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Smog, limiti al PM basati sulla tossicità: l’evidenza invita alla prudenza

Lo studio della Regione Piemonte apre il dibattito

Il Comitato Torino Respira accoglie con favore l’attenzione crescente verso la qualità dell’aria in Piemonte e il recente studio promosso dalla Regione Piemonte che esplora la possibilità di correggere i limiti del particolato (PM) in base alla sua tossicità. Pur sostenendo l’innovazione scientifica e l’ambizione di proteggere meglio la salute pubblica, invitiamo i decisori politici alla cautela e a continuare a fare riferimento a standard riconosciuti e basati su solide evidenze.

L’idea di ponderare i limiti del PM in base alla tossicità – anziché solo alla concentrazione in massa – sta guadagnando attenzione in alcuni ambienti scientifici. È vero che non tutte le particelle sono ugualmente dannose: la fuliggine dei motori diesel o il fumo da biomassa possono essere più pericolosi del sale marino o della polvere. Tuttavia, il consenso normativo internazionale è chiaro: i limiti basati sulla massa di PM2,5 e PM10 restano gli strumenti più solidi e applicabili per proteggere la salute pubblica.

Una revisione completa delle pratiche globali mostra che nessuna grande giurisdizione ha ancora adottato limiti al PM ponderati per tossicità. L’Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada e la Cina continuano a regolare il PM in base alla concentrazione in massa (µg/m³, microgrammi per metro cubo), non alla composizione. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nelle sue Linee Guida Globali del 2021, ha confermato i limiti basati sulla massa – abbassando il valore raccomandato per il PM2,5 a 5 µg/m³ annui – pur riconoscendo l’importanza della composizione delle particelle attraverso dichiarazioni qualitative di “buone pratiche”.

Nell’UE, le recenti revisioni delle direttive sulla qualità dell’aria hanno introdotto l’obbligo di monitorare le particelle ultrafini e il black carbon, ma non sono stati proposti limiti basati sulla tossicità. Il comitato scientifico britannico COMEAP (Committee on the Medical Effects of Air Pollutants) ha concluso nel 2022 che, sebbene i diversi componenti del PM possano avere tossicità differenti, le evidenze non sono ancora sufficientemente coerenti per abbandonare il PM2,5 come metrica principale.

Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) mantiene standard nazionali basati sulla massa. La California ha identificato il particolato diesel come contaminante tossico già nel 1998 – portando a regolamenti specifici – ma ciò non ha modificato gli standard nazionali. Anche il Canada si concentra sulla riduzione delle emissioni di black carbon per motivi sanitari e climatici, ma i suoi standard ambientali restano basati sulla massa.

La Cina, pur conducendo ricerche avanzate sulla tossicità del PM, non ha adottato standard ponderati per tossicità. Ha invece dato priorità al controllo delle fonti più pericolose – come la combustione domestica di carbone – sulla base di evidenze che mostrano un impatto sanitario sproporzionato.

Questi esempi internazionali evidenziano un punto chiave: comprendere la tossicità del PM è importante, ma non rappresenta ancora una base affidabile per la regolamentazione. Le valutazioni di tossicità sono complesse, variano nel tempo e nello spazio, e mancano di metodi standardizzati. Introdurre ora limiti basati sulla tossicità potrebbe generare confusione, ostacolare l’applicazione delle norme e ritardare azioni urgenti.

Il Comitato Torino Respira ritiene che la strada più efficace sia rafforzare l’adesione agli standard OMS esistenti per PM2,5 e PM10, investendo al contempo nella ricerca e nel monitoraggio della composizione delle particelle. Questo approccio consente di ridurre l’esposizione complessiva all’inquinamento e di costruire le basi scientifiche per eventuali evoluzioni future.

Chiediamo alla Regione Piemonte e alle autorità nazionali di:

  • Allinearsi pienamente alle Linee Guida OMS del 2021;

  • Estendere il monitoraggio delle particelle ultrafini e del black carbon, come raccomandato dall’UE;

  • Sostenere politiche locali che riducano le emissioni dalle fonti più tossiche – come traffico diesel, combustione di biomassa e attività industriali;

  • Evitare cambiamenti prematuri verso standard basati su misure incerte e non condivise a livello internazionale.

