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Piazza Benefica, troppe cadute al mercato: quando l’estetica non basta

 

I nuovi pavimenti della piazza sollevano dubbi sulla sicurezza: tra avvallamenti e griglie metalliche, diversi frequentatori del mercato hanno perso l’equilibrio

Questa mattina, durante una passeggiata al mercato della piazza Benefica, a Torino, ho fatto una brutta caduta. Non è un “relata refero”, non è un “ricevo e inoltro”: è successo a me. Camminavo tra i banchi quando, all’improvviso, ho perso l’equilibrio e sono letteralmente volata a terra. Il punto in cui sono inciampata è uno di quei tratti del nuovo pavimento della piazza dove si trovano piccoli avvallamenti accanto alle reti di metallo inserite nella pavimentazione.

Per fortuna sono accorsi subito alcuni operatori del mercato che mi hanno aiutata con grande gentilezza a rimettermi in piedi. Nulla di grave, per fortuna, ma lo spavento è stato notevole. E soprattutto, parlando con loro, ho scoperto che non si tratta affatto di un episodio isolato.

Mi hanno raccontato che qualche giorno fa un signore anziano è caduto rovinosamente, arrivando addirittura a rotolare sotto un banco. Altre persone, mi hanno detto, hanno perso l’equilibrio negli stessi punti. Piccoli incidenti, per ora, ma abbastanza frequenti da far nascere una domanda semplice e inevitabile: questi lavori sono stati realizzati davvero tenendo conto della funzionalità e della sicurezza, oppure si è privilegiato soprattutto l’aspetto estetico?

Qualcuno mi ha anche riferito che il problema sarebbe già stato segnalato. Tuttavia, almeno per ora, sembra che nessuno sia intervenuto. E allora torna un dubbio che purtroppo accompagna spesso la gestione degli spazi pubblici: bisogna aspettare che accada qualcosa di più grave prima di prendere provvedimenti?Il mercato della piazza Benefica è uno dei più frequentati della città. Tra i banchi si muovono ogni giorno centinaia di persone: molti anziani, famiglie con bambini, persone che camminano con borse della spesa pesanti. Proprio per questo motivo la sicurezza delle superfici e dei percorsi dovrebbe essere una priorità assoluta.Le piazze possono essere anche belle, certo. Ma prima di tutto devono essere sicure per chi le attraversa ogni giorno.

Maria La Barbera

“EXPO della Sostenibilità”: presentata la 4^ edizione

Arte, educazione ed innovazione per un futuro sostenibile: 12 le città coinvolte fra Piemonte e Valle d’Aosta

Dal 17 aprile al 30 maggio

Roddi (Cuneo)

Rimboccarsi le maniche, ben su! Perché se aspettiamo che a pensarci siano altri (chi?) possiamo stare freschi. Tutti dobbiamo fare qualcosa! Soprattutto i giovani – mi permetto d’aggiungere io – giovani di buona volontà e belle positive concrete e concretizzabili idee. Le mie parole si aggiungono a quelle precedenti pronunciate e rese materia su cui lavorare e impegnarsi, senza perdere tempo in chiacchiere e inutili proclami, da parte di un gruppo di ragazzi e ragazze che dal 2023 ha deciso di non aspettare che qualcuno risolva un tema di urgente attualità, qual è quello della “crisi ambientale” al posto loro. Insieme hanno creato in quel di Roddi (Cuneo), con sede in via Roma 34, l’Associazione “Wild Life Protection ETS” e immaginato l’“EXPO della Sostenibilità”: un progetto nato piccolo piccolo ad Alba (Cuneo) e poi cresciuto anno dopo anno fino a diventare una “piattaforma” diffusa e vivace di incontri e iniziative che oggi tocca 12 città tra Piemonte e Valle d’Aosta.

La quarta edizione 2026 si terrà tra aprile e maggio, con oltre venticinque giornate di appuntamenti: attività nelle scuole, eventi aperti al pubblico, spazio alle startup e premi per i Comuni più virtuosi, “per un mese intero di cose da fare, da vedere, da ascoltare”.

