CRONACA- Pagina 2

Vol.To ETS e ARCI, supporto alle associazioni

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Si rafforza la rete del Terzo Settore torinese grazie al protocollo d’intesa firmato venerdì 10 aprile tra Vol.To ETS e ARCI Torino APS. Un accordo che mette a sistema competenze, reti e strumenti, con l’obiettivo di ampliare e qualificare i servizi a disposizione delle associazioni del territorio.

Il protocollo definisce una collaborazione operativa tra Vol.To ETS e ARCI Torino APS che rafforza in modo concreto il supporto alle associazioni. Vol.To garantisce l’accesso ai servizi del Centro Servizi per il Volontariato – formazione, consulenza e accompagnamento – ampliandone la qualità grazie all’integrazione di competenze specialistiche messe a disposizione da ARCI, mentre ARCI affianca direttamente le associazioni della propria rete, supportandole nelle pratiche e nei percorsi di accreditamento necessari per accedere a questi servizi. L’accordo prevede, inoltre, l’attivazione di uno sportello stabile di orientamento, percorsi formativi dedicati e consulenze su ambiti chiave come gestione degli spazi, sicurezza, somministrazione e spettacolo dal vivo, oltre a interventi di accompagnamento alla messa a norma delle sedi associative. Le due realtà lavoreranno così in modo coordinato alla programmazione e al monitoraggio delle attività, anche attraverso una commissione dedicata, con l’obiettivo di rendere i servizi più efficaci e aderenti ai bisogni delle associazioni.

Il protocollo si rivolge in particolare alle Associazioni di Promozione Sociale (APS), realtà molto diffuse sul territorio che promuovono attività culturali, sociali e ricreative, offrendo un supporto continuativo lungo tutto il percorso operativo, dall’orientamento iniziale alla gestione delle pratiche. Per i volontari questo significa entrare in contesti più strutturati e organizzati, con maggiori opportunità di crescita e partecipazione. La collaborazione tra Vol.To e Arci Torino mette in rete competenze diverse per semplificare i processi e rafforzare in modo concreto la capacità delle associazioni e dei volontari di operare sul territorio.

Stefano Meneghello, Presidente di Vol.To ETS ha commentato così questa nuova collaborazione: «Questa intesa rappresenta un passo avanti nel modo di lavorare del Terzo Settore sul territorio. Sempre più spesso le sfide che le associazioni affrontano richiedono competenze specifiche e risposte integrate: nessun ente, da solo, può presidiare tutti gli ambiti. Per questo abbiamo scelto di costruire una collaborazione strutturata con una realtà importante come ARCI Torino, che ha una storia lunga e radicata nell’associazionismo culturale e sociale del territorio e che nel tempo ha accompagnato la crescita di centinaia di circoli e che vanta una comunità di oltre 80.000 soci. Mettere insieme esperienze diverse significa rafforzare ciò che già esiste e renderlo più efficace. Crediamo da sempre che il futuro del volontariato passi proprio da qui: dalla capacità di fare rete, condividere competenze e costruire percorsi comuni che aumentino la qualità delle attività e l’impatto sociale sul territorio».

Così Daniele Mandarano, Presidente di Arci Torino: «Questo protocollo rappresenta un risultato importante per l’associazionismo del territorio, perché mette in sinergia esperienze, competenze e strumenti diversi, rafforzandone la capacità di risposta. Per Arci Torino, la collaborazione con Vol.To, realtà importante, riconosciuta e autorevole, è particolarmente significativa perché consente di costruire un’alleanza concreta capace di rendere più forte, più accessibile e più qualificato il supporto alle associazioni. Questo accordo dà così forma concreta al valore mutualistico dell’associazionismo, che consiste proprio nel condividere strumenti, competenze e capacità di supporto per rafforzare l’insieme della comunità associativa. In questa logica, servizi e accompagnamento non sono un elemento accessorio, ma una condizione che consente di rendere più libero il volontariato, alleggerire associazioni e collettivi dalle complessità più gravose e metterli in condizione di esprimersi meglio, con più forza e più autonomia, nella promozione di socialità, cultura e partecipazione».

