Disservizi voucher “Vesta”, il commento della Regione

PUBBLICHIAMO DI SEGUITO IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE ALBERTO CIRIO E DELL’ASSESSORE MAURIZIO MARRONE
in merito ai  rallentamenti verificatisi oggi per l’accesso ai  voucher del bonus Vesta, riservati  ai nuclei con Isee fino a 40mila euro e figli fino a sei anni
I rallentamenti che si sono verificati questa mattina sulla piattaforma di Vesta sono un fatto grave che ha creato un disservizio a tanti cittadini in attesa di collegarsi per ottenere il voucher. Abbiamo chiesto immediate e approfondite spiegazioni al Csi (Consorzio per il Sistema Informativo), che ha gestito il servizio e ci ha comunicato si è trattato di un problema al sistema di rete che ha coinvolto anche altri siti istituzionali, come il Comune di Torino e altri enti locali.
Nonostante non sia una responsabilità del governo della Regione Piemonte, ci sentiamo comunque in dovere di scusarci per il disagio subito dai piemontesi che hanno avuto problemi con il collegamento che, infatti, resterà aperto un’ora in più rispetto al previsto, ovvero fino alle ore 01.00 di mercoledì 22 aprile, garantendo le 12 ore di click day come previsto.
È bene peraltro precisare che dopo il rallentamento iniziale il sistema ha funzionato senza problemi e che, dato che resta davvero significativo, oltre 20.000 famiglie stanno accedendo al servizio e in queste ore stanno presentando domanda, oltre alle diecimila che stanno già ottenendo i bonifici sui loro conti per il bonus Vesta del 2025. È comunque nostra ferma volontà andare fino in fondo per accertare le effettive responsabilità perché consideriamo quanto accaduto inaccettabile

Il Principe Aimone di Savoia, Duca di Aosta, a Susa

Nel pomeriggio di lunedì 20 aprile il Castello di Adelaide – Museo Civico ha accolto  il Principe Aimone di Savoia, Duca di Aosta, per una visita alla mostra “I Savoia. Mille anni di Storia e Potere”, a Susa, e al percorso permanente del Museo Civico.

Ad accompagnare il Principe, il Direttore del Castello, Stefano Paschero, l’Assessora alla Cultura della Città di Susa, Cinzia Valerio, il Comandante dei Carabinieri LGT, Carlo Mostratisi e la professoressa Gemma Amprino Giorio. La visita ha preso avvio dalla mostra temporanea curata da Stefano Paschero e Claude Duffour, che presenta per la prima volta in Italia oltre 40 pezzi originali della collezione “Savoie.live di Ancy”, documenti, sigilli, ritratti e testimonianze iconografiche che ripercorrono mille anni di storia del casato, dal Marchesato di Torino alle vicende risorgimentali.

Il Principe si è poi soffermato nelle sale del Museo Civico, dalla fondazioni romane del Castello alla Storia Naturale, fino alla sezione dedicata alla Valle di Susa e al Risorgimento. La mostra “I Savoia. Mille anni di Storia e Potere” è visitabile al Castello di Adelaide, al Museo Civico, fino al 24 maggio 2026.

Mara Martellotta

Domenica, a Prarostino, il trail del Faro

Si tratta della terza prova del Trofeo delle Valli, in programma domenica 26 aprile a Prarostino, la corsa podistica Trail del Faro  organizzata dall’associazione Sportiva Mente e patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino.  Il ritrovo dei partecipanti è  fissato alle 8.30 in piazza della Libertà in località San Bartolomeo. La partenza verrà  data alle 9.30 su un tracciato di 12 km con un dislivello positivo di 600 metri che valorizza i sentieri panoramici con vista sulla pianura del Pinerolese.

