CRONACA- Pagina 2

Licenza revocata per sala slot: irregolare e non agibile

Il locale non era agibile, mancavano i responsabili di una sala VLT: multato anche il bar accanto, licenza revocata. È successo ad Asti durante i controlli periodici della Squadra Amministrativa della Questura.

Il titolare era già stato segnalato all’autorità competente nel 2025 e nel 2026 per non aver rispettato le prescrizioni stabilite. Ad intervenire sarà l’Agenzia Dogane e Monopoli per i provvedimenti di sua competenza. Questa operazione fa parte del piano della Polizia di Stato di Asti per garantire legalità e sicurezza in tutto il territorio provinciale.

VI.G

Associazione Regina Elena Odv, commemorazione a Chivasso

 RICORDATE LE NOZZE TRA IL MARCHESE GIAN GIACOMO DEL MONFERRATO E GIOVANNA DI SAVOIA

A Chivasso domenica 22 marzo 2026 il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha organizzato una commemorazione delle nozze tra il Marchese Gian Giacomo Paleologo del Monferrato e Giovanna di Savoia, celebrate nella città il 21 aprile 1411.

Hanno concesso il patrocinio all’evento il Consiglio Regionale del Piemonte, la Città Metropolitana di Torino e il Comune di Chivasso, città che fino al 1434 fu capitale del Marchesato del Monferrato, per poi cedere il testimone a Casale, anche se la Corte era solita dimorare anche a Murialdo e Pontestura.

I partecipanti si sono ritrovati alle ore 10,30 ai piedi della Torre ottagonale risalente secondo alcuni storici all’VIII secolo d.C. e che verso il 1178 venne inglobata nel castello fatto erigere dal Marchese del Monferrato Guglielmo IV e andato distrutto nel 1639 durante la Guerra Civile Piemontese.
I gruppi storici hanno quindi raggiunto in corteo la quattrocentesca Chiesa collegiata di Santa Maria Assunta, fatta costruire dal Marchese del Monferrato Teodoro II e chiamata “Duomo” dai chivassesi. 

