ilTorinese

Sanità: Ruffino (CI) cure domiciliari,  avvilente  rimpallo su risorse malati cronici 

“Con il Pnrr investiamo 4 miliardi di euro nelle cure domiciliari, afferma il Ministro alla  salute Roberto Speranza, per portare l’assistenza pubblica e le cure più appropriate in casa dei pazienti.

Ricordo al Ministro che gli oneri relativi alle prestazioni domiciliari di cui alla presenta legge sono a carico del Fondo sanitario nazionale in quanto già previste dalla legge n. 833/1978, come specifico in una mia proposta di legge depositata nel 2020 sui  “Diritti delle persone non autosufficienti agli interventi sanitari domiciliari”.
Che tali risorse da tempo dovrebbero essere erogate per migliorare la qualità della vita delle persone non autosufficienti e dei loro congiunti. Vorrei non si parlasse dei fondi del PNNR a sproposito e per qualsiasi tema, quasi, il Ministro alla Sanità volesse allontanare da se un problema, quello dei malati cronici che con la pandemia è esploso ed è più impellente che mai.  Le risorse per il mantenimento al domicilio dei soggetti non autosufficienti dovrebbero essere a disposizione da ieri, oggi e non  domani.  Riscontro superficialità. Abbiamo perso troppi anziani con il COVID, ora ci sia responsabilità e rispetto. Basta rimpalli”.
Così la Parlamentare di Coraggio Italia, Daniela Ruffino

Prima giornata di campionato serie A 2021/22

Sabato 21 agosto h.20.45
Torino-Atalanta
Domenica 22 agosto h.18.30
Udinese-Juventus

Torna il campionato di calcio di serie A con le squadre torinesi pronte a metà:bianconeri si,granata no.
Spieghiamo meglio:il Toro di Juric è una compagine incompleta,mancano ancora 3 titolari che tardano ad arrivare e sabato, all’olimpico Grande Torino, sarà di scena l’Atalanta di Gasperini,una delle 7 squadre favorite per vincere lo scudetto.Intanto,in questi giorni,lavoro differenziato per Ansaldi, Baselli, Belotti e Millico,ancora infortunati e difficilmente recuperabili per la gara contro  l’Atalanta.Dal mercato nessuna novità di rilievo:il trequartista scelto sarà Chiquinho, il ventiseienne calciatore del Benfica che il Toro non solo ha già sondato ma per cui ci sarebbe già un accordo di massima per il trasferimento in prestito con diritto di riscatto. Ipotesi sempre più concreta e veritiera.Poi toccherà al centrocampista centrale Maggiore ed al difensore centrale Goldaniga dal Sassuolo.
In casa Juve le cose vanno decisamente meglio:oggi è stato acquistato Manuel Locatelli,centrocampista centrale campione d’Europa, proveniente dal Sassuolo.La formula è quella del prestito gratuito biennale con obbligo di riscatto a 35 milioni bonus compresi.Dybala è vicino al rinnovo ed anche Ronaldo sembra deciso a rimanere in bianconero onorando così l’ultimo dei 4 anni di contratto.Pjanic è sempre sotto stretta osservazione e potrebbe arrivare anche lui prima della fine del mercato che chiuderà i battenti martedì 31 agosto.

Vincenzo Grassano

La mutua sanitaria Cesare Pozzo ricorda Gino Strada

 Nei valori condivisi di solidarietà e aiuto reciproco

Una relazione, quella tra la Mutua sanitaria Cesare Pozzo e Emergency, culminata
nel 2004, in un’importante donazione a favore della nota organizzazione
umanitaria da parte del Fondo di Solidarietà “Giuseppe De Lorenzo” istituito da
CesarePozzo.

La Mutua sanitaria Cesare Pozzo si unisce al dolore per la scomparsa di
Gino Strada. Un uomo che con il suo lavoro e la sua voce ha portato all’attenzione crisi e ingiustizie
dimenticate, ha difeso la dignità di ogni singolo uomo riconoscendo il diritto alle cure e alla salute
a prescindere dalle possibilità e condizioni del singolo.

Oltre a condividere gli stessi valori fondanti di solidarietà e aiuto reciproco, la relazione tra la
Mutua sanitaria Cesare Pozzo e Emergency ha visto, nel 2004, il concretizzarsi di un’importante
donazione a favore della nota organizzazione umanitaria, da parte del Fondo di Solidarietà
intestato a Giuseppe De Lorenzo e istituito nel 1994 da Cesare Pozzo per aiutare le associazioni
umanitarie impegnate in programmi di sviluppo o emergenziali.

