CRONACA- Pagina 2

Roghi nella notte sotto i portici: lite tra senza tetto forse la causa

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Nella notte a Torino in piazza della Repubblica sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale per spegnere due roghi causati da senza fissa dimora. Fortunatamente nessuno ha riportato ferite. Non è  da escludere l’ipotesi di una lite tra due senzatetto, che nel secondo incendio ha provocato un atto di vendetta, o anche una terza persona che avrebbe appiccato le fiamme in entrambi i casi.

I danni degli incendi sono visibili nei portici. Si tratta di un incidente legato a un serio problema sociale di dignità e salute degli stessi senza tetto e di degrado in città.
(foto Igino Macagno)

Torino, rubavano sulle auto in sosta: arrestate due donne

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La Polizia di Stato ha arrestato a Mirafiori due donne italiane, di 29 e 38 anni, denunciando a piede libero un terzo soggetto per tentato furto aggravato su autovetture in sosta.

Una pattuglia del Commissariato di P.S. “Mirafiori” è intervenuta in via Pio VII a seguito della segnalazione giunta alla locale Sala Operativa di un tentato furto ad opera di tre persone che, con fare sospetto, erano state viste aggirarsi nei pressi di una macchina di lusso in sosta sulla pubblica via.

In particolare, una delle due donne era stata vista intrufolarsi nell’auto in questione, mentre gli altri due facevano da “palo”.

I poliziotti, giunti sul luogo, hanno individuato i tre soggetti intenti a perpetrare un furto su un’altra vettura in sosta, fermandoli tempestivamente.

Dai primi accertamenti, gli operatori hanno constatato che i malfattori avevano rovistato all’interno di tre autovetture ed una delle due donne aveva ancora tracce di sangue sulla mano per aver infranto un deflettore.

Inoltre, la perquisizione ha consentito agli agenti di rinvenire all’interno della tasca del pantalone della cittadina un coltellino macchiato di sangue.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto, a seguito della quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Chieri contro i rifiuti abusivi

Siglata una convenzione tra il Comune di Chieri e le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV). In programma una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini

 

Nelle scorse settimane sono state identificate dagli operatori della Polizia Locale otto persone responsabili di illeciti ambientali. Lo annuncia l’assessore alla Prevenzione e Sicurezza e Polizia Locale Biagio Fabrizio Carillo.

Un cittadino è stato colto in flagranza di reato mentre sversava oli esausti e altri materiali in zona Fontaneto. È stato identificato tramite una “fototrappola” ed egualmente sanzionato un cittadino che aveva abbandonato in zona Murè sacchi e borse e un altro soggetto che in strada Baldissero aveva conferito dei rifiuti nei cestini stradali, anziché negli appositi cassonetti. Sono state individuate e sanzionate anche tre persone responsabili dell’abbandono di altrettante autovetture negli stalli blu del centro cittadino: i veicoli, privi di assicurazione e di revisione e comunque non più utilizzabili, sono stati rimossi. Infine, sono stati identificati altri due soggetti  che in zona agricola avevano scaricato abusivamente svariati materiali: nei loro confronti è scattata la denuncia come previsto dal Testo Unico Ambientale del 2006.

Commenta l’assessore Biagio Fabrizio Carillo: «Ringrazio il Comandante Marcello Portogallo e tutti gli agenti della Polizia Locale per il loro impegno nell’attività di controllo e contrasto all’abbandono dei rifiuti urbani. Per questa Amministrazione si tratta di una priorità, perché vogliamo una Chieri più pulita e decorosa. Stiamo investendo risorse per garantire maggiore continuità ed efficacia agli interventi della Polizia Locale e verranno anche acquisiti nuovi dispositivi tecnologici (le cd. “fototrappole”), che si aggiungeranno a quelli già in uso. Non si tratta solo di punire i responsabili, lo scopo è anche quello di sensibilizzare i cittadini sul corretto smaltimento dei rifiuti: il Comando di Polizia Locale e l’ufficio ambiente del Comune sono a disposizione per i chiarimenti necessari».

