Nel giardino di Guido Gozzano si incontrano letteratura e teatro

Visite guidate e pièce teatrale con il maestro Oreste Valente

La letteratura del territorio e l’arte drammatica si fondono in un appuntamento culturale presso Villa Meleto, ad Agliè, nel Torinese. Domenica 5 luglio, a partire dalle 15, la storica casa-museo in stile liberty, che fu la dimora del celebre poeta crepuscolare Guido Gozzano, aprirà i suoi cancelli per ospitare una ricca rassegna di incontri letterari e performance teatrali di elevata qualità. L’evento nasce dalla sinergia e dalla collaborazione tra Lilita Conrieri e la casa editrice Edizioni Pedrini, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, architettonico e letterario del Canavese attraverso un appuntamento accessibile al grande pubblico.

Il programma della giornata si svolgerà all’interno del suggestivo giardino della Villa. Alle 15.30, ad aprire ufficialmente la manifestazione, sarà l’intervento introduttivo di Lilita Conrieri. Subito dopo la parola passerà alla letteratura locale con due importanti presentazioni editoriali di opere pubblicate da Edizioni Pedrini. Il primo autore a salire sul palco sarà Valerio Camillo Grosso, che presenterà “Insaziabili”, opera che si distingue per essere il primo fantasy-horror interamente ambientato nel territorio del Canavese. Alle 16.30 l’attenzione si sposterà su tematiche di attualità ed ecologia, con l’intervento di Simona Vogliano, che racconterà al pubblico del suo romanzo “Il canto del torrente”, opera intensa, incentrata sulla preservazione ambientale in Val Chiusella e sulla fiera resistenza di un’intera popolazione a difesa del proprio territorio. Il culmine della giornata culturale è previsto perle 17.30, quando il giardino di Villa Meleto si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto. Il  maestro Oreste Valente, reduce dal grande successo ottento durante la sua recente tournèe internazionale a Praga, porterà in scena il suo acclamato monologo “Il Dante della Pace”. In concomitanza con la rappresentazione teatrale, il pubblico avrà la possibilità di acquistare il volume biografico dello stesso artista, intitolato “Innamoratamente O restando Dante”. Durante l’intero pomeriggio, i visitatori e gli appassionati potranno conquistare e acquistare un’ampia sezione di volumi del catalogo delle edizioni Pedrini, presso lo spazio espositivo appositamente allestito.

Tra le proposte di maggiore rilievo, si segnalano titoli di forte importanza locale e storica, come “Una volta c’era Ivrea e Canavese”, la celebre opera “Una partita a scacchi”, di Giuseppe Giacosa, e il titolo di Nino Costa “J’àutre bestie”. Parallelamente agli eventi sul palco, la giornata offrirà l’opportunità di riscoprire gli interni di Villa Meleto. Saranno infatti attivate le visite guidate all’interno della casa-museo liberty, un viaggio nel tempo per immergersi nel romanticismo e nell’universo poetico di Guido Gozzano. Il percorso guidato prevede due turni di partenza: il primo gruppo alle ore 15, il secondo alle ore 16. Le visite avranno una durata di circa 45 minuti.

Per garantire la miglior fruizione possibile dell’esperienza, l’accesso alla  asa-museo avverrà solo su prenotazione e fino al raggiungimento del numero massimo dei posti disponibili. L’ingresso prevede una quota di partecipazione fissa pari a 6,50 euro a persona.

Info: 393 9988875

Mara Martellotta

Vigile del fuoco torinese muore in un incidente sulla Torino Savona

Dario Favaro, di  49 anni, era vigile del fuoco volontario del distaccamento di Carmagnola. È deceduto ieri sera sull’autostrada A6 Torino-Savona. È caduto dalla moto su cui viaggiava con la moglie, che è rimasta ferita ed è stata trasportata all’ospedale di Mondovì in codice giallo. L’incidente è avvenuto tra Ceva e Millesimo, forse a causa di un malore. La polizia stradale di Mondovì sta verificando la dinamica.