Qui Don Davide Smiderle ha celebrato la S. Messa, al termine della quale le autorità, i rievocatori e il pubblico hanno sfilato in corteo fino all’Oratorio Beato Angelo Carletti, dove si è tenuta una solenne cerimonia, aperta dai saluti dell’Onorevole Augusta Montaruli, la quale ha pronunciato il seguente discorso:
Voglio ringraziarvi dell’invito, ringrazio le varie amministrazioni presenti, i Sindaci e i Vice Sindaci, ma soprattutto tutti voi che avete reso possibile questa cerimonia. Vi seguo ormai da tanto tempo, sono contenta di essere qui con voi, di assistere a questo momento solenne e vi auguro non solo il meglio per la giornata di oggi, ma anche per le iniziative future, perché seguendovi ho imparato come la vostra passione abbia animato diversi momenti in maniera costruttiva con rievocazioni che hanno portato un valore aggiunto sul nostro territorio, oggi qui a Chivasso, ma io in realtà vi ho incontrato in altri territori della nostra provincia e quindi è un orgoglio potervi seguire e stare qui con voi. Grazie mille di questo momento”.
Sono seguiti i discorsi 
di Claudio Castello, Sindaco di Chivasso, Emilio Longo, Sindaco di Cinzano; Gabriella Brusato, Vice Sindaco di Gassino Torinese, tutti con la fascia tricolore.
Dopo l’emozionante intervento di 
Silvano Borca, Fiduciario di Chivasso dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ideatore della cerimonia e sempre attivo per il Santo Natale, lo scrivente ha fatto scoprire ai presenti la figura del Marchese del Monferrato Gian Giacomo.
Il sovrano, nato a Trino Vercellese il 23 marzo 1395, era figlio del Marchese Teodoro II e della sua seconda consorte Giovanna di Bar. La Dinastia Paleologa, che regnava a Bisanzio dal 1261, salì al Trono del Monferrato nel 1305 quando alla morte di Giovanni, ultimo Marchese Aleramico, gli succedette il nipote Teodoro I Paleologo, figlio di sua sorella Violante e dell’Imperatore di Bisanzio Andronico II. Teodoro era il bisnonno del Marchese Gian Giacomo, il protagonista della commemorazione del 22 marzo. Egli 
a partire dal 1404, a soli nove anni, fu coinvolto dal padre negli affari di Stato e nel 1409, quando il genitore divenne capitano di Genova, cominciò a governare autonomamente. Come sopraccitato il 21 aprile 1411 sposò Giovanna di Savoia, terzogenita del Conte di Savoia Amedeo VII, detto “il Conte Rosso” e della consorte Bona di Berry.  Dalla loro unione nacquero sette figli, tra i quali tre Marchesi del Monferrato: Giovanni IV, Guglielmo VIII e Bonifacio III; Amedea, che sposò Re Giovanni II di Cipro e Isabella, la quale andò in sposa al Marchese Ludovico I di Saluzzo.
Gian Giacomo nel 1418 succedette al padre, distinguendosi subito in brillanti spedizioni militari a danno di genovesi e milanesi, riuscendo a confermare nell’area appenninica la sua autorità sui Marchesi Del Carretto e su altri piccoli signori. Tra le sue conquiste va citato Spigno Monferrato, di proprietà della Repubblica di Genova ed infeudato ad un ramo dei Del Carretto generatosi da quello di Novello. Nel 1422 sua sorella Sofia andò in sposa a Giovanni VIII Paleologo, penultimo Imperatore di Bisanzio. Questo matrimonio non fu felice, infatti Sofia nel 1426 venne ripudiata, tornò nel Monferrato e visse il resto dei suoi giorni chiusa in un convento. Nel 1432, dopo una serie di sconfitte militari, Gian Giacomo fu obbligato a cedere a suo cognato il primo Duca di Savoia Amedeo VIII tutti i territori compresi tra la sinistra del fiume Po e la destra del Tanaro ed a considerarsi suo vassallo. Nel 1434 fu costretto a spostare la capitale del marchesato a Casale Monferrato, in quanto Chivasso era ormai in mani Sabaude, anche se passò ufficialmente ai Savoia l’anno seguente. La più importante località che era riuscito a conservare a destra del Po era Trino Vercellese, della quale nominò Signore il suo erede Giovanni.
Il sovrano si spense a Casale Monferrato il 12 marzo 1445 e fu sepolto nella Chiesa dei frati minori.
A succedergli fu il figlio Giovanni IV, al quale seguirono i fratelli Guglielmo VIII e Bonifacio III, il cui nipote Giangiorgio fu l’ultimo Marchese della Dinastia Paleologa: egli si spense nel 1533 e tre anni dopo il Monferrato passò al primo Duca di Mantova Federico II Gonzaga, che aveva sposato Margherita Paleologa, nipote di Giangiorgio.
I Gonzaga regnarono con il loro 
ramo principale fino al 1627 a poi con quello cadetto dei “Nevers” fino al 1708, quando al termine della Guerra di Successione Spagnola il Monferrato passò ai Savoia, mentre Mantova seguì le sorti della Milano asburgica.
Successivamente il 
Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha conferito uno speciale attestato di benemerenza al Comune di Chivasso, a Don Davide Smiderle, al Gruppo Storico Marchesi Paleologi, alla Confraternita del Sanbajon e dei Nocciolini di Chivasso e alla Pro Loco Chivasso l’Agricola.
Erano presenti
 : l’Onorevole Augusta Montaruli; Claudio Castello, Sindaco di Chivasso, accompagnato da molti membri della sua Giunta; Emilio Longo, Sindaco di Cinzano e Gabriella Brusato, Vice Sindaco di Gassino Torinese, accompagnata da Roberta Macaluso, Presidente del Consiglio Comunale.
La cerimonia è stata impreziosita dalla presenza dei seguenti gruppi storici:

 

        “I Marchesi Paleologi” di Chivasso, i cui rievocatori hanno impersonato i Marchesi del Monferrato ad inizio XIV secolo, tra i quali il Marchese Teodoro I Paleologo e la consorte Argentina Spinola, nonni materni del Conte di Savoia Amedeo VI detto il “Conte Verde”; 

        I Tamburini della Castellata di Chiaverano;

        I Signori del medioevo da Torino;

        I Signori di Rivalba di Castelnuovo Don Bosco, i cui rievocatori hanno impersonato i membri della famiglia che nel medioevo possedette il feudo di Castelnuovo per circa 350 anni;

        La Contessa di Bardassano.

 

ANDREA CARNINO

Torino e’ una citta’ vecchia. Solitudine e squilibrio demografico

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I quartieri piu’ anziani: Borgo Po, Mirafiori e Pozzo Strada.

Torino è oggi una delle città più anziane d’Italia. I dati dell’ISTAT parlano chiaro: l’età media supera i 48 anni e oltre il 26 per cento dei residenti ha più di 65 anni. Un primato che non resta confinato alle statistiche, ma si riflette nella vita quotidiana, nei ritmi della città, nel modo in cui gli spazi vengono vissuti e attraversati.Molti anziani vivono soli con la speranza di restare autonomi; abitano in case grandi, pensate per famiglie che nel tempo si sono ridotte o scomparse. Oltre alla povertà economica, a pesare è la solitudine: una condizione diffusa e silenziosa che raramente diventa emergenza, ma che segna profondamente la qualità della vita. A Torino la solitudine è diventata una delle forme più diffuse di fragilità urbana.

Molti anziani conducono una vita ordinata e autonoma, ma con relazioni sempre più ridotte. Il quartiere, un tempo rete di conoscenze e vicinanza, si è progressivamente assottigliato. Le giornate scorrono tra casa, piccoli acquisti e qualche visita medica. Non è un isolamento drammatico, ma una solitudine lenta e quotidiana. Questo invecchiamento non è casuale, e’ il risultato di una storia lunga: Torino è stata città industriale, città del lavoro stabile, della permanenza.

Chi oggi è anziano ha spesso vissuto tutta la propria vita nello stesso quartiere, nello stesso palazzo: le radici sono profonde. I giovani, invece, arrivano per studiare o per le prime esperienze lavorative, ma difficilmente restano a lungo. La città forma competenze, ma fatica a trattenere le nuove generazioni. Il risultato è uno squilibrio demografico che tende a crescere nel tempo. Accanto a questa Torino anziana esiste però una città giovane e temporanea, migliaia di studenti arrivano ogni anno nelle università cittadine e si concentrano soprattutto in quartieri come San Salvario, Vanchiglia o Aurora. La loro presenza porta movimento, nuovi locali, affitti brevi, ma raramente si trasforma in radicamento stabile.

È una vitalità che anima i quartieri, ma che spesso resta di passaggio. Da un punto di vista territoriale, dunque, Torino non invecchia in modo uniforme: alcuni quartieri presentano una popolazione molto anziana, con un ricambio quasi assente. È il caso delle zone residenziali storiche come la collina torinese, Borgo Po, Mirafiori e alcune aree di San Paolo e Pozzo Strada, dove vivono soprattutto famiglie di lunga data e pensionati. In questi quartieri la città appare più ferma, i cambiamenti più lenti, le relazioni spesso consolidate ma ristrette. Ne emerge una Torino divisa anche per età, dove l’invecchiamento segue linee geografiche precise e contribuisce a creare città diverse dentro la stessa città. In questo equilibrio fragile svolge un ruolo importante anche il lavoro di cura.

In molte case torinesi l’assistenza agli anziani è affidata a donne straniere, soprattutto dell’Est Europa e dell’America Latina. Le badanti, infatti, sono diventate una presenza quotidiana insostituibile nei condomini e nei quartieri, svolgono, infatti, un ruolo fondamentale nel mantenere l’autonomia delle persone anziane, ma restano spesso invisibili nel racconto pubblico della città. Questa situazione pone una sfida importante.