Possono partecipare alle prove del circuito del Trofeo delle Valli i tesserati alla UISP o alla FIDAL o i detentori della Run Card, nati sino al 2008 e ovviamente in possesso della certificazione medico-agonistica per l’atletica leggera. È  vietato l’uso dei bastoncini e l’accompagnamento dei cani al seguito. L’iscrizione costa 18 euro e deve avvenire tramite il portale Internet www.wedosport.net entro le ore 24 di giovedì 23 aprile, oppure sul posto fino a mezz’ora prima della partenza. Riceveranno premi in natura le prime cinque atlete e i primi cinque atleti della categoria e le prime cinque e i primi cinque over 50. Al termine pranzo gratuito per tutti i partecipanti.

Mara Martellott

Femminicidi, Chiarelli: “Il silenzio non è un’opzione”

Di Marina Chiarelli*

“Di fronte ai femminicidi, da ultimo quelli avvenuti in provincia di Alessandria e di Asti  non basta indignarsi ogni volta che accade.

L’assessore Chiarelli

La violenza contro le donne non nasce all’improvviso: cresce nel tempo, spesso lontano dai riflettori e, come in questo caso, anche in assenza di denunce formali. Per questo il tema non riguarda solo la repressione, ma la prevenzione. Come istituzioni abbiamo il dovere di costruire una rete più forte tra servizi, territorio e comunità, capace di intercettare i segnali prima che sia troppo tardi. E questo vale anche per le politiche giovanili e per la sicurezza: dove non ci sono presidi, relazioni e responsabilità, cresce il rischio. E riguarda da vicino anche Novara: episodi recenti tra i più giovani dimostrano che il tema della violenza e del rispetto non può più essere affrontato solo in chiave emergenziale”.

La sicurezza si costruisce prima, con presenza visibile, relazioni e responsabilità, ampliando punti di ascolto e i corsi pratici per operatori, allenatori sportivi, educatori, personale scolastico, ovverosia punti di riferimento locali, soprattutto in quartieri sensibili, nelle aree frequentate dai giovani e nelle zone critiche (tipo stazioni ecc.)
In Piemonte questa responsabilità si traduce in azioni concrete: una rete composta da 23 centri antiviolenza, 80 sportelli e 13 case rifugio, che ogni giorno accolgono, proteggono e accompagnano le donne nei percorsi di uscita dalla violenza. Nello scorso anno le donne aiutate in Piemonte sono state oltre 4mila ma vogliamo fare di più.
Promozione di attività formative per gli operatori della rete antiviolenza e delle Forze dell’Ordine, unitamente ad un raccordo più efficace tra le componenti coinvolte, sono gli obiettivi del protocollo d’intesa per prevenire e contrastare la violenza contro le donne siglato a marzo 2025 tra Regione Piemonte, la Città metropolitana di Torino, le Amministrazioni provinciali, le Prefetture, la Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino, le Università e il Politecnico di Torino, l’Università del Piemonte orientale.
Abbiamo rafforzato gli interventi sul territorio, ampliando i punti di accesso e sostenendo progetti di reinserimento lavorativo, perché l’autonomia economica è spesso la prima vera forma di libertà. Allo stesso tempo continuiamo ad investire sulla prevenzione, a partire dalle scuole, con percorsi educativi che parlano ai più giovani di rispetto, relazioni e responsabilità.
Nello stesso alveo opera  il fondo di solidarietà istituito dalla Regione rivolto alle donne vittime di violenza, utilizzato per coprire le spese di assistenza legale sia in ambito penale che in ambito civile.
Perché contrastare la violenza significa agire prima che accada. E significa farlo insieme, come comunità.
* Assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte

Videosorveglianza, in città più telecamere e sistemi di sicurezza 

 

Prosegue l’impegno dell’amministrazione per l’implementazione del sistema di videosorveglianza cittadino. Questa mattina la giunta comunale, su proposta dell’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale Marco Porcedda, ha approvato due delibere per dare concreta attuazione al rafforzamento del controllo del territorio.

