Cosa succede in città- Pagina 35

Prima Persona Plurale. Il Festival della Vita Indipendente

Sarà “Open. Spazio aperto di diversità”, voluto da “Fondazione Time2”, ad ospitare a Torino il primo evento in Italia dedicato al tema

Da lunedì 5 a mercoledì 7 maggio

Rivolto alle buone pratiche atte a promuovere il cambiamento verso una società più aperta capace di riconoscere il “valore delle diversità” e la “centralità di ogni persona” (con o senza disabilità), l’evento – primo in Italia dedicato al tema – vuole inserirsi nelle celebrazioni dedicate alla “Giornata Europea della Vita Indipendente”, che ricorre appunto il prossimo lunedì 5 maggio, contribuendo a sottolineare l’importanza di questa giornata in un anno, il 2025, in cui in Italia è iniziata la sperimentazione della nuova “Legge Delega in materia di Disabilità”.

“Prima Persona Plurale” (significativo il titolo dato alla rassegna) si articolerà in tre giornate – da lunedì 5 a mercoledì 7 maggio – ideate e ospitate da “Open”, lo spazio aperto di “diversità” aperto due anni fa, in corso Stati Uniti, a Torino, da “Fondazione Time2”, “creatura” (2019) delle sorelle Antonella e Manuela Lavazza, dopo l’apertura di “Casa Mistral” a Oulx, in Valsusa. Tre giornate dal ricco programma fatto di varie attività mirate alla divulgazione, alla riflessione e a un creativo confronto incentrato sul principio di promozione dell’autodeterminazione e della piena partecipazione all’interno del sociale delle persone “con disabilità”.

Dice Antonella Lavazza, vicepresidente “Fondazione Time2”: “Nostro intento è quello di accompagnare le persone con disabilità e le loro famiglie nel passaggio all’età adulta, un momento fondamentale di crescita e autodeterminazione. Diventare adulti significa poter esercitare pienamente la propria cittadinanza: muoversi liberamente negli spazi pubblici, accedere al lavoro, scegliere dove e con chi vivere. ‘Prima Persona Plurale’ nasce proprio per offrire un’occasione di confronto su questi temi e per valorizzare il diritto alla ‘Vita Indipendente’”.

Il via, dunque, lunedì 5 maggio. Alle 18, ad aprire il Festival, sarà Jozef Gjura, attore albanese (Scutari, 1994), diplomatosi alla “Scuola Per Attori” del “Teatro Stabile” di Torino. Vari i film al suo attivo e fra i protagonisti della recentissima serie Tv de “Il Gattopardo”, Gjura racconterà la storia “plurale”  di Giampiero Griffo , casertano, direttore  della “Biblioteca Nazionale” di Napoli, membro del “Consiglio Mondiale Disabled People’s International” e sin dagli anni Settanta attivo nel campo della “difesa e tutela” dei diritti umani e civili dei cittadini con disabilità. A seguire ritroveremo lo stesso Giampiero Griffo in dialogo con Elisa Costantino , attivista disabile ed esperta di “Disability Studies”, in un incontro che esplora l’evoluzione della “Vita Indipendente”. I due analizzeranno le conquiste del passato, le sfide attuali e le prospettive future.

La rassegna ospiterà anche un momento dedicato a reali esperienze di “Vita Indipendente e attivismo”. Martedì 6 maggio, infatti, alle 18, si potranno ascoltare le testimonianze di Marta Migliosi (attivista per la “Vita Indipendente”), Simone Riflesso(“Data Thinker” e “attivista”), Marta Pulimeno (blogger, Autodifensore) e Valentina Perniciaro, attivista, autrice del romanzo “Ognuno ride a modo suo” (Rizzoli, 2021) e fondatrice della “Fondazione Tetrabondi”, che racconteranno le loro storie fatte di sfide e conquiste per promuovere diritti e inclusione.

E, infine, non si mancherà di parlare delle prospettive future. Mercoledì 7 maggio, sempre alle 18, sarà l’occasione di analizzare politiche, servizi e opportunità in un confronto su diritti, accessibilità e modelli di supporto inclusivi con: Jacopo Rosatelli , assessore a “Welfare, Diritti e Pari opportunità” della Città di Torino; Fabrizio Starace , direttore di Psichiatria presso l’ASL TO5; Alice Sodi , vicepresidente “Neuropeculiare APS”, Associazione di Promozione Sociale fondata e diretta da persone autistiche; Monique Jourdan , direttrice “CISS” Pinerolo; Andrea Faini , amministratore delegato di “Coop CVL” e Valeria Carletti , attivista del coordinamento del “Disability Pride”.

Il Festival ospiterà anche uno spazio dedicato ai “Laboratori”, “momenti di creatività, condivisione e advocacy aperti a tutti”. Grazie al Laboratorio Zanna Dura” , il 6 maggioalle 15,30, si realizzerà insieme una “fanzine”(rivista amatoriale) dedicata alla storia del “Movimento per la Vita Indipendente”, mentre mercoledì 7 maggio, alle 15,30, si potrà partecipare al Laboratorio di Uncinetto” dove la manualità diventa “strumento di espressione e affermazione collettiva”. Con l’aiuto di Patrizia Palillo , in arte “UNFILODIGIUSTINA”, “impareremo – spiegano i responsabili – a lavorare all’uncinetto accessori da indossare, mentre apriremo un dialogo su diritti, accessibilità e partecipazione”. Gli eventi di “Prima Persona Plurale” sono aperti a tutti, sono gratuiti e garantiscono la partecipazione di persone “con e senza disabilità”. Saranno inoltre sottotitolati dal vivo, disponibili in LIS e trasmessi in streaming. Per info: “Open”, corso Stati Uniti 62/b, Torino; tel. 011/786545 o www.fondazionetime2.it

g.m.

