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La storia di Daniela e della donazione del latte materno

ASL VC: «L’oro bianco» che unisce le mamme

Per Daniela Marano, insegnante di Vercelli, l’Ospedale Sant’Andrea è legato ai momenti più importanti della sua vita di mamma. Qui, nel 2020, è nata la sua prima figlia, Giulia. Quattro anni dopo, mentre attende Leonardo, il secondo figlio, vive un momento di grande apprensione: al settimo mese di gravidanza cade accidentalmente su un cordolo mentre sta organizzando la festa di compleanno della bambina. Per precauzione viene ricoverata per 48 ore presso la struttura di Ostetricia e Ginecologia dell’Asl VC. Tutto si risolve per il meglio e il 9 novembre 2024 nasce Leonardo.

Pur avendo partorito entrambi i figli al Sant’Andrea, Daniela conosce più da vicino la Pediatria soltanto dopo la nascita del secondogenito, grazie al Centro Famiglie Villa Cingoli realtà del Comune di Vercelli che si occupa di sostenere mamme e bambini.

È qui che scopre l’esistenza della Banca del Latte, un servizio che raccoglie il latte materno in eccesso donato dalle mamme per destinarlo ai neonati più fragili, in particolare ai bambini prematuri o con particolari necessità cliniche.

Daniela decide di aderire con convinzione al progetto. Per mesi si reca regolarmente per i controlli e le donazioni, consapevole del valore di quel latte particolarmente prezioso nelle prime fasi della crescita dei neonati: «Quando venivo a donare vedevo i bambini prematuri e le loro famiglie. Sapevo che con quel mio piccolo gesto potevo dare un sostegno concreto a loro e alle loro mamme. Questo mi faceva sentire unita a loro».

L’esperienza le permette anche di apprezzare la rete di professionisti che accompagna le famiglie nel percorso della nascita e della crescita dei bambini: «La collaborazione tra Ostetricia, Pediatria e Consultorio è sempre molto efficiente. Nei primi mesi di vita di Leonardo ho avuto un ingorgo mammario e ho visto come i diversi servizi siano riusciti a coordinarsi rapidamente per aiutarmi. È una rete che ammiro molto».

Da insegnante, Daniela ha trasformato la propria esperienza anche in un’occasione di sensibilizzazione. Parlando della donazione del latte materno con le mamme delle sue alunne e con donne in attesa di un bambino, si è resa conto di quanto siano ancora diffusi falsi miti e informazioni incomplete.

«Mi sono accorta che c’erano molte resistenze dovute soprattutto alla scarsa conoscenza. Sono felice di aver dato il mio contributo per superarle e di aver potuto condividere la mia esperienza personale».

A colpirla maggiormente è stata l’umanità del personale sanitario e il rapporto che si crea tra le mamme donatrici e gli operatori.

«Mi hanno sempre colpita la disponibilità e l’attenzione che il personale dedica non solo ai bambini, ma anche alle mamme. Si crea un legame speciale. La dottoressa Elena Uga resta in contatto con tutte noi e basta un suo messaggio perché molte mamme si attivino subito per donare quello che chiamiamo affettuosamente “oro bianco”».

«La Banca del Latte è una risorsa fondamentale per la cura dei neonati prematuri e dei bambini che, per specifiche condizioni cliniche, non possono essere allattati direttamente dalla propria mamma. Il latte umano donato conserva proprietà nutrizionali e protettive preziose e contribuisce a migliorare gli esiti di salute dei piccoli pazienti. Per questo il contributo delle donatrici è così importante. Storie come quella di Daniela ci ricordano quanto la collaborazione tra famiglie e professionisti sanitari sia determinante nel garantire le migliori cure ai nostri bambini», aggiunge Gianluca Cosi, Direttore della Struttura Complessa di Pediatria.

Una rete di solidarietà silenziosa ma concreta, che attraverso la donazione del latte materno trasforma un gesto quotidiano in un aiuto prezioso per i neonati più vulnerabili e per le loro famiglie.

