CRONACA- Pagina 2

A Villafalletto (CN) ricordati i Falletti e la Venerabile Giulia di Barolo

Domenica 30 agosto 2026 il Comune di Villafalletto (CN), in collaborazione con lo scrivente e con il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ha organizzato una commemorazione del suo secolare legame con i Falletti, risalente al 1332 e della Venerabile Giulia di Barolo.
La cerimonia è stata patrocinata dal Consiglio Regionale del Piemonte, dalla Provincia di Cuneo e dal Comune di Villafalletto.
A rendere ancora più emozionante l’evento è stata la partecipazione in gran numero dei Falletti, che il giorno prima avevano celebrato i 60 anni dall’ordinazione di Padre Cesare Falletti, fondatore del Monastero cistercense di Pra ’d Mill a Bagnolo Piemonte.
I numerosi partecipanti si sono ritrovati alle ore 10 davanti alla seicentesca Confraternita della Misericordia, dedicata al Martirio di San Giovanni Battista e detta “la Nera”, dove alle ore 10,30 Don Marco ha celebrato la S. Messa.
Successivamente i gruppi storici e le autorità hanno sfilato fino al cortile del Municipio, dove si è tenuta una solenne cerimonia aperta dai saluti del Sindaco Giuseppe Sarcinelli, il quale ha affermato che
la cerimonia di oggi non è soltanto un momento celebrativo, ma è soprattutto un’occasione per ricordare, riscoprire e valorizzare le nostre radici attraverso figure e vicende che hanno lasciato un segno profondo nella storia del nostro territorio (…) Giulia di Barolo è stata una donna straordinaria la cui vita e il cui esempio conservano ancora oggi una grande forza ed una straordinaria attualità. Fu una donna di grande fede e di profonda sensibilità che dedicò il proprio impegno agli ultimi, ai poveri, agli emarginati, ai carcerati e in particolare alle donne, che la società del suo tempo troppo spesso dimenticava (…) la sua figura ci richiama al valore dell’attenzione verso gli altri e alla capacità di non voltarci dall’altra parte e al dovere di ciascuno, secondo le proprie possibilità, di contribuire alla creazione di una società più umana e più giusta”.
Il Primo Cittadino, dopo aver ringraziato le autorità presenti, l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, il Prof. Alessandro Tonietta e lo scrivente, ha concluso ricordando che “I Falletti sono stati parte integrante della storia e dell’identità di questo territorio (..) oggi Villafalletto ricorda sé stessa, le sue radici, il suo cammino e i valori sui quali continuare a costruire il proprio futuro”.
Dopo i saluti di Roberto Testa, Sindaco di Pocapaglia (CN) e di Ettore Secco, Sindaco di Bosia (CN), ha preso la parola il Conte Corrado Falletti di Villafalletto, il quale nel suo emozionante intervento ha fatto un ringraziamento particolare al Prof. Alessandro Tonietta, la memoria storica di Villafalletto, a sua zia Elena, il caposaldo della famiglia Falletti, a sua moglie e a suo nipote Giacomo, il quale ha ritardato la sua partenza per presenziare alla cerimonia.
“Penso che la comunità di Villafalletto, proprio ieri abbiamo celebrato i 60 anni dall’ordinazione di mio zio Padre Cesare Falletti, dimostra continuamente un forte attaccamento alla nostra famiglia. Siamo accolti come parte della comunità. Da quando ero bambino venire qui significa per me tornare a casa, alle proprie radiciha concluso il conte, augurandosi che la sua famiglia di generazione in generazione possa continuare ancora nel futuro e che Villafalletto preservi una delle sue più belle qualità: quella di essere una straordinaria comunità.
Il Prof. Alessandro Tonietta nel suo intervento ha raccontato molte curiosità storiche su Villafalletto, Comune di origini romane che nei secoli a causa della sua posizione strategica si ritrovò al centro di contese e guerre. L’11 giugno 1332 i fratelli Manuele, Leone e Sismondo Falletti di Alba acquistarono questo feudo da Ottone II e Manfredo Del Carretto, i quali lo avevano a loro volta comprato dieci anni prima dal Marchese di Saluzzo Manfredo IV. Sismondo fu il capostipite dei Falletti di Villafalletto e ricevette il titolo comitale nel 1336.
Il Comune, che fino a metà XV secolo si chiamava Villa, per poi diventare Villa dei Falletti, diventò il centro politico ed economico della nobile famiglia, la quale favorì lo sviluppo del commercio del bestiame; fino alla seconda metà del Novecento qui c’era il più grande mercato del bestiame della zona. L’influenza dei Falletti fu importante anche dal punto di vista urbanistico: per permettere il transito di molti capi di bestiame vennero costruite strade larghe, che ancora oggi caratterizzano Villafalletto rispetto ai paesi vicini.
Lo scrivente nel suo intervento ha ripercorso le origini della nobile famiglia, che già nel 1100 era attivissima in campo finanziario, con un raggio d’azione che arrivava fino ad Avignone. I Falletti nel XIV secolo controllavano una cinquantina di feudi in Piemonte. Un anno cruciale fu il 1277 quando Giacomo Falletti ottenne dal Comune di Alba il feudo di Barolo. Egli ebbe tra gli altri i seguenti figli:

  • Sismondo, che nel 1323 insieme al fratello Pietrino acquistò da Ottone II e Manfredo Del Carretto per tremila Lire astesi il feudo di Benevello e diede il via alla costruzione del castello. Nel 1332 acquistò dai sopraccitati Del Carretto il feudo di Villafalletto e fu il capostipite di questo ramo del casato, tutt’oggi esistente;

  • Leone, dal quale si originò il ramo dei Falletti di Ruffia, estintosi nella prima metà del Cinquecento;

  • Pietrino, che nel 1340 ricevette dal Re di Napoli Roberto d’Angiò il feudo di La Morra a garanzia di un prestito di tremila Fiorini d’oro, poi non restituito. Lo stesso anno acquistò Serralunga d’Alba. Entrambi i feudi passarono al figlio Filippo e poi al nipote Baudracco. Alla morte senza figli di quest’ultimo andarono alla linea di Barolo.
    Giacomo, uno dei figli di Pietrino, fu il capostipite dei Falletti di Pocapaglia, ramo estintosi nel 1781;

  • Gioffredo: da suo figlio Bartolomeo si originò il ramo di Barolo, estintosi alla morte del Venerabile Carlo Tancredi nel 1838, mentre dall’altro figlio Daniele quello di Benevello, estintosi a fine Cinquecento e quello di Castiglione Falletto, terminato nel 1709.

Il ramo di Barolo ad inizio Seicento ottenne il titolo comitale e nel 1730 con Gerolamo IV, vedovo di Elena Provana di Druento, quello marchionale. L’ultimo Marchese di Barolo fu il Venerabile Carlo Tancredi, nato a Palazzo Barolo a Torino il 26 ottobre 1782; egli il 18 agosto 1806 sposò a Versailles Juliette Colbert di Maulévrier. La coppia si trasferì in Piemonte nel 1814 e Carlo Tancredi nel biennio 1826-1827 fu Sindaco di Torino, città dove la moglie Giulia s’ impegnò molto a favore delle detenute, diventando nel 1821 soprintendente del carcere femminile. Durante la sua attività fece trasferire queste donne dalle Torri Palatine al nuovo Carcere delle Forzate, concepito come istituto penitenziario modello, il cui regolamento venne discusso con le prigioniere ed approvato da loro punto per punto. Giulia fece in modo di alfabetizzarle e di riavvicinarle al lavoro e alla religione, che insegnava essa stessa, coadiuvata in seguito da altre dame; introdusse inoltre il canto corale come elemento di svago collettivo, il tutto per recuperarle socialmente e sottrarle alla continua e dannosa inattività, che portava all’alcolismo. Nel 1823 fondò l’Istituto del Rifugio nel Quartiere Valdocco, destinato ad ex carcerate e donne traviate e penitenti, che qui trascorrevano due o tre anni di lavoro e di preghiera, per poi sposarsi o andare a servizio in qualche famiglia.
Nel 1825 Giulia insieme al marito destinò parte di Palazzo Barolo ad asilo infantile per i figli dei lavoratori; si trattava della prima opera di questo tipo nel Regno di Sardegna. Nel 1833 i marchesi, constatato il desiderio di alcune ospiti dell’Istituto del Rifugio di consacrarsi totalmente a Dio, fondarono le Figlie penitenti di Santa Maria Maddalena, che assunsero in seguito la denominazione di Figlie di Gesù Buon Pastore. L’anno seguente fondarono la Congregazione delle Suore di Sant’Anna, il cui obiettivo era quello di dedicarsi a tempo pieno all’istruzione e alla formazione cristiana dell’infanzia e dei giovani appartenenti a famiglie bisognose. Nel 1835 in occasione dell’epidemia di colera che colpì Torino, i marchesi fecero allestire molti ospedali da campo. Il 4 settembre 1838 Carlo Tancredi si spense a Chiari, in Provincia di Brescia, mentre era in viaggio verso il Tirolo per farsi curare. Giulia continuò a compiere opere di bene e nel 1843 fondò l’Ospedaletto di Santa Filomena, destinato alla cura delle bambine rachitiche, mentre nel 1847 destinò parte di Palazzo Barolo a scuola professionale per le ragazze di famiglia operaia di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Nel 1862 finanziò la costruzione della Chiesa di Santa Giulia nel quartiere Borgo Vanchiglia di Torino e presenziò alla posa della sua prima pietra l’anno seguente. Giulia si spense il 19 gennaio 1864 e rispettando le sue ultime volontà, venne costituita l’Opera Pia Barolo, un’istituzione pubblica di assistenza e beneficenza, le cui principali finalità sono la carità e l’istruzione. Venne dichiarata Venerabile da Papa Francesco nel 2015, suo marito nel 2018.
La cerimonia si è chiusa con i saluti di Marie-Laurence Deberghe, pronipote di Juliette Colbert de Maulévrier in quanto discendente da suo fratello René.
Il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha quindi conferito uno speciale attestato di benemerenza al Comune di Villafalletto, al Conte Corrado Falletti, al Prof. Alessandro Tonietta e alla Banda Musicale “Conte Corrado Falletti”.
All’evento hanno partecipato anche il giornalista e divulgatore culturale Marco Margrita e lo scrittore Claudio Cantore.
L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata rappresentata dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale e dalla Dama Maria Vittoria Pelazza.
La cerimonia è stata impreziosita dalla presenza dei seguenti gruppi storici: “Della Fenice” di Pianezza, la cui Presidente Monica Todi impersonava la Venerabile Giulia di Barolo giovane; “I Signori di Torino nell’Ottocento” i cui rievocatori impersonavano la Regina Margherita, accompagnata dal Marchese Emanuele Pes di Villamarina, con la consorte Paola, dama d’onore della sovrana; “I Signori di Rivalba nell’Ottocento”, il cui Presidente Alberto Moret impersonava Camillo Benso, Conte di Cavour, mentre gli altri rievocatori vestivano i panni della Venerabile Giulia di Barolo vedova, di Costantino Nigra e di Virginia Verasis Asinari, Contessa di Castiglione; “I Verulfi di Chivasso”, nobile famiglia piemontese originaria di Verolengo, che tra XVII e XVIII secolo visse a Chivasso e possedette piccoli feudi nel Canavese.

ANDREA CARNINO

 

Scontro tra auto e camion cisterna: morto giovane 26enne, tre feriti

In un incidente stradale fra un’auto e un camion cisterna sulla statale 211 della Lomellina fra Tortona e Sale nell’Alessandrino è’ morto un giovane di 26 anni. In codice rosso sono ricoverati all’ospedale di Tortona un ragazzo di 21 anni e un uomo di 61. Lievi ferite per una donna cinquantenne. Sul posto vigili del fuoco e polizia stradale.

Premio “Paolo Osiride Ferrero”: ultimi giorni per candidarsi

Torino, agosto 2026.  Mancano poche settimane alla scadenza del 15 settembre 2026 per partecipare alla quarta edizione del Premio “Paolo Osiride Ferrero”, l’iniziativa ideata e promossa dalla CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà ODV ETS per valorizzare chi, attraverso l’informazione, l’attivismo e la comunicazione, contribuisce a costruire una società più inclusiva e attenta ai diritti delle persone con disabilità.

Giornalisti, autori, creator, attivisti, aziende e organizzazioni hanno tempo fino alle ore 24.00 di martedì 15 settembre 2026 per inviare i propri elaborati o presentare la candidatura, secondo le modalità previste dal bando.

Il Premio è realizzato grazie al sostegno e alla partnership strategica con Fondazione CRT, nell’ambito del progetto Agenda della Disabilità, con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, della Federazione Nazionale Stampa Italiana, della Città di Torino e della Regione Piemonte.

Collaborano all’iniziativa il Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino, l’Associazione Angelo Burzi OPES aps, con la media partnership dell’Agenzia ANSA e il sostegno di ASTM GroupAvio Aero e Fondazione Venesio Ente Filantropico.

La quarta edizione introduce un’importante evoluzione per cui il riconoscimento si articola in tre sezioni principali, dedicate rispettivamente al giornalismo, all’attivismo e alla comunicazione inclusiva e accessibile.

 

Premio Giornalistico

Il Premio Giornalistico “Paolo Osiride Ferrero” è rivolto a chi, nel mondo dell’informazione in Italia, si sia distinto attraverso la propria attività giornalistica, autoriale o di creazione di contenuti nella sensibilizzazione sui temi della disabilità, dell’inclusione sociale e del rispetto di ogni persona. Al centro della valutazione ci sono l’approccio, il linguaggio e l’originalità nella trattazione degli argomenti, con particolare attenzione ai lavori capaci di contribuire concretamente a un cambiamento culturale e di affrontare uno o più dei sei Goal dell’Agenda della Disabilità, progetto ideato dalla CPD e da Fondazione CRT.

Nella scorsa edizione sono state oltre 150 le adesioni provenienti da tutta Italia, con una presenza sempre più ampia e diversificata di testate e professionisti dell’informazione.

Sono previste tre categorie, ciascuna con con un riconoscimento economico di 2.000 euro:

 

·       Carta stampata – per il miglior articolo, servizio giornalistico, inchiesta o reportage pubblicato da una testata locale o nazionale;

·       Radio e TV – per il miglior servizio radiofonico o televisivo trasmesso su un’emittente locale o nazionale;

·       Web e social – per il miglior contenuto testuale, visivo, audio o video diffuso attraverso siti web, blog, social network o altre piattaforme digitali.

 

Premio Speciale per l’Attivismo

Tra le novità dell’edizione 2026 c’è il Premio Speciale per l’Attivismo, realizzato in collaborazione con l’Associazione Angelo Burzi e presieduto da Valentina Tomirotti, giornalista e attivista.

La sezione vuole riconoscere l’impegno di chi, in Italia, promuove i diritti delle persone con disabilità e contribuisce a modificare cultura, linguaggi e pratiche sociali, dando visibilità a esperienze capaci di produrre un impatto concreto, costruire reti e favorire una narrazione corretta, rispettosa e centrata sulle persone.

La partecipazione è aperta a tutti attraverso la candidatura spontanea della persona direttamente interessata, accompagnata dalla documentazione prevista dal bando. Al vincitore o alla vincitrice sarà assegnato un riconoscimento economico di 1.000 euro.

 

Premio “Agenda della Disabilità”

La terza sezione è il Premio “Agenda della Disabilità”, nato per promuovere e valorizzare i principi del progetto sviluppato dalla CPD in collaborazione con Fondazione CRT.

Il riconoscimento è rivolto alle aziende e alle organizzazioni italiane che, nell’ultimo anno, si siano particolarmente distinte nella realizzazione di una comunicazione interna o esterna capace di coniugare inclusione e accessibilità.

Saranno valorizzate le realtà che hanno integrato in modo strutturale l’accessibilità e una corretta rappresentazione della disabilità nei propri processi comunicativi: dagli strumenti destinati ai dipendenti alle campagne e ai contenuti rivolti a clienti, stakeholder e comunità.

Aziende e organizzazioni possono presentare direttamente le proprie iniziative oppure essere segnalate da terzi. Le candidature saranno valutate sulla base della qualità, dell’impatto e dell’innovatività delle azioni realizzate.

L’invio delle candidature per il Premio “Agenda della Disabilità” avviene attraverso il seguente link:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfUrUTY-GJc-Qyf698D_QzJ6EJZnlJgFUgjSggkxez9p0A_ig/viewform

 

La Giuria del Premio “Paolo Osiride Ferrero” è presieduta da Luigi Contu, Direttore dell’Agenzia ANSA, coordinata da Fabrizio Vespa e composta da giornalisti locali e nazionali.

Gli elaborati per il Premio Giornalistico e le candidature per le altre sezioni dovranno essere presentati entro le ore 24.00 del 15 settembre 2026.

Il regolamento, il modulo di partecipazione e tutte le indicazioni sulle modalità di candidatura sono disponibili sul sito istituzionale della CPD, visitando il link: https://www.cpdconsulta.it/premio-giornalistico-paolo-osiride-ferrero-2/

Per approfondire il progetto Agenda della Disabilità è inoltre possibile consultare il sito ufficiale dell’iniziativa: https://agendadelladisabilita.it/

 

Il titolo del Premio porta con sé la memoria di Paolo Osiride Ferrero, Presidente storico della Consulta per le Persone in Difficoltà, eletto nel 1995 e alla quale si è dedicato per tutta la vita fino alla sua scomparsa. In particolare, nel suo lavoro incessante per far progredire questi temi, Paolo Osiride Ferrero si è caratterizzato non solo per le modalità innovative di interlocuzione con le istituzioni e il mondo associativo, ma soprattutto per la sua capacità di dialogo e interazione con il mondo della comunicazione.

 

 

Tornano i Giovedì della prevenzione al Koelliker

Al via la terza edizione del progetto che porta la salute fuori dagli ambulatori.

In calendario incontri gratuiti con gli specialisti, appuntamenti teatrali dedicati ai temi della cura e, nel mese della prevenzione rosa, uno speciale incontro sulla senologia trasmesso anche in streaming. La prevenzione non passa soltanto dagli esami diagnostici. Passa anche dalle parole giuste, dall’ascolto, dalla possibilità di fare domande e, qualche volta, persino dal teatro. È da questa idea che nasce la terza edizione dei “Giovedì della Prevenzione” dell’Ospedale Koelliker di Torino, il ciclo di incontri gratuiti aperti alla cittadinanza che, dopo il successo delle prime due stagioni, è diventato un appuntamento consolidato dedicato alla cultura della salute. Per il 2026-2027 il progetto prosegue con un nuovo calendario di appuntamenti che accompagnerà il pubblico nel corso dell’anno, affrontando alcune delle principali sfide della medicina contemporanea con un approccio sempre più multidisciplinare e vicino alle persone. La novità di quest’anno è il dialogo tra scienza e cultura. Accanto agli interventi degli specialisti, alcuni incontri saranno infatti arricchiti da momenti teatrali realizzati in collaborazione con Progetto Donne UILT (Unione Italiana Libero Teatro), per raccontare la malattia attraverso le emozioni, le relazioni e le storie di chi la vive ogni giorno. Un linguaggio nuovo capace di avvicinare le persone parlando di memoria, fragilità e relazioni umane. Il primo appuntamento, in programma il 17 settembre, sarà dedicato all’Alzheimer, in occasione della Giornata Mondiale della malattia che ricorre il 21 dello stesso mese. Oltre al confronto con gli specialisti, il pubblico assisterà a uno spettacolo teatrale dedicato al punto di vista del caregiver: un racconto delicato e intenso sulle emozioni, le vulnerabilità e i legami che accompagnano chi si prende cura di una persona affetta da questa malattia neurodegenerativa. L’incontro del 15 ottobre sarà dedicato al tumore al seno e inserito nel mese della prevenzione rosa. Senologi, chirurghi, ginecologi, fisiatri, oncologi e psicologi accompagneranno il pubblico in un percorso che mette al centro la donna nella sua interezza: dalla diagnosi precoce alle cure, fino al supporto psicologico e alla chirurgia ricostruttiva, parte integrante del recupero del benessere e dell’immagine di sé. Per la prima volta l’incontro verrà trasmesso anche in streaming con l’obiettivo di raggiungere un pubblico ancora più ampio, per iscriversi a questo live inviare una mail a eventi@osp-koelliker.it Seguiranno il 12 novembre un focus dedicato all’artrosi e il 17 dicembre un appuntamento sulla terapia del dolore. Il calendario proseguirà poi nel corso dell’anno con nuovi incontri specifici ognuno su un tema diverso e attuale. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, con ampio spazio dedicato alle domande e al confronto diretto con gli specialisti dell’Ospedale Koelliker.

CALENDARIO DEI PRIMI APPUNTAMENTI Ospedale Koelliker di Corso Galileo Ferraris, 247-255, Torino

Tutti gli incontri si svolgono alle ore 18.00 • 17 settembre – Alzheimer • 15 ottobre – Senologia • 12 novembre – Artrosi • 17 dicembre – Terapia del dolore Ingresso gratuito con prenotazione.

Per informazioni e iscrizioni cliccare su: https://www.osp-koelliker.it/eventi-koelliker/i-giovedi-della-prevenzione

Coppia tenta di rubare su un’auto a Madonna di Campagna

La Polizia di Stato ha arrestato, nel quartiere Madonna di Campagna di Torino, una 35enne italiana e un 27enne gambiano per tentato furto aggravato in concorso.
L’intervento è avvenuto nelle prime ore della notte, quando la Sala Operativa ha inviato le Volanti in via Verres a seguito della segnalazione della presenza di due persone che si aggiravano tra le autovetture in sosta e si introducevano all’interno di un veicolo parcheggiato.
Gli agenti del Commissariato di P.S. “Madonna di Campagna”, unitamente al personale dell’U.P.G.S.P., giunti sul posto, hanno individuato i due soggetti all’interno di una macchina parcheggiata: la donna è stata sorpresa seduta sul sedile anteriore, lato passeggero, intenta a prelevare alcuni documenti dal vano portaoggetti, mentre l’uomo si trovava nella parte posteriore dell’abitacolo e rovistava all’interno del veicolo.
I poliziotti hanno quindi bloccato i due soggetti che non hanno saputo fornire una valida motivazione circa la loro presenza all’interno dell’autovettura, risultata non di loro proprietà.  Nelle immediate vicinanze, gli agenti hanno recuperato una borsa contenente un flessibile, mentre nella tasca del giubbotto dell’uomo hanno rinvenuto la chiave di un’altra macchina, individuata poco dopo nelle vie limitrofe e contenente all’interno diversi oggetti atti allo scasso che sono stati sequestrati.
Al termine degli adempimenti di rito, i due arrestati sono stati accompagnati, su disposizione del Pubblico Ministero, presso le camere di sicurezza del Commissariato di P.S. “San Paolo”, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Cade dal solaio durante i lavori: 66enne grave al Cto

Un volo di circa tre metri ha rischiato di costare la vita a un operaio. È successo oggi, intorno alle 14.30 a Mirafiori, in corso Orbassano, all’altezza del civico 402. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava lavorando su un solaio quando ha perso l’equilibrio ed è precipitato da un’altezza stimata di circa tre metri, riportando ferite serie.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 di Azienda Zero, che hanno prestato le prime cure. Stabilizzato in loco e intubato, è stato trasferito in codice rosso all’ospedale Cto di Torino, dove è tuttora ricoverato in condizioni serie. Le indagini sulle cause sono in corso; gli accertamenti puntano a chiarire dinamica e eventuali responsabilità.

VI.G

Patto di Amicizia e Collaborazione tra le città di Torino e San Paolo

 

Prosegue la missione istituzionale del sindaco Stefano Lo Russo in Brasile. Torino e San Paolo hanno siglato oggi il Patto di Amicizia e Collaborazione, sottoscritto dal sindaco Lo Russo e dal sindaco di San Paolo Ricardo Nunes. Alla cerimonia, in rappresentanza della metropoli brasiliana, ha partecipato l’assessora alle Relazioni Internazionali Angela Gandra. L’accordo rafforza i profondi legami storici, culturali, sociali ed economici che uniscono le due città e apre una nuova fase di collaborazione, con particolare attenzione ai rapporti tra università e centri di ricerca, all’innovazione e allo sviluppo delle relazioni economiche e imprenditoriali.

L’accordo avrà durata quinquennale, con possibilità di rinnovo, e stabilisce un quadro di cooperazione istituzionale volto allo scambio di buone pratiche, conoscenze ed esperienze tra le due amministrazioni con un’attenzione particolare per innovazione, ricerca, sviluppo urbano sostenibile, cultura e coesione sociale.

