Torino, rafforzate le misure di sicurezza in vista della manifestazione di sabato 

Si è riunito nuovamente il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto di Torino Donato Cafagna, con la partecipazione del Questore e dei Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, per definire le misure di tutela in vista della manifestazione in programma sabato 31 gennaio nel capoluogo piemontese.

Al centro dell’incontro, l’analisi dei profili di rischio connessi all’evento e la pianificazione delle modalità di gestione dell’ordine pubblico. Grazie al costante confronto tra la Questura e i promotori dell’iniziativa, sono state individuate le linee guida per il percorso e lo svolgimento del corteo, che saranno formalizzate con specifiche indicazioni della Questura.

Il corteo partirà dalle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova, per poi convergere lungo corso Vittorio Emanuele II in direzione del lungo Po, dove si ricongiungerà con il gruppo di manifestanti proveniente da Palazzo Nuovo. La manifestazione proseguirà attraverso il quartiere Vanchiglia e si concluderà in zona Regio Parco, area individuata dagli organizzatori come punto di sosta per i pullman degli attivisti.

Alla luce degli episodi verificatisi in recenti manifestazioni analoghe – durante le quali gruppi di antagonisti travisati hanno lanciato bottiglie molotov, bombe carta e altri artifizi pirotecnici contro le forze dell’ordine – il Prefetto ha disposto, a tutela della sicurezza pubblica, l’adozione di due ordinanze contingibili e urgenti per le zone interessate dal corteo, attualmente in fase di notifica e pubblicazione.

Il primo provvedimento prevede il divieto di somministrazione da asporto e di detenzione di bevande in contenitori di vetro, alluminio o comunque idonei all’offesa. Con la seconda ordinanza viene invece vietato il possesso di oggetti e materiali atti a occultare il volto (caschi, maschere, mascherine e simili), nonché di fumogeni e materiali esplodenti di qualsiasi natura, al fine di prevenire comportamenti violenti.

Il Comune di Torino è stato infine incaricato di predisporre i necessari provvedimenti in materia di viabilità, divieti di sosta e rimozione dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti, oltre alla comunicazione del percorso della manifestazione agli operatori economici e alla cittadinanza.

Referendum giustizia: al Liceo Majorana di Torino il primo incontro

Sensibilizzazione al voto nelle scuole superiori

Riceviamo e pubblichiamo

Si è svolto oggi, presso il Liceo Majorana di Torino, il primo di una serie di incontri di sensibilizzazione dedicati al referendum sulla giustizia previsto per il prossimo mese di marzo, rivolti alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori.

All’iniziativa hanno partecipato la Vicepresidente del Senato Anna Rossomando e l’Avvocato Mauro Anetrini, che hanno illustrato rispettivamente le ragioni del NO e del SÌ, offrendo ai ragazzi entrambe le visioni politiche e giuridiche sul tema e garantendo un confronto equilibrato e pluralista.

Il confronto si è svolto in un clima civile, pacato e rispettoso, dimostrando concretamente come il dibattito politico possa e debba essere serio e costruttivo anche a partire da posizioni differenti. Un’occasione preziosa di approfondimento e formazione civica, che ha permesso agli studenti di porre domande, confrontarsi direttamente con argomentazioni diverse e sviluppare un pensiero critico informato.

Un ruolo centrale è stato svolto dai rappresentanti di istituto, Nicolò Donvito, Rebecca Maggiora e Alice Cassinis, che hanno promosso e moderato l’evento con competenza e senso di responsabilità, dimostrando come l’interesse per la politica sia già vivo tra i giovanissimi, e come questi ultimi, molte volte, siano sottovalutati.

“Questo dibattito dimostra che oggi i giovani hanno bisogno e cercano, tramite la scuola, di prendere parte alla vita politica del nostro Paese. 

Si sente spesso parlare di astensionismo giovanile, ma credo, e questo evento lo rappresenta, che questa disaffezione non sia data dall’indifferenza, bensì dalla poca rappresentanza che i giovani hanno oggi all’interno della politica. 

L’evento è quindi una volontà degli studenti di portare la vita pubblica all’interno della scuola” dichiara il rappresentante Nicolò Donvito.

L’incontro al Liceo Majorana rappresenta il primo appuntamento di un percorso più ampio che sta dando vita a un vero e proprio movimento studentesco di sensibilizzazione al voto: un’iniziativa promossa ed organizzata da Jacopo Geromin, che, con l’aiuto dei rappresentanti di istituto dei licei del territorio torinese, nelle prossime settimane proseguirà in altre scuole con la partecipazione della Senatrice e di altri esponenti del SÌ.

