CRONACA- Pagina 2

Rapina con coltello la banca di via Cibrario e si fa dare 5mila euro: arrestato

Era entrato per rapinare una banca in pieno giorno ed è riuscito a farsi consegnare 5mila euro in contanti: arrestato. L’episodio è avvenuto lo scorso 28 novembre nella filiale torinese della Cassa di Risparmio di Asti, in via Cibrario 6.

Il rapinatore, un 56enne, era entrato a volto scoperto con i guanti e un coltello: dopo aver minacciato il personale allo sportello, si è fatto consegnare un bottino da 5mila euro e poi è fuggito. Dalle analisi della Squadra Mobile, dai video delle telecamere di sorveglianza e dalle testimonianze dei presenti, il malvivente è stato identificato.

L’uomo è indiziato per rapina aggravata e il Tribunale di Torino ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato notificato nella casa circondariale di Siena, dove il 56enne si trova dal 17 dicembre per motivi non specificati. Le indagini preliminari sono in corso: l’indagato è presunto innocente fino a sentenza definitiva.

VI.G

Cade dal balcone a Santa Rita: 51enne in gravi condizioni al Cto

Cade dal balcone di un palazzo: 51enne grave al Cto. È successo nel quartiere di Santa Rita nella tarda notte di ieri in via Baltimora, vicino all’incrocio con Corso Orbassano.

Sul luogo sono intervenuti i soccorsi del 118 Azienda Zero, che lo hanno trasportato immediatamente al Cto di Torino. Presente anche la polizia di Stato per i rilievi, la ricostruzione della dinamica e l’accertamento delle cause.

VI.G

Morto Sebastiano Cavalli, presidente di Cimo-Fesmed Piemonte

Presidente provinciale dell’Ordine dei Medici di Cuneo

E’ venuto a mancare, nella giornata di oggi, il dottor Sebastiano Cavalli, chirurgo, presidente della Federazione Cimo-Fesmed Regione Piemonte e presidente provinciale dell’Ordine dei Medici di Cuneo. Lascia la moglie e due figli ad appena 69 anni. Era un medico dell’ospedale di Verduno e dirigeva il reparto di endocrinologia. Il funerale si terrà il 21 gennaio prossimo nel Duomo di Alba.

Mara Martellotta

Urmet spa, Nobus Srl e 5T per la tutela della sicurezza urbana

Una telecamera hi-tech, alimentata dall’energia solare, monitora la sicurezza dei Murazzi di Torino su Lungo Po Diaz. In un prossimo futuro, questa soluzione potrebbe essere impiegata in ulteriori luoghi ad alta frequentazione del capoluogo torinese

Urmet spa, Nobus Srl e la partecipata pubblica 5T, sono le aziende che hanno contribuito ad un ambizioso progetto sperimentale di tutela della sicurezza urbana e monitoraggio delle aree cittadine sensibili, voluto anche dalla Città di Torino, con la collaborazione dell’assessore alla Sicurezza Marco Porcedda. 

La sperimentazione, avviata recentemente, ha previsto la realizzazione di un innovativo PoC (Proof of Concept) dedicato alla sicurezza urbana smart, con l’installazione di un palo solare equipaggiato con un sistema di videosorveglianza di ultima generazione fornito da Urmet. Il progetto nasce con l’obiettivo di testare nuove soluzioni tecnologiche e sostenibili per il monitoraggio di aree urbane come i Murazzi, una zona di Torino ad alta frequentazione.

Le telecamere utilizzate per la sperimentazione appartengono alla serie Extreme di Urmet. Resistenti a polvere, acqua, corrosione e agli atti vandalici sono in grado di rispondere alle esigenze di prevenzione e deterrenza, grazie all’analisi video intelligente, all’alta definizione e nitidezza delle immagini e alla tecnologia Active Deterrence che permette la ripresa video continua a colori anche in condizioni di luminosità critica.

«Le telecamere della serie Extreme nascono proprio per rispondere alle richieste più esigenti in ambito di sicurezza – sottolinea Pietro Dentis, Business Development Manager Urmet -. Sono ideali per applicazioni nella sicurezza urbana e controllo del territorio grazie alla loro robustezza e ad un sistema intelligente di videoanalisi. Urmet vanta una solida esperienza nella gestione di progetti complessi e sfidanti, spesso in sinergia con partner di riconosciuta eccellenza sul territorio».

L’installazione della nuova soluzione smart segna un passo importante verso una gestione più efficace, proattiva e sostenibile della sicurezza cittadina, dove Urmet ha fatto valere tutta la sua esperienza in quest’ambito, assieme a Nobus e 5T, nel corso della fase di test.

Parte innovativa dell’impianto è il palo smart progettato dall’azienda Nobus, un sistema alimentato da energia solare creato per essere utilizzato in applicazioni di videosorveglianza e monitoraggio di aree urbane ed extraurbane che necessitano di un controllo mirato, senza la necessità di essere collegato alla rete elettrica.

Il palo smart Nobus ha permesso quindi di realizzare la sperimentazione senza interventi invasivi e senza allacci alla rete, rendendo possibile, in poche ore, l’installazione di un presidio attivo in un’area delicata come i Murazzi.

«Esperienze come quella dei Murazzi dimostrano che, grazie a soluzioni come il palo smart Nobus, è possibile realizzare modelli di sicurezza urbana facilmente replicabili, anche dove mancano infrastrutture tradizionali – commenta Alessandro Noro, presidente di Nobus srl –. Il nostro obiettivo è offrire alle città strumenti flessibili per intervenire dove prima non era possibile».

La società 5T, azienda pubblica partecipata da Comune di Torino, Regione Piemonte e Città Metropolitana di Torino, ha curato la connessione su piattaforma VMS, utilizzata dal Comune di Torino per la videosorveglianza urbana.

«Per 5T questa sperimentazione conferma il valore di soluzioni che integrano tecnologie e sistemi innovativi, rendendoli realmente operativi sul campo, al servizio della Città di Torino. In questo contesto, si rafforza il nostro impegno nello sviluppo di applicazioni per la sicurezza, sia in ambito stradale che per la gestione dell’ordine pubblico» commenta Giuseppe Pezzetto, presidente della società torinese.

La sperimentazione di questo sistema di monitoraggio flessibile, economico e sostenibile, si configura quindi come un potenziale modello replicabile in numerosi altri contesti urbani ed extraurbani.

