CRONACA- Pagina 2

Il Piemonte verso la Giornata dell’endometriosi

28 MARZO

Le cause, i sintomi e le iniziative nelle Aziende Sanitarie Piemontesi

Il 28 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’endometriosi, una patologia che spesso viene diagnosticata tardivamente. L’informazione può contribuire ad arrivare a una diagnosi tempestiva, evitando conseguenze permanenti come l’infertilità. Inoltre, aiuta a superare lo stigma che circonda questa condizione e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di investire in ricerca.

L’endometriosi

L’endometriosi è la presenza di endometrio – mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina – all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa.

In Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva: la patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficoltà a concepire e le diagnosi conclamate sono circa 3 milioni.

Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse. La diagnosi arriva spesso dopo un percorso lungo e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche per la donna.

Le cause

Una delle ipotesi accreditate è il passaggio, causato dalle contrazioni uterine che avvengono durante la mestruazione, di frammenti di endometrio dall’utero nelle tube e da queste in addome, con impianto sul peritoneo e sulla superficie degli organi pelvici, raramente su fegato, diaframma, pleura e polmone. Tale ipotetica causa di sviluppo della malattia non ne esclude altre, tanto che in rarissimi casi l’endometriosi è stata diagnosticata anche nel sesso maschile.

L’endometriosi si può sviluppare non solo per le sue caratteristiche istologiche e la stimolazione ormonale, ma anche a causa di un sistema immunologico che ne permette l’impianto, creando successivamente uno stato infiammatorio cronico. Quest’ultimo è caratteristico della malattia e spiega la sintomatologia caratterizzata da dolore e anche da infertilità.

I sintomi

Le donne che soffrono di endometriosi riferiscono:

  • dolore mestruale

  • dolore cronico e persistente, con aggravamento durante il periodo mestruale

  • astenia

  • lieve ipertermia

  • fenomeni depressivi

Il dolore durante i rapporti sessuali e alla defecazione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci, è caratteristico della endometriosi del setto rettovaginale. Altre volte i dolori si manifestano durante la minzione e sono caratteristici della endometriosi vescicale.

L’’impatto della malattia è alto ed è connesso alla riduzione della qualità della vita e ai costi diretti e indiretti. Una limitata consapevolezza della patologia è causa del grave ritardo diagnostico, valutato intorno ai sette anni. Una pronta diagnosi e un trattamento tempestivo possono migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità.

Sin dalla più giovane età è molto importante sapere che i dolori mestruali e durante i rapporti non sono normali e che non devono essere taciuti. Le donne che hanno la madre o sorelle affette da endometriosi hanno un rischio sette volte maggiore di svilupparla .

A chi rivolgersi

I medici di medicina generale e i ginecologi operanti sul territorio sono le figure strategiche per una pronta diagnosi e un trattamento in grado di migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità. Di grande utilità è l’ecografia, soprattutto per le forme ovariche e le forme di endometriosi profonda.

L’endometriosi è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti per gli stadi clinici più avanzati: a queste pazienti (circa 300.000 in Piemonte) è riconosciuto il diritto all’esenzione dal ticket per alcune prestazioni specialistiche di controllo.

La Regione Piemonte

L’attenzione al tema della endometriosi nella Regione Piemonte ha portato negli anni alla formulazione di diversi atti, che ha portato anche alla costituzione dell’Osservatorio regionale sull’endometriosi.

Inoltre in alcune Aziende Sanitarie e Comuni della Regione Piemonte sono state inaugurale nel corso degli anni le “panchine gialle”, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione nei confronti della patologia.

Le iniziative sul territorio piemontese

AO MAURIZIANO

28 marzo, Open Day, dalle ore 10,100 alle ore 12,00, nella Palestra del Reparto 5A, al piano terra dell’ospedale. Gli specialisti dell’Ambulatorio multidisciplinare Endometriosi incontreranno e si confronteranno con le pazienti e chiunque abbia interesse a conoscere meglio la malattia, approfondendo aspetti legati alla diagnosi, alle nuove terapie e a tutti gli aspetti della qualità della vita. Nella stessa giornata sarà pubblicato sui canali social dell’azienda un video informativo sulla malattia e sui servizi offerti dall’ospedale.

ASL BI

24 marzo, alle ore 11,00 all’ospedale di Biella inaugurazione della panchina gialla dedicata all’endometriosi. Nella stessa giornata sarà pubblicato un video tematico sui canali social aziendali.

