La passione civile di Pier Antonio Ragozza

 

Si intitola “Una passione civile. Scritti scelti sulla storia e la cultura del Verbano Cusio Ossola” l’antologia che raccoglie quarant’anni di ricerche e pubblicazioni di Pier Antonio Ragozza, studioso di storia e dirigente scolastico ossolano, prematuramente scomparso nel maggio 2024. La Casa della Resistenza di Verbania (di cui Ragozza era componente del Comitato Scientifico) in sinergia con l’editore Grossi di Domodossola e il patrocinio della Fondazione Paola Angela Ruminelli ha pubblicato il libro che propone un’antologia di scritti e orazioni scelti in una bibliografia vastissima. Pier Antonio Ragozza (1960-2024), originario di Premosello Chiovenda, dopo la laurea in Giurisprudenza con tesi in Diritto costituzionale su Anticipazioni della Costituzione italiana nella legislazione della Repubblica dell’Ossola, è stato docente di discipline giuridiche ed economiche, preside dell’Istituto Galletti di Domodossola, dirigente scolastico dell’Istituto Cobianchi di Verbania e infine del Liceo “Spezia” di Domodossola. Ragozza è stato anche un apprezzato studioso e un infaticabile ricercatore sulla storia e la cultura delle terre tra i laghi prealpini e le grandi Alpi del nordovest. Le sue ricerche, caratterizzate da un grande rigore scientifico, lo collocano tra gli esponenti più importanti nel campo degli studi umanistici sulla provincia più montana d’Italia, il Verbano Cusio Ossola. A testimonianza di quest’impegno sono le numerosissime collaborazioni con giornali e riviste del territorio, associazioni, gruppi di ricerca, istituti culturali. Il volume offre uno sguardo largo sui numerosi interessi di studioso di Pier Antonio Ragozza: le vicende della lotta di Liberazione e del corpo degli alpini, la storia militare e delle fortificazioni,  la particolarità di una terra di frontiera e l’antropologia alpina, la passione per l’insegnamento e l’oratoria civile. Piuttosto vasta è la tipologia degli scritti di Ragozza che vanno dagli articoli su giornali e riviste a saggi e presentazioni di libri, a relazioni per convegni e incontri pubblici. Una passione civile, curato da Paolo Crosa Lenz e Andrea Pozzetta, ha visto la collaborazione di Gianmaria Ottolini, Stefano Mura, Franco Chiodi, Marco Travaglini, Chiara Uberti.

Marco Travaglini

Iran e Venezuela, perchè il silenzio delle piazze

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Le piazze in Italia tacciono. O meglio, si mobilitano più per decreto che non per convinzione.
Certo, è difficile restare muti ed immobili di fronte a ciò che capita in un paese governato da uno
dei regimi più spietati e più feroci del pianeta. E, di conseguenza, si è aperto anche un timido –
anzi, un timidissimo – dibattito sulle ragioni politico e culturali che alimentano, comunque sia,
questo perdurante silenzio. Eppure, dopo la cattura da parte americana del dittatore dispotico e
sanguinario del Venezuela Maduro e, soprattuto, davanti alle violenze atroci compiute dal regime
violento, omicida e teocratico dell’Iran, ci sarebbero moltissime ragioni e spunti per scendere in
piazza. Subito, però. Appena si sentono e si vedono quelle terribili immagini – poche per la verità,
perchè il regime iraniano le vieta – che arrivano da quel paese. Ma il silenzio prevale, rotto solo da
ragioni puramente protocollari se non addirittura burocratiche. Salvo piccolissimi gruppi che,
meritoriamente, manifesteranno nei prossimi giorni a difesa del dissenso iraniano. Però, per non
essere ipocriti e per evitare di essere anche intellettualmente disonesti, è bene subito ricordare
che coloro che storicamente governano e mobilitano le piazze nel nostro paese – cioè, la sinistra
nelle sue multiformi e variegate espressioni – sono collocati prevalentemente, se non quasi
esclusivamente, sul versante cosiddetto ‘progressista’. Era così nella prima repubblica, cioè per
lunghi 50 anni, ed è rimasto così anche nella seconda repubblica. Senza alcun cambiamento
significativo.

