Alcuni di questi spazi, risalenti all’epoca romana o medievale, erano utilizzati per vari scopi, dalla difesa alla gestione del commercio. Oggi, molte di queste gallerie sono nascoste e inaccessibili, ma altre sono diventate parte integrante delle visite turistiche che permettono di scoprire una Torino sotterranea che sfugge agli occhi di chi cammina sopra di essa. Questi passaggi, che un tempo erano vitali per la vita della città, sono diventati oggi una delle curiosità più affascinanti da esplorare per chi desidera scoprire un Torino lontano dalle luci delle piazze.
La città, infatti, è un perfetto esempio di come il passato e il presente possano convivere, alimentando una narrazione che si sviluppa non solo sopra la terra, ma anche sotto di essa. Torino è una città che non finisce mai di sorprendere, capace di nascondere storie e leggende, così come luoghi che, pur restando invisibili, continuano a definire la sua identità.
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NOEMI GARIANO

… Se un lampo di luce (di nuova vita) squarcia il buio della città!

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Grande affluenza di pubblico e un notevole riscontro di giudizi positivi per la mostra “Fari nella Città” da poco conclusasi presso la sede dell’ “ACI” torinese

Settantotto (dicasi settantotto!). Un grande sforzo e un encomiabile impegno per gli organizzatori, che hanno saputo mettere insieme un così nutrito drappello di artisti per dare spazio a immagini, a idee, sogni e speranze legate a un nuovo (da ricercare) modo di vivere e di intendere la “città” – la nostra, insieme a tante altre – come spazio non di singola “pertinenza” ma luogo in cui intrecciare, in modo saldo e convinto, culture, passioni, affetti e tradizioni che siano base necessaria ad un vivere più umano e aperto, a visioni future meno bieche e meno povere di speranze. Su questo non facile tema si sono cimentati gli intrepidi 78 (di cui sopra), operanti nell’ambito della pittura, della fotografia, della scultura e pur anche della poesia, partecipanti all’esposizione “Fari nella città. Riflessi di vita ” conclusasi, nei giorni scorsi presso i prestigiosi Saloni della nuova sede di “CASA ACI”, in piazzale “San Gabriele di Gorizia” a Torino. Ormai giunta alla sua quinta edizione, la mostra è stata organizzata con passione ed encomiabile competenza da Anna Sciarrillo, da quarant’anni “delegata ACI” e lei stessa affermata pittrice, in collaborazione con il subalpino “Circolo degli Artisti”.

E’ lei stessa ad affermare, a conclusione della “Mostra”, anche quest’anno concepita come Mostra – Premio Arti Visive”“I Saloni della nuova ‘CASA ACI’ hanno rappresentato , ancora una volta, il palcoscenico di un sogno, dove ogni artista ha interpretato in pittura, scultura, poesia e fotografia il suo personale sentire e ha donato un pezzettino della sua anima”“Le opere – prosegue la Sciarrillo – meritevoli tutte di attenzione, sia per la qualità del lavoro sia per il soggetto rappresentato, hanno riscontrato un alto gradimento da parte dei visitatori, della Direzione dell’ ‘ACI’ e dei critici che, insieme al voto del pubblico, hanno premiato le opere più gradite”.

Giuria di critici e pubblico, insieme. Scelta non facile per la premiazione di lavori che, nel complesso e nella loro originalità (pur se spesso occhieggianti a “grandi” prove del “passato” o del “contemporaneo” più o meno attuale) hanno comunque dimostrato d’aver inteso a fondo l’invito e la proposta concettuale dell’evento, che riassumo con mie (spero centrate) parole: Guardati intorno, osserva con gli occhi dell’anima la tua città, quel groviglio di case, monumenti, antichi palazzi, la gente che ti sfiora e cerca il tuo sguardo, un tuo cenno, quel passaggio lento o veloce di un’auto, dei suoi fari che stropicciano il buio… e poi fermati, osservati, dentro e fuori, cerca di capire chi sei, chi vuoi essere, chi mai vorresti essere. Accendi i fari!  Come ci ricordano i versi di Marisa Bordiga, autrice di “Fari nella città”, fra le poesie portate in mostra: “E domani forse/ci vorranno fari …/fari in tutte le città/ O sopra le città/ A rischiarare nebbie/ di uomini accecati/dalla grigia polvere/ di un frettoloso andare …”.

Fermiamoci allora ad osservare, nel contrastante blu, scuro e luminoso, di una notte, che s’apre (quasi fosse la prima volta) alle sagome scultoree di una “nuova” monumentale Torino, rappresentata da Pippo Leocata – in un continuo frenetico girovagare fra temi di arcaica classicità e segni gestuali di rapida incisiva grafia – attraverso legni di recupero e acrilici, agli splendori della Cupola del Duomo o della sommità della Mole così come a quei virtuosi Dioscuri, (opera di Abbondio Sangiorgio), posti, in segno di buon auspicio, all’entrata della centrale Piazzetta Reale. La notte, sembra ricordarci l’artista siciliano (torinesissimo d’adozione e allievo dell’indimenticato Mollino), è fatta anche per perderci nel gioco suggestivo delle emozioni.

