Un giovane di 31 anni è morto cadendo da un muro nella notte tra domenica e lunedì ai Murazzi del Po. Aveva preso parte al KappaFuturFestival svoltosi al Parco Dora e sembra abbia assunto sostanze stupefacenti. Si è trattato di un incidente ma sono in corso ulteriori accertamenti. Indagano i carabinieri che al festival hanno arrestato 15 persone, denunciandone otto a piede libero. Alla rassegna musicale (e non solo) hanno preso parte, nel fine settimana, 40mila giovani.
(foto: il Torinese)
La periferia di Torino è stata teatro di un omicidio-suicidio avvenuto in una palazzina a due piani a Madonna di Campagna.
Nei pressi della stazione di Torrazza Piemonte, sulla linea ferroviaria Torino-Milano
Alessandro Saracino, padre di Serena, torinese, una delle giovani italiane del progetto Erasmus morte il 20 marzo in un incidente stradale in Spagna, commenta sdegnato sulla Stampa la proposta di indennizzo dell’assicurazione, 52 mila euro
una colpa nelle ragazze – dice Saracino – ma non è vero. Mi risulta che le cinture in dotazione al mezzo: il problema è che erano cinture addominali assolutamente inadeguate”. per le famiglie delle vittime non si tratta di una questione di sold, infatti i risarcimenti andranno in beneficenza. “Se siamo in Europa – commenta il genitore – la sicurezza dei nostri ragazzi dovrebbe essere tutelata allo stesso modo ovunque, in Spagna come in Italia. Mi verrebbe da concludere che l’Erasmus, così com’è oggi, è da sospendere: è troppo pericoloso”.
Un motociclista Carmine Miletta,61 anni, torinese ma residente a Oglianico
Un giovane torinese di 23 anni è stato denunciato per lesioni gravissime. E’ accusato di avere ferito una donna
Un 42enne di Torino, è morto nella notte al San Luigi di Orbassano. Era rimasto ferito in un incidente stradale a bordo della sua Fiat Punto
Un omicidio ieri in serata nei pressi dello Juventus Stadium. Un uomo di 52 anni, Giuseppe Del Prete, è stato ucciso con un colpo di pistola








La fine di una storia non è mai facile, per nessuno, neanche per chi apparentemente prende la fatidica decisione di dire basta. Non c’è età, università o professione che insegni ad affrontare nel “modo giusto” la conclusione di un rapporto d’amore. In nome dell’amore e della sofferenza ci si ritrova spesso a fare follie, a compiere gesti che non avremmo mai pensato di poter fare, spesso ci si ritrova a ragionare poco e ad agire d’istinto. Ma l’ amore è soprattutto rispetto. Rispetto per la persona che si ha avuto al proprio fianco, rispetto per quel rapporto che purtroppo a volte è destinato a giungere verso un epilogo. “Se condannate quest’uomo, voi condannate un innamorato”. Queste sono le parole che l’avvocato Antonio Genovese ha pronunciato in difesa del suo assistito, un settantenne torinese, accusato del reato di stalking contro la sua ex compagna con cui ha avuto una relazione per più di 20 anni. “La Cassazione sostiene che bastino due telefonate a integrare il reato, ma in questo caso non c’erano comportamenti persecutori” – ha aggiunto il legale – “Il mio assistito non pensava di compiere atti persecutori”.
Aveva spedito alla donna 50 rose rosse, le aveva portato, nonostante lei non ne avesse fatto alcuna richiesta, l’auto dal meccanico per fargliela controllare ed infine oltre ad alcune telefonate in cui dichiarava il suo immenso amore, le aveva addirittura comprato il suo cibo preferito per cena. Tutte azioni premurose, tutti gesti carini. Quale donna non vorrebbe certe premure?Quale donna con un po’ di romanticismo nel sangue non vorrebbe trovarsi la macchina messa a nuovo o 50 rose rosse per casa? Probabilmente lo vorrebbero quasi tutte. Probabilmente però, l’unica persona che non gradirebbe tutto ciò, è una donna che ha detto basta. Una donna che dopo 20 anni di relazione ha preso, per svariati motivi appartenenti solo a lei e al suo ex compagno, la difficile decisione di chiudere un amore durato per molto tempo. Non accettare le rose, decidere quando e dove aggiustarsi la macchina o il non voler più sentire una persona, sono tutti diritti appartenenti a qualsiasi persona.
Molto probabilmente l’uomo era in “buona fede”, molto probabilmente con i suoi atteggiamenti non credeva di commettere nessun tipo di reato nei confronti dell’ex compagna. Il 14 settembre ci sarà al Tribunale di Torino la sentenza. Ci auguriamo che nessuno condanni mai l’amore, che nessuno giudichi o punisca mai un innamorato. Speriamo invece che venga tutelato quel diritto di scelta che le persone hanno e che venga valorizzato quel concetto di “rispetto reciproco” che molto spesso viene un po’ da tutti dimenticato.