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Il Po e i suoi quartieri: anime diverse lungo lo stesso fiume

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ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.
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In una Torino spesso raccontata attraverso le sue architetture monumentali e la sua anima industriale, il Po rappresenta la dimensione più intima e contemplativa della città. Un confine morbido tra natura e tessuto urbano, tra movimento e quiete, capace di offrire una lettura diversa dell’abitare contemporaneo.

Il Po scorre lento, silenzioso, mai invadente, eppure imprime un carattere preciso a tutto ciò che lo circonda. Vivere vicino al fiume non è soltanto una scelta abitativa, ma un vero e proprio stile di vita: significa abitare la città senza subirla, trovare uno spazio di respiro all’interno del ritmo urbano, ristabilire un rapporto quotidiano con il paesaggio.

L’acqua, in città, ha un valore che va ben oltre l’estetica. È luce che cambia durante il giorno, riflettendo il cielo e ammorbidendo i volumi architettonici. È aria che si muove e respira, un microclima naturale, uno scenario che rende gli spazi più vivibili, più umani. Abitare lungo il Po significa convivere con un paesaggio che non è mai statico: le stagioni si leggono nei colori delle rive, nei riflessi invernali o nelle ombre lunghe delle sere estive. Una presenza discreta ma costante, che accompagna la quotidianità senza sovrastarla.

Il Po come filo urbano

Il Po non attraversa Torino in modo neutro. La accompagna, la sfiora, la modella. E, nel farlo, incontra quartieri molto diversi tra loro, restituendo a ciascuno un’identità distinta. Vivere lungo il fiume significa scegliere non solo una vista privilegiata, ma un’atmosfera, un ritmo, un modo specifico di abitare la città.

Gran Madre: il salotto elegante sul fiume

Il tratto del Po che incontra Gran Madre è forse il più iconico. Qui il fiume dialoga con la monumentalità della chiesa, con i viali alberati e con una dimensione urbana composta, borghese, quasi parigina.

Abitare in questa zona significa vivere il Po come estensione naturale del proprio spazio domestico: una passeggiata mattutina lungo il fiume, una corsa al tramonto, uno sguardo che si posa sull’acqua prima di rientrare a casa. È il quartiere di chi cerca equilibrio, centralità e bellezza senza eccessi.

Crimea: residenzialità alta e silenzio

Poco più in alto, il Po lambisce la Crimea, una delle zone residenziali più riservate e prestigiose della città. Qui il fiume non è protagonista scenografico, ma presenza discreta, quasi protettiva.

Ville, palazzi immersi nel verde, strade tranquille: il Po diventa elemento di valore ambientale e simbolico. È il quartiere di chi sceglie la qualità della vita come priorità assoluta, lontano dal rumore ma perfettamente connesso al centro urbano.

Borgo Po e Cavoretto: tra città e collina

Nel tratto che accompagna Borgo Po e sale verso Cavoretto, il fiume dialoga con la collina. Qui l’abitare si fa più intimo, quasi sospeso tra piano e panorama.

È una zona di passaggio e di connessione: tra città e natura, tra il quotidiano e la dimensione più contemplativa. Il Po accompagna questa transizione, rafforzando l’idea di un vivere “a misura”, dove architettura e paesaggio convivono con naturalezza.

Il Valentino e San Salvario: il Po come spazio pubblico

Scendendo verso sud, il fiume incontra il Parco del Valentino e lambisce il quartiere di San Salvario. In questo tratto il Po diventa spazio pubblico, vissuto, attraversato, condiviso.

Il parco restituisce al fiume una dimensione sociale e culturale: studenti, famiglie, sportivi, cittadini di ogni età. È il volto più dinamico del Po, quello che racconta una città viva, in movimento, capace di mescolare energie e funzioni diverse.

I Murazzi: memoria e trasformazione

Infine, i Murazzi del Po. Un luogo che per anni ha incarnato la notte torinese, la movida, l’eccesso, ma che oggi si prepara a una nuova identità. Qui il Po è stato confine e movimento; oggi diventa opportunità di rigenerazione urbana.

Per lungo tempo i Murazzi hanno rappresentato l’altra faccia del fiume: rumorosa, informale, notturna. Una stagione intensa che ha lasciato il segno, ma che ha anche mostrato criticità legate al degrado e alla convivenza con il contesto residenziale. Oggi, però, il racconto sta cambiando.

Il progetto di riqualificazione annunciato dal Comune di Torino segna un passaggio simbolico importante: non una semplice riapertura, ma una ridefinizione profonda del rapporto tra città e fiume.

