CRONACA- Pagina 183

Riaperta a senso unico alternato la Strada del Colle del Lys

Grazie all’operatività e all’organizzazione messa in campo dalla ditta esecutrice dei lavori, è stata riaperta al traffico a senso unico alternato la Strada Provinciale 197, che era stata interrotta a partire da mercoledì 15 ottobre al km 29+750, sul versante della Valle di Viù, per consentire una serie di interventi di manutenzione straordinaria, finanziati con fondi derivati dalla riscossione dei canoni idrici e consistenti nella sistemazione della banchina stradale, con la realizzazione nuove protezioni marginali lungo un ponticello. La sospensione della circolazione era motivata dalla necessità di realizzare un getto di calcestruzzo per la realizzazione di una struttura in cemento armato su cui collocare le protezioni marginali.

La circolazione è quindi riattivata senso unico alternato sino alle 17 di venerdì 14 novembre, per i veicoli di peso non superiore a 3,5 tonnellate, con deroga al limite di peso per i mezzi di soccorso. Le lavorazioni al km 29+750 continueranno nelle prossime settimane, con il completamento della trave in cemento sul lato a monte, con la posa delle protezioni marginali e con la realizzazione della pavimentazione stradale. Al momento la carreggiata è ristretta e sono in vigore il limite di velocità a 30 km orari, il divieto di sorpasso e di sosta.

Un piano contro i bulli, anche quelli del web

Con l’approvazione in Consiglio regionale del Piano triennale 2025-2027 per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, fortemente voluto dal vicepresidente e assessore all’Istruzione e al Merito Elena Chiorino, la Regione ha confermato la volontà di rafforzare la rete educativa e sociale che protegge i più giovani e li aiuta a crescere in un ambiente sano, fondato sul rispetto e sulla responsabilità.

Il Piano, elaborato da un tavolo tecnico multidisciplinare che ha coinvolto istituzioni, mondo scolastico e realtà educative del territorio, prevede interventi diffusi in tutte le province: iniziative educative, laboratori esperienziali, percorsi formativi per promuovere il benessere scolastico, valorizzazione delle diversità, prevenzione delle discriminazioni.

«Ogni episodio di bullismo, dal più grande all’apparentemente più piccolo, rappresenta una ferita che non possiamo ignorare – sostiene Chiorino – Il Piemonte sceglie di reagire, di agire, di educare. Con questo Piano vogliamo essere accanto a studenti, famiglie e insegnanti offrendo strumenti concreti e dando un segnale chiaro: la scuola deve essere un luogo sicuro, in cui ogni ragazzo si senta accolto, valorizzato e mai solo. Prevenire significa educare. Ed educare al rispetto è la prima forma di libertà e di giustizia».

Il contrasto a questo fenomeno non si limita al Piano: fa infatti parte dell’offerta formativa 2025-26, che comprende un bando che, con un investimento complessivo di 280.000 euro (40.000 in più rispetto all’anno precedente), rafforza l’azione di prevenzione, potenziando gli strumenti a disposizione delle scuole e di chi ogni giorno lavora accanto ai ragazzi. Ogni istituto potrà ricevere fino a 5.000 euro per attivare progetti sull’uso consapevole del digitale, la formazione degli insegnanti o percorsi di educazione alla legalità e al rispetto.

Settimana Europea Sicurezza sul Lavoro, le iniziative del Piemonte

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Dal 20 al 24 ottobre 2025 si celebra la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, promossa da EU-OSHA – Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, con il coinvolgimento delle Regioni e delle parti sociali. L’edizione 2025 conclude la campagna triennale dedicata al tema “Ambienti di lavoro sani e sicuri. Salute e sicurezza sul lavoro nell’era digitale”, che pone l’attenzione sulle opportunità e le sfide della trasformazione digitale.

Le attività di vigilanza e controllo

In Piemonte i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPreSAL) delle ASL garantiscono la vigilanza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, attraverso inchieste e accertamenti su malattie professionali e infortuni, iniziative d’informazione e formazione e assistenza ai lavoratori e alle aziende.

Le cause di infortunio

Le principali cause di infortunio grave sono riferibili a carenza di informazione, mancanza di procedure di sicurezza, assenza di misure di emergenza e sottovalutazione del rischio.

I Piani mirati di prevenzione

La Regione Piemonte attua modelli di assistenza e supporto alle imprese nella prevenzione dei rischi per raggiungere i lavoratori socialmente più svantaggiati, generalmente occupati in microimprese e in mansioni che comportano maggiore esposizione a rischi.

