Cosa succede in città- Pagina 335

Boom e-commerce, le Poste hanno assunto 31 nuovi addetti a Torino

A partire da giovedì 1° aprile sono entrati in servizio nei centri di recapito di Torino e provincia, 31 portalettere. La selezione dei neo-assunti è avvenuta tra il personale che ha già lavorato in passato come portalettere o addetto allo smistamento con uno o più contratti a tempo determinato e per una durata complessiva di almeno 9 mesi.

 

I nuovi ingressi sono stati inseriti nelle attività di consegna di corrispondenza e pacchi nei 42 Centri di recapito presenti sul territorio provinciale per poter supportare le attività legate agli ingenti volumi di pacchi in circolazione sul network postale a seguito dello sviluppo dell’e-commerce che nel 2020 hanno fatto registrare un aumento del 172% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Prosegue dunque anche attraverso queste assunzioni, l’impegno di Poste Italiane nel creare nuove opportunità di lavoro nel nostro Paese anche in un anno segnato dall’emergenza sanitaria ed economica.

Le politiche attive concordate con le Organizzazioni Sindacali contribuiscono a realizzare in modo efficace le strategie delineate nel piano industriale, in particolare per quanto riguarda l’attuale organizzazione del recapito, pensata per rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini e per cogliere tutte le opportunità offerte dalla crescita dell’e-commerce grazie anche ad una maggiore flessibilità e ad un’estensione degli orari di consegna.

 

Dal 1862 Poste Italiane consegna lettere alle famiglie e alle imprese italiane, ma negli ultimi anni è il settore dei pacchi a trainare il business dell’Azienda, tanto che per la prima volta, nell’ultimo trimestre del 2020, la crescita dei ricavi da pacchi ha compensato il calo dei ricavi della corrispondenza tradizionale.

Anche in termini assoluti, i 210 milioni di pacchi consegnati in un anno a livello nazionale (+41% rispetto al 2019, e a dicembre una media record di 1,3 milioni al giorno) hanno segnato un risultato più che raddoppiato rispetto al 2016.

Nel nuovo anno, la consegna e-commerce di Poste Italiane si arricchisce di una flotta green completamente rinnovata. La fornitura di nuovi mezzi a energia pulita da poco su strada, rende sempre più ecologica, agevole e sicura la consegna della corrispondenza e pacchi.

Il rinnovo della flotta aziendale è uno degli obiettivi di Poste Italiane che proseguirà per tutto il 2021, coinvolgendo numerose località su tutto il territorio regionale.

Con i nuovi mezzi elettrici, inoltre, la mobilità di Poste Italiane diventa ancora più sostenibile, in linea con l’ESG – Environmental Social and Governance, il piano d’azione in materia di sostenibilità ambientale e sociale che ha l’obiettivo di garantire la definizione degli indirizzi del Gruppo con ricadute positive per l’ambiente e per il territorio. Previsti a Torino 5 nuovi tricicli elettrici, che si aggiungono ai 67 già in uso nella Città Metropolitana, con una potenza di 4 kW e una velocità massima di 45 km/h, in linea con i limiti imposti dal codice della strada nei centri abitati e sono dotati di un vano di carico di circa 270 litri e di un’autonomia energetica di circa 60 km, tale da permettere ai portalettere di consegnare la corrispondenza giornaliera con una sola ricarica.

In consegna anche 65 tricicli “basso-emissivi”, di cui 12 già operativi sulle strade di Torino, dotati di motore basso emisivo  125cm3 Euro-5 che consente una velocità massima di circa 74 km/h  per un’autonomia di circa 270 km e con un vano di carico di 250 litri.

La particolare conformazione dei veicolo a tre ruote ne aumenta la stabilità e la sicurezza per il conducente e permette l’installazione di uno speciale baule che aumenta la quantità di pacchi e lettere trasportabili, caratteristica ancora più importante visto il costante aumento dei pacchi da consegnare grazie allo sviluppo importante dell’e-commerce registrato a seguito del lockdown.

A completare il rinnovo della flotta aziendale della provincia di Torino la messa in opera di 20 Quadricicli ad alimentazione elettrica, di cui 9 già operativi, della potenza di circa 6kW, un’autonomia di 70 km, una velocità massima di circa 45 km/h e un vano di carico di 400 litri.

Per ogni nuovo mezzo elettrico, inoltre, Poste Italiane metterà in funzione anche una nuova colonnina elettrica per la ricarica, confermando la volontà di garantire una maggiore sostenibilità ambientale su tutto il territorio e permettere una sempre maggiore diffusione della propria flotta elettrica su tutte le regioni italiane.

 

Accanto ai mezzi anche nuovi servizi. Attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, sarà infatti possibile consultare lo stato della spedizione direttamente via WhatsApp. Con il servizio di tracciatura online, già disponibile su web ed APP, è possibile tracciare lo stato della spedizione in modo semplice e veloce, per qualsiasi tipo di prodotto di Poste Italiane.

