Due evasioni per vedere sorella e fidanzata
Gli affetti il loro punto debole
Chi va a trovare la ragazza e lungo il tragitto di rientro a casa si ferma a comprare le sigarette, chi passeggia verso casa della sorella. Queste le giustificazioni raccolte in meno di 24 ore, tra martedì e mercoledì scorsi, dagli agenti della Polizia di Stato.
Ma i protagonisti di questi episodi non sono comuni cittadini inottemperanti alle vigenti normative, bensì due uomini soggetti al regime degli arresti domiciliari. Si tratta di due cittadini italiani di 39 e 30 anni. La nostalgia della compagna è costato all’uomo l’arresto, mercoledì notte in via Duchessa Jolanda, per evasione e la denuncia per false attestazioni a pubblico ufficiale in quanto declina le proprie generalità in modo errato per sfuggire al controllo degli operatori.
Fermato martedì mattina in via Breglio, il trentanovenne invece dichiara di essere agli arresti domiciliari ma di aver il permesso di assentarsi dalla propria abitazione per un paio d’ore la mattina. L’uomo che però al momento del controllo viene trovato sprovvisto del decreto che lo autorizza ad uscire per provvedere ad “indispensabili esigenze di vita” viene arrestato e denunciato per violazione delle misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid19.
Il Turin Palace Hotel, lo storico albergo situato nel centro storico del capoluogo subalpino, di proprietà di Reale Immobili e gestito dalla famiglia Marzot, accoglierà da stasera alcuni militari giunti a Torino per allestire l’Ospedale per i malati di Covid-19 presso le ex OGR.
L’Aeronautica Militare dà un supporto inquadrato nell’ambito delle attività fortemente volute dal Ministro della Difesa per fronteggiare l’emergenza in atto. A Torino, in particolare, una task force infrastrutturale dell’Aeronautica Militare, composta da personale tecnico militare, sarà impegnata nella realizzazione dell’impiantistica elettrica e di illuminazione presso i padiglioni del polo.
Alberto Ramella, Direttore Generale di Reale Immobili ha dichiarato: “Siamo onorati di poter essere al fianco della famiglia Marzot nel mettere a disposizione una nostra proprietà e quindi di poter contribuire insieme alle misure di potenziamento del servizio sanitario, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. È straordinario ciò che si riesce a realizzare facendo sistema, ciascuno con i propri mezzi e di questo non posso che dire grazie a tutti”.
Piero Marzot, Titolare e Direttore del Turin Palace Hotel ha aggiunto: “Il Turin Palace Hotel ha ricevuto tanto dalla Città di Torino e dai Piemontesi. L’ospitalità che daremo in questi giorni significa ringraziare per quanto ci è stato dato e soprattutto sostenere chi è in prima linea nella lotta contro l’epidemia”.
Luigi Icardi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte ha voluto esprimere la sua riconoscenza così: “Ringrazio Reale Immobili e il Turin Palace Hotel per la loro disponibilità nell’accoglienza dei militari impegnati nell’allestimento dell’ospedale nell’area delle ex OGR. Un altro segnale di collaborazione e di solidarietà concreta che ci rafforza nella nostra battaglia quotidiana contro il Covid-19”.
Reale Group è un Gruppo internazionale attivo in Italia, in Spagna e in Cile attraverso la Capogruppo – Società Reale Mutua di Assicurazioni, la più grande compagnia assicurativa italiana in forma di mutua e le sue controllate. Offre soluzioni e tutela a circa 5 milioni di clienti in campo assicurativo, bancario, immobiliare e dei servizi; con oltre 3.700 dipendenti tra Italia, Spagna e Cile, Reale Group evidenzia una solidità tra le più elevate del mercato, testimoniata da un indice di solvibilità (Solvency II), calcolato secondo il Modello Interno Parziale di Gruppo, pari al 281,4% (Year End 2018).Reale Group nel 2018 ha chiuso con utile pari a 148 milioni di euro, con una raccolta premi di quasi 5 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente.
Reale Immobili S.p.A., società di Reale Group, nasce nel febbraio del 2002 con l’obiettivo di gestire, conservare e valorizzare il proprio patrimonio immobiliare e di quello delle altre società del Gruppo, a cui fornisce servizi di consulenza. La Società ha sede a Torino, una filiale a Milano ed una a Roma. La mission di Reale Immobili è diretta alla valorizzazione del patrimonio attraverso costanti interventi di manutenzione e riqualificazione dei fabbricati storici e di prestigio, volti alla conservazione ed ottimizzazione della composizione del portafoglio immobiliare stesso.
Un operatore sanitario che aveva fatto cinque ore di turno, è passato all’ora di pranzo dal supermercato Pam del Lingotto prima di iniziare il servizio pomeridiano.
