Ieri sera un uomo di 46 anni è morto in un incidente in moto verificatosi a Cavour. Ferita una donna di 30 anni, che era a bordo dello stesso mezzo. Il 118 di Azienda Zero l’ha portata all’ospedale di Pinerolo.
Per chi usa la denominazione senza essere iscritto all’albo
Stop ai “furbetti” dell’artigianato; dal 7 aprile 2026 cambia una regola fondamentale del mercato, e le denominazioni di “artigianato” e “artigianale” non potranno essere più utilizzate in modo improprio. Entrerà, infatti, in vigore la legge annuale per le PMI che riserva l’uso di questi termini esclusivamente alle imprese iscritte all’albo delle imprese artigiane. Una svolta attesa da anni e sostenuta con determinazione da Confartigianato, che impone multe salate a chi viola la norma, sanzioni fino all’1% del fatturato con un minimo di 25 mila euro. Per Confartigianato Imprese Piemonte si tratta di un passaggio strategico non soltanto sul piano della concorrenza, ma anche della lotta al falso ‘Made in Italy’, che continua a sottrarre valore all’economia reale.
Nel 2024 l’analisi regionale del rapporto Iperico 2024 posiziona il Piemonte come quinta regione italiana con il più alto numero di merce sequestrata, con 6,3 milioni di pezzi e +553% rispetto al 2023. Un segnale d’allarme per il ‘Made in Italy’, che attraversa una fase delicata e si trova a dover rafforzare la trasparenza e la legalità lungo tutta la filiera produttiva. Nonostante un decennio difficile, che ha visto la chiusura di 128 mila aziende, l’artigianato italiano ha chiuso il 2025 all’insegna della resistenza: con 1,23 milioni di imprese attive, il settore mostra una stabilità che incoraggia, segnata da un saldo positivo tra aperture e chiusure di 187 unità.
“La norma segna un punto di svolta – sottolinea Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – perché introduce finalmente un presidio giuridico contro pratiche ingannevoli che hanno alimentato per anni una concorrenza sleale. Difendere il termine ‘artigianale’ significa difendere un modello produttivo fatto di competenze, qualità e legame con il territorio”.
Nel solo Piemonte operano oltre 113 mila imprese artigiane, che rappresentano una componente essenziale del sistema economico regionale e contribuiscono in modo significativo all’export di qualità. La possibilità di distinguere in modo netto ciò che è artigiano da ciò che non lo è, rafforza la credibilità dell’intero sistema.
“È una tutela per i consumatori – conclude Giorgio Felici – che da oggi avranno una garanzia in più sulla veridicità di ciò che acquistano, ma anche un riconoscimento concreto del valore delle nostre imprese. Dopo anni di ambiguità, si chiude la stagione dei ‘furbetti’ e si apre una nuova fase di trasparenza e legalità del mercato”.
Mara Martellotta
La sicurezza sul lavoro non è neutra e non può essere affrontata senza considerare le differenze di genere. Da questa consapevolezza nasce il convegno dal titolo “Salute e sicurezza sul lavoro: il ruolo della donna tra parità e diversità di genere per una visione etica di impresa”, in programma il 16 aprile prossimo, alle ore 14, presso l’Auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.
L’iniziativa è promossa dalla delegazione Piemonte della Fondazione Marisa Bellisario, che da anni lavora per affermare una cultura della leadership femminile e delle pari opportunità nel mondo delle imprese e delle istituzioni. Tra gli ospiti dell’incontro, la Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Lella Golfo, figura centrale nel dibattito italiano sulle politiche di genere, nonché madrina e fattrice della legge sulle quote di genere nei Consigli di Amministrazione delle aziende quotate e partecipate.
