Cronistoria della Camminata della Merla 

Domenica 1⁰ febbraio si è svolta, come d’abitudine, la classica Camminata della Merla, organizzata da Cammini Divini e da Augusto Cavallo, che è giunta alla sua IX edizione, e quest’anno il clima era esattamente quello tipico dei Giorni della Merla. Nonostante il clima uggioso, un gruppo di 50 camminatori ha preso parte a questo facile trekking che si svolge all’interno del comune di Brusasco. La partenza era prevista dalla banca Unicredit del capoluogo, e i camminatori hanno cominciato a salire lungo una strada asfaltata, ma poco trafficata, per poi svoltare verso una sterrata che conduceva nei pressi del cimitero della frazione di Marcorengo. Successivamente si è giunti alla chiesa patronale del piccolo borgo, dedicata a San Pietro, per una prima tappa culturale, accolti dal Sindaco Giulio Bosso e dal Vicepresidente della Pro Loco di Marcorengo, Alessandro Cavalitto, che ha intrattenuto i presenti con i suoi racconti incentrati sulla storia e la cultura del paese, e alcuni simpatici aneddoti che si tramandano di generazione in generazione. Il cammino ha ripreso ricordano ai partecipanti che uno degli scopi è quello di trovare la Merla, un simulacro del tradizionale uccellino che gli organizzatori avevano provveduto a sistemare lungo il percorso, e il cui ritrovamento dava diritto a un simpatico premio. Si è approdati poi al caratteristico borgo del luogo, chiamato anche borgo Garibaldi, da cui si entrava nelle pertinenze del Castello di Brusasco, un edificio settecentesco attorniato da un ampio parco e al cui culmine si trovano ancora i resti dell’antico castello medievale risalente a prima dell’anno mille. Successivamente si è andati in direzione dell’agriturismo del luogo, dove è stato possibile rifocillarsi in allegria e serenità. Una volta rinfrancati, gli escursionisti hanno sceso i sentieri del parco fino a tornare a Brusasco con il calare delle prime ombre della sera.

Il prossimo appuntamento di Cammini Divini sarà sabato 7 febbraio Ceresole Reale (TO)

Mara Martellotta

Carnevale merita un ricordo degno

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Poche righe per la morte a 95 anni del giudice Corrado Carnevale, presidente della prima sezione della Corte di Cassazione dove giunse a 55 anni, il più giovane in assoluto in Cassazione. Giorgio Bocca lo definì “ l’ammazzasentenze” perché bocciava sentenze fatte male che contenevano errori  e carenze di motivazione. La Cassazione ha questo compito  nell’annullare sentenze inadeguate  e Carnevale lo ha svolto con diligenza e indipendenza , augurandosi inutilmente  che la qualità delle sentenze migliorasse, come mi disse una volta. Aveva la schiena diritta e dopo l’assoluzione, già in pensione , pretese di recuperare gli anni perduti, ottenendo la reintegrazione nel grado e nella funzione. Fu un magistrato esemplare vincolato solo alla legge. Non si lasciò mai invischiare nella politica come capitò ad altri giudici anche di Cassazione. A lui accomuno almeno  in parte un altro insigne magistrato, Filippo Mancuso, che fu ministro con Dini, dimissionato a forza per il suo spirito libero. In politica Mancuso commise errori, ma si ritirò a vita privata. Carnevale seppe  invece essere coerente con sè stesso e venne odiato perché mise in evidenza i limiti inaccettabili dei magistrati dalla condanna facile, ma caratterizzati da un incompetenza tecnico – giuridica disarmante che Carnevale non esitò a censurare. Oggi balzano fuori nella loro ignoranza e malafede anche  i giornalisti che lo crocifessero.

Moglie e figli in fuga da violenze: Tribunale dispone sorveglianza speciale a 50enne

Moglie e figli scappavano di notte dalle violenze del padre, rifugiandosi sulle panchine di un giardinetto vicino per mettersi in salvo: episodi ripetuti per un decennio.

Oggi il Tribunale di Torino ha accolto la proposta del Questore, presentata dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura: sorveglianza speciale per un 50enne che isolava la famiglia dal mondo esterno – definendo parenti e amici “cattivi” e vietando contatti – e usava in casa pistole e fucili soft air ad aria compressa, per cui è indagato per porto abusivo. I muri presentano fori di proiettili, mobili distrutti, e in un caso il figlio minorenne è stato costretto a recuperare cosce di pollo dal frigo per usarle come bersagli. Non ha risparmiato nemmeno la figlia maggiorenne, presentandosi sul suo posto di lavoro per farla licenziare.

