CRONACA- Pagina 2

Motociclista di 21 anni muore dopo un incidente stradale

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A seguito dell’incidente avvenuto alle 23 di ieri sera a Carignano un giovane motociclista è morto poco dopo essere stato soccorso dal 118.

Il ragazzo viaggiava in moto sulla statale 20 del Colle di Tenda e per cause da accertare, è finito fuori strada, contro un tabellone stradale.

I carabinieri hanno chiuso la statale al traffico.  L’elisoccorso ha trasportato il ferito in elicottero al Cto ma è deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale.

Liberare Pancalieri dal traffico pesante

Allontanare dai centri storici dei paesi il traffico pesante che insiste sulle strade provinciali è da molti anni una priorità per le amministrazioni comunali e per quella della Città metropolitana di Torino. Spesso non basta realizzare nuovi assi viari: occorre curare e rendere più sicuro possibile il raccordo tra le nuove arterie – che vengono prese in carico dalla Città metropolitana – e la viabilità “storica” che attraversa i centri abitati. È il caso di Pancalieri, dove, su richiesta dell’amministrazione comunale, si sta valutando la possibilità di acquisire al patrimonio della Città metropolitana il collegamento tra la SP 129 e la SP 141 (asse davanti al cimitero) e l’asse stradale comunale situato al confine con la Provincia di Cuneo che collega la Provinciale 141 alla rotatoria di confinedismettendo invece al Comune i due tratti di strade provinciali in centro abitato.

Questo consentirebbe di deviare i mezzi pesanti su via Circonvallazione e sulla Provinciale 141, sino al congiungimento con la SP 30 della Provincia di Cuneo, alleggerendo il concentrico di Pancalieri dal traffico pesante che insiste sulla Provinciale 129.

Della possibilità di redigere un progetto degli interventi da eseguire sulle strade comunali al fine di renderle idonee quali assi provinciali extra-urbani e di effettuare la valutazione sommaria dei costi hanno discusso con il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo il Sindaco di PancalieriPiero Giovanni Paletto, e il Vicesindaco Massimiliano Varetto, nell’ambito dell’iniziativa “Comuni in linea”.

Negli anni scorsi l’Ufficio pianificazione e realizzazione opere pubbliche della Direzione Azioni integrate con gli Enti locali della Città metropolitana aveva redatto il progetto di fattibilità tecnica ed economica della trasformazione dell’incrocio a raso tra la Provinciale 141 e la via Circonvallazione, progetto ritenuto congruente e utile nell’ottica della proposta in itinere.

Nell’incontro che si è tenuto lunedì 8 giugno il Vicesindaco metropolitano ha confermato la proposta di elaborare e siglare un accordo di programma, che preveda le modifiche alla viabilità richieste dal Comune. L’ipotesi progettuale proposta dal Comune è quella di incanalare il traffico proveniente da Casalgrasso sulla SP 30 della Provincia di Cuneo nella Provinciale 141 della Città metropolitana di Torino. I mezzi destinati a Pinerolo potrebbero reimmettersi sulla Provinciale 129 utilizzando la via Circonvallazione, che collega le due strade provinciali. Per realizzare questo obiettivo sarebbe necessario adeguare le intersezioni a raso, costruendo due rotatorie e verificare eventuali opere necessarie su via Circonvallazione: ad esempio, un adeguamento dell’accesso al cimitero. Nella riunione con l’amministrazione comunale di Pancalieri si è parlato anche della necessità di mettere in sicurezza l’incrocio tra le Provinciali 129 e 149.  Città metropolitana di Torino e Provincia di Cuneo dovranno confrontarsi sulle modalità di gestione dell’asse viario che attualmente pare essere esattamente a cavallo dei due Enti, ma con ogni probabilità è già interamente di proprietà del Comune di Pancalieri che l’ha realizzato: manca probabilmente solo il passaggio a partita strade. Il Comune di Pancalieri si è impegnato a verificare questo aspetto.

Le ricchezze e le trasformazioni di uno spazio vuoto

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L’appuntamento dal 7 al 9 luglio presso l’ex Mercato Ittico

Ho una casa, la casa di famiglia. È vuota da anni ormai. Non ci va più nessuno e i miei figli non sentono alcun legame con quel luogo. Ma quella casa continua a rappresentare qualcosa di enorme. È come se contenesse una versione di me che non esiste più, ma che non riesco a lasciare andare. Ogni stanza è un ricordo, ogni oggetto una traccia, ogni silenzio una voce. È il luogo delle origini, ma che non appartiene più al presente.” I pensieri di una donna che guarda dietro le spalle a un passato: “Mi chiedo allora: un ricordo può vivere senza un luogo? O siamo noi a dargli forma, a portarlo con noi anche quando i muri che lo hanno custodito non ci sono più?” Domande poste nelle colonne di un recentissimo “Tuttolibri” a cui lo scrittore Diego De Silva tentava di dare le proprie risposte, accennando non soltanto alle “ragioni terra-terra” che possono abbracciare il disuso e i costi ma anche quei “valori affettivi” che rimangono “inestimabili per definizione”: “Io ho impiegato degli anni per superare quel dolore, archiviandolo tra i miei errori, sotto ognuno dei quali ho firmato la mia stupidità… non posso darti consigni, soprattutto perché, come vedi, sono fin troppo coinvolto nell’argomento. Posso però indicarti un gioiellino di libro sul tema, che potrebbe suscitare qualche tua riflessione, “Di chi sono le case vuote”, di Ettore Sottsass, una raccolta di scritti e saggi sul senso degli spazi vuoti e degli edifici abbandonati, considerati come luoghi pieni di presenze, di passato, di oggetti.”

Mi tornavano in mente queste parole lette pochi giorni prima, durante la presentazione del Festival di Architettura Torino che, proprio con una tre giorni – dal 7 al 9 luglio prossimi – presso l’ottocentesco ex mercato ittico di Porta Palazzo (“il più vasto mercato cittadino che tutta l’Europa ci invidia, così vario, popolato, multietnico”, ricordava Michela Favaro, vice sindaco di Torino al tavolo dei relatori nella sala Carpanini del Comune), storico edificio oggi al centro di un processo di trasformazione e cambio di destinazione, indagherà “il futuro dell’abitare e dello spazio urbano”. Un’occasione inedita promossa dalla Fondazione per l’Architettura e dall’Ordine degli Architetti di Torino – con il patrocinio di Città di Torino e Regione Piemonte con il contributo di Camera di Commercio, e il sostegno di Banca Reale, Dierre, Fresia Alluminio, Iren, Idrocentro, Sikkens e Traiano Luce 73, che vorrà coinvolgere differenti professionisti ma pure “intercettare e accompagnare tutti i cittadini interessati al tema dell’abitare.” Un’occasione di incontri, talk, installazioni e proiezioni dedicata “a una delle questioni più urgenti del nostro tempo” che ha per titolo proprio “Chi abiterà le case vuote?”.

Intraprendendo un vasto panorama che porta inevitabilmente la città a essere candidata quale Capitale della Cultura 2033, quindi aprendosi sempre più a un respiro europeo, una decina di aree tematiche occuperanno la location, a conferma della convinzione del grande architetto secondo cui “il vuoto delle case diventa uno spazio di possibilità e non di assenza, il segno visibile delle grandi trasformazioni socioeconomiche del nostro tempo”. Si affacciano motivazioni nuove, l’invecchiamento della popolazione, la crescita dei nuclei familiari ristretti, la mobilità professionale e la crisi climatica, “è un festival molto particolare questo, che vuol prendere a considerare un tema importante come è quello del futuro dell’abitare, ed è importante che se stia parlando: esaminare case e terre per affrontare le sfide economiche e ambientali poste storicamente nel futuro”, sottolinea Alessandra Siviero presidente della Fondazione per l’Architettura Torino. Migliaia di edifici rimangono inutilizzati mentre cresce la domanda di alloggi accessibili – di “diritto alla casa, soprattutto a una casa abbordabile”, parla Favaro, nella volontà di avere una città che possa attirare nuove imprese, mentre Andrea Tronzano, Assessore al Bilancio della Regione afferma che “il Festival di Architettura rappresenta un’occasione preziosa di riflessione e confronto, utile ad analizzare, anche attraverso i dati, le trasformazioni e il futuro dei nostri territori” -, servizi di prossimità e nuove forme di vita comunitaria, mentre da più parti si afferma la necessità che “il tema dell’abitare contemporaneo non può essere letto solo come una questione esclusivamente sociale o emergenziale: il tema delle case vuote rappresenta una straordinaria opportunità progettuale per attivare processi di rigenerazione sostenibile, capaci di generare valore culturale, sociale, economico e urbano”.

Non soltanto domande quindi nei vari appuntamenti di un programma che, al di là di voci generali che allineano laboratori educativi per bambini e ragazzi, momenti musicali, una grande installazione creata dall’artista Raffaele Salvoldi e una rassegna cinematografica, resta ancora in gran parte top secret, ma anche risposte concrete che coinvolgeranno Università e istituzioni, attraverso gli interventi di esperti, professionisti, urbanisti e progettisti internazionali, attraverso le testimonianze di quanti stanno affrontando medesimi scenari. Ribadisce Roberta Ingaramo, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino: “Temi come l’accesso alla casa, la rigenerazione del patrimonio esistente, la sostenibilità delle operazioni di trasformazione e l’inclusione sociale non possono essere affrontati senza una progettualità capace di mettere in relazione esigenze diverse e di costruire risposte concrete ai bisogni della comunità. Come Ordine degli Architetti crediamo che la cultura del progetto debba tornare ad avere un ruolo centrale nelle scelte che riguardano la città”. Conclude gli interventi Alessandra Siviero: “Le nostre sono le stesse domande che attraversano oggi l’intera Europa. Inoltre sono convinta che la scelta dell’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo non sia casuale, un luogo simbolo della trasformazione urbana di Torino che diventa il contesto ideale per riflettere sul riuso e sulle nuove forme dell’abitare”. Sempre con un occhio a un mondo in continuo divenire: “Guardare al futuro significa anche dare voce alle nuove generazioni: per questo il festival ospita Future Homes Europe, la call internazionale rivolta a giovani architette e architetti under 35 chiamati a immaginare nuove risposte alle sfide dell’abitare contemporaneo”.

Elio Rabbione

Nelle immagini di Daniele Ratti, al tavolo, da sx, Alessandra Siviero, Roberta Ingaramo e Raffaella Lecchi, direttrice della Fondazione per l’Architettura; l’assessore Andrea Tronzano; due angoli dell’ex Mercato Ittico, luogo d’incontro per il Festival.

Schiacciato dal trattore: muore 82enne

È rimasto travolto da un trattore mentre lo stava usando: 82enne perde la vita. L’incidente si è verificato a Brandizzo nella zona agricola di Cascina Bologna.

Il pensionato è stato schiacciato dal mezzo agricolo in funzione ed è deceduto a seguito dei traumi riportati. Sul posto sono giunti  immediatamente i soccorsi del 118 Azienda Zero, che hanno potuto soltanto constatare il decesso della vittima.

I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area. Sul luogo, presenti anche i carabinieri di Chivasso e gli ispettori dello Spresal dell’Asl To4 per gli accertamenti sulle cause dell’accaduto.

VI.G

OZEGNA, UN RICONOSCIMENTO AI RAGAZZI CHE HANNO CONTRIBUITO A RENDERE PIÙ INCLUSIVO IL PARCO GIOCHI COMUNALE

 

Si è svolto questa mattina presso il nuovo parco giochi di Ozegna un incontro con gli alunni dell’ex classe quinta della scuola primaria, protagonisti della vittoria del concorso nazionale “99,9% Lo stesso DNA”, dedicato ai temi della disabilità e dell’inclusione.

Nel corso della mattinata è stata collocata una targa riportante i nomi dei ragazzi e delle insegnanti che hanno partecipato al progetto, a testimonianza del contributo offerto a un percorso che ha saputo coniugare educazione civica, sensibilità sociale e attenzione verso gli altri.

«È stato bello ritrovare questi ragazzi e ringraziarli personalmente per l’impegno dimostrato» dichiara Sergio Bartoli, Consigliere Regionale del Piemonte. «L’Amministrazione comunale stava già lavorando alla riqualificazione del parco giochi e il progetto sviluppato dagli studenti ha rappresentato un’importante occasione di confronto, portando idee e spunti che hanno ulteriormente rafforzato l’attenzione verso l’inclusione e l’accessibilità.

Fin dall’inizio ho ritenuto importante sostenere e valorizzare il lavoro di questi ragazzi, portando all’attenzione del Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il progetto e le riflessioni sviluppate dalla classe. Oggi vedere concretizzato questo percorso rappresenta una soddisfazione per tutta la comunità».

