Cosa succede in città

Attenti alle truffe! Via sms una finta comunicazione sulla Tari

/
 

La Città di Torino informa i cittadini che sta circolando un tentativo di truffa attraverso messaggi telefonici in cui si segnalano irregolarità sul pagamento della tassa sui rifiuti e si invita a contattare un numero telefonico a pagamento. Si tratta di un tentativo di frode chiamato phishing per addebitare costi elevati. L’invito, diffuso anche attraverso i social della Città, è a non cliccare sul link e a non chiamare alcun numero che non sia reperito attraverso il sito internet ufficiale della società di riscossione. I numeri che iniziano con 893 da cui proviene il messaggio hanno una tariffazione speciale e ad alto costo e chiamandoli si corre il rischio di sottrazione di credito o di dati personali. Né la Città di Torino né Soris inviano messaggi per comunicazioni di questo genere sulla TARI e comunque non richiedono contatti urgenti tramite numeri a pagamento. Si consiglia quindi a chi ricevesse questa comunicazione di non chiamare il numero indicato, non rispondere al messaggio, eliminandolo, e non fornire dati personali o bancari. La propria posizione sulla Tari può essere verificata solo tramite i canali ufficiali.

La Città ha già provveduto a segnalare alla Polizia Postale il tentativo di truffa e si invita la cittadinanza alla massima attenzione e a diffondere l’informazione per prevenire ulteriori tentativi di truffa e segnalare alla Polizia Postale eventuali messaggi simili ricevuti.

Proprio per tutelare, prevenire e contrastare le truffe la Polizia Locale della Città di Torino ha avviato, lo scorso 17 novembre, la campagna di comunicazione e una serie di incontri formativi sul territorio e nei luoghi aggregativi come centri anziani, bocciofile, giardini e Asl. Iniziative che mettono in guardia sia dagli inganni di ultima generazione che arrivano attraverso gli strumenti digitali, come email o messaggi telefonici che invitato a cliccare un collegamento per carpire password o denaro, sia da raggiri messi in atto da persone che si fingono tecnici, familiari della vittima, personale incaricato di far firmare dei documenti o automobilisti che hanno subìto un danno allo specchietto dell’auto.

Wizz Air rafforza la presenza a Torino: nuova base e sette rotte inedite

//

Torino, 9 aprile 2026 – Nuovo importante investimento per il trasporto aereo piemontese: Wizz Air annuncia l’apertura di una base operativa all’Aeroporto di Torino, la settima in Italia e la quarantesima a livello globale, segnando un ulteriore passo nella strategia di crescita della compagnia nel nostro Paese.

Il piano prevede il posizionamento di due aeromobili di ultima generazione presso lo scalo torinese: il primo entrerà in servizio dal 14 settembre 2026, mentre il secondo sarà operativo a partire dal 25 ottobre. L’iniziativa comporterà un significativo ampliamento dell’offerta, con un incremento complessivo della capacità pari a circa 500 mila posti annui per ciascun velivolo.

L’investimento, sviluppato in sinergia con Torino Airport, porterà benefici concreti anche sul piano occupazionale, con la creazione di 80 nuovi posti di lavoro diretti e circa 700 indiretti nell’indotto.

La scelta di Torino consolida un rapporto già avviato nel 2004 e rafforza il ruolo strategico dello scalo nel network della compagnia. Nel corso degli anni, Wizz Air ha trasportato da e per il capoluogo piemontese oltre 3 milioni di passeggeri. Solo nel 2025 sono stati effettuati più di 2.100 voli, per un totale di oltre 450 mila viaggiatori, collegando Torino con numerose destinazioni italiane ed europee.

Grazie alla nuova base, l’offerta si arricchirà ulteriormente con sette nuove rotte, sia nazionali sia internazionali, con particolare attenzione al mercato spagnolo e ai principali hub italiani. Tra le novità più rilevanti spicca il collegamento con Bilbao, mai servito in precedenza dallo scalo torinese.