Per questi comportamenti, il giudice ha disposto la sorveglianza speciale di un anno e sei mesi. L’uomo dovrà seguire prescrizioni rigide, un percorso di recupero per autori di violenza domestica e un programma di disintossicazione dall’alcol presso il Ser.D. Provvedimento di prevenzione per controllare spostamenti e attività di soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica.

VI.G

Il Comune di Rivoli si confronta con i cittadini sulla viabilità

La Città di Rivoli avvia una fase strategica di revisione del proprio sistema di mobilità urbana e apre un percorso di ascolto nei quartieri in vista dell’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU). Un ciclo di incontri pubblici permetterà a cittadini e cittadine di segnalare criticità, bisogni e proposte legate agli spostamenti quotidiani.

La revisione del Piano nasce dalla consapevolezza che la viabilità cittadina è fortemente influenzata dai flussi di traffico provenienti dalla Val di Susa e dalla Val Sangone, che attraversano Rivoli ogni giorno. Per questo l’Amministrazione Comunale ha scelto di superare la logica degli interventi puntuali, adottando una visione complessiva e di sistema.

Gli incontri, che si svolgeranno nei diversi quartieri della città, vedranno la partecipazione dell’Assessore alla Viabilità Marco Tilelli insieme all’ Amministrazione e saranno un’occasione di confronto diretto su temi concreti come sicurezza stradale, traffico, parcheggi, percorsi pedonali e ciclabili, qualità della vita nei quartieri.

Il contributo dei cittadini sarà parte integrante del lavoro di aggiornamento del PGTU, lo strumento che orienta le scelte comunali in materia di circolazione, sosta e mobilità, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e rendere gli spostamenti più sostenibili e accessibili.

«Rivoli non può più essere considerata un semplice territorio di attraversamento», sottolinea l’Assessore alla Viabilità e alla Mobilità Sostenibile Marco Tilelli. «Serve una visione di medio-lungo periodo che coordini ogni aspetto della mobilità urbana. Per costruirla non ci baseremo solo su dati tecnici, ma anche sulla realtà vissuta ogni giorno dai cittadini: le loro segnalazioni ci aiuteranno a individuare le priorità di intervento e a rendere il Piano realmente efficace.»

Il percorso di revisione del PGTU, avviato nei mesi scorsi anche attraverso il questionario lanciato a dicembre 2025 in collaborazione con il Patto Zona Ovest, entra ora nella sua fase più operativa, con il coinvolgimento diretto dei cittadini e dei portatori di interesse.

Durante gli incontri sarà possibile portare all’attenzione dell’Amministrazione situazioni legate a attraversamenti pericolosi, velocità eccessiva, incroci critici, difficoltà di parcheggio, marciapiedi e percorsi poco sicuri, oltre a proposte migliorative per la mobilità quotidiana.

A seguire il calendario degli incontri:

-10 Febbraio 2026 (per i quartieri Borgo Uriola e Bastioni)
Comitato di Quartiere Borgo Uriola
Via T. Negro 12
-11 Febbraio 2026 (per il quartiere Posta Vecchia)
Comitato di Quartiere Posta Vecchia
Via Piave 25
-16 Febbraio 2026 (per i quartieri Maiasco e Fratelli Cervi)
Comitato di Quartiere Maiasco
Via Tevere 41/b
per i quartieri
-17 Febbraio 2026 (per i quartieri Borgo Nuovo e Centro Storico)
Comitato di Quartiere Borgo Nuovo
C.so de Gasperi, 20/A
-24 Febbraio 2026 (per i quartieri Piazza Repubblica e San Paolo)
Comitato di Quartiere Piazza Repubblica e Dintorni
Via Camandona 9/ A
-3 Marzo 2026 (per il quartiere Tetti Neirotti)
Comitato di Quartiere Tetti Neirotti
Oratorio Chiesa Tetti Neirotti
Via Santa Maria della Stella 5
-4 Marzo 2026 (per il quartiere Bruere)
Comitato di Quartiere Bruere

Via Bruere 282

Nord Astigiano rilancia progetto TPL Gruppo Imprese Chieresi

Dai Comuni arriva un nuovo impulso al progetto di studio e riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale promosso da GIC, Gruppo Imprese Chieresi, con l’obiettivo di raccogliere “dal basso” le reali esigenze della mobilità di cittadini, lavoratori, studenti e pendolari che si muovono per lavoro, studio e sanità, e costruire, a parità di risorse, un sistema di TPL più efficiente ed efficace.

