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Proseguono gli incontri con la Polizia Locale per evitare le truffe

La campagna “La truffa si camuffa”, messa in campo dalla Città di Torino con la collaborazione della Polizia Locale con l’obiettivo di prevenire e contrastare i fenomeni di truffe e raggiri.

I primi incontri, dal 10 febbraio ad oggi, hanno riscontrato la presenza e l’interesse di centinaia di cittadini con lo scopo di aiutare le potenziali vittime a riflettere sui meccanismi di questo fenomeno, invitandole a proteggersi e a chiedere aiuto.

La campagna mette in guardia sia dagli inganni di ultima generazione che arrivano attraverso gli strumenti digitali, come una email poco chiara che invita a cliccare un collegamento per carpire password o denaro, sia da raggiri messi in atto da persone che si fingono tecnici, ad esempio della caldaia, incaricati di una manutenzione urgente, familiari della vittima, personale incaricato di far firmare dei documenti o automobilisti che hanno subìto un danno allo specchietto dell’auto.

“Come amministrazione – spiega l’assessore alla Sicurezza della Città di Torino Marco Porcedda – abbiamo voluto fortemente questo progetto che ha un valore particolarmente importante: tutelare chi è più vulnerabile dalle truffe. Parliamo di raggiri che colpiscono spesso proprio le persone che meritano più protezione. Negli ultimi anni i tentativi di truffa ai danni degli over 65 sono aumentati di circa un quarto, un segnale evidente che dobbiamo continuare a investire nella prevenzione e nell’informazione come ha sottolineato recentemente alla festa per il 174° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato, lo stesso Questore di Torino Massimo Gambino. L’obiettivo è fornire strumenti semplici e immediati per riconoscere, evitare e segnalare possibili truffe, sia a domicilio che online o al telefono. Vogliamo ribadire un messaggio chiaro – ha sottolineato l’assessore – che nessuno è solo. Anche la Città e la Polizia Locale sono presenti, per ascoltare e prevenire, perché la sicurezza è un bene comune che si costruisce insieme”.

Ai primi incontri ne sono stati calendarizzati altri nei centri civici di tutte le circoscrizioni cittadine con la partecipazione dei presidenti di Circoscrizione, dell’Assessore Marco Porcedda e dei referenti del Reparto Prossimità della Polizia Locale.

Ecco i prossimi appuntamenti da non perdere: il 15 aprile, alle 15.30, all’ufficio parrocchiale San Marco di via Daneo 19, alla Circoscrizione 8; il 16 aprile, alle 18, alla Bocciofila La Baracca di via Tintoretto 22, alla Circoscrizione 2; il 17 aprile alla Circoscrizione 3, alle 15.30, al centro anziani “Spazio delle meraviglie” di via Osasco 80. E poi alla Circoscrizione 4, il 6 maggio (orario da definire) al Centro d’incontro di via Pilo 50.

Al via la campagna “Senza imbarazzo” in 16 istituti scolastici

 

Ha preso avvio a Torino “Senza imbarazzo”, progetto sperimentale promosso dall’Ordine dei Farmacisti di Torino, con AGIFAR Torino e Federfarma Torino, e con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche Giovanili della Città di Torino e il contributo di Saugella, che ha donato 1000 pacchi di assorbenti destinati alla distribuzione gratuita negli istituti scolastici cittadini.

L’iniziativa coinvolge, in questa prima fase, 16 istituti scolastici di Torino e nasce con un obiettivo preciso di educazione sanitaria e sociale: contribuire a normalizzare il ciclo mestruale, riconoscendolo per ciò che è, cioè una condizione fisiologica e quotidiana, e rendere altrettanto normale la disponibilità di ciò che serve per gestirlo anche all’interno della scuola.

Parlare di ciclo mestruale e promuoverne la normalizzazione rappresenta una policy sanitaria importante almeno per due ragioni. La prima è che significa riconoscere come tema di salute pubblica una realtà fisiologica che riguarda in modo concreto la vita quotidiana di molte studentesse, contrastando la tendenza a relegarla a fatto privato, marginale o invisibile. La seconda è che fare educazione sanitaria su questi temi significa costruire contesti scolastici più consapevoli e più attenti ai bisogni reali, nei quali la salute non viene considerata solo come intervento sulla malattia, ma anche come capacità delle istituzioni di predisporre strumenti, ambienti e risposte coerenti con la vita concreta delle persone.

