Cosa succede in città- Pagina 48

Polo del ‘900: Luoghi di memoria-comunità Yezida e spazio sacro

Sabato 1 marzo si è inaugurata al Polo del 900, a Torino, un’interessante mostra fotografica dal titolo “Luoghi di memoria-comunità Yezida e spazio sacro”. I materiali visivi esposti sono l’esito del lavori di Ghiath Rammo, archeologo aggregato alla missione archeologica italiana nel Kurdistan iracheno (disa sapienza).

Ghiath ha studiato sul campo le trazioni religiose e socioculturale degli Yezidi,  un popolo antico con una propria etnia, religione e cultura distintiva salita tragicamente alle cronache per l’immane genocidio portato a termine dal Daesh, meglio noto come Stato Islamico dell’Iraq e della Siria, l’Isis. Una “pulizia etnica” dai risvolti del puro orrore (decapitazioni, crocifissioni, roghi), con donne violate, vendute e rivendute con tariffari disponibili su iphone di zelanti islamisti. Più recentemente – ci fa notare la giornalista Laura Schrader – oltre 400 yezidi residenti negli Stati Uniti hanno tentato una class action contro la multinazionale Lafarge – Holcim, rea di aver colmato di milioni di dollari le casse dell’Isis per mantenere aperto un suo cementificazione durante i giorni dello sterminio, notizia che va ben oltre le chimere complottiste, documentando le ingerenze occidentali nella politica bellica del Daesh. Gli yezidi sono anche infelicemente noti come “adoratori del diavolo”, a causa dell’adorazione portata a Melek Tā’ūs, l’angelo pavone, un’entità decaduta, mediatrice tra Dio e il Cosmo. Tale sciagurata definizione, dall’ambito orientale, ebbe una diffusione nel cosiddetto “tradizionalismo occidentale”. In breve si può dire che nel diciannovesimo secolo l’immaginario satanico assunse una forma differente sulla scia delle sfide religiose poste dal Romanticismo, dalla rivoluzione e dalle estetiche gotiche e decadentiste.

Tale satanismo formalizzato, trasformato dalla tradizione, operò non solo per opposizione, ma anche per inversione, come dimostra l’allora scandaloso poema di Baudelaire “Le litanie di Satana” del 1857. Un satanismo che Guènon identificava come “controiniziazione”. Nel contesto ottocentesco, ciò andava a intrecciarsi in modo considerevole con l’occultismo, con la magia e con le fascinazioni che giungevano dall’oriente, annunciate dal delirante Vathek, del 1785, di William Beckford, in cui affioravano elementi tipicamente iranici. In tale coinvolgimento si può ritrovare una certa relazione con il mondo naturale e con le forze sovrannaturali, attraverso i quali opposizione e inversione sono portate a compimento.

Nella presentazione della mostra sono stati notevoli gli interventi del Prof Adriano V. Rossi, Presidente dell’ISMEO Associazione di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente, e del Prof Gianfilippo Terribili, Vicedirettore del MAICHI Missione Archeologica Italiana in Kurdistan iracheno.

Palazzo San Daniele – Polo del 900, piazzetta Antonicelli – 1-22 marzo 2025

Mara Martellotta

Euripide e “Le baccanti”, sotto l’occhio grottesco e irriverente dei Marcido

Sul palcoscenico del Gobetti, sino a domenica 9 marzo

La prima parola è “teatro” l’ultima “sipario”, nel mezzo ci stanno – nella scrittura irruente e irta di barocchismi, vulcanica e corrosiva, lontanissima da un colloquiale quotidiano, veloce in quei funambolismi grammaticali e linguistici che da decenni gli riconosciamo e ai quali Marco Isidori, per ognuno l’Isi, ci ha abituati – le note di regia: le leggiamo e le gustiamo, ci aprono (a tratti a fatica, quel tanto o quel poco che a lui piaccia) un mondo, le abbiamo lì davanti a noi per attraversare quella quarta parete che altrimenti ci impedirebbe di trascorrere piacevolmente e in modo sempre intelligente quegli 80’ sempre al galoppo. Ma ecco che l’Isi – solo come lui sa fare – ci spiazza nello spostare le pedine con troppa fretta, ci dice che “le note di regia non sono nient’affatto tali” perché gli sono uscite dalla penna svogliate e “nervosette”. Ma noi andiamo avanti perché da decenni sappiamo che quei funambolismi sono pur lì a farcelo amare, a chiarificare, a risplendere quello che non è soltanto lo spettacolo inventato per festeggiare il quarantennale dei Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, nati a metà degli Ottanta mentre il teatro italiano li guardava “sospettoso”, compagnia e gruppo di lavoro specialissimi, ma altresì una delle prove più convincenti e carismatiche di un lunghissimo percorso teatrale. Un percorso che s’è avviato con Genet e uno “Studio per le Serve”, che ha percorso la tragedia greca vincendo Eschilo su Sofocle per 3 a 1 (appuntamenti), guardando ad Andersen come a Dickens, scomodando Goldoni e Beckett e Joyce, ricorrendo a Copi e Pavese, Yehoshua e la “nuova certificazione del mondo di Suzie Wong”, panorami per ogni palato.

