Toccare le ferite, comprendere la profondità e costruire un’immagine precisa dell’Uomo della Sindone rappresenta l’esperienza resa possibile dalla nuova Sindone Visio-Tattile, promossa dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, e realizzata dalla direzione scientifica del Museo della Sindone. Il progetto, presentato il 25 giugno presso la chiesa del SS. Sudario di Torino, rappresenta un’importante conquista nel campo dell’accessibilità culturale e della divulgazione scientifica. Frutto di un lungo percorso di ricerca interdisciplinare e dell’impiego delle più avanzate tecnologie digitali, la nuova riproduzione consente, infatti, alle persone con disabilità visiva di accedere a una conoscenza diretta della Sindone attraverso il tatto, offrendo contemporaneamente agli spettatori vedenti una modalità di lettura del telo del tutto nuovo. Realizzata con una particolare resina e caratterizzata da una precisa colorazione, studiata per evidenziare dettagli e profondità, la Sindone Visio-Tattile riproduce in scala 1:1 la parte del lenzuolo nella quale compare frontalmente l’immagine dell’uomo della Sindone. Attraverso sofisticate tecniche informatiche, sviluppate a partire dagli studi scientifici condotti sulla Sindone, anche con il contributo dei ricercatori dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino, le variazioni di luminosità e intensità cromatica sono state trasformate in diversi livelli di rilievo, rendendo percepibili forme particolari che la sola osservazione visiva del Telo non consente di cogliere con altrettanta immediatezza. La nuova realizzazione costituisce un’evoluzione significativa rispetto al plastico in alluminio, realizzato in occasione dell’Ostensione del 2000. Più leggera, facilmente trasportabile e pensata per essere esposta in contesti differenti, permetterà infatti di portare la Sindone nelle parrocchie, nelle associazioni, nei luoghi di aggregazione e cura, raggiungendo persone che difficilmente potrebbero accedere ai tradizionali percorsi espositivi. La vera novità è la capacità di restituire una percezione concreta e immediata delle ferite dell’Uomo della Sindone. L’esplorazione tattile consente di individuare i segni presenti sulla fronte, la profonda ferita al costato destro, le lesioni ai polsi e ai piedi, la posizione degli arti e numerosi dettagli anatomici, elementi che non vengono semplicemente riconosciuti ma che generano una comprensione fisica ed emotiva della sofferenza rappresentata sul Telo.
“Sentire la Sindone oltre lo sguardo, la possibilità offerta dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, grazie al lavoro della direzione scientifica del Museo della Sindone, è suggestiva e necessaria. Lo è per tutte le persone ipovedenti che avranno la possibilità di confrontarsi con un reperto storico, dal grande valore religioso per tanti fedeli, ma lo è anche per chiunque voglia avvicinarsi da un’altra prospettiva, a quello che nel corso dei secoli è diventato un simbolo del nostro territorio – ha dichiarato la vicesindaca di Torino, Michela Favaro”.
“Questa nuova riproduzione non si limita a rendere accessibile la Sindone ai non vedenti – ha spiegato il prof. Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone e responsabile scientifico del progetto – le tecnologie sviluppate per trasformare le informazioni presenti nell’immagine Sindonica in rilievi tridimensionali, permettono di cogliere particolari che normalmente sfuggono all’osservazione. Quando si percepisce la profondità della ferita al costato, quando si seguono con le dita le colature di sangue sulla fronte o si riconosce la posizione delle mani o dei piedi, non si acquisisce solo una conoscenza, ma si entra empaticamente nella sofferenza dell’Uomo della Sindone. È un’esperienza che coinvolge i non vedenti, ma che offre nuove possibilità di comprensione anche a chi vede”.
“La decisione di sostenere questo progetto nasce da motivazioni profonde- ha dichiarato Giorgio Gagna, presidente della Fondazione dedicata a Re Carlo Alberto – la figura del sovrano mi accompagna da sempre e rappresenta in me un ideale di serenità, responsabilità e servizio. Non va dimenticato che il sovrano sabaudo fu uno dei custodi della Sindone. Con questa iniziativa abbiamo voluto unire memoria storica, ricerca scientifica e memoria sociale, valori che la nostra Fondazione promuove per statuto. Rendere accessibile la Sindone significa ampliare le possibilità di conoscenza, l’accessibilità a tutti e la cultura attraverso strumenti innovativi e rigorosi”.
Nel corso della presentazione sono intervenuti Massimo Borghesi, presidente dell Confraternita del SS. Sudario, e Mario Rubat Ors, presidente dei Cultores Sindonis, che hanno evidenziato il valore dell’inziativa nel corso dell’impegno nella valorizzazione della Sindone, sottolineando come la nuova riproduzione visio-tattile rappresenti la possibilità di aprire le porte a un pubblico sempre più ampio. Il valore dell’iniziativa come strumento di condivisione e accessibilità, è stato anche sottolineato da Vittorino Biglia, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Torino , e Ornella Valle, vicepresidente di APRI ETS APS.
Tra gli aspetti più innovativi del progetto, vi è la sua dimensione itinerante, fortemente voluta da Valentina Caputo, project manager del progetto della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto. L’idea, ha spiegato era di non limitare questa esperienza a un solo luogo, ma di far sì che fosse la Sindone ad andare incontro alle persone. Per questo abbiamo scelto una soluzione leggera, facilmente trasportabile e adatta a essere ospitata in contesti molto diversi tra loro. Le prime esposizioni sono in programma dalle prossime settimane, a partire da Bardonecchia, e da alcune realtà associative dedicate alle persone con disabilità visiva. Un modo concreto per portare la Sindone incontro alle persone, rendendo accessibile un patrimonio spirituale, storico e culturale e di valore universale.
Mara Martellotta
Per l’estate, FlixBus amplia il servizio nel Torinese
Crescono i collegamenti con l’estero e le grandi città italiane
Milano, 25 giugno 2026 – FlixBus inaugura la stagione estiva potenziando il servizio in provincia di Torino grazie a nuovi collegamenti con la Liguria e la Puglia. Allo stesso tempo vengono potenziati i collegamenti verso il resto d’Italia e verso l’estero, oltra al rafforzamento dei collegamenti verso gli aeroporti di Torino, operato attraverso il servizio di Flibco, e Malpensa.
In questo incremento si riflette la visione di FlixBus, che con un’offerta alla portata di tutte le tasche vuole facilitare gli spostamenti di chi partirà dal territorio durante il periodo estivo.
Nuovi collegamenti per il mare: la Riviera di Ponente collegata in modo capillare tutta estate
Questa estate, chi parte dalla provincia di Torino in FlixBus alla volta della Liguria potrà raggiungere circa 20 località di Ponente, raggiungibili senza cambi ogni giorno sia da Torino che da Ciriè: lungo la Riviera delle Palme saranno collegate Spotorno, Noli, Varigotti, Finale Ligure, Pietra Ligure, Loano, Borghetto Santo Spirito, Ceriale, Albenga, Alassio, Laigueglia e Andora; in Riviera dei Fiori, FlixBus garantirà collegamenti giornalieri con Diano Marina, Imperia, San Lorenzo al Mare, Taggia, Bordighera, Sanremo e Ventimiglia. Savona sarà inoltre raggiungibile quattro volte al giorno, Genova fino a 11.
Crescono anche le tratte con la Romagna, dove a Rimini si affiancano, fra le mete raggiungibili senza cambi dal capoluogo, Milano Marittima, Cervia, Cesenatico e il parco divertimenti di Mirabilandia. Quest’Ultimo si affianca a Gardaland, collegato tre volte al giorno a beneficio di giovani e famiglie.
Per chi punta ad un viaggio al Sud, invece, gli autobus verdi collegheranno Torino direttamente con il cuore del Gargano, con fermate a Vieste, Peschici, Rodi Garganico, Lesina e Cagnano Varano, e con il Salento, dove si potrà raggiungere Gallipoli. Fra le altre località collegate in Puglia, si possono citare Polignano a Mare, Monopoli e Fasano.
In provincia, è possibile partire anche da Chivasso e Oulx. Quest’ultima, in particolare, si offre come punto di partenza strategico per raggiungere la Francia arrivando a Parigi, Lione e Chambéry.
Crescono le frequenze sui collegamenti con l’Italia e con l’estero. 12 corse al giorno per Malpensa
Crescono i collegamenti verso alcune grandi città italiane: Bari sarà raggiungibile due volte al giorno (ad esclusione del mercoledì dove scende a una) e Firenze disporrà di almeno sette collegamenti quotidiani; Bologna sarà servita da almeno nove corse ogni giorno e Napoli disporrà di sei corse giornaliere (ad esclusione di mercoledì e giovedì, con cinque corse).
Vengono rinforzati i collegamenti anche verso le mete internazionali: ogni giorno sarà possibile raggiungere Lugano grazie a cinque corse quotidiane, e Monaco di Baviera sarà raggiungibile due volte al giorno. Proprio Monaco, in quanto hub strategico di FlixBus, permetterà di accorciare le distanze con la Germania e, allo stesso tempo, permetterà ai viaggiatori torinesi di connettersi facilmente con l’intera rete europea, proseguendo verso numerose altre destinazioni internazionali.
Sarà più facile viaggiare all’estero anche grazie al potenziamento della rete verso l’aeroporto di Milano Malpensa, che a partire da quest’estate conterà almeno dodici collegamenti quotidiani.
Nuova linea Flibco verso dalla città all’aeroporto di Torino
Dal sito FlixBus si possono prenotare anche i collegamenti di Flibco, il servizio di shuttle aeroportuali che di recente ha potenziato il servizio fra il centro di Torino, le fermate di Corso Vittorio Emanuele II e Porta Nuova e l’aeroporto. L’investimento prevede l’introduzione di tre nuovi autobus e l’ampliamento dell’offerta con dieci corse giornaliere aggiuntive, per un aumento della capacità pari al 40%.
Con FlixBus emissioni di CO2 ridotte dell’84% rispetto all’auto privata
L’estensione della rete nella provincia di Torino non risponde solo a un’esigenza di mobilità, ma permette di promuovere un modello di viaggio più efficiente. Proponendosi come concreta alternativa all’auto privata, il servizio può contribuire a ridurre il numero di veicoli in circolazione durante il periodo estivo, spesso soggetto a congestionamenti.
Scegliendo l’autobus in sostituzione dell’auto privata, i passeggeri possono contribuire attivamente a ridurre il proprio impatto: secondo i dati, infatti, chi viaggia con FlixBus in Italia emette in media almeno 5 volte meno CO2 per km rispetto a chi percorre lo stesso tragitto in auto.[1] Nello specifico, chi si sposta da Torino a Genova in auto emette in media oltre 27 kg di CO2, contro i circa 4,5 emessi da chi sceglierà il servizio FlixBus – per un risparmio di CO2 stimato dell’84%.
È ora possibile organizzare e prenotare il proprio viaggio con FlixBus attraverso ChatGPT
A partire da quest’estate è possibile cercare e prenotare i propri viaggi sugli autobus verdi attraverso una semplice chiacchierata con ChatGPT. Cliccando qui o cercando FlixBus tra le applicazioni è possibile accedere al sistema di prenotazione direttamente sulla piattaforma e cercare itinerari, confrontare le opzioni di viaggio e accedere facilmente ai collegamenti offerti. Al di là di questa novità, il modo più facile per prenotare un biglietto è utilizzare direttamente il sito oppure la app gratuita. Per chi preferisse l’acquisto fisico è possibile recarsi presso uno dei rivenditori ufficiali. Se ci saranno ancora posti disponibili sarà possibile acquistare il biglietto direttamente dall’autista sul posto.
Tra poco quell’albero inghiottirà l’auto
Giro spesso per lavoro per i quartieri e a volte mi soffermo su delle immagini. Passando e ripassando per questa strada ho notato l’auto parcheggiata vicino all’albero che era spoglio. Col passar delle settimane l’albero ha ripreso a vegetare e sta quasi inghiottendo l’auto che oramai sta lì, al solito posto da almeno 6 mesi. È in una traversa poco frequentata di via Artom. Forse rubata forse abbandonata. Certamente da lì andrebbe rimossa, prima che l’albero la ” inghiotta” drl tutto, anche perchè risulta scoperta da assicurazione.

Conferita la cittadinanza onoraria a Marisa Nigra, Roberto Flogisto, Enzo Morozzo e Bruno Germano
«Una comunità cresce quando sa riconoscere chi, con il proprio esempio, ha contribuito a renderla migliore.»
Con queste parole il Consigliere Regionale ed ex Sindaco di Ozegna Sergio Bartoli ha voluto esprimere il proprio apprezzamento in occasione della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Marisa Nigra, Roberto Flogisto, Enzo Morozzo e Bruno Germano.
«Ho vissuto con particolare emozione questa serata – dichiara Bartoli – perché ho avuto il privilegio di conoscere e collaborare con tutti loro durante gli anni della mia esperienza amministrativa. Ognuno, con il proprio percorso, ha lasciato un’impronta significativa nella storia di Ozegna, mettendo sempre il bene della comunità davanti agli interessi personali.»
Marisa Nigra ha rappresentato per anni un importante punto di riferimento nel mondo dell’associazionismo, promuovendo attraverso il Gruppo Anziani occasioni di aggregazione e di socialità che hanno rafforzato il senso di comunità.
Roberto Flogisto ha dedicato una parte importante della propria vita alla tutela e alla valorizzazione delle tradizioni locali, contribuendo a custodire la memoria storica e culturale del paese.
Enzo Morozzo, grazie alla sua attività di insegnante, studioso e autore, ha saputo raccontare Ozegna, trasmettendone la storia e l’identità alle nuove generazioni.
Bruno Germano si è distinto per una disponibilità straordinaria verso il prossimo. L’impegno nella vita amministrativa del Comune e, soprattutto, alla guida dell’AIB e della Protezione Civile di Ozegna rappresenta un esempio concreto di servizio, responsabilità e altruismo.
«Questa onorificenza – conclude Bartoli – assume un significato che va oltre il riconoscimento personale. È un messaggio rivolto a tutta la comunità, in particolare ai più giovani: il volontariato, la cultura, il senso civico e la disponibilità verso gli altri sono valori che meritano di essere coltivati e tramandati. Le opere possono cambiare il volto di un paese, ma sono le persone a costruirne davvero l’anima. A Marisa, Roberto, Enzo e Bruno rivolgo le mie più sincere congratulazioni e un profondo ringraziamento per quanto hanno donato e continuano a rappresentare per Ozegna.»
Blackout, Codacons: “Pronti ad azioni legali”
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Le società energetiche devono garantire la continuità del servizio anche in caso di forte caldo, e sono tenute per legge ad indennizzare i clienti coinvolti nelle interruzioni delle forniture. Allo stesso modo i turisti che non possono fruire dei servizi acquistati a causa della mancanza di energia hanno diritto ad ottenere da albergatori ed esercenti rimborsi proporzionali ai disagi subiti. Lo afferma il Codacons, che interviene a tutela di utenti e attività commerciali interessati dai black out energetici che si stanno verificando in diverse zone d’Italia.
L’aumento delle temperature era ampiamente previsto, e le varie società che gestiscono la rete avrebbero dovuto attivarsi per garantire la continuità del servizio ed evitare surriscaldamenti dei cavi e sovraccarichi di rete – afferma il Codacons – In caso di interruzione prolungata dell’energia elettrica i consumatori hanno sempre diritto all’indennizzo previsto da Arera, che per i clienti domestici con potenza inferiore o uguale a 6 kW ammonta a 34,50 euro, aumentato di 17,25 euro ogni ulteriori 4 ore di interruzione fino a una durata massima di interruzione pari a 240 ore. Per le utenze con potenza superiore ai 6 kW, come aziende o esercizi commerciali, l’indennizzo è di 172,50 euro oltre 86,25 euro per ogni ulteriori 4 ore di interruzione. Indennizzo che – ricorda il Codacons – deve essere automatico in bolletta e non esclude, dove ve ne siano i presupposti, l’eventuale ulteriore risarcimento del danno, secondo le ordinarie regole del Codice Civile.
Allo stesso modo i turisti che hanno acquistato soggiorni presso resort, villaggi e strutture ricettive in genere, o hanno acquistato servizi di cui non possono godere a causa dell’interruzione di energia, hanno diritto ad ottenere dagli esercenti il rimborso di quanto speso in proporzione ai disagi subiti. Saranno poi gli stessi esercenti a rivalersi sulle società energetiche per i danni loro arrecati – precisa il Codacons.
Se non saranno pienamente garantiti i diritti di utenti e attività commerciali, il Codacons è pronto ad avviare le dovute azioni risarcitorie anche collettive nei confronti di società e distributori energeticI.
Opi: «Gli infermieri non sono lavoratori in affitto»
Si possono costruire nuove Case di Comunità, inaugurare nuovi servizi e aprire nuovi reparti. Ma senza infermieri tutto questo rischia di rimanere soltanto sulla carta
È la posizione espressa dagli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Torino e Cuneo in merito al dibattito emerso in queste ore sulla possibilità di reclutare infermieri attraverso Amos per garantire il funzionamento delle Case e degli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR.
«Gli infermieri per il sistema sanitario non sono lavoratori in affitto e non possono essere trattati come una merce da reperire sul mercato ogni volta che il sistema sanitario non riesce a programmare il proprio fabbisogno di personale», afferma Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino e presidente del Coordinamento degli OPI del Piemonte, che interviene per richiamare l’attenzione su quella che considera una deriva pericolosa per il futuro della professione e della sanità pubblica.
Secondo OPI Torino e OPI Cuneo, la questione non può essere liquidata come una semplice scelta organizzativa o gestionale.
«Il problema è che si continua a discutere di come trovare infermieri senza affrontare il motivo per cui gli infermieri non scelgono più di lavorare nel Servizio sanitario pubblico. È un approccio miope che rischia di nascondere sotto il tappeto problemi ormai strutturali», osserva Remo Galaverna, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cuneo. «La carenza infermieristica non si risolve creando nuovi meccanismi di reclutamento, ma rendendo nuovamente attrattiva una professione che da anni denuncia stipendi insufficienti, carichi di lavoro crescenti, aggressioni, scarse prospettive di carriera e condizioni organizzative sempre più difficili.»
Per gli Ordini, il rischio è quello di considerare strumenti di intermediazione come una risposta strutturale a una crisi che ha invece origini ben più profonde.
«Gli infermieri sono professionisti sanitari iscritti a un Ordine, titolari di autonomia professionale e responsabili di atti complessi che incidono direttamente sulla salute delle persone. Non sono una risorsa fungibile da movimentare attraverso meccanismi di somministrazione di lavoro», sottolinea Bufalo. «Continuare a ragionare in questi termini significa svilire il valore professionale, sociale e scientifico dell’infermieristica.»
Gli Ordini ribadiscono che l’inserimento degli infermieri nel sistema sanitario deve avvenire prioritariamente attraverso il rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario Nazionale, con le strutture private e private accreditate oppure attraverso forme di autentico esercizio libero-professionale.
«Modelli fondati sulla somministrazione di lavoro tramite enti in house, cooperative o altri intermediari rischiano di collocare la professione infermieristica in una dimensione che non le appartiene e che non è coerente con il suo status giuridico e con il ruolo strategico che svolge all’interno del sistema salute», osserva Galaverna.
OPI Torino e OPI Cuneo evidenziano inoltre una contraddizione che rischia di compromettere gli stessi obiettivi della riforma territoriale.
«Si stanno investendo centinaia di milioni di euro nella costruzione di Case e Ospedali di Comunità, ma si continua a ignorare la questione fondamentale: chi ci lavorerà?», evidenzia Bufalo. «Senza infermieri sufficienti e adeguatamente valorizzati il rischio è quello di inaugurare strutture che faticano a garantire i servizi per cui sono state progettate. Prima delle mura servono i professionisti.»
Particolarmente critica la valutazione degli Ordini rispetto a chi sostiene tali modelli come soluzione alla carenza di personale.
«Sconcerta che, di fronte a una crisi senza precedenti della professione infermieristica, qualcuno ritenga che la risposta sia individuare nuovi intermediari anziché pretendere migliori condizioni di lavoro, valorizzazione economica, assunzioni stabili e percorsi di crescita professionale», afferma Galaverna. «Difendere gli interessi collettivi significa battersi perché gli infermieri e tutti gli altri professionisti sanitari scelgano di restare nel servizio pubblico, non costruire scorciatoie che rischiano di alimentare ulteriormente la precarizzazione.»
Gli Ordini richiamano infine la politica regionale e nazionale ad assumere una posizione chiara.
«Se oggi mancano gli infermieri, non è soltanto per un numero insufficiente di professionisti disponibili, ma anche perché il sistema ha progressivamente smesso di essere attrattivo», conclude Bufalo. «Continuare a ignorare questa realtà significa rinviare il problema e condannare il servizio sanitario a rincorrere emergenze sempre più gravi. La politica deve decidere da che parte stare: dalla valorizzazione delle professioni sanitarie o dalla loro progressiva precarizzazione. Su questo punto non possono esistere ambiguità.»
Efficienza energetica, gli interventi nelle scuole
Quasi 4 milioni di euro per migliorare l’efficienza dal punto di vista energetico di cinque complessi scolastici cittadini: Torino prosegue nel percorso di riqualificazione del proprio patrimonio pubblico, puntando su innovazione tecnologica, riduzione dei consumi e sostenibilità ambientale.
La Giunta Comunale ha approvato, su proposta dell’assessora alla Transizione energetica e Digitale Chiara Foglietta, i progetti esecutivi degli interventi che saranno realizzati da Iren Smart Solutions e che interesseranno la scuola elementare Collodi (corso Benedetto Croce 26), i complessi scolastici di via Braccini 63 e 75, il complesso scolastico di piazzetta Jona 4-6 e quello di via Terraneo 1.
I lavori rientrano nel Piano EfficienTO, il programma pluriennale avviato dalla Città di Torino che punta a migliorare le prestazioni energetiche di circa 850 immobili comunali entro il 2030, attraverso un investimento complessivo di 110 milioni di euro a carico del partner privato Iren Smart Solutions, contribuendo in modo concreto agli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica.
Nel dettaglio, alla scuola Collodi saranno realizzati interventi di sostituzione dell’illuminazione interna ed esterna con LED, l’installazione di nuove valvole termostatiche e di un sistema di gestione intelligente degli impianti (BMS), l’isolamento termico degli scambiatori di calore, l’introduzione di nuove elettropompe di circolazione con inverter e l’installazione di un impianto fotovoltaico.
Nei complessi scolastici di via Braccini 63 e 75 è prevista la sostituzione dei serramenti, con l’obiettivo di migliorare l’isolamento termico degli edifici e ridurre le dispersioni energetiche.
Il complesso di piazzetta Jona sarà interessato da interventi più articolati, che comprendono l’isolamento dell’intradosso del solaio del terrazzo e della palestra, la sostituzione dei serramenti e la realizzazione del cappotto termico sull’intero fabbricato.
In via Terraneo, infine, si procederà con la sostituzione dell’illuminazione interna ed esterna con LED, l’installazione di valvole termostatiche e di un sistema BMS, l’isolamento termico degli scambiatori di calore e la sostituzione delle elettropompe di circolazione con modelli dotati di inverter ad alta efficienza.
Grazie a questi interventi, la Città continua a investire nella riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti del patrimonio pubblico, migliorando al contempo la qualità degli ambienti scolastici e l’efficienza complessiva degli impianti.
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