Inviando un messaggio WhatsApp al numero 3715003715, si entra in contatto con l’Assistente Digitale Poste, che restituisce un apposito link alle informazioni richieste per verificare lo stato della spedizione. Per eseguire la tracciatura è necessario indicare il codice di invio presente sotto il simbolo a barre del prodotto inviato o, in caso di acquisto online, il numero fornito dal venditore.

Sette incontri (online) a Palazzo Madama

Palazzo Madama propone, dal 13 aprile al 22 giugno 2021, un ciclo di sette incontri di approfondimento tra arte, devozione, tutela e indagini diagnostiche, in occasione della mostra Ritratti d’oro e d’argento, in corso a Palazzo Madama fino al 12 luglio 2021, che intendono offrire, grazie a un taglio interdisciplinare, uno sguardo sia sul contesto in cui si è sviluppata la produzione orafa in Piemonte e Valle d’Aosta tra Tardo Gotico e Rinascimento, sia sulle azioni di ricerca, tutela e valorizzazione, che musei, diocesi, soprintendenze e università stanno portando avanti con un importante lavoro di sinergia.

 

Molti dei conferenzieri sono anche autori di schede e saggi presenti nel catalogo, pubblicato dall’Artistica Editrice, che riunisce le ricerche condotte per le due esposizioni, organizzate in partnership: a Palazzo Madama di Torino fino al 12 luglio e al Museo del Tesoro della Cattedrale di Aosta fino al 2 giugno.

 

Il ciclo prenderà avvio il 13 aprile con l’intervento di Cinzia Piglione che condurrà i partecipanti all’interno della bottega orafa di Beltramino de Zuttis, a cui è stato attribuito il busto di san Bernardo d’Aosta, esposto in mostra a Palazzo Madama e proveniente dalla cattedrale di Novara. Questo raffinato artista fu attivo per la Fabbrica del Duomo di Milano per cui realizzò la monumentale chiave di volta con il Dio Padre.

 

Il 27 aprile Laura Marino si soffermerà sulle vicissitudini di alcune opere in mostra che, una volta uscite dalla bottega, giunsero in luoghi lontani anche centinaia di chilometri: nel corso dei secoli furono soggette a interventi di aggiornamenti di gusto, a riparazioni o a trasferimenti in nuove sedi, ma anche sottratte al loro contesto, come il san Teobaldo di Alba, trafugato negli anni ’80 del Novecento e recuperato nel 2014.

 

L’11 maggio don Gianluca Popolla illustrerà il lavoro della Consulta Regionale per i Beni Ecclesiastici di Piemonte e Valle d’Aosta che opera attraverso gli Uffici per l’arte sacra e i beni culturali nelle sedici diocesi piemontesi e in quella di Aosta nella tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, archivistico e librario.

 

Il 18 maggio sarà il turno di Fulvio Cervini e Angelo Agostino che presenteranno i risultati delle ricerche condotte sui busti dei santi Ruffino e Venanzio provenienti dalla chiesa vecchia al Castello di Sarezzano, nei pressi di Tortona: un processo di conoscenza basato su analisi storico-artistica e indagine diagnostica in un necessario dialogo interdisciplinare finalizzato a spostare sempre in avanti il fronte della ricerca.

 

Il 25 maggio a Marco Fratini sarà affidato il compito di tratteggiare, anche attraverso numerosi documenti d’archivio, la raffinata stagione dei principi d’Acaia che a inizio Quattrocento richiesero a orafi locali ricche finiture per abiti e teche per preziose reliquie, tra cui il busto di san Giovenale commissionato da Ludovico d’Acaia a Severino Dorerio per donarlo alla cattedrale di Fossano.

 

L’8 giugno Simone Baiocco ripercorrerà le vicende delle committenze artistiche destinate alla collegiata di San Secondo di Asti, chiesa identitaria di una città contesa dal XV secolo e fino al 1531 tra le potenti casate dei Savoia, Paleologi, Visconti e Valois-Orlèans.

 

Il ciclo si concluderà il 22 giugno quando, in prossimità della festa di san Giovanni Battista, patrono della città di Torino, Viviana M. Vallet e Alessandra Vallet presenteranno due interessanti reliquiari di primo Quattrocento, appartenenti al Tesoro della Cattedrale di Aosta: il san Giovanni Battista e il san Grato rappresentano infatti due capolavori dell’arte orafa in cui i tradizionali materiali preziosi dell’oro e dell’argento convivono con un innovativo trattamento pittorico dei volti.

Info: le conferenze si svolgeranno sulla piattaforma Zoom. Tutti i dettagli sul sito di Palazzo Madama www.palazzomadamatorino.it

Prenotazione obbligatoria: t. 0114429629; madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

Costo: 16€ per intero ciclo di sette conferenze; 4€ per conferenza singola.

Acquista subito:

https://www.arteintorino.com/acquisti-online/product/4482-sette-lezioni-di-approfondimento.html

 

È possibile ricevere attestato di frequenza: ai sensi della direttiva 170/2016, art. 1 punto 5 Ministero dell’Istruzione, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino è ente qualificato per la formazione del personale scolastico.

