Forse è stato il pilota automatico a ingannare Nicola Di Carlo, il conducente del bus turistico precipitato nel Po a Torino. L’uomo di 64 anni, che si trovava da solo a bordo è morto. L’ipotesi del malfunzionamento del pilota automatico è una delle piste seguite dagli investigatori, che sarebbe avvalorata dall’andamento anomalo del mezzo dopo l’arresto nei pressi del lungofiume. Dai video girati si nota che il bus si ferma normalmente e dopo fa retromarcia con un’angolazione di 45 gradi, un movimento innaturale.
(Nella foto di Lori Barozzino il pullman recuperato dalle acque del fiume)
Messer Tulipano compie 25 anni
Torna dal 29 marzo al 1 maggio prossimi la venticinquesima edizione di ‘Messer Tulipano’, la grande manifestazione che annuncia ogni anno l’arrivo della Primavera nel parco del castello di Pralormo, in provincia di Torino.
Ogni edizione si caratterizza per un nuovo e originale piantamento di tulipani rinnovato nella varietà e nel colore.
Nell’edizione corrente si contano oltre 1300 tulipani, che vanno ad affiancarsi alle tante varietà curiose, una collezione di tulipani botanici, ma anche un percorso nel sottobosco che è dedicato a tulipani conosciuti già nel Seicento, come le varietà botaniche di quei tulipani che nascono nei boschi, soprattutto in Asia ed in genere sono alti dai 15 ai 20 cm con foglie sottili.
La manifestazione coinvolgerà il parco intero, progettato nell’Ottocento dall’architetto di corte Xavier Kurten, realizzatore dei più importanti parchi all’inglese delle residenze sabaude in Piemonte. Nei grandi prati sono presenti aiuole dalle forme morbide e sinuose, ponendo attenzione a non alterare l’impianto originario, di modo tale che le aiuole serpeggino tra gli alberi secolari, che dominano un sottobosco fatto di ciuffi di muscari, narcisi e giacinti.
Quest’anno, avendo la manifestazione compiuto 25 anni, sarà l’occasione per una festa particolare. Un’introduzione storica racconterà la storia del tulipano, partendo dal Seicento, quando in Olanda scoppiò una vera e propria febbre del tulipano con costi altissimi per ogni bulbo, che valeva come un’abitazione. Gli olandesi si indebitarono per comprarli alle aste. Questo andamento durò fino al 1630, poi di colpo l’interesse per questo fiore svanì e avvenne il primo fallimento finanziario europeo. L’introduzione storica racconterà la vera storia del tulipano in Asia, in Turchia, in Mongolia e poi in Europa.
Quest’anno, accanto ai normali tulipani, sono previste varietà speciali come il tulipano “a fior di giglio”, dal gambo sottile e dai petali appuntiti, i tulipani “famiglietta” a mazzetto su un unico stelo, i “viridiflora”, con le fiammature verdi, i “parroquet” dal gambo movimentato e i petali spettinati, i “frills”, con i petali frastagliati e quei tulipani che durante la fioritura fanno le mutazioni di colore. Un bosco sarà poi dedicato ai narcisi e, nella serra antica, giunta da Parigi dai fratelli Lefevre nel 1890, si potrà ammirare una collezione di orchidee e nel giardino su cui si affaccia la serra il tulipano nero ”Queen of the night”, che viene a spiccare tra tulipani rosa e bianchi.
Sarà presente anche una apprezzata zona shopping che offrirà prodotti stagionali dei produttori agricoli, miele, marmellate, vini doc, cosmetici naturali, tessuti e articoli per la casa, piante, fiori e prodotti per rinnovare il giardino e il terrazzo. Sarà anche allestito un bar ristorante, che proporrà menù, piatti caldi e freddi e panini. Per gli amici a 4 zampe ciotole d’acqua fresca e un vero e proprio Dog Bar nel parco.