Su stimolo del Comune di Castelnuovo Don Bosco, grazie all’iniziativa del sindaco Umberto Musso, seguendo l’esempio di Villanova d’Asti, primo Comune ad aver formalmente aderito e stanziato la propria quota d’adesione al progetto, una dozzina di amministrazioni del Nord Astigiano e della collina Chierese hanno deciso di affrontare un percorso condiviso per aggiornare e rendere concreta la proposta di organizzazione del TPL, fondata su un’analisi scientifica sui flussi di mobilità. All’incontro svoltosi il 3 febbraio scorso, oltre a Castelnuovo Don Bosco e Villanova d’Asti (in collegamento), hanno partecipato Sindaci dei comuni di Albignano, Aramengo, Bergamo San Pietro, Bittigkuera d’Asti, Capriglio, Cerreto d’Asti, Moransengo-Tonengo, Passerano Marmorito, Pino d’Asti, Piovan Massaia e Valfenera. Presenti in ascolto anche la Provincia di Asti con consigliere delegato ai trasporti Davide Migliasso e l’Agenzia della Mobilità Piemontese.

“L’obiettivo dello studio è semplice ma ambizioso, capire come oggi si muovano davvero le persone – ha spiegato Dario Kafaie, presidente del GIC – non chiediamo più risorse, ma un TPL disegnato sulle reali esigenze delle persone. Se la mobilità non è comoda o funzionale, le persone non vengono a lavorare sul territorio, i giovani se ne vanno, le imorese fanno fatica a restare o a crescere. Si tratta di un circolo vizioso che possiamo spezzare solo con una visione condivisa”.

Villanova d’Asti è stato il primo ente a approvare formalmente il progetto, stanziando la quota relativa al proprio Comune.

“Abbiamo aderito perché è fondamentale raccogliere informazioni che oggi nessuno possiede sulle necessità dei nostri cittadini e degli utenti del Trasporto Pubblico Locale  – ha sottolineato il Sindaco Roberto Peretti – annunciando di aver programmato a metà febbraio una prima riunione operativa per l’avvio della raccolta dati. Mi auguro che il nostro territorio riesca a muoversi in modo coeso, perché più siamo e più lo studio può essere accurato e preciso”.

Il valore scientifico del progetto è affidato al coordinamento di Cristina Pronello, esperta internazionale di mobilità e docente del Politecnico di Torino.

“Non si tratta di una spesa ma di un investimento – spiega Cristina Pronello – non si possono pianificare i trasporti a naso, senza dati si producono servizi vuoti e si sprecano risorse pubbliche. Per questo abbiamo previsto una prima fase di raccolta e analisi, per poi approdare a una risposta concreta di riorganizzazione del TPL. Il tutto è modulabile in base al numero dei Comuni aderenti, anche se più il perimetro è ampio e più il quadro che ne emergerà potrà risultare efficacie”.

“Dopo un anno di attesa, è arrivata, nostro malgrado, una risposta negativa – ha spiegato Kafaie – che ha fatto emergere il rammarico per la mancata adesione del comune di Chieri, epicentro naturale dei flussi di pendolarismo dell’area. Si tratta di una scelta legittima che rispettiamo, in quanto espressione autonoma di un’Amministrazione nel ridefinire le proprie priorità, ma che non condividiamo. Chieri è grande se si occupa anche dell’ultimo Comune del suo bacino. Ha un ruolo che comporta responsabilità politiche e una visione territoriale ampia: rinunciare a strumenti di analisi condivisi significa arretrare nella funzione di leadership naturale, limitandosi a una prospettiva autoreferenziale. A nostro giudizio, la citta deve tornare a essere motore e punto di riferimento, assumendo decisioni che guardino alla sviluppo del territoriale e non solo a interventi puntuali e simbolici”.