I cittadini che notino abbandoni o sversamenti di rifiuti in determinate zone della città, possono segnalare il fatto al Consorzio Chierese per i Servizi (scrivendo a ccs@ccs.to.it) sia alla Polizia Locale o all’amministrazione comunale attraverso i canali istituzionali (scrivendo a protocollo@comune.chieri.to.it) e l’app Municipium.

Inoltre, è stata siglata una convenzione tra il Comune di Chieri e la Città Metropolitana di Torino al fine di regolamentare i rapporti di collaborazione con le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) della CMTo, finalizzata al potenziamento delle attività di vigilanza e controllo in materia ambientale sul territorio comunale: lo ha annunciato il Sindaco Alessandro Sicchiero, in occasione dell’iniziativa di sabato 10 gennaio a Torino, durante la quale è stato illustrato il bilancio del servizio prestato e sono stati consegnati i riconoscimenti per l’impegno civico svolto dalle GEV.

Spiega il Sindaco Sicchiero: «Le Guardie Ecologiche Volontarie sono vere e proprie sentinelle dell’ambiente, sono dotate di specifiche competenze e professionalità e svolgono attività di prevenzione e contrasto agli illeciti in materia ambientale e di polizia rurale. Questa convenzione garantisce la collaborazione e il coordinamento operativo tra la Polizia Locale e le GEV (che opereranno a supporto della prima), una presenza più capillare sul territorio di queste ultime ed una maggiore efficacia delle azioni di prevenzione e repressione a tutela della sicurezza e del contrasto al degrado urbano».

Le GEV effettueranno le loro attività su richiesta del Sindaco o del Comando di Polizia Locale, nonché di propria iniziativa. Potranno anche essere utilizzate in attività di monitoraggio del territorio e a supporto della Protezione Civile.

Aggiunge l’assessore con delega al Ciclo dei Rifiuti Flavio Gagliardi: «Il contrasto all’abbandono dei rifiuti richiede un doppio binario: informazione e sensibilizzazione da un lato, controlli e sanzioni efficaci dall’altro. I dati confermano l’eccellenza del nostro territorio: siamo il secondo consorzio della Regione per percentuale di riciclo e registriamo una più bassa produzione di rifiuti pro capite, un’efficienza che si traduce per i cittadini in una TARI media inferiore del 25% rispetto a quella regionale. Proprio a fronte di questa virtuosità, l’abbandono indiscriminato dei rifiuti è una pratica ancora più inaccettabile, verso cui non può esserci alcuna tolleranza. Anche pochi comportamenti incivili producono un danno ambientale significativo e generano costi aggiuntivi che rischiano di ricadere sull’intera collettività. Per questo, accanto al rafforzamento delle attività di controllo e repressione, è in partenza una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini, in collaborazione con il Consorzio Chierese per i Servizi. La collaborazione tra ufficio ambiente, Polizia Locale, CCS e Guardie Ecologiche Volontarie è orientata a un obiettivo chiaro: tolleranza zero verso chi sporca e massimo impegno per tutelare l’ambiente, il decoro urbano e i cittadini corretti».

 

Incidente sulla Torino-Milano, sei feriti

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Nella serata di ieri sei persone sono rimaste ferite, non gravemente in un incidente stradale avvenuto sull’autostrada Torino-Milano, in direzione Torino. Lo scontro si è verificato tra Volpiano e Settimo Torinese. La polizia stradale sta verificando la dinamica dell’incidente.

I benefici socio-economici dell’eolico offshore

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È stata firmata nei giorni scorsi l’intesa definitiva tra AERO – Associazione delle Energie Rinnovabili OffshoreIntesa Sanpaolo, il Politecnico di Torino, il Politecnico di BariPrometeia e Owemes per la realizzazione di uno studio approfondito e indipendente sui benefici socio-economici dell’eolico offshore in Italia.