Nelle foto: Immagine guida della rassegna, Jozef Gjura, Manifesto di intenti “Open”

Granata in marcia per il futuro del Toro

//

Questa mattina migliaia di tifosi granata si sono dati appuntamento al Bar Norman di piazza Solferino, dove nel 1906 nacque il Toro. Un raduno anche in polemica con la gestione del presidente Urbano Cairo, con l’auspicio di un futuro migliore per la squadra di calcio. Poi il corteo si sposterà verso Superga, per onorare gli Invincibili caduti nella tragedia aerea del 4 maggio 1949.

Foto Sergio Pacchiotti

Lettura delle Favole di La Fontaine alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

Domenica 4 maggio, ore 15.45

 

 

Il Labirinto di Versailles fu un labirinto nei Giardini di Versailles con gruppi di fontane e sculture a rappresentare le favole di Esopo. André Le Nôtre (giardiniere anche per i Savoia) inizialmente aveva progettato nel 1665 un labirinto disadorno, ma nel 1669 Charles Perrault consigliò a Luigi XIV di includervi all’interno trentanove fontane a rappresentare le favole di Esopo. Il lavoro stimolò l’interesse del re e venne compiuto tra il 1672 ed il 1677. Getti d’acqua spuntavano dalle bocche degli animali per dare l’impressione agli stessi animali di essere parlanti. Inoltre, ogni fontana era accompagnata da un riassunto della favola. Una descrizione dettagliata del labirinto, delle favole e delle sculture viene fornita dallo stesso Perrault nel suo libro Labyrinte de Versailles, illustrato con incisioni di Sébastien Leclerc.

Da questa storia, prende spunto la visita di FAMU – Famiglie al Museo ispirata alla lettura delle fiabe e agli animali che accompagna tutta la famiglia in visita a Stupinigi, domenica 4 maggio. Nelle sale più ampie ed emblematiche verranno lette le fiabe di La Fontaine, in piena sintonia con gli apparati decorativi del percorso di visita.

 

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino

Domenica 4 maggio 2025, ore 15.45

Lettura delle favole di La Fontaine

Durata: 1 ora e 15 minuti circa

Prezzo: 5 euro, oltre al costo del biglietto

Biglietto: 12 euro intero; 8 euro ridotto; gratuito minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card

Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente

Info e prenotazioni: 011 6200601

stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

Giorni e orari di apertura Palazzina di Caccia di Stupinigi: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

La XIII edizione del Torino Fringe Festival parte da Le Roi Music Hall

La XIII edizione del Torino Fringe Festival prenderà avvio il 13 maggio nello storico tempio dello spettacolo torinese, Le Roi Music Hall, facendo proprio il motto di questo salotto del varietà e del burlesque “La vita è un varietà”.

La città si trasformerà in un palcoscenico diffuso, dove il passato incontra il presente, in un’esplosione di creatività, e questo motto è un omaggio alla grande tradizione italiana del varietà e del teatro di rivista, dei cabaret, dei café chantant e degli anni del Proibizionismo. Il Torino Fringe Festival si prolungherà dal 13 maggio fino all’1 giugno con più di 40 spettacoli, tra prosa, danza, musica e performance. Più di 15 eventi speciali, 6 prime assolute, nazionali e anteprime, più di 170 repliche che rendono omaggio all’arte del varietà, mescolandola con le nuove frontiere della drammaturgia contemporanea. Grande protagonista del mondo del varietà, che ne sarà anche il narratore, è Arturo Brachetti, maestro del trasformismo internazionale. Nell’appuntamento con Matthias Martelli, giovedì 15 maggio, al Polo del 900. Tra i protagonisti della kermesse Domiziano Pontone, autore di spettacoli sul cinema, Francesca Cola, artista che esplora i confini tra danza, performance e arti visive, Simone Simslongo, artista sonoro che opera tra musica elettronica, sound, design e installazioni, la Converticola degli ultramoderni, cabaret italiano per eccellenza, Alessandro Ciacci, Premio Alberto Sordi 2022, Igor Sibaldi, scrittore, studioso di teologia e storia delle religioni, Giorgia Mazzucato, attrice, autrice e regista, migliore artista internazionale al San Diego Fringe Festival, Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani, Walter Leonardi, volto storico di “Terzo segreto di Satira”, Lucia Raffaella Mariani, Mauro Piombo, Flavio Albanese, la compagnia Enchiridion, che porta in scena testi di autori mai rappresentati, Teatro Strappato, la compagnia nomade di attori e artigiani che disegna e crea le maschere, Garu e Isaac, il “Duo padella, artisti di strada, giocolieri, clown e equilibristi.

I luoghi del festival saranno teatri e spazi similari, dai luoghi canonici a quelli Off, anticonvenzionali come lo Spazio Kairòs, OFFTOPIC, San Pietro in Vincoli, Teatro Astra, Cineteatro Baretti, Le Roi, tempio storico dello spettacolo torinese firmato da Carlo Mollino, il Polo del 900 e Heat Garden, impianto di accumulo e riserva calore del Gruppo Iren completamente immerso nel verde.

