Cosa succede in città- Pagina 22

La Regione: “Bene potenziare Ryanair a Torino”

«L’accordo tra Sagat e Ryanair per il potenziamento delle rotte da Torino grazie al terzo aereo basato nel nostro scalo rappresenta un ulteriore e strategico passaggio nel percorso di crescita dell’aeroporto e di sviluppo del turismo nel nostro territorio. È particolarmente significativo infatti che la prima compagnia aerea in Europa e in Italia per passeggeri continui a puntare su Torino e il Piemonte, e decida di far crescere la sua presenza con un investimento complessivo di 300 milioni di dollari e un traffico previsto di 3 milioni di passeggeri, nel quadro delle performance dello scalo che ha chiuso il 2024 con il record assoluto di passeggeri. Questo nuovo investimento darà ulteriore impulso in vista della stagione invernale in un contesto nel quale crescono i numeri di chi sceglie di trascorrere le vacanze in Piemonte, territorio che registra il 53 per cento di presenze di turisti stranieri, con un dato più alto della media nazionale, a conferma di una capacità di attrazione del pubblico internazionale che affonda le sue radici nella bellezza del nostro territorio, nella varietà dell’offerta turistica e dei grandi eventi» dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport, Paolo Bongioanni commentando l’annuncio di Ryanair di aggiungere un terzo aereo su Torino a partire dall’inverno 2025-26.

“Prendersi cura”, la nuova stagione della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani

 

Oltre cinquanta spettacoli per tutte le età e una forte attenzione ai temi sociali ed educativi: è la stagione della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino, che per il 2025-2026 ruota intorno al tema del “Prendersi cura”. Un programma ricco di proposte, nuovi linguaggi scenici, artisti under 35 e spettacoli rivolti a bambini, adolescenti e adulti.

“La nuova stagione della Fondazione TRG unisce arte, educazione e impegno sociale attorno al tema ‘Prendersi cura’ – ha dichiarato l’assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino Carlotta Salerno -, offrendo un programma ricco, con numerosi spettacoli e laboratori pensati per coinvolgere i giovani e gli studenti, cittadini e cittadine di domani. Una visione condivisa con la Città di Torino, che riconosce nella cultura e nell’educazione strumenti imprescindibili per la crescita sociale e individuale”.

La sinergia tra la Fondazione TRG e la Città di Torino si riflette anche nel dialogo con le principali istituzioni e rassegne culturali del territorio, quali MITO SettembreMusica, MITO per la Città o il Torino Jazz Festival, con una particolare attenzione alle proposte pensate per le nuove generazioni. Proprio quest’anno tre appuntamenti di MITO saranno ospitati alla Casa del Teatro, ampliando ancora una volta le possibilità di fruizione artistica per il pubblico giovane.

Il tema “Prendersi cura” percorre trasversalmente tutta la stagione e si riflette anche nelle nuove produzioni della Fondazione TRG, come Le quattro stagioni (coproduzione con Unione Musicale) che celebra il ciclo della vita con omaggio musicale a Vivaldi, e Zerozerosottozero di Nicolò Tommasini, spettacolo ideato nell’ambito del progetto B.I.S. per un Teatro Bello, Inclusivo e Sostenibile, vincitore del bando “Circoscrizioni che spettacolo… dal vivo!” promosso dall’Assessorato alla Cultura, che affronta il tema della responsabilità individuale di fronte alla crisi climatica e ai suoi effetti sul mondo animale.

Nel periodo natalizio arriva Il canto di Natale, interpretato da Claudio Dughera e Claudia Martore, mentre a gennaio debutta Il mago di Oz, scritto da Micol Jalla e diretto da Isabella Locurcio. Segue Winnie the Pooh della compagnia Drogheria Rebelot, un poetico viaggio tra ricordi e crescita.

Tra le proposte più originali spiccano It’s a match, ambientato in un futuro distopico dove figli e genitori si scelgono su un’app, e Io uccido i giganti, ispirato all’omonimo graphic novel, entrambi firmati da under 30.

Il repertorio TRG propone spettacoli per tutte le età, tra cui KolokIn viaggio con il Piccolo PrincipeLa piramide invisibileAlbert ed ioSulla vita sfortunata dei vermiP come PenelopePinocchioChi sei?Quadrotto, Tondino e la LunaAlice in WWWonderland e La caverna delle meraviglie, che affrontano temi di filosofia, scienza, inclusione, crescita e identità.

La stagione si inaugura con il Festival Incanti, che porta in scena due compagnie spagnole: Anónimos (compagnia Rauxa) e Univers (Engruna Teatre). Tra le novità anche Giulietta e Romeo di Roberto Latini, Capolavori di Mario Berruto, K(-A-)O del coreografo Kenji Shinohe, Meraviglia! di Elsinor e Da dove guardi il mondo? de La Piccionaia.

La danza è protagonista con la Fondazione Egri e quattro titoli: Lo SchiaccianociM’illumino d’immensoEinstein – The Dark Matter e il Gala della danza.

Numerosi gli spettacoli per l’infanzia e le famiglie, tra cui Tutto cambia!Penny e il primo fiocco di neveBluABCD’emozioniIl nuovo vestito dell’imperatriceToc tocBabù e il bosco dei profumiLino e LoneAlfonsina corridoraC’è un cavallo nell’armadioIl lupo e i sette caprettiLumacheIl primo miracoloPer questo!SolitariumCappuccetto Rosso nella pancia del lupo e Sciopero!.

Non mancano appuntamenti speciali: Halloween alla Reggia di Venaria in collaborazione con Artemakìa, Funny Magic Show con il Circolo Amici della Magia, e Carnevalzer, festa acrobatica per tutta la famiglia.

Il cartellone include anche incontri, attività educative, percorsi formativi e programmazione scolastica. La Casa del Teatro si conferma così un luogo aperto e vivo tutto l’anno, dove cultura, arte e crescita si intrecciano nel tempo lento e prezioso dell’incontro.

