CRONACA- Pagina 2

Prende a calci un suv parcheggiato. Arrestato dalla Polizia Locale

 

Si era messo a prendere a calci con forza un suv parcheggiato nella zona di San Salvario, ma non sapeva di essere sotto lo sguardo di alcuni agenti in borghese del Reparto Operativo Speciale della Polizia Locale che lo hanno fermato e poi arrestato.

L’episodio è avvenuto nella serata di martedì, intorno alla 19. Una pattuglia della Polizia Locale stava effettuando un servizio di verifica di segnalazioni specifiche nella zona della stazione di Porta Nuova quando gli agenti hanno notato un giovane sul marciapiedi che, all’improvviso, si era messo a sferrare calci e pugni senza una ragione apparente verso un’automobile parcheggiata. Gli agenti lo hanno immediatamente raggiunto e fermato, qualificandosi, e il ragazzo, un ventenne originario del Ghana, ha opposto resistenza e rifiutato di fornire le sue generalità. È stato quindi portato negli uffici del Comando di via Bologna per ulteriori accertamenti dove è stato identificato.

Al momento dell’identificazione, è risultato che il giovane era destinatario di un divieto di dimora nel Comune di Torino, attualmente in vigore, disposto dal Tribunale in seguito ad un precedente arresto per atti persecutori.

È stato così denunciato all’autorità giudiziaria per danneggiamento aggravato (articoli 635 e 625 C.P.), resistenza a pubblico ufficiale (articolo 337 C.P.) e rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale (articolo 651 C.P.)

Il pubblico ministero ne ha disposto l’arresto e il trasferimento alla casa circondariale Lorusso e Cutugno.

Il procedimento penale oggetto del presente comunicato si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza dell’indagato, sino alla sentenza definitiva.

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Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli  al Museo Accorsi-Ometto

Accompagnato dal Presidente Costanzo Ferrero e dal Direttore Luca Mana, ha visitato la mostra DA FONTANA A CRIPPA A TANCREDI. LA FORMIDABILE AVVENTURA DEL MOVIMENTO SPAZIALISTA e le collezioni del Museo.

Il Presidente della Fondazione Costanzo Ferrero commenta: “Accogliere per la prima volta un ministro della Repubblica nel nostro Museo rappresenta un grande onore e un importante riconoscimento. La visita del Ministro Giuli premia l’impegno, la dedizione e il lavoro svolto in questi anni per rendere il Museo Accorsi-Ometto un luogo di cultura sempre più vivo, aperto e riconosciuto nel panorama culturale nazionale”.

La visita del Ministro è stata anche occasione per parlare dei progetti futuri del Museo.

Il Direttore Luca Mana osserva: “La visita del Ministro Alessandro Giuli è stata importante sotto diversi punti di vista: rappresenta un riconoscimento ai fondatori del Museo Accorsi-Ometto che, per primi, osarono pensare a una realtà culturale privata, in una città a forte vocazione pubblica quale è Torino; è un premio al lavoro finora svolto di valorizzazione e di comunicazione del nostro patrimonio e della nostra offerta culturale. Infine ci permette di sperare nell’appoggio pubblico per realizzare un progetto che ci sta particolarmente a cuore: quello di spostare il focus delle nostre iniziative dal Museo di Arti Decorative all’intero Complesso Monumentale di Sant’Antonio Abate, di cui il Museo sarà parte integrante, ma non unica”.

cs

Arrestato in Barriera con 10mila euro e 2kg di droga

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino senegalese di ventidue anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Nelle scorse ore i poliziotti della squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di P.S. Barriera di Milano hanno fatto accesso in uno stabile di via Monza, ove il continuo viavai di persone non residenti nello stesso, aveva fatto sorgere il sospetto che all’interno di un alloggio si svolgesse un’attività illecita.

Approfittando dell’accesso di un cliente nell’appartamento, i poliziotti procedevano al controllo dello stesso, trovando all’interno il ventiduenne e notando che alcune stanze erano state adibite ad un vero e proprio laboratorio per la produzione di sostanze stupefacenti: sui fornelli era tutto predisposto per la preparazione del crack, con pentole e tazzine in ceramica messe a bagnomaria, mentre sul tavolo del salotto la cocaina e il crack si presentavano nelle varie fasi della lavorazione e del confezionamento.

La perquisizione personale e locale consentiva di rinvenire quasi un chilo e mezzo di cocainaun chilo di crack e la somma di denaro contante pari a 9.445€, sequestrata poiché considerata provento della illecita attività.