Volpiano, Giorno della Memoria: una settimana di iniziative 

 

In occasione del Giorno della Memoria, istituito dalla legge n. 211 del 20 luglio 2000, l’Amministrazione Comunale di Volpiano promuove una serie di iniziative commemorative in programma dal 26 al 31 gennaio 2026, con l’obiettivo di ricordare le vittime della Shoah, delle leggi razziali, delle persecuzioni nazifasciste e di rendere omaggio a quanti, a rischio della propria vita, si opposero al progetto di sterminio.

La data del 27 gennaio ricorda l’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz nel 1945, evento che rese evidente al mondo l’orrore del genocidio nazista. Il Giorno della Memoria è riconosciuto e celebrato anche a livello internazionale, in particolare dall’ONU, quale momento di riflessione collettiva e di responsabilità storica.

Proiezione cinematografica

Martedì 27 gennaio 2026, alle ore 20.45, presso la Sala Polivalente Maria Foglia (via Trieste 1), è in programma la proiezione del documentario
“Dove danzeremo domani?”, regia di Audrey Gordon.

Il documentario ripercorre gli eventi che seguirono all’occupazione italiana di alcuni territori del sud-est della Francia nel 1942 e il drammatico esodo di migliaia di ebrei dopo l’8 settembre 1943, attraverso una narrazione costruita su lettere, memorie e fotografie private. Al centro del racconto, la storia d’amore tra Rima Dridso Levin, ebrea russa, e Federico Strobino, ufficiale italiano.
L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Percorso in Biblioteca: “Parole per ricordare”

Nella settimana dal 26 al 31 gennaio 2026, la Biblioteca comunale di Volpiano ospita il percorso di riflessione “Parole per ricordare”, uno spazio aperto alla cittadinanza senza appuntamenti strutturati o incontri formali.

L’iniziativa prevede:

  • una breve spiegazione del significato del Giorno della Memoria;
  • una selezione di libri a tema, per adulti e ragazzi;
  • la possibilità per i visitatori di lasciare una parola di ricordo su un post-it, da affiggere su un pannello comune.

Un impegno di memoria e partecipazione

Attraverso queste iniziative, l’Amministrazione Comunale intende offrire momenti di approfondimento, partecipazione e riflessione, ribadendo il valore della memoria come fondamento della coscienza civile e della convivenza democratica.

Tutte le attività sono a ingresso gratuito.
L’Amministrazione Comunale invita la cittadinanza a partecipare numerosa alle iniziative promosse in occasione del Giorno della Memoria 2026.

 

Benedizione degli animali a Sant’Antonio di Ranverso

Domenica 18 gennaio 2026 alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, uno dei monumenti medievali più importanti e meglio conservati del Piemonte, ubicato tra Buttigliera Alta e Rosta, in Provincia di Torino, si è tenuta l’annuale S. Messa, seguita dalla benedizione degli animali e dei mezzi agricoli in occasione della Festività di Sant’Antonio Abate, il Patrono degli animali, ricordato dalla Chiesa il 17 gennaio.
La funzione religiosa, officiata da Don Franco Gonella, Parroco di Buttigliera Alta e Rosta, ha avuto come cornice un luogo intriso di storia: la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è stata infatti edificata nel 1188 per volere del Beato Conte di Savoia Umberto III con l’obiettivo di ospitare i pellegrini che percorrevano la diramazione della Via Francigena che valicava il Colle del Moncenisio e curare i malati di ergotismo. Il sovrano donò i terreni, mentre la sua quarta consorte Beatrice di Vienne volle che la struttura venisse affidata agli Antoniani dell’Abbazia di Saint-Antoine-l’Abbaye, ubicata nelle terre di suo padre Gerardo I, Conte di Mâcon e di Vienne, che facevano parte del Delfinato. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso fu il secondo luogo di culto antoniano in Europa dopo la Chiesa Abbaziale di Saint-Antoine l’Abbaye, uno dei più alti esempi di architettura gotica nel sud-est della Francia, edificata a partire dal 1297 per ospitare le reliquie di Sant’Antonio Abate, portate nel Delfinato nel 997 dal nobile Jocelin de Chateau Neuf, il quale le aveva ricevute in dono dall’Imperatore di Costantinopoli durante un suo pellegrinaggio in Terrasanta. Nel 1089 il nobile Gastone de Valloire, afflitto dalle sofferenze del figlio malato di Herpes Zoster, si recò a venerare le spoglie del santo. Il figlio guarì ed in segno di riconoscenza l’aristocratico fondò una confraternita dedicata alla cura di questo male; nacquero così gli Antoniani, detti anche “Cavalieri del fuoco sacro”. Questi religiosi si dedicavano alla cura degli ammalati di “fuoco di Sant’Antonio” che cercavano conforto presso i loro santuari, utilizzando come rimedio un balsamo a base di grasso di maiale. Da questa pratica nacque l’iconografia di Sant’Antonio, rappresentato avanti negli anni, con una lunga barba bianca, mentre avanza scuotendo un campanello, in compagnia di un maiale. Il suo bastone da pellegrino termina con una croce a forma di tau, che gli Antoniani portavano cucita sul loro abito.
Quest’Ordine religioso cessò di esistere con la Bolla “Rerum humanarum conditio” di Papa Pio VI datata 17 dicembre 1776; l’Abbazia di Saint-Antoine passò quindi all’Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, venne nazionalizzata con la Rivoluzione Francese e dal 1840 è classificata come monumento storico. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso passò invece all’Ordine Mauriziano ed oggi è di proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano.
La Festa di Sant’Antonio è sempre stata molto sentita a Buttigliera Alta e Rosta, Comuni oggi come ieri a vocazione agricola. Nel passato si portava in processione la statua quattrocentesca del santo custodita nella Precettoria, si benedivano gli animali, puliti ed infiocchettati per l’occasione e i contadini alla veglia stavano ben lontani dalle stalle: essi credevano infatti che il bestiame quella notte acquisisse il dono della parola e udire conversare gli animali sarebbe stato di cattivo auspicio.
Nel 2006 Mons. Italo Ruffino, che nell’ottobre 1999 aveva organizzato a Ranverso il convegno “Gli Antoniani e l’Europa”, al quale avevano partecipato rappresentanti dei luoghi Antoniani venuti da ogni parte del mondo, vedendo la grandi manifestazioni organizzate nel Sud Italia in occasione del 17 gennaio, ebbe l’idea di rilanciare le celebrazioni alla Precettoria e di tornare a benedire il bestiame, cosa che avvenne a partire dall’anno seguente.
Questa S. Messa rappresenta un appuntamento immancabile per gli agricoltori della zona e fa parte della “Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate”, organizzazione creata nel marzo 2021, i cui obiettivi principali sono favorire la collaborazione fra le Comunità patrimoniali aderenti, nell’ottica di creare un programma condiviso di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale e promuovere la diversità delle espressioni culturali, portando a conoscenza delle Comunità i principi della Convenzione UNESCO del 2003 e della Convenzione di Faro del 2005 sul Valore del Patrimonio Culturale.
L’evento di domenica 18 gennaio è stato patrocinato dai Comuni di Buttigliera Alta e Rosta, dalle rispettive Pro Loco, dalla Coldiretti, dalla Fondazione Ordine Mauriziano e dall’Associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano Odv.
Al termine della funzione religiosa, che è stata allietata dal coro Meloditre di Buttigliera Alta, è stata letta la “preghiera dell’agricoltore” in piemontese. Successivamente il parroco ha benedetto gli animali e i trattori.
Alle numerose persone presenti sono stati offerti i canestrelli DeCO di Buttigliera Alta.
La delegazione del Comune di Buttigliera Alta è stata guidata da Laura Saccenti, Vice Sindaco e Assessore a Cultura, Scuola, Pari Opportunità ed Associazionismo, mentre quella del Comune di Rosta dal Sindaco Domenico Morabito.
Tra le associazioni presenti: Avis Rosta; Gruppo Alpini Rosta; Associazione di Protezione Civile C.B. CLUB “Il Marinaio” Odv di Rosta; il “Colibrì Aps” di Buttigliera Alta; la Croce Verde di Rosta; la Sezione di Buttigliera Alta della F.I.D.A.S. e l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv.