TORINO CLICK

Le mammografie anche di sabato alla Città della Salute e della Scienza di Torino 

A partire dal mese di luglio, tutte le donne residenti a Torino tra i 45 e i 74 anni potranno prenotare una mammografia di screening gratuita anche il sabato, dalle ore 8 alle ore 16, presso il Centro di Senologia del presidio San Giovanni Antica Sede della Città della Salute e della Scienza di Torino in via Cavour 31.
L’obiettivo è incentivare la partecipazione allo screening, recuperare entro dicembre sulle liste d’attesa ed offrire più flessibilità, permettendo anche a chi lavora durante la settimana di effettuare l’esame in un giorno normalmente non lavorativo.
Il Centro di Senologia metterà a disposizione tutte le 6 apparecchiature mammografiche presenti nel servizio garantendo l’effettuazione di circa 200 mammografie ogni sabato di luglio. La programmazione potrà continuare nei mesi successivi.
Possono prenotare le donne che non hanno effettuato una mammografia nel programma “Prevenzione Serena” negli ultimi due anni (o nell’ultimo anno se hanno meno di 50 anni).
Il programma regionale di screening, gratuito e su invito, prevede mammografie biennali per le donne tra i 50 e i 69 anni, annuali su richiesta per quelle tra i 45 e i 49 anni, e prosegue fino ai 74 anni.
Per prenotare è sufficiente chiamare il numero verde 800 00 11 41 attivo dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle ore 20, oppure accedere al portale PIEMONTETU (www.piemontetu.it) con SPID o Carta d’Identità Elettronica. La mammografia è totalmente gratuita, viene letta da due radiologi e tutto il percorso è sottoposto a rigorosi controlli di qualità.
“Al fine di aumentare la percentuale di donne sottoposte al test di screening, la Città della Salute e della Scienza di Torino si è molto impegnata nell’ampliare le possibilità di prenotazione dell’esame incrementando le ore di attività del personale sanitario coinvolto con prestazioni aggiuntive, anche ricorrendo, oltre ai Fondi Regionali dedicati alle attività di screening, ai Fondi aziendali derivanti dal Fondo Balduzzi, destinato all’abbattimento dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie. Grazie alla preziosa partecipazione del personale aziendale, sono stati pertanto aumentati gli spazi disponibili per l’adesione alla mammografia” dichiara Flavia Pirola (Direttrice sanitaria (CDSS).
La Città della Salute e della Scienza (CDSS) di Torino partecipa a Prevenzione Serena, il programma di screening della Regione Piemonte finalizzato alla prevenzione e diagnosi precoce del tumore della mammella, del tumore del collo dell’utero e del tumore del colon-retto.
Lo screening del tumore della mammella, tumore al primo posto per diffusione e per numero di decessi nella popolazione femminile, si basa sulla mammografia bilaterale quale test di primo livello, che può essere seguito, sulla base delle risultanze di questo, da ulteriori indagini.
Presso la CDSS tale esame viene erogato dalla Senologia di Screening (diretta dal dottor Vincenzo Marra), struttura inserita nel Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radiologia Interventistica (diretto dal professor Paolo Fonio), in stretta collaborazione con la struttura Epidemiologia di Screening – CRPT (diretta dalla dottoressa Livia Giordano, Responsabile del Programma 1 di Screening).
Così come per gli altri programmi di screening, anche per lo screening del tumore della mammella è fondamentale l’adesione dell’utenza: se, infatti, è compito e responsabilità delle Aziende Sanitarie il corretto invio degli inviti ai test, il cittadino diventa attore principale nel raggiungimento degli obiettivi di copertura esami, vale a dire del numero di persone sottoposte al test rispetto alla popolazione bersaglio.

L’arte che nasce dalle crepe dell’asfalto

Al torinese “PAV – Parco Arte Vivente”, Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea, la prima mostra istituzionale dell’americano Alan Sonfist

Fino al 19 ottobre

Classe 1946, newyorkese cresciuto nel South Bronx, Alan Sonfist è universalmente noto come il “pioniere”, l’“apripista” della “Land (o Earth) Art”. Certamente fra i più rigorosamente “fedeli” a quell’arte (che coinvolse con le più varie sfaccettature artisti del calibro di Robert Smithson, Dennis Oppenheim, Jean Claude e Christo, fino al nostro Alberto Burri)  “fatta con – e nella – natura”, nata negli Stati Uniti nel decennio ’67 – ’78, in antitesi con il “figurativismo” della “pop art” e le fredde “geometrie” della “minimal art”. A regalare, da subito, a Sofist la notorietà, il suo “Time Lanscape”, una sorta di scultura ambientale datata 1965, un appezzamento rettangolare (tuttora in via di compimento e trasformazione) situato nella parte sud di Manhattan, all’angolo fra West Houston Street e LaGuardia Place nel “Greenwich Village” di New York City, dove l’artista insieme a una numerosa comunità di esperti, urbanisti, biologi, architetti e politici locali, per 13 anni ha studiato e creato una “foresta”, la prima “foresta urbana” del genere, abitata da piante precoloniali. Non un parco né una riserva naturale, ma “un monumento pubblico vivente e in mutamento, che gli uccelli, il vento e la presenza umana circostante modificano lentamente ancora oggi ogni giorno”. Opera studiata e progettata insieme ad altri fantasiosi (ma insieme concreti) interventi successivi sull’ambiente, di cui è data specifica contezza nella mostra “Seeds of Time” (“Semi del Tempo”), la prima in Italia, dedicata dal “PAV” di via Giordano Bruno a Torino, fino a domenica 19 ottobre, al grande artista statunitense. Curata da Marco Scotini, la rassegna – inserita nell’ambito di “Exposed, Torino Foto Festival”, con il sostegno di “Compagnia di San Paolo” e “Fondazione CRT” –  intende, soprattutto, approfondire i primi anni di attività di Sonfist (“archeologo visivo”, per sua stessa autodefinizione) per mettere in luce le peculiarità di quei suoi “monumenti pubblici” attraverso i quali guardare “non più solo agli eventi della storia umana – spiega Scotini – ma a quelli che celebrano l’intero ecosistema naturale, rivitalizzando così la storia dell’ambiente e delle diverse specie di un luogo”.