Lo studio si propone di analizzare in modo completo benefici, sfide e strategie per lo sviluppo del settore, con particolare attenzione al ruolo strategico dell’eolico offshore nella competitività del Paese, nella transizione energetica e nel rafforzamento della filiera industriale nazionale. Verranno esaminati fabbisogni occupazionali e materiali, confrontandoli con le capacità industriali esistenti, anche grazie al contributo operativo dei soci industriali di AERO.

I risultati restituiranno indicatori quantitativi e qualitativi utili alla programmazione industriale e finanziaria, supportando decisioni strategiche di policy e investimento. Particolare attenzione sarà dedicata alla supply chain, evidenziando le opportunità di crescita per l’industria italiana e le azioni necessarie per una transizione rapida, efficace e sostenibile del settore.

“Questo studio nasce con l’obiettivo di mostrare concretamente quanto l’eolico offshore possa contribuire a creare nuovi posti di lavoro qualificati e a rafforzare l’industria italiana, offrendo al contempo strumenti concreti per decisioni strategiche e investimenti mirati”, ha dichiarato il Presidente di AERO, Fulvio Mamone Capria.

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Program di Intesa Sanpaolo: “Questo studio è importante non solo per misurare l’impatto economico dell’eolico offshore, ma soprattutto per contribuire a ridurre il divario tra le competenze richieste dalle imprese e i percorsi formativi. Intesa Sanpaolo è impegnata a favorire il dialogo continuativo tra università e mondo produttivo, essenziale per formare profili professionali adeguati alle esigenze del tessuto industriale e ispirare le giovani generazioni a nuove professioni legate alla transizione energetica”.

“Il Politecnico di Torino, con questo studio, intende contribuire a dotare il Sistema Paese di un’analisi tecnico-economica che valuti impatti e ricadute lungo la filiera industriale e informi scelte di politica pubblica e programmazione industriale su temi ad elevato impatto sistemico, come l’eolico offshore. Costruire evidenze solide e confrontabili a supporto dei decisori pubblici è infatti tra i principali compiti del nostro Ateneo”, commenta Giuliana Mattiazzo, Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino.

“L’accordo promuove un’alleanza tra competenze scientifiche e sistema industriale, finalizzata a costruire un quadro chiaro e rigoroso del valore economico e industriale dell’eolico offshore, a supporto di strategie di policy e investimenti volti a sostenere la competitività italiana”, spiegano i proff. Antonio Messeni Petruzzelli e Lorenzo Ardito del Politecnico di Bari.

Alessandra Lanza, Senior Partner Prometeia ha commentato: “Siamo orgogliosi di partecipare alla valutazione promossa da Aero. Crediamo che accompagnare le politiche di investimento per la transizione tecnologica e ambientale con studi di impatto ex-ante su tutta la filiera sia fondamentale per indirizzare le risorse verso il maggior beneficio sociale possibile e garantirne un effetto duraturo nel tempo”.

Per Alessandro Corsini, presidente di Owemes “disporre di strumenti quantitativi rigorosi permette di far emergere il potenziale di una nuova avventura industriale per il Paese. Questo lavoro dimostra l’importanza di fare squadra: solo unendo competenze accademiche, finanziarie e tecniche possiamo costruire decisioni strategiche solide per la transizione energetica del Paese”.

Una prima sintesi dello studio sarà presentata in occasione della Fiera Key Energy di Rimini, il 5 marzo 2026, offrendo un primo quadro dei risultati e delle opportunità emergenti per il settore.

Con questa iniziativa, AERO conferma il proprio impegno a promuovere una visione basata su dati e analisi indipendenti, favorendo il coinvolgimento attivo di attori industriali e accademici e contribuendo a costruire un quadro chiaro e condiviso sul potenziale dell’eolico offshore per lo sviluppo economico, occupazionale e industriale dell’Italia.

 

 

In fiamme un ufficio dell’Università del Piemonte orientale

Un problema elettrico a un termo convertitore avrebbe causato l’incendio che, nella serata del 16 gennaio, ha danneggiato un ufficio nella sede del Piemonte orientale ad Alessandria, struttura che ospita il Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica. I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente per limitare i danni al solo ambiente del secondo piano.

