“In un mondo sempre più connesso, il ruolo del Corecom diventa ancora più strategico”. – dichiara il presidente del Corecom Vincenzo Lilli – “Le conciliazioni non sono solo un servizio, ma un diritto fondamentale per il cittadino e uno strumento di equilibrio nel mercato delle telecomunicazioni. Avere superato le 100mila istanze nel 2024 sono motivo di orgoglio per il nostro Comitato che da venti anni attraverso il tentativo di conciliazione prima e poi anche con la procedura di definizione, promuove e rafforza questo servizio affinché ogni utente possa sentirsi tutelato e ascoltato. Nonostante la flessione del numero di istanze che si è verificato negli ultimi anni a causa della digitalizzazione della procedura e ad una maggiore attenzione dei gestori verso i propri clienti,” – continua il presidente Lilli– “il Corecom si conferma un luogo di prossimità dove far valere i propri diritti. Infatti ogni anno, migliaia di utenti si affidano a noi per risolvere le proprie controversie, ottenendo spesso rimborsi, storni di fatturazione o ripristino del servizio in tempi brevi. Questa attività non solo riduce il contenzioso legale, ma migliora anche il rapporto di fiducia tra cittadini e aziende, incentivando pratiche commerciali più trasparenti e corrette. Tra gli obiettivi che si è prefisso il Corecom nel 2025” – conclude Lilli – ” è anche quello di promuovere e incrementare i corsi di alfabetizzazione digitale, affinché gli adulti di domani abbiano quelle conoscenze necessarie per sfruttare al meglio le opportunità del mondo digitale in modo critico e consapevole”.
Contenzioso 2024 tra utenti e gestori telefonici
Le istanze di contenzioso arrivate al Corecom Piemonte nel 2024 e gestite tramite la piattaforma Agcom ConciliaWeb sono state complessivamente 4038 (3748 istanze di conciliazione e 290 domande di definizione).
Nel dettaglio le domande di conciliazione sono così suddivise: 2794 in udienza e 954 in procedura semplificata. La percentuale di accordi è in aumento rispetto agli anni precedenti ed è del 87,48%.
Per quanto riguarda invece la delega di definizione, il Corecom Piemonte ha ricevuto 290 istanze e ne ha chiuse 307. Le procedure per le quali non è stato possibile addivenire a transazione tra le parti e che sono quindi state definite con provvedimento decisorio del Comitato (delibera) o del dirigente (determinazione) risultano essere 36.
I rimborsi e gli storni a favore degli istanti sono quantificati in circa 1,2 milioni euro.
Sono invece 474 le domande pervenute per procedura d’urgenza per l’attivazione del servizio sospeso, di queste 346 richieste sono state soddisfatte con la riattivazione spontanea da parte dell’operatore, mentre 128 sono stati i provvedimenti temporanei. Si specifica che tali provvedimenti sono diretti a garantire la continuazione della fruizione del servizio per l’utente qualora fosse stato disattivato.
“Le conciliazioni telefoniche si confermano un ottimo strumento di risoluzione alternativa delle controversie che permette alle parti coinvolte in una disputa di trovare un accordo senza dover ricorrere a un’azione legale.” – dichiara la vicepresidente Alessia Caserio – “Sono la dimostrazione concreta di come sia possibile difendere i propri diritti senza dover affrontare lunghe battaglie burocratiche. Grazie alla piattaforma Conciliaweb i vantaggi sia per gli utenti che per i gestori sono molteplici. Infatti la conciliazione offre soluzioni rapide, gratuite ed efficaci ai problemi e in caso di accordo viene redatto un verbale che ha valore legale. Le motivazioni al ricorso più frequenti” – conclude l’avv. Caserio – “sono: addebiti per costi di disattivazione, applicazioni di condizioni contrattuali diverse da quelle pattuite, attivazione di servizi non richiesti, mancata risposta ai reclami e malfunzionamento della linea per motivi tecnici.”
Alfabetizzazione digitale e mediatica
Il Comitato regionale per le comunicazioni promuove il progetto didattico gratuito “Online Onlife” Guida all’uso consapevole del digitale. Un percorso formativo di cittadinanza digitale realizzato in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte e la Fondazione Articolo 49.
Il progetto rientra nell’ambito delle attività di alfabetizzazione mediatica e digitale supportate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), su delega della quale il Corecom Piemonte esercita le funzioni di tutela e garanzia dell’utenza attraverso iniziative di educazione all’utilizzo dei media nell’ambito regionale di competenza.
Il percorso educativo, destinato agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, è articolato in 10 moduli per un totale di 10-20 ore di formazione ed è propedeutico al rilascio del patentino digitale.