Con la prima delibera approvata diventa realtà la connessione dell’impianto di videosorveglianza e il suo sistema di lettura targhe e interconnessione al sistema controllo nazionale targhe e transiti. Si tratta di una tecnologia di videosorveglianza avanzata che collega le telecamere OCR (Optical Character Recognition) del circuito cittadino al server centrale del Ministero dell’Interno così da consentire alle forze dell’ordine l’identificazione in tempo reale di veicoli e targhe segnalate nelle banche dati. In sostanza, con questo sistema le forze dell’ordine riceveranno una segnalazione ogni volta che viene intercettato un veicolo la cui targa è presente nelle loro banche dati. Un provvedimento che era inserito nel “Patto per la sicurezza urbana” che la Città di Torino ha stipulato nel 2023 con la Prefettura di Torino e la Regione Piemonte e che prevede per questo progetto un investimento di 600mila euro, recepiti dalla delibera.

La seconda delibera, anche questa approvata in mattinata, va nella stessa direzione: realizzare nuovi impianti per la videosorveglianza in alcuni dei punti critici della città per una maggiore prevenzione nelle dinamiche di sicurezza urbana, a disposizione della Polizia Locale e delle forze dell’ordine per il monitoraggio e il contrasto dei fenomeni di microcriminalità. L’obiettivo è potenziare la copertura video in quartieri già precedentemente individuati tra cui Barriera di Milano, San Salvario e l’area di piazza Bengasi. Il progetto esecutivo è finanziato con 250mila euro del Ministero dell’interno e prevede l’installazione di nuove telecamere a cura della società 5T, dotate di una tecnologia che sarà in grado di implementare il campo visivo e garantire una copertura più capillare del monitoraggio. Si tratta di dispositivi che sono in grado di svolgere simultaneamente diverse funzioni e predisposti per accogliere future implementazioni basate anche su algoritmi di analisi delle immagini.

“La Città – afferma l’assessore alla Sicurezza Marco Porcedda – continua a fare la sua parte, anche nell’ambito degli investimenti previsti dal Patto per la Sicurezza, per rafforzare il controllo del territorio attraverso il potenziamento della videosorveglianza, in un’ottica di sicurezza integrata e di piena collaborazione con le forze dell’ordine, che naturalmente avranno completo accesso alle immagini. Riteniamo che questo sia uno strumento molto utile in termini di prevenzione dei reati e contrasto ai fenomeni di illegalità, cui deve necessariamente affiancarsi una presenza delle forze dell’ordine sul territorio che garantisca la possibilità di interventi rapidi e tempestivi”.

TorinoClick

Il documentario “Walter Bonatti a Bardonecchia” di Topazio al Trento Film Festival

Un nuovo riconoscimento per il documentario “Walter Bonatti a Bardonecchia”, realizzato nel 2025, dal regista Riccardo Topazio, con il patrocinio del Comune di Bardonecchia.

Dopo essere stato premiato, infatti, all’Orobie Film Festival di Bergamo, nel gennaio scorso, il documentario è stato ora selezionato dal prestigioso Trento Film Festival, nella sezione “Proiezioni Speciali”.

Il documentario, della durata di 50 minuti, racconta gli anni 1955-1956, nei quali il celebre alpinista visse a Bardonecchia, dove lavorò come guida alpina e maestro di sci. Materiale storico e testimonianze raccontano il grande legame che si creò tra Bonatti e la comunità di Bardonecchia, fino al riconoscimento, il 28 agosto 1955, della cittadinanza onoraria.