“Siamo felici di celebrare il XIII anniversario del Torino Fringe Festival con un’edizione che omaggio il teatro di varietà, intitolata ‘La vita è un varietà’ -spiega Cecilia Bozzolini, direttrice del Torino Fringe Festival – per tre settimane la città si anima di teatro e arti performative, e la  creatività prende forma nei luoghi più inattesi della città. Con questo tema abbiamo voluto abbracciare la varietà e la molteplicità dei linguaggi artistici per offrire una riflessione profonda sulla complessità del nostro presente. Il nostro varietà, con la sua capacità di mescolare leggerezza, ironia e visione è il punto di partenza per attraversare il contemporaneo con occhi nuovi, valorizzando la contaminazione  tra generi, formati e sensibilità. Ogni spettacolo è il tassello di un mosaico che racconta la vita in tutta la sua varietà, tra contraddizioni, poesia ed eccentricità. In un’epoca di cambiamento profondo per il mondo dello spettacolo dal vivo, il Fringe ribadisce la sua natura inclusiva e aperta alla sperimentazione. È un festival che parla a tutti e a tutte, che cerca di portare il teatro fuori dai teatri e la cultura dentro la quotidianità”.

La manifestazione si espande e costruisce nuove reti, come la collaborazione con il Napoli Fringe Festival, in occasione delle celebrazioni di Napoli 2005.

Mara Martellotta

Note di Classica: Nikolay Lugansky, Hèlène Grimaud e il duo Altstaedt-Lonquich, le “stelle” di maggio

/

Domenica 4 alle 16.30 al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, Francesco Nicolosi pianoforte e Stefano Valanzuolo voce narrante e testo,eseguiranno musiche di Thalberg, Liszt. Sempre al teatro Vittoria martedì 6 alle 20 (preceduto alle 19.30 dall’aperitivo), Simone Campa & Orchestra Terra Madre eseguiranno musiche di Campa, Mendoza y Cortès, Perez, Blanco, Mario-Nicolardi, Matamoros.

Grimaud indisposta
Per un improvvisa indisposizione della pianista Helènè Grimaud, il penultimo concerto di Lingotto
Musica di mercoledì 7 alle 20.30 all’ auditorium Agnelli, subirà una variazione. Alexander
Lonquich con la Camerata Salzburg sostituirà la Grimaud. Cambia anche il programma. Al posto
del primo concerto per pianoforte e orchestra di Brahms, verrà eseguito il quarto di Beethoven. Il
resto del programma è invariato.
Pier Luigi Fuggetta

 Sempre mercoledì 7 alle 20.30 al conservatorio, per l’Unione Musicale, il Quartetto Doric e il Quartetto Quiroga, eseguirà musiche di Haydn, Brahms, Mendelssohn. Giovedì 8 alle 20.30 e venerdì 9 alle 20 all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Andrès Orozco-Estrada, eseguirà musiche di Debussy, Respighi, Stravinskij. Sabato 10 alle 18 al teatro Vittoria, Iuki Serino violino, Martin Nobauer pianoforte (con invito all’ascolto di Antonio Valentino), eseguiranno musiche di Mozart, Schumann, Faurè. Mercoledì 14 alle 20.30 al conservatorio per l’Unione Musicale, Clara-Jumi Kang al violino, eseguirà musiche di Bach, Weinberg e Ysaye. Giovedì 15 alle 20.30 e venerdì 16 alle 20 all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Andrès Orozco-Estrada e con Laura Verrecchia mezzosoprano, Dave Monaco tenore e Pablo Ruiz basso, eseguirà musiche di Stravinskij e Ravel. Sempre giovedì 15 alle 19.30 al teatro Regio, debutto di “Hamlet” di Ambroise Thomas . Opera in 5 atti. L’Orchestra del Regio sarà diretta da Jèrèmie Rhorer. Repliche fino a martedì 27. Martedì 20 alle 20.30 all’auditorium del Lingotto per Lingotto Musica, Les Musiciens du Louvre diretti da Marc Minkowski, eseguiranno musiche di Mozart. Mercoledì 21 alle 20.30 al conservatorio per l’Unione Musicale, Nicolas Altstaedt violoncello e Alexander Lonquich pianoforte, eseguiranno musiche di Barber, Boulanger, Debussy, Faurè, Britten. Giovedì 29 alle 20.30 e venerdì 30 alle 20 all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Marta Gardolinska e con Marc Bouchkov violino, eseguirà musiche di Berio, Sibelius, Korsakov.

Pier Luigi Fuggetta

Storia d’amore senza tempo di Baby e Johnny : “Dirty Dancing” al teatro Colosseo

Un evento eccezionale per rivivere la storia d’amore senza tempo di Baby e Johnny, un modo unico per i fan di “Dirty Dancing” di celebrare il classico film che conoscono e adorano.

Ad oltre 35 anni dal lancio – nel 1987 – del film “Dirty Dancing”, Lionsgate, in collaborazione con GEA Live, lo riportano a teatro, su uno schermo cinematografico a grandezza naturale, con on stage una band e cantanti live. Vera protagonista la colonna sonora che ha definito e influenzato un’epoca, per una nuova ed emozionante esperienza in stile anni ‘80.

Dirty Dancing”, diretto da Emile Ardolino, scritto da Eleanor Bergstein, prodotto da Linda Gottlieb e interpretato da Patrick Swayze e Jennifer Grey nei loro ruoli più iconici, insieme a Jerry Orbach e Cynthia Rhodes, è a tutti gli effetti considerato tra i film più romantici della storia del cinema. La sua colonna sonora ha prodotto due album multi-platino e diversi singoli, tra cui il premio Oscar® per la migliore canzone originale “(I’ve Had) The Time of My Life“. Con un incasso di oltre 214 milioni di dollari al botteghino di tutto il mondo,Dirty Dancing” ha conquistato il cuore di diverse generazioni.