“La scomparsa di Gino Strada rappresenta un’importante perdita per tutto il mondo umanitario e
solidaristico – commenta Andrea Giuseppe Tiberti, Presidente nazionale della Mutua sanitaria
Cesare Pozzo – Con il suo operato il fondatore di Emergency ci ha insegnato a difendere gli uomini
e la loro dignità indistintamente, in qualsiasi luogo e tempo. Ci ha trasmesso l’importanza del
prendersi cura di ogni singolo individuo e soprattutto di quelli considerati ultimi. Valori condivisi
anche dall’agire della nostra Mutua che pone sempre al centro l’inclusione e l’aiuto reciproco”.

La Mutua sanitaria Cesare Pozzo si unisce, dunque, al dolore della famiglia e del team di
Emergency che hanno ora il compito di continuare a far vivere il loro fondatore, Gino Strada, nelle
opere di aiuto in Italia e all’estero, portando così avanti il suo esempio.

Il bollettino Covid di martedì 17 agosto

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16,30

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 205 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 25 dopo test antigenico), pari all’1,4 % di 14.653 tamponi eseguiti, di cui 9.244 antigenici. Dei 205 nuovi casi, gli asintomatici sono 101 (49,3 %).

I casi sono così ripartiti: 41 screening, 136 contatti di caso, 28 con indagine in corso; 6 Rsa/Strutture Socio-Assistenziali; 3 importati (2 dall’estero)

Il totale dei casi positivi diventa quindi 373.375 così suddivisi su base provinciale: 30.410 Alessandria, 17.671 Asti, 11.716 Biella, 53.782 Cuneo, 29.093 Novara, 199.252 Torino, 13.975 Vercelli, 13.334 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.538 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.604 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 12 (+ 1 rispetto aieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 132 ( + 5 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 3.222

I tamponi diagnostici finora processati sono 6.187.262(+ 14.653 rispetto a ieri), di cui 1.959.755 risultati negativi.

I DECESSI RIMANGONO 11.705

Nessun decesso di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

Il totale è quindi 11.705 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.567 Alessandria, 713 Asti, 433 Biella, 1.454 Cuneo, 944 Novara, 5.594 Torino, 526 Vercelli, 374 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

358.304 GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 358.304 (+ 231 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 28.462 Alessandria, 16.874 Asti, 11.152 Biella, 51.979 Cuneo, 27.803 Novara, 192.044 Torino, 13.310 Vercelli, 12.802 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.451 extraregione e 2.427 in fase di definizione.

Controlli anti-Covid, multata “balera” estiva

A seguito delle numerose segnalazioni pervenute da cittadini esasperati per le notti insonni a causa dei rumori provenienti dal punto di ritrovo estivo allestito in via San Paolo, gli agenti del Reparto di Polizia Commerciale della Polizia Municipale hanno avviato un’attività di monitoraggio culminata con la chiusura del locale nelle primissime ore di domenica mattina per violazione dei divieti di ballo imposti dalle normative anti covid – 19 sul contenimento della diffusione del virus.

La diffusione musicale è iniziata già nella tarda serata di sabato, ma l’afflusso di gente a l’attività di ballo hanno avuto il culmine dopo la mezzanotte e alle prime ore di domenica, dopo aver filmato dall’esterno le attività proibite in pieno svolgimento, gli agenti hanno effettuato l’accesso ispettivo, ponendo fine alla serata.

I numerosi clienti presenti in pista da ballo proprio di fronte al dj set sono stati invitati a lasciare la pista e a uscire dal locale.

Il Presidente pro tempore dell’associazione organizzatrice è stato sanzionato per mancato rispetto delle normative anti covid-19, nello specifico per violazione del divieto di ballo ivi contenuto, mentre per il locale, gli agenti hanno disposto la chiusura per 5 giorni.

“Noi siamo con il popolo afghano e col senso autentico della libertà”

Il precipitare della situazione in Afghanistan, in tempi più celeri di qualsiasi immaginazione, ci induce a essere più che mai a fianco del popolo afghano – un popolo che da più di quarant’anni è dentro al tunnel della guerra; e a rivolgere un triplice appello.  

Il primo è al governo italiano e alle istituzioni internazionali. Affinché nessuno sforzo sia risparmiato per tutelare chi ha ragione di temere in quel che accade: sia esigendo un’attenzione straordinaria e costante delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza a salvaguardia dei diritti umani, sia predisponendo corridoi umanitari e tutto ciò che può condurre in salvo chi è in pericolo.