Mara Martellotta

Arrestato latitante per traffico di droga

Nei giorni scorsi è stato rintracciato e tratto in arresto dalla Polizia di Stato un cittadino marocchino latitante, ritenuto tra i promotori di un  traffico illecito di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish, destinatario di un provvedimento restrittivo della custodia cautelare in carcere.

L’operazione si inserisce nell’ambito dell’attività di esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Torino nei confronti di sei persone (quattro cittadini marocchini e due italiani), di cui 5 già tratte in arresto dalla Squadra Mobile di Torino, gravemente indiziate, in concorso tra loro, di traffico illecito di sostanze stupefacenti, fatte arrivare in Italia attraverso spedizioni internazionali apparentemente lecite, affidate a vettori ignari del reale contenuto dei colli.

Sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Torino, guidata dal Procuratore Giovanni Bombardieri – la Squadra Mobile ha dato esecuzione al predetto provvedimento restrittivo al quale si era sottratto il cittadino marocchino che aveva abbandonato il territorio nazionale alla volta del Marocco. Lo stesso è stato rintracciato grazie a serrate ricerche, estese all’estero con l’attivazione dei canali di cooperazione internazionale di Polizia.

Appreso del suo imminente rientro in Italia, gli investigatori della Squadra mobile si sono fatti trovare presso l’aeroporto “Sandro Pertini” di Torino. Una volta sbarcato, compiute le necessarie verifiche, grazie alla collaborazione della Polizia di Frontiera, l’uomo è stato arrestato e associato presso la locale casa circondariale “Lorusso e Cutugno”.

L’operazione si inserisce nel più ampio impegno della Polizia di Stato nel contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti e testimonia l’efficacia della cooperazione internazionale nella lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata.

Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato, sino alla sentenza definitiva; pur tuttavia, gli elementi raccolti dagli investigatori sono stati ritenuti, dall’A.G. procedente, sufficienti a costituire gravi indizi di colpevolezza nei confronti del cittadino marocchino, destinatari del provvedimento restrittivo.

Ordine dei Commercialisti di Torino: Salvatore Regalbuto eletto presidente

Salvatore Regalbuto è stato eletto Presidente dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino. Prende il testimone da Luca Asvisio, che dopo due mandati come Presidente non era più candidabile. 

Regalbuto capeggiava la lista “Modello Torino Continua”, che ha ottenuto 1.347 voti e 12 consiglieri. Oltre al presidente sono stati eletti Federica Balbo, Paola Aglietta, Ernesto Carrera, Paolo Vernero, Stefano Spina, Emanuela Barreri, Luca Ambroso, Mario Moiso, Simone Nepote, Alessandro Cian, Piera Braia, Erano in lizza altre due liste: “Insieme” (vicina alla lista vincente) che ha otternuto 720 voti voti e tre consiglieri – Carlo Regis, Luca Quer e Renato Remmert – e  “Metodo Torino”, che ha ottenuto 220 voti e nessun consigliere.

Alta l’affluenza alle urne: i votanti sono stati 2.302, il 60% degli aventi diritto al voto. 
Da sempre Regalbuto, che è titolare a Torino di uno studio specializzato in materie societarie e fiscali, si occupa delle vicende della professione e negli ultimi quattro anni è stato Tesoriere del Consiglio Nazionale dell’ Ordine, con delega alla fiscalità, occupandosi, fra l’altro, della riforma tributaria.  E’ stata un’elezione nel segno della continuità per proseguire nel percorso tracciato dal compianto presidente Aldo Milanese, scomparso nel 2018. 
L’Ordine dei Commercialisti di Torino conta circa 3.900 professionisti ed è il quarto d’Italia per numero di iscritti.