Come riporta il quotidiano Repubblica, si tratta di un consulente psicologo trentenne che lavora in comunità terapeutica. Quando è entrato mostrando il badge all’ingresso del supermercato per l’ingresso preferenziale riservato a medici, infermieri e personale sanitario nel periodo di emergenza covid-19, è stato aggredito verbalmente da numerose persone in fila che lo hanno pesantemente insultato. Succede anche questo
In pochi giorni ha importato illecitamente e immesso in commercio centinaia di migliaia di mascherine.
La Guardia di Finanza di Torino ha scoperto il sistema truffaldino organizzato da un imprenditore trentaseienne di origini cinesi, titolare di un’azienda con numerosi punti vendita a Torino, che, approfittando della situazione emergenziale connessa alla diffusione del COVID 19, ha importato dalla Cina diversi containers di mascherine fornendo alla dogana false dichiarazioni con il solo fine di garantirsi uno “svincolo” rapido delle merci e, soprattutto, di superare eventuali operazioni di requisizione.
I Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Torino, in collaborazione con il personale della Polizia Municipale e dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, hanno perquisito l’azienda coinvolta dove hanno sequestrato oltre 20.000 mascherine filtranti per le quali, in sede di importazione, era stata falsamente indicata quale destinazione, alcuni comuni della provincia di Cuneo i quali, successivamente, le avrebbero destinate alla popolazione tramite la Protezione Civile. Ad aggravare la posizione dell’imprenditore anche le diciture indicate sulla documentazione che accompagna la merce, che sempre al fine di sviare i controlli, riportavano la voce “capi d’abbigliamento” invece di articoli protettivi.
Effettivamente, una modesta quantità è poi finita a questi enti locali facenti capo al Comune di Caraglio (CN), “capo fila” per altri comuni tra di loro consorziatisi per questa necessità; ma altre 400.000 mascherine sono state rivendute ad aziende e privati in totale spregio delle direttive in questo momento in vigore.
Le mascherine importate illegalmente dall’imprenditore cinese sono state rinvenute anche in un’impresa di Settimo Torinese. Qua i Finanzieri hanno sequestrato oltre 25.000 dispositivi dove sulle scatole era ben chiara l’indicazione di destinazione: “Ospedale di Varese”. Il titolare dell’azienda è stato denunciato per ricettazione.
E così in pochi giorni i furbetti del “Qualcosa da dichiarare?” hanno intascato circa 1 milione di euro frodando così lo Stato. Ora dovranno rispondere di una sequela di reati: contrabbando aggravato, falso in atto pubblico, ricettazione, frode in commercio. Oltre 45.000, per ora, le mascherine sequestrate dai Finanzieri.
Le attività d’indagine sono state coordinate dalle Procure della Repubblica di Torino e Ivrea che consentiranno inoltre di procedere con le operazioni di requisizione, destinando così il materiale a contesti emergenziali attualmente in crisi.
Le indagini sono ancora in corso e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino si raccomanda di porre la massima attenzione nell’acquisto dei dispositivi di protezione individuale; in questi giorni numerose aziende italiane hanno avviato delle produzioni lecite a prezzi concorrenziali che potranno garantire loro una ripartenza per il post emergenza.
Ex ballerina maltratta il suo anziano compagno
Arrestata cinquantaquattrenne dalla Squadra Volante
Domato l’incendio in via Santa Teresa
Sono state domate dai vigili del fuoco le fiamme divampate questa mattina in pieno centro storico a Torino, in un edificio in via Santa Teresa al civico 19.
L’incendio ha devastato un negozio di fiori vicino al supermercato Carrefour Express.
Il fumo e le fiamme erano chiaramente visibili a distanza da piazza San Carlo e piazza Solferino. A causa del rogo, probabilmente causato da un cortocircuito, sono state evacuate dallo stabile oltre venti famiglie. La proprietaria del negozio è rimasta leggermente ferita a una mano. L’ha aiutata ad uscire dai locali in fiamme un clochard che si trovava nei pressi.
(foto Gabriella Vogliotti)

Donna di 104 anni operata al femore: sta bene
Prosegue l’attività operatoria all’ospedale di Rivoli, nonostante il periodo di emergenza sanitaria
Giorni fa una donna di 104 anni, caduta nella propria abitazione procurandosi la frattura del femore, è stata operata all’anca dall’équipe di Ortopedia e Traumatologia di Rainero Del Din. Il decorso post operatorio sta procedendo in modo positivo. L’ospedale di Rivoli,offre assistenza a tutti i malati, covid positivi e negativi, se urgenti, con le necessarie restrizioni e procedure di sicurezza previste per il contenimento dell’epidemia.
