CRONACA- Pagina 2

I liceali cercano risposte-analisi per un futuro scolastico migliore

La ricerca di una quarta superiore del liceo economico sociale del Curie Vittorini di Grugliasco

 

Noi studenti di una quarta superiore del liceo economico sociale, del Curie Vittorini di Grugliasco, abbiamo svolto il ruolo di ricercatori sociali per analizzare il benessere all’interno delle aule delle scuole di Torino. I partecipanti si sono riuniti per analizzare tutti i dati ricevuti, tramite un questionario. Grazie al nostro impegno e costanza siamo riusciti a esaminare tutte le risposte e a mettere a confronto i risultati. Secondo la nostra ricerca, per quanto riguarda la nostra scuola, il Curie Vittorini, il punto di vista dei docenti nella scuola ci mostra che: da una parte emerge una forte passione per l’insegnamento, dall’altra numerose difficoltà quotidiane.

Tra i principali problemi vengono segnalati il peso della burocrazia, considerata un ostacolo dal 78% degli insegnanti, e la gestione della classe, spesso fonte di stress. Il bullismo rappresenta una delle maggiori criticità: il 75% dei docenti lo ritiene presente nella propria scuola e molti hanno affrontato direttamente episodi di questo tipo, intervenendo attraverso il dialogo con gli studenti e la collaborazione con i colleghi. Nonostante le difficoltà, gli insegnanti continuano a cercare nuovi metodi per coinvolgere i ragazzi, come lezioni partecipative e attività di problem solving. La maggior parte dei docenti ritiene di riuscire a mantenere un ambiente rispettoso in classe e apprezza l’uso degli strumenti digitali nella didattica.

Il giornalino del liceo

 

La ricerca evidenzia però anche alcune difficoltà nei rapporti tra colleghi e nella percezione del rispetto ricevuto dagli studenti. Tuttavia, il rapporto educativo resta una fonte di crescita: molti insegnanti dichiarano di aver imparato dai ragazzi valori fondamentali come ascolto, dialogo, pazienza e rispetto reciproco. Anche dal punto di vista degli studenti, l’ambiente scolastico presenta criticità e aspetti positivi. Il 55% ritiene che il carico di studio non è sempre sostenibile, con una distribuzione poco equilibrata. Circa un terzo degli alunni percepisce una mancanza di stimoli e supporto da parte dei docenti, e molti chiedono una scuola più moderna, con attività pratiche, lavori di gruppo e potenziamento di lingue ed educazione sessuale.

Pur tenendo conto degli aspetti che si sono registrati finora, si registra anche un miglioramento nel rapporto con i professori, considerati più disponibili. Nonostante ciò, il 72% degli studenti giudica le regole scolastiche troppo rigide, soprattutto su ritardi e assenze. Tra gli aspetti positivi, invece, prevale un forte senso di sicurezza e la quasi assenza di episodi di bullismo. Restano però criticità negli spazi scolastici: oltre la metà degli studenti li ritiene inadeguati.

Risultati simili per quanto riguarda la gestione scolastica abbiamo riportato dati simili, mentre emergono differenze nella frequenza delle lezioni. Infatti i questionari delineano una scuola accogliente, sicura e ben organizzata, capace di soddisfare le aspettative del 86% degli studenti, e soprattutto capace di prepararli efficacemente al mondo del lavoro. Il punto di forza è l’area tecnico-pratica: i laboratori sono considerati sicuri al 100% e molto all’avanguardia, e le esperienze di stage ritenute soddisfacenti dalla maggior parte dei ragazzi, con un ottimo collegamento tra teoria e pratica.

Anche il clima relazionale è molto positivo e collaborativo (93%), sebbene la metà degli studenti abbia assistito a episodi di esclusione, prontamente segnalati ai professori. Sul piano didattico, pur essendoci una buona percezione del supporto dei docenti e dell’attenzione allo stress, emergono i principali margini di miglioramento: i ragazzi chiedono infatti una maggiore motivazione per il proprio futuro professionale e, soprattutto, un migliore bilanciamento del carico di lavoro tra studio e attività pratiche, giudicato equilibrato solo dal 35,7% degli intervistati. Quest’esperienza ci ha permesso non solo di capire la situazione nelle scuole, ma soprattutto ci ha dato la possibilità di acquisire nuove competenze, in un campo per noi non del tutto conosciuto.

