Il 15 gennaio a ritorna l’evento itinerante
Per il terzo anno consecutivo SKF organizza l’SKF Studentour, un ciclo di appuntamenti nei principali atenei per incontrare gli ingegneri di domani e presentare l’offerta tecnologica dell’azienda. Un evento che nelle scorse edizioni ha visto la partecipazione di migliaia di studenti in tutta Italia.
La prima tappa dell’edizione 2018 dell’SKF Studentour si svolgerà il 15 gennaio presso la sede centrale del Politecnico di Torino. L’evento (10:00-16:00) avrà luogo nella Sala Consiglio di Facoltà e vedrà la partecipazione di numerosi referenti dell’azienda in rappresentanza dei diversi settori applicativi, oltre che dell’amministratore delegato, Ezio Miglietta.
I partecipanti potranno conoscere da vicino l’offerta SKF all’interno dell’area espositiva, che ospiterà numerosi prodotti, soluzioni e servizi in ambito industriale e automotive. Avrà inoltre luogo un seminario tecnico a cura degli Application Engineer SKF.
In occasione della tappa di Torino l’area espositiva ospiterà uno spazio dedicato alle Risorse Umane, dove i partecipanti che si sono prenotati potranno effettuare un pre-colloquio per le posizioni di stage e di lavoro aperte.
Saranno inoltre presenti alcuni dei veicoli sperimentali della Squadra Corse del Politecnico di Torino, per toccare con mano la collaborazione in ambito racing tra SKF e il mondo universitario.
Il Politecnico di Torino è la prima di una serie di tappe di un progetto che nel corso del 2018 toccherà alcuni tra i principali atenei italiani.
di Pie
maggioritario nella babele italiana ha consentito di governare, malgrado i Casini, i Fini, i Bertinotti. Abbiamo avuto coalizioni che hanno espresso governi relativamente stabili, soprattutto nel centro-destra. Il sistema elettorale adottato e il tripartitismo rappresentano delle incognite. Riuscirà l’elettore a fare una scelta meditata che semplifichi il quadro e renda governabile il Paese ? Molto dipenderà dai partiti e dai candidati che si presenteranno. L’incapacità dei 5 Stelle risulterà chiara se i partiti sapranno contrapporre candidati validi, competenti, specchiati. In ogni caso la vera minaccia, l’unico pericolo e’ il movimento 5 Stelle a cui sarebbe una vera sciagura affidare il destino del Paese. Essi incarnano una protesta esasperata che ha sicuramente anche qualche ragion di essere, ma non saranno mai in grado di governare da soli o in coalizione con altri l’Italia .
elettorale. Appare evidente l’anomalia in base alla quale lei sola sarebbe stata costretta a raccogliere le firme necessarie .I pasticci fatti dai partitini nell’ultimo mese di legislatura con la formazioni di gruppi parlamentari fittizi consentirà a molti signor nessuno di candidarsi senza le prescritte firme. Ma emerge anche che la Bonino voglia cimentarsi in un’impresa disperata in quanto lei stessa ha dichiarato di non avere neppure i candidati necessari. E’ arrivato l’ex democristiano Tabacci a salvare la Bonino ,regalandole il simbolo che le eviterà di raccogliere le firme. Un viatico non bello per una anticlericale come la Bonino. La lista Pannella -Bonino e, ancor prima, la lista radicale avevano una precisa ragion d’essere. Anche la “Rosa nel pugno” ebbe una sua motivazione politica, ma oggi la listarella di Bonino che imbarca un vero voltagabbana come Dalla Vedova, non ha una identità motivata. Essa esprime solo una scheggia di partito radicale in nome di un europeismo indefinito che non si ancora neppure a quello di Ernesto Rossi e di Altiero Spinelli. La stessa Bonino eventuale candidata a Bra, sua città natale, rischierebbe di non farcela perché la componente cattolica braidense non voterebbe chi si distinse nelle battaglie abortiste .La scelta a favore dell’accoglienza indiscriminata degli immigrati penalizzerà ulteriormente la Bonino che rischierà una triste fine politica che non merita. Come Ministro degli Esteri e’ stata infatti un ottimo Ministro con il senso delle istituzioni. E certe sue battaglie a fianco e con la guida di Pannella sono state utili alla crescita civile del Paese. Ma si tratta di un passato lontano e di un quadro politico distante da quello attuale.

inopportuna, specie se collegata al Natale. Partorire , prontamente assistiti, in un supermercato mi sembra un’idea peregrina, povera di fantasia. Il creatore della pubblicità è Pupi Avati. Ma la scelta mi sembra sbagliata. La maternità è cosa troppo importante per poter essere usata come pretesto pubblicitario di un supermercato.