L’iniziativa si propone inoltre di superare imbarazzi e tabù legati al ciclo mestruale, riconoscendolo come una condizione fisiologica e parte della vita quotidiana. In questo senso, la disponibilità gratuita di assorbenti all’interno degli istituti non rappresenta solo una misura pratica, ma anche un segnale culturale e sanitario: rendere visibile e ordinario ciò che troppo spesso viene trattato come eccezione.

La consegna simbolica inaugurale degli assorbenti si è svolta questa mattina al Liceo Giordano Bruno, mentre alle ore 12, al Liceo Classico Massimo D’Azeglio, si è tenuto un incontro di educazione sanitaria con studentesse e studenti dell’istituto, durante il quale sono state illustrate le finalità del progetto e il suo significato educativo, sanitario e sociale.

Entrambi gli appuntamenti hanno visto la presenza dell’Assessora alle Politiche Educative e Giovanili della Città di Torino, Carlotta Salerno, del Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino, Mario Giaccone, e di giovani farmacisti rappresentanti di AGIFAR.

“L’iniziativa ‘Senza imbarazzo’ non è solo un gesto concreto di supporto, ma un passo importante verso il superamento di tabù ancora troppo radicati – afferma Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino – Parlare di ciclo mestruale significa fare educazione sanitaria, promuovere consapevolezza e costruire una cultura del rispetto e dell’inclusione. Le giovani generazioni dimostrano oggi una sensibilità e un’attenzione crescenti su questi temi ed è in questo quadro che l’azione dell’Ordine dei Farmacisti, Federfarma, Agifar e Saugella assume ancora più significato e che ci ha spinto come Città a collaborare e fornire il patrocinio. Le istituzioni hanno il compito di accompagnare, offrendo strumenti, informazioni corrette e spazi di confronto aperti. Solo così possiamo contribuire a una società più informata, libera da stigmi e davvero attenta al benessere di tutte e tutti.”]” ha dichiarato l’Assessora alle Politiche Educative e Giovanili, Carlotta Salerno.

“Con questa iniziativa l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino prosegue un percorso che da anni ci vede presenti nelle scuole con progetti di educazione sanitaria e con iniziative attente anche alla dimensione sociale della salute. Questo progetto, portato avanti con i giovani farmacisti di AGIFAR Torino, rappresenta una naturale continuità di quel lavoro: portare nei luoghi della formazione strumenti concreti, messaggi corretti e occasioni di consapevolezza”, ha dichiarato Mario Giaccone, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino.

“Un ringraziamento speciale – dichiara Emma Gallone, Consigliera AGIFAR – per la nascita e lo sviluppo dell’iniziativa va al Liceo Classico Massimo D’Azeglio, che rappresenta il capofila del progetto e l’istituto da cui questa esperienza ha preso avvio. È infatti a partire dall’impulso maturato qui che si è sviluppata l’idea di dare forma a un’iniziativa più ampia, successivamente condivisa con l’Ordine dei Farmacisti di Torino, AGIFAR Torino e Federfarma Torino e aperta poi agli altri istituti.”

L’iniziativa prende avvio in questa fase finale dell’anno scolastico come sperimentazione su un primo gruppo di scuole, con l’obiettivo di ampliare progressivamente il numero degli istituti coinvolti a partire dal prossimo anno scolastico.

Torino avvia così con “Senza imbarazzo” un progetto che mette insieme scuola, salute e territorio, valorizzando il ruolo delle istituzioni, dei farmacisti e dei giovani professionisti coinvolti in un’azione condivisa a favore del benessere e della consapevolezza delle studentesse. Questo primo passaggio rappresenta l’inizio di un percorso che intende consolidarsi e ampliarsi nei prossimi mesi.

In questa prima fase del progetto gli istituti scolastici torinesi coinvolti sono il Massimo D’Azeglio, il Giordano Bruno, il Galileo Ferraris, il Santorre di Santarosa, il Boselli, il Colombatto, il Cattaneo, il Passoni, il Gioberti, il Regina Margherita, l’Einstein, il Primo Levi, il Beccari, il Plana e il Birago.