 

Gabriele Taliano
Ilaria Di Tella
Antonia Di Tella
Alice Mattina
Alice Toscano
Rebeca Strajeru
Meryem El Gharbi
Matteo Lenta
Antonino Marsiglione
Chamvie Lembi
Federica Albarella

L’astronauta Cheli a Giaveno

 IN PIAZZA MAUTINO UNA SERATA D’ECCELLENZA ANCHE CON L’INGEGNERE WALTER CUGNO

Giovedì 18 giugno alle ore 21, in Piazza Mautino, Giaveno ospiterà un evento di straordinario prestigio dedicato all’esplorazione spaziale e alle nuove frontiere della ricerca aerospaziale.

L’incontro, dal titolo “Dalla Terra alla Luna, destinazione Marte. Dal programma Apollo ad Artemis: le nuove sfide dell’esplorazione spaziale“, vedrà protagonisti due personalità di rilievo internazionale: Maurizio Cheli, astronauta, ufficiale e pilota collaudatore, e Walter Cugno, una delle figure più autorevoli dell’industria aerospaziale europea.

A moderare la serata sarà Antonio Lo Campo, giornalista de La Stampa e tra i più apprezzati divulgatori italiani del settore spaziale.

L’appuntamento offrirà al pubblico l’opportunità di compiere un viaggio attraverso oltre mezzo secolo di esplorazione spaziale: dalle missioni Apollo che portarono l’uomo sulla Luna alle nuove sfide del programma Artemis, che punta a riportare l’umanità sul nostro satellite e a preparare il futuro approdo su Marte.

Tra i protagonisti dell’incontro, Maurizio Cheli rappresenta una delle pagine più importanti della storia astronautica italiana. Selezionato dall’Agenzia Spaziale Italiana e dall’Agenzia Spaziale Europea, nel 1996 partecipò alla missione STS-75 dello Space Shuttle Columbia, diventando il primo italiano a ricoprire il ruolo di Mission Specialist, astronauta professionista incaricato della gestione operativa della missione. Durante la sua carriera ha inoltre ricoperto importanti incarichi come pilota collaudatore e dirigente nel settore aeronautico e aerospaziale.

Accanto a lui sarà presente il giavenese Walter Cugno, protagonista assoluto dello sviluppo dell’industria spaziale europea, già Vice Presidente del Dominio Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space e Vice Presidente del Distretto Aerospaziale Piemonte. Nel corso della sua carriera ha contribuito alla realizzazione di alcuni dei più importanti programmi spaziali internazionali, dalla Stazione Spaziale Internazionale ai moduli destinati all’esplorazione lunare e alle future missioni verso Marte. Un curriculum che gli è valso recentemente il conferimento della Laurea Magistrale Honoris Causa in Ingegneria Aerospaziale da parte del Politecnico di Torino.

“Siamo particolarmente felici e onorati di aver ricevuto la disponibilità dell’Ingegner Walter Cugno a partecipare a questa serata e grazie a lui avere l’occasione di ascoltare anche un astronauta italiano, Maurizio Cheli. Per Giaveno è motivo di grande orgoglio poter contare tra i propri concittadini una personalità che ha contribuito in modo così significativo ai principali programmi spaziali internazionali e che rappresenta una delle eccellenze italiane più riconosciute nel mondo. Il settore aerospaziale rappresenta oggi una delle eccellenze strategiche del territorio torinese e piemontese, con la presenza di alcune delle più importanti aziende europee e con un indotto che continua a crescere, creando occupazione qualificata e nuove opportunità professionali. Crediamo che avvicinare i nostri giovani a questi temi possa essere uno stimolo importante per il loro futuro. Chissà che tra gli studenti e i ragazzi che parteciperanno a questa serata non ci sia anche un futuro ingegnere aerospaziale, un ricercatore o magari, un giorno, il primo astronauta giavenese.” dichiara il Sindaco Stefano Olocco.