In particolare ha attivato la diffusione di buone pratiche, la formazione sui rischi specifici alle figure della prevenzione delle imprese, la sollecitazione all’autovalutazione e canali di comunicazione diretta con gli SPreSAL delle ASL.

La Rete WHP Regione Piemonte

La rete dei luoghi di lavoro che promuovono salute (Workplace Health Promotion, WHP) contribuisce a migliorare lo stato di salute e di benessere dei lavoratori, incoraggiando, nei luoghi di lavoro, azioni e cambiamenti organizzativi e comportamentali attraverso l’attuazione di interventi riconosciuti come pratiche raccomandate. Nell’ambito del Piano Regionale di Prevenzione, DORS – Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute (ASL TO3) e la Comunità di pratica regionale hanno realizzato l’istantanea “La Rete WHP Regione Piemonte” che descrive le modalità di adesione, i vantaggi e le principali azioni che devono mettere in atto le aziende aderenti. Inoltre è stato tradotto il Decalogo dell’azienda che promuove salute prodotto dall’Agenzia di salute pubblica della Catalogna, uno strumento di informazione e sensibilizzazione che riassume principi e azioni che devono guidare le aziende nel promuovere la salute dei lavoratori e della comunità di cui fanno parte.

“Storie di infortunio”

Il progetto, realizzato da DORS e Regione Piemonte, valorizza l’inchiesta infortuni attraverso storie che utilizzano gli elementi della narrazione per proporre soluzioni efficaci per la prevenzione. Le storie sono scritte dagli operatori dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle ASL piemontesi. Nel complesso, 115 storie di infortunio, 7 podcast di racconti di infortuni in formato audio e i libri “Vittime” e ”Invisibili”, raccolte di racconti nati con l’idea di valorizzare l’impegno di quanti si sono sforzati di restituire umanità e sentimento ai protagonisti delle inchieste e alle vittime di infortunio.

“Sicuramente in bosco”, sicurezza e formazione nelle attività forestali

La Regione Piemonte e IPLA promuovono per il 21 ottobre un incontro tecnico – informativo a Roccabruna (CN) dedicato alla prevenzione degli infortuni e alla promozione della sicurezza nelle attività selvicolturali. L’evento ha l’obiettivo di promuovere la cultura della sicurezza nel settore forestale, favorire la formazione pratica e il confronto diretto tra operatori del settore, diffondere buone pratiche operative e soluzioni tecnologiche innovative per ridurre il rischio nelle attività di abbattimento, movimentazione e allestimento del legname. Durante la giornata sono previste dimostrazioni pratiche in bosco, con particolare attenzione all’uso in sicurezza di escavatori forestali e verricelli e alle tecniche di abbattimento controllato. Tutti i dettagli dell’evento sono disponibili qui.

Se la droga in carcere arriva nelle palle da tennis

È allarme spaccio di droga nella Casa circondariale di Vercelli dove negli ultimi giorni, a seguito di diversi controlli su più detenuti e in diverse celle, è stata rinvenuta sostanza stupefacente. Ed è sorprendete una delle modalità attraverso la quale la droga entra in carcere. Lo denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

“Il tempestivo intervento e l’attenzione del personale di Polizia Penitenziaria di Vercelli hanno permesso di individuare e sequestrare la sostanza stupefacente che diversi detenuti occultavano o sulla propria persona o in oggetti in loro possesso”, spiega Vicente Santilli, segretario per il Piemonte del SAPPE. “Si tratta dell’ennesima prova della professionalità, dell’esperienza e del costante impegno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, che ogni giorno operano in condizioni difficili per garantire la sicurezza all’interno del carcere”. 

Ma è certamente singolare una delle modalità con cui, dall’esterno della struttura, si tenta di introdurre la droga in carcere: “L’attenta vigilanza dei Baschi Azzurri ha permesso, nelle ultime ore, di fermare due persone che si aggiravano con fare sospetto nei pressi del carcere. Ebbene, i due avevano tentato di lanciare all’interno della Casa circondariale delle palline da tennis al cui interno vi era cocaina e cannabis!”. “Il SAPPE”, conclude il sindacalista, “esprime vivo apprezzamento per l’operato del personale e sottolinea, ancora una volta, come sia indispensabile che l’Amministrazione ponga la massima attenzione su tali episodi e fornisca supporto adeguato per fronteggiare efficacemente il fenomeno dell’introduzione e diffusione di sostanze e oggetti illeciti all’interno degli istituti penitenziari”.