Forse stanno venendo fuori i limiti dell’operazione di portare in Italia le salme dei sovrani d’Italia a Vicoforte. All’improvviso,alla chetichella, in periodo quasi elettorale. Il ritorno andava preparato e non imposto con un bliz ,oltretutto da personaggini di spessore quasi nullo. E’ evidente che esso sia diventato motivo di facile polemica. In ogni caso io sono contrario da sempre a cancellare la storia dalla toponomastica .La storia è storia e quindi va rispettata. In un paese in cui ci sono corsi dedicati a Stalingrado,all’Unione Sovietica e a Togliatti, può starci benissimo una biblioteca nazionale di Napoli intitolata a Vittorio Emanuele III.
Fratelli d’Italia attacca la sindaca di Torino per i botti di Capodanno. “Appendino vuol battere Napoli. Torino è medaglia d’ argento dei disastri di Capodanno. Chiediamo le dimissioni dell’assessore Finardi. 
Patrizia Alessi, capogruppo FDI Circoscrizione 7: “Ero in centro con amici ieri sera. Piazza San Carlo presidiata da due macchine di vigili era abbastanza accettabile a parte qualche abusivo, ma da via Roma fino a piazza Castello e Piazzetta Reale un vero disastro: abusivi con carretti pieni di bottiglie di vetro, postazioni di vendita botti e altre merci varie, botti fortissimi x almeno un’ora, un cestino di quelli grandi scoppiato, e per finire un ragazzo ferito con una bottigliata in testa portato via in ambulanza. E i botti anche in
circoscrizione 7 sono stati fortissimi, i miei gatti hanno passato un brutto momento! Ieri mattina a Porta Palazzo e in altri mercati vendevano un sacco di botti più o meno grandi. E i controlli?”
vanno oltre quella che fu la propria cinta daziaria.Un cattivo segno anche per il nuovo anno 2018 che dovrà ancora probabilmente vedere amministratori di tal fatta.
L’eleganza tipografica a Torino
Gualtiero Marchesi senza miti
averlo frequentato e conosciuto.Bastino per tutti i “monelli”di Albenga,come vengono chiamati,quelli che, a 70 anni suonati, giocano ancora con le fionde. Vanno ,in ogni caso, distinti Gualtiero Marchesi e i marchesiani,gli allievi o i sedicenti allievi che dopo la morte del maestro si contenderanno il primato nel proseguire il suo lavoro. Marchesi era comunque un uomo pieno di creatività , i marchesiani sono spesso solo presuntuosi,banali,scontati. Loro cercano le stelle Michelin e la visibilità televisiva. Basta leggere un’intervista di Bosonetto,ad esempio,per rendersene conto, senza necessariamente andare a cena nei loro locali. Anzi, molti di loro mettono la loro immagine a servizio della pubblicità delle cucine e persino delle patatine fritte. Troppi sono gli imitatori di Marchesi. Ricordo nel 1986 che un buon ristorante sul lago di Avigliana improvvisò un menu di “nouvelle cousine” dopo aver raggiunto il successo con una cucina tradizionale .Fu un disastro e locale dovette chiudere. Un vero fuoriclasse sarebbe inimitabile. E’ un’osservazione sulla quale riflettere. Parlando d’altro, un po’ la differenza tra Norberto Bobbio e i bobbiani. Il filosofo torinese ebbe il merito di non voler creare una scuola dopo di lui e chi si richiama a lui si rivela inadeguato a seguirne la strada,vuole solo inseguirne la notorietà.
La massoneria e il Risorgimento
Luraghi, un maestro
motivo per cui c’è stato l’ammanco. Basterebbe un buon ragioniere per capire dove sono finiti quei soldi. Lo stesso Chiamparino è diplomato ragioniere.
Cibrario e la Fondazione Musei
Al via una campagna di sensibilizzazione lanciata dall’Amministrazione comunale per richiamare l’attenzione, sulla pericolosità di petardi, mortaretti, fuochi d’artificio e altro materiale pirotecnico, ai danni degli animali.
di Enzo Biffi Gentili
dell’opposizione. Ristabilire quindi differenti ruoli e posizioni, pur su obbiettivi comuni di rilancio e ripresa, è fondamentale per uscire da un “sistema Torino” eccessivamente “poroso” in passato, e sovente proprio per quanto riguarda le relazioni e rapporti tra pubblico e privato, tra missioni istituzionali e interessi economici e commerciali. Pare se ne renda ben conto, per quanto di sua competenza, l’Assessora alla Cultura della Regione, Antonella Parigi, che alle prese con il delicato problema del disavanzo della Fondazione per il Libro -altro caso, tra molti, emblematico di un’acritica trascorsa ottimistica “narrazione”- e delle incertezze operative e gestionali che riguardano o prossimi Saloni ha auspicato “una forte discontinuità rispetto al passato”.