Da un lato aumentano i bisogni di assistenza, di servizi di prossimità e di politiche per la non autosufficienza. Dall’altro, il rischio è quello di una città sempre più statica, poco attrattiva per chi è giovane. Eppure gli anziani non sono soltanto un problema da gestire, rappresentano, al contrario, una risorsa: tempo, esperienza, memoria, presenza nei quartieri. La vera questione è se Torino saprà trasformare il proprio invecchiamento in un progetto di città più solidale e inclusiva, oppure se continuerà semplicemente a invecchiare, lentamente, in silenzio.

Di Maria La Barbera

“Pinerolese e Valli”… un futuro turistico-economico d’eccellenza

Alla “Fondazione Malva Arnaldi” di Bibiana, un incontro fra le varie “anime” del territorio per definire un proficuo gioco di squadra

Giovedì 26 marzo, ore 14

Bibiana (Torino)

Siamo all’imbocco della Val Pellice, in uno dei punti nevralgici dell’Unione Montana del Pinerolese. Simbolico il luogo d’incontro. Quella “Fondazione Malva Arnaldi” di via San Vincenzo 48, a Bibiana (nata come “Ente Morale” nel 1931 e diventata “Fondazione del Terzo Settore” nel 2021, oggi presieduta da Danilo Breusa), che oltre a curare i “campi-collezione” di melepere uva, mette al centro di progetti di sperimentazione e aggregazione agricola antiche varietà di frutta, tanto da portare, nel tempo, al riconoscimento di “nuovi vini DOC” e alla nascita dell’Associazione “Antiche mele piemontesi”. Non si poteva dunque trovare luogo significativamente migliore per ospitare l’incontro dal titolo “Pinerolese e Valli: turismo, gusto, identità. Dalla vocazione alla destinazione”, promosso dal “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli” per riflettere sulle potenzialità di un’area “che chiede di passare da una semplice attitudine naturale a una vera e propria strategia di sistema”. Tema chiave della giornata sarà infatti “la necessità di fare rete per costruire un modello di turismo enogastronomico integrato, capace di mettere a sistema le diverse anime che compongono l’offerta del territorio”.

L’incontro vedrà la partecipazione di figure di spicco delle Istituzioni e del “settore agroalimentare”, impegnate in un confronto serrato e concreto a tracciare un possibile “percorso comune” che sia in grado di unire commercio, agricoltura e sport sotto un’unica visione di “sviluppo turistico”. Coordinatore il giornalista “Mediaset” Beppe Gandolfo, tra i relatori interverranno Maria Luisa Coppa, presidente di “Ascom Torino” e vicepresidente della torinese “Camera di Commercio”, e Paolo Bongioanni, assessore della “Regione Piemonte” con deleghe al “commercio, agricoltura, cibo, turismo e sport”, a testimonianza della trasversalità necessaria per far crescere la destinazione Pinerolese. Il dibattito entrerà nel merito delle dinamiche produttive e culturali con il contributo di Silvio Barbero, del Comitato esecutivo dell’“Università di Scienze Gastronomiche” di Pollenzo, che analizzerà il legame profondo tra la terra e la tavola come elemento di attrazione turistica consapevole. Ad arricchire la tavola rotonda, porteranno il loro contributo anche Luigi Caricato, scrittore e oleologoAnnalisa Renzi per la “Fondazione UNA – Uomo, Natura, Ambiente” e Rossana Turina, presidente del “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli”, che porterà l’esperienza diretta di chi ogni giorno lavora per la promozione di queste vallate”. Argomento in discussione nel pomeriggio, le strade da seguire per trasformare le “produzioni tipiche” e il “paesaggio agrario” in “esperienze turistiche memorabili”, capaci di attrarre un pubblico nazionale e internazionale interessato all’autenticità e alla qualità della vita.