“Siamo ormai consapevoli che un approccio di genere nell’ambito della vita politica, sociale ed economica non sia raccomandabile, ma necessario – spiega Lella Golfo – andare oltre questa consapevolezza significa far sì che le donne non restino beneficiarie di norme e regole, ma agiscano come agenti di cambiamento di una nuova cultura, anche sul fronte della salute e della sicurezza. Dall’osservatorio privilegiato della Fondazione Bellisario abbiamo favorito e visto crescere, dentro le aziende, la sensibilità e l’attenzione verso questi temi, ma certamente occorre fare di più. In questo senso una forte leadership femminile può fare la differenza, introducendo una prospettiva diversa e inclusiva, accelerando l’innovazione e inglobando profili di rischio alternativi. La salute e il benessere psicofisico dei lavoratori è un presupposto di crescita per le aziende, per la società, per il Paese, e non può esprimersi senza un approccio che tenga conto delle differenze tra uomini e donne. Ancora una volta, non si tratta di un tema di genere, ma di progresso”.
Il convegno si propone di aprire una riflessione concreta sul rapporto tra prevenzione, parità e responsabilità delle imprese, sottolineando come la sicurezza sul lavoro debba essere letta anche dal punto di vista di genere. Un tema sempre più rilevante sia per l’evoluzione della normativa, sia per la crescente attenzione verso modelli organizzativi capaci di integrare la tutela della salute e la sostenibilità sociale.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Patrizia Sandretto, Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Valeria Ferrero, referente della Fondazione Marisa Bellisario – Delegazione Piemonte e la stessa Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario.
La prima sessione del convegno sarà dedicata al tema della prevenzione in ottica di genere e al ruolo delle istituzioni e della medicina del lavoro nella gestione dei rischi professionali. Il secondo momento di approfondimento sarà invece dedicato agli strumenti di tutela per la sicurezza delle donne nei luoghi di lavoro e alle strategie per promuovere la parità di genere nelle organizzazioni.
Il convegno si concluderà con uno spazio di confronto dedicato al punto di vista delle imprese e delle associazioni imprenditoriali. A moderare l’incontro saranno Valeria Ferrero e Chiara Giuntelli, avvocata penalista del Foro di Torino, esperta in sicurezza sul lavoro. I lavori termineranno alle 18.30 con un momento di networking e con la possibilità per i partecipanti di visitare le esposizioni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Mara Martellotta
In occasione della Giornata Mondiale del Parkinson, che ogni anno si celebra l’11 aprile, la comunità medica e le associazioni dei pazienti si uniscono per accendere i riflettori su una delle patologie neurodegenerative più diffuse.
Quando si pensa al Parkinson l’immagine che balza subito alla mente è quella del tremore alle mani. In realtà questa patologia è molto più complessa e spesso inizia con segnali sottili, quasi invisibili, che possono manifestarsi anche anni prima dei disturbi motori più evidenti, come la perdita dell’olfatto, disturbi del sonno con movimenti bruschi, micrografia, cambiamento nella scrittura che diventa improvvisamente più piccola, compressa e difficile da leggere, lentezza nei movimenti, riduzione della mimica facciale, depressione nel tono dell’umore.
Notare uno di questi sintomi non deve, però, diventare motivo di allarme immediato. Molti di questi disturbi sono comuni e possono dipendere da fattori del tutto diversi quali stress, stanchezza, il naturale avanzare dell’età. L’obiettivo non è spaventarsi, ma usare questi segnali come un promemoria per consultare il proprio medico, l’unico in grado di valutare il quadro clinico nel suo insieme e verificarne le cause effettive.
La diagnosi precoce e uno stile di vita corretto non sono solo strategie di prevenzione, ma veri e propri pilastri con chi convive con la malattia. Contro la malattia del Parkinson non esiste ancora una cura definitiva, la ricerca conferma che l’approccio multidisciplinare è la chiave per rallentarne la progressione.
Il dottor Piero Bottino, Diregente Medico specializzato in geriatria e membro del gruppo dedicato alla riabilitazione dei pazienti parkinsoniani, attivo da più di 24 anni presso il Presidio Sanitario San Camillo di Torino, lo sa bene.