28 marzo, dalle ore 10,00 alle ore 13,00 Open Day con consulti informativi sulla patologia a cura di Giulia Parpinel, dottoressa dello staff della struttura di Ostetricia e Ginecologia, diretta da Bianca Masturzo. Per info e prenotazioni, fino esaurimento posti, scrivere a: eventi@aslbi.piemonte.it.

ASL NO

15 aprile, al Castello Sforzesco di Galliate, alle ore 20,45 incontro dal titolo “Una patologia al femminile; oltre il dolore, oltre l’invisibilità ricorda non sei sola”, a cui partecipano Carmen Ceffa (ostetrica), Angelo Danieli (ginecologo), Daniela Longo (ginecologa) e Alberto Amulfo (direttore Ostetrica e Gincologia dell’Ospedale di Borgomanero). Modera Angela Maccagnola (presidente Ordine delle Ostetriche NO – VCO).

OIRM – SANT’ANNA

28 marzo, all’Ospedale Sant’Anna di Torino Open Day sull’endometriosi dalle ore 9,00 alle ore 15,00. Nell’Aula Delle Piane (via Ventimiglia 1), evento gratuito che prevederà al mattino incontri informativi con gli specialisti e nel pomeriggio, dalle ore 13,00 alle ore 15,00, brevi visite di valutazione e colloqui specialistici per le donne con screening positivo.

Link utili

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/strumenti-operativi/lendometriosi

 

Torino in piazza contro le mafie nel ricordo delle vittime innocenti

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Questa mattina a Torino si è svolto il corteo per la  “giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, attraverso le vie del centro. Il corteo, aperto da Don Luigi Ciotti, ha visto anche la presenza della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, del leader Cgil Landini e di Avs Fratoianni. Ha detto don Ciotti: “Saremo sempre un po’ sovversivi, lo ammetto, per questo i potenti non si fidano di me. Il nostro è un sovversivismo pacifico, questa è la nostra rivoluzione gentile. Abbiamo e continueremo ad avere fame di verità. Non deleghiamo a nessuno la nostra voglia di giustizia sociale, la giustizia vera è come l’amore, non si possiede”. Numerose associazioni hanno aderito all’iniziativa insieme a migliaia di cittadini giunti da diverse regioni.

Da piazza Solferino fino a piazza Vittorio hanno partecipato studenti, familiari delle vittime, istituzioni. Presente la procuratrice capo di Torino Musti.

Momento significativo la lettura dei 1117 nomi delle vittime delle mafie.  Ogni nome è stato pronunciato e seguito dagli applausi dei partecipanti.

Schianto in auto contro un muro: muore il conducente

Nella notte scorsa a Giaveno in via Coazze, un 54enne è morto in un incidente stradale verso mezzanotte. Il 118 di Azienda Zero ha inviato i soccorsi sul posto. La Fiat 500 guidata dall’uomo sarebbe uscita autonomamente di strada, andando a sbattere con violenza contro il muro di cinta di un’abitazione.

Gli anarchici morti nell’esplosione di Roma avevano legami a Torino

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Erano stati  anche a Torino, per organizzare iniziative a sostegno di Alfredo Cospito,  l’anarchico  detenuto in regime di 41 bis. I contatti  con il Piemonte di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, le due vittime dell’esplosione a Roma sono evidenti.

Mercogliano, 53 anni, era stato coinvolto nella maxi inchiesta di Scripta Manent su una cellula eversiva torinese. Fu condannato in primo grado a cinque anni di carcere, ma in appello era stato assolto dall’accusa di associazione terroristica.

Sara Ardizzone, 36enne romana, conosciuta nell’ambiente anarco-insurrezionalista, era stata a Torino a seguire il processo ai suoi compagni e quello ad Alfredo Cospito. Aveva letto lei in tribunale il proclama in sostegno di Cospito.

Elkann, la Cassazione conferma imputazione coatta

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La decisione della Corte di Cassazione di rigettare il ricorso presentato dalla difesa di John Elkann contro l’“imputazione coatta” disposta a Torino e’ arrivata in serata.  Si prospetta probabilmente il processo per le vicende giudiziarie dell’eredità Agnelli. Ma incombe la prescrizione nel 2027. Elkann aveva chiesto la messa in prova dai salesiani e aveva deciso di versare oltre 180 milioni per sanare il contenzioso con il fisco.