ANDREA CARNINO

Un mese di iniziative per il Giorno della Memoria

Anche quest’anno un calendario ricco e articolato accompagnerà Torino verso il Giorno della Memoria. In programma cerimonie istituzionali e momenti di riflessione e approfondimento, ma anche mostre, spettacoli, presentazioni di libri e attività dedicate alle scuole. Il programma è frutto della collaborazione di Città di Torino, Città metropolitana di Torino, Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte, Prefettura di Torino, Polo del ‘900, Coordinamento associazioni della resistenza in Piemonte e oltre settanta realtà del territorio, tra università, istituti di ricerca, fondazioni, musei, teatri e associazioni.

“Mentre ci prepariamo a ricordare le vittime della Shoah e tutte le persone perseguitate e uccise dal nazifascismo – dichiara il sindaco di Torino Stefano Lo Russo -, ci troviamo di fronte a un mondo attraversato da tensioni profonde, da conflitti che mettono a dura prova la convivenza, da crisi che interrogano la nostra coscienza collettiva. Oggi più che mai comprendiamo quanto sia fragile la pace e quanto sia necessario difendere la dignità umana, senza nessuna eccezione. Torino è una città che ha sempre fatto della memoria un valore civile e nel celebrare questo Giorno della Memoria, rinnoviamo insieme l’impegno a costruire una comunità capace di ricordare e custodire il passato e, al tempo stesso, di trasformarlo in un orizzonte di pace, giustizia e libertà per il futuro.

Lunedì 19 gennaio alle ore 17.45, al Polo del ’900, si terrà il talk “La persecuzione antiebraica di Salò e la geografia della Shoah in Italia”. Ospiti Carlo Spartaco Capogreco e Bruno Maida. Incontro a cura dell’associazione culturale Vera Nocentini e dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea Giorgio Agosti (Istoreto).

Alle ore 18.30, all’Archivio di Stato, in piazzetta Mollino, è in programma la proiezione del documentario “The Hometown” di Mateusz Kudla e Anna Kokoszka-Rome, che segue Roman Polanski e Ryszard Horowitz nel loro ritorno a Cracovia, dove ripercorrono un’infanzia segnata dal ghetto ebraico e dalla persecuzione nazista. Iniziativa a cura della Fondazione Gaetano Salvemini.

Martedì 20 gennaio alle ore 10, in via Mazzini 34, si terrà la posa delle Pietre d’inciampo dedicate a Giuseppe Jarach ed Emma Todesco, a cura del Museo Diffuso della Resistenza.

Alle ore 17, al Polo del ’900, andrà in scena lo spettacolo “PA’AM ACHAT”, che narra la vicenda di un mercante in un ghetto europeo durante la Seconda guerra mondiale. Mentre le persone continuano a sparire, il mercante racconta fiabe della tradizione ebraica come gesto di speranza. Evento a cura di Fondazione Carlo Donat-Cattin, in collaborazione con la compagnia “Non fate caso a noi”.

Mercoledì 21 gennaio alle ore 17.30, all’EcoMuseo Nesta, si terrà la lezione-conferenza “Vìòla e Porrajmos: lo sterminio dei testimoni di Geova e degli zingari”, a cura dello storico Walter Revello, che affronta il tema delle persecuzioni contro testimoni di Geova e zingari/rom/sinti/camminanti. Iniziativa di Libere Gabbie.

Alle ore 18, il Polo del ’900 ospiterà l’incontro “Memoria e Contemporaneità”. Ospite la storica Anna Foa, che proporrà una riflessione sul valore della memoria come guida per la vita civile contemporanea. Iniziativa a cura del Polo del ’900.

Venerdì 23 gennaio alle ore 17.30, al Polo del ’900, si svolgerà l’incontro dedicato a “I diari di Sergio Lucco Castello, deportato a Mauthausen”, importante testimonianza della vita nel lager di Mauthausen. Ospiti dell’incontro Greta Cristofaro, Ermanno Cappelletti, Mariarosa Masoero e la BBB Band. Iniziativa a cura di ANED.