I colori variegati dei prodotti agroalimentari del CAAT dalla tavola dei torinesi al tram 4 

Il CAAT ( Centro Agroalimentare di Torino) colorerà da oggi per sei mesi la città di Torino, grazie alla nuova cartellonistica presente sulla linea del tram 4. Il mondo del CAAT, ricco di colori variegati dei suoi prodotti ortofrutticoli freschi, donerà altrettanta varietà cromatica alla città, in un periodo in cui se ne avverte fortemente il bisogno, confermando che Torino può essere un capoluogo tutt’altro che grigio.

“L’iniziativa nasce dall’idea – spiega il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – di aprire il CAAT alla città di Torino, trasmettendole allegria, attraverso le migliaia di colori che contraddistinguono i suoi prodotti ortofrutticoli freschi, che da oggi saranno visibili sulle pareti esterne del tram 4.
Questa scelta non ha finalità tanto di promozione, quanto di vicinanza del CAAT a Torino e alla sua popolazione, proprio a ridosso di un periodo pandemico che ha impedito l’organizzazione di iniziative di apertura del Centro agroalimentare di Torino ai visitatori.”.
“Il CAAT – prosegue il suo Presidente Marco Lazzarino – che è sempre stato operativo, grazie all’impegno dei suoi grossisti, anche in tempi di pandemia, vuole ora far sentire la sua vicinanza a una città, Torino, che sta voltando pagina e sta riprendendo il suo cammino economico dopo i mesi di forzata sosta, a causa del Covid. E quale strumento migliore per farlo di quello di donare alla città una ricchezza cromatica capace di apportare entusiasmo nei cittadini? Mi auguro che altre aziende vogliano seguire il nostro esempio in questa direzione e che il nostro sia uno dei tanti segnali di ottimismo e voglia di ripartire”.
“Da qualche giorno – afferma il Direttore generale del CAAT Gianluca Cornelio Meglio – la nostra amata Torino è attraversata da un tram della linea 4 la cui fiancata per conto del CAAT è stata rivestita di una grafica che richiama frutta e verdura con le loro rispettive colorazioni. La scelta della pubblicità dinamica, ed in particolare della linea 4 del tram che attraversa l’intero territorio urbano, muove dal desiderio di giungere a una platea di pubblico quanto più ampia possibile, veicolando un messaggio ottimistico di fiducia per una ripartenza.
Questo è anche l’Anno Internazionale della Frutta e della Verdura e non poteva esserci occasione migliore per questa iniziativa. La soluzione artistica è frutto della creazione di un giovane grafico Eduard Rosu, al quale è rivolta tutta la nostra gratitudine”.
I lettori dei social sono invitati a scattare fotografie del tram 4 con i variegati colori del CAAT e a inviare i loro scatti, in modo tale da raccogliere le immagini da visuali diverse dei begli angoli della città“.

 

Scorta a mamma anatra e al suo piccolo fino al fiume Po

Sabato mattina, gli uomini del Reparto Operativo Speciale della Polizia Municipale, solitamente impegnati in delicati compiti di azione e investigazione, si sono imbattuti in una situazione molto singolare.

In una piazza Carducci frenetica, trafficata da veicoli e pedoni, i ‘civich’ sono intervenuti per salvaguardare l’incolumità di un’anatra con il suo piccolo che, smarriti e spaventati dal grande caos intorno a loro, cercavano di ritrovare la strada di casa facendo lo slalom tra le auto che gli sfrecciano vicino.

Gli agenti hanno bloccato il traffico e indirizzato i pennuti sul controviale di corso Bramante, organizzando una vera e propria scorta, con un agente a indicare la via da seguire e un’auto a protezione della piccola famiglia.

In prossimità del fiume Po, gli agenti hanno dovuto anche sventare l’attacco di una gazza che ha tentato di portare via il piccolo anatroccolo sotto gli occhi increduli dei passanti.

L’ingresso in acqua della famiglia di pennuti è stato salutato con un grosso applauso all’indirizzo dei vigili intervenuti da parte dei numerosi curiosi che assistevano all’epilogo di quella strana passeggiata

In via Arsenale ARS abbina in modo innovativo il residenziale all’arte contemporanea

Da qualche giorno la facciata di un edificio a Torino in via Arsenale , si è accesa di nuovi colori e di una grafica che attira l’attenzione di tutti.

Su una delle vetrine si legge Art of Living e un numero di telefono per chi voglia sapere cosa si nasconda dietro questo particolare allestimento.

