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Social Factory, a Borgo San Paolo un presidio per l’inclusione sociale

Si rinnova e si rafforza il presidio sociale della Social Factory di via Emanuele Luserna di Rorà 8. Il progetto, già attivo grazie con le attività portate avanti nel quartiere dall’associazione Terza Settimana ODV e dedicato al sostegno materiale e all’accompagnamento verso l’autonomia delle persone in condizioni di fragilità economica e sociale, si arricchisce di funzioni negli spazi rinnovati e ampliati nel cuore di Borgo San Paolo, che sono stati inaugurati ieri.

Al taglio del nastro sono intervenuti il sindaco Stefano Lo Russo, la vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, l’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli, la presidente della Circoscrizione Tre Francesca Troise, la direttrice del Dipartimento Servizi Sociali e Abitativi della Città di Torino Monica Lo Cascio e il presidente di Terza Settimana ODV Bruno Ferragatta.

Uno spazio tutto nuovo che permetterà di unire all’aiuto costituito dalla fornitura di generi alimentari di prima necessità anche servizi di orientamento, assistenza e inclusione, rafforzando la rete cittadina impegnata nel contrasto alla povertà e all’emarginazione. L’investimento complessivo è stato di 213mila euro, finanziato con 150mila euro di risorse del Pnrr (Missione 5 “Inclusione e coesione”, componente 2, investimento 1.3.2), 30mila euro del Piano di Inclusione Sociale della Città di Torino e un cofinanziamento di 33mila euro da parte del soggetto attuatore.

“Rafforziamo un presidio sociale di prossimità già conosciuto e apprezzato in questo quartiere – ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo – capace di coniugare accoglienza, solidarietà e opportunità. Un luogo dove il sostegno ai bisogni immediati si accompagna alla costruzione di percorsi di autonomia e partecipazione, contribuendo a rafforzare la coesione sociale e il senso di comunità. Questa è la città che come amministrazione stiamo lavorando, sin dall’inizio del nostro mandato, per costruire: una Torino che non lascia indietro nessuno, dove pubblico, privato, terzo settore collaborano per sostenere situazioni di fragilità purtroppo sempre più diffuse. Una città moderna non si misura soltanto dalle grandi opere o dagli eventi che organizza, ma dalla qualità della vita che riesce a garantire anche alle persone più fragili”.

“Con la Social Factory in Borgo San Paolo si potenzia e si struttura un polo dell’inclusione capace di offrire servizi essenziali come pasti, supporto e generi alimentari a tutte quelle persone che, versando in un momento di fragilità economica e sociale, cercano l’aiuto che serve per riappropriarsi della propria autonomia – ha aggiunto la vicesindaca Michela Favaro -. In via Emanuele Luserna di Rorà 8, oltre a all’accesso a docce e servizi igienici e al domicilio postale per le persone senza dimora, ci sono anche attività di ascolto e orientamento, assistenza fiscale e accompagnamento ai servizi sociali, sanitari e per il lavoro. Tutti strumenti che servono proprio a supportare donne e uomini che devono avere gli strumenti necessari per affrontare avversità della vita contingenti ma superabili”.

“La sfida non è soltanto dare una risposta ai bisogni immediati, ma creare le condizioni perché le persone possano tornare a essere protagoniste della propria vita e della comunità – ha affermato l’assessore Jacopo Rosatelli -. Per questo la Social Factory rappresenta un investimento importante: il rafforzamento di un presidio già radicato nel quartiere, oggi riqualificato e ampliato nelle sue funzioni, un luogo aperto, accessibile e radicato nel quartiere, dove istituzioni, terzo settore e cittadini costruiscono insieme opportunità di inclusione e partecipazione. La qualità di una città si misura anche dalla capacità di non lasciare indietro nessuno e di trasformare la solidarietà in un impegno concreto e quotidiano”.

