Sono le 11 del mattino in zona Mirafiori quando un cittadino contatta il 112 NUE riferendo di essere stato appena derubato. Gli agenti del commissariato di zona raggiungono la vittima, che racconta loro quanto accaduto poco prima.
L’uomo, dopo aver prelevato ad un bancomat in corso Traiano, era stato bloccato da due soggetti a bordo di un motociclo, che gli avevano intimato di consegnare il denaro ritirato. Questi aveva ubbidito ed i malfattori si erano poi allontanati, facendo perdere le proprie tracce.
Nel visionare le immagini della video sorveglianza di un’attività commerciale presente nella zona interessata, gli operatori non trovano riscontro con il racconto della vittima.
Dopo alcuni istanti l’uomo confessa ai poliziotti di aver inventato tutto nel tentativo di giustificare alla moglie il fatto di aver smarrito il denaro prelevato.
Scattata la denuncia per simulazione di reato e procurato allarme.
E’ mancato all’età di 65 anni dopo una vita appassionata dedita a grandi ideali religiosi, ma anche civili. Chi scrive fu subito, direi quasi naturaliter, amico di Gian Piero Leo, leader torinese di CL, con cui aprì un dialogo che divenne amicizia e che dura da tanti anni. Non ho mai amato CL con cui a volte ho polemizzato duramente avendo come interlocutore don Primo Soldi, ma con Leo il discorso era totalmente diverso. Anche con Amicone ho intrattenuto un rapporto più a distanza, ma autentico e profondo. Di lui ho sempre ammirato il suo anticonformismo, il suo spirito libero. Non ero un lettore attento del “Sabato” da cui mi dividevano tante scelte, ma i suoi liberissimi articoli non me li sono mai persi. Anche il suo giornale “Tempi” è stato tra le mie letture.