“Questo progetto rimane prioritario per l’ecosistema Chierese – conclude Kafaie – scegliere di non finanziare lo studio dei flussi rischia di limitare la possibilità di progettare interventi coordinati, ottimizzati e rispondenti ai bisogni reali. La competitività di un territorio non si improvvisa, ma si costruisce sulla base di dati e conoscenze di una visione di insieme”.

Il Gruppo Imprese Chieresi ha inoltre ribadito la volontà di fare la propria parte, valutando la creazione di un fondo dedicato a sostenere un quota del progetto, sgravando i piccoli Comuni, e continuando a unire istituzioni e imprese intorno a una visione condivisa.

Mara Martellotta

Piemonte primo per utilizzo dei fondi UE con il 99%: 58 milioni reinvestiti nel settore agricolo

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Il fatto di essere ai vertici nazionali per capacità di programmazione e utilizzo delle risorse europee destinate all’agricoltura — con oltre il 99% dei fondi impegnati e liquidati — ha consentito alla Regione Piemonte di recuperare e riallocare 58 milioni di euro derivanti dalle economie del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022. Si tratta di risorse aggiuntive che potranno essere impiegate per rafforzare i bandi già attivi e attivare nuove misure.

Un risultato che l’assessore Paolo Bongioanni definisce «una straordinaria operazione di buona amministrazione, che non solo ha evitato il rischio di riduzione o perdita delle quote di cofinanziamento statale e regionale ad esse collegate, ma ha anche consentito di reimmettere le economie del Psr 2014-2022 nel Complemento di sviluppo rurale 2023-2027, senza incidere sul bilancio regionale».

Le nuove risorse saranno destinate in parte all’incremento delle dotazioni finanziarie di specifici bandi e misure, permettendo lo scorrimento delle graduatorie e quindi l’accesso ai finanziamenti per ulteriori soggetti idonei attualmente in attesa. Un’altra quota servirà invece a sostenere nuove iniziative e priorità strategiche. Come anticipa Bongioanni, «6 milioni di euro saranno destinati a un nuovo bando per la promozione dei prodotti certificati di qualità, mentre 4,6 milioni finanzieranno un ulteriore bando dedicato ai sistemi del cibo, alle filiere e ai mercati locali. Saranno inoltre stanziati 18,8 milioni per investimenti finalizzati a rafforzare la competitività delle aziende agricole, con particolare attenzione al sostegno dei giovani agricoltori e alla biosicurezza nel comparto suinicolo. Aumenterà di un milione di euro anche la dotazione del bando per la trasformazione dei prodotti agroalimentari, che raggiungerà così i 18,6 milioni».

Sono inoltre previste integrazioni finanziarie per interventi legati alla riduzione delle emissioni, al risparmio idrico e alla gestione sostenibile dei pascoli permanenti.

Le risorse complessive, pari a 58,74 milioni di euro, potranno essere utilizzate entro la metà dell’anno, una volta che le proposte di modifica saranno inserite nel Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027, dopo il passaggio al Ministero e alla Commissione Europea.

La Fiera A&T Automation&Testing all’Oval Lingotto

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La 20° edizione della Fiera A&T – Automation&Testing – che si svolgerà all’Oval Lingotto di Torino, dall’11 al 13 Febbraio 2026, si presenterà al grande pubblico con un format rivisitato nell’immagine e nei contenuti, con un obiettivo molto chiaro: essere una manifestazione capace di generare un valore, tecnologico e formativo, all’interno del tessuto economico e industriale del Piemonte e delle regioni limitrofe.

Il capoluogo piemontese ospiterà una nuova grande expo dedicata alla manifattura italiana (il secondo appuntamento sarà presso la Fiera di Vicenza dal 27 al 29 ottobre 2026) con la presentazione in anteprima di tecnologie intelligenti e sostenibili alla portata di grandi aziende e PMI. Sarà possibile comprendere, attraverso casi d’uso reali, come l’Intelligenza Artificiale sia oggi facilmente applicabile in moltissime filiere industriali: dall’automotive, all’aerospazio, dalla logistica all’agrifood. Umanoidi, cobot e robot, linee di produzione automatizzate, processi produttivi ecosostenibili, un viaggio dentro l’innovazione delle imprese (oltre il 50% degli espositori saranno piemontesi) dove emergerà un dato significativo: l’utilizzo dell’IA modificherà l’assetto delle competenze e sarà sempre più necessario stabilizzare percorsi formativi di upskilling e reskilling del capitale umano. 