Il giovane, ritenuto, per le modalità di confezionamento e suddivisione dell’ingente quantitativo di narcotico ritrovato, un fornitore degli spacciatori al dettaglio, è stato arrestato.

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e vige, pertanto, la presunzione di non colpevolezza dell’indagato, sino alla sentenza definitiva.

Tentato furto e accoltellamento nella notte a Torino: ambulante in carcere

Nella notte in piazza Derna, un tentato furto a un furgone si è trasformato in una violenta aggressione. Due uomini di 45 e 40 anni avrebbero cercato di rubare generi alimentari dal mezzo, venendo sorpresi dal proprietario, un ambulante 39enne.

Durante la colluttazione, l’ambulante avrebbe colpito con una coltellata alla tempia uno dei due. Il ferito è stato trasportato all’Ospedale Giovanni Bosco: è grave ma non in pericolo di vita.

I due presunti ladri sono stati denunciati per tentato furto, mentre l’ambulante è stato arrestato per tentato omicidio e portato nel Carcere Lorusso e Cutugno.

Askatasuna, la procura ricorre contro le scarcerazioni

Uno dei giovani che avevano partecipato ai disordini nella manifestazione pro Askatasuna aveva ottenuto la revoca degli arresti domiciliari. Ora la procura di Torino ha presentato appello contro la decisione di un gip di non disporre la custodia cautelare in carcere per i tre antagonisti arrestati in occasione degli scontri del 31 gennaio.Il ricorso verrà discusso davanti al tribunale del riesame.

Confcooperative Piemonte Sud dialoga sui temi della comunità

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A Cuneo la seconda Assemblea dei soci: l’economia sociale e il ruolo della cooperazione

Mercoledì 11 febbraio scorso si è tenuta a Cuneo la seconda assemblea dei soci di Confcooperative Piemonte Sud, alla presenza dei rappresentanti di Confcooperative nazionali e delle istituzioni del territorio. Durante l’evento sono intervenuti l’assessore regionale Marco Gallo, la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e il vescovo di Cuneo, Mons. Piero Delbosco. Erano anche presenti i rappresentanti delle Camere di Commercio di Cuneo-Asti e Alessandria, e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Questo appuntamento ha voluto ribadire una priorità condivisa: la cooperazione è una leva strutturale per lo sviluppo locale, la coesione sociale e la tenuta della comunità.

A confermarlo sono anche i numeri del sistema cooperativo del Sud Piemonte: sono presenti 385 imprese cooperative, con oltre 35 mila soci, 15 mila occupati e 1,5 miliardi di euro di fatturato complessivo. Si tratta di un tessuto produttivo in cui l’agricoltura genera oltre il 50% del fatturato dell’unione territoriale, mentre l’area sociale e sanitaria concentra più della metà dell’occupazione. A questo si aggiunge il contributo delle nove Banche di Credito Cooperativo, con 150 mila soci, 1500 occupati, 12 miliardi di raccolta diretta, dati che indicano con chiarezza quale sia il peso economico e civile della cooperazione per il territorio.

“La cooperazione ha dimostrato di saper tenere insieme sviluppo economico e valore sociale – ha spiegato nel suo intervento il presidente di Confcooperative Piemonte Sud, Mario Sacco  – oggi più che mai è necessario rafforzare questa consapevolezza e guardare avanti con una visione condivisa”.
Sacco ha inoltre evidenziato alcuni nodi strategici per il futuro delle comunità locali: dal valore del lavoro nella cooperazione sociale al coinvolgimento delle nuove generazioni, fino alla qualità dell’occupazione in agricoltura.

“Confcooperative è sempre stata in prima linea nel sottolineare l’importanza di correggere le tendenze negative di una globalizzazione priva di regole, e pertanto di costruire un’Europa del pilastro sociale, capace di mettere al centro persone e cittadini, non solo le comunità finanziarie – ha dichiarato il presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini – costruire con generosità per consegnare a chi prenderà in mano le nostre cooperative”.
In rappresentanza della Regione Piemonte, l’assessore Marco Gallo ha sottolineato che non può esserci prospettiva per la comunità senza il contributo dell’economia sociale, richiamando il valore del modello cooperativo come presidio territoriale capace di coniugare crescita, inclusione e prossimità. Bisogna inoltre dare spazio alle esperienze cooperative con il racconto del territorio, a rimarcare che la cooperazione parte dalle persone e trasforma i bisogni in risposte organizzate, durature e radicate nei territori.
A due anni dalla sua costituzione, Confcooperative Piemonte Sud conferma così la propria funzione di rappresentanza e di coordinamento su un’area ampia e diversificata, nata dall’unione di Cuneo, Asti e Alessandria, un soggetto capace di fare sintesi fra settori diversi e di generare un impatto reale  sulle comunità locali sul piano locale, sociale e occupazionale.