In occasione di Messer Tulipano inaugurerà anche la nuova stagione di aperture al pubblico dell’interno del castello che propone due itinerari, uno dedicato alla vita quotidiana, in un’antica dimora tra cantine, cucine, camere da pranzo e saloni d’onore e uno al Trenino di corte, un impianto d’epoca in miniatura che occupa tre sale, su cui viaggiano treni a scala 0 tra paesaggi dipinti sulle pareti e gallerie scavate nei muri.
Castello di Pralormo
Via Umberto I 26, Pralormo
Tel 011884870
Mara Martellotta
SAUZE D’OULX – L’Unione Comuni Olimpici Via Lattea ieri mattina ha partecipato all’iniziativa “I Sindaci in treno per il treno” promossa con le Unioni montane Valle Susa e Alta Valle Susa.
Per i Comuni Olimpici Via Lattea sono intervenuti il Presidente e Sindaco di Sauze d’Oulx Mauro Meneguzzi ed il Consigliere e Sindaco di Cesana Torinese Daniele Mazzoleni che hanno preso il treno alla stazione di Oulx per poi unirsi a tutti i Sindaci della Bassa Valle e della Cintrua Ovest di Torino.
All’arrivo a Porta Nuova, con il treno in perfetto orario, ad attendere le fasce tricolori valsusine c’erano il Presidente Nazionale di UNCEM Marco Bussone e i Consiglieri Regionali Roberto Ravello (Fdi) Capogruppo commissione Bilancio e Daniele Valle (Pd) e oltre ad una delegazione del comitato pendolari Sfm3 con lo striscione “Basta disagi, vogliamo risposte”.
Nonostante le richieste formali dei Presidenti delle Unioni Montane Valsusine nessuna disponibilità all’incontro con i Sindaci da parte di RFI e Trenitalia.
Mauro Meneguzzi e Daniele Mazzoleni esprimono il loro disappunto: “Stamattina tutta la Valle di Susa è scesa compatta a Torino in treno per chiedere a RFI e Trenitalia risposte sui disservizi cui quotidianamente devono far fronte pendolari e studenti con disagi, ritardi, soppressioni di treni, stazioni abbandonate e mancanza di sicurezza a bordo dei convogli. Sul tema della sicurezza pretendiamo risposte certe perché chi prende il treno deve sentirsi sicuro sempre. Abbiamo partecipato per far sentire la nostra vicinanza ai pendolari e per chiedere a Trenitalia maggiore attenzione e rispetto. Siamo veramente rammaricati che nessuno di Trenitalia o RFI abbia voluto almeno ascoltarci. Lo riteniamo un grave sgarbo istituzionale ed una mancanza di rispetto verso i rappresentanti delle istituzioni e dei cittadini. La nostra è una Valle turistica che ha bisogno di ben altre risposte e confidiamo che ci vengano date tempestivamente e in modo esauriente”.
cs
La Giornata nazionale del Made in Italy 2025 è stata l’occasione per presentare nel Grattacielo della Regione Vehicle Valley Piemonte, nuova associazione che si propone, grazie alla collaborazione sinergica tra aziende, atenei e centri di ricerca favorita dagli enti pubblici, di rendere protagonista del futuro della mobilità un territorio che unisce realtà leader mondiali nel campo del design a un solido ecosistema industriale caratterizzato da tecnologia, meccanica e innovazione.
Sette i soci fondatori, espressione dell’eccellenza del territorio: Italdesign, Pininfarina, Regione Piemonte, Camera di commercio di Torino, Unione Industriali Torino, API Torino e Provincia, CNA della Città Metropolitana di Torino.
“Il Piemonte è da sempre terra di industria, innovazione e saper fare – ha affermato l’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano – Con Vehicle Valley costruiamo un’alleanza strategica tra imprese, istituzioni e ricerca per accompagnare la trasformazione dell’automotive, rafforzare la competitività del nostro territorio e posizionarci come punto di riferimento a livello internazionale”.
“L’obiettivo è creare una piattaforma dinamica di crescita, dove enti, aziende e centri di ricerca collaborano e condividono esperienze per trasformare il know-how locale in un vantaggio competitivo globale – ha aggiunto Monica Mailander, presidente della Vehicle Valley – Vogliamo essere un laboratorio vivente di idee, che fonde l’importante eredità del territorio con una spinta costante per rendere il Piemonte un attore fondamentale nella creazione della prossima generazione di veicoli e sistemi di trasporto, dall’automotive all’aerospazio fino alla mobilità urbana”.
