ilTorinese

Pensione integrativa? Oppure è meglio il “fai da te”?

 

di Gianluigi De Marchi *

 

I più pessimisti prevedono che tra qualche decennio l’INPS non sarà più in grado di erogare le pensioni a tutti.

I più ottimisti pensano che con una pensione integrativa si potrà sopperire alle ridotte entrate pensionistiche pubbliche.

Nessuno pensa che l’attuale sistema possa garantire in futuro un trattamento almeno uguale quello attuale, perché la continua riduzione degli “attivi” (cioè chi paga i contributi sociali) rispetto agli “inattivi” (cioè chi incassa le pensioni) è tale per cui lo sbilancio inevitabilmente comporterà conseguenze nel ricalcolo delle erogazioni a chi va in quiescenza.

 

 

Il problema pensione è particolarmente grave per chi oggi ha tra i venti e i quarant’anni, e tutte le simulazioni che sono predisposte dagli esperti lo dimostrano.

E’ quindi sempre più urgente pensare di costruirsi una pensione “personale” se non vogliamo arrivare al termine dell’attività lavorativa poveri (oppure se non vogliamo lavorare per sempre) utilizzando gli strumenti a disposizione che consentono di costruire una previdenza complementare.
Si può far ricorso agli strumenti “istituzionali” (fondi pensione e Piani Individuali pensionistici), oppure ad una sorta di “fai da te”, programmando investimenti in grado di erogare a scadenza una rendita.

 

1-La previdenza integrativa

 

E’ basata su un sistema di forme pensionistiche incaricate di raccogliere il risparmio mediante il quale, al termine della vita lavorativa, si potrà beneficiare di una pensione complementare.

Comprende i fondi pensione (“secondo pilastro”) ed i piani pensionistici individuali (“terzo pilastro”):

I fondi chiusi di origine “negoziale” sono istituiti dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale. I contributi sono versati dal lavoratore e dall’azienda e beneficiano di un trattamento fiscale agevolato sulle plusvalenze conseguite dalla gestione.
I fondi aperti sono istituiti da banche, imprese di assicurazioni, società di gestione del risparmio e società d’intermediazione mobiliare cui possono aderire tutti i lavoratori, compresi quelli autonomi.
I Piani pensionistici individuali (PIP) sono contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale. Con il PIP, il lavoratore versa periodicamente una quota del suo reddito, accumulando nel tempo un capitale che gli sarà restituito (sotto forma di rendita mensile) dal momento in cui andrà in pensione.

In tutte queste forme la rendita garantisce la reversibilità (cioè il pagamento al coniuge) di una quota della pensione in caso di decesso del beneficiario. E’ possibile anche chiedere il riscatto anticipato del capitale maturato in casi gravi (invalidità permanente, disoccupazione per più di 48 mesi, morte). Si possono inoltre ottenere somme parziali (anticipazioni) prima dell’età pensionabile nel caso di acquisto o ristrutturazione della prima casa, o per altre necessità (ma solo dopo 8 anni dall’adesione) o per sostenere spese mediche gravi ed urgenti.

Date le finalità previdenziali, la fiscalità è favorevole: è prevista la deducibilità dei versamenti fino ad un massimo di 5.164,57 euro l’anno, e le plusvalenze realizzate dal capitale sono tassate al 20% (anziché al 26% di aliquota “ordinaria”). Infine, al momento del pensionamento, è possibile chiedere il 50% del capitale accumulato con incasso immediato, beneficiando della pensione per un importo ovviamente ridotto.

A fronte di questi benefici, occorre però considerare alcuni aspetti critici del sistema, in particolare i costi elevati (specie per i fondi aperti ed i PIP), calcolati dalla COVIP (l’ente che sovraintende l’attività del settore della previdenza complementare) in circa il 2-3% annuo.

