CRONACA- Pagina 2

Più cantieri con meno disagi, nasce a Torino la regia digitale

/
Uno strumento unico, digitale e georeferenziato, per programmare e gestire in modo efficace e coordinato tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. È la nuova piattaforma digitale per la gestione del territorio della Città di Torino, che è stata presentata  a Palazzo Civico dal sindaco Stefano Lo Russo insieme all’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta e alladirettrice generale dell’ente Alessandra Cimadom. Obiettivo: ridurre al minimo i disagi dei cantieri per la cittadinanza.

L’amministrazione comunale, consapevole dell’impatto dei cantieri di sottoservizi e manutenzione stradale sulla viabilità cittadina e della necessità di programmare in modo efficiente ed ordinato i vari interventi, si è da tempo dotata di una regia cantieri, un coordinamento tra uffici comunali, polizia locale e società di sottoservizi, che si riunisce settimanalmente per raccogliere le esigenze di intervento su tutto il territorio cittadino e pianificare le ordinanze che riguardano la viabilità. Questo lavoro ha costituito il punto di partenza per realizzare la piattaforma che, attraverso la digitalizzazione di tutti i processi, rappresenta una rivoluzione del modo in cui la pubblica amministrazione e i partner strategici pianificano, gestiscono e monitorano lo spazio pubblico della città.

“Sappiamo bene – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo – come interventi necessari, quale ad esempio la riasfaltatura di una strada dove il manto è ammalorato, possano rappresentare un disagio per i cittadini che ogni giorno quella strada la percorrono. Ancora di più se, qualche mese dopo, quella strada viene interessata da nuove manutenzioni. Ecco perché abbiamo deciso di dotarci di uno strumento che ci aiuti a massimizzare gli investimenti riducendo al minimo i disagi. La piattaforma digitale costituisce un esempio virtuoso di come la tecnologia possa aiutarci ad efficientare i processi, con un beneficio tangibile sulla qualità della vita quotidiana dei cittadini. Grazie a una gestione integrata, ridurremo i disagi legati ai cantieri stradali, alla manutenzione del verde urbano, agli eventi,  assicurando uno sviluppo del territorio coerente, coordinato e tempestivo”.

“È stato fatto un enorme lavoro di revisione delle procedure – spiega l’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta – con la digitalizzazione completa di processi che, sino ad oggi, avvenivano in parte ancora con modulistica cartacea. Questo strumento ci permetterà di avere un quadro sempre completo e aggiornato di quello che avviene e dovrà avvenire sul suolo cittadino, mettendoci nelle condizioni di evitare sovrapposizioni e conseguenti disagi per la viabilità e la cittadinanza”.

La piattaforma, co-finanziata tramite fondi Pon Metro Plus, è stata sviluppata dalla divisione Progetti Speciali e il servizio Sistemi Informativi e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di transizione digitale intrapreso dalla Città di Torino.

“La gestione dello spazio urbano in una grande città metropolitana – aggiunge la direttrice generale della Città di Torino Alessandra Cimadom – è per sua natura complessa e frammentata, coinvolgendo molteplici attori interni ed esterni. La piattaforma risponde a questa complessità con uno strumento unico, centralizzato e coordinato in grado di supportare la programmazione e la gestione di tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. Questo include una visione d’insieme su cantieri stradali, interventi sui sottoservizi, gestione del verde pubblico, organizzazione di grandi eventi e viabilità. Per raggiungere questo risultato, è stato necessario intraprendere due grandi sfide, ovvero la digitalizzazione e reingegnerizzazione dei processi, rivedendo completamente i flussi di lavoro che determinano la trasformazione fisica della città, e la costruzione di un ecosistema decisionale basato sui dati, in cui ogni proposta di intervento è georeferenziata, permettendo così di analizzare in anticipo le sovrapposizioni temporali e spaziali (evitando, ad esempio, che una strada appena riasfaltata venga subito riaperta per altri lavori di posa di sottoservizi)”.

Un lavoro che si basa su tre pilastri tecnologici interconnessi, ciascuno dedicato a una specifica fase del ciclo di vita della pianificazione urbana:

CityBlocks: lo strumento di ingresso delle informazioni (fase di input). Consente a tutti gli operatori abilitati — inclusi gli uffici comunali, le aziende municipalizzate e i grandi utenti (come i gestori di servizi di rete) — di inserire direttamente nel sistema le proprie proposte di intervento sul suolo pubblico.

CityPlanner: il cuore pulsante del sistema, uno strumento trasversale dedicato alla regia e al coordinamento. Permette di visualizzare in modo sinottico e integrato tutte le proposte pervenute, facilitando la programmazione temporale, la risoluzione delle interferenze spaziali e l’accettazione formale degli interventi.

CityMonitor: la componente di verifica e aggiornamento sul campo. Consente ai tecnici comunali e alle maestranze di inserire, aggiornare e monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle attività e tutte le informazioni territoriali rilevanti direttamente dal luogo dell’intervento.

La piattaforma vede attivi oggi 36 soggetti, suddivisi tra 13 uffici comunali interni e 23 grandi utenti (società fornitrici di servizi, utility).

È già operativa da qualche mese in fase di test durante la quale sono state gestite interamente in digitale oltre 4mila istanze di manomissione del suolo pubblico, con una notevole riduzione dei tempi di istruttoria.

La sfida ora è di consolidare l’utilizzo di questo strumento innovativo, misurandone gli effetti nella programmazione (i primi si vedranno già tra qualche settimana) e di integrarlo di nuove funzioni: l’obiettivo infatti è di renderlo operativo su tutta la gestione del territorio. La prossima tappa riguarderà la programmazione degli interventi sul verde, mentre entro la fine del 2027 il sistema dovrebbe entrare a regime per la gestione digitale di tutti gli eventi cittadini.

TorinoClick

Prarostino celebra i 50 anni del Faro della Libertà

DOMENICA 21 GIUGNO 

 
 
Una giornata dedicata alla memoria degli oltre seicento caduti nel Pinerolese durante la guerra di Liberazione: l’iniziativa è una tradizione del Comune di Prarostino, che, domenica 21 giugno, celebra il 59° anniversario della costruzione del Faro della Libertà.
Le iniziative, patrocinate e sostenute dalla Città metropolitana di Torino, nell’ambito del bando per la valorizzazione delle realtà locali nei piccoli Comuni, iniziano giovedì 18 giugno alle 17,30 nella biblioteca comunale con la presentazione del libro “Il vento della libertà” di Lorenzo TibaldoSabato 20 alle 16,30 nella sala consiliare del Municipio si inaugura invece la mostra “Dal fascismo alla Resistenza”, curata da Tiziano GiustettoLe celebrazioni di domenica 21 giugno iniziano alle 10 con il ritrovo dei partecipanti sul piazzale del Municipio, da dove prende le mosse il corteo verso i monumenti di San Bartolomeo. Oltre al Sindaco Luciano Nocera, intervengono Simone Colmo in rappresentanza del Comitato del Faro e un rappresentante dell’ANPI provinciale torinese. L’orazione ufficiale è stata affidata alla Vicepresidente del SenatoAnna Rossomando. È anche prevista l’inaugurazione di una nuova targa nel parco del Faro. I momenti più importanti della commemorazione vengono sottolineati dalle note della banda dell’Unione Musicale di Inverso Pinasca. La mattinata si conclude con il Pranzo del Faro.
La torre-faro di Prarostino venne inaugurata il 18 giugno 1967 e fu voluta dalla popolazione e dagli amministratori locali per ricordare con la sua ardita architettura i 600 partigiani dei 51 Comuni delle valli pinerolesi caduti nella lotta di liberazione contro il nazifascismo. Progettato dagli architetti Roberto Gabetti ed Aimaro Isola, realizzato con vari contributi, l’apporto gratuito di ex-partigiani e il dono del pietrame da parte dei cavatori di Bagnolo Piemonte, il monumento si presenta come una torre-traliccio su pianta quadrata, realizzata in pietra greggia e alta 15 metri. La torre termina con un terrazzino e una stele metallica sormontata da un faro, la cui luce è visibile dalla pianura pinerolese anche a notevoli distanze.

Da consumatori a produttori di energia: nasce Be.In.Service

Presentata venerdì 12 giugno presso il castello dei Conti di Bricherasio la startup pensata per accompagnare imprese ed edifici nella transizione verso l’efficienza energetica e la sostenibilità

Trasformare edifici e strutture da semplici centri di consumo a sistemi in grado di produrre energia e creare valore. È questa la sfida lanciata da Be.In.Service, la nuova startup presentata nel corso di una serata inaugurale dedicata al tema dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale.

Be in Service nasce dall’incontro di 4 aziende già affermate sul suolo piemontese: BPE Beam Power Energy, Smart Home Torino di Max Service, Infissi & Infissi, ed ESG Consulenti Powered by M2INFORMATICA.

Il progetto nasce con un’attenzione particolare al settore sanitario e alle strutture socio-assistenziali, ma con l’ambizione di estendere il proprio modello a una vasta gamma di realtà: aziende manifatturiere, alberghi, uffici, edifici pubblici e attività commerciali.

Da qui l’idea alla base di BE in Service: intervenire affinché strutture tradizionalmente energivore non siano più soltanto edifici che consumano e inquinano, ma possano diventare organismi efficienti, sostenibili e capaci di generare valore economico.

Il fulcro dell’iniziativa è l’ecosostenibilità. Attraverso l’integrazione di diverse competenze professionali, BE in Service propone un modello “chiavi in mano” che accompagna il cliente dall’analisi dei consumi fino alla realizzazione degli interventi e alla successiva manutenzione, garantendo nel tempo le prestazioni degli impianti.

Il percorso prevede quattro fasi: riduzione degli sprechi, efficientamento energetico, riqualificazione degli edifici e degli impianti e, infine, valorizzazione della sostenibilità attraverso il miglioramento del rating ESG.

Fotovoltaico, cogenerazione, domotica avanzata e nuovi sistemi di isolamento rappresentano gli strumenti attraverso cui la startup intende perseguire quello che i promotori definiscono un cambio di paradigma: trasformare l’edificio da centro di costo a produttore di energia, capace non solo di abbattere i consumi ma anche di incrementare il valore dell’immobile e la competitività delle imprese.

Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione nel lungo periodo. Grazie al monitoraggio continuo e alla manutenzione predittiva, l’obiettivo è preservare nel tempo i benefici energetici ed evitare costosi fermi operativi.

Nel corso della serata sono intervenuti i partner del progetto, approfondendo i temi della finanza agevolata, della domotica avanzata, dell’efficienza dell’involucro edilizio e del ruolo crescente dei parametri ESG nell’accesso al credito e nella valorizzazione degli immobili.

La filosofia di BE in Service si riassume in una visione precisa: accompagnare la transizione energetica con un unico interlocutore, rendendo gli edifici più sostenibili, più efficienti e capaci di produrre valore. Un modello nato pensando al mondo sanitario e alle strutture socio-assistenziali, ma destinato, nelle intenzioni dei fondatori, a trovare applicazione in ogni contesto in cui il costo dell’energia e la sostenibilità rappresentino una sfida decisiva.

Ancora una volta, Torino e il Piemonte si dimostrano terreno fertile per aziende e progetti destinati a segnare la via del cambiamento.

Lori Barozzino

Alpinista precipita: salvato dalla corda ma è grave

Ieri un alpinista è rimasto gravemente ferito sul Corno Stella, a 3.050 metri sulle Alpi marittime, in provincia di Cuneo. Mentre era  in fase di arrampicata e’ precipitato riportando un grave politrauma con emorragia, la corda fortunatamente ha trattenuto la caduta. E’ intervenuto il soccorso alpino.

Via Santa Teresa, chiusura al traffico il 16 e 17 giugno

Per consentire il posizionamento di una gru necessaria ai lavori di rifacimento del tetto di un edificio privato, via Santa Teresa sarà interessata da temporanee modifiche alla viabilità.

Nelle giornate di martedì 16 e mercoledì 17 giugno 2026, dalle ore 7 alle ore 18, sarà chiuso al traffico il tratto di via Santa Teresa compreso tra piazza Solferino e via San Francesco d’Assisi.

Per raggiungere la parte est di via Santa Teresa sarà necessario percorrere via Prati e successivamente via San Francesco d’Assisi. Qui, nel tratto compreso tra via Prati e via Santa Teresa, la circolazione sarà regolata mediante senso unico alternato, con la presenza di movieri.

Per agevolare la circolazione durante l’esecuzione dei lavori, sarà inoltre temporaneamente sospesa la corsia riservata al trasporto pubblico in via Pietro Micca, nel tratto tra piazza Solferino e via De Lellis. Nello stesso periodo sarà disattivata la telecamera del varco riservato al trasporto pubblico di via Micca, consentendo così il transito dei veicoli senza l’applicazione di sanzioni.

TorinoClick

I liceali cercano risposte-analisi per un futuro scolastico migliore

La ricerca di una quarta superiore del liceo economico sociale del Curie Vittorini di Grugliasco

 

Noi studenti di una quarta superiore del liceo economico sociale, del Curie Vittorini di Grugliasco, abbiamo svolto il ruolo di ricercatori sociali per analizzare il benessere all’interno delle aule delle scuole di Torino. I partecipanti si sono riuniti per analizzare tutti i dati ricevuti, tramite un questionario. Grazie al nostro impegno e costanza siamo riusciti a esaminare tutte le risposte e a mettere a confronto i risultati. Secondo la nostra ricerca, per quanto riguarda la nostra scuola, il Curie Vittorini, il punto di vista dei docenti nella scuola ci mostra che: da una parte emerge una forte passione per l’insegnamento, dall’altra numerose difficoltà quotidiane.

Tra i principali problemi vengono segnalati il peso della burocrazia, considerata un ostacolo dal 78% degli insegnanti, e la gestione della classe, spesso fonte di stress. Il bullismo rappresenta una delle maggiori criticità: il 75% dei docenti lo ritiene presente nella propria scuola e molti hanno affrontato direttamente episodi di questo tipo, intervenendo attraverso il dialogo con gli studenti e la collaborazione con i colleghi. Nonostante le difficoltà, gli insegnanti continuano a cercare nuovi metodi per coinvolgere i ragazzi, come lezioni partecipative e attività di problem solving. La maggior parte dei docenti ritiene di riuscire a mantenere un ambiente rispettoso in classe e apprezza l’uso degli strumenti digitali nella didattica.

Il giornalino del liceo

 

La ricerca evidenzia però anche alcune difficoltà nei rapporti tra colleghi e nella percezione del rispetto ricevuto dagli studenti. Tuttavia, il rapporto educativo resta una fonte di crescita: molti insegnanti dichiarano di aver imparato dai ragazzi valori fondamentali come ascolto, dialogo, pazienza e rispetto reciproco. Anche dal punto di vista degli studenti, l’ambiente scolastico presenta criticità e aspetti positivi. Il 55% ritiene che il carico di studio non è sempre sostenibile, con una distribuzione poco equilibrata. Circa un terzo degli alunni percepisce una mancanza di stimoli e supporto da parte dei docenti, e molti chiedono una scuola più moderna, con attività pratiche, lavori di gruppo e potenziamento di lingue ed educazione sessuale.

Pur tenendo conto degli aspetti che si sono registrati finora, si registra anche un miglioramento nel rapporto con i professori, considerati più disponibili. Nonostante ciò, il 72% degli studenti giudica le regole scolastiche troppo rigide, soprattutto su ritardi e assenze. Tra gli aspetti positivi, invece, prevale un forte senso di sicurezza e la quasi assenza di episodi di bullismo. Restano però criticità negli spazi scolastici: oltre la metà degli studenti li ritiene inadeguati.

Risultati simili per quanto riguarda la gestione scolastica abbiamo riportato dati simili, mentre emergono differenze nella frequenza delle lezioni. Infatti i questionari delineano una scuola accogliente, sicura e ben organizzata, capace di soddisfare le aspettative del 86% degli studenti, e soprattutto capace di prepararli efficacemente al mondo del lavoro. Il punto di forza è l’area tecnico-pratica: i laboratori sono considerati sicuri al 100% e molto all’avanguardia, e le esperienze di stage ritenute soddisfacenti dalla maggior parte dei ragazzi, con un ottimo collegamento tra teoria e pratica.

Anche il clima relazionale è molto positivo e collaborativo (93%), sebbene la metà degli studenti abbia assistito a episodi di esclusione, prontamente segnalati ai professori. Sul piano didattico, pur essendoci una buona percezione del supporto dei docenti e dell’attenzione allo stress, emergono i principali margini di miglioramento: i ragazzi chiedono infatti una maggiore motivazione per il proprio futuro professionale e, soprattutto, un migliore bilanciamento del carico di lavoro tra studio e attività pratiche, giudicato equilibrato solo dal 35,7% degli intervistati. Quest’esperienza ci ha permesso non solo di capire la situazione nelle scuole, ma soprattutto ci ha dato la possibilità di acquisire nuove competenze, in un campo per noi non del tutto conosciuto.

 

Gabriele Taliano
Ilaria Di Tella
Antonia Di Tella
Alice Mattina
Alice Toscano
Rebeca Strajeru
Meryem El Gharbi
Matteo Lenta
Antonino Marsiglione
Chamvie Lembi
Federica Albarella

L’astronauta Cheli a Giaveno

 IN PIAZZA MAUTINO UNA SERATA D’ECCELLENZA ANCHE CON L’INGEGNERE WALTER CUGNO

Giovedì 18 giugno alle ore 21, in Piazza Mautino, Giaveno ospiterà un evento di straordinario prestigio dedicato all’esplorazione spaziale e alle nuove frontiere della ricerca aerospaziale.

L’incontro, dal titolo “Dalla Terra alla Luna, destinazione Marte. Dal programma Apollo ad Artemis: le nuove sfide dell’esplorazione spaziale“, vedrà protagonisti due personalità di rilievo internazionale: Maurizio Cheli, astronauta, ufficiale e pilota collaudatore, e Walter Cugno, una delle figure più autorevoli dell’industria aerospaziale europea.

A moderare la serata sarà Antonio Lo Campo, giornalista de La Stampa e tra i più apprezzati divulgatori italiani del settore spaziale.

L’appuntamento offrirà al pubblico l’opportunità di compiere un viaggio attraverso oltre mezzo secolo di esplorazione spaziale: dalle missioni Apollo che portarono l’uomo sulla Luna alle nuove sfide del programma Artemis, che punta a riportare l’umanità sul nostro satellite e a preparare il futuro approdo su Marte.

Tra i protagonisti dell’incontro, Maurizio Cheli rappresenta una delle pagine più importanti della storia astronautica italiana. Selezionato dall’Agenzia Spaziale Italiana e dall’Agenzia Spaziale Europea, nel 1996 partecipò alla missione STS-75 dello Space Shuttle Columbia, diventando il primo italiano a ricoprire il ruolo di Mission Specialist, astronauta professionista incaricato della gestione operativa della missione. Durante la sua carriera ha inoltre ricoperto importanti incarichi come pilota collaudatore e dirigente nel settore aeronautico e aerospaziale.

Accanto a lui sarà presente il giavenese Walter Cugno, protagonista assoluto dello sviluppo dell’industria spaziale europea, già Vice Presidente del Dominio Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space e Vice Presidente del Distretto Aerospaziale Piemonte. Nel corso della sua carriera ha contribuito alla realizzazione di alcuni dei più importanti programmi spaziali internazionali, dalla Stazione Spaziale Internazionale ai moduli destinati all’esplorazione lunare e alle future missioni verso Marte. Un curriculum che gli è valso recentemente il conferimento della Laurea Magistrale Honoris Causa in Ingegneria Aerospaziale da parte del Politecnico di Torino.

“Siamo particolarmente felici e onorati di aver ricevuto la disponibilità dell’Ingegner Walter Cugno a partecipare a questa serata e grazie a lui avere l’occasione di ascoltare anche un astronauta italiano, Maurizio Cheli. Per Giaveno è motivo di grande orgoglio poter contare tra i propri concittadini una personalità che ha contribuito in modo così significativo ai principali programmi spaziali internazionali e che rappresenta una delle eccellenze italiane più riconosciute nel mondo. Il settore aerospaziale rappresenta oggi una delle eccellenze strategiche del territorio torinese e piemontese, con la presenza di alcune delle più importanti aziende europee e con un indotto che continua a crescere, creando occupazione qualificata e nuove opportunità professionali. Crediamo che avvicinare i nostri giovani a questi temi possa essere uno stimolo importante per il loro futuro. Chissà che tra gli studenti e i ragazzi che parteciperanno a questa serata non ci sia anche un futuro ingegnere aerospaziale, un ricercatore o magari, un giorno, il primo astronauta giavenese.” dichiara il Sindaco Stefano Olocco.

L’evento arriva in un momento storico in cui lo spazio è tornato prepotentemente agli onori della cronaca internazionale. Le nuove missioni del programma Artemis, che porteranno nuovamente l’uomo sulla Luna e apriranno la strada alle future esplorazioni di Marte, stanno riaccendendo l’entusiasmo e l’interesse delle nuove generazioni. Tra i protagonisti delle prossime missioni figura anche l’astronauta italiano Luca Parmitano, a conferma del ruolo sempre più importante che il nostro Paese sta conquistando nel panorama spaziale mondiale.

L’Amministrazione comunale invita cittadini, famiglie, studenti e appassionati a partecipare a questa occasione unica di incontro con due protagonisti che hanno vissuto e contribuito a costruire in prima persona alcune delle più importanti pagine della storia dell’esplorazione spaziale.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

“Dopo 14 anni si chiude un capitolo: il mio saluto alla Rear”

Caro direttore,

ci sono esperienze di lavoro che diventano molto più di un semplice impiego. La Rear, per me, è stata questo per 14 anni.
Oggi si chiude un percorso importante della mia vita professionale, fatto di impegno, crescita e soprattutto di persone.
Entrai con entusiasmo e curiosità e lascio con gratitudine per tutto ciò che ho vissuto. In questi anni ho condiviso giornate, sfide e soddisfazioni con colleghe e colleghi che sono diventati una vera famiglia.
La Rear è una grande famiglia che non lascia indietro nessuno, un valore che ho potuto vivere ogni giorno e che resterà tra gli insegnamenti più importanti del mio percorso.
Un pensiero sincero va alle colleghe e ai colleghi con cui ho condiviso questo cammino: il vostro sostegno, la vostra umanità e la vostra presenza quotidiana hanno reso speciale ogni momento.
Un ringraziamento sentito anche ai responsabili, per la fiducia, il supporto e la guida dimostrata nel corso degli anni.
Porto con me ricordi, legami e insegnamenti che resteranno sempre parte della mia storia.
A tutti, il mio grazie più sincero.

Enzo Grassano
Giornalista pubblicista già dipendente Rear

Inaugurato il percorso di Guglielmo da Volpiano

Storia, accessibilità e rete territoriale per valorizzare le radici di territorio

Sono stati inaugurati  sabato 13 giugno 2026, a Volpiano i nuovi pannelli turistico-informativi dedicati alla figura di Guglielmo da Volpiano, il monaco benedettino protagonista dell’Europa monastica dell’XI secolo. L’iniziativa ha rappresentato una nuova tappa del progetto di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio, attraverso strumenti innovativi e inclusivi che accompagneranno cittadini e visitatori alla scoperta delle proprie radici.

Il percorso è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Volpiano, l’Associazione Terra di Guglielmo ODV e tabUi – piattaforma digitale specializzata nella promozione dei territori – e si sviluppa attraverso una rete di pannelli informativi accessibili ed è culminato in una camminata storica fino all’Abbazia di Fruttuaria, nel vicino Comune di San Benigno Canavese.

L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: promuovere le eccellenze storiche e culturali locali e garantire un’accessibilità reale ai contenuti grazie a strumenti digitali innovativi, come audioguide e approfondimenti consultabili tramite smartphone.

Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco di Volpiano, Giovanni Panichelli, che ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: «L’inaugurazione di questi pannelli rappresenta un gesto semplice ma significativo, perché rende accessibile a tutti un pezzo della nostra storia comune. Conoscere le proprie radici è un passaggio fondamentale per costruire una comunità forte e capace di affrontare le sfide del futuro».

Il sindaco ha inoltre evidenziato il carattere corale del progetto, ringraziando i numerosi partner, le associazioni e tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione mettendo a disposizione competenze, documentazione e, soprattutto, passione. «La passione per la storia e per le proprie radici non è qualcosa di scontato: richiede impegno, cura e perseveranza», ha affermato.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, la consigliera regionale Paola Antonetto, presidente della Commissione Cultura della Regione Piemonte; il vicesindaco di San Benigno Canavese Michele Cavapozzi; l’assessora alla Cultura del Comune di Volpiano Barbara Sapino; rappresentanti delle associazioni coinvolte e numerosi cittadini.

Il vicesindaco di San Benigno Canavese ha evidenziato come il progetto rappresenti un esempio concreto di collaborazione istituzionale: «Due Comuni e due comunità che si uniscono per custodire e tramandare le proprie radici. Le nostre radici sono la nostra storia e ciò che oggi siamo è il frutto di quanto chi ci ha preceduto ci ha lasciato».

Anche la consigliera regionale Paola Antonetto ha espresso apprezzamento per l’iniziativa: «Momenti come questo rendono orgogliosi del patrimonio storico, culturale e architettonico del Piemonte. È importante riscoprire e valorizzare questi spazi, rendendoli vivi e accessibili».

L’assessora alla Cultura Barbara Sapino ha ricordato come il progetto abbia saputo creare una rete virtuosa tra istituzioni, associazioni e realtà del territorio, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Oltre ai pannelli informativi, il percorso prevede infatti ulteriori azioni di valorizzazione, tra cui la realizzazione di un murale in collaborazione con la confraternita e la parrocchia e la produzione di materiali divulgativi dedicati ai più giovani, tra cui un fumetto digitale già presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Fondamentale anche il contributo dell’Associazione Terra di Guglielmo ODV. Il presidente Luigi Camoletto ha illustrato le caratteristiche dei nuovi strumenti: «Abbiamo realizzato pannelli che raccontano la storia di Guglielmo e del territorio, integrandoli con audioguide e contenuti digitali pensati per essere utilizzati da tutti. Con un semplice click è possibile ascoltare la storia passeggiando tra questi luoghi, approfondire i contenuti e visualizzare immagini e documenti. Un’esperienza completa, intuitiva e realmente inclusiva».

I pannelli raccontano, in particolare, il legame tra Volpiano e l’Abbazia di Fruttuaria attraverso il percorso storico della cosiddetta “Stratella”, l’antica via che collegava il territorio alle principali direttrici medievali.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione territoriale “Territori in Luce” finanziata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, e conferma la volontà delle istituzioni locali di investire nella cultura come strumento di coesione sociale, promozione turistica e trasmissione della memoria collettiva.

Con questo nuovo percorso, Volpiano e San Benigno Canavese rafforzano il loro legame, trasformando la storia condivisa in un’opportunità di crescita culturale, partecipazione e sviluppo per l’intero territorio.

 

Crisi vino, le attese degli agricoltori

I tavoli regionali di consultazione sono importanti e utili, ma chi deve decidere è la politica. Il momento del vino è tale da non consentire più alcun tentennamento. Dopo aver ascoltato tutti, ci aspettiamo che l’assessore regionale all’Agricoltura decida, ben sapendo che non potrà dare ragione a tutti. Rispetto a un anno fa, nulla è cambiato, se non che la situazione è ulteriormente peggiorata, perché le vigne non hanno il rubinetto che si può chiudere per limitare i danni. Il momento non è facile per nessun settore, oltre a chiedere il comparto del vino deve saper assumere le proprie responsabilità.

È questa in estrema sintesi la posizione espressa dal Gruppo di interesse economico Viticoltura di Cia Agricoltori Italiani Piemonte e Valle d’Aosta dopo l’incontro di mercoledì pomeriggio con l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo, Paolo Bongioanni.

La rappresentanza dell’Organizzazione agricola regionale presieduta da Gabriele Carenini esorta la Regione a cogliere l’occasione della crisi per riprogrammare il comparto vitivinicolo, non soltanto in funzione dell’emergenza di oggi, ma guardando al futuro da qui ai prossimi dieci anni, tenendo conto dei tempi richiesti dalla natura per adeguarsi alle nuove esigenze produttive del settore.

Nell’immediato, l’indicazione è di utilizzare tutte le risorse disponibili per la vendemmia verde e di contingentare al massimo al 5 per cento i superi, se non abolirli. In sostanza, non diminuire le rese, ma togliere i superi.

Va detto, secondo i rappresentanti regionali del settore vitivinicolo di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, che le criticità del settore non sono riscontrabili ovunque in Piemonte con la medesima gravità, però bisogna fermare e programmare estirpi e nuovi impianti secondo le necessità specifiche caso per caso.

Rimane un punto fermo per l’Organizzazione agricola la richiesta che le risorse pubbliche destinate all’agroindustria vengano indirizzate esclusivamente alle realtà che impiegano materie prime piemontesi. Analogamente, viene auspicato il rispetto di un “patto non scritto tra gentiluomini” che impegni i soggetti beneficiari degli aiuti pubblici a riconoscere ai loro conferitori un prezzo minimo delle uve non inferiore a 90 centesimi al chilo, per restituire dignità al lavoro del viticoltore, che non fa solo vino, ma è il perno di un sistema complesso di tutela dell’ambiente e della biodiversità, oltre che della promozione turistica, una componente sempre più rilevante per l’economia locale. Alla Regione, è stato inoltre richiesto uno sforzo per superare il momento di crisi relativo all’aumento delle giacenze.

Visto tutto il lavoro compiuto sulle Doc piemontesi (fascette, Sian, fascicolo, eccetera), sarebbe opportuno avere a disposizione dai Consorzi i dati dell’imbottigliato e del fascettato, perché dai dati si capiscono tante cose ed insieme si possono fare dei ragionamenti.