Ad aprire ufficialmente l’“EXPO”venerdì 17 aprile (ore 21), al medievale “Castello” di Roddi (Piazza Umberto I), noto per essere stato di proprietà della famiglia Pico della Mirandola (e per essere parte dei “Castelli DOC – UNESCO, oltre che sede della “Scuola Internazionale di cucina del Tartufo Bianco d’Alba”), sarà la mostra “Just Open Your Eyes”, ispirata ad un’opera dell’artista albese Valerio Berruti, presentata recentemente a “Palazzo Reale” di Milano. Attraverso l’antica tecnica dell’affresco, la scultura e la video animazione, Berruti, laureato in “Critica d’arte” al “DAMS” di Torino, crea – nella piccola chiesa sconsacrata di Verduno, da lui acquistata anni fa e diventata suo studio – suggestive ed essenziali immagini ispirate al mondo dell’infanzia (“Sono nato bambino, mi sono trovato bene e lo sono rimasto”, parole del pittore concittadino Pinot Gallizio che Berruti condivide e ama citare), creando un “percorso immersivo in cui arte e coscienza ambientale si incontrano”, allorquando le pareti del Castello si trasformeranno in una sorta di grande schermo. Berruti (sua, fra l’altro, “Alba”, la celebre scultura in acciaio inox alta 12,5 metri installata in piazza Ferrero ad Alba) porterà all’“EXPO della Sostenibilità” la sua ultima video-animazione “Lilith” – una bambina alle prese con un incubo legato alla crisi ambientale – che verrà proiettata sulla facciata del Castello, rendendola visibile anche da lontano. Lo stesso video, accompagnato dalla colonna sonora realizzata appositamente dal Maestro e polistrumentista Rodrigo D’Erasmo, sarà presentato anche all’interno dello spazio espositivo. La mostra sarà visitabile gratuitamente tutti i fine settimanadal 18 aprile al 24 maggiodalle 9 alle 19Ogni sabato e domenica, al tramonto, la proiezione tornerà ad animare le antiche mura.

E non finisce qui.

Tra fine aprile e inizio maggio il programma si sposterà nelle Scuole del territorio con “EXPO Educazione”: un tour tra diverse città piemontesi e valdostane dedicato alle scuole che hanno partecipato al Progetto “Green School: Road to the future” lavorando per ottenere la “certificazione ambientale”. L’evento diventerà l’occasione per “premiare chi si è messo in gioco davvero fra studenti, insegnanti, dirigenti” e per “costruire insieme un dialogo tra giovani, istituzioni e divulgatori che non si esaurisca in una sola mattinata”.

Venerdì 22 maggio, infine, ad Alba arriva “EXPO LIVE”, una serata di dialogo e confronto sui temi ambientali, mentre sabato 23 maggio a Mondovì, e successivamente ancora ad Alba, sarà il turno dell’“Innovation Hub”, incontro dedicato all’innovazione agricola e sostenibile con la presentazione di startup e progetti “AgriTech”.

Il sipario sulla quarta edizione del Progetto scenderà sabato 30 maggio, al “Centro Incontri” della “Provincia di Cuneo” con la cerimonia degli “EXPO Award – Comuni Sostenibili”, riconoscimenti dedicati alle Amministrazioni locali “che non si sono limitate a firmare dichiarazioni di intenti, ma hanno trasformato l’impegno in azioni concrete”.

Il Bando, promosso dalla “Provincia di Cuneo”, si apre in questi giorni e i Comuni interessati potranno candidarsi entro lunedì 4 maggio“L’iniziativa mira a valorizzare il grande lavoro delle Amministrazioni locali, favorendo lo scambio di buone pratiche e stimolando nuove progettualità nel segno della sostenibilità ambientale e sociale”.

Per info sul programma nei dettagli: www.expodellasostenibilita.it  

 g.m.

 

Nelle foto: Castello di Roddi (Cuneo); Valerio Berruti “Lilith”, video-animazione, 2026; Le ragazze ed i ragazzi di “EXPO della Sostenibilità”

Operata per calcolosi renale mentre ascolta la sua playlist preferita

L’innovativo intervento al San Luigi Gonzaga di Orbassano

Un complesso intervento per calcolosi renale su una paziente di 53 anni affetta da fibrosi cistica effettuato mentre ascolta la playlist preferita. È successo nei giorni scorsi allAOU San Luigi Gonzaga di Orbassano per ovviare al quadro di compromissione della funzionalità respiratoria tale da controindicare in modo assoluto l’anestesia generale.