E’ stato calcolato che un costo medio del 2% può ridurre il capitale accumulato dopo 35 anni di partecipazione al piano pensionistico di circa il 18%. Chi sceglie un Pip al posto di un fondo di categoria si condanna a una pensione complementaredefalcata dal 20 al 40% circa.

 

2- La previdenza “fai da te”

 

Esistono alternative alla previdenza integrativa per garantirsi una serena vecchiaia con una pensione sufficiente?

La risposta è , pur se con alcune precisazioni importanti da mettere in evidenza.

Una prima soluzione è di tipo assicurativo, costituita da polizze “finanziarie” che offrono l’accumulo del capitale svincolato dallarigida normativa previdenziale (che proibisce l’incasso integrale del capitale accumulato), ma che non godono delle agevolazioni fiscali non essendo previdenziali. Si può ottenere una rendita vitalizia a partire dalla data che si preferisce, addirittura a partire dalla stipula (rendite immediate).

Una seconda soluzione è di tipo finanziario “puro”, realizzabile attraverso un PAC (Piano d’accumulo del capitale) in un fondo comune d’investimento. In questo caso i costi sono nettamente inferiori (intorno all1%), ma il risultato non è garantito (un fondo potrebbe anche perdere valore per le oscillazioni dei titoli) e soprattutto non garantisce una rendita vitalizia ma solo una rendita legata ai risultati conseguiti: in pratica, il capitale potrebbe esaurirsi prima della morte del titolare, lasciandolo con la sola pensione INPS.

Meglio un fondo pensione od un fondo comune?

La risposta unica e sicura non c’è, in quanto dipende dall’obiettivo di chi cerca una rendita, dalla sua situazione familiare, dalle sue disponibilità.

Certo, nella fase di accumulo il ricorso al fondo comune è preferibile, in quanto consente di giungere a cifre più elevate; ma nella fase di utilizzo, il fondo pensione è preferibile perché dà la garanzia del vitalizio. E comunque non va sottovalutato il fatto che la rendita è garantita e che è indicizzata nel tempo solo in misura crescente.

Per contro, il fondo pensione, al decesso dell’assicurato e dell’eventuale beneficiario supplementare estingue il capitale, mentre un fondo comune rimane a disposizione degli eredi per la parte non utilizzata.

La soluzione ideale quindi è un “mix” dei due strumenti che consenta di mediare le diverse esigenze; come sempre, la diversificazione è la risposta giusta ai problemi finanziari.

 

3- Una soluzione innovativa: i BTPppi

 

Una forma innovativa, infine (ma è ancora da realizzare, trattandosi al momento di uno studio teorico) (1) è quella di emissioni di Buoni del Tesoro riservati ai futuri pensionati, icosiddetti BTPppi i quali, a differenza dei BTP normali, permetterebbero di costruire dei flussi di cassa utili alle necessità pensionistiche del sottoscrittore.

Il titolo sarebbe una sorta di salvadanaio in cui si metterebbero, con acquisti periodici, i risparmi per i 30-40 anni di vita lavorativa. Al momento della pensione lo Stato restituirà per un periodo di 15-20 anni una rendita, partendo dal capitale complessivo versato, incrementato annualmente dalle cedole non pagate, in regime di capitalizzazione composta. La rendita potrà essere indicizzata all’inflazione corrente anno per anno per mantenere intatto il suo valore reale.

L’idea è quella di fornire un’ulteriore forma complementare di previdenza a costi bassissimi, essendo un investimento sicuro, privo di commissioni e di costi di gestione.

Si tratta di un sistema più prossimo a quello di un PAC che ad un PIP, riflettendone quindi pregi e difetti, ma con notevoli vantaggi per il lavoratore (costo praticamente nullo, massima flessibilità nei versamenti variabili a piacimento – tassazione agevolata al 12,5% sui rendimenti, esenzione dall’imposta di successione).