E proprio partendo dall’interesse “per l’interazione della natura negli ecosistemi urbani”, la mostra di Sonfist al “PAV” si apre con l’installazione a lui commissionata di “Growth Between the Cracks” (2025), opera curiosa, assolutamente singolare e non priva di genialità, che nasce partendo dall’invito fatto dall’artista alla comunità locale di  raccogliere nel perimetro della città di Torino campioni di terra nelle crepe dell’asfalto, negli interstizi dei marciapiedi e negli spazi liminali solitamente ignorati. Gran lavoro e materiale in abbondanza per i cittadini torinesi! Che, di certo, non hanno vieppiù che l’imbarazzo della scelta nel discernimento delle “buche” stradali più generose per adempiere al compito loro assegnato. E poi? E poi, si sottolinea, “le piante e i semi contenuti nel suolo raccolto e successivamente portati al ‘PAV’ vanno e andranno a costituire una mappatura frammentata della città, un carotaggio che racconta la storia di una via o di un quartiere attraverso la presenza di vegetali autoctoni o che testimoniano migrazioni a volte risalenti a ere o geografie lontane”.

In mostra troviamo anche gli scatti fotografici che illustrano il momento più “performativo” di Sonfist legato ai suoi esordi artistici, quelli più intensamente vincolati al rapporto, anche strettamente fisico, con la grande sua “musa ispiratrice”, quella “natura” che è “albero da abbracciare” per confrontarne le dimensioni rispetto al suo corpo (“Myself Becoming One with the Tree”, 1969) o “soggetto per studiare il comportamento animale, diventando egli stesso animale, tigre in ‘Tiger Chance Kill’ (1972 – ’74) o gorilla in ‘Territorial Gorilla Invasion’ (1972 – ’73)”.

A completare la rassegna anche la memoria di uno dei più ambiziosi e grandiosi progetti firmati da Sonfist, quel “Circle of Time” (1986), attraverso il quale l’artista documenta la storia del “paesaggio toscano” attraverso “sette anelli concentrici” (e qui la memoria va all’enorme “Spiral Jetty” creata nel ‘70 con cristalli di sale, sabbia e rocce basaltiche, per inventarsi una spirale che incorniciasse una piccola isola artificiale sulle rive del “Grande Lago Salato” dello Utah, da Robert Smithson!) che rappresentano ognuno una nuova fase dell’uso del territorio, portando alla luce la complessa relazione tra l’essere umano e la terra.

Nell’ambito dell’inaugurazione della mostra, giovedì 15 maggio scorso, le AEF/PAV (“Attività Educazione Formazione”) hanno realizzato anche un proficuo incontro – con la collaborazione di Carmen Concilio, “Dipartimento Lingue e Letterature Straniere” e “Culture Moderne” di “UniTO” – fra Alan Sonfist e le persone che hanno partecipato alla call to action lanciata dall’artista, contribuendo alla realizzazione dell’installazione “Growth Between the Cracks” (2025).

Gianni Milani

Per info:  “PAV – Parco Arte Vivente”, via Giordano Bruno 31, Torino; tel. 011/3182235 o www.parcoartevivente.it

Nelle foto: Alan Sonfist “Time Landscape”, fotografia, 1965; “Myself Becoming One with My Tree”, serie fotografica autoritratti, 1969; Workshop _ “84 Semi del tempo: crescita tra le crepe”, 2025

La Cocktail Night di Eataly: drink, piattini e musica per una serata estiva

Non c’è nulla di meglio che passare una serata d’estate in compagnia, sorseggiando un fresco cocktail, assaggiando piattini e sfizi e ascoltando buona musica. Ecco allora la Cocktail Night, appuntamento speciale che si terrà giovedì 3 luglio dalle ore 18.30 a Eataly Torino Lingotto e in contemporanea anche a Milano Smeraldo, Genova, Piacenza, Firenze, Bologna e Pinerolo.

Per una serata unica saranno in carta tutti i cocktail più iconici dell’estate: dal classico spritz alla versione al limoncello, fino al Gin tonic, passando per il Paloma, il Mojito e altri drink perfetti per la bella stagione. Gli chef di Eataly prepareranno per l’occasione anche dei piattini perfetti per accontentare i gusti di tutti: gazpacho con gamberi al limone, polpette di legumi con coulis di pomodoro al basilico e limone, tramezzino con cruda di fassona, salsa mediterranea, caprino e polpa di olive, pizza alla pala con mortadella, stracciatella e pistacchi sono solo alcune delle proposte a menu per la Cocktail Night.

Per partecipare alla Cocktail Night di Eataly è necessario acquistare un carnet di ingresso al costo di € 10, che dà diritto a 2 drink: in vendita online o direttamente la sera dell’evento.

Per maggiori informazioni e prenotazioni: www.eataly.it

Specchio dei Tempi in soccorso delle famiglie colpite dall’esplosione

Night Buster per spostarsi la notte. Servizio potenziato e percorsi ampliati

L’estate torinese si muove anche di notte. Dal 28 giugno al 7 settembre, ogni venerdì, sabato e nei giorni prefestivi, torna il servizio Night Buster con una rete di trasporto notturno potenziata e percorsi ampliati.

Saranno 17 le linee attive, in grado di collegare il centro di Torino a 29 Comuni dell’Area Metropolitana, nella fascia oraria compresa tra le 23.00 e le 5.00 del mattino. Un servizio pensato per offrire un’alternativa sicura, comoda e sostenibile agli spostamenti notturni, in particolare per i più giovani, che vogliono vivere la città e il territorio senza l’auto privata.