Per palati raffinati l’insalata di pollo e avocado

Un abbinamento consolidato quello tra il pollo e l’avocado, semplice ma non banale, una ricetta decisamente light dal tocco esotico e sfizioso. L’insalata di pollo e’ una ricetta gustosa, una soluzione veloce e pratica, perfetta in qualsiasi occasione.

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Ingredienti

 

½ petto di pollo

1 avocado

1 lime

1 limone

Prezzemolo

Olio evo

Pepe, sale q.b.

Mandorle a lamelle

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Lessare il petto di pollo con una carota, un gambo di sedano, una foglia di alloro e poco sale. Lasciar raffreddare poi, tagliare a tocchetti. Pelare l’avocado, tagliarlo a dadi e spruzzarlo con il limone per evitare che annerisca. In una scodella emulsionare il succo del lime con 4 cucchiai di olio evo, il sale e il pepe. In una terrina, mettere il pollo, unire la polpa dell’avocado, condire con  l’emulsione di olio, mescolare bene e servire cosparso con mandorle a lamelle.

 

Paperita Patty

Torino, gambizzato nella notte: uomo colpito da due proiettili

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Giallo a Torino ieri verso le 23: un uomo e’ stato gambizzato, colpito da almeno due colpi di pistola  tra via Salbertrand e via Crevacuore, in borgo Parella. L’aggressore è  fuggito e l’uomo ferito è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria. Sul posto il 118 e la polizia scientifica. Potrebbe essere un regolamento di conti?

Bilancio dell’attività delle Fiamme Gialle

Più di 41.500 interventi e 2.850 indagini sono stati eseguiti dalla guardia di finanza in Piemonte e Valle d’Aosta tra il 2025 e i primi cinque mesi del 2026 contro gli illeciti economico-finanziari e le infiltrazioni della criminalità nell’economia.

Il bilancio dell’attività è stato presentato a Torino, nella sede del Comando regionale Piemonte-Valle d’Aosta di corso IV Novembre, in occasione del 252/o anniversario della fondazione del Corpo. Le Fiamme Gialle hanno individuato nel periodo 604 evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, e 2.787 lavoratori in nero o irregolari. In relazione all’evasione fiscale sono state svolte 715 indagini di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 1.570 persone per reati tributari, di cui 27 arrestate.  Oltre 50 milioni di euro sono stati sequestrati quale profitto di evasione e frodi fiscali e bloccati crediti d’imposta inesistenti per circa 8,2 milioni di euro.

