A causa di un incidente stradale tra due auto avvenuto a Volpiano sulla strada provinciale 40 di San Giusto, un uomo è rimasto gravemente ferito. È’ stato portato in codice rosso con l’elisoccorso all’ospedale Cto di Torino.
A causa di un incidente stradale tra due auto avvenuto a Volpiano sulla strada provinciale 40 di San Giusto, un uomo è rimasto gravemente ferito. È’ stato portato in codice rosso con l’elisoccorso all’ospedale Cto di Torino.
Con la messa a dimora simbolica di un albero su corso Re Umberto, ieri è stato presentato ufficialmente il progetto “Torino cresce nel verde e nella salute”, il percorso condiviso dalla Città di Torino, attraverso la Divisione Verde, Parchi e Tutela Animali, e l’ASL Città di Torino insieme con la Fondazione Compagnia di San Paolo per il ripristino e la valorizzazione delle alberate storiche cittadine.
Presenti alla cerimonia il sindaco Stefano Lo Russo, il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Marco Gilli, il segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi, il direttore generale dell’ASL Città di Torino Carlo Picco e l’assessore al Verde Francesco Tresso.
L’obiettivo del progetto è valorizzare i viali alberati della città, elemento identitario e paesaggistico del tessuto urbano torinese e patrimonio verde di straordinaria importanza, con oltre 60 mila alberi distribuiti su circa 300 chilometri di filari. Un intervento articolato e multilivello, che integra competenze urbanistiche, ambientali e sanitarie e prevede un sofisticato sistema di monitoraggio tecnologico per analizzare in modo scientifico gli effetti del verde urbano sulla salute e sulla qualità dell’ambiente.
Nella scelta dei viali su cui intervenire è stata fatta una selezione in funzione della percentuale di fallanze, ovvero gli alberi mancanti sul totale, e di altri parametri connessi alla “strategicità” dell’ambito, che ha portato alla selezione di 55 alberate distribuite su tutto il territorio cittadino, incluse le principali arterie stradali. Il progetto prevede la messa a dimora di circa 2800 alberi in un arco di tre anni.
Sono circa un migliaio le piante messe a dimora quest’anno. Nelle scorse settimane sono già stati realizzati interventi su corso Francia, corso Lecce, corso Potenza, corso Tazzoli e piazza Sofia. Nella tranche autunnale, prevista tra fine ottobre e fine novembre, si metteranno a dimora ulteriori 600 piante, in via Sospello, corso Re Umberto, viale Dogali, corso San Maurizio, corso Tazzoli, via Biglieri, corso Corsica, corso Cosenza.
Per aumentare la biodiversità della foresta urbana torinese, in molte località – in particolare nei luoghi dove negli ultimi decenni ci sono stati problemi di adattamento ai cambiamenti climatici – verranno introdotte nuove specie arboree più adatte nuovo contesto e già impiegate con successo negli ultimi anni come, a titoli di esempio: nocciolo di Costantinopoli, pero da fiore, albero delle lanterne cinesi, liquidambar e albero pagoda. Nei viali storici o vincolati non ci saranno invece cambiamenti di specie. Il progetto prevede anche piccoli interventi sulle banchine, come la sostituzione del terreno e l’introduzione di appositi substrati, oltre a interventi di protezione dell’albero dagli urti, con lo scopo di migliorare le condizioni stazionali e di garantire che le piante possano crescere e svilupparsi al meglio.
Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino: “Con 20 metri quadrati di verde pubblico pro capite, Torino è una delle città italiane più verdi. Investire nel verde urbano significa valorizzare questo patrimonio, ma anche contribuire a mitigare le ondate di calore e restituire spazi di socialità. Questo progetto guarda al ripristino di una delle caratteristiche peculiari della nostra città, i suoi viali alberati storici. Oggi, con questa simbolica piantumazione, vogliamo raccontare l’impegno, reso possibile anche grazie ad una collaborazione tra pubblico e privato, verso una Torino sempre più verde e resiliente, valorizzando le alberate come infrastruttura ambientale e sociale che contribuisce alla salute e al benessere di tutte e tutti”.