Seguirà alle ore 18.15, sempre al Polo del ’900, la presentazione del volume “L’orchestra di Goebbels. Ordini e veline alla stampa per manipolare le masse”. Ospiti saranno l’autore Giovanni Mari ed Enrico Manera. Evento a cura dell’associazione culturale Vera Nocentini, Istoreto, Fondazione Gaetano Salvemini e Edizioni Lindau, con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

Sabato 24 gennaio alle ore 10, si terrà la cerimonia in ricordo di Alberto Missaglia. Fotolitografo, insieme al padre realizzò documenti falsi per fornire identità di copertura a chi ne aveva bisogno. Scoperto, fu arrestato dai fascisti della Repubblica di Salò e successivamente deportato a Dachau, dove morì. Ritrovo presso la pietra d’inciampo dedicata ad Alberto Missaglia in corso Principe Oddone 21. Iniziativa a cura di ANPI – sezione Martiri del Martinetto.

Alle ore 16, al Piccolo Regio Puccini, va in scena Brundibár, opera per bambini in due atti di Hans Krása. Scritta per essere rappresentata nella città-ghetto di Terezín, con protagonisti e spettatori prigionieri, è indissolubilmente legata alle vite degli innocenti che la misero in scena prima di essere deportati nei campi di sterminio nazisti, come lo stesso Krása, morto ad Auschwitz nel 1944. La storia racconta dei fratellini Aninka e Pepíček che, aiutati da tre animali magici e da numerosi amici, riescono a sconfiggere il malvagio Brundibár, celebrando la solidarietà e l’affetto come uniche armi capaci di infondere il coraggio di opporsi al male. Lo spettacolo è preceduto dalla proiezione del documentario “Terezín, la città che Hitler regalò agli ebrei”, a cura di Michele Bongiorno, regia di Jan Ronca. L’iniziativa, a cura di Teatro Regio Torino, sarà replicata domenica 25 gennaio alle ore 16.

Alle ore 20.30, al Conservatorio di Musica di Torino, andrà in scena lo spettacolo “La Musica dei luoghi. L’inferno di Treblinka”, ispirata dalle parole scritte nel 1944 da Vasilij Grossman, corrispondente di guerra dell’Armata Rossa dopo la liberazione del campo di Treblinka. Iniziativa a cura del Conservatorio di Torino.

Domenica 25 gennaio si aprirà con l’iniziativa “Riflessioni… per non dimenticare. Il Giorno della Memoria in tram storico”, proposta da Associazione Torinese Tram Storici e associazione “AgoÁrt – teatro e non solo”. Un viaggio a bordo del tram storico 2598 del 1933, trasformato per l’occasione in Tram della Memoria. Partenze alle ore 10, 10.40 e 11.20 dal capolinea di piazza Castello (lato Teatro Regio).

Alle ore 11, al Cimitero Monumentale, la storica dell’arte Federica Tammarazio accompagnerà i visitatori lungo il percorso “1946. Le parole di chi è tornato”, che ripercorre la storia del nazifascismo, delle deportazioni e della Shoah attraverso le parole dei sopravvissuti. Iniziativa a cura di Pentesilea e ANPI Nicola Grosa, in collaborazione con AFC Torino SpA.

Alle ore 17.30, all’EcoMuseo Nesta, si terrà l’incontro “Omocausto”, che affronta il tema della persecuzione, tortura, incarcerazione e uccisione di migliaia di persone omosessuali da parte del nazifascismo. L’iniziativa, a cura di Libere Gabbie, sarà replicata lunedì 26 gennaio alle ore 20.45 all’EcoMuseo Nesta e martedì 27 gennaio alle ore 20 al Collegio Universitario Einaudi – sezione Po, via Maria Vittoria 39.

La giornata si chiuderà alle ore 21, alla Cascina Roccafranca, in via Rubino 45, con la proiezione del film “Bocche Inutili” di Claudio Uberti (2022), che racconta la storia di Ester, ebrea italiana deportata nel campo di concentramento femminile di Ravensbrück, dove assiste a soprusi, violenze e uccisioni, ma anche a forme di solidarietà femminile. Iniziativa a cura del Gruppo Roccafranca Film.

Lunedì 26 gennaio, alle ore 17, la biblioteca civica Cesare Pavese di via Candiolo 79 ospiterà l’incontro “Giorno della Memoria. Popoli senza Stato, genocidi e identità negate”, una riflessione sul significato del Giorno della Memoria, che pone al centro non solo la tragedia della Shoah, ma anche la condizione di quei popoli che hanno vissuto persecuzioni, diaspora e negazione dell’identità collettiva. Iniziativa a cura di BCT, Gruppo donne di Mirafiori sud e ANPI – sezione Ercole Epicedio.

Alle ore 17.30, al Centro Pannunzio di via Maria Vittoria 35/h, si terrà invece l’appuntamento dedicato a “Mafalda di Savoia, la principessa italiana internata e morta in Germania nel 1944”, che ripercorre la tragica vicenda della figlia del re d’Italia Vittorio Emanuele III, attirata in un tranello dai tedeschi dopo la firma dell’armistizio tra l’Italia e gli anglo-americani nel settembre 1943. Arrestata mentre rientrava in Italia dalla Bulgaria, fu deportata nel lager di Buchenwald, dove morì. Iniziativa a cura del Centro Pannunzio, in collaborazione con l’associazione culturale “La tela di Clio”.

Sempre alle ore 17.30, la biblioteca civica Natalia Ginzburg di via Lombroso 16 ospiterà la presentazione della graphic novel “Zwei Menschen. Il ponte”, disegnata da Max Cambellotti su testo di Susanne Ruth Raweh e Isabel Grube. Il racconto intreccia due piani temporali: da un lato l’incontro, nell’Europa dell’Est occupata dai nazisti, tra un comandante tedesco e un medico ebreo, che diventano complici in situazioni inumane e assurde; dall’altro, nel presente, il dialogo tra due donne – la nipote tedesca e la figlia ebrea – che si interrogano sul passato per ricostruire un nuovo ponte di dialogo, fiducia e amicizia. Iniziativa a cura della biblioteca civica Natalia Ginzburg e del Polo Lombroso 16, con la partecipazione del coro ASAI Bernardo Ascoli, diretto dal maestro Marco Ravizza.