Maria Thereza Alvez firma una nuova opera di arte pubblica per Canelli

In collaborazione con  il Castello di Rivoli, Museo d’arte Contemporanea

Il Comune di Canelli, il Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea e l’associazione per i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e  Monferrato presentano “Pluriversal Recapturings“, “Riconquiste pluritrasversali”, del 2026, il nuovo progetto di arte pubblica realizzato dall’artista Maria Thereza Alves per la città di Canelli in occasione del decennale dell’iscrizione di Paesaggi Vitivinicoli di Langhe- Roero e Monferrato nella lista del patrimonio UNESCO.
Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno del Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT) istituito dal Ministero del Turismo e dalla Regione Piemonte, con il coordinamento curatoriale del Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea.
Grazie a questa progettualità, il Comune di Canelli è stato inserito tra le Capitali sorelle di Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027.
Concepita specificatamente per il sito de La Moncalvina a Canelli, l’opera nasce dall’incontro tra la ricerca di Maria Thereza Alves e uno dei paesaggi culturali più significativi d’Europa, riconosciuto dall’UNESCO quale esempio eccezionale dell’interazione tra attività umana e ambiente naturale.
Maria Thereza Alves è  un’artista brasiliana tra le più autorevoli nel panorama internazionale della ricerca contemporanea sui temi dell’ecologia politica, della memoria e delle relazioni tra esseri umani e ambiente  e ha sviluppato, a partire dagli anni Ottanta, una pratica multidisciplinare capace di intrecciare arte, attivismo, ricerca territoriale e ascolto delle comunità locali.
L’artista,  attraverso i suoi lavori, ha proposto nuove forme di rappresentazione delle relazioni tra specie viventi, territori e sistemi ecologici, interrogando il modo in cui le trasformazioni ambientali e sociali possano influenzare gli equilibri tra presenza umana e mondo naturale.
La sua ricerca prende forma a partire da un’attenta osservazione dei contesti geografici, ecologici e culturali in cui interviene, con l’obiettivo di generare opere capaci di attivare nuove consapevolezze sul rapporto tra paesaggio, memoria e coesistenza.
Nel corso degli anni l’artista ha sviluppato importanti progetti internazionali dedicati alla circolazione delle specie vegetali, agli effetti della colonizzazione sui territori e alla necessità di riconoscere forme di convivenza più equilibrate tra comunità umane e non umane.
Per il progetto sviluppato a Canelli, Maria Thereza Alves ha avviato una ricerca condotta in collaborazione con professionisti, docenti universitari  e comunità locali nell’area dei paesaggi Vitivinicoli di Langhe- Roero e Monferrato, approfondendo le relazioni di lunga durata tra territorio, flora, fauna e pratiche agricole.
Da questa indagine ha tratto origine “Riconquiste pluriversali”, un intervento site-specific che si compone di una struttura muraria parte in mattoni e parte in pietra da cantoni, scandita da inserti di differenti pietre e progettata per rispondere alle esigenze abitative e microclimatiche di molteplici specie animali e vegetali locali.
L’opera invita a riflettere  sulla coesistenza tra le diverse forme di vita che abitano il territorio e sul paesaggio come sistema dinamico di relazioni, frutto di stratificazioni storiche, culturali ed ecologiche.
L’intervento si inserisce all’interno di una più  ampia sistemazione paesaggistica a carattere enologico sviluppata in collaborazione con ecoLogicStudio, che prevede la piantumazione di specie vegetali autoctone secondo una geometria circolare concentrica, capace di favorire la biodiversità e le relazioni interspecie.
Il giardino è  pensato come un sistema aperto e non definitivo  ed evolverà nel tempo in risposta alle condizioni microclimatiche del sito, lasciando spazio ad una vegetazione autonoma e ai processi naturali di trasformazione. Il progetto, che rappresenta un’importante occasione di confronto tra arte contemporanea, paesaggio e patrimonio culturale, si inserisce pienamente nelle iniziative dedicate al decennale UNESCO, proponendo una riflessione sul paesaggio come costruzione collettiva e organismo vivente, frutto di stratificazioni storiche, relazioni ecologiche e pratiche culturali in continua evoluzione.
L’opera fa parte di “Orma – Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero”, la rete creata dall’Ente turismo Langhe Monferrato Roero, che pone in relazione progetti artistici e territori, costruendo una narrazione condivisa della contemporaneità.
“L’opera di Maria Thereza Alvez è comparabile a un tessuto connettivo tra il territorio percepito come urbano, civilizzato e quello percepito come paesaggio naturale e dunque esterno all’umano – dichiara Francesco Manacorda, Direttore del  Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea- Il muro, come anche il giardino, non solo promuovono la biodiversità, ma visualizzano come tali distinzioni siano irrilevanti in una concezione ecosistemica del mondo, dove il benessere delle specie non umane ha un effetto diretto su tutti gli elementi del sistema, inclusi quelli umani. Tale compenetrazione fa sì che nell’opera lo spazio urbano non sia più una soglia, ma un territorio comune per la coesistenza”.
Mara Martellotta