il Circolo dei Lettori o la Fondazione per la Cultura, che dovranno essere legalmente chiarite da uno studio specializzato in diritto amministrativo, Merani Vivani e Associati. Insomma, si è di fronte a una preziosa occasione per ristabilire la necessaria, netta distinzione tra enti e personaggi istituiti o nominati da organismi di diritto pubblico per rispondere a esigenze di interesse generale, nel caso culturale, e senza fini di lucro ed altri che coltivano un pur legittimo interesse privato. La questione, prima che giuridica, è politica: più volte nelle assemblee elettive, a partire da membri del Movimento 5 Stelle, ci si è lamentati di un sistema Torino che oltre dalla “porosità” testimoniata da un certo interscambio delle funzioni, come tra Enti locali e Fondazioni, sembrava pure caratterizzato da qualche ambiguità nelle procedure amministrative adottate. Insomma, non raccontiamocela più: fatti, non pugnette, come si direbbe in Romagna.
Torna grande richiesta il ballerino italiano più famoso al mondo: Roberto Bolle, che chiude il 2017 con uno degli appuntamenti più attesti della Stagione. I tre appuntamenti in programma sono sold out
“Prima abitavamo in un condominio e quindi lo facevamo interno e nettamente più piccolo. Chi sta portando avanti da anni questa tradizione è mio padre, Giuseppe Mazza, che ha tramandato questa passione da mio nonno. Da 4 anni (prima eravamo solo io e mio papà a fare il presepe) mio zio, Fernando D’Amato (ex poliziotto in pensione) ha deciso di aiutarci e ha iniziato a comporre autentici capolavori (sono casette in polistirene e legno). Solo le statue sono comprate, il resto è fatto tutto a mano da mio zio. Quindi siamo noi tre gli artefici dell’opera (Francesco Mazza, Giuseppe Mazza e Fernando D’Amato). La novità di quest’anno è la cascata con l’acqua che parte dalla montagna – che rappresenta il Monviso e quindi il Po- e che scende fino a valle. Il nostro presepe rappresenta atti di vita quotidiana e contadina
ricordando un po’ le tradizioni piemontesi, calabresi, campane e lucane: mio papà è calabrese,
mio zio campano e mia mamma lucana. Sono 24 metri quadri di presepe, ci sono voluti 8 giorni di lavoro per concluderlo, tutte le casette sono illuminate come si può vedere dalle foto”.
stato artificiale ,tenuto insieme dalla dittatura comunista di Tito, la Jugoslavia.
Umberto II
furono “L’Italia innanzi tutto “ e “Autogoverno di popolo e giustizia sociale “.Essi indicano quale fosse la sua idea di monarchia. Non sostenne neppure i diversi partiti monarchici,volle sempre restare al di sopra della mischia, persino al referendum del 2 giugno, quando ‘ andò a votare scheda bianca. Scelse come suo ministro Falcone Lucifero, in gioventù ,socialista matteottiano.
Torino e viene nominato prefetto senza una sede di destinazione operativa, il che significa, quasi certamente, in servizio al ministero degli interni.
Natale a Savona
stato anche un evento musicale con i canti del Natale, forse guastati da qualche canzone americana di troppo ,anche se e’ stato cantato “Adeste fideles “.
Prefetto, si sono distinti nell’accoglienza dei profughi e migranti in una provincia largamente turistica e quindi con difficoltà ad accogliere. Ma il presepe in prefettura e’ un segnale di coraggio che dovrebbe servire a tanti presidi tremebondi che non osano festeggiare il Natale a scuola perché temono di offendere i musulmani. Ci sono occasioni come il Natale ,in cui non possiamo non dirci cristiani. La laicità dello Stat o non è certo compromessa da un bambinello infreddolito posto in una mangiatoia.
diventato anche ristorante. Forse resiste solo da Michele che è attiva dal 1870. Con solo due pizze sul menu a garanzia della qualità. Perché va anche detto che le pizze condite con gli ingredienti più fantasiosi hanno di fatto perso la loro identità.A Torino è sempre più difficile trovare una buona pizza. Tra i pochi resiste il mio ex compagno di liceo classico Antonio De Martino “Spiga d’oro” in Borgo San Paolo.Ci andavo da studente, ogni tanto ci torno con mio nipote che studia al Politecnico.La pizza al padellino mi piace e anche la farinata è buona.Nel borgo più rosso di Torino il proprietario tiene sul bancone “Il giornale” fin dai tempi di Montanelli. Un coraggio notevole unito alla bravura e alla semplicità di un locale che è passato di padre in figlio.Una tradizione che vive nel tempo.
tutte le convinzioni.Ha pero’ragione l’assessore alla sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta ad esigere il rispetto della nuova legge a tutte le strutture sanitarie .Saitta e’ un cattolico convinto,con una lunga militanza nella Dc,ma si è rivelato un laico rispettoso delle leggi dello Stato con la stessa sensibilità di De Gasperi. Io lo stimavo molto già da presidente della Provincia di Torino ,in questa occasione ha dimostrato le sue qualità di pubblico amministratore.