Grave incidente nella notte sulla tangenziale Sud di Torino. E’ morto un ragazzo di 22 anni a bordo di una motocicletta.Coinvolte due moto. Un secondo motociclista , di 20 anni, è gravemente ferito ed è stato trasportato d’urgenza al Cto di Torino. Lo scontro è avvenuto dopo la mezzanotte all’altezza del Drosso. La dinamica dell’incidente è da verificare.
Simona Riccio dialoga con Andrea Cerrato su turismo, governance delle destinazioni e qualità delle ricadute sui territori
È online la nuova puntata di Parla Con Me®, la trasmissione digitale ideata e condotta da Simona Riccio, Agrifood Communication Strategist, LinkedIn Top Voice Italy e Founder del progetto.
La puntata, dal titolo “Turismo italiano: tra record ed emergenza”, affronta una delle contraddizioni più evidenti del settore: il turismo viene raccontato alternativamente attraverso nuovi record di arrivi e presenze oppure come un comparto in continua emergenza.
Ospite è Andrea Cerrato, Community & Destination Manager, Co-founder ASSIDEMA, esperto di marketing territoriale, governance delle destinazioni e turismo sostenibile e responsabile.
Il confronto mette al centro una domanda precisa: i numeri bastano davvero a misurare il successo di una destinazione? Durante la puntata si parla di gestione dei flussi, governance delle destinazioni, ruolo di DMO e DMC e capacità di generare valore per territori, imprese, residenti e visitatori.
«Promuovere una destinazione non basta: occorre governarla», sottolinea Simona Riccio. «Il vero successo si misura nella qualità delle relazioni e delle ricadute economiche, sociali e culturali che il turismo genera sul territorio».
La puntata, online da oggi 12 agosto, rappresenta l’ultimo appuntamento del palinsesto 2026 di Parla Con Me®. A seguire prenderà il via Leggi Con Me®, powered by Parla Con Me®, il format che attraverso libri e autori apre nuove conversazioni su innovazione, sostenibilità, lavoro e società.
Parla Con Me® darà poi appuntamento al pubblico alla 77ª Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, dove Simona Riccio sarà protagonista di nuovi incontri dedicati a territorio, turismo, filiere agroalimentari, valore del cibo e contrasto allo spreco alimentare.
La puntata è disponibile sul canale YouTube di Parla Con Me®.
Guarda la puntata: https://www.youtube.com/watch?v=y0WR-iANW94
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Dalla Regione 1,5 milioni di euro per ampliare gli orari dei servizi a parità di tariffa
L’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni: «Investire nei nidi è una scelta che guarda al futuro. Vogliamo creare le condizioni perché avere un figlio sia una scelta più semplice da conciliare con il lavoro»
Sono 77 i Comuni piemontesi che, per l’anno educativo 2026-2027, beneficeranno dei contributi regionali per ampliare l’orario di apertura dei nidi comunali. Giunto alla sesta edizione, il bando promosso dalla Regione Piemonte ha raccolto 78 progetti, confermando il crescente interesse degli enti locali verso una misura che sostiene concretamente le famiglie e rafforza i servizi educativi per la prima infanzia.
Per finanziare l’iniziativa, la Regione mette a disposizione 1,5 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), che saranno ripartite tra i Comuni beneficiari in base alle spese previste dai singoli progetti.
Cameroni: «Investire nei nidi è una scelta che guarda al futuro delle famiglie e dei territori»
«Una Regione che vuole guardare al futuro deve partire dai bambini e dalle famiglie. Per questo continuiamo a investire nei servizi educativi per la prima infanzia, aiutando i Comuni ad ampliare gli orari dei nidi e a rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni dei genitori. Vogliamo creare le condizioni perché avere un figlio sia una scelta più semplice da conciliare con il lavoro e perché, anche nei Comuni più piccoli, le famiglie possano contare su servizi educativi moderni, accessibili e di qualità. Sostenere i Comuni in questo percorso è una scelta precisa della Regione: vogliamo che nessuna amministrazione sia costretta a rinunciare a un servizio fondamentale per mancanza di risorse» dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni.
Introdotta per la prima volta nell’anno educativo 2021-2022, la misura è diventata negli anni uno strumento stabile di sostegno alla conciliazione tra vita familiare e lavorativa. L’estensione degli orari dei nidi rappresenta infatti un aiuto concreto per le famiglie, favorisce l’occupazione femminile e contribuisce a creare condizioni più favorevoli alla natalità.
Allo stesso tempo, consente ai Comuni di ampliare l’offerta dei servizi educativi senza costi aggiuntivi per le famiglie e per le amministrazioni locali, sostenendo soprattutto i piccoli centri nel mantenimento di servizi essenziali e contribuendo a contrastare lo spopolamento.
