CRONACA- Pagina 2

Il movimento No Tav: “Una grande giornata di lotta per la Val di Susa”

Secondo i No tav  ieri si è trattato di “Una grande giornata di lotta per la Val di Susa. Il movimento No Tav, a distanza di quindici anni dall’esperienza della Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno”. Così ha commentato  il movimento No Tav, a conclusione della marcia di ieri, parlando della presenza di “20 mila persone”.

NO TAV, USIC: “143 feriti tra le forze dell’ordine”

 

“PRESIDENTE MELONI, LA SOGLIA CRITICA È STATA SUPERATA”

“L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri del Piemonte e della Valle d’Aosta esprime una condanna netta e senza esitazioni per i gravissimi episodi di violenza verificatisi durante la marcia No Tav in Val di Susa, culminati nell’assalto organizzato ai cantieri di Chiomonte e San Didero.
Il bilancio degli scontri richiama un bollettino di guerra e non può più essere tollerato dallo Stato: 85 poliziotti, 48 carabinieri e 10 finanzieri sono rimasti feriti, mentre mezzi di servizio sono stati danneggiati e snodi stradali e ferroviari strategici per il Paese sono stati bloccati. La nostra solidarietà è piena e concreta nei confronti dei colleghi feriti e di tutti gli operatori delle Forze di Polizia che ogni giorno difendono la legalità e la sicurezza pubblica, pagando troppo spesso un prezzo altissimo in termini di incolumità personale. Il dissenso è un diritto costituzionale e nessuno intende metterlo in discussione. Trasformare, però, una manifestazione in un’azione organizzata e di natura paramilitare, finalizzata a colpire lo Stato e le donne e gli uomini in divisa, non è protesta: è violenza eversiva.
Rivolgiamo un appello diretto al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alle istituzioni di Governo: è il momento di una svolta decisa. Non possiamo più accettare che chi indossa una divisa venga utilizzato come scudo umano contro la violenza organizzata di frange estremiste ed eversive riconducibili ai centri sociali. Servono tutele operative reali, strumenti normativi più efficaci e una risposta dello Stato ferma, visibile e immediata. La soglia critica è stata superata. Chiamiamo in causa tutte le forze politiche, i partiti e i movimenti del Paese. Chi tace, giustifica o minimizza aggressioni di questa gravità si assume una responsabilità morale. Non basta scendere in piazza soltanto per contestare l’operato delle Forze dell’Ordine: ci aspettiamo che tutte le forze democratiche promuovano manifestazioni pubbliche per condannare senza riserve la violenza e testimoniare vicinanza a chi garantisce la sicurezza di tutti.
Come USIC continueremo a far sentire la nostra voce in ogni sede affinché la sicurezza, la dignità e l’incolumità dei Carabinieri e di tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine non vengano più calpestate.
Non possiamo, tuttavia, limitarci alle parole di solidarietà. Da anni registriamo un impegno del Governo ancora insufficiente rispetto alla gravità delle condizioni in cui operano le Forze dell’Ordine: turni massacranti, esposizione costante al rischio, organici sotto pressione, mezzi spesso inadeguati e retribuzioni che non riconoscono pienamente il valore, la responsabilità e il sacrificio quotidiano di chi serve lo Stato.
Chi chiede agli operatori di garantire ordine pubblico, sicurezza e legalità deve avere il coraggio di investire concretamente su di loro, attraverso risorse adeguate, rinnovi contrattuali dignitosi, strumenti operativi efficienti e retribuzioni all’altezza del ruolo svolto”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Molinette, primo intervento al mondo: donna cieca torna a vedere grazie ad autotrapianto dell’occhio

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La sanità italiana firma un risultato destinato a entrare nella storia della medicina. Presso la Città della Salute e della Scienza di Torino, l’équipedella Clinica Oculistica universitaria dell’ospedaleMolinette, diretta dal professor Michele Reibaldi, ha eseguito con successo il primo autotrapianto completo al mondo del segmento anteriore dell’occhio e della parte centrale della retina(macula) da un occhio all’altro della stessa paziente.