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La Uil FpL ricorda Carlo Fiordaliso

 Il  messaggio di Cordoglio del Segretario della UIL FP Piemonte e Val d’Aosta Nazzareno Arigò:
Con la più profonda tristezza nel cuore, abbiamo appreso della prematura dipartita del nostro amico e maestro Carlo Fiordaliso, Padre Fondatore della UIL FPL del Piemonte.
Oggi avvertiamo un vuoto incolmabile, che può scaturire solamente da una presenza così alta e luminosa, dalle sue parole d’insegnamento,  ferme e sagge, dai suoi preziosissimi consigli.
Viene mancare a mancare non solo un uomo, ma un pezzo di storia, fatto di sudore, lacrime e grandi sacrifici.
Un’esistenza spesa per la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della UIL FPL, per la crescita di un’organizzazione sindacale che doveva essere il punto di riferimento del mondo del lavoro e della politica.
Radici profonde nel socialismo italiano d’un tempo che fu, l’aver vissuto la grande guerra, l’aver contribuito alla ricostruzione: una tempra unica, irripetibile, non più forgiabile.
Grazie Carlo, non ti dimenticheremo.
Nazzareno Arigò
Segretario Generale UIL FPL Piemonte

Rapina e tentato colpo in due farmacie del centro: fermato dalla polizia

Ha messo a segno una rapina e tentato un secondo colpo in due farmacie del centro, minacciando il personale con un grosso coltello e fuggendo con oltre 1200 euro: fermato dalla Polizia di Stato. Questa l’operazione della Squadra Mobile di Torino su un cittadino italiano che, il giorno prima, aveva già rapinato una farmacia e tentato un secondo colpo nello stesso quartiere.

Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza emerge il modus operandi: l’uomo era entrato con il volto parzialmente nascosto da occhiali da sole e cappuccio, brandendo un coltello di grandi dimensioni per intimare il denaro al personale. Così è riuscito a fuggire con il bottino.

L’indomani, grazie all’intensificazione dei controlli sul territorio, gli agenti lo hanno individuato e bloccato mentre attraversava una via del centro. Le perquisizioni hanno portato al rinvenimento dei vestiti, delle scarpe e del coltello usati nei colpi. Gli indizi raccolti, supportati dalle testimonianze e dal riconoscimento fotografico delle vittime, hanno inchiodato un cinquantaduenne italiano, già conosciuto dalle forze dell’ordine per reati analoghi e vincolato a precedenti misure cautelari e di prevenzione.

Il gip ha convalidato il fermo di polizia giudiziaria, disponendo la custodia cautelare nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno. Il procedimento è alle indagini preliminari: vale la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva.

VI.G

Torino, altre aggressioni in carcere

SAPPE: “SITUAZIONE E’ EMERGENZIALE, SUBITO PROVVEDIMENTI PER POLIZIA PENITENZIARIA”

Nella mattinata di ieri, martedì, intorno alle ore 11:00, presso la 10ª sezione del Padiglione C della Casa Circondariale di Torino, si è verificato un grave episodio di aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria.

Secondo quanto riferito, un detenuto di origine straniera, affetto da problematiche psichiatriche, si è reso responsabile dell’evento violento. In un primo momento, il soggetto ha aggredito l’agente addetto alla sezione, colpendolo con un pugno. Successivamente, ha attaccato anche il collega in servizio presso la rotonda che, intervenuto in supporto, è stato a sua volta colpito durante le operazioni di accompagnamento del detenuto al piano terra.

Entrambi gli agenti sono stati trasportati presso il locale nosocomio, dove sono stati medicati e dimessi con prognosi di alcuni giorni.

Il detenuto, al termine delle procedure di rito, è stato ricollocato presso la 7ª sezione A.T.S.M. del Padiglione A.

Sull’episodio è intervenuto Vicente Santilli, segretario per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che ha evidenziato come “quanto accaduto si inserisca in un contesto ormai estremamente critico, segnato da un eccessivo sovraffollamento, una cronica carenza di personale, l’incremento delle attività trattamentali e i continui lanci dall’esterno di sostanze stupefacenti e dispositivi cellulari”.

“Questa situazione – ha aggiunto Santilli – rende le condizioni lavorative sempre più difficili e rischiose, con eventi critici e aggressioni che si verificano con una frequenza ormai preoccupante”.

Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha espresso piena solidarietà al personale coinvolto, rinnovando la richiesta di interventi urgenti a tutela degli agenti di Polizia Penitenziaria e sollecitando l’adozione di misure concrete e immediate per garantire sicurezza, dignità lavorativa e condizioni operative adeguate.

Vol.To ETS e ARCI, supporto alle associazioni

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Si rafforza la rete del Terzo Settore torinese grazie al protocollo d’intesa firmato venerdì 10 aprile tra Vol.To ETS e ARCI Torino APS. Un accordo che mette a sistema competenze, reti e strumenti, con l’obiettivo di ampliare e qualificare i servizi a disposizione delle associazioni del territorio.