“Il documentario Walter Bonatti a Bardonecchia – spiega Riccardo Topazio – nasce dalla volontà di raccontare un capitolo cruciale della storia alpinistica: il biennio 1955-1956. In quegli anni Bardonecchia non fu solo un luogo di passaggio, ma il laboratorio segreto dove Bonatti, nel silenzio e talvolta nell’isolamento, forgiò la sua leggenda. Ho voluto realizzare quest’opera per portare alla luce curiosità inedite e testimonianze dirette di chi lo vide allenarsi, soffrire e preparare quelle imprese, che avrebbero cambiato per sempre il modo di intendere la montagna”. “Un cuore pulsante del film – spiega ancora – è la rievocazione della prima traversata in sci alpinismo, un’impresa pionieristica realizzata proprio in quel periodo e resa possibile grazie al lungimirante supporto finanziario del Comune di Bardonecchia. A 70 anni esatti da quella storica impresa, il documentario si pone come un ponte temporale: non una semplice celebrazione ma un’indagine su come quel sostegno istituzionale abbia permesso a Bonatti di dimostrare che la montagna d’inverno non era un limite, ma una nuova frontiera di libertà. Portare questa storia al Trento Film Festival – conclude Riccardo Topazio – significa restituire alla collettività la memoria di un legame indissolubile tra un atleta eccezionale ed una comunità che seppe credere in lui quando altri dubitavano. Attraverso le voci di testimoni dell’epoca e la riscoperta di dettagli dimenticati, il film invita lo spettatore a riscoprire l’autenticità di un’epoca in cui il coraggio si misurava con la coerenza ed il rispetto per la libertà”.

“Apprendiamo con profondo orgoglio ed emozione – sottolinea il sindaco di Bardonecchia Chiara Rossetti – l’attribuzione del riconoscimento di Riccardo Topazio dedicato al legame tra il leggendario Walter Bonatti e la nostra Bardonecchia. Quest’opera non è soltanto un tributo cinematografico ma un atto d’amore verso il nostro territorio. Riccardo ha saputo narrare con una sensibilità fuori dal comune un pezzo di storia, che appartiene all’anima stessa delle nostre montagne. Il suo lavoro ci restituisce la figura di Bonatti non solo come l’alpinista che il mondo intero ammira, ma come l’uomo che ha vissuto e respirato i nostri sentieri, nobilitando le nostre vette con le sue imprese”. “Mi piace sottolineare – osserva ancora Chiara Rossetti – non solo lo straordinario valore professionale di Topazio ma soprattutto le sue doti umane. La dedizione, l’umiltà e la passione con cui ha portato avanti questo progetto sono lo specchio dei valori che la nostra comunità montana custodisce da sempre. Opere di questo calibro conferiscono un lustro immenso al Comune di Bardonecchia, posizionandosi ancora una volta al centro del panorama culturale e sportivo internazionale. A Riccardo va il ringraziamento più sentito da parte di tutta l’Amministrazione e della cittadinanza: grazie per aver dato voce al silenzio delle nostre cime e per avere onorato la storia di Bardonecchia”.

 

Il “Ballo dei 100 e non più 100” tra tradizione, eleganza e memoria

Casale Monferrato, il fascino della storia

Casale Monferrato, 18 aprile 2026; in un tempo in cui la memoria storica rischia spesso di affievolirsi, vi sono eventi capaci di restituire al presente il respiro del passato. Tra questi, il “Ballo dei 100 e non più 100” si conferma come una delle manifestazioni più affascinanti e identitarie del panorama culturale internazionale.

Nato dalla tradizione del Piemonte risorgimentale, quando Casale Monferrato era la seconda capitale del Regno di Sardegna, il ballo di metà Quaresima riuniva un massimo di 199 partecipanti: non più di 100 appartenenti alla Nobiltà e non più di 99 della Borghesia. Un equilibrio simbolico che racconta un’epoca e che oggi rivive da sempre nella suggestiva cornice di Palazzo Gozzani di Treville, sede dell’Accademia Filarmonica, fondata nel 1827 da 83 nobili famiglie del Monferrato.

L’inizio: onori, memoria e identità nazionale

La serata si è aperta con i tradizionali Onori della Fanfara dei Bersaglieri “Roberto Lavezzeri”, sottolineando il valore storico dell’evento: una rievocazione legata alla scintilla risorgimentale partita proprio da Casale Monferrato, che portò avanti il cammino concluso con l’unità d’Italia.

Sono seguiti gli onori a cominciare con quelli alla Città di Casale Monferrato, al suo Sindaco Avv. Emanuele Capra, all’Onorevole Antonin Stanek, della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, e alla Contessa Maria Loredana degli Uberti, Prorettore dello Studium.