L’intervento ha consentito a Elena, 67 anni, di recuperare la vista dopo oltre cinque anni di cecità totale. La donna aveva perso la capacità visiva in seguito a un gravissimo incidente stradale. Il trauma aveva provocato una lesione irreversibile del nervoottico dell’occhio sinistro, rendendolo incapace di trasmettere gli impulsi visivi al cervello purconservando strutture oculari sane. L’occhio destro, invece, già compromesso da una maculopatia, aveva riportato danni irreparabili alla retina ealla cornea. La completa distruzione della zona contenente le cellule staminali rendeva impossibile anche un tradizionale trapianto di cornea, lasciando la paziente senza alcuna possibilità terapeutica.

Quello che fino a oggi era considerato un limiteinvalicabile dalla comunità scientifica internazionale è stato superato grazie all’intuizione del professor Reibaldi e della sua équipe. I chirurghi hanno utilizzatoi tessuti sani, ma non più funzionali, dell’occhiosinistro, trasferendo nell’occhio destro un interoblocco anatomico comprendente cornea, sclera, congiuntiva e, per la prima volta nella storia, anche lamacula, la parte centrale della retina responsabile della visione distinta. Un intervento altamente innovativo che ha permesso di ricostruire un occhio funzionante partendo da due occhi gravemente compromessi.

Accanto all’eccezionale valore scientifico, la vicenda racconta anche una storia di grande umanità. Elenaè stata ricoverata insieme alla sua inseparabile Joe, ilcane guida che da anni rappresenta il suo principalepunto di riferimento. Consapevole dell’importanza di questo legame, la Direzione dell’ospedale Molinette ha autorizzato la permanenza dell’animale accanto alla paziente per tutta la durata del ricovero.

“Questo intervento rappresenta una nuova frontieranella chirurgia oculistica” dichiara il professorMichele Reibaldi (Direttore della Clinica Oculisticauniversitaria delle Molinette). “Fino ad oggi, iltrapianto contemporaneo del segmento anteriore era stato eseguito una sola volta al mondo dal professor Vincenzo Sarnicola e dal sottoscritto proprio quialle Molinette, mentre mai era stato possibile trapiantare la zona centrale della retina. Adesso aspettiamo di vedere quanto la retina trapiantatasia in grado di funzionare, ma i primi riscontri sono incoraggianti. Una maratona chirurgica molto complessa, durata quasi 6 ore, che è stata possibilesolo grazie ad una collaborazione straordinariatra oculisti, anestesisti, infermieri e Direzionesanitaria. Ma il premio più grande per tutti noi èstato l’incredibile momento in cui Elena, riaprendo gli occhi, ha potuto finalmente riconoscere i volti di suo figlio e della sua fidata compagna di vita Joe”.

Il decorso post-operatorio procede positivamente. I controlli clinici confermano il corretto attecchimento dei tessuti trapiantati e il graduale recupero funzionaledell’occhio. L’obiettivo è restituire a Elena unasempre maggiore autonomia nella vita quotidiana, con Joe che continuerà ad accompagnarla, ma non più come unico riferimento nel buio.

“Un intervento ai limiti dell’impossibile senza precedenti. Un grazie ai nostri professionisti che si sono resi protagonisti di questo miracolo, mache soprattutto hanno accolto ancora una volta le fragilità dei nostri pazienti, in particolare dellasignora Elena, che ora potrà tornare a vedere ilmondo accompagnata dalla sua cagnolina Joe. Ancora una volta la dimostrazione del valore della sanità pubblica, in cui credo fermamente” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

La squadra AIB e di Protezione Civile di Villar Pellice festeggia i 50 anni

Da venerdì 31 luglio a domenica 2 agosto la squadra AIB e di Protezione Civile di Villar Pellice festeggia i 50 anni dalla fondazione del gruppo, con una serie di eventi e iniziative patrocinati dalla Città metropolitana di Torino. Come migliaia di altre persone che in tutto il territorio regionale dedicano buona parte del loro tempo libero al volontariato per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi, gli aderenti al gruppo di Villar Pellice fanno capo al Corpo AIB del Piemonte, che opera sotto l’egida e con il sostegno della Regione. La loro azione è importante anche e soprattutto per la sorveglianza del territorio e la manutenzione della viabilità forestale, dei sentieri e dei punti di prelievo dell’acqua, per la diffusione tra i cittadini della cultura della sicurezza e della prevenzione. Nella loro costante attività di addestramento e nelle esercitazioni i volontari AIB della Protezione Civile simulano eventi anche di grande entità in termini di estensione e di danni arrecati, per essere pronti ad ogni evenienza, sia nel loro territorio che in quelli vicini e persino all’estero, com’è avvenuto recentemente durante l’emergenza incendi nella Francia del Sud.