“Di notte un ateo crede quasi in un Dio” diceva, tre secoli or sono, il poeta e prelato britannico Edward Young. E, a pensarlo, è anche Leocata. E, di sicuro, anche noi. Fra le più “votate”, la sua opera, “Omaggio a Torino”, del 2019. Così come “La voce della città”, pittura su vetro, della stessa Sciarrillo, di tutt’altra atmosfera, racconto di Cupole, Chiese, Santuari, antiche e nuove architetture urbane, tutte unite in un unico gioco dialettico, gestuale e cromatico, che è voce luminosa ed illuminante di benedetta “inclusività”, di culture diverse che si riconoscono e si danno la mano nel vociare festante di luci che sono speranza, serenità e amore. Sul podio anche la sfocata, notturna e informale “visione” di Giancarlo Galizio, dove quanto resta di un’ormai sfaldata “sfera di fuoco” incrocia gli impercettibili fanali (che poco possono) di un’auto che timidamente varca il muro della notte, per addentrarsi a fatica in un mondo di cui ben poco riuscirà a far parte viva. Di tutt’altra tempra la foto di Mirco Saletti. Nitida! Qui la città, la città ambientalista scende in piazza. E’ protesta. Anche questa è città. Filtrata attraverso i segni della più spicciola cronaca. Ricca di voci. Di gesti. Di attese in un domani … che sia altro! Ma … che sia!

Gianni Milani

Nelle foto: “Fari nella città”, immagine-guida e opere di Anna Sciarrillo, Pippo Leocata, Giancarlo Galizio e Mirco Saletti

Open Day nella sala Gonin di Porta Nuova, dove il re aspettava il treno

  • sabato 1 e domenica 2 marzo dalle 10 alle 18
  • ingresso libero e visite guidate nella storica sala reale

La Fondazione FS Italiane ha organizzato una serie di Open Day, giornate di apertura a ingresso libero, per consentire a chiunque di ammirare la bellezza di alcuni ambienti di stazione che, da Torino fino a Messina, conservano affreschi, sculture, manufatti e arredi originali che hanno segnato diverse epoche e stili del viaggiare.

Seconda tappa di questa iniziativa, che segue quella di Firenze Santa Maria Novella, sarà Torino Porta Nuova che, dalle 10 alle 18 di sabato 1 e domenica 2 marzo, aprirà ai visitatori le porte della elegante Sala Gonin. Durante gli orari di apertura, sarà possibile apprenderne la storia grazie alla presenza di guide che accompagneranno i partecipanti.

La lussuosa sala fu progettata nel 1864, in puro stile barocco, per essere destinata a ospitare la famiglia reale durante l’attesa del treno. È decorata con opere degli artisti preferiti di Casa Savoia, tra cui Francesco Gonin, da cui pende il nome, e con suggestivi affreschi realizzati con la tecnica del trompe l’oeil che lasciano intravedere il cielo tra colonne e capitelli. Agli angoli della grande ed elegante stanza sono invece visibili angeli che reggono carte geografiche con i quattro continenti. Non mancano pregevoli quadri che raffigurano personaggi mitologici dipinti per rappresentare allegoricamente gli elementi della Natura.

Degni di nota sono gli splendidi mobili, i rivestimenti settecenteschi in legno e un imponente lampadario in raffinato vetro di Murano.

Gli ampi spazi, i lussuosi arredi, le boiseris e i dipinti che impreziosiscono l’ambiente contribuiscono a conferire alla struttura, nel suo insieme, un aspetto maestoso e sontuoso, facendone un vero e proprio piccolo museo che ora la Fondazione FS preserva e gestisce. L’obiettivo è quello di mettere al servizio dei cittadini e del turismo luoghi che meritano di essere scoperti anche con attività culturali, eventi e mostre.

Il Direttore Generale della Fondazione FS e Amministratore Delegato di TTI, Treni Turistici Italiani, Luigi Cantamessa, ha dichiarato: “Dopo il recupero e la valorizzazione dei treni e delle linee ferroviarie storiche e turistiche, le Sale storiche rappresentano la nuova sfida della Fondazione FS per rendere questi gioielli di arte e architettura parte di una esperienza capace di offrire un’occasione di arricchimento per lo spirito e l’intelletto.”

RiVestiTo Live: dire, fare, giocare, circolare

Sabato 1 marzo presso il Cecchi Point

Sabato 1 marzo, dalle 16, a Torino, la casa del quartiere Aurora ospiterà il primo appuntamento di “RiVestiTo Live – dire, fare, giocare, circolare”, un ciclo di giornate cittadine a tema tessile organizzate dal progetto RiVestiTo per sensibilizzare e coinvolgere la cittadinanza, ciascuna dedicata all’approfondimento e alla promozione di una specifica pratica circolare. La prima giornata, organizzata da Mercato Circolare e Atelier Riforma del progetto RiVestiTo, insieme a Swap Party Torino e Casa dell’Ambiente, con la collaborazione di Cinema Ambiente, Lega Ambiente Metropolitano e Ortika ODV ETS, sarà dedicata al tema dello scambio. Ogni anno i cittadini e le cittadine europee acquistano quasi 26 kg di prodotti tessili e ne buttano circa 11. In Italia, secondo i dati della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, nel 2022 i 5,7% dei rifiuti indifferenziati era costituito da prodotti tessili. Lo stesso anno in cui l’Italia ha reso obbligatoria la raccolta separata dei tessili. Inoltre, anche quando vengono correttamente conferiti nella raccolta differenziata, abiti e tessili post consumo sono spesso di bassa qualità e molto difficili da riciclare, rendendo complicato trovare per ciascun capo la giusta destinazione. Una situazione che va affrontata rendendo la raccolta differenziata nel tessile delle nostre città più sostenibile, utile e trasparente, e ancor più riducendo la produzione dei rifiuti tessili.

RiVestiTo è un progetto ideato da Atelier Riforma, Mercato Circolare e Huulke, svolto in collaborazione con il Comune di Torino. Finanziato dal bando europeo Clima Borough, è finalizzato a tracciare il recupero dei prodotti tessili che vengono raccolti in città, valorizzando e connettendo iniziative di riutilizzo e recupero circolari già presenti sul territorio. Il progetto RiVestiTo si avvale di due tecnologie: Re 4 Circular, uno strumento supportare dall’intelligenza artificiale che facilità l’indirizzamento di ogni materiale tessile verso la modalità di valorizzazione più adatta, e l’app Mercato Circolare, che metterà in rete le realtà che danno una seconda vita ai materiali tessili mappati dal progetto, con la cittadinanza e le istituzioni.

