Eduiren, quasi 70mila incontri
Eduiren, il settore educational del Gruppo Iren, compie dieci anni con numeri che raccontano l’impegno educativo dell’azienda: nell’anno scolastico 2024/2025, ha incontrato 68mila cittadini di tutte le età, organizzato 321 visite a impianti e avviato 535 progetti nazionali ed europei, lanciando anche una docu-serie di successo, intitolata “Circular Future Tour”.
Nello specifico le 68mila persone coinvolte tra settembre 2024 e giugno 2025 riuniscono 54.500 studenti e 13.500 tra docenti e cittadini: un dato in forte crescita quello del pubblico adulto, che conferma l’impegno di Eduiren per una sensibilizzazione sui temi della sostenibilità non solo legata al mondo scolastico, ma diffusa sul territorio con specifici momenti formativi e la progettazione di percorsi condivisi sui temi della transizione ecologica e della Agenda 2030.
Interlocutore principale dell’attività di Eduiren rimane il sistema scolastico: a quest’ultimo è stato infatti dedicato il catalogo di offerte formative gratuite suddiviso in otto percorsi didattici, rinnovati seguendo i consigli di docenti e studenti. La risposta è stata più che positiva, con 470 percorsi didattici realizzati su tutti i territori in cui è presente il Gruppo e con 1.000 scuole (dall’infanzia alle secondarie di secondo grado) che hanno usufruito delle offerte formative a catalogo, delle visite agli impianti e dei progetti specifici.
Al centro della proposta educativa di Eduiren, oltre ai temi della cittadinanza attiva e dell’educazione alla sostenibilità, c’è stata l’organizzazione di visite agli impianti del Gruppo Iren, punto di forza dell’azienda e luoghi di informazione trasparente: vere e proprie aule per conoscere e riflettere, con spazi e materiali dedicati. In tutto, sono state organizzate 321 visite, con un aumento del 70% rispetto allo scorso anno, visite che hanno permesso di osservare da vicino come vengono trasformati i rifiuti, dove nasce l’energia elettrica che viene utilizzata nelle abitazioni o conoscere come funziona il ciclo idrico. È stata rinnovata la tradizione dell’utilizzo degli impianti come luoghi da vivere con progetti educativi o spettacoli sui temi della sostenibilità e sperimentazioni didattiche: ne è esempio il progetto “Scuola Diffusa” del Comune di Reggio Emilia, ospitato nel biodigestore Forsu. Tra gli impianti più apprezzati, si confermano il TRM di Torino, il potabilizzatore di Prato (Genova), il Polo Ambientale Integrato di Parma e la centrale idrica Reggio Est (Reggio Emilia).
Le visite agli impianti hanno avuto grande successo anche nella modalità virtuale: la docu-serie “Circular Future Tour”, prodotta insieme a Giffoni Innovation Hub, ha mostrato come il Gruppo si occupa concretamente di sostenibilità, ricevendo oltre 2 milioni di visualizzazioni e guadagnandosi il premio Best in Communication 2025, assegnato da Eikon e Fortune Italia, per la “chiarezza del messaggio”.
Una crescita significativa anche per i progetti didattici che hanno toccato quota 535, contro gli 80 dello scorso anno. Dietro al boom, la nuova disponibilità di Eduiren ad affiancare nella progettazione non solo i singoli istituti scolastici, ma anche i tanti soggetti con i quali sono state attivate collaborazioni sui territori.
Eduiren ha, infatti, arricchito anche la propria rete di collaborazioni diventando un hub della sostenibilità e della sperimentazione di nuovi linguaggi con la propria presenza a manifestazioni culturali e di settore sui territori come: Ecomondo, Internazionale Kids Festival (RE), Reggio Narra (RE), Festival di Emergency (RE), Sottodiciotto Film Festival (TO), Evergreen Fest (TO), Cinemambiente (TO), Salone Internazionale del Libro, Terra Madre/Salone del Gusto (TO), Graphic Days (TO), Concorto Film Festival (PC), Festival Libro Aperto di Baronissi (SA), Festival della Scienza (GE), “Musei in poltrona” (GE), Festival dell’Innovazione Settimo Torinese, Fattorie in Città (VC), “Mi prendo il mondo” (PR),“Contrasto al marine litter – Insieme per il mare” (SP), e collaborando al Tavolo di Lavoro “Sostenibilità in Rete” di Vercelli, alla Giornata del Mare (SP), alla preparazione della SERR-Settimana Europea Riduzione Rifiuti 2024 e del DAM RESERVOIRS DAY- Giornata delle Dighe.