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“La Vehicle Valley Piemonte – ha poi commentato il presidente Alberto Cirio – avrà un ruolo di protagonismo per segnalare, ancora di più, come l’industria manifatturiera e soprattutto dell’auto continui a rappresentare non solo il passato glorioso, ma il presente e soprattutto il futuro. Con questa presentazione si dà anche un contenuto visivo alla storia di questa città e del Piemonte, dove l’auto è nata e si è sviluppata”.
In questo quadro, la collaborazione tra le realtà industriali e gli enti di formazione rappresenta un pilastro fondamentale, in quanto nella Vehicle Valley Piemonte si vuole investire sui giovani per garantire una continuità di sapere e competenze che diventeranno una risorsa preziosa per la crescita economica e tecnologica.
Ogni socio, fin dall’adesione, assume il ruolo di ambasciatore di VVP, ricevendo un kit con targa personalizzata e altri materiali promozionali, veri e propri strumenti di marketing studiati per potenziare il brand e favorire la visibilità degli associati a livello internazionale. Fregiarsi del marchio Vehicle Valley significa infatti ottenere una vera e propria certificazione di eccellenza, un sigillo che attesta la qualità e il valore del know-how piemontese. Il brand non solo rafforza l’identità dei soci, ma diventa un potente strumento di promozione all’estero, capace di favorire investimenti e commesse di alto profilo grazie alla possibilità di accedere a una rete globale di contatti e opportunità supportata da una presenza costante sui principali eventi internazionali.
I primi passi
Si è iniziato con la costruzione di un brand riconosciuto a livello internazionale, per aumentare la visibilità delle aziende locali, attrarre investimenti e generare nuove opportunità di business. Aderire a Vehicle Valley Piemonte significa non solo entrare a far parte di una rete di eccellenza, ma acquisire una vera e propria certificazione di qualità riconosciuta a livello internazionale. Essere membri offre alle aziende e agli enti l’opportunità di promuoversi a livello internazionale, posizionandosi all’interno di un territorio che mira ad essere punto di riferimento globale per la mobilità.
Per raggiungere questi obiettivi è in definizione un programma di eventi, seminari, workshop e iniziative. Territorio e competenze da far conoscere anche attraverso la presenza a manifestazioni di rilievo internazionale. Il primo appuntamento sarà il VTM Michigan, dal 22 al 24 aprile vicino a Detroit (USA), da dove si partirà per presentare le innovazioni piemontesi nel campo della mobilità e stabilire connessioni con partner globali.
Al “Faggio” Un Artista Dalla Missione Speciale
Carmagnola – La RSA “Il Faggio”, gestita da Sereni Orizzonti, ha accolto venerdì 21 marzo un evento «speciale che ha illuminato la giornata degli ospiti con magia, musica e solidarietà. Luca Molinero, in arte “Folletto Piluca ‘x”, ha portato il suo spettacolo unico che fonde narrazione, musica e magia in un’esperienza coinvolgente per gli ospiti della struttura. Molinero è un artista e autore di libri per ragazzi. Ha pubblicato opere come “Il circo delle Farfalle” e “Il mio gatto non porta gli stivali”, concentrandosi su tematiche di inclusione e solidarietà.
Un Artista Dalla Missione Speciale
Reduce da esperienze significative in ospedali pediatrici e palcoscenici, il Folletto Piluca ‘x non è un semplice intrattenitore, ma un artista con una missione profonda: regalare momenti di gioia e distrazione, soprattutto a chi attraversa difficoltà. La sua performance è un viaggio tra fiabe cantate e raccontate, dove ogni brano musicale nasconde una magia e ogni magia si tramuta in musica.
Lo spettacolo nasce dall’esperienza dell’artista con bambini ricoverati, anziani e persone con disabilità, con l’obiettivo di trasformare semplici pomeriggi in viaggi attraverso mondi fantastici. Gli ospiti della RSA “Il Faggio” hanno potuto immergersi così in un’esperienza che celebra l’immaginazione, l’amore per la natura e i valori di rispetto e solidarietà.