Ambientata nell’estate del 1963, la pellicola racconta la storia di Baby Houseman (Jennifer Grey) e della sua famiglia, in vacanza nello splendido resort delle Catskills, “Kellerman’s Mountain House”. Incuriosita dall’istruttore di ballo dello staff, Johnny Castle (Patrick Swayze) e dallo stile di vita molto diverso degli altri ragazzi presenti al villaggio, Baby si ritrova a imparare a ballare, divertendosi e innamorandosi, in un’estate che non dimenticherà mai: il migliore “tempo della sua vita”.

Il pubblico che assisterà allo spettacolo “Dirty Dancing in Concert” vivrà il film in un modo unico e indimenticabile. Una proiezione completa del film rimasterizzato in digitale verrà riprodotta mentre musicisti e cantanti, avvolti in meravigliosi costumi di scena, eseguiranno le canzoni dal vivo, in sincronia con il film.

Sarà impossibile non emozionarsi e alzarsi a ballare, trascinati dalle canzoni più iconiche, in una serata da trascorrere con le amiche o con chi si ama.

L’organizzazione raccomanda di rimanere per il bis, pieno di sorprese.

INFO e TICKETS

_____________________________________________________________________________________________________

Biglietti in vendita con:

Tutte le informazioni sull’evento sul:

sito www.dimensioneeventi.it

FB /dimensioneeventi

IG @dimensioneeventi

Alla Gypsy Academy si racconta Karis Anderson, la star che interpreta la divina Tina Turner

La Gypsy Academy di Torino, eccellenza internazionale nel campo della formazione degli artisti, è protagonista di un altro evento eccezionale. Il 3 e 4 maggio, presso la sede di via Pagliani 25, terrà una masterclass con Karis Anderson, l’unica e inimitabile protagonista dello spettacolo “Tina: The Tina Turner Musical”, in corso presso il prestigioso West End. Si tratta di uno dei titoli di maggior successo degli ultimi anni, realizzato in collaborazione con la stessa Tina Turner, la grande artista scomparsa nel 2023. In programma una speciale masterclass dedicata ai giovani cantanti e musical performers. Con la sua voce eccezionale e il suo talento straordinario, Karis, inglese, classe 1989, fa rivivere da diversi anni l’energia e la magia di una delle più grandi icone della musica.

“Quando ho ottenuto il ruolo per la prima volta, ho tenuto sessioni individuali con il team creativo, che mi ha aiutato molto ad approfondire il mio processo creativo. Guardavo (e a volte lo faccio ancora) le performance e le interviste di Tina ogni mattina e sera per rimanere in contatto con la sua energia. Leggevo i suoi libri per entrare nella sua mente e ho trascorso molto tempo a meditare e a canalizzare il suo spirito”, racconta Karis.

Si tratta di un’opportunità imperdibile per immergersi nel mondo di un’artista di tale calibro con cui la Gypsy, unica per quanto riguarda la formazione di cantanti, ballerini e performer, lavora da anni.

“La presenza di Karis a Torino conferma quanto il rapporto della Gypsy con realtà quali West End e Broadway sia più che mai saldo – spiega la direttrice Neva Belli – e di quanto desideriamo che i nostri artisti si preparino a calcare, un giorno, loro stessi quei palcoscenici. La nostra compagnia miete successi a ogni spettacolo così come ha dimostrato il gradimento di pubblico e critica per il nostro “Bulli e Pupe”, andato in scena ad aprile, che è stato solo l’ultimo titolo, in ordine cronologico, di una stagione ricca di soddisfazioni. Dopo aver avuto il privilegio di ospitare nomi straordinari a livello internazionale come Alice Fearn e Carly Anderson, le interpreti di Elphaba e Glinda nel musical “Wicked”, e Gregory Haney, il capoballetto di Hamilton a Broadway, e molti altri grandissimi artisti, alla Gypsy arriveranno altri nomi importanti per la stagione 2025-2026.

Infine in Accademia è tutto pronto per l’ultima sessione di audizioni dedicate al percorso professionale di canto e al Triennio Intensivo di Musical e Spettacolo pensato, quest’ultimo, in stile universitario e rivolto a tutti coloro che vogliono fare del palcoscenico la propria professione. I sogni possono diventare realtà.

https://youtu.be/uz9WcnBd6tI?si=Z14XqpoVxBsiqQaL

Karis Anderson

Il successo internazionale di Karis, classe 1989, arriva nel gennaio 2011 quando si unì alla girl band Stooshe e, dopo un anno,  esse irruppero sulla scena musicale britannica con l’uscita del loro primo singolo pop, “Love Me”, con il rapper americano Travie McCoy. Le Stooshe ottennero un rapido successo con la loro canzone “Black Heart”, rimanendo per oltre sedici settimane nelle classifiche ufficiali del Regno Unito, raggiungendo il secondo posto e ricevendo una nomination come Miglior singolo britannico ai Brit Awards 2013, dove si confrontarono con alcuni dei più grandi nomi del settore come Adele. Seguirono tournée con super star femminili come J-Lo e Nicki Minaj e fecero diverse apparizioni televisive, tra cui il Jonathan Ross Show e Top of the Pops.