A oggi i laboratori di Arpa hanno prodotto 8 tonnellate di gel igienizzante che è stato distribuito alle Forze dell’Ordine e al personale Sanitario. Lo comunica l’Assessore alla Ricerca e Innovazione Matteo Marnati che nei giorni scorsi aveva invitato il direttore dell’agenzia per la protezione dell’Ambiente, Angelo Robotto, a produrre liquido sanitario per la protezione delle mani dal COVID-19. «I 6 laboratori attivati fino ad ora – spiega l’assessore – producono gel a ritmo continuo dal’11 marzo con risultati al di sopra delle aspettative. Facendo sistema con tutti gli attori in campo mettiamo in sicurezza chi è in prima linea dentro gli ospedali e fuori per arginare la diffusione della pandemia da Coronavirus»
Il prodotto igienizzante è simile a quelli in commercio, ed è capace di decontaminare le parti più esposte del corpo, destinato a Forze dell’Ordine e Personale sanitario.
Nelle scorse settimane alcune ditte piemontesi hanno fornito gratuitamente all’Agenzia una parte di prodotti e servizi utili per la realizzazione del gel igienizzante.
Stanno operando 6 laboratori: ai 4 laboratori della rete laboratoristica dell’Agenzia che si erano già parzialmente convertiti per far fronte, nell’ambito dell’emergenza Covid-19, alla produzione e distribuzione del gel igienizzante, si sono aggiunti i due laboratori di Ivrea e Vercelli.
Per perfezionare ulteriormente il prodotto che distribuisce, Arpa Piemonte ha introdotto una sostanza gelificante che va ad aumentare la viscosità del prodotto finale, migliorandone quindi le performance: se ne spreca molto meno, in quanto più viscoso e meno volatile.
Il numero delle richieste ad oggi è 220.
Si sono già distributi 4.062 litri di prodotto.
Per informazioni sull’approvvigionamento del gel le Forze dell’Ordine e il Personale sanitario possono continuare a rivolgersi ai seguenti indirizzi specificando i quantitativi necessari:
richieste.lab.alessandria@arpa.piemonte.it
richieste.lab.cuneo@arpa.piemonte.it
richieste.lab.grugliasco@arpa.piemonte.it
richieste.lab.novara@arpa.piemonte.it
Le ditte che vogliono offrire i componenti necessari, ivi comprese delle bottiglie di polietilene o polipropilene per la distribuzione del gel igienizzante (come capacità da mezzo litro fino a dieci litri), possono scrivere a direzione.tecnica@arpa.piemonte.it.
A Rivalta presto un’area cimiteriale per i musulmani
Accolta dalla Città di Rivalta la richiesta della Federazione Islamica
Il cimitero comunale di Rivalta a breve accoglierà le salme di cittadini musulmani provenienti anche da altri comuni. Proprio in questi giorni è in via di allestimento all’interno del camposanto una piccola area da destinare all’inumazione di chi ancora non ha ricevuto adeguata sepoltura a causa della situazione di emergenza che stiamo vivendo.
Questo problema è molto sentito soprattutto nelle comunità islamiche di Lombardia e ed Emilia Romagna, ma è un fenomeno destinato a toccare anche le nostre zone. I cittadini di religione musulmana non solo non possono accompagnare i propri cari nell’ultimo viaggio ma, in questo particolare momento, non riescono neanche a trovare un posto dove seppellirli.
Una settimana fa la Federazione regionale islamica del Piemonte ha lanciato un appello alle istituzioni per colmare questa mancanza e dare così la possibilità anche ai cittadini di origine musulmana di trovare degna sepoltura.
«Abbiamo subito accolto la sollecitazione che ci è arrivata dalla nostra consigliera comunale Sofia Zemmale di religione musulmana e dal presidente della Federazione regionale islamica del Piemonte – chiarisce il sindaco di Rivalta Nicola de Ruggiero – e nell’area del nostro cimitero comunale destinato ai non cristiani, ci sarà a giorni uno spazio dedicato ai cittadini di religione musulmana».
«Rivalta – ha detto ancora de Ruggiero – è sempre stata terra di accoglienza e solidarietà: questo nostro gesto vuole rappresentare un ponte tra culture. Come ha detto anche Papa Francesco, la politica e le sue scelte possono essere una delle forme più preziose di carità».
«Molti nostri fratelli e sorelle stanno vivendo il drammatico problema della sepoltura delle salme dei musulmani, non essendo più possibile il rimpatrio ai Paesi di origine, la carenza di spazi cimiteriali islamici sul territorio italiano, nonché le regole di Polizia cimiteriale che vincolano la sepoltura ai residenti o deceduti nel territorio comunale» spiegano Mustapha Hajraoui e Waid Alid Bouchnaf della Federazione regionale islamica del Piemonte.
L’area è stata individuata nella porzione di cimitero già riservata all’inumazione dei non cristiani e verrà allestita in modo da permettere la sepoltura dei corpi con il volto rivolto verso la Mecca. Il costo dell’intervento è di 37.000 €, reperiti grazie all’approvazione di una variazione al bilancio.
«Siamo molto soddisfatti di essere riusciti ad avviare i lavori a tempo di record», spiega l’assessore ai Lavori pubblici Ivana Garrone. «Era un intervento programmato per i prossimi mesi, ma questa emergenza ha fatto cambiare l’ordine delle priorità».