L’obiettivo è restituire i Murazzi come spazio pubblico continuo, vissuto durante tutto l’arco della giornata. Meno concentrazione di locali notturni, più funzioni ibride: attività culturali, ristorazione di qualità, botteghe creative, spazi per lo sport leggero e il tempo libero. Il fiume torna così a essere paesaggio urbano, non semplice sfondo.

Un nuovo modo di abitare il lungo Po

Questa trasformazione ha un impatto diretto sull’abitare. I quartieri affacciati sul Po — da Gran Madre alla Crimea — vedono rafforzarsi la loro vocazione residenziale di pregio, sempre più legata alla qualità dello spazio urbano e al benessere quotidiano.

I Murazzi diventano una cerniera tra centro e natura, tra memoria storica e progetto contemporaneo, tra vita sociale e quiete residenziale. Una visione più matura, più europea, che guarda ai waterfront urbani come infrastrutture culturali e ambientali.

Vivere vicino al fiume significa scegliere una relazione diversa con la città: più profonda, più armonica, più autentica.

C’è anche un valore simbolico, quasi archetipico. L’acqua è passaggio, trasformazione, continuità. Non a caso le città più affascinanti si sono sviluppate lungo i fiumi. Il Po, in questo senso, è memoria viva: ha visto cambiare Torino, ne ha accompagnato le trasformazioni, restando fedele a se stesso.

Il Po non uniforma: distingue. Attraversa la città come una linea continua che cambia voce a ogni quartiere. Ed è proprio questa la sua forza: offrire molte possibilità di abitare senza perdere coerenza. In una Torino che riscopre il valore dei suoi spazi d’acqua, il Po continua a essere non solo un elemento geografico, ma un vero luogo dell’anima urbana.

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Montagna, piste da sci sicure: “E’ la priorità”

 

L’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna e Sistema Neve, Marco Gallo: “La sicurezza è la priorità assoluta: investiamo per garantire impianti affidabili e aree sciabili sempre più sicure”

La Regione Piemonte rafforza il proprio impegno sulla sicurezza delle aree sciabili e degli impianti di risalita, stanziando 4,5 milioni di euro a sostegno delle spese sostenute dalle stazioni sciistiche piemontesi per la stagione invernale 2024/2025.
Il bando, che chiuderà il prossimo 16 febbraio, è rivolto alle microstazioni e alle grandi stazioni sciistiche piemontesi, in attuazione della legge regionale n. 2/2009.

Le risorse sono destinate in via prioritaria agli interventi di tutela della salute, garanzia e mantenimento delle condizioni di sicurezza sulle piste e nelle aree sciabili, oltre che al sostegno delle spese di funzionamento, indispensabili per la gestione ordinaria e straordinaria degli impianti di risalita e delle piste di fondo. Un investimento concreto che mira a rafforzare i presìdi di sicurezza, la manutenzione delle infrastrutture e la qualità complessiva dell’offerta turistica invernale.

Nel dettaglio, 4,41 milioni di euro sono destinati agli interventi a favore delle imprese che gestiscono le stazioni sciistiche, mentre 90 mila euro sono riservati ai Comuni, che in alcuni contesti più piccoli e locali gestiscono direttamente la stazione sciistica. Il bando sostiene le spese legate alla sicurezza e alla salute degli utenti, e quelle di gestione, con procedure semplificate e tempistiche certe.

«La sicurezza sulle piste e negli impianti non è negoziabile – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna e al Sistema Neve, Marco Gallo –. Con questo stanziamento la Regione Piemonte interviene in modo puntuale per garantire standard elevati di sicurezza, sostenere chi gestisce quotidianamente le stazioni sciistiche e tutelare sciatori, famiglie e operatori. È una scelta di responsabilità che mette al centro le persone e rafforza la credibilità del nostro sistema neve».

A completamento dell’intervento, il bando regionale sostiene anche le spese legate all’innevamento programmato, riconosciuto come elemento fondamentale per garantire migliori condizioni di sicurezza sulle piste, continuità della stagione sciistica e qualità dell’offerta turistica, soprattutto in un contesto climatico sempre più complesso.

Il sostegno regionale riguarda sia le microstazioni di interesse locale, che svolgono un ruolo essenziale per le comunità montane e per la fruizione di prossimità, sia le grandi stazioni, chiamate a garantire standard elevati di sicurezza, gestione e servizio in presenza di flussi turistici importanti.