Per coinvolgere attivamente la cittadinanza, sono state organizzate delle giornate cittadine, occasioni pubbliche di sensibilizzazione sulle urgenze della filiera tessile, che vedranno la partecipazione di attori, attivi nella valorizzazione dei tessili dismessi. Sei appuntamenti, uno al mese, che dopo il tema dello scambio, protagonista della giornata dell’1 marzo, approfondiranno nelle giornate successive i temi dell’usato, della creatività, della cura, del dono e della riparazione.

“Torino ha intrapreso un percorso per diventare una città a impatto climatico zero – afferma l’Assessora alle Politiche per l’Ambiente Chiara Foglietta – un impegno che prevede il coinvolgimento di tutti gli stakeholder della città, delle imprese, del terzo settore e della stessa cittadinanza. In questo frangente, un grande lavoro è dedicato alla sensibilizzazione e alla partecipazione dei cittadini per portare un cambiamento nelle abitudini anche nei piccoli gesti, e nei comportamenti legati ai consumi. Con RiVestiTo Live è questo che vogliamo”.

A partire dalle 16, nella prima giornata, nel cortile del Cecchi Point, si terrà lo Swap Party, aperto a tutti e a tutte, organizzato da Swap Party Torino. Durante lo Swap chi vorrà potrà anche sperimentare la tecnologia Re 4 Circular, provando a usare l’intelligenza artificiale per identificare le caratteristiche dei vestiti. Nella sala Teatro si terranno i laboratori gratuiti organizzati in due turni: alle 16.15 e alle 17.

Ortika propone un laboratorio di autoproduzione per imparare a trasformare ingredienti naturali in un deodorante solido, fatto a mano, mentre giocando con eRRRando, RiVestiTo ci guiderà alla scoperta delle dieci R che codificano e raccontano le pratiche di economia circolare della filiera tessile. Alle 18, sempre in sala Teatro, l’Assessora Chiara Foglietta introdurrà la presentazione del progetto RiVestiTo. La giornata si concluderà con la proiezione, in collaborazione con Cinema Ambiente, del documentario “Out of sight, out of mind” di Anna Maria Dutoit, incentrato sullo spreco tessile e vincitore del premio per Miglior Cortometraggio Internazionale all’edizione 2021 del Festival Cinema Ambiente. La regista indaga sulla destinazione ultima del dilagante poliestere, non riciclabile imposto dai fast fashion e, esplorando i luoghi in cui viaggiano i vestiti gettati nella spazzatura, decide di osservare e filmare, come farebbe uno sguardo nascosto, cosa succede “fuori dalla vista, fuori dalla mente”. La proiezione sarà seguita da una discussione partecipata che coinvolgerà il pubblico e le realtà organizzatrici dell’evento.

La registrazione è consigliata al link https://bit.ly/3EyTZY5

Mara Martellotta

CioccolaTò si rinnova in piazza Vittorio Veneto

Un ritorno atteso quello di Cioccolatò, presentato venerdì 14 febbraio al Circolo dei Lettori di Torino, che si mostra in una veste totalmente rinnovata, in una location nuova e in dialogo con i luoghi della cultura di una città che vive di bellezza e cioccolato.

La kermesse torinese del cioccolato tornerà da giovedì 27 febbraio a domenica 2 marzo prossimi in piazza Vittorio Veneto, proprio dove si era svolta la prima edizione più di venti anni fa, cambiandosi d’abito e dando vita a quella che si può considerare a pieno titolo una edizione zero. Lo fa sotto un presupposto semplice quanto ambizioso, concettualizzato nel playoff “ Sua eccellenza è il Cioccolato “, restituendo la centralità, nei quattro giorni della rassegna, al cioccolato e ai suoi produttori, che diventano gli assoluti protagonisti del principale evento cittadino. Verranno coinvolte anche altre prestigiose sedi museali e palazzi storici della città per eventi, workshop, incontri e dibattiti guidati da nomi autorevoli del panorama culturale e dolciario italiano.

CioccolaTò 2025 è un progetto promosso sostenuto dalla Camera di Commercio di Torino, Città di Torino, organizzato da Turismo Torino e Provincia con il supporto della Regione Piemonte, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, in partecipazione con Iren e in collaborazione con le associazioni di categoria del territorio (Ascom, Epat, Confartigianato, Api, Coldiretti).

Saranno circa cinquanta, tra nomi celebri e realtà di nicchia, i produttori di cioccolato che prenderanno posto nell’emiciclo di piazza Vittorio Veneto, una delle piazze più amate e iconiche della città, per lasciare entrare nel loro mondo appassionati, turisti e avventori di tutte le età. Tra gli espositori 13 Maestri del Gusto di Torino e Provincia.

“L’evento CioccolaTò 2025, realizzato con un ampio lavoro di squadra con enti, fondazioni, partner e associazioni di categoria, sarà una sorpresa per tutti” anticipa Dario Gallina, presidente della Camera di Commercio di Torino – accanto a una rinnovata area espositiva in piazza Vittorio, che ospiterà decine di produttori di altissima qualità, tra cui numerosi nostri Maestri del Gusto, andrà in scena un intenso programma di degustazioni, masterclass, presentazioni di libri e proiezioni di film, laboratori per bambini e attività esperienziali, in una decina di location diverse in giro per la città. Si tratterà di una grande festa diffusa per il pubblico e, per i turisti, rappresenterà un nuovo ottimo motivo per venire a Torino”.

 

Mara Martellotta

“Confessione di un ex presidente che ha portato il suo Paese sull’orlo della crisi”

Parola di politico…!