Grazie al contributo regionale, i Comuni potranno scegliere se prolungare l’orario settimanale dei nidi, attivare il servizio il sabato mattina oppure garantire l’apertura durante le vacanze natalizie e le pause didattiche, nei limiti previsti dal bando, rispondendo in modo flessibile alle esigenze di conciliazione espresse dalle famiglie.
La diffusione della misura sul territorio
Per l’anno educativo 2026-2027 hanno aderito al bando 21 Comuni della Città metropolitana di Torino, 12 della provincia di Alessandria, 11 del Cuneese, 11 del Novarese, 10 dell’Astigiano, 6 del Biellese, 4 del Vercellese e 2 del Verbano Cusio Ossola.
Dal suo avvio, nel 2021, la misura ha registrato una crescita costante. In sei edizioni la Regione ha investito circa 9 milioni di euro, coinvolgendo oltre 350 Comuni, circa 430 nidi comunali e più di 3.000 bambini, a conferma dell’efficacia di un intervento che risponde a un bisogno concreto delle famiglie piemontesi.
Carabinieri salvano due vite in Spagna
A Formentera (Spagna), strada delle Saline presso Porto La Savina, due carabinieri, effettivi al Comando Provinciale di Torino e Savona, liberi dal servizio in vacanza sull’isola, assistevano a grave sinistro stradale. Un’autovettura con quattro persone si ribaltava, inabissandosi parzialmente nel canale della salina.
I due carabinieri si immergevano prontamente, soccorrendo un passeggero spagnolo trentenne sbalzato all’esterno, con capo sommerso e a rischio annegamento. Recuperato il ferito, con fratture esposte e assenza di sensibilità agli arti inferiori, lo ponevano in posizione di sicurezza e tamponavano la ferita cranica emorragica.
In attesa dei soccorsi, delimitavano inoltre l’area e gestivano gli altri passeggeri in stato di shock.
Giunte ambulanze, Polizia Local e Guardia Civil, collaboravano al caricamento in barella su terreno scivoloso. I sanitari attestavano che la tempestiva disostruzione delle vie aeree evitava appena in tempo il decesso per annegamento. Il ferito veniva elitrasportato a Ibiza ed è oggi fuori pericolo e in miglioramento. Nessun altro passeggero riportava lesioni gravi.
I soccorritori spagnoli esprimevano riconosvenza.
Aveva ferito con una mannaia esplodendo anche un colpo di pistola, un uomo di 52 anni, che avrebbe rivolto dei rimproveri a sua figlia. I carabinieri della Compagnia di Mirafiori hanno arrestato l’aggressore, un 63enne. L’aggressione era avvenuta il 25 marzo a Torino, in via San Remo.
La ricerca nasce dall’osservazione della pratica clinica quotidiana e si trasforma in innovazione al servizio dei bambini e delle loro famiglie. È questo il percorso compiuto dal progetto CLAP (Comunicazione e Linguaggio in Ambulatorio Pediatrico).
Ideato e sviluppato interamente all’interno dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino, il cui studio “Early Identification of Developmental Language Disorder in Pediatric Practice: A Pilot Validation of the CLAP Screening Tool in Italian Outpatient Settings” è stato accettato per la pubblicazione sull’International Journal of Language & Communication Disorders, rivista scientifica internazionale peer-reviewed di riferimento nell’ambito dei disturbi della comunicazione e del linguaggio.
L’obiettivo del progetto era sviluppare uno strumento semplice, rapido e affidabile per consentire ai pediatri di famiglia di individuare precocemente i disturbi primari del linguaggio durante i bilanci di salute, favorendo un tempestivo avvio dei percorsi diagnostici e riabilitativi.
Lo studio pilota ha coinvolto 24 pediatri di famiglia e 200 bambini piemontesi, consentendo la validazione preliminare del primo strumento italiano progettato specificamente per questo scopo.
I risultati hanno evidenziato una buona affidabilità e un’elevata accuratezza diagnostica nelle prime fasce d’età, confermando il potenziale del questionario come supporto alla pratica clinica quotidiana e aprendo la strada a ulteriori studi di validazione su scala nazionale.
Il progetto rappresenta un esempio concreto di ricerca traslazionale, capace di trasformare un’esigenza osservata nell’attività assistenziale in uno strumento innovativo con potenziali ricadute dirette sulla salute dei bambini.
La ricerca è stata realizzata grazie a una stretta collaborazione multidisciplinare coordinata dall’AO Ordine Mauriziano di Torino, che ha coinvolto la struttura di Pediatria e Neonatologia, diretta da Emilia Parodi, la Clinical Trial Unit, i pediatri di famiglia affiliati SICuPP (Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche), l’associazione Easy Brain APS e l’Università degli Studi di Torino, con il contributo del Corso di Laurea in Logopedia e del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche.