Instancabilmente. Addentrandosi ad ogni passo sempre più nella materia (improvvisa, impensata) e nella forma (affinata, ricercata, arrotata) con uno studio e un impegno e una ricerca, non certo “una pacificazione lacustre” ma una “perenne tempesta”, che non tante compagnie del “dopo Carmelo” hanno saputo portare avanti e reggere. Titolo lungo nell’affrontare questo primo Euripide – l’autore pose mano alla tragedia pochi mesi prima della morte, nel 407 a.C. -, “Istruzioni per l’uso del Divino Amore: mana enigmistico Le Baccanti di Euripide che “precipitano” a contatto del reagente ‘Marcido’”. È uno dei tanti “ordigni esplosivi” posti al centro dell’azione, che le parole e la gestualità da sempre cercate con il lanternino pirandelliano spinto a far luce sulla intera “realtà” teatrale fanno deflagrare, non avendo paura di mischiare grottescamente un Dioniso “tirabuscion” da canzonetta partenopea d’inizio secolo (l’altro), con tanto di fondale tra Vesuvio e acini d’uva pronti a scoppiare, con tanto di stivaletti rossi e un tacco alto così che farebbe l’invidia di donna Santanchè, mentre si tenta di strimpellare sui tasti di uno sfuggente pianoforte, e la tragedia dello smembrato Penteo. La fake news da parte del re secondo cui il dio non sarebbe figlio di Zeus ma una semplice scappatella di Semele con un comune mortale, la divina discesa in Tebe per rimettere a posto le cose mentre le donne della città sono salite sul Citerone, in preda a follia, a celebrare riti in onore del dio, la perseveranza negativa di Penteo e una vendetta che racchiude in sé la tragedia di un terremoto, le donne in veste di Baccanti pronte a devastare villaggi e armenti e a infierire sul corpo dello sfortunato sovrano: questo Euripide. Isidori ne fa una “riscrittura”, un “più aguzzo trattamento letterario”, “cartavetrando” i versi dell’autore greco, con un’operazione in cui far chimicamente “precipitare” la tragedia “in una dimensione che parli la lingua” a cui i Marcido sono avvezzi e padroni.

Un dio impietoso e un tiranno che non rivedrà mai le proprie convinzioni, irrazionale e caparbio, si fronteggiano mentre la follia circola attraverso le strade della città e coloro che la abitano, umanità e religiosità, terreno buono per i Marcido, ancora Bene e Male, eccellente per un loro ampio giro d’orizzonte. Al primo sguardo in palcoscenico, è la reggia di Penteo a colpire, frastagliata e segmentata, ultimo esempio del lavoro di Daniela Dal Cin, già premio Ubu nella lunga storia e varie altre candidature, una nuova macchina teatrale, una reggia che ha più il sembiante d’un palazzo per affari in Wall Street che un reperto archeologico immerso nella leggenda, uno stralcio d’architettura che si fa montagna da raggiungere attraverso quella “scalinatella” che gli sta alla base: e a lei si devono pure le macabre bandiere a mostrare i brani del corpo martoriato o quelle che, uscendo dalle tute bianche degli attori, guardano alla natura che circonda gli eccidi delle Baccanti ormai fuori di senno, come le fantastiche Maschere/Bocca, ennesimo sberleffo. Nella alta bellezza visiva dello spettacolo, s’impone ancora una volta – rischierò di ripetermi, ma le parole sono qui un personale omaggio alla genialità di Isidori e dei suoi compagni (anche questa volta “Marcido at work”, come stava scritto sulle magliette nel “Davide Copperfield” di un paio d’anni fa), alla loro passione, al desiderio di sviscerare l’anima di una professione – la tessitura vocale (“una condizione recitante distante mille miglia dalla loquela cinguettante che climatizza imperversando misera la miseria del presente scenico”, parola dell’Isi) che attraversa il nuovo componimento, il “Coro Marcido”, dove il concerto di voci s’inarca e si spezza, s’arrotonda, si lancia e s’affievolisce e si curva per riprendere spazio in alto. Il gusto e il luogo imperante della parola, un pentagramma su cui destreggiarsi, una colonna sonora all’unisono, in un rito che non può non frastornare lo spettatore presente; e con questi l’esattezza del gesto e del movimento, dove tutto diventa un balletto ad orologeria, di geometrica precisione.

Attorno alla reggia, il Dioniso eccellente di Paolo Oricco, che si gioca una presenza e un personaggio e una manciata di assolo in maniera davvero perfetta, Maria Luisa Abate che è Tiresia dalle aperte profezie, Isidori e Alessio Arbustini che condividono il messaggero narratore e, in bella presenza che emerge con un suo personale gran peso, Ottavia Della Porta che è un protervo e tragico Penteo, entrata con prepotenza nel cono della lente approntata da Isidori. Per terminare con Valentina Battistone e Alessandro Bosticco. Tutti quanti a pigiare il pedale di un grottesco intelligentemente inteso in cui l’Isi continua a buon diritto a essere considerato un Maestro della scena italiana.