Ed anche lo Stato ne trarrebbe vantaggio, attraverso l’emissione di titoli di debito a collocamento “sicuro” e, per tutto il periodo dell’accumulo, senza oneri di liquidità poiché non è previsto il pagamento delle cedole.

Insomma, le alternative al “primo pilastro” ed alla previdenza complementare ci possono essere, ognuna con i suoi pregi ed i suoi difetti, offrendo ai risparmiatori-lavoratori una gamma varia ed articolata di soluzioni fra le quali scegliere (anche con opportuni “mix” delle formule) il modo ottimale per pensare serenamente alla propria vecchiaia.

(1) Si veda “Investi nel tuo futuro e nel futuro dell’Italia” di Arun MuralidharFabio Galli e Giorgio Fano

*Giornalista e scrittore

Guida sicura anche per i dipendenti delle Poste a Torino

Torino, 19 giugno 2024 Guida Sicura, il progetto rivolto al personale di Poste Italiane nell’ambito di un protocollo d’intesa firmato con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno ha visto anche la partecipazione dei dipendenti della provincia di Torino nella tappa  che ha avuto luogo questa mattina.

Sviluppare la cultura della prevenzione degli incidenti stradali, dare priorità alla sicurezza delle persone, rispettare le regole per una guida sicura e responsabile sono le finalità dell’iniziativa rivolta a tutti i dipendenti che durante l’orario di servizio utilizzano un veicolo per lo svolgimento della propria attività, in particolare portalettere, venditori e autisti di mezzi pesanti.

Fra le varie forme di collaborazione formativa tra PosteItaliane e Polizia di Stato rientra anche l’incontro odiernodurante il quale i funzionari della Polizia Stradale hanno illustrato le situazioni di rischio e le modalità per affrontarle, le distrazioni più comuni e pericolose, i dispositivi di protezione individuale e i limiti di velocità.

L’iniziativa rientra in un programma di appuntamenti che, dal 2023 ad oggi ha già coinvolto 144 dipendenti in Piemonte di cui  71 torinesi.

L’ Azienda pone costante attenzione ai temi della sicurezzastradale che coinvolge ogni giorno il personale impiegato nel servizio di distribuzione di pacchi e corrispondenza attraverso motocicli, tricicli, quadricicli, auto e furgoni. In provincia di Torino sono oltre 660 gli addetti alle consegne.

 

Nei prossimi mesi Guida Sicura coinvolgerà i dipendenti di Poste Italiane delle altre regioni italiane per un totale di 33 appuntamenti.

Transizione digitale ed ecologica distante per 85% Pmi piemontesi

Lo rende noto studio dell’Osservatorio Economico della Federazione Piccole e Medie Imprese presieduto da Luca Pantanella

Transizione ecologica e digitale lontane per PMI piemontesi”. Lo rivela uno studio di Luca Pantanella, presidente dell’Osservatorio Economico Federazione Medie e Piccole imprese che in Piemonte conta oltre 500 aziende su un totale di 6000 in Italia.

Gli obiettivi dell’agenda 2030 in termini di automazione dei processi ed ecosostenibilità risultano ancora impraticabili per l’85% dei piccoli imprenditori in regione. La crisi di liquidità seguita a una fase di stagnazione di mercato post pandemica porta le aziende a ridefinire priorità e urgenze nella gestione quotidiana del business, fra cui la rinegoziazione di accordi fra banche e fornitori per un maggiore equilibrio nella vita operativa dell’impresa”.

Ma c’è di più. “I mutamenti post Covid su rating e parametri di merito creditizio – chiosa Pantanella – hanno reso più arduo il ricorso a bandi pubblici di finanza agevolata preposti allo scopo, che prevedono stringenti condizioni di solidità e stabilità dell’azienda molto più idonee a grandi produttori che a piccole realtà con massimo 15 dipendenti l’una, per ovvie ragioni di volumi e risorse strutturate in forma più semplice e impossibilitate ad avere un management specificamente profilato. È un po’ come proporre un seggiolone a chi è affetto da nanismo”, chiosa Pantanella.