Un modello di integrazione tra ospedale, territorio e università che ha permesso di coniugare competenze cliniche, metodologiche e biostatistiche in un progetto di ricerca applicata.
L’identificazione precoce dei disturbi del linguaggio rappresenta una delle sfide più importanti della pediatria dello sviluppo, perché intervenire nei primi anni di vita significa offrire ai bambini maggiori opportunità di crescita e di inclusione. CLAP nasce proprio dall’osservazione dei bisogni che incontriamo ogni giorno nella pratica clinica ed è il risultato di una collaborazione multidisciplinare che ha saputo trasformare un’intuizione in un progetto scientifico di respiro internazionale.
L’accettazione dello studio su una rivista di riferimento rappresenta un riconoscimento importante, ma soprattutto costituisce il punto di partenza per sviluppare ulteriormente uno strumento destinato a migliorare la diagnosi precoce e la presa in carico dei bambini.
Il lavoro, inoltre, sarà presentato tra i prodotti di ricerca di maggiore rilievo del DAIRI-R e diffuso attraverso i principali canali professionali pediatrici nazionali, contribuendo alla disseminazione dei risultati e allo sviluppo di nuove collaborazioni scientifiche.
Un risultato che dimostra come il Mauriziano sappia essere non solo luogo di cura, ma anche di produzione di conoscenza scientifica: la ricerca infatti rappresenta uno degli strumenti più efficaci per migliorare la qualità dell’assistenza e offrire ai pazienti soluzioni sempre più innovative.
Repole nel Consiglio per l’Economia di Papa Leone XIV
Nuovo incarico in Vaticano per il cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa. Oggi, lunedì 11 agosto, papa Leone XIV l’ha nominato membro del Consiglio per l’Economia, che ha compiti di vigilanza sulle strutture e sulle attività amministrative e finanziarie delle Istituzioni della Santa Sede.
Il card. Repole è già membro della Segreteria del Sinodo dei Vescovi, del Dicastero per la Dottrina della Fede e del Dicastero per la Cause dei santi. Il Santo Padre ha confermato coordinatore del Consiglio il card. Reinard Marx Arcivescovo di Monaco e Frisinga (Germania)
Foro Mihai Bursuc
Grave ciclista finito contro un palo
Un ciclista è ricoverato al CTO, rimasto gravemente ferito dopo essere finito contro un palo lungo strada alla Vetta della Maddalena, a Torino, alle 12.30 di oggi. L’uomo è stato portato all’ospedale in elicottero in codice rosso. Sembra che il ciclista sia finito in modo autonomo contro il palo.
L’opinione
“TRESSO SI DISSOCIA DA TRESSO (MA È SEMPRE LO STESSO)”
Caro direttore,
a fine Ottocento i sudditi torinesi di re Umberto I furono coinvolti in un lungo dibattito pubblico sulla trasformazione di via Roma, culminato nel 1907 in un referendum sulla «Gazzetta del Popolo», che fu vinto dai favorevoli all’ampliamento della strada. Quasi a irridere i Torinesi che vivono nell’epoca della “democrazia” e della “partecipazione”, questo fatto storico veniva rammentato l’anno scorso sui pannelli “Torino cambia” del cantiere della “riqualificazione” di via Roma, decisa in solitaria dalla Giunta Lo Russo.
Ora, a lavori quasi ultimati, è emerso che molti torinesi avrebbero voluto che i 12 milioni di euro di fondi Metro Plus producessero una via Roma diversa: in particolare dotata di vegetazione, anche per adeguarla al cambiamento climatico.
«La Soprintendenza non autorizza la posa di elementi che ostacolino e oscurino la visuale prospettica immaginata negli anni ’30» spiega l’assessora Chiara Foglietta, proponente del progetto, a «La Stampa» del 6 agosto. Tre giorni dopo, l’assessore al Verde Pubblico Francesco Tresso si dichiara invece «favorevole a piante basse e ombra» in via Roma. Il Tresso di agosto 2026 si dissocia quindi dal Tresso che a luglio 2024, insieme agli altri membri della Giunta, aveva approvato il progetto senza verde tranne le fioriere.
Ma non ci si illuda che tra le due versioni di Tresso ci sia differenza. Il Tresso edizione 2026 infatti esclude l’inserimento di «alberi in nuda terra», e pensa a «sistemi temporanei di ombreggiamento che consentano di utilizzare le sedute senza cuocersi». Niente di più facile, quindi, che immagini orripilanti alberi in vaso come quelli piazzati nel centro storico di Bologna dal sindaco Matteo Lepore. A crepare di sete in via Roma, dopo gli arbusti nelle fioriere, toccherebbe quindi ad alberelli, e ciò «per dare un segnale chiaro che questa amministrazione crede nel valore della tradizione ma guarda avanti». Per Tresso il verde da mettere e togliere in via Roma «servirebbe a ribadire, proprio nel cuore più centrale di Torino, un concetto oggi sempre più fondamentale: le città hanno bisogno di natura, la natura deve diventare una infrastruttura urbana al pari di una rete elettrica o di una rete viaria.»