L’evento arriva in un momento storico in cui lo spazio è tornato prepotentemente agli onori della cronaca internazionale. Le nuove missioni del programma Artemis, che porteranno nuovamente l’uomo sulla Luna e apriranno la strada alle future esplorazioni di Marte, stanno riaccendendo l’entusiasmo e l’interesse delle nuove generazioni. Tra i protagonisti delle prossime missioni figura anche l’astronauta italiano Luca Parmitano, a conferma del ruolo sempre più importante che il nostro Paese sta conquistando nel panorama spaziale mondiale.

L’Amministrazione comunale invita cittadini, famiglie, studenti e appassionati a partecipare a questa occasione unica di incontro con due protagonisti che hanno vissuto e contribuito a costruire in prima persona alcune delle più importanti pagine della storia dell’esplorazione spaziale.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

“Dopo 14 anni si chiude un capitolo: il mio saluto alla Rear”

Caro direttore,

ci sono esperienze di lavoro che diventano molto più di un semplice impiego. La Rear, per me, è stata questo per 14 anni.
Oggi si chiude un percorso importante della mia vita professionale, fatto di impegno, crescita e soprattutto di persone.
Entrai con entusiasmo e curiosità e lascio con gratitudine per tutto ciò che ho vissuto. In questi anni ho condiviso giornate, sfide e soddisfazioni con colleghe e colleghi che sono diventati una vera famiglia.
La Rear è una grande famiglia che non lascia indietro nessuno, un valore che ho potuto vivere ogni giorno e che resterà tra gli insegnamenti più importanti del mio percorso.
Un pensiero sincero va alle colleghe e ai colleghi con cui ho condiviso questo cammino: il vostro sostegno, la vostra umanità e la vostra presenza quotidiana hanno reso speciale ogni momento.
Un ringraziamento sentito anche ai responsabili, per la fiducia, il supporto e la guida dimostrata nel corso degli anni.
Porto con me ricordi, legami e insegnamenti che resteranno sempre parte della mia storia.
A tutti, il mio grazie più sincero.

Enzo Grassano
Giornalista pubblicista già dipendente Rear

Inaugurato il percorso di Guglielmo da Volpiano

Storia, accessibilità e rete territoriale per valorizzare le radici di territorio

Sono stati inaugurati  sabato 13 giugno 2026, a Volpiano i nuovi pannelli turistico-informativi dedicati alla figura di Guglielmo da Volpiano, il monaco benedettino protagonista dell’Europa monastica dell’XI secolo. L’iniziativa ha rappresentato una nuova tappa del progetto di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio, attraverso strumenti innovativi e inclusivi che accompagneranno cittadini e visitatori alla scoperta delle proprie radici.

Il percorso è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Volpiano, l’Associazione Terra di Guglielmo ODV e tabUi – piattaforma digitale specializzata nella promozione dei territori – e si sviluppa attraverso una rete di pannelli informativi accessibili ed è culminato in una camminata storica fino all’Abbazia di Fruttuaria, nel vicino Comune di San Benigno Canavese.

L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: promuovere le eccellenze storiche e culturali locali e garantire un’accessibilità reale ai contenuti grazie a strumenti digitali innovativi, come audioguide e approfondimenti consultabili tramite smartphone.

Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco di Volpiano, Giovanni Panichelli, che ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: «L’inaugurazione di questi pannelli rappresenta un gesto semplice ma significativo, perché rende accessibile a tutti un pezzo della nostra storia comune. Conoscere le proprie radici è un passaggio fondamentale per costruire una comunità forte e capace di affrontare le sfide del futuro».

Il sindaco ha inoltre evidenziato il carattere corale del progetto, ringraziando i numerosi partner, le associazioni e tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione mettendo a disposizione competenze, documentazione e, soprattutto, passione. «La passione per la storia e per le proprie radici non è qualcosa di scontato: richiede impegno, cura e perseveranza», ha affermato.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, la consigliera regionale Paola Antonetto, presidente della Commissione Cultura della Regione Piemonte; il vicesindaco di San Benigno Canavese Michele Cavapozzi; l’assessora alla Cultura del Comune di Volpiano Barbara Sapino; rappresentanti delle associazioni coinvolte e numerosi cittadini.