Ricordiamo che mercoledì 5 marzo, alle 17,30, Marco Isidori, Daniela Dal Cin e gli attori della compagnia dialogano con Armando Petrini (DAMS/Università di Torino) e Oliviero Ponte di Pino (Associazione Culturale Ateatro) sui “Quarant’anni di Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa (1985 – 2025)”. Nel corso dell’incontro verranno presentati i due volumi relativi alla ricerca teatrale dei Marcido: “Marcido 2006 – 2025”, Torino, Assessorato alla Cultura, 2025 e “Vortice del Macbeth, AmletOne! Lear, schiavo d’amore”, Pisa, Titivillus, 2025. Ingresso libero, prenotazione online obbligatoria. www.teatrostabiletorino.it/retroscena. Info Centro Studi tel. 011 5169405 – centrostudi@teatrostabiletorino.it

Elio Rabbione

Nelle foto di Giorgio Sottile, alcuni momenti dello spettacolo.

La Cartolina postale… che storia, ragazzi!

In mostra, alla “Palazzina di caccia” di Stupinigi “I Savoia in cartolina, dal 1900 al 1915”

Dal 4 marzo al 6 aprile

In rassegna troviamo anche, assoluta rarità (dal valore affettivo inestimabile, per i più agguerriti collezionisti), la “prima Cartolina postale”italiana datata 1874 e indirizzata “All’Ill.mo Signor Sindaco del Comune di Fivizzano (Prov. Di Massa Carrara)”; cartoncino rigido di 11,4 x 8 cm. col profilo del primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II stampigliato in alto a sinistra e la dizione “Cartolina postale”, il valore dell’affrancatura in lettere e lo “Stemma Sabaudo” centrati in alto. Oggi in un’era del digitale, che di più non si può, a qualcuno verrà pure da sorridere, se non da ridere, di fronte a quello sconosciuto “reperto archeologico”. Se ai nostri figli o – per chi come me ha qualche anno di più sulla gobba – ai nostri nipoti, si dovessero mai citare, pur sillabandole, quelle due paroline “car-to-li-na / po-sta-le”, penso che l’effetto sarebbe lo stesso che farli assistere al surreale atterraggio di un “UFO” in pieno centro città. Bocca aperta e occhi sgranati! Car-to-li-na / po-sta-le?. E subito a cercare on line. Per carità, lasciamo stare!

Comunque sia, per quanti ben conoscono e hanno vissuto quelle due semplici semplici paroline, ma anche (e perché no?) per tutti gli ignari, per gli appassionati e i tanti collezionisti, si sappia che la “Palazzina di Caccia” di Stupinigi, nel “Corridoio di Levante”, mette in bella mostra, da martedì 4 marzo a domenica 6 aprile, ben 270 “Cartoline illustrate” in cui si racconta la storia, italiana ed europea, ripercorrendo le vicende umane, politiche, militari e dinastiche comprese nel periodo 1900 – 1915.

Ecco, dunque, le immagini di Margherita di Savoia (prima Regina consorte d’Italia) e in seguito quelle del figlio Vittorio Emanuele III, stampate sulle cartoline postali del “Regno d’Italia”, raccontare i primi incontri con il presidente della Repubblica Francese Loubet,Edoardo VII d’Inghilterra, lo Zar di Russia Nicola II, e ancora la guerra italo-turca, l’iconografia sabauda del tempo con le raffigurazioni del Re d’Italia nei suoi molteplici impegni istituzionali, fino ad arrivare alla “satira” che colpirà Umberto I, tra il 1914 ed i primi del 1915, quando il monarca sabaudo rifiutò di entrare in guerra accanto alle potenze della “Triplice Alleanza”, alleate mai amate dallo stesso ed in seguito responsabili del primo grande conflitto mondiale della storia.

Certo è che quel pezzo di “cartoncino illustrato”, conosciuto più semplicemente come “intero postale”, cambiò drasticamente il mondo dell’informazione (ogni epoca ha, in ciò, i suoi strumenti!) e dei rapporti interpersonali.

L’idea rivoluzionaria per i tempi, di permettere a tutti di poter inviare missive brevi, evitando di acquistare il classico foglio di carta, la busta ed il francobollo, sostituiti da un piccolo cartoncino già tassato, venne in primis proposta dal “Consigliere delle Poste” prussiano Heinrich von Stephan nel 1865 al suo stesso governo, il quale ignorò il progetto giudicato “immorale” da una nutrita truppa di parlamentari conservatori.

A “copiare” l’idea fu, invece, il professore diEconomia all’“Accademia Militare Teresiana”, l’austriaco Emanuel Hermann, che trovò al contrario favorevole riscontro nelle “Poste Viennesi”. Era il 25 settembre 1869.