L’architetto Daniela Bertoletti è la responsabile di questo progetto denominato ARS , una nuova iniziativa immobiliare che abbina in modo innovativo il residenziale all’arte contemporanea.
La grafica di ARS utilizzata per l’allestimento, si ispira al movimento del Bauhaus che ai primi del 900 rivoluzionò l’arte, il design e l’architettura mentre il colore Blu usato per l’allestimento è quello ideato e brevettato da Yves Klein, un artista che negli anni 50 si concentrò su questo unico colore per realizzare indimenticabili opere mono cromatiche.
Le parti comuni dell’edificio saranno allestite come una vera e propria galleria d’arte contemporanea mentre, all’interno degli appartamenti, i proprietari potranno organizzare la propria collezione privata avvalendosi dei consigli di Francesca Canfora che, dopo aver portato al successo Paratissima ha assunto la curatela artistica di ARS per realizzare spazi innovativi che diventano luoghi da abitare ma allo stesso tempo contenitori di arte, secondo i gusti e le sensibilità di ciascun proprietario collezionista.
Chi sono i progettisti, quanti saranno gli appartamenti, di quali dimensioni e che prezzo avranno, oggi non è ancora stato possibile saperlo, perché attualmente sono tutte informazioni riservate ai fortunati acquirenti.

Pranzo a Mille: una domenica di speranza

Le uova sono sempre state il simbolo della rinascita, la farina l’augurio di abbondanza, e le erbe dei campi e degli orti l’annuncio della primavera. Questi sono tra gli ingredienti più cucinati dai “cuochi di speranza” per preparare i loro piatti destinati al “Pranzo a Mille” delivery di domenica 11 aprile 2021, organizzato dal Banco Alimentare del Piemonte.

Scorrendo i menù dei 28 ristoranti coinvolti in questa straordinaria brigata di cucina, troviamo: lasagne vegetariane, cannelloni di magro, timballi di riso con verdure primaverili, frittate di erbe spontanee, rabaton (gnocchi vegetali) con ortiche, la zuppa di enkir (un antico cereale) con carciofi al pesto, interpretazioni della parmigiana di melanzane o della torta pasqualina. Sono tutti piatti senza carni di vitello, suino, ovini o volatili, per rispettare le tradizioni culinarie e religiose delle famiglie a cui sono destinati i box solidali, mentre il pescato è presente con pietanze di baccalà in varie versioni, filetti di trota, seppie, sugarello, polpi. Per finire, come dessert trionfano tiramisù e i più “piemontesi” bônet, panna cotta e creme caramel, per lasciare spazio alle piccole golosità dei cioccolatieri torinesi.

Tutto è ormai pronto per la grande operazione di solidarietà di domenica. Sarà possibile seguirla con una diretta Facebook attraverso la pagina del Banco Alimentare del Piemonte dalle ore 10.00 alle ore 12.30: https://www.facebook.com/BAlimentareTo/live/

Anche Cesare Nosiglia, Arcivescono di Torino, ha voluto partecipare al Pranzo a Mille: alle 12.30 consegnerà i pasti ad alcune famiglie indigenti, presso la struttura delle Suore Albertine in via Carrera 55 a Torino.

CHE COSA SUCCEDE DOMENICA 11 APRILE, DALLE ORE 10.30
Ogni ristorante domenica mattina prepara 40 pasti, di tre portate ciascuno (primo, secondo e dessert) che verranno recapitati a 10 famiglie; e poiché i ristoranti sono cresciuti, le persone indigenti “servite” in questa ideale tavolata della domenica saranno 1120 per un totale di 3360 piatti, racchiusi in 250 box. Questi box saranno ritirati dai volontari del Banco Alimentare e consegnati a casa delle famiglie in difficoltà

Inoltre ogni famiglia riceverà una borsa arancione di doni che contiene:
– una bottiglia di vino
– un sacchetto di gianduiotti, uno di ovetti, e una mini-colomba
– un pacchetto di caffè Lavazza Tierra Bio
– un libro regalato da vari editori locali: Add Editore S.r.l, Casa Editrice Scritturapura, Daniela Piazza Editore e Spunto Edizioni
– una piantina di fiori per il centro tavola
– una tovaglietta per rallegrare il pranzo domenicale

CURIOSITA’ SU CHEF E RISTORANTI
Qualche curiosità sugli chef, che domenica, consegneranno i box con le loro prelibatezze al piccolo esercito di volontari che li consegnerà alle 250 famiglie in difficoltà segnalate da associazioni, parrocchie, enti caritatevoli.

Nella brigata di “cuochi di speranza” hanno acceso i fornelli le quattro cucine dei ristoranti più antichi di Torino:
– Tre Galline, via Bellezia 37, che fin dal 1592 era in attività come locanda
– Del Cambio, piazza Carignano 2, dal 1757
– Albergo Ristorante San Giors, via Borgo Dora 3, dal 1815
– Ristorante Monferrato, via Monferrato 6, dal 1820

Inoltre è rappresentata anche la “modernità” multietnica, con tre cuochi di origini straniere da tempo ben integrati a Torino:
– chef Liviu Ceoflec, romeno, del ristorante Bricks
– chef Silvia Ling, cinese, del ristorante Zheng Yang
– chef Alexander Robles, peruviano, del ristorante Carlina

Ci sono dieci chef stellati, e anche due con la nuova “stella Verde” Michelin, attenti all’ambiente che preparano i loro piatti con ingredienti del loro orto: Mariangela Susigan del ristorante Gardenia di Caluso e Igor Macchia del ristorante Casa Format di Orbassano. Mariangela Susigan e Igor Macchia hanno partecipato anche alla prima “Cena a mille” del 28 dicembre 2011 (dieci anni fa) al Pala Isozaki.