L’obiettivo di Geromin e Donvito è costruire una rete attiva di studenti e studentesse capace di stimolare l’interesse dei giovani alla partecipazione politica, rafforzare la consapevolezza democratica costituzionale, valorizzare il pluralismo delle idee e favorire un coinvolgimento diretto in vista di un appuntamento referendario di grande rilievo per il Paese.

Manifestazione a Torino, scontro aperto sui cortei: gli organizzatori confermano tre percorsi

Si avvicina la giornata di mobilitazione prevista per sabato 31 gennaio 2026 a Torino, ma il confronto tra organizzatori e istituzioni è sempre più teso. I promotori della manifestazione hanno infatti ribadito la scelta di dare vita a tre cortei distinti, in aperto contrasto con le indicazioni arrivate dalla prefettura, che aveva chiesto una revisione del piano.

Nei giorni precedenti all’evento, agli organizzatori era stato sollecitato un cambiamento significativo: evitare il passaggio nelle zone centrali della città e accorpare la protesta in un’unica sfilata, rinunciando ai tre percorsi inizialmente comunicati. Una richiesta che non è stata accolta e che ha portato a una presa di posizione netta da parte dell’area autonoma e dei centri sociali coinvolti.

La risposta è contenuta in un documento diffuso pubblicamente, nel quale i promotori rivendicano il senso politico della scelta. “Il 31 gennaio non è un problema di ordine pubblico, è l’opposizione sociale che rompe gli argini e si prende lo spazio che le spetta“, scrivono, respingendo l’idea che la mobilitazione rappresenti una minaccia per la sicurezza cittadina.

Nel comunicato vengono inoltre contestate le motivazioni e il linguaggio utilizzato dalla prefettura. “Le parole scelte dal prefetto di Torino – replicano – sono il lessico ordinario del potere che ormai abbiamo imparato a riconoscere”. Secondo gli organizzatori, la gestione della vicenda rifletterebbe un’impostazione politica più ampia: “Abbiamo di fronte un governo che, in linea con un indirizzo politico dichiaratamente securitario, repressivo e intrinsecamente razzista, interpreta sistematicamente il conflitto sociale come un nemico pubblico, come un ostacolo da neutralizzare”.

Nel testo emerge anche una critica diretta al modo in cui viene trattato il diritto di manifestare, percepito come sempre più condizionato. “In questo quadro è del tutto conseguenza che la stessa possibilità di scendere in piazza venga trattata come una revocabile, sottoposta a condizioni, sospetti e preventiva delegittimazione”.

Alla vigilia dell’evento, resta quindi aperto il nodo della gestione della giornata di sabato. Da una parte le autorità, impegnate a far rispettare le prescrizioni sulla sicurezza; dall’altra i manifestanti, intenzionati a portare avanti la protesta secondo le modalità annunciate.

Con Caravaggio il via ai festeggiamenti per il ventennale del Forte di Bard

Al complesso fortificato della Vallée trionfa il “San Giovanni Battista-Borghese” opera tarda del grande Maestro lombardo

Fino al 6 aprile

Bard (Aosta)

Un lungo viaggio. Dalla capitolina “Galleria Borghese” ai circa cinquecento metri di altitudine del valdostano “Forte di Bard”. Grande protagonista e primattore della Festa (oltre Cinquecento le persone intervenute) tenutasi in occasione delle celebrazioni del Ventennale di attività del sabaudo “complesso fortificato”, nuovo “polo culturale” delle Alpi occidentali, è stato il celebre “San Giovanni Battista” o “Buon Pastore”, fra le ultime opere realizzate da Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610), massimo esponente della rinascimentale “Corrente naturalistica moderna”, contrapposta ai raffinati virtuosismi di “Manierismo” e “Classicismo”, nonché vigoroso sublime precursore della sensibilità barocca. Datato probabilmente intorno al 1610, ed eseguito dunque a pochi mesi dalla scomparsa, a soli 38 anni al termine di una vita “balorda” ed irrequieta, del pittore lombardo, il quadro (dato in prestito al “Forte” dalla “Galleria Borghese” di Roma) era con ogni probabilità una delle tre opere che Caravaggio portava con sé nell’ultimo drammatico viaggio da Napoli a Roma – con la speranza di ottenere la grazia dalla condanna a morte inflittagli da Papa Paolo V per l’omicidio di tal Ranuccio Tomassoni, suo rivale in amore, omicidio compiuto semplicemente, si racconta, per un “fallo” al gioco della pallacorda – e terminato invece con la sua prematura morte a Porto Ercole.