No a corruzione e frodi: la rete europea nasce a Torino

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La prima rete europea di Enti locali con l’obiettivo di promuovere la cultura della trasparenza e dell’integrità, la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. Nasce a Torino un sistema di collaborazione e scambio di buone pratiche tra città di diversi Stati membri dell’Unione Europea. Ieri nella Sala Bobbio del Palazzo dell’ex Curia Maxima, si è svolta la conferenza finale del progetto Act Now – Active Citizens Together Now, finanziato dall’Unione Europea, in particolare dall’Ufficio europeo per la lotta Antifrode (OLAF), e realizzato da Avviso Pubblico in collaborazione con il centro di ricerca RE-ACT e la Città di Torino. Dopo le tappe di Torino, Bari, Palermo, Padova e Roma, che hanno coinvolto oltre 400 tra dirigenti, funzionari e amministratori pubblici e 50 relatori, la giornata conclusiva, dal titolo “Strengthen antifraud and anticorruption system at European Local Municipalities level”, si è svolta nuovamente nel capoluogo torinese.

Il convegno, organizzato anche grazie alla collaborazione della Città di Torino, ha riunito gli alti rappresentanti politici e dirigenti pubblici da diverse città europee che hanno elaborato un documento condiviso, redatto dagli organizzatori, che sarà diffuso nelle prossime settimane, finalizzato a delineare un percorso partecipato di costruzione di una rete di amministrazioni locali europei, anche attraverso il coinvolgimento di esperti qualificati.

L’obiettivo? Ridurre i numeri dei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, evitare che il Pil dell’economia criminale cresca e far decrescere i beni confiscati grazie alla prevenzione con antimafia e anticorruzione. Per far ciò la rete degli Enti pubblici ha proposto di diffondere e promuovere tra gli amministratori la consultazione e l’adozione della “Carta di Avviso Pubblico” come riferimento etico, riconosciuta come best practices dall’Unione Europea. Ma anche di rafforzare, nelle pubbliche amministrazioni, competenze e processi per riconoscere indicatori di anomalia e segnali di allerta, anche sulle operazioni finanziarie sospette; di consolidare le comunità e le reti tra enti locali, anche tramite gemellaggi, con lo scambio di esperienze e posizioni comuni verso le istituzioni europee e di integrare politiche di sicurezza con strumenti di prevenzione economico-amministrativa, coinvolgendo attori economici, sociali, professionisti e imprese.

Al convegno, moderato da Pierpaolo Romani, Coordinatore Nazionale di Avviso Pubblico, si sono succeduti gli interventi dell’assessore alla Legalità e Sicurezza della Città di Torino Marco Porcedda, del Presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà, di Andrea Bordoni Vice Capo Unità di Olaf, l’ufficio europeo antifrode e di Vanina Porruncini di Hallab, Forus Francese Sicurezza Urbana (EFUS). In collegamento online, Nicoletta Parisi, coordinatrice di LIBenter, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Alberto Vannucci professore ordinario di Scienza Politica all’Università di Pisa e Lorenzo Segato direttore scientifico di Re-Act.

“Le tematiche affrontate oggi sono estremamente attuali e importanti – afferma l’assessore alla legalità e sicurezza Marco Porcedda –. È stato coinvolto anche il personale dell’amministrazione comunale di Torino perché crediamo che formazione e informazione sui rischi siano fondamentali. Sono contento che da Torino parta questa rete europea condivisa che ribadisce, ancora una volta, il valore del percorso partecipato per aumentare conoscenza e sensibilizzazione su questi temi. La presenza di realtà straniere è vista come un’occasione per “aprire gli orizzonti” con l’obiettivo di conoscere best practice utili su antifrode, contrasto alla corruzione e trasparenza. Spesso rischi e insidie emergono nelle pratiche quotidiane e in aspetti apparentemente banali. L’incontro di oggi – conclude Porcedda – si inserisce nella 31ª Giornata di commemorazione e ricordo delle vittime di mafia che domani ricorderemo proprio a Torino. Il contrasto alle mafie e la memoria di chi ha dato la vita contro queste dinamiche sono un valore aggiunto per la giornata e per la partecipazione”.