Alle ore 18, Palazzo Barolo ospiterà l’incontro “Per Leone Sinigaglia (1868–1944)”, dedicato a uno dei protagonisti della storia musicale italiana tra Ottocento e Novecento, la cui vicenda artistica si trasformò in tragedia con la promulgazione delle leggi razziali del 1938. All’appuntamento interverranno Giuliana Maccaroni, docente bibliotecario del Conservatorio di Torino, Giulio Disegni, avvocato civilista, delegato della Comunità Ebraica di Torino e vicepresidente dell’UCEI, con la partecipazione di Giorgio Sinigaglia. Modera Stefano Vitale, direttore artistico dell’associazione Amici dell’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI. Il programma prevede l’esecuzione di musiche di Leone Sinigaglia con il Quartetto Archos. Iniziativa a cura della Fondazione Avvocatura Torinese Fulvio Croce, in collaborazione con Amici OSN RAI.

Alle ore 18, al Polo del ’900, si terrà invece l’incontro “Il ‘se’ della specie umana”, che propone un confronto tra “La specie umana” di Robert Antelme e “Se questo è un uomo” di Primo Levi, testimonianze dirette dei lager nazisti. Ospiti dell’incontro saranno Domenico Scarpa, Stefania Ricciardi e Lino Spadaro. Iniziativa a cura del Centro Internazionale di studi Primo Levi.

Sempre alle ore 18, la biblioteca del Centro di Documentazione Storica della Circoscrizione 5, in via Stradella 192, organizzerà l’incontro “L’altro Olocausto: i casi di deportazione di abitanti dei quartieri di Lucento, Madonna di Campagna e Borgo Vittoria”, che prende spunto dalle cinque pietre d’inciampo presenti sul territorio della Circoscrizione 5.

Alle ore 20.30, al Cinema Massimo, sarà proiettato, alla presenza dei registi Patricia Hector e Lothar Herzog, il documentario “Das Ungesagte (The Unspoken)”, in cui alcuni sostenitori del Terzo Reich rompono per la prima volta il silenzio, offrendo testimonianze dirette e inedite. L’iniziativa, a cura del Museo Nazionale del Cinema e dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, sarà replicata martedì 27 gennaio alle 20.30.

Il Giorno della Memoria, martedì 27 gennaio, sarà scandito da numerosi appuntamenti, che alle cerimonie istituzionali affiancano momenti di approfondimento e iniziative culturali.

Alle ore 9.30, al Cimitero Monumentale (ingresso consigliato da corso Regio Parco 80), si terrà la cerimonia istituzionale di omaggio alle lapidi dei Caduti, dedicata al ricordo dello sterminio del popolo ebraico, degli internati militari e di tutti i deportati nei campi nazisti. Iniziativa a cura della Città di Torino.

Alle ore 10, la sede nazionale A.I.Z.O. rom e sinti, in via Foligno 14, ospiterà l’incontro “Rom e sinti, lo sterminio dimenticato”, con operatori, volontari, membri della comunità rom e sinta. Iniziativa a cura di A.I.Z.O. rom e sinti OdV.

Alle ore 11.30, nella Sala Rossa di Palazzo Civico, si svolgerà la Celebrazione istituzionale del Giorno della Memoria, con la partecipazione del sindaco Stefano Lo Russo, della presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo e orazione ufficiale del presidente dell’ANED di Genova Filippo Biolé. Iniziativa a cura della Città di Torino. La celebrazione potrà essere seguita anche in diretta streaming sul sito della Città.

Alle ore 12.30, il Museo del Risorgimento ospiterà l’incontro “Corre voce, corriamo anche noi” di Antonio Bertusi e Thea Dellavalle, che propone una riflessione su come circolano le notizie e su quale percezione si ha di ciò che accade durante una guerra: una lettera spedita e mai arrivata, o giunta con ottant’anni di ritardo, diventa spunto per interrogarsi su informazione, credibilità e responsabilità. L’iniziativa, a cura della Fondazione TRG, sarà replicata alle ore 18.

Alle ore 14.30, al Polo del ’900 si terrà la cerimonia di posa della targa dedicata a Bruno Segre, partigiano, avvocato e presidente dell’ANPPIA, nel cortile di Palazzo San Daniele, in ricordo del suo impegno civile e del suo costante legame con i giovani.

Seguirà, alle ore 16, l’incontro “Europa e memoria”, che affronterà il tema della ricostruzione europea dopo i crimini degli anni Quaranta, analizzando come il trauma condiviso abbia alimentato un progetto di integrazione e di convivenza dal valore politico e civile senza precedenti. Ospite Paolo Gentiloni, in dialogo con l’autrice Daniela Muraca.

Alle ore 16.30, al Museo del Risorgimento, la visita guidata tematica “Oltre la Giornata della Memoria – La difficile conquista delle libertà, confronto tra l’Ottocento e oggi” metterà in relazione il Risorgimento e l’indipendenza italiana con il lungo processo di conquista dei diritti per la libertà religiosa, che ha contribuito ad alimentare i moti del 1848 a Torino. In occasione del Giorno della Memoria, la visita racconta la storia delle lotte per l’indipendenza, per i diritti e per le costituzioni, approfondendo il ruolo svolto dalle minoranze religiose in questo complesso percorso storico.

Alle ore 18.30, nella sede del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Torino, in via Pietro Giuria 7, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Qui non c’è un perché”. La rappresentazione propone la vita vissuta di un uomo responsabile di crimini nei lager nazisti: un medico che ha ucciso con iniezioni di fenolo e mandato migliaia di persone alle camere a gas, la cui esistenza, rovesciata nel tempo, appare paradossalmente come quella di un benefattore. Spettacolo tratto dal libro “La freccia del tempo” di Martin Amis, voce recitante di Marco Alotto, suoni e immagini di Dj Gips. Iniziativa a cura dell’associazione teatrale Itaca, in collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Torino.

Alle ore 19.30, al Teatro Gobetti, lo spettacolo teatrale “Tutto in me è amore. Sul ‘corpo politico’ di Piero Gobetti”, rinnoverà la memoria dell’intellettuale torinese divenuto simbolo dell’antifascismo a cento anni dalla scomparsa. Drammaturgia di Diego Pleuteri, regia di Marco Lorenzi. L’iniziativa, a cura del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, in collaborazione con il Centro Studi Piero Gobetti e la Fondazione Circolo dei Lettori, sarà replicata da martedì 27 gennaio a domenica 1° febbraio.