“L’enogastronomia – dichiara Rossana Turina, presidente del ‘Consorzio Turistico Pinerolese e Valli’ –  non è solo un biglietto da visita, ma un vero motore del nostro sviluppo turistico. Il nostro obiettivo è stimolare un salto di qualità culturale: vorremmo che ogni operatore, dall’albergatore al ristoratore, diventasse il primo ambasciatore delle eccellenze del territorio. Conoscere i prodotti locali, proporli con orgoglio e raccontarne la storia significa elevare l’esperienza dell’ospite, trasformando un semplice soggiorno in un viaggio nei sapori autentici.  E aggiunge: “C’è di più: fare rete intorno ai nostri prodotti significa far crescere l’intero tessuto economico. Vogliamo innescare un meccanismo virtuoso che porti a ripensare le dinamiche della produzione in chiave turistica, creando un legame indissolubile tra chi coltiva la terra e chi accoglie il viaggiatore. Questo incontro vuole essere uno stimolo concreto per passare dalla consapevolezza all’azione: solo mettendo a sistema le nostre identità potremo dare al Pinerolese la forza di una destinazione competitiva e moderna”.

E alla Turina, fa eco Maria Luisa Coppa, presidente “Ascom Torino”: “Il Pinerolese e le sue Valli esprimono una vocazione turistica legata a un turismo dolce, slow, attento alla scoperta autentica dei luoghi, dei paesaggi e delle comunità. È un territorio che si presta in modo particolare a questo approccio perché unisce la dimensione ‘outdoor’, fatta di cammini, trekking e natura, a una forte identità storica e culturale, che va dalla tradizione cavalleresca di Pinerolo ai luoghi d’arte e di spiritualità diffusi sul territorio. L’enogastronomia rappresenta, in questo quadro, un autentico volano per il turismo, perché raccoglie e rende riconoscibile l’anima più profonda del territorio. La sfida, oggi, è compiere un passo ulteriore, trasformando questa ricchezza in un’offerta turistica sempre più strutturata e capace di generare valore diffuso per il territorio, per il commercio e per l’intero sistema delle imprese locali”. Per partecipare all’incontro, è necessario confermare la presenza all’indirizzo info@turismopinerolese.it . “Sarà un’occasione fondamentale – concludono i promotori – per passare dalle parole ai fatti, consolidando quella rete tra pubblico e privato che è l’unica base solida su cui fondare una destinazione turistica moderna, sostenibile e orgogliosa della propria identità”.

g.m.

Nelle foto: Maria Luisa Coppa e Rossana Turina

Nodes, un ecosistema di ricerca e innovazione

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A conclusione del programma NODES – Nord Ovest Digitale E Sostenibile, l’Ecosistema dell’Innovazione finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Next Generation EU, presenta i risultati delle attività realizzate e l’impatto generato su ricerca, imprese e territori nel corso di oltre tre anni di attività e il contributo offerto al rafforzamento del sistema della ricerca e dell’innovazione nel Nord Ovest e nel Paese.

Nato all’interno del programma nazionale degli Ecosistemi dell’Innovazione, NODES ha avuto l’obiettivo di rafforzare la capacità di collaborazione tra università, imprese e territori, accelerando il trasferimento tecnologico, sostenendo la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e favorendo lo sviluppo di competenze avanzate per accompagnare la doppia transizione digitale ed ecologica.

Con una dotazione complessiva di oltre 112 milioni di euro, il programma ha coinvolto 33 partner tra universitàcentri di ricerca e attori dell’innovazione, attivando un ampio sistema di collaborazioni tra università, imprese, pubbliche amministrazioni e territori. Le attività si sono sviluppate principalmente nei territori di Piemonte, Valle d’Aosta e nell’area occidentale della Lombardia, rafforzando allo stesso tempo la cooperazione con università e imprese delle regioni del Sud Italia, attraverso un investimento dedicato di circa 15 milioni di euro, in linea con gli obiettivi nazionali di sviluppo e coesione territoriale.