Ogni giorno“, commenta Donato Capece, segretario generale del SAPPE, “la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane, per adulti e minori, si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. Questo fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte dei Baschi Azzurri della Penitenziaria diviene fondamentale. E deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti”. Capece torna a sottolineare le criticità detentive connesse all’alto numero di presenze di tossicodipendenti tra di detenuti: “Noi con il metadone non risolviamo il problema, ma dobbiamo portare questi ragazzi nelle comunità terapeutiche, anche perché ci costano di meno. Un detenuto in carcere costa mediamente 200 euro mentre in una comunità terapeutica da 50 a 80 euro. Così non solo risparmiamo, ma tra quelle persone qualcuno riusciamo a salvarlo e quando ci riusciamo non abbiamo salvato solo i ragazzi ma anche le famiglie, perché la tossicodipendenza non è un problema legato solo ai ragazzi ma è un problema di tutte le famiglie. E allora che senso ha tenerli in carcere?  Basterebbe anche replicare l’esperienza del carcere di Rimini, dove, oltre 20 anni fa, fu istituita una piccola sezione, con 16 posti, nella quale accedono quei detenuti che sottoscrivono un programma con l’amministrazione, impegnandosi a studiare, lavorare, non assumere più sostanze alternative come il metadone, e dopo un certo periodo di tempo, 6 mesi, un anno, vanno in comunità e vengono tutti recuperati. Risolveremmo in parte anche il problema del sovraffollamento”. Il segretario generale del SAPPE, infine, evidenzia il ruolo centrale della Polizia Penitenziaria come parte integrante del sistema sicurezza della Nazione, specie nell’ambito dell’esecuzione penale e penitenziaria per minori: “Sicurezza e diritti sono un binomio inscindibile anche quando si affronta la complessa realtà del sistema penitenziario, perché, salvi i casi più gravi, la doverosa esecuzione della pena deve costituire il presupposto per il ritorno alla vita civile del detenuto. Stare vicini alle donne ed agli uomini della Polizia Penitenziaria vuol dire condividere il delicato ruolo istituzionale che a loro affida lo Stato”.

Polizia municipale, questa sconosciuta

Riprende la rubrica PAROLE Rosse a cura di Roberto Placido. Un articolo ogni qualvolta accade qualcosa meritevole di segnalazione in città…

Oramai il problema della Polizia Municipale di Torino ha superato ogni limite. Facendo la doverosa premessa che, ci sono tanti vigili perbene che fanno onestamente e con impegno il loro lavoro, e di questo li ringraziamo, ce ne sono tanti, troppi, che non si capisce cosa facciano. Capitolo multe a parte, anche quelle aumentate non per il loro lavoro ma per l’utilizzo, a volte vessatorio, degli apparati fissi , i T Red, è in tutto il resto che non si vedono.

Per i Monopattini e le bici, oramai, le loro corsie sono i marciapiedi ed i portici. Che siano in due o tre sopra non fa nemmeno più notizia. Ma veniamo al motivo di oggi. Ieri sera sabato 18, dopo le ore 24 sento le urla ed invocazioni di una signora avanti con l’età e mi affaccio al balcone. Era , al secondo piano del palazzo di fronte disperata che chiedeva di fare qualcosa in quanto, nello stesso palazzo, al primo piano, era in pieno svolgimento un Rave Party in miniatura con una cinquantina di ragazzi che sostavano sui balconi con le porte spalancate e musica a …”palla”. . Allora faccio il bravo cittadino e telefono al 112 e dopo un’attesa non proprio brevissima ed avere fornito i miei dati mi dirottano alla Poliza Locale. Spiego la situazione e mi rispondono “ appena possibile mandiamo una pattuglia”. E così nell’attesa vana che arrivassero i “nostri” con o senza Rin Tin Tin, verso le tre e dopo avere visto la vittoria dell’Inter e un film e qualche TG sono andato, accompagnato in sottofondo, anche se la camera da letto è dall’altra parte, non proprio da una ninna nanna di Mozart ma dalla musica del mini Rave Party. Alcuni speravano che con l’arrivo di un ufficiale dei Carabinieri alla guida del corpo dei Vigili Urbani le cose sarebbero cambiate…. macchè, forse sarebbero stato meglio un vecchio graduato dei Cittadini dell’Ordine, rispolverato alla bisogna.