Alle ore 20 si terrà invece la tradizionale fiaccolata da Porta Nuova a Le Nuove, promossa dall’associazione Nessun uomo è un’isola ETS, in ricordo delle persone che, durante la Seconda guerra mondiale, subirono una dura prigionia persecutoria nelle carceri Le Nuove. Il percorso partirà dalla lapide ANED situata in corrispondenza del binario 17 della stazione di Porta Nuova e procederà lungo corso Vittorio Emanuele II fino al Museo Carcere “Le Nuove”.

Ultimo appuntamento della giornata è alle ore 21 al teatro Principessa Isabella di via Verolengo 212, dove andrà in scena lo spettacolo teatrale “Oltre la Memoria: Diario di un figlio”. Iniziativa a cura di Teatro Isabella, Il Piccolo Teatro d’Arte, produzione Teatro LaBarca di Milano.

Mercoledì 28 gennaio, alle ore 10, nella Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, in corso Galileo Ferraris 266, si terrà lo spettacolo “Viaggioadauschwitz a/r” di Dispari Teatro – Compagnia Melarancio. Un racconto sul cammino compiuto da Gimmi Basilotta da Borgo San Dalmazzo fino ad Auschwitz.

Alle ore 17.30, alla biblioteca civica Natalia Ginzburg, in via Lombroso 16, andrà in scena “Voci libere – La Scelta”. Diciotto attori danno voce a uomini e donne che, di fronte alla tragedia dell’Olocausto, hanno scelto di difendere la dignità umana, anche a costo della vita. Ospite Anna Abate. Iniziativa a cura di Associazione culturale Vera Nocentini, Biblioteca civica Natalia Ginzburg e Polo Lombroso 16.

Alle ore 17.30, il punto di servizio bibliotecario “I ragazzi e le ragazze di Utøya” di via Zumaglia 39 ospiterà l’incontro “La Memoria passa anche da qui”, con il professore Luca Davico del Politecnico di Torino, curatore del progetto “Strada per strada”. Un viaggio nella toponomastica torinese per ricordare coloro che, per motivi politici o razziali, transitarono o persero la vita nei lager nazisti. L’iniziativa, a cura di Biblioteche civiche torinesi e Politecnico di Torino, sarà replicata giovedì 29 gennaio alle ore 21 a Cascina Roccafranca, in via Rubino 45.

Alle ore 20, il Polo del ‘900 ospiterà l’incontro “Da Treblinka, da Auschwitz. Vasily Grossman e Primo Levi: un dialogo fra testimoni”, lettura alternata da “L’inferno di Treblinka” di Vasilij Grossman e da “Rapporto su Auschwitz” di Primo Levi e Leonardo De Benedetti: rispettivamente, il primo reportage e il primo referto scientifico sui campi di sterminio. Ospiti Valter Malosti e Domenico Scarpa. Iniziativa a cura di Centro studi Primo Levi, in collaborazione con Study Center Vasily Grossman.

La giornata si chiuderà alle 20.45 all’EcoMuseo Nesta, con lo spettacolo teatrale “Auschwitz è casa mia”. Uno spettacolo claustrofobico, destinato a un pubblico non suggestionabile, pronto a calarsi in uno spazio scenico ridotto, simile a una piccola cella, per vivere l’inimmaginabile della Shoah. L’iniziativa, a cura di Libere Gabbie, sarà replicata giovedì 29 gennaio alle ore 17.30, venerdì 30 gennaio alle 11.30 e sabato 31 gennaio alle 17.30 e alle 20.45.

Giovedì 29 gennaio alle ore 18, il Polo del ‘900 ospiterà la tavola rotonda dal titolo “La Memoria in ostaggio”, per analizzare l’uso di termini come Genocidio, Antisemitismo, Resistenza e Colonialismo nel dibattito contemporaneo, mettendo a fuoco la crisi semantica del linguaggio pubblico e le sue ricadute etiche e politiche. Ospiti saranno Mirco Carrattieri, Donatella Della Porta, Lavinia Parsi e Gabriele Proglio. L’iniziatriva è a cura di Fondazione Carlo Donat-Cattin, Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci, Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali e Unione Culturale “Franco Antonicelli”.

Venerdì 30 gennaio alle ore 10, il Polo del ‘900 ospiterà il laboratorio “Dai campi alle memorie”, che affronterà la struttura del sistema concentrazionario nazista e il diverso ruolo assunto dai vari luoghi della deportazione nelle politiche memoriali contemporanee. Ospiti saranno Enrico Manera, Elena Pirazzoli e Luca De Caris. Iniziativa a cura di Istoreto.

Alle ore 17.30, all’EcoMuseo Nesta si terrà la conferenza e presentazione del libro “La Shoah nella storia di Israele”, incontro-confronto per comprendere, in modo oggettivo e non partigiano, il ruolo della Shoah nella vita pubblica e politica israeliana. Iniziativa a cura di Libere Gabbie.

Alle ore 21, al Teatro Studio Bunker di via Niccolò Paganini 0/200, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Destinatario sconosciuto”. Nella Germania di Hitler, un’amicizia epistolare si trasforma in odio e precipita in una orribile quanto raffinata vendetta. Tratto dall’omonimo romanzo epistolare di Katherine Kressmann Taylor. Lo spettacolo, a cura di Accademia dei Folli, sarà replicato sabato 31 gennaio alle ore 19.

Sabato 31 gennaio, alle ore 21, al Polo Culturale Lombroso16, andrà in scena lo spettacolo “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman. Hans e Konradin sono due sedicenni: uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica. La loro amicizia viene spezzata dagli eventi della Germania del 1933. Regia di Marco Alotto, con Enrica Bergesio, Luca Garnero Camilla Malengo e Mattia Ricciardelli. Iniziativa a cura dell’associazione teatrale Itaca.

Gli appuntamenti legati alla celebrazione del Giorno della Memoria proseguono anche a febbraio. Il calendario completo delle iniziative è consultabile sul sito della Città di Torino.