“La Social Factory rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso costruito negli anni da Terza Settimana e rivolto alle persone più fragili – ha infine sottolineato il presidente di Terza Settimana ODV Bruno Ferragatta -. I numeri raccontano un impegno concreto, come le 145mila spese distribuite, le oltre mille tonnellate di frutta e verdura donate e i 350 accompagnamenti all’inserimento abitativo. Da questa esperienza nasce la volontà di creare un luogo aperto al territorio, capace di mettere in relazione persone, competenze e opportunità, costruendo risposte condivise ai bisogni della comunità”.

Il progetto, sviluppato in collaborazione con la Cooperativa ARCO, il CAF, la Cooperativa Synergica e Piazza dei Mestieri, realtà che contribuiscono alla costruzione di una rete integrata di servizi e opportunità a sostegno delle persone in difficoltà, si fonda su una collaborazione tra soggetti pubblici, privati e del terzo settore, con l’obiettivo di integrare servizi sociali, opportunità formative, percorsi di inclusione lavorativa e iniziative rivolte alla comunità locale.

I lavori hanno permesso la completa riqualificazione dell’immobile di via Luserna di Rorà, rafforzandone la funzione di presidio dedicato all’inclusione sociale e al sostegno delle persone in condizioni di fragilità. Gli interventi hanno riguardato la messa in sicurezza e il recupero degli ambienti, l’adeguamento degli impianti, l’efficientamento energetico mediante l’installazione di un impianto fotovoltaico e la riqualificazione delle aree interne ed esterne. Tra le opere realizzate in particolare figurano la realizzazione di un’area hammam, destinata all’igiene e al benessere delle persone accolte, dell’orto urbano e la valorizzazione del cortile attraverso un murale partecipato realizzato con giovani del territorio e l’artista Fjodor Benzo. Gli ambienti sono stati progettati per ospitare attività sociali, formative e aggregative, favorendo l’incontro tra i beneficiari dei servizi e il quartiere.

Accanto alla riqualificazione degli spazi, il progetto ha consentito il potenziamento di un sistema integrato di servizi rivolti a persone in condizioni di fragilità economica e sociale. La Social Factory garantisce la distribuzione continuativa di generi alimentari attraverso il Social Market, l’accesso a docce e servizi igienici, il domicilio postale per le persone senza dimora, attività di ascolto e orientamento, assistenza fiscale e accompagnamento ai servizi sociali, sanitari e per il lavoro.

L’offerta è completata dalla somministrazione di pasti giornalieri dal lunedì al venerdì, dai tirocini di inclusione, dallo Spazio Mamme sostenuto da iniziative di economia circolare e dallo Spazio Pasto Assistito, dedicato alla socializzazione, all’educazione alimentare e alle attività di cucina condivisa.

Il progetto è rivolto in particolare a persone in condizioni di fragilità e senza dimora, segnalate dai servizi pubblici e dagli enti del terzo settore. Nella fase di avvio sono già stati presi in carico almeno 36 beneficiari, ai quali è stato garantito l’accesso ad almeno uno dei servizi disponibili. La Social Factory può inoltre accogliere persone impegnate in lavori di pubblica utilità, giovani destinatari di provvedimenti disciplinari scolastici e ragazzi con fragilità comportamentali, favorendone il coinvolgimento in percorsi di inclusione e partecipazione attiva.

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Un indagato per la donna trovata morta nel cassone del letto

Un nome sarebbe  iscritto nel registro degli indagati: l’accusa è di omicidio volontario per la morte di Daniela Florea. La donna di origini rumene di 35 anni era stata trovata morta dalla Polizia nella notte tra lunedì e martedì, nel suo appartamento di via Paisiello a Torino, in Barriera di Milano, in avanzato stato di decomposizione, avvolto in un lenzuolo, nel cassone del letto. La donna era separata e madre di un bambino di 6 anni.