In Questura a Torino 8 nuovi funzionari di polizia

Il Questore di Torino Massimo Gambino, unitamente al Dirigente della Polizia Ferroviaria ed al Vice Dirigente del Reparto Mobile, ha dato  il benvenuto agli otto nuovi Funzionari della Polizia di Stato assegnati alla provincia di Torino, rivolgendo loro un caloroso saluto e augurando un brillante percorso di carriera al servizio dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza e della collettività. I Commissari del 114° corso di Formazione, tutti vincitori di concorso e laureati, con le proprie competenze giuridiche contribuiranno in modo significativo al potenziamento delle attività e dell’azione della #PoliziadiStato sul territorio.
Il momento di benvenuto alle giovani Funzionarie e Funzionari è stato impreziosito dall’arrivo in Questura del Prefetto di Torino, Donato Giovanni Cafagna, che ha tenuto ad incontrare personalmente i Commissari, accompagnati dai Dirigenti delle Specialità della Polizia di Stato, augurando loro un proficuo percorso professionale nella città sabauda e nel complesso territorio della provincia torinese.
Nello specifico, quattro Funzionari sono stati assegnati al Reparto Mobile per la gestione dell’ordine pubblico. Al Compartimento Polizia Ferroviaria sono state invece destinate due Funzionarie per la sicurezza delle tratte e delle infrastrutture sensibili. Infine, una Funzionaria è stata assegnata alla Questura di Torino per rafforzare il controllo del territorio e il servizio di pronto intervento in città ed un altro Funzionario è stato assegnato al Settore Polizia di Frontiera Bardonecchia per il potenziamento delle attività di controllo presso i valichi di frontiera.
L’arrivo dei giovani Funzionari costituisce un importante passo per garantire una sempre maggiore efficienza e qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Ottiglio, la Grotta dei Saraceni e la “Maga Alcina”

 

I Romani ritempravano anima e corpo nelle acque sulfuree e curative che abbondavano in questo angolo della provincia di Alessandria per cercare un po’ di benessere dopo cruente battaglie mentre i saraceni vi nascondevano i bottini delle razzie compiute nelle vallate del Piemonte terrorizzando la popolazione. Tutto ciò accadeva nella zona di Ottiglio, piccolo comune del Monferrato casalese, tra vigne di barbera e grignolino, dove vi è una caverna nota come la “Grotta dei Saraceni”. Situata nei pressi di Moleto, la cavità era già conosciuta dai Romani che avrebbero eretto al suo interno un tempio dedicato a una divinità. La grotta ha una storia che risalirebbe al III secolo a.C. quando una guarnigione romana si insediò in questa zona e costruì un luogo di culto sotterraneo dedicato al dio Mitra.

Se davvero è esistito, il tempio potrebbe giacere sepolto sotto alcuni metri di terra. Nei secoli successivi la caverna avrebbe ospitato bande di saraceni, fuggiaschi murati vivi insieme ai propri cavalli e un favoloso tesoro nascosto costituito da gioielli d’oro e gemme preziose ancora oggi oggetto di ricerca da parte di curiosi ed appassionati. Secoli di leggende dunque a cui si aggiunge anche qualche fantasma. Nella boscaglia della Valle dei Guaraldi spunta un intreccio di cunicoli scavati nella roccia calcarea parzialmente inesplorati e si scorgono due varchi. Tali cavità sono prodotte dalle falde di acqua potabile e per le frequenti infiltrazioni sono soggette a smottamenti e crolli. È quindi molto pericoloso inoltrarsi in questi sotterranei e chi lo fa mette in pericolo la propria vita. È questa una delle tante grotte che punteggiano la terra piemontese, molte sono esplorabili in sicurezza e tante altre sono ancora da scoprire. La “Grotta dei Saraceni” di Ottiglio è una di queste. Il nome della grotta deriverebbe dalle incursioni di pirati arabi del X secolo narrate nelle “Cronache della Novalesa”. La caverna divenne il luogo ideale in cui nascondere il bottino sottratto agli abitanti. Molti predoni rimasero però bloccati per sempre all’interno delle grotte con il loro malloppo a causa del crollo di alcune gallerie. Molti altri si servirono di queste cavità, per lo stesso motivo dei “saraceni”. All’inizio del Seicento, durante le Guerre del Monferrato, le grotte divennero rifugio di disertori e briganti e quindi una minaccia per l’ordine pubblico. Le autorità ducali del Monferrato fecero sbarrare gli ingressi, e se diamo credito alla tradizione locale, al suo interno, oltre al tesoro nascosto, rimasero imprigionati molti uomini, murati vivi con i loro cavalli. E le sorprese non finiscono qui. Circolano anche storie di presenze diaboliche che si aggirerebbero in questi sotterranei, e in particolare un fantasma, una donna, la “Maga Alcina” che comparirebbe ogni anno la notte del solstizio d’inverno, il 21 dicembre, all’ingresso della grotta. Finora nulla è stato trovato nella caverna. Negli ultimi decenni diversi gruppi di speleologi hanno esplorato le gallerie ma senza risultati di rilievo.