L’aria pulita è un diritto fondamentale. Agiamo con decisione utilizzando gli strumenti più efficaci oggi disponibili, continuando a investire nella scienza per il domani.

Comitato Torino Respira

Alluvione Piemonte 2025, nuovi fondi dal Governo

Altri 45 milioni dal Governo al Piemonte per far fronte ai danni causati dall’evento alluvionale che ha colpito il territorio tra il 15 e il 17 aprile 2025. Come anticipato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Marco Gabusi in risposta a un’interrogazione consiliare, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 10 marzo, ha infatti deliberato il secondo stralcio di finanziamenti per ulteriori 45 milioni di euro, che si aggiungono alle risorse assegnate nei mesi scorsi.

I nuovi fondi consentiranno di completare il quadro degli interventi previsti dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, finanziando interventi urgenti e di mitigazione del rischio, oltre ai ristori per i danni subiti da privati, aziende agricole e attività produttive.

Diventano quindi circa 90 i milioni totali assegnati al Piemonte: all’indomani dell’emergenza il Consiglio dei ministri aveva già assegnato i primi 17 milioni, poi altri 17 nel mese di agosto 2025, a cui si sono aggiunti 5 milioni di euro di risorse regionali per coprire ulteriori interventi di somma urgenza realizzati dagli enti locali.

«Ringraziamo il ministro Musumeci e la struttura del Dipartimento nazionale della Protezione civile – sottolineano il presidente Cirio e l’assessore Gabusi – che anche in un periodo particolarmente complesso, segnato dalle emergenze che hanno colpito il Sud Italia nelle scorse settimane, non hanno fatto mancare attenzione al Piemonte. Si tratta di risorse importanti che permetteranno di completare gli interventi in corso, proseguire nelle opere di mitigazione del rischio e dare risposte concrete a cittadini e imprese colpiti dagli eventi alluvionali».

Gli uffici della Direzione Opere pubbliche della Regione Piemonte predisporranno ora l’aggiornamento del piano degli interventi, che consentirà agli enti locali di proseguire e completare le opere necessarie sui territori interessati.

Alessandra Siviero: Torino dovremmo raccontarla di più e creare maggiori connessioni

La nota architetta vive e immagina il futuro della città.

Architetta, presidente della Fondazione per l’Architettura Torino, Consigliera della Fondazione Torino Musei e delegata Inarcassa. Alessandra Siviero è una donna brillante ed entusiasta, con una visione dinamica della città ed un’energia che si traduce in progetti e iniziative. Legatissima a Torino, la osserva con lo sguardo di chi la vive ogni giorno, ma anche con quello di chi immagina il suo futuro. Ama la natura, studia e utilizza l’intelligenza artificiale, e soprattutto crede nelle contaminazioni: tra architettura e cinema, tra arte e architettura, tra tradizione e innovazione. L’Architetto Siviero si muove con naturalezza tra diverse realtà culturali e istituzionali, con l’obiettivo di arricchire continuamente la propria professione e creare connessioni. Le sue progettazioni seguono una filosofia precisa: per lei l’abitare deve essere prima di tutto benessere. La casa è un rifugio, un luogo capace di far stare bene chi la vive.

Cosa la lega a Torino?

Ho dedicato la mia tesi di laurea ai portici, che mi hanno sempre affascinato perché’ rappresentano e accompagnano con i loro 18 km di lunghezza l’architettura torinese: elegante, regale, unica. Una piccola Parigi. Torino è una città tranquilla ma allo stesso tempo è un vero laboratorio, una fucina di idee. Forse dovremmo imparare a raccontarla di più, avere più coraggio perché le potenzialità sono enormi. Mi piace molto anche il suo carattere sabaudo che, negli anni, si è mescolato con culture diverse: questa integrazione crea un’effervescenza interessante. Dovremmo guardare al futuro in modo ancora più connesso, diventare più attrattivi per i giovani, creando maggiori opportunità dopo l’università e affrontando temi attuali come quello che molti giovani vanno a studiare all’estero. Inoltre servirebbe una maggiore apertura internazionale, più confronto con gli altri paesi.

Un suo luogo del cuore?