“La necessità è quella di far comprendere lo scenario alle Amministrazioni e di “attrezzarsi”, mettendo la prevenzione tra le priorità reali delle scelte amministrative – sottolinea il Presidente nazionale di Avviso Pubblico Roberto Montà –. Gli enti locali hanno un patrimonio di dati, conoscenze e strumenti utili a una strategia di prevenzione contro mafie, corruzione e infiltrazioni su patrimonio e risorse pubbliche. Dal 1991 ad oggi sono stati 404 i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, circa uno al mese. Un segnale che gli enti locali sono una “frontiera di interesse”. Nel 2025, inoltre, c’è stato il record di operazioni finanziarie sospette: 160mila. Molte segnalazioni arrivano da operatori economici, poche dalle pubbliche amministrazioni, che faticano a “leggere” la presenza di illeciti. Oltre 23mila i beni sequestrati e confiscati e oltre 3mila le aziende. Sono, invece, 197 i miliardi dell’economia sommersa e illegale (criminalità, corruzione, evasione). Più dei finanziamenti del PNRR, con una crescita indicata al +8%”.

Dati che vanno ad aggiungersi a quelli più locali del Piemonte e della Provincia di Torino snocciolati durante il convegno: in 15 anni di raccolta dati Avviso Pubblico ha censito in Piemonte 167 atti di intimidazione e minaccia. La provincia più bersagliata è Torino con 116 casi, 14° posto a livello nazionale. Sessantasette i Comuni colpiti in Piemonte nel corso del quindicennio, il 6% del totale presenti sul territorio regionale. Ad oggi, in totale, i beni confiscati in Piemonte sono 889 e 88 le aziende; in provincia di Torino 383 beni e 59 le aziende. Oltre 8mila le segnalazioni di operazioni sospette in Piemonte e quasi 4mila e 500 quelle in provincia di Torino. A fronte di questi dati, la Prefettura di Torino ha adottato nell’ultimo triennio (2022-2024) 90 provvedimenti antimafia.

Tutti i partecipanti sono stati chiamati, nel corso del convegno, a prendere parte attivamente a gruppi di lavoro e di scambio di opinioni, idee ed esperienze. Le esperienze di buone prassi sono arrivate anche da testimonianze di amministratori pubblici di Belgio, Francia, Corsica, Polonia, Romania e dall’Italia dalla Città di Roma Capitale, dai Comuni di Piacenza e di Padova. Prima gli interventi di esperti sulle più importanti novità normative in ambito di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione, in ambito europeo e italiano; poi l’esposizione di buone pratiche in ambito di contrasto a corruzione e criminalità organizzata, da parte delle città partecipanti.

PoIiTo ottiene la certificazione Platinum

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Il Politecnico di Torino ha ottenuto la certificazione Platinum del programma FISU Healthy Campusil massimo riconoscimento internazionale promosso dalla International Federation of University Sport (FISU) per gli atenei impegnati nella promozione della salute e del benessere della comunità universitaria. Con questo risultato, il Politecnico entra nel gruppo delle 65 università al mondo che hanno raggiunto il livello più alto della certificazione.

Il programma FISU Healthy Campus sostiene le università nello sviluppo di politiche e iniziative dedicate al benessere della comunità accademica, attraverso un percorso di autovalutazione basato su 100 indicatori organizzati in sette aree tematiche legate alla salute e alla qualità della vita nel contesto universitario.

“Il raggiungimento di questo obiettivo è per noi motivo di orgoglio perché ci consente di caratterizzare sempre di più non solo i nostri spazi e le nostre infrastrutture, ma abitudini sane e orientate al benessere della persona. In un ateneo come il Politecnico di Torino che nello sviluppo delle proprie policy mette da sempre al centro le persone, diventa fondamentale che queste possano operare quotidianamente per gli studenti, i docenti e il personale tecnico-amministrativo all’interno di un contesto che sia orientato alla qualità della vita e nel quale si propongono stili di vita sani”, afferma il rettore Stefano Corgnati.

Sono oggi 215 le università nel mondo che partecipano al programma Healthy Campus, di cui 115 già certificate. Il Politecnico di Torino entra nel gruppo delle 65 università al mondo che hanno raggiunto il livello più alto della certificazioneIn Italia sono cinque gli atenei aderenti e solo tre hanno raggiunto il livello Platinum: oltre al Politecnico, l’Università di Torino e l’Università di Milano-Bicocca.

