Domenica 1⁰ febbraio si è svolta, come d’abitudine, la classica Camminata della Merla, organizzata da Cammini Divini e da Augusto Cavallo, che è giunta alla sua IX edizione, e quest’anno il clima era esattamente quello tipico dei Giorni della Merla. Nonostante il clima uggioso, un gruppo di 50 camminatori ha preso parte a questo facile trekking che si svolge all’interno del comune di Brusasco. La partenza era prevista dalla banca Unicredit del capoluogo, e i camminatori hanno cominciato a salire lungo una strada asfaltata, ma poco trafficata, per poi svoltare verso una sterrata che conduceva nei pressi del cimitero della frazione di Marcorengo. Successivamente si è giunti alla chiesa patronale del piccolo borgo, dedicata a San Pietro, per una prima tappa culturale, accolti dal Sindaco Giulio Bosso e dal Vicepresidente della Pro Loco di Marcorengo, Alessandro Cavalitto, che ha intrattenuto i presenti con i suoi racconti incentrati sulla storia e la cultura del paese, e alcuni simpatici aneddoti che si tramandano di generazione in generazione. Il cammino ha ripreso ricordano ai partecipanti che uno degli scopi è quello di trovare la Merla, un simulacro del tradizionale uccellino che gli organizzatori avevano provveduto a sistemare lungo il percorso, e il cui ritrovamento dava diritto a un simpatico premio. Si è approdati poi al caratteristico borgo del luogo, chiamato anche borgo Garibaldi, da cui si entrava nelle pertinenze del Castello di Brusasco, un edificio settecentesco attorniato da un ampio parco e al cui culmine si trovano ancora i resti dell’antico castello medievale risalente a prima dell’anno mille. Successivamente si è andati in direzione dell’agriturismo del luogo, dove è stato possibile rifocillarsi in allegria e serenità. Una volta rinfrancati, gli escursionisti hanno sceso i sentieri del parco fino a tornare a Brusasco con il calare delle prime ombre della sera.
Il prossimo appuntamento di Cammini Divini sarà sabato 7 febbraio Ceresole Reale (TO)
Mara Martellotta
Poche righe per la morte a 95 anni del giudice Corrado Carnevale, presidente della prima sezione della Corte di Cassazione dove giunse a 55 anni, il più giovane in assoluto in Cassazione. Giorgio Bocca lo definì “ l’ammazzasentenze” perché bocciava sentenze fatte male che contenevano errori e carenze di motivazione. La Cassazione ha questo compito nell’annullare sentenze inadeguate e Carnevale lo ha svolto con diligenza e indipendenza , augurandosi inutilmente che la qualità delle sentenze migliorasse, come mi disse una volta. Aveva la schiena diritta e dopo l’assoluzione, già in pensione , pretese di recuperare gli anni perduti, ottenendo la reintegrazione nel grado e nella funzione. Fu un magistrato esemplare vincolato solo alla legge. Non si lasciò mai invischiare nella politica come capitò ad altri giudici anche di Cassazione. A lui accomuno almeno in parte un altro insigne magistrato, Filippo Mancuso, che fu ministro con Dini, dimissionato a forza per il suo spirito libero. In politica Mancuso commise errori, ma si ritirò a vita privata. Carnevale seppe invece essere coerente con sè stesso e venne odiato perché mise in evidenza i limiti inaccettabili dei magistrati dalla condanna facile, ma caratterizzati da un incompetenza tecnico – giuridica disarmante che Carnevale non esitò a censurare. Oggi balzano fuori nella loro ignoranza e malafede anche i giornalisti che lo crocifessero.