Piazza Vittorio Veneto sarà il nodo centrale di tutte le linee Night Buster, garantendo così un punto di riferimento unico per i viaggiatori. I titoli di viaggio restano invariati: saranno validi gli stessi biglietti e abbonamenti del servizio diurno.

L’ampliamento del servizio è il risultato di una sinergia tra GTT, l’Agenzia per la Mobilità Piemontese e la Città di Torino, con l’obiettivo di rafforzare la mobilità serale e notturna nei mesi estivi e favorire una fruizione più ampia e accessibile delle occasioni di svago e aggregazione.

“Il servizio Night Buster è frutto di una scelta precisa: investire in un servizio pubblico che accompagni le persone nei loro momenti di socialità, lavoro o svago, rispondendo alle richieste dei territori della cintura metropolitana. Night Buster significa mobilità inclusiva, sostenibile, capillare, ma vuol dire anche offrire un servizio che permetta soprattutto ai giovani di divertirsi in modo responsabile e sicuro”– commenta l’assessora alla Mobilità e all’Innovazione Chiara Foglietta.

“In estate la domanda di mobilità cambia, e noi cambiamo con lei. Abbiamo scelto di ampliare la rete notturna anche ai Comuni dell’area metropolitana per garantire un collegamento stabile tra Torino e il suo territorio. Un servizio pubblico che accompagna le persone, anche di notte, dove davvero serve” – dichiara Antonio Fenoglio, Presidente di GTT.

“Il potenziamento del Night Buster è un segnale concreto di attenzione verso le esigenze di chi vive e frequenta l’area metropolitana di Torino, soprattutto nei fine settimana e durante l’estate. La mobilità notturna non è solo un’opportunità di svago magari per i più giovani, ma anche un diritto per chi desidera muoversi in sicurezza e senza usare l’auto privata. Come Agenzia, abbiamo voluto rafforzare il servizio, ampliandolo per rendere il trasporto pubblico ancora più capillare, sostenibile e al passo con le esigenze dei cittadini” dichiara Cristina Bargero, Presidente dell’Agenzia della Mobilità Piemontese.

Tutti i dettagli su linee, orari e pianificazione del viaggio sono disponibili sul sito ufficiale GTT: www.gtt.to.it

Le linee nel dettaglio:

  • LINEA W1 ARANCIONE, da Rivoli, Collegno, Alpignano e ritorno
  • LINEA N4 ROSSA, da Volpiano, Leinì, Mappano e ritorno
  • LINEA N4B ROSSA, da Falchera e ritorno
  • LINEA S4 AZZURRA, da piazzale Caio Mario e ritorno
  • LINEA S5 VIOLA, da Orbassano, Rivalta, Beinasco e ritorno
  • LINEA S5B VIOLA, da Rivalta, Orbassano, Beinasco e ritorno
  • LINEA N8 ORO, da Settimo e ritorno
  • LINEA S18 BLU, da Candiolo, Vinovo, Nichelino e ritorno
  • LINEA S18B BLU, da Vinovo e ritorno
  • LINEA N10 GIALLA, da Caselle, Borgaro e ritorno
  • LINEA W15 ROSA, da Collegno, Grugliasco e ritorno
  • LINEA W15B ROSA, da via Brissogne e ritorno
  • LINEA S45 MARRONE, da Chieri, Cambiano, Trofarello, Moncalieri e ritorno
  • LINEA S45B MARRONE,  da Santena, Cambiano, Trofarello, Moncalieri e ritorno
  • LINEA W60 ARGENTO, da Venaria, Druento, Pianezza e ritorno
  • LINEA E68 VERDE, da Gassino, Castiglione, San Mauro e ritorno
  • LINEA E68B VERDE, da Chieri, Pino Torinese e ritorno

TORINO CLICK

Gli appuntamenti della settimana nei musei della Fondazione

Fondazione Torino Musei

 

VENERDI 4 LUGLIO

 

Venerdì 4 luglio ore 11:00

CERIMONIA DI INTITOLAZIONE DEL GIARDINO ADIACENTE LA GALLERIA D’ARTE MODERNA DI TORINO

A RICORDO DI GIOVANNA CATTANEO INCISA

A cura della Presidenza del Consiglio comunale della Città di Torino

Info: Ufficio Stampa Consiglio Comunale
email: ufficiostampa.consiglio@comune.torino.it

 

SABATO 5 LUGLIO

 

Sabato 5 luglio ore 14

COME UN CILIEGIO IN FIORE

MAO – Visita alla collezione Asia Orientale (Giappone, Corea) e laboratorio di arte effimera a cura di Cristina Agosta (Cooperativa Mirafiori)

Dai 14 anni in su

In Giappone il 7 luglio ricorre la festa di Tanabata, o Festa delle Stelle Innamorate, che celebra il ricongiungimento una volta l’anno, nella settima notte del settimo mese, fra la Principessa Tessitrice Orihime (Vega) e il Mandriano Hikoboshi (Altair), occasione durante la quale si esprimono i propri desideri affidandoli a strisce di carta colorata (tanzaku) da appendere ai rami dei bambù.

Ispirati da questa antica leggenda, sabato 5 e domenica 6 luglio, si propongono due pomeriggi di attività con workshop e visite guidate dedicate all’arte giapponese nelle sue molteplici manifestazioni in esposizione negli spazi del museo.

Al termine di ciascuna iniziativa di domenica 6 luglio, i visitatori saranno invitati a partecipare attivamente alla festività annotando i propri desideri su dei foglietti predisposti per l’occasione che potranno portare via al termine dell’attività.

 

Mujō “impermanenza”, concezione di derivazione buddhista pervasiva nell’arte giapponese in cui si manifesta la consapevolezza della transitorietà dell’esistenza declinata in innumerevoli sfumature diverse.
Alcune opere della collezione permanente e una selezione di dipinti coreani dell’esposizione Adapted Sceneries saranno elementi centrali nell’argomentazione della visita, mirata a illustrare come la percezione della caducità si traduca nei materiali utilizzati nella scultura religiosa e nell’architettura tradizionale giapponese, nella sensibilità nei confronti della bellezza fugace della natura e negli ideali estetici che la celebrano, o ancora nelle rappresentazioni della vivace vita culturale del mutevole “mondo fluttuante” delle stampe ukiyo-e.