La procedura è stata quindi condotta con la paziente sveglia, in rachianestesia (anestesia spinale) mediante un approccio percutaneo, una tecnica che consente di raggiungere il rene attraverso un piccolo accesso cutaneo, senza incisioni chirurgiche tradizionali. Si è trattato di un intervento particolarmente impegnativo per le dimensioni, la sede e la conformazione del calcolo, eseguito dallequipe dellUrologia diretta da Cristian Fiori.

E così durante lintervento, la paziente ha potuto ascoltare le sue canzoni preferite, perché lutilizzo di musica e stimoli sensoriali positivi in sala operatoria è supportato da evidenze scientifiche, che dimostrano come la musica contribuisca a ridurre ansia e stress, migliorando il comfort del paziente durante procedure eseguite in anestesia locoregionale. Lanestesia è stata effettuata da Roberto Russo.

Dopo qualche ora di osservazione in Recovery Room, dedicata ai casi più complessi, la paziente è stata trasferita in reparto. Il decorso post operatorio è stato seguito dallequipe di Pneumologia, diretta da Alberto Perboni, negli spazi dedicati alla fibrosi cistica, di cui lospedale è Centro di Riferimento Regionale.

«Le coliche si sono presentate di notte, quindi mi sono recata al Pronto Soccorso di un altro ospedale vicino a casa e, dopo gli accertamenti, mi hanno comunicato che era necessario un intervento in anestesia generale – racconta la paziente  Sono 53 anni che convivo con la mia malattia, la fibrosi cistica e sono seguita dal centro del San Luigi dal 1991. Conosco il mio corpo ed i possibili rischi di unanestesia generale. Ho chiesto ai medici di quel Pronto Soccorso di contattare i colleghi del Centro Fibrosi Cistica del San Luigi affinché la mia situazione di fragilità e tutti i rischi connessi fossero ben noti. Dopo vari consulti con la dottoressa Sara Demichelis, mi hanno trasferito al San Luigi, nel mio reparto. Qui mi sento a casa, curata e protetta. Dopo qualche giorno sono stata operata con tutte le attenzioni e premure. Avevo paura della puntura sulla schiena, necessaria per lanestesia spinale, ma ho scoperto che unemogasanalisi su sangue arterioso, esame che pazienti come me ripetono spesso, è più doloroso».

La fibrosi cistica è una malattia genetica che colpisce in Italia 1 ogni 6.000 nati. È una malattia cronica a evoluzione progressiva che ha manifestazioni prevalentemente polmonari e pancreatiche, oltre che intestinali e metaboliche. Il Centro del San Luigi, di cui è Responsabile Sara Demichelis, segue attualmente circa 250 pazienti di 35 anni in media e si avvale di un’equipe multidisciplinare e multi professionale che garantisce la presa in carico globale del paziente. L’introduzione di nuove terapie, che consistono in farmaci correttori del difetto di base, ha modificato le traiettorie di malattia e di vita di tanti pazienti, ma non ha eliminato le complicanze legate alla convivenza prolungata con la patologia.

«Lintervento sarebbe stato possibile anche con tecniche alternative, ma con tempi più lunghi e minore sicurezza in una paziente in queste condizioni cliniche – spiegano gli urologi Marco Cossu e Massimiliano Poggio – Particolare attenzione è stata dedicata al posizionamento sul lettino operatorio, adattato alle esigenze respiratorie della paziente, per garantire la massima sicurezza. Abbiamo inoltre utilizzato strumenti miniaturizzati e fonti laser ad alta potenza, che consentono un trattamento efficace e preciso anche in situazioni anatomiche complesse».

«La paziente, seguita da anni dal nostro Centro Regionale di Riferimento per la Fibrosi Cistica – dichiara Alberto Perboni, Direttore della struttura di Pneumologia , subito dopo lintervento ha potuto tornare nella sua camera dedicata all’interno del nostro reparto. Oltre alla possibilità che abbiamo dato alla signora di vivere questo momento di difficoltà e preoccupazione in un ambiente rassicurante che le è del tutto familiare, resta la soddisfazione di esser parte di una Azienda Ospedaliera che è in grado di affrontare i problemi clinici più complessi in maniera multidisciplinare e con spirito di collaborazione per migliorare l’offerta di salute di tutti i pazienti».