Sul fronte domestico, aumenteranno sensibilmente le frequenze verso Roma Fiumicino, con fino a 11 voli settimanali dal 14 settembre. Sempre in Italia, dal 1° dicembre partiranno i collegamenti giornalieri per Napoli, mentre la tratta per Palermo – già attiva dal 4 maggio 2026 – sarà potenziata fino a due voli al giorno a partire da metà settembre.

Per quanto riguarda le destinazioni internazionali, saranno attivati nuovi collegamenti verso Barcellona (giornaliero), Bilbao (tre volte a settimana), Valencia (quattro frequenze settimanali), Madrid (quattro voli settimanali dal 25 ottobre) e Malaga (tre voli a settimana dal 26 ottobre). I biglietti sono già disponibili con tariffe a partire da 24,99 euro.

Nel complesso, nel 2026 Wizz Air opererà da Torino 16 rotte verso 8 Paesi, mettendo a disposizione circa 1,3 milioni di posti. Un’offerta sostenuta da una flotta di Airbus A321neo, tra i modelli più efficienti e sostenibili della categoria.

“Con l’apertura della nostra nuova base all’Aeroporto di Torino compiamo un passo strategico di grande rilevanza per lo sviluppo del nostro network. E diamo un contributo importante per il rafforzamento della connettività del Nord Italia,” ha dichiarato Andras Szabo, Network Officer di Wizz Air, durante la presentazione dei piani della compagnia all’aeroporto di Torino. “L’arrivo di due nuovi aeromobili basati nel capoluogo piemontese rappresenta molto più di un semplice potenziamento operativo: è un investimento concreto nel territorio, capace non solo di generare valore economico e occupazionale ma anche di contribuire in modo significativo a rendere Torino e il Piemonte sempre più accessibili, dinamici e competitivi nel panorama europeo. Crediamo così tanto nel potenziale di Torino, città di innovazione, cultura e industria, da più che raddoppiare quest’anno i posti a disposizione per i viaggiatori da e per la città. Il nostro obiettivo è chiaro: avvicinare il Nord Ovest del paese all’Europa da un lato e rendere l’Italia sempre più interconnessa da Nord a Sud con voli a prezzi accessibili e ultra-competitivi. Let’s WIZZ, Torino!”

Soddisfazione anche da parte della gestione aeroportuale:
“Siamo estremamente soddisfatti dell’investimento che Wizz Air ha scelto di effettuare su Torino e delle prospettive di sviluppo che ne deriveranno per lo scalo e per il territorio. L’apertura della base, con due aeromobili e il lancio di nuove rotte nazionali e internazionali, rappresenta un passaggio strategico che rafforza la connettività del Piemonte, sostiene i flussi turistici e di business e genera importanti ricadute occupazionali. È un’ulteriore conferma dell’attrattività dell’Aeroporto di Torino e della solidità del percorso di crescita che stiamo portando avanti con l’obiettivo di garantire competitività e nuove opportunità di sviluppo per l’intero sistema territoriale. Per festeggiare, per tutti i passeggeri offriamo uno sconto del 50% sui nostri parcheggi Multipiano coperto e 5° Piano scoperto per acquisti effettuati oggi e domani per soste dal 14 settembre al 3 dicembre 2026” ha dichiarato Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport.

L’operazione si inserisce in un quadro di crescita costante per la compagnia: nel 2025 Wizz Air ha trasportato oltre 21 milioni di passeggeri in Italia, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente e un indice di affidabilità del 99,6%. Con 40 aeromobili basati nel Paese e una quota di mercato dell’11%, il vettore punta a raggiungere i 27 milioni di posti offerti nel 2026, consolidando ulteriormente la propria presenza.