La serata ha visto come sempre la partecipazione di importanti personalità del mondo nobiliare e istituzionale internazionale.

Tra gli ospiti d’onore, S.A.S. il Principe Don Maurizio Gonzaga del Vodice di Vescovato, Capo della Casa Ducale di Mantova e prossimiore affine alla Casa Ducale di Monferrato, Presidente di Famiglie Storiche d’Italia e del Senato Accademico dello Studium Accademia di Casale e del Monferrato, e il Principe Don Landolfo Caracciolo di Melissano, Vice Presidente di Famiglie Storiche d’Italia e Secondo Governatore della Real Arciconfraternita e Monte dei Nobili Spagnoli di Napoli. Erano anche presenti: S.A.I. & R. l’Arciduca Josef Karl d’Asburgo-Lorena, Principe d’Ungheria, Capitano Generale del Vitézi Rend e Presidente di Famiglie Storiche d’Europa, con la consorte S.A.I. & R. l’Arciduchessa Margarete, Principessa d’Ungheria e la Principessa Maria Pia Ruspoli; S.A.R. il Mwami Yuhi VI, Capo della Real Casa del Rwanda, accompagnato da Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, presidente dell’Associazione Italia Georgia Eurasia e dell’Unione della Nobiltà Bizantina, S.A.R. la Principessa Jasmine El Senussi, Principessa di Libia, accompagnata dal Principe Don Guglielmo Giovanelli Marconi, con la Contessa Emma Viora di Bastide Zavattaro Ardizzi.

Tradizioni europee e istituzioni internazionali

Sono proseguiti gli onori a: la Real Asociación de Hidalgos de España, rappresentata dal Presidente Don Manuel Pardo de Vera y Díaz, il Real Cuerpo de la Nobleza de Madrid, con il rappresentante degli incontri internazionali Don Manuel Ladrón de Guevara y Isasa. La dimensione internazionale si è arricchita con la presenza della Convention of the Baronage of Scotland, con il Baron of Stoneywood, la Baroness of Cartsburn, il Baron, Baroness e Younger of Mugdock, il Baron of Blantyre, insieme a Famiglie Storiche d’Italia e Historical Families of Europe.

Numerose anche le rappresentanze delle nobiltà tedesche, danesi e norvegesi e del patriziato svizzero, tra cui il Nob. Chev. Dietrich, con la consorte Sabine von Stein zu Lausnitz Presidente dell’Associazione Nobiliare Sassone, il Freiherr DDr. Walther von Doellinger und von Fechenbach zu Laudenbach, la Baronessa Dr. Nathalié von Wołk, il Nob. Chev. Tristan Choppin Haudry de Janvry, il Barone Mag. Leopold von Reichenbach zu Reichenbacher, il Cav. Alexandre Mojon, il Cav. Maximilian Maria in Albon, la Principessa russa Akchurina e il Nobile Daniel von Saldner.

Il convivio: tradizione gastronomica e regia organizzativa

Dopo il concerto dei Bersaglieri e l’aperitivo, la serata è proseguita con il pranzo placée, momento centrale di convivialità ed eleganza. Fondamentale è stata l’organizzazione di Nicola Mecca, che ha coordinato con grande attenzione e competenza i piatti presentati, assicurando un equilibrio tra tradizione locale e alta qualità gastronomica, contribuendo in modo determinante al successo dell’esperienza conviviale. La scelta del menù, curata con sensibilità e gusto, ha visto anche il contributo di Filippo Lisi, che ha saputo valorizzare i sapori della tradizione in chiave raffinata e coerente con il contesto storico della serata.

Danze, suggestioni e atmosfere d’altri tempi

Le danze sono state aperte dalle coreografie storiche dell’Ottocento, eseguite da Selena Bricco, che ha accompagnato gli ospiti in un viaggio elegante tra le musiche dell’epoca, proseguendo poi con brani più moderni che hanno animato la serata.