La Fondazione promuove e sostiene la realizzazione di progettualità rilevanti per il territorio, con particolare attenzione alla salvaguardia e protezione dell’ambiente, alla formazione e sensibilizzazione sui temi del cambiamento climatico e della gestione del verde urbano, nonché alla partecipazione attiva delle comunità e al rafforzamento della dimensione sociale e relazionale delle città. In tale quadro di riferimento si inserisce la proposta della Città, che prevede la messa a dimora di circa 2800 nuovi alberi, accompagnati da azioni di ricerca, sperimentazione e formazione rivolte a cittadini, tecnici e operatori del settore.
Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo: “Questo è uno dei progetti di sviluppo che la Fondazione ha scelto di sostenere con una responsabilità diretta e una visione di lungo periodo. Restituire alla città un patrimonio arboreo vivo, in sinergia con l’ASL Città di Torino per misurarne i benefici sulla salute e sulla qualità della vita delle persone, è un atto concreto di impegno per il bene comune e per le generazioni che erediteranno questa città. È il senso profondo del nostro agire filantropico”.
Alberto Anfossi, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo: “Sosteniamo il progetto dei Viali Alberati tra le iniziative di maggiore impatto del nostro Documento Programmatico Pluriennale perché unisce l’attenzione per un patrimonio caro ai Torinesi, i nostri viali alberati, con il miglioramento della qualità dell’aria e dell’ambiente urbano, anche in ottica di adattamento ai cambiamenti climatici. Il valore aggiunto vuole essere un programma di manutenzione preventiva, tecnologicamente all’avanguardia, capace di rendere duraturo nel lungo termine l’intervento di piantumazione”.
La collaborazione con l’ASL Città di Torino consente inoltre di valorizzare il legame tra ambiente e salute pubblica, mettendo in evidenza i benefici degli alberi nella riduzione dell’inquinamento atmosferico, acustico e termico, nonché nel miglioramento del benessere psicofisico della popolazione. L’iniziativa, che avrà un impegno complessivo stimato in circa 2,5 milioni di euro per il periodo 2026–2030, si inserisce nel percorso condiviso con la Fondazione Compagnia di San Paolo per la realizzazione del progetto.
Carlo Picco, Direttore Generale dell’ASL Città di Torino: “I viali alberati storici, quali determinanti di salute, incidono in modo diretto sulla qualità dell’aria, consentendo la mitigazione dei picchi di calore e la fono assorbenza; sono elementi che favoriscono il benessere della popolazione anche in chiave preventiva. Con questo progetto avviamo una collaborazione che unisce dati ambientali e sanitari, per valutare in modo oggettivo gli effetti del verde sulla salute e orientare interventi di prevenzione più efficaci. Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo e ASL Città di Torino lavorano insieme per valorizzare il modo in cui l’ambiente si prende cura di noi. Il progetto evidenzia i benefici del verde urbano: meno smog, rumore e calore, per una città più sana che rigenera mente e corpo”.
Francesco Tresso, Assessore al Verde Città di Torino: “I viali alberati sono uno degli elementi che connotano il paesaggio urbano di Torino. Si tratta di un patrimonio storico e paesaggistico di straordinario valore, ma anche una risorsa fondamentale per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, contribuendo a mitigare le temperature e a migliorare la qualità dell’aria. Abbiamo fatto un lavoro molto importante con gli uffici del verde per monitorare tutte le fallanze delle alberate e definire le modalità di intervento prioritarie in tutte le circoscrizioni. Il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha scelto di investire in questo progetto, ci ha permesso di intervenire in maniera diffusa con un’azione che non riguarda soltanto il valore ornamentale delle alberate ma, soprattutto, la loro funzione ambientale e il loro apporto per la salute delle persone. Grazie ad ASL Torino accompagneremo gli interventi con un’attività di monitoraggio e con un momento pubblico di restituzione dei risultati, in cui racconteremo come la presenza di un patrimonio arboreo sano e diffuso incida positivamente sulla qualità della vita delle cittadine e dei cittadini”.






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Per costruire una rete di cura più forte e integrata
I medici: “Non abbassiamo la guardia. Questi disturbi sono spesso associati a fragilità psicologiche e socio-economiche”.