Peter Pan prende vita al Pop-App Museum del MUSLI

/

Il 10 aprile prossimo, alle ore 18, presso il Pop-App Museum del MUSLI, in via Corte d’Appello 20/F, rivivrà il mondo senza tempo di Peter Pan in una nuova veste artistica ed editoriale, grazie al progetto “L’Arte racconta i Classici”, promosso e ideato da Patrimoni d’Arte e con il patrocinio della Fondazione Tancredi di Barolo e la collaborazione artistica del maestro Maurizio Carnevali. La collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo e il MUSLI Museum della Scuola e del Libro per l’Infanzia, consolida un percorso volto alla valorizzazione del patrimonio culturale piemontese, già avviato con il progetto “L’Arte racconta i Classici – Alice nel Paese delle Meraviglie”, presentato a Palazzo Barolo il 14 novembre scorso.

L’appuntamento, ospitato negli spazi del Pop-App Museum del MUSLI, propone un’esperienza immersiva in cui arte e letteratura si incontrano per offrire una nuova interpretazione del capolavoro di J.M. Barrie. Attraverso un pensiero visivo e narrativo, il progetto restituisce tutta la forza evocativa dell’opera trasformando personaggi e atmosfere in immagini capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. Durante la presentazione, sarà svelata anche una nuova edizione del romanzo realizzata da Patrimoni d’Arte, in collaborazione con il MUSLI di Torino, che riunisce due testi letterari della tradizione e letteraria di Peter Pan: “Peter Pan e Wendy”, nella storica traduzione del 1939 firmata da Milly Dandolo, è “Peter Pan nei giardini di Kensington” nella rara edizione del 1911 pubblicata da Bemporad. L’evento sarà arricchito dall’esposizione di disegni originali da cui sono tratte le tavole illustrate del volume e da un percorso che fa dialogare parole e immagini, guidando il pubblico alla scoperta del progetto artistico ed editoriale incentrato su Peter Pan.

Interverranno all’incontro il prof. Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, il dott. Peter Masi, founder di Patrimoni d’Arte e il maestro Maurizio Carnevali, artista e illustratore.

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Info: 011 8644360

Mara Martellotta

Martinetto, Torino ricorda i martiri

/

Questa mattina, presso il Sacrario del Martinetto, Torino ha reso omaggio ai partigiani e agli oppositori politici fucilati tra il 1943 e il 1945, rinnovando solennemente il richiamo ai valori fondanti della Resistenza. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il poligono divenne il luogo simbolo della repressione della Repubblica Sociale Italiana, teatro delle esecuzioni ordinate dal Tribunale speciale fascista.

Fu proprio qui che, il 5 aprile 1944, caddero sotto il fuoco del plotone d’esecuzione gli otto componenti del primo Comitato militare regionale piemontese: Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Errico Giachino, Eusebio Giambone, Massimo Montano e Giuseppe Perotti.

Alla commemorazione hanno partecipato autorità civili e militari insieme a numerosi studenti delle scuole torinesi. Proprio ai giovani si è rivolto il sindaco Stefano Lo Russo, che ha invitato a vivere l’appuntamento non come un rito, ma come “una scelta” e un momento di riflessione sul significato attuale di quel sacrificio.

Ritrovarsi qui, ha spiegato, è “il tempo che decidiamo di prenderci per ascoltare ciò che questo luogo ha ancora da dirci”. Al poligono non si commemora una cronaca astratta, ma il sacrificio di uomini comuni che, nel momento più buio, rifiutarono l’ingiustizia come destino inevitabile.

Collegando la memoria della Resistenza alle sfide contemporanee, il Sindaco ha sottolineato come oggi non sia richiesto l’eroismo del sangue, ma una vigilanza civile costante perché “la libertà non é mai acquisita per sempre” e richiede un impegno quotidiano, tanto più significativo nel 2026, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica.

In un contesto segnato da conflitti e da un linguaggio pubblico sempre più divisivo il primo cittadino ha ricordato che il nemico più insidioso resta l’indifferenza, terreno fertile per ogni deriva autoritaria. “Il passato non è distante – ha ricordato agli studenti – è il terreno su cui camminate ogni giorno”.