ROBERTO PLACIDO

“Morti sul lavoro, molto più di una tragedia”

LETTERA AL GIORNALE

Caro direttore,

mi chiamo Yuleisy Cruz Lezcano, sono poetessa, scrittrice e attivista. Vi scrivo dopo aver letto della morte di Andy Mwachoko, operaio di 41 anni, travolto da una rete metallica nel cantiere di Torino Esposizioni, il 18 ottobre. Non riesco a chiamare “tragedia” ciò che è accaduto. La parola “tragedia” ha in sé una connotazione di fatalità, ma qui le responsabilità hanno un nome, un volto, un’organizzazione. La morte di Andy non è un fulmine improvviso, ma la conseguenza concreta di negligenze, di una cultura del profitto che considera il corpo del lavoratore come parte sostituibile del meccanismo. Il mio dolore personale, in questo caso, si intreccia al suo. Mio padre è stato colpito da una lastra di cemento mentre si spostava in bicicletta. In quel caso, i responsabili rimasero impuniti. So bene cosa significa ricevere una notizia così, sapere che tutto è stato trattato come una “fatalità”. Per questo, ho scritto un componimento poetico non solo come gesto di denuncia, ma anche come atto di vicinanza a chi ha amato e stimato Andy, a chi oggi si trova a piangere una vita spezzata da qualcosa che non doveva accadere.

Vi chiedo, se ritenete opportuno, di pubblicarla o di accoglierla nei vostri spazi, per non lasciare che il silenzio vinca di nuovo. Grazie in anticipo.

Cordiali saluti,
Yuleisy Cruz Lezcano

Caso Mara Favro, la procura chiede l’archiviazione

E’ stata chiesta dalla procura l’archiviazione del fascicolo sul caso di Mara Favro. La donna 51enne residente in Valle di Susa era scomparsa nella notte fra il 7 e l’8 marzo del 2024. Fu poi ritrovata senza vita a marzo in un dirupo. Dagli uffici giudiziari e’stata inoltrata una comunicazione ai familiari della donna.

Serranda divelta, cassa rapinata: in manette un 21enne

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino, nelle scorse ore, un cittadino rumeno di 21 anni per furto aggravato, minacce e resistenza a P.U.

Nella notte fra martedì e mercoledì, personale del Commissariato di P.S. Barriera Nizza è intervenuto, su disposizione della Centrale Operativa, presso una pizzeria di via Genova per la segnalazione della commissione di un furto.

Gli Agenti hanno appurato che un giovane era entrato poco prima nel locale, dopo averne divelto la serranda, asportando il denaro contenuto nella cassa, per poi fuggire.

Le ricerche in zona dei poliziotti sono continuate ininterrottamente fino a quando, all’incrocio con via Lavagna, la loro attenzione è stata attirata dal residente di uno stabile che ha indicato una caffetteria di via Nizza.

I poliziotti, passando dal cortile interno dello stabile, hanno riscontrato che la porta a vetri sul retro del locale era stata infranta da una grata in ghisa e, entrati nel Bar, hanno sorpreso il giovane, un cittadino rumeno ventunenne, dietro il bancone ancora intento a rovistare nei pressi della cassa.

Il ragazzo, alla vista della polizia, ha tentato di fuggire scavalcando nuovamente la ringhiera, alta due metri e mezzo, con l’aiuto di una scala, ma è stato fermato dai poliziotti e tratto in arresto, nonostante li minacciasse e facesse resistenza nei loro confronti.

In sede di convalida dell’arresto, l’Autorità Giudiziaria ha applicato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla PG.

Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato, sino alla sentenza definitiva.

Prima prostatectomia radicale in Italia con robot single-port su paziente sveglio

Con uso di visore di realtà virtuale: innovazione tecnologica e umana in sala operatoria

Per la prima volta in Italia, presso la Clinica Urologica dell’ospedale Molinette della Città della salute e della Scienza di Torino, è stato eseguito un intervento di prostatectomia radicale robotica con il nuovo robot single-port su un paziente sveglio, in anestesia locoregionale. L’intervento è stato eseguito dal professor Paolo Gontero, coadiuvato dal dottor Giorgio Calleris, per rimuovere un tumore prostatico localizzato, utilizzando la nuova piattaforma robotica single-port recentemente donata dalla Fondazione CRT.

L’operazione rappresenta un traguardo pionieristico nella chirurgia urologica robotica, sotto diversi aspetti: sposta la frontiera della mini-invasività, consentendo l’asportazione della prostata mediante un’incisione di soli 3,5 cm senza entrare nella cavità peritoneale; massimizza la preservazione delle strutture anatomiche importanti per la continenza urinaria e la potenza sessuale, grazie a strumenti miniaturizzati e flessibili; consente l’intervento robotico in anestesia locoregionale, evitando l’anestesia generale che alcuni pazienti non tollerano.

La tecnica anestesiologica di anestesia combinata spinale e peridurale, con il posizionamento di un cateterino peridurale, è stata perfezionata dal dottor Giulio Rosboch dell’Anestesia e Rianimazione universitaria (diretta dal professor Luca Brazzi), con l’esperienza maturata in campo mini-invasivo. Talvolta i pazienti per i quali è indicato un intervento chirurgico presentano un elevatissimo rischio anestesiologico legato a problemi polmonari, neurologici o cardiocircolatori. Nel caso in questione, il paziente di 72 anni era molto preoccupato delle potenziali conseguenze di un’anestesia generale, che anni prima – in occasione di un altro intervento – gli aveva causato un episodio di delirium. Queste controindicazioni all’anestesia generale, assolute o relative, possono ora essere aggirate, con sicurezza ed efficacia, grazie a questo nuovo approccio.

Per migliorare il comfort psicologico del paziente e ridurre l’ansia durante l’intervento, è stato anche utilizzato il visore di realtà virtuale già sperimentato durante gli interventi di terapia focale. Questa innovazione permette al paziente di isolarsi dall’ambiente della sala operatoria, esplorando diverse ambientazioni rilassanti e vivendo un’esperienza immersiva mentre viene svolto l’intervento chirurgico. Il tutto sotto il vigile monitoraggio anestesiologico.

L’intervento si è svolto regolarmente, senza sostanziali differenze tecniche rispetto a quanto ottenibile in anestesia generale, e si è concluso con ottimi esiti chirurgici, senza complicanze, con un particolare apprezzamento da parte del paziente ed una dimissione rapida. Il successo dell’operazione apre nuove prospettive per la chirurgia robotica single-port in anestesia locoregionale, con potenziali benefici in termini di recupero post-operatorio e qualità dell’esperienza del paziente.

Questo intervento innovativo dimostra ancora una volta l’eccellenza sanitaria della Città della Salute e della Scienza di Torino. I nostri professionisti e le tecnologie all’avanguardia ci permettono di compiere interventi pionieristici di questo tipo” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

«Ancora una volta l’Azienda ospedaliero – universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino si conferma un’eccellenza a livello nazionale, dimostrando come innovazione, ricerca e nuove tecnologie siano alla base per una sanità pubblica al servizio del cittadino», sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi.

Valperga, grande partecipazione alla Giornata della Prevenzione Sanitaria

Grande successo a Valperga per la Giornata della Prevenzione Sanitaria 2025, svoltasi domenica 19 ottobre presso l’Istituto Comprensivo Statale “Valperga”.

L’iniziativa, promossa dai Lions Club del Canavese, in collaborazione con Croce Rossa Italiana – Comitato di Cuorgnè, Pro Loco Valperga Belmonte, FIDAS e Auser Valperga, Farmacia Vallero, Achillea Studio Associato e con il patrocinio del Comune di Valperga e della Regione Piemonte, ha registrato un’ampia partecipazione di cittadini provenienti da tutto il territorio canavesano.

Durante la giornata, medici e specialisti hanno messo a disposizione visite gratuite in numerosi ambiti — dall’oculistica alla cardiologia, dalla dermatologia all’endocrinologia, fino alla prevenzione psicologica e nutrizionale — offrendo un importante servizio di informazione e sensibilizzazione.

All’evento ha preso parte anche il Consigliere Regionale Sergio Bartoli, Presidente della V Commissione Ambiente del Consiglio Regionale del Piemonte, che ha visitato i diversi stand sanitari e si è complimentato con gli organizzatori per la qualità e la valenza sociale dell’iniziativa.

“Eventi come questo – ha dichiarato Bartoli – rappresentano un segno concreto di attenzione verso le persone e il territorio. La prevenzione è la prima forma di cura, e iniziative come questa rafforzano il legame tra sanità, volontariato e comunità locale.”

La giornata si è conclusa con grande soddisfazione da parte degli organizzatori, confermando il valore della collaborazione tra istituzioni, professionisti e associazioni del territorio per promuovere una cultura della salute condivisa e accessibile a tutti.