


Il Gruppo Pattern annuncia con orgoglio di aver ottenuto la prestigiosa certificazione Leed V 4 Leadership in Energy and Environmental design for Building design and Construction Livello Platinum per il Head Quarters di Torino, inaugurato nell’ottobre 2025, raggiungendo un punteggio di 85/110 punti. Si tratta del massimo livello previsto dal protocollo internazionale che attesta le eccellenze in termini di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e qualità degli spazi.
“Questo percorso rappresenta il traguardo verso un modello di crescita sempre più responsabile spiega Franca Di Carlo, plant manager del Gruppo Pattern – e rappresenta per noi motivo di grande soddisfazione, ancora di più se pensiamo che nel contesto italiano i circa 30 edifici che hanno raggiunto il livello Leed Platinum soltanto dieci hanno ottenuto un risultato superiore o uguale a quelli di Gruppo Pattern. Tra questi, i siti industriali come il nostro, rappresentano una quota limitata, rendendo questo traguardo ancora più significativo. L’Head Quarters per noi non è solo un sito operativo, ma la nostra casa, uno spazio in cui soluzioni volte alla sostenibilità si integrano per il benessere delle persone”.
Il programma di certificazione Leed è sviluppato da U.S. Green Building Council e sottoposto a verifica tecnica e review da parte da Green Business Certification Inc. Si tratta di uno dei più quotati organismi di certificazione nel settore. Il punteggio Leed V 4 BD + C è calcolato sulla base di nove categorie che analizzano ampiamente le performance ambientali dell’edificio fornendo dati verificabili.
Tra i principali elementi che hanno portato il Gruppo al raggiungimento della certificazione Leed Platinum figurano l’elevata efficienza energetica, l’uso di fonti rinnovabili, la gestione delle risorse idriche e la qualità degli ambienti interni. Determinante anche il lavoro sulla tassonomia europea, che ha consentito di rendere tracciabili i dati, in linea con i criteri della finanza sostenibile.
Un violento impatto a catena tra un’ auto contro un’ altra ha animato il tardo pomeriggio di ieri in via Rovereto, nel tratto compreso tra gli incroci con via Mombarcaro e via Barletta. Un’Audi con a bordo una famiglia è finita contro una Fiat Panda parcheggiata, ha urtato i cassonetti dei rifiuti e ha concluso la sua corsa sfondando la vetrina di un centro massaggi.
L’incidente, avvenuto senza feriti gravi, ha richiesto l’intervento immediato della polizia locale per i rilievi tecnici, supportata da altre forze dell’ordine e dai vigili del fuoco. Sul posto, le operazioni di soccorso e rimozione dei veicoli si sono concluse senza complicazioni ulteriori.
Le cause dell’urto sono al vaglio degli agenti, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area.
VI.G
È stato ufficialmente istituito l’ODAC – Osservatorio Regionale Piemonte dell’impatto del digitale su apprendimento e sviluppo cognitivo, una nuova piattaforma di cooperazione interistituzionale, dedicata allo studio dell’impatto delle tecnologie digitali sulle capacità cognitive e sul capitale umano.
Alla luce delle ripercussioni sempre più critiche che la sfera digitale sta provocando, in particolar modo, sulla vita e sulla psicologia delle nuove generazioni – basti guardare alle recenti condanne negli States di Meta e Google per aver causato dipendenza dai social – questa mattina è stata presentata al Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino l’iniziativa creata appositamente a livello regionale – e probabilmente una delle prime in Italia – per studiare e prevenire il fenomeno.
L’Osservatorio è stato creato grazie all’Assessorato Politiche Sociali della Regione Piemonte, Distretto Rotary 2031, SAA – Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Torino, Dipartimento di Management dell’Università di Torino, Unione Industriali Torino, Confindustria Piemonte, Fondazione HPL e CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà e si propone come uno strumento permanente di analisi, studio e supporto alle politiche pubbliche.
Opererà su più fronti, coniugando ricerca, analisi dei dati e interventi concreti sul territorio, mettendo al centro dell’attività la raccolta e l’elaborazione di dati a livello regionale e la costruzione di indicatori dedicati al capitale cognitivo, affiancate da studi interdisciplinari e dal confronto con le migliori esperienze internazionali.
Accanto alla ricerca, saranno sviluppate linee guida per scuole, imprese e pubbliche amministrazioni, insieme a progetti pilota e sperimentazioni territoriali mentre grande attenzione sarà riservata anche alla dimensione educativa, con programmi rivolti a genitori, docenti, caregiver e campagne di comunicazione per promuovere un uso più consapevole degli strumenti digitali.
Inoltre, sul piano degli interventi concreti, sono previsti programmi strutturati di educazione digitale nelle scuole, iniziative formative dedicate a famiglie e insegnanti oltre alla diffusione di modelli educativi innovativi basati su evidenze scientifiche.
Un focus specifico sarà dedicato al “brain rot digitale”, il termine con cui si indica l’insieme degli effetti cognitivi e comportamentali, derivanti da un’esposizione prolungata a contenuti digitali ad alta stimolazione e basso valore informativo, con possibili conseguenze quali la riduzione della capacità attentiva, l’impoverimento del pensiero critico e l’alterazione dei processi decisionali.
Al fine di favorire il raggiungimento dei suoi obiettivi, l’Osservatorio si è dotato di un Comitato Scientifico composto da esperti designati dagli enti partecipanti quali: Regione Piemonte, SAA – Scuola di Amministrazione Aziendale, Dipartimento di Management dell’Università di Torino, Fondazione HPL ETS e Associazione CPD ODV.
Alla conferenza di presentazione dell’Osservatorio sono intervenuti: Maurizio Marrone – Vicepresidente Regione Piemonte e Assessore Politiche Sociali, Marco Gay – Presidente Unione Industriali Torino, Maurizio Montagnese – Presidente Fondazione HPL e CPD, Riccardo Petrignani – Amministratore Delegato SAA, Felice Invernizzi – Governatore Distretto Rotary 2031, Orazio Pirro – Responsabile Scientifico Fondazione HPL e Paola De Vincentiis – Direttrice Dipartimento di Management Università di Torino.
Con la nascita dell’Osservatorio, la Regione Piemonte si pone all’avanguardia a livello nazionale nel promuovere politiche basate su evidenze scientifiche per la tutela del capitale cognitivo, con un approccio integrato che unisce ricerca, ascolto, prevenzione e intervento mirato sul territorio.
“Le tecnologie digitali – dichiara Maurizio Marrone, Vicepresidente della Regione Piemonte – sono uno strumento e come tale possono aiutare le nuove generazioni nello studio, nella ricerca e nelle relazioni interpersonali, così come ridurre invece la capacità di apprendimento, la concentrazione e quindi la produttività. Sta tutto nella consapevolezza e nella padronanza del fenomeno, che in Piemonte diventa per la prima volta oggetto di osservazione, approfondimento e sperimentazione grazie ad un’ampia rete di collaborazione tra l’istituzione regionale, terzo settore e privato profit”.
Nelle giornate di martedì 12 e mercoledì 13 maggio, dalle ore 9.30 alle 16.30, il sottopasso Grosseto sarà chiuso al transito veicolare in entrambe le direzioni di marcia.
La chiusura si rende necessaria per consentire l’esecuzione di lavori straordinari di manutenzione degli impianti di sicurezza.
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Sempre da lunedì 11 maggio, salvo maltempo, inizieranno i lavori di rifacimento della sede stradale in via Tripoli, nel tratto compreso tra largo Tirreno e piazza Santa Rita. Il cantiere procederà per fasi: prima sarà rimossa la vecchia pavimentazione, poi verrà steso il nuovo asfalto e rifatta la segnaletica orizzontale. L’obiettivo è completare l’intervento entro il 20 maggio, in vista della festa di via. Durante i lavori la carreggiata sarà parzialmente ridotta e potranno verificarsi rallentamenti.
Per consentire le operazioni in sicurezza saranno attivi divieti di sosta nelle aree interessate dal cantiere. Nelle ore serali sarà comunque possibile parcheggiare e, compatibilmente con l’avanzamento dei lavori, la sosta potrà essere consentita anche in alcune fasce della giornata. Non sono previste deviazioni delle linee del trasporto pubblico locale, anche se alcune fermate potranno essere temporaneamente spostate. Per agevolare la circolazione saranno presenti movieri per la gestione del traffico.
Mercoledì 13 maggio fino prenderanno invece il via i lavori in corso Moncalieri, dove nel tratto compreso tra il Ponte Isabella-viale San Vito e via Febo è prevista la realizzazione dell’ampliamento del marciapiede sul lato est, fino in prossimità dell’accesso al Parco Leopardi, oltre al rifacimento dell’asfalto.
Per tutta la durata del cantiere la carreggiata sarà ridotta da quattro a due corsie complessive, una per senso di marcia. È inoltre prevista la chiusura del marciapiede lato collina e sarà in vigore il divieto di sosta lungo la carreggiata.
I lavori in corso Moncalieri rientrano nel piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, che nei prossimi 18 mesi porterà all’apertura di oltre 140 cantieri in tutta la città grazie a un investimento complessivo di 32 milioni di euro sostenuto da Fondazione CRT.
Tutti gli interventi si inseriscono nel più ampio quadro dei cantieri attivi in città. Si invitano i cittadini a prestare attenzione alla segnaletica provvisoria e, quando possibile, a scegliere percorsi alternativi.
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Foto Lori Barozzino
Dopo un incidente stradale una donna di 48 anni e la figlia di 12 anni sono state ricoverate in prognosi riservata all’ospedale Maggiore di Novara. La vettura guidata dalla donna si è ribaltata autonomamente sulla la tangenziale di Novara, in direzione di Vercelli. In auto anche altre due bambine, di dieci e otto anni, ma non sono in condizioni preoccupanti.
Fondazione AIEF in collaborazione con Fondazione Sviluppo e Crescita CRT. Fondazione AIEF inaugura la fattoria con i mini pony al Castello di Lucento e festeggia 5 anni di attività.
TORINO – Fondazione AIEF celebra il suo quinto anniversario con una grande festa al Castello di Lucento, luogo simbolo dell’azione rigenerativa che ha promosso in questi anni nelle periferie torinesi. Durante l’evento è stata inaugurata la nuova fattoria del Castello con i mini pony che ospiterà attività didattiche, educative e riabilitative rivolte in particolare a bambini e ragazzi con fragilità.
Ha, inoltre, preso il via l’edizione 2026 di AmMira Festival, il Festival rigenerativo promosso nelle periferie di Torino da Fondazione AIEF con il sostegno di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, ente impact oriented di Fondazione CRT: dal 9 maggio al 7 agosto, il Festival propone oltre 50 appuntamenti tra incontri, laboratori, spettacoli e momenti di partecipazione, coinvolgendo oltre 30 enti e associazioni, scuole, cittadini e istituzioni. Una programmazione trasversale rivolta a pubblici diversi, ospitata tra il Castello di Lucento e il Centro AIEF Mirafiori, che conferma AmMira non solo come calendario culturale e aggregativo, ma come percorso continuativo di ascolto e co-progettazione, parte integrante del modello rigenerativo di comunità. Il Festival, infatti, attiva processi strutturati di partecipazione e raccolta dati qualitativi, grazie a questionari somministrati durante gli eventi e ai successivi processi di analisi e mappatura, utili a intercettare bisogni e desideri dei quartieri e a orientare interventi futuri di riqualificazione urbana, sviluppo di servizi e rigenerazione sociale. AmMira Festival Mirafiori è anche parte del programma “ESTATE A SUD 2026: TORINO, CHE SPETTACOLO, CHE BELLA ESTATE!” promosso dalla Città di Torino e dalla Fondazione per la Cultura.
“La fattoria del Castello è un nuovo spazio che amplia l’offerta progettuale di Fondazione AIEF, rafforzando il legame tra natura, cura, relazione e percorsi di autonomia. Nasce nell’ambito di AmMira, che è molto più di un Festival: è un processo che si rinnova e cresce ogni anno insieme ai quartieri, un’occasione concreta per costruire legami, raccogliere bisogni reali e trasformarli in azioni e servizi duraturi” dichiara Tommaso Varaldo, Presidente di Fondazione AIEF. “È questo il senso del modello AIEF: ascoltare, co-progettare e restituire valore al territorio attraverso percorsi condivisi”.
“Cinque anni celebrati al Castello di Lucento, luogo che è diventato un esempio virtuoso di socialità, inclusione e impegno per i giovani e le famiglie, dove si creano legami e comunità. Continuiamo a sostenere realtà come questa che ogni giorno costruiscono relazioni, reti e futuro” ha scritto sui social, commentando la sua partecipazione all’evento, il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.
“Con il sostegno ad AIEF – sottolinea la Presidente Cristina Di Bari – la Fondazione Sviluppo e Crescita CRT riafferma il proprio impegno nel promuovere progetti di rigenerazione territoriale che siano motori di cambiamento. Il nostro obiettivo è intercettare i bisogni reali delle persone attraverso azioni a impatto che offrano risposte concrete a tutte le fasce della popolazione, dall’infanzia alla terza età, promuovendo una comunità sempre più coesa e collaborativa, mettendo al centro il legame tra le generazioni e la solidità del tessuto sociale.”
A conferma dell’impatto sociale del festival, nelle prime tre edizioni AmMira ha realizzato oltre 120 eventi, coinvolgendo 50 enti e circa 6.000 partecipanti. Da queste edizioni sono nati servizi strutturati e continuativi come il Centro Diurno Aggregativo AIEF, dedicato alla prevenzione dell’isolamento degli anziani e delle malattie neurodegenerative, e l’Orto didattico urbano e la fattoria del Castello di Lucento, esempi concreti di come il Festival rappresenti un motore di rigenerazione e non solo un evento temporaneo.
Il programma completo è disponibile su www.fondazioneaief.org. Per aggiornamenti e contenuti si possono seguire le pagine social @ammirafestival.
FONDAZIONE AIEF
Fondazione AIEF si dedica al sostegno di persone fragili e alla promozione di comunità inclusive e solidali attivando progetti sociali nelle periferie di Torino. Nelle sue sedi, il Centro AIEF di Mirafiori e il Castello di Lucento, si sviluppano attività educative e riabilitative dedicate alle fragilità di bambini e adolescenti, interventi di contrasto alle povertà e alla dispersione scolastica, progetti a supporto delle vulnerabilità degli anziani e percorsi di formazione lavorativa per persone con disabilità. Tra il 2022 e il 2025 i progetti AIEF hanno accolto 219 minori con fragilità, 512 persone vulnerabili, 1.650 bambini in povertà economica, 3.800 studenti in percorsi educativi e oltre 2.470 nuclei familiari bisognosi. Una valutazione d’impatto, promossa dalla Fondazione nell’ambito di AmMira Festival 2025, per misurare in modo strutturato gli effetti generati dai progetti, ha stimato che, a fronte di 1,4 milioni di euro di donazioni raccolte e investite nelle attività, il valore economico generato per il territorio supera i 4 milioni di euro e il 79% dei beneficiari delle progettualità AIEF dichiara un miglioramento significativo della propria qualità della vita. Accanto ai progetti educativi e di inclusione sociale, c’è l’impegno di AIEF nella trasformazione di spazi abbandonati. Come realizzato per il Centro AIEF a Mirafiori e il Castello di Lucento, oggi Centri di Protagonismo Giovanile e punti di riferimento per il territorio, la Fondazione promuove interventi di riqualificazione urbana e rigenerazione sociale. Fondazione AIEF è un ente no profit nato nel 2021 per volontà di Tommaso Varaldo, grazie alla donazione delle opere d’arte di Eugenio Bolley che ne costituiscono il patrimonio. Sostiene il proprio operato con il contributo di imprese, fondazioni e benefattori attraverso donazioni, lasciti e il 5×1000.
Dall’11 al 17 maggio si celebra la Settimana Mondiale per la Riduzione del Consumo di Sale, iniziativa internazionale promossa dalla World Action on Salt, Sugar and Health (WASSH) per sensibilizzare cittadini, istituzioni, industria alimentare e ristorazione sull’importanza di limitare l’assunzione di sale nella dieta quotidiana.
L’edizione 2026 richiama ancora una volta l’attenzione su un obiettivo semplice ma fondamentale per la salute pubblica: ridurre progressivamente il consumo di sale per prevenire ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, ictus e altre patologie croniche.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il consumo di sale raccomandato non dovrebbe superare i 5 grammi al giorno, equivalenti a circa un cucchiaino. Tuttavia, nella popolazione generale l’assunzione media risulta ancora nettamente superiore ai livelli consigliati.
Un consumo eccessivo e prolungato di sale può infatti favorire l’aumento della pressione arteriosa e rappresenta uno dei principali fattori di rischio per infarto, ictus e insufficienza cardiaca. Ridurre anche solo gradualmente la quantità di sale nella dieta può invece portare benefici significativi per la salute, sia negli adulti sia nei bambini.
Come ridurre il consumo di sale
La riduzione del sale non significa rinunciare al gusto. Piccoli cambiamenti quotidiani possono contribuire in modo importante a migliorare la qualità dell’alimentazione:
preferire alimenti freschi e poco processati;
leggere le etichette nutrizionali e confrontare il contenuto di sale nei prodotti;
limitare il consumo di snack salati, insaccati, prodotti pronti e salse;
utilizzare erbe aromatiche, spezie, limone e aromi naturali per insaporire i cibi;
evitare di aggiungere sale a tavola, favorendo soprattutto nei più giovani l’abitudine a sapori meno salati.
Particolare attenzione deve essere rivolta anche all’alimentazione infantile: abituare i bambini fin da piccoli a consumare meno sale aiuta a costruire corrette abitudini alimentari e contribuisce alla prevenzione delle malattie croniche in età adulta.
L’impegno della Regione Piemonte
La promozione di corrette abitudini alimentari rientra tra gli obiettivi del Piano Regionale della Prevenzione, attraverso programmi e iniziative dedicati alla sana alimentazione e alla riduzione dei principali fattori di rischio per la salute.
In Piemonte il tema della riduzione del consumo di sale è affrontato nell’ambito del programma “Alimenti e Salute”, che coinvolge servizi sanitari, scuole, amministrazioni locali, ristorazione collettiva e operatori del settore alimentare in azioni di sensibilizzazione e promozione di stili di vita salutari.
L’obiettivo è favorire una cultura alimentare più attenta e sostenibile, attraverso interventi concreti che coinvolgano sia il singolo cittadino sia i contesti collettivi, come scuole, mense e luoghi di lavoro.
Informazioni e approfondimenti