Il “Regno d’Italia” introdusse l’“intero postale-cartolina” nel 1873, così qualche mese più tardi, nel gennaio 1874, anche gli italiani poterono sperimentare l’utilità del nuovo provvedimento, di cui si stavano ormai dotando tutti gli Stati del mondo. Ma, da noi,  la “vera rivoluzione artistica postale” avvenne nel momento in cui la parte del cartoncino dedicato fino ad allora alla scrittura, venne sostituita con le immagini, in bianco e nero, a seconda del tema scelto dall’editore romano “Danesi”. Il vero, grande successo arrivò però quando apparvero le prime cartoline postali con immagini a colori che concentrarono, in Italia, molto tipografie sull’avvenimento più importante di quel tiepido ottobre del 1896, ovvero le nozze tra il Principe di Napoli ed  erede al trono Vittorio Emanuele III e la principessa Elena del Montenegro (“la gigantessa slava”), che sarebbero saliti all’altare il 24 dello stesso mese.

È l’inizio di un nuovo corso editoriale ed artistico che cambierà il modo di dialogare per iscritto tra gli italiani, con formati dell’“intero postale” che cambiarono diverse volte nel corso degli anni (quanti di noi se ne sono serviti!) e che, dopo una pausa dal 2014, fu ripreso da “Poste italiane” nel dicembre 2017.

Gianni Milani

“I Savoia in cartolina, dal 1900 al 1915”

Palazzina di Caccia di Stupinigi, piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi-Nichelino (Torino); tel. 011/6200601 o www.ordinemauriziano.it

Fino al 6 aprile

Orari: da mart. a ven. 10/17,30: sab. dom. e festivi 10/18,30

 

Nelle foto: Cartoline Postali in mostra

Un omaggio a Carlo Collodi con il progetto Pinocchio al teatro Carignano. Per grandi e piccini

Dal 15 febbraio scorso, quando ha debuttato in prima nazionale, fino all’11 maggio prossimo sarà protagonista della stagione del Teatro Stabile una nuova produzione di Pinocchio, personaggio creato dalla penna di Carlo Collodi. In occasione del bicentenario della nascita dell’autore (2026) il teatro Stabile di Torino rende omaggio, con questa nuova produzione, all’autore del celebre romanzo per ragazzi. Il progetto Pinocchio avrà durata biennale, articolato in due tappe e si concluderà nel 2026.

Questo allestimento si avvale della regia di Marta Cortellazzo Wiel , che ha deciso di rappresentare la storia di Pinocchio, una storia senza tempo, come una ricerca universale di identità e apparenza, una metamorfosi capace di coinvolgere grandi e piccini, in cui leggerezza e profondità trovano un perfetto bilanciamento.

La regista si avvale di un cast di talento che comprende Paolo Carenzo, Hana Daneri, Christian di Filippo, Celeste Gugliandolo, Marcello Spinetta e Aron Tewelde. La scenografia è firmata da Fabio Carpene e i costumi sono di Giovanna Fiorentini, capaci di creare un’atmosfera suggestiva che si sposa perfettamente con le musiche di Celeste Gugliandolo e i suoni di Filippo Conti.

La regista Cortellazzo Weil ha spiegato che ha integrato i richiami alle maschere della commedia dell’arte ai linguaggi popolari, venendo così ad alternare momenti magici ad altri altrettanto poetici.

Nel mese di marzo le recite di Pinocchio al teatro Carignano, fuori abbonamento, si replicheranno martedì 4, sabato 8 e sabato 22 marzo, sempre alle ore 16.

 

Mara Martellotta

C/Art l’arte di giocare con l’automobile in mostra al Museo Nazionale dell’Auto

Il Museo Nazionale dell’Automobile presenta in Project Room, dallo scorso venerdì 31 gennaio a domenica 18 maggio, la mostra dal titolo “C/ART. L’arte di giocare con l’automobile”, dove C sta per car e ART per arte.

L’esposizione, realizzata da Robert Kuśmirowski e curata da Guido Costa e Davide Lanzarone, consiste in un’installazione ambientale nella quale l’artista polacco, esponendo automobili giocattolo e vetturette provenienti da diversi musei e collezioni Italiane, crea un dialogo inedito tra arte e memoria storica automobilistica. L’opera è il risultato di un intenso lavoro di coprogettazione e collaborazione tra Kuśmirowski, i collezionisti e lo staff museale, e rappresenta una carta bianca concessa all’artista che è intervenuto nello spazio, recando una ricostruzione Immaginaria dello spirito del collezionista di automobili.

Il visitatore è accolto in uno spazio volutamente eccentrico e disordinato, con un eccesso di modelli incompleti, strumenti consunti e macchinari quasi dimenticati. Vecchie reti metalliche sostituiscono le tradizionali scaffalature, evocando l’atmosfera di una officina caotica di un bizzarro collezionista. Il percorso si sviluppa gradualmente verso l’idea di esposizione perfetta. Gli oggetti trovano ordine, senso, e celebrano il passaggio dall’infanzia a una forma di collezionismo maturo e consapevole. In questa trasformazione, si è immersi in una riflessione sulla memoria e sul significato dell’automobile come oggetto di culto. Da un accumulo appassionato e compulsivo tipico dell’età infantile a una sistematizzazione ordinata dei pezzi collezionati: la mostra esplora l’evoluzione del collezionista e del valore affettivo degli esemplari di cui va alla ricerca con dedizione.