Gypsy Musical Academy

Via Pagliani 25

Torino

011.0968343

info@gypsymusical.com

Mara Martellotta

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

//

A cura di Elio Rabbione

30 notti con il mio ex – Commedia. Regia di Guido Chiesa, con Edoardo Leo, Micaela Ramazzotti e Anna Bonaiuto. La moglie di Bruno, Terry, è appena uscita da una clinica di igiene mentale e il consiglio della psichiatra è che vada a trascorrere un mese in casa del suo ex, Bruno, cinquantenne dall’ordine e dalle emozioni irrinunciabili. Dopo un primo rifiuto, l’uomo dovrà accettare la situazione, rendendosi anche conto che l’esistenza squinternata e la esuberanza della donna portano un piacevole scompiglio nel solito tran tran di casa. Motivi non ultimi per guardare al passato con occhi diversi e al futuro con una nuova speranza. Durata 102 minuti. (Massaua, Reposi sala 1, The Space Torino, Uci Moncalieri)

Le assaggiatrici – Drammatico. Regia di Silvio Soldini, con Elisa Schlott. Autunno 1943. La giovane rosa, in fuga da Berlino colpita dai bombardamenti, raggiunge un piccolo paese isolato vicino al confine orientale. Qui è dove vivono i suoceri e dove il marito, impegnato al fronte, le ha scritto di rifugiarsi in attesa del suo ritorno. Rosa scopre subito che il villaggio, apparentemente tranquillo, nasconde un segreto: all’interno della foresta con cui confina, Hitler ha il suo quartier generale, la Tana del Lupo, Il Führer vede nemici dappertutto, essewre avvelenato è la sua ossessione. Una mattina all’alba Rosa viene prelevata, con altre giovani donne del villaggio, per assaggiare i cibi cucinati per lui. Divise tra la paura di morire e la fame, le assaggiatrici stringeranno tra loro alleanze, amicizie e patti segreti. Da un fatto vero, dal romanzo di Rosella Postorino. (Eliseo, Fratelli Marx sala Chico, Ideal)

Biancaneve – Fiabesco. Regia di Marc Webbe, con Rachel Zegler e Gal Gadot. Biancaneve, bellissima principessa, è rimasta sola dopo la morte dei suoi genitori, il Re Buono e la Regina Buona, e deve combattere contro le macchinazioni della Regina Cattiva che vorrebbe vederla morta. Ha l’aiuto dei sette nani, che lavorano in una miniera di diamanti, e del ladro Jonathan. Durata 119 minuti. (The Space Beinasco)

Black Dog – Doppio gioco – Thriller. Regia di Steven Soderberg, con Cate Blanchett, Michael Fassbender e Pierce Brosnan. George Woodhouse, agente segreto di Sua Maestà, è incaricato di una difficile missione: dovrà, in una sola settimana, per ordine del suo diretto superiore Meacham, scoprire il colpevole della fuga di notizie al cui centro è un software conosciuto con il nome in codice Severus. Cinque gli agenti sospettati, tra i quali Kathryn, la moglie di George. Durante una cena in comune, l’agente dovrà smascherare che è il traditore del gruppo. Alla morte, quella stessa sera, di Meacham, ecco che George vede crescere i propri sospetti nei confronti della moglie. L’uomo si ritrova questa volta diviso tra l’amore per lei e il dovere nei confronti del suo paese. Durata 93 minuti. (Massaua, Eliseo Grande, Fratelli Marx sala Groucho anche V.O., Ideal, Nazionale sala 1 anche V.O., The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Il caso Belle Steiner – Thriller. Regia di Benoît Jacquot, con Guillaume Canet e Charlotte Gainsbourg. Lui, Pierre, è un insegnante di matematica e lei, Cléa, lavora in uno studio d’ottica, non hanno figli, conducono una vita tranquilla in una piccola città. Le loro vite vengono sconvolte quando Belle, la figlia di un’amica e alla quale hanno dato ospitalità, viene trovata uccisa nella sua stanza. L’uomo diventa il principale sospettato dal momento che era l’unico presente in casa nel momento del delitto. Tratto dal romanzo di Simenon “La morte di Belle”. Durata 97 minuti. (Nazionale sala 3)

Eden – Drammatico. Regia di Ron Howard, con Jude Law, Vanessa Kirby, Daniel Brühl e Ana de Armas. Nel 1939, il dottor Friedrich Ritter e sua moglie Dora fuggono dalla Germani di Hitler per trovare rifugio nell’isola di Floreana, nelle Galapagos. Troveranno una famiglia di coloni e saggeranno l’arrivo di una sedicente quanto felina baronessa, con amici/amanti al seguito. Sul finale ci scapperà qualche morto, pur tra paesaggi e panorami mozzafiato, rinunciando a quello studio di caratteri che in un cinema autentico, senza fregature, dovrebbe essere tutt’altra cosa. Grandi mezzi produttivi, insoddisfacenti interpretazioni, strombazzata presentazione in anteprima mondiale all’ultimo Torino Film Festival. Possiamo benissimo risparmiarci il dovere di vederlo (ho già dato, in quell’occasione). Durata (prolississima) 129 minuti. (Ideal)

La fossa delle Marianne – Commedia drammatica. Regia di Eileen Byrne, con Luna Wedler e Edgar Selge. Paula continua a essere vittima di un incubo, continua a ritrovarsi nel buio di un fondale marino, con un bambino per il quale come lei è impossibile risalire. Quell’incubo ha un passato e una ragione, Paula ha da poco tempo perso il fratellino annegato nel mare di Trieste mentre si trovava in vacanza con lei e lei da allora è colpita da un senso di colpa. Un giorno, all’interno di un cimitero, la ragazza incontrerà per caso un uomo, che tenta disperatamente di rubare l’urna della moglie defunta, prima che la polizia lo cattura: insieme intraprenderanno un viaggio avventuroso verso l’Italia a bordo di un camper sgangherato. Durata 87 minuti. (Fratelli Marx sala Harpo)