CIOCCOLATO E GRISSINI
Sono circa 110 tra ovetti e gianduiotti, i chili donati da 14 tra cioccolatieri e aziende: così ognuno dei mille partecipanti al Pranzo A Mille avrà anche circa 100 grammi di buon Cibo degli Dei. Inoltre La Perla di Torino, Sergio Arzilli, ha regalato 220 mini-colombe pasquali.
In totale i Maestri del Gusto, con i cioccolatieri, che hanno aderito all’evento sono ben otto: Davide Appendino, Boella & Sorrisi, Bottega Storica Odilla Bastoni, Guido Castagna, Guido Gobino, La Perla, Piemônt Cioccolato e Prodotti Gianduja.
I grissini sono arrivati freschi  preparati e cotti appositamente dal Maestro del Gusto Rudy Marangon di AgriBiscotto, Pianezza.

I COMMENTI DEL PRESIDENTE SALVATORE COLLARINO E DI CLARA E GIGI PADOVANI
“In questo anno così complicato – commenta Salvatore Collarino, presidente del Banco Alimentare del Piemonte – abbiamo capito che la solidarietà si deve reinventare, ogni giorno, per non fermarsi. Mai. Così, anche in un momento difficile come questo, con un’emergenza sanitaria che perdura, abbiamo deciso di dare vita a un’iniziativa che, attraverso la solidarietà, porti uno sguardo di speranza sul domani: il Pranzo a Mille. Come è certo che la pandemia avrà ancora infatti un impatto considerevole sul nostro territorio, siamo anche sicuri che la solidarietà sia un’insostituibile risorsa che, grazie al sostegno e all’impegno di chi la alimenta, può superare ogni ostacolo. Al di là di qualsiasi aspettativa.
Un ringraziamento profondo e sentito va a Clara e Gigi Padovani, food writer e gastronomi, che hanno “arruolato” chef, artigiani, cantine aiutandoci a rendere possibile tutto questo”.

Clara e Gigi Padovani: “Mentre si moltiplicano in Italia le giuste proteste dei ristoratori per le lunghe chiusure a causa della pandemia, nonostante abbiano tutti investito in sicurezza rispettando le norme anti-Covid19 previste dalla legge, con il Pranzo a Mille da Torino, da questi trenta cuochi di speranza, parte un messaggio positivo: accendono i fornelli per gli ultimi, per chi è più in difficoltà di loro. Ed è un segnale per dichiarare che “ci sono”, “aprono per gli altri” e sono pronti a ripartire. Perché ci siamo dedicati a questo progetto, da critici gastronomici e food writer? Siamo stati contattati a metà gennaio di quest’anno dal Presidente del Banco Alimentare del Piemonte, per il quale siamo volontari. Sulle prime, ci sembrava un’idea bellissima, ma di non facile realizzazione, considerata la pandemia in corso. Non ci siamo persi d’animo, abbiamo lavorato per tre mesi, ed è stata una esperienza entusiasmante. Infatti i ristoranti, gli artigiani, le aziende hanno aderito spontaneamente con un passa-parola che ha fatto moltiplicare i ristoranti, da una decina prevista all’inizio agli attuali 28. E molti di questi locali, chiusi da settimane purtroppo per la pandemia, apriranno i battenti per questo Pranzo a Mille e stanno facendo la spesa per l’evento. Tutto ciò ci riempie di speranza in questi giorni difficili”.

BANCO ALIMENTARE DEL PIEMONTE
Il Banco Alimentare del Piemonte è un’organizzazione di volontariato, fondata nel 1993, attiva a livello regionale nel recupero di eccedenze dalla filiera agroalimentare (industrie, grande distribuzione organizzata, ristorazione collettiva) e nella loro redistribuzione agli indigenti attraverso strutture caritative convenzionate sul territorio. Banco Alimentare del Piemonte ha la sua sede centrale a Moncalieri e dispone di quattro magazzini decentrati ad Asti, Novara, Fossano e Biella.
Nella nostra regione, il Banco Alimentare del Piemonte sostiene e aiuta, tramite l’azione di 605 strutture caritative, 111.249 persone in difficoltà, 38.081 solo a Torino, attraverso l’impegno quotidiano di 180 volontari che hanno reso possibile nel 2020 la distribuzione di 7.641 tonnellate di prodotti alimentari circa il 12% in più rispetto al 2019, equivalenti a una colonna di 500 tir da Piazza Castello a Moncalieri.