Il progetto Healthy Campus si pone come obiettivo il miglioramento della qualità della vita di tutta la comunità accademica a partire dalla vita all’interno del campus e si basa su un approccio olistico al concetto di salute che integra benessere fisico, mentale e sociale raggiungibile attraverso corretti stili di vita, alimentazione sana, prevenzione delle malattie e dei comportamenti di rischio, adottando azioni sostenibili per ridurre l’impatto ambientale. Attraverso la condivisione delle conoscenze e delle buone pratiche su questi temi tra i campus membri della rete, l’iniziativa sostiene gli atenei nel promuovere un contesto favorevole all’intera comunità universitaria nell’adottare abitudini di vita salutari e sostenibili. In questo modo, le opportunità di svolgere attività sportiva, l’accesso ai servizi e alle iniziative che promuovono il benessere e i corretti stili di vita diventano elementi centrali nell’esperienza della vita universitaria. Per raggiungere tali obiettivi il programma Healthy Campus si compone di un framework attraverso cui le università possono condurre un lavoro di autovalutazione a partire da 100 indicatori corrispondenti a 7 aree di riferimento.

Il lavoro di self-assesment è stato condotto grazie a una collaborazione trasversale e interdisciplinare tra le diverse componenti dell’Ateneo, sotto il coordinamento di Stefano Sacchi (Vicerettore  per la Società, la Comunità e per l’Attuazione del programma) e Giulia Mezzalama (Project Manager Healthy Campus per il Politecnico di Torino), in stretta collaborazione con la Direzione ARIA, Servizio Cultura, Sport ed Eventi, e con la Direzione STUDI; con il Servizio LIFE (Intera Comunità di Ateneo), la Direzione SAIL (Sostenibilità di Ateneo, Infrastrutture di ricerca e Laboratori) e la Direzione PROGES (Progettazione, Gestione, Edilizia e Sicurezza).

 

La validazione finale del processo di autovalutazione e il successivo rilascio della certificazione ufficiale di livello Platino è avvenuta tramite un audit in presenza che si è tenuta il 9 e il 10 febbraio presso diverse sedi del Politecnico di Torino.

“L’ottenimento della certificazione Healthy Campus di livello Platinum rappresenta il riconoscimento di questo impegno e conferma il ruolo del Politecnico di Torino come ateneo capace di integrare salute, sostenibilità e innovazione nelle proprie politiche di campus, contribuendo alla costruzione di comunità universitarie più resilienti, inclusive e orientate a stili di vita sani”, afferma il vicerettore per la Società, la Comunità e per l’Attuazione del programma Stefano Sacchi.

“Il programma Healthy Campus non è soltanto uno strumento che permette di leggere il nostro Ateneo sotto molteplici prospettive, ma anche una straordinaria opportunità per confrontarsi con università di tutto il mondo sulla grande sfida globale della salute e del benessere della comunità universitaria, in particolare delle giovani generazioni, delle studentesse e degli studenti”, commenta Giulia Mezzalama, Project Manager Healthy Campus per il Politecnico di Torino.

I 7 Cluster del Programma Healthy Campus

 

Gestione del programma Healthy Campus (Healthy Campus Management): mappatura dei programmi, iniziative e gruppi di lavoro esistenti, definizione della visione e della strategia per l’implementazione del programma Healthy Campus, definizione dei ruoli istituzionali e operativi, definizione degli obiettivi strategici per ciascun cluster, strategie di comunicazione, mappatura degli stakeholders.

Attività fisica e sportiva (Physical Activity and Sport): le strutture sportive, l’accesso alle strutture e alle attività sportive, i team studenteschi sportivi, le Rappresentative sportive, il programma Dual Career.

Nutrizione (Nutrition): gestione e qualità dei servizi mensa e bar, valore nutrizionale dei cibi, presenza di erogatori d’acqua all’interno del campus, promozione di un’alimentazione sana ed equilibrata.

Prevenzione delle malattie (Disease Prevention): programmi e campagne di prevenzione delle malattie trasmissibili e non trasmissibili, accessibilità delle cure dentali per studenti e personale, accessibilità alla vaccinazione, promozione dei check-up medici.

Salute mentale e sociale (Mental and Social Health): promozione del benessere individuale e sociale, con servizi di supporto e counseling psicologico, attenzione alla dimensione di genere, riduzione delle disuguaglianze ed eliminazione delle discriminazioni.