Il nuovo piano industriale di IEG-A&T

Italian Exhibition Group, leader nell’organizzazione di grandi eventi fieristici in Italia e all’estero, ha acquisto il controllo di A&T nel 2023 con l’obiettivo di sviluppare un format di manifestazione genuinamente orientato alle necessità delle imprese e dei territori, focalizzato a connettere le imprese, in particolare le PMI con tecnologia e innovazione. Il richiamo alla forte vocazione industriale del Piemonte, è stato il punto di partenza nella costruzione di un piano industriale che intende offrire ai visitatori un prodotto espositivo concreto e di prossimità: accanto alle anteprime tecnologiche si snoderà infatti un programma di eventi orientati al trasferimento tecnologico e all’aggiornamento delle competenze.

L’intento è accrescere la conoscenza e il networking industriale, connettendo imprenditori manager e addetti ai lavori del territorio con un pubblico interessato ad implementare e aggiornare i propri modelli industriali, affidandosi all’esperienza e al know-how del distretto piemontese. In questo contesto è stata fondamentale la collaborazione con l’Unione Industriale di Torino e il Competence Center CIM. Al tempo stesso A&T Torino ha l’ambizione (il programma dell’edizione 2026 è stato pensato proprio con questa missione) di contribuire ad accelerare una coesione territoriale sulla scia delle moderne Smart Land europee, capaci di disegnare modelli industriali sostenibili, innovativi e persino attrattivi per i giovani.

 

Pesche ripiene all’antica

Un antico dessert  tipico del Piemonte, tutto da gustare. Una preparazione semplice e genuina realizzata con pesche dolci e mature, farcite da un goloso ripieno a base di cioccolato fondente e amaretti, un abbinamento davvero delizioso e irresistibile.

Ingredienti:

6 pesche mature a pasta bianca

80 gr. di amaretti

60 gr.di cioccolato fondente

2 tuorli

30 gr. di zucchero a velo

Poco burro

Lavare ed asciugare le pesche. Tagliarle a meta’ ed eliminare il nocciolo. Scavare un poco la polpa e metterla in una terrina. Preparare il ripieno mescolando la polpa delle pesche tritata con il cioccolato grattugiato e gli amaretti sbriciolati, unire parte dello zucchero a velo e i due tuorli. Disporre le mezze pesche in una pirofila da forno, precedentemente imburrata, riempirle con il ripieno di amaretti ed un fiocchetto di burro. Cuocere in forno a 190 gradi per circa 30 minuti. Servire a piacere tiepide o fredde cosparse di zucchero a velo.

Paperita Patty

D’Inverno sul Po: torna la storica gran fondo di canottaggio

Torino si prepara ad accogliere la 43ª edizione della D’Inverno sul Po, storica gran fondo di canottaggio organizzata dalla Società Canottieri Esperia-Torino, in programma sabato 7 e domenica 8 febbraio con l’ormai consueta “anteprima” rappresentata dal Trofeo Martoglio venerdì 6 febbraio.

La manifestazione, presentata nel corso di una conferenza stampa, anno dopo anno consolida il proprio ruolo di riferimento nel panorama remiero nazionale e internazionale, richiamando sul Po migliaia di atleti e appassionati. Un evento che va oltre la competizione, capace di unire sport di alto livello, inclusione sociale e impegno solidale, grazie a un ricco programma di iniziative collaterali e a collaborazioni.

Sul Po si sfideranno 3500 atleti, con 120 società e comitati iscritti all’evento e ben 45 equipaggi stranieri provenienti da otto paesi europei. Numeri che consolidano la manifestazione come terza gara di fondo più importante al mondo, alle spalle delle storiche Head of the Charles di Boston e Head of the River di Londra.

“Raggiungere la 43ª edizione con numeri che posizionano questa manifestazione ai vertici mondiali del canottaggio è la dimostrazione che Torino è entrata a tutti gli effetti nella mappa internazionale delle città con vocazione sportiva, grazie anche ad una cornice naturale unica – ha commentato l’assessore allo Sport Domenico Carretta -. Quest’anno l’evento assume un valore ancora più profondo: mentre i campioni internazionali e le giovani promesse azzurre si sfidano per il podio, il fiume diventa teatro di inclusione, grazie al Trofeo Martoglio, e di solidarietà attraverso il sostegno alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro”.