Il vicesindaco di San Benigno Canavese ha evidenziato come il progetto rappresenti un esempio concreto di collaborazione istituzionale: «Due Comuni e due comunità che si uniscono per custodire e tramandare le proprie radici. Le nostre radici sono la nostra storia e ciò che oggi siamo è il frutto di quanto chi ci ha preceduto ci ha lasciato».

Anche la consigliera regionale Paola Antonetto ha espresso apprezzamento per l’iniziativa: «Momenti come questo rendono orgogliosi del patrimonio storico, culturale e architettonico del Piemonte. È importante riscoprire e valorizzare questi spazi, rendendoli vivi e accessibili».

L’assessora alla Cultura Barbara Sapino ha ricordato come il progetto abbia saputo creare una rete virtuosa tra istituzioni, associazioni e realtà del territorio, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Oltre ai pannelli informativi, il percorso prevede infatti ulteriori azioni di valorizzazione, tra cui la realizzazione di un murale in collaborazione con la confraternita e la parrocchia e la produzione di materiali divulgativi dedicati ai più giovani, tra cui un fumetto digitale già presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Fondamentale anche il contributo dell’Associazione Terra di Guglielmo ODV. Il presidente Luigi Camoletto ha illustrato le caratteristiche dei nuovi strumenti: «Abbiamo realizzato pannelli che raccontano la storia di Guglielmo e del territorio, integrandoli con audioguide e contenuti digitali pensati per essere utilizzati da tutti. Con un semplice click è possibile ascoltare la storia passeggiando tra questi luoghi, approfondire i contenuti e visualizzare immagini e documenti. Un’esperienza completa, intuitiva e realmente inclusiva».

I pannelli raccontano, in particolare, il legame tra Volpiano e l’Abbazia di Fruttuaria attraverso il percorso storico della cosiddetta “Stratella”, l’antica via che collegava il territorio alle principali direttrici medievali.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione territoriale “Territori in Luce” finanziata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, e conferma la volontà delle istituzioni locali di investire nella cultura come strumento di coesione sociale, promozione turistica e trasmissione della memoria collettiva.

Con questo nuovo percorso, Volpiano e San Benigno Canavese rafforzano il loro legame, trasformando la storia condivisa in un’opportunità di crescita culturale, partecipazione e sviluppo per l’intero territorio.

 

Crisi vino, le attese degli agricoltori

I tavoli regionali di consultazione sono importanti e utili, ma chi deve decidere è la politica. Il momento del vino è tale da non consentire più alcun tentennamento. Dopo aver ascoltato tutti, ci aspettiamo che l’assessore regionale all’Agricoltura decida, ben sapendo che non potrà dare ragione a tutti. Rispetto a un anno fa, nulla è cambiato, se non che la situazione è ulteriormente peggiorata, perché le vigne non hanno il rubinetto che si può chiudere per limitare i danni. Il momento non è facile per nessun settore, oltre a chiedere il comparto del vino deve saper assumere le proprie responsabilità.

È questa in estrema sintesi la posizione espressa dal Gruppo di interesse economico Viticoltura di Cia Agricoltori Italiani Piemonte e Valle d’Aosta dopo l’incontro di mercoledì pomeriggio con l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo, Paolo Bongioanni.

La rappresentanza dell’Organizzazione agricola regionale presieduta da Gabriele Carenini esorta la Regione a cogliere l’occasione della crisi per riprogrammare il comparto vitivinicolo, non soltanto in funzione dell’emergenza di oggi, ma guardando al futuro da qui ai prossimi dieci anni, tenendo conto dei tempi richiesti dalla natura per adeguarsi alle nuove esigenze produttive del settore.

Nell’immediato, l’indicazione è di utilizzare tutte le risorse disponibili per la vendemmia verde e di contingentare al massimo al 5 per cento i superi, se non abolirli. In sostanza, non diminuire le rese, ma togliere i superi.

Va detto, secondo i rappresentanti regionali del settore vitivinicolo di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, che le criticità del settore non sono riscontrabili ovunque in Piemonte con la medesima gravità, però bisogna fermare e programmare estirpi e nuovi impianti secondo le necessità specifiche caso per caso.