Ora, è di tutta evidenza che quando si scende – o non si scende – in piazza ci sono delle ragioni
politiche, e culturali, che spingono in quella direzione. E quindi, per fermarsi a ciò che è capitato
negli ultimi mesi, si protesta prontamente a difesa di Gaza e del popolo palestinese contro Israele,
contro gli Stati Uniti D’America e contro il Governo Meloni perchè filo occidentali e ritenuti,
secondo questa versione, responsabili di ciò che è capitato in Medio Oriente. Mentre, e
specularmente, non si protesta affatto nè a difesa del popolo venezuelano vessato da anni da un
regime sanguinario e nè, tantomeno e soprattutto, a difesa del drammatico dissenso iraniano
perchè sono paesi ritenuti anti occidentali e quindi, bene o male, c’è qualche elemento di
convergenza. Ed è anche inutile insistere perchè i più sofisticati ti spiegano, nei vari talk televisivi
compiacenti, anche le ragioni per cui è inutile protestare a favore del dissenso iraniano, ritenuto
un paese troppo lontano e che non centra nulla con le eventuali responsabilità politiche italiane.
Una tesi un po’ bizzarra perchè, se fosse vera, andrebbe riscritta la storia politica italiana dagli
anni ‘60 agli anni ‘90 quando la sinistra scendeva massicciamente in piazza per la difesa di paesi,
di sistemi ideologici e di presunti miti – meglio dire di regimi dittatoriali e dispotici – che non
avevano nulla a che fare con i concreti interessi del nostro paese. Ma in un’epoca dove la
memoria storica è evaporata tutto diventa lecito ed ammissibile.

Insomma, è inutile dedicare intere paginate di riflessioni al riguardo. La ragione, come emerge in
tutta la sua limpidezza, a prescindere dalle singole e del tutto legittime opinioni politiche, è molto
più semplice di quel che appare. E cioè, ci sono tematiche che stuzzicano d’incanto la
mobilitazione politica della sinistra italiana mentre ci sono argomenti che, pur gravissimi,
devastanti e terribili, non scuotono affatto le coscienze. Soprattutto di quei settori che hanno,
come ovvio, maggiore dimestichezza con la piazza. E, piaccia o non piaccia, occorre pur dire che
le motivazioni che spingevano la sinistra italiana a scendere in piazza negli anni ‘60, ‘70 e ‘80 –
soprattutto le frange più massimaliste, radicali ed estremiste – restano le stesse anche oggi,
seppure in un contesto profondamente diverso come quello contemporaneo. E cioè, l’anti
americanismo, il persistente anti occidentalismo e la diffidenza verso tutto ciò che è riconducibile
a quella cultura, a quella tradizione, a quei valori e a quella civiltà. Spiace dirlo, ma la verità,
purtroppo, è solo questa. Il resto è propaganda.

 

Lucia Tassinario riceve il premio “Promessa dell’anno” dal CONI 

Piazza Baldissera: il cantiere del tram entra nel vivo, ecco come cambia la viabilità

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Il ridisegno di piazza Baldissera compie un passo decisivo con l’avvio della posa dell’infrastruttura tranviaria, un intervento che da mercoledì prossimo 21 gennaio e fino al 31 marzo 2026 imporrà una nuova geografia della circolazione nel quadrante nord-ovest della zona. La riqualificazione, pensata per fluidificare il traffico e potenziare il trasporto pubblico, entra dunque in una nuova fase operativa, trasformando temporaneamente l’assetto viario tra via Stradella, via Chiesa della Salute e corso Venezia.

Le modifiche riguardano via Enrico Giachino, dove scatterà il divieto di transito sia per i veicoli che per i pedoni nel tratto compreso tra la piazza e il controviale ovest di corso Venezia. Anche lo snodo tra via Chiesa della Salute e via Stradella sarà interessato da chiusure mirate, in particolare nel tratto tra via Stradella 26 e via Chiesa della Salute 4/A, con l’aggiunta di un divieto di sosta e fermata sul lato est di via Chiesa della Salute fino all’altezza di via del Ridotto.