“Alta Felicità” NoTav: la questura blocca i tir

La prefettura di Torino ha disposto su un tratto della A32 l’estensione fino alle 21 di sabato del divieto di circolazione per i veicoli adibiti al trasporto di merci superiori a 7,5 tonnellate.Il divieto, per garantire la sicurezza pubblica ed evitare disagi, previsto fino alle 16, e’ prolungato di cinque ore in occasione delle manifestazioni del movimento No Tav in occasione del Festival Alta Felicità. Il provvedimento riguarda l’A32 dallo svincolo di Rivoli (km 0) fino al confine di Stato al Traforo del Fréjus, la statale 24 dal km 39+700, all’altezza della rotatoria di Villarfocchiardo, fino al confine di Stato e la statale 25 dal km 37+400, alla rotatoria di Borgone di Susa, fino al confine con la Francia.

 

AI, Master PoliTo per la classe dirigente internazionale del futuro

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Le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale stanno trasformando il modo in cui imprese e pubbliche amministrazioni creano valore e competono, incidendo anche sulla capacità di perseguire obiettivi di sostenibilità e ottimizzazione delle risorse energetiche. La trasformazione digitale è soprattutto una questione di capacità organizzativa e manageriale, in cui competenze, governance e processi decisionali determinano la reale capacità di adottare e scalare l’IA. Sul piano infrastrutturale, l’Italia ha colmato parte del divario, con una copertura in fibra ottica FTTH superiore al 70%, in linea con la media UE. Tuttavia, questo progresso non si riflette ancora in un adeguato livello di maturità digitale: nelle imprese con meno di 50 addetti, solo il 14% ha adottato soluzioni basate su intelligenza artificiale1.

Il limite principale risiede nel capitale umano. Circa il 60% dei lavoratori italiani intervistati in una ricerca del Politecnico di Torino per Anitec-Assinform non ha competenze digitali adeguate per affrontare le attività quotidiane e professionali, né riesce a svolgerle con rapidità. Questo deficit di competenze rappresenta oggi il principale fattore di freno alla diffusione dell’intelligenza artificiale, più ancora della disponibilità delle tecnologie.

La sfida del post-PNRR si sposta quindi con decisione dal potenziamento delle infrastrutture alla costruzione di competenze, modelli di governance e capacità organizzative in grado di abilitare un’adozione efficace dell’innovazione. In questo contesto, la Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino, in collaborazione con l’ITCILO (International Training Centre dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite), promuove la quinta edizione del Master in Technology and Public Policy – Achieving Social Impact, con l’obiettivo di formare decisori pubblici e privati capaci di comprendere l’impatto delle tecnologie, dall’intelligenza artificiale all’osservazione satellitare, dalle tecnologie digitali a quelle energetiche al quantum computing, nel processo di produzione delle politiche pubbliche. Il percorso fornisce infatti le competenze necessarie per utilizzare l’innovazione tecnologica come leva per migliorare la qualità delle politiche e dei servizi offerti, rendere più efficiente la gestione delle risorse e sviluppare risposte più efficaci alle sfide economiche, sociali e ambientali.

“La trasformazione in atto richiede un cambio di paradigma nella formazione della classe dirigente pubblica e privata. Per governare efficacemente società e processi decisionali complessi oggi non è più sufficiente una preparazione esclusivamente giuridica, economica o amministrativa: è necessario integrare competenze avanzate sulle tecnologie e in particolare sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di saperle impiegare in modo competente quando si prendono decisioni, e quindi nella progettazione e nell’implementazione delle politiche pubbliche”, commenta Stefano Sacchi, Vice Rettore del Politecnico di Torino, Professore di Scienza Politica, ideatore e Direttore scientifico del Master. “Al cuore del programma si situa la capacità di comprendere il rapporto tra innovazione tecnologica e regolazione, di valutare gli effetti economici, sociali, giuridici e istituzionali delle nuove tecnologie e di progettare interventi pubblici basati su evidenze. ll Master in Technology and Public Policy nasce proprio con questo obiettivo. È un percorso che ha anticipato in modo pionieristico una direzione oggi condivisa anche da alcune fra le più importanti università internazionali, ma che trova in questa iniziativa, giunta alla quinta edizione, la sua espressione più strutturata”.