Segue il laboratorio a cura di Cristina Agosta, un’esperienza artistica in cui i partecipanti saranno guidati nella realizzazione di un’opera d’arte effimera, a partire da un disegno su carta preparato per l’occasione dall’artista, mediante l’impiego di sali colorati con cui si andrà a comporre un’immagine ispirata ai capolavori della collezione del museo e alle tradizioni culturali approfondite nel corso della visita.
La creazione artistica che ne risulterà sarà nella sua essenza temporanea, concluderà il workshop un momento di contemplazione del risultato finale a cui seguirà la scomposizione del progetto.
Al termine dell’attività, a ricordo dell’esperienza artistica condivisa, ogni partecipante potrà portare con sé una piccola quantità del sale utilizzato, all’interno di contenitori in carta confezionati in precedenza dall’artista con la tecnica dell’origami.

Si consiglia di indossare vestiti comodi e facilmente lavabili o di partecipare muniti di grembiule per evitare di sporcarsi durante l’attività di laboratorio.

Cristina Agosta, esperta culturale dell’Asia orientale, ha conseguito la laurea specialistica in Scienze Storiche e Orientalistiche presso l’Università Alma Mater di Bologna. È, inoltre, artista infioratrice di lunga esperienza impegnata da diversi anni nella realizzazione di bozzetti di arte effimera per l’Associazione Culturale Petali d’Arte di Noto, città siciliana in cui la manifestazione dell’Infiorata si tiene ogni terza domenica di maggio da più di 40 anni. In qualità di artista, ha contribuito all’ideazione, al coordinamento e alle performance artistiche di numerosi progetti con l’impiego di sale colorato e altri tipi di materiali naturali (fiori, semi, terra), nello spirito della bellezza destinata a svanire in breve tempo.

Prenotazione obbligatoria. L’iniziativa verrà attivata al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti, fino ad esaurimento posti disponibili. Informazioni e prenotazioni: 011.5211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com (da lunedì a domenica 9.30 – 17.30).

Costo: 20€ a partecipante

Costi aggiuntivi: biglietto di ingresso alle collezioni permanenti; ingresso gratuito per possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte.

Appuntamento 15 minuti prima dell’inizio.

SABATO 5 LUGLIO

 

Sabato 5 luglio ore 14

COME UN CILIEGIO IN FIORE

MAO – Visita alla collezione Asia Orientale (Giappone, Corea) e laboratorio di arte effimera a cura di Cristina Agosta (Cooperativa Mirafiori)

Dai 14 anni in su

In Giappone il 7 luglio ricorre la festa di Tanabata, o Festa delle Stelle Innamorate, che celebra il ricongiungimento una volta l’anno, nella settima notte del settimo mese, fra la Principessa Tessitrice Orihime (Vega) e il Mandriano Hikoboshi (Altair), occasione durante la quale si esprimono i propri desideri affidandoli a strisce di carta colorata (tanzaku) da appendere ai rami dei bambù.

Ispirati da questa antica leggenda, sabato 5 e domenica 6 luglio, si propongono due pomeriggi di attività con workshop e visite guidate dedicate all’arte giapponese nelle sue molteplici manifestazioni in esposizione negli spazi del museo.

Al termine di ciascuna iniziativa di domenica 6 luglio, i visitatori saranno invitati a partecipare attivamente alla festività annotando i propri desideri su dei foglietti predisposti per l’occasione che potranno portare via al termine dell’attività.

 

Mujō “impermanenza”, concezione di derivazione buddhista pervasiva nell’arte giapponese in cui si manifesta la consapevolezza della transitorietà dell’esistenza declinata in innumerevoli sfumature diverse.
Alcune opere della collezione permanente e una selezione di dipinti coreani dell’esposizione Adapted Sceneries saranno elementi centrali nell’argomentazione della visita, mirata a illustrare come la percezione della caducità si traduca nei materiali utilizzati nella scultura religiosa e nell’architettura tradizionale giapponese, nella sensibilità nei confronti della bellezza fugace della natura e negli ideali estetici che la celebrano, o ancora nelle rappresentazioni della vivace vita culturale del mutevole “mondo fluttuante” delle stampe ukiyo-e.

Segue il laboratorio a cura di Cristina Agosta, un’esperienza artistica in cui i partecipanti saranno guidati nella realizzazione di un’opera d’arte effimera, a partire da un disegno su carta preparato per l’occasione dall’artista, mediante l’impiego di sali colorati con cui si andrà a comporre un’immagine ispirata ai capolavori della collezione del museo e alle tradizioni culturali approfondite nel corso della visita.
La creazione artistica che ne risulterà sarà nella sua essenza temporanea, concluderà il workshop un momento di contemplazione del risultato finale a cui seguirà la scomposizione del progetto.
Al termine dell’attività, a ricordo dell’esperienza artistica condivisa, ogni partecipante potrà portare con sé una piccola quantità del sale utilizzato, all’interno di contenitori in carta confezionati in precedenza dall’artista con la tecnica dell’origami.

Si consiglia di indossare vestiti comodi e facilmente lavabili o di partecipare muniti di grembiule per evitare di sporcarsi durante l’attività di laboratorio.

Cristina Agosta, esperta culturale dell’Asia orientale, ha conseguito la laurea specialistica in Scienze Storiche e Orientalistiche presso l’Università Alma Mater di Bologna. È, inoltre, artista infioratrice di lunga esperienza impegnata da diversi anni nella realizzazione di bozzetti di arte effimera per l’Associazione Culturale Petali d’Arte di Noto, città siciliana in cui la manifestazione dell’Infiorata si tiene ogni terza domenica di maggio da più di 40 anni. In qualità di artista, ha contribuito all’ideazione, al coordinamento e alle performance artistiche di numerosi progetti con l’impiego di sale colorato e altri tipi di materiali naturali (fiori, semi, terra), nello spirito della bellezza destinata a svanire in breve tempo.