Venerdì 31 luglio gli eventi per il cinquantennale degli AIB villaresi iniziano alle 18,30 con l’evento “Lo Yoga della sera” e proseguono alle 19,30 con la serata gastronomica dedicata agli antipasti con gnocco fritto. A seguire ilgruppo i2e20 propone una serata di ballo con musica caraibica. Sabato 1° agosto a partire dalle 15 per i bambini è possibile partecipare al battesimo della sella con i pony, mentre alle 16 è in programma una dimostrazione di tiro con l’arco a cura degli Arcieri di Villar. Alle 17 parte una passeggiata escursionistica nei boschi della Val Pellice con una guida naturalistica, mentre all’ora di cena la pizza cotta nel forno a legna e, dalle 22, la disco night con Giulia Frencia completano il programma della serata. Domenica 2 agosto alle 8,30 è invece possibile scoprire i percorsi Upslowtour nel corso dell’escursione in mountain bike o e-bikes sull’anello 6 della Comba della Lioussa. Alle 11,30 si presenta il progetto “Valle Protetta- DAE e formazione alle manovre salvavita: un territorio più sicuro per tutti” a cura del Comitato di Torre Pellice della Croce Rossa Italiana. La grande grigliata è alle 13, mentre alle 16 si esibisce il gruppo Radiorebelde Val Pellice.

Per informazioni e prenotazioni dei momenti enogastronomici si possono chiamare i numeri telefonici 346-5788863, 349-4682132 o 339-5487048

Festa delle Alpi, Città metropolitana: la Scuola di montagna e due casi di successo

 
Alla 3^ edizione della Festa delle Alpi in corso nel fine settimana a Pontechianale (CN), la Città metropolitana di Torino ha presentato al partenariato piemontese, valdostano e francese il progetto “Scuola di montagna” che ormai da cinque anni accompagna quanti sono interessati a cambiare vita e trasferirsi nelle Terre Alte a vivere e lavorare.
La consigliera delegata al turismo Sonia Cambursano ha rappresentato le motivazioni che hanno portato Città metropolitana di Torino – una realtà metromontana a tutti gli effetti – ad impegnarsi per consegnare ai partecipanti alcune chiavi di lettura per vivere il territorio montano e per proporre degli spunti di riflessione mettendo a disposizione gli strumenti per affrontare le criticità che inevitabilmente una scelta come quella di andare a vivere in montagna comporta.
La Scuola di Montagna – in collaborazione con Social Fare e il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino – ha prodotto già casi di successo.
A Pontechianale sono state presentate le testimonianze di Roberta Bertolotti che gestisce ilrifugio Toesca a 1710 metri sopra San Giorio e Bussoleno e di Nina Virtuoso che si è trasferita da Milano sopra Cumiana con un progetto di allevamento di galline nei boschi.

Spaccio di cocaina, arrestato 18enne straniero

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi a Torino, un cittadino senegalese di 18 anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’attività è scaturita a seguito di alcune segnalazioni ed esposti relativi alla zona compresa tra corso Francia, via Schina e via Piffetti, riguardo ad alcune attività di spaccio e alla commissione di reati di natura predatoria negli ultimi periodi.
Per tale motivo, gli investigatori del Commissariato di P.S. San Donato hanno predisposto mirati servizio di osservazione e controllo del territorio, posizionandosi in punti strategici dell’area interessata.
Nel corso dei servizi, gli agenti hanno notato un uomo sostare all’intersezione tra corso Francia e via Schina che, con atteggiamento guardingo, controllava ripetutamente il telefono cellulare, come se fosse in attesa di qualcuno.
Lo stesso, poco dopo, è stato raggiunto da un giovane a bordo di un monopattino elettrico, che estraeva dalla tasca un involucro, consegnandoglielo in cambio di denaro. Conclusa rapidamente la cessione, il ragazzo a bordo del monopattino si è immediatamente allontanato in direzione di via Piffetti, mentre un agente è intervenuto fermando l’acquirente, che consegnava la sostanza appena acquistata, successivamente risultata essere cocaina.
Contemporaneamente i poliziotti hanno intimato l’alt al giovane, il quale, anziché fermarsi, ha accelerato repentinamente a bordo del velocipede, tentando di sottrarsi al controllo. Ne è scaturito un breve inseguimento, terminato nei pressi della fermata della metropolitana in via Principi d’Acaja, dove gli operatori sono riusciti a bloccarlo.
La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire e sequestrare il denaro appena ricevuto per la cessione e ulteriori 120 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, due telefoni cellulari, presumibilmente utilizzati per contattare i “clienti”, e il monopattino elettrico impiegato per gli spostamenti. È stata, inoltre, sequestrata la dose di cocaina ceduta all’acquirente.
Al termine delle attività, il 18enne è stato arrestato e, dopo la convalida dell’arresto, sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere.