Opera intensa, quella in mostra al “Forte di Bard” fino a lunedì 6 aprile, che racconta in veste inedita ed essenziale, in un inquietante passionale rincorrersi di luci e ombre, la figura del Santo, privando il giovane martire dei soliti ripetitivi attributi iconografici (la ciotola d’acqua o favo di miele, l’agnello, il lungo bastone sormontato dalla croce e dalla scritta Ecce Agnus Dei, fino in più casi alla testa mozzata e posta su un vassoio) per proporcelo nella figura assorta di un giovane Pastore affiancato da un montone/ariete (molteplici, in ciò, le interpretazioni critiche) ritratto nell’atto di rosicchiare alcune foglie di vite e rivolto verso l’interno di un dipinto che ci offre una nuova visione del Santo “congelato – secondo lo storico dell’arte Eberhard Konig – nella vaga malinconia di colui che tace e medita in attesa del Verbo”.

“Capolavori al Forte” – Con il “San Giovanni Battista – Borghese” del Caravaggio prende il via il progetto triennale “Capolavori al Forte” (promosso con la collaborazione di “MondoMostre” e della “Galleria Borghese” di Roma) che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, un grande capolavoro dell’arte italiana all’interno della ex “Cappella militare”. Obiettivo: la volontà di valorizzare opere uniche, rispecchianti non solo il genio di grandi Maestri italiani ma anche “storie e iconografie eccezionali”.

Spiega, in proposito, la presidente dell’“Associazione Forte di Bard”, Ornella Badery:  “Per onorare nel migliore dei modi questa tappa importante della seconda vita del Forte di Bard, trasformato da fortezza di difesa a luogo di arte e cultura, abbiamo pensato, come primo ‘ospite’ ad un artista capace di esprimere in modo significativo e universale la qualità e l’importanza delle opere che dal Rinascimento all’epoca moderna il mondo ci invidia; la risposta unanime nella scelta è stata Caravaggio”.

“Lux in tenebris” – Appuntamento di grande interesse, sempre collegato alle celebrazioni del Ventennale e all’esposizione del Caravaggio, è anche l’omaggio musicale dedicato al grande artista e in programma domenica 18 gennaio (ore 15,30) nella “Sala Olivero” del “Forte”, con il concerto “Lux in tenebris” dell’Ensemble vocale chivassese de “Gli Invaghiti”. L’organico vocale e strumentale sarà ricco e variegato, suddiviso in tre momenti caratterizzanti la vita dell’artista, attraverso la propria formazione a Milano, Roma e Napoli. Ad arricchire il contesto culturale del concerto, saranno proposti anche alcuni “madrigali” che lo stesso Caravaggio ha dipinto sulle varie versioni del “suonatore di liuto”. Il tema dei contrasti chiaroscurali, così come in ambito pittorico proprio del Caravaggio, verrà esaltato attraverso la riproposizione di brani che alternano tematiche sacre a quelle profane, in andamenti ritmici diversi fra loro.

Gianni Milani

“Capolavori al Forte: protagonista il Caravaggio”

Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Fino a lunedì 6 aprile

Orari: feriali 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lunedì chiuso

Nelle foto: Caravaggio “San Giovanni Battista” e opera in allestimento (Ph. Mauro Coen B.); “Gli Invaghiti”

Villafalletto, controlli nei locali tra cibo scaduto e sanzioni per 40mila euro

Multe, sequestri, cibo scaduto e controlli a tappeto: Villafalletto è finita sotto la lente per una raffica di sanzioni che, nel complesso, sfiorano i 40mila euro. L’intervento è scattato scorso 16 gennaio, quando la Squadra di Polizia Amministrativa della Questura di Cuneo e i militari del N.I.P.A.A.F. dei carabinieri di Cuneo hanno effettuato dei controlli su un albergo del paese che ospita al suo interno anche ristorante, bar e sala giochi.