Scippo in monopattino a Cit Turin

La gente e’ stanca e chiede una maggiore presenza delle Forze dell’Ordine.

Nel pomeriggio di ieri, nel quartiere Cit Turin, tra corso Francia e via Goffredo Casalis, si è verificato l’ennesimo episodio di microcriminalità che riaccende l’allarme tra i residenti. Una donna è stata vittima di uno scippo mentre camminava lungo il marciapiede, nei pressi della pista ciclabile. Secondo le prime ricostruzioni, un ragazzo a bordo di un monopattino, che procedeva proprio sulla ciclabile, si è avvicinato rapidamente alla vittima, le ha strappato la borsa strattonandola. La donna, colta di sorpresa, ha perso l’equilibrio e ha iniziato a urlare per attirare l’attenzione dei passanti. Le sue grida, però, non sono bastate a fermare il malvivente, che si è dato immediatamente alla fuga . L’episodio ha suscitato preoccupazione tra gli abitanti della zona, Cit Turin, infatti, viene sempre più percepito come teatro di episodi di microcriminalità: non solo scippi, ma anche auto con i vetri infranti, furti e danneggiamenti che si ripetono con una frequenza crescente. Tra i residenti si fa strada un senso diffuso di stanchezza e insicurezza. «Non ci sentiamo più tranquilli neanche a camminare sotto casa», è il commento ricorrente di chi vive e lavora nel quartiere. In molti chiedono un rafforzamento dei controlli e una presenza più costante delle forze dell’ordine, ritenuta fondamentale per prevenire episodi come quello avvenuto ieri.

MLB

Vinitaly 2026, vetrina enoica di bandiera e innovazione

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Quasi un’impresa vinicola su tre si è resa protagonista di importanti investimenti nell’applicazione in vigna o in cantina di soluzioni di robotica, Intelligenza Artificiale, blockchain, 5G e realtà virtuale, mentre un ulteriore 55% è interessato a investire in soluzioni di Agricoltura 5.0.

Questi sono i dati che emergono dal primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, diffuso al Vinitaly alla vigilia della Giornata del Made in Italy. I numeri evidenziano come il Vigneto Italia sia la punta avanzata di un settore trainante dell’export tricolore, che punta sulla digitalizzazione per migliorare le fasi di produzione e contenerne i costi, con un occhio alla sostenibilità.

Sono circa  5.000 i giovani agricoltori che hanno deciso di costruire il proprio futuro nel mondo della viticoltura, distinguendosi per una crescente attenzione alla qualità, alla sostenibilità e ai mercati esteri. Secondo l’analisi del Centro Studi Divulga, il settore vitivinicolo si colloca tra i principali ambiti imprenditoriali scelti dagli under 35. I nuovi viticoltori si fanno inoltre promotori della biodiversità, valorizzando antiche varietà di vite e rafforzando il legame con il territorio attraverso i mercati contadini e la vendita diretta.
Per quanto riguarda l’innovazione, non si può non parlare dalle Tea, le nuove Tecniche di Evoluzione Assistita applicate alla viticoltura, per fronteggiare siccità e fitopatologie. Le Tea, infatti, rappresentano una leva strategica per il settore, in quanto consentono di intervenire in modo mirato sul Dna della pianta senza introdurre materiale genetico esterno, ma semplicemente accelerando i processi naturali di adattamento. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’Oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci. Una consapevolezza che nel 2020 aveva spinto Coldiretti a sottoscrivere una storica intesa con la Società Italiana di Genetica Agraria (Siga) per far tornare gli agricoltori protagonisti di una ricerca pubblica nazionale, in grado di sviluppare soluzioni su misura e renderle disponibili a tutti i produttori.