Il protocollo definisce una collaborazione operativa tra Vol.To ETS e ARCI Torino APS che rafforza in modo concreto il supporto alle associazioni. Vol.To garantisce l’accesso ai servizi del Centro Servizi per il Volontariato – formazione, consulenza e accompagnamento – ampliandone la qualità grazie all’integrazione di competenze specialistiche messe a disposizione da ARCI, mentre ARCI affianca direttamente le associazioni della propria rete, supportandole nelle pratiche e nei percorsi di accreditamento necessari per accedere a questi servizi. L’accordo prevede, inoltre, l’attivazione di uno sportello stabile di orientamento, percorsi formativi dedicati e consulenze su ambiti chiave come gestione degli spazi, sicurezza, somministrazione e spettacolo dal vivo, oltre a interventi di accompagnamento alla messa a norma delle sedi associative. Le due realtà lavoreranno così in modo coordinato alla programmazione e al monitoraggio delle attività, anche attraverso una commissione dedicata, con l’obiettivo di rendere i servizi più efficaci e aderenti ai bisogni delle associazioni.

Il protocollo si rivolge in particolare alle Associazioni di Promozione Sociale (APS), realtà molto diffuse sul territorio che promuovono attività culturali, sociali e ricreative, offrendo un supporto continuativo lungo tutto il percorso operativo, dall’orientamento iniziale alla gestione delle pratiche. Per i volontari questo significa entrare in contesti più strutturati e organizzati, con maggiori opportunità di crescita e partecipazione. La collaborazione tra Vol.To e Arci Torino mette in rete competenze diverse per semplificare i processi e rafforzare in modo concreto la capacità delle associazioni e dei volontari di operare sul territorio.

Stefano Meneghello, Presidente di Vol.To ETS ha commentato così questa nuova collaborazione: «Questa intesa rappresenta un passo avanti nel modo di lavorare del Terzo Settore sul territorio. Sempre più spesso le sfide che le associazioni affrontano richiedono competenze specifiche e risposte integrate: nessun ente, da solo, può presidiare tutti gli ambiti. Per questo abbiamo scelto di costruire una collaborazione strutturata con una realtà importante come ARCI Torino, che ha una storia lunga e radicata nell’associazionismo culturale e sociale del territorio e che nel tempo ha accompagnato la crescita di centinaia di circoli e che vanta una comunità di oltre 80.000 soci. Mettere insieme esperienze diverse significa rafforzare ciò che già esiste e renderlo più efficace. Crediamo da sempre che il futuro del volontariato passi proprio da qui: dalla capacità di fare rete, condividere competenze e costruire percorsi comuni che aumentino la qualità delle attività e l’impatto sociale sul territorio».

Così Daniele Mandarano, Presidente di Arci Torino: «Questo protocollo rappresenta un risultato importante per l’associazionismo del territorio, perché mette in sinergia esperienze, competenze e strumenti diversi, rafforzandone la capacità di risposta. Per Arci Torino, la collaborazione con Vol.To, realtà importante, riconosciuta e autorevole, è particolarmente significativa perché consente di costruire un’alleanza concreta capace di rendere più forte, più accessibile e più qualificato il supporto alle associazioni. Questo accordo dà così forma concreta al valore mutualistico dell’associazionismo, che consiste proprio nel condividere strumenti, competenze e capacità di supporto per rafforzare l’insieme della comunità associativa. In questa logica, servizi e accompagnamento non sono un elemento accessorio, ma una condizione che consente di rendere più libero il volontariato, alleggerire associazioni e collettivi dalle complessità più gravose e metterli in condizione di esprimersi meglio, con più forza e più autonomia, nella promozione di socialità, cultura e partecipazione».

Scippo in monopattino a Cit Turin

La gente e’ stanca e chiede una maggiore presenza delle Forze dell’Ordine.