TorinoClick

 

 

Rubava di notte negli uffici, arrestato

 

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino italiano di quarantanove anni per tentato furto aggravato.

È notte quando giunge una chiamata alla Centrale Operativa che segnala la presenza di un uomo sospetto all’interno di alcuni uffici in un edificio di Corso Giulio Cesare.

Sulla facciata dell’immobile gli agenti delle volanti dell’UPGSP notano immediatamente la presenza di diverse vetrate infrante e movimenti sospetti all’altezza del quinto piano. Dopo una bonifica dei primi quattro piani i poliziotti individuano e bloccano un uomo con al seguito due zaini contenenti 3 computer e 2 Ipad, immediatamente riconsegnati al rappresentante della Società vittima del tentativo di furto.

Torino e’ una citta’ vecchia. Solitudine e squilibrio demografico

/

I quartieri piu’ anziani: Borgo Po, Mirafiori e Pozzo Strada.

Torino è oggi una delle città più anziane d’Italia. I dati dell’ISTAT parlano chiaro: l’età media supera i 48 anni e oltre il 26 per cento dei residenti ha più di 65 anni. Un primato che non resta confinato alle statistiche, ma si riflette nella vita quotidiana, nei ritmi della città, nel modo in cui gli spazi vengono vissuti e attraversati.Molti anziani vivono soli con la speranza di restare autonomi; abitano in case grandi, pensate per famiglie che nel tempo si sono ridotte o scomparse. Oltre alla povertà economica, a pesare è la solitudine: una condizione diffusa e silenziosa che raramente diventa emergenza, ma che segna profondamente la qualità della vita. A Torino la solitudine è diventata una delle forme più diffuse di fragilità urbana.

Molti anziani conducono una vita ordinata e autonoma, ma con relazioni sempre più ridotte. Il quartiere, un tempo rete di conoscenze e vicinanza, si è progressivamente assottigliato. Le giornate scorrono tra casa, piccoli acquisti e qualche visita medica. Non è un isolamento drammatico, ma una solitudine lenta e quotidiana. Questo invecchiamento non è casuale, e’ il risultato di una storia lunga: Torino è stata città industriale, città del lavoro stabile, della permanenza.

Chi oggi è anziano ha spesso vissuto tutta la propria vita nello stesso quartiere, nello stesso palazzo: le radici sono profonde. I giovani, invece, arrivano per studiare o per le prime esperienze lavorative, ma difficilmente restano a lungo. La città forma competenze, ma fatica a trattenere le nuove generazioni. Il risultato è uno squilibrio demografico che tende a crescere nel tempo. Accanto a questa Torino anziana esiste però una città giovane e temporanea, migliaia di studenti arrivano ogni anno nelle università cittadine e si concentrano soprattutto in quartieri come San Salvario, Vanchiglia o Aurora. La loro presenza porta movimento, nuovi locali, affitti brevi, ma raramente si trasforma in radicamento stabile.

È una vitalità che anima i quartieri, ma che spesso resta di passaggio. Da un punto di vista territoriale, dunque, Torino non invecchia in modo uniforme: alcuni quartieri presentano una popolazione molto anziana, con un ricambio quasi assente. È il caso delle zone residenziali storiche come la collina torinese, Borgo Po, Mirafiori e alcune aree di San Paolo e Pozzo Strada, dove vivono soprattutto famiglie di lunga data e pensionati. In questi quartieri la città appare più ferma, i cambiamenti più lenti, le relazioni spesso consolidate ma ristrette. Ne emerge una Torino divisa anche per età, dove l’invecchiamento segue linee geografiche precise e contribuisce a creare città diverse dentro la stessa città. In questo equilibrio fragile svolge un ruolo importante anche il lavoro di cura.