«Lintervento rappresenta un esempio concreto dellapproccio del San Luigi Gonzaga, fondato sulla collaborazione tra specialità, personalizzazione del trattamento e sullimpiego di tecnologie allavanguardia  sottolinea il Direttore Generale dellAOU, Davide Minniti  La sinergia fra il nostro Centro di Riferimento per la Fibrosi Cistica e la nostra Urologia, riferimento non solo per la calcolosi urinaria, ma anche per il trattamento delle principali patologie oncologiche, ha garantito di affrontare questo caso con elevata competenza e tecnologie di ultima generazione. Ma, soprattutto, è lintegrazione tra competenze specialistiche a definire un modello organizzativo e clinico capace di gestire anche i casi più complessi, garantendo sicurezza, efficacia e piena centralità del paziente».

«Lintervento eseguito al San Luigi Gonzaga  sottolinea Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte – rappresenta un esempio significativo di come competenze specialistiche, innovazione e attenzione alla persona possano integrarsi per affrontare anche i casi clinici più complessi. La possibilità per la paziente di affrontare lintervento ascoltando la propria musica evidenzia quanto lumanizzazione delle cure sia oggi parte integrante dei percorsi sanitari, contribuendo a ridurre ansia e stress. La capacità di adattare il trattamento alle condizioni specifiche della paziente, garantendo sicurezza e qualità delle cure, testimonia il valore della multidisciplinarità e della presa in carico personalizzata. Ringrazio tutti i professionisti coinvolti per limpegno e la sensibilità dimostrati».

Scontro frontale sulla provinciale: morta una donna

Ieri una  donna di 79 anni è morta nel pomeriggio per  uno scontro frontale in auto avvenuto a Samone sulla strada provinciale 565 di Castellamonte.

Sul posto i sanitari del 118 sono intervenuti per soccorrere i feriti. Sono tre, trasportati all’ospedale di Ivrea in codice giallo.

Finisce fuori strada e si ribalta in un fosso: conducente in ospedale

Un auto esce di strada, poi si ribalta in un fosso finendo fuori carreggiata e il conducente viene portato in ospedale. È successo a Ciriè nella prima mattinata di oggi, sulla provinciale 3 (via Torino). L’incidente è avvenuto precisamente nel tratto verso Cerretta di San Maurizio Canavese, vicino all’impianto Smat.

Dalle prime ricostruzioni, la vettura – una Fiat 500X diretta verso il centro – è sbandata autonomamente, uscendo di carreggiata prima di ribaltarsi nel fosso. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Azienda Zero, che hanno trasportato l’uomo, un 49enne, all’ospedale di Ciriè: fortunatamente le sue condizioni non sono gravi.

Presente anche la polizia locale per i rilievi e le indagini sulla dinamica, insieme ai vigili del fuoco dei distaccamenti di San Maurizio e Torino Centrale.

VI.G

Moderare il vino per la salute

Venerdì 17 aprile alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino terrà una seduta scientifica sia in presenza, in via Po 18, sia in modalità webinar, dal titolo “Moderata assunzione di vino e salute. Dopo l’introduzione a cura di Giuseppe Poli, Professore Emerito di Patologia Generale, Università di Torino, e Socio Emerito dell’Accademia di Medicina interverranno Attilio Giacosa, Presidente IRVAS (Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute), già Direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia, Istituto Scientifico Tumori di Genova ed Emanuele Albano, Professore Emerito di Patologia Generale, Università del Piemonte Orientale – Novara, Socio dell’Accademia di Medicina.

Il rapporto fra il consumo di vino e salute è un argomento estremamente attuale ma molto dibattuto, su cui è necessario fare chiarezza. Infatti, sebbene il consumo eccessivo di bevande alcoliche sia un fattore di rischio per l’insorgenza di tumori e contribuisca a causare od aggravare molte e gravi patologie umane, comprese quelle cardiovascolari, numerosi studi hanno dimostrato come in soggetti sani il consumo moderato di vino (20-30 g di alcol/die per gli uomini e 10-20 g/die per le donne), specialmente durante i pasti, rappresenta un vantaggio in termini di salute rispetto all’essere astemi, riducendo la mortalità per tutte le cause ed in particolare per quelle cardiovascolari. La relazione fra consumo di bevande alcoliche e mortalità appare come una curva a forma di “J” dove il rischio di mortalità è più basso per consumi moderati di alcol, rispetto all’essere astemi, mentre il rischio aumenta con dosi elevate.  Questo effetto è particolarmente evidente nel caso del vino, ed è legato ad un’azione vasodilatatrice, anti-aggregante piastrinica ed anti-infiammatoria, nonché ad un aumento del colesterolo HDL. 