Nei controlli all’albergo saltano fuori diverse irregolarità. Il titolare è stato sanzionato perché non ha comunicato alle autorità le modifiche fatte agli ambienti, come invece prevede la normativa regionale. In più, non era esposto il logo con la categoria di stelle della struttura, come prevede la normativa. Per queste mancanze, al titolare è arrivata una sanzione da 2.166 euro. A questo si aggiunge una multa da 1.032 euro perché l’albergo ospitava un cittadino extracomunitario senza la dichiarazione di ospitalità alla Questura. Per il ristorante e il bar, le sanzioni per violazioni igienico‑sanitarie ammontano a ben 18.300 euro.

Nella sala giochi adiacente, altre 17mila euro di sanzioni per i vetri oscurati che impediscono la sorveglianza dei locali e per la mancata voltura della licenza comunale dei sistemi di gioco. Nel ristorante e nel bar, ispettori hanno trovato circa 350 chili di derrate: scadute, conservate male, in molti casi senza tracciabilità. Tutta la merce è stata sequestrata: non potrà più essere usata né finire sui tavoli.

VI.G

Torino, cortei pro Askatasuna: militanti radicali contro la violenza

Sdraiati in piazza Cln, oggi a Torino, per dire “no alle minacce e alla violenza” in vista delle manifestazioni pro Askatasuna di domani. L’iniziativa è di alcuni militanti radicali torinesi. Presente anche il consigliere di +Europa Silvio Viale  Commenta Igor Boni, di Europa Radicale: “si prospetta una giornata tempestosa, con tre cortei che minacciano di volersi ‘riprendere la città’, qualunque cosa voglia dire. Noi, da radicali, crediamo che idee e rivendicazioni debbano essere espresse senza violenza”. Ciascun attivista reggeva un cartello con una lettera dell’alfabeto a comporre la scritta ‘Non violenza’.

Traffico di contanti oltre confine: 6 milioni fermati all’aeroporto di Caselle

Traffico transfrontaliero di denaro contante per circa 6 milioni di euro, casi di debiti con le tasse per 50mila euro e passeggeri recidivi sanzionati con sequestri amministrativi di parte della valuta trasportata. Questo il bilancio dei controlli del 2025 da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, effettuato all’aeroporto Pertini di Caselle Torinese. In totale sono stati beccati 579 viaggiatori che avevano portato denaro senza dichiararlo e per loro sono state comminate sanzioni amministrative per un totale di 150mila euro.

Tra tutti un passeggero finito in debito con le tasse. In particolare, l’uomo è stato denunciato ai giudici per evasione dolosa delle imposte, sequestrando preventivamente 17mila euro in via cautelare. La regola vigente impone di segnalare alle dogane ogni somma da 10mila euro in entrata o uscita dall’Italia.

Buona parte dei colpevoli ha usato il pagamento ridotto della multa per sistemare tutto, mentre per i recidivi, già multati negli ultimi cinque anni per lo stessa violazione, è scattato il ritiro amministrativo di una fetta del contante portato, per un totale intorno ai 70mila euro.

VI.G

Gianduiotto d’Oro a Giuseppe Lavazza: all’Enjoybook una storia di sogni, innovazione e gloria

Nella serata di giovedì 29 gennaio, presso il teatro Juvarra di Torino, si è svolto il primo dei sette incontri che compongono la rassegna “Enjoybook – storie di libertà e visione, dove la parola incontra la musica”, un percorso costituito da testimonianze, emozioni e riflessioni, in cui le parole degli ospiti diventano materia viva, capace di restituire storie e visioni autentiche. Al via dopo cinque anni dallo stop forzato dalla pandemia da Covid 19, e le conseguenti difficoltà di riorganizzazione, Giuseppe Lavazza si è preso la scena e i tanti applausi da parte del numeroso pubblico presente allo Juvarra che, con grande partecipazione, ha ascoltato un racconto di radici, famiglia, innovazione, professionalità, visione e gloria di una delle aziende simbolo del Made in Italy nel mondo, la Lavazza.

Moderato dall’inviato Mediaset Marco Graziano, e introdotto dai promotori della rassegna Marco Francia Maurizio Conti e Cristiana Ferrini, il talk, intitolato “Giuseppe Lavazza – il Gusto dell’impresa”, ha incarnato perfettamente lo spirito con il quale gli italiani sono soliti darsi appuntamento davanti a buon caffè: un momento di condivisione autentica, di amicizia e ascolto. Attraverso le parole di Giuseppe Lavazza, che dalla sua famiglia ha sicuramente ereditato il saper essere visionario e sognatore, con una grande attenzione a non tradire le proprie radici, il tema del caffè si è trasformato in un tramite che ha condotto il pubblico nel tempo della Torino che fu e che potrebbe diventare. Un continuo stimolo a migliorare attraverso la responsabilità nei confronti del proprio sogno, il coraggio di prendersi dei rischi e l’importanza di creare connessioni umane e il sentirsi parte di una famiglia, anche sul posto di lavoro.