Tecnologia come strumento per favorire l’impatto sociale, il piano di studi del Master – Il Master si fonda sull’idea che la tecnologia rappresenti uno strumento abilitante per l’impatto sociale e per il miglioramento delle politiche pubbliche. Il piano formativo integra competenze tecnologiche e di policy design, con vari moduli dedicati tra gli altri temi a intelligenza artificiale, tecnologie digitali e fisiche per l’inclusione, sostenibilità e governance pubblica, affiancati da attività laboratoriali, case study e il project work finale applicati a contesti reali. L’approccio didattico è fortemente interdisciplinare e combina formazione online, fase residenziale e lavoro progettuale finale, con l’obiettivo di sviluppare competenze operative immediatamente spendibili nei contesti istituzionali e organizzativi. Per questo sono particolarmente importanti i contenuti relativi alla valutazione rigorosa degli effetti e degli impatti delle politiche e degli interventi pubblici.

Il programma accoglie professionisti provenienti da tutto il mondo che operano ai più alti livelli della pubblica amministrazione, delle organizzazioni internazionali e dei governi nazionali. Le precedenti edizioni hanno visto la partecipazione di consiglieri ministeriali, advisor strategici per governi e istituzioni internazionali, dirigenti di sindacati e associazioni degli imprenditori nazionali e internazionali, responsabili delle politiche per lo sviluppo economico di livelli di governo nazionali e sovranazionali, di servizi statistici nazionali e di dipartimenti per la regolazione e la competitività di governi e imprese, confermando la vocazione internazionale del percorso e il suo posizionamento come programma di alta formazione per i decision maker pubblici.

Il Master apre a sbocchi professionali nei settori della governance pubblica, delle organizzazioni internazionali, della consulenza strategica e delle istituzioni impegnate nei processi di trasformazione digitale e innovazione delle politiche pubbliche, così come nei dipartimenti di regolazione e governance di imprese transnazionali.

Dalla sostenibilità alle sfide sociali, le competenze della nuova classe dirigente – I trend globali mostrano come l’avanzamento tecnologico, la digitalizzazione e l’evoluzione dell’intelligenza artificiale stiano ridefinendo i modelli di sviluppo, generando scenari sempre più complessi per sistemi economici e istituzionali. In questo contesto, i processi decisionali pubblici sono chiamati a evolvere per garantire risposte efficaci e tempestive alle nuove sfide economiche, sociali e ambientali.

Su queste direttrici si sviluppa il Master, che propone un percorso formativo orientato alla costruzione di competenze avanzate per la nuova classe dirigente pubblica. Il programma integra innovazione tecnologica, trasformazione digitale e intelligenza artificiale con la progettazione e l’attuazione di politiche pubbliche in contesti di cambiamento, dedicando particolare attenzione al ruolo della tecnologia nella transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili. Il piano di studi approfondisce infatti temi come la transizione energetica, l’economia circolare, le città sostenibili, le politiche climatiche e l’innovazione per l’inclusione sociale, affiancandoli agli strumenti per la valutazione delle politiche pubbliche, all’analisi degli impatti, alle transizioni socio-tecniche e all’economia dell’innovazione e del lavoro, con l’obiettivo di fornire competenze integrate e immediatamente applicabili nei contesti decisionali.

Dall’Economia circolare al Quantum tech: i progetti dei partecipanti al master – Project Work rappresentano uno degli elementi centrali del Master e il principale momento di applicazione delle competenze acquisite. I partecipanti sono chiamati a sviluppare interventi concreti di politica pubblica su sfide economiche, sociali e ambientali, con l’obiettivo di elaborare soluzioni operative e verificabili a livello nazionale o internazionale e potenzialmente applicabili nei contesti istituzionali identificati.