«La testimonianza di Daniela racconta perfettamente il valore della donazione del latte materno e il significato più autentico della sanità pubblica: costruire una comunità che si prende cura delle persone nei momenti di maggiore fragilità. Dietro ogni donazione c’è un gesto di straordinaria generosità che può fare la differenza per la salute di un neonato e rappresenta un esempio concreto di solidarietà tra famiglie. A tutte le mamme che scelgono di donare va il nostro più sincero ringraziamento», sottolinea il Direttore Generale dell’Asl Vercelli Marco Ricci.

«Ci sono gesti che non fanno rumore, ma che possono cambiare una vita. La donazione del latte materno è uno di questi. La storia di Daniela ci ricorda che la sanità pubblica non è fatta solo di cure e tecnologie, ma anche di persone che scelgono di aiutare altre persone nei momenti di maggiore fragilità. Grazie alle mamme donatrici e al lavoro dei professionisti che rendono possibile questo percorso, tanti bambini possono ricevere un aiuto prezioso proprio quando ne hanno più bisogno. È un esempio straordinario di solidarietà e di comunità che merita di essere conosciuto e valorizzato», sottolinea Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte.

Ai domiciliari con 700 grammi di droga in casa

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino senegalese di ventotto anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Nei giorni scorsi, gli agenti delle volanti del Commissariato di P.S. Barriera Milano si sono recati presso un alloggio in zona Madonna di Campagna, dove l’uomo era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, per effettuare un controllo finalizzato alla verifica della presenza presso il domicilio.
Giunti sul posto, i poliziotti hanno notato la porta dell’appartamento aperta e hanno osservato l’uomo mentre si preparava a uscire dall’abitazione, dopo aver contato delle banconote.
Accanto all’ingresso, all’interno di una scatola di cartone, gli agenti hanno rinvenuto una busta contenente sostanza stupefacente. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di sequestrare circa 700 grammi di cocaina e crack, suddivisi tra cocaina in pietra, dischi e frammenti di crack, nonché denaro contante per quasi 8.600 euro in contanti, ritenuto provento dell’attività di spaccio e sottoposto a sequestro.
Al termine degli accertamenti, il ventottenne è stato arrestato per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Incendi in Piemonte: la situazione

La Regione Piemonte sta seguendo con attenzione la situazione degli incendi che stanno interessando alcune zone del Verbano Cusio Ossola.
E’ in corso l’evacuazione precauzionale di circa 150 persone dalla frazione Colloro di Premosello Chiovenda, dove l’incendio rischiava di arrivare vicino alle case. Le persone fragili sono già state ricoverate nella casa di riposo, per le altre persone sono a disposizione due palestre.
Sono all’opera in zona 30 volontari di Protezione civile, mentre dal 30 giugno sono al lavoro ogni giorno nella zona una sessantina di volontari con 14 mezzi.
Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirionel pomeriggio ha sentito al telefono il sindaco di Premosello Chiovenda Elio Fovanna per avere da lui l’aggiornamento in tempo reale della situazione e domani in tarda mattinata sarà sul posto insieme agli assessori Marco Gabusi e Matteo Marnati.

“Un sentito ringraziamento – ha dichiarato il presidente Cirio – va rivolto al Dipartimento di Protezione civile, ai Vigili del fuoco, al Corpo regionale antincendi boschivi, ai coordinamenti provinciali dei volontari di Protezione civile, a tutte le donne e uomini del nostro sistema di Protezione civile che stanno lavorando da giorni per contenere gli incendi e garantire la sicurezza alle nostre comunità”.

In questi giorni in tutto il Piemonte sono intervenuti nelle province di Torino, Vercelli e Verbania una media di 6-7 Canadair al giorno e 3 elicotteri regionali. Oggi è arrivato nell’aeroporto di Cameri un Erikson del Dipartimento nazionale di Protezione civile.

Corsi di Guida Sicura: al via la seconda edizione

Dopo lo straordinario successo della prima edizione, che ha visto protagonisti ben quindici Comuni e oltre duecentocinquanta giovani guidatori del territorio, si riaccendono i motori per il secondo anno consecutivo dei Corsi di Guida Sicura. Il progetto, promosso dalla Città metropolitana di Torino insieme alla Fondazione Salvatore Ambrosiano in memoria di Donato Ambrosiano, amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione sul territorio grazie a una fitta rete di cooperazione istituzionale locale. L’iniziativa mette a disposizione dei ragazzi sessioni dedicate di formazione teorica e prove pratiche, focalizzate sull’acquisizione di una mobilità più consapevole, sulla prevenzione dei comportamenti a rischio alla guida e sulla gestione delle manovre di emergenza.
Al fine di azzerare qualsiasi barriera d’accesso per le nuove generazioni, la partecipazione è completamente gratuita.
“Forte dell’alto valore formativo dimostrato nella scorsa edizione, il tour si rinnova quest’anno toccando sei nodi strategici della provincia di Torino, allestendo isole e campi prova direttamente nelle piazze cittadine”, ha sottolineato la consigliera di Città metropolitana con delega all’istruzione, Caterina Greco.
Il tour prenderà il via a Rivarolo il 31 agosto e il 1° settembre, per poi spostarsi a Chivasso il 3 e 4 settembre. Il calendario proseguirà il 10 settembre a Giaveno e l’11 settembre a Sant’Antonino di Susa. Gli ultimi appuntamenti si terranno a Torino il 22 e 23 settembre, per concludersi infine a Settimo Torinese il 24 e 25 settembre.
I corsi prevedono un limite massimo di iscritti per ogni singola giornata, una misura necessaria a garantire la massima sicurezza delle sessioni di guida pratica a bordo delle vetture, rendendo la prenotazione obbligatoria al link : https://docs.google.com/forms/d/1Jhrd7-Qhmb5Ymx5bl_XKBgTd2fUMUbPRuNcoN7lA7zg/viewform?edit_requested=true

Rifugi climatici: Fondazione Torino Musei al servizio dei cittadini

Come già lo scorso anno, in considerazione del protrarsi dell’ondata di calore che sta interessando Torino e della necessità di mettere a disposizione della cittadinanza – in particolare delle persone più fragili – luoghi sicuri, climatizzati e accoglienti, Fondazione Torino Musei, in accordo con la Città di Torino, ha attivato per tutto il mese di luglio una promozione speciale alla GAM, al MAO e a Palazzo Madama:

  • Over 65: ingresso gratuito alle collezioni permanenti e biglietto ridotto per le mostre temporanee;
  • Bambini fino a 12 anni: ingresso gratuito sia alle collezioni permanenti sia alle mostre temporanee.

Con questa iniziativa Fondazione Torino Musei ribadisce il valore sociale dei musei, luoghi aperti e accessibili che, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, possono rappresentare uno spazio di accoglienza, cura e condivisione per tutta la comunità.

 Il MAO è chiuso per il disallestimento della mostra Chiharu Shiota e riaprirà il 23 luglio e sarà quindi coinvolto nella promozione solo per l’ultima settimana del mese.

San Salvario resta casa: il congedo (a metà) del luogotenente dei Carabinieri Massimiliano Usai

 

C’è un modo di comandare un territorio che non si misura in ordinanze, fermi, arresti, ma in un consenso costruito giorno dopo giorno, con la paziente tessitura di un modello condiviso di convivenza.
È questo il lascito che il luogotenente Massimiliano Usai, per quasi dieci anni alla guida della Stazione Carabinieri di Torino San Salvario, consegna al quartiere nel momento del suo trasferimento alla Sezione Operativa della Compagnia di Venaria Reale.
San Salvario non è un quartiere qualunque. È uno dei punti di Torino dove la convivenza tra comunità diverse si gioca ogni giorno sul terreno concreto delle relazioni: la presenza storica della Sinagoga e della comunità ebraica torinese, il radicamento della comunità islamica, la tradizione cristiana, e attorno a tutto questo, un tessuto di corpi intermedi, associazioni, presidi sociali che a San Salvario hanno una densità particolare.
Governare la sicurezza di un simile quartiere significa, prima ancora che reprimere, saper ascoltare e mettere in relazione.


È in questo senso che negli anni Usai è stato indicato, da più voci, come una delle eccellenze dell’Arma in Italia: non per gesti eclatanti, ma per aver costruito, con pazienza artigiana, un modello di prossimità che ha trasformato la Stazione da presidio di controllo a punto di riferimento condiviso da tutte le rappresentanze del quartiere.
Il commiato di mercoledì 8 luglio, alla presenza di istituzioni, rappresentanti delle confessioni religiose, associazioni e colleghi, ne è stata la fotografia più chiara: non un rito formale, ma il riconoscimento collettivo di un lavoro che ha attraversato le appartenenze.
«I risultati raggiunti sono il frutto di una proficua collaborazione costruita sul dialogo, sulla vicinanza ai cittadini e sulla particolare attenzione rivolta alle persone più fragili», ha detto Usai stesso, restituendo in una frase la grammatica del suo metodo: dialogo come strumento, prossimità come pratica quotidiana, fragilità come priorità e non come eccezione.
Un legame, quello con il territorio, che per Usai non è nuovo: già alla guida della Stazione di Cuorgnè, nel Canavese, aveva lasciato un segno tale da portare l’ex sindaco Beppe Pezzetto a presenziare al saluto istituzionale, a distanza di anni.

Ora la sfida cambia scala, con il prestigioso incarico operativo a Venaria Reale.
Ma il modello costruito a San Salvario, quello di una sicurezza che si fa mediazione tra mondi, resta un metodo replicabile, prima ancora che un ricordo.
E c’è un dettaglio che dice forse più di ogni bilancio operativo: il comando cambia, ma San Salvario resta casa. Usai continuerà ad abitare nel quartiere insieme alla sua famiglia. Non un commiato, dunque, ma la naturale prosecuzione di un legame che la divisa aveva reso pubblico e che la vita quotidiana continuerà a custodire.

Irma Ciaramella

Case rifugio contro la violenza, prorogato il bando

Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità: “Più tempo per presentare progetti di qualità. Continuiamo a investire per una rete sempre più forte, accessibile e vicina ai territori”.

La Regione Piemonte ha prorogato al 10 settembre 2026, alle ore 12, il termine per la presentazione delle domande relative al bando destinato alla realizzazione e all’acquisto di immobili da adibire a case rifugio, al potenziamento dei posti disponibili nelle strutture già esistenti e agli interventi per migliorarne l’accessibilità. La proroga è stata disposta per consentire il regolare svolgimento della procedura durante la fase di riorganizzazione della Direzione Welfare e garantire a tutti i soggetti interessati le migliori condizioni per partecipare all’avviso pubblico.

«La violenza contro le donne si combatte anche rafforzando i luoghi della protezione e dell’accoglienza – dichiara l’assessore regionale alle Pari Opportunità Marina Chiarelli –. Le case rifugio rappresentano un presidio fondamentale di sicurezza, autonomia e rinascita per le donne e per i loro figli. Con questa proroga vogliamo offrire agli enti il tempo necessario per presentare progetti solidi e di qualità, perché il nostro obiettivo è utilizzare al meglio ogni risorsa disponibile e trasformarla in opportunità concrete per il territorio».

«Abbiamo inoltre previsto un criterio di priorità per le province di Novara e Vercelli, dove è emersa l’esigenza di rafforzare ulteriormente la rete di accoglienza. È una scelta che testimonia la volontà della Regione di garantire un sistema sempre più capillare ed equilibrato, capace di rispondere ai bisogni di tutte le donne, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Nessuna deve sentirsi sola o costretta ad allontanarsi dal proprio territorio per trovare protezione».

«Negli ultimi anni – conclude Chiarelli – abbiamo investito con determinazione nel rafforzamento della rete antiviolenza, sostenendo i Centri Antiviolenza, gli sportelli e le case rifugio. Continueremo a farlo perché contrastare la violenza di genere significa costruire percorsi di libertà, autonomia e dignità, attraverso una collaborazione sempre più forte tra istituzioni, enti del Terzo settore e comunità locali».