Nel corso del Convegno, organizzato lunedì pomeriggio nella Casa Coldiretti al Vinitaly, si è parlato delle Tea sul Sangiovese, ma i relatori del Crea hanno confermato di lavorare anche su Chardonnay e, ogni anno, di introdurre nuove sperimentazioni su altri genotipi/cultivar, le cui risposte sono sempre diverse a seconda delle varietà. Tra quelle già in atto, inoltre, ci sono: Nebbiolo, Pinot nero e Pinot grigio, Merlot e Tocai oltre a due portinnesti. Rispetto al Nebbiolo, le sperimentazioni sono pronte per andare in campo, indicativamente, nel prossimo mese di settembre. A quel punto, si potrà iniziare a capire la loro reazione.

“Tecnologia, Intelligenza Artificiale, sostenibilità, biologico, ricerca di nuovi mercati e qualità restano i principali capisaldi rispetto ai quali, anche, il mondo enoico dovrà interfacciarsi – hanno commentato la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone e il Direttore Giovanni Rosso, presenti in fiera a Verona – il lavoro in campo e quello in cantina sono fondamentali ma, oggi più che mai, occorre anche confrontarsi, rifarsi alla scienza e alla ricerca, conoscere le tecnologie di nuova generazione e avere uno sguardo di prospettiva per mantenere solida la tradizione vitivinicola astigiana e italiana, preservandola dalle minacce del nuovo millennio. E ad andare in tale direzione è anche la scelta del biologico, tra le soluzioni aziendali di sostenibilità e innovazione”.

Mara Martellotta

Foto: Vinitaly.com

“Chef da sballo”: organizza cena romantica e narcotizza un uomo

 Su un sito di incontri si era presentata come “Francesca”, chef professionista capace di preparare cene di alto livello. Un cavallo di battaglia che la sera del 6 febbraio scorso le era servito per garantirsi il primo appuntamento in casa di un sessantottenne di Venaria Reale, alle porte di Torino.

Il figlio dell’anziana vittima, non riuscendo ad avere contatti con il papà, aveva dato l’allarme. In camera da letto dell’uomo, i sanitari lo avevano trovato narcotizzato e dunque allertato i Carabinieri.

I militari – dopo aver constatato che il pensionato era stato vittima di una rapina da parte di una donna conosciuta su un sito d’incontri (il maltolto era un orologio, 10.000 euro, documenti e carte di credito) – hanno ricostruito approfonditamente le ore antecedenti al primo appuntamento.

Il primo impulso alle indagini lo ha dato una pentola di spaghetti che gli investigatori hanno trovato appoggiata sul tavolo della cucina e che, analizzata, ha fatto emergere la presenza di tracce di benzodiazepine, medesimo principio attivo trovato al sessantottenne. È stata questa correlazione, unita al fatto che la donna si vantava di essere una chef di alta categoria, che ha permesso agli investigatori di definire il modus operandi dell’indagata. La raccolta delle telecamere di videosorveglianza della zona e il tracciamento dei pagamenti effettuati in vari esercizi pubblici si sono inoltre resi necessari per accertare la complicità del suo compagno nel mettere a segno il colpo.

L’analisi dei sistemi di video-sorveglianza da parte degli investigatori ha oltretutto permesso di smentire la posizione della donna dichiaratasi affetta da una invalidante malattia che l’aveva ridotta in sedia a rotelle; un asserito quadro clinico grave che l’aveva portata ad avanzare un’istanza di riconoscimento ufficiale di invalidità permanente, smascherato dalle telecamere che l’hanno invece ripresa fuggire a piedi con la refurtiva.

Le perquisizioni domiciliari hanno definitivamente rafforzato l’impianto accusatorio contro la coppia. Nelle loro disponibilità, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Venaria hanno rinvenuto oltre 8.000 euro in contanti, farmaci psicotropi (che il compagno si occupava di reperire), i beni sottratti all’anziana vittima e telefoni fittizi intestati a un prestanome per eludere i controlli.

Elemento chiave è risultato un manoscritto contenente un vero e proprio elenco mirato di bersagli, a conferma della lucida premeditazione del duo.

La misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura di Ivrea, è stata eseguita i giorni scorsi nell’alessandrino, luogo di residenza della coppia, lei di 49 e lui di 63 anni. Resta aperta l’ipotesi che i due abbiano agito colpendo altre vittime.

 

San Salvario: 31mila euro di multe, scovata sala gioco abusiva nei controlli

Oltre 31 mila euro in multe amministrative, 125 individui identificati e 6 attività ispezionate: questo l’esito dei controlli della polizia nel quartiere San Salvario.

Di recente, gli agenti del Commissariato Barriera Nizza, con unità specializzate, hanno controllato negozi e locali per contrastare attività illegali. Sono emerse numerose infrazioni amministrative. In un’officina gastronomica con punto vendita annesso, la polizia municipale ha rilevato un’ apertura abusiva della somministrazione e mancato aggiornamento della segnalazione sanitaria: verbali per più di 5.200 euro. L’Ispettorato del Lavoro ha individuato un dipendente in nero, con stop immediato e sanzioni extra per 4.450 euro.

In un bar-ristorante del circondario, svariate mancanze: estensione abusiva della zona servizio, deficit igienici, conservazione inadeguata dei cibi, assenza di permessi per esterno, oli usati e vapori. Mancava il piano HACCP, non visibili tabelle alcolemiche e avvisi clienti. Totale ammende: oltre 11.800 euro.

Al piano interrato del bar, smascherata una stanza per azzardo con tavoli da biliardo e strumenti per Mahjong, proibito dal Questore, con l’avviso non affisso. Il titolare è stato poi denunciato per gestione di gioco illegale, attrezzature confiscate. Controlli aggiuntivi in sale slot e imprese: no SCIA né licenze igieniche, multe sopra 8.000 euro.

In una sala giochi, identificati 5 cittadini stranieri; uno denunciato per inosservanza dell’ordine del Questore di espulsione dal territorio nazionale e tre multati per Daspo Urbano, con divieto di accesso.

VI.G

Riapre il sottopasso Spezia. Manutenzione dei sottopassi Statuto, Repubblica e Grosseto

 

Nella mattinata di  mercoledì 15 aprile, verrà riaperto al transito il sottopasso Spezia, chiuso da gennaio a seguito di un incendio che ha interessato l’uscita di sicurezza. Sono stati ripristinati gli impianti di illuminazione e di controllo del sottopasso, rinnovati gli impianti di sicurezza, le porte REI antincendio e le strutture delle scale.

Questa settimana, inoltre, tre sottopassi cittadini saranno interessati da alcune chiusure, per consentire l’esecuzione di lavori di manutenzione in condizione di sicurezza.

Nel dettaglio, nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 aprile, dalle ore 22 alle 6, verrà chiuso in entrambe le direzioni il sottopasso Statuto. Chiusura in orario notturno e in entrambe le direzioni anche per il sottopasso Repubblica, dalle ore 22 alle 6, nelle notti tra mercoledì 15 e giovedì 16 aprile, tra giovedì 16 e venerdì 17 aprile, tra venerdì 17 e sabato 18 aprile.

Venerdì 17 e sabato 18 aprile, infine, il sottopasso di corso Grosseto rimarrà chiuso al traffico dalle ore 9.30 alle 16.30 con le seguenti modalità: venerdì 17 dalle 9.30 alle 12.30 chiusura della semicarreggiata Nord (direzione da corso Grosseto a corso Potenza) e dalle 12.30 alle 16.30 della semicarreggiata Sud; sabato 18, invece, la chiusura riguarderà in contemporanea entrambe le semicarreggiate.

TorinoClick

Pedalata “per un ospedale che non cancelli 60 mila mq. di parco”

 

Nel pomeriggio di domenica 12 aprile scorso si è  svolta la pedalata organizzata da “Assemblea Pellerina. No ospedale nel Parco” e “Comitato Salviamo la Pellerina”, un momento di mobilitazione civica che ha visto la presenza di numerosi cittadini, famiglie e attivisti uniti dalla volontà di difendere uno dei polmoni verdi più importanti della città.