Bartoli ha inoltre rivolto un ringraziamento alle insegnanti, alle famiglie, all’Amministrazione comunale e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’intervento.

«La presenza della targa presso il parco giochi vuole conservare nel tempo la memoria dell’impegno degli alunni e delle insegnanti che hanno contribuito a questo percorso. Un segno semplice ma significativo che testimonia come le idee dei più giovani possano diventare parte concreta della crescita di una comunità».

L’iniziativa rappresenta un esempio positivo di collaborazione tra scuola, istituzioni e territorio, capace di trasformare l’impegno dei ragazzi in un messaggio concreto di inclusione, partecipazione e cittadinanza attiva.

La Valle di Susa  protagonista della rete europea della Via Francigena

Dal 22 al 24 ottobre  ospiterà l’Assemblea Generale

Il cammino è metafora di incontro fra persone, storie e culture. Con questa visione l’Unione Montana Valle di Susa, rappresentata dal Vicepresidente, Andrea Archinà, e dalla responsabile della DMO Val Susa Turismo, Marta Favro, ha partecipato all’Assemblea Generale dell’Associazione Europea AEVF, che si è svolta in provincia di Lucca, in occasione del 25esimo anniversario dell’Associazione. L’evento ha riunito oltre 100 rappresentanti di istituzioni, enti locali, associazioni e territori attraversati dalla Via Francigena, confermando la dimensione  sempre più internazionale di uno degli itinerari più importanti d’Europa. Per la delegazione valsusina, è stata un’occasione fondamentale per confrontarsi sulle opportunità che il turismo lento e i cammini possono generare per i territori, sia dal punto di vista economico sia culturale, favorendo la valorizzazione del patrimonio locale, la crescita delle comunità e la costruzione di relazioni internazionali. Il momento più significativo è stato l’annuncio ufficiale della prossima Aseemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, che avrà luogo in val di Susa dal 22al 24 ottobre prossimo. Si tratterà di un appuntamento di rilievo internazionale che porterà sul territorio amministratori, tecnici, operatori turistici e rappresentanti delle istituzioni provenienti da tutta Europa, offrendo alla Valle di Susa l’opportunità di mostrare al mondo le sue eccellenze, paesaggistiche, culturali e turistiche.

“Ospitare l’Assemblea rappresenta un grande riconoscimento per il lavoro svolto negli ultimi anni – ha dichiarato il Vicepresidente Unione Montana, Andrea Archinà – sarà un’occasio e per mostrare la  bellezza e l’accoglienza della Valle di Susa. Il viaggio continua attraverso un viaggio che unisce territori, persone e culture, rafforzando il ruolo della Valle di Susa come poeta d’ingresso della Via Francigena in Italia e punto di riferimento per il turismo sostenibile europeo.

Mara Martellotta

Lago Maggiore: elicottero precipita in acqua, un morto, tre feriti

Un elicottero privato è precipitato nelle acque del Lago Maggiore. Il bilancio è di una persona deceduta e tre feriti. Il velivolo era appena decollato da una villa sulla sponda piemontese quando, per cause ancora da chiarire, è caduto. Tutti i passeggeri erano a bordo al momento dell’impatto. L’incidente è avvenuto all’altezza di Foce dell’Erno, a Solcio di Lesa nel novarese.

Secondo le prime informazioni la vittima aveva circa 60 anni. Degli altri tre, tutti codice giallo, due sono stati trasportati in elisoccorso a Novara e uno in ambulanza a Borgomanero. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i soccorsi del 118, l’elisoccorso, le squadre di emergenza e il sindaco di Lesa, Luca Bona, che ha seguito le operazioni. Le autorità hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica.