Mara Martellotta

Urgente la convocazione tavolo di crisi per Coldiretti Piemonte Riso

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Il 2026 si è aperto con il mercato del riso in sofferenza, con continui cali dei prezzi e un aumento delle esportazioni soprattutto dai Paesi asiatici. Questo è il contenuto della denuncia di Coldiretti Piemonte che chiede urgentemente alla Regione Piemonte di convocare e costituire un tavolo di crisi del comparto riso.

“Ad oggi, i prezzi riconosciuti ai nostri agricoltori sono nettamente in perdita, tanto che alcune varietà che hanno perso fino al 40% del valore rispetto allo scorso anno, con i costi di produzione sono balzati alle stelle con fertilizzanti, energia e mezzi tecnici, che hanno registrato incrementi a doppia cifra negli ultimi anni secondo l’analisi di Coldiretti – ha dichiarato Roberto Guerrini, membro di Giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo – una situazione insostenibile per le imprese risicole del nostro territorio, sacrificate alle logiche del massimo ribasso”.

“Il tavolo di crisi regionale che abbiamo chiesto con urgenza di convocare  – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – serve ad analizzare le problematiche e ad approfondire le progettualità che fin da subito vanno messe in atto per il comparto, coinvolgendo anche la parte industriale e tutti gli attori della filiera. Difendere il riso piemontese significa difendere la sovranità alimentare europea e il lavoro agricolo italiano, che garantisce oltre il 50% dell’intera produzione di riso della UE con una gamma di varietà e una qualità uniche al mondo”.

Mara Martellotta

Studenti e insegnanti imparano il cinema

Duecentocinquanta studenti e 40 insegnanti di Collegno si sono scoperti professionisti del cinema: con l’aiuto di figure specializzate ogni giorno impegnate nel settore a Torino, hanno lavorato all’animazione o creato cortometraggi.

L’iniziativa si chiama “Con occhi diversi” , è proposta da Distretto Cinema all’interno del progetto CIPS-Piano nazionale di educazione all’immagine per le scuole promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ed è completamente gratuita per le scuole.

«Con il progetto ‘Con occhi diversi’ abbiamo voluto trasformare le aule in veri set cinematografici, offrendo a studenti e insegnanti di Collegno gli strumenti per comprendere il linguaggio delle immagini dall’interno – spiega il presidente di Distretto Cinema, Fulvio Paganin – Grazie al sostegno dei Ministeri della Cultura e dell’Istruzione, dimostriamo come il cinema possa essere una materia viva e accessibile, capace di stimolare il pensiero critico e la collaborazione sin dalla scuola dell’infanzia».

Nel dettaglio, il percorso ha coinvolto tutti i bambini cinquenni delle scuole della Scuola dell’Infanzia Plesso Capuozzo (sezione A-B-C-D), Scuola dell’Infanzia Plesso Salvo D’Acquisto (sezione A-B-C),  Scuola dell’Infanzia Plesso Ex-eti (sezione A), Scuola dell’Infanzia Plesso Ex-eti (sezione B), Scuola dell’Infanzia Plesso Bertotti (sezione A-B-C-D),  Scuola dell’Infanzia Plesso Risorgimento (sezione A-B). Tutti questi bambini hanno realizzato piccole e semplici serie animate.

Sette classi quarte dei plessi “Guglielmo da Volpiano” e “Ghirotti”, per un totale di 108 studenti, hanno invece realizzato dei cortometraggi, pensando a tutto, dalla sceneggiatura alle riprese, alla post produzione. Stesso identico progetto ha coinvolto anche la quinta elementare della “Moglia”.  «Vedere bambini e ragazzi cimentarsi con sceneggiatura e post-produzione conferma quanto il cinema sia un linguaggio universale e potente. Il nostro obiettivo come Distretto Cinema è accorciare le distanze tra il mondo dei professionisti torinesi e la scuola, permettendo ai ragazzi non solo di guardare i film, ma di ‘pensarli’ e realizzarli con la consapevolezza di veri piccoli autori» conclude Paganin.

Distretto Cinema è un’associazione torinese che, in questi anni, ha organizzato iniziative come il festival internazionale Contemporanea.