La Mole in rosso. E’ la Giornata Nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti 

11 Aprile   TORINO, LA MOLE, LE MOLINETTE E L’UNIVERSITA’ TINTE DI ROSSO PER UNA NOTTE PER “ACCENDERE L’ATTENZIONE” SULLA DONAZIONE E IL TRAPIANTO. #AFFACCIATIALLAFINESTRASCATTAEPOSTA

 

La sera di domenica 11 Aprile (dalle 21:00 alle 24:00) verranno illuminati il monumento icona di Torino, l’ospedale simbolo dell’attività di trapianto e la sede dell’Università di Torino per dar luce alla campagna di sensibilizzazione alla donazione di organi e tessuti. Scegliere di diventare donatore è un gesto che dà speranza agli 8.500 pazienti in attesa di un trapianto. Fondazione D.O.T. (Donazione Organi e Trapianti) e i Suoi 5 soci fondatori invitano a un flash mob in rete i cittadini torinesi scattando una foto della Mole, delle Molinette e dell’Università illuminate e postandola sulle proprie pagine social. All’iniziativa di sensibilizzazione si uniscono Peyrano, la prestigiosa cioccolateria torinese, e la squadra di calcio del Torino FC 

 

 #Affacciatiallafinestrascattaposta. È l’invito di Torino, ‘capitale’ italiana per i Trapianti in occasione della Giornata Nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti che, quest’anno, ricorre l’11 AprileDomenica sera, dalle 21:00 alle 24:00, il monumento icona della città – la Mole Antonelliana –, il luogo simbolo per l’attività di trapianto, l’ospedale Molinette e la sede dell’Università degli Studi di Torino, il Rettorato di Via Po, si illumineranno di rosso, con l’intento di ‘accendere’ l’attenzione dei cittadini (e auspicabilmente di tutta la popolazione nazionale), all’importanza alla donazione, ovvero sensibilizzando a esprimere la propria volontà di donare gli organi alla propria morte. L’intento è generare un flash mob che attraverso la rete, i canali social (prevalentemente Facebook), da Nord a Sud renda uniti e solidali alla volontà di donare, postando una foto dell’Università e delle Molinette tinte di rosso e della Mole nella sua veste inedita ‘in rosso’ con un cuore impacchettato con un fiocco bianco, ‘icona’ scelta dalla Regione Piemonte per simboleggiare la donazione, da condividere con i propri contatti.

«L’intento di questa iniziativa – spiega il Professor Antonio Amoroso, Coordinatore del Centro Regionale Trapianti della Regione Piemonte, e rappresentante di Fondazione D.O.T. (Donazione Organi e Trapianti) – è ‘rendere visibile’ a tutti i torinesi l’importanza di prendere una posizione positiva, ovvero esprimere la volontà alla donazione dei propri organi dopo la morte. Intorno ai trapianti c’è un atteggiamento favorevole e una percezione di gratitudine da parte dei cittadini, che avvertono come essi rappresentino una nuova possibilità di vita per coloro che non ne avrebbero. Ma i trapianti sono possibili solo se ci sono i donatori. Occorre sensibilizzare i cittadini e diffondere conoscenza su questa tematica, ancora poco meditata o verso cui si hanno falsi timori».

Ad oggi in Italia è ancora forte il divario fra il numero dei donatori, 1300 nel 2020, e il numero dei pazienti in attesa di trapianto, quasi 8500. La scarsità di organi disponibili rende ‘difficoltoso’ il sistema donazioni-trapianti, eccellenza della Sanità italiana e piemontese: presso Le Molinette, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino,  si eseguono nell’arco di un anno il maggior numero di trapianti d’organo d’Italia, in virtù di un sistema che fa rete: dalle Rianimazioni ai centri di Trapianto, sotto il coordinamento del Centro Regionale Trapianti e del Coordinamento delle donazioni e dei Prelievi; e grazie ai donatori e ai loro familiari, ai donatori di sangue, alle Associazioni di Volontariato (AIDO, AITF, ANED, ACTI, TPA), e a tutti i professionisti coinvolti nella rete di donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule della Regione Piemonte e Valle d’Aosta. «Sviluppare una sensibilizzazione e un’informazione corretta nei confronti della donazione di organi tessuti e cellule – spiega il Presidente di AIDO Piemonte, Valter Mione – è il compito a cui aderisce ciascun volontario AIDO. È proprio questa costante attività che permette di creare un tessuto di solidarietà orientato ad un Si consapevole verso la donazione a supporto del sistema sanitario».

«Il modo più semplice per esprimersi– aggiunge ancora Anna Guermani, coordinatrice regionale delle donazioni e dei prelievi – è al momento del rinnovo della carta di identità all’anagrafe».

L’iniziativa di ‘dar luce’ alla donazione è condivisa anche dagli altri Soci di Fondazione D.O.T.: AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Città di Torino, Politecnico di Torino, Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino. 

«La Città di Torino – dichiara la Sindaca, Chiara Appendino – è lieta di sostenere la Giornata Nazionale della Donazione di Organi e Trapianti, con profondo riconoscimento alla Fondazione DOT Onlus per l’impegno profuso. La donazione di organi è un immenso gesto di altruismo nei confronti della comunità. Sebbene nel corso degli anni –  grazie all’impegno delle Istituzioni e di realtà come Fondazione D.O.T. – si sia diffusa una maggiore consapevolezza circa i benefici di queste pratiche, è importante fare ancora di più. Con la donazione degli organi, salvare vite è possibile. Grazie a tutte e tutti coloro che si impegnano su questo fronte».