Al momento, i meccanismi attraverso cui il vino esplica i suoi effetti protettivi nei riguardi delle patologie cardiovascolari non sono completamente chiariti. Parte dell’azione dipende dall’etanolo stesso che è in grado di aumentare la produzione di lipoproteine HDL e di ridurre l’aggregazione piastrinica. La presenza nei vini di polifenoli, dotati di proprietà antiossidanti, anti-aggreganti ed anti-aritmiche, costituisce un altro importante fattore. Tuttavia, la variabilità in termini di biodisponibilità ed attivazione metabolica dei vari polifenoli del vino rende difficile definirne l’effettivo ruolo nella riduzione della mortalità cardiovascolare. Recenti ricerche hanno peraltro evidenziato la possibilità che i polifenoli dei vini possano esercitare effetti benefici sull’apparato cardiovascolare in maniera indiretta modificando la flora batterica intestinale (microbiota) in modo da ridurre la produzione di metaboliti batterici in grado di favorire la progressione dell’aterosclerosi ed associati ad una maggiore incidenza di miocardiopatie ischemiche. 

In conclusione, la possibilità che un bicchiere di vino a pasto possa avere effetti positivi per la salute riducendo la mortalità cardiovascolare costituisce un interessante fenomeno che richiede di essere supportato da ulteriori studi. A tale proposito, il progetto UNATI finanziato dalla UE in corso presso la Università di Navarra si propone di verificare su 10000 soggetti gli effetti sull’organismo del vino e potrà fornire una risposta importante al dibattito scientifico in corso.

Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’aula magna dell’Accademia di Medicina di Torino in via Po 18 sia in diretta web al link riportato sul sito www.accademiadimedicina.unito.itLa registrazione dell’incontro verrà pubblicata sul sito.

Infopoint con biglietteria per le manifestazioni culturali 

È stato inaugurato  alla presenza del sindaco Stefano Lo Russo, il nuovo punto informativo della Fondazione per la Cultura Torino. Situato in piazza Palazzo di Città 5/A, sarà il riferimento per ricevere informazioni e acquistare biglietti e gadget ufficiali delle principali manifestazioni culturali cittadine, tra le quali il Torino Jazz Festival, che proprio oggi apre le vendite dei biglietti per l’edizione 2026. All’appuntamento hanno partecipato anche l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia e il Segretario generale della Fondazione per la Cultura Alessandro Isaia.

“L’apertura di questo nuovo spazio – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo – è un segnale concreto del lavoro che come amministrazione stiamo mettendo in campo per accrescere occasioni di cultura per tutte e tutti. Sarà un luogo dedicato all’informazione e all’accoglienza per rafforzare il dialogo con le cittadine e i cittadini e con i visitatori, contribuendo a rendere sempre più accessibili le opportunità culturali del territorio e favorendo una partecipazione più ampia e consapevole da parte della comunità. In questa prospettiva, la cultura diventa un impegno condiviso, costruito insieme ai cittadini, in piena coerenza con il percorso di Torino verso la candidatura a Capitale europea della Cultura 2033”.

“Con l’apertura dell’Infopoint e biglietteria, la Fondazione per la Cultura Torino rafforza il suo ruolo come ente attuatore delle politiche culturali della Città di Torino – dichiara il segretario generale della Fondazione per la Cultura Alessandro Isaia –. Da oggi, all’attività di promozione e vendita dei biglietti online, si affianca uno spazio fisico dedicato all’accoglienza, che permetterà di orientare meglio il pubblico, intercettare nuovi fruitori e accompagnare residenti e visitatori alla scoperta dell’offerta culturale cittadina”.

I locali, di proprietà della Città di Torino, sono stati messi a disposizione della Fondazione, che ne ha curato il restyling su progetto dell’architetto Elena Carmagnani. I lavori di riqualificazione, affidati a SECAP con progetto grafico di Tembo, hanno permesso di organizzare gli ambienti interni in aree dedicate alla biglietteria e al bookshop.

Il nuovo punto informativo di Fondazione per la Cultura Torino sarà aperto dal martedì al sabato dalle 10.30 alle 18. In occasione delle manifestazioni culturali, la biglietteria sarà aperta tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, sempre dalle 10.30 alle 18.