Rimane un punto fermo per l’Organizzazione agricola la richiesta che le risorse pubbliche destinate all’agroindustria vengano indirizzate esclusivamente alle realtà che impiegano materie prime piemontesi. Analogamente, viene auspicato il rispetto di un “patto non scritto tra gentiluomini” che impegni i soggetti beneficiari degli aiuti pubblici a riconoscere ai loro conferitori un prezzo minimo delle uve non inferiore a 90 centesimi al chilo, per restituire dignità al lavoro del viticoltore, che non fa solo vino, ma è il perno di un sistema complesso di tutela dell’ambiente e della biodiversità, oltre che della promozione turistica, una componente sempre più rilevante per l’economia locale. Alla Regione, è stato inoltre richiesto uno sforzo per superare il momento di crisi relativo all’aumento delle giacenze.

Visto tutto il lavoro compiuto sulle Doc piemontesi (fascette, Sian, fascicolo, eccetera), sarebbe opportuno avere a disposizione dai Consorzi i dati dell’imbottigliato e del fascettato, perché dai dati si capiscono tante cose ed insieme si possono fare dei ragionamenti.

Candiolo compie 40 anni: nasce la Fondazione Allegra Agnelli

Quarant’anni di ricerca, cura e visione e un nuovo ambizioso piano di sviluppo per l’Istituto di Candiolo. È quanto annunciato  a Candiolo, dove la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ha celebrato il proprio anniversario presentando una nuova fase della sua storia: il cambio di nome in Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro e un investimento da oltre 200 milioni di euro per costruire l’oncologia del futuro.

Il piano strategico 2026–2035 punta a raddoppiare la capacità di ricerca e l’impatto clinico dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. Un progetto che prevede l’ampliamento degli spazi da 60.000 a oltre 95.000 metri quadrati, con nuovi edifici dedicati alla ricerca e alla degenza, integrati tra loro e concepiti per favorire il dialogo continuo tra scienza e assistenza. Al centro, anche una nuova attenzione alla qualità degli ambienti: il verde diventerà parte integrante del percorso di cura, con parchi, giardini e spazi naturali, mentre il nuovo hospice sarà progettato come un luogo accogliente e domestico, pensato per garantire dignità e vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie.

La nuova fase si fonda su una storia iniziata nel 1986 grazie all’intuizione di Allegra Agnelli e resa possibile, in questi quarant’anni, dalla generosità di centinaia di migliaia di donatori. Un impegno collettivo che ha trasformato quello che inizialmente sembrava un progetto irrealizzabile in un centro di eccellenza riconosciuto.

“Quarant’anni fa costruire da zero un centro oncologico all’avanguardia, sostenuto dalla generosità dei cittadini, sembrava un’impresa impossibile – ha ricordato la presidente Allegra Agnelli –. Oggi Candiolo è una realtà di eccellenza e guardiamo al futuro con la stessa determinazione. Il futuro che immagino per questa Fondazione è più grande di quanto abbiamo già realizzato: dobbiamo andare avanti, finché il cancro non sarà vinto”.

Per la Città di Torino all’evento c’era l’assessora alle Politiche educative e giovanili Carlotta Salerno, che ha detto: “Celebriamo oggi 40 anni di eccellenza e di straordinario coraggio. La Fondazione conferma sempre più la sua umanità e lungimiranza, poiché con questo importante anniversario si lancia un progetto ambizioso ma soprattutto visionario. La sua forza, che la rende un modello a livello nazionale ed internazionale, è proprio quella di sapersi innovare, restando al tempo stesso un saldo riferimento, capace di accompagnare ogni singola persona nel percorso di cura e di incidere profondamente nella storia di ciascuno. La città di Torino ringrazia di cuore la Fondazione Candiolo, ora Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, per aver costruito un patrimonio collettivo immenso, il cui contributo continua ad abbracciare la comunità e generare sviluppo”.

A sottolineare il ruolo determinante della comunità è stato il direttore generale Gianmarco Sala: “Ogni risultato della Fondazione porta la firma di chi ha scelto di sostenerci. La generosità è il motore di Candiolo: oggi lanciamo un nuovo sogno fatto di nuovi edifici, reparti e tecnologie sempre più avanzate, per mantenere la parola data ai pazienti e a chi ci sostiene”.

Sul valore scientifico del progetto è intervenuta la direttrice scientifica Anna Sapino, che ha evidenziato come il nuovo piano rappresenti un salto di scala: “Più laboratori, più collaborazioni internazionali e più trial clinici significano più opportunità di trasformare una scoperta in una terapia. Crescere vuol dire ampliare la capacità di dare risposte concrete ai pazienti”.

Il progetto delineato segna dunque l’inizio di una nuova fase per Candiolo: non solo un ampliamento infrastrutturale, ma una visione che mira a consolidare il ruolo dell’Istituto tra i principali centri di ricerca oncologica a livello internazionale, continuando a coniugare innovazione scientifica e attenzione alla persona.

TorinoClick

Giardino Amendola, il nuovo murale di Virginia Busacchi

È stato inaugurato presso il Giardino Giorgio Amendola di via Tollegno 52, nel quartiere Barriera di Milano il nuovo murale realizzato dall’artista Virginia Busacchi, con la collaborazione dei ragazzi della Fondazione Relife.

L’opera rappresenta uno dei tasselli del percorso di rigenerazione urbana e partecipazione civica che sta trasformando il Giardino in uno spazio aperto, condiviso e vissuto della comunità. L’iniziativa si inserisce nel progetto “Ri-Creiamo: il Giardino che vorrei”, nato da un patto di collaborazione tra la Fondazione Giorgio Amendola, Città di Torino e Circoscrizione 6. Il progetto è realizzato con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Pratiche collaborative di partecipazione civica 2024” e con il sostegno di Legacoop Piemonte. L’intervento rientra inoltre in “ImpatTo – la misura e l’innovazione sociale della Città di Torino, cofinanziata dall’Unione Europea attraverso il programma nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027.

L’obiettivo è quello di restituire al quartiere uno spazio d’incontro, socialità e partecipazione costruito insieme ai cittadini e destinato ad ospitare attività culturali, educative e comunitarie.

Mara Martellotta

Da oggi partono da Torino i treni regionali per le località balneari

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Dal 14 giugno al 13 settembre 2026 tornano i “Regionali del Mare”, i collegamenti ferroviari diretti del fine settimana che uniscono il Piemonte alla Riviera romagnola, offrendo una soluzione pratica, sostenibile ed economica rispetto all’utilizzo dell’auto privata.

Anche nella stagione estiva 2026 sarà possibile raggiungere senza effettuare cambi alcune delle più frequentate località balneari dell’Emilia-Romagna, tra cui Rimini, Riccione, Miramare, Misano Adriatico e Cattolica. I collegamenti saranno operativi ogni sabato e domenica, facilitando gli spostamenti verso la costa adriatica.

L’offerta prevede complessivamente quattro treni al giorno: due corse in direzione Riviera romagnola e due per il rientro verso il Piemonte.

Le partenze da Torino Porta Nuova sono programmate alle 6.20 e alle 7.00. Dopo le fermate previste nelle principali stazioni lungo il tragitto, i convogli raggiungeranno Pesaro rispettivamente alle 12.02 e alle 12.29.

Per il viaggio di ritorno, i treni lasceranno Pesaro alle 14.11 e alle 16.05, con arrivo a Torino Porta Nuova alle 20.44 e alle 21.15.

Sia all’andata sia al ritorno sono previste fermate nelle stazioni di Torino Lingotto, Asti, Alessandria, Voghera, Piacenza, Bologna Centrale, Rimini, Rimini Miramare, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica.

Il progetto è frutto della collaborazione tra Regione Piemonte e Regione Emilia-Romagna e si inserisce nelle iniziative congiunte dedicate alla promozione della mobilità sostenibile e del turismo ferroviario tra le due regioni. Nel corso delle passate edizioni il servizio ha raccolto un consenso sempre maggiore tra i passeggeri, confermando l’interesse per collegamenti diretti tra il Piemonte e le località della costa adriatica.