“La storia della Lavazza è fatta innanzitutto di persone – ha raccontato Giuseppe Lavazza – la storia di una famiglia e dei suoi collaboratori. Queste due componenti sono sempre rimaste unite fin dagli esordi, quando Luigi Lavazza, fondando nel 1895 la piccola drogheria Lavazza nel centro di Torino, si circondò fin da subito da membri della sua famiglia e da altre persone cui era strettamente legato. Nel tempo in cui il caffè si comprava per origini, Luigi Lavazza fu pioniere della miscela del caffè, creata appositamente per conferire alla sua azienda un’impronta distinguibile e non ripetibile. La continua dedizione nei confronti del lavoro, una visione chiara e un po’ di fortuna hanno creato quelle giuste condizioni di crescita che hanno portato la Lavazza, oggi, a essere un’azienda conosciuta in tutto il mondo per la sua qualità. Diciamo che questo mix di imprenditoria, famiglia, persone e innovazione rappresenta la chiave interpretativa di tutta l’epopea Lavazza”.

La serata è stata anche l’occasione per consegnare a Giuseppe Lavazza il “Gianduiotto d’Oro”, un riconoscimento che premia l’eccellenza rappresentata dall’ospite di “Enjoybook”.

“Complimenti al Dott. Lavazza per questo premio – ha dichiarato l’Assessore al Bilancio, allo Sviluppo attività produttive e Internazionalizzazione della Regione Piemonte, Andrea Tronzano, cha ha premiato Lavazza insieme alla vicesindaca di Torino Michela Favaro – e per tutto ciò che ha fatto, anche per la comunità torinese. Una storia di visione e libertà, un riconoscimento, questo, che invita a riflettere sull’importanza di sostenere chi contribuisce, ogni giorno, a rafforzare l’identità e la competitività del nostro territorio”.

Il prossimo appuntamento della rassegna, che vedrà protagonisti Beatrice Venezi, Annamaria Bernardini e Cesare Rascel, è previsto per giovedì 12 febbraio, alle 20.15, presso il teatro Juvarra.

I biglietti sono acquistabili su Mailticket al costo di 33 euro, di cui 3 saranno devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo.

https://www.mailticket.it/rassegna-custom/301/enjoybook-2026–storie-di-libert%C3%A0-e-visione

Gian Giacomo Della Porta

Negozi, servizi e quartieri: approvate le nuove regole per il commercio in città

/

La Giunta comunale di Torino ha approvato la revisione dei criteri urbanistici che disciplinano il commercio in città, in coerenza con gli indirizzi regionali e nazionali e in relazione all’elaborazione del nuovo Piano Regolatore Generale. L’intervento mira a rafforzare il commercio di vicinato, contrastare la desertificazione commerciale e accompagnare l’evoluzione dei quartieri, tenendo conto delle innovazioni normative e delle trasformazioni economiche e sociali degli ultimi anni.

Il provvedimento si inserisce nel quadro delle politiche urbane orientate a uno sviluppo equilibrato e sostenibile del commercio, promuovendo la valorizzazione dell’economia di prossimità come elemento strategico per la qualità della vita, la coesione sociale e l’accessibilità ai servizi.

«Con questa revisione – dichiara l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – la Città di Torino riordina le regole sul commercio per renderle più aderenti alla realtà dei quartieri e ai bisogni quotidiani delle persone. L’obiettivo è sostenere i negozi di vicinato e le attività di prossimità, prevenire squilibri dovuti a una crescita non governata delle medie strutture di vendita, rendere più chiari i criteri di insediamento delle attività e favorire una distribuzione più equilibrata dei servizi sul territorio. La delibera rafforza il ruolo del commercio come presidio sociale ed economico, tutela l’identità dei quartieri e crea le condizioni per interventi di valorizzazione e rigenerazione urbana, anche attraverso incentivi e strumenti dedicati. Centrale è anche il contrasto alla desertificazione commerciale, perseguito anche mediante l’introduzione di forme di disincentivazione ai cambi di destinazione d’uso verso funzioni residenziali o turistico-ricettive. Il percorso proseguirà ora con l’esame in Consiglio comunale, per giungere a una decisione condivisa e coerente con il nuovo Piano Regolatore».