Il secondo appello è ai talebani, che governeranno l’Afghanistan in virtù di una vittoria ottenuta con le armi e non con il libero consenso. Si sentano comunque responsabili dell’incolumità e della dignità delle donne e degli uomini dell’Afghanistan, ovvero appunto del rispetto dei diritti umani. Sappiano mantenere la promessa che hanno fatto, che non ci saranno cioè vendette; e un comportamento più mite di quanto non sia nelle aspettative possa contribuire a una loro diversa immagine presso l’opinione pubblica mondiale.

Il terzo appello è alla coscienza degli uomini e delle donne dell’Occidente. Affinché questo momento così avvilente siafecondo di insegnamenti. In primo luogo è indubitabilmente chiaro che la democrazia non può e non deve essere esportata, e che una libertà imposta, non rispettosa dei percorsi di ciascuno,non è vera libertà. In secondo luogo è devastante, per quanto di continuo ricorrente nella storia, che nobili ideali siano usati per nascondere interessi ben precisi o la consueta politica di potenza; e quel che inesorabilmente ne deriva è il loro discredito. Bisogna allora veramente chiedersi se quegli ideali sono innanzitutto vivi qui da noi, nell’ambito della civiltà che ne è all’origine, al punto da poter dare la vita ed essere di esempio ad altri. Le ideologie totalitarie, religiose o laiche, hanno saputo smuovere i popoli, chiamandoli a grandi sacrifici; ne è in grado l’idea della libertà? Nella democrazia, al di là degli equilibri tra interessi e sistemi di potere, si può trovare un contenuto spirituale che la sorregga? Solo se la risposta sarà autenticamente affermativa, essa avrà un futuro.

Giampiero Leo, Claudio Torrero

a nome del“Coordinamento Interconfessionale del Piemonte 

Paolo Candelari

A.G.iTE contro le armi atomiche, tutte le guerre e i terrorismi  Noi siamo con voi”

La profezia di Oriana Fallaci si avvera

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Solo chi è sprovveduto o è in malafede può disconoscere che il ritiro degli USA e della NATO dall’ Afghanistan non abbia un contraccolpo immediato e drammatico sulla ripresa del terrorismo islamico, in questo caso non islamista, secondo un linguaggio vellutato e falso, usato in Europa quando gli attentati erano all’ordine del giorno e si voleva disperatamente separare l’ Isis da un Islam moderato che è sempre più difficile individuare. La vittoria talebana a Kabul darà una spinta a tutto l’ Islam nel suo complesso e renderà vane certe distinzioni. Viene fuori in maniera lampante il fallimento della politica estera americana espressa da quattro presidenti che, alla luce di questi fatti, rivelano tutta la loro mediocrità . Balza in tutta evidenza l’impossibilità di esportare la democrazia ,ma anche l’inconciliabilità tra Islam e Occidente ,come aveva sostenuto Oriana Fallaci. Sulla lunga distanza appaiono velleitari i tentativi di portare alla normalità un paese contro il quale dovettero desistere a combattere anche i sovietici, i cui eredi putiniani gioiscono di fronte al fallimento degli Americani che stanno vivendo un nuovo Viet – Nam, camuffato dai goffi tentativi di Biden a cui spero nessuno vorrà conferire il Premio Nobel Biden si rivela un omino inadeguato e attempato che è stato votato solo per eliminare Trump, una mina vagante in primis per il futuro degli Americani  Davvero l’Afghanistan è  invincibile come i Parti o i Germani di fronte a cui l’invitta potenza romana dovette fermarsi? Un esercito afghano addestrato e ben equipaggiato si è sciolto come neve al sole, il presidente afghano è scappato con la scusa di non provocare altre morti,  un ritornello che piace molto ai pavidi ed opportunisti fuggiaschi che si succedono nella storia. La NATO, già minata dalla folle politica di Trump, non c’è più. Un elemento che avrà conseguenze storiche imprevedibili. Che dei guerriglieri dalle idee medievali e dai modi selvaggi obblighino l’Occidente a far fagotto in fretta e furia è un segno grave dei tempi che forse neppure Maurizio Molinari nei suoi lucidi libri aveva previsto. Che differenza tra il direttore de “ La Stampa “ che fa sue le analisi di Gino Strada erette a testamento e il predecessore Molinari che viveva scortato perché aveva denunciato la situazione esplosiva della Jjadd con coraggio e limpida freddezza. C’è stato un periodo in cui io stesso, amico di Oriana Fallaci negli anni dopo l’11 settembre, avevo considerato le sue denunce da archiviare perché legate ad un tempo andato. Sbagliavo clamorosamente. Non so chi vincerà o chi soccomberà, non so quale sarà la direzione che prenderà la storia dell’ umanità, ma occorre riprendere i libri della Fallaci che costituiscono l’ultima trincea ideale in cui combattere per la civiltà occidentale minacciata oggi come non mai. Una civiltà laica e cristiana, anche se c’è chi tace per opportunismo, in difesa della quale bisogna resistere ad ogni costo. Oggi occorrerebbe un Churchill e uno Stalin per fronteggiare il nuovo mostro, il nuovo nazismo islamico. Gli statisti in campo sono pallide comparse del tutto incapaci di reagire. Eppure Carlo Magno riuscì a ricacciarli indietro, come fece il Principe Eugenio alle porte di Vienna ,ma erano altri tempi e soprattutto altri uomini. Il nostro destino forse sarà quello di affidarci ai Cinesi. Un’ipotesi terrorizzante che ci impedisce di prendere sonno, in attesa di una nuova TeleKabul anche in Italia che ci dia le direttive da seguire. Le premesse ci sono già tutte oggi.