“Innovare oggi significa trasformare la conoscenza scientifica in valore concreto per imprese e territori. L’Ecosistema NODES ha contribuito a costruire ponti tra università, ricerca e sistema produttivo, accompagnando la trasformazione digitale ed ecologica del Paese. Il progetto ha rappresentato un’ottima palestra per testare le ricadute su tutto il territorio delle competenze tecnologiche e scientifiche messe a disposizione dagli atenei”, dichiara Stefano Corgnati, Presidente dell’HUB NODES e Rettore del Politecnico di Torino.

Un ecosistema di ricerca e innovazione

Il modello NODES si fonda infatti sulla collaborazione tra università, imprese e territori e sull’organizzazione delle attività in sette Spoke tematici, coordinati dagli Atenei partner dell’Ecosistema.

Gli Spoke hanno sviluppato progetti di ricerca e innovazione in ambiti strategici per lo sviluppo sostenibile, tra cui:

  • aerospazio e mobilità sostenibile
  • green technologies e industria sostenibile
  • turismo e industria culturale
  • montagna digitale e sostenibile
  • salute e silver economy
  • agroindustria primaria
  • agroindustria secondaria

Questo modello ha permesso di mettere in rete competenze scientifiche, infrastrutture di ricerca e capacità imprenditoriali, favorendo la nascita di nuove collaborazioni e la sperimentazione di soluzioni innovative con ricadute concrete sul territorio.

I risultati e l’impatto del programma

Nel corso dei tre anni di attività, NODES ha sostenuto numerosi progetti di ricerca applicata, trasferimento tecnologico e innovazione, contribuendo a rafforzare in modo concreto il dialogo tra sistema accademico e sistema produttivo.

Le iniziative dell’Ecosistema hanno coinvolto centinaia di ricercatori, innovatori, studenti e professionisti, favorendo lo sviluppo di nuove competenze e modelli di collaborazione tra ricerca e imprese. In questo contesto, un ruolo centrale è stato svolto dalle attività di supporto alle imprese e alle startup innovative, attraverso programmi di accompagnamento all’innovazione, formazione imprenditoriale e strumenti di accelerazione.

In particolare circa l’80% delle imprese coinvolte in NODES riconosce l’impatto positivo del ruolo degli Atenei nei processi di innovazione delle imprese.

Nel complesso, NODES ha generato un impatto significativo sul territorio, rafforzando le connessioni tra università, imprese e istituzioni e sostenendo la diffusione di conoscenze e competenze avanzate. Le attività sviluppate hanno contribuito ad aumentare la capacità dei territori di generare innovazione, attrarre talenti e favorire la crescita di imprese ad alto contenuto tecnologico, consolidando il ruolo del Nord Ovest come uno dei principali poli italiani della ricerca e dell’innovazione.

Un risultato particolarmente rilevante riguarda lo sviluppo tecnologico dei Proof of Concept Accademici: le soluzioni sviluppate hanno registrato un avanzamento medio di due livelli di maturità tecnologica (TRL 4 → 6), avvicinandosi alla fase di applicazione sul mercato. I PoC accademici si sono anche rivelati un potente catalizzatore di nuove collaborazioni con aziende, enti industriali e partner territoriali. Un percorso che si traduce anche in nuove imprenditorialità: 10 startup e spin-off avviati, con 2 ulteriori realtà in fase di costituzione.

L’impatto sulle imprese dell’Ecosistema è altrettanto significativo: il 92% ha sviluppato nuovi prodotti o servizi o innovato quelli esistenti, risultato che contribuisce alla crescita e all’espansione dei mercati di riferimento già nel breve-medio termine, mentre l’89% ha introdotto innovazioni di processo, rafforzandone efficienza e competitività nel medio-lungo periodo. Inoltre, il 79% delle imprese dichiara di aver coinvolto giovani neo-laureati o alla prima esperienza professionale nelle attività di ricerca e innovazione, lasciando emergere una forte domanda di nuove competenze e una crescente apertura delle imprese verso giovani talenti.