VI.G

A Teresa Ribera il PoliTO Foresight & Innovation International Award 2026

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Il riconoscimento premia una delle principali protagoniste europee della transizione energetica e industriale
 
Il Politecnico di Torino ha conferito a Teresa Ribera, Vicepresidente Esecutiva della Commissione Europea, il PoliTO Foresight & Innovation International Award 2026, premio internazionale istituito dall’Ateneo per valorizzare personalità che si distinguono nell’affrontare le grandi sfide dell’innovazione con visione strategica e impatto globale.
La cerimonia si è svolta nella mattinata di venerdì 12 giugno presso la Sala Mappamondi dell’Accademia delle Scienze di Torino nell’ambito di un evento dedicato ai temi della transizione energetica, dell’innovazione e della competitività europea, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e dell’industria.
L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, del Sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo e del Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati.
“Con questo riconoscimento, il Politecnico di Torino vuole celebrare non soltanto un percorso individuale di eccellenza, ma una più ampia capacità di interpretare il cambiamento e di orientarlo. Il Foresight & Innovation International Award è infatti dedicato a figure che comprendono come il progresso non sia soltanto una questione tecnologica, ma anche politica, istituzionale e strategica, e che sappiano trasformare tale consapevolezza in azione pubblica e visione di lungo periodo – commenta il Rettore Stefano Corgnati – Il premio è stato attribuito a Teresa Ribera per l’autorevolezza del suo percorso istituzionale e internazionale e per il contributo offerto alla costruzione di un’agenda europea capace di coniugare transizione ecologica, competitività, sviluppo delle competenze, responsabilità pubblica e visione strategica”.
 
La cerimonia ha visto la Laudatio di Giovanni Federigo De Santi del Politecnico di Torino e Presidente dell’Energy & Climate High Level Group. “Il premio ha inteso sottolineare una leadership che richiama una delle sfide fondamentali del nostro tempo: costruire sostenibilità e competitività insieme – evidenzia Giovanni Federigo De Santi – Una visione che punta a ridurre le vulnerabilità strategiche dell’Europa senza rinunciare all’apertura, ad accelerare la decarbonizzazione senza indebolire la manifattura europea, a rafforzare la sicurezza energetica senza perdere di vista l’equità sociale, garantendo al tempo stesso investimenti, infrastrutture, materiali critici e competenze indispensabili per affrontare le trasformazioni in corso”.
È seguita quindi la consegna ufficiale del premio da parte del Ministro Pichetto Fratin e del Rettore Stefano Corgnati. Teresa Ribera ha successivamente tenuto una Lectio Magistralis dedicata alle prospettive della transizione energetica e industriale europea.
“Il futuro dell’Europa dipenderà dalla nostra capacità di trasformare l’innovazione in opportunità, la sostenibilità in competitività, e la leadership tecnologica in prosperità condivisa. La transizione pulita non è solo un imperativo ambientale. È la strategia di crescita dell’Europa per i decenni a venire. È il modo in cui rafforziamo la nostra sicurezza energetica, riduciamo le dipendenze strategiche, creiamo lavori di qualità e garantiamo che l’industria europea rimanga leader globale in un mondo in rapido cambiamento. Questo riconoscimento appartiene a tutti coloro — ricercatori, innovatori, imprenditori, lavoratori e istituzioni pubbliche — che in Europa contribuiscono ogni giorno a costruire quel futuro”, afferma Teresa Ribera, Vicepresidente Esecutiva della Commissione Europea.
L’evento è proseguito con la keynote lecture di Lucia Visconti Parisio (High Level Group e Università Milano-Bicocca) sui contratti di lungo periodo nel nuovo sistema elettrico e con un panel dedicato all’innovazione nel settore dell’energia per la competitività, in cui hanno dialogato il Rettore Corgnati e Giulia Genuardi, Direttrice Generale Enel Foundation.
Con il conferimento del premio a Teresa Ribera, il Politecnico di Torino ha rinnovato il proprio impegno nel promuovere il dialogo tra ricerca, istituzioni e industria sui temi strategici della transizione energetica e dello sviluppo sostenibile, valorizzando leadership capaci di orientare il cambiamento.
Teresa Ribera
Nel corso della sua carriera, Ribera si è affermata come una delle figure europee più influenti nel campo della governance climatica e delle politiche per lo sviluppo sostenibile. Prima dell’attuale incarico presso la Commissione Europea, è stata Vicepresidente del Governo di Spagna e Ministra per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica. In precedenza ha ricoperto il ruolo di Segretaria di Stato per il Cambiamento Climatico e di Direttrice generale dell’Ufficio spagnolo per il cambiamento climatico, contribuendo direttamente alla definizione delle politiche ambientali e climatiche del Paese. A questa esperienza si è affiancata una significativa attività internazionale e di elaborazione strategica, maturata anche alla guida dell’Institut du Développement Durable et des Relations Internationales (IDDRI) di Parigi, tra i più autorevoli centri europei di analisi sulle politiche per lo sviluppo sostenibile.
Nel suo percorso ha inoltre svolto un ruolo di primo piano in occasione della COP25 di Madrid del 2019, confermando il proprio profilo internazionale e il proprio impegno nella promozione della cooperazione multilaterale sui temi del clima.
Nel suo attuale ruolo di Vicepresidente Esecutiva della Commissione Europea, Teresa Ribera opera al centro di alcune delle questioni più decisive per il futuro dell’Unione: la transizione pulita, la competitività europea, la sicurezza economica, l’energia, la trasformazione industriale e la tutela degli asset strategici. La sua azione contribuisce alla costruzione di una transizione che sia al tempo stesso pulita, giusta e competitiva, in continuità con gli obiettivi del Green Deal europeo e con la necessità di rafforzare la base industriale del continente.
PoliTO Foresight & Innovation International Award
Istituito nel 2025, il Foresight & Innovation International Award viene assegnato annualmente dal Rettore del Politecnico di Torino su proposta dell’Energy & Climate High Level Group, il gruppo indipendente di esperti europei che affianca l’Ateneo nella propria missione di supporto al policy making. Il vincitore viene annunciato nell’ambito degli EU-Italy Energy Days, il simposio internazionale organizzato dal Politecnico di Torino in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con il supporto del Ministero dell’Università e della Ricerca e della Commissione Europea.
La prima edizione del premio era stata conferita a Mario Draghi, autore del rapporto The Future of European Competitiveness, per il contributo offerto alla riflessione sul futuro economico e industriale dell’Europa e per il ruolo svolto alla guida delle istituzioni europee e italiane.

Sventata truffa dello specchietto: arrestato 24enne

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza, nei giorni scorsi, nel quartiere Parella di Torino, un cittadino italiano di 24 anni per truffa e tentata truffa commesse mediante il noto stratagemma dello “specchietto”.
L’intervento è scattato a seguito di due segnalazioni giunte al numero di emergenza 112. Nel primo caso, un’automobilista ha riferito di aver avvertito un forte colpo al proprio specchietto mentre sorpassava un’auto parcheggiata in doppia fila. La donna arrestava la marcia del proprio veicolo e veniva raggiunta dal conducente dell’altro, che la accusava di avergli danneggiato lo specchietto e pretendeva un risarcimento immediato in contanti. La donna, indotta dall’insistenza del giovane a prelevare presso uno sportello bancomat, gli consegnava la somma in contanti di 70 euro. Poco dopo, insospettita dal comportamento del giovane, decideva di osservarne i movimenti, vedendolo appostarsi nuovamente in doppia fila, in attesa di altre potenziali vittime; la donna ha allertato dunque le Forze dell’ordine, fornendo il numero di targa del mezzo.
Quasi contemporaneamente, un secondo automobilista ha segnalato la presenza della stessa vettura in via Fidia. Anche in questa circostanza, il ventiquattrenne ha tentato di simulare un urto, ma il conducente è sceso dal veicolo per verificare l’eventuale danno e, nutrendo dei forti sospetti, ha dichiarato di voler chiamare la Polizia. A quel punto il truffatore è risalito a bordo dell’auto e si è dato alla fuga a forte velocità in direzione di piazza Massaua.
L’intuizione degli agenti del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna ha consentito di intercettare il fuggitivo in via Pietro Cossa. A seguito della perquisizione del veicolo i poliziotti hanno rinvenuto all’interno dell’abitacolo un tubo di gomma di circa 35 centimetri e un serpente di gomma della stessa lunghezza, entrambi presumibilmente utilizzati per colpire le carrozzerie delle vetture in transito e simulare il rumore dell’impatto. Nel vano portaoggetti centrale, inoltre, i poliziotti hanno recuperato le banconote da 50 e 20 euro fattesi consegnare dalla prima vittima.
Alla luce dei fatti, il ventiquattrenne è stato arrestato per truffa e tentata truffa e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo della presentazione alla P.G. Inoltre, il Questore di Torino ha emesso nei confronti del giovane la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Torino per 3 anni.
Il denaro recuperato è stato interamente restituito alla proprietaria.