Prenotazione obbligatoria. L’iniziativa verrà attivata al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti, fino ad esaurimento posti disponibili. Informazioni e prenotazioni: 011.5211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com (da lunedì a domenica 9.30 – 17.30).

Costo: 20€ a partecipante

Costi aggiuntivi: biglietto di ingresso alle collezioni permanenti; ingresso gratuito per possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte.

Appuntamento 15 minuti prima dell’inizio.

Sabato 5 luglio ore 17

VISITATE L’ITALIA! MARKETING E BRAND, DAL PRIMO NOVECENTO A OGGI

Palazzo Madama – Conferenza nell’ambito della mostra Visitate l’Italia!

Sala Feste

Sabato 5 luglio 2025, alle ore 17, la Sala delle Feste di Palazzo Madama a Torino ospita l’incontro “Visitate l’Italia! Marketing e brand, dal primo Novecento a oggi”, un’occasione per riflettere sull’evoluzione delle strategie comunicative nel turismo e nella cultura, partendo dai materiali esposti nella mostra “Visitate l’Italia! Promozione e pubblicità turistica 1900-1950”, visitabile fino al 25 agosto 2025.

Protagonista dell’incontro sarà il professor Romano Cappellari, docente di Marketing e Retailing all’Università degli Studi di Padova, direttore del Major in Retail Management della Luiss Business School a Milano e autore del libro “Marketing e brand activism” (Carocci editore), che verrà presentato e discusso come chiave per comprendere come i brand abbiano assunto un ruolo sempre più centrale nella società contemporanea, diventando generatori di contenuti culturali, agenti di cambiamento sociale e interpreti dei linguaggi del nostro tempo. Con lui dialogheranno Jacopo Bulgarini d’Elci, progettista culturale e direttore di Mondoserie.it, autore del video presente nella mostra torinese, che racconta attraverso immagini e riprese dell’archivio Luce 30 anni di evoluzione del turismo in Italia. E Claudio Bertorelli, fondatore di Aspro Studio, paesaggista, esperto di masterplan territoriali e autore del diario critico “Alpi per lungo”, di prossima uscita nel volume collettaneo “Viaggio nella piattaforma alpina in divenire”, scritto in presa diretta durante le tappe alpine della Mille Miglia, in luoghi protagonisti del percorso di “Visitate l’Italia!”.

L’incontro mette in dialogo due epoche: da un lato, quella pionieristica documentata nella mostra di Palazzo Madama, in cui un nuovo turismo prende forma grazie al lavoro di grandi illustratori come Marcello Dudovich, Mario Puppo e Leopoldo Metlicovitz. Dall’altro, il presente, in cui – come spiega il libro di Cappellari – le strategie dei brand globali ridefiniscono il marketing come narrazione culturale e attivismo, in una continua contaminazione tra promozione, estetica e identità. Dalla direzione creativa di Pharrell Williams per Louis Vuitton alla relazione tra Barbie e Birkenstock, dai “casi” Patagonia e Tesla all’apertura dei Dior Restaurant, il marketing contemporaneo si muove tra celebrity, protagonismo politico, estetica, metaverso e gaming, trasformando profondamente la relazione tra impresa e pubblico.

Relatori:

  • Romano Cappellari – autore del libro Marketing e brand activism, Università di Padova e Luiss Business School
  • Jacopo Bulgarini d’Elci – direttore di Mondoserie.it, curatore del video di mostra
  • Claudio Bertorelli – paesaggista, autore di “Alpi per lungo” ed esperto di progettazione territoriale

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

DOMENICA 6 LUGLIO

 

Domenica 6 luglio ore 16.30

VISITA ALLA COLLEZIONE PERMANENTE – GIAPPONE

MAO – Visita alla collezione Asia Orientale (Giappone, Corea) e laboratorio di arte effimera a cura di Cristina Agosta (Cooperativa Mirafiori)

Dai 14 anni in su

In Giappone il 7 luglio ricorre la festa di Tanabata, o Festa delle Stelle Innamorate, che celebra il ricongiungimento una volta l’anno, nella settima notte del settimo mese, fra la Principessa Tessitrice Orihime (Vega) e il Mandriano Hikoboshi (Altair), occasione durante la quale si esprimono i propri desideri affidandoli a strisce di carta colorata (tanzaku) da appendere ai rami dei bambù.
Ispirati da questa antica leggenda, sabato 5 e domenica 6 luglio, si propongono due pomeriggi di attività con workshop e visite guidate dedicate all’arte giapponese nelle sue molteplici manifestazioni in esposizione negli spazi del museo.

Al termine di ciascuna iniziativa di domenica 6 luglio, i visitatori saranno invitati a partecipare attivamente alla festività annotando i propri desideri su dei foglietti predisposti per l’occasione che potranno portare via al termine dell’attività.

Le sale espositive del MAO ospitano molteplici declinazioni della sensibilità artistica giapponese apprezzabile, in particolare, nella lavorazione del legno con cui sono realizzate le statue di ispirazione buddhista che trasmettono la spiritualità della tradizione scultorea giapponese, nei riflessi della foglia d’oro sulla superficie dei grandi paraventi dipinti, nei colori intensi delle xilografie ukiyo-e che ci portano in viaggio nelle cinquantatré stazioni della Tōkaidō del periodo Edo, nell’ “eco di luce” irradiato dall’interno dell’installazione Flying Kodama realizzata dall’architetto giapponese Kengo Kuma come elemento sospeso nell’androne del museo.

Il percorso guidato condurrà i visitatori in un affascinante appuntamento di approfondimento incentrato sulle tradizioni artistiche del Giappone presentate al MAO, dove recenti rotazioni conservative e nuovi contributi rinnovano l’esperienza di visita.

Visite guidate a cura di Cooperativa Sociale Mirafiori.