Uncem: che fare per acqua, foreste, ghiacciai

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Si celebrano insieme, in due giorni, acqua, foreste, ghiacciai. Tre Giornate internazionali, evocate anche  a Che tempo che fa e in tante situazioni dai media. Due giorni che cosa lasciano? Uncem da sempre lavora su questi temi chiedendo percorsi politici. Chiedendo che siano la Politica, le Istituzioni, a tracciare pecorsi senza arretrare, guardando avanti. Ma siamo tutti noi Politica. Attivi. Non diamo la colpa, non gettiamo veli e non chiediamo sempre ad altri. Impegniamoci noi, Comuni, Enti locali montani. Anche noi dobbiamo cambiare passo. Le Green Community sono il naturale perimetro di queste azioni che passano dalla valorizzazione dei servizi ecosistemici-ambientali, dalla costruzione di scelte oltre i singoli campanili. Sui servizi ecosistemici, è necessario dare pieno valore all’acqua e alle foreste. Togliamo di mezzo ideologie e millantatori sui crediti di carbonio forestali. Facciamo ordine dicendo che sono il mezzo e non il fine per la pianificazione e la gestione forestale sostenibile. Sull’acqua, si introduca in tutte le Regioni una percentuale della tariffa del ciclo idrico integrato, senza aumentarla, che torni al territorio montano, attraverso gli Enti locali sovracomunali, per la prevenzione del dissesto e la tutela delle fonti. Ci sono 200milioni di euro potenziali annui, con una percentuale tra il 3 e il 5% di quello che le famiglie pagano l’anno. Sul legno, si creino accordi tra proprietari forestali, Enti locali, imprese: le filiere foreste-legno-energia sono pezzo portante delle rinnovabili. Scegliere il legno è presente. Per fare calore, per fare case, per essere meno dipendenti dall’estero. Serve la Politica. Servono azioni di giustizia sociale, necessarie, come scrive la Laudato Si, come recita un sano e duraturo Green Deal. No alle semplificazioni. È un percorso politico complesso quello in cui vogliamo essere. Non basta dire che investiamo qualche risorsa economica, è greenwashing. Non bastano promesse o dichiarazioni. La montagna garantisce l’acqua perché le foreste sono gestite e non più abbandonate. Perché ci sono comunità che vivono i territori, i paesi. I ghiacciai dipendono dalla nostra capacità di essere lungimiranti. Anche qui, serve la Politica. Che sappia essere impegnata negli investimenti, non solo di soli e nel riconoscere i ruoli dei territori connessi tra loro, i flussi tra Città e Montagne. Ne abbiamo bisogno, e i Comuni insieme sono chiamati a fare la loro parte”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

Torino ospita una nuova tappa del Net Forum 2026

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Martedì 24 marzo, nella cornice di Palazzo Barolo

Torino ospita una nuova tappa del Net Forum 2026, il percorso di confronto e approfondimento sui cambiamenti del sistema produttivo e del mercato del lavoro. L’appuntamento è per martedì 24 marzo alle ore 14.30, nella cornice di Palazzo Barolo, nel cuore cittadino.

Il focus dell’incontro, dal titolo “Dalla fabbrica al territorio: competitività, competenze e governance” è costruire una base comune di lettura del sistema economico produttivo, andando oltre una fotografia settoriale e frammentata. La sessione inaugura i lavori del workshop con un approccio sistemico alle filiere industriali, con particolare attenzione al comparto della meccanica, strategico per il territorio piemontese e nazionale. Obiettivo centrale dell’incontro è quello di fornire strumenti di interpretazione condivisi sulle trasformazioni in atto, mettendo in relazione dinamiche produttive, territori e mercato del lavoro, per favorire un dialogo efficace tra istituzioni, imprese e sistema formativo.

L’evento è co-progettato con Sviluppo Lavoro Italia, il quale darà un contributo chiave attraverso l’analisi basata sui dati di Labour Market Intelligence, che offre un inquadramento aggiornato delle principali dinamiche occupazionali e delle criticità legate al mismatch di competenze lungo le filiere industriali.