Dieci i suoi consigli utili per la prevenzione e la cura del Parkinson, affiancati ad un approccio multidisciplinare perrallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Per prima cosa non bisogna affrontare la malattia da soli e fin dal momento della diagnosi cercare con chi condividere esperienze, ansie e paure. Il ruolo delle Associazioni è fondamentale per non sentirsi isolati. Secondo aspetto è quello di mantenere il proprio stile di vita, gli interessi e le abitudini di sempre, perché la malattia non coincide con la persona.
Fondamentale è poi affidarsi a esperti nella cura. Oggi si può fare molto con farmaci o altre opzioni terapeutiche che vanno gestite da chi ha esperienza. Considerare poi l’attività fisica come parte integrante della cura, inserendo nella giornata momenti di movimento ed esercizio, anche se non si è abituati a farlo. Il movimento mantiene una buona attività cerebrale. Se le difficoltà, non solo motorie, lo richiedono, affidarsi ad esperti della riabilitazione multidisciplinare in campo sanitario.
Osservare scrupolosamente gli orari della terapia, suggeriti dai curanti. Le terapie “fai da te” possono causare gravi scompensi e non permettere di capire l’utilità e l’efficacia della terapia medesima.
Fondamentale è poi curare l’alimentazione seguendo i consigli dei medici e dei nutrizionisti, spostando l’assunzione di proteine la sera, tale da rendere la terapia più efficace.
È poi molto importante mantenere sotto controllo il peso corporeo, che permette una migliore gestione dei movimenti. Altrettanto fondamentale è curare la qualità del sonno. Affrontare le giornate riposati permette di ridurre la stanchezza e migliora le capacità cognitive. È poi importante pensare ad attività di gruppo come TAI CHI, danza, camminata veloce, tennis, tennis da tavolo o altre. Oltre ai benefici del movimento, far parte di gruppi aiuta la relazione e migliora l’umore.
Vivere la lentezza, spiegando a chi sta intorno le proprie difficoltà. Superare il disagio del confronto sociale riduce la fatica delle relazioni e del giudizio. Un altro aspetto fondamentale è quello di mantenere una buona stimolazione della mente, da allenare come il corpo, attraverso la lettura, l’imparare nuove attività, la conversazione, il coltivare gli interessi, che è un esercizio fondamentale per non far vincere il Parkinson.
È inoltre essenziale ricordare che ogni persona è una singolarità, con le proprie caratteristiche e la propria storia. Una diagnosi è un punto di svolta nella vita, ma non un termine. Le relazioni, gli incontri con i medici e i professionisti della cura e con altre persone che condividono difficoltà e fatiche riducono il peso e aumentano la qualità del vivere quotidiano.
Mara Martellotta
Ha entrambe le braccia fratturate il motociclista che è stato portato questa mattina in codice rosso all’ospedale Cto dopo un incidente stradale avvenuto stamattina a Torino. Si è trattato di scontro con un’auto, all’angolo tra corso Francia e corso Marche. La dinamica dell’incidente è al vaglio della polizia.
Foto Francesco Valente
Chirurgia oncologica “awake”
Nei giorni scorsi, presso la Chirurgia Generale 1 universitaria dell’ospedale Molinette di Torino, diretta dal professor Mario Morino, è stato eseguito con successo un intervento di emicolectomia destra — ovvero l’asportazione della porzione destra del colon — su un paziente rimasto cosciente per tutta la durata dell’operazione. La procedura ha combinato anestesia loco-regionale e ipnosi clinica, segnando un risultato di grande rilievo clinico.
Il caso assume un’importanza particolare perché ha consentito di intervenire su un paziente precedentemente considerato inoperabile in anestesia generale. Secondo quanto riportato, si tratterebbe del primo caso documentato a livello internazionale di resezione colica maggiore realizzata attraverso questa specifica integrazione di tecniche.
Il paziente, un uomo pugliese di 76 anni, era affetto da una neoplasia sanguinante del colon destro e presentava condizioni cliniche estremamente complesse. Reduce da un lungo ricovero per una massiva embolia polmonare, complicata da grave insufficienza respiratoria, era stato escluso da altri centri chirurgici proprio per l’elevato rischio legato all’anestesia generale.