Andrea Liberatori, il giornalista gentiluomo

E’ morto a Champoluc, dove si trovava in vacanza con la moglie Anna Maria,  Andrea Liberatori. Aveva 97 anni e fu a lungo il caporedattore dell’edizione piemontese de L’Unità.  

Giornalista preparato e appassionato, colto e raffinato,  lo ricordiamo in tanti come un gentiluomo dai modi fermi e garbati che ha insegnato il mestiere a generazioni di cronisti. Studente di ingegneria al Politecnico entrò nella redazione torinese de L’Unità” nel 1948 e per quarant’anni lavorò al giornale fondato da Antonio Gramsci, prima a Torino, poi a Milano e nuovamente a Torino. Una vita intensa da segretario di redazione, cronista, inviato, capo redattore per l’edizione torinese. Per dodici anni fece parte del consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte. Nel periodo milanese, tra il  1957 e il 1962 lavorò con Aldo Tortorella direttore e Aniello Coppola capo redattore. Sempre a Milano, con Giulio Trevisani e Arturo Lazzari, partecipò attivamente alla creazione dell’Enciclopedia nuovissima che uscì a dispense con il Calendario del popolo. Chi ha avuto l’opportunità – e l’onore – di lavorare per quel giornale ( com’è capitato per diversi anni a chi scrive) e di conoscerlo lo ricorda come un maestro.

L’etimologia stessa di questa parola si addice alla sua figura: il conoscitore profondo di una disciplina che egli possiede integralmente e che può insegnare agli altri nella maniera più proficua. E così è stato. Con garbo, competenza, pazienza. Per chi quel giornale l’ha confezionato, diffuso, letto, commentato, persino ostentato come un simbolo, una bandiera, è rimasto nella testa e nel cuore  qualcosa di più importante e prezioso di un ricordo. Non è stato “solo” un giornale: è stata L’Unità. E Andrea Liberatori, che sostituì Diego Novelli alla guida della redazione che allora si trovava nel palazzone di via Chiesa della Salute, era anch’egli un simbolo grazie alle sue qualità di intellettuale e giornalista che aveva scelto di mettere la sua elegante scrittura ( come ha ricordato benissimo Battista Gardoncini) “al servizio di quella che allora si chiamava – ed era – lotta di classe”.

Andrea Liberatori condivise quell’impegno con tanti giornalisti, con uomini come Italo Calvino, Paolo Spriano e molti altri. Un tempo lunghissimo, vissuto raccontando Torino, il Piemonte, l’Italia dal dopoguerra agli anni ’80. Continuando poi a scrivere, a esprimere opinioni, a dare consigli importanti. Quel mondo che incontrai la prima volta a vent’anni nella redazione torinese di via Chiesa della Salute, ai tempi di Andrea Liberatori come capo redattore e Antonio Monticelli capo cronista, non c’è più. E amaramente dubito che oggi vi siano eredi alla loro altezza. Rimane però un patrimonio di storie e vicende umane che sarebbe un eresia disperdere. La storia di un giornale – di ogni giornale – è come una tessera del mosaico nella storia di un Paese. E la storia di giornalisti come Liberatori, tra gli ultimi a intervistare Primo Levi, ne rappresenta una parte importante.

Marco Travaglini

Toro in affanno Juve già in forma

A meno di una settimana dall’inizio del campionato,Toro e Juve vivono un diverso stato di forma.