La gazza ladra – Commedia. Regia di Robert Guédiguian, con Ariane Ascaride e Jean-Pierre Darroussin. Maria si occupa con amore di alcune persone anziane, e non poche volte fa la cresta sulla spesa che fa per loro. Per un unico motivo: mettere da parte un po’ di quattrini per poter far dare al nipote, ragazzino quantomai dotato, delle lezioni private di pianoforte, per cui ha già preso contatti con il miglior maestro di Marsiglia. Si spinge anche a firmare assegni che sa benissimo non potrà mai assolvere. Grazie all’intervento di qualche anima buona, il caos annunciato rientrerà presto in tutto il suo ordine. Durata101 minuti. (Centrale anche V.O., Due Giardini sala Ombrerosse, The Space Torino, Fratelli Marx sala Chico)

Guida pratica per insegnanti – Commedia. Regia di Thomas Lilti, con François Cluzet e Vincent Lacoste. Siamo al rientro dalle vacanze estive, all’inizio di un nuovo anno scolastico, e tra i docenti dell’istituto arriva Benjamin, un giovane dottorando senza borsa di studio che accetta di fare il supplente di matematica per potersi pagare gli studi. Spinto anche dalla famiglia a fare questa prima esperienza nell’insegnamento, Benjamin capirà presto quanto sia difficile questo lavoro. I suoi colleghi, con più esperienza di lui e momento affiatati tra loro gli mostreranno quanta dedizione e tenacia ci vogliano per andare avanti in questa professione. Il sistema dell’istruzione pubblica è un vero e proprio campo di battaglia, in piena crisi ed estremamente fragile. Benjamin dovrà contare sulle proprie forze e affrontare le dure prove alle quali verrà sottoposto, in un mestiere che si rivelerà più impegnativo e serio rispetto a quello che aveva immaginato. Durata101 minuti. (Classico anche V.O.)

Ho visto un re – Commedia. Regia di Giorgia Farina, con Edoardo Pesce, Sara Serraiocco, Marco Fiore e Blu Yoshimi. 1936, durante la Campagna d’Etiopia. Annibale è un gerarca fascista che sta educando il figlio Emilio secondo i canoni e le leggi che il regime va imponendo, cercando di farne un ottimo e grande balilla. Ma Emilio rifiuta quelle norme, ha un mondo tutto suo di fantasia, di smisurata immaginazione: la sua vita cambia quando un giorno vede richiuso nella voliera che sta al centro del giardino del podestà un giovane guerrigliero etiope, un prigioniero di cui tutti hanno paura. Ma non Emilio, che con Abraham stringerà una forte amicizia. Durata 100 minuti. (Reposi sala 4, Uci Lingotto, Uci Moncalieri)

In viaggio con mio figlio – Commedia drammatica. Regia di Tony Goldwyn, con Bobby Cannavale, Vera Farmiga, Whoopi Goldberg e Robert De Niro. Max Brandel è un comico di scarso successo che è tornato a vivere con il padre Stan dopo aver mandato all’aria la carriera e il matrimonio. Dopo aver discusso con l’ex moglie Jenna su come gestire il figlio ezra, un undicenne brillante e affetto da autismo, Max decide di rapire l’adolescente e intraprendere con lui un viaggio attraverso gli Stati Uniti. Durata 95 minuti. (Romano sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, Uci Moncalieri)

Julie ha un segreto – Drammatico. Regia di Leonardo Van Dijl, con Tessa Van den Broeck e Laurent Caron. Julie è un’ottima giocatrice di tennis, il suo è un vero talento, quando un giorno una compagna verrà uccisa il suo allenatore sarà indagato. Interrogata e spinta da tutti a riferire di quanto è a conoscenza, Julie deciderà di mantenere il più stretto silenzio sull’intera vicenda. Durata 97 minuti. (Centrale V.O.)

Lee Miller – Drammatico, biografico. Regia di Ellen Kuras, con Kate Winslet, Alexander Skarsgard, Marion Cotillard e Hosh O’Connor. Lee, ex modella statunitense per Vogue dall’età di 19 anni e grande appassionata di fotografia, parte per l’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale in veste di fotoreporter proprio per la celebre rivista. La sua missione sarà quella di documentare le atrocità della guerra e mostrare al mondo il vero volto della Germania nazista. Attraverso i suoi scatti denuncerà i crimini perpetrati nei confronti degli ebrei e delle minoranze nei campi di concentramento. La giornalista produrrà un enorme archivio tra foto e appunti lasciando un’inestimabile testimonianza di quel periodo durissimo in cui lei stessa dovrà fare i conti con alcune verità del suo passato. Durata 116 minuti. (Greenwich Village sala 3)

Nonostante – Drammatico. Regia di e con Valerio Mastandrea, con Dolores Fonzi, Barbara Ronchi e Laura Morante. Un uomo trascorre serenamente le sue giornate in ospedale senza troppe preoccupazioni. È ricoverato da un po’ ma quella condizione sembra il modo migliore per vivere la sua vita, al riparo da tutto e da tutti, senza responsabilità e problemi di alcun genere. Quella preziosa routine scorre senza intoppi fino a quando una nuova persona viene ricoverata nello stesso reparto. È una compagna irrequieta, arrabbiata, non accetta nulla di quella condiziione soprattutto le regole non scritte. Non è disposta ad aspettare, vuole lasciare quel posto migliorando o addirittura peggiorando. Vuole vivere come si deve o morire, come capita a chi finisce lì dentro. Lui viene travolto da quel furore, prima cercando di difendersi e poi accogliendo qualcosa di incomprensibile. Quell’incontro gli servirà ad accettare che se scegli di affrontare veramente il tuo cuore e le tue emozioni, non c’è alcun riparo possibile. Durata 92 minuti. (Romano sala 3)