In molte case torinesi l’assistenza agli anziani è affidata a donne straniere, soprattutto dell’Est Europa e dell’America Latina. Le badanti, infatti, sono diventate una presenza quotidiana insostituibile nei condomini e nei quartieri, svolgono, infatti, un ruolo fondamentale nel mantenere l’autonomia delle persone anziane, ma restano spesso invisibili nel racconto pubblico della città. Questa situazione pone una sfida importante.

Da un lato aumentano i bisogni di assistenza, di servizi di prossimità e di politiche per la non autosufficienza. Dall’altro, il rischio è quello di una città sempre più statica, poco attrattiva per chi è giovane. Eppure gli anziani non sono soltanto un problema da gestire, rappresentano, al contrario, una risorsa: tempo, esperienza, memoria, presenza nei quartieri. La vera questione è se Torino saprà trasformare il proprio invecchiamento in un progetto di città più solidale e inclusiva, oppure se continuerà semplicemente a invecchiare, lentamente, in silenzio.

Di Maria La Barbera

Parchi e quartieri sotto controllo: Torino alza il livello della sicurezza

//

Scatterà il 31 marzo il nuovo piano sicurezza firmato dal prefetto Donato Cafagna, che recepisce il decreto-legge del 24 febbraio 2026 sulle “disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica”. Torino viene divisa in sei zone a vigilanza rafforzata, individuate sulla base dei dati sui reati e delle segnalazioni dei cittadini.

Le aree coinvolte sono ampie e ben note: dai quartieri Dora Vanchiglia, San Salvario, San Donato e Barriera di Milano, fino a piazza Bengasi–Nizza Millefonti e alle zone della movida del Centro. Dentro anche diversi giardini e spazi verdi, come il Maiocco, l’Alimonda, il Battistini, il Sambuy, il Madre Teresa di Calcutta e lo Schiapparelli.

In queste zone le forze dell’ordine  potranno allontanare per 48 ore chi tiene comportamenti violenti, minacciosi o particolarmente molesti, soprattutto se già denunciato negli ultimi cinque anni per reati gravi contro la persona o il patrimonio, droga o uso improprio di armi. Se i comportamenti si ripetono, il questore potrà spingersi oltre e vietare l’accesso fino a un anno (il cosiddetto Dacur).

Parallelamente aumentano i controlli su locali e attività: sotto osservazione la vendita di alcolici, soprattutto ai minori, ma anche distributori automatici e aree esterne. Più verifiche anche sul rispetto del Codice della strada, con un occhio a quei mezzi – monopattini compresi – spesso utilizzati per furti o spaccio.

Il giro di vite si inserisce in un’attività già intensa: dall’inizio dell’anno Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno controllato 58mila persone, denunciandone oltre 1.600 e arrestando 657 individui. Sequestrati anche più di 206 chili di droga.

Sul fronte della prevenzione, prosegue il potenziamento della videosorveglianza e delle iniziative contro fenomeni come le truffe agli anziani e il disagio giovanile vicino alle scuole. Per questi interventi sono stati messi in campo circa 4,5 milioni di euro tra il 2024 e il 2026, nell’ambito del Patto per la sicurezza tra Prefettura e Comune, a cui si aggiungono fondi regionali e nuove risorse in arrivo.

Da La Stampa a Stellantis: Torino dopo l’uscita degli Agnelli

//

Fine di un secolo: la cessione di GEDI ridisegna l’editoria italiana e segna l’addio della dinastia al capoluogo subalpino

La vendita del gruppo GEDI rappresenta un passaggio storico per il sistema dell’informazione in Italia e, allo stesso tempo, un momento simbolico molto forte per Torino. Non si tratta semplicemente di un cambio di proprietà, ma della conclusione di una lunga fase durata quasi cent’anni, durante la quale la famiglia Agnelli – oggi incarnata dagli Elkann – ha avuto un ruolo centrale non solo nell’industria automobilistica, ma anche nel mondo dei media.