Nel pomeriggio di ieri, nel quartiere Cit Turin, tra corso Francia e via Goffredo Casalis, si è verificato l’ennesimo episodio di microcriminalità che riaccende l’allarme tra i residenti. Una donna è stata vittima di uno scippo mentre camminava lungo il marciapiede, nei pressi della pista ciclabile. Secondo le prime ricostruzioni, un ragazzo a bordo di un monopattino, che procedeva proprio sulla ciclabile, si è avvicinato rapidamente alla vittima, le ha strappato la borsa strattonandola. La donna, colta di sorpresa, ha perso l’equilibrio e ha iniziato a urlare per attirare l’attenzione dei passanti. Le sue grida, però, non sono bastate a fermare il malvivente, che si è dato immediatamente alla fuga . L’episodio ha suscitato preoccupazione tra gli abitanti della zona, Cit Turin, infatti, viene sempre più percepito come teatro di episodi di microcriminalità: non solo scippi, ma anche auto con i vetri infranti, furti e danneggiamenti che si ripetono con una frequenza crescente. Tra i residenti si fa strada un senso diffuso di stanchezza e insicurezza. «Non ci sentiamo più tranquilli neanche a camminare sotto casa», è il commento ricorrente di chi vive e lavora nel quartiere. In molti chiedono un rafforzamento dei controlli e una presenza più costante delle forze dell’ordine, ritenuta fondamentale per prevenire episodi come quello avvenuto ieri.

MLB

Vinitaly 2026, vetrina enoica di bandiera e innovazione

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Quasi un’impresa vinicola su tre si è resa protagonista di importanti investimenti nell’applicazione in vigna o in cantina di soluzioni di robotica, Intelligenza Artificiale, blockchain, 5G e realtà virtuale, mentre un ulteriore 55% è interessato a investire in soluzioni di Agricoltura 5.0.

Questi sono i dati che emergono dal primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, diffuso al Vinitaly alla vigilia della Giornata del Made in Italy. I numeri evidenziano come il Vigneto Italia sia la punta avanzata di un settore trainante dell’export tricolore, che punta sulla digitalizzazione per migliorare le fasi di produzione e contenerne i costi, con un occhio alla sostenibilità.

Sono circa  5.000 i giovani agricoltori che hanno deciso di costruire il proprio futuro nel mondo della viticoltura, distinguendosi per una crescente attenzione alla qualità, alla sostenibilità e ai mercati esteri. Secondo l’analisi del Centro Studi Divulga, il settore vitivinicolo si colloca tra i principali ambiti imprenditoriali scelti dagli under 35. I nuovi viticoltori si fanno inoltre promotori della biodiversità, valorizzando antiche varietà di vite e rafforzando il legame con il territorio attraverso i mercati contadini e la vendita diretta.
Per quanto riguarda l’innovazione, non si può non parlare dalle Tea, le nuove Tecniche di Evoluzione Assistita applicate alla viticoltura, per fronteggiare siccità e fitopatologie. Le Tea, infatti, rappresentano una leva strategica per il settore, in quanto consentono di intervenire in modo mirato sul Dna della pianta senza introdurre materiale genetico esterno, ma semplicemente accelerando i processi naturali di adattamento. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’Oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci. Una consapevolezza che nel 2020 aveva spinto Coldiretti a sottoscrivere una storica intesa con la Società Italiana di Genetica Agraria (Siga) per far tornare gli agricoltori protagonisti di una ricerca pubblica nazionale, in grado di sviluppare soluzioni su misura e renderle disponibili a tutti i produttori.

Nel corso del Convegno, organizzato lunedì pomeriggio nella Casa Coldiretti al Vinitaly, si è parlato delle Tea sul Sangiovese, ma i relatori del Crea hanno confermato di lavorare anche su Chardonnay e, ogni anno, di introdurre nuove sperimentazioni su altri genotipi/cultivar, le cui risposte sono sempre diverse a seconda delle varietà. Tra quelle già in atto, inoltre, ci sono: Nebbiolo, Pinot nero e Pinot grigio, Merlot e Tocai oltre a due portinnesti. Rispetto al Nebbiolo, le sperimentazioni sono pronte per andare in campo, indicativamente, nel prossimo mese di settembre. A quel punto, si potrà iniziare a capire la loro reazione.

“Tecnologia, Intelligenza Artificiale, sostenibilità, biologico, ricerca di nuovi mercati e qualità restano i principali capisaldi rispetto ai quali, anche, il mondo enoico dovrà interfacciarsi – hanno commentato la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone e il Direttore Giovanni Rosso, presenti in fiera a Verona – il lavoro in campo e quello in cantina sono fondamentali ma, oggi più che mai, occorre anche confrontarsi, rifarsi alla scienza e alla ricerca, conoscere le tecnologie di nuova generazione e avere uno sguardo di prospettiva per mantenere solida la tradizione vitivinicola astigiana e italiana, preservandola dalle minacce del nuovo millennio. E ad andare in tale direzione è anche la scelta del biologico, tra le soluzioni aziendali di sostenibilità e innovazione”.