L’iniziativa è patrocinata da Parlamento e Commissione europea, Camera e Senato italiani, Guardia di Finanza, CNR, AGID e dalla quasi totalità delle Regioni Italiane. Per iscriversi al progetto è necessario accedere al seguente link: https://inclasse.net/online-onlife-guida-alluso-consapevole-del-digitale/.
“Il Corecom non è solo contenzioso” – sottolinea il commissario Marco Briamonte – “al proprio interno si svolgono tante altre attività forse meno note, ma non per questo di minore importanza. In primis mi preme evidenziare il progetto didattico “Online Onlife”, un’importante iniziativa promossa dal Corecom affinché le nuove generazioni acquisiscano quelle competenze minime necessarie a navigare in rete e nei social network con consapevolezza e responsabilità. Altre delega di rilievo” – continua l’avv. Briamonte – “sono: quella relative ai programmi dell’accesso, un prezioso strumento che offre visibilità a soggetti che difficilmente troverebbero spazio nei media tradizionali, la vigilanza sull’applicazione della normativa in materia di Par Condicio nel periodo elettorale e referendario, la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo e il registro degli Operatori di Comunicazione e Postali”.
Programmi dell’accesso
Sono uno spazio televisivo e radiofonico gratuito e autogestito, della durata massima di cinque minuti, messo a disposizione per la comunicazione di soggetti collettivi – tra cui per esempio enti, associazioni e onlus, autonomie locali, gruppi di rilevante interesse sociale, gruppi etnici e religiosi, sindacati, movimenti politici – grazie al protocollo d’intesa fra il Corecom e Centro di produzione tv Rai. Nel corso del 2024 si sono registrate 209 domande di partecipazione di cui 131 televisive e 78 radiofoniche, con un incremento di 47 richieste rispetto all’anno precedente.
Prevenzione e contrasto al Cyberbullismo
Continua l’attività del Comitato sul tema con l’obiettivo di avere informazioni sul fenomeno e capire gli ambiti di prevenzione e contrasto. In particolare il Corecom partecipa al tavolo tecnico regionale che promuove e adotta politiche per combattere il bullismo online e al tavolo interistituzionale e interprofessionale “Tuttinrete” che ha come obiettivo principale la promozione di una cultura condivisa della tutela dei diritti dei minori nel rapporto con i mezzi di informazione. Inoltre il Comitato nel corso del 2024 ha partecipato nelle scuole ad incontri propedeutici alla nomina degli “Ambasciatori” del Consiglio regionale in tema di utilizzo dei device.
Tenuta del registro degli Operatori di Comunicazione e Postali
Sono state registrate 852 comunicazioni annuali raggiungendo così il 99,76% del totale degli operatori obbligati alla presentazione con 12 richiami al fine di perfezionare gli adempimenti amministrativi. Dall’obbligo sono esclusi gli operatori che svolgono attività di Internet point (16) e gli iscritti nell’annualità 2024.

E’ sempre stato un baluardo inespugnabile il forte valdostano di Bard, una fortezza di sbarramento resa famosa dall’assedio di Napoleone e ricostruita dai Savoia. Si arrese solo alle truppe di Napoleone ma quanta fatica, quante perdite umane, che onta per il grande Napoleone Bonaparte che quel giorno rischiò perfino di essere catturato. Andò su tutte le furie per non essere riuscito ad impadronirsi velocemente del forte a causa della valorosa resistenza dei soldati italiani e austriaci e alla fine decise di raderlo al suolo. Con una curiosità: nel maggio del 1800 Napoleone varcò il Gran San Bernardo non su un maestoso cavallo bianco come si vede nel celebre dipinto del David ma a dorso di mulo accompagnato da una giovane guida che trainava l’animale con sopra Napoleone il quale chiese poi a David di essere ritratto su un cavallo focoso. Ma il fatto straordinario di questa vicenda è che Bard, l’avamposto difensivo dell’esercito austro-piemontese, bloccò la Campagna d’Italia di Napoleone. Bard tenne testa ai francesi alla perfezione. Ma come si svolsero questi fatti storici? Per saperne di più è assai utile leggere il libro “La fortezza inespugnabile di Bard: storia dello sbarramento tra Valle d’Aosta e Pianura Padana” dello storico Mauro Minola, edizioni Susalibri. Fu un’incredibile battuta d’arresto per Napoleone, autoproclamatosi Primo Console con il colpo di Stato del 1799, un tale disonore che lo costrinse a reagire in seguito con la distruzione totale del Castel de Bard. Ma torniamo un po’ indietro. L’unico ostacolo imprevisto che si opponeva alla veloce avanzata dei francesi verso la pianura era appunto il forte di Bard, un bastione imprendibile che controllava e difendeva la Valle d’Aosta. Napoleone lo sottovalutò rischiando di far fallire i suoi piani. Eppure la fortezza era difesa da meno di 400 persone contando anche magazzinieri, cuochi e tamburini. All’esterno premeva una forza soverchiante di 40.000 francesi dell’Armée de Réserve. Come si presentava il forte di Bard nel maggio 1800? Aveva ancora la fisionomia di una fortezza medievale ed erano state realizzate nuove batterie per consolidare le difese in vista dell’attacco. Le scorte di viveri e d’acqua erano sufficienti per oltre due mesi ma dai documenti ufficiali dell’epoca trapela che gli ufficiali francesi non avevano nessun timore del forte e dei suoi difensori a tal punto che la fortificazione non era stata tenuta in nessun conto. Minola spiega che “la causa della sottovalutazione di Bard da parte dei generali di Napoleone fu dovuta alla mancanza di informazioni precise e alla carenza di una cartografia aggiornata della Valle d’Aosta. Secondo recenti ricerche dei cartografi Aliprandi è da cercare proprio in questi fattori il motivo per cui Bard non fu considerato un ostacolo così importante”. Nella notte tra il 21 e il
22 maggio un gruppo di soldati francesi camminando curvi dietro i parapetti che costeggiano la strada si avvicinarono alle postazioni difensive degli austro-piemontesi mentre un secondo gruppo di zappatori e granatieri scese lungo i dirupi della montagna impadronendosi della borgata. Occupato il paese di Bard che contava 246 abitanti cominciò l’assedio al forte con “un audace stratagemma” ideato dai francesi. Far passare i cannoni attraverso l’unica strada che lambiva il borgo appena preso dagli assedianti non era impresa facile. Vari tentativi fallirono per la pioggia di fuoco che arrivava dal forte sovrastante e investiva soldati e mezzi militari. Allora si decise di agire di notte ricoprendo le ruote dei cannoni con paglia e fieno per contenere al massimo i rumori del movimento e ingannare la sorveglianza dei difensori sulla strada del paese. La strada lastricata fu ricoperta di letame, paglia e materassi presi nelle case. I cavalli da tiro vennero sostituiti da squadre di 50 uomini adibiti al traino. Tutto perfetto ma non funzionò come era previsto nei piani. Alcuni cannoni passarono integri sotto le difese della fortezza ma ben presto gli austro-piemontesi scoprirono il traffico in corso nella via del paese e scatenarono un inferno di fuoco sui francesi che nonostante le perdite di uomini e mezzi riuscirono a far passare nell’arco di alcune notti una quarantina di cannoni. Infastidito per i ritardi subiti nella spedizione militare Napoleone lasciò Aosta e si avvicinò a Bard per verificare di persona la situazione ma venne circondato a sorpresa da un drappello di soldati austriaci. Si salvò grazie al pronto intervento delle sue
guardie che lo seguivano a breve distanza. Era giunto il momento di farla finita. Sul monte che sovrasta il forte vennero portati con grande fatica diversi cannoni ma la potenza di fuoco anche questa volta non fu sufficiente a costringere i difensori alla resa. Il capitano Stockard von Bernkopf, comandante della guarnigione, rifiutò più volte di arrendersi. Dopo alcuni tentativi falliti che lasciarono sul terreno centinaia di morti e feriti, un cannone da 12 libbre venne posizionato di fronte al portone del forte, fuori dalla portata di tiro degli assediati. Il bombardamento aprì brecce sempre più larghe nella mura del forte ma l’esito non fu decisivo per la conquista della fortezza. Decisiva fu la resa degli assediati, stremati ed esausti: la resistenza della guarnigione era giunta alla fine e il comando austriaco ordinò di cessare il fuoco e di arrendersi. I francesi persero oltre 1500 uomini contro i 13 morti e i 61 feriti tra le fila dei difensori. Il baluardo valdostano fu poi nello stesso anno completamente raso al suolo a colpi di mine. Trent’anni dopo Carlo Felice di Savoia lo farà ricostruire. Tra le fortificazioni alpine sabaude il forte di Bard è l’unico che ha conservato l’aspetto che aveva fin dai tempi della sua riedificazione nel 1838. Abbandonato alla fine dell’Ottocento, il forte divenne un carcere militare e in seguito polveriera dell’Esercito italiano. Oggi è di proprietà della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Un libro di storia da leggere tutto d’un fiato.. aspettando “Napoleon”, il kolossal di Ridley Scott, a novembre sul grande schermo. Filippo Re