L’obiettivo è duplice: da un lato assicurare che le stazioni sciistiche piemontesi operino nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e tutela della salute degli utenti; dall’altro sostenere un comparto strategico per l’economia montana, che contribuisce a contrastare lo spopolamento, a mantenere viva l’occupazione locale e a rendere le montagne piemontesi attrattive per residenti e visitatori.

 

cs

Istituto Italiano di Cultura di Parigi: focus sul teatro Stabile di Torino

Ha riscosso un notevole successo il primo appuntamento del focus che l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi ha deciso di dedicare al Teatro Stabile di Torino  e in particolare al suo direttore artistico junior, Diego Pleuteri.
Martedì 13 gennaio scorso è  andata in scena la pièce scritta da Pleuteri, diretta da Leonardo Lidi, regista residente del TST, e interpretata da Alessandro Bandini e Adolfo De Vreese. Si è trattato di una commedia sull’amore nel XXI secolo che, forte del successo riscosso in Italia negli ultimi due anni, si è affacciata per la prima volta sulla scena europea, raggiungendo la capitale francese.
Questo speciale capitolo di programmazione, dedicato ai talenti emergenti della produzione teatrale italiana,  porterà a giugno nei saloni aulici dell’Hotel de Galliffet, storica sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, altri due testi di Pleuteri, “Tutto in me è amore” il 9 giugno prossimo , scritto in occasione del centenario della morte di Piero Gobetti, prossimo al debutto torinese del 27 gennaio, e “Madri” (17 giugno), già vincitore del Premio Internazionale per la drammaturgia Eurodram.
Sempre a giugno sono previsti due appuntamenti dedicati a Matthias Martelli e Dario Fo, di cui nel 2026 si celebra il centenario della nascita, con lo storico allestimento di “Mistero Buffo” ( 10 giugno) e la nuova produzione del TST Lu Santo Jullàre Françesco (11 giugno), realizzato per gli ottocento anni del patrono d’Italia.

Mara   Martellotta

Travolto da un grosso ramo sul lavoro: muore operaio nel Torinese

È stato colpito da un grosso ramo mentre stava lavorando: morto operaio 39enne. È l’ennesima tragedia sul lavoro nel Torinese, successa questa volta a San Francesco al Campo quando l’uomo stava potando delle piante in un terreno privato di via Costa. Il collega ha lanciato subito l’allarme: l’elisoccorso è arrivato sul posto, ma l’operaio – in codice rosso – è morto poco dopo il trasporto al Cto di Torino. Secondo le ricostruzioni della polizia locale e degli ispettori Spresal dell’Asl To4, lavorava per una ditta di Barbania. Indagini in corso per chiarire la dinamica della tragedia.

VI.G

Pandoro Gate: Regina Margherita e Uova di Pasqua. Come si chiude l’inchiesta su Chiara Ferragni

Si conclude uno dei casi più discussi e seguiti degli ultimi anni, che ha intrecciato cronaca giudiziaria, comunicazione e costume mediatico. Il cosiddetto “Pandoro Gate”, esploso alla fine del 2023 e che ha coinvolto l’impero imprenditoriale di Chiara Ferragni, arriva oggi al suo epilogo: l’imprenditrice digitale è stata prosciolta da ogni addebito in sede penale.

La decisione dei giudici

Dopo una lunga fase di accertamenti condotti dalla Procura di Milano, focalizzati sulle ipotesi di truffa aggravata legate alle iniziative commerciali del pandoro Balocco “Pink Christmas” e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi, il tribunale ha stabilito che non sussistono gli elementi per configurare un reato. Nelle motivazioni viene esclusa l’esistenza di un disegno fraudolento o di una strategia finalizzata a trarre in inganno i consumatori.

Pur riconoscendo criticità nella gestione della comunicazione — già sanzionate in sede amministrativa dall’Antitrust — la giustizia penale ha chiarito che le donazioni dichiarate, comprese quelle destinate al Regina Margherita di Torino, risultavano pianificate o realmente effettuate e che la struttura dell’operazione commerciale non integra gli estremi di truffa.

Beneficenza e attività commerciale: il nodo centrale

L’origine della vicenda risale alla contestazione, da parte dell’Autorità garante, di una possibile ambiguità tra il prezzo maggiorato dei prodotti e la reale entità delle donazioni destinate alla beneficenza. Secondo l’ipotesi iniziale, i consumatori avrebbero potuto credere che l’intero ricavato delle vendite fosse devoluto a fini solidali, mentre in realtà la donazione era stata stabilita a monte in misura fissa dall’azienda produttrice.