Dalla transizione energetica alle tecnologie quantistiche, i lavori realizzati nelle precedenti edizioni testimoniano l’approccio concreto del Master. Tra questi, un progetto dedicato alla riconversione dell’area di Bełchatów (Polonia), focalizzato sul rapporto tra economia circolaredata center e nuove infrastrutture nucleari, e uno dedicato al quantum computing, che propone un modello per rafforzare le partnership internazionali in materia di ricerca, competenze e sviluppo tecnologico. Altri hanno affrontato la digitalizzazione della fiscalità immobiliare in Senegal, utilizzando intelligenza artificiale e dati satellitari per migliorare il censimento degli immobili e l’efficienza della riscossione tributaria; la progettazione di un framework regolatorio per la connettività satellitare nelle comunità indigene di Panama, con l’obiettivo di favorire l’accesso a istruzione, telemedicina e turismo sostenibile; e lo sviluppo di un sistema digitale di protezione sociale per i lavoratori informali, basato su identità biometrica e piattaforme integrate per garantire la portabilità dei benefici e un accesso più semplice ai servizi pubblici. I Project Work funzionano come un vero laboratorio di policy design applicato: sono seguiti da tutor dedicati e permettono di trasformare le conoscenze teoriche in soluzioni operative, con un impatto diretto sui processi di governance pubblica e innovazione.

Le iscrizioni al Master in Technology and Public Policy sono aperte fino alle ore 14.00 del 18 settembre 2026. Maggiori informazioni su requisiti di iscrizione, modalità del bando e scadenze sono disponibili sul sito ufficiale del Politecnico di Torino.

Abbruciamenti: come gestirli

L’Aula di Palazzo Lascaris ha approvato a maggioranza,  la delibera che avvia una sperimentazione per la rimodulazione temporanea delle limitazioni alla combustione all’aperto dei residui vegetali. Il provvedimento è finalizzato a valutare gli effetti delle misure adottate e a raccogliere elementi utili per la definizione di nuovi indirizzi e criteri destinati alla futura ridefinizione della zonizzazione del territorio regionale.

L’assessore all’Ambiente Matteo Marnati ha relazionato i punti principali del provvedimento, in particolare  è stato affidato ad ARPA Piemonte il compito di attivare e diffondere uno specifico bollettino informativo che evidenzi le condizioni e le disposizioni vigenti in materia di abbruciamenti. Sulla base di tali indicazioni, i sindaci potranno adottare i provvedimenti di competenza previsti dalla normativa regionale, nel rispetto delle disposizioni nazionali in materia ambientale.

La delibera prevede inoltre una sperimentazione dedicata alle colture di castagno, nocciolo, vite e altri fruttiferi situate in comuni confinanti con la zona montana regionale. La sperimentazione sarà attiva dal 15 al 30 settembre 2026 e dal 1° al 15 aprile 2027, secondo modalità e condizioni specificamente definite dalla Regione. La Direzione regionale Ambiente, Energia e Territorio, con il supporto tecnico-scientifico di ARPA Piemonte, monitorerà e valuterà gli effetti delle misure adottate.

I risultati raccolti saranno utilizzati per definire nuovi indirizzi e criteri utili all’aggiornamento della zonizzazione del territorio regionale, anche in vista dell’attuazione della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria.

In discussione generale Silvio Magliano (Lista Cirio) ha sottolineato che questo provvedimento servirà a mantenere i territori boschivi e agricoli più puliti. Una corretta gestione dei residui vegetali contribuisce infatti a prevenire situazioni di degrado e criticità ambientali. Critiche invece le opposizioni, Alice Ravinale(Avs) e Mauro Calderoni (Pd) hanno affermato che se si vuole migliorare la qualità dell’ aria non si può andare avanti a deroghe, ma bisogna affrontare il problema nel suo complesso con misure strutturali, a cominciare dal potenziamento del trasporto pubblico.

