Una pistola sparachiodi o una spara aghi a gas: una di queste potrebbe essere l’arma impiegata da un gruppo di sconosciuti (i testimoni hanno visto più persone) che hanno ferito cinque pedoni “sparando” aghi da un’automobile. La “Stampa” rende nota quella che potrebbe essere una moda preoccupante, dopo quella di prendere a pugni i passanti senza alcun motivo. I feriti a causa di questi lunghi aghi, di circa 10 cm – come quelli per le iniezioni – non sono gravi, ma sono andati all’ospedale temendo che le punture fossero infette. I medici li hanno rassicurati, ma se gli aghi avessero colpito gli occhi il guaio sarebbe stato grosso. La polizia sta cercando di capire chi siano gli irresponsabili che hanno dato vita a questo folle raid automobilistico nella zona di san Donato.
L’ictus è la terza causa di morte e la principale causa di disabilità nella popolazione. All’insorgere dei primi sintomi, è necessario recarsi immediatamente in ospedali adeguati. L’infarto cerebrale e l’emorragia cerebrale (ictus cerebrale o stroke) sono provocati da un danno al tessuto cerebrale rispettivamente di natura ischemica (interruzione del flusso sanguigno per la presenza di un trombo) o emorragica (rottura di un vaso). Entrambi sono un’emergenza medica molto grave e vanno trattati in un ambiente ospedaliero adeguatamente organizzato. Al fine di individuare le migliori strutture in Italia per l’Ictus, ThatMorning (la guida online dei migliori ospedali italiani) ha attivato un tavolo di confronto con i Neurologi italiani con lo scopo di condividere criteri omogenei di confronto tra le varie Neurologie e Stroke Unit (parametri: volumi di attività, outcome clinici, profili professionali, pubblicazioni scientifiche, procedure e tecnologie impiegate). Dopo lo studio sui migliori ospedali in Italia per la diagnosi e cura dell’ictus, la ricerca ha certificato la Stroke Unit dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (responsabile dottor Paolo Cerrato) come punto di riferimento per il trattamento e la cura dell’Ictus in Italia e la migliore in Piemonte. L’Unità è parte del Dipartimento Neuroscienze della Citta della Salute e della Scienza di Torino diretto dal dottor Vincenzo Villari.
(foto: il Torinese)
“La Giunta solleciti le Aziende sanitarie a predisporre un programma di interventi di manutenzione per restituire il doveroso decoro alle camere mortuarie”: questa la richiesta contenuta in una Mozione presentata dal vice Presidente del Consiglio regionale del Piemonte Nino Boeti (Partito Democratico) e approvata all’unanimità ieri sera dal Consiglio regionale del Piemonte. “In Piemonte la maggior parte delle camere mortuarie degli ospedali sono caratterizzate da un pessimo stato di manutenzione (pareti sporche e scrostate, arredi vetusti, etc.) – spiega Boeti– luoghi troppo spesso fatiscenti e inadatti all’importanza che rivestono per il defunto e per i suoi cari, e che per questo necessitano di lavori di ristrutturazione e miglioramento indispensabili a ridare loro dignità”. “Dal momento che le Aziende sanitarie del Piemonte ricevono annualmente, tramite il riparto effettuato dalla Regione, i finanziamenti per gli interventi di manutenzione ordinaria – aggiunge Boeti – l’utilizzo di una quota modesta di tale fondo per le camere mortuarie consentirebbe il ripristino e la ritinteggiatura delle opere murarie danneggiate, la sostituzione degli arredi e ogni altra azione utile a rendere gli ambienti più dignitosi, sia per il defunto sia per i suoi familiari. Con questa Mozione abbiamo chiesto all’assessorato regionale alla Sanità di sollecitare le Aziende sanitarie a predisporre un programma specifico di interventi necessari al ripristino di condizioni di miglior decoro delle camere mortuarie. Le camere mortuarie non possono più essere luoghi ‘dimenticati’”.
Davanti al giudice, nel corso dell’interrogatorio, Bonadonna ha negato di aver sferrato un pugno ad un agente. Intanto la consigliera regionale dei 5Stelle e il sindaco di Susa, esponente del Pd, chiedono la liberazione dell’uomo

AGGIORNAMENTO E’ stato scarcerato nel pomeriggio, ma sottoposto all’obbligo di dimora a Bussoleno, in Valle di Susa, Andrea Bonadonna, il leader di Askatasuna arrestato sabato dopo il corteo anti-G7 di Venaria Reale.
***
“Sereno nel cuore, lucido nella mente, solo un po’ stanco (per usare un eufemismo) e provato dalle fatiche delle giornate di lotta e di lavoro appena trascorse. Gioia per le migliaia e migliaia di voci e di corpi contro il summit, e la determinazione nonostante l’isolamento fatto di sbarre e muri” . Scrive così in una lettera dal carcere pubblicata su un sito di area autonoma, Andrea Bonadonna, il leader di Askatasuna arrestato.