 

La seconda edizione del Premio Giornalistico Paolo Osiride Ferrero

Martedì 18 giugno alle ore 18,30 presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino sono stati premiati i vincitori della seconda edizione del Premio Giornalistico Paolo Osiride Ferrero 2024.

Il Premio è ideato e promosso da CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà grazie al sostegno e alla partnership strategica con Fondazione CRT nell’ambito del progetto Agenda della Disabilità, con il Patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, della Federazione Nazionale Stampa Italiana,della Città di Torino, della Regione Piemonte e in collaborazione con il Master in Giornalismo “Giorgio Bocca”dell’Università di Torino, l’Associazione Angelo Burzi, OPES aps, la media partnership con l’Agenzia ANSA e il sostegno di ASTM Group, Avio Aero, Reply e Fondazione Venesio Ente Filantropico.

L’iniziativa nasce dalla volontà di valorizzare chi all’interno del mondo dell’informazione in Italia si sia particolarmente distinto attraverso la propria attività giornalistica, autoriale o di creatore di contenuti nel sensibilizzare sui temi della disabilità e dell’inclusione sociale oltre ai sei goal fondamentali contenuti dentro l’Agenda della Disabilità, il progetto ideato da CPD e Fondazione CRT, utilizzando un approccio, un linguaggio e una trattazione originale degli argomenti in grado di far progredire realmente la società civile su questo versante così centrale. 

Numerose le adesioni arrivate quest’anno, più di 150, provenienti oltre al Piemonte da tutto il territorio nazionale, dal Trentino al Lazio fino alla Sicilia e alla Sardegna.

Il merito è anche degli eventi di promozione del concorso che all’inizio di quest’anno è stato presentato alla stampa nazionale nella sala conferenze della Camera dei Deputati a Roma, alla presenza di Alessandra Locatelli, Ministro per le disabilità.

Oltre alla provenienza, si è soprattutto allargata la tipologia delle testate giornalistiche a cui appartengono le tante firme che hanno inviato i propri lavori alla segreteria del Premio. Tra queste si segnalano in particolare: La Stampa, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Avvenire, Il Tirreno, il Riformista, Tuttosport, Il Secolo XIX, TG2 Medicina, TG Sport RAI 2, RAI 3, TGR, RADIO 1 RAI e TV 2000.

Sono stati assegnati:

Premio Carta stampata e un assegno di 2.000 euro ad Antonio Mira per l’articolo “Cercarla anche se non è facile”,pubblicato sul bimestrale cartaceo “La Via Libera” (n. 23 del 2023).

Premio Radio e TV e un assegno di 2.000 euro a Laura Bertie Lidia Scognamiglio per il servizio andato in onda il 25 dicembre 2023 su TG2 Medicina 33.

Premio Web e Social e un assegno di 2.000 euro a Elena Magagnoli per l’articolo “UE: le donne con disabilità sono vittime di sterilizzazione forzata” pubblicato su La Svolta quotidiano online il 7 dicembre 2023.

Premio Speciale al LAD – Liceo Artistico del Design di Torinoper la comunicazione visual del Premio Giornalistico Paolo Osiride Ferrero.

Durante la serata condotta dalla giornalista Carla Piro Mandersi è tenuto un talk sul tema Comunicazione e Disabilità cui hanno partecipato Luigi Contu, Direttore dell’ANSA, Valentina Tomirotti, giornalista e attivista, Claudio Arrigoni, giornalistadella Gazzetta dello Sport, Marco Andriano, influencer eFabrizio Vespa, giornalista e coordinatore del Premio.  

I testi selezionati dal Premio Paolo Osiride Ferrero sono stati in grado, secondo il giudizio insindacabile della giuria, di accendere l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul tema della disabilità e delle persone in difficoltà attraverso il racconto di storie originali e che si pongano in una chiave esemplare oltreché di indagine o di denuncia.