Filippo Re

 

Asl Città di Torino: nuova tecnica contro l’infertilità femminile

Per la prima volta in Piemonte eseguita in regime ambulatoriale la termoablazione dei miomi uterini

Per la prima volta in Piemonte è stato eseguito nella sala operatoria della struttura di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’Asl Città di Torino un intervento di miolisi uterina – termoablazione dei miomi – in ambiente completamente ambulatoriale.

La procedura rappresenta una delle più innovative tecniche mininvasive oggi disponibili: consente, in casi selezionati, di trattare il mioma uterino, cioè un tumore benigno molto frequente che si sviluppa nella parete dell’utero e che può provocare sanguinamenti abbondanti, dolore o problemi di fertilità, senza ricorrere alla chirurgia tradizionale e al ricovero ospedaliero.

L’intervento viene eseguito su paziente vigile e con dimissione dopo poche ore, quindi con evidenti benefici sia per la qualità di vita delle pazienti sia per la sostenibilità del sistema sanitario.

La miolisi interstiziale (o termoablazione) utilizza energia termica per determinare la necrosi coagulativa delle lesioni – come miomi, fibromi uterini e focolai di adenomiosi – senza necessità di asportarle chirurgicamente.

La tecnica, pur non sostituendo tutte le procedure ginecologiche, rappresenta un’opzione efficace nei casi di miomi sintomatici di piccole e medie dimensioni, in sedi accessibili per via isteroscopica, cioè con una piccola telecamera introdotta per via naturale, e sotto guida ecografica.

La valutazione degli esiti avviene a circa un mese dall’intervento, sulla base della riduzione del volume della lesione e del miglioramento dei sintomi riferiti dalla paziente.

L’introduzione della miolisi si inserisce all’interno del percorso integrato dedicato alle pazienti con infertilità, offerto dalla PMA dell’Asl Città di Torino. La presenza di miomi o fibromi uterini interessa, infatti, circa il 10-15% delle donne con problemi di fertilità e può influire sull’accesso ai percorsi di fecondazione assistita.

Con questo nuovo traguardo, l’ASL Città di Torino rafforza la propria posizione all’avanguardia nell’offerta di percorsi innovativi per la salute della donna, rispondendo in modo sempre più efficace a una domanda crescente legata al tema dell’infertilità.

«Disporre di una tecnica come la termoablazione consente, nei casi selezionati, di trattare tempestivamente il mioma senza incidere sui tempi, già delicati, del percorso riproduttivo. Questo significa offrire alle nostre pazienti una risposta rapida, meno invasiva e compatibile con l’avvio dei trattamenti di PMA, migliorando complessivamente la gestione clinica di tutto il percorso», ricorda il direttore della struttura di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Asl Città di Torino, Claudio Castello.

«Questo primo intervento in ambito regionale conferma il ruolo dell’Asl Città di Torino come punto di riferimento nell’innovazione clinica e organizzativa. La possibilità di eseguire trattamenti efficaci in regime ambulatoriale rappresenta un passo concreto verso una sanità sempre più centrata sulla persona e sostenibile anche in termini economici, con una significativa riduzione dei tempi di degenza e dei relativi costi per il sistema sanitario» dichiara il direttore generale dell’Asl Città di Torino, Carlo Picco.

«L’introduzione di questa tecnica rappresenta un importante passo avanti nella tutela della salute femminile e nei percorsi dedicati all’infertilità. Offrire alle pazienti trattamenti sempre meno invasivi, con tempi di recupero più rapidi e senza la necessità di un ricovero ospedaliero, significa migliorare la qualità dell’assistenza e rendere più accessibili i percorsi di cura. Questo risultato conferma la capacità della sanità pubblica piemontese di investire nell’innovazione e nelle competenze professionali, mettendo al centro i bisogni delle donne», sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi.