CRONACA- Pagina 2

Riapre al pubblico la piscina Colletta. Più accessibile, moderna e sicura

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Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del sindaco Stefano Lo Russo, dell’assessore allo Sport e al Tempo libero Domenico Carretta e del presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri.

La riapertura segna la conclusione dei lavori di manutenzione straordinaria realizzati nell’ambito del Piano Integrato Urbano della Città di Torino, promosso dal Ministero dell’Interno e finanziato con circa 2 milioni e 280mila euro. Misura che, nel suo complesso, ha previsto interventi di riqualificazione e manutenzione straordinaria su cinque impianti sportivi comunali.

“Sono ormai centinaia le opere realizzate con fondi europei che abbiamo completato e stiamo inaugurando in queste settimane – ha commentato il sindaco Stefano Lo Russo -. Oggi siamo alla piscina Colletta che da domani sarà riaperta al pubblico in una nuova veste, completamente rinnovata, per dare a questa zona della città un luogo di aggregazione, di sport e di riparo dal caldo estivo. Dietro ogni inaugurazione ci sono grande impegno e lavoro di squadra che hanno permesso in questi anni di aprire numerosi cantieri di riqualificazione per piscine ma anche scuole, biblioteche, giardini, fino a progetti molto più grandi come la nuova Biblioteca Civica Centrale del Valentino. Interventi che portiamo a termine con soddisfazione e che restituiranno alla cittadinanza spazi di aggregazione positiva”.

I lavori alla piscina Colletta hanno riguardato il completo rifacimento della piscina esterna e di parte della spiaggia, oltre alla razionalizzazione dei componenti tecnici dell’impianto. All’interno della struttura sono stati inoltre realizzati interventi di ammodernamento della piscina coperta da 25 metri, con la sostituzione del rivestimento in piastrelle della vasca, la riqualificazione degli spogliatoi, dei servizi igienici e delle docce, il rinnovo dell’impiantistica idraulica e della rete di scarico e l’aggiornamento dei sistemi tecnologici per il trattamento delle acque, compresa la realizzazione di una nuova vasca di compenso.

“Con la restituzione della piscina Colletta alla cittadinanza riconsegnamo un impianto storico completamente rinnovato, più sicuro e accessibile a tutti e completiamo il quadro delle piscine estive aperte in tutta la città per la stagione estiva – ha aggiunto l’assessore Domenico Carretta -. Grazie ai fondi PNRR siamo riusciti a fare un salto di qualità importante: questo impianto rappresenta un tassello fondamentale della nostra idea di sport, diritto all’inclusione, alla socialità e al benessere per ogni fascia d’età, a partire dai più giovani che qui troveranno spazi moderni e accoglienti”.

La piscina esterna di 50 metri dispone di un ampio solarium e di un’area verde di circa 2 ettari; l’impianto è pienamente accessibile, non ha barriere architettoniche ed è dotato di una sedia elevatrice che consente l’ingresso in acqua alle persone con difficoltà motorie. Durante gli orari di apertura sarà inoltre attivo il servizio bar, mentre l’assistenza ai bagnanti sarà garantita da US-Acli.

“L’apertura della vasca estiva da 50 metri della piscina Colletta è un traguardo importante – hanno commentato il presidente Luca Deri e i coordinatori Ferdinando D’Apice e Silvio Sabatino -. Grazie ai fondi PNRR abbiamo deciso di investire sugli impianti sportivi di base per consentire alla cittadinanza di praticare sport in impianti funzionali e moderni. Infatti oltre alle due piscine della Colletta siamo intervenuti rifacendo il campo da calcio in sintetico della Cittadella e gli spogliatoi della palestra Cecchi”.

L’impianto di via Ragazzoni 5 sarà aperto al pubblico da domani, sabato 20 giugno. Dal lunedì a venerdì la piscina sarà aperta dalle 13 alle 18, il sabato e nei giorni festivi dalle 11 alle 18; le mattine nei giorni feriali l’impianto sarà aperto esclusivamente per le attività dell’Estate Ragazzi. Ogni giorno, dalle 16 alle 18, le ragazze e i ragazzi in possesso della Torino Sport Card potranno accedere gratuitamente all’impianto, previa prenotazione sul sito dedicato. Per loro sarà riservata una delle sei corsie della vasca, con la presenza di un istruttore di nuoto dedicato.

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Neonato lasciato nella “culla per la vita” di Giaveno

Ieri un neonato è stato lasciato nella Culla per la vita di Giaveno. Il bimbo è in buone condizioni. Era avvolto in una coperta. Si tratta della prima volta che un bambino viene lasciato nella  struttura che sostituisce la storica ruota degli esposti, un’alternativa  all’aborto.