Un momento particolarmente apprezzato è stato quello della pasta al tricolore, simbolo dell’unità nazionale, mentre come insegna la tradizione dei Balli dell’800, la presenza di Maria Rosa, appassionata interprete delle arti simboliche e divinatorie, ha affascinato i partecipanti con letture suggestive e cariche di mistero, contribuendo a creare un’atmosfera intima e coinvolgente.

Il finale: Krumiri, storia e identità casalese ormai sbarcata nei 5 continenti

A chiudere la serata, alle ore 3.00, riproponendo la tradizionale cioccolata con i churros delle giornate internazionali della nobiltà europea di Madrid, la cioccolata calda accompagnata dai celebri Krumiri Rossi di Portinaro, autentico simbolo della città di Casale Monferrato.

Nati nel 1878 dall’ingegno del pasticcere Domenico Rossi, i Krumiri devono la loro inconfondibile forma – ispirata ai baffi di Vittorio Emanuele II – a un’intuizione tanto semplice quanto geniale, che ne decretò fin da subito il successo. Apprezzati sin dalle origini sulle tavole dei sovrani e, durante la Belle Époque, serviti anche a bordo del prestigioso Orient Express, questi biscotti sono divenuti un emblema della tradizione dolciaria monferrina nel mondo.

La scelta di proporre i Krumiri di Portinaro, custodi di questa storica eredità, non è casuale: rappresenta un raffinato omaggio alla cultura gastronomica locale e all’identità più autentica del territorio casalese.

Un ponte tra passato e presente

Il “Ballo dei 100 e non più 100” grazie al lavoro di Maria Loredana degli Uberti si conferma ancora una volta come molto più di un evento, facendosi narrazione vivente della storia italiana, un momento in cui cultura, tradizione, relazioni internazionali e memoria collettiva si incontrano in un equilibrio raro e prezioso. Un appuntamento che continua ad affascinare, anno dopo anno, dimostrando come il passato, se custodito con intelligenza, possa ancora parlare con forza al presente.

A cena con Fruttero

Giovedì 23 aprile 2026, ore 20

Torino, Circolo dei lettori e delle lettrici

 

In occasione del vernissage de Il Club Fruttero. La mostra, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e la Fondazione Circolo dei lettori propongono giovedì 23 aprile alle 20 A cena con Fruttero, una cena letteraria che traduce in esperienza conviviale i gusti e l’immaginario di Carlo Fruttero.

 

Non una semplice cena, ma un dispositivo narrativo: sette tavoli, sette libri, sette voci. Ogni tavolo diventa uno spazio di conversazione in cui i libri si attivano attraverso il dialogo, secondo una pratica cara a Fruttero: condividere per divertirsi.

Ogni tavolo ospiterà una voce e un libro: Carlotta Fruttero con “Donne informate sui fatti”, Federica Fruttero per “Mutandine di chiffon”, Annalena Benini in “La donna della domenica”, Francesca Sforza per Fruttero giornalista, Franco Forte con Urania, Giuseppe Culicchia “Da una notte all’altra”, Paolo Verri “A che punto è la notte”.

 

Il percorso della serata non si limita ai testi. Anche il menù è costruito come un racconto, un percorso geografico e affettivo che segue le traiettorie della vita e dei gusti dello scrittore.

 

Gli antipasti rappresentano con precisione la tradizione piemontese: vitello tonnato alla vecchia maniera, acciughe al verde, flan di asparagi. Piatti netti, riconoscibili, radicati, sabaudi, come l’origine torinese di Fruttero.

Il primo, con i tortelli maremmani, portano la cena a Roccamare, nel grossetano, terra d’adozione per la vita e la scrittura, dove Fruttero ha trascorso una lunga parte della sua vita.

Il secondo, roast beef con patate al forno, introduce una dimensione più personale: è il piatto che Fruttero amava così tanto da voler imparare a cucinarlo, per sé e per gli amici.

Il percorso si chiude con il dolce, la torta Sacher, che porta i commensali a Vienna. Il dolce in questa speciale cena rappresenta l’amicizia con la principessa Vita Hohenlohe, presenza brillante e spiritosa delle estati maremmane, che portava con sé la Sacher che divenne il dolce preferito di Fruttero.