L’operazione ha comportato lo smantellamento di uno dei principali gruppi editoriali del Paese. Le attività più importanti, tra cui la Repubblica, le emittenti radiofoniche e le piattaforme digitali, sono passate al gruppo greco Antenna, mentre La Stampa è stata acquisita da SAE, realtà già presente nel settore dell’editoria territoriale. Questo riassetto riflette dinamiche ormai evidenti da tempo: da un lato l’apertura del mercato a investitori internazionali, dall’altro la progressiva disgregazione dei grandi poli editoriali a favore di strutture più distribuite e meno centralizzate. In parallelo, il digitale continua a guadagnare peso, ridimensionando il ruolo economico della carta stampata.

La cessione ha anche alimentato timori nel mondo giornalistico e istituzionale, soprattutto per quanto riguarda l’autonomia delle redazioni e la tenuta dei livelli occupazionali. Il cambiamento, infatti, non riguarda solo gli assetti societari, ma tocca direttamente il futuro del lavoro nel settore.

A Torino l’impatto è particolarmente significativo. La vendita de La Stampa interrompe un legame storico con la famiglia Agnelli iniziato nel 1926, un rapporto che ha contribuito in modo determinante a definire l’identità culturale e civile della città. Per decenni il quotidiano è stato un punto di riferimento per la classe dirigente industriale torinese, oltre che uno spazio di connessione tra economia, politica e società. Ha avuto anche un ruolo importante nel raccontare Torino al resto del Paese e all’estero.

Con il passaggio di proprietà, la città perde un importante centro decisionale. Le scelte editoriali e strategiche non saranno più radicate nello stesso contesto territoriale, con il rischio di un progressivo allentamento del legame tra il giornale e la realtà locale.

L’uscita degli Agnelli dall’editoria si inserisce in un processo più ampio di distacco da attività storicamente connesse a Torino. Negli ultimi anni si è assistito a una progressiva riduzione della presenza diretta della famiglia in settori chiave legati al territorio, accompagnata da un orientamento sempre più marcato verso una dimensione internazionale. L’editoria rappresentava uno degli ultimi simboli di questo radicamento, e la sua cessione assume quindi un significato che va oltre il semplice dato economico: segna la fine di un modello in cui impresa e territorio erano strettamente intrecciati.

Questo passaggio richiama quanto già avvenuto nel comparto automobilistico. La trasformazione di FIAT in Stellantis, con una struttura societaria globale e sedi fuori dall’Italia, ha ridotto il peso specifico di Torino nel sistema produttivo. La città ha progressivamente perso centralità industriale, così come si è ridimensionato l’impatto occupazionale diretto del settore. Il passaggio da azienda nazionale a gruppo multinazionale ha ridefinito le priorità strategiche, privilegiando una logica globale rispetto a quella territoriale.

In questo contesto, la vendita di GEDI appare coerente con una linea di sviluppo orientata verso attività internazionali e più redditizie, accompagnata da un progressivo disimpegno rispetto agli asset legati al territorio torinese.

Le conseguenze per la città possono essere rilevanti. Sul piano occupazionale si aprono interrogativi sul futuro delle redazioni, delle strutture produttive e delle attività collegate, con possibili effetti su stabilità del lavoro, riorganizzazioni e riduzioni. Ma l’impatto non si limita al perimetro diretto dell’editoria. Il settore contribuisce infatti a sostenere un più ampio ecosistema fatto di pubblicità, iniziative culturali, eventi e servizi. Un eventuale ridimensionamento rischia quindi di avere effetti a catena sull’economia locale.

C’è poi un aspetto meno immediato ma altrettanto importante, legato al ruolo simbolico della città. Torino potrebbe perdere ulteriormente peso come centro decisionale, con una riduzione dei luoghi in cui si formano strategie e visioni. Questo comporta anche una minore capacità di incidere nel dibattito nazionale e un indebolimento della propria identità storica di città industriale e culturale.