“Ogni automobile giocattolo, sia essa a pedali, motorizzata – elettrica o con un piccolo motore a scoppio – realizzata in scala ridotta, è un piccolo capolavoro di ingegneria, con meccanismi che spesso consentono ai modelli di muoversi, di suonare o di attivarsi attraverso l’energia meccanica. Il valore di questi oggetti non è solo economico, ma anche storico, perché attraverso di essi è possibile riscoprire i gusti, le tendenze e le innovazioni tecnologiche di una determinata epoca “ afferma il curatore Davide Lorenzone.

Le vetture esposte coprono un periodo che va dalla fine dell’Ottocento fino agli anni Novanta del Novecento. Tra i tantissimi modelli in mostra – circa duecento- la “ Lucciola di Piero Patria”, una vettura giocattolo con motore elettrico, prodotta a Torino tra il 1948 e il 1949, in soli duecento esemplari, la minuziosa riproduzione in scala – precisa in ogni singolo dettaglio- costruttivo e funzionale- di un trattore a vapore risalente agli anni Dieci del Novecento; la locomobile a vapore Marshall & Co, modello funzionante in scala 1:4, realizzato artigianalmente da Pietro Abbà nel secondo dopoguerra. Accanto a queste, una collezione più contemporanea di modelli di automobili sportive iconiche, modelli promozionali e ricostruzioni artigianali. Solo per citarne alcune, la Ferrari F1 della Toschi, che era vendita con una bottiglia di liquore al suo interno, la Lancia D 24 della Mercury di cui un esemplare è presente nella collezione del Museo, il modellino in legno del camion che pubblicizzava il CYNAR e i quattro modelli della Marklin ( Berlina, Coupé, auto corsa e autobotte), spettacolari e ancora oggi molto ambiti dai collezionisti.

 

Mara Martellotta

Una navetta autonoma  per testare strategie di controllo del traffico

 

La navetta automatizzata del progetto europeo IN2CCAM sta circolando per le strade di Torino dove sta affrontando il traffico cittadino in condizioni reali. Un test cruciale per valutare le sue prestazioni e la capacità di adattarsi a diverse situazioni urbane. La sperimentazione proseguirà ancora fino a marzo.

Il 27 febbraio, a Torino si è tenuto l’Awareness Event del progetto che ha riunito i partner coinvolti oltre a numerosi stakeholder locali e internazionali.

Un progetto europeo per la mobilità del domani

Finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon Europe, IN2CCAM coinvolge 21 partner provenienti da 10 Paesi diversi e mira a rivoluzionare la mobilità urbana attraverso soluzioni di trasporto più sicure, sostenibili e intelligenti. Il progetto, coordinato dal Politecnico di Bari, si svolge in quattro città pilota: Torino, Tampere (Finlandia), Trikala (Grecia) e Vigo (Spagna), con ulteriori test digitali a Bari e nel Quadrilatero in Portogallo.

Torino, laboratorio di innovazione

La sperimentazione torinese punta a: estendere l’ecosistema urbano della mobilità cooperativa, connessa e automatizzata (CCAM), una delle frontiere più avanzate dei trasporti intelligenti; testare nuove strategie dinamiche di gestione del traffico, per ridurre la congestione e migliorare la fluidità della circolazione; valutare l’impatto delle tecnologie di mobilità autonoma su strade e infrastrutture urbane.

Il Living Lab di Torino è coordinato da TTS Italia (Associazione Nazionale per i Sistemi Intelligenti di Trasporto), con il supporto dei due partner locali 5T srl (la società partecipata del Comune di Torino specializzata in smart mobility) e Fondazione LINKS (Fondazione senza scopo di lucro che opera nell’ambito della ricerca applicata, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico). Collaborano al progetto anche la Città di Torino, che ha avuto un ruolo molto importante nella gestione delle autorizzazioni e del supporto logistico, GTT S.p.A., che fornisce gli operatori di sicurezza necessari alla supervisione della navetta automatizzata e si occupa della sua manutenzione e, infine, Ohmio, il fornitore del veicolo automatizzato.

Un percorso nel cuore di Torino

La navetta automatizzata percorre un circuito ad anello di circa 5 km che si snoda tra Via Genova, Via Ventimiglia, Corso Spezia e Corso Maroncelli, con deviazioni dinamiche in base al traffico. Lungo il percorso sono presenti 17 incroci semaforizzati, di cui 14 già abilitati alla trasmissione in tempo reale delle fasi semaforiche e 2 capaci di offrire priorità semaforica alla navetta. Inoltre, il tracciato include 11 fermate del trasporto pubblico locale, 4 stazioni della metropolitana e 6 parcheggi connessi al sistema di gestione del traffico cittadino.