Prevenzione dei comportamenti dannosi per la salute (Risk Behaviour): iniziative e servizi per affrontare le dipendenze e ridurre i comportamenti fonte di rischio per la salute.

Ambiente, sostenibilità e Responsabilità Sociale (Environment, Sustainability and Social Responsability): azioni e progetti per ridurre l’impatto ambientale delle strutture del campus, gestione consapevole delle risorse e implementazione di spazi verdi all’interno del campus.

Dati sulle università iscritte al programma Healthy Campus:

 

Università iscritte al programma 215
Università iscritte al programma con certificazione 115
Università italiane iscritte al programma 5 Politecnico di Torino, Università di Torino, Università IULM, Università di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Napoli
Università con certificazione di livello Platino 65
Università italiane con certificazione di livello Platino 3 Politecnico di Torino, Università di Torino, Università di Milano-Bicocca

 

Polito Healthy Campus Highlights

 

Nel corso dell’audit dedicato al programma FISU Healthy Campus sono stati evidenziati diversi punti di forza relativi alle iniziative e alle strategie sviluppate dal Politecnico di Torino per promuovere il benessere della comunità universitaria. In particolare, l’auditor ha riconosciuto il forte impegno e la dedizione del personale coinvolto nell’implementazione del programma, sottolineando la capacità dell’Ateneo di attivare una collaborazione trasversale tra le diverse componenti della comunità accademica – personale accademico, tecnico-amministrativo e studenti.

Dal confronto con i diversi gruppi di lavoro e dalle attività svolte durante la visita sono emersi alcuni ambiti prioritari su cui il Politecnico di Torino sta sviluppando in modo significativo le azioni del programma Healthy Campus. In primo luogo la promozione dell’attività sportiva come fattore di benessere fisico e mentale e come strumento di inclusione sociale e partecipazione alla vita universitaria, affiancata dal rafforzamento dei servizi dedicati al benessere della comunità accademica, attraverso iniziative di supporto psicologico, prevenzione e accompagnamento nel percorso universitario e dalle iniziative di prevenzione e promozione della salute, rivolte all’intera comunità politecnica. Da segnalare anche l’impegno sui temi della sostenibilità ambientale e della qualità degli spazi del campus, attraverso progetti e strategie orientati alla gestione responsabile delle risorse e alla creazione di ambienti universitari più sostenibili.

Nel corso dell’audit sono stati inoltre presentati diversi progetti e iniziative che testimoniano l’approccio interdisciplinare adottato dall’Ateneo nell’implementazione del framework Healthy Campus e che contribuiscono a rafforzare il ruolo del Politecnico di Torino come contesto universitario attento alla salute, all’inclusione e alla sostenibilità.

Incidente sulla SP13: auto contro palo si ribalta, ragazza ferita

Finisce fuori strada, poi nel fosso a bordo carreggiata e infine urta un palo della linea elettrica: ragazza va in ospedale. È successo nella tarda mattinata di ieri, sulla provinciale 13, tra Front e Busano.

A bordo della Fiat 500 c’era solo la conducente, una giovane di Rivara, che è finita in ospedale dopo l’impatto. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 dell’Azienda Zero, che hanno trasportato la ragazza all’ospedale di Ciriè. Fortunatamente, non versa in gravi condizioni.

I carabinieri delle stazioni di Barbania e Rivara hanno effettuato i rilievi del caso per ricostruire la dinamica dell’incidente. Non sono stati coinvolti altri veicoli e i tecnici di Enel si sono occupati della riparazione del palo.

VI.G

Chieri, al via i primi tagli dell’erba

Gli interventi – a fronte di un investimento di 865mila euro – interesseranno le vie di accesso alla città, le aree gioco, gli spazi verdi delle scuole e le zone ad alta frequentazione.

 

A partire da lunedì 23 marzo saranno attuati i primi interventi di taglio dell’erba che interesseranno le aree gioco, gli spazi verdi delle scuole, le vie di accesso alla città di Chieri e le zone ad alta frequentazione. Lo annuncia l’assessore all’Ambiente e al Verde pubblico Andrea LIMONE.