«Città della Salute di Torino – ricorda il Direttore generale, Giovanni La Valle – è l’Azienda in Italia che esegue il maggior numero di trapianti, primato che da anni la porta alla ribalta per questa medicina così avanzata. Occorre che tutta l’azienda sia in grado di svolgere al meglio le numerose attività che consentono alla fine l’esecuzione di un trapianto. E’ indubbio che questo primato si poggia su una rete regionale efficiente e sensibile di ospedali e di professionisti che segnalano i potenziali donatori: a questi ultimi ed ai loro familiari dobbiamo riconoscenza e gratitudine».

«Siamo felici di partecipare a questa lodevole iniziativa per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della donazione – dichiara il Rettore, Stefano Geuna. E per “accendere l’attenzione” su un tema, che è fondamentale ancor più in una situazione di grande emergenza sanitaria come quella attuale, il palazzo del Rettorato si tingerà di rosso. Come Università di Torino offriamo il nostro contributo alla causa direttamente. Lo facciamo con i nostri medici impegnati negli interventi di trapianto. E lo facciamo con la ricerca scientifica e con l’attenzione quotidiana alla didattica».

Non è la sola iniziativa indetta a Torino per la settimana dedicata alla donazione (11-17 Aprile): Peyrano, prestigiosa cioccolateria torinese, ha offerto agli operatori che lavorano nel sistema donazione-trapianto dei cioccolatini ed ha creato un cuore di cioccolato ‘virtuale’, a edizione limitata, che gusteremo insieme sui social, impegnandosi inoltre a sostenere nel tempo altre attività solidali e di sensibilizzazione di Fondazione DOT. Mentre la squadra di calcio del Torino FC, in occasione della partita di campionato di sabato 10 Aprile, ‘condividerà’ il proprio sostegno a Fondazione DOT nella campagna di sensibilizzazione alla donazione. Ogni iniziativa sarà resa nota e rilanciata sui canali social di Fondazione D.O.T: condividila anche tu.

####

La Fondazione D.O.T. è stata costituita nel 2017 ed il suo scopo è l’attuazione di iniziative del più alto interesse sociale per la promozione ed il sostegno della ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e per la promozione della cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule. La Fondazione D.O.T. è composta da una ‘squadra’ di Istituzioni e Enti uniti e solidali al conseguimento della sua “mission”, ed è costituita da 5 soci fondatori: AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Città di Torino, Politecnico di Torino, Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino. 

Fondazione CRT  cerca 50 giovani talenti per l’impresa

/

Prende il via Talenti per l’Impresa, il progetto ideato e finanziato da Fondazione CRT che offre un percorso di alta formazione a 50 laureati e dottori di ricerca in qualsiasi disciplina negli atenei italiani.

 

Il bando è aperto fino al 23 aprile 2021 sul sito www.fondazionecrt.it. È rivolto sia a chi ha già un’idea di impresa in fase embrionale, sia a chi è interessato a mettersi a disposizione di un team per dare vita a nuove start up.

 

Il percorso formativo di 200 ore, a partire da maggio, fornirà le competenze necessarie per sviluppare idee imprenditoriali innovative. Le proposte più promettenti dei 50 Talenti potranno accedere alla “fase 2” e beneficiare di un programma di mentoring e di un confronto finale con investitori nazionali e internazionali.

 

Tutti i costi saranno interamente sostenuti da Fondazione CRT.

 

Il capitale umano è un asset fondamentale per lo sviluppo: per questo motivo Fondazione CRT investe nella formazione di giovani talenti che, attraverso nuove start up e imprese, possono contribuire a far crescere il territorio e la competitività del Paese”, sottolinea il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia.

 

Talenti per l’Impresa di Fondazione CRT alimenta l’ecosistema dell’innovazione che gravita, in particolare, attorno alle OGR Tech – dichiara il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci –. Offriamo alle nuove generazioni le competenze e gli strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità in maniera più consapevole con un mindset imprenditoriale”.

15 milioni dall’Europa per collegare Torino e l’aeroporto di Caselle in meno di 30 minuti

Presentato il finanziamento UE che consente l’upgrade dei lavori per la linea ferroviaria Torino-Ceres. Assessore Gabusi: «Torino e il Piemonte avranno una connessione di livello europeo con l’aeroporto. Importanti ricadute anche per le Valli di Lanzo e i territori lungo il tracciato».

 

 

Nel 2023 l’aeroporto e la città di Torino saranno collegati in meno di mezz’ora con un treno ogni 15 minuti. Grazie all’impegno di 180 milioni da parte della Regione Piemonte, a cui si aggiungono circa 15 milioni di fondi europei CEF, la linea ferroviaria Torino-Ceres consentirà di collegare Caselle con il centro città e l’alta velocità, da una parte, e con le Valli di Lanzo, dall’altra.

 

Il finanziamento europeo del programma CEF (Connecting Europe Facility) di circa 15 milioni a sostegno dell’interconnessione del centro urbano con l’aeroporto di Caselle attraverso l’upgrade della linea ferroviaria Torino-Ceres, è stato presentato ieri alla presenza dell’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi, dei sindaci di Ciriè Loredana Devietti e di Venaria Fabio Giulivi, dell’amministratore delegato di Sagat Andrea Andorno e dei rappresentanti di SCR Società di Committenza Regione Piemonte.