Colpito da arresto cardiaco letale, salvato alle Molinette dopo 45 minuti di massaggio cardiaco

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Il cuore si è fermato all’improvviso, mentre era in casa, nella normalità di una giornata qualunque. Andrea ha 47 anni, nessuna avvisaglia, poi il crollo. È la fidanzata a capire subito che qualcosa non va: chiama i soccorsi e inizia le manovre di rianimazione, senza fermarsi. Minuti che sembrano interminabili, mentre il tempo diventa il nemico più pericoloso.
Quando arriva il personale del 118 di Azienda Zero, la situazione è già chiarissima: Andrea è in arresto cardiaco. Le manovre continuano, una scarica dopo l’altra, farmaci, massaggio cardiaco. Ma il cuore non riparte. È lo scenario più temuto da chi interviene in emergenza: un arresto cardiaco refrattario, che non risponde alle cure standard.
In passato, casi come questo avevano un destino segnato.
Andrea viene portato all’ospedale Molinette di Torino senza che il cuore abbia mai ripreso a battere in modo efficace. La rianimazione non si interrompe mai: dalla casa all’ambulanza, dall’ambulanza al pronto soccorso delle Molinette. In totale, 45 minuti di rianimazione continua. Un tempo lunghissimo, che di solito non lascia spazio alla speranza.
La causa è un’aritmia maligna, una tempesta elettrica che manda il cuore fuori controllo. Un evento spesso fatale proprio perché, anche quando si riesce a “riaccendere” il cuore, questo non è più in grado di sostenere la circolazione.
E invece, questa volta, qualcosa cambia.
I medici decidono di tentare l’ultima strada possibile: l’ECMO, una macchina che può sostituire temporaneamente il cuore e i polmoni, mantenendo in vita il paziente mentre si cura la causa dell’arresto. È una scelta complessa, che richiede tempi rapidissimi, competenze specialistiche ed una perfetta organizzazione.
Andrea viene collegato all’ECMO. Il sangue continua a circolare, il cervello viene ossigenato, il tempo – finalmente – smette di essere solo un nemico. Il cuore può riposare, i medici possono intervenire.
Una situazione che, fino a poco tempo fa, non avrebbe lasciato alcuna possibilità di sopravvivenza.
Oggi, invece, questa storia ha un lieto fine. Andrea è vivo e può oggi riprendere in mano la sua vita.
Il programma di rianimazione con ECMO presso la Città della Salute e della Scienza di Torino è attivo da circa cinque anni presso la Rianimazione di Pronto Soccorso delle Molinette (diretta dalla dottoressa Marinella Zanierato), in collaborazione con la Cardiochirurgia (diretta dal professor Mauro Rinaldi). È questa integrazione tra territorio e ospedale a fare la differenza. Una sinergia fondamentale, che consente di identificare precocemente i pazienti candidabili a questo tipo di trattamento e di trasportarli rapidamente in ospedale con le manovre rianimatorie in corso.
Da quando questo programma di assistenza avanzata è stato attivato presso l’ospedale Molinette di Torino negli ultimi due anni (2024-2025) sono stati trattati 16 pazienti in arresto cardiaco refrattario provenienti dall’extraospedaliero con 8 sopravvissuti. L’introduzione della rianimazione con ECMO cambia radicalmente la prospettiva dell’arresto cardiaco. La sopravvivenza è diventata del 50%. Dati che assumono un significato ancora più rilevante se confrontati con la prognosi tradizionale: nei pazienti con arresto cardiaco refrattario alle manovre standard, la sopravvivenza è inferiore al 10%.
Un risultato che dimostra come, anche nelle situazioni più critiche, l’integrazione tra tecnologia avanzata, competenze specialistiche e lavoro di squadra — dal territorio all’ospedale — possa trasformare un evento apparentemente senza via d’uscita in una storia di salvezza. Una possibilità in più, là dove prima non ce n’era nessuna.