Si sono inoltre rinnovate la collaborazione e la condivisione di progetti educational con Consorzi, Fondazioni ed Istituzioni culturali come Ricrea, Slow Food, Emergency, Comieco, Conai, Corepla, Fondazione Palazzo Magnani (RE), Fondazione Reggio Children, Museo A Come Ambiente (TO), AICA, Giocampus (PR), TEDx Reggio Emilia, Blue District (GE), Università di Siena.
Monferrato Green Farm diventa Fiera nazionale
Dalla stesura del primo CV ai percorsi formativi post-diploma, dai “lavoretti estivi”, spesso un’occasione di crescita nonché una prima forma di guadagno per i giovani, alle opportunità professionali del territorio.
Il prossimo 23 luglio, nella filiale di Corso Francesco Ferrucci si svolgerà infatti l’“Open Day 2025” di Gi Group, che aprirà le porte a neodiplomati e a neodiplomate, ma anche a universitari e a tutti coloro che stanno valutando nuove opportunità formative e professionali, per organizzare gratuitamente momenti di confronto dedicati.
L’Open Day permetterà alle ragazze e ai ragazzi, affiancati da recruiter professionisti, di comprendere il funzionamento dei processi di selezione, quali competenze vengono valutate positivamente in un candidato e capire come costruire il proprio percorso di avvicinamento al mondo del lavoro.
Spazio anche ad approfondimenti sulle opportunità di specifici settori ad elevata richiesta di professionalità sul territorio, come l’ambito retail.
L’iniziativa proseguirà anche nei mesi di settembre e ottobre per fornire ulteriore supporto ai giovani nella costruzione del proprio futuro.
Per partecipare: https://www.gigroup.it/offerte-lavoro/?job=OPEN+DAY
Gli Open Day coinvolgeranno complessivamente oltre 90 filiali di Gi Group in tutta Italia, rafforzando l’impegno dell’agenzia per il lavoro nell’ambito della formazione e orientamento. Nell’anno scolastico 2024-2025, Gi Group ha infatti incontrato oltre 22.100 studenti in tutta Italia coinvolgendoli in percorsi di orientamento che hanno visto il contributo di più di 200 docenti, per un totale di oltre 34.000 ore e oltre 240 scuole e università raggiunte.
Giada Donati, Central Delivery Director di Gi Group, ha dichiarato “Conoscere le opportunità formative e professionali post-diploma e sapere come muovere i primi passi nel mondo del lavoro, valorizzando le proprie aspirazioni e il proprio talento, sono fattori fondamentali per i ragazzi e le ragazze che concludono gli studi superiori. Questo a maggior ragione in un Paese come il nostro con un’elevata percentuale di NEET, dove la scuola non riesce a formare le figure richieste dal mercato del lavoro e dove l’orientamento spesso non supporta gli studenti e le loro famiglie verso una scelta consapevole per il futuro. Con questa iniziativa, che portiamo avanti da anni in molte delle nostre filiali, rafforziamo il nostro impegno per l’ascolto delle nuove generazioni e per accompagnare i giovani verso la realizzazione dei loro progetti professionali e di vita”.
cs
La Polizia di Stato ha individuato una trentaduenne cittadina romena quale presunta autrice di una rapina in abitazione in danno di un’anziana signora.