Tommaso Varaldo: AIEF, un progetto sociale al servizio della comunità

L’INTERVISTA

“Questo luogo è tornato a brillare attraverso l’arte e la solidarietà, il nostro proposito è un sogno concreto.”

Nel Castello di Lucento, antica ex dimora sabauda risalente al 1300, in una Torino periferica ma ricca di storia e rilevanza sociale, ha sede l’AIEF, la fondazione impegnata a sostegno di persone fragili e nella creazione di spazi di comunità. Guidata dal fondatore e presidente Tommaso Varaldo, l’AIEF promuove inclusione, cultura e sostegno sociale attraverso progetti educativi e attività rivolte alle persone fragili: giovani, anziani e persone con disabilità. Si impegna nella valorizzazione del Castello come luogo di incontro, crescita e partecipazione per la comunità. La visita del Castello, ristrutturato e organizzato per poter svolgere le attività, così come avviene nella sede del Centro AIEF Mirafiori, è un interessante percorso all’interno di una realtà che si occupa degli altri, di coloro che necessitano di un punto di riferimento. All’interno dei locali troviamo anche la caffetteria sociale Mangianuvole, aperta al pubblico, che contribuisce all’inserimento lavorativo di giovani adulti con disabilità e al commercio no profit e che, inoltre, si trasforma in uno spazio di intrattenimento per eventi privati e aziendali.

Presidente, qual è la genesi di questo importante progetto?

ll Castello è stato inutilizzato per molti anni. A fine 2022 abbiamo cominciato un lavoro di ristrutturazione e fatto un’indagine di quartiere per capire quali fossero le esigenze della zona, da lì è partito il progetto. Lo spazio aggregativo, così come un centro diurno socio-riabilitativo, erano alcune delle necessità espresse dai residenti. Quest’ultimo attualmente occupa il primo piano dell’edificio ed è convenzionato con la neuropsichiatria infantile dell’ASL di Torino. E’ un centro specializzato in ritiro sociale, autolesionismo e neurodivergenze, in particolare ADHD, che accoglie fino a 20 ragazzi al giorno, dal mattino in poi, che hanno la possibilità di seguire attività educative riabilitative di vario tipo, dalla pittura all’orto didattico alle attività con le nostre mini pony. La fondazione si sostiene grazie alle attività commerciali presenti, come la caffetteria, alle donazioni e al 5 per mille; esiste inoltre un club di sostenitori che ci aiuta costantemente.

Sono in mostra dei quadri di Eugenio Bolley?

Sì, al Castello c’è il museo Bolley che espone le opere di questo straordinario artista. I quadri sono legati ai principi dei diritti dei bambini; sono molto colorati e particolarmente adatti ad un ambiente come questo dove deve regnare l’allegria. All’interno dell’edificio sono presenti anche altre esposizioni artistiche, come la linea del tempo realizzata da Carlo Gloria. Questo approccio multicromatico corrisponde al concetto di gradevolezza ed espressione creativa.

Il giardino è molto curato.

Sì, ci teniamo molto. Questa area verde ospita anche il dehors della caffetteria, da cui si può ammirare la facciata storica medievale originaria del Castello, oltre all’orto didattico e alla fattoria che ospita due mini pony. Il tutto è curato dai ragazzi con gli educatori e i tutor. Sono progetti dedicati all’avvicinamento alla natura e agli animali e, soprattutto, all’apprendimento della cura. La responsabilizzazione è importante per la crescita sotto ogni aspetto. Gli spazi del piano terra sono aperti al pubblico e non è necessario essere soci: si può accedere tranquillamente per prendere un caffè o per il pranzo.

La prima sede della fondazione AIEF è stata quella di Mirafiori?

Esatto, in via Farinelli 36/9, di fronte all’ASL. In quello spazio ci occupiamo maggiormente degli anziani. Abbiamo creato un luogo di socializzazione e organizziamo attività che favoriscono le relazioni tra i grandi adulti, rappresentando anche uno stimolo all’attività. Inoltre, il nostro Centro Aggregativo è oggi un punto di riferimento per coloro che manifestano i primi segni di decadimento cognitivo, pur essendo ancora autonomi. In questa sede portiamo avanti anche il progetto della cartoleria sospesa: il nostro Emporio della Cartoleria distribuisce materiale scolastico gratuito a oltre 500 bambini ogni anno.

Maria La Barbera