Il gipeto, il più grande avvoltoio. Incontro in Città Metropolitana

Il Gipeto ( Gypaetus barbatus il nome scientifico ) rappresenta l’avvoltoio di maggiori dimensioni tra quelli nidificanti in Europa. Si tratta di un animale stanziale, che nidifica sugli alti dirupi, in alta montagna nelle Alpi, in Africa, in India e in Tibet, doponendo una o due uova. È stato reintrodotto  con successo nelle Alpi, ma continua ad essere una dei più rari avvoltoi d’Europa.
A lui è dedicato un incontro di formazione rivolto al personale interno di vigilanza e a quello tecnico faunistico della Città Metropolitana di Torino,  in programma sabato 14 febbraio prossimo dalle 10 alle 12 nella Sala Stemmi della sede di corso Inghilterra 7.

L’incontro è organizzato dal Dipartimento Ambiente e Sviluppo sostenibile della Città Metropolitana  ed è rivolto a dipendenti e volontari  per acquisire maggiori informazioni sulla specie  e per partecipare ad attività di monitoraggio della sua presenza all’interno delle aree protette del territorio metropolitano.  L’iniziativa è  anche estesa alle guardie ecologiche volontarie coordinate dalla Città  Metropolitana e al personale tecnico degli Enti di gestione dei Parchi regionali.
Sono in programma due moduli didattici  di un’ora ciascuno. Giuseppe Roux- Poignant, funzionario di vigilanza dell’ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie e referente del Centro avvoltoi e rapaci alpini della Regione Piemonte, curatore del notiziario “Avvoltoi Piemonte”, fornirà ai partecipanti nozioni sulla biologia della specie, sullo stato di conservazione e sulle minacce , sui progetti di reintroduzione e monitoraggio sull’arco alpino occidentale.

Maurizio Chiereghin, membro attivo della ROAO, Rete Osservatori Alpi Occidentali, autore di pubblicazioni scientifiche, approfondirà  il tema della presenza del gipeto nelle valli di Lanzo  e delle attività monitoraggio in atto.

Mara Martellotta

Scandurra: “Tuccio Costruzioni: interdittiva antimafia infondata, Rosario imprenditore onesto”

Le parole di Maurizio Scandurra, opinionista de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’, dopo che il Tar della Lombardia ha annullato il provvedimento prefettizio ritenuto infondato

Di Maurizio Scandurra

Se c’è una persona che ha sempre creduto – personalmente e pubblicamente – nell’onestà e nella buona fede di Rosario Tuccio e della ‘Tuccio Costruzioni’, quella sono io. Da uomo, da giornalista. Lo scrivo ininterrottamente dall’estate del 2025. Perché il dovere del cristiano, per me che sono anche un giornalista cattolico, è la testimonianza. Il Tar della Lombardia – con sentenza del 19 gennaio 2026 frutto dell’ottimo lavoro dell’Avvocato Riccardo Vecchione del Foro di Torino – ha definitivamente annullato l’interdittiva antimafia – ritenuta infondata dai Giudici milanesi – che aveva duramente colpito il gruppo di aziende dell’imprenditore edile piemontese a fine aprile del 2025. Un danno ingente subito, perdite per milioni di euro tra commesse pubbliche e private. Il provvedimento, appena varato, era subito stato ridotto a sospensiva, anche per salvaguardare continuità e futuro dei circa 50 dipendenti diretti della realtà che vanta una storia di onorato lavoro lunga sessant’anni. E questo già la diceva lunga – anzi, lunghissima! – sul non sense di questa assurda e spiacevole situazione. Siamo in un periodo delicatissimo per la Giustizia, e vicende come questa devono far riflettere. Pagano lo scotto di leggi talvolta “discutibili” (discutibili semplicemente perché umane, come tutte le umane cose) come la ‘Falcone-Borsellino’: per la quale, in sintesi, la semplice supposizione di sospetto diventa prioritaria innanzi al fatto. Al reato. Basta che vi sia un minimo sentore e il gioco… anzi, come nel caso di specie, alea iacta est…il dado è tratto. E il danno pure. Leggi figlie di nobili principi che, certamente, perseguono il fine ottimo di cercare di prevenire e arginare in modo stringente i potenziali fenomeni criminali di stampo mafioso. Ma che, spesso, rischiano altresì di tramutarsi in un boomerang serrato alla Fantozzi: pronto a ricadere – come in un dantesco contrappasso, e la memorabile scena del film insegna – sulla testa di chi le applica e per primo lo ha scagliato: magari, senza quel pizzico di attenzione in più che, in casi come questo, fa davvero la differenza.