L’orticoltura per la difesa del territorio

Gli “Orti Generali” di Torino condividono “buone pratiche” di rigenerazione urbana con “DarkSky Hub” di Bernezzo (Cuneo)

Giovedì 22 gennaio, dalle 18,30

Bernezzo (Cuneo)

Obiettivo cui puntare: “la stesura di un manifesto scritto in forma plurale per la tutela della biodiversità e del paesaggio delle valli e dei territori cuneesi”. Parte da questa riflessione il ciclo di incontri organizzati presso l’aula didattica “CRAS – Centro di Recupero degli Animali Selvatici” di via Alpi 25, a Bernezzo (Cuneo) da “DarkSky Hub”, la nuova “Comunità di interesse” incentrata per l’appunto sui temi del benessere ambientale e sociale, nata dalla collaborazione tra “Sideralis – Officina delle stelle Aps” “NOAU – Officina Culturale” con la collaborazione del “CRAS” e del “Comune di Bernezzo”, rivolta a sostenere la “formazione” e l’“attivazione” intorno alla tutela della “biodiversità”.

Su questa linea di pratica didattica si terrà anche il terzo appuntamento organizzato a Bernezzo, giovedì prossimo 22 gennaiodalle 18,30 alle 20,30.

Protagonisti dell’incontro saranno alcuni membri dei torinesi “Orti Generali” che racconteranno il percorso del Progetto di “Orti Comunitari Urbani”, nato dalla rigenerazione di un Parco alla periferia sud di Mirafiori a Torino. A seguire si terrà un momento di scambio e confronto tra i presenti seguito da un piccolo aperitivo “a tema” curato da “Atelier Mal’Erba” di Caraglio. L’incontro è gratuito ed è gradita la prenotazione sulla pagina “Eventbrite” di “Sideralis Aps”.

Per maggiori infoenrico.t@noau.eu

Il Progetto torinese di orti comunitari urbani “Orti Generali”, ha restituito alla cittadinanza di zona Mirafiori, nell’arco di pochi anni, un “Parco Fluviale”, sulle rive del torrente Sangone, da tempo abbandonato e degradato e che oggi permette di coltivare, imparare e godersi la campagna in città, anche grazie alle svariate iniziative e ai molti appuntamenti proposti al pubblico in ambito culturale e sociale. L’incontro con questa realtà e con i suoi membri permetterà ai partecipanti di confrontarsi e di raccogliere informazioni e materiali utili per l’obiettivo finale (il “manifesto scritto” di cui sopra) del percorso di “DarkSky Hub”.

“Siamo come un fiume che scorre e modifica i propri confini e la morfologia del luogo in un ecosistema in evoluzione”, scrivono i membri di “Orti Generali” sulla loro pagina “Facebook”. E a ragione. In effetti dal 2019 (anno d’avvio del Progetto) ad oggi, “Orti Generali” ha assistito ad una significativa evoluzione. 160 erano gli “orti urbani” creati in partenza e da subito una sempre più crescente domanda da parte dei cittadini, complice anche la mancanza di iniziative simili a Torino. Oggi, la “lista d’attesa” a sei anni di distanza arriva a contare ben oltre 1200 persone che aspettano d’essere coinvolte per avviare il proprio “orto urbano”. Cifre e una filosofia gestionale, non solo a firma di “Orti Generali”, da cui c’è sicuramente tanto da imparare e condividere.

Anche per questo motivo, dopo l’appuntamento del prossimo giovedì 22 gennaio, sono previsti a Bernezzo altri tre momenti di incontrogiovedì 19 marzo, con “Chiocciola la Casa del Nomade”, realtà emiliana che promuove il cambiamento attraverso “cittadinanza attiva” e “collaborazione”giovedì 21 maggio, con “Sideralis Aps” di Cuneo, associazione culturale e scientifica che promuove l’“accessibilità all’astronomia”; per terminare con un’“attività laboratoriale”, in programma sabato 20 giugno, che prevede la realizzazione di un “manifesto grafico” che sintetizzi visivamente il percorso partecipativo “Comunità, ambiente e biodiversità”.

G. m.

Nelle foto: Un incontro di “DarkSky Hub”; Immagini di “Orti Generali” tratte da www.ortigenerali.it