LE MOSTRE

Domenica 18 gennaio, alle ore 15, l’EcoMuseo Nesta inaugurerà la mostra “Bambini/Numeri – L’infanzia durante la Shoah”, progetto nato da una riflessione condivisa da Libere Gabbie e EcoMuseo Nesta su come raccontare ciò che i bambini hanno vissuto durante la Shoah, ponendo la domanda a una serie di artisti torinesi e internazionali. In occasione dell’inaugurazione, il curatore prof. Walter Revello accompagnerà i visitatori alla scoperta delle opere e degli interrogativi che esse sollevano. Iniziativa a cura di Libere Gabbie, visitabile fino al 28 febbraio. All’inaugurazione seguirà lo spettacolo di teatro civile “Piepel e Bambole: gli schiavi sessuali dei lager”, che affronta il tema dei tanti giovani ragazzi e ragazze che furono abusati sessualmente dei campi di concentramento nazifascisti. A partire dalla testimonianza dello scrittore Ka-Tzetnik 135633.

Il Museo del Carcere Le Nuove propone invece due mostre. “La Guerra di Dino – lettera per lettera”, dedicata a Dino Ferrero e, attraverso la sua vicenda personale, a tutti gli Internati Militari Italiani (IMI) nei lager della Seconda guerra mondiale, ripercorre il cammino di Dino Ferrero durante la guerra, attraverso documenti, video, fotografie, cartoline, lettere e oggetti personali: dalla vita militare alla cattura, fino alla deportazione. Il progetto, che ha ricevuto il riconoscimento del Parlamento Europeo, è a cura di Ico Ferrero, Museo Carcere Le Nuove e ANEI.
La mostra “L’arte in prigionia, un nuovo inizio per l’Europa”, anch’essa a cura di ANEI e Museo Carcere Le Nuove, presenta invece le opere artistiche realizzate dagli Internati Militari Italiani durante la detenzione nei lager. Entrambe le mostre saranno visitabili fino a sabato 31 gennaio.

Due mostre saranno visitabili fino al 31 gennaio al Polo del ‘900. “La memoria si rinnova” è un percorso che ricostruisce, attraverso fotografie e documenti provenienti da numerosi archivi, gli ottannt’anni di storia dell’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti. Un percorso che restituisce il dramma vissuto dai deportati e dai loro familiari e l’impegno dell’associazione nel testimoniare le atrocità dei lager e il contributo dei deportati italiani alla lotta al nazifascismo. Iniziativa a cura di ANED.
La mostra “Vasilij Grossman. La forza dell’umano nell’uomo”, è dedicata invece alla vita e all’opera di una delle voci più coraggiose della letteratura del Novecento. Attraverso testimonianze, documenti, testi e fotografie inedite, l’esposizione restituisce la complessità del mondo dello scrittore e propone la proiezione del cortometraggio “Una telefonata di Stalin”, tratto da “Vita e destino”. Iniziativa a cura del Centro Culturale Pier Giorgio Frassati ETS.

Da martedì 27 gennaio a sabato 31 gennaio, tra le ore 17.30 e le 19.30, Casadart&Cresciani, via Rocciamelone 7/F, propone la mostra “Tra Shoah e Nakba: riflessioni immaginali, verifiche attraverso le pratiche di divisione, differenza, sovrapposizione e cancellazione sul tema del genocidio”, curata da Gianluca Cresciani, in collaborazione con Silvia Marchionne. In esposizione le opere di alcuni artisti del collettivo di CASADART& che si confrontano, attraverso diversi linguaggi espressivi, sul tema del genocidio. Iniziativa a cura dell’associazione “Avvalorando”.

Piazza Baldissera: ecco come cambia la viabilità

Il ridisegno di piazza Baldissera compie un passo decisivo con l’avvio della posa dell’infrastruttura tranviaria, un intervento che da mercoledì prossimo 21 gennaio e fino al 31 marzo 2026 imporrà una nuova geografia della circolazione nel quadrante nord-ovest della zona. La riqualificazione, pensata per fluidificare il traffico e potenziare il trasporto pubblico, entra dunque in una nuova fase operativa, trasformando temporaneamente l’assetto viario tra via Stradella, via Chiesa della Salute e corso Venezia.

Le modifiche riguardano via Enrico Giachino, dove scatterà il divieto di transito sia per i veicoli che per i pedoni nel tratto compreso tra la piazza e il controviale ovest di corso Venezia. Anche lo snodo tra via Chiesa della Salute e via Stradella sarà interessato da chiusure mirate, in particolare nel tratto tra via Stradella 26 e via Chiesa della Salute 4/A, con l’aggiunta di un divieto di sosta e fermata sul lato est di via Chiesa della Salute fino all’altezza di via del Ridotto.

Per bilanciare le chiusure e garantire la mobilità locale, la circolazione sarà riorganizzata attraverso un sistema di sensi unici alternati “a vista” che interesserà il controviale ovest di corso Venezia, via Stradella e via Chiesa della Salute, facilitando così l’accesso alle aree limitrofe pur in presenza del cantiere. Chi si muove a piedi o in bicicletta potrà invece contare su un percorso promiscuo ciclopedonale appositamente istituito tra la ciclabile ovest di corso Venezia e via Stradella.

Sebbene questi interventi richiedano una modifica alle abitudini quotidiane di residenti e pendolari, restano passaggi determinanti per il completamento del nuovo volto della piazza. La raccomandazione per chi attraversa il quartiere è di privilegiare, dove possibile, i percorsi alternativi e di prestare la massima attenzione alla segnaletica temporanea che guiderà il traffico fino alla fine di marzo, termine previsto per questa fase di lavori.

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L’assessore Vignale in Valle Orco

Venerdì pomeriggio l’Assessore regionale ai Fondi di Sviluppo e Coesione, Gian Luca Vignale, ha effettuato un sopralluogo in Valle Orco, visitando i Comuni di Ceresole Reale e Locana per verificare lo stato di avanzamento di opere finanziate con contributi regionali e incontrare le amministrazioni locali.

A Ceresole Reale, l’Assessore ha incontrato il Sindaco Alex Gioannini, il Vice Sindaco Mauro Durbano, presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso, e l’Assessore comunale Davide Bruno Mattiet. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli interventi finanziati grazie ai Fondi di Sviluppo e Coesione, risorse di origine europea trasferite dallo Stato alle Regioni. Nell’attuale programmazione, il Piemonte ha ricevuto 105 milioni di euro, redistribuiti attraverso il programma regionale a 805 Comuni per la realizzazione di quasi mille progetti locali.

