
All’iniziativa, promossa dall’Ufficio del garante regionale dei detenuti, è intervenuto Marco Pelissero, ordinario di Diritto penale all’Università di Genova ed esperto in materia penitenziaria, e rappresentanti dell’Assessorato regionale alla Sanità, del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria (Prap) del Piemonte e della Valle d’Aosta e della Magistratura di sorveglianza
“Pericolosi socialmente? Il controllo della pericolosità sociale e la tutela della libertà personale” è il titolo del convegno che si è svolto venerdì 15 gennaio nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris.
All’iniziativa, promossa dall’Ufficio del garante regionale dei detenuti, è intervenuto Marco Pelissero, ordinario di Diritto penale all’Università di Genova ed esperto in materia penitenziaria, e rappresentanti dell’Assessorato regionale alla Sanità, del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria (Prap) del Piemonte e della Valle d’Aosta e della Magistratura di sorveglianza.
“Nel lungo guado del superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari e dell’approdo alle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), tra diffide del Governo e il rischio di commissariamento delle Regioni inadempienti – ha dichiarato il garante regionale Bruno Mellano in apertura – è quanto mai attuale una riflessione pubblica su un argomento così delicato, nella prospettiva di un concreto potenziamento dei servizi territoriali. Dopo la condivisione delle denunce sul sistema arcaico degli Ospedali psichiatrici giudiziari, si è aperta la sfida per un nuovo approccio alla questione”.
Dopo aver ripercorso il graduale passaggio dai manicomi giudiziari, interessati solo alla difesa sociale della collettività, alle Rems che – nelle intenzioni del legislatore – dovrebbero mirare a curare e a contenere la pericolosità dei detenuti Pelissero ha sottolineato che l’Italia si trova davanti a uno scenario ancora in divenire e non esente da criticità, dovute soprattutto al fatto che non viene messa in atto una riflessione sul sistema sanzionatorio.
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A cura di Elio Rabbione
STORIE DI CITTA’ /
pensandoci bene, non c’è un crepuscolo, c’è solo un grande passato diventato un miserevole presente. Via Cervino, da oltre 30 anni sede storica del Pci e poi, passando dal Pds al Ds per “atterrare” al Pd, o quel che ne è rimasto, del Pd: direi poco o niente. Da oltre un mese la sede è chiusa. Angelino Orru, 84 anni, si è stufato e al mattino e pomeriggio non apre più. E’ un personaggio, in Barriera. Tutte le mattine esponeva il giornale in bacheca. Diligente come non mai, se fumava usciva. Tutti lo conoscono, persino i ragazzi musulmani chiedevano, ottenendolo, il permesso di pregare quando non c’era la moschea.
Sua mentore, è incorsa in un piccolo incidente politico. Nel novembre 2013, mentre si votava per il congresso (quello che ha incoronato Renzi segretario) ha fatto iscrivere 67 suoi fedelissimi eleggendo segretario di Barriera Vincenzo Iati, 47 anni, dopo 24 ore dimissionario per i suoi trascorsi con la giustizia. Dunque? Nessuno problema: prontamente promossa ed inserita nella Lista del presidente Chiamparino. “Nominata” dunque consigliera ha avuto il primato d’aver tre incarichi pubblici in contemporanea. Isabella Martelli ora vuole diventare Presidente di Quartiere. Con un solo inconveniente: essere votata. Ma tant’è che la sezione rimane chiusa.
, nel parlarsi, nel confrontarsi e perché no, dirsele di santa ragione. Facendo rigorosamente “pace”, prima di lasciarsi. Si trova in Corso Novara quasi angolo Corso Giulio Cesare: Bar. Ti. Becco. Anche tra Capodanno ed Epifania, quando complici le festività, tanta gente ha invaso questo pacifico bar. Gli Amici della Domenica. L’immancabile pagina su Facebook ed un fotografo ufficiale Piero Chiariglione che testimonia con le immagini ogni momento della convivialità. Non si iscrivono al Pd di Barriera ma aumentano gli iscritti del gruppo degli Amici della Domenica. Ovviamente i nuovi 67 iscritti, dopo aver votato sono spariti. In fondo è solo un problema del Pd di Barriera. Rimane la nostra tristezza nel vedere la sede chiusa che in passato era punto di riferimento anche per i cittadini. Quando voteranno capiremo che cosa hanno pensato.
Facendo un po’ di conti, per i consiglieri è stata decisa una riduzione di 940 euro mensili, che porteranno a un risparmio annuo di 575.280 euro