Si sposta nelle principali piazze di Torino l’iniziativa di raccolta fondi straordinaria “Vicini, adesso” lanciata prima dell’estate dalla Fondazione Paideia per offrire un sostegno concreto alle famiglie con bambini con disabilità.
Sabato 26 settembre i volontari della Fondazione Paideia saranno presenti con banchetti in diversi punti della città, nel pieno rispetto delle norme sanitarie in vigore: con una donazione a partire da 10 euro sarà possibile offrire ore di terapia per i bambini, assistenza domiciliare e un sostegno economico straordinario per le famiglie più fragili. Come ringraziamento per l’offerta, i volontari Paideia consegneranno un aquilone, simbolo della giornata e dell’impegno concreto per la felicità dei bambini.
In queste settimane l’impegno della Fondazione si concentra sulle difficoltà emerse in seguito al periodo più acuto dell’emergenza sanitaria, con conseguenze economiche drammatiche per alcune famiglie. Per questo Paideia ha scelto di rafforzare il proprio intervento, aumentando gli aiuti per chi non può più sostenere il costo delle terapie, riadattando i servizi e coinvolgendo nuovi sostenitori per offrire supporto ai bambini e alle loro famiglie.
“Oggi siamo chiamati a rispondere a nuove priorità che si presentano – spiega Fabrizio Serra, Direttore della Fondazione Paideia – perché l’emergenza ha colpito duramente molte famiglie. L’iniziativa degli aquiloni solidali vuole essere un’occasione per condividere il nostro impegno a favore dei bambini con disabilità e contribuire in prima persona per essere accanto a loro. Ringrazio in anticipo tutti i volontari che saranno in piazza e chi sceglierà di donare per essere vicino alle famiglie che seguiamo. Un ringraziamento particolare va a Prodea Group per il prezioso supporto nell’organizzazione dell’evento Ogni difficoltà è più leggera, se affrontata insieme”.
Questi i cinque i punti previsti per l’iniziativa di raccolta fondi di sabato 26 settembre a Torino:
Ø Via Accademia delle Scienze angolo via Maria Vittoria (piazza San Carlo)
Ø Via Garibaldi angolo piazza Castello
Ø Via Lagrange angolo via Gramsci
Ø Via Po 16 (fronte Chiesa San Francesco da Paola)
Ø Shopville Le Gru – Grugliasco
Per maggiori informazioni: www.fondazionepaideia.it
Giovedì 24 e venerdì 25 settembre la cena firmata da Mirko Pelosi
Si inizia giovedì 24 e venerdì 25 settembre con due “cene itagliane”: errore voluto visto che il protagonista è uno chef molto apprezzato all’estero. Mirko Pelosi, classe 1994, chef romagnolo doc trapiantato in Europa. Ha lavorato al Timberyard di Edimburgo, poi ad Oslo, per il ristorante tre stelle Maaemo, e, di nuovo, in Scozia, all’Edinburgh Food Studio.
Infine, i “Workshops”, laboratori manuali di una giornata dedicati alla scoperta di mondi antichi e contemporanei: panificazione, fermentazione, pasticceria. Dalla teoria alla pratica, in queste giornate ci si sporcherà le mani seguendo la filosofia dell’imparare per errori, facendo e creando, con tutti i vantaggi dello sentirsi a casa.
Quelle tragiche giornate di sangue torinesi non sono state dimenticate e sono una ferita ancora aperta. Segnano la dolorosa frattura fra un Popolo che aveva per secoli seguito con disciplina la Dinastia Sabauda, e i regnanti del ramo Carignano che indegnamente e spregiudicatamente aveva avuto la corona reale, dopo la morte dell’ultimo discendente diretto di Emanuele Filiberto che proprio Torino aveva voluto come capitale. Le ragioni della protesta popolare del 1864 sono note. Traevano motivo dal sicuro impoverimento economico della città che veniva “scippata” delle sue più importanti funzioni, ma prendevano forza dal rancore giustificato dei piemontesi che si sentivano, a giusta ragione, traditi, abbandonati e impoveriti. Di fronte al malcontento, una classe politica straniera almeno nella mentalità, capeggiata dal toscano Peruzzi e sostenuta dai politicanti nostrani già pronti a trasformarsi in “italianissimi”, aveva fatto brutalmente ricorso alla maniera forte, ordinando a poliziotti, carabinieri e soldati di sparare ad altezza d’uomo sulla folla inerme. Restarono sul selciato almeno una sessantina di morti, e nel fuggi fuggi generale diversi poveracci rimasero più o meno gravemente feriti. Senza colpa alcuna. Con loro moriva il nostro Piemonte. Ogni anno Torino commemora la strage del 1864.