L’avviso pubblico, finanziato nell’ambito delle risorse previste dal DPCM 28 novembre 2024, sostiene la realizzazione di nuove case rifugio, l’acquisto di immobili da destinare all’accoglienza delle donne vittime di violenza e dei loro figli, il potenziamento delle strutture già operative e gli interventi per migliorarne l’accessibilità alle persone con disabilità. Restano invariate tutte le modalità di partecipazione previste dal bando; cambia esclusivamente il termine ultimo per la presentazione delle domande, fissato alle ore 12 del 10 settembre 2026.

L’avviso è disponibile su  https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/realizzazione-case-rifugio

La terza edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes

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Il 25 e 26 luglio 2026, Pontechianale, nel cuore della Valle Varaita in provincia di Cuneo, ospiterà la terza edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes.

Dopo il Piccolo San Bernardo nel 2024 e il Moncenisio nel 2025, l’importante evento transfrontaliero approda quest’anno ai piedi e sulla vetta del Colle dell’Agnello, il valico stradale più alto d’Europa, un’area storicamente unita dalla lingua occitana e da radici comuni.

Guidata dagli slogan “Stay young, live the mountains” e “Abitare le Alpi, costruire il futuro”, la manifestazione celebra lo storico legame di amicizia tra Piemonte, Valle d’Aosta e i dipartimenti francesi di Savoia e Hautes-Alpes. Il programma delle due giornate unisce momenti di riflessione politica e culturale a grandi appuntamenti popolari, sportivi e gastronomici.

Questo evento rappresenta una celebrazione e, al tempo stesso, una vetrina fondamentale per fare il punto sulle politiche transfrontaliere tra Piemonte e regioni francesi confinanti. Al centro del dibattito si trovano i fondi strutturali europei e i programmi di cooperazione, con particolare attenzione agli strumenti che da anni intervengono sui territori alpini di confine. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita dei residenti e favorire il ripopolamento di queste aree attraverso risposte concrete alle sfide comuni, quali la transizione ecologica, la digitalizzazione, la gestione della sicurezza nei territori montani e la creazione di nuove opportunità occupazionali per i giovani.

L’iniziativa di Pontechianale offre dunque l’opportunità di analizzare i risultati raggiunti e, soprattutto, di tracciare le linee guida della nuova programmazione europea 2028-2034.

Dichiara l’assessore allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna di Regione Piemonte Marco Gallo: «Con la Festa delle Alpi il Piemonte raccoglie con orgoglio il testimone dalla Savoia, proseguendo un percorso che, dopo le due edizioni del Piccolo San Bernardo e del Moncenisio, continua a rafforzare il dialogo tra i territori dell’arco alpino. La scelta di Pontechianale è profondamente simbolica: una porta naturale tra Italia e Francia, un luogo che da sempre unisce comunità, culture e relazioni e che rappresenta al meglio lo spirito di questa manifestazione.

Per la Regione Piemonte la montagna è una priorità strategica quale spazio di opportunità, innovazione e sviluppo, e dove investire significa rafforzare la qualità della vita delle comunità, sostenere le imprese, valorizzare il patrimonio naturale e creare nuove prospettive per le giovani generazioni. La Festa delle Alpi interpreta pienamente questa visione: è il luogo in cui istituzioni, amministratori, cittadini e territori si incontrano per condividere idee, esperienze e progetti, nella convinzione che le sfide della montagna si affrontino insieme. Un valore che ritroviamo anche nella collaborazione con gli amici francesi, partner fondamentali di un percorso che dimostra come la cooperazione sia uno strumento concreto di crescita per tutti i territori. Con questo spirito vogliamo continuare a rafforzare il ruolo delle Alpi come spazio europeo di dialogo, collaborazione e sviluppo, guardando con fiducia alle opportunità offerte dalla prossima programmazione europea. Perché il futuro delle nostre montagne si costruisce insieme, mettendo al centro le comunità, i territori e una visione condivisa capace di generare valore per il Piemonte, per la Francia e per l’Europa».