Il Castello del Valentino. Ho studiato e discusso la tesi all’interno dei suoi splendidi ambienti, l’ho vissuto per anni ed è rimasto profondamente nel mio cuore. Il parco che lo avvolge è splendido e la vista sul Po mozzafiato. Un’altra cosa che adoro di Torino è la sua archeologia industriale, ma allo stesso tempo anche la Reggia di Venaria e l’intero sistema delle residenze sabaude. Amo i contrasti, e Torino è una città che li rappresenta perfettamente.

Se potesse fare qualcosa per Torino, da dove comincerebbe?

Mi piacerebbe vedere una città ancora più viva, con eventi diffusi e luoghi di incontro dove arte, architettura, design e creatività possano dialogare con i cittadini. Creerei dei veri e propri salotti di scambio culturale. Immagino aperitivi o cene a tema in cui le persone possano incontrarsi, scambiarsi idee e creare connessioni, Torino ha bisogno di più movimento, soprattutto la sera. Punterei anche sull’apertura serale dei musei, per permettere a chi lavora durante il giorno di visitarli con più facilità. Mi piacerebbe ampliare occasioni di incontro tra persone e discipline diverse, come avveniva nei caffè intellettuali di un tempo. Inoltre utilizzerei molto di più i portici per eventi dedicati all’artigianato e alla creatività locale, e valorizzerei maggiormente i grandi palazzi storici della città. Torino ha tutte le qualità per essere un punto di riferimento europeo per la cultura contemporanea, senza perdere la sua identità elegante e profonda.

 Maria La Barbera

Aperte le adesioni alla “Mostra dell’artigianato” di Bosconero

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Ogni anno il paese di Bosconero Canavese celebra i vecchi mestieri mai dimenticati e le antiche tradizioni tramandate nei secoli dagli artigiani.
Nata per dare la possibilità alle numerose realtà artigianali del territorio di farsi conoscere, la Mostra dell’artigianato e degli antichi Mestieri è diventata di sempre maggiore respiro, grazie alla presenza di un  pubblico che nel 2025 ha contato oltre 20 mila visitatori.
Sono ufficialmente aperte le adesioni per gli espositori interessati a partecipare alla manifestazione con i loro prodotti artigianali, oltre alle scuole professionali e agli istituti d’arte.
L’evento si terrà a Bosconero Canavese in provincia di Torino da venerdì 15 maggio a domenica 17 maggio. La manifestazione è allestita dal Comune di Bosconero con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città Metropolitana di Torino, con la partecipazione delle Eccellenze Artigiane del Piemonte ed il supporto della CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa. La manifestazione è tradizionalmente ispirata ai quattro elementi, aria, terra, acqua e fuoco.

Tutte le iniziative sono ad ingresso libero. Per informazioni contattare  gli uffici comunali ai numeri 011/9889616, 011/9889372. Oppure scrivere una mail a comune@bosconerocanavese.it

Mara Martellotta

“Il lupo, tra falsi miti e realtà”

Una conferenza sul rapporto tra l’uomo e l’iconico predatore presso la Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte

Venerdì 13 marzo prossimo, alle ore 21, presso la sede della Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte (AL), a Palazzo Volta, è in programma la conferenza-dialogo dal titolo “Il lupo, tra falsi miti e realtà”, incentrata sulla possibilità di convivenza tra l’uomo e l’iconico predatore che è tornato a colonizzare l’arco alpino. L’incontro, promosso da PAN (Pro Natura Animali), vedrà l’intervento di Roberto Piana (vice presidente PAN) e di Piero Belletti (Segretario Generale della Federazione Nazionale Pro Natura), con un’ introduzione del presidente dell’Ecomuseo Corrado Calvo.

“Scomparso dagli inizi del Novecento in gran parte d’Italia, il lupo è sopravvissuto in due piccole realtà del centro e del sud – hanno anticipato i relatori – negli anni ’70 del secolo scorso se ne contavano circa 100 suddivisi tra Abruzzo (Maiella e Gran Sasso) e Calabria (Sila), pari a meno del 4% della popolazione attuale. Nel 1971, un Decreto Ministeriale ne dichiarò la non nocività ed ebbe inizio il periodo della protezione. Con la Legge n. 968/1977, il lupo venne inserito tra le specie particolarmente protette e questa protezione venne confermata con la vigente Legge n. 157/1992”.