La cessione di GEDI segna dunque un cambio di fase. Da un lato si riduce il ruolo delle grandi famiglie industriali italiane nell’editoria come strumento di influenza e presenza pubblica; dall’altro si consolida un sistema mediatico più frammentato e aperto a capitali globali. In questo scenario, anche il peso di Torino appare destinato a ridimensionarsi.

Non è soltanto una operazione economica. È il segnale di una trasformazione più profonda, in cui i tradizionali centri industriali perdono progressivamente centralità mentre le decisioni si spostano su scala internazionale. Torino si trova ancora una volta dentro questo cambiamento, ma in una posizione più fragile, chiamata a ridefinire il proprio ruolo in un contesto completamente diverso rispetto al passato.

Referendum Giustizia, a Torino stravince il NO con quasi il 65%

/

Referendum Città di Torino – Seggi 918 su 919. Dati ufficiosi non definitivi alle ore 18:34:17

voto n° voti %
SI 141.305 35,23
NO 259.794 64,77
votanti n° voti %
Votanti 403.188 63,88
Tot. Voti Validi 401.099 99,48


Dati ufficiosi non definitivi
 alle ore 17:01:11 di oggi 23 marzo
Seggi 865 su 919

voto n° voti %
SI 132.283 35,23
NO 243.232 64,77

Referendum Torino città: Dati ufficiosi non definitivi alle ore 16:38:09

Seggi 768 su 919

voto n° voti %
SI 116.391 35,31
NO 213.235 64,69

Referendum costituzionale, 63,88% l’affluenza finale a Torino

L’Ufficio Elettorale ha comunicato le affluenze finali degli elettori di Torino alla chiusura dei seggi, che è stata pari al 63,88% (votanti 403.449 su 631.560).

Nell’ultima consultazione referendaria abrogativa (8 e 9 giugno 2025) l’affluenza finale era stata del 41,4%. Nel precedente referendum costituzionale (20 e 21 settembre 2020) l’affluenza finale era stata del 48,5%.

Immediatamente dopo la chiusura dei seggi sono iniziate le operazioni di scrutinio. I risultati dello spoglio in tempo reale sono consultabili all’indirizzo: https://elezioni.comune.torino.it/2026/referendumcostituzionale/

Sono 17450 le nuove tessere elettorali rilasciate nei due giorni di apertura dall’ufficio elettorale di corso Valdocco e dalle sedi anagrafiche aperte in via straordinaria nella giornata di domenica. Circa 1.500 i dipendenti comunali che sono stati coinvolti nell’organizzazione della consultazione elettorale. (TorinoClick)

Affluenza a Torino Città di domenica: 49,94%.

L’Ufficio Elettorale ha comunicato le affluenze degli elettori nei seggi di Torino alle ore 23, che è stata pari al 49,94% (votanti 315.386 su 631.560).

Nell’ultima consultazione referendaria abrogativa (8 e 9 giugno 2025) l’affluenza alle 23 era stata del 32,2%. Nel precedente referendum costituzionale (20 e 21 settembre 2020) l’affluenza alle 23 era stata del 36,97%.

I seggi sono aperti lunedì 23 dalle 7 alle 15. La rilevazione finale delle affluenze verrà comunicata dopo le ore 15.

***
Affluenza a Torino Città domenica ore 19:  40,15%.

****
L’Ufficio Elettorale ha comunicato le affluenze degli elettori nei seggi di Torino alle ore 12 per il quesito referendario:

«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?» (Scheda di colore verde)

Votanti: 67.883 su 631.560 pari al 10,75% ore 12

Nella precedente tornata elettorale di referendum, che si è svolta l’8 e il 9 giugno 2025, l’affluenza, alle 12, era stata del 9,61%.

La prossima rilevazione delle affluenze è in programma alle ore 19.

TorinoClick