Approvato anche un ordine del giorno n.691, primo firmatario Claudio Sacchetto (FdI), che impegna la Giunta a inserire nella sperimentazione anche i pochi Comuni esclusi perché non immediatamente confinanti con la zona IT0121 ma assimilabili per continuità territoriale e morfologia.

Roggero resta in carcere: gli atti passano al Tribunale di Sorveglianza di Torino

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Il gioielliere di Grinzane resta in prigione. L’Ufficio di Sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza di differimento della pena presentata per Mario Roggero, l’ex gioielliere detenuto nel carcere di Bollate  dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, avvenuti nel 2021 a Grinzane Cavour, nel Cuneese.

Nel provvedimento, il magistrato di sorveglianza osserva che «non si ravvisa, né sono state indicate dalla difesa, le circostanze di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente, in questa sede».

La pratica proseguirà ora il proprio iter con la trasmissione degli atti al Tribunale di Sorveglianza, alla Procura generale presso la Corte d’Appello di Torino e all’Ufficio di Sorveglianza di Milano, che saranno chiamati a esaminare la vicenda nell’ambito delle rispettive competenze

Città della Salute: il gemello digitale che aiuta a scegliere la cura del tumore 

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La medicina di precisione non è più soltanto una prospettiva futura. All’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, e in particolare all’ospedale Molinette, la ricerca sta sviluppando strumenti innovativi capaci di supportare medici e pazienti nella scelta del percorso terapeutico più adatto per il tumore del retto.

Un contributo importante è arrivato dal progetto europeo CLASSICA, finanziato dalla Commissione Europea nel programma Horizon Europe e ormai prossimo alla conclusione, che ha validato l’uso dell’intelligenza artificiale abbinata all’imaging a fluorescenza in sala operatoria per analizzare in tempo reale la vitalità dei tessuti durante l’intervento. Su queste basi si apre ora una nuova linea di ricerca, dedicata al gemello digitale del paziente: un modello virtuale che integri dati clinici, immagini diagnostiche, informazioni genetiche e funzionali per simulare gli effetti delle diverse strategie terapeutiche prima ancora che vengano applicate.

L’obiettivo è superare un limite ancora presente nella pratica clinica. Pazienti con tumori apparentemente identici possono, infatti, rispondere in modo molto diverso ai trattamenti: alcuni necessitano di un intervento chirurgico radicale, altri possono ottenere gli stessi risultati con procedure più conservative o, in casi selezionati, con la sola chemio-radioterapia seguita da un attento monitoraggio.

Oggi non esiste ancora uno strumento in grado di prevedere in modo affidabile quale sia il percorso migliore per ciascuna persona, ma il gemello digitale nasce proprio per rispondere a questa esigenza.

Il modello verrebbe costruito combinando quattro grandi categorie di informazioni: la morfologia del tumore ricostruita attraverso la risonanza magnetica, le caratteristiche biologiche e genetiche della neoplasia, le condizioni generali del paziente e i dati raccolti durante l’intervento chirurgico, anche attraverso sistemi di intelligenza artificiale. L’integrazione di questi elementi permetterebbe di simulare i possibili esiti delle diverse opzioni terapeutiche, stimandone benefici e rischi.

Uno degli aspetti più innovativi riguarda il rapporto tra medico e paziente. Il gemello digitale non sostituirebbe il giudizio clinico né deciderebbe in autonomia: sarebbe uno strumento di supporto, trasparente e spiegabile, per aiutare il team multidisciplinare a confrontare scenari diversi e consentire al paziente di partecipare più consapevolmente alle scelte terapeutiche.