«Come Amministrazione comunale abbiamo predisposto una campagna informativa in cui annunciamo il primo “giro” di interventi di taglio dell’erba, che saranno realizzati tra il 23 marzo ed il 10 aprile. Gli uffici comunali hanno predisposto un calendario e i cittadini troveranno tutte le date e i luoghi interessati sul sito del Comune di Chieri e sui canali social istituzionali. Una scelta che dimostra il nostro impegno ad una programmazione seria ed efficace e la nostra volontà di informare in modo trasparente la comunità chierese di quanto si sta facendo sul fronte del decoro urbano e della gestione del verde. Non si può tagliare l’erba ovunque  contemporaneamente, occorre programmare i tagli secondo un ordine che tiene conto delle esigenze tecniche.  A Chieri sono presenti circa 250 aree verdi costituite da parchi, giardini, viali, aiuole del verde di quartiere, rotatorie stradali, aree esterne delle scuole e degli edifici comunali, gerbidi, tratti urbani di rii, banchine di strade e percorsi ciclo-pedonali. Un patrimonio che necessita di continua cura e di significativi investimenti: abbiamo stanziato 865mila euro nella manutenzione del verde pubblico proprio allo scopo di garantire sfalci più frequenti».

 

Dal 23 marzo al 28 marzo sono previsti interventi di taglio dell’erba nelle aree gioco di Piazza Europa, Via Lazzaretti, via Guarniero, Via Pavese, Consolata e area Caselli, e nelle vie di accesso a Chieri, ovvero Corso Torino, Strada Cambiano, Strada Riva, Strada Andezeno, Viale Cappuccini e Viale Fasano.  Tutti gli interventi interesseranno tutte le aiuole e le aree verdi presenti nella zona di riferimento.

Entro il 4 aprile saranno effettuati interventi negli spazi verdi delle scuole, Via Montessori e Strada Buttigliera;

dal 25 marzo al 4 aprile in area Francone, Vallero, Gozzano, Porta Garibaldi;

dal 30 marzo  al 10 aprile a Pessione, Via I Maggio, Via Quintino Sella e Via Lombroso;

dal 5 al 10 aprile alle Maddalene, Via Rivalba, Via Sisto IV, Strada Roaschia e Fontaneto.

Le date qui indicate potrebbero subire variazioni, alla luce delle condizioni metereologiche.

Inoltre, da fine marzo ad ottobre sono previsti anche interventi sul sistema della mobilità urbana, ovvero lo sfalcio delle banchine stradali e la pulizia delle rotonde.

Corteo di Libera a Torino: modifiche alla viabilità e ai trasporti il 21 marzo

Il corteo nazionale di Libera, in programma sabato 21 marzo, attraverserà il cuore di Torino collegando piazza Solferino a piazza Vittorio Veneto. Il percorso si snoderà lungo alcuni degli assi più centrali della città, tra cui via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello e corso San Maurizio, e comporterà un impatto rilevante sulla viabilità.

Sono infatti previsti divieti di transito e di sosta con rimozione forzata dei veicoli, lo spostamento delle aree taxi e la rimozione di biciclette e mezzi di mobilità sostenibile. Anche la rete del trasporto pubblico subirà modifiche significative, con ampie variazioni di percorso per numerose linee urbane.

Fin dalle prime ore del mattino, a partire dalle 6.00 e fino al primo pomeriggio, il servizio gestito da GTT subirà una profonda riorganizzazione. Numerose linee verranno deviate, limitate oppure temporaneamente sospese, con un impatto diffuso su tutta la rete urbana. Alcune linee seguiranno percorsi alternativi per evitare il centro, altre saranno interrotte per alcune ore e diverse avranno capolinea provvisori spostati in zone più esterne, come corso Galileo Ferraris o piazza XVIII Dicembre. Anche i collegamenti diretti con Venaria verranno modificati per aggirare l’area interessata dal corteo.

Parallelamente, anche la viabilità privata subirà restrizioni. Dalle 7.00 il parcheggio Castello resterà chiuso, anche se sarà comunque possibile uscire per chi ha già lasciato l’auto all’interno, utilizzando i varchi dei parcheggi San Carlo e Roma che continueranno a funzionare regolarmente. In generale, muoversi in centro durante la mattinata sarà più complesso del solito e richiederà un po’ di pianificazione in più.

Considerata la natura dinamica della manifestazione e il fatto che le modifiche potranno variare in base all’andamento del corteo, è consigliabile tenere sotto controllo gli aggiornamenti in tempo reale. Le informazioni più precise sono disponibili sui canali ufficiali di GTT, attraverso il sito, il canale Telegram dedicato agli avvisi e l’applicazione per seguire i passaggi dei mezzi in tempo reale.