Torino – Costruire una risposta più efficace, coordinata e vicina ai bisogni delle persone che convivono con un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione. Con questo obiettivo nascono gli “Stati Generali dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione”, un percorso promosso per rafforzare la rete piemontese dedicata alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura di patologie sempre più diffuse e complesse, e che è stato presentato nel corso del webinar di ieri. L’iniziativa prende avvio dalla consapevolezza che i disturbi alimentari richiedono un approccio multidisciplinare capace di integrare competenze mediche, psichiatriche, psicologiche e nutrizionali, assicurando al tempo stesso la continuità assistenziale nel delicato passaggio dall’età evolutiva all’età adulta.
I numeri dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in Piemonte
Sempre più diffuse e sempre più complesse da affrontare, le patologie legate alla nutrizione e all’alimentazione rappresentano una delle principali sfide per i sistemi sanitari. Oltre 3 milioni di persone in Italia convivono con un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), una realtà in costante crescita che colpisce soprattutto i più giovani e richiede risposte sempre più efficaci e coordinate. In Piemonte sono circa 28 mila i pazienti presi in carico dai servizi sanitari: un dato che conferma l’importanza di rafforzare la rete assistenziale, promuovendo percorsi multidisciplinari e uniformi sul territorio. Un obiettivo sostenuto anche dalla Regione Piemonte, che ha destinato nuove risorse al potenziamento dei servizi, al supporto delle famiglie e alle attività delle associazioni del settore.
«Oggi siamo in una fase di stabilizzazione dei numeri, ma non di riduzione del fenomeno – spiega Andrea Pezzana, Direttore della Struttura Complessa di Nutrizione Clinica dell’ASL Città di Torino -: i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono patologie che richiedono prese in carico lunghe e l’impatto della crescita registrata durante la pandemia è ancora pienamente in corso». L’appello del dottor Pezzana è forte e chiaro: «Non bisogna abbassare la guardia: i disturbi alimentari sono in aumento in tutte le fasce di età e contesti sociali e si presentano sempre più spesso con caratteristiche nuove e più complesse, spesso associate ad autolesionismo, a varie forme di dipendenze e fragilità psicologiche, sociali o socio-economiche, richiedendo percorsi di cura sempre più personalizzati e multidisciplinari». Poi il Direttore Pezzana ricorda: «Gli Stati Generali nascono per dare ancora più visibilità ai percorsi realizzati in questi quattro anni migliorando e rendendo il più omogenea possibile a livello regionale l’accoglienza e la presa in carico dei pazienti, e per informare i cittadini sulle modalità di accesso ai servizi e valorizzare l’impegno dei professionisti che ogni giorno operano nella rete. Desidero evidenziare il lavoro di tutti i professionisti e la grande azione congiunta dell’Assessorato regionale, di Azienda Zero e delle Direzioni delle aziende sanitarie che sostengono e rendono possibili questi percorsi di cura. Il confronto con i referenti nazionali e con le altre regioni è fondamentale: il miglioramento dei percorsi assistenziali e l’aggiornamento delle cure passano attraverso uno scambio continuo di esperienze e buone pratiche».
Un progetto virtuoso volto a costruire modelli organizzativi accessibili per i pazienti
Il progetto “Stati Generali dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione” coinvolge attivamente la Regione Piemonte, le Aziende Sanitarie e alcune delle principali eccellenze scientifiche nazionali, con l’obiettivo di trasformare le linee guida in modelli organizzativi concreti, uniformi sul territorio e facilmente accessibili per i pazienti e le loro famiglie. L’appuntamento di oggi rappresenta una tappa di avvicinamento agli “Stati Generali dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione” previsti per il prossimo settembre, quando istituzioni, professionisti e associazioni saranno chiamati a definire una visione condivisa per il futuro della rete regionale dedicata ai disturbi alimentari. L’obiettivo finale è garantire a ogni persona un accesso tempestivo alle cure, percorsi assistenziali omogenei e una presa in carico integrata che metta al centro la qualità della vita del paziente e della sua famiglia.