Una parte di questa visione è già realtà nelle riunioni multidisciplinari dedicate ai tumori del retto che si svolgono regolarmente alle Molinette, dove chirurghi, oncologi, radiologi e radioterapisti discutono insieme ogni singolo caso, e in sala operatoria con le tecnologie validate da CLASSICA. Il passo successivo, allo studio di Alberto Arezzo, Professore Ordinario di Chirurgia nella struttura di Chirurgia Generale 1U diretta da Mario Morino, è integrare in un unico ecosistema digitale imaging avanzato, genetica e parametri funzionali, per rendere la medicina di precisione sempre più personalizzata e predittiva.

La ricerca sviluppata dall’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino conferma così il ruolo delle Molinette come centro di riferimento nell’innovazione chirurgica e oncologica, dimostrando come l’integrazione tra ricerca, tecnologia e pratica clinica possa tradursi in cure sempre più personalizzate, efficaci e condivise con il paziente.

Finisce in auto nel canale, morto 25enne

Un venticinquenne è morto la scorsa notte in un incidente stradale nella periferia di Cuneo, in  frazione San Benigno. Il ragazzo ha perso il controllo dell’auto lungo via Villafalletto. E’ uscito di strada finendo in un canale che fiancheggia la carreggiata. Inutili i soccorsi.

Approda in Comune la proposta di Quaglieni: “un luogo di Torino dedicato a Oriana Fallaci”

Garcea rilancia l’idea del Centro Pannunzio

Il nostro  quotidiano “il Torinese” aveva dato spazio lo scorso giugno alla proposta avanzata dal professor Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio, di dedicare uno spazio pubblico torinese alla memoria di Oriana Fallaci. Un’iniziativa nata in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa della giornalista e scrittrice e che ora approda nelle istituzioni cittadine.

A raccogliere l’appello è stato il consigliere comunale di Forza Italia Domenico Garcea, che ha annunciato l’intenzione di promuovere un’iniziativa in Consiglio comunale affinché Torino renda omaggio a una delle figure più autorevoli e discusse del giornalismo italiano del Novecento attraverso l’intitolazione di una via, una piazza o un altro luogo pubblico. Potrebbe trattarsi della Piazza Tre Cabine in Barriera di Milano.

L’idea era stata lanciata dal Centro Pannunzio con una lettera indirizzata al sindaco Stefano Lo Russo e alla presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo. Quaglieni aveva ricordato come la figura di Oriana Fallaci avesse avuto un rapporto significativo anche con Torino, città nella quale partecipò più volte ad iniziative culturali e che mantenne un legame con il Centro Pannunzio.

Secondo Garcea, la proposta rappresenta un’occasione per valorizzare una protagonista del giornalismo internazionale, inviata di guerra, scrittrice e autrice di interviste rimaste nella storia della stampa italiana. L’iniziativa punta ad aprire un confronto in sede istituzionale sulla possibilità di inserirne il nome nella toponomastica cittadina.

L’eventuale intitolazione dovrà ora seguire l’iter previsto dalla normativa comunale, con il passaggio davanti agli organismi competenti prima di un’eventuale approvazione definitiva.

Pier Franco Quaglieni commenta: “Fu una grande testimone che merita di essere ricordata anche a Torino dove intrattenne rapporti con il Centro “Pannunzio” e dove i suoi libri ebbero un eccezionale successo al Salone Internazionale del Libro”.

Così Quaglieni nella lettera inviata al Comune, che ripubblichiamo integralmente”

 

