CRONACA- Pagina 2

Stretta sulla microcriminalità a Barriera: 11 arresti, 200 identificati

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Torino, maxi operazione della Polizia 

Maxi operazione della Polizia di Stato ieri a Barriera di Milano, dove dal pomeriggio fino a tarda sera è stato messo in campo un vasto dispositivo di controllo che ha interessato il Parco Sempione, l’area delle piscine, l’ex deposito ferroviario e le strade circostanti. Le forze dell’ordine hanno presidiato gli accessi alla zona e avviato una serie di verifiche nei confronti delle persone presenti.

Nel corso dell’intervento sono state identificate oltre 200 persone e sono scattati 11 arresti: sette per reati legati agli stupefacenti, tra cui un uomo che aveva ingerito alcuni ovuli di droga; due persone sono finite in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare perché gravemente indiziate di una rapina ai danni di un’anziana; un arresto è stato eseguito in forza di un ordine di carcerazione già emesso dall’autorità giudiziaria, mentre un’altra persona è stata fermata con l’accusa di una rapina aggravata commessa nei confronti di un anziano.

L’operazione ha portato anche al sequestro di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti: circa 130 grammi di crack, 100 grammi di cocaina, 200 grammi di ketamina, 10 grammi di eroina, oltre a hashish, Mdma e anfetamine. In un’area adiacente al parco sono state inoltre trovate e sequestrate, a carico di ignoti, circa 21 mila compresse di Rivotril.

Sul fronte della sicurezza urbana sono stati emessi 40 ordini di allontanamento dall’area di Parco Sempione, sottoposta a vigilanza rafforzata, e 14 provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane (Daspo urbano). Due cittadini stranieri irregolari sono stati destinatari di un decreto di espulsione, mentre dodici persone sono state denunciate per diversi reati, tra cui inosservanza di provvedimenti dell’autorità, violazioni della normativa sull’immigrazione e occupazione abusiva di immobili.

Parallelamente gli agenti hanno effettuato un’accurata bonifica dell’area, con l’obiettivo di restituire maggiore sicurezza e fruibilità ai residenti. All’operazione hanno partecipato anche il Reparto Prevenzione Crimine, il Reparto Mobile, la Polizia Ferroviaria, che ha intensificato i controlli nella stazione Torino Rebaudengo-Fossata identificando oltre 60 persone, oltre alla Polizia Stradale e alla Polizia Locale impegnate nei posti di controllo lungo le vie del quartiere.

Durante i controlli alla circolazione sono stati fermati numerosi veicoli e sanzionati nove conducenti di monopattini elettrici: quattro perché senza casco, quattro per la mancanza della targa obbligatoria e uno per uso non conforme del mezzo. In alcuni casi sono stati anche sequestrati i veicoli.

L’intervento si inserisce nell’attività quotidiana di presidio di Barriera di Milano, uno dei quartieri maggiormente interessati da fenomeni di microcriminalità. La Polizia ha annunciato che operazioni analoghe saranno ripetute nei prossimi giorni anche in altre zone considerate sensibili della città, affiancando il controllo ordinario del territorio e il dispositivo garantito dai militari dell’operazione “Strade Sicure”.

Per il monitoraggio dell’area sono stati impiegati anche droni, unità cinofile antidroga, pattuglie a cavallo e gli equipaggi motociclistici “Nibbio”, così da assicurare un controllo esteso e capillare dell’intero quadrante interessato dall’operazione.

PoliTo primo per comunicazione e occupabilità

Il Politecnico di Torino si conferma tra gli Atenei di riferimento del panorama universitario italiano nel nuovo Rapporto Censis delle Università italiane, distinguendosi in particolare per la qualità della propria comunicazione istituzionale e l’occupabilità.
L’Ateneo raggiunge infatti il punteggio massimo di 110 nell’indicatore Comunicazione, migliorando sensibilmente il risultato della precedente edizione, quando aveva ottenuto 97 punti. Un risultato che colloca il Politecnico di Torino al vertice della classifica nazionale, a pari merito con l’Università di Padova.
L’Ateneo si conferma inoltre al vertice della classifica nazionale, ottenendo il punteggio massimo e mantenendo il valore di 110nell’Occupabilità. Un risultato condiviso con il Politecnico di Milano e il Politecnico di Bari, gli unici Atenei italiani – non solo tra i Politecnici, ma a livello nazionale – a conseguire il massimo punteggio in questo ambito.
Positivi anche i risultati nell’ambito dell’Internazionalizzazionedove il Politecnico di Torino registra un miglioramento di tre punti, raggiungendo quota 104 e collocandosi al secondo posto a livello nazionale (dopo Trento).
“Essere riconosciuti dal Rapporto Censis come primi in Italia per la Comunicazione rappresenta un risultato di grande valore per il nostro Ateneo – dichiara il rettore del Politecnico di Torino, Stefano Paolo Corgnati – Una comunicazione efficace non è soltanto uno strumento per raccontare ciò che facciamo, ma è parte integrante della nostra missione: rendere accessibili la conoscenza, la ricerca e le opportunità offerte dal Politecnico a studentesse, studenti, imprese e cittadini. Questo riconoscimento, insieme al primo posto per l’Occupabilità e agli ottimi risultati ottenuti nell’Internazionalizzazione, testimonia il lavoro quotidiano di tutta la comunità politecnica per costruire un Ateneo sempre più aperto, internazionale e capace di formare professioniste e professionisti pronti ad affrontare le sfide del futuro”.
 

Senso unico alternato sul ponte di Sciolze

Al km 0+800 della Sp 98 di Marentino

Si protrarrà fino a venerdì 24 luglio il senso unico alternato regolato h 24 da impianto semaforico sulla strada Provinciale 98 di Marentino, nel tratto compreso tra il km 0+750 e il km 0+900, nel territorio del Comune di Sciolze. Il senso unico alternato è accompagnato dal limite di velocità a 30 km/h e dal divieto di sorpasso e di sosta per tutti i veicoli. Il provvedimento è stato assunto dalla Direzione Viabilità 2 della Città metropolitana di Torino per consentire la sostituzione dei giunti tampone del nuovo ponte al km 0+800 della Sp 98, che si sono deformati in modo anomalo e che possono creare situazioni di pericolo al transito di veicoli, velocipedi e motocicli. Proprio per garantire la sicurezza della circolazione stradale, in attesa dell’intervento risolutivo della ditta appaltatrice, i tecnici della Città metropolitana hanno fatto posare quattro piastre di acciaio, aventi 3 metri di larghezza e 1,5 metri di altezza, al di sopra dei giunti difettosi.

Motociclista 24enne morta contro lo spartitraffico

In un incidente stradale avvenuto questa mattina  alle 5,30 a Venaria Reale è morta una giovane di 24 anni  che viaggiava a bordo di una moto. I soccorritori del 118 hanno effettuato le manovre rianimatorie   fino al trasporto in ospedale a Torino, ma qui la ragazza è morta.  I carabinieri hanno riscontrato che la ragazza avrebbe perso il controllo della  moto finendo contro lo spartitraffico.

Piano Regionale di Qualità dell’Aria: Torino Respira presenta le osservazioni

Riceviamo e pubblichiamo

“Un piano irrazionale, senza basi scientifiche e con costi enormi per cittadini e cittadine”

“Abrogato il blocco degli Euro 5 (costo pubblico quasi zero, 1.318 t/anno di NOx in meno) e sostituito da un pacchetto da circa 200 milioni di euro in cinque anni con efficacia non dimostrata. La perdita netta di valore sociale è stimabile in circa 500 milioni di euro in dieci anni”

 

Torino, 15 luglio 2026. Il Comitato Torino Respira ha depositato le proprie osservazioni alla proposta di modifica del Piano Regionale di Qualità dell’Aria (PRQA) approvata dalla Giunta regionale con la DGR 19-2742/2026/XII del 26 giugno 2026. Un documento tecnico di oltre 30 pagine che smonta, dati alla mano, l’impianto del nuovo Piano e ne denuncia l’irrazionalità economica, l’assenza di basi scientifiche e il costo sproporzionato a carico della collettività.

Cinque anni per cancellare l’unica misura efficace

La vicenda è emblematica. Nel 2021, dopo le condanne della Corte di Giustizia UE per il sistematico superamento dei limiti di PM10 e NO₂ (cause C-644/18 e C-573/19), la Regione aveva adottato con DGR 9-2916 il blocco dei Diesel Euro 5 nei comuni sopra i 30.000 abitanti, con effetto dal 15 settembre 2023. Una misura a costo pubblico prossimo a zero, capace di ridurre 1.318 t/anno di NOx, 253,8 t/anno di PM10, 101,5 t/anno di PM2,5 e 1.882,7 t/anno di COV, che caricava l’onere sui proprietari dei veicoli inquinanti in piena coerenza con il principio europeo “chi inquina paga”. In cinque anni la misura è stata prima rinviata, poi ulteriormente rinviata, e ora la Regione ne propone la definitiva abrogazione, sostituendola con un pacchetto di “misure compensative” tecnicamente ed economicamente insostenibili.

Un confronto tra scenari viziato alla radice

Il PRQA sostiene che le nuove misure compenserebbero l’abrogazione del blocco Euro 5. Ma il confronto tra i due scenari usa basi tendenziali diverse: lo Scenario A (con Euro 5) si appoggia al modello GAINS aggiornato al 2015, lo Scenario B (con compensazioni) al modello aggiornato al 2025, che incorpora già tutti i benefici del PNIEC 2024 e del PNCIA 2021. In altre parole, la Regione attribuisce alle proprie misure regionali effetti che derivano in realtà dalle politiche nazionali. Un artificio contabile che, ammesso implicitamente dagli stessi estensori, impedisce di dimostrare che le compensazioni siano “idonee” come richiesto dal DL 73/2025. La stessa analisi statistica condotta dagli estensori del Piano conferma che per PM10 e PM2,5 le differenze tra i due scenari non sono statisticamente significative in nessuna area della Regione, e per l’NO₂ non lo sono proprio nell’area metropolitana di Torino – dove il blocco Euro 5 avrebbe avuto i maggiori benefici.

Misure senza basi scientifiche

Il Piano introduce tra le misure “compensative” tre tecnologie prive di validazione scientifica per uso urbano:

  • Nebulizzazione d’acqua: uno studio condotto nel 2021 documenta che questi sistemi rischiano addirittura di aumentare le concentrazioni di PM di un fattore 8, perché l’acqua evapora lasciando residui salini respirabili.

  • Torri di filtrazione dell’aria: la sperimentazione di questi sistemi a Stoccarda durata sette anni e conclusa nel 2025 con lo smantellamento delle 23 colonne, ha prodotto riduzioni marginali (10% PM10, 9% NO₂) solo sul marciapiede adiacente; il ministro dei Trasporti del Baden-Württemberg ha dichiarato che “l’aria filtrata all’aperto deve rimanere un’eccezione storica”. Analoga sorte a Delhi, dove le torri sono state disattivate. Un’analisi dell’IIT Delhi dimostra che per ripulire una città servirebbero circa un milione di torri.

  • Vernici fotocatalitiche al TiO₂: la stima del PRQA (10.000 m² per tonnellata di NOx) presuppone concentrazioni di 500 ppbv (parts per billion by volume, parti per miliardo in volume), cioè 25-50 volte quelle reali torinesi. In condizioni realistiche servirebbero circa 137 ettari (190 campi da calcio) di superficie trattata per rimuovere una sola tonnellata di NOx all’anno, con efficacia ulteriormente compromessa in inverno da bassa radiazione UV, umidità elevata e temperature basse.

L’incentivo HVO: un cortocircuito irrazionale

La principale misura compensativa – 12 milioni di euro l’anno per incentivare l’uso dell’HVO (olio vegetale idrotrattato) sui diesel privati Euro 5 ed Euro 6 – non compare in nessuno degli elenchi di misure internazionali utilizzate dalle autorità preposte a livello europeo e statunitense per definire le proprie strategie di riduzione dell’inquinamento. L’HVO è una risorsa scarsa, prioritariamente destinata ai settori dove non esistono alternative (aviazione, traffico marittimo, veicoli pesanti); usarlo per auto private significa sottrarlo dove è indispensabile. I sistemi di trasformazione per Euro 5 richiesti dal DM MIT 2 ottobre 2025 non sono ancora omologati sul mercato italiano. L’incentivo di 5-20 cent/litro copre solo l’8-33% del differenziale di prezzo con il gasolio. E il segnale politico è schizofrenico: si sostiene la transizione ecologica prolungando la vita utile dei diesel obsoleti.

Costi 4-100 volte superiori ai benchmark europei

Il confronto economico è impietoso. Il blocco Euro 5 abrogato costava alla finanza pubblica 750-1.500 €/tonnellata di NOx evitata. Le misure compensative arrivano fino a 70.600 €/t per l’HVO, 386.400 €/t per le misure “innovative” e 700.000 €/t per gli interventi sulle biomasse, ovvero fino a 120 volte di più del costo dello stop agli euro 5.

Il costo medio ponderato del pacchetto compensativo è di circa 115.000 €/t di NOx, contro i 6.000-17.500 €/t indicati come efficaci dai riferimenti europei (IIASA/GAINS, BAAQMD, OTC-RACT). Applicando i metodi dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, alcune misure – HVO privati e tecnologie innovative – hanno un costo pubblico superiore al danno sanitario evitato, quindi distruggono valore sociale invece di crearlo.

Circa 100 milioni all’anno di valore sociale bruciato

Il conto complessivo è pesante. Nel primo quinquennio la Regione impegnerà circa 200 milioni di euro di fondi pubblici (FESR, FEASR, MASE, Bilancio dello Stato) per ottenere, nella migliore delle ipotesi, il 26% della riduzione emissiva che il blocco Euro 5 avrebbe garantito gratuitamente. La perdita netta di beneficio sociale, calcolata con i Marginal Damage Costs EEA, è dell’ordine di 100 milioni di euro all’anno – circa mezzo miliardo in cinque anni, un miliardo in dieci anni. A questi vanno aggiunti i rischi finanziari da nuove procedure di infrazione UE per il mancato rispetto della Direttiva 2024/2881, che dal 2030 dimezza i limiti di PM10, PM2,5 e NO₂: sanzioni potenzialmente ribaltabili sulla Regione ai sensi della legge 234/2012.

Il principio “chi inquina paga” ribaltato

“La sostanza politica di questa scelta è chiara – dichiara Roberto Mezzalama, presidente del Comitato Torino Respira –: si toglie l’onere ai proprietari dei veicoli più inquinanti e lo si scarica sulla collettività, comprese le fasce meno abbienti che usano il trasporto pubblico e non possiedono automobili. È una violazione strutturale dell’articolo 191 del Trattato UE, un uso distorto di fondi europei destinati alla sostenibilità ambientale, e una scelta che qualsiasi controllo di gestione boccerebbe. Chiediamo alla Regione di ritirare la modifica, mantenere il blocco degli Euro 5 e destinare le risorse a misure realmente efficaci: elettrificazione, trasporto pubblico, ciclabilità, riqualificazione energetica degli edifici, riduzione delle emissioni di ammoniaca in agricoltura.”

Le osservazioni integrali sono disponibili a questo link

Comitato Torino Respira

Piano per l’economia sociale, confronto con le Zone omogenee

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La Città metropolitana di Torino porta il Piano metropolitano per l’economia sociale 2030 nella sua fase operativa e chiama i territori a diventarne protagonisti. Dopo aver avviato il coordinamento interno all’Ente, il percorso prosegue con il primo incontro dedicato alle Zone omogenee, chiamate a contribuire alla realizzazione delle strategie e a costruire una rete stabile di collaborazione.
L’iniziativa, in programma giovedì 16 luglio, si propone di condividere le attività già avviate dalla Città metropolitana di Torino e da Torino Social Impact, raccogliere contributi dai diversi ambiti territoriali e definire modalità di lavoro comuni per valorizzare le esperienze già presenti e svilupparne di nuove.
Il Piano è nato dalla collaborazione tra la Città metropolitana di Torino e la Camera di commercio di Torino, avviata nel luglio 2024 nell’ambito di Torino Social Impact, la piattaforma che riunisce oltre 400 soggetti tra istituzioni, imprese e Terzo settore impegnati nella promozione dell’economia sociale, per individuare una strategia condivisa tesa a coniugare competitività economica, innovazione e coesione sociale.
Il Piano è costruito attorno a sei ambiti di intervento – governance e partnership, social procurement, finanza a impatto sociale, formazione e sviluppo delle competenze, innovazione e connessioni fisiche e digitali, inclusione sociale e lavorativa – articolati in 16 obiettivi, 36 strategie e 112 azioni, con particolare attenzione alle persone e ai territori marginalizzati.
Ad aprire i lavori saranno Sonia Cambursano, consigliera metropolitana delegata allo sviluppo economico, attività produttive e pianificazione strategica della Città metropolitana di Torino, e Guido Bolatto, segretario generale della Camera di commercio di Torino. Seguiranno gli interventi di Tommaso Tropeano di Torino Social Impact sui principi dell’economia sociale, di Nicolò Bozzo dedicato alla situazione del territorio metropolitano, di Chiara Sarri sulle iniziative che la Città metropolitana sta sviluppando e di Irene Maddio sulle attività di Torino Social Impact. L’ultima parte dell’incontro sarà riservata al confronto con i portavoce e i rappresentanti delle Zone omogenee, coordinato da Massimo Vettoretti, per definire il contributo che ciascun territorio potrà offrire allo sviluppo delle politiche previste dal documento.
«La sfida che abbiamo davanti è trasformare un documento strategico in un metodo di lavoro condiviso» sottolinea la consigliera metropolitana delegata Sonia Cambursano. «Sul nostro territorio esistono già molte esperienze che interpretano i principi dell’economia sociale. Ora vogliamo metterle in relazione, creare nuove sinergie e fare delle Zone omogenee il luogo in cui queste opportunità possano crescere e tradursi in progetti concreti a beneficio delle comunità locali.»
L’incontro si svolgerà giovedì 16 luglio dalle 14.30 alle 15.30 in modalità online sulla piattaforma Webex della Città metropolitana di Torino.
La partecipazione è libera collegandosi all’indirizzo https://cittametropolitanatorino.webex.com/meet/statistica.
La durata prevista è di un’ora.

Esplosione via Nizza, sentenza attesa domani

La sentenza della Corte d’Assise di Torino nel processo a carico di Giovanni Zippo, imputato per l’esplosione del 30 giugno 2025 in un condominio di via Nizza, e’ prevista per domani. Quel giorno morì il trentatreenne Jacopo Peretti e altre persone rimasero ferite. La difesa dell’imputato 41enne e’ intervenuta ieri chiedendo l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi e il recupero del rito abbreviato.

Torino Social Impact entra nel Comitato Esecutivo di Diesis Network

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L’ecosistema torinese rafforza la propria dimensione europea entrando nel board della principale rete internazionale dedicata all’economia sociale

Torino Social Impact compie un nuovo passo nel proprio percorso di internazionalizzazione entrando a far parte del Comitato Esecutivo di Diesis Network, una delle principali reti europee dedicate all’economia sociale. Contestualmente, Torino Social Impact acquisisce lo status di full member della rete, che riunisce oltre 80 organizzazioni partner attive in 30 Paesi.

L’ingresso è stato ufficializzato in occasione dell’Assemblea Generale di Diesis Network, svoltasi l’8 luglio 2026 a Bruxelles, durante la quale è stata nominata nel Comitato Esecutivo Raffaella Scalisi, advisor strategica di Torino Social Impact.

La nomina rappresenta un importante riconoscimento del lavoro sviluppato dall’ecosistema torinese negli ultimi anni e rafforza il ruolo di Torino all’interno di uno dei principali network internazionali impegnati nella promozione di modelli economici inclusivi, sostenibili e orientati all’impatto.

Diesis Network riunisce organizzazioni, reti, centri di competenza e stakeholder dell’economia sociale provenienti da tutta Europa e da altri contesti internazionali, favorendo il confronto e la collaborazione sui temi dello sviluppo degli ecosistemi territoriali, dell’innovazione sociale, della misurazione dell’impatto, della transizione digitale e della partecipazione.

Per Torino Social Impact, l’ingresso nel Comitato Esecutivo conferma il valore del percorso intrapreso per affermare Torino come laboratorio europeo dell’economia sociale e dell’impact economy, grazie alla collaborazione tra imprese sociali, cooperative, aziende, fondazioni, università, istituzioni pubbliche, investitori e organizzazioni del Terzo Settore.

All’interno del Comitato Esecutivo, Torino Social Impact contribuirà allo sviluppo delle strategie della rete in linea con l’Action Plan 2025–2030 di Diesis Network, che punta a rafforzare la crescita e l’impatto della rete, favorire la collaborazione tra i membri, valorizzare le competenze degli ecosistemi territoriali e promuovere una governance sempre più aperta, trasparente e partecipata. In particolare, Torino Social Impact porterà il proprio contributo sui temi delle partnership tra profit e non profit e della finanza di impatto.

Il nuovo incarico si inserisce in un percorso già consolidato di collaborazione internazionale che vede Torino Social Impact protagonista di progetti europei dedicati al rafforzamento dell’economia sociale, alla trasformazione digitale, alla capacity building e allo sviluppo di strumenti condivisi per la misurazione e la gestione dell’impatto.

L’ingresso nel Comitato Esecutivo di Diesis Network rappresenta un’opportunità strategica per valorizzare l’esperienza dell’ecosistema torinese in un contesto europeo sempre più ampio e, allo stesso tempo, rafforzare relazioni, progettualità e alleanze capaci di generare valore per lo sviluppo dell’economia sociale a livello locale, nazionale e internazionale.

Torino Social Impact è un’iniziativa costituita nel 2017 nell’ambito del Comitato per l’Imprenditoria Sociale della Camera di commercio di Torino per promuovere l’economia sociale e la finanza di impatto a livello territoriale attraverso la collaborazione tra soggetti locali diversi. Oggi riunisce quasi 450 partner, comprendendo attori pubblici e privati, organizzazioni profit e non profit, nonché enti del mondo della finanza, della filantropia e della ricerca. L’iniziativa ha creato numerose opportunità di apprendimento condiviso e ha dato vita a progetti sperimentali e iniziative pionieristiche. Tra queste figurano la Borsa dell’Impatto Sociale, programmi dedicati all’uso della tecnologia e dei dati per il bene comune, percorsi di procurement sociale sia pubblico sia privato, numerose comunità di pratica, hub di competenze, attività di formazione e ricerca applicata dedicate alla misurazione dell’impatto sociale. Nella cornice di Torino Social Impact, inoltre, è stato elaborato e approvato il Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

Moncalieri ricorda il beato Bernardo, principe cristiano

Erano tempi paurosi per l’Europa cristiana. Nel Quattrocento i turchi erano il grande pericolo del Vecchio Continente dopo la conquista di Costantinopoli. Non era facile ma bisognava reagire. Pur divisa e rissosa, l’Europa tentò di ricomporre i dissidi e si mise al lavoro per puntare alla riconquista della capitale imperiale. Sovrani e principi lanciarono numerosi appelli all’unità dei cristiani per formare una grande coalizione militare capace di arrestare la travolgente ascesa della Mezzaluna dopo la presa ottomana della città bizantina sul Bosforo nel 1453. Tra i vari personaggi che si mossero per promuovere un’alleanza europea contro l’espansione turca si fece avanti un giovane nobile tedesco, un certo Bernardo di Baden, militare, diplomatico, “crociato” anti-turco e poi patrono di Moncalieri e oggi “beato” e “venerabile” per decreto di Papa Francesco che confermò il culto di Bernardo. Nato in Germania, Bernardo lasciò presto la carriera militare per dedicarsi alle missioni di pace. Mentre attraversava a cavallo il Piemonte nel 1458 durante una missione diplomatica tra l’Italia e la Francia si ammalò di peste a Genova e morì il 15 luglio nel convento dei francescani a Moncalieri dove si era fermato.
Fu venerato come Beato Bernardo per la sua fede, la carità, l’impegno verso i poveri, l’opera pacificatrice e per i miracoli attribuiti alla sua intercessione. Divenne ben presto il patrono della città di Moncalieri. In città il culto di Bernardo è molto sentito e ogni anno si svolge una rievocazione storica che ricorda l’accoglienza del giovane tedesco, una figura esemplare di principe cristiano. A Moncalieri, gemellata con la tedesca Baden-Baden, maturò la sua fama di santità e la città lo scelse come patrono. Fu sepolto nella Collegiata di Santa Maria della Scala dove si diffusero storie di miracoli come la guarigione di uno storpio durante il suo funerale. La sua tomba divenne meta di pellegrinaggio e Bernardo fu riconosciuto protettore di Moncalieri contro la peste. Il 15 luglio la città alle porte di Torino celebra la festa patronale in suo onore con processioni e cerimonie che richiamano fedeli da tutto il Piemonte. Tra gli appuntamenti principali, l’11 luglio alle 21.00 in piazza Vittorio Emanuele II si svolgerà la rievocazione storico-religiosa e la processione con l’urna delle reliquie del Patrono attraverso le vie del centro storico fino alla chiesa del Beato Bernardo. Il 15 luglio alle 23.00 il tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio sul Po.                                                    Filippo Re

Acquisto auto: Aducon denuncia una prassi commerciale scorretta 

E invita i consumatori a verificare il TAEG effettivo

 

Concessionarie e rivenditori offrono ai consumatori la possibilità di acquistare determinati modelli accedendo a dei finanziamenti, pagando così l’autovettura a rate e con condizioni apparentemente vantaggiose.

Abitualmente l’intermediario avanza al cliente una proposta di finanziamento, che prevede contestualmente la sottoscrizione di polizze accessorie (ad esempio, furto e incendio, Kasko, protezione grandine, ecc.). Nonostante tali servizi siano definiti “facoltativi”, si tratta di un meccanismo a cui è quasi impossibile sottrarsi, perché se si vuole approfittare delle promozioni e acquistare un’auto ad un prezzo vantaggioso, è di fatto obbligatorio ricorrere al finanziamento e sottoscrivere le polizze accessorie ad esso abbinate, che peraltro presentano un’alta redditività per l’intermediario. L’acquirente viene così a trovarsi “imprigionato” in uno schema contrattuale che favorisce unicamente il concessionario e la finanziaria, senza riuscire a calcolare gli interessi reali che dovrà effettivamente pagare, né a conoscere con precisione il metodo di ammortamento applicato.

E questo succede perché il TAEG (tasso annuo effettivo globale) viene spesso calcolato solo sull’importo del veicolo e non conteggiando i costi delle polizze. Se così fosse, il “tasso soglia” verrebbe frequentemente superato, configurando l’ipotesi di usura (e in caso di accertamento giudiziale dell’usura, gli interessi non sono dovuti e quelli già versati devono essere restituiti).

È quanto è successo alla signora F.V., residente a Torino, che nel settembre del 2022 ha sottoscritto un contratto di finanziamento di 23.164,99 euro (91 rate) per l’acquisto di un veicolo, a fronte di un importo totale di circa 40mila euro. Contestualmente, la signora F.V. ha sottoscritto quattro polizze accessorie per un costo complessivo di 8.823,99 euro.

Il contratto di finanziamento prevedeva un TAEG del 13,35%, ma includendo il costo delle polizze, nonché le spese di istruttoria e le spese di incasso, ecco che il TEG (tasso effettivo globale) effettivo risulta pari al 27,44%, come calcolato dalla perizia tecnica effettuata dalla Outliers. 

La legge (108/1996) stabilisce espressamente che per determinare se un tasso di interesse è  “usuraio”, perché sopra soglia, occorre tenere conto di tutte le commissioni e remunerazioni a qualsiasi titolo, nonché delle spese.

Commenta Alessandro Di Benedettopresidente ADUCON Piemonte: «Siamo di fronte a una giungla finanziaria che si ripete con preoccupante sistematicità ai danni di migliaia di cittadini che acquistano un’autovettura. Come ADUCON stiamo esaminando una mole impressionante di contratti di finanziamento di acquisto auto, che presentano anomalie gravi e ricorrenti, tanto da far ipotizzare una prassi commerciale consolidata e del tutto scorretta da parte di diverse finanziarie e intermediari. Il meccanismo è quasi sempre lo stesso: il consumatore viene attratto da un prezzo d’acquisto dell’auto agevolato ma solo a condizione di sottoscrivere un finanziamento. Da quel momento in poi, il costo reale del credito decolla artificialmente attraverso costi nascosti e tassi usurai. ADUCON dice basta a questo sistema che abusa della buona fede dei risparmiatori. Abbiamo già avviato diverse azioni legali per chiedere il ricalcolo e la “purificazione” di questi contratti da ogni interesse usurario e indebito, applicando la sanzione della gratuità del prestito ove previsto. Invitiamo tutti i consumatori che hanno sottoscritto finanziamenti auto a sottoporre i propri contratti alle nostre sedi per una verifica tecnica immediata. Non esiteremo a portare la questione davanti alle autorità di vigilanza e nelle sedi giudiziarie per scardinare questo sistema».

Aducon offre ai propri iscritti una pre-perizia gratuita e l’invio della diffida alla società finanziaria. In assenza di un riscontro positivo, è possibile procedere per vie legali.

Per contattare Aducon è sufficiente inviare un messaggio whatsapp al numero 3936647324 per essere richiamati e fissare un appuntamento.

Aducon Associazione Diritti Utenti Consumatori

Via San Vincenzo 5, Moncalieri (Torino)

Te. 011/6279720 – info@aducon.it