Fondazione per la Cultura Torino è l’ente dedicato alla progettazione, produzione e promozione delle principali manifestazioni culturali della Città di Torino. In stretta collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, la Fondazione accompagna i numerosi progetti culturali nell’ideazione dei contenuti, nella realizzazione degli eventi, nella definizione dei modelli di sostenibilità economica e nella comunicazione. Nello specifico, la Fondazione si occupa del coordinamento delle diverse figure coinvolte nella realizzazione delle manifestazioni culturali, tra i quali direttori artistici, curatori, artisti e operatori culturali, sviluppando modelli di produzione capaci di coniugare qualità artistica, accessibilità e impatto sul territorio. La Fondazione contribuisce a rafforzare il ruolo di Torino come città della cultura, del dialogo e della progettazione contemporanea, attraverso festival, rassegne e iniziative diffuse che animano il territorio cittadino durante tutto l’anno, tra i quali spiccano il Torino Jazz Festival, MITO SettembreMusica, EXPOSED Torino Photo Festival, Biennale Democrazia e Giornate della Legalità.

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Incidente tra auto sulla Pedemontana: morta una donna

Doppio schianto in auto: prima contro il guardrail e poi contro un’altra macchina, donna muore sul colpo. È successo nel pomeriggio di oggi, nel territorio comunale di Samone, sull’ex Statale 565, quando una Fiat Panda è andata a schiantarsi contro un guardrail e successivamente ha impattato contro un’Opel Astra, vicino allo svincolo dell’Italiano Torino-Aosta.

La vittima, una 79enne, è morta sul colpo. Altre tre persone sono state trasportate all’ospedale di Ivrea dai soccorsi del 118 Azienda Zero. Le loro condizioni non destano preoccupazioni.

Sul posto anche i carabinieri di Ivrea per i rilievi. Sono in corso le indagini per chiarire la dinamica, ma la causa potrebbe essere stata un malore alla guida.

VI.G

Martinetto, Torino ricorda i martiri

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Questa mattina, presso il Sacrario del Martinetto, Torino ha reso omaggio ai partigiani e agli oppositori politici fucilati tra il 1943 e il 1945, rinnovando solennemente il richiamo ai valori fondanti della Resistenza. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il poligono divenne il luogo simbolo della repressione della Repubblica Sociale Italiana, teatro delle esecuzioni ordinate dal Tribunale speciale fascista.

Fu proprio qui che, il 5 aprile 1944, caddero sotto il fuoco del plotone d’esecuzione gli otto componenti del primo Comitato militare regionale piemontese: Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Errico Giachino, Eusebio Giambone, Massimo Montano e Giuseppe Perotti.

Alla commemorazione hanno partecipato autorità civili e militari insieme a numerosi studenti delle scuole torinesi. Proprio ai giovani si è rivolto il sindaco Stefano Lo Russo, che ha invitato a vivere l’appuntamento non come un rito, ma come “una scelta” e un momento di riflessione sul significato attuale di quel sacrificio.

Ritrovarsi qui, ha spiegato, è “il tempo che decidiamo di prenderci per ascoltare ciò che questo luogo ha ancora da dirci”. Al poligono non si commemora una cronaca astratta, ma il sacrificio di uomini comuni che, nel momento più buio, rifiutarono l’ingiustizia come destino inevitabile.

Collegando la memoria della Resistenza alle sfide contemporanee, il Sindaco ha sottolineato come oggi non sia richiesto l’eroismo del sangue, ma una vigilanza civile costante perché “la libertà non é mai acquisita per sempre” e richiede un impegno quotidiano, tanto più significativo nel 2026, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica.

In un contesto segnato da conflitti e da un linguaggio pubblico sempre più divisivo il primo cittadino ha ricordato che il nemico più insidioso resta l’indifferenza, terreno fertile per ogni deriva autoritaria. “Il passato non è distante – ha ricordato agli studenti – è il terreno su cui camminate ogni giorno”.

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Nasce il Distretto del Cibo di Montagna Alpi Graie e Cozie

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Nasce ufficialmente il Distretto del Cibo di Montagna Alpi Graie e Cozie “GRA.ZIE”. Durante l’ultimo consiglio dell’Unione Montana Valle Susa, avvenuto lo scorso 24 febbraio, è stato approvato un passaggio fondamentale per arrivare alla costituzione del Distretto e, come richiesto in fase di istruttoria notarile, le Unioni Montane coinvolte hanno deliberato l’adesione formale al progetto.