Un viaggio verso il futuro appena iniziato

Con IN2CCAM Torino si conferma città d’avanguardia nella sperimentazione di soluzioni per una mobilità più intelligente, connessa e sostenibile. La navetta Ohmio Lift non è solo un mezzo di trasporto, ma un laboratorio in movimento per progettare la città del futuro.

L’Awareness Event del progetto a Torino

Torino ha ospitato l’Awareness Event del progetto IN2CCAM, un’importante occasione di confronto tra istituzioni, esperti di mobilità e partner di ricerca. L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali di Fabrizio Arneodo di 5T, seguiti dagli interventi del Direttore Generale di Fondazione LINKS, Stefano Buscaglia, e dell’Assessora alla Mobilità del Comune di Torino, Chiara Foglietta, che hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra enti pubblici e privati per il successo della sperimentazione.

La giornata è proseguita con sessioni tecniche dedicate al Living Lab di Torino e, in particolare, alle infrastrutture di trasporto e alle simulazioni avanzate per l’ottimizzazione del traffico urbano. Nel pomeriggio, presso il Parcheggio Bacigalupo di GTT, si è svolta la dimostrazione della navetta autonoma Ohmio Lift. L’iniziativa conferma il ruolo strategico del progetto IN2CCAM nel promuovere soluzioni innovative per una mobilità sempre più sicura, sostenibile e connessa.

TORINO CLICK

Rock Jazz e dintorni a Torino: Emma Nolde e Renato Borghetti Quartet

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Martedì.  Al Blah Blah suona la Matsumoto Zoku Band.

Mercoledì. All’Osteria Rabezzana si esibisce Federica Gerotto Quintet. Al Vinile è di scena Paolo Antonelli.

Giovedì. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Alberto Bianco. Al Capolinea 8 suonano Skulla & Gianluca Bargis. Al Vinile è di scena Defector. A Piazza Dei Mestieri suona la band Le Storie Sbagliate, per un omaggio a Fabrizio De Andrè. Al Blah Blah si esibisce il Babajack Duo.

Venerdì. Al Magazzino di Gilgamesh suona Lebron Johnson & Andy Pitt Band. Al Circolo Sud sono di scena i Varylem. Al Peocio di Trofarello suona David Ellefson. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Emma Nolde. Alla Divina Commedia è di scena Dario Lombardo & The Blues Gang. Al Folk Club suona  il Renato Borghetti Quartet. Al Magazzino sul PO si esibisce Lorenzo Kruger. Al Blah Blah sono di scena i The Sick Rose. Allo Ziggy suonano i Distorsione Armonica Totale +Fangosberla.

Sabato. Alla Divina Commedia si esibiscono gli Italian Graffiti. Allo Spazio 211 è di scena Francesco Di Bella. Al Blah Blah si esibiscono i Fiori + Calantha. Allo Ziggy suonano i Fucktotum +Bone Rattler.

Domenica. Alla Divina Commedia è di scena il trio Girinsoliti. Allo Ziggy suonano gli Infected+ Hedonic Lust.

Pier Luigi Fuggetta

“Passione auto a Torino”, torna a Lingotto Fiere “Auto Moto Turin Show”

Dopo il grande successo della prima edizione del 2024, con oltre 22 mila visitatori in 3 giorni, torna “Auto Moto Turin Show”, evento organizzato da GL Events Italia, dedicato alla passione per le 2 e 4 ruote, che rinnova la vocazione e automobilistica della città. Dal 4 al 6 aprile 2025 Lingotto Fiere di Torino ospiterà la nuova edizione dell’evento che si preannuncia ancora più ricco di eventi e spettacoli. AMTS si conferma per il 2025 punto d’incontro per aziende, esperti, appassionati e professionisti, unendo tradizione e modernità in un evento imperdibile, che intend3 consolidare il successo di un esordio grazie a nuovi spazi dedicati a contenuti classici e heritage, accogliendo club, istituzioni come ASI, modellismo, carrozzieri di design torinese e collezionisti per una celebrazione di eccellenze automobilistiche della città. AMTS offre anche un’ampia esposizione di veicoli all’avanguardia dalle ultime novità di mercato a prototipi innovativi, con un focus speciale per sostenibilità e tecnologie emergenti.

“Il nostro obiettivo è offrire un evento coinvolgente in una location perfetta per celebrare la passione per auto e moto – commenta Gàbor Ganczer, ad di GL Events – per questo AMTS è soprattutto adrenalina e coinvolgimento. I visitatori possono vivere esperienze immersive uniche con test drive, workshop e attività interattive che permettono di mettersi alla guida, provare la potenza dei motori e scoprire in prima persona il passato e il futuro della mobilità sempre in sicurezza”.

Il fascino senza tempo dell’automobilismo classico, con un’area dedicata alla storia, al design e all’heritage dell’automotive, mostra scambio, modellismo e spazi per i collezionisti arricchiranno l’esperienza.