L’obiettivo finale è migliorare la percezione generale su queste tematiche così centrali, superando l’ancora troppo frequente approccio pietistico e strumentalizzante e far progredire il linguaggio e la comunicazione verso una modalità più corretta, innovativa e moderna.

Inoltre, il titolo del Premio porta con sé la memoria di Paolo Osiride Ferrero, Presidente storico della Consulta per le Persone in Difficoltà, eletto nel 1995 e alla quale si è dedicato per tutta la vita fino alla sua scomparsa. In particolare, nel suo lavoro incessante per far progredire questi temi, Paolo Osiride Ferrero si è caratterizzato non solo per le modalità innovative di interlocuzione con le istituzioni e il mondo associativo, ma soprattutto per la sua capacità di dialogo e interazione con il mondo della comunicazione. Figura di rottura anche in questo, aveva infatti intuito fin da subito l’urgenza di superare la barriera culturale che relegava i temi della disabilità al di fuori dei normali canali e del lessico della comunicazione.

BIO VINCITORI

ANTONIO MARIA MIRA, detto Toni, nato a Roma il 5 gennaio 1954, sposato e con quattro figli, è collaboratore del quotidiano Avvenire dopo esserne stato caporedattore, inviato speciale e editorialista curando le inchieste e i dossier di approfondimento.È membro dell’Osservatorio su ambiente e legalità di Legambiente ed è tra i collaboratori del dossier annuale “Ecomafie”.

Fa parte della Commissione Consultiva Permanente di Avviso pubblico, del Comitato scientifico del bimestrale “lavialibera” il progetto editoriale di Libera e del Gruppo Abele, del Comitato scientifico del Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e del Movimento antimafia di Corleone, del Comitato scientifico del progetto “Libera il bene” promosso da Libera e dalla Conferenza episcopale italiana. È membro del Comitato scientifico dell’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil sul caporalato e lo sfruttamento.

LIDIA SCOGNAMIGLIO

Nata a Napoli, vive e lavora da anni a Roma. Laureata in Lettere moderne, si è specializzata alla Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia. Nel 2007 è diventata giornalista professionista e ha iniziato il suo percorso in Rai, inizialmente a Rainews24 e al Giornale Radio Rai mentre dal 2008 è al TG2 nella rubrica Medicina 33 e nella redazione di Scienze. Si è sempre occupata di medicina, cercando di dar spazio nei servizi anche al risvolto umano delle persone e dei pazienti.

LAURA BERTI

Nata a Roma il 26 novembre 1959, laureata in Lingua e Letteratura Angloamericana all’Università La Sapienza con Master in Giornalismo presso la Luiss, è giornalista professionista dal 1993. Ha lavorato per il Messaggero, Paese Sera, Espresso e TMC. È caporedattrice del TG2, dal 2014 è conduttrice e curatrice della rubrica TG2 “Medicina 33”. Sempre per il TG2 è stata inviata in Etiopia, Africa Centrale, Sudafrica, Canada, Romania e Bulgaria oltre a essere autrice di numerosi dossier a sfondo scientifico.

ELENA MAGAGNOLI

Autrice freelance, laureata in Giurisprudenza all’Università Bocconi, scrive di diritti umani, questioni di genere e cultura. Collabora con La Svolta, La Nazione e Luce!. 

Open day prevenzione al femminile al Sant’Anna

Open day prevenzione al femminile: venerdì 21 giugno l’ospedale Sant’Anna di Torino organizza l’evento “Prevenzione al femminile nelle fasi della vita”. Il 19 giugno visite e servizi gratuiti in oltre 160 ospedali Bollino Rosa di Fondazione Onda ETS Venerdì 21 giugno 2024 dalle ore 14 alle ore 18 l’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino organizza, presso l’Aula Dellepiane (via Ventimiglia 1), l’evento “Prevenzione al femminile nelle fasi della vita”. Fondazione Onda ETS nella giornata del 19 giugno 2024 coinvolge gli ospedali Bollino Rosa per promuovere la prima edizione dell’(H) Open Day prevenzione al femminile – dalla pubertà alla menopausa, offrendo gratuitamente servizi clinico-diagnostici ed informativi, quali visite, esami strumentali, colloqui, infopoint, conferenze e distribuzione di materiale dedicato nelle aree specialistiche di cardiologia, dermatologia, diabetologia, dietologia e nutrizione, endocrinologia e malattie del metabolismo, ginecologia e ostetricia, neurologia, oncologia ginecologica, oncologia medica, psichiatria, senologia ed urologia. «Promuoviamo per la prima volta l’(H) Open Day prevenzione al femminile – dalla pubertà alla menopausa con l’obiettivo di promuovere presso la popolazione femminile una corretta prevenzione primaria e secondaria in tutte le fasi della vita, dalla pubertà alla menopausa appunto, in relazione alle modificazioni ormonali che le accompagnano e le caratterizzano in modo molto specifico, impattando sulla salute e sul benessere psico-fisico», dichiara Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda ETS. Per l’occasione verrà distribuito negli ospedali un opuscolo divulgativo-informativo dal titolo “Ormoni e Salute femminile”, disponibile anche in formato elettronico sul sito www.fondazioneonda.it nella sezione “Pubblicazioni”. I servizi offerti dalle oltre 160 strutture del network Bollino Rosa che hanno aderito all’iniziativa saranno consultabili a partire dal 10 giugno 2024 sul sito www.bollinirosa.it con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione, accedendo alla sezione “consulta i servizi offerti”. È possibile selezionare la regione e la provincia di interesse per visualizzare l’elenco degli ospedali aderenti. Fondazione Onda ETS dal 2007 attribuisce agli ospedali che erogano servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili il riconoscimento del Bollino Rosa. Il network, composto da 361 ospedali dislocati sul territorio nazionale, sostiene Fondazione Onda ETS nel promuovere, anche all’interno degli ospedali, un approccio “di genere” nella definizione e nella programmazione strategica dei servizi clinico-assistenziali, indispensabile per garantire il diritto alla salute non solo delle donne ma anche degli uomini. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio di AOGOI – Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, SID – Società Italiana di Diabetologia, SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia medica chirurgica estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse, SIE – Società Italiana di Endocrinologia, SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, SIIA – Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa – Lega Italiana contro l’Ipertensione Arteriosa, SINPF – Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, SIP – Società Italiana di Psichiatria e con il contributo incondizionato di Vichy nell’ambito del progetto etico Hormonall, un programma di formazione dedicato all’impatto delle variazioni ormonali sul benessere delle donne.

“Sprissetto”, l’aperitivo sotto la Mole

Classico, Bitter, Venezia, Eden e Sud sono le varianti di Sprissetto che trovate da Borello Supermercati, scelto come pioniere di prodotti locali e in questo caso di un nuovo aperitivo piemontese

Partendo dall’aperitivo per antonomasia, Marco Lo Greco fondatore di Sprissetto, inizia a immaginare il suo nuovo modo di concepire l’happy hour. Un progetto curato per tre anni, culminato nel 2021 con la commercializzazione del primo prodotto nel mercato HO.RE.CA, successivamente importato in Australia e ora, con la collaborazione di tre soci, presente in 15 paesi nel mondo.

Marco, classe 1991, vanta una carriera decennale come bartender e una formazione nell’ambito del design, questo percorso gli ha permesso di studiare i prodotti a 360°, dagli ingredienti fino all’etichettatura.

Le ricette sono ispirate alla tradizione liquoristica italiana e realizzate artigianalmente con ingredienti naturali come erbe amaricanti, scorze di agrumi, spezie e frutti. Questi liquori sono perfetti per creare i cocktails da aperitivo più celebri, tra cui lo Spritz, l’Americano e il Negroni.