Dopo un lungo iter avviato nel 2020, l’ultimo passaggio è avvenuto lunedì 30 marzo alle ore 18 nello studio del notaio Ocelli a Pinerolo, dove tutti i soci fondatori hanno firmato l’atto costitutivo dell’ora neonato Distretto del Cibo di Montagna Alpi Graie e Cozie che avrà sede a Perosa Argentina, nei locali dell’Unione Montana delle Valli Chisone e Germanasca.

Il nuovo Distretto del Cibo comprende l’intera area del GAL Escartons e Valli Valdesi, raggruppa tutte le Unioni Montane coinvolte e le associazioni di categoria dei produttori e delle produttrici locali.

Fondamentale è stato il contributo delle organizzazioni agricole, che hanno permesso di raggiungere il requisito minimo per la costituzione con circa 100 aziende agricole coinvolte appartenenti a diverse realtà associative.

L’assessore all’agricoltura e al cibo Luca Giai ha lavorato in prima persona per arrivare alla nascita del Distretto ed è ora ufficialmente membro del consiglio di amministrazione: «Del Distretto del Cibo nelle nostre zone abbiamo iniziato a parlarne sin da quando è uscito il regolamento della Regione Piemonte, nel novembre 2020 – ha dichiarato – Vedere oggi la costituzione ufficiale del Distretto è una grande soddisfazione, anche perché siamo riusciti nell’impresa di unire sei Unioni Montane e tutte le associazioni di categoria. La firma di oggi ha regalato anche l’emozione di ricordare la figura di Ezio Giaj che, sin dall’inizio, ha creduto in questo progetto. Non è un punto di arrivo, ma di partenza: vogliamo arrivare a quella valorizzazione territoriale che è stata la linea guida di tutto il percorso».

Fanno parte dei soci fondatori l’Unione Montana del Pinerolese rappresentata all’atto della firma dal suo presidente Mauro Vignola, l’Unione Montana Valli Chisone e Germanasca rappresentata dal presidente Danilo Breusa, l’Unione Montana Via Lattea rappresentata dall’assessore Giorgio Merlo, l’Unione Montana Alta Valle Susa rappresentata dall’assessore Francesco Avato, l’Unione Montana Valle Susa rappresentata dall’assessore Luca Giai, l’Unione Montana Val Sangone rappresentata dal presidente Stefano Olocco, il Comune di Usseaux rappresentato dall’assessore Renzo ClapierColdiretti rappresentata dal presidente di Torino e Provincia Bruno Mecca Cici, l’Unione Provinciale Agricoltori  rappresentata da Guido Oitana, la CIA Agricoltori delle Alpi rappresentata da Simone TurinCNA rappresentata da Riccardo Beltrame e Ascom rappresentata da Fabrizio Bolla.

L’assemblea costituente ha nominato presidente del neonato distretto Danilo Breusa, mentre gli altri membri del consiglio di amministrazione sono Luca Giai, Giorgio Merlo, Simone Turin e Riccardo Beltrame. Le nomine saranno ratificate alla prima assemblea dell’associazione.

«Al Gal EVV va il ringraziamento per l’attività svolta in modo da poter raggiungere questo obiettivo, in particolare grazie alla sua direttrice Susanna Gardiol – ha dichiarato il neo presidente Danilo Breusa – È necessario rimarcare che è stato sollecitatore di questa iniziativa l’amico Ezio Giaj, che ci ha lasciato prematuratamente: anche a lui dobbiamo questa nuova forma di collaborazione fra territori e associazioni imprenditoriali».

Come primo atto, il Distretto del Cibo “GRA.ZIE” ha potuto regolarizzare la candidatura in Regione Piemonte per accedere al futuro bando e avviare la ricerca di fondi per finanziare le prime attività.

Il Distretto può ora entrare pienamente in funzione e sarà, per il territorio, un supporto concreto, uno strumento in grado di attivare sinergie con altre progettualità territoriali, come i Distretti del Commercio, per rispondere così alle indicazioni della Regione Piemonte che promuove sempre di più un approccio integrato allo sviluppo locale.