Favorita dallo spopolamento delle montagne e dal ritorno della fauna, negli anni, la specie ha ampliato l’areale risalendo prima l’Appennino e successivamente le Alpi, tornando a colonizzare l’arco alpino.
Il ritorno del lupo ha trovato due grandi oppositori: gli allevatori costretti a modificare le secolari abitudini di malgoverno degli animali e i cacciatori, che nel lupo vedono un pericoloso concorrente.

“E’ tuttora in atto una campagna di criminalizzazione della specie, costellata da false notizie che, in Europa, ha portato alla declassificazione del lupo da ‘particolarmente protetto’ a ‘protetto’, aprendo la strada, alla ‘gestione’, eufemismo che comunque ne prevede l’uccisione – hanno proseguito i relatori –  obiettivo palese della campagna anti lupo è quello di creare allarmismo nella popolazione diffondendo notizie spesso anche ingigantite o false, volte a segnalare la pericolosità della specie per gli esseri umani”.

Il lupo è davvero pericoloso per gli umani?  Come ha fatto a ricolonizzare gli ambienti dai quali era stato scacciato? E’ possibile la convivenza con questo predatore in cima alla catena alimentare?  Quali sono i comportamenti corretti che i cittadini devono conoscere per prevenire i conflitti con il lupo?

La conferenza è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Palazzo Volta – piazza Vallino – Cella Monte (AL)

Mara Martellotta

Autostrada A4, sassi lanciati sui veicoli in transito

Sull’Autostrada A4, nel tratto che attraversa il territorio di Novara, si è verificato un pericoloso episodio nella mattinata di ieri: alcuni mezzi pesanti in transito sono stati colpiti da un lancio di sassi.

Il fatto è avvenuto in direzione Milano, all’altezza del chilometro 85. In base alle prime ricostruzioni, il gesto ha provocato danni rilevanti a due autoarticolati: uno dei tir coinvolti ha riportato la rottura del parabrezza, mentre un secondo mezzo pesante ha subito seri danneggiamenti al vano motore.

Nonostante la gravità dell’accaduto, i conducenti non hanno riportato ferite. Sul luogo dell’episodio sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale di Novara Est, che hanno effettuato i rilievi necessari per chiarire la dinamica.

Dai primi accertamenti è emerso che i sassi non sarebbero stati lanciati da un cavalcavia, come inizialmente ipotizzato, ma da una posizione laterale esterna alla carreggiata. Le indagini sono in corso per individuare i responsabili

Arrestato giovane sorpreso con 5 chili di droga

La Polizia di Stato ha arrestato un ventenne italiano per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio; lo stesso è stato anche deferito in stato di libertà per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

In seguito ad una segnalazione, gli Agenti della 4^ Sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra Mobile di Torino hanno effettuato un’attività investigativa in zona Parella in merito alla presunta attività illecita di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

È in questo contesto che i poliziotti hanno proceduto alla perquisizione domiciliare di due appartamenti e un box auto nella disponibilità di un ventenne. Le stesse si sono concluse con il rinvenimento di molteplici sostanze stupefacenti: 3,270 kg di HASHISH; 1,3362 kg di MARIJUANA; 251,29 grammi di COCAINA, nonché tutto il necessario per il confezionamento delle dosi. Gli agenti hanno trovato e sequestrato una somma di denaro pari a €3020, ritenuta probabile provento dell’attività illecita. Per tale motivo, l’uomo è stato tratto in arresto per detenzione di sostanza stupefacente e condotto presso la casa Circondariale LO RUSSO E CUTUGNO.

Nell’ambito della perquisizione domiciliare, è stata anche rinvenuta un’arma corta con vivo di volata piombato modello 315 auto Calibro 8mmk-made in Italy con relativo caricatore privo di cartucce, per la quale il ventenne è stato denunciato in stato di libertà per possesso ingiustificato di oggetto atto ad offendere.

“Il Piccolo Vigile Urbano”: CPD a difesa dei parcheggi per persone con disabilità

Dopo l’esordio dell’iniziativa all’Istituto Baricco, anche alcuni alunni della scuola Fattori si sono trasformati, per un giorno, in piccoli vigili urbani — o “baby vigilantes” — per fare in modo che i parcheggi riservati alle persone con disabilità non siano occupati da chi non ne ha diritto.