 

Per partecipare alla cena è obbligatoria la prenotazione scrivendo a barney@circololettori.it. Costo della cena: € 60,00

 

La cena, estensione naturale della mostra, fa parte del progetto culturale diffuso per il centenario, ideato e prodotto da Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, con il coinvolgimento diretto delle eredi Carlotta e Federica Fruttero, sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e delle lettrici di Torino e progetto Urania del Dipartimento di Comunicazione, arti e media Giampaolo Fabris dell’Università IULM, e la partnership tecnica di FILA con Tratto Pen e Libraccio, e il supporto de La Stampa-Tuttolibri. Partner della cena è l’Azienda Agricola Il Botolo.

 

Il Club Fruttero attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi. Fruttero era uno scrittore, un traduttore, un curatore, un editore: scriveva, traduceva, curava, sceglieva. Il centenario ne restituisce il metodo: leggere per capire, scegliere per escludere, discutere per divertirsi e non essere neutrali.

Arrestato per furto al pronto soccorso del Maria Vittoria

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un uomo italiano di 45 anni per il reato di furto aggravato commesso all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale “Maria Vittoria”.
Negli scorsi giorni, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Torino, con l’ausilio della Volante del Commissariato di P.S. San Donato, sono intervenuti all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale del quartiere torinese Campidoglio a seguito della segnalazione di un patito furto ai danni di un paziente lì allettato per le prime urgenti cure mediche.
Giunti sul posto, i poliziotti hanno accertato che un uomo, approfittando della vulnerabilità di un paziente che stava ricevendo le prime cure in barella, aveva fatto accesso alle corsie del Pronto Soccorso e si era impossessato del telefono cellulare e del portafoglio custoditi tra gli effetti personali della persona che era in corsia, tentando poi di allontanarsi velocemente.
Il personale sanitario e gli addetti alla sicurezza, insospettiti dal comportamento dell’uomo, lo hanno inseguito nei locali della struttura, consentendo così l’immediato intervento degli agenti delle volanti.
A seguito di perquisizione personale, gli operatori di polizia hanno rinvenuto la refurtiva, che è stata restituita al legittimo proprietario. Sono stati inoltre rivenuti, all’interno della tasca della giacca del soggetto, un paio di forbici di 10 cm e altre carte di debito appartenenti a terzi, in ordine al legittimo possesso delle quali sono in corso indagini.

Silvio Magliano (Lista Cirio): «Procedure e cure uguali per i bambini con celiachia»

Approvato dal Consiglio regionale l’Ordine del Giorno a prima firma Silvio Magliano, Capogruppo della Lista Civica Cirio Presidente PML, che impegna la Giunta a predisporre e attivare un Percorso di Salute e Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PSDTA) specificamente dedicato ai pazienti pediatrici affetti da celiachia, a renderlo operativo sull’intero territorio regionale, prevedendo specifiche misure per garantire la continuità assistenziale nella transizione dall’età pediatrica all’età adulta.

«La celiachia è una patologia autoimmune che può avere pesanti ripercussioni sulla qualità della vita, soprattutto per i giovani – commenta Silvio Magliano -; ho raccolto le sollecitazioni dell’Associazione Italiana Celiachia volte alla implementazione di una presa in carico efficace, a partire da un programma di interventi che sia uniforme in tutta la regione, per evitare disparità di trattamento, ma anche come guida per la medicina territoriale lungo tutto il percorso di diagnosi e cura».

«Per quanto riguarda il passaggio all’età adulta – conclude Magliano –, si tratta usualmente di un momento chiave ed è fondamentale che vi siano indicazioni e procedure chiare. Un PSDTA specifico per l’età pediatrica e per guidare il passaggio all’età adulta nei pazienti affetti da celiachia è stato attivato con successo in altre Regioni, per esempio la vicina Liguria, e ritengo sia una buona prassi da replicare con gli opportuni adattamenti che la Giunta e l’Assessorato vorranno attuare».