Per bilanciare le chiusure e garantire la mobilità locale, la circolazione sarà riorganizzata attraverso un sistema di sensi unici alternati “a vista” che interesserà il controviale ovest di corso Venezia, via Stradella e via Chiesa della Salute, facilitando così l’accesso alle aree limitrofe pur in presenza del cantiere. Chi si muove a piedi o in bicicletta potrà invece contare su un percorso promiscuo ciclopedonale appositamente istituito tra la ciclabile ovest di corso Venezia e via Stradella.

Sebbene questi interventi richiedano una modifica alle abitudini quotidiane di residenti e pendolari, restano passaggi determinanti per il completamento del nuovo volto della piazza. La raccomandazione per chi attraversa il quartiere è di privilegiare, dove possibile, i percorsi alternativi e di prestare la massima attenzione alla segnaletica temporanea che guiderà il traffico fino alla fine di marzo, termine previsto per questa fase di lavori.

TorinoClick

Plostituzione odielna

Ho avuto modo, in diverse occasioni, di trattare l’argomento prostituzione sotto molteplici punti di vista: economico, sociale, della sicurezza, ecc.

Chi di noi non ricorda i viali delle nostre città e delle immediate periferie popolati di ragazze di colore che si offrivano per pochi euro, di sera, anche in pieno inverno, per la soddisfazione di uomini desiderosi di qualche minuto di relax o anche solo di ascolto e che, a differenza della Bocca di rosa del compianto De Andrè, non lo facevano per passione e neanche per guadagno ma perché costrette dalla criminalità organizzata.

All’improvviso, poi, questa ragazze sono sparite dalle nostre strade (e dalle nostre città) per lasciare il posto a colleghe ben più tecnologiche, professionali e organizzate: le asiatiche.

Mentre le ragazze nigeriane, ghanesi, ivoriane lavoravano per strada a rischio della propria incolumità personale patendo freddo, subendo rapine e violenze, le ragazze asiatiche sono organizzate in modo imprenditoriale.

Innanzitutto, non lavorano per strada ma comodamente in appartamento controllate da una mamasan che controlla ogni dettaglio e che gestisce l’organizzazione in ogni aspetto: arrivo clienti, sicurezza, igiene, ecc.

Poi, non da meno, verifica che le ragazze assumano i farmaci PREP (lenacapavir) così da poter consumare rapporti senza protezione, almeno per quanto riguarda l’HIV, e altri farmaci per le principali patologie a trasmissione sessuale. Considerando che una singola ragazza arriva a intrattenere venticinque rapporti al giorno, appare evidente come soddisfare un cliente senza protezione faccia, economicamente parlando, la differenza.

Ma il senso di questo articolo non è come funzioni la prostituzione asiatica: stante che la prostituzione africana era in mano alle organizzazioni mafiose del luogo, ora che le asiatiche hanno spodestato le africane, in che modo le organizzazioni di Nigeria e dintorni si arricchiscono?

Ora che la prostituzione di colore ha subito un forte crollo di richieste (da cui un drastico calo dell’offerta) appare evidente come, con ogni probabilità, le organizzazione che controllavano la tratta delle ragazze dal centro Africa verso i Paesi europei non si siano accontentate di veder sfumare i loro guadagni ma, ça va sans dire, si siano orientate su altre fonti di guadagno: droga, commercio di organi o altro, comunque redditizio e, ovviamente, illegale.

Risulta palese che, con un controllo del territorio, si sarebbe potuto (e magari, chissà, sarebbe ancora possibile) verificare dove siano finite quelle migliaia di ragazze che nelle principali città come nei paesini di provincia, hanno abbandonato i marciapiedi per una nuova missione.

Per quanto possa sembrare strano, le prostitute di strada assicuravano anche un controllo del territorio: qualche anno fa un mio amico che abitava in via Giuria a Torino ricevette la visita di una zia. Appena entrata, questa si lamentò col nipote per la presenza di prostitute nei paraggi dell’alloggio. Dopo pochissimi minuti, la prostituta suonò al citofono (non solo del mio amico ma di tutto il condominio) per chiedere se fosse salita lì quella signora perché le erano cadute le chiavi dell’auto dalla tasca. Pensiamo solo che, ora che le auto sono dotate di telecomando, basta una passeggiata tra le varie auto e, individuata quella corretta, entrare, avviarla e farsi un regalo.

E’ prassi valutare i singoli eventi, i singoli cambiamenti senza correlarli tra loro, senza valutare quale impatto essi possano avere a livello più ampio; su un giornale di annunci erotici, nella sola città di Torino, risultano presenti circa 1500 annunci unici, ognuno con numero telefonico diverso, relativi a prostitute o trans. Significa che, ammesso che lavorino tutti, c’è una prostituta asiatica (oltre a brasiliane, italiane, ecc.) ogni 570 torinesi (di entrambi i sessi); non è forse il caso di indagare meglio il fenomeno e, perché no, ipotizzare che la non compianta senatrice Merlin forse non aveva afferrato il concetto? Che forse è preferibile combattere l’evasione fiscale, il rischio di aggressioni e rapine e tutelare la sanità di prostitute e clienti anziché lottare contro i mulini a vento?

Non è una novità: si crea un problema, che nessuno percepisce come tale, per dimostrare di averlo risolto, di aver fatto qualcosa.

Sergio Motta

Walter Veltroni ricorda Enrico Berlinguer

La bellezza della politica, lunedì 19 gennaio – ore 17.00

Museo Ettore Fico – via Francesco Cigna 114, Torino

Ad accompagnare la mostra I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer in un dialogo tra passato e presente, FuoriLuoghi – eventi intorno alla mostra su Berlinguer è un contenitore di eventi spin-off pensato per dare spazio alle sue parole e al suo pensiero attraverso espressioni di tipo letterario, politico e artistico.
Fuoriluoghi vuole rappresentare un vero e proprio percorso autonomo e complementare alla mostra, un insieme di appuntamenti che sperimentano formati diversi – incontri, dialoghi, dibattiti, proiezioni – per interrogare l’eredità culturale e politica di Berlinguer mettendola in relazione con temi attuali: la partecipazione democratica, il lavoro, il conflitto sociale, l’etica pubblica, il rapporto tra politica e società.

I primi appuntamenti di Fuoriluoghi inaugurano questo percorso e ne definiscono lo spirito: eventi diversi tra loro per formato e pubblico, ma uniti dalla volontà di costruire occasioni di confronto aperto, accessibile e plurale.

Coppa Italia Snowboard a Prato Nevoso

Sabato 17 e domenica 18 gennaio 2026Prato Nevoso diventerà il palcoscenico di una delle tappe più attese della Coppa Italia Snowboard, un evento che celebra il talento e la spettacolarità di questa affascinante disciplina invernale.

Leggi l’articolo su Piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/coppa-italia-snowboard-talento-e-spettacolo-prato-nevoso

Compie 270 anni l’Istituto delle Rosine

Un luogo di cultura, solidarietà e impegno sociale

A metà del Settecento, tra contrasti sociali e fermenti culturali, nacque un’opera sorprendente e coraggiosa: quella di Rosa Govone e delle sue Rosine. In un’epoca di guerra, in cui le donne subivano le conseguenze più gravi, Rosa Govone creò un percorso per salvarle: accogliere le ragazze, anche le più fragili, offrire loro strumenti concreti per costruire il proprio futuro e riscattare il proprio destino, insegnare che la dignità passa attraverso il lavoro, l’istruzione e la cura reciproca.

Il 2026 sarà un anno importante per la storia delle Rosine, poiché ricorrono i 270 anni della fondazione dell’Istituto a Torino ma anche i 350 dalla nascita della fondatrice  e i 250 anni dalla sua morte. 365 giorni di celebrazioni e incontri, un’occasione unica per immergersi nella storia delle Rosine e riscoprire l’eredità di Rosa Govone, donna lungimirante e pioniera di un’idea fondamentale per l’emancipazione femminile: che le donne possano vivere del proprio
lavoro e determinare la propria vita.

Gli eventi del 270° anniversario permetteranno di esplorare le numerose sfaccettature della vita delle Rosine, con attenzione alla cultura, alla spiritualità, all’arte e al tessuto sociale che Rosa Govone seppe creare. Il programma invita a un vero e proprio viaggio tra storia e arti, un percorso che intreccia teatro, musica, laboratori creativi e incontri culturali. Attraverso i tanti appuntamenti sarà possibile rivivere la storia delle Rosine, scoprire il lavoro, la creatività e la vita quotidiana delle ragazze che seguirono Rosa Govone, comprendere come un modello educativo nato oltre due secoli fa sia ancora oggi fonte di ispirazione e come continui nel presente in modo vivace e
sfaccettato.

Oggi, a 270 anni dalla sua fondazione torinese, l’Istituto resta un luogo vibrante di cultura, arte e spiritualità, capace di intrecciare la memoria storica con l’innovazione educativa e sociale grazie alla creazione del suo Polo artistico e culturale. Nel cuore di Torino, le sue sale polifunzionali, il giardino e gli spazi espositivi continuano a ospitare iniziative culturali, eventi musicali, spettacoli teatrali, laboratori e incontri, consolidando il ruolo dell’Istituto come polo di riferimento per la vita culturale della città.
Accanto a questa dimensione culturale, l’Istituto, anche attraverso le attività del Polo artistico, mantiene intatta la missione sociale di Rosa Govone, offrendo progetti gratuiti che supportano le donne e le famiglie.
In questo modo, dopo 270 anni, l’Istituto delle Rosine continua a essere non solo un centro culturale di eccellenza, ma anche un punto di riferimento sociale, incarnando lo spirito innovativo di Rosa Govone, che più di due secoli fa immaginò e realizzò un luogo dove educazione, lavoro e solidarietà potessero crescere insieme.

www.lerosine.it

Mara Martellotta

La polizia arresta un responsabile di spedizione punitiva contro 17enne

Personale della Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un quarantanovenne italiano gravemente indiziato del sequestro di un ragazzo diciassettenne avvenuto lo scorso 9 marzo. Per questo episodio, a dicembre sono state eseguite 4 misure cautelari nei confronti di altre persone (tre delle quali destinatarie della custodia cautelare in carcere ed una del divieto di avvicinamento alla parte offesa con applicazione del “braccialetto elettronico”), tutte gravemente indiziate del reato di sequestro di persona aggravato. Una quinta persona si era resa irreperibile all’esecuzione della misura.

Come ricostruito da personale della Squadra Mobile durante l’attività investigativa, nel corso della serata di quel giorno, a seguito di una lite occorsa la notte precedente presso una discoteca torinese la vittima veniva invitata per un chiarimento da uno degli indagati, un diciottenne, il quale informava il padre che, nelle ore successive, a sua volta, contattava alcuni parenti e amici. All’incontro, il diciottenne insieme agli indagati e ad altri soggetti parzialmente travisati, organizzando una vera e propria “spedizione punitiva”, colpivano ripetutamente con calci e pugni il minore, facendolo salire con forza dentro il bagagliaio di un SUV. Il ragazzo veniva trattenuto rinchiuso nel baule della macchina per circa mezzora, per poi essere rilasciato in una strada del quartiere “Barriera di Milano”, con la minaccia che se avesse denunciato il fatto avrebbe subito delle ripercussioni. La parte lesa, a quel punto, richiedeva l’intervento delle FF.OO. e veniva trasportata presso un nosocomio cittadino per le cure del caso.

Per la ricerca della persona irreperibile partivano immediatamente serrate indagini della Squadra Mobile con appostamenti, servizi di osservazione, perquisizioni e accertamenti presso immobili e attività commerciali riconducibili allo stesso e a persone vicine. L’attività degli investigatori ha portato all’individuazione di un immobile nel quartiere Lucento dove l’uomo poteva nascondersi. I riscontri raccolti hanno dato esito positivo. Il quarantanovenne, infatti, è stato rintracciato in un alloggio usato come struttura ricettiva a breve termine, affittato da una terza persona poi denunciata in stato di libertà per favoreggiamento.

Destinati a crescere

CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60

Il termine “crescendoci può suggerire svariate situazioni: quello musicale orchestrale, quello delle vendite sul mercato discografico, quello dei contratti con bands, musicisti, cantautori e cantanti, quello della quantità di generi musicali toccati da un’etichetta, quello del “business” e del “management” etc. etc. Tutto ciò fu raggiunto pienamente dal celebre Gene Norman [Eugene Abraham Nabatoff], vero mattatore della scena musicale statunitense (produttore, agente, proprietario di case discografiche, scopritore di talenti nei più svariati generi musicali, personaggio televisivo) che fondò non a caso l’importante etichetta “GNP-Crescendo Record Co.” a Los Angeles attorno al 1962. Sebbene l’impronta dell’etichetta fosse fin dalle origini incentrata sul jazz (con incredibili nomi della scena internazionale), sul doo-wap e poi anche sul versante delle colonne sonore cinematografiche, bisogna qui rilevare l’importante apporto nel rock, con decisivi contributi nell’ambito di surf, garage, rock psichedelico e oltre. L’etichetta è tuttora guidata dal figlio Neil Norman, musicista di rilievo, “sound engineer”, produttore, che mantiene alti ormai da anni i livelli qualitativi delle produzioni.

Si riportano di seguito i soli 45 giri “GNP Crescendo Records” di surf, garage e psychedelic rock, con la ricorrente presenza “in primis” della nota band “The Seeds”:

– THE GOOD GUYS “Scratch / Asphalt Wipe-Out” (GNP-326X) [1964];

– GENE & THE ESQUIRES “Space Race / Rave On” (GNP 645x) [1965];

– THE AZTECS “Whatcha Gonna Do ‘bout It? / Summertime Blues” (GNP 346x) [1965];

– MARK & THE ESCORTS “Get Your Baby / Tuff Stuff” (GNP 350x) [1965];

– THE SEEDS “Can’t Seem To Make You Mine / Daisy Mae” (GNP 354x) [1965];

– THE BOWS AND ARROWS “I Don’t Believe You / You Know What You Can Do” (GNP 356) [1965];

– MARK & THE ESCORTS “Dance With Me / Silly Putty” (GNP 358) [1965];

– DELANEY BRAMLETT “Better Man Than Me / Without Your Love” (GNP 363x) [1965];

– THE CHALLENGERS “The Water Country / Everything To Me” (GNP 396) [1965];

– THE FIRE ESCAPE “Talk Talk / 96 Tears” (C-1 [1]) [1966];

– THE CHALLENGERS “Walk With Me / How Could I?” (GNP 368x) [1966];

– THE SEEDS “The Other Place / Try To Understand” (GNP 370x) [1966];

– THE SEEDS feat. Sky Saxon “Pushin’ Too Hard / Try To Understand” (GNP 372) [1966];

– THE CHALLENGERS “Wipe Out / North Beach” (GNP 376x) [1966];

– THE OTHER HALF “Mr. Pharmacist / I’ve Come So Far” (GNP 378x) [1966];

– THE FIRE ESCAPE “Love Special Delivery / Blood Beat” (GNP 384) [1967];

– THE SEEDS “Can’t Seem To Make You Mine / I Tell Myself” (GNP 354) [1967];

– THE SEEDS “Mr. Farmer / No Escape” (GNP 383) [1967];

– THE [FOREMOST] AUTHORITY “Left Hand Lawyer / Dance, Dance” (GNP 386) [1967];

– THE TRIPPERS “Taking Care Of Business / Charlena” (GNP 387) [1967];

– THE LYRICS “Mr. Man / Wait” (GNP 393) [1967];

– THE SEEDS “A Thousand Shadows / March Of The Flower Children” (GNP 394) [1967];

– THE SEEDS “The Wind Blows Your Hair / Six Dreams” (GNP 398) [1967];

– THE FOREMOST AUTHORITY “Childhood Friends / Woe Is Me” (GNP 403) [1968];

– THE SEEDS “Satisfy You / 900 Million Paople Daily” (GNP 408) [1968];

– THE SEEDS “Fallin’ Off The Edge Of My Mind / Wild Blood” (GNP 422) [1969];

– OLA & THE JANGLERS “Let’s Dance / Strolling Along” (GNP 423) [1969];

– JOHNNY APOLLO “I Don’t Need No Doctor / Good, Good Woman” (GNP 429) [1969];

– BROTHERS PRIDE “Melody Fair / To Love” (GNP 435) [1969].

Gian Marchisio