“La partenza dal parco della Pellerina ha segnato l’inizio di un percorso non solo fisico, ma anche informativo e consapevole. La prima  tappa, presso l’area ex Bonafous, è  stata dedicata all’illustrazione delle criticità ambientali del sito e sono emersi con chiarezza i problemi legati all’inquinamento e alle condizioni dell’area, elementi che sollevano interrogativi seri e documentati sulla sua idoneità ad accogliere nuove edificazioni di grande impatto”, dicono i promotori.

La pedalata di 4.5 km è  poi proseguita in via Traves, dove, davanti all’area dell’ex mattatoio, si sono susseguiti diversi interventi, tra cui quelli di professionisti che hanno illustrato le criticità sanitarie e idrogeologiche della scelta del sito della Pellerina e hanno evidenziato come l’area di via Traves rappresenti una soluzione più razionale, sostenibile e coerente con gli obiettivi di salute che si prefigge il nuovo ospedale  Torino Nord, essendo un’area già cementificata, espandibile sul territorio, meglio collegata e priva delle criticità ambientali che gravano sulla Pellerina.
Inoltre sono stati ricordati il ricorso straordinario presentato il 13 marzo scorso e la lettera aperta all’Inail, ente finanziatore, a cui è  stato chiesto, prima di concedere un finanziamento di un’opera di tale importanza, di valutare attentamente tutti gli aspetti critici connessi alla sua localizzazione elencati nella documentazione allegata alla lettera.
La manifestazione ha ribadito la crescente attenzione mediatica e pubblica, dimostrando come il dibattuto sulla localizzazione del nuovo ospedale sia ormai centrale e non più rinviabile.
Le associazioni,  i comitati promotori della manifestazione e i cittadini ribadiscono con fermezza la loro posizione, quella secondo cui “costruire un ospedale rappresenta una necessità, ma farlo nel posto sbagliato è  un errore che Torino non può permettersi”.

Mara Martellotta

In pista, a Chieri, la “Generazione C”

Nella cittadina collinare secondo appuntamento del Progetto nato come “viaggio inedito nel disagio e nei sogni dei giovani chieresi”

Lunedì 20 aprile, ore 15,30

Chieri (Torino)

“Il desiderio è una cosa intima o è un atto politico?”: questo il titolo e il tema del secondo appuntamento, in programma lunedì prossimo 20 aprile (ore 15,30) presso la “Biblioteca Civica” di Chieri (via Vittorio Emanuele II, 1), relativo al Progetto “Generazione C” e dedicato “a riconoscere e decostruire – cito parola per parola – i modelli affettivi e sessuali nelle relazioni e nella società”. Cominciamo intanto col chiarire che per “Generazione C” intendesi, da queste parti, la “Generazione Z” (prima Generazione di “nativi digitali” puri) di Chieri e del Chierese, una “comunità di pratica” tesa all’“ascolto” e alla “coprogettazione”, che coinvolge, tra gli altri, la “Fondazione della Comunità Chierese”, l’“AslTO5”, gli istituti scolastici “Monti” e “Vittone”, i “Comuni” del Chierese, le “Associazioni Giovanili” e altri “Gruppi informali”.

Tutti gli incontri sono gratuiti e aperti alla cittadinanza (prossimi appuntamenti: 18 maggio e 15 giugno. Iscrizione attraverso l’apposito “forum online” su: www.comune.chieri.to.it ).

Chiediamo all’assessora chierese alle “Politiche Giovanili”, Vittoria Moglia di illustrarci nel dettaglio il Progetto: “‘Generazione C’ vuole essere un tavolo di progettazione partecipata che propone un viaggio inedito nel disagio e nei sogni dei giovani del Chierese, un esperimento di innovazione sociale unico sul Territorio, dove l’obiettivo è passare ‘dall’Io al Noi’. Nel primo incontro di marzo, attraverso la metodologia del ‘World Café’, che prevede rotazioni ai tavoli e conversazioni guidate da domande ‘generative’ attorno a tovaglie di carta su cui scrivere e disegnare, i partecipanti hanno affrontato a viso aperto i ‘mostri del quotidiano’. In quell’occasione, mettendo a sedere faccia a faccia, senza i filtri dei ruoli istituzionali, i giovani del territorio, gli amministratori comunali, docenti, educatori, associazioni e referenti dell’ASL, è emerso un ritratto spietato della nostra ‘società della performance’”. “Tra iperconnessione, app di tracciamento e ‘agende da burnout’ – prosegue Moglia – i giovani chiedono nuovi spazi in città e, soprattutto, adulti capaci di fare un passo indietro … I giovani ci hanno lanciato allora una sfida molto chiara, che suona come un appello e un monito: ‘Non vi stiamo chiedendo di costruirci un futuro preconfezionato. Vi stiamo chiedendo gli strumenti e gli spazi per poterlo costruire da soli’”.

Incontro sicuramente di alto interesse “cognitivo”. Da analizzare e trasformare in più “rassicuranti” momenti di pratica quotidiana. Aggiunge, infatti Anna Maria Battista“Professional Advanced Counselor”, la professionista che conduce gli incontri: “C’è una frase, pronunciata quasi a mezza voce durante uno dei tavoli di lavoro, che riassume in modo crudo e perfetto lo stato d’animo di un’intera generazione: ‘I giovani si sono rotti’. Non di fare, di studiare o di impegnarsi. Si sono rotti di dover costantemente ‘performare’. Di dover dimostrare a una società adulta, spesso distratta e inadeguata, di essere all’altezza di modelli irraggiungibili. Ma il dato più allarmante, emerso con forza dal dibattito, riguarda l’‘ipercontrollo’; quella ‘gabbia digitale’ del controllo che soffoca l’autonomia. Ruba ai nostri ragazzi il diritto di mettersi alla prova, di affrontare l’imprevisto e di gestire il rischio, atrofizzando le loro competenze emotive”.

E gli adulti? Cosa chiedono i ragazzi agli adulti che gli ruotano intorno?

“Saturi di impegni tra scuola, sport e corsi, i giovani chiedono a gran voce il diritto a una ‘noia sana’. Hanno un disperato bisogno di spazi di decompressione, dove potersi incontrare senza dover obbligatoriamente produrre un risultato, consumare o dimostrare qualcosa. Il messaggio alle istituzioni è chiaro: basta politiche giovanili calate dall’alto. Gli adulti devono abbandonare la cattedra del ‘regista’ e diventare ‘strumenti’, facilitatori pronti a supportare le idee dei giovani, garantendo loro il diritto di sbagliare e fallire. L’obiettivo di questo progetto non è stilare un elenco di lamentele sui ‘ragazzi di oggi’ ma costruire insieme una diagnosi clinica del disagio giovanile e, soprattutto, tracciare una via d’uscita concreta. La regola è una sola: lasciare i titoli fuori dalla porta e mettersi in gioco, portando la propria esperienza per prendere in cambio nuovi spunti e soluzioni. Il risultato è un ‘Manifesto’ che chiama in causa l’intera comunità educante e ridisegna la mappa fisica ed emotiva del chierese”.

Per ulteriori info: Comune di Chieri, via Palazzo di Città 10, Chieri (Torino); tel. 011/94281 o www.comune.chieri.to.it

Gianni Milani

Nelle foto: Locandina Progetto, Vittoria Moglia e immagine di repertorio

Vinitaly, Giorgia Meloni allo spazio Piemonte 

Il presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, ieri al Vinitaly, ha visitato il padiglione del Piemonte e ha pranzato al Ristorante Eccellenza Piemonte con i piatti dello chef Davide Palluda a base delle eccellenze enogastronomiche della regione: ravioli di fonduta di toma piemontese e spinaci con noci fresche sbriciolate, e uno stracotto di fassona al vino rosso. Nel calice tre grandi Docg piemontesi: Alta Langa Docg, Barbaresco e Barolo.

Ad accoglierla il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni. Con lei il neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, il presidente Ice Matteo Zoppas, il neopresidente della Regione Veneto Alberto Stefani.

Riferisce l’assessore Bongioanni«Dal presidente Meloni sono arrivati grandi complimenti al Piemonte, che ha definito terra di eccellenza straordinaria” in tutti i campi e dove “in ogni angolo si mangia bene”. Il pranzo è stato l’occasione per presentare al presidente Meloni l’accordo che abbiamo sottoscritto ieri fra 11 Regioni del Nord Italia per fare squadra nella ricerca per la nostra vitivinicoltura. Ho sottolineato l’importanza di una forte promozione a sostegno del nostro vino. Le abbiamo mostrato la coppa delle Atp Finals di tennis e parlato del dossier che il Piemonte preparerà insieme a Liguria e Lombardia per candidarsi a ospitare nel 2036 i Giochi Olimpici estivi “in rete”. Il presidente Meloni si è mostrato ancora una volta preparatissimo su tutti i temi, e si è congratulato con il Piemonte per la sua straordinaria capacità organizzativa».

9 maggio 2026: torna la Giornata della Prevenzione Loggese


Oltre 20 specialisti in piazza per visite ed esami gratuiti

 

Sabato 9 maggio 2026, dalle ore 8.30 alle 16.00, Piazza Cavour a La Loggia ospiterà la 5ª Giornata della Prevenzione Loggese, un’iniziativa dedicata alla promozione della salute e alla prevenzione, aperta a tutta la cittadinanza.

L’evento è organizzato dal Comune di La Loggia in collaborazione con l’ASL TO5 e i Lions Stupinigi 2001, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini ai servizi sanitari e diffondere la cultura della prevenzione.

Durante la giornata saranno presenti oltre 20 specialisti che offriranno gratuitamente visite, consulenze ed esami in numerosi ambiti: pneumologia (spirometrie), chirurgia, gastroenterologia, audiometria e otorinolaringoiatria, ortopedia, fisioterapia e osteopatia, neurologia, nefrologia, diabetologia, oculistica, ginecologia (con focus sulla prevenzione del tumore mammario) e cardiologia, con cinque postazioni dedicate all’esecuzione di elettrocardiogrammi.

Ampio spazio sarà riservato anche alla prevenzione, con sette stand del Dipartimento di Prevenzione dedicati alla prevenzione primaria, lo screening per l’epatite C e il programma “Prevenzione Serena”.

Saranno inoltre presenti due farmacie del territorio per la misurazione gratuita di glicemia e pressione arteriosa, un dietista per consulenze nutrizionali e diverse realtà associative, tra cui AISM, l’Associazione Endometriosi e Alcolisti Anonimi.

Nel corso della manifestazione, i Lions Stupinigi 2001 promuoveranno una raccolta fondi a sostegno di progetti a carattere sociale.

«La prevenzione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute dei cittadini e garantire la sostenibilità del sistema sanitario» dichiara il Direttore Generale dell’ASL TO5, Bruno Osella. «Portare i servizi sanitari sul territorio, in contesti accessibili e informali come una piazza, significa ridurre le barriere e favorire una maggiore partecipazione della popolazione. Questa iniziativa è un esempio concreto di sanità di prossimità, capace di intercettare i bisogni prima che diventino problemi più complessi».

«La Giornata della Prevenzione Loggese è un appuntamento ormai consolidato per la nostra comunità» sottolinea l’Assessore alle politiche socio-sanitarie del Comune di La Loggia, Roberto Redin. «Offrire ai cittadini la possibilità di effettuare controlli gratuiti e ricevere informazioni qualificate è un investimento fondamentale sul benessere collettivo. La collaborazione con ASL TO5 e con le associazioni del territorio dimostra quanto sia importante fare rete per promuovere la salute».

Si invita la cittadinanza a partecipare portando con sé eventuali referti ed esami precedenti, utili a rendere più efficaci le consulenze.

In caso di maltempo, l’evento sarà annullato.