Osservatorio Torino – Lione: “La violenza non fermerà un’opera strategica per il Paese”

Mauceri, “Solidarietà alle Forze dell’ordine”

“Esprimo la più ferma condanna per i gravi episodi di violenza avvenuti a Chiomonte e la piena solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’ordine, impegnati a garantire legalità e sicurezza in un contesto ancora una volta segnato da attacchi inaccettabili. La violenza non può mai essere considerata una forma di dissenso e non produce alcun risultato positivo”.

Così Calogero Mauceri, Presidente dell’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino-Lione, interviene sugli episodi registrati durante le iniziative in corso a Chiomonte, rinnovando la propria vicinanza al personale impegnato sul territorio e richiamando l’importanza del rispetto delle istituzioni, della legalità e delle comunità locali.

“La realizzazione dell’asse ferroviario Torino-Lione, fortemente sostenuta dal Ministro Salvini, prosegue e si conferma un’infrastruttura strategica per il Paese, da portare avanti nel rispetto del confronto istituzionale e del dialogo con i territori.

Episodi di violenza e intimidazione non fermeranno il percorso avviato né il lavoro costante che il Ministro Salvini, insieme alle istituzioni competenti, sta portando avanti a favore dei territori e delle comunità locali”, conclude Mauceri.

Scontri No Tav: la solidarietà di Mattarella e Meloni agli agenti feriti

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Di fronte agli scontri avvenuti, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha contattato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per manifestare la propria vicinanza alle forze dell’ordine impegnate nelle operazioni. Il Capo dello Stato ha espresso «gratitudine e vicinanza agli agenti feriti», riconoscendo il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne in divisa a tutela della sicurezza.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato gli episodi di violenza con un messaggio pubblicato sui social: «Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato». La premier ha quindi aggiunto: «A loro va la mia solidarietà e quella del Governo» e ha ribadito che «la violenza non piegherà lo stato : chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo».

Le indagini sono ora concentrate sull’identificazione dei responsabili delle violenze, mentre il dispositivo di sicurezza predisposto nell’area rimane operativo per prevenire nuovi disordini.

Più di 50 agenti feriti. Pietre e bombe carta contro la polizia, come previsto degenera l’Alta felicità

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INCENDIATI SEI MEZZI DEI CARABINIERI 

Al corteo organizzato in concomitanza con il Festival “Alta felicità” in Val di Susa un gruppo di manifestanti No Tav ha tentato l’assalto al cantiere dell’alta velocità di San Didero. Diverse decine di attivisti dell’area antagonista hanno lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine che hanno risposto con un lacrimogeni. Sono state incendiate sei camionette dei carabinieri, sono più di 50 gli agenti feriti e altrettanti i manifestanti. Molti  a volto coperto si sono diretti verso il cantiere di Chiomonte. La marcia con migliaia di partecipanti era partita nel  pomeriggio da Venaus. Alcuni tratti della A32 sono stati chiusi e i treni sospesi.

Scontri No Tav, il Siulp dice “basta!”

Torino, 25 luglio 2026 – In seguito ai violenti scontri avvenuti in Val di Susa, il Segretario Generale Provinciale del SIULP Torino, Eugenio Bravo, interviene con una dura presa di posizione sul bilancio degli eventi e sulla tutela degli appartenenti alle Forze dell’Ordine.

«Ancora una volta ci troviamo a commentare un bilancio inaccettabile: circa un centinaio di appartenenti alle Forze dell’Ordine feriti durante gli scontri avvenuti in Val di Susa. Un copione che si ripete puntualmente ogni anno e che non può più essere archiviato con le solite dichiarazioni di circostanza e con l’ennesima solidarietà di facciata.

È ormai evidente che il cosiddetto Festival dell’Alta Felicità rappresenta da anni il contesto all’interno del quale centinaia di antagonisti, delinquenti e violenti italiani ed europei si organizzano per assaltare, travisati, il cantiere e attaccare violentemente uomini e donne in divisa. È undato di fatto che si ripete sistematicamente e che non può più sorprendere nessuno.