Ill.mo signor Sindaco, Gentile Presidente,
nel settembre 2026 cadranno i 20 anni dalla morte della giornalista e scrittrice di fama internazionale Oriana Fallaci. La Fallaci ha avuto maggiore notorietà per i suoi libri ed i suoi articoli sul “Corriere della Sera” successivi all’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001, ma non va dimenticato il suo impegno nell’antifascismo e nella Resistenza. Nel 1976 sostenne le liste del Partito Radicale anche per le loro “campagne” femministe. Fu una donna sempre attenta alla libertà che considerò il valore più prezioso da difendere. Fu una donna inquieta nella vita e nel lavoro, ma fu una giornalista sempre attenta alla notizia. Come corrispondente di guerra fu molto coraggiosa. Interloqui con i grandi della terra del suo tempo, aliena da ogni servilismo. Fu una grande testimone che merita di essere ricordata anche a Torino dove intrattenne rapporti con il Centro “Pannunzio” e dove i suoi libri ebbero un eccezionale successo al Salone Internazionale del Libro. Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi le conferi la Medaglia d’Oro di benemerito della Cultura, riconoscendo la sua eccezionale tempra di donna e di protagonista del secondo Novecento.
Ringrazio per l’attenzione e porgo vive cordialità.

Pier Franco Quaglieni

Rivoli rafforza la sicurezza: presìdi serali, nuovi agenti e tecnologia 

La presenza della Polizia Locale nelle ore serali proseguirà per tutta l’estate, fino alla riapertura delle scuole. Una scelta dell’Amministrazione comunale per rafforzare il presidio del territorio, aumentare la sicurezza urbana e assicurare un punto di riferimento in più ai cittadini nei periodi di maggiore frequentazione della città.

Ogni venerdì e sabato sera gli agenti saranno operativi fino alle ore 23 o alla mezzanotte, in base all’organizzazione dei turni, in collaborazione con Polizia di Stato e Carabinieri. I controlli saranno organizzati anche sulla base delle segnalazioni dei cittadini, così da garantire una presenza mirata nelle aree che presenteranno maggiori criticità. Il servizio consentirà di assicurare una presenza costante nelle fasce orarie più delicate, intervenendo in caso di necessità, a supporto della viabilità, per la gestione di eventuali situazioni di disturbo della quiete pubblica e, più in generale, come presidio di prossimità sul territorio.

Il potenziamento del servizio passa anche attraverso il rafforzamento dell’organico. Entro la fine dell’anno entreranno infatti in servizio cinque nuovi agenti di Polizia Locale, che andranno ad affiancare il personale già operativo, contribuendo a rendere ancora più efficace l’attività di controllo e di presidio della città.

A supporto del lavoro degli operatori entra inoltre in funzione Guardium, un sistema basato sull’intelligenza artificiale progettato per il controllo della circolazione stradale. La sua introduzione consentirà di contrastare in modo ancora più efficace le soste irregolari e le situazioni che compromettono la sicurezza della circolazione, come i veicoli parcheggiati in doppia fila o sui marciapiedi.

Il dispositivo è in grado di leggere automaticamente decine di targhe al secondo e verificare in tempo reale la copertura assicurativa e la revisione dei veicoli. Con la supervisione dell’operatore, consente inoltre di individuare le principali situazioni di irregolarità, rendendo i controlli più efficaci, uniformi sul territorio e supportati da una puntuale documentazione delle attività svolte.

L’utilizzo di Guardium va anche nella direzione dell’indirizzo espresso dal Consiglio comunale, che ha recentemente approvato una mozione per rafforzare i controlli sulle soste irregolari nei punti in cui compromettono la sicurezza della circolazione.

«Vogliamo continuare a investire sulla sicurezza e sulla presenza delle istituzioni sul territorio con interventi concretidichiara il sindaco Alessandro ErrigoI presìdi serali rappresentano una risposta alle esigenze che molti cittadini ci hanno manifestato durante gli incontri nei quartieri, mentre il potenziamento dell’organico e l’introduzione di nuove tecnologie permetteranno alla Polizia Locale di svolgere il proprio lavoro in modo ancora più efficace. Ringrazio il comandante e tutti gli agenti per la disponibilità dimostrata nel garantire questo servizio aggiuntivo durante l’estate. Continueremo a lavorare per rafforzare sempre di più il Corpo e offrire un servizio di qualità alla città.»