Tra questi rientra il progetto del Comune di Ceresole Reale, destinatario di un finanziamento pari a circa 160 mila euro, che verrà utilizzato per la realizzazione di ecoisole in legno per la raccolta dei rifiuti, in linea con le esigenze ambientali e paesaggistiche del territorio montano.

«I Fondi di Sviluppo e Coesione rappresentano uno strumento fondamentale per sostenere i piccoli Comuni e le aree montane, garantendo interventi concreti e mirati che migliorano la qualità della vita dei cittadini e valorizzano il territorio», ha dichiarato l’Assessore Gian Luca Vignale. «La Valle Orco è un esempio virtuoso di come queste risorse possano tradursi in progetti utili, sostenibili e coerenti con l’identità locale».

La visita a Ceresole Reale è stata anche l’occasione per conoscere alcune realtà simbolo del paese, a partire dalla scuola primaria, considerata la più piccola d’Italia, con due alunni e un’insegnante, un primato che il Comune difende con orgoglio. Il sopralluogo è proseguito alla pista di sci di fondo e al centro sportivo, dove l’Assessore ha incontrato il maestro di sci Marco Rolando, per poi concludersi con la visita ad alcune attività storiche del paese, tra cui il negozio di alimentari “Giannina”, autentica istituzione per la comunità locale.

A Locana, l’Assessore Vignale ha incontrato il Sindaco Mauro Peruzzo Cornetto, il Vice Sindaco Mauro Noascone e l’Assessore comunale Mauro Gugliemetti, che hanno illustrato lo stato di avanzamento dei lavori presso l’Alpe Cialma. La ristrutturazione della stazione sciistica è stata finanziata anche grazie a 400 mila euro provenienti da un accordo di programma con la Regione. I lavori, attualmente sospesi a causa delle condizioni meteorologiche, risultano in fase avanzata e l’amministrazione ha già individuato il gestore degli impianti, che saranno operativi dalla prossima stagione invernale.

«L’obiettivo è trasformare l’Alpe Cialma in un punto di riferimento per il turismo della Valle, non solo in inverno ma durante tutto l’anno», ha sottolineato Vignale. «Investire su infrastrutture e servizi significa creare opportunità di sviluppo economico e contrastare lo spopolamento delle aree montane. Ho potuto apprezzare l’ottimo lavoro dell’amministrazione nel creare occasioni di sviluppo e lavoro con la gestione di iniziative quali il caseificio, l’Alpe Cialma e la struttura per anziani».

Sempre a Locana, grazie a 160 mila euro di Fondi di Sviluppo e Coesione, verrà inoltre finanziato nel corso dell’anno un intervento di recupero del centro storico, volto a valorizzare il patrimonio edilizio e urbano del paese.

Il sopralluogo si è concluso con la visita ad alcune eccellenze locali, tra cui il caseificio e punto vendita “Gran Paradiso”, realizzato e gestito dal Comune, e la casa vacanze Pra del Brec della famiglia Laboroi, esempio di ricettività di qualità e di recupero del patrimonio edilizio tradizionale, accompagnati da Giorgio Magrini, direttore generale del GAL Valli del Canavese.

«Queste realtà dimostrano come, attraverso una sinergia tra Regione e amministrazioni locali, sia possibile sostenere uno sviluppo equilibrato e duraturo, capace di coniugare tutela del territorio, turismo e qualità dei servizi», ha concluso l’Assessore Vignale.

Piemonte Miele celebra 50 anni e guarda al futuro dell’apicoltura italiana

La mattinata ha visto la partecipazione di istituzioni politiche nazionali e regionali,
associazioni di categoria e soci conferenti, focalizzando le riflessioni su
cooperazione, qualità, cambiamento climatico e sostenibilità, con un dibattito
incentrato sulle sfide derivanti dalla direttiva breakfast e dalla nuova PAC.
Fossano, 17 gennaio – Una giornata di festeggiamenti, confronti e visione verso il futuro ha
segnato il cinquantesimo anniversario di Piemonte Miele, celebrato a Cussanio (Fossano –
CN), alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo apistico, cooperativo e di
settore. Un traguardo importante per una cooperativa che, in mezzo secolo di attività, ha
contribuito in modo significativo alla crescita del settore e alla valorizzazione del miele di
qualità, diventando un punto di riferimento per il territorio piemontese e non solo.
“La cooperativa nasce nel 1976, dalla visione di otto apicoltori che volevano iniziare ad
avere la possibilità di lavorare insieme usando la cooperazione per ottimizzare le economie
di spesa. – racconta Davide Colombo, Presidente di Piemonte Miele, di fronte a una sala
gremita di apicoltori e rappresentanti politici – Dopo cinquant’anni la cooperativa è diventata
un punto di riferimento per i consumatori e la grande distribuzione, non solo nel nord Italia
ma in tutta la penisola. Siamo la cooperativa leader per le vendite di miele e siamo orgogliosi
di dire che nell’ultimo anno abbiamo avuto una crescita del 18% nelle vendite alla grande
distribuzione”.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente della Regione Piemonte,
Alberto Cirio: “Siamo qui oggi per celebrare questi cinquant’anni di mondo cooperativo
legato a un prodotto straordinario per la nostra Regione, che è la prima in Italia per numero
di alveari. Con il nostro assessorato vogliamo dimostrare una grande attenzione per un
percorso che vogliamo fare con gli apicoltori, ricordando che le sfide globali sono tante ma
che, se lavoriamo insieme privilegiando la qualità e il rispetto pragmatico dell’ambiente,
avremo un futuro roseo”. A contribuire ai saluti anche l’Assessore all’Agricoltura di
Regione Piemonte, Paolo Bongioanni: “L’apicoltura rappresenta per il Piemonte un settore
di valore strategico, fondamentale per la tutela della biodiversità e per la valorizzazione
anche delle aree più marginali della nostra Regione. Come assessorato confermiamo il
nostro impegno a sostenere il settore, sia attraverso il supporto alla ricerca, anche tramite i
centri, sia mettendo a disposizione gli strumenti regionali, economici e operativi, a servizio
degli apicoltori”.

L’incontro di Fossano è stata inoltre un’occasione per associazioni e politica di sottoscrivere
dal vivo il Manifesto per il Futuro dell’Apicoltura, un’iniziativa di Piemonte Miele per dare
voce a un settore che spesso viene lasciato