Nel processo di revisione del Piano Regolatore, la Città ha affiancato all’attività normativa un approfondito lavoro di analisi e ricerca, affidato al Politecnico di Milano nell’ambito del progetto “Supporto specialistico per l’economia urbana di prossimità. Sperimentazione di strumenti comunali per la valorizzazione e la tutela”. Lo studio ha integrato le analisi di TradeLab con i dati della Camera di Commercio di Torino, offrendo un quadro aggiornato delle dinamiche del commercio urbano e di prossimità a supporto delle scelte di pianificazione e regolazione.

L’indagine ha individuato diversi ambiti prioritari di intervento. Il primo riguarda la revisione del sistema degli addensamenti commerciali, che costituisce la struttura portante della distribuzione delle attività sul territorio. La principale innovazione consiste nel superamento di un approccio fondato prevalentemente su dati censuari: i nuovi criteri estendono l’analisi a tutte le attività riconducibili all’economia di prossimità, includendo il commercio al dettaglio, l’artigianato di prossimità, la somministrazione di alimenti e bevande e i servizi di vicinato, come formazione, sanità, sport e cultura. L’individuazione degli addensamenti si basa quindi sulle densità effettive delle attività presenti, consentendo una definizione più chiara dei confini e una maggiore coerenza delle regole applicabili.

Un secondo ambito di intervento riguarda le medie strutture di vendita, con superficie compresa tra 250 e 2.500 metri quadrati. La revisione dei criteri prevede il ripristino delle compatibilità tipologico-funzionali e l’introduzione di limiti più stringenti in alcuni contesti urbani: in particolare, non sarà ammessa l’apertura di strutture tra 901 e 1.800 metri quadrati negli addensamenti A2 e A3, né di strutture tra 1.801 e 2.500 metri quadrati negli addensamenti A3. È inoltre previsto un contributo compensativo aggiuntivo per le medie strutture di vendita, destinato al sostegno e alla riqualificazione del tessuto commerciale esistente, le cui modalità applicative saranno definite con un successivo provvedimento.

La delibera introduce anche una definizione urbanistica di “economia di prossimità”, riconosciuta come ambito di interesse pubblico e generale per garantire una presenza diffusa di attività commerciali e di servizio a scala locale. Nelle trasformazioni urbane sarà quindi possibile convenzionare una quota di spazi da destinare a tali funzioni, entro un limite massimo di 2.500 metri quadrati. La valorizzazione dell’economia di prossimità è orientata a sostenere le attività che contribuiscono all’identità dei quartieri e producono ricadute positive sul piano sociale ed economico, come le attività storiche, gli esercizi di interesse collettivo, i mercati rionali, gli spazi ibridi e i luoghi di aggregazione. In questo contesto potranno essere previsti incentivi e premialità per favorire la disponibilità di spazi commerciali a canone calmierato o a basso costo, attraverso strumenti urbanistici e regolamentari dedicati.

Il concetto di prossimità si integra con l’impostazione del nuovo Piano Regolatore Generale, che introduce un sistema di quartieri e centralità locali concepiti come infrastruttura strategica per la città. I quartieri sono intesi come unità urbanistiche di prossimità e come elementi fondamentali del welfare territoriale, individuati sulla base di criteri storici, analisi demografiche e indagini qualitative, con l’obiettivo di garantire una distribuzione equilibrata dei servizi e valorizzare le identità locali.

La revisione conferma infine alcuni elementi già presenti nella disciplina vigente, introducendo al contempo aggiornamenti e possibili estensioni. Viene mantenuta la soglia di 400 metri quadrati di superficie lorda di pavimento per l’esclusione dell’obbligo di standard a servizi pubblici nella ZUCS, valutandone l’estensione all’addensamento A1 – Distretto del commercio. Sono inoltre previste forme di disincentivazione per i cambi di destinazione d’uso verso funzioni residenziali o turistico-ricettive. È confermata la possibilità di derogare al fabbisogno di parcheggi per le medie strutture di vendita fino a 900 metri quadrati integrate nelle stazioni ferroviarie e metropolitane, a fronte di interventi per la mobilità sostenibile, con l’ipotesi di estendere tale misura alle localizzazioni entro 300 metri dalle stazioni. Restano infine confermate la tutela dei cinema di interesse culturale e la salvaguardia degli assi commerciali.