Al torinese “Spazio Kairòs”, spettatori in sala con le cuffie “wireless” per 

Venerdì 28 febbraio, ore 21

No, non ce l’ho banalmente (chiacchiere da bar!) con la “politica” né con i “politici”. Però, lasciatemelo dire, oggi come oggi nutro verso la suddetta “categoria” un tantino (e anche un po’ di più) di diffidenza. Troppo parole (studiate a memoria!), troppi insulti, troppe voci l’una sull’altra. Quanta confusione! E, spesso, “starnazzi” da cortile o da pollaio. Mi giro da una parte e dall’altra e non riesco a trovare una collocazione. Un minimo di simpatia, né di empatia. Gli ultimi personaggi estratti dal “cappello delle elezioni” (atto, per carità, sempre di indubbia democrazia) un po’ mi spaventano pure. Il futuro, nostro e del mondo, mi spaventa. Sarò io ad ingigantire le cose? Chissà? Forse altri, però (mi consolo!) la pensano come me. E a confortarmi mi pare “cadere a fagiolo” lo spettacolo teatrale “Confessione di un ex presidente che ha portato il suo Paese sull’orlo della crisi”, organizzato da “Onda Larsen”  e in programma per venerdì 28 febbraio (ore 21), presso la Sala di “Spazio Kairòs”, in via Mottalciata 7, a Torino.

La serata si preannuncia davvero particolare, un’“esperienza immersiva” per una riflessione sulla politica e sulla “manipolazione della parola”Solo 50 saranno gli spettatori “ammessi” in sala, tutti muniti di cuffie senza fili, per meglio concentrarsi sulla “confessione dell’ex presidente” e dell’intero testo portato in scena dalla Compagnia bresciana “Chronos3”, scritto dal drammaturgo milanese Davide Carnevali, per la regia di Vittorio Borsari e, sul palco, Fabrizio Martorelli, formazione alla “Scuola di Teatro del Piccolo di Milano”, fondata da Giorgio Strehler e  diretta fino al 2015 da Luca Ronconi, cui oggi la “Scuola” è intitolata.

“Il testo – ha scritto bene la storica teatrale Maddalena Giovannelli – offre una discesa negli inferi del lessico politico contemporaneo e l’occasione per riflettere con lucidità su ciò che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni”. Esagerato? Assolutamente no. Parere mio personale. Al centro “la manipolazione della parola” che “come un abile prestigiatore” il politico ci offre su finti piatti d’argento disegnando “un confine ambiguo tra realtà e rappresentazione”. L’ex presidente parla un linguaggio che cerca il “consenso del popolo” e, proprio il pubblico sarà il popolo, pronto a pesare le parole dell’ex presidente attento a valutare la nostra capacità di ascolto. A che punto è il nostro senso critico, il nostro grado di libertà e di democrazia? Ancora Maddalena Giovannelli: “L’ex presidente ‘confessa’ le strategie della menzogna. Eppure, mentre lo fa, continua a fingere: il confine sfuggente tra realtà e rappresentazione – essenza stessa del teatro – è ben difficile da rintracciare nel discorso di un politico. Il presidente, a mandato ormai concluso, getta via la maschera e ammette di aver deliberatamente portato il Paese sull’orlo della crisi: ma il volto che appare dopo il disvelamento non è meno artefatto del precedente”. E il popolo rischia una nuova “caduta”. Un ripensamento su quella figura istrionica capace sempre di sgusciare fra il “lecito” e l’“illecito”. Non per sua colpa, profondissima colpa. Ma “in nome di quel popolo, di quella Patria tanto amata”, così da spingerlo, a volte, oltre i limiti del consentito. Ma, sempre, in totale (per carità!) buona fede.

“Confessione di un ex presidente che ha portato il suo paese sull’orlo della crisi” è stato selezionato dal “Festival PIIGS” di Barcellona. Il nome della rassegna è mutuato dall’acronimo dispregiativo coniato dalla stampa inglese “PIIGS” (in inglese il nome rimanda alla parola “maiali”) formato dalle iniziali di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, ovvero i paesi dell’Unione Europea con problemi economici e di bilancio. Il Festival ha commissionato ad autori dei cinque paesi altrettante opere che parlassero dei problemi economici e sociali che il loro Paese stava vivendo. Il testo è stato anche presentato in forma di lettura al “Festival Tramedautore” presso il “Piccolo Teatro” di Milano.

Per info: “Spazio Kairòs”, via Mottalciata 7, Torino; tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org

Gianni Milani

Nelle foto: Fabrizio Martorelli, immagini di scena

Dal Giardino alla Città: percorsi di giardinaggio e botanica

Una lunga stagione da vivere nel giardino botanico medievale di Palazzo Madama e nel verde della città di Torino, imparando a seguire il ritmo della natura e a osservare i cambiamenti e l’evoluzione delle piante nelle stagioni. Gli appuntamenti in museo hanno inizio in veranda con “chiacchiere di giardinaggio” e proseguono in giardino con dimostrazioni pratiche e osservazioni dal vero; in città si effettueranno delle passeggiate attraverso viali, parchi e giardini: un modo per vivere il verde a 360 gradi.

Gli appuntamenti in Giardino: dalla teoria alla pratica

Il giardinaggio affrontato in due fasi: durante la prima parte dell’incontro verranno forniti diversi spunti teorici che analizzano un argomento o una categoria di piante, mentre la seconda parte condurrà i partecipanti nel giardino di Palazzo Madama, dove si potrà osservare e soprattutto mettere in pratica le tecniche migliori e più adatte per coltivare al meglio piante ornamentali, aromatiche, frutti e ortaggi.