I magistrati hanno però ritenuto che, sebbene vi siano stati errori di chiarezza comunicativa — già oggetto di sanzioni amministrative — non sia emersa la volontà di porre in essere un comportamento penalmente rilevante. L’operazione, quindi, è stata giudicata lecita sotto il profilo penale.

La reazione di Chiara Ferragni

Dopo la decisione, Chiara Ferragni ha affidato ai social il suo commento: “Si chiude un periodo difficile che ha segnato profondamente la mia vita”, ha dichiarato, ribadendo la fiducia nella giustizia e la volontà di tornare a concentrarsi sul lavoro e sulla sfera privata. Nelle ore successive sono comparsi scatti che la ritraggono insieme alla madre Marina Di Guardo, figura centrale nel sostegno durante questi mesi complessi.

Il ruolo del Regina Margherita

Tra gli aspetti più delicati del caso figurava il coinvolgimento dell’Ospedale Regina Margherita di Torino. La sentenza chiarisce che il legame solidale con la struttura non è stato fittizio e che i contributi promessi risultano reali, allontanando definitivamente l’idea che l’ospedale fosse stato utilizzato solo come strumento di marketing.

L’intesa con il Codacons

Un elemento decisivo per la chiusura del procedimento è stata la revoca della querela da parte del Codacons, che aveva inizialmente promosso l’azione legale. La rinuncia è arrivata a seguito di un accordo transattivo che ha visto Chiara Ferragni assumere impegni concreti: il versamento di 200 mila euro all’associazione e la disponibilità a concedere gratuitamente la propria immagine per future iniziative di solidarietà sociale.

CRISTINA TAVERNITI

Vallette, Canalis (Pd): “Da ottobre 2025 manca il pediatra”

Il distretto nord ovest dell’Asl città di Torino continua ad essere nell’occhio del ciclone. Dopo i problemi sui presidi territoriali di Via del Ridotto, Via le Chiuse e Via Foligno, il territorio delle circoscrizioni 5 e 4 vive una nuova emergenza. Da ottobre non c’è più nessun pediatra nel quartiere Vallette e 250 bambini devono spostarsi per ricevere le cure. Alla faccia dell’attenzione alla medicina territoriale e alle periferie. Già nel 2018 il quartiere Vallette era rimasto senza pediatra, ma nel giro di qualche mese l’Asl aveva trovato un professionista che aprisse l’ambulatorio almeno qualche ora la settimana, per venire incontro alle famiglie non automunite e risparmiare ai bambini malati un viaggio sui mezzi pubblici. Adesso ci risiamo. In un quartiere di 13.000 abitanti, con età media di 45 anni (inferiore alla media cittadina di 47), non c’è più neppure questo parziale servizio settimanale e genitori e nonni devono cavarsela da soli.

La prospettiva del varo delle AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) a inizio 2026 aveva dato qualche speranza. Si pensava che col maggior coordinamento tra i pediatri di libera scelta, generato dalle AFT, si sarebbe trovata una soluzione anche per Vallette.

Purtroppo, però, ad oggi la AFT dei pediatri del distretto nord ovest non è ancora stata costituita, a dispetto dei reiterati annunci dell’assessore regionale Riboldi.

Non ci sono nè l’AFT nè il pediatra a Vallette. C’è solo molto sconforto e senso di abbandono, in una delle periferie più estreme della città.

Se il buongiorno si vede dal mattino, anche nel 2026 la giunta Cirio continuerà a trascurare drammaticamente la medicina territoriale, quella più capillare e prossima alle famiglie.

Monica CANALIS – consigliera regionale PD

Il Comune di Chieri diffida Enel Sole 

“A fronte dei guasti che si sono verificati in piazza Mazzini, in via Carlo Alberto – annuncia il Sindaco Alessandro Sicchiero – abbiamo inviato una formale diffida a Enel Sole contestando il mancato rispetto dei tempi di manutenzione, il mancato riscontro alle richieste formulate negli uffici comunali e la volontà dell’amministrazione di applicare le penalità previste dal contratto di servizio. Non possiamo accettare che alcune zone del centro cittadino siano lasciate al buio, mettendo a rischio l’incolumità fisica dei residenti e degli utenti della strada, oltre a creare un problema di mancanza di sicurezza”.