Durante il webinar sono illustrate le esperienze maturate nelle cinque Aree Omogenee piemontesi, un’occasione per valorizzare quanto già realizzato sul territorio e individuare le azioni necessarie per consolidare una rete sempre più efficace, con il contributo di esperti e professionisti di riferimento provenienti dalle principali realtà sanitarie regionali. Intervengono il professor Giovanni Abbate Daga dell’Università di Torino e dell’AOU Città della Salute e della Scienza, insieme ai rappresentanti delle équipe multidisciplinari delle ASL piemontesi, ovvero M. Cristina Negri, Dietista SC Nutrizione Clinica ASL Città di Torino, Caterina Signa, Psicologa della SC Psicologia Aziendale, Laura Martignone, Dietista SC Nutrizione Clinica, ASL Città di Torino, Giulia Morando, Medico dietologo, Valeria Dealessi, psicologa SSD Nutrizione Clinica ASL AT; Paola Belci, Medico dietologo, SC Nutrizione Clinica e Disturbi del Comportamento Alimentare, ASL CN2; Sergio Riso e Giampaolo Biroli Medici Dietologi, SC Dietologia, AOU Maggiore della Carità di Novara.
Si è chiuso con una partecipazione particolarmente significativa il bando regionale per l’adesione alla prima annualità dei Progetti Integrati di Filiera (PIF) 2026-2029, iniziativa per sostenere la crescita internazionale delle piccole e medie imprese piemontesi finanziata mediante il Programma regionale FESR 2021-2027 e gestita da Ceipiemonte.
Le candidature presentate sono state 871, per un totale di 1.464 richieste di adesione alle filiere produttive di eccellenza del Piemonte, a conferma dell’interesse delle imprese verso percorsi strutturati di sviluppo sui mercati esteri.
«La massiccia adesione al bando – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano – dimostra che il tessuto produttivo piemontese guarda con determinazione ai mercati internazionali. È un risultato che conferma la validità di uno strumento costruito per accompagnare concretamente le pmi nei percorsi di crescita, diversificazione e apertura verso nuove opportunità commerciali. I Progetti Integrati di Filiera – aggiungono Cirio e Tronzano – consentono alle imprese di entrare in contatto con buyer, partner e investitori, partecipando ai principali eventi internazionali di settore o incontrandoli direttamente sul territorio piemontese, e rafforzare la propria competitività. La forte partecipazione registrata evidenzia la capacità del Piemonte di fare sistema e valorizzare le proprie eccellenze produttive, dall’aerospazio all’automotive, dall’agroalimentare all’ICT, dal tessile alla microelettronica».
I Progetti Integrati di Filiera rappresentano uno degli strumenti più consolidati della politica regionale per l’internazionalizzazione e consentono alle aziende di accedere a un articolato programma di attività: partecipazione a fiere internazionali, incontri b2b con buyer e operatori esteri, business convention, missioni imprenditoriali, workshop specialistici e servizi di accompagnamento personalizzato. La forza dei progetti sta nella loro capacità di adeguarsi al continuo mutamento dello scenario internazionale e nell’ascoltare bisogni e necessità delle aziende del territorio, proponendo iniziative rispondenti alle priorità delle aziende. I PIF coinvolgono dieci filiere strategiche dell’economia regionale: aerospazio, automotive&transportation, microelettronica e automazione, agritech e macchinari agricoli, cleantech/green building, salute e benessere, tessile, agroalimentare, abbigliamento-alta gamma-design e ICT. Le attività sono realizzate nell’ambito della strategia regionale per l’internazionalizzazione delle imprese piemontesi e sono finanziate dal PR FESR 2021-2027.
«L’internazionalizzazione – concludono Cirio e Tronzano – rappresenta una leva fondamentale per la crescita economica del territorio. Come Regione continuiamo a investire risorse europee e regionali per sostenere le imprese che scelgono di competere sui mercati globali, creando valore, occupazione e nuove opportunità di sviluppo per tutto il Piemonte».