Nel gennaio del 2024, la vittima veniva narcotizzata in casa da una persona che le sottraeva monili in oro e denaro contante. Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, permettevano di individuare in una trentaduenne cittadina romena la presunta responsabile del fatto. Grazie alle risultanze investigative, il GIP presso il Tribunale di Torino emetteva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per la donna, gravemente indiziata del delitto.
Le prime ricerche della trentaduenne non sortivano esito positivo: infatti, da attività info-investigativa emergeva che la cittadina rumena aveva lasciato il territorio nazionale. La Procura della Repubblica disponeva la richiesta di estensione delle ricerche in campo internazionale. L’azione coordinata di localizzazione intrapresa dalla Squadra Mobile e dal Servizio Centrale Operativo, con il supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale e dell’Esperto Sicurezza in Romania, ove sembrava inizialmente essersi recata la ricercata, ha portato al rintraccio della stessa nella città di Mittersill, in Austria, dove le autorità austriache l’hanno arrestata.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagata, sino alla sentenza definitiva.
Con il deputato Pd coinvolte anche le due figure istituzionali di Palazzo Civico. La difesa: “I profili di indagine non riguardano l’attività politica”
Sono otto gli avvisi di garanzia nell’inchiesta sulla cooperativa Rear di Grugliasco che ha come socio il deputato pd Mauro Laus. Con lui sono indagati anche l’assessore comunale di Torino ai Grandi eventi, Mimmo Carretta e la presidente del Consiglio comunale, Maria Grazia Grippo, politicamente legati a Laus. Altri indagati alcuni dirigenti della Rear. Le ipotesi di accusa riguardano a vario titolo, infedeltà patrimoniale e malversazione di erogazioni pubbliche. Il difensore dei tre esponenti politici, l’avv. Maurizio Riverditi ha dichiarato ai giornali: “I profili di indagine non hanno alcun collegamento con l’attività politica svolta dai miei assistiti, né attengono in alcun modo agli appalti aggiudicati dalla società”.
Interessati anche altri presidi della Città della Salute
Troppi casi di cedimenti di controsoffitti, locali allagati, infiltrazioni e strutture vecchissime e cadenti: così la Procura di Torino ha deciso di aprire un’indagine sulla sicurezza degli ospedali della Città della Salute, in particolare il complesso delle Molinette, il San Lazzaro, il Cto e il Sant’Anna.
L’ospedale più critico sembra essere le Molinette, il più grande del Piemonte e uno dei più importanti d’Italia. Qui negli ultimi giorni si sono verificati due episodi gravi: il 24 giugno il cedimento improvviso del controsoffitto nel Laboratorio Analisi e il 5 luglio il crollo nella Radiologia del Pronto Soccorso, nella zona di attesa barelle. Non vi sono stati feriti, poiché in quel momento la zona era vuota.
Ma non basta. C’è da segnalare anche l’allagamento del Day Hospital del San Lazzaro e altri episodi analoghi al Cto e al Sant’Anna, tutti accomunati da un problema strutturale: edifici stravecchi e assolutamente da rimodernare.
In una relazione inviata ai sindacati e alla Regione, il commissario della Città della Salute, Thomas Schael, ha stimato in quasi 600 milioni di euro la cifra necessaria per mettere in sicurezza tutti i presidi coinvolti.
L’inchiesta parte da una segnalazione dello Spresal, il Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Asl, che ha definito i recenti episodi come “seriali” e ha trasmesso un’informativa alla magistratura. A seguito di vari esposti, sono partiti i primi sopralluoghi.
Ancora uno sciopero dei treni regionali
Non c’è pace sui binari piemontesi. E’ stato proclamato uno sciopero di 23 ore del servizio ferroviario regionale per oggi, lunedì 21 luglio, dal sindacato Orsa per le regioni Piemonte e Valle d’Aosta. L’agitazione sindacale coinvolgerà il personale mobile della Direzione Business di Trenitalia, gli operatori di vendita e il personale di bordo dei treni, limitandosi esclusivamente ai collegamenti regionali nelle due regioni interessate.
Lo sciopero è iniziato alle ore 3 di lunedì 21 luglio e si concluderà alle 4 del mattino di martedì 22 luglio. Durante questo periodo, la circolazione dei treni regionali in Piemonte e Valle d’Aosta potrebbe subire interruzioni, ritardi o soppressioni. Si consiglia ai viaggiatori di verificare lo stato dei servizi sul sito ufficiale di Trenitalia per eventuali aggiornamenti.
Rapporto Montagne, Uncem: da Lanzo unità genera forza
NUOVI PERCORSI PER LA FORMAZIONE, LA SANITA’, LE SCUOLE DI MONTAGNA
Le scuole valorizzate in rete, gli infermieri di comunità garantiti con la Strategia delle Aree interne, una sinergia del Consorzio operatori turistici con la Val Maira, i medici di base con ambulatori in tutti i Comuni montani. E ancora, l’istituto agrario a Lanzo, nell’ambito dell’Albert che vede insieme anche alberghiero e scienze umane, per dire, le sfide della contemporaneità della montagna. Tutte in un solo istituto. Ma anche una Strategia di Green Community finanziata dalla Regione.
Sono alcune delle novità delle Valli di Lanzo, 25 Comuni, due Unioni montane, che il Rapporto Montagne Italia 2025 realizzato da Uncem per Rubbettino, nell’ambito del Progetto Italiae, traccia. È stato presentato stamani (domenica 20 luglio) a Lanzo, alla Caffetteria Turcet di Roberto Airola, in un partecipato “aperitivo letterario-montano”, con tutti i dati e le analisi del Rapporto, 800 pagine. Un ottimo dialogo tra attori territoriali. “Già perchè il libro non mette insieme solo numeri Istat – evidenzia il Presidente Roberto Colombero, alla guida di Uncem Piemonte – È un testo scientifico, tecnico, ma pure Politico. Dà strumenti e chiavi di lettura. Questa è la necessità. Per vincere le solitudini”. “Si vede l’esigenza del lavoro insieme – commenta il primo cittadino di Lanzo Fabrizio Vottero – e tanto stiamo facendo. Non da soli. Si vince insieme. Mi ritrovo perfettamente nel Rapporto che insiste su questo. Per una montagna molto moderna”.
“Tanto in queste valli è stato fatto negli ultimi dieci anni – sottolinea Tina Assalto, Assessore di Lanzo e dell’Unione montana, coordinatrice della Strategia d’area SNAI, Aree interne appunto, e montane – Perché se penso a sanità, ospedale di Lanzo, scuole, nulla era scontato. Molto abbiamo lavorato. I risultati ci sono. I soldi da soli non bastano, i finanziamenti sono vettori di opportunità e qui le abbiamo sempre colte. Dunque occorre proseguire, rafforzare il lavoro, con GAL per le imprese, sulle filiere forestali, sui servizi ecosistemici-ambientali. Se abbiamo i fondi ATO che permettono in Piemonte di intervenire contro dissesto e tutela delle fonti, è perché vi è stata una visione lunga e decisiva. Moderna. Proseguiamo anche per le foreste. Sostenendo le aziende, che sono solide”.
La Regione Piemonte apre strade decisive per il Paese. Le Politiche per le Montagne italiane sono nate qui. “Nuovi abitanti – rileva Gianna Pentenero, Consigliera regionale – hanno bisogno di sviluppo, di reti, di ridurre il divario digitale, di scuole. Il lavoro fatto sulle scuole di montagna è di grande esempio per il Paese intero. Ora il Piemonte deve lavorare a una bella importante legge sulle Unioni montane. Non abbiamo tempo da perdere. Va fatta con maggioranza e opposizione insieme. Ringrazio l’Uncem perché il Rapporto ci dà utili, importantissimi strumenti”. “Le imprese nate con il GAL – aggiunge il Presidente Claudio Amateis, Sindaco di La Cassa – sono preziose e solide. Fanno bene al territorio. Giusto dire che dove vi è solidità istituzionale, aggregazioni, lavoro insieme tra Comuni, con GAL e Unioni montane in sinergia, i dati economici e sociali sono migliori. La montagna innova. Fa bene”.