«I “Regionali del Mare” rappresentano un servizio sempre più apprezzato dai cittadini piemontesi e da chi sceglie il treno per raggiungere la Riviera romagnola in modo comodo, sostenibile e senza stress – dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Marco Gabusi – Questo collegamento conferma quanto sia importante investire in una mobilità integrata e attenta alle esigenze del turismo e dei territori. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna e, in particolare, l’assessora ai Trasporti Irene Priolo per la collaborazione e il lavoro condiviso che rendono possibile anche per il 2026 questo servizio molto atteso».

“Monumenti” naturali da tutelare: il patrimonio geologico del Piemonte è accessibile on-line

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Dalle “terre ballerine” di Montaldo Dora alle Rocche del Tanaro, dai fossili del Pliocene in Valle Botto nell’Astigiano alla caldera del supervulcano della Valsesia: il patrimonio geologico del Piemonte è accessibile on-line attraverso il nuovo Portale dei geositi. Realizzato da Regione, Arpa Piemonte e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, lo strumento digitale mette a disposizione le mappe interattive e le schede informative del Catasto regionale dei 53 geositi regionali finora censiti. Si tratta di un work in progress: l’elenco è il risultato di una prima ricognizione a seguito delle manifestazioni di interesse degli attori locali e sarà arricchito di nuove aggiunte.

Cosa sono i geositi

Si tratta di siti di interesse geologico di particolare importanza per la ricostruzione della storia geologica dell’area in cui si trovano, tanto da poter determinare un interesse alla loro conservazione. Sono singolarità geologiche come siti ricchi di fossili, minerali, elementi morfologici del paesaggio. Per rarità, valore scientifico, bellezza paesaggistica, fruibilità culturale e didattica, possono essere considerati dei veri e propri “monumenti” geologici da tutelare, salvaguardare e valorizzare. I geositi rappresentano la geodiversità di un territorio, intesa come la naturale varietà di rocce, minerali, fossili, processi geologici, geomorfologici e pedologici, e di tutti quei processi che creano le condizioni necessarie allo sviluppo della vita sulla Terra.

Attraverso il Geoportale è possibile consultare l’elenco dei geositi e di accedere alle schede descrittive, che illustrano caratteristiche, criteri di riconoscimento e informazioni scientifiche utili alla comprensione del contesto geologico. Il Catasto regionale raccoglie i siti selezionati sulla base di criteri, quali rappresentatività della geodiversità, interesse scientifico, accessibilità e potenzialità didattica e turistica, diventando così un supporto per la pianificazione territoriale e per la diffusione della conoscenza scientifica.

La realizzazione del catasto è frutto della collaborazione tra RegioneArpa PiemonteUniversità degli Studi di Torino e Museo Regionale di Scienze naturali, che hanno condiviso competenze e strumenti per costruire un sistema informativo dedicato alla tutela del patrimonio naturale. Dal punto di vista tecnologico, il Geoportale integra servizi Webgis, database e strumenti narrativi come le storymap, che offrono una fruizione moderna e accessibile, sia agli utenti esperti sia al pubblico generale. Il portale è liberamente consultabile online e i dati sono disponibili con licenza Creative Commons 4.0, per favorire il riutilizzo delle informazioni per finalità scientifiche, educative e istituzionali.

«Il Piemonte – ha detto l’assessore regionale alle Opere pubbliche e difesa del suolo, Marco Gabusi – continua a investire nell’innovazione e nella valorizzazione del proprio patrimonio naturale attraverso strumenti capaci di unire conoscenza, tutela e promozione del territorio. Questo Geoportale rappresenta un passo importante perché consente di raccontare in modo semplice e accessibile luoghi unici che custodiscono milioni di anni di storia e che possono diventare sempre più occasioni di crescita culturale, educativa e turistica. Rendere fruibili questi contenuti significa anche rafforzare la consapevolezza del valore ambientale delle nostre comunità e delle eccellenze diffuse su tutto il territorio regionale».

Minaccia ex compagno, stalker arrestato

La Squadra mobile di Verbania ha messo agli arresti domiciliari un uomo di 32 anni per atti persecutori verso l’ex compagno che avrebbe più volte minacciato e insultato.  La vittima si era rivolta alla polizia di Stato denunciando una serie di episodi di minacce e dispetti da parte dell’ex compagno che non aveva accettato la fine della storia. Nonostante gli avvertimenti e una denuncia, non smetteva di stalkerarlo.