Sergio Fantone, sindaco di Masserano (Biella), mi è simpatico, pur non conoscendolo, per la sua ordinanza che multa fino a 500 euro chi consuma sesso a pagamento sul suo territorio. In verità ho raccolto giudizi non lusinghieri su di lui. Ma almeno ci tenta. Tenta di non avere più la disdicevole presenza di prostitute di colore e non sul suo territorio. Deduco che la multa venga elevata anche ai clienti. Tecnicamente dovrebbe svolgersi in questo modo: un pubblico ufficiale coglie i trasgressori in flagranza di reato. Non so se sono previste prove documentali come fotografie. Poi eleva notificandola la multa ai trasgressori. Possono fare ricorso? Penso come tutti i cittadini multati. In altri comuni si sono fatte fotografie alle auto di clienti perché inosservanti del divieto di fermata. Il Tar ha dato ragione a chi ricorrendo ha di fatto vanificato l’efficacia dell’ ordinanza contro la prostituzione. Diffusissima in tutto il territorio del nostro paese. Come voler svuotare il mare con un cucchiaio. Sono 30 anni che transito in quei posti. Da almeno 20 sono presenti le prostitute. Insisto nella mia dichiarazione di simpatia verso il sindaco. Ha osato sfidare persino il ridicolo. Annosa e vecchia questione della prostituzione nel nostro paese come in tutti i paesi. In Germania, una terra di nessuno al confine con la Polonia è diventata mecca della prostituzione. Dopo mesi di anarchia un’apposita legge ha normato ed organizzato il tutto.
notevolmente cambiate. E la quantità ha inciso sulla qualità del fenomeno. Sono passati 60 anni e ci vogliono nuove leggi. E, all’italiana, sono 30 anni che parliamo di nuove regole. Tanti convegni, nessun fatto. Sandra Landi, giusto 30 anni fa nel suo libro Ritratti a tinte forti proponeva cooperative di prostitute autogestite. Ripresa dal Ministro Livia Turco e ovviamente (pateticamente aggiungo io) da diversi disegni di legge. Eppure una legge a tal proposito non costerebbe. Anzi forse porterebbe soldi all’ erario. Ma si sa, nel nostro paese cattolico affrontare le questioni del sesso come dei diritti civili è sempre stato un problema. Sulla strada tra Masserano e Roasio non é solo un problema di sesso. E’ un problema di salute e di sicurezza, E anche di decenza. Proprio così, di decenza. E’ irritante vederle e fare di tutto per evitarle. Bacchettone? Ma sì, datemi pure del bacchettone. Ma sono decenni che aspetto una legge in proposito che ” tolga il fenomeno dalle strade”. Ne fai una questione morale? Anche. Soprattutto difendo il mio diritto di vedere solo la baraggia e le risaie allagate per la crescita del riso. Chi vuole usufruire dei servizi delle prostitute faccia pure, ma non per strada. Si può discutere sulle forme di questa organizzazione. Ma non sulla necessità della regolamentazione del fenomeno. Ma qui le chiacchiere stanno a zero.Non so se il sindaco di Masserano avesse in testa l’insieme. Ma se ci si ferma al solo sindaco si guarda il dito e non la luna.





proposte dei residenti del quartiere durante una simbolica manifestazione, voluta dall’amministrazione comunale, in occasione del mercato rionale per chiedere ancora una volta il rispetto degli impegni assunti da Ativa nel 2000 e l’immediata chiusura del casello di Beinasco. La concessione di ATIVA è ormai è scaduta e il casello, da mesi, è aperto in regime di proroga senza più alcun motivo. Alla manifestazione ha preso parte anche il consigliere regionale Andrea Appiano che insieme alle amministrazioni comunali sta combattendo la battaglia per la soppressione del casello. «La barriera di Beinasco contribuisce ad aumentare il traffico sulle nostre strade, con automobilisti e camionisti che entrano ed escono dallo svincolo SITO per evitare il “balzello” della tangenziale, percorrendo così la bretella del Dojrone fino a raggiungere Pasta e via San Luigi» spiega Nicola de Ruggiero. Per monitorare i livelli di inquinamento nell’aria, da una settimana è in funzione proprio a Pasta una centralina dell’ARPA: fino a metà maggio rileverà le concentrazioni di ossidi di azoto, biossidi di zolfo, PM10, PM2.5 e monossido di carbonio. Si tratta della seconda fase dei campionamenti, una raccolta dati che completerà quanto già registrato sempre dalle centraline ARPA tra i mesi di febbraio e marzo del 2017.
Era un vero e proprio barbecue, allestito in piazza San Carlo, il salotto di Torino. L’aveva piazzato un quarantenne egiziano,