Il calendario

Mercoledì 26 febbraio e 5 marzo ore 15.30-17.30

L’arte della potatura

Rose e frutti, siepi e rampicanti: dare forma alle piante che ci circondano è un modo per mantenerle in salute e rendere più equilibrato il giardino. Nella parte teorica si discuterà delle motivazioni e delle scelte che portano a potare le piante, nella parte pratica si eseguiranno delle dimostrazioni dei tagli corretti sulle piante del giardino

Mercoledì 12 marzo ore 15.30-17.30

La magia degli ellebori

La fioritura invernale è sempre di grande fascino e quando si parla di ellebori si aggiunge anche una straordinaria bellezza di un fiore dalle mille “facce”. Nella parte teorica si parlerà dell’origine e della diffusione dalle zone selvatiche europee ai giardini e balconi di tutto il mondo; nella parte pratica si vedrà come intervenire nella cura delle piante durante e al termine della fioritura.

Mercoledì 9 aprile ore 15.30-17.30

Bulbi strateghi

La strategia di sopravvivenza delle piante bulbose merita di essere approfondita anche per le grandi soddisfazioni che queste piante da fiore, da aroma e da ortaggio possono dare. Nella parte teorica i bulbi saranno analizzati dal punto di vista botanico e storico, nella parte pratica scopriremo come coltivare al meglio in giardino e in vaso centinaia di piante tutte diverse tra di loro ma accomunate dalla presenza di un bulbo!

Mercoledì 7 maggio ore 15.30-17.30

Rose, profumi e aromi

“L’enciclopedia” delle rose è in continua evoluzione, nuove varietà sono introdotte ogni anno per soddisfare gusti ed esigenze di tutti noi; le rose antiche e da profumo però hanno un fascino immutato nel tempo. Nella parte teorica vedremo storia e origine delle rose storiche e come si sono conservate fino ad oggi; nella parte pratica vedremo le cure post fioritura e contro le malattie e degli abbinamenti con piante aromatiche.

Mercoledì 11 giugno ore 15.30-17.30

Dal fiore al seme, dal seme al frutto

Terminate le fioriture primaverili per le piante sembra tutto fatto, in realtà è questo il momento cruciale in cui si ottengono prima i semi e poi i frutti fondamentali per perpetuare le specie; nella parte teorica si parlerà del ciclo vegetativo delle piante e di come garantire la produzione dei semi; nella parte pratica si vedranno le modalità di raccolta e conservazione di semi e frutti oltre che prove pratiche di semina nel terreno

Informazioni
Costi
: 5 € Ingresso giardino (gratuito abbonamento musei) + 5€ ogni incontro

Info e prenotazioni: tel. 011 4429629; e-mail: madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

Prenotazione consigliata

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Le passeggiate botaniche in città: storia e storie degli alberi

Giardini, parchi, viali raccontati dal punto di vista del verde e in particolare del ricco patrimonio arboreo nelle aree più amate della nostra città. Riconoscere un albero, comprenderne la storia sia botanica che culturale e infine apprezzarne il valore estetico e paesaggistico in ambito urbano. Attraverso le passeggiate impareremo a metterci nei panni dei nostri alberi per tutelare e curare al meglio la loro crescita.

Il calendario

Lunedì 14 aprile ore 15.30-17.30

Lungo Po

Il fiume è naturalmente ambiente privilegiato per la crescita degli alberi e il contesto urbano consente di apprezzare alberi molto interessanti e inediti. Percorso da Piazza Vittorio Veneto a lungo Po Machiavelli fino a Parco Michelotti.

Lunedì 26 maggio ore 15.30-17.30

Giardini e piazze del centro storico

Nell’800 e nel 900 sono stati impostati molti giardini del centro storico che risentono delle influenze del giardino all’italiana, alla francese e all’inglese. Alberi, aiuole e arredi impreziosiscono il nostro centro cittadino partendo dal Giardino Sambuy per arrivare a Piazza Maria Teresa passando per Aiuola Balbo e Giardino Cavour

Lunedì 29 settembre ore 15.30-17.30

Viali Alberati e Parco della Tesoriera

Chilometri di strade cittadine alberate, una ricchezza che poche altre città al mondo possono vantare. La tradizione del viale alberato ha radici nell’antica Roma e ancora oggi si utilizzano piante che hanno fatto la storia ma con un occhio ai tempi moderni. Percorso tra corso Vittorio Emanuele, Racconigi, Lecce, Francia con arrivo al Parco della Tesoriera.

Lunedì 10 novembre ore 15.30-17.30

Parco del Valentino

I colori autunnali, il fiume, il fascino di un parco romantico e all’inglese ci portano in una dimensione differente dove la città fa da contorno a un polmone verde e vitale ricco di storia e fascino. Passeggiata dall’arco monumentale di Corso Vittorio fino al Borgo Medievale.

Informazioni

Costi: 5 € (5 € Abbonamento musei) – pagamento in loco.

Info e prenotazioni: tel. 011 4429629; e-mail: madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

Prenotazione obbligatoria. Il punto di ritrovo verrà di volta in volta comunicato ai partecipanti.

“J’Existe” al Seeyousound 2025

Intervista a Marco Pacchiana e Federico Di Maria

Nel panorama dei videoclip musicali, il connubio tra musica e immagini gioca un ruolo fondamentale nel trasmettere emozioni e concetti. Abbiamo intervistato Marco Pacchiana e Federico Di Maria, rispettivamente regista e direttore della fotografia del videoclip J’Existe, selezionato nella sezione Soundies del Seeyousound 2025. Con loro abbiamo parlato della genesi del progetto, delle ispirazioni e delle aspettative per il festival.

Come nasce la vostra collaborazione e qual è il vostro percorso nel mondo del cinema e della musica?

Marco Pacchiana: Siamo entrambi ex studenti della Scuola Civica di Cinema di Milano, dove ci siamo conosciuti. Da allora collaboriamo su diversi progetti, spaziando tra videoclip musicali, commercial e produzioni legate al mondo della moda. Lavorare insieme è diventato naturale grazie a una visione comune e alla volontà di sperimentare nuovi linguaggi visivi.