***
Si è tenuta ieri, nel Tribunale del capoluogo piemontese, l’udienza di convalida della custodia cautelare in carcere per Andrea Bonadonna, leader di Askatasuna arrestato dopo il corteo anti-G7 di Venaria Reale. Bonadonna era stato arrestato nella notte tra sabato e domenica, subito dopo la chiusura dei tre vertici del G-7 sullo sviluppo, con l’accusa di percosse e lesioni nei confronti di un poliziotto e resistenza a pubblico ufficiale.
Durante le ore successive alla convalida della misura di custodia cautelare, sono subito partiti diversi appelli per chiedere l’immediata scarcerazione del leader quarantenne – ricordiamo che Bonadonna è attualmente detenuto nel carcere delle Vallette di Torino -. A esporsi pubblicamente, oltre al mondo dei centri sociali, ci sono stati moltissimi esponenti del famoso movimento No Tav a cui l’uomo, in questi ultimi anni, si è avvicinato molto. Diversi “appelli di grazia” – che hanno suscitato non poche polemiche – sono giunti anche da alcuni rappresentanti della politica italiana come la consigliera regionale dei 5Stelle in Piemonte, Francesca Frediani e il sindaco di Susa, Sandro Plano, esponente del Pd. Intanto domani pomeriggio, gli antagonisti di Reset G7 hanno organizzato un nuovo corteo di protesta in Piazza Carlina, nel centro torinese, dove è ubicato l’hotel che ha ospitato tutti i ministri partecipanti al vertice.
Simona Pili Stella
Auto contro camion, un morto
Un morto in un grave incidente stradale, questa mattina sulla regionale 589 dei Laghi di Avigliana, a Cavour, nel Pinerolese. Lo scontro si è verificato alle porte del paese. Coinvolti un mezzo pesante e un’automobile. La vittima è il conducente della vettura le cui generalità non sono al momento note. sulla strada regionale il traffico è rimasto bloccato.
Mirafiori- Barcellona la catena non funziona
STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
mediazione tra Madrid e Barcellona avverrà con le armi della politica e non della violenza. Ricomposizione magari difficile ma non impossibile. Ciò che è stato impossibile e sarà impossibile con i violenti proprio perché violenti. Visto che loro vogliono semplicemente abbattere lo Stato.E allora qualcuno ha spiegato al vicesindaco Montanari e ai 4 consiglieri pentastellati, che essendo rappresentanti dello Stato non possono fare quello che vogliono? Posso pensare e dissentire ma partecipando a cortei con violenti alla testa sono di fatto corresponsabili delle violenze.Chi picchia poliziotti deve essere arrestato. Chi giustifica la violenza deve essere stigmatizzato. il dissenso e la contestazione sono solo un pretesto. Avete visto che i Manifestanti di Barcellona affrontavano la Guardia Civil con i fiori. E appunto le cariche e l’ irruzione nei seggi non hanno impedito il referendum. Concludo con una nota amara. Sono più ottimista per la Catalogna e la Spagna che per gli attuali ” sinistrorsi” nostrani: capiscono le stupidaggini politiche che continuano imperterriti a compiere?.Piemonte Autonomo, comitato per il referendum
Nasce PIEMONTE AUTONOMO, il comitato promotore per il referendum dell’autonomia del Piemonte. Molinari: “Vogliamo che siano i Piemontesi a poter decidere del loro futuro e per farlo serve l’approvazione in tempi rapidi di una legge che permetta il referendum!”

È stato presentato ufficialmente questa mattina, a Chivasso, a pochi metri dalla sede di sottoscrizione della Carta di Chivasso del 1943, che prevedeva la realizzazione di un sistema politico federale e repubblicano su base regionale e cantonale, il Comitato Promotore per il Referendum sull’Autonomia del Piemonte. Uno strumento necessario per far fronte al continuo silenzio delle istituzioni regionali in merito alla richiesta di un referendum che permetta ai cittadini piemontesi di decidere per l’autonomia della propria terra.
“Dal 2001, data dell’entrata in vigore del nuovo Titolo V della Costituzione, nessuna regione è riuscita a ottenere nulla dalle trattative previste dall’articolo 116 nei confronti dello Stato centrale, anche il Piemonte ci aveva provato nel 2004, ma si è arrivati ad un nulla di fatto” – prosegue Riccardo Molinari, Segretario Nazionale Lega Nord Piemont – “abbiamo chiesto alla maggioranza in Regione del PD di calendarizzare una proposta di legge che disciplini il referendum consultivo, indispensabile per poter indire il Referendum sull’autonomia. Soltanto con la forte legittimazione data dal voto popolare il governo regionale potrà pretendere da Roma la più ampia autonomia legislativa e fiscale prevista dalla Costituzione, seguendo Lombardia e Veneto che hanno già indetto un referendum in merito per il 22 di Ottobre.
Serve mobilitare l’opinione pubblica fuori dal palazzo per pungolare il presidente Chiamparino e garantirci il diritto al voto, per poter così trattenere parte dei 10 MLD di euro di tasse che il Piemonte regala allo Stato centrale ogni anno. Solo così queste risorse potranno rimanere sul nostro territorio per creare sviluppo e favorire una maggior assistenza sociale e sanitaria nella Regione Piemonte.
Il comitato è libero apartitico e aperto a tutti i cittadini, associazioni ed enti locali.
Dopo 1.043 metri totali percorsi e un breve periodo di manutenzione, la talpa ripartirà in direzione sud per gli ultimi 690 metri
La ‘talpa’ Marsha scavando la galleria per proseguire la linea 1 della metro di Torino, è giunta nella stazione Italia ’61-Regione Piemonte completando la galleria di 834 metri, che la collega con la futura stazione Bengasi. Dopo 1.043 metri totali percorsi e un breve periodo di manutenzione, la talpa ripartirà in direzione sud per gli ultimi 690 metri. Terminato il tunnel, verrà riaperta la viabilità su via Nizza e verranno completate le opere civili delle stazioni, ma una prima parziale apertura della via sarà effettuata entro inizio novembre.
(foto: il Torinese)
Apre al pubblico la Galleria Carla Spagnuolo
Inaugurazione della mostra “La Collezione di Palazzo Lascaris”
Giovedì 5 ottobre 2017 alle ore 16 nella sede del Consiglio regionale (via Alfieri 15 a Torino) apre al pubblico la Galleria Carla Spagnuolo, con la mostra intitolata “La collezione di Palazzo Lascaris”, realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Magica Torino. Nelle eleganti sale barocche del piano terreno del palazzo sono esposte una sessantina di opere pittoriche e sculture di autori italiani e stranieri di ‘800 e ‘900, mai esposte al pubblico, che sono entrate a far parte del patrimonio dell’ente dal 1975, quando il Consiglio regionale ha acquisito il palazzo progettato da Carlo di Castellamonte a metà del ‘600 nel centro di Torino. La mostra sarà l’occasione per presentare il nuovo spazio espositivo aperto al pubblico a Palazzo Lascaris: la Galleria Carla Spagnuolo (1945-2017), intitolata alla ex consigliera regionale e primo presidente donna dell’Assemblea dal 1990 al 1995. Nel prossimo futuro la Galleria potrebbe diventare luogo di esposizione per anteprime di mostre dei maggiori musei piemontesi. La Collezione di Palazzo Lascaris rimarrà aperta al pubblico fino al 18 ottobre. Orario 10 – 18 dal lunedì al venerdì, ingresso gratuito.
All’inaugurazione saranno presenti:
Mauro Laus, presidente del Consiglio regionale
i curatori della mostra: Serena D’Italia, storica dell’arte, e Roberto Mastroianni, filosofo e storico dell’arte.
Interverranno tutti gli ex presidenti del Consiglio e della Giunta regionale.
***
Dal catalogo della mostra:
“La scelta effettuata delle opere esposte è legata alla storia privata del palazzo, quella dei suoi primi proprietari e, in seguito, a quella pubblica. La collezione di un ente pubblico è legata a donazioni, lasciti, acquisizioni, acquisti lontani nei tempi e nei momenti politici, risultato di incontri. Questo processo sedimentativo di eredità istituzionali e non dà forma alla Collezione di Palazzo Lascaris, e l’osservare questo insieme di opere, per la prima volta esposte al pubblico in una forma organica, significa aprire le finestre sulla storia dell’arte, non solo italiana. Significa anche collocare i movimenti artistici nella storia del nostro paese. La Collezione viene intesa come parte di un progetto politico, oltre che storico e territoriale, portato avanti dai Presidenti e dalle interazioni avvenute con gli esponenti culturali delle varie epoche storiche.Quindi se troverete Delleani o Platonov vicini ad Albino Galvano o a Cherchi, Lupo vicino a Chessa, nessun stupore, è la storia che scorre. La storia di questa Collezione”.
fc – www.cr.piemonte.it
Sono state perquisite anche le abitazioni di sette dirigenti e funzionari.
E’ partita nelle prime ore di questa notte un’operazione di polizia all’aeroporto di Caselle, riguardante sia il rilascio di fatture false, sia documenti riguardanti l’avvio di lavori mai eseguiti per ottenere finanziamenti da Roma. L’operazione coordinata dalla procura di Torino è tutt’ora ancora in corso. Secondo le prime indiscrezioni gli investigatori si sarebbero concentrati sul rilascio di false fatture per false riparazioni che coinvolgevano gli aerei di passaggio allo scalo torinese e anche per lavori all’interno dell’aeroporto mai eseguiti che però Aviapartner fatturava “regolarmente”. In queste ore sono stati perquisiti – oltre agli uffici dell’ Enav e dell’ Enac – anche le abitazioni di sette dirigenti e funzionari; intanto le maggiori attenzioni da parte della procura sarebbero rivolte alla Aviapartner, la società che si occupa della logistica dell’aeroporto. La frode, secondo quanto accertato fino ad adesso, sarebbe iniziata nel 2008 apportando nelle tasche della società milioni di euro.
Simona Pili Stella