«Ogni volta che faccio uno spettacolo, porto nel cuore il desiderio che qualcosa di bello possa capitare», dichiara Luca Molinero. Questa filosofia si riflette nel suo lavoro, che spazia dalla letteratura per ragazzi agli spettacoli di intrattenimento, sempre con un profondo impegno sociale.
Lo spettacolo ha portato magia, musica e sorrisi nel cuore degli ospiti della RSA “Il Faggio”. «Ringrazio di cuore Luca per la disponibilità e la bravura nell’intrattenere i nostri anziani, che si sono sorpresi e divertiti come il primo giorno di scuola», racconta il direttore della struttura Angelo Alvaro.
Lo spettacolo di magia si inserisce all’interno di un vasto programma di attività che l’animazione della struttura organizza in sinergia con organizzazioni e volontari del territorio, indispensabili per il benessere dei nostri ospiti.
Benvenuto Arneis
Campioni della Longevità
La Pasqua buona di Bottega Paideia
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Pasqua è il momento perfetto per condividere gesti di affetto e generosità e Bottega Paideia a Torino è Il luogo giusto per chi cerca regali unici e prodotti dolciari solidali che fanno la differenza. Situata a Torino in Via Villa della Regina 9/D, a due passi dalla Gran Madre e dalle rive del Po, Bottega Paideia non è solo una boutique di design e prodotti selezionati con cura ma una vera e propria bottega solidale. In questo luogo speciale ogni acquisto si trasforma in un aiuto concreto per la Fondazione Paideia, che da oltre 30 anni lavora a Torino e Milano per costruire una società più inclusiva e solidale e si dedica al sostegno dei bambini con disabilità e delle loro famiglie.
Con l’arrivo della primavera, Bottega Paideia riapre le sue porte fino al 18 aprile, con un allestimento pasquale che unisce eleganza e solidarietà ma per chi desidera fare un regalo solidale da ogni parte d’Italia, una selezione esclusiva di prodotti è disponibile anche online su www.bottegapaideia.it. |
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Shopping solidale: una scelta che vale doppio Bottega Paideia propone una selezione raffinata di oggetti di design per la casa e la tavola, accessori, decorazioni, abbigliamento e prodotti per la cura della persona, oltre a un’ampia gamma di idee regalo che spaziano dal food al tech, dal beauty ai giochi per bambini.
Pasqua in Bottega Tra i prodotti più attesi quest’anno c’è la Colomba Pasquale Galup per Fondazione Paideia, realizzata con la storica ricetta Galup e confezionata in un incarto speciale: per ogni colomba venduta, Galup devolverà il 10% del ricavato alla Fondazione, contribuendo a sostenere le attività dedicate ai bambini con disabilità e alle loro famiglie.
“Scegliere Bottega Paideia per i propri acquisti di Pasqua significa regalare qualcosa di bello e di speciale, sapendo che ogni dono ha un valore più grande: il sostegno alle famiglie che ogni giorno affrontano sfide importanti.” – afferma Fabrizio Serra, segretario generale di Fondazione Paideia.
Bottega Paideia è aperta dal martedì al sabato, con orario 10:00 – 13:00 / 15:30 – 19:00, fino a venerdì 18 aprile. |
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Fondazione Paideia, nata nel 1993 per iniziativa delle famiglie torinesi Giubergia e Argentero, è un ente filantropico che opera per offrire un aiuto concreto ai bambini con disabilità e alle loro famiglie. Perché paideia? Il termine, in greco, significa infanzia, crescita, educazione, formazione. Paideia offre accoglienza, sostegno e momenti felici ai bambini con disabilità e alle loro famiglie, prendendosi cura di genitori, fratelli, sorelle e nonni, affinché ognuno possa esprimere al meglio le proprie potenzialità. L’obiettivo è sostenere la crescita dei bambini e di chi si cura di loro, partecipando alla costruzione di una società più inclusiva e responsabile. |
Toglietele il vino…
Chi ha visto il film “Vacanze di Natale” ricorderà sicuramente la scena in cui la signora Covelli, mamma di Christian De Sica,comincia a frignare perché ormai a Cortina arrivano anche proletari, persone non abbienti, i “Torpigna” per intenderci.
Il marito, seraficamente, dice ai commensali: “Levateje er vino”.
Evidentemente non è una cosa solo di oggi farsi prendere da facili isterismi se qualcosa non rispecchia i nostri desideri, se fantasmi minano la nostra confort zone.
E’ di questi giorni la notizia che il Festival della Canzone Italiana, che si tiene a Sanremo dal lontano 1951, non verrà più affidato direttamente dal Comune di Sanremo alla RAI, ma l’aggiudicazione avverrà a seguito di una gara, come prevedere il Codice degli appalti.
Immediate la reazioni di chi conosce a mala pena la differenza tra gara d’appalto, gara automobilistica e gara canora.
Tra le perle reperite sui social brilla il commento di una persona che ha sostenuto con veemenza che è dal 1951 che il “festival di Sanremo” viene trasmesso in TV dal teatro Ariston: a parte che non si chiama Festival di Sanremo ma, come ho scritto sopra, “Festival della canzone italiana” e, dunque, potrebbe essere trasmesso anche da Campione d’Italia, enclave italiana in Svizzera, viene trasmesso in TV solo dal 1954, anno in cui la TV cominciò le sue trasmissioni (infatti nel 2024 si sono festeggiati i 70 anni della TV ed i 100 della radio) mentre prima era trasmesso in radio e, soprattutto, è solo dal 1977 che si svolge al teatro Ariston, mentre fino ad allora la sede del festival era nel Casinò municipale.
Il vero problema di molte, troppe, persone è non documentarsi minimamente su cosa stia alla base di una decisione, di voci presunte o reali riguardo un evento.
Il format attuale del festival fu creato da Pippo Baudo che, parecchi anni fa, lo regalò alla RAI che, quindi, può legittimamente organizzare il festival dove vuole mantenendo lo stesso format. Inoltre, continuerebbe a chiamarsi Festival della canzone italiana anche trasferendosi a Torino (ipotesi più accreditata), Sassari, Merano, Catanzaro, Termoli o Ravenna.
Allo stesso modo il Comune di Sanremo, appaltando la realizzazione di un evento canoro avente altro nome (ad esempio “Festival di Sanremo”) potrà creare il format preferito con l’emittente che si aggiudicherà la gara.
E’ palese che, come sempre più spesso notiamo ovunque, chi sa non ha bisogno di divulgare mentre chi non sa sente la necessità di criticare parlando di cose totalmente sconosciute.
L’attaccamento morboso verso un nome, un evento, un’abitudine dimostrano solo l’incapacità di verificare le informazioni, analizzare i problemi, valutare pro e contro e trarne conclusioni, racchiuse in un parere espresso con maniere civili.
Uno dei grossi problemi della nostra epoca, della nostra società è credere a prima vista a ciò che si legge in prima battuta: se siamo fortunati, leggeremo una fonte attendibile, se no saremo incappati in una delle fake news che quotidianamente ci bersagliano.
Un paio di anni fa alcune emittenti trasmisero una campagna di promozione sociale contro le fake news: evidentemente l’effetto è già svanito e ora tutti tornano a giurare che la loro versione dei fatti sia l’unica corretta, in pieno stile fanatismo.
Citavo Torino poc’anzi perché pare che per la prossima edizione del Festival della canzone italiana, la nostra città sia la più adatta, per la presenza del Centro di produzione RAI, dell’auditorium Arturo Toscanini, della direzione ICT, del teatro Regio e dell’Inalpi arena che consentirebbero non soltanto una qualità eccelsa dell’evento, ma anche un risparmio nei costi di trasferta.
Ma l’approssimazione, i presupposti, i preconcetti sono alla base di ogni analisi errata e, ça va sans dire, di ogni risposta fuori luogo, non di rado ridicola. Anche senza vino.
Sergio Motta
POLITICA
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