Mara Martellotta

Foto: Vinitaly.com

“Chef da sballo”: organizza cena romantica e narcotizza un uomo

 Su un sito di incontri si era presentata come “Francesca”, chef professionista capace di preparare cene di alto livello. Un cavallo di battaglia che la sera del 6 febbraio scorso le era servito per garantirsi il primo appuntamento in casa di un sessantottenne di Venaria Reale, alle porte di Torino.

Il figlio dell’anziana vittima, non riuscendo ad avere contatti con il papà, aveva dato l’allarme. In camera da letto dell’uomo, i sanitari lo avevano trovato narcotizzato e dunque allertato i Carabinieri.

I militari – dopo aver constatato che il pensionato era stato vittima di una rapina da parte di una donna conosciuta su un sito d’incontri (il maltolto era un orologio, 10.000 euro, documenti e carte di credito) – hanno ricostruito approfonditamente le ore antecedenti al primo appuntamento.

Il primo impulso alle indagini lo ha dato una pentola di spaghetti che gli investigatori hanno trovato appoggiata sul tavolo della cucina e che, analizzata, ha fatto emergere la presenza di tracce di benzodiazepine, medesimo principio attivo trovato al sessantottenne. È stata questa correlazione, unita al fatto che la donna si vantava di essere una chef di alta categoria, che ha permesso agli investigatori di definire il modus operandi dell’indagata. La raccolta delle telecamere di videosorveglianza della zona e il tracciamento dei pagamenti effettuati in vari esercizi pubblici si sono inoltre resi necessari per accertare la complicità del suo compagno nel mettere a segno il colpo.

L’analisi dei sistemi di video-sorveglianza da parte degli investigatori ha oltretutto permesso di smentire la posizione della donna dichiaratasi affetta da una invalidante malattia che l’aveva ridotta in sedia a rotelle; un asserito quadro clinico grave che l’aveva portata ad avanzare un’istanza di riconoscimento ufficiale di invalidità permanente, smascherato dalle telecamere che l’hanno invece ripresa fuggire a piedi con la refurtiva.

Le perquisizioni domiciliari hanno definitivamente rafforzato l’impianto accusatorio contro la coppia. Nelle loro disponibilità, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Venaria hanno rinvenuto oltre 8.000 euro in contanti, farmaci psicotropi (che il compagno si occupava di reperire), i beni sottratti all’anziana vittima e telefoni fittizi intestati a un prestanome per eludere i controlli.

Elemento chiave è risultato un manoscritto contenente un vero e proprio elenco mirato di bersagli, a conferma della lucida premeditazione del duo.

La misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura di Ivrea, è stata eseguita i giorni scorsi nell’alessandrino, luogo di residenza della coppia, lei di 49 e lui di 63 anni. Resta aperta l’ipotesi che i due abbiano agito colpendo altre vittime.

 

San Salvario: 31mila euro di multe, scovata sala gioco abusiva nei controlli

Oltre 31 mila euro in multe amministrative, 125 individui identificati e 6 attività ispezionate: questo l’esito dei controlli della polizia nel quartiere San Salvario.

Di recente, gli agenti del Commissariato Barriera Nizza, con unità specializzate, hanno controllato negozi e locali per contrastare attività illegali. Sono emerse numerose infrazioni amministrative. In un’officina gastronomica con punto vendita annesso, la polizia municipale ha rilevato un’ apertura abusiva della somministrazione e mancato aggiornamento della segnalazione sanitaria: verbali per più di 5.200 euro. L’Ispettorato del Lavoro ha individuato un dipendente in nero, con stop immediato e sanzioni extra per 4.450 euro.

In un bar-ristorante del circondario, svariate mancanze: estensione abusiva della zona servizio, deficit igienici, conservazione inadeguata dei cibi, assenza di permessi per esterno, oli usati e vapori. Mancava il piano HACCP, non visibili tabelle alcolemiche e avvisi clienti. Totale ammende: oltre 11.800 euro.

Al piano interrato del bar, smascherata una stanza per azzardo con tavoli da biliardo e strumenti per Mahjong, proibito dal Questore, con l’avviso non affisso. Il titolare è stato poi denunciato per gestione di gioco illegale, attrezzature confiscate. Controlli aggiuntivi in sale slot e imprese: no SCIA né licenze igieniche, multe sopra 8.000 euro.

In una sala giochi, identificati 5 cittadini stranieri; uno denunciato per inosservanza dell’ordine del Questore di espulsione dal territorio nazionale e tre multati per Daspo Urbano, con divieto di accesso.

VI.G