Come Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio respingiamo totalmente l’assimilazione della Natura a una morta infrastruttura: una visione antropocentrica e totalmente anacronistica, per cui il verde urbano si progetta, si installa, si manutiene (poco e male), si rottama, si sostituisce. No! La Natura vera, anche urbana, è viva, e per conservarsi tale deve essere curata, irrigata, fertilizzata quando serve e poi lasciata a se stessa o quasi. Invece a Torino si potano alberi in tutte le stagioni, spesso malamente, si distruggono boschi urbani spontanei e riserve naturali per progetti edilizi (il cohousing di via Druento, i condomini di via Borgaro angolo *via Verolengo, la conversione del Meisino in area fitness). A “compensazione” delle devastazioni si piantano migliaia di alberelli.
Ora la cialtronaggine di queste operazioni sta emergendo in tutto il suo squallore, perché, a differenza della Natura spontanea che si sostenta da sola, gli alberelli piantati a mo’ di infrastruttura necessitano di una manutenzione che il Comune non è più in grado di assicurare. E infatti i conti non tornano.
Nonostante le ondate di calore, il Comune ha atteso fino a luglio per potenziare l’irrigazione di 7.000 giovani piante. Ma giusto un anno fa Torino era tappezzata di manifesti verdi che vantavano la messa a dimora di 31.700 alberi tra il 2022 e il 2025. Altre centinaia sono state aggiunte negli scorsi mesi nel quadro del progetto triennale “Torino cresce nel verde e nella salute” finanziato da Fondazione Compagnia di San Paolo. Com’è allora che le piante giovani che beneficiano dell’irrigazione settimanale sono soltanto 7.000? Parte di quei 31.700 alberi erano forse frutto di fantasia? Certo non è fantasia ma triste realtà la morte di una crescente percentuale dei nuovi alberelli, tra i quali quelli del celebratissimo intervento nel parco del Valentino. Se ne deduce che, a parte 7.000 fortunati esemplari, molti dei giovani alberi superstiti saranno lasciati al loro destino, insieme alla totalità degli alberi adulti, che sono pure in grande sofferenza a causa della siccità e delle alte temperature, cui si somma la malagestione (potature effettuate nel pieno dell’ondata di calore).
Tresso inoltre sostiene che il Piano Regolatore dovrà disegnare corridoi ecosistemici verdi, fingendo di ignorare che il PRG preliminare già approvato (redatto dall’assessore Mazzoleni, rinviato a giudizio a Milano per la disinvoltura burocratica con la quale fa crescere palazzine nei cortili) non tiene conto nemmeno del Nature Restoration Regulation (UE 2024/1991).
In sostanza, l’amministrazione eletta nel 2021 avrebbe dovuto tener fede al suo impegno di zero consumo di suolo e puntare prioritariamente alla conservazione del patrimonio arboreo, anche nel quadro della mitigazione del cambiamento climatico. Ormai verso la fine del mandato, Tresso afferma spudoratamente «Sulla lotta ai cambiamenti climatici serve una linea più netta»: questo, dopo che ha contrastato in ogni sede i cittadini che chiedono e propongono appunto politiche di mitigazione dell’isola di calore urbana e di conservazione del verde pubblico, e perciò hanno difeso la riserva naturale del Meisino, corso Belgio e la Pellerina contro i progetti dissennati varati proprio da Tresso e dagli altri membri della Giunta in carica.
Giunta che purtroppo è stata assecondata da tutti gli Enti che dovrebbero tutelare l’ambiente e il paesaggio. Tra questi, la Soprintendenza, che non sembra amare gli alberi, e non solo in via Roma dove non ci sono mai stati: non si è opposta al progetto del parco dello Sport che ha sfigurato il Meisino né al progettato abbattimento del viale di corso Belgio (ancorché da considerare bene culturale ai sensi del combinato disposto dell’art. 10 co. 1 lettera a, co. 4 lettera g e co. 5 e dell’art. 12 co. 1 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ovvero D.lgs. 42/2004).
Per tutto questo, ci preoccupa molto che il Piano Urbano della Natura che l’Unione Europea chiede di adottare entro il 2030 a tutte le città sopra i 20.000 abitanti sia redatto dall’assessore Tresso e dai funzionari comunali, che sistematicamente rigettano la partecipazione democratica della cittadinanza. Temiamo che nelle loro mani anche questo ennesimo Piano comunale sarà un mero esercizio di greenwashing, la cui applicazione servirà solo a distribuire fondi e far girare le ruspe di soggetti privati.
Torino, 11 agosto 2026
Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio