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ATP Finals 2025 a Torino, l’effetto Sinner fa volare i prezzi

TORINO – Torino si prepara a vivere una nuova, attesissima edizione delle ATP Finals 2025, e la febbre da tennis è già alle stelle. Merito, soprattutto, di Jannik Sinner, il campione altoatesino che, dopo la straordinaria stagione 2024, ha scatenato una vera e propria corsa al biglietto.
Le cifre parlano chiaro: assistere dal vivo ai match del numero uno italiano sarà un privilegio per pochi.

Prezzi record: fino a 2.300 euro per assistere a Sinner

Secondo quanto riportato da Corriere Torino, i tagliandi per l’evento hanno raggiunto valori senza precedenti: si parte da 247 euro per i posti con visibilità ridotta fino a toccare i 718 euro per i migliori settori parterre.
Ma il dato più sorprendente riguarda la finale: i biglietti di prima fascia arrivano a 2.296 euro, un prezzo che non ha eguali nella storia recente del torneo. Per la semifinale, si parte da 550 euro con punte che superano i 1.500 euro.

Una corsa sfrenata che testimonia il fascino dell’azzurro e l’attesa di un pubblico pronto a sostenere il suo beniamino in casa, trasformando l’Inalpi Arena in un’arena tricolore.

Inalpi Arena verso il tutto esaurito: Torino capitale del tennis

La disponibilità residua è ormai minima: per l’esordio di Sinner restano solo pochi posti, mentre la finalissima è praticamente sold out, con appena un biglietto ancora acquistabile in tribuna nord a oltre 1.000 euro.
La domanda è talmente alta da aver già generato effetti tangibili sul turismo locale: hotel e strutture ricettive del capoluogo piemontese registrano un’occupazione superiore al 90%, segno di un evento capace di attrarre pubblico da tutta Italia e dall’estero.

Torino, che ospita le Finals dal 2021, conferma così la propria vocazione internazionale. L’Inalpi Arena, ex Pala Alpitour, si prepara ad accogliere un appuntamento che unisce sport, spettacolo e business, con un ritorno economico di rilievo per la città.

L’effetto Sinner accende l’economia e il turismo in città

Il cosiddetto “effetto Sinner” va ben oltre il campo da gioco. La presenza del campione azzurro ha moltiplicato la richiesta di biglietti, soggiorni e pacchetti hospitality. Ristoranti, alberghi e trasporti si preparano a settimane di pienone, mentre i fan club organizzano viaggi di gruppo e attività collaterali.

Per Torino, le Finals rappresentano non solo un grande evento sportivo ma anche un volano di visibilità internazionale e un motore di sviluppo economico.
Un successo che conferma come lo sport, quando incontra l’identità di un territorio, possa trasformarsi in un’occasione di rilancio e orgoglio collettivo.

Evitiamo la trappola del vittimismo / 2

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“Eh, che maniere! Qui fanno sempre così, perché loro sono grandi e io sono piccolo e nero… È un’ingiustizia però!” … Erano le parole con le quali il piccolo pulcino Calimero esprimeva il suo sconforto. In qualche modo una frase tipica anche dell’adulto che si sente vittima del mondo…

Il vittimista ha un atteggiamento immaturo nei confronti della realtà e tende a considerarsi il centro di un mondo ingiusto e ingrato mei suoi confronti. In altre parole, chi fa la vittima si ritiene speciale in modo negativo, per cui solo a lui/lei capitano cose brutte e i problemi che ha sono i peggiori e i più gravi che esistano.

Che questo atteggiamento sia frutto di una effettiva convinzione, o sia al contrario semplicemente una modalità di comportamento strumentale, in ogni caso il vittimismo è la conseguenza di una bassa (se non del tutto assente) autostima, che rende il vittimista incapace di affrontare la vita nelle sue piccole e grandi difficoltà.

E lo porta a rifugiarsi in una realtà immaginaria, dove la responsabilità di ciò che non funziona e lo rende infelice non è mai sua, ma di forze esterne imprevedibili e ingovernabili. Resta il fatto che questo comportamento permette al vittimista in qualche modo di sgravarsi della maggior parte degli oneri esistenziali e, appunto, della responsabilità individuale.

Egli spera in tal modo di ottenere indulgenza, affetto e protezione. In definitiva, chi si comporta da “Calimero” mette in pratica una distorta strategia di adattamento e sopravvivenza, che fa leva sul senso di accudimento e di colpa di chi gli sta accanto. Il vittimismo diventa così un subdolo e pericoloso tiranno.

Che tenta di costruire un mondo nel quale tutti si preoccupano (o dovrebbero preoccuparsi) per lui e agiscono nel suo interesse. Ma se, a tutta prima, queste dinamiche apparentemente sono funzionali a portare vantaggi, in realtà il modo di essere e di fare del vittimista finisce con l’avere conseguenze decisamente negative, sia su chi, in modo più o meno consapevole, lo mette in atto, sia su chi lo subisce.

(Fine della seconda parte dell’argomento).

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

La Tav sette anni dopo la grande manifestazione

La TAV sette anni dopo è ancora più strategica perche l’Europa e le Grandi Aziende ferroviarie da Ferrovie italiane a quelle francesi, spagnole, austriache etc, sviluppano sempre più i loro collegamenti attraverso le reti ad AV. Inoltre dalle Alpi passano 2/3 del nostro export e del nostro import. Quella Manifestazione fu decisiva per il voto del Senato che bocciò la Mozione NOTAV. I lavori sono in corso ma a fianco dei lavori occorre accelerare le compensazioni ai Comuni e portare avanti una politica della logistica che ci faccia cogliere tutte le ricadute possibili per il lavoro e per la nostra economia. Torino deve puntare a riportare EDPO ferroviaria che ha avuto centinaia di espositori di ben 16 Paesi. La filiera ferroviaria che vede l’Italia ai vertici mondiali con stabilimenti di eccellenza in Piemonte, Liguria e Toscana vale oltre 7 miliardi di cui esporta ben 1,5. Importante sarebbe portare a Susa la Scuola per macchinisti e addetti ai servizi al trasporto ferroviario.

Mino GIACHINO

SITAV SILAVORO

Dramma alle Atp, morti per malore due uomini all’Inalpi Arena

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Dramma doppio alle Atp Finals di tennis in corso a Torino: due uomini sono deceduti dopo essere stati colpiti da un malore in due distinti episodi avvenuti a breve distanza di tempo l’uno dall’altro. Le vittime avevano 70 e 78 anni.

Il primo uomo si è sentito male davanti al Fan Village di piazza d’Armi, nei pressi dell’Inalpi Arena, mentre il secondo ha accusato il malore sugli spalti durante le partite.

In entrambi i casi, i soccorritori del 118 sono arrivati tempestivamente e hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione. I due uomini sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale Molinette in codice rosso, ma purtroppo sono deceduti poco dopo il ricovero.

Da Vito Marcantonio a Zohran Mamdani

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PAROLE ROSSE di Roberto Placido

Mi manda Vito, mi manda Marcantonio

Leonard Coviello, sociologo-educatore Vito Marcantonio

Harlem Italia, Renato Cantore, Rubettino

(Venerdì 19 maggio 2023)

Zohran Mamdani eletto sindaco di New York nel nome di Vito Marcantonio

Nel maggio di due anni fa fui invitato, da Renato Cantore, ex direttore del TG3 Basilicata, al Salone del Libro per presentare il suo libro “Harlem Italia” editore Rubettino.  Leggendo il libro scoprii la storia  di due uomini  straordinari, Leonard Coviello, nato a fine ‘800 ad Avigliano (Potenza), cresciuto e naturalizzato in America e Vito Marcantonio, nato a New York da genitori di Picerno  (Potenza). Legati dalle comuni origini lucane, cresciuti nello stesso quartiere, East Harlem dove viveva la più numerosa e identitaria comunità di italo-americani di New York. Una comunità forte, dignitosa, gelosa della propria identità ma aperta al confronto  con altri popoli e altre culture,  guidata da leader illuminati e visionari. .Contrariamente a tanti italiani di successo  Leonard Coviello, storpiato dall’anagrafe statunitense in Covello, grande pedagogo  ed educatore di fama internazionale e Vito Marcantonio, avvocato e uomo politico, pur avendone la possibilità decisero di non lasciare  mai il ghetto dei migranti, di condividerne la vita e le speranze.

Il loro “sogno americano” non era quello di salvarsi da soli, ma di crescere insieme  alla comunità, verso importanti conquiste : il riconoscimento della lingua italiana, la scuola di comunità, alloggi dignitosi, i diritti di cittadinanza, una rete di protezione sociale, condizioni migliori di vita e di lavoro,  Un’amicizia per tutta la vita, due destini indissolubilmente legati a quello del popolo di Harlem , dove i  “lazzaroni indesiderabili” provarono e riuscirono a diventare  buoni cittadini americani senza rinnegare la propria identità I due amici, Coviello e Marcantonio scelsero di impegnarsi, vivere e lottare vivendo e condividendo con la gente del loro quartiere. Questa in sintesi la trama del libro, emozionante nel ripercorrere, la vita, i sacrifici, le umiliazioni di un’intera comunità e la loro lotta per il riscatto.  Non avrei mai immaginato, due anni dopo,  che la storia, esemplare, di Vito Marcantonio sarebbe diventata, attuale e, addirittura, il riferimento politico ed ideale del nuovo Sindaco di New York, Zohran Mamdani. Vito Marcantonio, fu il  braccio destro del più grande Sindaco di New York Fiorello La Guardia e ne prese il posto, essendo eletto, prendendo alla Camera dei Deputati, il Congresso americano. Per sette mandati. Per quattordici anni fu il rappresentante di East Harlem a Congresso. Candidato indipendente, lui faceva riferimento all’American Labour Party (socialista) e più precisamente alla corrente comunista, dei repubblicani ed in qualche caso dei democratici. Allora la cosa non era strana, specialmente per un personaggio “scomodo” per l’establishment politico. Per sconfiggerlo, come provano a fare di nuovo ora  inegli USA, modificarono i confini del collegio, unendo ad East Harlem un quartiere “borghese” con una forte presenza di cittadini di origine tedesca. Il tentativo fallì. Lui italo americano, votò contro il “piano Marshall” di aiuti americani all’Italia perché vedeva , come poi è stato ed è ancora, la sudditanza e la dipendenza  dell’Italia agli Stati Uniti. Sostenne l’indipendenza di Porto Rico, difendendo, come avvocato, il leader nazionalista portoricano Pedro Albizu Campos. Nel 1949 si candidò a Sindaco a Sindaco di New York per i laburisti ma non riuscì nell’impresa. Oltre i confini di Harlem era più difficile. L’anno successivo, dopo quattordici anni e sette legislature, fu sconfitto anche alle elezioni politiche per il seggio di East Harlem. Le cause furono due, la violentissima campagna mediatica che subì per essere stato l’unico parlamentare americano di tutti i tempi, fino ad i nostri tempi, a votare contro l’intervento americano in una guerra, nel caso quella di Corea (1950).

La seconda, mai successo nella storia statunitense, per sconfiggerlo , repubblicani e democratici presentarono un unico candidato. Finì 42,2$ a 57,8$ per James G. Donovan. Terminata la sua carriera politica Marcantonio continuò a vivere nel suo quartiere aiutando, italiani, portoricani, neri e chiunque ne avesse bisogno fino al 0 agosto 1954. Nel suo nome ed in suo ricordo, Zohran Mamdani, facendo riferimento al suo programma politico, da socialista come lui, con un’attenzione particolare ai poveri, ai problemi concreti e reali, ha chiuso la campagna elettorale, come si vede nel bellissimo video con il link https://www.instagram.com/reel/DQubDEtAbrL/, in strada, all’incrocio della Lexington Avenue con il Vito Marcantonio Lucky Corner. La vittoria di Mambani, candidato socialista indipendente su Andrew Cuomo, ex governatore dello Stato di New York. Parlamentare, ministro con Bill Clinton, figlio del potentissimo Mario Cuomo, sposata con una delle figlie di Robert Kennedy, appoggiato da tutto il Partito Democratico del quale è uno dei dirigenti di punta ha perso. Zohran Mamdani 51,2% , Andrew Cuomo  39,7%. E’ riuscito a realizzare il sogno di Vito Marcantonio, di diventare Sindaco in rappresentanza degli ultimi, dei più deboli. Nel video di chiusura della sua campagna elettorale ha detto praticamente : mi manda Vito, mi manda Marcantonio ed ha vinto. Ha dimostrato, al mondo intero che è possibile cambiare. Ha dimostrato che un trentaquattrenne  nato in Africa e di religione musulmana può battere l’establishment Una lezione ed una speranza per tutti e che può valere anche a Torino e sulla quale bisogna riflettere e studiare.

Torino, nuovo episodio di furti negli ospedali: devastati oltre cento armadietti al Sant’Anna

Il Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta denuncia un clima di insicurezza crescente per gli operatori sanitari.

Torino, 10 novembre 2025 – Non solo aggressioni e minacce durante i turni, ma ora anche furti e vandalismi negli spogliatoi del personale sanitario. L’ultimo episodio, avvenuto nel cambio turno tra la notte di domenica e la mattina di lunedì all’ospedale Sant’Anna di Torino, è uno dei più gravi degli ultimi mesi: oltre cento armadietti sono stati devastati nello spogliatoio situato al quinto piano della Clinica Universitaria, in un’area isolata e distante dai reparti.

Il furto è stato scoperto intorno alle 7 del mattino, quando il personale del turno di giorno ha raggiunto gli spogliatoi per prendere servizio e ha trovato le serrature divelte e gli effetti personali spariti.

«È inaccettabile – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta –. Parliamo di professionisti che ogni giorno lavorano per garantire l’assistenza ai cittadini e che si ritrovano derubati persino mentre sono in servizio. È un ulteriore segnale di sfregio verso chi lavora nella sanità pubblica».

Il sindacato sottolinea che non si tratta di un caso isolato: episodi analoghi si sono verificati alle Molinette, al CTO e in diversi ambulatori, spesso anche in pieno giorno. I responsabili, veri e propri delinquenti, si muovono indisturbati all’interno delle strutture ospedaliere, approfittando delle aree meno presidiate e della carenza di sistemi di sorveglianza adeguati.

Secondo il Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, la situazione è ormai insostenibile: «Non solo minacce e aggressioni da parte dei pazienti o dei familiari – prosegue Delli Carri – ma anche furti e atti vandalici che colpiscono chi, dopo un turno estenuante, trova i propri effetti personali rubati o distrutti. Alcuni addetti alle pulizie hanno persino subito minacce dirette da parte di chi si introduce negli ospedali armato di attrezzi per scassinare armadietti. È una questione di sicurezza reale e immediata».

Il sindacato chiede interventi urgenti alle direzioni aziendali e alla Regione Piemonte per potenziare i sistemi di videosorveglianza e garantire la sicurezza del personale, soprattutto nelle aree più isolate come spogliatoi e locali tecnici.

«I professionisti sanitari, infermieri e oss non possono continuare a lavorare in un clima di paura – conclude Delli Carri –. Servono controlli, telecamere e misure concrete, non dichiarazioni di circostanza. Difendere chi cura deve diventare una priorità, non un tema da rimandare all’ennesima emergenza».

Dalla Regione più fondi per lo spettacolo dal vivo

LE RISORSE COMPLESSIVE DIVENTANO COSÌ 3 MILIONI

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Gli assessori Chiarelli e Tronzano: «Investire nello spettacolo dal vivo significa investire nella comunità e nella vitalità culturale dei nostri territori»

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La Giunta regionale del Piemonte ha approvato l’incremento di 1 milione di euro della dotazione finanziaria della misura “Aiuti allo spettacolo dal vivo”, portando a 3 milioni il totale delle risorse destinate al sostegno delle imprese culturali che operano in questo settore.

La misura, attivata nell’ambito del Programma regionale FESR 2021-2027, sostiene gli interventi di realizzazione, ampliamento, riqualificazione e ammodernamento tecnologico di teatri, sale e spazi destinati allo spettacolo dal vivo, oltre al miglioramento delle dotazioni tecniche e impiantistiche delle imprese professionali con sede in Piemonte.

L’incremento di risorse si è reso necessario a seguito del grande interesse e dell’elevato numero di domande pervenute in occasione del primo bando, che aveva già impegnato quasi integralmente la dotazione iniziale di 2 milioni di euro. Le nuove risorse permetteranno di sostenere ulteriori progetti e rafforzare la competitività del comparto culturale piemontese, favorendo la transizione sostenibile e digitale del sistema produttivo regionale.

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«La Regione Piemonte rinnova così il proprio impegno a sostegno della cultura e dell’impresa, due dimensioni che sempre più spesso dialogano e si rafforzano a vicenda – evidenziano gli assessori alla Cultura, Pari Opportunità e Politiche giovanili Marina Chiarelli, e al Bilancio, Finanze e Sviluppo delle Attività produttive Andrea Tronzano – Lo spettacolo dal vivo è un settore strategico, non solo per il valore artistico delle produzioni, ma anche per l’impatto economico, occupazionale e sociale che genera sui territori. Investire nello spettacolo dal vivo significa fatti investire nelle persone, nelle competenze e nella capacità del Piemonte di produrre cultura e innovazione. Con questo incremento vogliamo dare continuità a un percorso che valorizza teatri, compagnie, maestranze e professionalità, sostenendo la filiera culturale in tutte le sue componenti. La cultura è un motore di sviluppo e coesione: favorire la crescita delle imprese creative significa rendere più forte e competitivo l’intero sistema regionale».

«Queste risorse aggiuntive – concludono Chiarelli e Tronzano – sono un segnale concreto dell’attenzione della Regione verso chi, con professionalità e passione, anima palcoscenici grandi e piccoli, contribuendo alla crescita economica e sociale del Piemonte».

Nitto ATP Finals, esordio vincente per Alcarez e per Bolelli-Vavassori

All’Inalpi Arena ieri hanno preso il via le Nitto ATP Finals 2025, ed è stato subito un grande spettacolo sugli spalti e sul campo.

Nei primi match di doppio, vittoria del duo Granollers-Zeballos su Krawietz-Puetz (6-4 4-6 10-6) e dei beniamini di casa Bolelli-Vavassori, che si sono imposti su Cash-Glasspool per 7-5 6-3.

Nel singolare esordio vincente per il numero 1 Carlos Alcaraz, che ha superato Alex de Minaur con il punteggio di 7-6 6-2, mentre il numero 3 del ranking Alexander Zverev ha battuto in due set (6-3 7-6) Ben Shelton.

Oggi è il gran giorno dell’esordio dei due azzurri. Alle ore 14 scenderà in campo Lorenzo Musetti contro lo statunitense Taylor Fritz, alle 20.30 il detentore del titolo Jannick Sinner, che affronterà il canadese Felix Auger-Aliassime.

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Punta la pistola in faccia al professore, denunciato studente di 15 anni

Ha puntato la pistola in faccia al suo professore facendo il gesto di caricarla. L’episodio incredibile è successo all’istituto Peano di corso Venezia, in Borgo Vittoria. Lo studente di 15 anni ha poi “deposto” l’arma e si è  seduto al suo banco. Si trattava di una pistola giocattolo, ma priva dell’apposito tappo rosso per il riconoscimento. Il preside ha chiamato  la polizia che ha poi perquisito il ragazzo e lo ha denunciato per minacce.