Anche in questa edizione continua il sodalizio tra la storica manifestazione remiera e la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, a sostegno delle attività di cura e ricerca sul cancro dell’Istituto di Candiolo-IRCCS. La charity partnership si concretizzerà in una serie di iniziative solidali che accompagneranno l’evento, sottolineando il valore sociale della manifestazione. Attraverso una donazione, la Canottieri Esperia-Torino riceverà inoltre “Bee Honey” il miele solidale prodotto dalle api che vivono all’interno dei terreni della Fondazione. I barattoli da 400g verranno destinati alle premiazioni insieme all’opera “TOH”, creata per l’occasione, dall’artista torinese Nicola Russo, in versione oro in omaggio ai 140 anni del sodalizio. Un momento particolarmente sentito sarà la consegna del premio alla memoria dell’Avvocato Carlo Pacciani, ex presidente dell’Esperia e figura chiave nella nascita e nello sviluppo dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. Il trofeo a lui intitolato verrà assegnato domenica 9 febbraio all’otto femminile vincitore della gara Under 19, dove sarà presente anche l’ammiraglia della Nazionale Italiana.

Non mancherà il tradizionale Trofeo per la Ricerca, messo in palio dalla Fondazione e destinato alla barca medaglia d’oro nella regata del quattro di coppia Cadetti femminile, a testimonianza di un legame che negli anni ha saputo unire sport, solidarietà e valori condivisi di impegno e speranza. Come da tradizione, infine, il Trofeo Gian Antonio Romanini sarà assegnato all’equipaggio vincitore dell’8+ Senior maschile, in acqua domenica mattina.

Ad aprire ufficialmente il weekend remiero sarà, per il quarto anno consecutivo, il Trofeo Martoglio, frutto della collaborazione tra Canottieri Esperia-Torino e Fondazione Mario e Ofelia Martoglio. Un appuntamento diventato simbolo di una cultura di convivenza, inclusione e promozione dello sport come strumento di benessere e partecipazione. Il Trofeo prenderà il via venerdì 6 febbraio con le gare in acqua, per poi proseguire sabato 7 febbraio con le competizioni indoor. In gara atleti delle categorie Special Olympics (SOI) e Pararowing, impegnati in prove promozionali che confermano la centralità della manifestazione nel panorama paralimpico e Special Olympics italiano.

Tra le novità della 43ª edizione, sabato 7 febbraio verrà consegnata la Coppa Davide Tizzano, destinata all’equipaggio vincitore del doppio senior maschile, in memoria del presidente federale recentemente scomparso. Nella stessa serata, la Mole Antonelliana sarà illuminata con il logo della manifestazione, regalando alla città un segno visibile e simbolico della D’Inverno sul Po e del suo forte legame con Torino.

TorinoClick

Perché il centrosinistra vincerà nel 2027

Può sembrare controintuitivo osservando i rapporti di forza attuali, ma lo scenario che può portare alla vittoria del centrosinistra nel 2027 è più semplice di quanto appaia. La chiave non è una crescita travolgente dell’area progressista, bensì una frammentazione sempre più profonda del campo di destra.
Nei prossimi anni una parte dell’elettorato più radicale e identitario abbandonerà Fratelli d’Italia e la Lega, percepite sempre più come forze di governo normalizzate. Questo spazio verrà occupato da un polo estremista riconducibile a figure come Vannacci, Bandecchi e Rizzo, capace di intercettare protesta e rabbia ma non di costruire un’alleanza credibile.
Questo fronte resterà strutturalmente isolato: troppo radicale per entrare in una coalizione di centrodestra, ma abbastanza forte da sottrarre voti decisivi. La destra, che storicamente vince solo quando è unita, si presenterà così divisa in blocchi incompatibili, pagando un prezzo alto soprattutto nei collegi più contendibili.
Il centrosinistra, al contrario, non avrà bisogno di una spinta eccezionale. Anche senza Calenda, potrà contare su una coalizione relativamente compatta e su un profilo più riconoscibile come alternativa di governo. In un sistema elettorale che premia la coesione e punisce la dispersione, questa differenza sarà determinante.
La vittoria del 2027, quindi, non nascerà da un’ondata di entusiasmo, ma da un equilibrio politico favorevole: mentre la destra si dividerà inseguendo le sue componenti più estreme, il centrosinistra potrà vincere semplicemente restando unito.

Enzo Grassano