«La Festa delle Alpi rappresenta un momento di straordinario valore simbolico e concreto per i territori alpini – sottolinea Leonardo Lottoassessore agli Affari europei, Innovazione, PNRR, Politiche nazionali per la montagna e Politiche giovanili della Regione Autonoma Valle d’Aosta – È l’occasione per riaffermare con forza l’identità comune delle nostre comunità di montagna, che da secoli condividono tradizioni, lingue, economie e relazioni transfrontaliere. Festeggiare le Alpi in un colle, esprime con grande forza l’idea che le montagne non dividono ma uniscono e creano legami forti che ci permettono di guardare con fiducia ai rapporti di cooperazione tra questi territori. L’edizione 2026, ospitata al Colle dell’Agnello, conferma infatti il rafforzamento delle relazioni con la Regione Piemonte e il Dipartimento francese della Savoia confinanti tra loro nonché la vitalità di un progetto, nato nel 2024 con la prima edizione che si è svolta al Colle del Piccolo San Bernardo. In un contesto segnato da sfide importanti, dal cambiamento climatico allo spopolamento delle aree montane, eventi come questi dimostrano quanto sia fondamentale lavorare insieme, superando i confini amministrativi per valorizzare le risorse, il patrimonio culturale e le opportunità di sviluppo sostenibile. La montagna non è solo un territorio da tutelare, ma uno spazio vivo, dinamico, europeo, capace di innovazione e di dialogo. La Festa delle Alpi è il simbolo di questa visione e un’opportunità concreta per rafforzare le sinergie tra le nostre Regioni e i territori confinanti, nel segno della cooperazione alpina e di una visione condivisa del futuro delle Alpi».

«È una gioia e un orgoglio vedere il concept della Festa delle Alpi franco-italiana declinato quest’anno dalla Regione Piemonte – afferma Hervé Gaymard, presidente del Consiglio dipartimentale della Savoia – Le prime due edizioni, che abbiamo organizzato nel 2024 al colle del Piccolo San Bernardo e poi nel 2025 al colle del Moncenisio, hanno dimostrato che questa Festa ha pienamente diritto di cittadinanza tra i grandi appuntamenti estivi dei nostri territori. Hanno soprattutto dimostrato la loro capacità di unire gli abitanti e gli attori socio-economici da una parte e dall’altra del confine. Attorno ai valori che ci uniscono, la Festa delle Alpi è un momento privilegiato per ritrovarsi, dialogare, riflettere insieme, condividere visioni comuni e rafforzare le nostre cooperazioni attraverso nuovi progetti e accordi. Essa si iscrive appieno nello spirito del Trattato del Quirinale e trova naturalmente il suo radicamento nel territorio di cooperazione del programma europeo ALCOTRA. La sua vocazione sarà quindi quella di vivere e crescere lungo il confine alpino franco-italiano, sostenuta dalla forza della nostra storia comune, dai numerosi progetti immaginati insieme e dal vento di amicizia che unisce i nostri due popoli. Esprimo i miei migliori auguri di successo per questa edizione 2026, organizzata al colle dell’Agnello e nel magnifico borgo di Pontechianale. Sarà per me un grande piacere portare in questa occasione la voce del Dipartimento della Savoia e riaffermare il nostro impegno a favore di una cooperazione alpina sempre più ambiziosa».

Per Silvano Dovetta, presidente dell’Unione Montana Valle Varaita e consigliere delegato della Provincia di Cuneo «La Festa delle Alpi è un momento importante per la nostra valle e per tutte le comunità di questa porzione di arco alpino. È un’occasione di incontro che sono lieto che la Regione Piemonte abbia deciso di organizzare in provincia di Cuneo e in Valle Varaita. Mi auguro che chi verrà a Pontechianale a prendere parte ai tanti eventi in programma possa approfittare anche per fare una riflessione sul valore delle nostre terre alte. La montagna non deve essere percepita, infatti, solo come un luogo da frequentare durante il tempo libero: è un territorio vivo, con persone che lavorano, tengono aperti servizi, custodiscono il paesaggio e mantengono tradizioni e comunità. Ha un ruolo fondamentale per l’economia, per l’ambiente e per il tessuto sociale del nostro Paese. Le montagne, inoltre, sono sempre state una cerniera tra popoli e culture, un luogo di incontro e di scambio, non di divisione. È questo spirito che la Festa delle Alpi vuole trasmettere. L’invito è quindi a vivere queste giornate con gioia e orgoglio, ma anche a ricordarsi della montagna durante tutto l’anno. Perché la montagna è una risorsa preziosa, da conoscere, rispettare e sostenere ogni giorno, non soltanto nelle occasioni di festa».

Turkish Airlines, due anni di voli diretti tra Torino e Istanbul

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Oltre 160 mila passeggeri trasportati

A due anni dall’avvio del collegamento diretto tra Torino e Istanbul, Turkish Airlines traccia un bilancio dell’attività della rotta inaugurata il 10 luglio 2024, che collega quotidianamente il capoluogo piemontese con l’hub internazionale della compagnia in Turchia.

Secondo i dati diffusi dal vettore, nei primi due anni di operatività il collegamento ha trasportato oltre 160 mila passeggeri tra Torino e Istanbul. Di questi, il 37% è costituito da viaggiatori diretti verso il Piemonte, un dato che, secondo la compagnia, ha contribuito ad alimentare i flussi turistici verso il territorio. La rotta ha inoltre registrato una crescita del 13% rispetto al primo anno di attività.

Con Torino salgono a nove le destinazioni italiane servite da Turkish Airlines, che opera già su Milano, Roma, Venezia, Bologna, Napoli, Catania, Palermo e Bari. Attraverso l’hub di Istanbul, i passeggeri in partenza dal Piemonte possono raggiungere le numerose destinazioni internazionali servite dalla compagnia.

In occasione del secondo anniversario del collegamento, İzzet Emre Göl, General Manager Milano e Torino di Turkish Airlines, ha commentato: «Siamo orgogliosi di collegare il Piemonte alla Turchia e al resto del mondo con i nostri voli. Con Torino, Turkish Airlines raggiunge nove destinazioni in Italia, uno dei mercati più strategici per la compagnia. Questo secondo anniversario rappresenta non solo una celebrazione dei risultati raggiunti, ma anche la conferma del nostro impegno a sostenere il turismo, gli scambi culturali e le relazioni economiche tra Italia e Turchia».

Rapina violenta in casa: un arresto

La Polizia di Stato ha eseguito, nei giorni scorsi, un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un quarantunenne italiano gravemente indiziato di essere il quarto componente di un gruppo di soggetti responsabile di una rapina in abitazione nell’estate del 2024.
I fatti si riferiscono ad una mattina di luglio del 2024, quando tre persone, insieme a una quarta fino a pochi giorni fa rimasta ignota, si sono recate in un palazzo del centro città di Torino, in via Fabro. In tre sono entrati nel condominio, mentre il quarto è rimasto all’esterno a fungere da palo. All’arrivo della collaboratrice domestica, i tre all’interno l’hanno bloccata all’uscita dell’ascensore, trascinandola nell’abitazione e legando lei e il proprietario mani e polsi. I rapinatori si sono quindi impossessati con violenza dell’orologio del valore di 15.000 euro indossato dall’uomo, dandosi poi alla fuga insieme al complice all’esterno, lasciando le vittime nell’abitazione ancora legate.
L’attività investigativa, basata sulle immagini degli impianti di videosorveglianza, sul traffico delle utenze telefoniche e sulle successive attività tecniche, aveva consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di tre persone per le quali era stata emessa ordinanza di custodia cautelare in carcere. In due erano stati rintracciati e arrestati nel giugno del 2025 nei giorni successivi all’emissione del provvedimento, mentre una terza persona è ancora irreperibile.
Le successive indagini degli investigatori della Squadra Mobile torinese hanno portato all’identificazione ed all’arresto nei giorni scorsi del quarantunenne italiano, individuato quale quarto componente del gruppo; in particolare, l’uomo è ritenuto il mandante e ideatore dell’azione delittuosa, colui che aveva individuato l’obiettivo e fornito agli esecutori tutto il materiale necessario per compiere l’azione.