È tornata a funzionare la Fontana Igloo di Mario Merz, una delle opere di arte contemporanea più note della città, situata tra corso Mediterraneo e corso Lione. Ad annunciarlo è stato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che nella giornata di domenica scorsa, attraverso un video pubblicato sui canali social, ha comunicati ai cittadini il completamento dell’importante lavoro manutentivo che ha permesso il ripristino dell’opera, con la riattivazione del suo sistema idraulico e luminoso. Nel 2025, il Comune aveva deciso, per il suo ripristino, un investimento tra i 30 e i 70 mila euro. L’opera, firmata da uno dei principali esponenti dell’Arte Povera, Mario Merz, sarà godibile dalle ore 8 alle ore 24.
Mara Martellotta
Questa mattina a Torino è iniziata l’udienza preliminare nell’inchiesta su presunte irregolarità fiscali in relazione alla residenza di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Margherita Agnelli, ha chiesto di costituirsi parte civile. Sono chiamati in causa John Elkann , il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e, per un’altra vicenda, il notaio Remo Morone. L’udienza è stata aggiornata all’11 settembre per consentire alle difese di esprimere un parere.
Per lo storico impianto di corso Ferraris è in programma un rinnovamento dell’intero edificio: verranno sostituite le finestre, isolato il tetto, rinnovati gli impianti elettrici e idraulici, introdotta l’illuminazione a LED e installati sistemi di regolazione avanzata dei consumi energetici.
Gli altri nove edifici coinvolti comprendono quattro istituti scolastici: l’I.C. Manzoni-Rayneri di corso Marconi 28, la scuola media Mila di via Germonio 12, la scuola media Pola di via Foglizzo 15 e il complesso scolastico di corso Vercelli 147; tre sedi di uffici comunali in piazza Palazzo di Città 7, via Stradella 192 e via Ormea 45; la Cascina Roccafranca di via Gaidano 76 e la Biblioteca Civica Italo Calvino di Lungo Dora Agrigento 94. A seconda delle esigenze di ciascun edificio, i lavori intervengono sugli impianti, sull’illuminazione, sull’isolamento e sugli infissi: nelle scuole sono previsti il collegamento alla rete del teleriscaldamento, l’installazione di pannelli fotovoltaici, luci a LED e sistemi digitali per la gestione intelligente dei consumi; negli uffici comunali, a Cascina Roccafranca e alla Biblioteca Calvino verrà rinnovato l’impianto di climatizzazione con apparecchiature di nuova generazione a maggiore efficienza.
Nel loro complesso, questi interventi consentiranno un risparmio energetico annuo pari a oltre 580 tonnellate di CO2, equivalente alla piantumazione di circa 28 mila alberi.
I progetti rientrano nel Piano EfficienTO, il programma pluriennale avviato dalla Città di Torino che punta a migliorare le prestazioni energetiche di circa 850 immobili comunali entro il 2030, attraverso un investimento complessivo di 110 milioni di euro a carico del partner privato Iren Smart Solutions , contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica.
Extinction Rebellion a Torino, in zona piazza Massaua, ha affisso maxi-manifesti contro Leonardo spa, con l’obiettivo di “richiamare l’attenzione degli abitanti su chi, nel loro quartiere, trae profitto dalla guerra2.
Le immagini raffigurano un dirigente di Leonardo, sotto la scritta “Ecovandali”, davanti a una Torino in guerra, tra fumo, F-35 e macerie, “per denunciare – dicono gli attivisti – il legame tra industria bellica e crisi ecologica. Sullo sfondo compare la ciminiera degli stabilimenti di Leonardo di corso Marche, già protagonista dell’azione del 2025 in cui Extinction Rebellion aveva scritto “Life Not War”, oggi al centro di un procedimento legale. Proprio oggi, 22 giugno, al Tribunale di Torino si deciderà se portare a processo quattro attivisti del movimento con l’accusa di imbrattamento”.
Scontro tra una moto e un’auto sull’A26 direzione Genova, tra la diramazione Predosa-Bettole e Ovada. Qui sono state coinvolte una moto e una vettura. L’incidente ha causato la morte di un motociclista di 64 anni. Una ragazza di 19 anni passeggera della moto è stata trasportata dall’elisoccorso, in codice giallo, all’ospedale di Alessandria.