Nella lettera di diffida si precisa anche che in data 29/12/2025, 07/01/2026 e 12/01/2026 sono state inviate reiterate segnalazioni relative ai guasti di piazza Mazzini, sia telefonicamente sia via email, dai servizi dell’area Opere Pubbliche e Patrimonio, senza aver ricevuto alcun riscontro formale da parte di Enel Sole.

“Appresa la notizia di quanto accaduto in piazza Mazzini, ci siamo attivato sollecitando l’intervento urgente di Enel Sole – aggiunge ,’assessore alla sicurezza e al commercio Biagio Fabrizio Carillo – il comando della Polizia locale ha organizzato passaggi delle pattuglie negli orari serale nelle zone interessate dal blackout”.

Quello della sicurezza urbana è un tema importante che non può essere sottovalutato.

“Siamo consapevoli che non si tratta di problemi occasionali e che non possiamo più accettare il ripetersi di situazioni che recano danno a cittadini ed esercenti – commenta l’assessora ai Lavori Pubblici Daniela Sabena – guasti di questo tipo si sono verificati più volte in diverse zone della città, ad esempio in via San Filippo, via IV novembre, via della Pace, piazza Gerbido e un aperte di via San Giorgio. Come Amministrazione abbiamo consegnato un Piano per l’illuminazione pubblica al fine di censire i quadri di alimconsegnato i punti luce presenti sul territorio comunale, e studiare le soluzioni di ammodernamento e efficientamento più opportune”.

Mara Martellotta

Ginecologia oncologica: Sant’Anna e Mauriziano eccellenze mondiali

Torino entra ufficialmente nell’élite mondiale della ginecologia oncologica. La European Society of Gynaecological Oncology (ESGO) ha conferito al presidio ospedaliero Sant’Anna – Città della Salute e della Scienza di Torino ed al presidio ospedaliero Umberto I – AO Ordine Mauriziano di Torino il prestigioso accreditamento europeo come Centro di Formazione in Ginecologia Oncologica, riconoscendone la qualità clinica, scientifica e didattica.

Un riconoscimento di altissimo profilo che inserisce i due presidi torinesi tra i pochi centri al mondo abilitati alla formazione specialistica nel settore e che conferma il ruolo sempre più centrale della città nella cura e nella ricerca contro i tumori ginecologici.

Le evidenze scientifiche dimostrano che le donne con tumori ginecologici trattate da ginecologi oncologi in centri di riferimento hanno una sopravvivenza maggiore e una migliore qualità di vita. Il/La Ginecologo/a Oncologo/a è uno/a specialista in Ginecologia e Ostetricia con una formazione avanzata che garantisce una presa in carico completa – dalla diagnosi alla terapia, fino al follow-up – grazie ad un percorso formativo dedicato e multidisciplinare.

L’ESGO ha sviluppato un programma europeo di formazione in ginecologia oncologica che può essere erogato solo da centri accreditati, ovvero strutture in grado di soddisfarne tutti i requisiti. L’accreditamento è concesso solo a chi rispetta criteri particolarmente stringenti in termini di adeguata casistica oncologica, multidisciplinarietà e attività di ricerca comprovate. La verifica avviene attraverso una valutazione indipendente da parte di esperti internazionali ESGO, incaricati di certificare il rispetto degli standard formativi.

Alla visita torinese degli esperti del comitato di accreditamento ESGO, professor Pawel Knapp e dottor Andrej Cokan, hanno preso parte il professor Stefano Cosma, responsabile del percorso formativo all’ospedale Sant’Anna, e la professoressa Annamaria Ferrero, responsabile del percorso formativo all’ospedale Mauriziano Umberto I, insieme alla professoressa Chiara Benedetto, Past-President del Board and College Europeo di Ginecologia e Ostetricia e promotrice dell’iniziativa in collaborazione con il professor Paolo Fonio, Direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Torino, cui afferiscono i docenti del settore Ginecologia e Ostetricia. I valutatori hanno incontrato anche i tutor di ginecologia oncologica ed i rappresentanti delle altre specialità coinvolte nella gestione multidisciplinare delle pazienti, oltre a prendere visione delle attività cliniche, dei percorsi formativi, dei progetti di ricerca e delle strutture dedicate presenti nei due ospedali.

La rete formativa integrata garantisce un percorso completo di presa in carico della paziente oncologica, grazie alla presenza di unità specialistiche dedicate alla chirurgia oncologica e oncoplastica, alla radiodiagnostica avanzata, alla radioterapia e brachiterapia, alla chemioterapia, alla psico-oncologia ed alle cure palliative. Sono inoltre attivi ambulatori dedicati al follow-up oncologico, ai tumori ginecologici ereditari, alle tecniche di preservazione della fertilità ed alla procreazione medicalmente assistita nelle pazienti oncologiche, così come i percorsi per la gestione delle gravidanze in corso di tumore o successive alla malattia.