Arrestato con un chilo e mezzo di hashish

 La Polizia di Stato ha arrestato a Torino, nei giorni scorsi, un cittadino marocchino di 25 anni per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
L’attività è stata condotta da personale del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna con il supporto di una volante del Commissariato di P.S. Barriera di Milano. Nel corso dei servizi di controllo del territorio nel quartiere Madonna di Campagna, i poliziotti hanno avuto modo di notare un cittadino marocchino entrare ed uscire, con fare sospetto, da uno stabile nei pressi di via Reiss Romoli.
Sospettando che lo stesso fosse coinvolto in attività illecite legate al mondo dello spaccio, gli operatori lo hanno fermato per un controllo nei pressi del condominio, ma il giovane non ha esibito alcun documento di identità.
Insospettiti, gli operatori hanno approfondito gli accertamenti nei suoi confronti, rinvenendo nell’appartamento ove lo stesso abita da poche settimane 14 panetti di hashish, per un peso complessivo di 1,5 kg, occultati all’interno di uno zaino custodito nella camera da letto.
Nel corso dell’attività sono stati, inoltre, sequestrati oltre 2.200 euro in contanti, rinvenuti sia sull’arrestato che all’interno dell’abitazione, verosimilmente provento dell’attività di spaccio, nonché un telefono cellulare.
Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo, irregolare sul territorio nazionale, è stato tratto in arresto per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, associato presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari; pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato sino alla sentenza definitiva.

PNRR: a Rivalta rinasce il Castello degli Orsini

Il passato si fa spazio nel futuro a Rivalta di Torino, dove la consigliera della Città metropolitana di Torino Sonia Cambursano e il sindaco Sergio Muro hanno effettuato un sopralluogo istituzionale per verificare l’esito degli interventi realizzati presso il Castello degli Orsini, finanziati nell’ambito dei Piani Urbani Integrati del PNRR con uno stanziamento di 1.75 milioni di euro.
L’investimento ha consentito il recupero di una parte del prestigioso complesso storico rivaltese, restituendo ufficialmente alla cittadinanza nuovi spazi destinati ad attività culturali, sociali e aggregative. Si tratta di un intervento strategico che non solo valorizza il ricco patrimonio architettonico del territorio, ma crea al contempo nuove opportunità di incontro, partecipazione e fruizione pubblica.
“Il recupero del Castello degli Orsini rappresenta un esempio concreto di rigenerazione urbana: un bene storico che torna a vivere come spazio aperto alla comunità” ha commentato la consigliera metropolitana Sonia Cambursano, sottolineando l’importanza della sinergia tra gli enti per la messa a terra dei fondi europei.

A Palazzo Civico la mostra “Torino 1946 – 2026. Ottant’anni dal primo voto delle donne”

 

Mercoledì 17 giugno, è stata  inaugurata a Palazzo Civico la mostra “Torino 1946 – 2026. Ottant’anni dal primo voto delle donne”. L’esposizione fotografica sarà ospitata nella rinnovata Sala Carpanini e sarà visitabile dal 17 al 27 giugno. All’evento inaugurale saranno presenti la vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro, l’assessore alle Pari Opportunità Jacopo Rosatelli, la consigliera della Città metropolitana Sonia Cambursano, Marcella Filippa, direttrice della Fondazione Vera Nocentini e Franco Senestro, curatore della mostra.

In occasione dell’80° anniversario del primo voto delle donne in Italia, un traguardo storico che nel 1946 vide le cittadine partecipare per la prima volta alle elezioni per la Costituente, al Referendum istituzionale e alle consultazioni amministrative, la Città metropolitana di Torino ha messo a disposizione della Città una riedizione della mostra fotografica “Torino 1946 – 2016. Settant’anni dal primo voto delle donne”.

L’esposizione, che riscosse un grande successo dieci anni fa, viene riproposta oggi per testimoniare un passaggio epocale: la partecipazione femminile al voto non fu solo un atto politico, ma un evento rivoluzionario per il costume sociale, vissuto con un entusiasmo e una speranza che traspare nitidamente nei ritratti. La mostra, progettata per essere facilmente itinerante e adattabile a diversi spazi, è costituita da 12 pannelli (70×100 – 6 verticali e 6 orizzontali).

Il valore documentario degli scatti esposti è reso possibile dal prezioso lavoro di Franco Senestro, custode e proprietario dell’archivio “La Bottega del Ciabattino”. La storia di queste fotografie è un racconto di passione e intuizione che inizia nel 1983, durante la liquidazione della storica redazione della Gazzetta del Popolo in corso Valdocco a Torino.

“In seguito alla chiusura della redazione torinese, mentre cercavamo materiali tipografici per l’attività di mio padre, chiesi di vedere l’archivio fotografico situato nel solaio – racconta Senestro. -. In un armadio trovai sette scatole di negativi che il curatore fallimentare non aveva notato”.

Quel tesoro dimenticato si rivelò un patrimonio inestimabile: negativi che documentavano la vita di Torino tra il 1945 e il 1950, dai fatti di cronaca agli eventi politici, fino alle storiche immagini delle donne ai seggi il 2 giugno 1946. Un archivio che Senestro ha poi digitalizzato e catalogato con cura, dedicandolo alla memoria del padre, uomo coraggioso che nel 1942, nella sua vera bottega da ciabattino, faceva da basista per la Resistenza.

La qualità e l’autenticità di queste immagini hanno recentemente raggiunto il grande pubblico grazie alla collaborazione con la produzione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi.

“La produzione aveva visto le fotografie esposte proprio grazie alla mostra proposta dalla Città metropolitana di Torino nel 2016 – spiega Senestro -. Si cercavano riferimenti visivi autentici per ricostruire l’atmosfera del 1946, le code ai seggi e i volti delle donne che andavano a votare”. Il contributo dell’archivio è stato fondamentale per l’accuratezza storica della pellicola, tanto che il nome “Archivio La Bottega del Ciabattino” compare nei titoli di coda del film.

“La Città di Torino ha accolto più che volentieri la possibilità di ospitare questa bellissima mostra concessa dalla Città metropolitana. Si tratta di una serie di scatti che ricostruiscono nitidamente il clima in cui prese vita un fatto storico dalla valenza emancipativa dirompente – la vicesindaca di Torino Michela Favaro -. L’ingresso delle donne nella vita pubblica attiva del Paese ci ha traghettati verso una modernità fatta di impegno e civismo che, anche grazie a queste foto, non possiamo permetterci di sottovalutare o smettere di ricordare”.

“Questa mostra ci restituisce con straordinaria immediatezza il valore di una conquista che ha cambiato per sempre la storia del nostro Paese – dichiara l’assessore ai Diritti e alle Pari opportunità Jacopo Rosatelli -. Le immagini delle donne ai seggi nel 1946 raccontano non solo un diritto finalmente riconosciuto, ma l’inizio di un percorso di cittadinanza piena, di partecipazione e di emancipazione che ancora oggi siamo chiamati a rafforzare e difendere. Ricordare quel momento significa rinnovare l’impegno delle istituzioni per promuovere concretamente i diritti e le pari opportunità, contrastando ogni forma di discriminazione e lavorando per una società più giusta e inclusiva”.

“Il successo straordinario di questa iniziativa, che da febbraio sta girando instancabilmente tutto il nostro territorio, dimostra quanto ci sia ancora bisogno di memoria viva – spiega la consigliera di Città metropolitana Sonia Cambursano -. Ad oggi sono oltre 80 i Comuni che ne hanno fatto richiesta, a testimonianza di una comunità che vuole ricordare, riflettere e celebrare. Questa mostra parla di uguaglianza, parità e diritti conquistati a passo fermo grazie alle migliaia di donne che quel 2 giugno 1946 si sono messe in fila, con orgoglio, per esercitare il proprio diritto per la prima volta. È a tutte loro che dobbiamo la nostra democrazia, ed è ai nostri giovani e alle nostre giovani che oggi, attraverso il forte impatto visivo di queste storiche immagini, passiamo questo importante e imprescindibile testimone”.

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Spedizione punitiva: coppia malmenata sotto casa da un gruppo

Forse un regolamento di conti legato al mondo della droga è all’origine della violenta aggressione avvenuta all’alba di oggi in corso Siracusa, a Torino, quando quattro uomini e una donna si sono presentati sotto l’appartamento di una coppia. Pochi istanti dopo è scattato il violento pestaggio.

Secondo i carabinieri, le due vittime sono state prima raggiunte da spray urticante e colpite con calci e pugni. L’uomo, un 48enne, è stato raggiunto da una coltellata a un braccio. Inoltre i cinque aggressori hanno poi messo a soqquadro l’alloggio della coppia, situato al terzo piano del condominio, impossessandosi di denaro contante e telefoni cellulari.

Le urla provenienti dall’abitazione hanno svegliato diversi residenti della zona. Alcuni condomini hanno immediatamente allertato il 112, consentendo ai carabinieri del nucleo radiomobile di intervenire in pochi minuti e avviare le ricerche dei responsabili.

Poco tempo dopo nei giardini di piazza Omero, dove i militari hanno individuato alcune persone che tentavano di nascondersi dietro i cassonetti dei rifiuti. Si trattava dei presunti autori dell’assalto, arrestati sul posto con le accuse di rapina in concorso e lesioni aggravate.

Le vittime, il 48enne e la compagna di 36 anni, sono state affidate alle cure del personale del 118 e trasportate in ospedale.

Non è  chiaro al momento il movente dell’aggressione. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i rapporti tra la coppia e il gruppo arrestato.

Rapina in profumeria: due arresti

BORGO VITTORIA- La Polizia di Stato ha arrestato a Torino una cittadina rumena di 41 anni e un cittadino italiano di 49 anni, per tentata rapina impropria in concorso.
L’intervento è scattato a seguito della segnalazione pervenuta alla locale Centrale Operativa relativa a un tentativo di furto presso un esercizio commerciale di corso Grosseto. All’arrivo di una volante dell’U.P.G.S.P., è stata ricostruita la dinamica del fatto: l’addetto alla sicurezza aveva notato un uomo e una donna aggirarsi con atteggiamento sospetto tra gli scaffali del negozio e li aveva visti approfittare dell’assenza momentanea di una dipendente per prelevare diverse confezioni di profumo di elevato valore dal bancone, occultandoli all’interno di una borsa a tracolla.
Dopo aver oltrepassato le casse senza effettuare il pagamento della merce, entrambi sono stati fermati dall’addetto alla vigilanza, che ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112.
I due hanno tentato di guadagnarsi la fuga forzando una porta di emergenza e l’uomo si è avvento contro l’addetto alla sicurezza e contro due commesse che hanno cercato di impedirne l’allontanamento, riportando lievi contusioni ed escoriazioni agli arti superiori.
La successiva perquisizione personale ha consentito di recuperare la refurtiva, costituita da profumi e deodoranti di note marche per un valore complessivo di oltre 620 euro. La merce, interamente recuperata, è stata restituita al punto vendita.
Alla luce dei fatti, i due sono stati arrestati per tentata rapina impropria in concorso e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, associati presso la locale Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”.
L’arresto è stato convalidato, con applicazione per entrambi del divieto di dimora su Torino e provincia.

Commemorazione della Battaglia delle Alpi Monte Chaberton a Cesana Torinese

 

CESANA TORINESE – Sabato 20 e domenica 21 giugno si celebra l’86° anniversario della Battaglia delle Alpi Monte Chaberton, in ricordo dei fatti del giugno 1940 e di tutti i caduti.

Un evento curato dall’Associazione “Monte Chaberton – 515ª Batteria G.a.F.” con il

patrocinio del Ministero della Difesa, della Regione Piemonte, del Consiglio regionale, della

Città metropolitana di Torino e del Comune di Cesana Torinese e dell’Unione dei

Comuni Olimpici della Via Lattea.

La Commemorazione Storica Monte Chaberton dovrebbe tornare al suo doppio appuntamento dopo che lo scorso anno era stata annullata la salita in vetta a causa delle avverse condizioni meteo.

La prima fase della commemorazione è dunque in programma sabato 20 giugno dove alle ore 10.30 da piazza Vittorio Amedeo partirà la sfilata commemorativa per le vie del paese, diretta verso il monumento ai Caduti dello Chaberton. Qui si terrà la cerimonia ufficiale con l’alzabandiera e l’onore ai Caduti, seguita dal ricordo dei militari caduti presso la sezione militare del cimitero, insieme alle autorità, alle associazioni d’arma e ai Veterani della 40ª Batteria del Gruppo Artiglieria da Montagna “Susa d’fer”.

Nel pomeriggio, dalle ore 14 ci si sposta a Bardonecchia per le visite guidate alla mostra permanente “Guerra sulle Alpi” ospitata nel “Palazzo delle Feste” in piazza Valle Stretta 1.

Domenica 21 giugno, la commemorazione in vetta è in programma per le ore 11,30-12,30 in modo molto sobrio con un alzabandiera e gli onori ai Caduti con una rappresentanza rievocatori storici italiani e francesi. Ovviamente in caso di maltempo la salita in vetta non verrà effettuata. Nel pomeriggio alle ore 17,30 orario preciso della battaglia delle Alpi don Lorenzo Nanni, parroco di Genova, tornerà allo Chaberton per celebrare la Santa Messa in onore dei Caduti.

Per maggiori informazioni e per conoscere la storia della Batteria del Monte Chaberton si

può consultare il portale Internet www.montechaberton.it o rivolgersi all’indirizzo info@montechaberton.it

Troppo caldo, Torino colpita dai blackout

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Dalle prime settimane di giugno 2026 Torino è colpita da una serie di interruzioni dell’energia elettrica che hanno interessato diverse zone causando disagi a residenti, attività commerciali e servizi pubblici. Gli episodi, verificatisi in più giornate, anche ieri,  e in quartieri differenti, hanno riacceso il dibattito sull’affidabilità della rete elettrica urbana in un periodo segnato da temperature particolarmente elevate. I blackout si sono verificati in Crocetta, San Donato, corso Francia e altre zone. In alcuni casi le interruzioni hanno avuto ripercussioni anche sulla mobilità e sul normale svolgimento delle attività quotidiane, soprattutto nelle zone più densamente popolate.

Tra i fattori che potrebbero aver contribuito all’aumento dei disservizi vi è il forte incremento della domanda di energia registrato con l’arrivo del caldo estivo. L’utilizzo diffuso di climatizzatori e impianti di raffrescamento ha infatti determinato un carico maggiore sulla rete di distribuzione, già sottoposta a notevoli sollecitazioni durante le ore più calde della giornata.

Gli episodi di giugno si inseriscono in un contesto che aveva già mostrato segnali di criticità nelle settimane precedenti. Anche tra la fine di maggio e l’inizio dell’estate si erano verificati problemi analoghi in diverse zone della città, alimentando le preoccupazioni di cittadini e amministratori locali. La frequenza delle interruzioni ha spinto molti residenti a chiedere interventi mirati per prevenire ulteriori guasti nei mesi estivi.

Iren e’ al lavoro sui vari casi per individuare le cause dei malfunzionamenti e ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile

Polizia penitenziaria salva detenuto

 SAPPE,”PROFESSIONALITÀ E UMANITÀ EVITANO UNA TRAGEDIA”
 
Un tempestivo e coraggioso intervento del personale di Polizia Penitenziaria ha evitato una tragedia nel carcere di Torino, dove un detenuto marocchino di 28 anni ha tentato di togliersi la vita all’interno di una cella dell’infermeria.
A renderlo noto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che sottolinea come siano stati proprio gli agenti in servizio a scongiurare quella che sarebbe stata una morte pressoché certa. Accortisi immediatamente del gesto estremo, i poliziotti sono intervenuti con straordinaria prontezza: hanno dapprima reciso il rudimentale cappio che il detenuto aveva stretto attorno al collo (usando una maglietta) e, constatato l’arresto delle funzioni vitali, hanno iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare, praticando il massaggio cardiaco fino all’arrivo del personale sanitario, intervenuto con il defibrillatore. Grazie alla perfetta sinergia tra Polizia Penitenziaria e operatori sanitari è stato possibile salvare la vita dell’uomo.
«Ancora una volta – dichiara Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE per il Piemonte – i Baschi Azzurri dimostrano, ben oltre i loro compiti istituzionali, una professionalità, una preparazione e un senso di umanità straordinari. I nostri colleghi hanno affrontato una situazione drammatica con lucidità e sangue freddo, riuscendo a strappare un giovane alla morte. A loro va il più sincero ringraziamento del SAPPE e il riconoscimento per un intervento che rende onore all’intero Corpo di Polizia Penitenziaria.»
Il SAPPE evidenzia come episodi di questo genere confermino il ruolo essenziale svolto quotidianamente dalla Polizia Penitenziaria, chiamata non solo a garantire sicurezza e ordine negli istituti penitenziari, ma anche a intervenire in situazioni di emergenza sanitaria e di grave disagio psichico dei detenuti, spesso in condizioni di organici insufficienti e carichi di lavoro sempre più gravosi.
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime il proprio plauso agli agenti protagonisti del salvataggio. «La Polizia Penitenziaria continua a essere il presidio indispensabile della legalità e della sicurezza nelle carceri italiane. I nostri appartenenti, spesso lontano dai riflettori, salvano vite umane, gestiscono emergenze di ogni tipo e garantiscono il funzionamento degli istituti nonostante croniche carenze di personale e mezzi. L’episodio di Torino dimostra, ancora una volta, il valore umano e professionale delle donne e degli uomini del Corpo.»
Il SAPPE rinnova infine il proprio apprezzamento ai poliziotti intervenuti, il cui coraggio, la preparazione e il senso del dovere hanno consentito di evitare l’ennesima tragedia all’interno di un istituto penitenziario.