I granata si sono qualificati al 16esimi di finale di Coppa Italia battendo la Cremonese,in 10,ai rigori ma quanta fatica!Il Toro non è in forma,a tratti gioca secondo i dettami di Juric ma troppi sono i problemi che avvolgono la volenterosa squadra granata.Manca la qualità a centrocampo,il mercato dovrà portare 2 giocatori coi piedi buoni,poi un difensore centrale.Vendere chi non fa più parte del progetto:Verdi,Lyanco, Rincon,Baselli,bocciati dal tecnico granata senza attenuanti.Dar via i 7 giovani del vivaio tornati dai prestiti ed altri promossi dalla primavera in prima squadra,non giudicati ancora pronti.Solo dopo aver risolto queste situazioni e con i nuovi arrivi il Toro potrà lottare per l’8/10 posto.Diversamente l’unico obiettivo sarà salvarsi,come nelle 2 ultime stagioni,alla penultima giornata di campionato.
Diversa atmosfera si respira in casa Juve.I bianconeri tornano favoriti per lo scudetto alla pari dei campioni d’Italia dell’Inter.Voci dalla Spagna certificano che Ronaldo andrà al Paris Saint Germain al posto di M’Bappè promesso sposo del Real Madrid.
Ma tutto questo non spaventa la società bianconera e mister Allegri perché là davanti,anche senza il fuoriclasse portoghese,ci sono Chiesa,Morata, Bernardeschi, Kulusevsky, Dybala.
Intanto oggi ci sono stati contatti continui col Sassuolo per Locatelli e l’accordo economico è stato trovato a 35 milioni di euro bonus, C’è solo un problema:la formula,con i neroverdi che continuano a volere l’obbligo di riscatto incondizionato, mentre i bianconeri vorrebbero mettere il diritto che poi si trasformerebbe in obbligo a determinate condizioni.A breve l’annuncio dell’avvenuto acquisto del campione d’Europa Locatelli alla Juve.

Vincenzo Grassano

L’Arma dei Carabinieri in sorvolo sui siti UNESCO del Piemonte

I militari del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Torino, in
collaborazione con il 1° Elinucleo Carabinieri di Volpiano, si sono alzati in volo per
verificare l’integrità di alcuni siti UNESCO del Piemonte, in particolare il sito
palafitticolo del Lago di Viverone, il Sacro Monte di Varallo e il Santuario di Oropa.

Inserito tra i 111 siti archeologici palafitticoli seriali dell’Arco Alpino, il sito di Viverone
(Emissario I) – dichiarato sito UNESCO nel 2011 – è di straordinaria importanza storicoscientifica. La presenza di oltre 5000 pali nel terreno sotto il livello dell’acqua testimonia
l’insediamento di un antico e vasto villaggio palafitticolo risalente all’età del bronzo.
Tra i Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, il Sacro Monte di Varallo – dichiarato sito
UNESCO nel 2003 – rappresenta l’esempio più antico e di maggior interesse artistico e
culturale. Edificato a partire dal XV secolo, posizionato su una parete rocciosa, il
complesso è stato concepito con l’idea di riprodurre il percorso che i pellegrini seguivano
per raggiungere la Terra Santa e per questo è definito “Nuova Gerusalemme”. Il luogo
sacro è costituito da una cinquantina di edifici, che, attraverso 43 cappelle e 400 gruppi di
statue in terracotta, narrano gli episodi della vita di Gesù e di Maria Vergine. Di
particolare pregio è il complesso di affreschi, con circa 4000 figure, alcuni dei quali
realizzati dall’artista Gaudenzio Ferrari.

Il Santuario di Oropa – dichiarato sito UNESCO nel 2003 – è un santuario mariano che si
estende a 1200 metri di altitudine all’interno della Riserva Speciale del Sacro Monte di
Oropa, occupando una superficie di 1500 ettari. Edificato a partire dal IV secolo, vanta il
contributo dei prestigiosi architetti Filippo Juvarra e Guarino Guarini.
In Piemonte e in Valle d’Aosta si trova un ricchissimo patrimonio culturale caratterizzato
dalla presenza di 8 siti UNESCO, oltre 90 aree archeologiche e più di 70 aree
paesaggistiche riconosciute e vincolate. Il controllo aereo, effettuato in stretta
collaborazione tra i reparti dell’Arma, costituisce un efficace strumento di controllo e di
monitoraggio per tutelare il patrimonio culturale diversificato presente nelle varie aree
territoriali.