Prenotazione consigliata, disponibilità fino ad esaurimento posti. Informazioni e prenotazioni: 011.5211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com (da lunedì a domenica 9.30 -17.30).

Costo: 7€ a partecipante

Costi aggiuntivi: biglietto di ingresso alle collezioni permanenti; gratuito per possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte.

Appuntamento 15 minuti prima dell’inizio

Sala Feste

Sabato 5 luglio 2025, alle ore 17, la Sala delle Feste di Palazzo Madama a Torino ospita l’incontro “Visitate l’Italia! Marketing e brand, dal primo Novecento a oggi”, un’occasione per riflettere sull’evoluzione delle strategie comunicative nel turismo e nella cultura, partendo dai materiali esposti nella mostra “Visitate l’Italia! Promozione e pubblicità turistica 1900-1950”, visitabile fino al 25 agosto 2025.

Protagonista dell’incontro sarà il professor Romano Cappellari, docente di Marketing e Retailing all’Università degli Studi di Padova, direttore del Major in Retail Management della Luiss Business School a Milano e autore del libro “Marketing e brand activism” (Carocci editore), che verrà presentato e discusso come chiave per comprendere come i brand abbiano assunto un ruolo sempre più centrale nella società contemporanea, diventando generatori di contenuti culturali, agenti di cambiamento sociale e interpreti dei linguaggi del nostro tempo. Con lui dialogheranno Jacopo Bulgarini d’Elci, progettista culturale e direttore di Mondoserie.it, autore del video presente nella mostra torinese, che racconta attraverso immagini e riprese dell’archivio Luce 30 anni di evoluzione del turismo in Italia. E Claudio Bertorelli, fondatore di Aspro Studio, paesaggista, esperto di masterplan territoriali e autore del diario critico “Alpi per lungo”, di prossima uscita nel volume collettaneo “Viaggio nella piattaforma alpina in divenire”, scritto in presa diretta durante le tappe alpine della Mille Miglia, in luoghi protagonisti del percorso di “Visitate l’Italia!”.

L’incontro mette in dialogo due epoche: da un lato, quella pionieristica documentata nella mostra di Palazzo Madama, in cui un nuovo turismo prende forma grazie al lavoro di grandi illustratori come Marcello Dudovich, Mario Puppo e Leopoldo Metlicovitz. Dall’altro, il presente, in cui – come spiega il libro di Cappellari – le strategie dei brand globali ridefiniscono il marketing come narrazione culturale e attivismo, in una continua contaminazione tra promozione, estetica e identità. Dalla direzione creativa di Pharrell Williams per Louis Vuitton alla relazione tra Barbie e Birkenstock, dai “casi” Patagonia e Tesla all’apertura dei Dior Restaurant, il marketing contemporaneo si muove tra celebrity, protagonismo politico, estetica, metaverso e gaming, trasformando profondamente la relazione tra impresa e pubblico.

Relatori:

  • Romano Cappellari – autore del libro Marketing e brand activism, Università di Padova e Luiss Business School
  • Jacopo Bulgarini d’Elci – direttore di Mondoserie.it, curatore del video di mostra
  • Claudio Bertorelli – paesaggista, autore di “Alpi per lungo” ed esperto di progettazione territoriale

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

DOMENICA 6 LUGLIO

 

Domenica 6 luglio ore 16.30

VISITA ALLA COLLEZIONE PERMANENTE – GIAPPONE

MAO – Visita alla collezione Asia Orientale (Giappone, Corea) e laboratorio di arte effimera a cura di Cristina Agosta (Cooperativa Mirafiori)

Dai 14 anni in su

In Giappone il 7 luglio ricorre la festa di Tanabata, o Festa delle Stelle Innamorate, che celebra il ricongiungimento una volta l’anno, nella settima notte del settimo mese, fra la Principessa Tessitrice Orihime (Vega) e il Mandriano Hikoboshi (Altair), occasione durante la quale si esprimono i propri desideri affidandoli a strisce di carta colorata (tanzaku) da appendere ai rami dei bambù.
Ispirati da questa antica leggenda, sabato 5 e domenica 6 luglio, si propongono due pomeriggi di attività con workshop e visite guidate dedicate all’arte giapponese nelle sue molteplici manifestazioni in esposizione negli spazi del museo.

Al termine di ciascuna iniziativa di domenica 6 luglio, i visitatori saranno invitati a partecipare attivamente alla festività annotando i propri desideri su dei foglietti predisposti per l’occasione che potranno portare via al termine dell’attività.

Le sale espositive del MAO ospitano molteplici declinazioni della sensibilità artistica giapponese apprezzabile, in particolare, nella lavorazione del legno con cui sono realizzate le statue di ispirazione buddhista che trasmettono la spiritualità della tradizione scultorea giapponese, nei riflessi della foglia d’oro sulla superficie dei grandi paraventi dipinti, nei colori intensi delle xilografie ukiyo-e che ci portano in viaggio nelle cinquantatré stazioni della Tōkaidō del periodo Edo, nell’ “eco di luce” irradiato dall’interno dell’installazione Flying Kodama realizzata dall’architetto giapponese Kengo Kuma come elemento sospeso nell’androne del museo.

Il percorso guidato condurrà i visitatori in un affascinante appuntamento di approfondimento incentrato sulle tradizioni artistiche del Giappone presentate al MAO, dove recenti rotazioni conservative e nuovi contributi rinnovano l’esperienza di visita.

Visite guidate a cura di Cooperativa Sociale Mirafiori.

Prenotazione consigliata, disponibilità fino ad esaurimento posti. Informazioni e prenotazioni: 011.5211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com (da lunedì a domenica 9.30 -17.30).

Costo: 7€ a partecipante

Costi aggiuntivi: biglietto di ingresso alle collezioni permanenti; gratuito per possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte.