In qualità di centro universitario — primo in Italia ad aver ottenuto l’accreditamento europeo per la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia — il polo torinese offre ai futuri sub-specialisti in ginecologia oncologica opportunità formative uniche. Tra queste: il REC – Research & Educational Center, primo centro europeo di simulazione clinico-chirurgica dedicato specificamente alla Ginecologia e Ostetricia, fondato nel 2012 dalla professoressa Chiara Benedetto; il corso permanente di chirurgia anatomica dissettiva FAST (Female Anatomical Surgery for Trainees), basato su un modello innovativo di training anatomico-chirurgico.

Accanto all’attività clinica e formativa, il gruppo universitario torinese è fortemente impegnato nella ricerca clinica e preclinica, con numerosi studi attivi nei campi della diagnosi precoce, dell’innovazione chirurgica e dei trattamenti medico-chirurgici personalizzati.

Con l’accreditamento ESGO il Sant’Anna e il Mauriziano Umberto I consolidano il proprio ruolo di riferimento nella lotta ai tumori ginecologici, ponendosi come modello di integrazione tra cura, formazione e ricerca.

Il prestigioso riconoscimento della European Society of Gynaecological Oncology è motivo di particolare orgoglio per l’Università di Torino non solo perché conferma l’eccellenza delle nostre docenti e dei nostri docenti e il loro impegno lungimirante nel garantire una formazione avanzata di qualità, ma anche perché proietta il nostro Ateneo in una dimensione sempre più internazionale e competitiva: ricevere un accreditamento europeo in ambito formativo significa attrarre talenti, anche dall’estero, che sceglieranno di formarsi qui, contribuendo a costruire un ecosistema virtuoso in cui ricerca, formazione e pratica clinica si incontrano. È questa la chiave per generare sviluppo, innovazione e competitività per il territorio e migliorare la salute e la qualità della vita di tutte e tutti” dichiara Cristina Prandi, Magnifica Rettrice dell’Università di Torino.

Un grande riconoscimento aver ricevuto l’accreditamento ESGO quale Centro di Formazione in Ginecologia Oncologica, che conferma il ruolo a livello nazionale ed internazionale del nostro ospedale Sant’Anna nella cura e nella ricerca contro i tumori ginecologici. Assistenza clinica, ricerca e didattica: questi i tre punti di forza che contraddistinguono i nostri ospedali. Per questo voglio complimentarmi con i nostri professionisti che ogni giorno garantiscono al meglio una risposta appropriata al bisogno di salute di tutte le nostre pazienti” commenta Livio Tranchida, Direttore Generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Per il Mauriziano essere il primo ospedale in Piemonte, insieme al Sant’Anna, a conseguire questo accreditamento – commenta Franca Dall’Occo, Direttore Generale dell’AO Ordine Mauriziano di Torino – significa rafforzare una sanità pubblica che investe in tecnologie avanzate, in modelli organizzativi innovativi e in ricerca applicata, trasformando l’eccellenza professionale in valore concreto per le donne e per il territorio. All’interno della rete torinese e universitaria, il Mauriziano conferma la propria vocazione a essere un luogo in cui cura, formazione e innovazione procedono insieme, con un unico obiettivo: migliorare la qualità e gli esiti delle cure oncologiche ginecologiche”.

L’accreditamento ESGO conferma l’eccellenza clinica, formativa e scientifica del nostro polo e rappresenta il risultato del lavoro di un’équipe altamente specializzata che ogni giorno, con entusiasmo, si adopera per garantire percorsi di cura di alta qualità alle pazienti” dichiara Stefano Cosma, Responsabile del Percorso formativo all’Ospedale Sant’Anna.

Sono onorata dell’accreditamento ESGO per la formazione in Ginecologia Oncologica, perché non solo è un riconoscimento delle capacità formative delle Divisioni Universitarie di Torino, ma anche delle competenze nel prendersi cura delle pazienti affette da neoplasie ginecologiche” dichiara Annamaria Ferrero, Responsabile del Percorso formativo all’ospedale Mauriziano Umberto I.

Questo riconoscimento europeo rappresenta un traguardo di grande valore per tutto il nostro settore. È il frutto di anni di investimenti mirati e di un impegno costante per offrire ai futuri ginecologi oncologi un percorso formativo sempre più strutturato, allineato agli standard internazionali, misurabile attraverso indicatori oggettivi e rafforzato da un’integrazione multidisciplinare reale. Siamo profondamente soddisfatti: l’esito della valutazione conferma che la strada intrapresa è quella giusta e stimola a proseguire con ancora maggiore determinazione” commenta Chiara Benedetto, Past-President del Board and College Europeo di Ginecologia e Ostetricia e Professoressa Emerita di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Torino.

cs

Due arresti per droga a Madonna di Campagna

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino italiano ed uno albanese, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

 

Nell’ambito dei servizi implementati dalla Polizia di Stato nelle aree più sensibili della città, tra le quali quella delle “Torri”, già oggetto di recenti attività di polizia, al fine di contrastare le diverse forme di illegalità, durante un controllo svolto nel quartiere “Madonna di Campagna”, gli investigatori della Squadra Mobile hanno notato un’autovettura con un uomo a bordo percorrere Corso Cincinnato e fermarsi in Via Lucca. Poco dopo, il conducente è stato avvicinato da una persona a bordo di un’altra macchina. Gli agenti si sono accorti che i due uomini, fingendo di chiacchierare, si scambiavano una busta con all’interno sostanza stupefacente, per poi ripartire con le due auto accodandosi l’una all’altra in maniera non casuale.

 

Dal controllo, i due sono stati trovati in possesso di oltre 500 grammi di cocaina e di una somma di denaro probabile provento dell’attività illecita, oltre che di vario materiale per il confezionamento della sostanza.

Dal ghetto di Terezín al palcoscenico

L’ opera simbolo di speranza viene presentata nel Giorno della Memoria al Piccolo Regio Puccini con le giovani voci del Teatro Regio

“Brundibár”

Il Teatro Regio che, da anni, partecipa alle iniziative legate al Giorno della Memoria, propone sabato 24 e domenica 25 gennaio alle ore 16, un’opera per bambini dal titolo “Brundibár” di Hans Krása, su libretto di Adolf Hoffmeister, nella versione in lingua italiana di Clara e Daria Domenici.

Lo spettacolo sarà introdotto da una presentazione e da una proiezione del documentario “Terezín, la città che Hitler regalò agli ebrei”, a cura di Michele Bongiorno, con la regia di Jan Roncà. Lo spettacolo avrà una durata di un’ora e quindici minuti ed è rivolto ad un pubblico di bambini a partire dai dieci anni. Giovanissimi anche gli interpreti delle parti cantate, tutte scritte per voci bianche.

Brundibár va in scena al Piccolo Regio Puccini nell’ambito della stagione al Regio “In famiglia” sia sabato 24 sia domenica 25 gennaio alle ore 16 e in tre appuntamenti riservati alle scuole martedì 27, mercoledì 28 e venerdì 30 gennaio alle ore 10.30, quest’ultima data aggiunta a grande richiesta, dopo il tutto esaurito dei primi due.

A firmare la regia dello spettacolo è Matteo Anselmi, i costumi sono di Laura Viglione e leluci di Lorenzo Maletto. Il maestro Claudio Fenoglio accompagnerà al pianoforte, dirigendo i Solisti del Coro di Voci Bianche del Regio e il Coro di Voci Bianche del Teatro.

La produzione del Teatro Regio, realizzata interamente con i giovani Solisti del Coro di Voci bianche e il Coro di Voci bianche diretto da Claudio Fenoglio, rappresenta un progetto unico che celebra la musica come linguaggio universale e strumento di memoria. In scena i ragazzi non soltanto interpretano Brundibár, ma trasmettono anche una narrazione di speranza che coinvolge diverse generazioni.

La regia di Matteo Anselmi intreccia l’immaginario dell’infanzia con le sfide della realtà, trasformando lo spettacolo in un’esperienza intensa e formativa per il pubblico come per gli interpreti e mettendo in luce il talento e il lavoro dei giovani artisti del Regio. Si tratta di un’opera per bambini eseguita da bambini.

La memoria della Shoah ancora oggi evoca immagini terribili di prigionieri ridotti allo stremo, bambini con i numeri incisi sulla pelle, file interminabili di baracche, l’orribile scritta “Il lavoro rende liberi”, che sovrasta il campo di sterminio di Auschwitz. L’immensa macchina di annientamento nazista coinvolse anche altre realtà meno note, come il ghetto modello di Terezín ( Theresienstadt), dove l’apparente normalità celava un disegno atroce.

Questa fortezza, vicino a Praga, fu costruita nel 1780 dall’imperatore Giuseppe II come tributo alla madre Maria Teresa. Nel 1941 il governo nazista trasformò la città in un campo per ebrei ritenuti non idonei al lavoro forzato e destinati ai campi di sterminio. La città fortificata fu trasformata in un ghetto modello ma, nonostante un’apparente facciata di vita sociale e culturale, con spettacoli, concerti e rappresentazioni artistiche, al suo interno si consumavano  condizioni disumane di sovraffollamento, fame e malattia che causarono un numero impressionante di decessi. Dei 141mila prigionieri passati per Terezín, circa 33.500 morirono nel ghetto, la restante parte fu deportata verso i campi di sterminio. Tra i prigionieri  si contadino anche 15 mila bambini, di cui pochissimi sopravvissero.

Il ghetto accolse, oltre ai deportati provenienti da ogni angolo d’Europa, anche intellettuali e artisti di fama internazionale, scrittori, poeti, musicisti, attori e, contrariamente alle aspettative, l’attività culturale non si spense ma fu incoraggiata dai nazisti come mezzo di propaganda. Terezín divenne, tra spettacoli teatrali, opere e concerti, teatro di una resistenza creativa, in cui l’arte si contrapponeva alla disperazione.

Quando nel 1944 la Croce Rossa Internazionale effettuò un’ispezione programmata dalle autorità naziste, lo scopo era quello di mostrare un’immagine fittizia di normalità, negozi finti, scuole improvvisate e falsi spazi pubblici che furono allestiti per ingannare i visitatori. Terezín divenne persino oggetto di un documentario di propaganda dal titolo “ Il Führer dona una città agli ebrei”, che mostrava un’apparente vita serena. Ma Terezìn era solo una tappa verso l’abisso di Auschwitz. Lo scrittore e musicista Viktor Ullman descrisse questa lotta come il tentativo di “trovare ordine nel caos attraverso l’arte”.

Fra le creazioni artistiche più celebri nate a Terezìn spicca l’opera per bambini Brundibár,  composta dal musicista Hans Krása su libretto del poeta Adolf Hoffmeister.

Hans Krása, nativo di Praga, era un compositore di talento formatosi tra Parigi e Berlino, poi deportato a Terezín e quindi a Auschwitz,  dove perse la vita nel 1944. L’opera fu scritta nel 1938 per un concorso musicale, ma l’occupazione nazistane impedì l’esecuzione pubblica. La prima rappresentazione avvenne nel 1941 presso un orfanotrofio ebraico di Praga e successivamente fu eseguita più di cinquanta volte a Terezìn, divenendo simbolo di speranza e resistenza per i piccoli prigionieri, fatto rilevante Hoffmeister, l’unico sopravvissuto del cast iniziale. Invitato a Londra per ricevere un premio proprio per Brundibár, sfuggì all’arresto e alla deportazione. Il valore simbolico di Brundibár supera il contesto narrativo: l’opera, pur nella sua semplicità, rappresenta il trionfo della solidarietà e dell’innocenza contro l’oppressione e il male. Brundibár, figura subdola e ingannatrice, è spesso indicata come l’incarnazione del dittatore nazista, mentre i bambini riaffermano la loro dignità umana e la forza della speranza.

“In famiglia 2025-2026” presenta spettacoli, opere e concerto pensati per il pubblico più giovane e per i nuclei familiari con condizioni di biglietteria dedicate. Accanto a titoli inerenti a questa linea, sono proposte versioni pocket di capolavori di repertorio, per avvicinare al mondo del teatro musicale. Il prossimo appuntamento sarà con “Il Piccolo Principe”, opera per bambini di Pierangelo Valtinoni su libretto di Paolo Madron, in scena il 13,14, 15 e 22 marzo e il 18 e 19 di aprile prossimi.

Biglietti: ridotto under 16 – 10 euro / intero 20 euro. Con il carnet a libera scelta, sono proposti quattro spettacoli al costo totale di 80 euro. Il carnet include l’ingresso per un adulto e un bambino, consentendo di scegliere liberamente tra le varie proposte in cartellone. In vendita online e presso i punti Vivaticket

Info: www.teatroregio.torino.it – Teatro Regio – piazza Castello 215, Torino – telefono: 0118815241 – 8815242 – biglietteria@teatroregio.torino.it

Mara Martellotta