Supercar, veicoli sportivi, off road, minicar costituiranno uno spazio che celebra innovazione e performance con esposizioni dedicate a brand iconici e mobilità sostenibile. L’universo del Tuning e delle personalizzazioni prende vita con auto modificate, supercar esclusive e spettacoli dal vivo con ospiti speciali. È confermata la collaborazione con ETT EXPO TUNING TORINO, esposizioni e contest che celebrano creatività e innovazione tecnica. Nell’area esterna la spettacolare pista oval diventa il palcoscenico di drifting, taxi drift, show mozzafiato ed esibizioni acrobatiche.

Biglietti online fino al 4 marzo: 15 euro

Dal 5 marzo: 18 euro

In loco: 20 euro

Auto Moto Turin Show-Lingotto Fiere, via Nizza 280, Torino

Mara Martellotta

“Peace, Love & be nerd”, dall’11 al 13 aprile la ventinovesima edizione di Torino Comics

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Dall’11 al 13 aprile tornerà al Lingotto Fiere Torino Comics, evento organizzato da GL Events Italia, in collaborazione con Just For Fun, giunto quest’anno alla sua ventinovesima edizione. Esso richiama ogni anno, nel capoluogo piemontese, decine di migliaia di appassionati del fumetto, manga, anime, cinema, games, esport, videogames e gli immancabili cosplayer, provenienti da tutta Italia. L’edizione 2025 di Torino Comics vuole essere un grande momento di festa in cui il pubblico possa vivere e condividere le proprie passioni in un clima di armonia e inclusività. Il tema scelto per quest’anno è, infatti, “Peace, Love & be nerd”, un invito a ritrovare lo spirito di comunità e il piacere di stare insieme, valori che da sempre caratterizzano la manifestazione. A interpretare questa visione è il manifesto ufficiale presentato in anteprima lo scorso dicembre, in occasione di XMas Comics, realizzato da Mirka Andolfo, una delle illustratrici italiane più famose a livello internazionale, con oltre 1 milione di copie vendute in tutto il mondo delle sue opere (Sacro/Profano, Contronatura, Mercy, Sweet Paprika). Nel 2020 è diventata la prima autrice italiana di sempre a scrivere una storia e disegnarla per DC Comics (Harley Queen, Black+White+Red). Oggi scrive anche per Marvel Comics, Dynamite e Walt Disney Company.

Il manifesto di Mirka Andolfo ritrae una figura femminile immersa in un universo onirico e vibrante, simbolo della creatività e dell’energia che Torino Comics vuole trasmettere. La protagonista, avvolta da una cascata di fiori colorati, emerge dall’acqua con un sorriso luminoso, evocando l’immaginario dei figli dei fiori e della cultura della pace degli anni Sessanta, reinterpretato in chiave moderna. I toni blu intensi dello sfondo, arricchiti da elementi grafici stilizzati, suggeriscono un senso di libertà e appartenenza, trasmettendo messaggi di un evento che celebra la passione, la condivisione e la cultura nerd in tutte le sue forme.

“Il tema di questa edizione rappresenta pienamente l’essenza di Torino Comics – afferma Gàbor Ganczer, AD di GL Events Italia – un evento che sa coniugare il divertimento con la creazione di un ambiente accogliente e inclusivo, dove ogni appassionato possa sentirsi parte di una grande comunità ‘nerd’. Siamo entusiasti di contribuire a questo straordinario viaggio nel cuore della cultura pop, consolidando il ruolo di Torino come riferimento per gli appassionati del settore”.

Tra le aree confermate quella comics con case editrici, fumetterie, tanti progetti italiani e non solo, del mondo del fumetto, presenti a Torino per sketch, disegni personalizzati, conferenze incontri; l’area cosplay, in collaborazione con la Cospa Family; in programma le tappe italiane dell’Europa Cosplay Cup e dell’ International Cosplay League, competizioni karaoke e workshop tematici; games, esport e videogames con tornei, giochi di ruolo, di carte e da tavolo, dimostrazioni dal vivo e la presenza dei maggiori editori italiani del settore. Novità del 2025 un’area con diverse postazioni di videogiochi inedite da provare in anteprima.

La zona Rossa sarà l’area riservata ad un pubblico over 18 e dedicata ai fumetti erotici, all’informazione e alla sensibilizzazione sulle tematiche inerenti la sessualità, l’Area Kpop, in collaborazione con Turin Korea Connection, vedrà il susseguirsi di esibizioni, giochi, workshop e Noraebang, il karaoke coreano. Sarà presente anche l’area Family, spazio di relax per le famiglie e i più piccoli, con giochi, costruzioni e colori per disegnare, animazione e truccabimbi. Musica & live sarà la sezione dedicata all’intrattenimento, alle esibizioni, alle battaglie delle band e dei concerti più amati dal pubblico. Sabato 12 aprile il protagonista sul main stage sarà Giorgio Vanni, mentre domenica 13 sarà la volta di Cristina d’Avena.