 

«Con questo finanziamento – sottolinea l’assessore Gabusi –, ottenuto per la qualità della proposta progettuale presentata e grazie all’attività dei nostri uffici a Bruxelles, i lavori possono giovarsi di un sostanzioso upgrade: possiamo infatti accelerare i tempi dell’opera e dare una prospettiva di collegamento aeroporto-città di standard europeo con una connessione efficiente e materiale rotabile nuovo. Ci aspettiamo che nella primavera 2022 si concludano i lavori e che la linea possa aprire all’inizio del 2023 dopo le dovute operazioni di collaudo. Avremo una linea altamente performante, dal momento che sarà possibile anche la banalizzazione dei binari, che consente di viaggiare su entrambi i binari in entrambe le direzioni limitando notevolmente le perturbazioni di servizio, soprattutto in caso di incidente o di disservizi».

 

Importanti le ricadute sul territorio. «Con un collegamento di questo tipo – evidenzia l’assessore Gabusi – Torino e il Piemonte saranno certamente più appetibili per chi viaggia sia per turismo sia per lavoro. Non solo: dal momento che la linea si attesterà a Ciriè andiamo a completare un’infrastruttura utile anche alle Valli di Lanzo, che avranno un servizio finalmente degno di una valle importante, e alle città della cintura che senza di essa farebbero un po’ di fatica a raggiungere il centro e a essere raggiunte».

Il progetto finanziato prevede, tra le opere principali, la costruzione di una galleria lunga circa 2700 metri lungo l’asse di corso Grosseto a Torino, nel tratto tra Parco Sempione e largo Grosseto, che raccorderà ad ovest la ferrovia Torino-Ceres e ad est la stazione Rebaudengo del passante ferroviario. Sarà inoltre realizzata una fermata sotterranea Grosseto che andrà a sostituire l’attuale Fermata Madonna di Campagna, non più compresa nel percorso della nuova linea ferroviaria. L’intera area di superficie interessata dai lavori fa parte di un progetto di revisione della viabilità metropolitana e sarà completamente riqualificata, anche grazie all’abbattimento dei cavalcavia e la costruzione di un sottopasso viario lungo l’asse torinese corso Grosseto – corso Potenza.

Sono previsti, inoltre, interventi per riorganizzare le aree di parcheggio a raso e la realizzazione di una pista ciclabile.

 

Il servizio ferroviario sulla linea storica Torino Ceres è attualmente sospeso per i lavori in corso ed è operato da settembre 2020 da un servizio bus sostitutivo.

“Esperienza”, accrediti in esclusiva per il Giro d’Italia

/

Scelta per il secondo anno come Official Tour Operator, Esperienza mette a disposizione in esclusiva gli accrediti per seguire in arrivo e in partenza tutte le tappe del prossimo Giro

La 104esima edizione del Giro d’Italia ha
scelto per la Grande Partenza la città di
Torino, sede di Esperienza srl – la start
up nata nel 2018 specializzata in eventi
– riconfermata per la seconda volta
Official Tour Operator, non solo del Giro
ma anche di altre importanti gare
ciclistiche italiane.

In un anno complicato per eventi e
turismo a causa delle limitazioni imposte
dal Covid, lo staff di Esperienza ha
mantenuto alti i livelli di impegno e
sicurezza su una manifestazione
ciclistica tanto amata come il Giro
d’Italia, un evento open air e che si terrà
in un periodo auspicabilmente meno
impattante per la pandemia.

Con gli accrediti e le attività create da Esperienza srl per il Giro d’Italia 2021 (che si svolgerà dall’08 al 30
maggio 2021), tutti potranno vivere la gara su due ruote più importante e amata d’Italia in prima linea
scoprendo le tappe in modo inedito ed emozionante.

Dopo la partenza da Torino il Giro proseguirà con la Stupingi-Novara (173 km) e la Biella-Canale (187 km). E
anche nell’ultima settimana il Piemonte tornerà protagonista.

Specialmente per quanto riguarda le tappe nel torinese, Esperienza srl è in grado di creare pacchetti
personalizzati, per abbinare la passione per il Giro a quelle più diverse, portando i propri clienti alla scoperta
delle eccellenze enogastronomiche e culturali che contraddistinguono ogni città toccata dalle 21 tappe.

Per la Grande Partenza da Torino (una cronometro) e il Grande Arrivo a Milano sono previste formule
speciali, mentre gli accrediti messi a disposizione degli appassionati riguarderanno le aree riservate
in Partenza e in Arrivo di ogni tappa. Inoltre saranno disponibili 4 formule di esperienze esclusive: Fly, Drive,
Bike e Tailor Made.

Di seguito i dettagli di tutti gli accrediti.
Per ulteriori informazioni: https://www.giroditalia.esperienza.com/
Scopri tutte le tappe: https://www.giroditalia.esperienza.com/index.php/tappe/