Operazione Vendetta – Azione. Regia di James Hawes, con Rami Malek, Laurence Fishburne e Rachel Brosnahan. Un crittografo della Cia perde la moglie in un attentato terroristico a Londra. Deciderà di passare all’azione con una pericolosissima missione di vendetta, nel tentativo di scoprire chi ci sia dietro quella morte: da Berlino a Casablanca a Istanbul, dovrà combattere e destreggiarsi tra spie e sparatorie e mercenari pronti a tutto. Nella scoperta finale di macchinazioni e inattesi giochi politici. Durata 123 minuti. (Lux sala 1, Uci Lingotto)

I peccatori – Azione, horror. Regia di Ryan Cooper, con Michael B. Jordan e Miles Caton. Due fratelli, che prima hanno combattuto tra le trincee e gli attacchi della Grande Guerra in Europa, poi hanno cercato di farsi strada tra la malavita di Chicago. Tornati definitivamente sulle rive del Mississippi dove sono nati, acquistano un grande edificio per trasformarlo in un locale da gioco e dove anche la musica trovi spazio, per la popolazione nera della zona. Una sera tre uomini bianchi entrano prepotentemente nel locale: e presto tutti verranno a conoscenza che non sono chi dicono di essere. Durata 137 minuti. (Ideal, The Space Torino, The Space Beinasco)

Queer – Drammatico. Regia di Luca Guadagnino, con Daniel Craig e Drew Starkey. All’inizio degli anni Cinquanta, William Lee è un americano, cinquantenne, omosessuale, espatriato a Città del Messico. Passa le sue giornate più o meno in solitudine, se si escludono le poche relazioni con gli altri membri della piccola comunità americana, trascorrendo le proprie giornate da un bar all’altro a bere bicchieri di tequila. Fino al giorno in cui ha l’incontro con il giovane Eugene Allerton, ex militare appena arrivato in città: per l’uomo è l’occasione per la prima volta di guardare alla possibilità di stabilire finalmente una connessione intima con qualcuno. Dal romanzo omonimo di William S. Burroughs. Durata 135 minuti. (Eliseo, Massaua, Massimo V.O., Nazionale sala 3, The Space Torino)

La solitudine dei non amati – Drammatico. Regia di Lilja Ingolfsdottir. Maria ha due figli e vive separata dal marito. Una sera incontra Sigmund, con cui prova a ricostruire una nuova famiglia. Ma il rapporto non si dimostra stabile, hanno inizio incomprensione e rabbia: Maria sarà costretta a una nuova separazione, chiedendosi se il rapporto con se stessa e con le persone che le stanno accanto sia sbagliato, se ancora ci sia spazio per un rapporto con Sigmund. Durata 101 minuti. (Fratelli Marx sala Harpo)

Sons – Drammatico. Regia di Gustav Moller, con Sidse Babett Knudsen e Dar Salim. Il film narra la storia della guardia carceraria Eva, la cui professionalità viene messa iun discussione dalla giustizia, dal momento in cui l’assassino di suo figlio viene rinchiuso nella prigione dove lei lavora. La donna chiede di essere trasferita nel reparto dove è detenuto i’omicida, senza rivelare, però, il legame che lei ha con il carcerato. Il desiderio di vendetta di Eva cresce sempre più, fino a mettere in gioco la sua morale e anche il suo stesso futuro. Durata 100 minuti. (Greenwich Village sala 2 V.O.)

Sotto le foglie – Commedia, thriller. Regia di François Ozon, con Josiane Balasko, Ludivine Sagnier e Hélène Vincent. La premurosa nonna Michelle vive la sua tranquilla pensione in un piccolo villaggio della Borgogna, vicino alla migliore amica Marie-Claude. Michelle non vede l’ora di trascorrere l’estate con il nipote Lucas, ma quando sua figlia Valérie e Lucas arrivano a casa le cose iniziano a prendere una strana piega e nulla sembra andare per il verso giusto: Valérie mangia dei funghi velenosi raccolti da Michelle e il ritorno di Vincent, il figlio di Marie-Claude appena uscito di prigione, sembra sconvolgere ulteriormente gli equilibri. Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani: “Con la consueta sensibilità, Ozon descrive un paesaggio geografico e umano all’apparenza soave, dove le persone al contrario prima o poi mostrano comportamenti inaspettati, facendo emergere, sotto le foglie, il panorama problematico dei rapporti familiari e amicali, con la vicenda che si tinge di giallo, ambiguamente tra gesti amorevoli e sospetti atroci.” Durata 101 minuti. (Nazionale sala 3)

Storia di una notte – Drammatico. Regia di Paolo Costella, con Anna Foglietta, Giuseppe Battiston e Luigi Diberti. Piero ed Elisabetta si sono conosciuti e amati molto presto, riuscendo a costruire una famiglia felice. Ma un lutto terribile li ha colpiti: Flavio, il maggiore dei loro figli, è morto. Da quel momento per Piero ed Elisabetta tutto si disfa. Separati e lontani si ritrovano a Cortina. I loro figlio Denis e Sara li hanno convinti a passare le vacanze di Natale insieme. Qui un altro evento inaspettato li costringe a fare i conti con loro stessi. Durata 90 minuti. (Due Giardini sala Nirvana, Romano sala 3, Uci LingottoThe Space Beinasco, Uci Moncalieri)