Risulta incomprensibile come vi siano ancora politici e commentatori che fingano stupore davanti a quanto accade. È un’ipocrisia che offende chi, ogni anno, paga il prezzo più alto con ferite, ricoveri ospedalieri e conseguenze fisiche e psicologiche per aver semplicemente svolto il proprio dovere al servizio dello Stato.

“Basta”

Se davvero si vuole prevenire il ripetersi di queste violenze, occorre assumere decisioni chiare e coraggiose. Non è più accettabile consentire che situazioni già note da anni continuino a degenerare in gravissimi episodi di guerriglia urbana. La prevenzione non si realizza con le parole, macon scelte politiche e amministrative concrete.

Siamo stufi della mediocrità di chi prende decisioni con leggi sulla sicurezza praticamente “inutili”. E siamo stanchi delle passerelle istituzionali e delledichiarazioni di solidarietà rilasciate a giochi fatti. Di quella solidarietà non sappiamo più cosa farcene.

La solidarietà non impedisce che decine di poliziotti, carabinieri e finanzieri finiscano in ospedale. Non protegge chi ogni giorno indossa una divisa ed è mandato ad affrontaresituazioni di estrema violenza.

“Si è sfiorata la tragedia”

In questa occasione si è addirittura sfiorata la tragedia. Si è sfiorato il morto. E non è nemmeno la prima volta. Non possiamo consentire che il rischio di perdere la vita tra gli appartenenti alle Forze dell’Ordine diventi un fatto da archiviare con rassegnazione.

Chi indossa una divisa, in questi contesti, non si trova semplicemente a gestire una manifestazione, ma viene esposto a veri e propri attacchi con strumenti e modalità che mettono concretamente a rischio la vita degliOgni volta si sfiora l’irreparabile, ogni volta si promettono interventi, ogni volta tutto torna come prima. È una deriva inaccettabile per uno Stato di diritto.

Chi indossa una divisa, in questi contesti, non sitrova semplicemente a gestire una manifestazione, ma viene esposto a veri e propri attacchi con strumenti e modalità che mettono concretamente a rischio la vita degli operatori: bombe incendiarie, ordigni artigianali, bombe carta, pietre lanciate anche attraverso strumenti rudimentali come fionde, razzi e altri oggetti contundenti.

Le richieste del SIULP

Da decenni il SIULP di Torino denuncia criticità, propone soluzioni e chiede interventi normativi e organizzativi efficaci. Da decenni, però, le nostre richieste restano inascoltate.

Chi ha avuto responsabilità politiche e istituzionali in questi anni dovrebbe avere l’onestà intellettuale di riconoscere che, di fronte a problemi così evidenti e ripetuti, non sono state date risposte adeguate.

Il cantiere TAV rientra tra gli obiettivi sensibili strategici nazionali e la sua tutela rappresenta una priorità dello Stato. Per questo motivo, l’impiego di militari, con compiti e responsabilità ben definiti, non può essere considerato una scelta folle o straordinaria, ma uno strumento possibile per garantire una migliore gestione delle risorse e consentire alle Forze dell’Ordinedi essere maggiormente disponibili per gli altri contesti urbani e territoriali.

Allo stesso modo, di fronte a una situazione che si ripete da anni con le medesime modalità violente, riteniamo che vietare manifestazioni che rappresentano il presupposto per questi episodi debba essere valutato come unascelta necessaria e inderogabile nell’interessedella sicurezza pubblica.

L’appello alla politica

Se una classe politica sulla scena nazionale da decenni non è in grado di garantire il rispetto dello Stato di diritto, di far applicare le leggi e di assicurare la tutela degli operatori di polizia, dovrebbe avere il coraggio e la responsabilità di fare un passo indietro, lasciando spazio ad altri che, ci auguriamo, siano maggiormente capaci di affrontare e risolvere questi problemi.

Il SIULP Torino non intende più assistere passivamente a questa continua orribile situazione. Se la politica continuerà a dimostrarsi incapace di garantire un’adeguata tutela agli appartenenti alle Forze dell’Ordine, il sindacato valuterà ogni iniziativa legittima e consentita per difendere con maggiore forza la dignità, la sicurezza e i diritti di tutti gli operatori di polizia.

Torino, 25 luglio 2026

Ufficio Stampa SIULP