L’analisi consentirà di individuare i nodi strutturali tra domanda di lavoro e offerta di competenze, ponendo le basi per il lavoro di approfondimento successivo. Nel corso della sessione, verrà inoltre illustrato il disegno dell’indagine “Quali-quantitativa” che Sviluppo Lavoro Italia approfondirà nelle prossime settimane. L’indagine, attraverso il coinvolgimento di testimoni privilegiati, mira a rilevare in modo puntuale il disallineamento tra fabbisogni professionali delle imprese e offerta formativa, fornendo evidenze utili nell’orientamento delle politiche del lavoro e della formazione più efficaci.

L’evento si rivolge a rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo, delle parti sociali, della formazione e della ricerca, e rappresenta un’occasione di confronto aperto sui grandi temi dello sviluppo, del lavoro e delle competenze.

Mara Martellotta

Cade dalla tribuna e finisce al CTO

Cade da una tribuna di un campo da calcio e finisce ricoverato al CTO. È successo nel pomeriggio di ieri in un campo in Cit Turin, in corso Ferrucci, dove un uomo, cadendo accidentalmente, ha riportato diverse fratture. L’incidente è avvenuto in occasione della partita tra le squadre Pozzomaina e Comala per il campionato di Prima Categoria.

Sul posto sono intervenuti prontamente i soccorsi del 118 Azienda Zero, che lo hanno stabilizzato e portato subito in ospedale in codice giallo per le diverse lesioni riportate. Fortunatamente le condizioni non sono gravi.

VI.G

Spara contro il nuovo partner della sua ex compagna

Un litigio per motivi economici è sfociato in violenza

Protagonista della vicenda un 51enne torinese, già conosciuto dalle forze dell’ordine, che è stato denunciato dai carabinieri con l’accusa di lesioni aggravate e detenzione illegale di arma da fuoco. La persona ferita è un uomo di 40 anni residente a Nichelino.

I fatti si sono verificati nel pomeriggio di ieri, all’interno del parcheggio di un supermercato di Moncalieri, luogo scelto dai due per incontrarsi dopo un acceso confronto telefonico legato a questioni di mantenimento della donna.

Una volta faccia a faccia, la situazione è rapidamente degenerata: il 51enne ha estratto una pistola, risultata detenuta senza autorizzazione, e ha sparato un colpo, raggiungendo l’altro uomo a un braccio.

foto archivio

Al Circolo Ufficiali: cena di beneficenza e Poema Circular 

Giovedì 26 marzo prossimo,  appuntamento alle ore 20 con il Tango presso il prestigioso Circolo Ufficiali di Torino, con una serata che non sarà di milonga, ma di charity intrisa di atmosfere  rioplatensi, grazie alla proiezione del film scritto dell’esperta di tango rioplatense Monica Nucera Mantelli con l’esponente dell’intellighenzia torinese Alessandro Avataneo, che ne ha firmato la regia. Si tratta del cortometraggio “Poema circular” del 2014, inserito nell’ambito della elegante cena di beneficenza dedicata alla Fondazione TMSRQ che si occupa della cura dei bambini e ragazzi colpiti da tumori muscolo scheletrici e rari presso l’Ospedale CTO di Torino.
L’evento, organizzato dal Club di Service Kinawis, ospiterà il cortometraggio tanguero dal sapore surreal-musicale, ballabile e privo di dialoghi, che illustra in modo inconsueto e a dir poco onirico, scorci paesaggistici di Torino, sognati in maniera circolare attraverso scene di tango eseguite da ballerini professionisti  e amatoriali.
La produzione artistica è  di Etnotango  LCMM e Cluster & Stampede. Il costo della seraata è  di 45 euro.
Si prega di confermare la presenza alla segreteria del Club entro il 23 marzo  ad Adriana Dirutigliano (333 5282935)

Mara Martellotta