Come evidenziato dall’équipe anestesiologica delle Molinette, la ventilazione meccanica necessaria in questi casi avrebbe potuto provocare complicanze respiratorie imprevedibili.
Un protocollo innovativo tra chirurgia awake e ipnosedazione
Per superare queste criticità, il professor Morino insieme alla dottoressa Valentina Palazzo ha messo a punto un protocollo “awake” personalizzato. L’intervento è stato condotto mediante una combinazione di blocchi anestetici della parete addominale, sedazione cosciente e ipnosi clinica.
L’ipnosi ha avuto un ruolo determinante nel garantire la tollerabilità dell’intervento, riducendo in modo significativo lo stress psicologico e il ricorso ai farmaci sedativi. Ciò ha permesso di mantenere stabile il quadro neurovegetativo e di preservare la respirazione autonoma per tutta la durata della procedura.
Fondamentale è stata anche l’esperienza chirurgica del professor Morino, che ha adattato la tecnica operatoria a un contesto insolito, in cui rapidità e delicatezza risultano essenziali per il comfort del paziente sveglio.
Durante l’intervento, durato circa un’ora, il paziente ha dialogato con la dottoressa Palazzo, che attraverso tecniche ipnotiche lo ha guidato mentalmente lontano dalla sala operatoria, riportandolo simbolicamente nei suoi paesaggi familiari in Puglia.
Recupero rapido e senza terapia intensiva
Il decorso post-operatorio è stato definito “eccezionale”. Non è stato necessario il ricovero in terapia intensiva, che sarebbe stato invece previsto in caso di anestesia generale. Il paziente è stato trasferito direttamente in reparto e ha mostrato un recupero sorprendentemente rapido: già nelle prime 24 ore ha ripreso a camminare e ad alimentarsi, mentre la funzionalità intestinale si è ristabilita completamente entro il secondo giorno. Il dolore è rimasto sempre ben controllato.
Grazie a queste condizioni favorevoli, l’uomo ha potuto rientrare in Puglia in sicurezza pochi giorni dopo l’intervento.
“Questa esperienza rappresenta una nuova frontiera per i pazienti fragili”, ha dichiarato Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino. “Dimostra come l’integrazione tra eccellenza chirurgica, medicina personalizzata e tecniche come l’ipnosi clinica possa ampliare le possibilità della chirurgia oncologica, offrendo soluzioni anche a pazienti con rischi altrimenti proibitivi”.
Nel Cuneese, a Fossano, Saluzzo e Savigliano, aperta una “call” per raccogliere proposte educative rivolte al mondo dell’infanzia
E’ possibile inviare le proposte fino a venerdì 17 aprile
Fossano (Cuneo)
L’invito arriva dal “Sistema Bibliotecario” di Fossano, Saluzzo e Savigliano, in collaborazione con “NOAU / Officina Culturale” (Collettivo nato nel 2016 a Cuneo e operante nella “progettazione, management e valorizzazione culturale del territorio”) ed è rivolto ad Associazioni, Enti e Realtà territoriali invitate a proporre iniziative culturali ed esperienze ludico – educative per l’infanzia, atte alla creazione di un “calendario condiviso” per la “fascia d’età 0 – 6 anni”, inclusive ed accessibili ai diversi bisogni esperienziali e basate su “partecipazione attiva e scoperta”, nonché replicabili nelle diverse sedi del “Sistema”.
Per l’invio delle proposte c’è tempo fino a venerdì 17 aprile prossimo e per partecipare é sufficiente compilare il questionario “online” che è possibile trovare sul sito del “Sistema Bibliotecario” all’indirizzo www.sbfossano.it.
Le proposte saranno valutate dalle Biblioteche e i soggetti proponenti selezionati verranno ricontattati. Per informazioni scrivere a info@sbfossano.it o chiamare il numero telefonico 0172/699700.
“Le Biblioteche sono spazi vivi, in cui la cultura diventa esperienza condivisa fin dai primi anni di vita. Con questa ‘call’ vogliamo coinvolgere il territorio per costruire insieme nuove opportunità di crescita, accessibili e inclusive per tutte le famiglie”, spiega Donatella Rattalino, “vice-sindaca” e “assessora alla Cultura” del Comune di Fossano.
La “call”, che rientra nel Progetto “Allin”, sostenuto dalla “Fondazione Compagnia di San Paolo” nell’ambito del bando “Cultura per crescere 2025” giunto alla sua quarta edizione, è dedicata a chi si impegna e intende sempre più impegnarsi nella creazione di positive esperienze rivolte all’infanzia, attraverso la cultura, l’educazione e la creatività nei territori di Fossano, Saluzzo e Savigliano, al fine di contribuire a generare benessere, crescita e relazione attraverso la mirata abitudine all’uso e all’avvicinamento al “mondo della lettura e dei libri”, ma non solo.
Il Progetto “Allin” lavora infatti “sul benessere delle famiglie 0 – 6 attraverso la cultura – spiegano i responsabili – portando nelle Biblioteche ‘letture ad alta voce’ e ‘attività partecipative’”. Il tutto con un impegno importante e continuo, affiancato altresì dal Progetto “Biblioteca Itinerante Inclusiva”, sostenuto dalla “Fondazione CRC” attraverso il bando “Impegnati nei Diritti”, che “amplia lo sguardo e mette al centro l’inclusione e la fragilità cognitiva, coinvolgendo il territorio in un lavoro di rete”.
Per info: tel. 0172/699700 o www.sbfossano.it
g.m.
Nelle foto: Bimbi e famiglie “al lavoro” in Biblioteca e Donatella Rattalino (da sito www.comune.fossano.cn.it)
Un ragazzo di 22 anni è morto nella notte tra sabato e domenica a Chieri, in provincia di Torino, a seguito di un incidente stradale.
I soccorritori, arrivati sul posto poco dopo, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sono in corso accertamenti per chiarire con precisione la dinamica dell’incidente.
Nel pomeriggio di Pasqua invece, un bambino di 8 anni è morto in un incidente stradale sull’autostrada A21 in cui sono rimasti coinvolti lui e suo padre tra i caselli di Felizzano e Asti Est, in direzione Torino. Sembra che la moto viaggiasse sulla corsia di sorpasso quando si è scontrata con una vettura schiantandosi contro il guardrail.
Un altro incidente mortale sulle strade piemontesi è avvenuto ieri, quando una persona è morta a Gravellona Toce, nel pomeriggio. Una vettura con due persone a bordo si è ribaltata per cause da accertare sula strada provinciale. Sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine.
Incidente mortale sulla provinciale: una vittima
Un altro incidente mortale sulle strade piemontesi è avvenuto ieri, quando una persona è morta a Gravellona Toce, nel pomeriggio. Una vettura con due persone a bordo si è ribaltata per cause da accertare sula strada provinciale. Sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine.
“Più movimento, più vita” è lo slogan scelto per l’edizione 2026
Il 6 aprile è la Giornata mondiale dell’attività fisica, che per l’edizione 2026 vede protagonista lo slogan “Più movimento, più vita”, che rimarca come l’attività fisica sia un bene essenziale da coltivare sin dai primi anni per il ben-essere fisico e mentale, la prevenzione delle malattie e la coesione sociale, ricordando l’importanza di cogliere le opportunità e le occasioni per essere attivi nella vita di tutti i giorni: ogni passo conta, ogni movimento conta, ogni minuto conta.
Attività fisica: un investimento sulla salute
L’attività fisica rappresenta uno dei principali fattori di protezione per la salute lungo tutto l’arco della vita. Numerose evidenze scientifiche dimostrano che uno stile di vita attivo contribuisce a ridurre il rischio di sviluppare malattie croniche come patologie cardiovascolari, diabete, tumori e disturbi muscolo-scheletrici.
Non solo: muoversi regolarmente ha effetti positivi anche sulla salute mentale, aiutando a ridurre ansia e stress, migliorando l’umore e favorendo relazioni sociali più attive. Anche piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane – come camminare di più, usare le scale o dedicare tempo ad attività all’aria aperta – possono produrre benefici significativi.
I livelli raccomandati
Per ottenere benefici concreti per la salute, gli adulti dovrebbero praticare almeno:
150-300 minuti a settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata,
oppure
75-150 minuti di attività intensa,
o una combinazione equivalente.
Anche nei bambini, negli adolescenti e nelle persone anziane, l’attività fisica regolare rappresenta un elemento fondamentale per la crescita, il mantenimento dell’autonomia e la qualità della vita.
I dati in Piemonte
In Piemonte, i dati confermano una buona diffusione dell’attività fisica, ma evidenziano anche margini di miglioramento. La maggior parte degli adulti risulta fisicamente attiva o parzialmente attiva, mentre una quota significativa di popolazione mantiene uno stile di vita sedentario, in particolare tra le persone più anziane.
La promozione dell’attività fisica rimane quindi una priorità di sanità pubblica, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e favorire stili di vita più sani in tutte le fasce di popolazione.
L’impegno della Regione Piemonte
La Regione Piemonte promuove l’attività fisica attraverso il Piano Regionale della Prevenzione, sostenendo iniziative che favoriscono il movimento nei diversi contesti di vita: scuole, ambienti di lavoro, comunità locali e spazi urbani.
Un ruolo centrale è svolto dalla costruzione di reti territoriali che coinvolgono Aziende sanitarie, Comuni, associazioni e Terzo settore, con l’obiettivo di rendere l’attività fisica accessibile a tutti, in particolare alle persone più fragili o a rischio di esclusione.
In questo ambito si inseriscono anche i progetti legati alle “Comunità attive”, che promuovono stili di vita sani attraverso interventi integrati e partecipati, valorizzando le risorse locali e incentivando il movimento quotidiano.
Le iniziative sul territorio
Proseguono su tutto il territorio iniziative e progetti quali i Gruppi di cammino, Mamme in cammino, il progetto Muovinsieme rivolto alle scuole, le proposte sull’attività fisica adattata e sull’esercizio fisico strutturato.
Ad oggi in Piemonte sono censiti quasi 900 Comuni “attivi”, cioè che offrono ai propri cittadini opportunità per svolgere attività fisica, e oltre 400 gruppi di cammino con quasi 11.000 persone iscritte. L’obiettivo del Piano Regionale di Prevenzione è di aumentare il numero di cittadini che praticano uno stile di vita attivo e il numero di Comuni che offrono opportunità in tal senso.
L’ASL AT ha partecipato con due squadre, gli scorsi 28 e 29 marzo, alla staffetta 24x1h ed era presente con un gazebo dedicato alla promozione della salute, con proposte di attività gratuite rivolte ai cittadini.
L’ASL BI organizza la giornata dei camminatori, aperta a tutti, in programma a Salussola il 12 aprile.
L’ASL CN1 avvia due nuovi gruppi di cammino (a Bagnolo e Trinità) e propone la serata informativa “Piccoli Gesti, grande Salute” (8 aprile) seguita da un rinfresco salutare, a cura del Comune e in collaborazione con l’Istituto Alberghiero.
L’ASL CN2 nell’ambito del progetto “Muovinsieme” invita le scuole del territorio a organizzare una camminata o attività simili nel proprio territorio nella giornata del 16 aprile. Il 21 e 28 aprile si svolgerà il corso di formazione per facilitatori di gruppi di cammino.
L’ASL TO3 organizza il convegno “Più movimento, più vita” ad Avigliana il 18 aprile, aperto alla cittadinanza e ai professionisti sanitari.
Link
Approfondimenti sul tema e l’elenco completo delle iniziative è disponibile sul sito della Regione Piemonte: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/giornata-mondiale-dellattivita-fisica