 

Torino, 11/03/2026. Continua e si rafforza il percorso dell’iniziativa “Il Piccolo Vigile Urbano”, nata su impulso della CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà con l’obiettivo di contrastare il mancato rispetto delle regole relative ai parcheggi riservati alle persone con disabilità. Dopo il primo appuntamento, svoltosi lo scorso 9 febbraio all’Istituto Baricco, il progetto ha iniziato a diffondersi, coinvolgendo sempre più studenti, famiglie e comunità educanti.

Grazie all’attenzione suscitata tra media e istituzioni, l’iniziativa si è spostata in un’altra scuola torinese.

Infatti, questa mattina dalle ore 8.00 alle ore 8.30 ha fatto tappa alla scuola Fattori di via Onorato Castellino 10, portando con sé un messaggio chiaro di rispetto e responsabilità civica, rivolto non solo alla città di Torino, ma a tutte le città italiane.

Protagonisti dell’iniziativa sono stati proprio gli alunni della scuola primaria, in particolare Carlo e Greta di 9 anni, che sono scesi in strada davanti alla scuola per presidiare simbolicamente i parcheggi riservati e richiamare l’attenzione sul rispetto delle regole e dei diritti delle persone con disabilità.

Con cappello, paletta e fischietto, i piccoli “vigili urbani” hanno difeso questi spazi, lanciando un segnale forte a tutta la collettività. Al loro fianco si è schierato anche il Cipidillo, la celebre mascotte della CPD che ha coadiuvato i baby vigilantes nelle operazioni di sorveglianza, portando il suo messaggio di inclusione e di stimolo per le coscienze, diffuso anche sul canale IG dedicato @cipidilloo.

L’obiettivo del progetto è sensibilizzare cittadini e cittadine contro il diffuso malcostume di occupare i posti auto riservati alle persone con disabilità da parte di chi non ne ha diritto, promuovendo una cultura del rispetto che parta proprio dalle nuove generazioni.

L’iniziativa è stata accompagnata da un momento successivo di laboratorio e confronto in classe, durante i quali gli operatori della CPD hanno guidato gli studenti in una riflessione sui temi dell’inclusione, dell’educazione civica e dell’attenzione ai diritti di tutti.

“Il Piccolo Vigile Urbano” continuerà nei prossimi mesi a fare tappa in altre scuole torinesi, diventando itinerante a tutti gli effetti e coinvolgendo sempre più bambini e famiglie in un percorso di sensibilizzazione che parte dai più piccoli per costruire una città più accessibile e rispettosa di tutte le differenze.

Rosario Berardi, il maresciallo ucciso dalle BR, ricordato dalla Città

 

La Città ha reso omaggio ieri al maresciallo di Pubblica Sicurezza Rosario Berardi, ucciso dalle Brigate Rosse 48 anni fa, nella sede della Congregazione delle Suore Carmelitane di Santa Teresa di corso Farini, a due passi da Largo Berardi, luogo dell’uccisione del maresciallo. L’Assessore alla Sicurezza Marco Porcedda, insieme al Vice Presidente Vicario della Sala Rossa, Domenico Garcea, in rappresentanza della Città, hanno voluto sottolineare come la figura di Berardi sia patrimonio collettivo: “La memoria non è un gesto formale, ma un atto di responsabilità civile verso la nostra comunità. Ricordare uomini come Berarrdi significa riconoscere che la sicurezza e la libertà di cui godiamo ogni giorno sono frutto dell’impegno, e talvolta del sacrificio estremo, di chi ha scelto di servire lo Stato fino in fondo. Un ringraziamento va a tutti gli uomini che indossano un’uniforme e con impegno e abnegazione svolgono il proprio lavoro, pilastro, oggi, come in passato, della tutela della convivenza civile”.

All’interno della cappella dell’Istituto religioso è stata simbolicamente deposta una corona da parte dei rappresentanti delle Istituzioni, non potendosi la cerimonia svolgersi, come consuetudine, presso la targa a causa del forte maltempo.