Come è nata l’idea del videoclip e quali sono state le principali ispirazioni?

Marco Pacchiana: J’Existe nasce dall’esigenza di raccontare una nuova forma di amore, mettendo in scena due storie in contrasto tra loro. Da un lato, vediamo un angelo caduto, portatore di una ferita profonda, che non può fare altro che ferire a sua volta, anche di fronte alla più pura manifestazione d’amore. Dall’altro lato, attraverso una narrazione simbolica, raccontiamo un percorso che va dalla presa di coscienza alla rivoluzione, fino alla recisione di un legame di dipendenza tossico.

Le nostre ispirazioni spaziano dai lavori di Romain Gavras e Guillaume Alric, fino al cinema di Bernardo Bertolucci.

Quali sono stati gli elementi visivi e stilistici chiave che avete scelto di utilizzare?

Marco Pacchiana & Federico Di Maria: La scelta registica è stata quella di raccontare la vicenda dell’angelo attraverso un piano sequenza, mantenendo un’unica inquadratura per tutta la scena. Per la narrazione simbolica, invece, abbiamo optato per un montaggio più frammentato, partendo da una singola inquadratura fino ad arrivare a un montaggio serrato con cento inquadrature dedicate agli ombelichi.

Dal punto di vista fotografico, abbiamo voluto rendere ogni ambiente un “non-luogo”, uno spazio indefinito ma al contempo parte integrante della narrazione. Ci siamo ispirati ai lavori di Darius Khondji e Christopher Doyle, cercando di dare un’identità visiva unica al progetto.

Qual è stato il rapporto con l’artista nella creazione del videoclip?

Marco Pacchiana: L’artista, Novze, aveva un’idea ben precisa da comunicare attraverso la sua musica: il concetto di amore liquido. Una volta chiarita questa visione, ci ha lasciato totale libertà creativa per la realizzazione del videoclip. La sceneggiatura è stata scritta da me insieme a Tommaso Ongis, sviluppando una narrazione visiva coerente con il brano.

Cosa significa per voi essere stati selezionati al Seeyousound Festival?

Siamo estremamente felici di partecipare al Seeyousound 2025, all’interno della sezione internazionale Soundies. È un’opportunità straordinaria per mostrare il nostro lavoro e condividerlo con **professionisti del settore musicale e audiovisivo**. Essere proiettati accanto a grandi nomi del settore è un riconoscimento importante per noi e per il nostro percorso.

Quali sono le vostre aspettative per la proiezione e il festival?

Ci aspettiamo un festival ricco di **musica di qualità, grandi videoclip e film**, in un’atmosfera di condivisione e crescita artistica. Siamo entusiasti di vedere J’Existe proiettato sul grande schermo e di poter incontrare altri artisti e professionisti con cui confrontarci.

Con la selezione a Seeyousound, J’Existe si conferma un videoclip che va oltre l’estetica, diventando un vero e proprio racconto visivo di emozioni e riflessioni profonde. Non resta che attendere la proiezione per vedere come il pubblico accoglierà questa suggestiva opera audiovisiva.

“House Music”. A Torino il mitico “François K”

All’ “OFF TOPIC” di via Pallavicino, grande attesa per l’arrivo di “The teacher” François Kevorkian

Venerdì 28 febbraio, ore 22,30 – 4,00

L’appuntamento è da non perdere. Irrinunciabile, per tutti gli appassionati del genere. Location ideale, l’hub culturale di “OFF TOPIC”, in via Giorgio Pallavicino 35, a Torino, che il prossimo venerdì 28 febbraio (ore 22,30 – 4,00) si accenderà non poco con l’afterparty di “SEEYOUSOUNDSYSTEM”, che segue la proiezione del film “House Music. A Cultural Revolution” proiettato al “Cinema Massimo”, per rendere omaggio al leggendario artista e dj newyorkese Frankie Knuckles (“The Godfather of House Music”), a dieci anni dalla sua prematura scomparsa. Guest star d’eccezione, direttamente da New York City, “The teacher” François Kevorkian, dj, musicista e produttore, leggenda vivente, per l’appunto, della house music.

“ ‘SEEYOUSOUNDSYSTEM’ nasce infatti – dicono gli organizzatori – per celebrare la collettività sonora in un’esplorazione musicale orchestrata dai curatori e collaboratori di ‘Seeyousound International Music Film Festival’ (il primo ed unico Festival in Italia dedicato interamente al cinema a tematica musicale), per oltrepassare i confini dettati dai generi. Un progetto nato dalla necessità del Festival di raccontare non solo la sua anima in una sala cinematografica ma anche nel ‘dancefloor’, con un ringraziamento speciale alla ‘Frankie Knuckles Foundation’ che ha reso possibile l’evento attraverso il suo supporto”.

Classe ’54, conosciuto anche come “François K”, francese di origini, ma americano di adozione François Kevorkian è una delle figure più influenti nella scena della house music e della musica dance, attraverso le quali è mirabilmente riuscito, con singolare originalità, a plasmare il sound della dance music moderna. Negli anni ‘80, ha guadagnato notorietà come uno dei pionieri della house music a New York, dove ha lavorato come DJ e produttore per artisti di fama mondiale. Kevorkian è stato anche un membro del gruppo di produzione “K-scope” e ha remixato brani per artisti come David BowieDepeche Mode e Pet Shop Boys.

Ad affiancarlo sul palco di “OFF TOPIC”, sarà il dj e produttore (tra cui la “label IRMA RECORDS” di Bologna) Teo Lentini, torinese, da oltre 30 anni sulla scena della musica house ed elettronica. Dopo aver suonato in tutta Italia e all’estero, contribuendo a consolidare e diffondere la sua musica e lavorando con i migliori dj internazionali nei più famosi Club e Festival ad Ibiza, Amsterdam, Londra, Dublino, Parigi, Lisbona e Barcellona, oggi Lentini è consulente musicale per molti Club italiani e con il suo team “SUONO LIBERO” fonda un laboratorio per giovani dj emergenti e party itineranti.

 

La “line up” si completerà con Luca Onere dj producer di “Radio Monte Carlo” e i due dj, Amerjo resident a Milano e a Porto Cervo e Santarini dj producer, toscano, con residenze a Courmayer, Milano e Sardegna.

 

Per info: “OFF TOPIC”, via Giorgio Pallavicino 35, Torino; tel. 011/0601768 o www.offtopictorino.it

g.m.

Nelle foto: François Kevorkian, immagini di repertorio

Oltre il “Fashion gap”, film manifesto: Ied immagina la moda di domani

Realizzato dal regista e fotografo Ivan Cazzola e studio Comodo64, il video è un viaggio emozionale nel processo creativo degli studenti del Corso Triennale in Fashion Design e dà voce alla loro visione di un futuro possibile

La moda è da sempre il riflesso della società e delle sue mutazioni. È testimone dei cambiamenti culturali e dei valori identitari del proprio tempo. Parte da qui – racconta Paola Zini, Direttrice di IED Torino – il progetto di un fashion film che non documenti solo una sfilata, ma sia un viaggio emozionale nel contesto del “caos creativo” che oggi i nostri fashion designer si trovano ad affrontare”.

Fashion Gap” è una pellicola dietro le quinte con diverse chiavi di lettura che, attraverso immagini di backstage e di momenti progettuali, tra i rumori della città di Torino e testimonianze dal vivo, esplora a fondo come prendano vita le proposte creative degli studenti del Corso Triennale in Fashion Design e dà voce alla loro visione di un futuro possibile. Ne è nato un manifesto che immagina un domani dove la qualità prevale sulla quantità, che guarda al passato reinterpretando i codici classici in una nuova prospettiva contemporanea. 

Dieci outfit, progetto di tesi di altrettanti giovani stilisti, sono protagonisti del video realizzato da studio Comodo64 e dal regista e fotografo di moda Ivan Cazzola, che con uno sguardo originale e provocatorio porta sullo schermo il processo creativo e le idee che lo hanno ispirato. L’era di contrasti che vive la moda oggi – in bilico tra l’effimero dell’immagine digitale che alimenta un mercato sempre più veloce e la spinta verso il ritorno all’artigianalità – è infatti lo spunto di partenza per indagare i temi più diversi: dall’impatto degli oggetti sulle relazioni sociali e sulla necessità di riscoprirne l’essenza, alla ricerca di un rifugio interiore e protezione attraverso la moda, alla rappresentazione della fluidità del tempo e della sua percezione, fino all’analisi critica della nostra società. Ciascun progetto unisce elementi di arte, moda e design per indagare il rapporto tra individuo e collettività, invitando alla riflessione sull’equilibrio ecologico, l’evoluzione delle idee e l’impatto del passato sul presente, attraverso tecniche innovative e simbolismi che sfidano la visione tradizionale della realtà. 

 

In IED – continua Zini – stimoliamo i nostri studenti a vivere il Fashion Design non solo come una forma estetica, ma anche come un’opportunità per riflettere e rispondere alle sfide del presente con creatività e consapevolezza, senza perdere di vista la cultura e l’arte sartoriale che hanno reso celebre la tradizione italiana”. 

Attraverso il confronto costante con i docenti e la Coordinatrice del Corso Alessandra Montanaro, gli studenti hanno prima prototipato virtualmente e poi partecipato attivamente alla produzione dei capi della propria linea, selezionati e confezionati con l’aiuto dei docenti di modellistica, Ilaria Turchetti e Gianpiero Capitani, con le pelli e i tessuti messi a disposizione dalle aziende partner, Rino Mastrotto e Berto. 

  

Ne sono nate collezioni che, seppur diversi nei concept e nelle tecniche di realizzazione, riflettono però una visione ben precisa, quella del corso di Fashion Design di IED Torino, che si distingue per una metodologia progettuale che unisce cura del dettaglio e uso di strumenti digitali, come l’innovativo software CLO3D, con una grande attenzione a ogni fase della produzione, dallo sketch a mano libera fino al confezionamento dell’abito finito. In classe gli studenti acquisiscono infatti competenze tecniche e artistiche, imparando a selezionare i materiali e a valorizzare la manualità. In questo approccio si innesta anche una particolare sensibilità alla sostenibilità e all’inclusività, promuovendo una moda che assimila le istanze delle nuove generazioni e celebra la diversità, permettendo a ogni giovane designer di sviluppare un proprio stile attraverso un percorso creativo che culmina in una tesi espressiva e personale 

  

La forte influenza dall’estetica urban, che identifica lo stile e richiama anche il contesto territoriale e il background in cui si sviluppa il corso – Torino, ex città industriale con una storica vocazione all’innovazione – ritorna anche nel video. Il palcoscenico su cui sfilano i modelli sono infatti le strade del quartiere di San Salvario ma soprattutto gli ambienti della nuova sede Marconi di IED Torino, il cui progetto di riqualificazione, realizzato all’insegna dell’uso consapevole delle risorse e firmato dallo studio di architettura Marcante Testa, invita a trasformare l’ordinario in straordinario. Cuore pulsante dei nuovi spazi sono i Laboratori di sartoria e accessori, dove i capi prendono vita, nel video e nella realtà: qui e nell’Archivio gli studenti possono sperimentare materiali, filati e stoffe per approfondire la conoscenza delle diverse fibre e texture e lasciarsi ispirare.  