The Accountant 2 – Azione. Regia di Gavin O’Connor, con Ben Affleck e Jon Bernthal. Dopo nove dacchè il Dipartimento del Tesoro ha smantellato il Living Robotics, con l’aiuto del Contabile. Raymond King, ex direttore dell’ufficio per la lotta alla criminalità finanziaria, riciclatosi con l’apertura di un’agenzia di investigazione, viene ucciso allorché s’imbatte in una caso troppo pericoloso: Marybeth Medina, che aveva preso il suo posto, è ora l’unica persona a raccogliere informazione su quel mondo criminale ma per combatterlo ancora una volta avrà bisogno dell’appoggio del Contabile. Durata 132 minuti. Massaua, Ideal, Reposi sala 5, The Space Torino, Uci Lingotto, Uci Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Una figlia – Drammatico. Regia di Ivano De Matteo, con Stefano Accorsi, Ginevra francescono e Michela Cescon. Pietro è un uomo di mezza età con un grande dolore alle spalle: la morte di sua moglie che lo ha lasciato solo con la loro figlia. Non ha avuto il tempo per il dolore perché ha dovuto occuparsi di lei crescendola con amore e dedizione in un rapporto esclusivo, totalizzante, in cui uno curava le ferite dell’altro attraverso le proprie. Quando, dopo qualche anno, proverà a rifarsi una vita con una nuova compagna, non tutto andrà come sognato: la relazione di sua figlia sarà esplosiva e Pietro sarà messo a dura prova. Si ritroverà a lottare tra rabbia e istinto paterno: quanto le può perdonare? Quanto è più forte l’amore della ragione? Durata 103 minuti. (Nazionale sala 4, Reposi sala 5, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

La vita da grandi – Commedia drammatica. Regia di Greta Scarano, con Matilda De Angelis, Yuri Tuci, Maria Amelia Monti e Paolo Hendel. Irene sta costruendo una vita regolare a Roma, quando è costretta a tornare a Rimini, la sua città natale, per prendersi cura di Omar, suo fratello autistico di 40 anni. Scoprirà che Omar ha idee chiare sul suo futuro: non vuole in nessun modo vivere con lei una volta che i genitori non ci saranno più. Convince Irene a tenere per lui un corso intensivo di adultità che gli permetta di essere autonomo, ma soprattutto di realizzare i suoi sogni, come partecipare al Talent che lo renderà un cantante famoso. Durata 90 minuti. (Romano sala 3)

Quando la Storia riempie le piazze: boom di pubblico per Barbero a Torino

Ottocento posti tra platea e giardino (con cuffie per l’ascolto all’aperto), ma una fila che sembrava non finire mai: ieri sera il Comala è stato letteralmente preso d’assalto per l’incontro con il professor Alessandro Barbero, evento conclusivo del festival Primavera di Bellezza, iniziato il 12 aprile in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile 2025.

Alle 18 l’apertura dei cancelli, alle 19 l’inizio del talk. Ma i fan dello storico più amato d’Italia – tra appassionati, studenti e semplici curiosi – avevano già invaso Corso Ferrucci e dintorni nel primo pomeriggio, determinati a conquistare un posto in prima fila per ascoltare dal vivo il racconto della Resistenza e dell’antifascismo. Un dialogo appassionante e profondo, guidato dal moderatore Carlo Scibilia, che ha trasformato il Q&A finale in un vero e proprio viaggio nella memoria collettiva del Paese.

L’incontro è stato l’ennesima dimostrazione della forza comunicativa di Barbero: la capacità di rendere la storia accessibile, avvincente, viva. Un talento raro, che trasforma ogni lezione in uno spettacolo capace di spiegare il passato e dare senso al presente.

Giunto alla sua quarta edizione, il Festival “Primavera di Bellezza” ha saputo ancora una volta coniugare riflessione e attualità, ospitando nomi di spicco del panorama culturale italiano come Patrick Zaki, Sigfrido Ranucci e Steve Della Casa. Un’occasione preziosa per confrontarsi su temi politici, civili e culturali, con lo sguardo sempre rivolto alla comprensione del mondo di oggi.

 Valeria Rombolà

La contemporaneità de “La gatta sul tetto che scotta” in prima nazionale al Carignano

In prima nazionale, al teatro Carignano, debutta martedì 29 aprile, alle 19.30, la famosa pièce teatrale di Tennessee Williams “La gatta sul tetto che scotta”, per la regia di Leonardo Lidi. Dopo “Lo zoo di vetro”, il regista residente del Teatro Stabile di Torino fa ritorno al drammaturgo americano con quel testo che a Williams valse il Premio Pulitzer nel 1955 come Best Drama, diventato in seguito un film cult con Elizabeth Taylor e Paul Newman. A vestire i panni in questa versione, che è una produzione del Teatro Stabile di Torino e del Teatro Stabile del Veneto, sono Valentina Picello e Fausto Cabra, alias Maggie e Brick. Con loro Orietta Notari, Nicola Pannelli, Giuliana Vigogna, Giordano Agrusta, Riccardo Micheletti, Greta Petronillo, Nicolò Tomasini. La pièce teatrale si incentra sulla storia della famiglia Pollitt, ricca famiglia del Sud degli Stati Uniti che vive una profonda crisi di fronte alla morte del padre, Big Daddy, malato inconsapevole di cancro. Il regista sceglie una distesa di marmo che ricorda un po’ una lapide, simbolo della chiusura di questa famiglia, della sua mentalità e della sua incapacità di progredire.

“La gatta sul tetto che scotta – afferma il regista Leonardo Lidi – ci aiuta a considerare quanto siano lontane dal progresso naturale le forzature della famiglia tradizionale, e le esternazioni sull’assonanza donna-madre. La protagonista dovrà ingannare il sistema-casa, altrimenti non sarà considerata come donna. Dovrà fingersi una contemporanea Maria, con in grembo il futuro della società per non essere additata come una poco di buono, una povera creatura incapace di generare, e quindi di esistere. Quando ho letto sui giornali il ritornello della donna che può sentirsi realizzata solo in quanto madre, ho deciso di rispondere con ‘La gatta sul tetto che scotta’”.

Mara Martellotta