ilTorinese

Giachino: “case di via Ghedini, la periferia chiede attenzione”

Alcuni abitanti di via Ghedini 12 a Torino mi hanno inviato stamane un breve filmato sullo stato delle loro cantine, una cosa da quarto mondo. Una casa ATC che deve essere assolutamente sistemata. Una situazione che dimostra come le Amministrazioni da anni considerano Barriera Aurora e altri quartieri periferici come la serie B. Ho scritto pertanto a Prefetto Sindaco e Presidente di ATC per chiedere intervento a Sindaco e Presidente ATC ho girato il video per Wapp. Occorre che tutti coloro che dispongono di soldi pubblici prestino più attenzione a questi Quartieri che non sono figli di un Dio Minore. Sindaco Presidenti di Fondazioni Bancarie basta fare investimenti solo nell’area centrale di Torino. Oggi le 2 Torino di cui parlava l’Arcivescovo NOSIGLIA nel 2012 sono ancora più distanti. Si è dimenticata la lezione dei Santi sociali ? Non capisco i cattolici che hanno appoggiato e appoggiano Amministrazioni che hanno impoverito più di metà della Citta’.

Mino GIACHINO responsabile torinese UDC

Semplificazione e trasparenza: la Regione taglia 42 leggi

Si intitola “Interventi di razionalizzazione dell’ordinamento giuridico regionale” il disegno di legge che la Giunta ha approvato per snellire e rendere più chiara l’intera normativa piemontese mediante l’abrogazione di leggi e disposizioni ormai superate, non più finanziate o che hanno esaurito i propri effetti.

Il testo, che passa ora all’esame del Consiglio, prevede l’abrogazione completa di 42 leggi regionali riguardanti agricoltura, bilancio, competitività e programmazione, cultura, enti locali, organizzazione, trasporti e comunicazioni, oltre ad abrogazioni parziali di singole disposizioni ormai inapplicate o confluite in normative più recenti. Particolare rilievo assumono il lavoro di coordinamento svolto con le Direzioni regionali e l’utilizzo della banca dati legislativa, che ha consentito una ricognizione puntuale delle norme.

«Con questo disegno di legge – dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Semplificazione Gian Luca Vignale – compiamo un passo concreto verso una Regione più semplice, più chiara e più trasparente. Abroghiamo decine di leggi ormai inutili, superate o non più applicate, eliminando incertezze interpretative e riducendo il peso della stratificazione normativa».

«La semplificazione non è uno slogan, ma un lavoro tecnico e rigoroso che restituisce ordine all’ordinamento regionale e facilita cittadini, imprese, enti locali e operatori nel rapporto con la Pubblica amministrazione», puntualizza Vignale.

Rubate e ritrovate carte Pokemon per oltre 20mila euro

Gli avevano rubato dall’auto uno zaino contenente decine di carte da collezione per un valore

superiore ai 20 mila euro. La vittima: un imprenditore-collezionista del rivolese che il 2 novembre

scorso stava facendo ritorno dal “Lucca Comics”, famoso festival che ogni anno richiama migliaia di

visitatori nel capoluogo toscano.

Il furto era stato subito denunciato ai Carabinieri della Stazione di Alpignano. Trascorse poche

settimane, il giovane collezionista si era accorto che in un gruppo social dedicato allo scambio e

alla rivendita di carte manga, un iscritto aveva pubblicato un annuncio nel quale venivano messe

in vendita numerose carte che sembravano essere proprio quelle di proprietà della vittima.

Gli investigatori, accertata l’identità che si celava dietro l’account del venditore e risalito ad un

secondo soggetto coinvolto nella vicenda, hanno richiesto e ottenuto, dalla Procura della

Repubblica di Alessandria, due decreti di perquisizione domiciliare nei confronti di un

ventisettenne residente nel biellese e di un quarantaquattrenne della provincia di Torino.

Grazie al numero seriale delle carte e alla loro certificazione, i militari sono riusciti ad accertarne la

proprietà, recuperando nelle abitazioni degli indagati gran parte della refurtiva e a denunciarli

all’Autorità Giudiziaria di Alessandria per “ricettazione”.

 

Rock Jazz e dintorni a Torino: Jethro Tull e Silvia Mezzanotte

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Lunedì. Al teatro Alfieri la cantante Silvia Mezzanotte rende un omaggio a Mina.

Martedì. Al Vinile si esibisce il cantautore Gerardo Balestrieri. Al Circolo Mossetto suona il trio Monne.

Mercoledì. Al Blah Blah sono di scena i The Fuzztones. All’Osteria Rabezzana si esibisce il quartetto di Federica Gerotto, con un tributo a Amy Winehouse.

Giovedì. Al Teatro Colosseo Angelo Branduardi e Aldo Cazzullo, presentano lo spettacolo “Francesco”. Al Blah Blah suonano i The Fire. Alla Divina Commedia sono di scena i Not Very Blues.

Venerdì. Al Blah Blah si esibiscono i Small Jackets. Al Magazzino sul Po è di scena Kety Fusco. Alla Divina Commedia suona la The Lost Track Band. Al Magazzino di Gilgamesh si esibisce la Vanja Sky Band. Al Circolino suona Miriam Jitaru Quartet.

Sabato. Allo Ziggy sono di scena The Spiritual Bat + Varg I Veum.

Domenica. Al teatro Colosseo arrivano i Jethro Tull. Al Blah Blah suonano i Swirl + Cromia.

Pier Luigi Fuggetta

Sicurezza, nel mese di febbraio 70 arresti e 13mila controlli della polizia

Nei primi venti giorni del mese corrente la Polizia di Stato ha controllato nella cintura cittadina oltre 13.000 persone, effettuando 70 arresti e 170 denunce, a testimonianza dell’impegno quotidiano e la presenza capillare della Polizia di Stato sul territorio torinese. Le volanti dell’U.P.G.S.P. e dei Commissariati cittadini hanno controllato quasi 10.000 persone, arrestandone 67 e denunciandone 157.

Particolare attenzione è stata rivolta al quartiere “Barriera Milano”, nelle aree di Largo Giulio Cesare, via Cena, via Baltea, via Spontini, l’area ex Piscine Sempione, Corso Novara e vie limitrofe, ove i controlli straordinari del territorio ad alto impatto sono stati finalizzati al contrasto delle situazioni di degrado urbano e dell’attività di spaccio oltre che alla verifica della posizione giuridico-amministrativa di cittadini stranieri.

Tra le diverse operazioni, particolare rilievo assume quella che ha riguardato l’area del Parco Sempione, luogo noto perché abitualmente frequentato da soggetti tossicodipendenti, spacciatori e persone senza fissa dimora. Nell’area, dopo i servizi di prevenzione specifica posti in essere con l’ausilio anche di equipaggi della Polizia Locale, nei giorni scorsi sono state identificate 15 persone, due delle quali deferite in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per inottemperanza al foglio di via obbligatorio e altre 2 per invasione di terreni. La collaborazione del personale Amiat ha permesso di ripristinare le condizioni di decoro della zona adibita a dormitorio.

Nel corso delle attività è stato emesso un ordine di allontanamento nei confronti di un parcheggiatore abusivo che operava in Piazza Donatori del Sangue.

Infine, i controlli all’interno di attività commerciali della zona hanno portato alla constatazione di diversi illeciti amministrativi e all’emissione di sanzioni per alcune migliaia di euro. Tra questi, un bar di via Palestrina è stato sanzionato per oltre 22.000 euro per irregolarità nella collocazione delle slot machine e scarse condizioni igienico-sanitarie.

Operazione antidroga nel Canavese: cento carabinieri impiegati, sei arresti

Sei gli arresti nel corso di una vasta operazione antidroga dei carabinieri della compagnia di Ivrea in alcuni  Comuni del Vanavese. Sono stati impegnati oltre cento militari dell’Arma in una trentina di perquisizioni effettuate nei confronti di persone ritenute responsabili di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti.

Torino, città dell’aperitivo: storie e sapori di fine giornata

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

Torino è una città che conosce bene l’arte del tempo lento. E l’aperitivo qui non è solo un’abitudine: è un rito, un modo di riappropriarsi della giornata tra un bicchiere di vermouth, un piatto curato e una chiacchierata in piazza. In questa città, dove è nato il vermouth e dove i caffè raccontano più storia che un libro di scuola, ogni locale ha una personalità distinta, un carattere che si riflette in ciò che offre da bere e soprattutto da mangiare.
Il Caffè Torino
Il salotto torinese e i suoi caffè d’epoca
Se si parte da Piazza Castello, cuore elegante della città, si viene subito accolti dal prestigio senza tempo di Baratti & Milano, aperto nel 1858 e da sempre punto d’incontro tra aristocrazia, letterati e affari. Oltre al fascino liberty e ai lampadari in vetro di Murano, il vero spettacolo è dietro il bancone: oltre alla celebre cioccolata calda densa e profumata, qui si celebra l’aperitivo con stuzzichini raffinati, pasticceria salata e il loro storico tramezzino, tra i più amati della città per il pane morbidissimo e la varietà delle farciture. Non va dimenticato che proprio tra questi banconi è nato il “cremino”, un’icona dolciaria torinese che ancora oggi accompagna il caffè del dopopranzo.
Accanto, nella stessa piazza, c’è il sontuoso Caffè San Carlo, che sin dal 1822 accoglie i torinesi in uno spazio dorato, ricco di stucchi e colonne. Qui l’aperitivo è un momento di classe, con vini piemontesi e piccoli assaggi che cambiano con le stagioni: si può trovare una piccola tartina con acciughe al verde o una mini-quiche con toma e porri, in perfetto stile sabaudo. Il servizio resta elegante, ma mai eccessivamente formale.
Poco distante, il Caffè Torino, nato nel 1903 e riconoscibile dalla storica insegna con il toro rampante in bronzo sull’acciottolato, offre una formula più dinamica, perfetta anche per un aperitivo “di passaggio”. I piattini che accompagnano i calici sono semplici, ma curati: salumi tipici, grissini stirati a mano, piccole insalate fredde o mousse salate. È il posto dove fermarsi quando si vuole sentire il cuore della città pulsare a ritmo lento.
E se si prosegue sulla stessa linea del tempo, si arriva al Caffè Mulassano, gioiello in miniatura incastonato sotto i portici di Piazza Castello. In soli 30 metri quadri si condensano oltre cent’anni di storia: fu qui, nel 1926, che si servì per la prima volta in Italia il “tramezzino”. Ancora oggi è il pezzo forte dell’aperitivo, in tantissime varianti, tutte servite con cura in piattini di porcellana. L’atmosfera è intima, le boiserie in legno e specchio sembrano sospendere il tempo.
La nuova generazione di aperitivi
Scendendo verso Piazza Vittorio Veneto, l’aperitivo prende un’altra forma. Qui, tra portici eleganti e vista sul fiume Po, si respira una Torino più giovane e vibrante. Il Clarissa, locale contemporaneo con un’anima accogliente, è amatissimo per i suoi cocktail dal tocco creativo e per il cibo che accompagna ogni bicchiere: bruschettine gourmet, piccoli panini caldi, chips fatte in casa e mini porzioni di cucina calda. Il menù cambia spesso, ma la qualità resta sempre alta.
Appena fuori dal centro, nel quartiere Santa Rita, la Forneria Santa Rita porta il concetto di aperitivo su un terreno diverso: qui il cuore è la pizza. Una vetrina che sforna decine di gusti ogni giorno, dalla margherita classica alle varianti più creative con burrata, salmone, verdure grigliate, fichi e prosciutto crudo. L’aperitivo è un momento conviviale e abbondante: si ordina al banco, si sceglie la propria fetta, si prende da bere e ci si accomoda. L’ambiente è informale, la qualità è quella da pizzeria artigianale.
Altro nome che ha conquistato il pubblico più giovane è Zucca, nel quartiere Vanchiglia, noto per i suoi aperitivi “paninari”. Il protagonista è infatti il panino caldo, preparato al momento, con ingredienti che spaziano dai formaggi locali alle verdure fresche grigliate, dal prosciutto crudo al tofu marinato. A questo si aggiungono piccoli piattini stagionali, come insalate di farro, cous cous, polpette vegetariane. Il locale punta su un’atmosfera rilassata, tra luci calde e tavoli in legno grezzo, ideale per una serata in compagnia.
Piazza Vittorio: foto Vincenzo Solano per il Torinese
Piazza Vittorio, il cuore dell’aperitivo torinese
Infine, non si può parlare dell’aperitivo a Torino senza nominare Piazza Vittorio Veneto, forse la più iconica quando si parla di fine giornata torinese. Qui i bar si susseguono sotto i portici, ognuno con il proprio stile. Alcuni puntano su buffet abbondanti, altri su piccole proposte gourmet. Ma quello che unisce tutti è lo spirito della piazza: qui il tramonto si osserva con un bicchiere in mano e lo sguardo sul Monte dei Cappuccini. Il vermouth scorre, ma anche i cocktail creativi, spesso con ingredienti locali, erbe aromatiche e bitter artigianali. I piattini spaziano dalle focaccine appena sfornate ai tomini al verde, dai mini hamburger di Fassona alle olive condite. Non esistono due aperitivi uguali e forse, è proprio questa la magia.
A Torino, l’aperitivo non è solo il tempo dell’attesa per la cena: è una tradizione viva, che unisce storia e innovazione, cibo di qualità e conversazioni senza fretta. Basta sapersi fermare, ordinare un bicchiere e lasciarsi servire. Tutto il resto viene da sé.
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Noemi Gariano

Il primo grande ospite del Festival della Felicità è Brachetti

Approda a Torino il primo show dedicato alla felicità, con il primo grande ospite, Arturo Brachetti, che proporrà il 17 marzo prossimo “La prima storia straordinaria è della leggenda del trasformismo”.

Arturo Brachetti è un artista italiano famoso e acclamato in tutto il mondo, considerato universalmente “The legend of quick- change”, il grande maestro del trasformismo internazionale. Profondo conoscitore del teatro internazionale, da anni affianca a quello di artista il ruolo di showteller, vale a dire divulgatore teatrale, oltre a quello di regista e di direttore artistico. In oltre quarant’anni di carriera, è stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui il Guinness dei Primati. I suoi spettacoli sono stati applauditi da oltre 5 milioni di persone in tutto il mondo.

La partecipazione agli spettacoli è gratuita

Inalpi Arena – corso Sebastopoli, 123, Torino – 17 marzo ore 21.

Mara Martellotta

Le torte di Torino: una città da gustare morso dopo morso

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Scopri – To alla scoperta di Torino

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Passeggiare per Torino significa anche lasciarsi tentare da profumi e sapori che si diffondono dalle sue caffetterie più caratteristiche. In alcuni angoli del centro e nei quartieri più vivaci si celano piccole meraviglie artigianali, dove il dolce diventa esperienza. C’è un mondo fatto di glassa, burro, impasti profumati e farciture inattese che merita di essere raccontato. Tra le varie realtà che animano la scena cittadina, alcune si distinguono per originalità e cura. Ecco un itinerario del gusto che parte dal cuore di Vanchiglia, attraversa Via Po e tocca un’altra tappa immancabile per gli amanti delle torte fatte come una volta. Un viaggio che non è solo gastronomico, ma anche estetico e affettivo: i luoghi del dolce raccontano storie di città, di passioni e di mani che lavorano con dedizione ogni giorno.
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Caffè Cesare: dolci che raccontano storie
In Via Vanchiglia 9, in una zona che mescola anima studentesca e atmosfere retrò, Caffè Cesare non passa inosservato. Il bancone è un invito continuo alla curiosità, e appena si entra si capisce che qui la pasticceria non è solo una questione di ricette, ma di cultura del gusto. La proposta è sorprendente e variegata, a cominciare dagli alfajores: due biscotti friabili uniti da un generoso strato di dulce de leche, rifiniti con una leggera spolverata di cocco. Un omaggio alla tradizione argentina, che conquista chiunque abbia voglia di provare qualcosa di autentico e diverso.
Ma non finisce qui. La Charlotte all’ananas, elegante nella sua semplicità, è una proposta che pochi conoscono ma che lascia il segno. C’è poi il matcha fresco con fragole pestate, che affianca profumi orientali alla freschezza della frutta, in un contrasto perfettamente bilanciato.
Chi ama le ricette più familiari potrà invece contare su una carrot cake che non tradisce, oppure tuffarsi tra muffin per ogni gusto e palato. Ogni settimana spuntano anche novità fuori menu, che rispecchiano la stagionalità e l’inventiva dello staff.
La vera firma della casa però sono i Crumbl Cookies. Chi entra una volta per provarli, ritorna. Grandi, friabili, burrosi: esistono in infinite combinazioni, come se ogni gusto fosse una tappa di un viaggio. Dal classico cioccolato, passando per cheesecake, red velvet, Lotus, caramello salato, fino al pistacchio, la scelta è praticamente infinita. Qui non si parla di semplici biscotti, ma di piccoli dessert da assaporare con lentezza. Il tutto accompagnato da bevande che escono dalla consuetudine: chai latte profumato, cinnamon caldo e speziato, oppure una lemon cake da gustare con il tè del pomeriggio. Anche il cappuccino ha un tocco personale, decorato con disegni di latte art che rendono ogni tazza un piccolo quadro da bere.
Caffè Cesare è un luogo dove sedersi a leggere, chiacchierare, studiare o semplicemente lasciarsi coccolare da un profumo che cambia ogni giorno. L’arredamento semplice ma curato, i tavolini in legno e la luce naturale che filtra dalle grandi finestre rendono questo posto una seconda casa per molti.
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Caffetteria Clarissa: eleganza, torte e feste sotto i portici
Spostandosi verso il centro storico, in Via Po, la Caffetteria Clarissa si rivela un’altra tappa imperdibile. Un locale dall’anima sontuosa, arredato in tonalità rosso scuro che evocano ambienti retrò, ma mai superati. L’atmosfera è intima, raffinata, ideale per una pausa ma anche per qualcosa di più: qui infatti si organizzano feste di laurea, compleanni e incontri privati nelle sale interne, che assicurano privacy e uno stile unico.
Le torte di Clarissa hanno una personalità precisa: artigianali, curate nei dettagli, con ingredienti selezionati e combinazioni equilibrate. Che si tratti di una classica Sacher, di una millefoglie rivisitata o di una torta moderna al cioccolato e lamponi, ogni fetta racconta una ricerca e un amore per la pasticceria fatta con passione. Il personale accoglie sempre con un sorriso e sa consigliare chi cerca qualcosa di particolare per una ricorrenza o semplicemente per sé. L’attenzione al cliente è un altro ingrediente che fa la differenza.
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Berlicabarbis: l’altra dolce faccia di Torino (FOTO DI COPERTINA)
Infine, non si può concludere un giro tra le torterie di Torino senza citare Berlicabarbis. Il nome è già una dichiarazione d’intenti, un richiamo al dialetto piemontese che promette dolcezza. Qui le torte sono protagoniste assolute: alte, colorate, spesso scenografiche. I gusti variano a seconda delle stagioni e dell’ispirazione del momento, ma ciò che non cambia è la sensazione di casa che si respira appena varcata la soglia.Berlicabarbis è un rifugio per chi cerca una pausa sincera, un luogo che mette d’accordo amanti della pasticceria classica e fan delle novità. Tra cheesecake, crostate, torte di mele, red velvet e brownies, si può passare un pomeriggio senza accorgersi del tempo che scorre. Il locale ha anche una vena giocosa, con arredi colorati e citazioni sparse qua e là, che lo rendono perfetto per chi ama un tocco di originalità. Non è raro vedere clienti scattare foto alle vetrine prima ancora di ordinare: qui anche l’occhio vuole la sua parte.
In queste tre caffetterie Torino si racconta attraverso il dolce. Ogni torta è un gesto, una piccola forma di accoglienza, un invito a fermarsi. In un mondo che corre veloce, i profumi che escono da questi forni ci ricordano che a volte basta un biscotto ben fatto per cambiare il ritmo della giornata. E in una città che unisce tradizione e innovazione, sedersi davanti a una fetta di torta è anche un modo per sentirsi, per un attimo, nel posto giusto al momento giusto.
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NOEMI GARIANO

Fanny Vialardi di Sandigliano, l’amazzone piemontese

Una donna straordinaria che arrivò fino all’Himalaya e al Polo Sud.

Il 9 marzo scorso al Museo della Cavalleria di Pinerolo si e’ inaugurata la sala delle Amazzoni, dedicata alle celebri cavallerizze, che verra’ per utilizzata per diversi eventi pianificati nel 2025.

Durante l’incontro, che ha visto un susseguirsi di testimonianze ed interventi preziosi e prestigiosi, si e’ parlato anche di Fanny Vialardi di Sandigliano, la cavallerizza piemontese che ha portato gloria a questa regione nel 1925, al Concours Hippique International Militaire di Nizza, il primo campionato del mondo di monta all’amazzone su Zaglione, battendo concorrenti di alto livello come Yvonne de la Croix e vincendo il primo premio. Ma cosa vuol dire montare all’amazzone? Definita come modalita’ nell’800 prevedeva un abbigliamento speciale e vedeva la donna seduta su una sella speciale con le gambe posizionate da una parte del cavallo. La sua prima apparizione avvenne nel XIII secolo ed ebbe una evoluzione nel tempo soprattutto riguardo alla sella che, inizialmente, era molto scomoda e non permetteva di cavalcare con disinvoltura fino a che non arrivo’ quella con il doppio appoggio o corno.

Fanny, appartenente ad una delle famiglie piu’ conosciute e potenti del Piemonte: i Tornielli, fu una cavallerizza della scuola di Federico Caprilli che modifico’ lo stile e la relazione tra cavallo e cavaliere.

Gentile e mai aggressiva nella sua personalita’ di cavallerizza, la sua specialita’ fu il salto ad ostacoli; debutto nel 1923 ai campionati di Pinerolo e continuo’ la sua carriera partecipando a diversi concorsi in Italia e all’estero, soprattutto a quelli delle Grandi Prove Ippiche.

Nel 1922 sposò il conte Carlo Vialardi di Sandigliano, ufficiale e diplomatico e nel 1930 si ritiro’ dalle gare e si dedico all’allevamento dei cani che amava di piu’, gli airedale terrier, che le diedero’ molte soddisfazioni anche come campioni.

Fu una grande viaggiatrice in un periodo in cui spostarsi non era per nulla confortevole. Tra i suoi viaggi piu’ belli troviamo quello che fece sull’Himalaya in Nepal per i suoi 75 anni e l’altro al Polo Sud per celebrare i suoi 80.

In sua memoria, il nipote Tomaso Vialardi di Sandigliano ha istituito nel 2006 il Prix International Fanny Vialardi di Sandigliano, che premia ogni due anni la migliore amazzone del Rassemblement International des Amazones di Carcassonne. Fanny Vialardi resta una figura emblematica nel panorama equestre italiano, simbolo di eleganza, tecnica e passione per l’equitazione. Questa signora straordinaria ha contribuito a rendere piu’ accessibile lo sport alle donne, ha dimostrato, nel fatto specifico, che a cavallo non ci sono differenze di genere, neanche quando si tratta dei percorsi piu’ ardui e complicati. La sua vita e’ un altro importante esempio di volonta’ e tenacia non solo in riferimento alla sua carriera, ma anche per la sua audacia nel vivere la sua esistenza come desiderava e non secondo le aspettative culturali.

Maria La Barbera