“La firma di questo patto – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – è davvero una importante occasione per rafforzare i rapporti di scambio e di collaborazione tra i nostri territori su obiettivi comuni, partendo dalle tante relazioni che già oggi legano San Paolo a Torino e al Piemonte. San Paolo rappresenta uno dei principali poli universitari, scientifici, tecnologici ed economici dell’America Latina e offre grandi opportunità di collaborazione nel campo dell’alta formazione, della ricerca, dell’innovazione e dell’impresa. In questa metropoli operano università e centri di ricerca di eccellenza e tanti imprenditori, anche di origine italiana, hanno costruito e sviluppato importanti realtà economiche. A questo si aggiunge la presenza di una vastissima comunità italiana, composta da centinaia di migliaia di persone e fortemente legata al nostro Paese, all’interno della quale la componente piemontese mantiene vivo un rapporto storico e affettivo con Torino e con il Piemonte. A unire i nostri territori c’è poi una dimensione di solidarietà che per Torino ha un valore particolare. Da trent’anni il Sermig è presente a San Paolo con l’Arsenale della Speranza, nato nel 1996 dallo spirito dell’Arsenale della Pace di Torino: una presenza concreta, che testimonia come la collaborazione tra le nostre comunità sia fatta anche di attenzione alle persone più fragili, inclusione e costruzione quotidiana di legami. Il Patto che firmiamo oggi valorizza questa storia e ci permette di trasformarla in nuove opportunità di cooperazione, crescita e sviluppo condiviso. L’accordo con San Paolo si inserisce inoltre in un quadro consolidato di cooperazione tra il territorio brasiliano e quello torinese: negli ultimi decenni accordi con Campo Grande, Salvador de Bahia, Belo Horizonte, Santos e Várzea Paulista, nati dalla presenza della solidarietà torinese e da comunità di piemontesi in Brasile, hanno promosso scambi istituzionali, culturali, sociali, economici e universitari”.

I principali ambiti di collaborazione riportati nel patto riguardano: innovazione, impresa e occupazione giovanile, attraverso la promozione dello sviluppo economico e commerciale, lo scambio di competenze tecnologiche e l’incentivazione dell’imprenditorialità, con particolare attenzione ai giovani e ai settori dell’agroalimentare e dell’artigianato; educazione, lingua e ricerca scientifica favorendo sinergie tra università e centri di formazione, incentivi allo studio delle rispettive lingue nazionali e progetti di ricerca tecnologica congiunti; sviluppo municipale e sostenibilità ambientale rafforzando la collaborazione su pianificazione urbana, mobilità sostenibile, gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, energie rinnovabili, politiche alimentari e ammodernamento della gestione pubblica; cultura, turismo e sport attraverso l’organizzazione di eventi culturali e ricreativi condivisi e la promozione delle attività turistiche e sportive nei rispettivi territori; inclusione sociale e sanità locale con lo sviluppo di politiche multiculturali, di integrazione, di prospettiva di genere e pari opportunità, unitamente al confronto sulle politiche socio-sanitarie locali.

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Alla Consolata il ricordo di mons. Cesare Nosiglia

Santuario affollato di fedeli per commemorare il primo anniversario della morte di Cesare Nosiglia, ex arcivescovo di Torino. Era il 27 agosto 2025 quando l’Arcivescovo, ricoverato all’Hospice Cottolengo di Chieri, moriva all’età di 80 anni al termine di una lunga malattia. Nosiglia guidò la diocesi di Torino dal 2010 al 2022 e dal 2019 fu anche amministratore apostolico della diocesi di Susa. Il 19 febbraio 2022 papa Francesco accolse la sua rinuncia presentata per raggiunti limiti di età e da Arcivescovo emerito andò ad abitare presso la parrocchia della Madonna Addolorata al Pilonetto. Mons. Cesare Nosiglia è sepolto accanto al cardinale Severino Poletto nel santuario della Consolata dove si recava spesso a confessare. La funzione religiosa alla Consolata è stata concelebrata dall’Arcivescovo Repole insieme a monsignor Guido Fiandino e don Sergio Baravalle.         fr
Foto del settimanale  La Voce e il Popolo

Muore a 40 anni sindacalista punto da un’ape in montagna

E’ morto Alex Ammendolia, sindacalista di Nichelino, di origini calabresi, aveva solo 40 anni. È’ deceduto dopo essere stato punto da un’ape durante una giornata in montagna. La puntura avrebbe provocato uno shock anafilattico. Ammendolia era molto noto nel mondo sindacale e dell’associazionismo.