“Lanzo ha promosso iniziative di legame con le Valli importantissime – spiega Marco Bussone, Presidente Uncem – Fa sinergia con le Valli. Non c’è una montagna più vera di altre perché più alta. Le sinergie si costruiscono verso Venaria e con Torino, tutti insieme. Su questo il Rapporto, con economisti, sociologi, antropologi, analisti, è chiaro. Insieme nel NOI si vince. Dunque rafforziamo i percorsi, anche di comunicazione e interazione con le comunità, come insegna nel Rapporto Uncem l’amico Nando Pagnoncelli. Abbiamo bisogno di relazioni e le Valli di Lanzo svegliano la Città di Torino. Pensiamo al treno ma non solo. Le relazioni qui sono evidenti. Vanno alimentate e forse rivoluzionate. Le Comunità montane dal 1970 e prima con i Consigli di Valle sono state decisive. Le Comunità marine ci copiano e fanno bene, costruiamo sinergie lobbiste, positive con loro. Si rafforzino in Regione le Unioni montane. Istituzioni certe, per un futuro di coesione. Piccoli e grandi Comuni insieme, senza guardare altitudini, ma bacini orografici e sistemi omogenei di scambio e flussi”. Ne sono convinti anche Gianni Giacomino, giornalista della Stampa e Antonello Micali, Direttore del Risveglio, storico settimanale locale. “Da cittadiino e operatore dell’informazione in questo territorio, voglio esprimere un grande ringraziamento aĺl’Uncem per lo straordinario lavoro svolto nel realizzare questo rapporto – evidenzia Micali – che aiuta ad affrontare, per organicità del metodo sociologico, sia quantitativo che qualitativo, la complessità delle sfide che affrontano le popolazioni metromontane e i loro territori. Una riflessione ulteriore, un lavoro così, un tempo oltre alle università lo facevano i giornali, con inchieste monumentali che oggi per i noti motivi di semplificazione e velocità dell’informazione fanno più fatica a trovare posto in colonne e palinsesti soprattutto mainstream. Per fortuna ci sono però ancora testate che lo studiano e lo veicolano, in una sinergia che diventa servizio pubblico. Non a caso il presidente Uncem è un giornalista”.
I DATI DELLE VALLI DI LANZO NEL RAPPORTO MONTAGNE ITALIA 2025
Il saldo migratorio nelle Valli di Lanzo è positivo, aumenta. È in crescita. Del 4,4 per cento, dal 2009 al 2023. Un ottimo risultato, tra i migliori del Piemonte. Dal Rapporto emerge che le Valli di Lanzo hanno un tasso di occupazione del 44%, in linea con la montagna italiana, mentre è al 6,6% la disoccupazione maschile. Sono 8,3 le imprese ogni 100 abitanti, il 40% sono imprese artigiane, solo lo 0,5% sono cooperative, mentre una su cinque è a trazione femminile, il 10% sono di giovani. Il 7,4% sono straniere. Ogni chilometro quadrato vi sono 0,7 imprese agricole, per un valore aggiunto di oltre 19milioni di euro, facendo in modo che le imprese agricole incidano del 10% sul sistema economico. Oltre la metà del territorio, come descrive il Rapporto, è foresta. Un dato che ben conoscono le Valli di Lanzo, tra le protagoniste in Piemonte nell’attivazione di pianificazione, certificazione e filiere. Una rivoluzione verde, intensa e appassionata. Rispetto al turismo, nelle Valli di Lanzo vi sono 8,1 posti letto ogni cento abitanti e la durata media del soggiorno è di 2,4 giorni. Dati economici sotto la media nazionale: 17mila il PIL pro-capite, poco inferiore al reddito medio pro-capite che supera di poco i 20mila euro. Il Rapporto mette a confronto tutti i dati di tutti i territori piemontesi e nazionali. Una lunga analisi. Eccolo: https://uncem.it/uncem-presenta-il-rapporto-montagne-italia-2025/