Il percorso proseguirà con l’esame del provvedimento nelle commissioni consiliari competenti e con il successivo passaggio in Consiglio comunale, per l’approvazione definitiva e il coordinamento con il nuovo Piano Regolatore Generale.

Approvati 6 Ordini del Giorno collegati al Bilancio presentati da Sergio Bartoli (Lista Cirio)

«Impegno su azioni fondamentali per i piccoli Comuni, per l’ambiente, i cittadini fragili, le aree interne»

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato sei Ordini del Giorno collegati al Bilancio di previsione 2026–2028 presentati dal Consigliere regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), che rafforzano il sostegno regionale a Comuni, cittadini e territori su temi strategici quali infrastrutture, ambiente, tutela della salute, cultura e qualità della vita.

Gli atti presentati da Sergio Bartoli e approvati dall’Assemblea di Palazzo Lascaris delineano una visione integrata di sviluppo sostenibile e attenzione concreta alle esigenze dei territori, con l’obiettivo di rendere più efficaci le politiche regionali attraverso risorse mirate e interventi strutturati.

Più risorse ai Comuni per opere pubbliche e rigenerazione urbana

Con l’approvazione dell’Ordine del Giorno sul bando “Obiettivo Comuni”, la Giunta viene impegnata a reperire risorse aggiuntive per lo scorrimento della graduatoria, consentendo il finanziamento di interventi su sicurezza del territorio, infrastrutture, edilizia scolastica e rigenerazione urbana nei Comuni sotto i 35.000 abitanti.

Bonifica dell’amianto negli edifici pubblici

Un secondo Ordine del Giorno prevede nuove risorse per lo scorrimento della graduatoria del bando per la rimozione dell’amianto, finanziando progetti già ammissibili ma rimasti esclusi per carenza di fondi, con l’obiettivo di ridurre i rischi sanitari e ambientali negli edifici pubblici.

Tutela della biodiversità e Centro Grandi Carnivori

Approvato anche l’Ordine del Giorno che impegna la Regione a incrementare le risorse per la tutela della biodiversità, i monitoraggi delle Direttive Habitat e Uccelli e il funzionamento continuativo del Centro Grandi Carnivori, garantendo una gestione scientifica e strutturata della fauna selvatica.

Qualità dell’aria: rifinanziamento della sostituzione delle caldaie a legna

Via libera anche all’Ordine del Giorno che prevede il rifinanziamento della misura per la sostituzione delle caldaie a biomassa legnosa e lo scorrimento delle graduatorie esistenti, con un nuovo stanziamento per il 2026, a sostegno delle famiglie e del miglioramento della qualità dell’aria.

Museo Ferroviario Diffuso del Piemonte

Tra gli atti approvati anche l’Ordine del Giorno che impegna la Giunta a prevedere risorse dedicate per la piena attuazione del Museo Ferroviario Diffuso del Piemonte, valorizzando oltre 150 mezzi storici, 36 stazioni e numerose tratte ferroviarie, comprese quelle dismesse, con importanti ricadute culturali e turistiche.

Sanità e innovazione: sperimentazione del Metodo Feldenkrais

Infine, approvato l’Ordine del Giorno che prevede lo stanziamento di fondi per la sperimentazione del Metodo Feldenkrais e di altri approcci basati sulla neuroplasticità per il trattamento delle patologie neurodegenerative, nonché il sostegno alle famiglie per le spese sostenute.

«Con questi Ordini del Giorno – spiega Bartoli, che è anche Presidente della V Commissione consiliare Ambienteponiamo l’accento su azioni di salvaguardia del territorio, dalla rimozione dell’amianto negli edifici pubblici, al monitoraggio della biodiversità, al sostegno del Centro Grandi Carnivori, alla sostituzione delle caldaie inquinanti; al contempo, chiediamo alla Giunta di sostenere i piccoli Comuni, i cittadini fragili, incoraggiamo la sperimentazione di metodi innovativi nel trattamento di patologie neurodegenerative. Sosteniamo, infine, il valore turistico e promozionale dei nostri territori, offrendo opportunità di sviluppo a zone interne come le Valli di Lanzo e alcune aree del Canavese. Si tratta di azioni che considero prioritarie e, grazie all’approvazione di questi Ordini del Giorno, poniamo le basi perché abbiano possibilità di attuazione nella prossima Variazione di Bilancio».