Nella sezione doppiaggio vi sarà la seconda edizione di Onda Sonora, il premio dedicato al doppiaggio dei videogiochi, presentato da Gianandrea Muià e Voci Animate. Nell’ambito del Content creator youtuber, tiktoker e streamer incontrano il pubblico di appassionati con eventi d’intrattenimento e talk tematici.

I biglietti per la XXIX edizione di Torino Comics sono in vendita online sul circuito Vivaticket. Fino al 12 marzo è possibile acquistarli in early bird a tariffa agevolata.

Previste riduzioni per i cosplayer e possibilità di abbonamento per tutti e tre i giorni dell’evento.

 

Da venerdì 11° domenica 13 aprile dalle 10 alle 19.30 al Lingotto Fiere, via Nizzz 280.

 

Mara Martellotta

Linee Star: ecco i nuovi minibus elettrici

Entreranno in servizio nei prossimi giorni i minibus elettrici INDCAR e-B6: dal 5 marzo sulla linea STAR 1 ed entro fine maggio sulla linea STAR 2, che sarà riattivata con un percorso ottimizzato per integrarsi con ulteriori parcheggi d’interscambio. I nuovi mezzi, acquistati con fondi del PNRR destinati alla transizione ecologica del trasporto pubblico, sono stati presentati oggi alla stampa con un breve tour nel centro cittadino.
Torino, venerdì 28 febbraio 2025 Piazza Palazzo di Città: il sindaco Lo Russo interviene alla presentazione dei nuovi autobus Gtt linea Star 1 acquistati con fondi Pnrr. Presente l’Assessora Chiara Foglietta

All’evento sono intervenuti il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, l’amministratrice Delegata di GTT Serena Lancione e del CEO di Indcar Gaël Queralt.

“La mobilità ha un ruolo cruciale nella strategia di sviluppo della nostra città – sottolinea il sindaco Stefano lo Russo -. Torino ha scelto di impegnarsi verso una dimensione di trasporto pubblico locale a emissioni zero decidendo di destinare una quota rilevante delle risorse provenienti da fondi europei e statali al potenziamento della rete di trasporto pubblico, all’avvio della realizzazione della linea 2 della metropolitana sino all’acquisto di 250 nuovi autobus elettrici. Lavoriamo per mettere a disposizione di cittadine e cittadini una rete di trasporti capace di coniugare l’efficienza del servizio e l’attenzione all’impatto ambientale, per continuare il nostro impegno verso una città più verde e sostenibile. L’arrivo dei nuovi minibus elettrici che presentiamo oggi e saranno in strada dalla prossima settimana si inserisce in questo piano di rinnovamento e potenziamento del trasporto pubblico cittadino avviato dall’Amministrazione”.

“L’arrivo dei nuovi minibus elettrici aggiunge un altro tassello a Nuovo Trasporto Torino, il piano quadriennale di rinnovamento e potenziamento del trasporto pubblico cittadino avviato dall’amministrazione e si inserisce, quindi, in un sistema che punta a servire sempre un maggior numero di persone – commenta l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta -. In particolare, la nuova linea Star 1 che vede l’integrazione con parcheggi di interscambio e l’allungamento degli orari del servizio fino alle 23, insieme alle caratteristiche dei mezzi in grado di trasportare oltre 30 persone con una autonomia fino a 200 km, consentirà di migliorare il comfort e l’accessibilità del servizio per chi vuole raggiungere diversi punti di interesse del centro cittadino. Intanto continuiamo anche a lavorare per l’interconnessione, l’interoperabilità, l’integrazione di diversi servizi in un’unica piattaforma digitale e contribuiamo a promuovere lo sviluppo di sperimentazioni di nuovi scenari per il trasporto delle persone e nel campo della logistica e di soluzioni di mobilità autonoma, connessa e cooperativa”.

“La riorganizzazione delle linee STAR e la progressiva integrazione con i poli di interscambio – spiega Serena Lancione, amministratrice delegata di GTT –  rappresentano un’evoluzione strutturale della rete di trasporto pubblico locale. La connessione con i parcheggi d’interscambio è inoltre un elemento chiave per riequilibrare la domanda di mobilità, favorendo un uso più razionale dello spazio urbano e riducendo la pressione veicolare nei nodi centrali della città. Con questo modello, GTT consolida la visione di un sistema di mobilità basato su connessioni rapide, frequenti e sincronizzate con i flussi di traffico urbano per rispondere  alle esigenze del territorio”.

Per Gaël Queralt, CEO di Indcar: “Questo è un giorno e un progetto di enorme importanza per noi. Siamo lieti che la Città di Torino abbia deciso di proseguire nella trasformazione del trasporto pubblico urbano, sulle linee Star, insieme a INDCAR, puntando sulla decarbonizzazione del centro città. Il modello elettrico e-B6 diventa così una soluzione sostenibile di riferimento nel Paese, contribuendo agli obiettivi di elettrificazione della flotta di minibus”

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