Appuntamento 15 minuti prima dell’inizio

Dittico shakespeariano, ovvero serate di divertimento (estivo)

Prato inglese”, al Carignano, sino al 13 luglio

“Prato inglese” è una applaudita, divulgativa e refrigerante iniziativa dello Stabile torinese. Accade da anni in estate, portando al pubblico quei testi shakespeariani, divertenti e leggerissimi – vabbè, qualche incursione nei disgraziati amori di Romeo e Giulietta o nella resistibile ascesa di Riccardo III c’è stata, ma la voglia di leggerezza è sempre stata in complesso rispettata -, per la maggior parte banditi dai cartelloni che circolano nelle altre stagioni. A girarsi indietro, si leggono tra i tanti  i titoli del “Sogno” e della “Bisbetica domata” e di “Molto rumore” per giungere agli odierni “Pene d’amor perdute” (anno di scrittura tra il 1593 e il 1596, 85’) e “Racconto d’inverno” (1611, 105’) che s’alternano sera dopo sera sino al 13 luglio sul palcoscenico del Carignano. Due letture che saranno – necessariamente, dice il regista Ferrini nelle sue note di regia – guardate e votate alla contemporaneità, ma a una contemporaneità che vorremmo definire noi silenziosa, che non stride e non prevarica. Una bellezza da vedere e da ascoltare.

 

Una contemporaneità in cui ci troviamo felicemente catapultati, “queste due opere diranno di noi, diranno delle nostre passioni incontrollabili, delle nostre cialtronerie, dei nostri buoni propositi, del loro misero fallimento”. Etichetta poi, “Prato inglese”, che le deriva da quel tappeto erboso che si prolunga una volta più una volta meno verso la platea rubandole spazio e offre maggior spazio all’azione e iniziativa che, ricordiamolo già adesso, vedrà quello stesso luogo invaso nell’estate del ’26 dalle gesta delle “Allegre comari” e di “Come vi piace”, affidate allo sguardo femminile, nell’ordine, di Marta Cortellazzo Weil e di Giulia Odetto.

Entrambe le commedie hanno quel minimo comune denominatore che le lega nella scenografia di Anna Varaldo (suoi anche i costumi, un plauso a quelle trine color crema, mettiamo, di inizio secolo dentro cui sbarcano alla corte di Navarra la principessa di Francia e le tre damigelle con trolley valigie e borsoni di cuoio al seguito, nelle “Pene d’amor”), una parete sul fondo di porte piuttosto délabré e uno scheletro ligneo che ci vorrebbe far abitare per una serata l’antico Globe; e soprattutto nel lavoro di traduzione e adattamento di uno spigliato Diego Pleuteri, divertito e divertente, applaudito autore e riconosciuto enfant prodige della compagine dello Stabile: su cui ha intessuto la propria regia un Jurij Ferrini in smagliante forma, capace di riconsegnarci la freschezza e il divertimento al gran completo, il piacere del linguaggio con ogni sua invenzione e la sua effervescenza, la costruzione di personaggi a tutto tondo, di mostrarci l’allegria del bene e il buio della malvagità e del sospetto, di farci trascorrere dalla tragedia alla commedia che tutto risolve. Ottenendo il punto più alto nelle avventure dei quattro che sono il re Ferdinando e i suoi tre gentiluomini delle “Pene d’amor”, misogeni che inciampano presto e all’occorrenza pedanti, che hanno fatto voto di dedicarsi per qualche tempo soltanto allo studio più severo e si ritrovano a respingere quei pruriti che a quell’arrivo femminile vorrebbero imporsi.

È il piacere di una sera a teatro, è la consapevolezza di veder “recitare” senza che vada sprecato nulla, è un contaminarsi piacevolmente l’un l’altro: e riempire davvero il palcoscenico. I quattro sono Vittorio Camarota (Ferdinando), Raffaele Musella (Biron), Aron Tewelde (Longueville) e Samuele Finocchiaro (Dumaine); e il discorso va doverosamente ampliato al Don De Armado di Paolo Carenzo, felicemente incontrollabile, smargiasso con qualche vena di malinconia, un Don Chisciotte o una sorta di miles gloriosus, con quella sua vagonata di fuochi d’artificio, il suo linguaggio spagnolesco pronto a essere sfacciatamente declamato, un po’ uomo d’arme e un po’ meravigliosamente guitto, al suo paggio Motto che è Matteo Federici, giustamente recalcitrante a un certo punto, e allo Zucca di Francesco Gargiulo, perso nel suo inconsapevole innamorato, pronti ambedue a scivolare nella “storia pietosa” dei due amanti di Verona.

È nel “Racconto d’inverno” che Shakespeare ci mostra il taglio netto tra tragedia e commedia, tra malinconia che sfocia nel terrore e nella pena e riconoscimenti e sposalizi che rimetteranno ogni cosa a posto, in un continuo passaggio della vicenda tra Messina e una Boemia da favola in cui l’azione è pronta a capovolgersi (in un clima che è stato definito di “purificazione”), là dove Leonte, re di Sicilia, in un mondo ordinato che va in frantumi, è preso da una improvvisa gelosia, con il sospetto che il figlio che la moglie Ermione porta in grembo sia il frutto del tradimento con il sovrano di quel lontano paese: in uno spazio di sedici anni si arriverà a scomodare l’oracolo di Delfi, si avrà un susseguirsi di sfide e di riconoscimenti, di morti e di resurrezioni, di ricerche e di miracoli, di statue che prenderanno vita. Troppo, anche per Shakespeare. Segnalate le musiche originali di Andrea Chenna, nel cambio di ruoli, nel passaggio da sera a sera, ancora gli attori riescono ad avere la meglio, qualche insicurezza o un troppo “recitare” (diverso da quell’eguale termine che s’è usato sopra) colpisce le attrici, eccezione fatta per Giordana Faggiano che speditamente continua il proprio percorso di crescita: l’aspettiamo nella prossima stagione (a marzo, al Carignano) nelle “Tre sorelle” rivisitate da Liv Ferracchiati.

Elio Rabbione

Nelle immagini, alcuni momenti degli spettacoli.