Il brand Sprissetto è stato ideato prendendo ispirazione dal Veneto in quanto patria dell’aperitivo e dal suo dialetto, l’etichetta è stata disegnata da Marco che con il suo passato nel design ha saputo abilmente mixare font semplici e giovani con il giusto spazio per la lista ingredienti così da rendere i consumatori informati.

Classico, Bitter, Venezia, Eden e Sud sono le varianti di Sprissetto che trovate da Borello Supermercati, scelto come pioniere di prodotti locali e in questo caso di un nuovo aperitivo piemontese.

Eleonora Persico

Sicurezza e degrado: “Linea 4 Gtt: un bivacco”

RAVELLO (FDI): LO RUSSO PONTIFICA SU OPERAZIONE “STRADE SICURE” MA, SU SICUREZZA E LEGALITA’, IL COMUNE E’ FERMO AL PALO.

“Sono felice che il Sindaco Lo Russo pontifichi sull’operazione ‘Strade Sicure’, è quantomeno un segnale di vita. Già, perché se da un lato la misura messa in campo dal Governo può avere degli aspetti perfettibili, cosa peraltro scontata in una fase sperimentale, d’altro canto non si comprende cosa abbia fatto il Comune, nel frattempo, in tema di sicurezza e legalità. Forse, invece di disquisire di stanzialità o di mobilità dei presidi militari in città, Lo Russo dovrebbe sposare la concretezza, impedendo per esempio i continui bivacchi segnalati, anche oggi, sulla linea 4 Gtt o agendo concretamente affinché un anziano disabile non venga spedito in terapia intensiva da un nordafricano, in pieno giorno, in Barriera di Milano”. Ad affermarlo Roberto Ravello, dirigente regionale di Fratelli d’Italia e neo-eletto in Consiglio Regionale del Piemonte.
“Mi risulta che il Governo – continua Roberto Ravello – abbia messo in campo azioni concrete, con oltre 3.300 assunzioni extra-turnazione pensionistica nelle Forze dell’Ordine, 1.400 militari in più impiegati nell’Operazione ‘Strade Sicure’ – di cui quasi un centinaio distaccati su Torino – e il rinnovo del contratto collettivo del comparto. Di contro, il Comune preferisce concentrare gli sforzi della Polizia Municipale sulle multe-bancomat piuttosto che nel pattugliamento del territorio. Auspico che il nuovo corso, targato Porcedda, riporti Sindaco e Comune alla fredda realtà e assicuri un repentino cambio di marcia”.

Traffico nel caos: incidente tra un tir e un’auto di grossa cilindrata guidata da un 17enne

Aveva solo 17 anni il conducente alla guida di un’Audi di grossa cilindrata che a Pinerolo in strada Stupinigi verso Orbassano, si è schiantato contro un tir carico di benzina che viaggiava sulla propria corsia. Auto distrutta e lievi ferite per il giovane che, come riporta l’  Eco  del  Chisone, era già stato fermato e denunciato per guida senza patente. Traffico in tilt fino a quando la strada è stata liberata dai due mezzi.

Esame di maturità per quasi 20 mila studenti torinesi

In Piemonte sono 33mila gli studenti degli istituti superiori alle prese stamane con la prima prova degli esami di maturità,  18mila solo a Torino.
Il sindaco Stefano Lo Russo, sui social ha rivolto loro un augurio: ” l’esame di maturità, un momento importante nel percorso scolastico e di crescita. A tutte le studentesse e tutti gli studenti che si trovano di fronte all’impegno della prima prova va il mio personale in bocca al lupo, e l’augurio di affrontare al meglio il loro esame”. Al liceo classico Massimo D’Azeglio di Torino il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Stefano Suraniti ha portato il proprio saluto ai maturandi.