Al termine della tradizionale cerimonia religiosa il figlio Giovanni Berardi, presidente dell’Asevit – Associazione Europea Vittime del Terrorismo, ha ripercorso la vita del padre, dalle origini al tragico epilogo, concludendo con l’appello a preservare la memoria storica e a condannare fermamente i recenti atti di vandalismo che, durante cortei antagonistici, hanno profanato il ricordo dei caduti con slogan violenti. Berardi ha ricordato anche tutte le vittime del terrorismo degli “anni di piombo”, presenti la vedova del brigadiere Giuseppe Ciotta, ucciso a Torino il 12 marzo 1977 da un commando di Prima Linea, e la sorella di Oreste Leonardi, capo scorta di Aldo Moro, ucciso durante l’agguato di via Fani nel corso del quale venne rapito il presidente della Democrazia Cristiana.

A ricordare il maresciallo Berardi anche il Questore di Torino, Massimo Gambino che ha concluso la cerimonia.

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Gronda Est, confronto tra Comuni

Il tavolo tecnico-politico sull’aggiornamento dello studio di fattibilità della Gronda Est si è riunito  nella sede della Città metropolitana di Torino. È stata portata all’attenzione degli amministratori locali interessati all’infrastruttura la comparazione e la valutazione tecnica dei pro e dei contro delle diverse ipotesi e alternative di tracciato che lo studio Meta, incaricato dalla Città metropolitana, ha preso in considerazione. A condurre l’incontro è stato il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha la delega ai lavori pubblici. Erano presenti l’Assessore regionale ai trasporti, infrastrutture, opere pubbliche e difesa del suolo Marco Gabusi e il Consigliere metropolitano delegato all’ambienteAlessandro Sicchiero, anche nella sua veste di Sindaco di Chieri. Gabusi e Sicchiero hanno sottolineato la validità dell’approccio partecipativo e del coinvolgimento degli amministratori locali nelle scelte progettuali.

“Le alternative di tracciato elaborate dai tecnici dello studio Meta hanno recepito le puntuali osservazioni presentate dai Comuni durante i lavori del tavolo tecnico-politico iniziati nel 2024. Il tema ancora oggetto di confronto sono le eventuali criticità e interferenze con la viabilità minore, ma, al momento, la priorità è arrivare ad una scelta il più possibile condivisa tra una delle 7 opzioni di percorso considerate. – spiega il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo – L’opzione prescelta guiderà la redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, che è il primo e indispensabile passo della progettazione dell’infrastruttura. Nella riunione odierna abbiamo preso atto della più volte ribadita posizione dell’amministrazione comunale di Montaldo Torinese, contraria ad interventi infrastrutturali sul proprio territorio e favorevole solo ad un limitato allargamento della sede stradale della Provinciale 122″.

Senza voler in alcun caso interferire con scelte che hanno un carattere politico, i tecnici di Meta hanno spiegato agli amministratori locali che a loro giudizio i tracciati delle opzioni A e A’ presentano il miglior rapporto tra benefici attesi e costi di realizzazione e manutenzionePer quanto riguarda la zona nord della Collina torinese lopzioni A e A’ prevedono il transito in Val PalleraPer la zona sud viene ipotizzato il riutilizzo del sedime stradale della Provinciale 122mentre per il nodo di Sant’Anna vi sono due sub-opzioni: la A prevede una galleria, la A’ un percorso di aggiramentoPer quanto riguarda la tangenziale di Chieri viene preso in considerazione un raddoppio con due carreggiate indipendenti. Per la tratta Chieri-autostrada A 21-Poirino si ipotizza il potenziamento della Variante di Pessione. I tecnici hanno spiegato che l‘opzione A1 prevede il minor ricorso possibile alla realizzazione di tunnel, infrastrutture che hanno un elevato costo di realizzazione e di manutenzione. Le macro-prestazioni complessive delle opzioni in termini di alleggerimento della pressione del traffico sulla viabilità attuale sono simili. Quello che cambia sono appunti i costi: lopzioni A e A’ comporterebbero un investimento stimato in 527 milioni di euro, mentre per l’opzione B la stima sale a 669 milioni, per la C ad 806 e per la D a 719. Per gli utenti provenienti o destinati alla zona collinare le opzioni A A1 consentono raccordi più immediati con la viabilità locale.