Che il Sindaco di Nichelino, Giampietro Tolardo, PD, abbia agito secondo prassi è acclarato ed altrettanto evidente. Nulla quaestio. Ciò che, però, agli occhi di chi scrive appare incomprensibile, è l’ostracismo conseguente che, in qualche modo, né è scaturito. Attorno a Rosario Tuccio e alla ‘Tuccio Costruzioni’ si è erto un muro di silenzio e assenza di contatto. Una barriera impenetrabile fatta di decisioni poco felici e clamorosamente discutibili che pesano come mattoni (tanto per restare in metafora, siamo nel campo edile), quale quella dell’esclusione dell’azienda dagli sponsor della locale fiera patronale settembrina di San Matteo, tanto per citarne una. Nel corso della quale è stato persino impedito per non meglio precisati motivi al Tuccio in compagnia del sottoscritto di omaggiare un mazzo di fiori alla cantautrice Ivana Spagna, della quale proprio lo scrivente Maurizio Scandurra è curatore della sua autobiografia e amico da ben 15 anni. E che, per incontrarla, di certo non ha bisogno di andare a Nichelino. Tant’è che Tuccio, avveduto e visionario, pochi giorni dopo divenne lo sponsor principale del concerto degli ex Matia Bazar Silvia Mezzanotte (storica voce) e Carlo Marrale (fondatore, voce maschile e autore dei loro maggiori successi) per la data di debutto del loro tour nazionale per celebrare i 50 anni del gruppo di cui hanno fatto parte. Sapete dove? A Caramagna Piemonte, al ‘Lago dei Salici’, proprio a due passi dalla Città di Nichelino. Nemo propheta in patria est…e neanche sponsor, a quanto pare. Si deve solo alla Lega del locale Capo Gruppo Bruno Calandra una richiesta di chiarimenti in merito al Primo Cittadino, perorata con dovizia di domande: per il resto, silenzio assoluto. Le altre opposizioni assenti. Non pervenute. La gogna di disonore e dispiacere che ha investito Rosario Tuccio deve far riflettere.

E’ un’etichetta che, nel caso dell’imprenditore uscitone pulito com’era prevedibilissimo (e come lo stesso Sindaco Tolardo ha sperato e ammesso egli stesso in uno scorso Consiglio Comunale autunnale, basta rivedere il filmato della seduta), consente una rimonta e una ripartenza, pur fra mille difficoltà economiche…e, soprattutto, d’immagine. Nel caso di politici, invece, tacciati di medesime gravi e infamanti accuse, pur sopravvissuti al ciclone giudiziario-mediatico che li ha investiti (e travolti), la riabilitazione partitica e pubblica è, in Italia, praticamente impossibile. E sono tantissimi. Conosco Rosario Tuccio da anni. Posso testimoniare personalmente di averlo avutocome esperto  gratuitamente al mio fianco in alcune battaglie legali al fianco di condomini truffati dalla farsa del Superbonus ai tempi del Covid, mettendosi a disposizione per risolvere problematiche edili per puro spirito di deontologia e presidio di solidarietà ai cittadini offesi nella dignità, nei patrimoni e nelle tasche. Coadiuvando i loro collegi defensionali nello stimare i danni patiti per far valere presso le opportune sedi i loro diritti. Ora che il buon nome dell’imprenditore serio e capace, e quello omonimo della sua impresa, la reputazione di un amico cristiano e di fede, fraterno e leale sono stati accertati e riconfermati da un Organo super partes nel valore intrinseco al di sopra di ogni sospetto quale il Tar lombardo, mi aspetto quantomeno un atto di cortesia e di eleganza da parte del Comune di Nichelino, alla cui guida certamente siedono persone e uomini di buonsenso: una scusa, un abbraccio, una convocazione a palazzo per quattro parole in serena e sincera, reciproca amicizia e stima. Questa sarebbe la più bella notizia. La più attesa da tutti. La migliore, quantomeno per chi scrive. Un qualsivoglia gesto di felicitazione per questo lieto fine che restituisce alla locale cittadinanza tutta la degna menzione di uomo perbene, come il caro Rosario Tuccio, alla guida di un’eccellenza imprenditoriale del settore edile che ogni giorno dà lavoro a più di 50 famiglie del territorio sostenendo attivamente da sempre anche lo sport, la cultura e le iniziative locali meritevoli di attenzione e aiuto.

(Nella foto Maurizio Scandurra)