Giuliano Ariosto per gli amici “Giulio”, era un grande appassionato di musica, soprattutto quella di Lucio Battisti
Malato da tempo è deceduto nelle scorse ore ad Asti dove era molto conosciuto. Era un artista protagonista di molte iniziative musicali organizzate con l’amico Francesco Li Causi, che lo ricorda così in un post su Facebook: “Ora potrai suonare la tua chitarra e cantare con Lucio. Immagino già il casino che farai. Come sempre la tua voce era di alcuni toni al di sopra delle altre. Abbiamo fatto tanto io te e Renzo. Il successo di Born ti Sing con le sale strapiene al Don Bosco. Poi i Battistiani con Enzino Perrone sito pienone al Politeama con una marea di chitarristi, amanti come noi delle canzoni di Battisti. Le tue partecipazioni al Cantanapoli e in ultimo qualche tempo fa nel mio locale. Eri irrefrenabile.Un vulcano di idee. Ci mancherai. Mi mancherai”.
E questa affermazione deriva senza entrare in alcun modo nel merito di quest’ultimo sinistro le cui cause sono in via di accertamento da parte dei carabinieri di Chivasso e di Cavagnolo. La strada, una ex statale passata nel 2001 dall’Anas alla Regione Piemonte e da questa immediatamente trasferita alle Province di Alessandria, Asti e Torino per le tratte competenti parte (ovviamente la partenza e l’arrivo sono in funzione di dove ci si trova) dal comune di Ozzano Monferrato nel punto di immissione con la ex strada statale 457 di Moncalvo e prosegue in territorio della Provincia di Alessandria (Pontestura nella frazione Castagnone, Solonghello, Mombello Monferrato, Cerrina, Odalengo Grande sino a Murisengo) per poi interessare brevemente la Provincia di Asti con Robella ed entrare nella competenza della Città Metropolitana di Torino con Brozolo, Brusasco, Cavagnolo, San Sebastiano da Po, Castagneto Po, Gassino Torinese, San Mauro Torinese sino a giungere in corso Casale. Sicuramente uno dei tratti di maggiore pericolosità è proprio quello tra Brozolo e Cavagnolo, comprendente la frazione Mogol di Brusasco. Si tratta di tratti, che pur in presenza di curve, consentono di viaggiare a velocità anche elevate, con un fondo stradale sovente in ombra (quindi tale da favorire anche la formazione di uno strato ghiacciato nei mesi invernali) e la presenza di alberi ai lati che comunque costituiscono un pericolo potenziale.