GIOVANE MAGREBINO CON DIVIETO DI DIMORA NEL COMUNE DI TORINO
Gli Agenti del Settore Operativo della Polfer di Porta Nuova hanno arrestato un 19 enne cittadino del Marocco, per aver commesso una tentata rapina aggravata e delle lesioni personali nei confronti di un clochard.
In quella circostanza l’uomo, palesemente in stato di ebbrezza, ha tentato di impossessarsi dei cartoni che il senzatetto aveva utilizzato per allestire un giaciglio per la notte nei pressi della Stazione di Porta Nuova.
Il clochard si è opposto al furto scatenando la violenta reazione del magrebino, che lo ha prima colpito con dei calci e poi, estratta una lama, lo ha ferito alle mani.
La brutale aggressione è stata interrotta dall’intervento di alcuni passanti e successivamente dall’intervento di una pattuglia della Polizia Ferroviaria, allertata dagli stessi cittadini intervenuti.
Il clochard è stato quindi trasportato presso l’Ospedale Mauriziano dove è stato curato per le ferite riportate, giudicate guaribili in 6 gg.
Fin da subito gli investigatori hanno tentato di riscostruire quanto accaduto, grazie anche alla precisa testimonianza della vittima che ha sporto regolare denuncia per l’aggressione subita.
L’autore della tentata rapina è stato rintracciato da personale del Settore Operativo della Polfer di Porta Nuova sempre nei pressi della stazione, e sottoposto alla misura del fermo di indiziato di delitto per i reati di tentata rapina aggravata dall’uso di un’arma e lesioni personali.
Il fermato, già gravato da numerosi precedenti penali, era stato appena scarcerato il 31 ottobre scorso dopo che era stato arrestato nel mese di luglio del 2019 per aver tentato una rapina all’interno di un negozio di “Kebab” ubicato nel centro cittadino, procurando, anche in quella occasione, delle lesioni al malcapitato esercente.
Proprio a seguito di questo episodio, il 19 enne, una volta scarcerato, era stato sottoposto alle misure cautelari del divieto di dimora nel Comune di Torino e dell’obbligo di firma presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Modena, dove in realtà non si era mai presentato.
A seguito del fermo operato da personale Polfer l’uomo è stato condotto presso la locale casa circondariale e, dopo il giudizio di convalida della misura, è stato nuovamente sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere.


Quella targa commemorativa venne inghiottita dalla frana causata dall’alluvione del settembre del 1993. Ora la targa è stata riposizionata durante la cerimonia alla quale hanno partecipato il parroco di Ceresole Reale, Franco Rolando, Guido Novaria e il vicesindaco Mauro Durbano. Il rappresentante dell’Anpi ha letto l’elenco delle vittime e dei soccorritori della tragedia e sono stati suonati l’inno italiano e quello inglese. Settantacinque anni fa, sul colle Galisia sopra Ceresole Reale, si consumava la più grande tragedia di montagna avvenuta sulle Alpi durante la Seconda guerra mondiale. Quarantun vittime fra partigiani italiani e soldati inglesi fuggiti dai campi di prigionia tedeschi.Soltanto tre furono i superstiti.La commemorazione della tragica odissea del colle Galisia, sullo spartiacque Valle Orco-Val d’Isere, è stata arricchita dalla scoperta fatta da Franco Rolando, decano delle guide alpine di Ceresole Reale, che dopo ventisei anni ha ritrovato quella targa, nei pressi del Pian Ballotta: “Ho notato qualcosa che luccicava in mezzo alle pietre. Pensavo si trattasse di qualche colpo di mortaio visto che in questa zona, durante la guerra, al confine fra Italia e Francia, ci furono parecchi combattimenti”. Subito dopo la sorpresa: “Iniziai a scavare con i bastoncini e ho capito che quella che stava per affiorare era la targa strappata dall’alluvione del ’93”.