  

In questo nuovo hub creativo trovano casa in particolare gli oltre 250 studenti iscritti ai corsi dell’area Moda, dai Trienni in Fashion Design e Design del Gioiello e Accessori ai corsi di Formazione Continua in Visual Merchandising e Clo3D al Summer Camp in Fashion Graphics: un ampio ventaglio di opportunità di studio per esplorare le nuove tendenze e trasformarle in ispirazioni, imparare le tecniche e i processi di lavorazione e collaborare con alcune dei più importanti brand del settore italiani e internazionali.   

 

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Fashion Gap” 

Una produzione di Comodo64 

Regia: Ivan Cazzola 

Montaggio: Luca La Piana 

Dop: Giorgio Blanco, Alessandro Dominici 

Presa diretta e musiche: Mattia Corrado 

Gaffer: Antonio Roseti 

Rental: Ouvert 

Produzione: Andrea Fusco 

Colorist: Simone Lizza  

 

I progetti sono stati realizzati da:   

Martina Costaggiu, Alessio Di Gangi, Adele Domini, Chiara Fiorino, Lorenzo Gamba, Marta Genovese, Eleonora Gentile, Marta Paschetta, Matteo Rendina, Benedetta Rolando  

   

Grazie agli studenti in fashion design a.a. 2023/2024:   

Elisabetta Arnoul, Nicole Atzeni, Sofia Conti, Martina Costaggiu, Alessio Di Gangi, Marta Genovese, Eleonora Gentile, Arianna Pozella, Matteo Rendina, Galatea Repetto, Benedetta Rolando, Edoardo Rosso, Giorgia Sculli, Ludovica Sindoni, Marica Sulas, Anna Vinci, Elena Zebro, Mattia Benna, Camilla Borgia, Vittoria Cellone, Adele Domini, Gaia Ferrari, Chiara Fiorino, Arianna Franzin, Lorenzo Gamba, Federica Gattolin, Francesca Gennari, Carlotta Gulino, Alice Leone, Angelica Lo Giudice, Alexandra Migliano, Martina Olivieri, Marta Paschetta, Cristina Paliy  

   

Coordinamento del progetto di tesi:   

Alessandra Montanaro  

   

Sponsor tecnici:  

Rino Mastrotto, Berto 

IED è un Gruppo internazionale, il più grande Network di Alta Formazione in ambito creativo ad aver mantenuto dal 1966 uno sguardo globale e una matrice culturale profondamente italiana. È presente con 11 sedi in 3 paesi, Italia, Spagna e Brasile. In Italia, IED opera attraverso la capogruppo che nel 2022 è stata trasformata in una Società Benefit con l’obiettivo di formalizzare il suo impatto positivo sulla società e sul pianeta. IED è una scuola inclusiva e transdisciplinare che utilizza il design come linguaggio universale per il cambiamento.

Ogni anno avvia progetti di innovazione in ambito formativo nelle discipline del Design, della Moda, della Comunicazione e del Management, delle Arti Visive, del Cinema, dell’Arte e del Restauro, sviluppando forme di apprendimento e nuovi modelli per interpretare il futuro.

L’offerta formativa comprende corsi Undergraduate (Diploma Accademico di I° Livello – DAPL, Título de Grado en Enseñanzas Artísticas Superiores de Diseño – TGEA, Diploma de Bacharelado, Bachelor of Arts Hons – BAHons, Ciclo Formativo de Grado Superior, Diploma Accademico Magistrale Restauratore di beni culturali e Diploma IED), corsi Postgraduate (Diploma Accademico di II° Livello – DASL, Master di Primo Livello, Master IED, Postgrado, Pós-Graduação e Dottorato di Ricerca – PhD) e corsi Lifelong Learning. IED può contare su una rete di oltre 3.000 docenti, attivi nei rispettivi settori di riferimento, con cui collabora costantemente per assicurare il perfetto svolgimento delle attività di formazione delle sue sedi.

IED Torino è parte del Gruppo da oltre 35 anni. La sede subalpina, che conta circa 1.100 studenti il 15% dei quali proviene dall’estero, propone un’offerta formativa che spazia dai Diplomi Accademici di Primo e Secondo Livello ai Master, dai corsi di Formazione Continua ai Summer Camp, nei campi Design, Arti Visive, Moda, Transportation, Marketing e Comunicazione. Con un corpo docente di oltre 400 professionisti, l’Istituto è in grado di creare forti legami con l’ambiente lavorativo esterno, sviluppando più di 80 collaborazioni all’anno con realtà locali, enti, associazioni, istituzioni, fondazioni e aziende nazionali e multinazionali. Grande importanza rivestono le progettazioni didattiche, che vedono coinvolte committenze reali e studenti su progetti non solo legati al prodotto, ma anche a temi di rilevanza sociale. Il Career Service IED Torino supporta efficacemente l’inserimento dei diplomati nel mondo del lavoro, con un tasso medio di collocamento a sei mesi dal diploma del 90% frutto anche dei rapporti consolidati con centinaia di aziende. Nel corso dell’anno vengono inoltre organizzati incontri tra studenti e rappresentanti di imprese per brevi colloqui conoscitivi, facilitando così il contatto diretto con il mondo del lavoro.

Ivan Cazzola ha accumulato nel corso degli anni una grande esperienza come fotografo e regista, collaborando con magazine (Vogue, Dazed & Confused, i-D) e fashion labels, tra Milano, Londra, Parigi e New York, approdando anche al video come director di alcuni short movies. Con i suoi scatti ha esplorato mondi diversi tra loro, da una realtà vicina e autobiografica, agli scatti di modelle, artisti, rock bands, star del cinema, gangster, borghesi decadenti, il tutto con una costante stilistica attraverso un occhio spesso intimo, a volte insolente, ma sempre iconico e provocativo. Nel 2010 è stato designato dalla rivista Dazed & Confused come uno dei fotografi più interessanti nel panorama internazionale.